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Etnik Lounge Cafè: a Bibione un locale estivo veramente green

Etnik Lounge Cafè
Il locale della costa adriatica ha reso il suo impatto ambientale il minore possibile adottando quattro pratiche virtuose applicabili da qualsiasi realtà del fuori casa

L'estate è veramente alle porte e nelle prossime settimane inizieranno le prime aperture stagionali sui litorali di tutto il Paese. Una moltitudine di locali estivi si preparano ad accogliere ogni giorno una schiera di vacanzieri in cerca di spensieratezza e relax, godendosi le ultime ore di sole o aspettando le prime luci del mattino. Fin qui, tutto regolare e sacrosanto. Ma spesso questi locali, che per loro natura sono in gran parre dei casi all'aperto e servono un grande quantitativo di clienti al giorno, fanno un largo utilizzo di contenitori monouso, hanno una gestione dei rifiuti quantomeno “flessibile” e un occhio verso le buone pratiche ecologiste quanto meno...mezzo aperto. C'è chi invece, come Nicole Marzolla, titolare dell'Etnik Lounge Cafè di Bibione (Venezia), ha deciso di prendere il toro per le corna e di avviare nel 2021 un progetto che poggia su quattro pilastri imprescindibili, che portano il suo locale ad avere l'impatto ambientale minore possibile. Sono pratiche applicabili da chiunque e l'auspicio è che leggendo queste righe le reazioni spazino da “ma così lo faccio anche io” a “ah, ma allora lo posso fare anche io!”.

No waste

Il primo approccio è il “no waste”, il senza spreco. Un modo di lavorare già ampiamente noto alle cucine, che si sta facendo strada anche dietro i banconi. Consiste non solo nell'ottimizzazione di ingredienti quali la frutta, che vengono utilizzati per intero e che, qualora in avanzo, vengono essiccati per avere una seconda vita, ma passa anche attraverso la produzione di preparati home made, stoccati in contenitori di riciclo, che vengono utilizzati più e più volte, evitando di ingrandire il cestino della spazzatura.

Stop alla plastica

Il secondo step è l'eliminazione di tutto ciò che è di plastica, e non riutilizzabile. Si va dalle arcinote cannucce a tutta l'ampia gamma di oggetti monouso. Ma per smuovere veramente le acque, si applica questa pratica anche a tutte le forniture che arrivano confezionate con involucri di plastica; il che porta ad attuare una scelta da “consumatore critico”, in favore di aziende che stanno attente anche al packaging dei loro prodotti. Si può inoltre evitare di utilizzare quei monousi non necessari, come il tovagliolo sotto il bicchiere. Favorendo sottobicchieri riutilizzabili come quelli in sughero, in legno o in tanti altri materiali. Difficile è la questione delle bottigliette di plastica, il cui consumo assegna un triste primato europeo all'Italia. Per un locale estivo rappresentano un'entrata non trascurabile: in questo caso la soluzione “meno peggio” è l'alluminio, che è molto più facilmente riciclabile della plastica.

Energia rinnovabile

Il terzo passaggio compiuto dall'Etnik Lounge è verso consumi energetici più puliti. Gran parte dell'energia elettrica prodotta in Europa deriva da fonti non rinnovabili, come petrolio, carbone o gas. Ci sono ora fornitori di energia che acquistano unicamente da fonti rinnovabili. Prediligere loro significa anche creare una nuova domanda al mercato e accelerare quindi il processo di creazione di un numero maggiore di generazione energetica di questo tipo.

Lotta alla deforestazione

Quando tutto ciò che internamente si poteva fare lo si è fatto, si può passare a sostenere anche progetti che vanno oltre le mura del locale: l'Etnik Lounge Cafè in questo caso collabora con Treedom, una piattaforma online che ripianta alberi, soprattutto in zone che hanno subito e subiscono una forte deforestazione. Con l'acquisto di alcuni drink, si aderisce alla campagna portata avanti da questa associazione, e oltre a regalare del verde al pianeta, si fornisce impiego a lavoratori del terzo mondo.

Possiamo proprio dire che, in questo locale della costa adriatica, si respira un'ottima aria. Quella che ci auguriamo di respirare sempre di più, ovunque.

Mid Pancake Cafè raddoppia e ampia l’offerta di caffetteria

Mid Pancake Café a Caserta
Mid Pancake Café a Caserta
Il secondo locale da poco aperto nel cuore di Caserta è un successo grazie alla bontà e varietà di un’offerta giovane e insolita e a un’ampia proposta di caffetteria

A pochi giorni dall’apertura è un successo il secondo punto vendita Mid Pancake Café dei fratelli Marco e Francesco Cellurale, nel centro di Caserta, in corso Trieste 102, a pochi minuti dalla maestosa Reggia. Un successo frutto di dieci anni di lavoro sul pancake svolto nel primo ampio locale ad Aversa (CE), al quale ora si accompagna una nuova offerta di caffè. Sul fondo del luminoso nuovo locale, dove il colore dominante è il giallo di pareti, scritte e sedute, al quale si accompagnano il bianco e il legno chiaro, c’è il banco, con un tripudio di farciture e, sul retrobanco, una macchina espresso M100 de La Cimbali e il macinacaffè con la miscela base Special Bar di Trucillo, che unisce il profumo intenso di arabica centroamericani (90%) e di robusta asiatici, dando in tazza un prodotto bilanciato e dall’aroma persistente. L’espresso è venduto  1 euro e 50 centesimi. Responsabile della caffetteria è Elena Cioce, che ha seguìto numerosi corsi Sca e propone anche singole origini e specialty (nuovamente di Trucillo e di altri microaster), anche estratti con V60, chemex, aeropress, cold brew: un nuovo cammino che stupisce il cliente con i suoi aromi insoliti; un nuovo ingresso (molto gradito) è stata la cascara servita in infusione.

È Marco Cellurale, il più giovane dei fratelli, a raccontare la genesi e l’evoluzione di una scelta vincente. «Mio fratello aveva appena aperto un classico bar ad Aversa quando io sono partito per la prima esperienza all’estero, a Londra, che mi ha dato un’ottima formazione, soprattutto sui vini - racconta -. Quando sono tornato abbiamo deciso di rivoluzionare l’assetto del locale. Al Sud sono molto richiesti il cornetto (anche serale) e la crêpe: il pancake (un dolce da colazione tipico degli Stati Uniti, ndr) si è inserito molto bene tra queste due proposte e ha fornito un’interessante novità. Col tempo abbiamo migliorato e diversificato l’impasto e le farciture, facendone davvero un prodotto per tutta la giornata, sia dolce sia salato. Per questo piace a una fascia di clientela molto vasta, anche se i più affezionati sono i giovani tra i 18 e i 25 anni». Oggi l’offerta spazia tra più impasti (senza lattosio, senza glutine, con diverse aromatizzazioni) e una gamma molto ampia di farciture. Per pranzo due proposte salate sono il Mid Toast, un pancake più alto tagliato al centro e farcito con prosciutto cotto e formaggio, molto filante, e il Mid Dog, composto da un impasto sottile con semi di sesamo all’interno su cui viene posto un würstel con insalata e ceddar. Dalla scorsa estate in menu c’è anche una proposta proteica richiesta soprattutto dagli sportivi.

L’alternativa estiva al caffè è il Midduccino, un cappuccino freddo realizzato con crema al caffe, crema di cioccolato e sormontato da crema di latte fredda, mentre piace tutto l’anno la rivisitazione di uno dei dolci più graditi agli italiani: il Pancake al Tiramisù, in cui un pancake bagnato al caffè è sormontato da crema al mascarpone, gocce di cioccolato e cacao amaro in polvere. Funzionano il take away e il delivery, ma la clientela di ogni età preferisce concedersi una parentesi di piacere sedendosi nel locale per guastare la specialtà preferita, sempre realizzata freschissima sotto i suoi occhi. Il nuovo locale è aperto dal martedì alla domenica dalle 8 alle 24 (fino all’1 nel weekend). Marco e Francesco sono giovani (rispettivamente 30 e 35 anni) e con tanta voglia di mettersi in gioco, ma senza fretta. L’obiettivo è di ampliare e perfezionare sempre più l’offerta, nonché di pensare un domani a un franchising, che porti il gusto pieno e la fantasia firmata MId Pancake Cafè in tutta Italia.

Perché il panino vegano di Ducasse dovrebbe interessare ai baristi?

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Il Burgal di Alain Ducasse. Courtesy Pierre-Lucet
Il re mida della ristorazione mondiale intercetta in un colpo solo quasi tutto ciò che è importante sapere (e saper fare) per portare al successo una proposta food. Due esperti ci spiegano perché

Zucchine, carote, pastinache, cipolle, lenticchie e quinoa sono gli ingredienti del Burgal, il panino vegano lanciato da Alain Ducasse con un chiosco di 8 mq in place de la Bastille a Parigi. Un burger servito in una brioche vegana preparata con fecola di patate e arricchito da caviale di melanzane e maionese piccante, venduto a prezzi pop: 7,50 euro il solo panino, 12,50 euro nella versione con patatine e bibita.

Il gran maestro della ristorazione - figura quasi unica per il sapiente mix di grande maestria di cucina e imprenditorialità che incarna, con le sue attività di alta ristorazione, i bistrot, gli alberghi, l’editoria culinaria, la formazione, fino a caffè e gelato - ha deciso di buttarsi anche nell'avventura dello street food e, insieme, di fare una scelta in linea con le più solide tendenze del mercato. In un colpo solo, Ducasse ci regala una sequenza di lezioni di imprenditorialità utilissime per la ristorazione veloce. Con l'aiuto di due esperti abbiamo provato a metterle in fila, quasi a formulare un bigino di gestione che faccia da spunto per chi oggi deve strutturare la propria offerta food.

1. Fattore tempo: attrarre con il chiosco-temporary

Primo punto, il format di vendita. Il chiosco di Ducasse in piazza della Bastiglia è un'iniziativa temporanea: il Burgal sarà servito sino al 30 giugno. «Cosa fare per (r)innovarsi? Giocare sul fattore tempo, ce lo insegna proprio Alain Ducasse», spiega la professoressa Francesca Negri, docente di Marketing digitale & Trade and retail decisions presso l'Università Cattolica del Sacro Cuore. «Fattore che, nel caso specifico, esprime la sua forza su due fronti: in primo luogo, l’aver pensato a un canale che ha una data di scadenza, motivo per cui le persone saranno portare a non rimandare la visita con un indefinito "prima o poi ci andrò"».

2. Il menu che incuriosisce: imparare dal mondo della moda

«Dall’altra parte - spiega la docente - questo format consente di rinnovare il menu così come fosse una capsule collection (le piccole collezioni che movimentano il mercato della moda, al di fuori della sequenza di proposte stagionali, ndr), incentivando le persone a tornare. Come tutti i settori, anche quello della ristorazione non è indenne a una fisiologica evoluzione del proprio ciclo di vita e a una sempre più rapida obsolescenza: giocare su questi due aspetti del fattore tempo contribuisce a tenere alta l’attenzione e la curiosità, portando con sé quel pizzico di glamour mutuato dal mondo del fashion».

«Menu "a data di scadenza", concepito come una capsule collection per tenere alte attenzione e curiosità»

Francesca Negri

3. Lo street food nobilitato per agganciare la Gen Z

«La scelta di investire in un chiosco di street food è insieme un modo di sdoganare il brand Ducasse, idealmente legato a un'ideale di alta cucina formale, e di agganciare i giovani, i più propensi ad accettare questo tipo di consumo», spiega Marco Bordoni, consulente in ambito ristorazione e ceo di Kent Italia. «Lo street food nobilitato con ricette gourmet è un trend fortissimo e per Ducasse è un modo di abbracciare il mercato. La giornata dei clienti delle aree urbane è diventata più fluida, meno legata a rigidi schemi orari, e si rafforza così la necessità di mangiare - bene - a tutte le ore. Meglio ancora, all'aperto a contatto con la natura».

Ducasse
Alain Ducasse

4. Controllo dei costi: l'organizzazione è tutto

Non è solo un tema di abitudini di consumo: mettere in piedi un chiosco come quello del Burgal è strategico dal punto di vista del controllo dei costi e dell'organizzazione della produzione. Spiega ancora Bordoni: «Non dimentichiamoci che Alain Ducasse è un numero uno anche in questo. Street food significa spazio ridotto, poco personale, mise en place meno impegnativa o quasi nulla. Una operazione molto remunerativa, che parte già con un quadro favorevole dal punto di vista dei costi. Nel mentre, permette di sperimentare un format scalabile, replicabile in futuro, organizzando la produzione in un laboratorio centralizzato. Un modello che abbiamo anche in Italia, ad altissimo livello: pensiamo a quello che ha fatto Niko Romito con il suo Bomba».

«Spazio ridotto, poco personale, e redditività alta rendono il format facilmente replicabile»

Marco Bordoni

5. Plant based sì, ma senza imitare la carne

«Non siamo nel campo delle imitazioni della carne – ha affermato Quantin Vicas, direttore dello sviluppo per il gruppo Ducasse. «I nostri prodotti non contengono additivi né coloranti e non è nostra intenzione muoverci verso gli analoghi della carne». Il Burgal è indirizzato a consumatori onnivori e flexitariani, inclini a ridurre il consumo di proteine animali ma non per forza "duri e puri" vegetariani e vegani (i quali sono comunque un buon 8,2% della popolazione italiana secondo il Rapporto Eurispes 2021). L'alimentazione a base vegetale è un altro trend fortissimo degli ultimi anni e spesso coinvolge giovani generazioni di consumatori molto attenti alla qualità e salubrità di quello che trovano nel piatto (o nel panino...). «Meno zuccheri e meno carne, indicazioni che hanno preso piede tra i giovani europei - spiega Bordoni - molto consapevoli di che impatto abbia il cibo sul loro corpo. Ducasse, però, dimostra un'altra cosa: che il food di qualità può formulare una proposta veg senza bisogno dei prodotti dell'industria alimentare che "imitano" la carne, gli hamburger di cosiddetta fake meat che ormai conosciamo bene. Infatti propone un burger ottenuto trattando verdure e condimenti con tecniche di cucina all'avanguardia ed esaltando così gli ingredienti vegetali».

«Dai piatti dell'abbondanza degli anni '70 siamo passati a quelli eleganti negli '80-'90. Poi i piatti della meraviglia, con l'inizio del nuovo millennio e il boom della cucina molecolare e delle tecniche sofisticate. Oggi il cliente vuole il piatto sano, buono e che fa bene»

Marco Bordoni

Cucina e conservazione: servono metodi d'avanguardia e tecnologie top

Ecco, se vogliamo trarre un'ultima lezione "bonus", è proprio questa: «Burgal è frutto di uno studio, non si può pensare oggi di adoperare metodi di preparazione di 30 anni fa - chiude Bordoni - bisogna capire che, per essere competitivi, bisogna padroneggiare tecniche di precision cooking e non bisogna guardare allo sfruttamento della catena del freddo come a una pratica anti-qualità. Al contrario, garantisce la tutela del prodotto e aiuta a preparare piatti sani».

Le catene di caffè in Europa tra ripresa e conflitto

Allegra Project Café Europe 2022
Project Café Europe 2022 mostra un mercato post pandemia in crescita, grazie anche al successo del programma vaccinale. Nuove incognite legate al conflitto ucraino

È un mercato che alterna più stop-and-go quello che emerge da Project Cafè Europe 2022 realizzato dal World Coffee Portal di Allegra. Secondo l’analisi, ha avuto uno sviluppo notevole con un aumento del 3,2% negli ultimi 12 mesi arrivando a raggiungere i 40.675 punti vendita, con una dominanza netta delle 20 maggiori catene che rappresentano quasi la metà del mercato (il 48%). Inoltre, anche 29 dei più grandi 40 mercati europei per punti vendita hanno ampliato le loro dimensioni negli ultimi 12 mesi, in linea con le positive previsioni della ricerca presentata lo scorso anno.

La crescita post pandemica è stata ulteriormente favorita dal successo dei programmi di campagna vaccinale in Europa che hanno portato alla riduzione delle restrizioni consentendo il recupero di parte delle perdite avute nel 2020.

Il Regno Unito rimane il più vasto mercato di coffee shop, e Costa Coffee la più grande catena di caffè con 3263 punti vendita in 19 mercati, e 87 negozi aperti nell’ultimo anno, seguito da Germania e Russia, che con One Price Coffee, McCafé, e Starbucks vedono una continua crescita.

La ripartenza ha generato nelle multinazionali una nuova consapevolezza volta alla sostenibilità e al rispetto per l’ambiente. Molte compagnie hanno deciso di dare una sterzata ecologica con l’utilizzo di tazze e utensili monouso, realizzati con materiale di riciclo e compostabili. Diversi player e leader del settore, intervistati da World Coffee Portal, hanno evidenziato di adottare una politica di utilizzo di materiali riciclabili al 100% sia per il servizio al cliente sia per gli imballaggi scelti tra tipologie biodegradabili.

Questa fase positiva per l’economia del caffè sta tuttavia un nuovo rallentamento causato dall’aumento dei costi e dall’impennata dei prezzi dell’energia legati al conflitto in Ucraina. Prima dell’invasione, l’Ucraina era il mercato dei coffee shop in più rapida crescita in Europa, con un’espansione del 16% negli ultimi 12 mesi e 259 punti vendita. La situazione attuale però impedisce di fare previsioni sull’impatto reale del conflitto.

Lo scontro armato ha avuto anche ripercussioni sul mercato extraeuropeo. Starbucks, Costa Coffee e McCafé hanno infatti sospeso le operazioni commerciali in Russia. Come afferma il fondatore e Ceo di Allegra Group, Jeffrey Young “Proprio mentre le caffetterie di marca europee tornano a un commercio più regolare dopo la pandemia, l’invasione russa dell’Ucraina pone il serio rischio di un nuovo arresto del mercato”.

I leader del settore europeo si mostrano tuttavia cautamente ottimisti per il futuro: nonostante l'aumento dei costi e il relativo indebolimento della fiducia dei consumatori in tutta Europa, il 60% degli intervistati ritiene che le condizioni commerciali miglioreranno nei prossimi 12 mesi.

World Coffee Portal prevede che il mercato europeo totale delle caffetterie di marca supererà i 40.890 punti vendita entro i prossimi 12 mesi, salendo a 44.600 punti vendita entro marzo 2027. Si prevede che il segmento incentrato sul caffè guiderà questa crescita, superando i 26.900 punti vendita entro marzo 2027 (+2,3%).

 

Beverages de Luxe, George R. Washburne and Stanley Bronner, 1914

La pubblicazione venne concepita come una vera e propria guida "per gli intenditori e per coloro che li servono". Tra i vari temi trattati, un capitolo sui "Famous New Orleans Drinks".

"Beverages De Luxe" è una guida a tutti gli effetti per neofiti e professionisti di un tempo. Un libro che tratta nei primi capitoli argomenti inerenti ad alcuni importanti distillati come il Rum, il Gin e il Whisky, senza escludere argomenti come il Vino e i suoi derivati. Saranno in seguito trattate tematiche come, i “Mixed Drinks" o come nello specifico i "Famous New Orleans Drinks". Materie queste, tutte argomentate da grandi professionisti del settore del “beverages” del tempo

 

Il testo è il frutto del lavoro di George R. Washburne, figlio di una famiglia numerosa di agricoltori del Kentucky; che non interessato nel continuare l’attività di famiglia intraprese già dalla giovane età una carriera diversa. Data fondamentale della sua carriera fu il 1886 quando fondò una rivista dedicat al mondo dei liquori: Il “Wine and Spirit Bulletin”, un settimanale costituito all’inizio da sole 4 pagine ma destinato a divenire nel giro di pochi anni, una delle principali pubblicazioni del settore, un Bargiornale ante litteram.

Una attività questa durata per 32 anni fino al 1919, quando il proibizionismo pose fine alle pubblicazioni. Nel 1911, in risposta al movimento per la temperanza George pubblicò "Beverages de Luxe" per il mercato dei consumatori. È fu concepito come una "guida per gli intenditori e per coloro che li servono", secondo la premessa, che ha ulteriormente spiegato:“Despite a spirit of fanaticism that periodically passes over the land, there is no denying that fine beverages are among the things that make life brighter, happier and worth while. A knowledge as to the best of them, their selection, their care and their serving, is, therefore, not amiss.”

“Nonostante uno spirito di fanatismo che periodicamente attraversa la terra, non si può negare che le bevande raffinate sono tra le cose che rendono la vita più luminosa, più felice e degna di essere apprezzata. La conoscenza del meglio di loro, della loro scelta, della loro cura e del loro servizio, non è quindi sbagliata.”

Il testo fu nuovamente ristampato nel 1914. Inserendo in nelle ultime pagine di questa edizione alcune interessanti ricette tra nuove e classiche; servite nei luoghi più significativi in quei anni e firmate da importanti professionisti che ancora oggi hanno una figura di rilievo. Tra questi avremo Oscar Tschirky, Manareger del celebre Waldorf-Astoria di New York; luogo di creazione dei più importanti classici del bere miscelato. Tra le tante ricette proposte, una tutta italiana, merita di essere menzionata:

Bisleri Cocktail

One part of Bisleri's bitters (Ferro China Bisleri).

Two parts Italian Vermouth.

Ice, shake, strain and serve in cocktail glass, adding oil of Orange Peel..

Tra i tanti argomenti trattati si avrà un tema nuovo di discussione, quello dei drinks sotto la categoria dei "Appetizers"; bevande miscelate che sono state progettate per aumentare il desiderio del cibo; stimolando l'attività degli organi digestivi. Un ingrediente fondamentale di questi sarà i "Bitters" altro tema trattato. Il libro sarà inoltre arricchito da immagini di distillati e liquori; tra questi Ferro China-Bisleri e Vermouth Trinchieri.

 

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo : Beverages de luxe

Autore : George R. Washburne and Stanley Bronner

Editore : The Wine and spirit bulletin

Anno : 1914 (ristampa del 1911)

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Dall’Argentina all’Italia: Gelateria Lucciano’s apre a Roma

Lucciano's Roma 2
La famiglia Otero, già attiva nel mondo del gelato in Sud America, prova a sfondare nella terra dei nonni e sceglie la Capitale per il primo pdv europeo

Di gelatieri che solcano l'oceano e aprono una bottega artigianale nelle Americhe sono piene le storie di famiglia. Più rare sono le avventure di ritorno. Christian Otero è un italo argentino che ha aperto 55 gelaterie in Sud America e 3 negli Stati Uniti (Oin Florida e New Jersey). Ora ha deciso di tornare nel Paese dei suoi nonni, a Roma, per aprire il suo primo punto vendita in Europa. In più, ha già un piano di espansione importante in altre città italiane e spagnole. Sull'insegna ci sarà scritto solo Gelateria Lucciano’s.

Il format di Gelateria Lucciano’s

Le radici familiari degli Otero sono in Italia: sono i nonni ad averla lasciata per cercare fortuna in Argentina. Per questo, l'apertura del punto vendita in Via delle Muratte 76, nei pressi di Fontana di Trevi, segna un ritorno alle origini, oltre che una meta ambita. Nel banco romano sono proposti 24 tipi di gelato sfuso (tra cui l'esclusivo Dulce de Leche) e i celebri Ice Pops, tra cui uno dedicato alla Capitale: il Colosseum Ice Pops.

Con un passato nel mondo del calcio e una formazione in marketing ed economia, Christian Otero sa bene come far funzionare l'azienda di famiglia. Il punto di partenza per ogni suo punto vendita è l'analisi dei prodotti e della loro provenienza, a cui si aggiunge un focus sull'evoluzione della proposta e sul design dei locali. «Dopo aver viaggiato tanto, io e mio padre ci siamo accorti che l’industria del gelato in Sud America era ferma da molti anni, non si era evoluta come il resto della ristorazione», racconta Christian Otero. «Così dopo un’attenta analisi di mercato nel 2011 abbiamo deciso di dar vita a Lucciano’s: un luogo di qualità, estetica e ritrovo per amici e famiglie». Nello stesso anno la famiglia Otero ha dato vita anche a una fabbrica, trasformando il business di famiglia da hobby a impresa. «Ad oggi siamo molto orgogliosi del lavoro fatto, siamo l'unica gelateria del Sud America che importa tutte le materie prime dall’Italia e dal Belgio», ha puntualizzato il padre Daniel.

Rivoluzione da Lab: il fenomeno Ice Pops

Nel 2013, dopo due anni di lavoro al progetto, nei banchi di Lucciano's sono arrivati gli Ice Pops, piccole creazioni create nel laboratorio interno di diverse forme e colore. Ghiaccioli alla frutta, stecchi a base di creme e rivestiti di cioccolato, cannoli realizzati con la classica cialda rivestita da gusti assortiti e la Luxury in Limited Edition. La richiesta di queste creazioni è cresciuta sempre di più, tanto da spingere Otero figlio a sperimentare ancora. Nel 2015 è nato Tonio, l’iconico Luxury IcePops a forma di maialino con crema chantilly, venatura di biscotti, ganache al cioccolato e copertura di cioccolato bianco, con decorazioni fatte a mano. Nel 2015, dopo aver aperto altri punti vendita a Buenos Aires, la famiglia Otero ha deciso di sviluppare i prodotti in Italia.

Dopo 5 anni dal primo Lucciano’s, nel 2016 è nato l’Inspiration Lab, il laboratorio dove artisti e professionisti del settore mettono insieme idee e tecniche per dar vita a nuovi gusti e forme di gelato. Dopo essersi affermato in Sud America, Lucciano's è diventato anche l’unico brand ad avere i diritti della Universal Pictures di produrre un Ice Pops dalle sembianze dei Minions, i piccoli e simpatici aiutanti gialli del protagonista del cartone animato Cattivissimo me. Ora questa storia aziendale proseguirà in Europa.

Facciamo chiarezza: le Linee guida in vigore per i locali (in attesa di maggio)

Linee guida 2022
Foto di hulkiokantabak da Pixabay
Emanate le Linee guida elaborate delle regioni con le indicazioni operative sulle misure da adottare per lo svolgimento in sicurezza delle attività dei pubblici esercizi

Con il decreto Riaperture 2022 (dl n 24/2022, pubblicato in Gazzetta ufficiale n 70 del 24 marzo 2022) il governo ha tracciato la strada per il graduale allentamento e superamento delle restrizioni anti Covid (leggi Decreto Riaperture 2022: le novità per i locali e i lavoratori). A sostegno di questo percorso verso il ritorno alla normalità sono arrivate anche le nuove Linee guida per la ripresa delle attività economiche e sociali (in fondo all’articolo il testo completo da scaricare) che contengono le misure di prevenzione da adottare nello svolgimento delle attività economiche, produttive e sociali, per garantire il loro svolgimento in totale sicurezza. Il documento contiene una sezione dedicata anche ai pubblici esercizi.

Messe a punto dalla Conferenza delle regioni e adottate con un’ordinanza del ministero della Salute, le nuove Linee guida si pongono in continuità e aggiornano gli analoghi documenti emanati lo scorso anno e l’anno precedente, prevedendo una semplificazione delle misure di prevenzione in linea con l’attuale scenario epidemiologico, nettamente migliorato rispetto ai due anni precedenti, grazie al maggior livello di immunizzazione conseguente alla campagna di vaccinazione e alla guarigione dalla malattia.

Come i documenti precedenti, sono state concepite come uno strumento sintetico e di immediata applicazione, individuando i principi di carattere generale per contrastare la diffusione del contagio, come norme igieniche e comportamentali, utilizzo dei dispositivi di protezione e distanziamento, per tutelare i fruitori delle attività e dei servizi.

Le misure da applicare

Le misure previste si applicano a tutti gli esercizi di somministrazione di pasti e bevande (bar, pub, caffetterie, ristoranti, trattorie, pizzerie, self-service, pasticcerie, gelaterie, rosticcerie), anche se collocati nell’ambito delle attività ricettive, di stabilimenti balneari e nei centri commerciali, e all’attività di catering. Riportiamo integralmente tutte le prescrizioni:

  • Privilegiare l’accesso ai locali tramite prenotazione.
  • All’interno dei locali non possono essere continuativamente più clienti di quanti siano i posti a sedere.
  • Privilegiare l’utilizzo degli spazi esterni (giardini, terrazze, plateatici, dehors).
  • Disporre i tavoli in modo da assicurare il mantenimento di almeno 1 metro di separazione tra i clienti di tavoli diversi negli ambienti al chiuso.
  • I clienti dovranno indossare la mascherina, in ogni occasione in cui non sono seduti al tavolo (su questo punto si attendono ulteriori provvedimenti dal prossimo 30 aprile).
  • Favorire la consultazione online del menu tramite soluzioni digitali, oppure predisporre menu in stampa plastificata, quindi disinfettabile dopo l’uso, oppure cartacei a perdere.
  • Al termine di ogni servizio al tavolo, assicurare l’igienizzazione delle superfici.
  • Favorire modalità di pagamento elettroniche, possibilmente al tavolo
  • È possibile organizzare una modalità a buffet, anche self-service, prevedendo in ogni caso, per clienti e personale, il mantenimento della distanza e l’utilizzo della mascherina (mascherina chirurgica o dispositivo che conferisce superiore protezione come gli FFP2) a protezione delle vie respiratorie.
  • Sono consentite le attività ludiche che prevedono l’utilizzo di materiali del quale non sia possibile garantire una puntuale e accurata disinfezione (per esempio le carte da gioco), purché siano rigorosamente rispettate le seguenti indicazioni: utilizzo di mascherina ove previsto dalla normativa vigente; igienizzazione frequente delle mani e della superficie di gioco; rispetto della distanza di sicurezza di almeno 1 metro tra giocatori di tavoli diversi.

Inoltre restano in vigore le misure di carattere generale:

  • predisporre un'adeguata informazione sulle misure di prevenzione da  rispettare,  comprensiva  di indicazioni sulla capienza massima dei locali.
  • Messa a disposizione, all'ingresso e in più punti dei locali, di soluzioni igienizzanti per le mani.
  • Frequente igienizzazione di tutti gli ambienti, con particolare attenzione alle aree comuni e alle superfici toccate con maggiore frequenza.
  • Rinforzo del ricambio d'aria naturale o tramite impianti meccanizzati negli ambienti chiusi; per gli impianti di condizionamento è obbligatorio escludere totalmente la funzione di ricircolo dell'aria.

Da non dimenticare che, in ogni caso, è prevista la verifica del Green Pass per la clientela per il consumo al chiuso.

SCARICA LE LINEE GUIDA 2022 PER LA RIPRESA DELLE ATTIVITÀ

Hard Rock Cafe: 100 assunzioni per il nuovo locale a Milano

Hard Rock Cafe
Bartender, camerieri, personale di cucina tra le 100 figure professionali cercate in vista dell'apertura del primo locale della fortunata catena a Milano

È prevista entro l’estate l’apertura del primo Hard Rock Cafe a Milano. Una buona notizia, non solo per i fan della musica e gli appassionati del brand, ma anche per i professionisti del mondo dell’ospitalità: in vista di piantare la bandierina nel capoluogo Milanese la catena di locali a tema hard rock sta infatti cercando personale per creare il suo team.

Ben 100 le figure che lavoreranno nel nuovo Hard Rock Cafe Milan. Il primo job fair per selezionare i primi candidati è già in corso e si concluderà il 21 aprile. Ma questo non significa che i giochi sono chiusi. Visto l’alto numero di personale richiesto, infatti, è possibile ancora candidarsi per le selezioni che si svolgeranno nei prossimi mesi (quando verranno definite le date le comunicheremo).

Andando nel dettaglio, le figure richieste sono: bartender, camerieri, personale di sala e cucina, host e retail sales associates. È possibile candidarsi mandando il proprio curriculum all’indirizzo: cv@hrcmilan.com  

Il nuovo locale sorgerà in via Dante 5, a due passi da Piazza Duomo, e si svilupperà su una superficie di 900 metri quadri suddivisi su due livelli. Disporrà di due palchi dedicati alla musica dal vivo e ospiterà 280 posti a sedere.

Quello di Milano sarà il quinto Hard Rock Cafe italiano, dopo Roma, aperto nel 1998, Venezia, dieci anni dopo, Firenze, nel 2011, e Verona, inaugurato alla fine dell’anno scorso. Come da format della fortunata catena, che conta 253 in tutto il mondo, l’Hard Rock Cafe Milan offrirà un’esperienza multisensoriale, dove food, drink e musica di qualità si mescolano in un’atmosfera glamour con riferimenti all’arte italiana, tutto in perfetto stile rock ‘n’ roll. Sarà presente, inoltre, il Rock Shop dove saranno messi in vendita oggetti classici da collezione e i nuovi prodotti del mondo Hard Rock.

Spirits Selection: ultimi giorni per candidare i prodotti

Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles medaglia
Fissato al 22 aprile il termine per candidare spirit e liquori alla Spirits Selection, la prestigiosa competizione internazionale che ogni anno premia i migliori prodotti alcolici del mondo

Ultimi giorni per le iscrizioni alla Spirits Selection by Concours Mondial de Bruxelles. Il termine ultimo per candidare gli spirit al prestigioso concorso internazionale è fissato al prossimo 22 aprile.

Giunto alla sua 23a edizione, il concorso premia il meglio della produzione mondiale di spirit e quest’anno si terrà dal 20 al 23 giugno nell'arcipelago di Guadalupa, perla dei Caraibi, nota per la sua produzione di rhum agricole.

I produttori che vogliono candidate i propri prodotti possono espletare l’iter di iscrizione online, compilando il form e trovando tutte le informazioni relative al link dedicato: https://spiritsselection.com/it/iscrizioni

Oltre all’inserimento dei dati, sempre entro il 22 aprile, occorre spedire due bottiglie etichettate del prodotto candidato al segretariato della Spirits Selection (Vinopres-Spirits, rue de Mérode 60, B-1060 Bruxelles).

Una vetrina di prestigio mondiale

La competizione rappresenta una importante vetrina per i prodotti che ottengono le ambite medaglie, grazie al prestigio che si è conquistata, confermato anche dal riconoscimento dell’Unione Europea. Prestigio che deriva dal rigoroso e imparziale processo di valutazione dei prodotti candidati. Questo avviene con sessioni di assaggio alla cieca di un panel di giudici esperti del settore, provenienti da 54 Paesi del mondo, una diversificazione geografica che offre un ulteriore contributo a una maggiore obiettività dei risultati. Le votazioni avvengono attraverso un sistema di punteggio unico, per evitare qualsiasi faziosità e l'evento è organizzato sotto il controllo del Servizio Pubblico Federale per l’Economia del Governo belga, in particolare in merito alla metodologia di distribuzione delle medaglie e alla loro attribuzione.

Alla valutazione dei giudici segue una serie di verifiche a posteriori sulle referenze premiate in modo da garantire che quanto assaggiato sia il reale contenuto delle bottiglie messe sul mercato.

Un insieme di elementi che accentua il carattere internazionale della Spirits Selection e migliora la visibilità dei prodotti premiati a livello mondiale, per esaltare la cultura legata al variegato e immenso mondo di spirit e liquori, quest’anno suddivisi in 23 macrocategorie, tra le quali anche quella degli spirit a zero alcol.

Gelato by Ghiacciola, il nuovo business genuino per la tua attività!

La Ghiacciola gelato artigianale
Con la macchina automatica La Ghiacciola CCF permette di creare in spazi minimi un laboratorio per la produzione di gelati, sorbetti e ghiaccioli artigianali su stecco. Il tutto con un investimento e spese di gestione contenuti

Sei in cerca di un nuovo business a costi di gestione contenuti? Inizia a produrre gelati artigianali su stecco e vendili senza confini. Cogli l'occasione di avviare la tua attività in maniera semplice e professionale con il supporto di CCF - Ice Cream Equipment –, specializzata in macchine professionali per la produzione, conservazione ed esposizione del gelato artigianale su stecco.

Con La Ghiacciola, l’unica macchina automatica per la produzione artigianale di gelato sorbetti e ghiaccioli su stecco, l’azienda permette di creare un laboratorio per una produzione di alta qualità in pochissimo spazio, ma senza l’investimento, i costi di personale e di gestione di un laboratorio tradizionale. Compatta, modulare la macchina è la soluzione ideale anche per laboratori di piccole dimensioni o gelaterie e bar che vogliano offrire un servizio aggiuntivo ai propri clienti con un prodotto artigianale, gustoso e sorprendente.

La Ghiacciola S1000 vanta una termodinamica a circuito chiuso che permette di produrre fino a 1000 pezzi al giorno e può lavorare a ciclo continuo ininterrottamente 24 ore su 24. Il tutto con bassi consumi energetici e nel pieno rispetto delle norme igieniche vigenti.

Stai partendo da zero? Nessun problema!

Con il supporto e la consulenza di CCF, l’imprenditore può allestire il suo nuovo punto vendita o laboratorio e avviare l’attività sfruttando tutte le potenzialità delle attrezzature professionali garantite da un’azienda con un’esperienza di oltre quarant’anni nel settore. In più con la ulteriore comodità di rivolgersi a un unico fornitore capace di fornire tutti gli strumenti necessari per la preparazione, la conservazione e la distribuzione del gelato artigianale, in pochissimo tempo.

Si può infatti completare la produzione con lo Scioglitore per cioccolato - Modello DW4 - per creare gelati ricoperti al cioccolato e granelle personalizzati a richiesta del cliente. Ampliare ulteriormente la produzione conservando il prodotto nel Congelatore verticale con cassetti – Modello ICY 648 – occupando uno spazio minimo in laboratorio.

Ma CCF offre anche soluzioni all’avanguardia per esporre il prodotto, che contribuiscono a stimolare l’acquisto. Soluzioni come OneShow la vetrina ventilata professionale dal design essenziale che permette di dare una spettacolare visibilità al gelato. Così come mezzi di distribuzione itineranti per raggiungere i clienti in qualsiasi momento.

Non ti resta che contattare questo partner professionale e scoprire come lanciare il tuo business oggi stesso! Esci dagli schemi e vendi i tuoi prodotti dove vuoi! Raggiungi i tuoi clienti ovunque in qualsiasi momento 365 giorni l’anno.

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Panettone Day 2022, aperte le iscrizioni per la decima edizione

panettone day 2022
Fino al 4 giugno gli artigiani italiani potranno iscriversi al concorso, giunto alla decima edizione. Quest'anno presidente di giuria sarà Gino Fabbri

Panettone Day compie 10 anni e apre ufficialmente le iscrizioni agli artigiani pasticceri per un’edizione speciale. Da oggi e fino al 4 giugno 2022 sul sito ufficiale del concorso ci si può registrate per partecipare al contest, che anche in questa edizione speciale sarà strutturato con le tre categorie consolidate: tradizionale, creativo e al cioccolato Ruby.

Gino Fabbri giuria panettone day 2022
Gino Fabbri sarà presidente di giuria nel concorso Panettone Day 2022

Novità in giuria: presidente sarà Gino Fabbri

La giuria che quest’anno proclamerà i vincitori delle tre categorie in gara sarà guidata da un nuovo Presidente: il Maestro Gino Fabbri, uno dei nomi più noti della nostra pasticceria. Al suo fianco, stelle dell’alta cucina e della pasticceria italiana come lo Chef stellato Carlo Cracco, Marco Pedron, Head Pastry Chef dei Ristoranti Cracco, il Maestro Vittorio Santoro, presidente e direttore di Cast Alimenti e infine, come da tradizione, anche il vincitore per la categoria panettone tradizionale dell’edizione 2021 di Panettone Day.

Le fasi del concorso: selezione in Cast Alimenti e finale in Galleria

Dopo la chiusura della finestra per le iscrizioni il 4 giugno, si proseguirà con la prima selezione in Cast Alimenti il 16 giugno dove i panettoni dei partecipanti saranno giudicati da un panel di esperti e fino a 40 giungeranno allo step della finale di settembre nella maestosa Sala Mengoni da Cracco a Milano, dove saranno proclamati i vincitori per ognuna delle tre categoria in gara. Ecco le scadenze da appuntare:

  • Fino al 4 giugno: iscrizioni (tutte le informazioni su come partecipare disponibili sul sito www.panettone-day.it)
  • Entro il 13 giugno: invio panettoni a "Cast Alimenti - Selezione Panettone Day 2022", c/o Cast Alimenti, via Serenissima, 5, 25135 Brescia. Per il concorso bisogna preparare 2 panettoni tradizionali da 1 kg e/o 2 panettoni creativi dolci da 1 kg e/o 2 panettoni al cioccolato Ruby da 1 kg
  • 16 giugno: selezione (fino a 30 panettoni tradizionali, 5 creativi dolci, 5 al cioccolato Ruby) - presso Cast Alimenti, dove una giuria tecnica coordinata dal maestro Gino Fabbri valuterà tutti i panettoni iscritti e pervenuti
  • 13 settembre: finale e proclamazione dei vincitori presso la Sala Mengoni del Ristorante Cracco in Galleria Vittorio Emanuele II, Milano

panettoni generica

Il temporary store raddoppia e celebra i 10 anni del contest

Al solito, il concorso ideato e lanciato nel 2012 da Braims e Novacart offrirà una finestra di visibilità agli artigiani più meritevoli, offerta dal temporary store, una location unica nel cuore di Milano dove i finalisti potranno vendere le proprie creazioni e farsi conoscere da un pubblico nuovo. Quest’anno, per celebrare questo importante anniversario, il temporary store raddoppierà il suo appuntamento nello spazio situato in Corso Garibaldi (angolo Via Palermo 21) a Milano. Nel mese di ottobre la boutique ospiterà le creazioni esclusive dei finalisti dell’edizione 2022, mentre a novembre i vincitori di questi 10 anni torneranno protagonisti e creeranno i loro panettone ”best of” per celebrare il decimo compleanno di Panettone Day. Il concorso è ideato dall’azienda Braims in partnership con Novacart, in sponsorship con Callebaut, Vitalfood e grazie alla collaborazione tecnica di FB e Cast Alimenti.

Massimo Barbari è il nuovo Amministratore Delegato di PreGel

MassimoBarbari PreGel
Il manager, classe 1971, è stato scelto nel ruolo di amministratore delegato dell'azienda emiliana specializzata nella produzione di soluzioni per la gelateria, la pasticceria e il beverage

Importante novità per PreGel, azienda emiliana da oltre 50 anni attiva nella produzione di prodotti per il settore della gelateria, pasticceria e beverage. Novità che riguarda il vertice della società, con la nomina nel ruolo di amministratore delegato di Massimo Barbari.

Classe 1971, Barbari vanta una esperienza manageriale nel settore industriale, sviluppata anche negli Stati Uniti per un lungo periodo, dove ha consolidato una significativa competenza internazionale. In carica già da questo mese di aprile, Barbari, grazie alla sua esperienza decennale in ruoli dirigenziali, rappresenta la figura ideale per proseguire il percorso di crescita e di innovazione di PreGel. Lavoro che porterà avanti insieme al presidente e fondatore della società, Lucio Rabboni, e agli amministratori delegati Dario e Vittorio Rabboni.

E davvero una storia di innovazione è quella che caratterizza PreGel, che sin dalle sue origini si è contraddistinta per il lancio di novità che hanno cambiato il mercato della gelateria. Si pensi, solo per fare qualche esempio, alla Gran Stracciatella Reale, tra i primi prodotti per gelato artigianale alla stracciatella lanciato nel 1970, seguito l’anno successivo dalla pasta classica Zabajone Vittoria. O, ancora, a Yoggi, protetto da brevetto, il gusto yogurt per gelato artigianale che vide la luce nel 1985.

Innovazioni proseguite negli anni successivi e che hanno contribuito a fare di PreGel una delle realtà più importanti nel settore della gelateria e pasticceria, con oltre 700 dipendenti, siti produttivi in Italia, con il sito principale a Gavasseto (Reggio Emilia), Germania e Stati Uniti, e una presenza in oltre 130 Paesi del mondo.

«Sono molto felice di questa nuova opportunità – ha commentato Barbari -. Ho scelto di intraprendere questo percorso professionale perché credo nel futuro aziendale di una realtà consolidata come PreGel, che da oltre 50 anni si contraddistingue nel settore della gelateria per l’innovazione e qualità del prodotto».

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