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Centerba 55, l’evoluzione dell’esperienza strong

Centerba 55 Distilleria Toro
Nato dalla storica ricetta del Centerba, il liquore aromatico lanciato da Distilleria Toro ne mantiene il carattere forte, ma con una gradazione minore, e si caratterizza per il sapore complesso dato dall'affinamento in botte

Con una veste nuova e accattivante, Distilleria Toro ha lanciato sul mercato la Centerba 55. Un liquore aromatico che nasce da erbe antisettiche e digestive raccolte sui monti Maiella e Morrone, infuse a freddo in alcol purissimo per un periodo variabile, da due a quattro mesi, all’interno di particolari contenitori e in ambienti privi di umidità e sbalzi di temperatura. L’affinamento in botti di rovere conferisce alla Centerba 55 ulteriore carattere arricchendo la complessità di un sapore unico.

La ricetta segue le orme di quella originale e segreta del 1817 creata dall’antico speziale e fondatore della Distilleria, Beniamino Toro, che diede vita alla produzione della Centerba madre, elisir unico, che coi suoi 70% Vol è da sempre uno tra i più forti del mondo, icona del bere di qualità mai tramontata. Centerba 55 ne è l’evoluzione, attualizzata per restare al passo con il cambiamento dei costumi attraverso una gradazione più contenuta (alc 55% in vol) e maggiormente apprezzata dalle nuove generazioni.

La nuova frontiera dell'esperienza “strong”

L’equilibrio della struttura del liquore è assicurato dall’esatto dosaggio di diverse varietà di spezie ed erbe spontanee tipiche del patrimonio naturalistico del Parco Nazionale della Maiella, custode di una biodiversità che vede coesistere allo stesso momento elementi mediterranei, alpini e balcanici. Una straordinaria diversità, tra le più importanti d’Europa, che ha portato a considerare l’Abruzzo il “cuore verde” di tutta la regione geografica.

Centerba 55 mantiene la caratteristica di liquore “strong”, tipica di quelli che vengono bevuti per “fare una esperienza”, esplorare nuove frontiere del gusto e sentirsi gratificati da un profumo intenso e un aroma pieno, fuori dal comune, possibile solo ai prodotti ad alta gradazione.

Nuovo anche il raffinato ed esclusivo packaging, che mantiene la tradizionale impagliatura della Centerba madre, ma ne capovolge il concetto, modernizzandolo attraverso il sinuoso discendere dall’alto verso il basso, per avvolgere la bottiglia così come il suo contenuto fa con il palato di chi lo sorseggia.

In arrivo i Cupping friday con i nuovi caffè del Rwanda

Alberto Polojac, cupping
Alberto Polojac, cupping
Dal 2014 Alberto Polojac è impegnato in un’opera di supporto alla migliore produzione dei caffè ruandesi e di aiuto alle nuove generazioni e alle donne.

Contribuire alla crescita professionale e a un cammino di sviluppo e affermazione personale, nonché a un miglioramento dei processi e della qualità del prodotto finito, è un impegno che Alberto Polojac, quality manager di Imperator e direttore di Bloom Coffee School si assunto sin dal suo primo viaggio nell’Africa orientale, soprattutto in un paese poco noto qual è il Rwanda (Imperator ha fornito i caffè per il campionato italiano Roasting 2023, che ha visto i concorrenti impegnati con una singola origine del Rwanda, di cui il vincitore Roberto Breno he saltato le note fruttate e floreali). In quel primo viaggio come giudice per la Cup of Excellence nel 2014, racconta «ho imparato a conoscere la complessità e l’unicità dei caffè ruandesi, che fino ad allora erano ancora poco noti, quantomeno nel mercato italiano. Ritenendo questi caffè perfetti per qualsiasi metodo di estrazione in termini di acidità, dolcezza e bilanciamento; iniziai a importare i primi lotti prevenienti dalla zona di Gisenyi, vicini al lago Kivu. Si dice che questo sia il Paese delle 1000 colline, ma per me è anche dei 1000 sorrisi e 1000 e più aromi».

Da quel momento hanno preso il via programmi di formazione sui moduli Green e Sensory di Sca per le popolazioni locali «in un Paese molto sviluppato, ma con un potenziale enorme ancora inespresso» - ripende Polojac. I target sui quali si sono focalizzati gli interventi - sono le nuove generazioni e le donne: un’intuizione corretta, visto che il recente World coffee Producers Forum e la African Fine Coffee Association di Kigali (capitale del Ruanda) ha avuto al centro del dibattito le tematiche che riguardano il ricambio generazionale e l’equità di genere.

Un intervento che ha visto nuovamente impegnato Polojac in qualità di trainer è il progetto Coffee Valuer Chain Develompent realizzato in collaborazione con Icu - Istituto per la Cooperazione Universitaria, che ha visto coinvolte 20 stazioni di lavaggio in 12 distretti del Paese. Tre le aree di intervento previste: supporto agli agricoltori, con focus particolare su empowerment di genere e giovanile; supporto industriale attraverso il miglioramento delle macchine e le infrastrutture nelle stazioni di lavaggio; supporto commerciale, facilitando la partecipazione agli eventi più importanti di settore e l’accesso a finanziamenti specifici. Qui è tornato con un nuovo progetto che ha contribuito a supportare le stazioni di lavaggio anche da un punto di vista strutturale, con un kit mobile per il controllo della qualità composto da tostino da laboratorio, strumenti di rilevazione di temperatura e umidità, tazze e cucchiai da assaggio.

È dunque il momento di assaggiare i nuovi raccolti del Rwanda la cui qualità è molto buona grazie a condizioni climatiche ideali, con una quantità adeguata di precipitazioni nei mesi di ottobre-dicembre e marzo-maggio.

Sono in fase di organizzazione i Cupping friday, sessioni di assaggio itineranti che toccheranno tutta Italia organizzati da Imperator.

Per chiedere informazioni e iscriversi, scrivere a hello@bloomcoffeeschool.it.

Bernabei lancia la piattaforma digitale dedicata al mondo Horeca

Bernabei Business
Bernabei Business è lo spazio interattivo creato dall’azienda specializzata nel mondo beverage per offrire servizi evoluti su misura per ogni locale

L’horeca sbarca su Bernabei.it: è questa l’ultima grande novità lanciata dalla nota azienda specializzata nel mondo beverage da quattro generazioni.

Già con l’annuncio dell’ingresso di Daniele Bernabei come general manager si delineava la volontà dei tre fratelli a capo dell’azienda di sviluppare ed efficientare le sinergie tra le diverse linee di business dove opera la società: retail, horeca e online. Oggi questo obiettivo diventa realtà con Bernabei Business.

Il lancio di questo progetto strategico si inserisce in un contesto di puro fermento dell’out of home. Nel 2022, infatti, il comparto ha superato anche le più ottimistiche aspettative di crescita, spinto dal fattore del cosiddetto “consumatore entusiasta”, che ha voluto recuperare il tempo “perso” a causa della pandemia, dal contesto climatico favorevole, che ha confermato la diretta correlazione tra alte temperature e incremento dei consumi fuori casa, dalla predilezione delle famiglie italiane per il territorio nazionale come meta per le loro vacanze (dal 73% del 2019 al 90% dell'ultimo anno) e, in ultimo, dal ritorno di un notevole afflusso di turisti nelle principali città del Belpaese (+35% sul 2021).

Nel 2022, grazie a questi fattori, l’horeca ha chiuso il proprio giro di affari intorno ai 90 miliardi di euro, segnando un +30% rispetto al 2021 e registrando un fatturato complessivo superiore anche al periodo pre-pandemico (85 miliardi di euro).

Tale contesto di sviluppo e ottimismo ha interessato l’intero comparto, ma Bernabei, nei primi 9 mesi del 2022, dopo straordinarie performances, ha sovraperformato i dati nazionali, segnando un +120% sull’anno precedente e un +33% sul 2019, certificando così una crescita organica resa possibile grazie alla sua riconosciuta autorevolezza e alla sua consolidata expertise nel canale tradizionale.

La nuova era del total digital

Se il 2022 ora è alle spalle, continua a crescere la fiducia per il 2023. Stando infatti alle analisi delle principali realtà del food & beverage, quest’anno il consumatore continuerà a trainare questo settore, non solo perché spinto da un contesto lavorativo e socioculturale che lo porta nuovamente spesso fuori casa, ma anche per un suo più intrinseco desiderio di salvaguardare le sue rinnovate abitudini di consumo.

Da queste considerazioni e dal clima di fiducia che pervade gli operatori del settore, nasce Bernabei Business: uno spazio interattivo dedicato a locali, wine bar, ristoranti e hotel, che mira a soddisfare, come mai prima d’ora, le diverse richieste del mercato.

«Il lancio di Bernabei Business – dichiara Daniele Bernabei - proietta la nostra azienda in una nuova era, quella del total digital. Questa trasformazione rappresenta l’evoluzione naturale di una presenza ultratrentennale nell'on trade, fondata sui pilastri della competenza, dell’affidabilità e della credibilità, elementi imprescindibili per riuscire a intercettare al meglio le esigenze di questo canale. Grazie alla nostra consolidata esperienza nel B2B siamo certi di poter offrire agli operatori del beverage un servizio unico per completezza e facilità di utilizzo. La mia precedente esperienza come direttore commerciale operante nel B2B sarà funzionale a portare in questo nuovo progetto tutti i valori che hanno da sempre contraddistinto la nostra azienda e che l’hanno portata a essere leader indiscussa nel canale tradizionale».

Tante funzionalità per sostenere il business

Ordinare tramite App, tracciare il proprio ordine in tempo reale e riceverlo con consegna in giornata su Roma anche durante il week-end, sono solo alcune delle funzionalità che contraddistinguono la nuova interfaccia. A queste si aggiunge l’opportunità di accedere a un listino prezzi personalizzato, di usufruire di metodi di pagamento flessibili e di poter contattare un customer care specializzato attivo 7 giorni su 7, funzionale non solo a regalare un’esperienza di acquisto unica per facilità e velocità a chi nel tempo si è affidato a Bernabei come proprio distributore di fiducia, ma anche ad agire di concerto con la forza vendite aziendale sul territorio, per arricchire sempre più la base clienti attraverso consulenze mirate, preventivi dedicati e offerte personalizzate sulla base delle esigenze del locale.

Tutto questo e molto altro è Bernabei Business, il nuovo ecosistema dedicato interamente al B2B, con il quale Bernabei è pronta a scrivere un’altra, importante, pagina nella storia italiana del beverage.

Crescita a doppia cifra per le vendite di Gruppo Campari nel 2022

Gruppo Campari
Continuano a volare le vendite del Gruppo, pari a quasi 2,7 miliardi lo scorso anno, con un balzo a valore del 24,2% nell'ultimo anno, grazie alle ottime performance dei suoi brand

Ottima annata il 2022 per Gruppo Campari. Nonostante il contesto sfidante, a causa dell’inflazione, le vendite hanno continuato a volare, con una crescita a doppia cifra, come raccontano i numeri della Relazione finanziaria relativa allo scorso anno.

Numeri che confermano l’ottimo andamento già registrato dall’informazione finanziaria sui primi 9 mesi del 2022 (leggi Gruppo Campari: le vendite volano anche nel terzo trimestre) e che hanno visto nel totale dell’anno le vendite salire a 2,7 miliardi di euro, in aumento del 24,2% a valore sul 2021, con utili per 330 milioni, anche questi cresciuti del 16,9%. Un’espansione della marginalità operativa che il Gruppo ha conseguito nonostante l’incertezza sui mercati e l’aumento dei prezzi dei materiali, ma che soprattutto ha visto una crescita organica salire al 39,9% rispetto ai livelli pre-pandemia (l’anno di riferimento in questo caso è il 2019).

Ottimi risultati che lasciano ben sperare anche per l’anno in corso. «In un 2022 sfidante abbiamo continuato a fare consistenti progressi nel perseguimento della nostra strategia di crescita a lungo termine, focalizzandoci sul continuo rafforzamento dei brand nonché sul potenziamento del portafoglio attraverso le acquisizioni – ha commentato in una nota Bob Kunze-Concewitz, chief executive officer di Gruppo Campari -. Guardando al 2023, rimaniamo fiduciosi sulla dinamica positiva del business nelle combinazioni chiave di brand e mercato grazie alla forza dei nostri marchi, con particolare riferimento agli aperitivi».

Ottime performance per Aperol e Campari, ma non solo

Guardando più nello specifico l’andamento dei brand, quelli a priorità globale (pari al 57% del totale) hanno registrato una crescita del 18,7%. Molto positivo l’andamento di Aperol le cui vendite sono cresciute del 28,2%, in tutti i mercati, con un notevole contributo di quelli principali, come Italia (+20,5%), Germania (+31,9%), Stati Uniti (+49,8%), Francia (+35,5%), Regno Unito (+20,9%), e Spagna (+84,6%). Volate anche le vendite di Campari, salite del 23,8%, trainate, soprattutto, da Italia (+26,4%), mercato principale del marchio, Stati Uniti, Brasile e Giamaica.

Molto positivo anche l’andamento di Wild Turkey +21,4%, grazie ai mercati Usa, sua principale piazza, coreano e australiano e all’Australia, così come delle sue espressioni Russell’s Reserve, cresciuta del 36,4% favorita dalla tendenza dei consumatori a rivolgersi a proposte premium. Buone nel complesso le performance di Grand Marnier che ha recuperato nel canale global travel retail e in Francia il calo nel suo maggiore mercato, gli Stati Uniti, impattato dalle limitazioni sull’approvvigionamento di vetro e sulla logistica. Giamaica, Regno Unito, Messico e Nuova Zelanda hanno tirato la volata alla crescita del portafoglio di rum giamaicani, +15,5%, mentre Skyy costituisce l’unico brand in controtendenza, -1,8%, principalmente a causa di Stati Uniti e Cina, mitigato solo in parte dagli altri mercati internazionali.

Espolòn continua correre negli Usa, Crodino in Italia

Numeri eccellenti anche per i brand a priorità regionale (pari al 25% del totale), che nel complesso hanno registrato una crescita del 18,7%. In particolare la crescita è stata sostenuta per Espolòn, +33,5%, con una decisa accelerata nel quarto trimestre (+37,3%), grazie al mercato degli Stati Uniti e delle altre piazze internazionali, tra le quali l’Australia. A doppia cifra anche il balzo delle vendite di Crodino, grazie alle ottime performance nel mercato principale, l’Italia, e nei mercati più recenti, e di The GlenGrant, grazie alla premiumisation del portafoglio. Ma una crescita a doppia cifra hanno registrato anche gli altri marchi che includono le specialty italiane, i vermouth e gli spumanti (Cinzano, Mondoro e Riccadonna) e Aperol Spritz ready-to-enjoy. Stabile Magnum Tonic fermato dalle continue difficoltà di approvvigionamento.

Bene anche i marchi locali

Crescita più limitata, ma comunque corposa, +5,7%, anche per i marchi a priorità locale (pari al 8% del totale). Buone le performance di Campari Soda, Wild Turkey ready-to-drink, Skyy ready-to-drink e Cabo Wabo, mentre X-Rated è risultato in lieve calo, nonostante la crescita a doppia cifra in Corea del Sud, in seguito ai deboli risultati in Cina a causa dei lockdown temporanei che si sono succeduti nel corso dell’anno.

 

Il caffè doña Lucero profuma di emancipazione femminile

Bollino doña Lucero
La onlus Amka e CSC hanno coinvolto 80 donne lavoratrici in una sfida sociale e di qualità. Il loro caffè interpretato da cinque torrefazioni del Consorzio.

I progetti “in rosa” che si moltiplicano in Italia e nel mondo indicano la presa di coscienza dell’importanza di un sostegno alle donne al fine di contribuire ad abbattere le barriere che nei Paesi produttori ostacolano il loro accesso alle risorse, alla formazione, alla partecipazione ad attività che non siano solo la raccolta, ma anche la gestione delle colture, la lavorazione e commercializzazione del prodotto.

Un risultato positivo in tal senso è quello raggiunto dalla onlus Amka e CSC - Caffè Speciali Certificati che nei caffè dei suoi soci esprime il gusto intenso dei frutto del progetto comune nella provincia di Petatán, regione di Huehuetenango, nel Nord Ovest del Guatemala, che nell’arco di due anni ha permesso di produrre un caffè di qualità attraverso il progetto sociale doña Lucero.

Le donne guatemalteche combattono ogni giorno contro una serie di discriminazioni che impediscono la loro affermazione economica, personale e sociale. Spesso i mariti migrano all’estero, negli Stati Uniti per aiutare la famiglia e le donne si trovano sole, in balia dei “coyotes” che acquistano a prezzi stracciati il loro caffè. Il progetto ha preso il via nel 2020 e - afferma Fabrizio Frinolli Puzzilli, presidente di Amka - abbiamo lavorato molto in questi due primi anni. Il caffè arrivato in Italia, importato e acquistato da CSC, è il racconto del percorso di impegno e sacrificio delle 80 donne coinvolte nel progetto. Il caffè prende il nome da Lucero una donna guatemalteca che per più di 10 anni ha lavorato con Amka: coraggiosa, una vera guerriera. Il suo spirito e tutto quello che ci ha insegnato in tanti anni di lavoro sul campo sono dentro ogni tazzina di questo caffè, che profuma di libertà e di autonomia.  Ora è importante andare avanti con questo percorso di empowerment, affinché in futuro possano raggiungere alti livelli di autonomia e diventare delle vere e proprie imprenditrici».

Il Consorzio ha seguito questo progetto di cui, osserva Paola Goppion, presidente di CSC, «siamo contenti da un punto di vista di qualità, ma soprattutto per il valore umano che lo accompagna. Ogni anno i responsabili del nostro Consorzio, fanno visita ai farmer dei diversi Paesi produttori: con altri soci, mi sono unita più volte a loro e ho potuto verificare di persona la grande difficoltà che per lo più la donna vive, costretta a compiere i lavori più umili, come la raccolta e la cernita manuale dei chicchi, spesso senza alcuna remunerazione. Sovente non può possedere un terreno e durante il lavoro deve svolgere anche il ruolo di madre. Con gioia abbiamo accolto questo “caffè delle donne” che abbiamo pagato il giusto (un incremento di ricavo pari a quasi il 50%, evidenzia Amka). Oggi lo proponiamo accompagnato da un’etichetta di un bell’arancione carico, affinché lo si colga alla prima occhiata. Sotto un chicco stilizzato c’è la scritta Amka - doña Lucero - social development project, e a fianco il rapido racconto della peculiarità del progetto. Il caffè è stato suddiviso tra gli otto torrefattori del Consorzio, che porranno questo contrassegno sulle loro confezioni».

Un caffè più interpretazioni. Il caffè verde del progetto doña Lucero è stato suddiviso tra le otto torrefazioni del Consorzio, ognuna delle quali ha realizzato una propria “ricetta”, modulando la tostatura al fine di dare maggiore o minore risalto all’acidità, alla dolcezza, al tostato e anche all’intensità del corpo. Alcuni hanno scelto di proporlo in purezza, altri di unirlo ad a uno o più caffè creando una miscela. Diversi stili che sottolineano la complessità dell’arte della tostatura.

Caffè Agust propone il caffè Guatemala - doña Lucero in purezza. In espresso si presenta con una crema fine e compatta; all’olfatto si colgono note di amaretto e cioccolato bianco; al gusto viene ripresa la nota di biscotteria con l’aggiunta di uno spiccato sentore di frutti rossi, in particolare di ribes. Il corpo è setoso. In confezione da 250 gr in grani.

Per Mondicaffè la qualità di Guatemala - doña Lucero ne esalta la versatilità; la tostatura ha dato risalto alle note di cioccolato fondente unito a bacche rosse e tabacco. È proposto in purezza nella lattina Acquaragia da 375 gr e in busta da 250 gr (entrambe in grani), nonché nella miscela The Bocs - Conde Camillo che propone la classica ricetta dell’espresso italiano, da cui emergono dolcezza, acidità equilibrata in un corpo ampio e setoso.

Nella sua edizione speciale della miscela Espresso di Piantagione, Goppion - che già utilizzava caffè del Guatemala - ha inserito doña Lucero insieme a origini Etiopia e Brasile per gli arabica, e una percentuale fino al 10% di robusta India Parchment. I suoi sentori sono di vaniglia, cacao e pane tostato. In sacchetto da 1 chilo in grani e lattina da 250 gr in grani e macinato.

DiniCaffè propone il caffè Guatemala - doña Lucero in purezza. Esprime note floreali, cioccolato al latte e sentori di miele. In confezioni da 250 in grani e macinato e da 1000 gr in grani.

Barbera 1870 ha realizzato un’edizione limitata della sua Miscela Pregiata composta per l’80% di caffè arabica – Guatemala - doña Lucero e Colombia – e per il restante 20% di robusta proveniente dall’India. Nell’espresso si colgono note di mandorla, miele e citrus fruit. In lattina da 250 gr in grani e macinato.

Fipgc festeggia il suo 10° anniversario con 3 campionati

Grande festa per la Federazione Internazionale di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria. Dal 26 febbraio al 1° marzo 2023 presso Tirreno CT di Carrara si terranno i festeggiamenti per i primi 10 anni della Federazione.

Grande festa in arrivo per la Federazione Internazionale di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (Fipgc). Dal 26 febbraio al 1° marzo 2023 presso la Fiera del Tirreno CT di Carrara (MS), si terranno i festeggiamenti per i primi 10 anni della Federazione. Oltre a una serie di eventi dedicati al mondo dell'arte bianca, si terranno anche tre campionati italiani per valorizzare le eccellenze del made in Italy e i suoi professionisti.

Alla ricerca di campioni

La Fipgc ha pensato a tre sfide professionali ambiziose. Si terranno il Campionato della Panificazione, Miglior Colomba d’Italia e Campionato Italiano di Pasticceria. I vincitori entreranno a far parte della nazionale che affronterà il Campionato del Mondo il prossimo ottobre. Il 27 febbraio si terrà anche la fase di preselezione per il Campionato del Mondo di Tiramisù.

Campionato della Panificazione: regole e categorie

Il Campionato della Panificazione si terrà il 26 febbraio ed eleggerà il miglior pane d'Italia. I baker dovranno cimentarsi in diverse categorie. Si inizia con il Miglior pane tradizionale. Dovrà essere realizzato con lievito madre e con farina, anche macinata a pietra, di grano tenero tipo 0, 00, 1, integrale, oppure semola di grano duro e senza inserimento di altri prodotti. Si prosegue con il Miglior pane innovativo. Ciò che conta per vincere è l’originalità dell’impasto e degli ingredienti utilizzati. Può essere salato con l’aggiunta salumi, verdure, formaggi o dolce con candidi, cioccolato, frutta secca o altro ancora. Il Miglior dolce da forno giudicherà un dolce con cottura al forno di tutti gli ingredienti. Il prodotto realizzato deve rispecchiare le tradizioni del territorio di origine del partecipante. Il Miglior pane artistico prenderà in considerazione sculture di paste lievitate legate al mondo del pane, che includeranno anche grissini e fette biscottate. La giuria sarà composta da professionisti che fanno parte dell’Equipe Eccellenze Internazionali della Fipgc, una squadra formata da Maestri Pasticceri, Maestri Gelatieri, Maestri Panificatori, Maestri Cioccolatieri riconosciuti nel panorama della pasticceria nazionale e internazionale.

Miglior Colomba d’Italia: regole e categorie

Il 26 e il 27 febbraio la colomba sarà protagonista di un'accesa sfida fra i migliori interpreti italiani. Ci saranno 120 concorrenti in gara che saranno chiamati a presentare una colomba classica, ovvero realizzata con il solo inserimento di canditi d’arancia, con aroma a piacere e ricoperta di glassa croccante. Poi ci sarà la sfida sulla colomba innovativa. Si potranno utilizzare cioccolato, frutta esotica o qualsiasi altro ingrediente o tecnica che possa fare la differenza dalla colomba tradizionale. A decretare i vincitori del trofeo di Miglior Colomba d’Italia Classica e Miglior Colomba d’Italia Innovativa sarà la giuria formata dell’Equipe Eccellenze Internazionali della Fipgc che valuterà attentamente profumo, taglio, cottura, gusto, sofficità, alveolatura, e naturalmente originalità nella prova per la “colomba innovativa”.

Campionato Italiano di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria: regole e categorie

Dal 28 febbraio al 1° marzo andrà in scena il campionato che vedrà la nascita della Nazionale Italiana di Pasticceria, squadra che dovrà far valere la nostra bandiera ai Mondiali di Pasticceria del 2023. I pasticceri dovranno mettercela tutta e mostrare le proprie abilità tecniche artistiche, creatività e profonda padronanza della chimica dell’alta pasticceria in una delle tre categorie: Scultura in Pastigliaggio e monoporzione moderna; Scultura in Cioccolato e Praline; Scultura in Zucchero e torta moderna. Il tema su cui si dovranno esprimere i pasticceri è “I 10 anni della Fipgc”. Il 1° classificato di ogni categoria si aggiudicherà il Trofeo “Campionato Italiano Pasticceria, Gelateria Cioccolateria Fipgc 2023” ed entrerà di diritto a far parte della nazionale italiana che parteciperà alla finale del The World Trophy of Pastry Gelato and Chocolate Fipgc che si terrà presso Host Fiera Milano a ottobre 2023.

Aspettando il Campionato del Mondo Tiramisù

Il 27 febbraio ci sarà la prima sfida per accedere alle finali del Campionato del Mondo Tiramisù, che si terrà il 13 ottobre a Milano. I concorrenti dovranno realizzare tiramisù innovativi, a loro la scelta se in coppa decorata, monoporzione oppure dessert scomposto. Unica cosa: mascarpone e caffè dovranno essere presenti in tutte le preparazioni.

Dolci sculture per celebrare Fipgc

Nei quattro giorni di festeggiamenti, i Cake Designer della Federazione saranno alle prese nella realizzazione di sculture dedicate alla Fipgc e ai dolci tipici regionali, in contemporanea alle demo dei pasticceri della propria regione. I pastry chef presenteranno dal vivo i dolci da loro creati in onore dei 10 anni di attività della Federazione. Durante il Campionato Italiano di Pasticceria il 28 e il 1° marzo due pasticceri giapponesi realizzeranno un’imponente pièce artistica in zucchero isomalto e cioccolato. I campionati, così come tutti gli eventi della Federazione, potranno essere seguiti in diretta sulla pagina Facebook della Federazione Internazionale di Pasticceria, Gelateria, Cioccolateria.

697 avvia la partnership strategica con Toorank International Spirits

Toorank Coppa Cocktails 697
Coppa Cocktails, il brand di cocktail ready to drink di Toorank
Colpo grosso per la società Stefano Di Dio e proprietaria di vermouth Oscar.697, ora diventata anche filiale italiana del gruppo spirit olandese. L'obiettivo è sviluppare il mercato italiano dei brand Toorank

697, la società proprietaria di Oscar.697 accende un’altra candelina sulla torta per suoi 10 anni di attività. Se la prima era stata il lancio del nuovo pack sostenibile dei suoi vermouth premium (leggi Un nuovo look e una campagna globale per festeggiare 10 anni da Oscar.697), la seconda rappresenta un grande colpo strategico: la società fondata e capitanata da Stefano Di Dio è stata nominata filiale italiana del produttore olandese di spirit Toorank International Spirits, i cui marchi si sono aggiudicati oltre 300 titoli nelle competizioni internazionali.

Le due realtà hanno siglato un accordo pluridecennale, attivo dallo scorso 17 febbraio, che prevede che 697 operi come ramo italiano del gruppo olandese, attivo dal 1978, con l’obiettivo di sviluppare e rafforzare la penetrazione dei marchi di Toorank sul nostro mercato. Nella partnership entra anche un terzo attore, Prima Scelta, società fondata da Alfredo Tizzano a Olbia, anche questa appena giunta al traguardo dei suoi 10 anni di attività, con la quale da tempo 697 ha instaurato un rapporto di collaborazione. All’azienda sarda è stata affidata la commercializzazione capillare sul territorio del portafoglio in esclusiva e per conto di 697.

Un ricco portafoglio di brand

In questa prima fase di lancio le tre realtà hanno deciso di concentrare gli sforzi su alcuni dei principali brand di Toorank: Coppa Cocktails, Mabooze, Sloane’s Gin, Old Samuel Burboun e Rebellion Rum.

Il primo è il marchio di cocktail ready to drink per il fuoricasa nato nel 2008 e tra i fiori all’occhiello del gruppo olandese. Conta in totale 15 referenze, In formati da 10 e 70 cl, bag in box da 8 l e kegs da 20 o 30 litri, sviluppate in collaborazione con alcuni dei maggiori bartender a livello mondiale e prodotti con aromi e ingredienti naturali. Un’offerta che include grandi classici e classici internazionali, alcuni proposti in originali twist, spaziando su diversi stili dal Negroni al Mai Tai, dal Mojoto al Cosmopolitan, per citarne alcuni. Una proposta pensata per permettere a ogni locale di servire drink di qualità in pochissimi minuti

Mabooze è invece una linea di spirit “democratica” che include gin, vodka, rum, whisky e tequila, pensata per consentire di accedere ai locali di accedere a prodotti di alta qualità per la miscelazione, ma a prezzi competitivi. Il tutto grazie a un importante lavoro sul packaging, reso estremamente semplice, senza però fare sconti sulla qualità del prodotto, in ogni sua fase, dalle materie prime al processo di produzione.

Altro fiore all’occhiello è Sloane’s Gin, gin premium premiato come Miglior gin del mondo alla prestigiosa San Francisco World Spirit Competition 2011. Un distillato dal gusto fresco e fruttato, creato dal mastro distillatore del brand ispirandosi per la sua ricetta alla collezione botanica privata di Sir Hans Sloane. Collezione che ha costituito la base delle collezioni del British and Natural History Museum. 9 le botaniche che ne compongono la formula, provenienti da tutto il mondo: ginepro dalla Macedonia, agrumi freschi (arance dolci e limoni interi), e angelica dalla Spagna, radice di iris dall'Italia, coriandolo dal Marocco, cardamomo e liquirizia dall'India e vaniglia dal Madagascar.

Nasce invece nelle Barbados la famiglia Rebellion Rum, composta da Premium Black Rum, Spiced Rum e Blanco Rum. Il primo si caratterizza per il gusto dolce, morbido, leggermente amaro e piccante, dovuto alla miscelazione del distillato con ingredienti quali cioccolato amaro, vaniglia, fondente salato e pepe nero spezzato. Il Rebellion Spiced Rum spicca per il sapore speziato e pieno, dato dalla miscelazione con chiodi di garofano, zenzero, cardamomo, cannella, noce moscata, baccelli di vaniglia e pepe, insieme ad arancia amara fresca. Rebellion Blanco è invece un rum bianco cristallino dal gusto dolce e fruttato, ideale sia per la mixology sia per il servizio con ghiaccio.

Infine, Old Samuel Burboun, un Bourbon whiskey fine e morbido realizzato in stile Kentucky e lasciato maturare negli Stati Uniti.

Il Bar in via Mercato crea il suo brunch con cocktail experience

Il brunch de Il Bar in via Mercato
Piatti dolci e salati sulla tavola del locale milanese parte del Gruppo Obicà Mozzarella Bar. A firmare la drinklist è Oscar Quagliarini

Brunch con cocktail bar nel cuore di Brera, a Milano: è questa la ricetta messa a punto da Il Bar in Via Mercato. Il locale milanese, parte del Gruppo Obicà Mozzarella Bar proporrà una selezione dei piatti che hanno reso famoso il momento della "colazione-quasi-pranzo" in tutto il mondo. In più, tutte le proposte - sia dolci sia salate - saranno abbinati ai cocktail firmati dal mixologist Oscar Quagliarini.

Le formule del brunch

Ogni sabato e domenica dalle 11 alle e 16, i clienti del Bar in via Mercato potranno scegliere tra due percorsi di degustazione. Ci sarà il piatto Brunch (costo: 28 euro), con la possibilità di ordinare un piatto principale alla carta. Oppure si potrà ordinare il due piatti Brunch (40 euro), formula che permette di assaggiare due portate tra quelle presenti in menu. Inclusi nel prezzo: yogurt con granola, mirtilli e lamponi, mini muffin e brioche, spremuta d'arancia e caffè filtro oppure tè.

Il brunch salato del Bar in via Mercato

Nella carta del brunch sarà possibile trovare una selezione dei piatti internazionali dedicati a questo momento del fine settimana. Le uova possono diventare omelette, uova strapazzate o uova in camicia, accompagnate da salmone affumicato delle isole Faroe, spinaci saltati oppure bacon. Non mancano i pancake con bacon e sciroppo d'acero. Spazio all'avocado toast con misticanza, finocchio, cavolo viola, ravanelli, olive nere. L'English Breakfast viene preparata in versione full, con uovo all'occhio di bue, bacon, salsiccia, funghi portobello saltati, fagioli stufati e hash brown serviti con pane tostato e burro. Ci sono anche proposte healty, con verdure e burrata con spinacino, broccoli, barbabietola, zucca, pomodori datterini, mandorle tostate e dressing al prezzemolo. Chiude l'offerta salata il club sandwich con pollo alla griglia, uova strapazzate, bacon, lattuga romana, Asiago Dop e salsa mase, un mix di maionese e senape. Non mancano, come contorno, le patate dolci fritte.

L'offerta dolce del Bar in via Mercato

Per chi non sa rinunciare alla colazione dolce, Il Bar del Mercato propone french toast con mele caramellate, cannella, vaniglia e Grand Marnier, servito con panna montata. I pancake vengono arricchiti con una coulis di frutti di bosco, panna montata e scaglie di cioccolato fondente. Da provare la tarte tatin alle mele con gelato alla vaniglia del Madagascar, il brownie mandorle e cioccolato, accompagnato da lamponi e la macedonia di frutta fresca.

La cocktail experience

Per chi vuole affiancare al brunch un cocktail, è possibile aggiungere l'accesso alla drinklist creata da Oscar Quagliarini. Al prezzo di 40 euro, il cliente può ordinare tutti i drink che desidera, scegliendo tra le otto proposte di Grimorium. Questo è il nome dell'originale cocktail list d’autore ispirata alla magia verde e al potere delle piante. Da questa suggestione sono nati il Lacrima di Cielo con Gin infuso al Butterfly Pea Flower, Acqua Tonica e Lavanda, Profezia con Bulleit Rye Whiskey infuso al Cristallo di Rocca e Zenzero Rosso, Ginger Beer, Lime e Timo, ed Eclissi con Vodka, Vermouth Bianco, Bitter al Bergamotto, Sfera Fumée e Sesamo Nero.

Il brunch per i più piccoli

Da Il Bar in via Mercato anche i più piccoli possono avere il proprio brunch. Pensata per loro una sfiziosa proposta di piatti, racchiusi nel “Kids Brunch” (16 euro). Comprende Pancake con Nutella e Gelato, una Bevanda o Succo di Frutta e una portata principale a scelta tra Chicken Finger e Kids Club Sandwich con Patatine Fritte.

Cocktail, bistrot, galleria d’arte e club. Tutto sulla stessa Arca

Arca a Milano
Arca, cocktail bar e club a Milano
Nel nuovo spazio multifunzionale milanese trovano spazio, fianco a fianco, la caffetteria, il bar serale, il club con musica dal vivo e Dj set, le mostre d'arte. In attesa della piscina...

Uno dei timonieri del nuovo Arca di Milano si chiama Emanuele Casati. Ma per tutti è Lele. Casati, con alle spalle una brillante carriera di bartender, è uno che non teme la tempesta, tantomeno gli assalti frontali al banco. Quando lo incontriamo, dice di avere "34 anni freschi, freschi", ed ha l'aria fiera di uno che ha remato in tutte le condizioni possibili. Casati - entrato nel progetto Arca come co-founder e beverage manager di Fred Records Milano - ha lavorato quattro anni a Londra con Gerry Calabrese, il vulcanico re della nightlife londinese. «Finivamo il turno alle 4 e mezza. Alle 6 Gerry mi chiamava sul telefono per una riunione in ufficio e dovevamo scattare sull'attenti. Quelli sono stati gli anni più duri, ma anche i migliori dal punto di vista professionale. Quando stai con il re della notte di Hoxton e dintorni impari in fretta».
Dopo Londra, Casati è volato a vicino a Sydney, nel villaggio dei surfisti. Esattamente nella mitica Bondi Beach, uno di quei posti dove se non hai il 6 pack, una bella tavola e tanta voglia di spassartela, è inutile andarci. Siamo seduti al tavolo, mentre il racconto procede. Con noi c'è l'altro timoniere del locale, il co-fondatore di Arca Lorenzo Rubino, volto arcinoto della vita notturna milanese per il suo ruolo di responsabile della comunicazione del Circolo Magnolia, incarico che ricopre dal 2011.

 

 

Arca è un progetto che nasce dal felice incrocio di tre realtà che da anni sono un punto di riferimento dell’intrattenimento, cultura e socialità milanesi: Circolo Magnolia specializzato in concerti e live; l'agenzia di produzione e comunicazione per eventi Daab e Fred, salotto, bar e negozio di dischi dalle parti di Lambrate.

«La loro mission - spiegano - è quella di dare vita a uno spazio in cui musica, cibo e arte coesistano senza soluzione di continuità, introducendo qualcosa di innovativo per la città. Il principio alla base di Arca è vivere uno spazio polifunzionale in cui ogni area è totalmente autonoma ma anche profondamente interconnessa alle altre, così che chiunque possa decidere di fruirne a proprio piacimento, passando dall’esperienza mirata fino a quella completa». Arca si trova in via Rimini, alle spalle della stazione metro di Romolo, e non lontano dagli affollati Navigli.

Uno spazio moltiplicato per sei

Lo spazio si articola sei zone: bistrot, bar, art gallery, club, giardino. A queste si aggiunge la zona della piscina che al momento è in costruzione. In realtà si tratterà, più che di una piscina, di una vasca monumentale che correrà lungo un intero lato del palazzo. A ricordare che ai piani alti, sopra il locale, c’è la sede del Gruppo Cap, il gestore del servizio idrico integrato di Milano. Ciascuna delle aree del locale offre servizi ed esperienze diverse a seconda dell’orario della giornata: si può iniziare dal brunch al bistrot per poi visitare una mostra nell'art gallery nel pomeriggio, proseguire con un aperitivo al bancone del bar e concludere la serata con un Dj set nel club: le possibilità sono tante. “Infinite”, dicono qui.

Quella di Arca è una proposta moderna a metà strada tra l’informale e il gourmet con proposte adatte a varie esigenze. Il locale è un vero “all in”. Qui si fa tutto: colazioni, brunch, business lunch e cene. Il food menu è mutevole e cambia costantemente in base alla stagionalità delle materie prime.

Diviso in due spazi, all’interno e all’esterno, per un totale di circa 80 coperti. Attivo dalle 8 di mattina all’1 di notte (e fino alle 2 nei week-end), non è una semplice caffetteria, ma un concept che coniuga le tecniche di mixology degli american bar all’experience offerta dai Dj bar, i tipici locali nipponici in cui è possibile sedersi al bancone e ascoltare le selezioni musicali a cura di Dj dal vivo con un impianto audio studiato ad hoc.

La drink list, oltre ai classici, è caratterizzata dai signature cocktail e mocktail studiati da un team di bartender con esperienze pluriennali. Della squadra fanno parte Lorenzo Burrone (direttore), Andrea Marenda (responsabile bar) e il bartender Lorenzo Marchesini.

Plastic-free per scelta

Arca abbraccia una politica plastic-free. Per questo ha deciso di mettere al bando qualsiasi tipo di prodotto in plastica monouso sia per la somministrazione sia per la preparazione.

Nel suo spazio espositivo trovano casa mostre temporanee. Una parte integrante nello sviluppo dell’identità territoriale di Arca è la collaborazione con le istituzioni milanesi: l’Assessorato alla Cultura del Comune di Milano e i vicini poli universitari sono gli interlocutori privilegiati per la creazione di attività formative, workshop e incontri che soddisfino la richiesta di chi popola la città.

Per la parte clubbing non hanno badato a spese con una sala avanguardistica, di 220 metri quadrati, dotata di un sound system d’eccellenza. La sala è modulabile a seconda delle esigenze, con la possibilità di creare e togliere spazio a piacimento in modo da creare situazioni più intime e raccolte. Talmente modulabile che anche la console è stata dotata di rotelle per viaggiare da un lato all'altro della sala. «La  programmazione - concludono i soci - strizza l’occhio alle nuove tendenze della scena musicale internazionale. Il nostro obiettivo è diventare un punto di riferimento nel panorama europeo».

 

Si prospetta un anno vivace per la birra

birra
Foto di Marcelo Ikeda Tchelão da Pixabay
Uno studio dell'Iwsr prevede un incremento tra l'1 e il 2% delle vendite a volume a livello globale. Proposte premium e le analcoliche a trainare la crescita

Quello in corso sarà un anno vivace per il mercato della birra. A dirlo uno studio dell’Iwsr, accreditato istituto di ricerca di Londra, che prevede una crescita dei consumi tra l’1 e il 2% a volume a livello globale. Non proprio una marcia trionfale, ma comunque un dato estremamente positivo, considerando la difficile situazione economica e geopolitica mondiale, con la pressione inflazionistica che incide negativamente sulla capacità di spesa dei consumatori. Un quadro generale dunque dove domina ancora l’incertezza, ma nel quale la bionda mostra la sua forte capacità di resilienza, perché percepita dai consumatori come “un lusso accessibile”. In tale contesto, però, un allentamento della morsa dell’inflazione e la fine del conflitto in Ucraina darebbero alla crescita una ulteriore spinta, soprattutto alle vendite nel fuoricasa, per le quali il ritorno ai volumi di vendita pre-Covid è previsto dai ricercatori entro il 2025.

Cina e Amarica Latina a trainare la crescita

In particolare un forte incremento delle vendite è atteso in Cina, il maggior mercato mondiale, grazie all’allentamento dei lockdown e alla fine delle restrizioni all’ingresso nel Paese. Misure adottate all’inizio di quest’anno che genereranno un rimbalzo, dopo il calo del 2022, ai consumi nel fuoricasa. Ma è tutta l’area Asia - Pacifico, spiegano i ricercatori, che continuerà a incrementare i consumi, sull’onda di un trend in atto già dallo scorso anno, quando proprio l’abbandono delle restrizioni pandemiche ha favorito un deciso incremento delle vendite nella regione, in particolare in Vietnam, Malesia, Cambogia e Indonesia.

Differente la situazione degli Stati Unti, il secondo mercato. Dopo la ripresa dei consumi registrata nel 2022, con le importazioni cresciute a volume del 4% con le birre messicana a fare la parte del leone, le previsioni per quest’anno sono meno rosee, con la birra che deve fare i conti con la concorrenza degli hard seltzer.

Ottime invece le prospettive per quanto riguarda Brasile e Messico, rispettivamente terzo e quarto mercato, e l’America Latina in generale. Questa area è stata al centro di notevoli investimenti da parte dei produttori nell’ultimo periodo, con riscontri in termini di vendite molto positivi, che lasciano prevedere una solida crescita anche per gli anni a venire.

L’importanza dell'e-commerce

Un altro aspetto sottolineato dallo studio riguarda il peso crescente assunto nel mercato della birra dalle vendite online, canale nel quale i produttori hanno mostrato di sapersi muovere bene, tanto che si prevede che entro il 2026 circa un quarto delle vendite a valore dell’e-commerce sarà costituito da birra, sidro e ready to drink. Un canale sempre più utilizzato non solo per raggiungere i consumatori a casa, ma anche la clientela commerciale. AB InBev e Heineken, per esempio, hanno molto investito in questo canale, mettendo a punto anche soluzioni per il B2B come, rispettivamente le app Bees e Heishop. E i risultati non si sono fatti attendere, con Heineken che ha rivelato di aver più che raddoppiato le proprie vendite online nel terzo trimestre del 2022.

La spinta alla premiumizzazione

Del resto, lo sviluppo del mercato online ben si sposa con un altro forte trend del settore: la premiumizzazione dell’offerta.  Negli ultimi anni i produttori si sono concentrati sulla promozione dei marchi premium e anche in questo caso il riscontro sul mercato è stato molto positivo. Nonostante il quadro economico difficile, infatti, i consumatori si sono mostrati ben disposti a spendere di più per acquistare prodotti di fascia alta. Una tendenza sottolinea l’Iwsr che ha riguardato i mercati di tutto il mondo, a partire dall’importante piazza cinese e l’area Asia-Pacifico e destinata a rafforzarsi, a tutto vantaggio del settore. Ciò infatti lascia prevedere che le performance a valore delle vendite supereranno quelle in volume, con un impatto positivo sui margini dei produttori, ma anche di chi commercializza i prodotti.

Nuove opportunità dalle analcoliche

Altra freccia nell’arco per gli operatori è rappresentata dalla birra analcolica. Grazie alla maggiore disponibilità, all’aumento del supporto marketing, all'innovazione, all’arrivo sul mercato di prodotti dal sapore migliore e il crescente coinvolgimento dei consumatori nelle campagne orientate al bere bene, questa tipologia di prodotti ha tutte le carte in regola per dare ulteriore impulso alla crescita di tutto il comparto. E c’è chi su tale sviluppo sta puntando forte, come mostra il finanziamento da 10 milioni di sterline (quasi 12 milioni di euro) che Lucky Saint ha raccolto da investitori sul mercato all’inizio di quest’anno per proseguire la sua crescita: la cifra maggiore raccolta finora da un produttore di birra analcolica indipendente.

Principe Italian Dry Gin, un distillato luxury su misura

Cocktail Sweet Dreams con Principe Italian Dry Gin courtesy ph. Federico Bontempi
L'elegante Principe Bar dell'Hotel Principe di Savoia di Milano ha introdotto nella propria drink list un distillato di pregio con il proprio nome

Nota per le produzioni di distillati di pregio, la distilleria artigianale Cillario & Marazzi Spirits Co. ha presentato Principe Italian Dry Gin per conto del prestigioso Hotel Principe di Savoia - Dorchester Collection di Milano.

Hotel Principe di Savoia di Milano Dorchester Collection, storica (1927) istituzione cittadina che ha visto soggiornare nelle sue stanze re, regine, artisti, letterati e celebrità di ogni epoca, ha reso omaggio alla metropoli milanese e alla sua storia con la creazione di Principe Italian Dry Gin.

Un gin sartoriale limited edition, fatto realizzare su misura dal master blender Attilio Cillario della distilleria Cillario&Marazzi, nel cuore delle Prealpi varesine, famosa per l’utilizzo di ingredienti biologici di alta qualità e metodi produttivi artigianali, che ha interpretato al meglio i desiderata del Bar Manager di Principe Bar, Daniele Confalonieri. L'elegante bottiglia ed etichetta sono state disegnate dall’artista londinese Jordan Nelson.

Un prodotto che si intona perfettamente all'ambiente di Principe Bar, opera del maestro di design Thierry Despont. Lo scenografico lampadario realizzato a mano in vetro di Murano è il punto focale dell’ambiente insieme al pianoforte sottostante, oltre al bancone bar in vetro fuso che riflette l’ambiente circostante.

Principe Italian Dry Gin presenta un gusto morbido, elegante e piacevole, caratterizzato da una predominante, ma delicata, nota di mora di gelso, cui si affiancano i sentori di miele di tiglio, rosmarino e menta, con un finale di lemongrass che dona freschezza al tutto. Ideale da servire in purezza con un cubetto di ghiaccio per assaporarne tutti gli aromi, ma anche miscelato in cocktail d’autore.

La nascita di Principe Italian Dry Gin si deve all'impegno del Bar Manager Daniele Confalonieri, da dodici anni alla guida di Principe Bar, che ha messo a punto anche una specifica drink list di quattro signature, che andrà a integrarsi all’offerta del bar, studiata per valorizzare Principe Italian Dry Gin in abbinamento alle creazioni food curate dallo chef Alessandro Buffolino del collegato Ristorante Acanto dell'Hotel Principe di Savoia.

Si va dal classico Gin Tonic con una pennellata di azzurro, colore di Principe Bar, abbinato a veli di culatello “Podere Cadassa” con pane carasau, al long drink Mi-Va’, a base di Campari e Principe Gin, che gioca sulle provenienze dei due ingredienti Milano e Varese, servito con mazzancolle in tempura, per poi proseguire con un Martini Cocktail, ideale servito anche come dopocena, composto da Principe Gin, liquore St. Germain, sciroppo di agave e vaporizzatura di liquore allo zenzero Domaine De Canton, da degustare abbinato a fiori di zucca fritti, mozzarella e alici del Mar Cantabrico.

Con la bottiglia premium in vetro Saverglass da 700 ml lillustratore londinese Jordan Nelson ha voluto esprimere, attraverso patch di colori e un volto stilizzato, quella che per lui è l’essenza di Milano, città di moda e lifestyle, fatta di persone dinamiche ed esigenti, utilizzando la palette colori del l'Hotel Principe di Savoia.

«Sono felice di aver portato a termine, insieme a Cillario & Marazzi, la creazione di questo nuovo gin - ha afferma Ezio Indiani, General Manager di Hotel Principe di Savoia - a base di mora di gelso, dal gusto morbido, che accoglie le preferenze di uomini e donne. Principe Gin sarà sicuramente molto apprezzato da tutti i nostri ospiti e clienti. La maestria del nostro Bar Manager Daniele Confalonieri saprà valorizzare al massimo questo eccellente distillato».

Cillario & Marazzi Spirits Co. si distingue per l’utilizzo di botaniche accuratamente selezionate, prediligendo l’uso di quelle fresche, valorizzate da alcool di grano tenero italiano certificato biologico e kosher , oltre che da acqua purissima proveniente da una fonte di montagna. La distillazione avviene con il metodo London Dry Vapour Infused, che permette di estrarre aroma e gusto in maniera delicata, ponendo le botaniche non a macerare ma in un cestello posto in cima all'alambicco.

Con i suoi spiccati sentori di mora di gelso, Principe Italian Dry Gin, ha voluto rendere un omaggio a Ludovico Maria Sforza detto il Moro, mecenate illuminato e Duca di Milano nella seconda metà del Quattrocento, il quale introdusse nelle campagne lombarde la coltivazione del gelso (murùn in dialetto milanese), habitat naturale per l'alimentazione del baco da seta (introdotto dalla Cina), promuovendo così tutta la filiera della produzione di questo prezioso tessuto, utilizzato per l'abbigliamento elegante e l’arredamento lussuoso. Un distillato, quindi, che omaggia la tradizione serica della Lombardia e la capitale della moda per antonomasia, Milano.

Fondato nel 1927, Hotel Principe di Savoia Milano, albergo 5 stelle che fa parte della catena internazionale Dorchester Collection  (proprietà della Brunei Investment Agency) è da sempre un vero e proprio punto di riferimento per il mondo del lusso a Milano. Gli eccezionali standard di ospitalità e di attenzione verso il cliente fanno vivere il fascino unico di questa città. Meta ideale anche per i milanesi che qui possono trovare un luogo famigliare dove poter consumare anche il brunch della domenica, circondati da eleganza e raffinatezza e coccolati da uno staff professionale.

Prossima fermata Cordusio

È stato presentato a Milano Cordusio, il nuovo aperitivo a base di frutti rossi, 100% naturale. La nostra intervista a Chris Tanca, fondatore del brand

Presentato a Milano a Torre at Fondazione Prada, il nuovo aperitivo Cordusio. Interessante nei drink (con tonica e seltz) e ben bilanciato. Talmente in equilibrio – tra il morbido e l’amaro – che richiede ben pochi salti acrobatici in miscelazione per essere apprezzato. Noi lo abbiamo apprezzato freddo, liscio, on the rocks.

Le particolarità del prodotto, al momento disponibile sul sito di Ferrowine, sono molteplici e riguardano sia il contenuto sia la forma. Iniziamo dal liquido. Cordusio si presenta al suo debutto come “il primo aperitivo al mondo a base di frutti rossi, 100% naturale”. Per entrare nel dettaglio la ricetta del nuovo aperitivo (19,5% vol. il volume alcolico) si compone di quattro tipologie di frutti a bacca rossa: mirtilli, ribes, cranberry e lamponi. Il tutto retto da un bitter a base di agrumi.

Sempre alla voce "contenuti", c'è un altro fattore interessante e riguarda la sostenibilità. Un fattore al centro dell’attività di Cordusio.

Daniela Garcea, global brand activator di Cordusio, spiega: «Oltre a essere un prodotto italiano, miscelato da mastri artigiani e imbottigliato con ingredienti di provenienza locale appena raccolti, Cordusio è anche un prodotto B-Corp Pending. Questa certificazione adotta un approccio olistico alla sostenibilità, premiando non solo l’impatto positivo dell’azienda sull’ambiente, ma anche quello sui dipendenti e sulla società».

Passando alla voce "contenitore" merita un occhio di riguardo l'estetica del prodotto. Cordusio si presenta in una bottiglia, da 70 cl, che riprende la tradizione italiana del Fine Wine and Spirits e i lavori dei grandi maestri del vetro di Murano del XX secolo, come Venini. La forma della bottiglia è caratterizzata da linee verticali e geometriche che richiamano, in particolare, la tradizione dell’Art Noveau, tipica di quella storica e vibrante Piazza Cordusio a Milano della quale porta il nome. Il vetro è di color scarlatto come il liquido, tutto naturale, che contiene.

Bargiornale ha incontrato Chris Tanca, il fondatore di Cordusio per saperne di più. Quella che segue è l’intervista al brillante imprenditore americano, dichiaratamente amante della cultura dell’aperitivo italiano. Tanca è un marketer strategico che lavora con i principali marchi premium, ultra premium e del lusso e agenzie creative, con un forte amore per l’ospitalità e la miscelazione, tanto da aggiungere al suo percorso una formazione come barman, ottenendo anche un premio di livello 2 in Spirits dal Wine & Spirit Education Trust. Un giramondo che ha vissuto e lavorato in Scandinavia, Grecia, Medio Oriente, Regno Unito, prima di trasferirsi a Milano, dove ora vive con la sua famiglia.

Come sei arrivato al mondo degli alcolici?

Ogni membro del team Cordusio si è avvicinato agli alcolici ultra premium grazie alla propria passione. In particolare, attraverso l’ospitalità, il lusso, la strategia e la costruzione di brand, tutti uniti dall’amore per l’Italia, la sostenibilità e, naturalmente, gli aperitivi e i cocktail eccezionali!

Perché Cordusio?

Cordusio è il primo aperitivo al mondo a base di bacche rosse. È 100% naturale e realizzato con ingredienti locali da alcuni tra i migliori distillatori e miscelatori italiani. Il nome deriva dall’omonima, storica e vivace piazza nel centro di Milano, che sin dal XIX secolo è stata per distillatori e miscelatori di fama mondiale provenienti dall’Italia e non solo. Oggi Piazza Cordusio rimane un luogo in cui le culture si incontrano, dove la storia si unisce al design, alla creatività, alla moda e al lusso.

Perché avete scelto i frutti rossi?

Volevamo migliorare i nostri cocktail con un aperitivo super premium 100% naturale con un tocco di sapore vibrante, ma non riuscivamo a trovare gli ingredienti che cercavamo. Per questo abbiamo creato la ricetta di Cordusio, naturale, a base di bacche rosse. Acido e aromatico. Bilanciato tra l’amaro e il dolce. Intenso e fresco al palato. Cordusio è estremamente versatile, perfettamente adatto per i cocktail super premium dei barman creativi. Può stimolare cocktail lovers più sofisticati ed esigenti, senza perdere la sua semplicità e naturalità.

Cosa vi rende più orgogliosi del vostro prodotto?

Lavorare con i barman più talentuosi - e soprattutto vedere le loro prime impressioni e reazioni – è infinitamente soddisfacente. Quando i barman di fama mondiale assaggiano per la prima volta Cordusio e vediamo i loro occhi illuminarsi con idee creative per cocktail incredibili – quello è il vero momento di eccitazione!

In quali aree vedete opportunità di sviluppo per il brand?

Semplice. Espansione internazionale. Cordusio è tutto incentrato sulla generosità italiana. E, essendo un aperitivo 100% naturale, vogliamo condividere la nostra vibrante esperienza sensoriale con il resto del mondo. Siamo solo all’inizio.

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