Disponibili in due differenti tipologie di carta, completano le linee di bicchieri monouso per bevande, calde e fredde, rendendo ecofriendly il delivery, l'asporto e il consumo on the go
È stata concepita tutta in un’ottica green la nuova gamma di coperchi per bicchieri di Imballaggi Alimentari. Coperchi in carta, questo il nome della novità, è stata ideata e creata dall’azienda di Sinalunga, specializzata nella produzione di pack per il fuoricasa, a completamento delle sue linee di bicchieri in carta per bevande. Coperchi e bicchieri sono infatti entrambi in materiale cellulosico, facilitando il consumatore, dopo l’utilizzo, nella raccolta differenziata e agevolando il riciclo dei rifiuti.
La gamma Coperchi in carta di Imballaggi Alimentari
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I coperchi in cartoncino bianco con rivestimento interno in PE
I coperchi Bio-Eco in carta di bamboo
La nuova gamma si compone di due linee di coordinati, realizzati in materiali differenti: i coperchi in cartoncino bianco e i coperchi Bio-Eco in carta di bamboo. I primi hanno un rivestimento interno in PE e dopo l’uso possono essere riciclati nella carta, contribuendo nell’ottica dell’economia circolare a ridurre sia il consumo di risorse naturali e materie prime, sia il quantitativo di rifiuti destinati allo smaltimento.
I coperchi Bio-Eco in carta di bamboo hanno un rivestimento interno in PLA, un polimero bio, e si possono buttare nel cestino dei rifiuti organici, in quanto biodegradabili e compostabili, oppure anche loro riciclati nella carta. Inoltre questi coperchi, come anche i bicchieri monouso realizzati con lo stesso materiale, sono ecofriendly, perché fatti con cellulosa di bamboo, materia prima che aiuta a prevenire la deforestazione, in quanto la pianta ha un ciclo di crescita rapido e spontaneo, che permette di evitare l'inutile abbattimento di alberi ad alto fusto che hanno bisogno di almeno 30 anni per ricrescere.
I nuovi coperchi in carta sono nati guardando alle nuove tendenze di consumo. Ideali per chiudere i bicchieri in carta monouso per bevande calde e fredde, sono perfetti per il delivery, l’asporto e il consumo on-the-go. E sono disponibili in tre versioni: chiusi, per mantenere il caldo e l’aroma delle bevande come caffè e cappuccino, con foro a beccuccio, perfetti per sorseggiare a passeggio, e con taglio a croce per le bibite con cannucce.
Lavorare sulla creatività e la qualità a tutto tondo. Coprire tutte le aree produttive della pasticceria. Lasciare il giusto spazio alle nuove generazioni. Così lavora Denis Buosi con i figli Andrea e Lorenzo, nelle due pasticcerie di Venegono e Varese
Venegono Superiore. In provincia di Varese (e per la verità anche oltre) la “B” della pasticceria di Denis Buosi è un simbolo noto e apprezzato. Un’impresa familiare varata nel 1958 dai genitori di Denis (nella foto con i figli Andrea e Lorenzo). E che lo stesso Denis conduce dagli anni ’80, sviluppando i negozi (a quello iniziale di Venegono nel ’99 si è aggiunto il pdv di Varese), affermando il brand Buosi e specializzandosi nel cioccolato. Per arrivare fino ad oggi, quando si affaccia nell’impresa di famiglia la terza generazione con i gemelli Andrea e Lorenzo, ciascuno con un compito ben preciso, ad affiancare il padre e impararne l’arte.
Nuove generazioni, a ciascuno il suo ruolo
«Lorenzo ha lavorato con me in laboratorio, poi le sue attitudini lo hanno portato a occuparsi della distribuzione e vendita - dice Denis -. Andrea invece, che ha fatto studi da pasticcere, anche all’estero, mi affianca stabilmente in produzione. In questi ultimi tempi, ad esempio, ci stiamo dedicando al “restyling” di alcuni dolci classici, un tipo di ricerca che prevalentemente oggi compete ad Andrea, che ci mette il suo tocco giovane e fresco. Ci tengo che se ne occupi lui, perché è così che si impara a prendere il testimone da chi ci ha preceduto. Provando e magari anche sbagliando: gli lascio carta bianca, anche perché Andrea ha un palato naturale ben sviluppato, che solitamente gli consente di trovare un buon equilibrio nelle ricette». Ne è l’esempio la torta Tropic Cake, di cui trovate la ricetta qui. «Un dolce che, quanto a colori, si ispira alla classica torta Mimosa - spiega Buosi - resa accattivante e moderna con l’uso dei frutti esotici. Sulla stessa filosofia, presentare torte di sicuro gradimento in modo nuovo e fresco, c’è anche la nostra torta Hanami, sulla quale abbiamo lavorato per mesi e che al Sigep 2019 ha consentito ad Andrea di vincere il Campionato italiano Juniores al Sigep, che io avevo vinto esattamente 20 anni prima. Su questa torta c’è stato un lungo studio: la parola Hanami significa “fioritura dei ciliegi” e ispirati da questo abbiamo fatto una ricerca su tutti i prodotti che in Giappone si usano in quel periodo; così ad esempio abbiamo trovato un tipo di pepe da usare nel cremoso di ciliegie, abbinato a un frangipane mandorle e pistacchio. Una specialità che ci dà grandi soddisfazioni».
I prodotti giusti per ogni orario
Alla base di tutto quanto c’è un concetto fondante per Denis Buosi: «Il mio obiettivo è quello di riuscire a coprire tutte le aree produttive della pasticceria, con proposte home made e controllare così in modo totale la qualità dei nostri prodotti. Se la partenza è stata la pasticceria classica e la viennoiserie, poi ci siamo dedicati al gelato e alla lavorazione del cioccolato (molti i lavori commissionati da importanti brand, fra cui Armani, Trussardi, Mercedes, Geox, ndr.). Da un po’ di tempo sto approfondendo la parte salata della pasticceria, ivi compresa la produzione di pizza, focaccia e pane. Per noi è uno sforzo produttivo notevole, ma questo ci consente di coprire i consumi di tutta la giornata, di garantire una buona proposta aperitivo, nonché di rispondere a ordini di catering totalmente con prodotti di nostra produzione. Il che risponde al mio concetto di qualità: essere autonomo per avere il controllo totale di quello che proponiamo. Una scelta che ha ripagato anche in questi difficili momenti, e i numeri lo dimostrano. I nostri due pdv dal 2019 al 2021 hanno registrato una crescita del 30%, il che è molto, in epoca di pandemia».
Nel 2022 un nuovo corso: la promessa di Buosi
La pasticceria Buosi copre una superficie di circa 300 mq, con tanto di bel giardino annesso con 90 coperti, a Venegono, dove lavorano una dozzina di persone. Un secondo punto vendita a Varese, dove i dipendenti sono 8 e i coperti nella piazza antistante (plateatico ottenuto grazie alla liberalizzazione dei dehors durante la pandemia) sono un’ottantina. Sono alcuni dei numeri significativi della pasticceria di Denis Buosi, che, oltre alla pasticceria fresca (38 euro/kg), alla viennoiserie, al cioccolato e al gelato, ha fatto di alcuni prodotti il suo cavallo di battaglia: ad esempio il Buosino, specialità in tazza a marchio registrato; i classici i Brutti ma Buoni o il Dolce Varese, tradizionale dolce da viaggio della zona a forma di tronchetto, a base di nocciole, che sarà uno dei prossimi dolci “rivisitati” dal pasticcere varesino. La produzione spazia dal dolce al salato, senza soluzione di continuità, per coprire ogni fascia oraria con un prodotto adeguato. «Durante la settimana - racconta Denis Buosi – oltre alla pasticceria mignon proponiamo sempre almeno 5 tipologie di torte secche e 2 o 3 fresche, cui si aggiungono quelle del reparto semifreddi, con almeno sempre 7 o 8 specialità a rotazione, anche in formato monoporzione. Per noi però è la prima colazione il momento di maggiore afflusso della giornata: nel fine settimana abbiamo fino a 25 tipi di brioche e prodotti da colazione, che comprendono anche fritti come krapfen e ciambelle. Addirittura per il fritto abbiamo creato una linea con un addetto dedicato, che prepara oltre a krapfen, ciambelle anche cialde dei cannoli, tortelli (per la parte dolce) e mozzarelle in carrozza, pizza fritta, alici in cotoletta e molto altro, specialità molto apprezzate sia pranzo che con l’aperitivo. Di recente la produzione salata, cominciata quasi per scherzo, ha preso piede. Non solo i classici salatini da pasticceria, ma anche la pizza e la focaccia (circa 30 teglie la settimana, 20 euro/kg, impasto che matura per 30 ore, con pochissimo lievito, farina macinata a pietra e una parte di farina integrale) e il pane, che produciamo in pezzatura grande per il fine settimana. Ciò detto, la colazione e le torte continuano a rappresentare circa il 60% del nostro fatturato».
Buosino caldo o freddo, specialità iconica a marchio registrato
Buosino caldo
Buosino freddo
Denis Buosi è l’autore di una specialità che vanta la R di marchio registrato, diventata un vero e proprio cult a Varese e dintorni: il Buosino. Si tratta di una miscela di cioccolato e caffè, top di crema di latte e granella di cioccolato fondente, accompagnata da un cucchiaino di cioccolato che si scioglie durante la degustazione. Il tutto rigorosamente servito in tazzina trasparente. Della ricetta esiste anche la versione fredda per l’estate: Buosino Ice (on the rocks) o Buosino Soft (col gelato). Il Buosino, molto richiesto nell’orario della prima colazione e non solo - è uno dei top seller della pasticceria Buosi - ha ispirato anche un panettone al cioccolato e caffè.
Who's who
Denis Buosi, classe 1965, è titolare delle omonime pasticcerie a Venegono Superiore e a Varese. Inizia l’attività nel laboratorio di pasticceria della famiglia, coltivando una vera e propria passione ed esperienza per il cioccolato. Un ingrediente che gli riserva varie soddisfazioni in gare e concorsi come il Super Sigep d’oro conquistato nel 1999, lo stesso anno in cui apre il punto vendita in centro a Varese. Le nuove leve sono i gemelli Andrea e Lorenzo, 24 anni, che oggi affiancano il padre Denis. Lorenzo, dopo aver lavorato alcuni anni nel laboratorio, si occupa della vendita e accoglienza; Andrea (che nel 2019 al Sigep si è affermato campione italiano di pasticceria cat. juniores) si dedica alla produzione.
Quattro medaglie, tre ori e un argento, per le bollicine della cantina veneta nella sessione stiva del prestigioso contest internazionale dedicato ai vini
Ottima vendemmia per Mionetto a Mundus Vini. Sono quattro le medaglie, tre ori e un argento, conquistate dalle bollicine della cantina veneta ha conquistato nella sessione estiva del prestigioso concorso internazionale dedicato ai vini. Nello specifico le referenze premiate con la medaglia d’oro sono Cartizze Docg Dry e Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut, della Luxury Collection, la linea Mionetto di alta gamma per il fuoricasa, e Prosecco Rosé Doc Extra Dry della Prestige Collection, l’iconica linea le cui referenze di contraddistinguono per eleganza, contemporaneità e distintività, al quale è stato assegnato anche il titolo di Best of Show Prosecco Rosé in retail markets. Ad aggiudicarsi l’argento, invece, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry, altro prodotto della gamma Luxury.
Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry (Luxury Colletion)
Dal bouquet sontuoso e complesso, con i suoi sentori che richiamano la mela e la pera, con note di agrumi e mandorle glassate, e dal sapore fresco, armonico ed elegante, Cartizze Docg Dry è uno spumante dai luminosi riflessi dorati, che nasce nelle colline della celebre e limitatissima zona del Cartizze, nel cuore dell’area del Prosecco Superiore Dicg. Una porzione di territorio particolarmente felice per posizione, terreno e microclima, dove l’uva Glera raggiunge la massima espressione qualitativa, che il prodotto rispecchia al meglio.
L’eleganza al palato è il tratto distintivo anche di Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Brut, grazie al perfetto equilibrio tra acidità, sapidità e moderata ricchezza zuccherina residua e alle note di mela golden e pera, con un retrogusto piacevolmente amarognolo, che lo rendono anche uno spumante molto versatile, sia da proporre come raffinato aperitivo o per accompagnare antipasti di pesce e verdure. Dal perlage sottile e persistente e di colore giallo paglierino con lievi riflessi verdognoli. Sprigiona profumi che richiamano note di frutta matura, miele e fiori d’acacia.
Ma l’alta qualità non difetta neanche al Prosecco Rosé Doc, proposta lo scorso anno la cantina ha fatto il suo esordio nel segmento del Prosecco Rosé. A caratterizzarlo, oltre al leggero colore rosa fiore di pesco, il ricco bouquet fruttato con evidenti note di pompelmo e piccoli frutti rossi, dal quale emergono avvolgenti aromi di miele e crosta di pane, regalatigli dalla lunga maturazione alla quale viene sottoposto. Un prodotto premium dalla personalità delicata e contemporanea, particolarmente gradito dal pubblico femminile, ma non solo. Una combinazione vincente, testimoniata dal gradimento espresso dai giudici, che insieme alla medaglia d’oro lo hanno premiato anche con il riconoscimento di Best of Show Prosecco Rosé in retail markets.
A chiudere la rassegna dei premiati, Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg Extra Dry, che si è aggiudicato la medaglia d’argento. Raffinato, dal colore giallo paglierino brillante, presenta intensi profumi floreali e decise fragranze di mela, pera e sfumature di agrumi. Un prodotto ottenuto dalle uve raccolte nell’area del Prosecco Superiore Docg delle quali esprime tutta la qualità.
Negli anni ’60 Londra era all’apice della sua mondanità: le modelle sfilavano in Carnaby Street indossando minigonne firmate Mary Quant, i Mod sfrecciavano sulle Vespe e i rocker davano feste nei loro appartamenti di West London. Terence Donovan, un nome sinonimo della Swinging London degli anni Sessanta, è stato il raconteur più autorevole della vita e dello stile della città. Per quarant’anni, il suo obiettivo è stato puntato su famiglia reale, politici, star del cinema e top model. Donovan ha fotografato e immortalato icone come la principessa Diana, Twiggy, Jimi Hendrix, David Bowie e Sophia Loren e le sue fotografie ora decorano il Donovan Bar, a pochi minuti dallo studio Mayfair dell’artista. Situato all’interno del Brown’s, uno degli hotel più iconici della capitale (fondato nel 1837 da James e Sarah Brown), il Donovan Bar è noto da tempo come uno dei più intimi e sofisticati ritrovi della città.
Salvatore “The Maestro” Calabrese al centro tra Federico Pavan, assistant bar manager, e Maurizio Parlermo, bar manager del Donovan Bar
Dal 2003, il Brown’s fa parte dei Rocco Forte Hotels e nel 2018 il bar dell’albergo è stato rilanciato dopo una riprogettazione da parte della famosa interior designer Inge Moore. La ristrutturazione ha introdotto nuovi livelli di glamour e di seduzione visiva all’interno degli ambienti, aggiungendo dettagli per ricordare agli ospiti l’omonimo bar. La palette di colori in tutto il bar combina spruzzi d’oro con il verde delle auto da corsa britanniche, e bianchi e grigi, che ricordano le fotografie in bianco e nero di Donovan che si trovano anche sulle pareti del bar e sono la più grande collezione privata esistente di Sir Terence Donovan.
Durante la riprogettazione, il bar principale è stato ampliato, in modo da incorniciare una vetrata originale del 19° secolo che raffigura San Giorgio. Il bancone ha una splendida retroilluminazione blu che mette in risalto gli splendidi bicchieri. In concomitanza con la riprogettazione del bar, ha fatto il suo arrivo al Donovan Bar il bartender e consulente di fama mondiale Salvatore Calabrese, con il suo stile italiano e la sua sconfinata conoscenza.
La carriera di “The Maestro” è iniziata quando aveva solo 10 anni, sotto la guida del suo primo mentore, il signor Raffaello all’Hotel Reginna, a Maiori, sulla Costiera Amalfitana. Da allora, Calabrese ha raccolto, dovunque andasse, successi e riconoscimenti, soprattutto a Londra. Basterebbe ricordare alcune delle tappe più significative del suo percorso professionale londinese che lo hanno visto protagonista dietro i banconi dei meeting point più esclusivi della capitale come il Dukes Hotel, dove diventa subito famoso per i suoi Martini, il Lanesborough Hotel, il suo “Salvatore at Fifty” al Fifty St. James Club o, ancora, il suo “Salvatore at Playboy” all’interno dell’omonimo club di Mayfair. È stato presidente dell’United Kingdom Bartenders’ Guild ed è autore di best-seller, nonché un rinomato collezionista di liquori rari. Appassionato in particolare di Cognac, è uno dei massimi esperti mondiali soprattutto del mercato di nicchia dei cosiddetti Cognac extra-speciali.
Per il Donovan ha creato una carta dei cocktail speciale che ha battezzato “Our Generation” che celebra il senso di libertà sfrenata e istintiva degli anni ‘60. Un menu che rievoca i film, la musica e la moda di quel decennio dinamico, oltre ai suoi personaggi più popolari. «La mia carriera di bartender è iniziata proprio negli anni ‘60, mentre sbocciava anche la carriera del fotografo londinese Terence Donovan. “Our Generation”, che si ispira al lavoro di Donovan e ai volti famosi che fotografava, celebra i miei ricordi e questo periodo speciale della storia di Londra».
Il menu si articola in quattro sezioni: Portrait (ritratti), Fashion (moda), Music (musica) e Screen (cinema) dell’epoca. Ogni sezione include cinque cocktail creati da Salvatore Calabrese insieme al bar manager Maurizio Palermo e all’assistente bar manager Federico Pavan. Alcuni particolarmente emblematici come Starman, dedicato alla leggenda londinese David Bowie e dal nome di una delle sue canzoni più influenti e famose. Si tratta di un cocktail caratterizzato da foglie di kikuna (erbe aromatiche usate da secoli in Asia per aromatizzare le pietanze, ndr) e Whisky Dalmore invecchiato 12 anni. Un altro modello è il Madam Loren, dedicato alla superdiva italiana. Il cocktail rosato è preparato con un pizzico di liquore al pomodoro e decorato con basilico fritto, un omaggio alle origini italiane di Sophia Loren. Nella sezione Portrait troviamo anche Black Trinity, un omaggio al lavoro di Donovan e dei colleghi fotografi David Bailey e Brian Duffy. Si tratta di un drink realizzato nel tumbler con Cognac Hennessy, vermouth Martini Riserva Speciale Rubino, Porto e Disaronno.
Il cocktail è sormontato da una spuma di melone Cantalupo e accompagnato da un cubetto di melone su un bastoncino da cocktail. Il drink, sorprendentemente morbido e setoso, si ispira ai ricordi di Calabrese che ha visto il melone Cantalupo abbinato al Porto in molti menu negli anni ‘60. Una sezione speciale del menu è, infine, dedicata ai Signature Cocktail di “The Maestro”, tra cui i noti Breakfast Martini e Spicy Fifty. Inoltre, ci sono cocktail vintage, alcuni dei quali sono preparati con le bottiglie super rare della collezione personale di Calabrese. Per 5.500 sterline è possibile degustare il famoso cocktail da Guinness dei Primati, Salvatore’s Legacy realizzato per la prima volta nel 2012 con distillati e liquori che vantano un’età complessiva di circa 700 anni. Si tratta del cocktail più “antico” del mondo e contiene del Cognac Close de Griffier Vieux del 1788, del liquore Kummel del 1770, del liquore Dubb Orange del 1860 e dell’Angostura Bitter del 1930.
Oltre all’ambiziosa lista di drink, Calabrese si è dedicato a una revisione completa delle postazioni di lavoro, per migliorare notevolmente l’efficienza della preparazione dei drink. Una delle più grandi preoccupazioni di Calabrese è infatti quella di accorciare il tempo di attesa per gli ospiti. Con il rinnovamento delle postazioni dei bar, Calabrese mira a servire i cocktail ai suoi ospiti in meno di cinque minuti.
Una delle innovazioni include il Calabrese Sink (lavello), che riduce i tempi di preparazione consentendo ai baristi di lavare rapidamente tutto ciò che è deperibile come le bucce di frutta e verdura. *
Salvatore Calabrese È artefice di una carriera straordinaria, fatta di tenacia, lavoro (ha iniziato a 11 anni nella sua Maiori), grandi intuizioni come la liquid history (cocktail vintage preparati con ingredienti originali d’epoca) e un senso non comune per l’ospitalità. Nell’ambiente è conosciuto come “The Maestro”. Oggi è alla guida The Donovan Bar al Brown’s Hotel, al 63° posto nella lista dei World’s 50 Best Bars 2020.
STARMAN
di SALVATORE CALABRESE
Ingredienti
40 ml di whisky Dalmore 12 anni
15 ml di liquore Aqua Bianca di Salvatore
top di Umeshu wine soda
Preparazione
Build
Servire in un highball con ghiaccio e foglie di kikuna.
Breakfast Martini
di SALVATORE CALABRESE
Ingredienti
50 ml di Star of Bombay
15 ml di Cointreau
15 ml di succo di limone
1 barspoon raso di marmellata di arance
Preparazione
Shakerare e servire direttamente in una coppetta da Martini
Bella iniziativa da parte della Pasticceria Bonci di Montevarchi (Arezzo): un dolce nuovo, in edizione limitata, lanciato per sostenere l’associazione Susan G. Komen Italia, impegnata da anni nella prevenzione contro il cancro al seno. Un lievitato soffice con cioccolato bianco, fragole e bagna di rosolio di rose Il dolce è nato dall’originale ricetta del Panbriacone, il panettone rivisitato dalla storica insegna toscana, e si chiama BriaRosae. È un prodotto tutto rosa, raffinato, dal soffice impasto a lievitazione naturale, con gocce di cioccolato bianco, fragole candite e bagna di rosolio di rose. Il Brisa Rosae, dolce limited edition di Pasticceria Bonci
«Una parte del ricavato va all'associazione»
«In questi anni», afferma Giulia Bonci di Pasticceria artigianale Bonci, «abbiamo avuto il piacere di collaborare con l’associazione Susan G. Komen Italia, una delle realtà più importanti al mondo per la raccolta fondi a favore della ricerca e della prevenzione del cancro al seno. Ci ha impressionato il loro impegno per informare le donne sui rischi e sulla tutela della salute femminile. Volevamo far qualcosa di concreto anche noi ed è con questo spirito che è nato il Bria Rosae a edizione limitata. Per ogni prodotto venduto, fino a esaurimento, devolveremo una parte dei ricavati all’associazione, cercando di contribuire nel nostro piccolo a una battaglia che appartiene a tutti».
Disponibile online o nello storico punto vendita
La limited edition di BriaRosae si inserisce nella gamma dei Bria da 800 grammi di Pasticceria Bonci. Lavorato a mano e prodotta con lievito madre, secondo la ricetta tradizionale del Panbriacone, è senza conservanti e può essere acquistato, fino ad esaurimento, sul sito della pasticceria oppure presso lo storico punto vendita Bonci in Via Vespucci 101 a Montevarchi.
A dieci anni dalla nascita di Birra Nazionale Baladin, il birrificio di Teo Musso festeggia l'avvenimento con la limited edition Birra Nazionale Luppolo Fresco 2021, realizzata in solo 3.000 lattine da 33 cl.
Prima birra realizzata con il 100% di ingredienti italiani (dal malto d'orzo, ai lieviti ai luppoli), Birra Nazionale Luppolo Fresco Baladin (6° alc) presenta un colore giallo brillante (10-12 Ebc), con un tocco di amaro medio (30-32 Ibu) dato da 4 luppoli in fiore come Cascade, Chinook, Comet e Cashmere, coltivati in campi piemontesi. Alla prima nota fruttata si aggiunge un sentore erbaceo che si completa nei profumi di cereale, caratteristica che rende la versione Luppolo Fresco ancora più piacevole di quella originale. Da servire a una temperatura di 8-10 °C.
Partner della Guida "I Formaggi d'Italia" edita da Le Guide L'Espresso, Baladin consiglia di abbinare Nazionale Luppolo Fresco con formaggi locali salati come l'erborinato Straichtunt (Lombardia), il pasta semidura Graukase (Trentino Alto-Adige), il pasta semicotta Monte Veronese Dop (Veneto).
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Birra Baladin Nazionale Luppolo Fresco 2020 lattina 33 cl
Birra Baladin Nazionale Luppolo Fresco 2020 alla spina in fusti Key Keg 24 lt
Da tempo impegnato nel sostenere la filiera agricola italiana, Teo Musso utilizza acqua di sorgente delle Alpi Marittime, malto d'orzo coltivato in campi di Basilicata e Puglia, luppoli provenienti dai campi di Piozzo e Busca (Cuneo), spezie e scorze di agrumi lavorate in alcune regioni del Sud Italia, lieviti "allevati" nel birrificio Baladin di Piozzo (Cuneo).
Lo stabilimento Presenzano (Caserta) dedicato al riclo e produzione di bottiglie in r-Pet
Una gestione virtuosa dell’acqua, l’utilizzo di energia rinnovabile e tanto riciclo sono i pilastri della strategia green del gruppo, all’interno di una visione di sostenibilità a 360° che, oltre l’aspetto ambientale, si estende anche a quello sociale ed economico
La sostenibilità e l’attenzione per la salvaguardia del pianeta sono in cima alle preoccupazioni dei consumatori, orientandone le scelte di acquisto e premiando i prodotti realizzati da aziende che pongono tali tematiche al centro del loro operare. A rivelarlo è la ricerca sulla sostenibilità e le preoccupazioni ambientali, 2020 #WhoCaresWhoDoes, realizzata da GfK. La stessa ricerca rivela anche che alla richiesta di indicare spontaneamente una marca o un’azienda produttrice di beni di largo consumo particolarmente attiva nella tutela ambientale, i consumatori hanno messo FerrarelleSpAtra le prime tre e al primo posto nel suo settore di riferimento. Le risposte dei consumatori rendono merito al forte impegno che il gruppo, quarto per volumi nel comparto delle acque minerali, da sempre pone su questo fronte. Del resto, la sostenibilità è parte del dna dell'azienda e non coinvolge solo l’aspetto ambientale, ma si declina anche sul piano sociale ed economico: un impegno, insomma, a 360°. A dimostrarlo è anche la ricerca condotta dall’Osservatorio Reputation Rating, volta ad approfondire il legame tra imprenditorialità e territorio, che ha, infatti, riconosciuto Ferrarelle tra le “top 5” aziende percepite meglio nel territorio nazionale.
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La Masseria delle Sorgenti, azienda agricola bio creata nel Parso delle Sorgenti a Riardo
L'ingresso del Parco Sorgenti a Riardo (Caserta), dove ha origine la naturale effervescenza di Ferrarelle
La linea Pet del sito di Riardo
Un mondo a impatto -1
Una scelta, sostenuta da un importante impegno di risorse economiche, che dà ancora più concretezza a un altro dei pilastri dell’impegno ambientale del gruppo, ovvero perseguire un “mondo a impatto -1”: la filosofia di cui l’azienda si fa promotrice e che vuole spingere le persone a riciclare correttamente la plastica invitando a una riflessione attiva sulla consapevolezza dei nostri consumi alimentari, in una collaborazione sinergica tra i consumatori e le imprese. Una visione divenuta realtà nello stabilimento di Presenzano (Caserta): Ferrarelle è, infatti, la prima e l’unica azienda del settore del Food & Beverage in Italia a essersi dotata, già nel 2018, di uno stabilimento per il riciclo e la produzione di PET riciclato.
E notevole è il contributo che il sito dà alla causa, avendo togliendo dall’ambiente ogni anno più di 20.000 tonnellate di plastica, trasformate in R-PET pronto a una nuova vita.
Proprio a Presenzano vengono prodotte le bottiglie Ferrarelle in 50% r-Pet nei formati da 1,5 e 0,5 l e la nuovissima Infinita (50 cl), la prima gamma completa di acque minerali interamente realizzata utilizzando al 100% r-Pet dedicata esclusivamente al fuoricasa e che custodisce le referenze Ferrarelle, Natìa e Maxima.
Un gruppo green
Sul piano strettamente ambientale, l'impegno di ferrarelle SpA si traduce anche in una virtuosa gestione della risorsa idrica, ottimizzandone i consumi ed evitando sprechi, e nella tutela dei territori dai quali sgorgano le sue fonti. A Riardo (Caserta) all’interno del Parco Sorgenti, patrocinato dal Fondo ambiente italiano (Fai), e dove ha origine la naturale effervescenza di Ferrarelle, l’azienda ha messo a dimora la Masseria delle Sorgenti, un’azienda agricola dove vengono seguite le metodiche dell’agricoltura biologica di conversione.
Alla tutela dell'acqua si aggiunge una gestione altrettanto virtuosa dell’energia. Da oltre 13 anni, Ferrarelle produce e utilizza energia elettrica da fonte solare per le sue attività. Lo stabilimento di Riardo (Caserta), dove vengono imbottigliate le acque a marchio Ferrarelle, Santagata, Natía e Roccafina, è infatti dotato di un impianto fotovoltaico che produce energia elettrica per l’autoconsumo e che copre oltre l’8% del fabbisogno totale del sito.
Dotato di impianto fotovoltaico è anche il sito di Presenzano: in questo caso la produzione di elettricità green copre il 2% del totale dei consumi del fabbisogno.
Le persone al centro
Non minore l’attenzione che l’azienda rivolge al benessere dei suoi collaboratori, favorendo un ambiente di lavoro positivo, coinvolgente e motivante. Un impegno concreto che, coerentemente con i valori del brand, comincia dalle persone che lavorano in Ferrarelle SpA: per questo motivo, l’azienda ha recentemente annunciato il proprio ingresso in Parks – Liberi e Uguali, l’associazione senza scopo di lucro che aiuta le organizzazioni nel creare luoghi di lavoro accoglienti e inclusivi, e la creazione della carriera professionale alias per le persone Trans che lavorano in Ferrarelle SpA, indipendentemente dall’avvenuta rettifica dei documenti.
Inoltre, per l’azienda è centrale la continuità e sicurezza ai lavoratori, con il 96% dei dipendenti assunti a tempo indeterminato e 220.000 euro investiti in ambito salute e sicurezza sul lavoro negli ultimi due anni. L’azienda si impegna anche per promuovere la crescita professionale e personale, con oltre 4600 ore di formazione erogate ai dipendenti all’anno. Ma un altro elemento di attenzione ai lavoratori consiste nella promozione del work-life balance, ovvero l’equilibrio tra vita privata e lavoro, con l’introduzione in modo strutturale dello smart working, la concessione del part-time e il ricorso alla flessibilità di orario di entrata ed uscita per i dipendenti delle sedi amministrativa e commerciale.
Risorse per la collettività
Ma la sostenibilità in casa Ferrarelle si declina anche sul piano economico, attraverso una equilibrata distribuzione del valore economico generato dal gruppo, che nel 2019 ha superato i 210 milioni di euro pari ad oltre 210,4 milioni di euro. Risorse che nella quasi totalità vengono restituite ai diversi stakeholder che, con legami diretti o indiretti, hanno contribuito a crearlo. A partire dai dipendenti, proseguendo con i fornitori, più in generale alla collettività, sia attraverso le imposte versate sia attraverso donazioni, contributi ad associazioni e attività di sponsorizzazione a progetti che creano valore per il territorio e le comunità in cui l’azienda opera..
Una Società Benefit
Tale visione “ad ampio raggio” della sostenibilità resta la stella polare che orienterà le scelte e l’operare dell’azienda anche in futuro, tanto da esserne diventata la sua stessa ragione sociale. Il gruppo Ferrarelle da quest’anno è infatti diventato da quest'anno una Società Benefit, ovvero una società che, oltre a obiettivi di profitto, persegue finalità di beneficio comune, mettendo al centro la tutela dell’ambiente e del territorio, l’attenzione alle persone e l’impegno sociale. Una scelta nata dalla volontà del gruppo di rendere sempre più sostenibile il suo impatto e rafforzare ulteriormente il proprio impegno su tutti questi fronti.
Si è aperta il 1° ottobre e si concluderà il 31 marzo 2022 l’Expo 2020 a Dubai. Lavazza è Platinum Sponsor del Padiglione Italia e la sua presenza si riassume in tre parole, Blend for Better, che indicano il suo impegno per un mondo migliore a cui tendere producendo non un semplice caffè, ma un circolo virtuoso che crei valore economico, sociale e ambientale. Dunque, un made in Italy all’insegna della sostenibilità e dell’innovazione che, come osserva Francesca Lavazza, board member del Gruppo torinese, «oggi sono leve imprescindibili per disegnare e affrontare il futuro come singola azienda e come sistema, ma che fanno parte del nostro DNA da sempre. Credo fortemente nel ruolo di attore di sviluppo delle imprese: siamo responsabili dell’impatto sulla società e, allo stesso tempo, dobbiamo essere un modello di sviluppo di business sostenibile. La nostra presenza Italia vuole raccontare il nostro impegno per un futuro migliore».
Il padiglione, che occupa una superficie di 3500 metri quadri, è stato progettato da Carlo Ratti Associati e Italo Rota Building Office, con F&M Ingegneria e Matteo Gatto. Il tetto della struttura è modellato da tre scafi di barche di dimensioni reali. Privo di pareti esterne, ha una facciata multimediale composta da oltre 70 chilometri di corde nautiche in plastica riciclata, e impiega un avanzato sistema naturale per la mitigazione del clima che annulla la necessità di aria condizionata. Nel suo complesso, il progetto propone nuove visioni per l'architettura riconfigurabile e il design circolare, concepite per affrontare l'attuale crisi climatica, come l’utilizzo di materiali costruttivi ricavati dalle alghe, dai fondi di caffè e dalle bucce d’arancia.
La caffetteria di Lavazza si propone quale luogo di incontro e condivisione ed anche di esperienza immersiva del caffè attraverso tre passaggi: sospese fuori terra, una serie di piante di caffè di medie dimensioni permette ai visitatori di vedere la fase iniziale del processo di produzione; il clima mediorientale ha permesso di mettere a punto la Solar Moka, alta 2,2 metri, che incorpora una serie di specchi per seguire il ciclo del sole e produrre calore, riducendo il consumo energetico per la preparazione del caffè; una volta riscaldata l’acqua scorre attraverso tubi di rame che circondano la caffetteria. Infine l’ispirazione all’economia circolare è visibile nel bancone, realizzato con caffè esausto e il cui piano una superficie tattile di chicchi di caffè e resina.
La partnership con il Commissariato per la partecipazione dell’Italia a Expo Dubai si inserisce nella strategia di business e di sostenibilità del Gruppo Lavazza, che ha da tempo avviato un percorso di sviluppo sostenibile da un lato integrato nei processi e nelle attività aziendali, dall’altro attuato dalla Fondazione Giuseppe e Pericle Lavazza Onlus. “Il caffè è un prodotto della terra – commenta Carlo Colpo, marketing communication director & brand home director– e il nostro brand è molto vicino alla natura e alla salvaguardia del pianeta. La sostenibilità e la Responsabilità sociale d’impresa sono presenti nei nostri progetti da molti anni; stiamo continuando un percorso iniziato tempo fa e che oggi raccontiamo attraverso Blend for Better, una piattaforma di comunicazione che incarna il nostro impegno come azienda e che, attraverso la forza dei nostri brand, punta a generare valore condiviso sulla società, sulle persone, sull’ambiente».
Ha aperto i battenti il temporary store del concorso Panettone Day, il contest che premia i migliori panettoni artigianali d'Italia. L'edizione 2021 si è conclusa il 14 settembre con la finale svoltasi nel ristorante di Carlo Cracco a Milano.
I lievitati dei 25 finalisti in corso Garibaldi
Fino al 31 ottobre le interpretazioni dei migliori artigiani d’Italia saranno a disposizione dei clienti della boutique, che rispetto alle precedenti edizioni si è spostata - è in Corso Garibaldi 50 (angolo via Palermo) a Milano, all’interno di uno spazio più ampio e luminoso. Si possono acquistare i panettoni dei 25 pasticceri finalisti del concorso Panettone Day, selezionati da una giuria di esperti composta dal Presidente di Giuria Iginio Massari, lo chef stellato Carlo Cracco,Marco Pedron, Head Pastry Chef del Ristorante Cracco, il Maestro Vittorio Santoro, Presidente e Direttore di Cast Alimenti, e il vincitore dell’edizione 2020 di Panettone Day, Gianluca Prete.
Anche a casa con Deliveroo, mentre in Rinascente ci sono i vincitori
Sulla scia di quanto fatto già lo scorso anno, i panettoni potranno anche essere ordinati in pochi click da casa o essere prenotati per il ritiro sul posto nel temporary store senza file, attraverso la piattaforma di Deliveroo. Quest’anno, inoltre, i vincitori del concorso avranno l’opportunità di essere presenti anche in Rinascente per un doppio appuntamento: dal 15 ottobre fino a fine novembre in tutte le Food Hall d’Italia per una preview delle dolcezze legate alle ricorrenze e successivamente, sotto il periodo natalizio, con un allestimento tematico e brandizzato a Milano Duomo e Roma Tritone, nell’area ricorrenze di tutti gli altri punti vendita e sullo shop online Rinascente.it.
1° classificato miglior panettone al cioccolato Ruby 2021
Il podio: Milano, Rieti e Cassino le città dei vincitori
Ricordiamo che la nona edizione del concorso ha visto questo podio: Alessio Rannisi della pasticceria La Siciliana dal 1956 a Milano ha vinto per la categoria tradizionale; Domenico Napoleone della Pasticceria Napoleone a Rieti per quella creativa con il suo Anis a base di cioccolato fondente, cioccolato al caramello e anice stellato; Alessandro Luccero della Pasticceria Dolce Stil Novo a Cassino (FR) per il miglior panettone al cioccolato Ruby con il suo Dolce Stil Ruby - base di mele semi-candite, bacche di goji e Cioccolato Ruby.
L'azienda che produce lievito e ingredienti per la panificazione porta i suoi prodotti e le sue skill nei corsi di panificazione della scuola bresciana
Compie tre anni la partnership tra Cast Alimenti, la scuola di cucina, pasticceria e panificazione di Brescia, e Lesaffre Italia, azienda che produce e commercializza lievito fresco, lievito madre e ingredienti per la panificazione artigianale, industriale e domestica.
Tra le novità il topping gli snack a base di semola
Lesaffre ha scelto la sede della scuola per ospitare due tappe del roadshow di presentazione delle sue novità del 2021. A fine settembre ha presentato in anteprima i tre prodotti novità 2021: Ibis Panettone, il coadiuvante in polvere per i lievitati da ricorrenza e altri tipi di dolci, Sensation Semola, un topping a base di semole ed estratto di lievito, e Gustoricco, il mix completo per pani ricchi di semi e ad alto valore nutrizionale della gamma Salute e Benessere di Inventis.
Strumenti utili per il futuro delle bakery
La partnership tra la celebre scuola di cucina Cast Alimenti e l'azienda mantiene il suo obiettivo: fornire contenuti e strumenti utili ai futuri maestri della panificazione e ai professionisti della pasticceria per comprendere appieno caratteristiche e virtù del lievito e sperimentarne i diversi impieghi. I lieviti e gli ingredienti per la panificazione Lesaffre sono utilizzati nei corsi di formazione rivolti agli studenti e al mondo professionale, oltre ad essere protagonisti di lezioni specifiche tenute dai tecnici del Baking Center Lesaffre nel corso dell’anno.
Dall’etichetta minimalista in bianco e nero ad una colorata, legata ai Paesi di origine e in grado di orientare il consumatore nella scelta del caffè giusto per lui
È più sostenibile, colorato e vicino ai Paesi d’origine il nuovo packaging che dal 1° ottobre, Giornata Internazionale del Caffè, accompagna i caffè di Garage Coffee Bros., la microtorrefazione del campione italiano Roasting in carica, Davide Cobelli. L’attenzione all’ambiente è da sempre nelle “corde” della piccola azienda veronese, che dalla sua apertura nel novembre 2018 adotta un sistema di abbattimento del COV (Carbonio Organico Volatile) durante la tostatura.
12 referenze, di cui 10 monorigine
L’innovazione più evidente sulle confezioni delle 12 referenze (10 monorigini specialty, il blend specialty The Steam e la Cascara della finca boliviana El Cucho) è il colore delle etichette che subentra al bianco e nero che sino ad ora ha contraddistinto i sacchetti della micoroastery veronese. Ognuna è divisa in due parti: sulla destra una fascia con il nome del Paese di provenienza e il suo colore di riferimento inserito nella trama di un tessuto tipico locale; la parte a sinistra ha il colore che richiama un flavour caratteristico di ogni caffè con l’indicazione del produttore, del metodo di lavorazione, due parole che indicano le caratteristiche di gusto in tazza, infine il grado di tostatura. Per chi desidera maggiori informazioni sono a disposizione delle cartoline con note più dettagliate che si potranno ulteriormente approfondire sul sito da raggiungere attraverso un QR code.
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Composto da plastiche 100% riciclabili e CO2 neutral, il nuovo pack è amico dell’ambiente e stimola il consumatore a un corretto smaltimento, suggerito sul retro. Separando l’etichetta dalla confezione (operazione rapida e semplice), non solo si differenziano i rifiuti ma si partecipa anche a un programma fedeltà che la torrefazione sta mettendo a punto per i clienti più affezionati. Accanto alle informazioni per la raccolta differenziata ci sono i marchi CO2 Neutral (le emissioni della produzione dei pack sono compensate) e FSC (Forest Stewardship Council) che garantisce che la carta è prodotta da materiale proveniente da foreste gestite in modo responsabile. Con le nuove confezioni in vendita dalla mezzanotte del primo ottobre sullo shop online con uno sconto del 10% durante le 24 dell’International Coffee Day, si apre per Garage Coffee Bros. l’era dei colori, che saranno anche una guida per facilitare il consumatore nella scelta del caffè giusto per lui.
Chi è chi
Davide Cobelli, Master tostatore di Garage Coffee Bros., è campione italiano di tostatura dal 2020. Si prende cura personalmente di ogni lotto, che tosta con attenzione; l’ultima verifica è l’assaggio che effettua con gli altri elementi del team.
L’offerta di Garage Coffee Bros. è completata dai corsi di Coffee Training Academy, qualificato centro di formazione attiguo alla torrefazione. Conoscere il caffè è fondamentale per mantenere alta e costante la qualità dell’offerta al banco bar.
Il riconoscimento, assegnato alle realtà ambasciatrici del made in Italy nel mondo, è stato consegnato a Nicola Fabbri dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Intanto a Roma si è aperta una mostra fotografica dedicata alla mitica Amarena
Prestigioso riconoscimento per Fabbri 1905. L’azienda bolognese è stata insignita del Premio Qualità Italia del Comitato Leonardo, premio che gode dell’alto patronato del Presidente della Repubblica e che viene assegnato alle realtà che hanno raggiunto particolari successi sui mercati internazionali. Un premio, dunque, particolarmente prestigioso, che attesta il ruolo di Fabbri come ambasciatrice del gusto italiano nel mondo, che l’azienda si è conquistata con la qualità e l’innovatività dei suoi prodotti, diretta espressione del saper fare bene tutto italiano.
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Al centro, Andrea Morini, vincitore del Premio di Laurea Fabbri 1905
La cerimonia di assegnazione si è svolta a Roma, al Palazzo Barberini nell’ambito della Giornata Qualità Italia, dove a ritirare il premio dalle mani del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella è stato Nicola Fabbri, ad dell’azienda.
«È con particolare emozione che ricevo a nome della Famiglia e dell’azienda questo importante attestato ispirato alla figura di Leonardo, simbolo dell’unicità del genio italico che sa unire arte, scienza e tecnologia – ha dichiarato Nicola Fabbri -. Da oltre cento anni realizziamo con cura artigianale prodotti innovativi con l’ambizione di far conoscere il nostro stile e la nostra cultura e di donare piccoli momenti di felicità alle famiglie di tutto il mondo. Un impegno che non abbiamo mai interrotto e che oggi si rivela ancora più strategico».
Nella stessa giornata è stato anche assegnato anche il Premio di Laurea Fabbri 1905 dedicato alla migliore tesi sul museo di impresa, che vede l’azienda bolognese partner del Comitato Leonardo che ha promosso l’iniziativa. Premio andato ad Andrea Migliosi, dell’Università degli Studi di Perugia, per la sua tesi La fabbrica della Perugina a Fontivegge. Ricerca e sperimentazioni rappresentative per la ricostruzione di un luogo identitario della storia.
13 anni e un secolo di Amarena
Sempre a Roma, presso Circolo degli Esteri, si è aperta una mostra fotografica che ha come protagonista l’iconico prodotto di casa Fabbri, la mitica Amarena. Curata da Nino Migliori, e visitabile vino al 3 ottobre, 13 anni e un secolo, questo il nome della mostra, espone una selezione di dodici opere fotografiche finaliste del Premio Fabbri per l’Arte 6° edizione, e rinsalda il legame tra l’azienda bolognese e l’universo artistico.
Le opere della mostra 13 anni e un secolo
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Alessia De Montis
Angelo Anzalone
Gianni Pezzani
Giovanni Gastel
Joe Oppedisano
Linda Bertazza
Piero Gemelli
Pio Tarantini
Silvio Canini
Stefano Scheda
Vincenza De Nigris
Wu Rui
Un legame avviato nel 1915, quando il ceramista faentino Angelo Gatti realizzò il celebre vaso dagli arabeschi bianchi e blu ispirato ai manufatti provenienti dall’Oriente che custodisce il prodotto, e mai interrotto, grazie all’interpretazione che le nuove generazioni fanno di questa icona di gusto e stile.
I lavori esposti sono firmati da maestri affermati della fotografia e da giovani emergenti: Angelo Anzalone, Linda Bertazza, Silvio Canini, Alessia De Montis, Vincenza De Nigris, Giovanni Gastel, Pietro Gemelli, Joe Oppedisano, Gianni Pezzani, Stefano Scheda, Pio Tarantini e Wu Rui.
Come visitare la mostra
La mostra 13 anni e un secolo si svolge a Roma, presso il Circolo degli Esteri (Lungotevere dell’Acqua Acetosa, 42) fino al 3 ottobre, dalle 10 alle 19 (ultimo ingresso ore 18). L’ingresso è libero, ma occorre prenotarsi chiamando al numero 06 8086136 o scrivendo a circmae@tiscali.it