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Il duo Ago Perrone Giorgio Bargiani special guest al Camparino

Ago Perrone & Giorgio Bargiani_Camparino
Il duo alla guida del Connaught Bar di Londra, miglior bar del mondo, il 25 ottobre sarà dietro il bancone dell'iconico locale milanese con una drink list di loro signature

Sarà il duo di mixologist tra i più acclamati e premiati al mondo il protagonista del nuovo appuntamento con l’alta miscelazione internazionale al Camparino in Galleria, in programma lunedì 25 ottobre (dalle 18.30). Parliamo di Ago Perrone e Giorgio Bargiani, rispettivamente, director of mixology e head mixologist del Connaught Bar di Londra, locale che sorge nel cuore del quartiere Mayfair e che sotto la loro guida si è piazzato al primo posto della classifica di The World’s 50 Best Bars, conquistando anche il titolo di miglior Bar Team 2020 a Tales of the Cocktail.

Perrone e Bargiani, ambasciatori della scuola dell’ospitalità italiana nel mondo, si uniranno dientro al bancone del Camparino a Tommaso Cecca e Mattia Capezzuoli, rispettivamente, store manager e head bartender e mixologist dell’iconico locale milanese di Gruppo Campari, proponendo una drink list studiata ad hoc che esprime tutto il loro stile. Stile dove classicismo e tradizione vengono reinterpretati in chiave contemporanea, per creare nuove storie, percorsi ed emozioni che rendono l’esperienza la drink experience.

Palcoscenico della serata la Sala Spiritello, che si affaccia sulla Galleria Vittorio Emanuele e impreziosita anche dall’originale Spiritello, opera del 1921 di Leonetto Cappiello icona del marchio Campari. Qui verranno serviti quattro cocktail firmati dal duo: il Connaught Negroni al Camparino, un omaggio al locale milanese che ospita i due mixologist, MiLò Seltz, Legato, dai gusti decisi che richiamano la tradizione, e l’iconico Connaught Martini, la loro versione del grande classico basata su estrema personalizzazione, che nel locale londinese viene preparato direttamente al tavolo, grazie al Martini Trolley, in modo da attivare una forte interazione con il cliente che esprime le sue preferenze di gusto a partire dalla scelta del distillato.

Per patecipare alla serata è necessario prenotarsi tramite il sito camparino.com o chiamando al numero 02 86464435.

Compacta Vario 12 Coldelite, tre mantecatori per il laboratorio di Fatamorgana

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Sono in grado di pastorizzare e mantecare in pochi minuti. E hanno una capienza fino a 12 kg di miscela per gelato

Maria Agnese Spagnuolo, titolare della gelateria Fatamorgana (che oggi conta 9 pdv, ne abbiamo parlato qui) ha un laboratorio produttivo ingegnerizzato a Palombara Sabina (Roma). Fra le attrezzature che l'imprenditrice ha scelto per ottimizzare i flussi di lavoro ci sono tre Compacta Vario 12 di Coldelite, mantecatori capaci di pastorizzare e mantecare con una sola mossa, in pochi minuti. Possono trattare fino a 12 chili di miscela gelato e per ogni “cottura” da Fatamorgana si producono dalle 4 alle 6 vaschette, pronte da inserire nei pozzetti dei punti vendita (vetrine espositive Ciam). Fra le virtù di questo prodotto anche la possibilità di ridurre la quantità di acqua necessaria alla pulizia, in modo da ridurre l’impatto ambientale. Uno dei trucchi usati da Fatamorgana è la pianificazione della produzione in base al rischio allergico. Si inizia con i gusti a rischio basso, ad esempio banana nel caso dei sorbetti, e si conclude con quelli più critici, come la fragola, che è altamente allergizzante. «Questo ci consente al contempo di essere più sicuri e di utilizzare meno acqua nella pulizia della macchina», spiegano.

Con il Pancettone salato c’è il kit per l’aperitivo

L'idea in più per conquistare i clienti: oltre al lievitato salato con cubetti di pancetta, Mattia Premoli della pasticceria La Primula di Treviglio ha ideato dei cantucci salati e altre proposte per l'aperitivo domestico

Si chiama proprio così, Pancettone, l'invenzione di Mattia Premoli della pasticceria La Primula (Treviglio). Un morbido lievitato salato, da mangiare tutto l'anno. Il Pancettone è un bauletto da 500 g (disponibile anche nel formato vasocottura, da 230 g) creato con l’impasto del panettone classico - con lievito madre e nessun conservante chimico -  amalgamato a pepe, cubetti di pancetta dolce di alta qualità e mais dalla filiera corta di Treviglio.

Lievitati "medagliati" e sospensioni salate

Un lievitato da accompagnare anche a un cocktail, a un prosecco o a una birra artigianale al momento dell'aperitivo. Mattia Premoli è stato finalista, con il suo panettone tradizione, in concorsi importanti come il Panettone Day (lo scorso anno) e Artisti del panettone. Sempre nel 2020 ha vinto il premio Gazza Golosa e quest'anno ha vinto con il suo Panettone classico la Medaglia d’Oro Fipgc per il Campionato Mondiale Miglior Panettone del Mondo. «Amo molto l’aperitivo, è un momento di relax a cui non si vuole rinunciare anche quando i locali sono chiusi», spiega in una nota Mattia Premoli. Proprio pensando al momento dell’happy hour domestico è nato il Pancettone, «un panettone dolce, sofficissimo, con sospensioni salate».

Le proposte salate per il kit dell'aperitivo

L'idea in più è quella di costruire un vero e proprio kit per l'aperitivo casalingo, in vendita insieme al Pancettone sullo shop online di La Primula. Mattia ha ideato il Kit aperitivo secco, con le sue specialità artigianali. I Cantucci Salati arachidi e mais, cantucci rivisitati in chiave salata, con arachidi, origano e peperoncino, fatti per accompagnarsi al vino e non al vin santo. Poi le schiacciatine alla curcuma e semi pensate come ideali sia per accompagnare il pasto, sia per uno spuntino a metà giornata; i grissini Umami, croccanti e friabili, ricchi di gusto senza essere salati o grassi; infine i grissini all’olio extravergine di oliva, nella ricetta tradizionale del grissino stirato a mano come una volta.  

Kern, la bilancia tecno per il laboratorio del gelato Fatamorgana

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Un software dedicato, una tolleranza minima di errore, il collegamento diretto al computer. Così la bilancia si rivela fondamentale nel laboratorio di Fatamorgana

Maria Agnese Spagnuolo, titolare della gelateria Fatamorgana (che oggi conta 9 pdv, ne abbiamo parlato qui) ha un laboratorio produttivo ingegnerizzato a Palombara Sabina (Roma). Fra le attrezzature che l'imprenditrice ha scelto per ottimizzare i flussi di lavoro c'è la bilancia Kern. Collegata al computer, tarata per una minima tolleranza di errore, vanta un software che dà il via libera solo se l’obiettivo è stato raggiunto. È questo il cuore dell’ingegnerizzazione della produzione operata da Fatamorgana da quando si è spostata nei laboratori di Palombara Sabina. Contestualmente, una volta inserito l’ingrediente nel composto e registrato dalla bilancia, il software comunica con il magazzino, segnalando quando quel tale ingrediente è da riassortire. In questo modo, il sistema aiuta l’organizzazione delle forniture, tutte scelte con cura e quanto più possibile nel rispetto della territorialità. Il software sa anche cosa manca nelle varie gelaterie, cosa si deve produrre e dove dovrà andare, con il furgone brandizzato Fatamorgana. Allo studio anche un’evoluzione della produzione per il mercato del delivery, in modo che le vaschette possano partire direttamente dal laboratorio.

Restaurant & Bar Design Awards: vince il cinese Al More 7 Bar. Guarda le foto di tutti i premiati

More 7 Bar Restaurant & Bar Design Awards_
Il More 7 Bar
Il bar di The Linow Hotel di Xi'an è il vincitore assoluto del prestigioso concorso internazionale dedicato alla progettazione di spazi per il food e il beverage

Il Restaurant & Bar Design Awards ha emesso i suoi verdetti. Sono stati annunciati i vincitori del prestigioso contest internazionale dedicato alla progettazione di spazi per il food e il beverage. Un concorso che premia non la qualità di ciò che si mangia o si beve, ma l’ambiente nel quale cibi e bevande sono serviti.

Ad aggiudicarsi la vittoria, ovvero il primo posto assoluto, nella categoria bar è stato il More 7 Bar di The Linow Hotel di Xi'an, in Cina, progettato dallo studio Republican Metropolis Architecture.

Circa un migliaio, provenienti da quasi un centinaio di Paesi da tutto il mondo, i locali canditati all’edizione 2021 del concorso, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione, e aperto a ogni tipologia di spazio per la ristorazione, dai locali stellati a quelli che si trovano negli aeroporti, da quelli situati nelle navi a quelli nei musei, fino ai furgoni e agli allestimenti per lo street food.

A valutarne gli aspetti di design una giuria internazionale composta da 45 personalità tra le più influenti nei settori del design, dell’ospitalità e del lifestile, che ha incoronato, oltre al vincitore assoluto (Overall Bar), i migliori progetti per area geografica (Regional Winners), con il More 7 Bar vincitore anche per l'area Asia.

Ecco i locali premiati per area geografica.

Europa
Múzsa, Budapest (Ungheria) - Richmond International

America
8 Street Brickell at Brickell Solitaire, Miami (Usa) - Bigtime Design Studios

Australia e Pacifico
Nick and Nora's, Melbourne (Australia) - Studio Y

Medio Oriente & Africa
&More by Sheraton, Tel Aviv (Israele) - Hba

Beer&Food Attraction e IHM scaldano i motori per la ripresa dell’horeca

Beerr & Food Attraction 2022
Ritorna in presenza l'importante appuntamento fieristico del settore bevande e foodservice per il canale Horeca, insieme con International Horeca Meeting dei distributori di bevande e BBTech Expo dedicato alla tecnologia di settore.

Aprirà i battenti in presenza alla Fiera di Rimini il prossimo 20-23 febbraio 2022 la 7.a edizione di Beer&Food Attraction insieme alla 11.a edizione di IHM-International Horeca Meeting e alla 4.a edizione di BBTech Expo.

Dopo oltre 20 mesi di pesante crisi pandemica, il settore del fuoricasa (Horeca) questa estate è finalmente ripartito e punta a recuperare in pochi mesi le quote di mercato perdute. Secondo uno studio di settore Tradelab, il 2021 si concluderà con un incremento dei consumi a 66 miliardi di euro, in forte crescita rispetto ai 54 miliardi del 2020, ma non ancora al livello degli 85 miliardi del 2019.

Le novità di Beer&Food Attraction e Italian Exibition Group sono state presentate nel corso di una conferenza stampa tenuta al Museo Alfa Romeo di Arese (Mi) da Flavia Morelli, Group Exibition Manager Food & Beverage Division di Ieg e da Marco Cecchini, Business Development Manager Ieg.

Sono stati modificati i giorni di manifestazione, non più da sabato a martedì, bensì da domenica a mercoledì, venendo così incontro alle esigenze di visita degli operatori del settore.
Giunto alla 7ª edizione, Beer&Food Attraction conferma la propria unicità grazie alla presenza dell´intera filiera dell´out of home, a partire dalla centralità delle birre e dell´intero comparto del beverage sino ad ampliarsi al segmento foodservice proponendo tutte le novità e innovazioni legate all´esperienza del fuori casa.

Le grandi aziende del mondo brassicolo e del beverage hanno già aderito alla manifestazione, a conferma del forte interesse di tutto il comparto di voler tornare a fare business in presenza per lanciare le novità della stagione 2022.
Nel comparto dei prodotti artigianali, spicca il nuovo progetto Craft Distilling, dedicato al mondo dei distillati artigianali che sta segnando un trend in crescita negli ultimi anni.
Conferme importanti anche dal comparto food, sezione che si avvarrà anche per questa edizione di importanti partnership, quali Fic-Federazione Italiana Cuochi e Cast Alimenti. Si riconferma inoltre il progetto Pizza Experience. Sarà inoltre data evidenza alle nuove soluzioni e servizi digitali collegati alle nuove modalità di consumo.

Rinnovata per altre 3 edizioni la partnership con Italgrob, la federazione dei distributori horeca che ha riconfermato Rimini come location ideale per l´organizzazione del suo International Horeca Meeting, appuntamento imprescindibile per tutti gli operatori della filiera, dai produttori, ai distributori ai luoghi di consumo.
Horeca Arena di IHM sarà animata da un ricco programma di talk e workshop in collaborazione con le associazioni della filiera e di prestigiose società di ricerca che tracceranno gli scenari e le opportunità future del settore.
Novità di IHM rispetto alla edizione 2020 sarà la sua collocazione al'interno dei padiglioni di Beer&Food Attraction, nel cuore della sezione dedicata al beverage (padiglione A5) con l´obiettivo di creare un connubio ancora più virtuoso con tutti gli attori della filiera.
Per il comparto delle birre è stata inoltre potenziata la collaborazione con Assobirra, che, oltre a concedere il patrocinio alla manifestazione, contribuirà con contenuti e dati di settore del comparto brassicolo.

Antonio Portaccio, presidente Italgrob

«Ritrovarci ad Arese per questo evento è un segno importante e necessario per la ripresa del settore Horeca - ha dichiarato il presidente Italgrob (associazione grossisti di bevande) Antonio Portaccio - dopo i lunghi mesi segnati dal Covid. Consapevoli della dura prova a cui sono stati sottoposti tutti i distributori che operano nel mercato Horeca, abbiamo il dovere di guardare al futuro con rinnovato ottimismo, consci di poter essere un volano per il comparto turistico, e del fuoricasa in generale, e dare una spinta significativa alla ripresa di tutta l’economia italiana. Questo appuntamento potrà rappresentare un fondamentale punto di ripartenza. La nostra ambizione, unita alla nostra determinazione, è quella di essere, con tutta la categoria dei distributori Horeca, i protagonisti di questa rinascita».

Corrado Peraboni, ad IEG

«Le fiere sono ripartite e mostrano di essere centrali per la ripresa delle imprese - sottolinea Corrado Peraboni, amministratore delegato Ieg Italian Exhibition Group (raggruppa le attività di Fiera di Rimini e Fiera di Vicenza) - in particolare, il ritorno in presenza di due fiere concomitanti come Beer & Food Attraction (birre e bevande italiane ed estere, food di abbinamento) e BBTech Expo (tecnologie, attrezzature e accessori per la produzione e il confezionamento di birre e bevande) strategico per il rilancio dell’intero settore dell’out of home, grazie anche alla sinergia con il portafoglio di manifestazioni che solo IEG può vantare nell’ambito del Food&Beverage. Anche la partnership con Italgrob è centrale per questa ripresa del mercato, come testimonia l’integrazione sempre più stretta dell’International Horeca Meeting all’interno dell’edizione di febbraio della fiera».

Vini Cantine Manfredi, l’alta espressione delle Langhe

Cantine Manfredi cantina
Bollicine, grandi rossi e bianchi compongono la linea Patrizi e la selezione di proposte firmate Bricco Rosso della cantina di Farigliano per il fuoricasa

Passione per il vino e per il proprio territorio: le Langhe.

È attorno a queste due passioni che si sviluppa la storia delle Cantine Manfredi. Una storia lunga oltre un secolo, iniziata all’inizio del Novecento, quando Giuseppe Manfredi, detto “Pin”, fonda la sua azienda, trasformando la tradizione familiare di viticoltori in una vera attività che inaugura con la produzione del Dolcetto.

Nel cuore delle Langhe, a Farigliano, in provincia di Cuneo, sorgono le cantine Manfredi, proprio nella porzione più “selvaggia” di questo territorio Patrimonio Unesco più “selvaggia”: un’area non caratterizzata da monocoltura, ma da una perfetta alternanza tra vigneti, noccioleti, boschi e campi di grano, dove solo le zone con la migliore esposizione sono coltivate a vite. E qui, da allora, continuano a produrre vini di altissima qualità. Sì, perché la passione per il vino e il territorio che animava Pin è stata ereditata dal figlio Aldo, che ora guida l’azienda nella quale è entrato giovanissimo, negli anni Sessanta, lavorando fianco a fianco con il padre in cantina e carpendone i segreti dell’arte vitivinicola.

Negli anni l’azienda è cresciuta, ampliando produzione e proprietà con l'acquisizione di cascine e vigneti nelle migliori esposizioni nelle Langhe, entro le zone di produzione dei più classici e rinomati vini piemontesi. Come la collina del Bricco Rosso, interamente vocata alla vite, dove il particolare microclima regala vini corposi e importanti e sulla quale sorge l’omonima cascina, cuore delle Cantine e di proprietà della famiglia Manfredi da generazioni.

Passione per il vino e per il territorio

Parallelamente è cresciuto il successo dei suoi prodotti sia in Italia sia nei mercati esteri, dove i vini Cantine Manfredi fin dagli anni Ottanta si sono affermate sulle più diverse piazze, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Canada fino al Giappone e ora anche in Cina.

Chiave del successo la passione con la quale Aldo, insieme alla moglie Gianfranca e alle figlie, Luisa e Paola, e i loro collaboratori continuano a portare avanti l’attività, sempre con una forte attenzione alla qualità del prodotto, a partire dall’attenzione in vigneto, prima e durante la vendemmia, proseguendo per tutte le fasi di lavorazione della preziosa materia prima.

Un’attenzione che si traduce anche in tutela dell’ambiente dove nascono questi grandi vini. Tutta la produzione dell’azienda è improntata alla sostenibilità, dalla vigna, dove gli interventi chimici sono ridotti al minimo, alla cantina, dove l’energia utilizzata è generata da un impianto fotovoltaico, evitando così l’emissione in atmosfera di tonnellate di anidride carbonica.

Prodotti di alta gamma per il fuoricasa

E tutta la qualità dei vini di Manfredi si incarna nella linea Patrizi e in quella firmata Bricco Rosso, gamme dedicate al fuoricasa che comprendono bollicine, vini bianchi e rossi, alta espressione della tradizione vitivinicola delle Langhe.

Nella gamma Patrizi tra le bollicine troviamo l’aromatico Asti Docg, e gli eleganti spumanti nelle versioni Extra Dry e Brut. Capofila dei rossi, il re del vini, il Barolo Docg, dal sapore caratteristico e austero, il Barbaresco Docg, pieno ed armonico, il Nebbiolo D’alba Doc, dall’aroma inconfondibile, il Dogliani Docg, secco, equilibrato e armonico, la Barbera D’asti Docg, dai profumi fruttati e dal nerbo deciso, la Barbera D’alba Doc, asciutta, piena e armonica. Non meno ricca la varietà dei bianchi, con il Roero Arneis Docg, secco, piacevolmente amarognolo ed erbaceo, il Gavi Docg, dall’aroma delicato e fresco, e il Gavi Docg del Comune di Gavi, dall’aroma fruttato.

Ricca anche la selezione di vini firmati Bricco Rosso. Tra i grandi rossi questa propone il Dogliani Docg, dal profumo fruttato e dal gusto secco e armonico, il Langhe Doc Rosso ''Suagnà'', vellutato e armonico, la Barbera d’Asti Docg, dal gusto secco, rotondo e armonico, il Nebbiolo d’Alba, dal gusto ampio e profondo. La gamma si completa con il Roero Arneis Docg, dall’aroma fresco e giustamente erbaceo, lo spumante Brut Millesimato, fruttato e piacevolmente secco, e con un fragrante Moscato d’Asti Docg.

Il nuovo Zenzero Fabbri 1905 è anche per i professionisti

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Il vaso da 600 g
Si chiama Zenzero Fabbri - Zenzero e Sciroppo e condivide con l'Amarena l'iconico pack che ha reso il brand bolognese noto in tutto il mondo

Sarà presto disponibile anche per i professionisti della pasticceria e della gelateria il nuovo Zenzero Fabbri - Zenzero e Sciroppo. Intanto la novità di casa Fabbri 1905 è stata presentata nella versione consumer, nei barattoli da 230 g e 600 g.

Un pack iconico, noto in tutto il mondo

L'azienda bolognese introduce così la nuova referenza: «Un prodotto contemporaneo, versatile e altamente innovativo, frutto dell’incontro tra opposti: l’Oriente - con i suoi profumi e le sue spezie - con l’Occidente, il dolce con il piccante, la sapidità con la freschezza, la tradizione con la modernità». Fabbri 1905 ha scelto, per lo Zenzero, di richiamare il suo packaging iconico, l’inconfondibile vaso in una versione riadattata, con il richiamo allo zenzero affidato a spirali luminose che si alternano ai classici decori bianchi e blu. All'interno, pepite dorate di zenzero sono immerse in uno sciroppo di zenzero e curcuma, pronte ad essere degustate in purezza o a dare un tocco particolare a ricette dolci o salate.

Può cambiare le sorti di una ricetta, dolce o salata

Per l'occasione, l'azienda ha coinvolto la cuoca e food blogger Sonia Peronaci, che ha creato ricette dolci e salate utilizzando il nuovo prodotto: tartufini con cuore di zenzero candito e un tortino di pere, ricotta e zenzero candito, queste le proposte dolci, a chiudere un menu che ha alternato piatti salati e cocktail speziati ideati dal bartender Alessandro Cattani.  

Formazione e tante novità by Caffè Vergnano a Host

Caffè Vergnano tazzina
Caffè Vergnano porterà alla fiera internazionale dell'ospitalità, in programma a Milano dal 22 al 26 ottobre, i suoi prodotti di punta e le ultime novità

Dal 22 al 26 ottobre torna l’appuntamento con HostMilano, la fiera per i top player mondiali dell'ospitalità professionale, organizzata da Fiera Milano. Caffè Vergnano parteciperà all’evento, che vanta quest’anno quasi 1300 espositori provenienti da 40 Paesi, presentando i suoi prodotti di punta e le ultime novità in programma.

Focus aziendale per Caffè Vergnano resta la formazione. Con la sua Accademia e grazie a una squadra di formatori composta da docenti esperti, veri ambassador dell’eccellenza italiana, la torrefazione piemontese da sempre incentiva e sostiene lo sviluppo del talento dei suoi baristi, offrendo gratuitamente corsi professionali altamente qualificati.

La collezione Pink

Tra le proposte che verranno presentate a Host, la prima collezione Pink di macchine del caffè a uso domestico a supporto del progetto di sostenibilità al femminile, Women in Coffee. Saranno infatti la Trè by Caffè Vergnano, la Sanremo Cube e la Faemina “a vestirsi” di rosa per entrare a far parte a tutti gli effetti della Pink Collection a sostegno dell’iniziativa.

Le macchine saranno disponibili a breve sull’e-shop di Caffè Vergnano in una sezione “Premium” dedicata ai prodotti di punta della collezione, con fasce di prezzo differenti. Uno spazio dedicato a tutti coffee lover che vorranno vivere il piacere di gustare un caffè di qualità come al bar, ma nella comodità della propria casa.

Il rilancio delle caffetterie a marchio

HostMilano sarà anche l’occasione per rilanciare le caffetterie a marchio Caffè Vergnano 1882, fiore all’occhiello dell’azienda anche oltre i confini italiani. Le caffetterie hanno raggiunto il numero di 160 in tutto il mondo e sono apprezzate da oltre vent’anni per la loro capacità di rendere unica l’esperienza del bar all’italiana anche all’estero.

La novità più rilevante sarà il rinnovo dell’immagine delle caffetterie, con cambiamenti che spazieranno dalla comunicazione al restyling grafico fino alle nuove proposte e nuovi menù, per sorprendere e stupire anche i clienti più fedeli.

I pack sostenibili

Per la parte retail protagonista sarà il restyling dei pack del caffè macinato, previsto per il mercato Italia ed estero. Anche nella distribuzione organizzata Caffè Vergnano, infatti, cambia look, lasciando la parola direttamente ai propri prodotti, con confezioni nuove, chiare e “responsabili”.

Una decisione che nasce dalla volontà di guidare ulteriormente il consumatore verso una scelta sempre più consapevole e responsabile, incoraggiando la cultura dell’autentico caffè Made in Italy.

Esposta nello stand anche la gamma di prodotti della Linea Aroma Mio in grani e del porzionato: un’offerta ampia per accontentare tutti gli appassionati di questo inconfondibile prodotto.

Per Caffè Vergnano, HostMilano 2021 rappresenta una vetrina e un momento d’incontro con amici e clienti, un’opportunità ulteriore per parlare e rilanciare il messaggio di sostenibilità ambientale e sociale che da sempre è parte del dna aziendale.

I gelati di quel cervellone di Fatamorgana

Sotto la lente il laboratorio ingegnerizzato di Maria Agnese spagnolo, alias Fatamorgana. Gelateria che oggi vanta pdv a Roma e Los Angeles

ROMA. Una bilancia collegata a un computer. Fin qui nulla di strano. Ma quello che si scopre nel laboratorio del gelato di Maria Agnese Spagnuolo, Fatamorgana per gli amici, è che in quel computer ci sono praticamente tutti i suoi 18 anni di esperienza da mastro gelatiere. Nonché da imprenditrice, insieme al compagno nella vita e nel lavoro Francesco Simon, che l’ha aiutata fin dall’inizio negli aspetti organizzativi, lasciando a lei la parte di creatività e di studio del prodotto. Fatamorgana apre nel 2003 il suo primo punto vendita con laboratorio, in via Lago di Lesina a Roma. In poco tempo Maria Agnese si fa apprezzare per la fantasia nella creazione dei gusti, per l’ottima consistenza e per la digeribilità del gelato. Perché è qui che sta uno dei plus di Fatamorgana: la Spagnuolo, proprio nei mesi in cui cercava un finanziamento per aprire la sua prima gelateria, scopre di essere celiaca. Da lì inizia un percorso di ricerca sul gelato, sulle sue componenti e sul modo di creare un composto stabile al netto di addensanti e additivi, chimici o naturali che siano.

Da laboratorio a polo produttivo

La tecnologia aiuta. E nel tempo quello che era un laboratorio di un punto vendita è diventato un polo di produzione, oggi collocato a Palombara Sabina, a un passo da Roma. Due laboratori spaziosi e attrezzati di tutto punto (tre Compacta Vario 12 di Coldelite, due Turbomix Cattabriga, le bilance Kern, i computer e così via), un magazzino, una cella per lo stoccaggio e un ampio spazio per le dimostrazioni con il pubblico. «Ci piace far vedere come nasce il nostro gelato, anche perché l’esser diventati così grandi ha cambiato la percezione sulla naturalità del nostro prodotto e ci teniamo a mostrare che non c’è nessuna sofisticazione, sta tutto nell’ingegnerizzazione del processo, grazie al software che ci siamo fatti realizzare, costruito sulle nostre esigenze», puntualizza Francesco Simon. È qui che torna il computer e appunto il software gestionale, in cui sono state inserite tutte le ricette, tutti gli ingredienti, tutti i punti vendita vicini e lontani, che al momento sono a quota 9: a Roma sono 6, cui si aggiunge il più recente di Monterotondo, non lontano dal laboratorio, e ancora 2 sono a Los Angeles. Tutti connessi alla rete aziendale, tutti legati a doppio filo attraverso i codici a barre che caratterizzano ogni prodotto in uscita dalla sede di Palombara.

Un database con 400 ricette di gelati e sorbetti

Il meccanismo è questo: l’operatore decide quale delle quasi 400 ricette in database deve produrre. Il software avvia la ricetta e segue l’operatore passo a passo nella produzione, indicandogli quantità e movimenti da compiere e con quale strumento. Si va avanti solo se la macchina riconosce l’azione come eseguita. Fondamentali, nel procedimento, i preparati “Fatamorgana”, sempre prodotti in casa, che sono sei e sono utilizzati a seconda che si tratti di gelati con il latte vaccino, gelati vegani o sorbetti. Nel caso dei punti vendita fuori Roma, dalla capitale partono per via aerea proprio questi mix Fatamorgana e tutto il fresco si realizza negli Stati Uniti. Nel caso dei sette punti vendita che gravitano attorno al laboratorio di Palombara, si realizza tutto lì. Una volta passato dal mantecatore, il gelato viene porzionato nelle vaschette già pronte per andare sul banco delle gelaterie (i gusti sono volutamente a vista) ed etichettato con il codice a barre. In questo codice ci sono tutte le informazioni essenziali, che accompagnano il prodotto dal laboratorio al banco, dove i pozzetti - e quindi le varietà di gelato in vendita - sono dai 42 ai 60. Si producono qui anche gli altri sfizi golosi come il sushi di gelato, sempre a base dei gusti di Fatamorgana o i semifreddi, che vanno dalla torta Agnese (semifreddo gianduia su crumble di amaretti di Sassello e mandorla d’Avola tostate, glassata a specchio con cacao e scaglie di sale Maldon) al più classico tiramisù. Lo stesso software entra poi nei singoli punti vendita e monitora i flussi di gelato, l’andamento commerciale della gelateria, i best seller o viceversa i gusti che hanno poco successo di pubblico, quindi i tempi di giacenza sul banco. «Tutte informazioni preziosissime per pianificare il nostro lavoro qui in laboratorio e per lavorare anche sul marketing del prodotto, sfruttando sia i social network che le attività di mail marketing, per creare engagement», conclude Simon.

L'intervista a Maria Agnese Spagnuolo

Qual è il segreto dei preparati Fatamorgana? Che sono del tutto naturali, bilanciati da me in anni di studio. Per farla breve, nel nostro gelato non mettiamo nessuna “E”, ma lavoriamo sull’equilibrio fra le proteine, siano esse animali o vegetali, e gli zuccheri. Le proteine impiegate per i gelati vegani e i sorbetti sono proteine del riso. Per i gelati con latte vaccino impieghiamo proteine nobili del latte. Usiamo un solo zucchero per ogni ricetta quindi o zucchero di barbabietola o fruttosio. A Los Angeles arrivano questi mix? Esatto. Sono stata due mesi a Los Angeles per scegliere i migliori fornitori e studiare ricette che incontrassero il gusto e gli ingredienti locali. Dal laboratorio di Palombara Sabina partono le buste dei preparati, per il resto mi affido alla professionalità di un’ex dipendente, che ha aperto le nostre gelaterie oltreoceano. A proposito di ex dipendenti, su questo si fonda la vostra filosofia aziendale. Nella filosofia aziendale c’è proprio questo percorso di crescita: dopo alcuni anni in laboratorio si fa il salto, mettendosi in proprio e diventando gestori di un punto vendita a marchio Fatamorgana. Fra i vostri scopi c’è anche conquistare la fiducia dei clienti. È un obiettivo su cui lavoriamo costantemente, aprendo le porte del nostro laboratorio. Purtroppo il Covid ci ha fermati per diversi mesi, ma non vediamo l’ora di riprendere con le giornate di visita dei clienti, specialmente dei bambini, che si divertono tantissimo a fare il gelato. È una bella esperienza per loro e le loro famiglie e per noi è un importante momento per farci conoscere, che serve a far capire che Fatamorgana è sempre la stessa gelateria artigianale dei primi tempi. Solo un po’ più in grande.

Dalla Corte a Host, uno stand con tante novità

Macchina espresso Icon di Dalla Corte
Macchina espresso Icon di Dalla Corte
Nel ventesimo anno dalla fondazione, l’Azienda milanese presenta la macchina espresso Icon, il macinacaffè Edge e le limited edition Anniversary di Zero

Ricorrono quest’anno i vent’anni dalla sua fondazione e Dalla Corte dimostra la sua grande vitalità con un nuovo lancio, che segue di poco le due versioni nell’edizione limitata Anniversary della macchina espresso Zero. Ora sono protagoniste la macchina espresso Icon e il nuovo macinacaffè Edge, con cui l’Azienda vuole ampliare il proprio raggio d’azione rivolgendosi a bar e caffetterie specialty, hotel e ristoranti, nonché alle piccole attività e al segmento casalingo.

Il design Di Icon è stato curato  da Emo Design Studio, che ha già realizzato altri progetti come la macchina Zero e che l’ha dotata di linee leggere e tagli geometrici per i pannelli laterali, formati da un unico guscio di acciaio inossidabile. Quello posteriore dà spazio alla personalizzazione grazie a un ampio range di colori Ral e alla possibilità di scegliere i materiali. Make Your Coffee Iconic ovvero Rendi il tuo caffè iconico, è lo slogan che accompagna la nuova macchina che si presenta affidabile e in grado di erogare espressi perfetti e ripetibili nel tempo. Per questo è indicata nei locali con alti tassi di turnover e forti picchi di domanda durante la giornata, che mettono a dura prova la qualità in tazza e non solo. La tecnologia brevettata multiboiler permette di gestire individualmente e di impostare diverse temperature di estrazione per ogni gruppo, regolandole fino al decimo di grado.  È disponibile nelle versioni da 2 e 3 gruppi, che misurano rispettivamente (lxhxp) 730x510x525 e 940x510x525 mm.

Il macinacaffè Edge si presenta con dimensioni contenute (201x582x274 mm) ed è indicato per singole origini, miscele alternative, o per ambienti dagli spazi ridotti. Le caratteristiche peculiari sono il suo sistema steady lock grinder che assicura la distanza costante fra le macine piane da 64 mm, permettendo di conservare la granulometria impostata dal barista, e il nuovo display touch, che per la prima volta si trova su un macinino Dalla Corte. Come tutti i grinder dell’Azienda milanese mantiene in posizione il portafiltro, dando al barista la libertà di dedicarsi ad altro durante la macinatura.

Le novità si possono osservare e provare a Host al pad. 15 stand C53D50 dove, come sempre, un team di baristi esperti è presente per guidare i visitatori in sessioni di degustazione di miscele specialty: Danilo Lodi, giudice ufficiale World Coffee Events, Johnny Jeon trainer Dalla Corte, Simone Guidi de La Sosta Coffee, Francesca Kunzle e Matteo Di Lorenzo, entrambi baristi professionisti certificati Sca.

Baritalia 2021: scopri i dieci vincitori

Bargiornale Baritalia Milano Moebius FINALE_GAL8954 vincitori
©Riccardo Gallini/GRPhoto
Gran finale al Moebius di Milano per il laboratorio itinerante dedicato alla mixology, con la finalissima che ha decretato i vincitori di questa edizione di BaritaliaLab

Dopo un lungo viaggio che ha percorso la Penisola, da Sud a Nord, l’edizione 2020-2021 di Baritalia è giunta al suo epilogo. A ospitare il final show del laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale il Moebius, spazio multifunzionale di lusso in zona Stazione Centrale a Milano, dove sono stati tantissimi i bartender provenienti da tutta Italia che hanno preso parte all’appuntamento.

Pezzo forte della giornata la finalissima di BaritaliaLab, atto conclusivo dell’avvincente gara a colpi di cocktail, durata sei mesi, nella quale i professionisti del bancone, sotto le insegne delle aziende partner, si sono sfidati nella preparazione del drink più popolare e richiesto al mondo, il FAI TU! Il cocktail pensato su misura, cucito come un abito, sui gusti del cliente, scelto come tema di questa edizione. A contendersi la vittoria nella finale i bartender selezionati nelle tappe di Firenze, Cagliari, Palermo, Reggio Calabria, Torino e Milano di Baritalia.

Ad aggiudicarsi la gara, e quindi il primo posto in assoluto, è stato Paolo Vernuccio del team Red Bull. Secondo classificato Riccardo Di Dio Masa del team Campari Academy, mentre a salire sul terzo del podio è stato Emilio Rocchino del team Caffo.

Altro premio assegnato la Menzione Speciale miglior Storytelling andata a Marco Marini della squadra Nonino.

Premiati anche i primi classificati per ogni team in gara. Ecco i loro nomi: Emilio Rocchino per Caffo, Riccardo Di Dio Masa per Campari Academy, Angelo La Guardia per Coca-Cola Hbc Italia, Marco Manca per Compagnia dei Caraibi, Patrick Ziliotti per Gamondi, Gian Maria Ciardulli per Molinari, Marco Fabbri per Nonino, Paolo Vernuccio per Red Bull.

A decretare i vincitori una super giuria composta da alcuni dei più noti titolari e bartender di Milano: Jonathan Abarbanel, Flavio Angiolillo, Luca Angeli, Francesco Cione, Tommaso Cecca, Yuri Gelmini, Alessandro Melis, Edoardo Nono, Teo Rizzolo e Maurizio Stocchetto.

Ma il final show non è stata solo una giornata di sfide. Altro piatto forte del menu il Baritalia Speed Date, una nuova iniziativa ideata da Bargiornale che ha dato a chi ha preso parte all’appuntamento la possibilità di incontrare a tu per tu 20 tra i personaggi più influenti della mixology milanese: un’occasione di cofromto, ma pensata anche per favorire l'incontro tra domanda e offerta di lavoro nella bar industry.

I finalisti di BaritaliaLab e i vincitori per ogni squadra (e i coach)

Caffo

Fabrizio Tacchi (coach)
Valerio Cutellè
Daniele Melani
Emilio Rocchino (3° classificato assoluto)

Campari Academy

Luca Casale (coach)
Riccardo Di Dio Masa (2° classificato assoluto)
Francesco Drago
Adriana Firicano
Davide Pelacani
Manuel Pileri
Carlo Alberto Sardano

Coca-Cola Hbc Italia

Carlo Vallarino Gancia (coach)
Pier Mario Baule
Christian Costantino
Samuel Immovilli
Angelo Laguardia
Sarah Nardi
Elisabetta Vita

Compagnia dei Caraibi

Filippo Sisti (coach)
Angelo D’Arrigo
Jonathan Bergamasco
Elena Rossi
Federico Graziani
Marco Manca
Paola Zaminga

Gamondi

Giorgio Facchinetti (coach)
Elio Casley
Patrick Ziliotti

Molinari

Davide Barbieri
Simone Berlino
Chiara Brunamonti
Gian Maria Ciardulli
Biagio Gennaro
Simone Obino

Nonino

Marco Marini
Stefano Marongiu
Marco Fabbri
Roberta Farigu

Red Bull

Terry Monroe (coach)
Ester Badami
Pasquale Borghero
Luca Di Giuseppe
Filippo Ghizzi
Giuseppe Porco
Paolo Vernuccio (1° classificato assoluto)

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