Il primo prodotto analcolico della storica distiilleria trentina, il nuovo nato ha tutto l'arooma e il sapore del tradizionale liquore ed è prodotto mediante un'infusione di soli ingredienti naturali
Era l’inizio dell’estate del 2021 quando Pisoni 1852 lanciava il suo LiquoreLimoncello, dove ha unita la tradizione distillatoria e liquoristica del Nord e del Sud della Penisola: quella della grappa, tipica del Nord Italia e specialità della casa, e il limoncello, classica ricetta della tradizione Meridionale, in particolare della Campania (leggi Matrimonio tra grappa trentina e limoni per il Liquore Limoncello Pisoni). E sempre nel segno del liquore al limone, la storica distilleria trentina in questo fine di estate 2025 presenta la sua ultima novità: Zeroncello, un limoncello a zero alcol che rappresenta anche la prima bevanda analcolica firmata dall’azienda.
Tradizione e attenzione ai nuovi trend
Adatto a tutti e dedicato a chi non può o preferisce evitare di assumere alcol, senza rinunciare al sapore e ai profumi della ricetta tradizionale, il nuovo prodotto nasce dallo spirito innovativo dell’azienda, guidata da Andrea, Elio, Francesco e Giuliano Pisoni, esponenti della quarta generazione della famiglia, seguiti dai nipoti Matteo e Simone, che, incuriosita dalle ultime tendenze del mercato, ha sperimentato nuovi orizzonti per produrre un “liquore non liquore”. Zeroncello è infatti frutto di un sapere antico che guarda al futuro e testimonia la capacità dell’azienda di evolvere la sua offerta per rispondere alle esigenze dei consumatori, soprattutto le nuove generazioni, e di un mercato dove cresce l’interesse per le bevande no e low alcohol.
Fresco, agrumato e fruttato
Una delle peculiarità del nuovo prodotto è che non si tratta di un limoncello dealcolato con metodi convenzionali, ma una bevanda realizzatada zero mediante un’infusione di soli e selezionati ingredienti naturali, ovvero scorze di limone, zucchero e acqua, senza uso di alcol e di aromi artificiali. A differenza del processo di dealcolazione, qui è lo zucchero che gioca il ruolo chiave, estraendo gli oli essenziali e gli aromi dal limone e donando a Zeroncello un profilo organolettico fresco, caratterizzato da intense e vivaci note agrumate e fruttate.
Disponibile nei due formati da 20 e 70 cl, la novità di Pisoni 1852 è ideale da servire fredda, come dopo pasto leggero o per altri momenti della giornata, ma lavora bene anche in miscelazione per la creazione di mocktail o drink a bassa gradazione dal tocco mediterraneo.
Senza glutine, lattosio e olio di palma, la nuova referenza di snack Schär ha il tipico aspetto dorato e artigianale della ricetta della tradizione e un gusto intenso e saporito. In formato monoporzione, è ideale per l’aperitivo e come spezza fame
I taralli sono uno snack salato tradizionale molto apprezzato e consumato nella dieta italiana, ed è importante che anche chi segue una dieta senza glutine possa trovarli e consumarli in totale sicurezza. In questa ottica, Schär Foodservice, la divisione del Gruppo Dr. Schär dedicata al canale Ho.re.ca. e da anni impegnata nel garantire la miglior esperienza di gusto fuori casa alle persone con esigenze alimentari specifiche, ha lanciato Taralli gluten free nella pratica monodose da 30 g.
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La nuova soluzione consente ai professionisti della ristorazione di offrire uno snack perfetto per l’aperitivo o come spezza fame durante spostamenti o pause di ristoro. La versatilità d’uso e la crescente popolarità dei taralli tra i consumatori, in un contesto dove aumentanole diagnosi di celiachia, rendono questo croccante snack ideale anche per il canale vending, rispondendo alla crescente richiesta di opzioni gluten-free nei diversi momenti di consumo on-the-go.
Gusto, praticità e sicurezza
Senza glutine, senza lattosio, senza olio di palma e ricca di fibre, la nuova referenza che arricchisce l’ampia gamma di snack Schär si caratterizza anche per l’accento sulla qualità. I Taralli 30g sono preparati con ingredienti selezionati: olio extra vergine di oliva, olio di semi di girasole alto oleico e vino bianco. Dal caratteristico aspetto dorato e artigianale, che rievoca la ricetta della tradizione, e il gusto intenso e saporito, la nuova proposta è pensata per soddisfare, con sicurezza e praticità, le esigenze di una clientela sempre più diversificata che deve seguire una dieta priva di glutine.
I Taralli 30g sono proposti in un display pratico e compatto da 10 confezioni, perfetto per l’esposizione e il servizio, con il marchio Schär, ben visibile, sinonimo di sicurezza e affidabilità.
Cambio casacca per Francesco Pirineo, che dopo dieci anni in Compagnia dei Caraibi entra nel team di Fine Spirits, per la quale si occuperà del Centro-Sud in veste di area manager: «Sarà un ruolo trasversale - dice Pirineo - così come oggi richiede il mercato, dal trade marketing al sales. Lavorerò con le nostre agenzie sul territorio e con un team composto da esperti, ognuno con le sue caratteristiche che si completano a vicenda. Persone come Mirko, Chiara, Goran, Jacopo e tanti altri colleghi».
Con Mirko Turconi e Chiara Beretta un vero trio di Avengers, da sempre sotto i riflettori di Bargiornale: Pirineo, ha vinto il premio Barawards Brand Ambassador dell'Anno nel 2017, Beretta ha ottenuto lo stesso riconoscimento agli ultimi Barawards, in più lei e Turconi sono entrambi senatori del Drink Team di Bargiornale.
Napoletano, classe 1982, Francesco Pirineo è laureato in psicologia. Da universitario ha iniziato a calcare i banconi romani, diventando in breve tempo un nome di riferimento nella bar industry italiana. Nel 2012 lascia la militanza nei bar, per iniziare la sua carriera come brand ambassador, partendo dal gruppo Bacardi-Martini. Dal 2015 passa a Compagnia dei Caraibi, dove rappresenta alcuni brand di successo come Maison Ferrand e Tequila Ocho, ampliando la sua esperienza oltre i confini nazionali. Nel 2020 assume la posizione di advocacy manager, che ha ricoperto fino al passaggio a Fine Spirits.
«Attitudine punk, inclinazioni urban, mantiene la sua sobria eleganza indossando regolarmente cappello e sneakers»: così si autodefinisce Pirineo nella sua bio. Per il nuovo incarico, si aspetta nuovi stimoli: «Nuove sfide da affrontare in squadra con l'intento di anticipare e comprendere i nuovi trend di mercato, dando un' interpretazione personale e innovativa». La chiave per emergere? «La ricerca di prodotti artigianali di qualità e di avanguardia, per offrire diversità, alti standard qualitatitivi e autenticità».
Sempre più etica e sostenibile la pregiata miscela in graani dedicata esclusivamente al fuori casa della storica torrefazione. Composta da soli caffè Arabica dell’America Centrale e Meridionale 100% bio
C’è anche la certificazione Fairtrade per il caffè in grani Hausbrandt Bio 100% Arabica, tra le specialità della storica torrefazione, fondata a Trieste nel 1892, dedicate al settore fuori casa.
La nuova certificazione si aggiunge a quella biologica, già vantata dal prodotto, che garantisce il rispetto della natura e la conformità ai processi di lavorazione delle materie prime di origine bio, e costituisce una ulteriore testimonianza dell’impegno dell’azienda non solo nell'adozione di materie e processi produttivi ecocompatibili, ma anche nella promozione di una cultura aziendale che favorisca il rispetto e l'armonia tra persone, lavoro e natura.
I vantaggi della certificazione Fairtrade
La certificazione Fairtrade apporta infatti diversi vantaggi lungo tutta la filiera. Per i coltivatori di caffè significa un lavoro più dignitoso e un supporto nell'affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico, assicurando un prezzo minimo garantito che li protegge dalle fluttuazioni del mercato internazionale. Per l’ambiente la coltivazione biologica contribuisce a ridurre l'inquinamento del suolo e dell'acqua, promuovendo pratiche agricole sostenibili. Mentre agli operatori dei locali permette di offrire ai loro clienti un caffè che rispetta l'ambiente e le persone che lo producono, temi ai quali i consumatori sono sempre più attenti.
Pregiato, etico e sostenibile
Il nuovo traguardo rappresenta dunque un ulteriore punto di forza per Hausbrandt Bio 100% Arabica, pregiata miscela di soli caffè Arabica provenienti dall’America Centrale e Meridionale. Un prodotto etico e sostenibile di grande personalità e finezza sensoriale. Si distingue per il suo aroma dolce, dalle delicate note fruttate e mandorla, e per il sapore avvolgente, presentandosi al palato con una piacevole acidità che richiama l'arancia, armoniosamente bilanciata da eleganti e delicate note di pesca e miele.
Il catalogo di Meregalli si arricchisce dei rum artigianali premium, con denominazione Dop Cuba, della storica distilleria cubana, la cui produzione è portata avanti da una vera autorità nel campo del ron cubano: il Primer Maestro Ronero Juan Carlos Gonzales
Affonda le radici nella storia del rum caraibico la new entry del catalogo di esclusive di Meregalli Spirits. Si tratta dei distillati di Santa Cruz del Norte, distilleria situata nell’omonima città della provincia di Mayabeque, nel nord di Cuba.
Una distilleria che ha vissuto tutte le vicissitudini che hanno caratterizzata la storia dell’isola nel Novecento. Fondata nel 1919 da imprenditori statunitensi, ha prosperato grazie al commercio clandestino di alcol negli Usa durante il periodo del Proibizionismo. Nel 1927 la proprietà diventa cubana, fino alla nazionalizzazione nel 1960, dopo la Revolución, affermandosi come una delle principali realtà produttrici di ron a Cuba.
I rum Dop Cuba di Santa Cruz del Norte
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Carta Blanca
Carta Oro
Añejo
A guidare la produzione di Santa Cruz del Norte c’è una vera autorità in materia di rum: Juan Carlos Gonzales, uno dei due soli Primer Maestro Ronero di Cuba. È questa la figura di più alto grado tra i maestri distillatori del rum cubano, oggi 9 in totale, e il loro sapere nella distillazione, blending e invecchiamento del distillato è riconosciuto Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, a sottolineare l’importanza della tradizione ronera cubana e per garantirne l’artigianalità. Per la cronaca, l’altro Primer Maestro Ronero è César Augusto Martí.
Distillati premium per una mixology d'autore
Tre le etichette prodotte artigianalmente da Santa Cruz del Norte, tutte con denominazione Dop Cuba, che ne indica e assicura la massima qualità e importate e distribuite da Meregalli: Carta Blanca, Carta Oro eAñejo. Curati in ogni dettaglio, ottenuti da succo di canna da zucchero dell’isola, distillati in alambicco a colonna, invecchiati in botti di rovere bianco con tempi diversi per ogni referenza, dal brevissimo passaggio per il Carta Blanca ai 5 anni dell’Añejo, compongono una linea di prodotti complementari ideale per una molteplicità di cocktail con il rum protagonista, dai grandi classici dell’isola a interpretazioni più contemporanee a nuove creazioni autoriali. Interessante anche il posizionamento dei prodotti. Si tratta infatti di rum premium che si presentano però con un rapporto qualità/prezzo che li rende un’opzione di alta gamma accessibile.
I tre ron Dop Cuba
Andando a guardarli un po’ più nel dettaglio, Carta Blanca (alc 40% in vol) è un’autentica espressione dello stile cubano. Distillato e affinato con un leggerissimo passaggio in botti di rovere bianco, al naso è aromatico, con leggeri sentori fruttati ed erbacei uniti alla vaniglia e al rovere. Al palato è morbido e complesso, con la dolcezza equilibrata da ricordi più amari, e un finale lungo con un sottile rimando agrumato.
L’invecchiamento prolungato dona invece a Carta Oro (alc 40% in vol) maggiore complessità e profondità rispetto al primo. Di colore ambrato leggero, al naso ricorda la canna da zucchero e dolci di frutta, con sfumature di legno e vaniglia. In bocca ha una leggera dolcezza in equilibrio con una componente più amara, e lascia emergere sentori legati all’invecchiamento che si sviluppano con un sorso caldo e avvolgente, mentre il finale è lungo e pieno.
Con 5 anni di invecchiamento, Añejo (alc 40% in vol) presenta una struttura ricca e stratificata e un colore ambrato scuro. Il suo profilo aromatico richiama la canna da zucchero, con note di rovere, frutta secca e vaniglia. L’ingresso a palato è secco, con le note di legno in evidenza che lasciano poi spazio a note di cacao e cannella.
Zappile a coordinare il progetto food&beverage, Mario Farulla per i bar e Fabio Fioravanti executive chef: un team di campioni per il nuovo Thompson hotel
Una Riviera in pieno centro a Roma. È questo il tema che guiderà la nuova apertura dell’Hyatt nella capitale, prevista se tutto va bene per dicembre, in modo da intercettare i flussi turistici natalizi, quando la città si veste di luci. A lavorare per sviluppare al meglio questo tema e l’impronta che la nuova apertura vuole dare al nuovo cinque stelle romano, Matteo Zappile, in qualità di vicedirettore dell’hotel. Farà un po’ da “Ct” di una nazionale di campioni, che vede come bomber Mario Farulla, scelto come direttore dei bar, e l’executive chef Fabio Fioravanti, già protagonista in un paio di cucine del marchio Hyatt (a Doha ha curato l’apertura, poi tornato in Italia con una parentesi a Murano), che torna nella sua Roma.
Accattivante, trasgressivo, nuovo, informale (ma sempre di lusso): sono solo alcuni degli aggettivi utilizzati per descrivere il progetto in costruzione dai tre protagonisti citati, che accende una nuova luce su Roma, che sempre più, sono concordi, sta diventando destination place. Ma partiamo dalla posizione: basta dire “Bottegone” per far capire a tutti dove si trova precisamente questa nuova struttura alberghiera a cinque stelle, che farà parlare di sé, soprattutto per l’offerta food&beverage. È in via delle Botteghe Oscure, infatti, proprio nel palazzo che ospitava la sede del Partito Comunista. C’è un fondo di ironia in questo: dalle lotte operaie, le stanze di questo storico palazzo sono destinate a diventare meta di un lusso basato sul lifestyle e sulla raffinatezza, anche perché Hyatt ha scelto di portare a Roma l’esclusivo brand Thompson, il primo in Italia, secondo in Europa dopo Madrid. Il brand esordirà nel Belpaese grazie all’AG Group di Andrea Girolami.
Un po’ di numeri: 69 le stanze dell’hotel, ma soprattutto tre outlet dedicati al food&beverage. L’accoglienza con un buon calice o un cocktail inizia dall’ingresso, dove si trova un lobby bar con una trentina di posti. «Qui, in prossimità del lobby bar - racconta Mario Farulla - si troverà il cuore dello sviluppo di tutti i drink, ovvero il nostro laboratorio». Quindi si sale fra il sesto e settimo piano, dove si concentrerà la potenza di fuoco del food&beverage targato Hyatt: al sesto il ristorante gourmet, da 130 coperti; al settimo piano dalla primavera è attesa una nuova terrazza con vista spettacolare e con un “crudo counter”, ovvero un’offerta dedicata ai crudi, specialmente di mare. Qui si potranno accogliere fino a 130 ospiti seduti, che possono arrivare a circa 200 per eventi in piedi.
Matteo Zappile, che per abbracciare il nuovo progetto Hyatt ha lasciato la direzione della sala del bistellato romano Il Pagliaccio, già fra i migliori sommelier d’Italia, ha un occhio di riguardo per l’offerta vino, sebbene, avverte, non sarà una figura floor, che troveremo in sala, ma una figura manageriale. «L’impronta che ho voluto dare - anticipa Zappile -, con una carta dei vini differente per ogni piano, è diversa da quel che ci si aspetterebbe in un cinque stelle classico. Le carte dei vini avranno dei titoli, con nomi che si riferiscono a delle situazioni diverse. Per quanto riguarda la parte del sesto e settimo piano, ci sarà un’attenzione particolare ai piccoli vignerons. Per me, un grande calice di champagne non deve essere per forza proveniente da una famosissima maison. Non voglio vini iperstrutturati, ma chicche selezionate con cura e originalità, tanta mescita e un focus sui pet nat, ovvero i riferimentati in bottiglia, che verranno sboccati. Voglio che ci sia una parte un po’ teatrale e una parte emozionale. In conclusione, deve essere un servizio innovativo».
Quanto ai numeri, l’obiettivo per il reparto vino è di raggiungere un massimo di 800 referenze: circa la metà saranno destinate al ristorante del sesto, al settimo circa 200 e nella lobby un’accoglienza da 250 proposte. Zappile nella sua carriera si sempre è distinto in sala per abbinamenti non convenzionali, mai solo vino, per questo la collaborazione con Farulla vuole essere a 360° e coinvolge lo chef Fioravanti. «Stiamo lavorando per puntare a una grossa sinergia fra cocktail e food - dice Farulla -. Immaginando di diventare riferimento per una clientela di turisti stranieri, potremo contare sul fatto che loro, più di noi italiani, abbiano un palato già pronto e sensibile a questi abbinamenti».
Farulla, che pure difficilmente vedremo al banco, perché il suo ruolo è direttivo, sta coordinando la creazione di una drink list che definisce evocativa: «Utilizzeremo tecniche moderne e sarà una carta molto focalizzata sul servizio e sul risultato finale in termini gustativi, che lavorerà sulle fragranze e gli aromi che ci riportano al concept di Riviera». Senza tralasciare i classici per eccellenza, come Martini e Negroni, che avranno una lista dedicata. «Abbracceremo idealmente tutto il bacino del Mediterraneo - completa Farulla -, dalla French Riviera alla Costiera Amalfitana, anche dal punto di vista del design, che è fresco e arioso». Sul barfood interviene lo chef Fioravanti: «Vogliamo lavorare in sinergia, per creare una vera e propria esperienza mangia e bevi, specialmente intorno a quella che sarà l’opportunità che ci dà l’open skyview della terrazza. Un gioco di creazioni che approcciano anche la parte visiva, con un po’ di show». Il ristorante, invece, sarà una contemporanea ricerca culinaria a tutti gli effetti, con un focus principalmente sul reparto ittico (ma senza tralasciare carne e vegetali). Altra chicca che anticipa Farulla, dal laboratorio di miscelazione usciranno anche una serie di drink firmati da lui, in bottiglie mignon, destinati ai minibar delle stanze.
Mentre i tre sono al lavoro per completare la squadra, Farulla ci anticipa che le scelte sono orientate a colleghi che esprimano personalità e che sappiano trasmettere attraverso le loro competenze le intenzioni di accoglienza sbottonata, informale, ma pur sempre raffinata e customizzata. Il target di riferimento, specialmente per quanto riguarda gli ospiti esterni, è una clientela locale giovanile; più ampia la fascia per quanto riguarda l’accoglienza delle camere, con un orientamento marcato verso una clientela internazionale.
E se al visitatore sarà richiesto un dress code smart casual, il personale vestirà delle divise molto moderne, cucite addosso ai ragazzi dello staff da un brand italiano. «Qui sarà tutto customizzato - conclude Zappile - con una grande attenzione ai dettagli. Vogliamo dare la linea a questo progetto nuovo, easy, ma di altissima qualità».
Dopo anni di peregrinazioni professionali in giro per il mondo, il bartender siciliano è tornato nella sua città. Dove ha aperto Palco, cocktail bar, laboratorio di idee e innovazioni che mira a diventare punto di riferimento nazionale e internazionale per il bere miscelato
Ci sono ritorni che hanno il sapore della sfida, della rivincita, del bisogno di restituire alla propria terra ciò che altrove si è ricevuto. Simone Molè, talento siciliano della mixology, dopo anni di peregrinazioni professionali tra Europa, Asia e Oceania, torna finalmente in Sicilia scegliendo Palermo come palcoscenico privilegiato per il suo nuovo progetto imprenditoriale:Palco - Unexpected Cocktails. Una scelta che racconta tanto del professionista quanto dell'uomo, con una visione chiara e concreta: creare nella sua terra un punto di riferimento nazionale e internazionale per il mondo del bere miscelato.
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Simone Mulè
Drink alla spina, formazione e cocktail catering
Il concept di Palco si basa su una proposta innovativa, a partire dalla scelta tecnica dei cocktail alla spina con marchio proprietario, una novità assoluta per la Sicilia. Questa soluzione tecnica garantisce non solo qualità costante e velocità di servizio, ma anche una gestione ottimizzata degli ingredienti, riducendo sprechi e massimizzando l'efficienza. Si tratta di una scelta consapevole che guarda al futuro e risponde concretamente alle esigenze di un settore sempre più orientato verso sostenibilità e praticità operativa.
Palco è però molto più di un locale innovativo dal punto di vista tecnico. La vera forza del progetto di Simone Molè risiede nella componente formativa: all’interno della struttura opera, infatti, una scuola professionale rivolta a bartender, chef, manager di sala e personale operativo. Questa scuola, che in breve tempo ha già formato oltre cento professionisti provenienti da tutta Italia, risponde a una reale esigenza del mercato dell'hospitality, sempre più in cerca di figure qualificate e pronte ad affrontare sfide sempre più complesse.
Oltre alla formazione, Palco dispone anche di un’agenzia interna dedicata al Premium Cocktail Catering, per eventi privati e aziendali, ampliando ulteriormente il raggio d’azione del locale. In questo modo, Palco non si limita al solo spazio fisico, ma diventa una vera e propria piattaforma professionale completa, pronta ad anticipare le richieste di un mercato sempre più esigente.
Un format replicabile e scalabile
Simone Molè porta con sé un bagaglio di esperienze maturate in contesti prestigiosi, dal Lyaness di Londra fino al rinomato Freni e Frizioni di Roma. Nel 2021 ha ottenuto il titolo di campione italiano nella competizione World Class by Diageo Reserve, attestandosi come uno dei migliori bartender italiani. Questa reputazione consolidata costituisce il fondamento di Palco, un progetto ambizioso che guarda all'espansione internazionale, grazie a partnership strategiche con aziende leader nel settore food & beverage.
L'inaugurazione ufficiale, tenutasi lo scorso giugno, ha confermato sin da subito l'interesse verso questo progetto imprenditoriale, attirando professionisti del settore da tutta Italia. Un successo che testimonia l'efficacia della visione strategica di Molè, determinato a fare di Palco un format replicabile e scalabile a livello internazionale. Palco non è dunque solo un nuovo indirizzo nel panorama del bere miscelato, ma un autentico laboratorio di idee e innovazioni, un luogo dove si coltivano competenze e professionalità, un progetto che va oltre i confini di un semplice bar. È la scommessa personale e professionale di un siciliano che ha scelto di tornare per portare qualcosa di nuovo e significativo, con l'ambizione concreta di scrivere una nuova pagina nella storia della mixology italiana. È un dolce ritorno quello di Molè, perché nato dalla consapevolezza che innovare significa anche ripartire da dove tutto è cominciato, con la determinazione di chi ha girato il mondo per scoprire che la sfida più grande, in fondo, è quella di tornare a casa e cambiarla.
Realizzato con veri pistacchi, senza glutine e conservanti, stabile a caldo e a freddo, il nuovo topping è ideale per personalizzare con un tocco creativo e di tendenza dolci al cucchiaio, budini, frutta fresca, gelati e altri dessert
È la Crema di Pistacchio la referenza che arricchisce la gamma di ToppingCarte D’Or Professional per iprofessionisti della ristorazione. Il nuovo gusto pronto all’uso è a base di veri pistacchi, non contiene conservanti, e ha una texture fluida e cremosa che lo rendono ideale per completare e guarnire la carta dei dessert con sapori e colori di tendenza in pochi e semplici passaggi. Come tutta la gamma, è inoltre gluten free, stabile a caldo, a freddo e con il gelato ed è facile da utilizzare e dosare, grazie al contenitore da 900 g con valvola salvaspreco.
Topping Crema di Pistacchio si aggiunge alle altre referenze già presenti nella linea: Cacao,Caramello,Caramello Salato,Fragola,Frutti di BoscoeLimone. Una gamma completa di gusti versatili e di tendenza, pensata per personalizzare facilmente e velocemente dolci al cucchiaio, budini, frutta fresca o gelati, regalando un tocco di creatività a ogni preparazione. Un esempio è la ricetta creata dai maestri pasticceri di Carte D’Or Professional per il nuovo gusto, La Rosa di Mousse al Cioccolato Bianco e Topping al Pistacchio (nella foto in apertura), un elegante dessert tutto giocato sul felice incontro tra cioccolato bianco e pistacchio (in fondo all’articolo la ricetta completa).
Efficienza e qualità per i professionisti
La linea Topping è solo una delle soluzioni del catalogo del marchio di Unilever Food Solutions, nato in Francia nel 1978 per offrire ai professionisti prodotti di qualità, che permettano di rinnovare costantemente la proposta di dolci, risparmiando tempo e risorse e con la massima attenzione al food cost. L’offerta comprende infatti anche le gamme: Dessert Classici Senza Glutine,come Tiramisù, Panna Cotta e Crema Catalana, ma anche Mousse e Budini; Sorbetti e Basi Neutreper la pasticceria; Dolci da forno; Creme per farcitura e decorazione.
La ricetta
La Rosa di Mousse al Cioccolato Bianco e Topping al Pistacchio
Ingredienti:
1 busta Preparato per Mousse al Cioccolato Bianco Carte d’Or (750 g), 500 ml latte intero Uht, 100 ml panna fresca, 15 g sale Maldon, 1 bacca di vaniglia, pistacchi sgusciati, Topping Crema di Pistacchio Carte D’Or Preparazione:
in una planetaria montare il Preparato per Mousse al Cioccolato Bianco Carte d’Or Professional insieme a latte, panna con il sale e i semi della bacca di vaniglia. Dressare gli stampi di silicone e abbattere a -18°. Finitura:
disporre in un piatto il Topping Crema di Pistacchio Carte d’Or Professional, togliere la rosa di semifreddo dallo stampo e porlo al centro. Decorare con pistacchi sgusciati e una foglia di menta.
Personaggio di punta del panorama della miscelazione internazionale, Sisti dal prossimo primo settembre sarà il corporate mixology specialist dell'azienda di reggio Emilia, specializzata nell'importazione e distribuzione di spirit per il fuori casa
Nuovo ingresso nella squadra di Spirits&Colori. Dal primo settembre a far parte del team dell’azienda di Reggio Emilia, specializzata Reggio Emilia specializzata nella selezione, importazione e distribuzione di spirit per il fuori casa, ci sarà Filippo Sisti, con il ruolo di corporate mixology specialist.
Classe 1983, tra le stelle del panorama della miscelazione internazionale, consulente per cocktail bar e chef stellati, Sisti vanta oltre 25 anni di esperienza nel settore, maturata tra New York, Londra, Parigi e Milano, città quest’ultima dove ha collaborato con lo chef Carlo Cracco al progetto di successo Carlo e Camilla in Segheria e dove nel 2018 aveva aperto Talea, un cocktail bar sperimentale in zona Navigli. Impostosi come bartender di riferimento per una miscelazione innovativa e di alta qualità, il suo marchio di fabbrica si chiama “cucina liquida”, ovvero l’insieme di strumenti e tecniche utilizzati nel mondo della cucina, applicati e adattati al lavoro quotidiano dietro al bancone. Non una semplice questione di tecniche, ma un abito mentale fatto di ricerca a 360°: su materie prime, prodotti, lavorazioni e consistenze che permettano di creare cocktail capaci di regalare un’esperienza nuova e multisensoriale.
Formazione, cultura del bere e valorizzazione del portafoglio
Creatività e conoscenze che ora, nel nuovo incarico in Spirits&Colori, metterà a disposizione per sviluppare progetti dedicati a formazione, cultura del bere e valorizzazione del portfolio aziendale.
«La mia missione è far vivere cocktail capaci di sorprendere, unendo creatività, tecnica e innovazione – ha commentato Sisti in una nota che annuncia il suo ingresso nell’azienda -. Spirits&Colori è da sempre una scopritrice di perle rare. Saper offrire un qualcosa che non c’era è un modo per stupire e regalare esperienze uniche che è anche il mio obiettivo di promuovere una mixology contemporanea, sperimentale ed emozionale».
Spingere sull’innovazione
Nel suo ruolo di corporate mixology specialist, Filippo Sisti riporterà a Gabriele Rondani, direttore commerciale e marketing dell’azienda. Azienda che sta registrando un deciso interesse per le novità introdotte a catalogo lo scorso anno, che rappresentano già il 30% del fatturato. «Abbiamo riscontrato un forte interesse per l’innovazione, non solo di nuove referenze, ma anche di nuovi brand e della loro declinazione in una mixology sempre più evoluta e capace di solleticare la curiosità del pubblico finale ma anche di quello professionale – ha commentato Rondani nella stessa nota -. La collaborazione con Filippo è quindi un’ulteriore evoluzione di un progetto di rinnovamento cui teniamo molto e che darà sostegno ai “nostri” 140 agenti in tutta Italia. Siamo convinti che con il suo arrivo, da vero pioniere e trend setter dalla visione decisamente internazionale, darà un contributo prezioso e un’accelerazione a quanto realizzato finora».
Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”.
Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave. I due avventurieri, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circoxnda.
L'episodio numero 9 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto, il settimo e l'ottavo episodio).
Marco Zampilli di Ru.De è stato membro del Drink Team di Bargiornale: il tributo liquido dei colleghi per il bartender di Roma scomparso tragicamente in un incidente pochi giorni fa
Oggi sarebbe stato il suo compleanno, ma sono candeline che Marco Zampilli, per un terribile destino, non ha potuto spegnere. Una settimana fa, mentre percorreva il Salento in un viaggio in solitaria on the road con la sua moto, Marco è stato colpito da un fulmine, che gli è stato fatale.
Certamente avrebbe festeggiato con gli amici di sempre al Ru.De, la sua creatura in quel di Centocelle, Roma (l'avevamo raccontata qui, con un'intervista qualche mese dopo l'apertura): il suo quartiere, la sua città, nonché la sua squadra del cuore. Ed è al Ru.De che oggi si incontreranno gli amici per brindare in suo onore. Non è la prima iniziativa che dimostra quanto Marco abbia lasciato un segno indelebile nella bar industry e in chi gli voleva bene. A poche ore dalla tragedia, gli amici hanno aperto una raccolta fondi, dall'enorme partecipazione, per sostenere la famiglia di Marco.
Cristian Ricci e Marco Zampilli nella cornice di Ru.De Centocelle
Marco era un bartender di razza, che insieme al socio Cristian Ricci ha fatto parte del Drink Team di Bargiornale, nel gruppo che ha preceduto quello attualmente in carica, contribuendo con il suo tocco sempre irriverente e professionale al tempo stesso.
E sono i colleghi senatori del Drink Team, quello attuale e quello di cui ha fatto parte, che hanno voluto dedicare a Marco un cocktail e un pensiero. Eccoli di seguito.
Cup - di Biagio Castiello, Ritorno (Acerra, Napoli)
30 ml Tanqueray N. Ten
15 ml ridistillato alla fragola
50 ml cordiale di cetriolo, foglie di fragola e eucalipto
Garnish: cetriolo marinato in acqua e fragola per creare un entrée olfattivo
Tecnica: stir&strain
«Il mio Pimm’s interpreta il classico in chiave personale: la parte erbacea si apre con eleganza, mentre delicate sfumature di frutta donano freschezza e armonia, mantenendo intatto lo spirito conviviale della tradizione. Questo drink nasce come reinterpretazione del Pimm’s Cup, ma oggi non è il cocktail il protagonista. Oggi il bicchiere si alza per Marco. Un barman, un amico, un uomo che aveva radici profonde nel suo territorio: la sua gente, le sue tradizioni, la sua terra erano parte di lui. Dietro al bancone portava quel legame autentico, fatto di calore, accoglienza e passione. È stato strappato troppo presto, in una fatalità che lascia senza parole, ma resta vivo in chi lo ha conosciuto. Questo calice diventa memoria e omaggio: ad ogni sorso ritroveremo un po’ di Marco, della sua energia, e di quella forza che sapeva trasmettere a tutti. Perché Marco era e resterà parte del suo territorio».
#TRIPLESECSUOGNICOSA - di Fabio Tammariello e Davide "Davo" Patta, Ruggine (Bologna)
50 ml London Dry Gin
40 ml Triple Sec (modificato con tecnica milk wash con anguria, limone, basilico e latte di soia)
shot di Fernet Branca a parte
Tecnica: stir&strain
Preparazione: versare il London Dry Gin e il Triple Sec Cordial in un mixing glass ghiacciato, diluire per 25 sec. Versare in bicchiere Nick&Nora ghiacciato e affiancare con uno shot di Fernet Branca.
«Abbiamo fatto un twist sul White Lady, andando a modificare il triple sec e abbiamo affiancato uno shot di Fernet Branca per brindare a Marco come piaceva fare a lui. Calma e compatti. Ciao Boss!».
Daje Roma Daje - di Riccardo Carli, Jeffer (Pisa)
40 ml Tequila Curado
7,5 ml liquore alla banana
30 ml shrub di ananas
Garnish: coin di passion fruit + colorante rosso edibile
«La grande passione di Marco era l'As Roma. Purtroppo, non ho mai avuto la fortuna di trascorrere del tempo con lui, l'ho sempre incontrato ai vari Bar Show in giro per l'Europa, Ci salutavamo, frasi di circostanza, è sempre bello vedere volti familiari così lontano da casa. Ciò che traspariva era l'immagine di un ragazzo semplice, con sani valori e un forte attaccamento al suo quartiere di provenienza, Centocelle.
Marco, questo drink è per te: pochi ingredienti, senza troppi fronzoli, ma con due colori speciali per te, giallo e rosso! Che la terra ti sia lieve».
Calma - di Mattia Capezzuoli, Hotel de Russie (Roma)
30 ml Casamigos Tequila Blanco
15 ml Mr Black Coffee Liquor
10 ml sciroppo di noci di macadamia tostate
30 ml caffè espresso
20 ml Pineapple soda Three cents
Bicchiere: coppa Nick&Nora
Metodo di preparazione: inserire tutti gli ingredienti all’interno di un sifone ad azoto N2, caricare il sifone, agitare e versare il cocktail direttamente dal sifone.
«Calma è un cocktail dedicato a Marco, ispirato alla parola che ripeteva sempre durante le partite della Roma. La tequila incontra liquore al caffè, espresso e sciroppo di noci di macadamia tostate, in un sorso che unisce energia, ricordo e calore. Un brindisi alla sua amicizia e alla sua passione».
Paint it black - di Francesca Mannina, Norah was drunk (Milano)
20 ml Yuu Baal Mezcal Joven
30 ml Vecindad Tequila Blanco
15 ml Mastiha
30 ml succo di limone
15 ml sciroppo di agave aromatizzato allo zenzero
4 dash bitter all'oliva
10 ml Planteray O.F.T.D. infuso al carbone vegetale
Preparazione: mettere tutti gli ingredienti tranne l'Oftd in un Boston shaker e shakerare vigorosamente. Dopodiché versare in un tumbler basso su un cubone di ghiaccio e infine effettuare un float con l'Oftd.
«Caro Marco, ti dedico questo drink.
Purtroppo non ho avuto il piacere di conoscerti, ma in questi giorni ho capito, dalle persone che ti volevano bene, quanto fossi speciale. Hai lasciato un grande vuoto, ma anche un bel ricordo in chi ti ha conosciuto. Onore a chi, come te, ha saputo regalare sorrisi anche da dietro un bancone.
Buon viaggio, con affetto e stima,
Francesca»
È tutto sbagliato - di Tiziano Zanobini, Funi 1898 (Montecatini Terme)
45 ml Mezcal Montelobos Espadin
25 ml Cynar
20 ml Vermouth di Torino Classico Del Professore
5 ml aceto balsamico 30 anni
2 spoon confettura di albicocche
Metodo: shake & strain
Bicchiere: tumbler basso
«Il fumo del Mezcal, tocco di Cynar e Vermouth, un goccio di aceto, confettura di albicocche. Un pasticcio, una provocazione. È tutto sbagliato! Un drink che non consola, non spiega, ma ci tiene compatti. È rude… così come eri tu!»
Se una notte d’estate un viaggiatore - di Fabrizio Candino e Matteo Bonandrini, Sartoria (Palermo)
30 ml Lalocura mezcal
30 ml acqua di pino
20 ml lime cordial
...
Tecnica: mix&strain
Bicchiere: Collins su ghiaccio a cubi
«Il drink unisce il Mezcal di Lalocura, distillato dopo la stagione delle piogge, acqua di pino, a esaltarne le note balsamiche, a tratti terrose e umide, lime cordial a seguire. I tre punti finali sono per voi, un drink incompleto che non deve essere completato da noi. Una vita interrotta non può inscatolarsi in qualcosa di definitivo ed è per questo che chiediamo di completare voi questo drink con un ultimo ingrediente, sia questo una soda, una Ginger beer, un vino bianco... Un omaggio a un collega, a un Bartender, un uomo, un viaggiatore. Prendiamo in prestito le parole di Italo Calvino per costruire uno dei drink più difficili di sempre. Omaggiare Marco Zampilli attraverso un cocktail, supportare la sua famiglia ed il suo socio Cristian.
Ciao Marco
Little by little - di Claudio Cau e Matteo Spanedda, Spirits Boutique (Olbia)
50 ml Whisky Dalmore 12 y.o.
10 ml liquore Nocino Benvenuti
5 dash Fee Brothers black walnut bitters
Tecnica: mix and strain
Garnish: oli essenziali arancia
Nel blu - di Peppe Doria, Volare (Bologna)
40 ml Venturo
10 ml Gin
10 ml sciroppo di miele al rosmarino
60 ml diluizione
Preparazione: prebatch degli ingredienti e carbonare
Garnish: peel di limone
Nero - di Giacomo Diamante, Quintana Esperienza Italiana (Vincenza)
50 cl dark jamaican chocolate infused rhum
4 gocce soluzione salina
1,5 cl cordiale zenzero e lime
Preparazione: fare prebatch in bottiglia, etichettare e posizionare in frigorifero. Versare a piacimento.
«Per Marco e le nostre chiacchierate, per i nostri incontri, carichi ed emotivi».
Il solitario - di Vlad Tcaci, Nu Lounge (Bologna)
30 ml Sotol Flor del Desierto
10 ml Nixta Liquore
50 ml Birra Ipa
Frisa Tostata
Crema di carciofi e prezzemolo
«Durante il periodo del Proibizionismo, quando l'alcol era vietato, la Route 66 divenne una via di contrabbando per il moonshine, un distillato di mais prodotto illegalmente. I camionisti e i motociclisti, in particolare, erano noti per trasportare questa bevanda, che divenne un simbolo della ribellione contro le leggi restrittive. La nostra Route è Roma - Puglia incontrando prodotti tipici, tradizioni ma prima di tutto il nostro amico».
Negroni Rude - di Francesco Ismenghi, Nècessaire (Rimini)
25 ml Bitter Fusetti
25 ml Vermouth 9 di Dante Paradiso
5 ml Sherry Oloroso
5 ml liquore alla nocciola
20 ml London dry Gin
10 ml Bourbon Whiskey
Fat wash Olio di cocco 10%
Garnish coin di pompelmo
Preparazione: fare prebatch con tutti gli ingredienti in un recipiente e sciogliere il 10% del peso di olio di cocco e aggiungerlo al cocktail, dopo 12 ore separarlo per congelamento o per separazione dei liquidi.
«Anche se non conoscevo Marco personalmente, so che aveva un'anima buona, e il suo sorriso dietro al Bancone ha lasciato il segno. Buon viaggio».
Ride to rude - di Andrea Dracos, Eredi Borgnino Cocktail bar (Torino)
50 ml Rye WhiskY
30 ml sciroppo di fichi
20 ml Sherry oloroso
Top di champagne
«Questo drink è stato creato da me e da Marco Dellafina. Siamo motociclisti e vogliamo rappresentare la categoria oltre che a quella della bar industry».
Cento - di Christian Costantino, Marina del Nettuno (Messina)
45 ml PiùCinque Gin
50 ml cordial
2 dash bitter
Tecnica: stir&strain
Preparazione: versare gli ingredienti nel mixing glass, aggiungere ghiaccio, miscelare e filtrare in coppetta
New Holland - di Peke Bochicchio ed Emanuela Zarillo di Barmacia (Potenza)
45 ml gin Bulldog
15 ml gin Puro
30 ml succo di lime
1 spoon di zucchero
4 dash di tabasco
10 ml bitter home made alla ciliegia selvatica
«Non abbiamo avuto il privilegio di conoscere marco di persona, ma in questi giorni abbiamo scoperto, seppur con ritardo, una figura dalla personalità dirompente. Abbiamo deciso di dedicargli uno dei nostri drink più storici. Un omaggio sincero, racchiuso in una creazione iconica: una personalità FORTE e un’anima RUDE che, con sorprendente delicatezza, sa lasciare un’impronta indelebile».
Risueño - di Enrico Bellucci di Salmon Guru (Milano)
50 ml Patron Silver Tequila
20 ml Sherry Amontillado
10 ml St. Germain
20 ml Sciroppo di timo e rosmarino
30 ml sour Mix
3 drop acqua ai fiori d’arancio
Garnish: ghiacciolo di Campari, arancia e yuzu
Preparazione: shake & strain in un lowball con cubo di ghiaccio. Aggiungere il ghiacciolo sopra il drink.
«Caro Marco, non ho avuto la fortuna di conoscere te, ma chi ti stava vicino. Tutti ti volevano bene e questo drink è un omaggio alla tua passione per la Roma con i suoi colori e al tuo sorriso; infatti in spagnolo Risueño vuol dire proprio “Sorridente”. Un brindisi a te!»
Quali sono i fattori chiave da considerare quando si sceglie un cash & carry per il proprio locale, per assicurarsi non solo convenienza, ma anche un partner capace di supportare la crescita del business? Il punto di vista di C+C, insegna nazionale Cash & Carry del Gruppo Selex.
Nel 2024 il canale Cash & Carry si è confermato al secondo posto tra le fonti di approvvigionamento per i gestori Horeca, totalizzando circa il 17% del mercato, secondo una ricerca di TradeLab.
Questa performance non è casuale: assortimenti sempre più ampi, servizi evoluti e soluzioni digitali hanno trasformato i “supermercati dei professionisti” in un punto di riferimento imprescindibile per bar, caffetterie e locali polifunzionali.
Come sottolinea Massimo Baggi, direttore marketing di Selex Gruppo Commerciale, «noi ampliamo l’offerta per i bar ma anche per pizzerie e ristoranti, oltre a potenziare i servizi, dall’ordine online alla consegna presso i locali, per rispondere alle esigenze di efficienza e qualità degli operatori».
Andiamo dunque alla scoperta dei fattori chiave da considerare quando si sceglie un cash & carry per il proprio locale, analizzandoli con l’ausilio delle parole di Massimo Baggi.
Cash & Carry: ampiezza e profondità dell’offerta
Il cuore del Cash & Carry è la sua capacità di mettere a disposizione un assortimento estremamente vario, che spazia dall’alimentare secco ai prodotti freschi assistiti, fino a detergenza, attrezzature e soluzioni “pronte all’uso”.
«Stiamo ampliando costantemente l’offerta, che include anche le soluzioni a marchio dell’insegna C+C, rivolta al mondo Horeca: Vanto con prodotti professionali per la detergenza e toiletries, con oltre 200 referenze, e Sù per l’alimentare, con oltre 300 prodotti, caratterizzati dall’ottimo rapporto qualità-prezzo e con formati per ogni esigenza, dalle maxi confezioni per le cucine ai monodose per una rapida e igienica somministrazione self service», spiega Baggi. La gamma comprende semilavorati di quarta e quinta gamma, carne frollata, pesce fresco di stagione e tutto ciò che serve per creare un’offerta distintiva e di qualità in ogni momento della giornata.
Cash & Carry: flessibilità negli acquisti e convenienza
I Cash & Carry offrono formule d’acquisto che si adattano alle esigenze di ogni locale: confezioni multipack per testare nuove referenze, promozioni mirate e listini trasparenti per pianificare i costi senza sorprese. «Il nostro obiettivo è offrire prodotti di qualità, convenienti e pratici, per aiutare le attività commerciali a innovare senza gravare sul conto economico», sottolinea Baggi. Questa flessibilità si traduce nella libertà di aggiornare il menu — dal coffee break all’aperitivo — senza vincoli e senza sprechi.
Prossimità territoriale ed efficienza logistica dei Cash & Carry
Lacapillaritàdella rete è un altro punto di forza decisivo:C+Cconta oggi74 punti vendita, del Centro-Nord e della Sicilia. «Siamo arrivati a 74 punti vendita per essere ancora più vicini al target Horeca, canale per noi strategico», spiega Baggi. Dove il servizio è attivo, è possibile richiedere la consegna diretta al locale; altrove, si può ritirare la spesa in sede o ordinare online, riducendo tempi e costi di approvvigionamento.
Servizi a valore aggiunto: consulenza e formazione
Per essere un cash & carry competitivo, però, non basta avere gli scaffali: per creare un rapporto duraturo con i clienti, le insegne investono in consulenza specializzata e formazione.
C+C organizza workshop di mixology, sessioni di product demo sui semilavorati e corsi di aggiornamento sulle normative alimentari e igieniche. «Stiamo investendo nella formazione del personale per garantire un supporto sempre più qualificato ai professionisti», chiosa Massimo Baggi, evidenziando l’importanza di affiancare baristi, chef, pizzaioli e gestori nell’ideazione di nuove proposte di menu.
Tecnologia al servizio dell’operatore
Le piattaforme digitali hanno rivoluzionato gli ordini: il portale online di C+C integra consultazione del catalogo, monitoraggio e storico degli acquisti, consentendo di pianificare rifornimenti ricorrenti con pochi click. «Stiamo investendo in digitalizzazione, per garantire una gestione più efficiente degli approvvigionamenti e maggiore comodità per gli operatori», spiega Baggi. Questo livello di automazione riduce gli errori e libera tempo prezioso per il team di sala.
Offerta beverage: mixology, vini e birre
Nel fuori casa, il beverage fa la differenza. C+C adotta un approccio di category management, con una selezione di oltre 500 etichette di vini — valorizzando le produzioni artigianali locali — e più di 100 referenze di birre, tra artigianali e industriali. Per gli appassionati di cocktail, l’insegna propone ingredienti premium (sciroppi, bitter, distillati di nicchia) e attrezzature professionali. «Nel beverage, oltre a spingere sulle proposte per la mixology, lavoriamo con un approccio di category management per offrire il meglio ai professionisti», dichiara Massimo Baggi.
Freschi e reparti assistiti: qualità in primo piano
Il comparto fresco è in forte crescita: C+C ha aperto reparti assistiti dedicati ai prodotti di quarta e quinta gamma, carne frollata e pesce fresco. Qui il cliente può scegliere direttamente, supportato dalla consulenza del personale specializzato. «In particolare, abbiamo aumentato la proposta di prodotti ad alto contenuto di servizio, come semilavorati e soluzioni pronte all’uso, e rafforzato l’offerta dei freschi, aprendo reparti assistiti», spiega Baggi, evidenziando l’importanza del servizio alla persona. Inoltre, far parte del Gruppo Selex significa contare su una filiera solida e su relazioni consolidate con fornitori di primo livello.
C+C a Host Milano 2025: l’appuntamento da non perdere
In un mercato sempre più competitivo, un’attività commerciale moderna ha bisogno di un partner che sappia fornire soluzioni complete: assortimento ampio, flessibilità, prossimità, servizi di consulenza e formazione, digitalizzazione. C+C unisce tutto questo con la solidità del Gruppo Selex, riducendo i costi operativi e semplificando la gestione degli acquisti.
Per scoprire dal vivo tutte le novità di assortimento, i servizi digitali e le opportunità di collaborazione, C+C sarà presente a Host Milano dal 17 al 21 ottobre 2025 (padiglione 1, stand U21).
Durante l’evento, i visitatori potranno partecipare a coinvolgenti show cooking per conoscere da vicino le qualità dei prodotti Sù, oltre a usufruire di meeting room dedicate per incontri personalizzati e approfondimenti.