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Michele Filip, il più giovane vincitore al mondo di World Class

Michele Filip, vincitore di World Class, festeggiato da Danil Nevsky e Riccardo Rossi
Michele Filip, bartender da Freni e Frizioni a Roma, è il più giovane vincitore di una competizione nazionale del concorso di Diageo. Alla finale italiana, andata in scena al Roma Bar Show, ha superato Edoardo Spagnoli del Club Derrière di Roma e Filippo De Martino, titolare de Al Quèrto di Bassano del Grappa

A 24 anni è entrato nella storia. Perché Michele Filip, nato nel 1998, e cresciuto sulle sponde del Lago di Garda in Trentino, è il più giovane finalista nazionale di World Class, la prestigiosa sfida internazionale organizzata da Diageo. Dal 2009, anno della prima edizione, nel mondo, nessuno aveva fatto meglio di lui. A settembre Michele Filip, bartender da Freni e Frizioni a Roma, volerà a San Paolo per sfidare gli altri concorrenti da tutto il mondo. In Brasile, per diventare “il miglior barman del mondo”, dovrà dimostrare di essere il più bravo nella presentazione dei cocktail, nella conoscenza dei prodotti, nella capacità di abbinare sapori, nelle abilità di mixology e nella rapidità di esecuzione. Quest’ultima è stata già molto apprezzata nella finale Italiana italiana che si è svolta, per il secondo anno consecutivo, sul palco del Roma Bar Show. A decretare la vittoria di Filip una giuria composta da Jenna Ba (global brand ambassador di Diageo), Giacomo Giannotti (Paradiso, Barcellona), Flavio Angiolillo (Farmily Group), Danil Nevsky (Indie Bartender), Vincenzo Pagliara (Laboratorio Folkloristico), Kenji Jesse (Nomu Consult).

Dopo un lungo percorso e una girandola di prove davvero impressionante, hanno strameritato il podio anche gli altri due finalisti: Edoardo Spagnoli del Club Derrière di Roma e Filippo De Martino, titolare de Al Quèrto di Bassano del Grappa.

La storia di Michele Filip, il suo percorso per arrivare in finale, lo studio della ricetta che lo porterà San Paolo del Brasile.

Di questo Bargiornale ha parlato con il diretto interessato. «I primi passi nel mondo dell'hospitality - racconta il barman trentino - li ho mossi a quattordici anni, attratto dal potere di essere il fattore X capace di cambiare la giornata di un cliente che si sedeva al bancone». Ancora oggi, dopo dieci anni, ha cambiato diversi banconi, ma il motivo che lo spinge ogni giorno a scegliere questo splendido mestiere è lo stesso: essere un porto sicuro per chiunque entri nel suo bar, facendoli sentire a casa e in famiglia. Fin dai quattordici anni, ha alternato scuola e lavoro sotto la guida di Leonardo Veronesi (Rivabar, Riva del Garda), innamorandosi sempre di più delle sottili sfumature e delle dinamiche di questa professione. Questo mestiere gli ha dato l'opportunità di viaggiare, portandolo in Irlanda, Germania, Svizzera e in molte parti d'Italia, facendogli conoscere persone, luoghi e diverse modalità di fare bar. Il suo percorso con World Class è iniziato quasi come un gioco. Credeva di non essere all'altezza, ma gara dopo gara, persona dopo persona incontrata lungo il cammino, ha imparato ad esserlo. Ha imparato molto dai giudici, dai clienti, dagli amici, ma soprattutto dagli altri partecipanti. Ecco cinque parole per loro: “sono mostri, giovani talenti, esempi”. Ha preso qualcosa da ognuno di loro, l'ha fatto proprio e, per questo dice, gli sarà sempre riconoscente.

«Vincere "la gara" ha un significato molto più profondo di quanto si possa immaginare. La sensazione di essere ricompensato per le notti insonni passate a studiare sui libri, per i pasti saltati per fare prove, per i sacrifici fatti perché dentro sentivo che stavo seguendo la strada giusta. Ho imparato l'importanza dello studio, la costanza e la perseveranza. Non basta solo desiderare o credere, se si vuole davvero qualcosa. Bisogna mettersi all'opera e prepararsi a superare i propri limiti sotto ogni aspetto».

Michele Filip non pensa di avere uno stile di miscelazione definito, soprattutto perché ha solo ventiquattro anni e non si considera un barman completo. Preferisce pensare di avere uno stile flessibile e pronto all'uso. Ogni cosa potrebbe tornare utile quando meno te l'aspetti. Ecco perché nel corso degli anni ha cercato di seguire tutti i corsi possibili: home made vino, birra, caffetteria, psicologia. Gli piace andare a fondo delle cose e comprenderle appieno. Crede che per essere definiti "barman" sia necessario avere una conoscenza a 360 gradi del mondo del bar.

La finale è stata impegnativa, ma molto divertente. Dice di aver imparato tantissimo dagli altri due finalisti, Edoardo Spagnoli e Filippo De Martino, che definisce due personalità così diverse, ma altrettanto forti come ne ha viste poche. Per la gara gli è stato chiesto di creare un progetto legato al Brasile che suscitasse emozioni. Il consiglio era di lasciarsi ispirare dai paesaggi e dall'architettura. «Avrebbe potuto essere il Carnevale, ma non ho mai ballato in un carnevale brasiliano, non ho mai visto i panorami mozzafiato né l'architettura del Brasile». Così ho pensato bene di fare una full immersion vivendo un periodo a contatto con alcuni amici e conoscenti brasiliani. Ho vissuto con loro, ho condiviso la loro vita quotidiana, ho ascoltato le loro storie e le ha trasformate in ingredienti. Così è nato "ORIGINI", il cocktail che racchiude le emozioni del Brasile, non le sue, ma quelle di coloro che hanno vissuto davvero quelle emozioni. «Il primo ingrediente che ha ispirato il mio drink è “Vitamine”, una merenda brasiliana a base di avocado, latte in polvere e zucchero. Ho ricreato questo sapore frullando nel blender un avocado grigliato e latte di cocco. Nella ricetta ho inserito l’aloe perché richiama il sapore della Fanta all’uva, molto diffusa in Sudamerica, ricordo e aneddoto del secondo ragazzo brasiliano che ho incontrato lungo il mio percorso di avvicinamento a World Class. Ho poi incontrato una terza signora che mi ha parlato del Dulce de Leche che preparavano il sabato per mangiarlo poi la domenica in famiglia. A questo sapore ho unito le spezie del churrasco». In poco tempo, senza nemmeno accorgersene, si troverà in Brasile circondato da una squadra di barman pronti a scuotere shaker come maracas. E questo, per lui, sarà un ulteriore motivo per tenere alta la bandiera.

 

 

Origini

di Michele Filip, Freni e Frizioni, Roma

Vincitore World Class Italia 2023

Ingredienti

45 ml Johnny Walker Black Label

30 ml Vitamine 

22,5 ml Aloe acidificata 

30 ml Churrasco y Leche

Così nasce il club sandwich dolce

Il celebre panino americano multistrato diventa un dessert: nasce il club sandwich dolce della Scuola per la Formazione Professionale Engim di Oderzo

Novità tra i dessert: arriva a tavola il club sandwich dolce. Il progetto nasce da un'idea degli insegnanti, capitanati dal professore Paolo Favaro, e studenti del corso di panificatore e pasticcere della Scuola per la Formazione Professionale Engim di Oderzo (Treviso). Sette professionisti dell'arte bianca, alcune aziende esterne e gli allievi, hanno lavorato a questa idea.

Gli ingredienti del club sandwich dolce

Il club sandwich dolce nato ad Oderzo è fatto con i seguenti ingredienti: pane in cassetta, crema al mascarpone, fragole a pezzetti, geleé al pomodoro, frittata dolce, crepes dolce con inserto di insalata gentile, crema al mascarpone con i ribes, bagna di vaniglia, ganache al cioccolato bianco con coulis di ribes e fragole (o lamponi). I tempi di realizzazione variano fra i 90 e i 120 minuti, a cui si aggiungono 60 minuti di stabilizzazione in congelatore a una temperatura di 4° centigradi. Seguono il taglio e il consumo. In alternativa, c'è l'eventuale abbattimento negativo e stoccaggio negativo a -18°, passaggio necessario per la gestione del prodotto secondo catena del freddo. Il progetto è staro reso possibile da Paolo Favaro, docente Engim e mastro pizzaiolo; Gianfranco Moro, imprenditore e docente Engim; Carlo Dalla Longa, docente Engim (Richemont Club - Ambassadeur du Pain); Caterina Vinante, artista decoratrice; Cristiano Gaggion, docente Engim (consigliere nazionale Confartigianato dolciario); Enrico Giavon, docente Engim e tecnologo alimentare; Beppo Tonon, maestro decoratore. Ha collaborato alla presentazione del progetto il Ristorante Ca’ del Poggio.

Dal club sandwich al club Engim

Engim è una fondazione che si occupa di formazione professionale e formazione continua con 10 sedi e quasi 4.000 studenti in Veneto. A Oderzo, in provincia di Treviso, ospita oltre 220 alunni nei settori del Servizio alla persona (percorso Acconciatura) e Lavorazioni Alimentari (percorso di Pasticceria, Panificazione, Pizzeria). «Lo scorso anno, assistendo al concorso per il miglior club sandwich di Jesolo, mi è venuta l’idea di estendere il concetto di questo “panino” che tutti conosciamo al mondo della pasticceria. - ha raccontato Favaro - Ne ho subito parlato con l’organizzatore del contest, Gianfranco Moro, che si è immediatamente dimostrato entusiasta. Abbiamo così cominciato a lavorare per mettere a punto il nuovo prodotto». Alberto Pessa, dirigente dell’istituto con sede a Oderzo, ha spiegato che da questo club sandwich dolce che nasce “Club Engim”. «È un momento di incontro a cadenza annuale che si pone l’obiettivo di unire le eccellenze che, a vario titolo e con ruoli differenti, condividono e scambiamo idee e proposte utili alla vita di questa scuola. Fanno parte del “Club” docenti, studenti che si sono distinti nel loro percorso scolastico (e che saranno i nostri “ambassador”), aziende e stakeholder che sostengano la formazione e collaborino con Engim, condividendone il codice etico».

Cashmere Gin, il distillato premium morbido e avvolgente

Cashemere Gin
Birra Menabrea, acqua Lauretana e la pregiata fibra tessile sono i tre ingredienti di eccellenza del territorio di Biella che danno vita al gin creato da Federico Rebuffa. Ideale da servire liscio, usato bene regala soddisfazioni anche in miscelazione

Il segreto di Cashmere Gin non è una botanica, ma un territorio: quello di Biella. Concentrato in tre ingredienti decisamente particolari: fibra di cashmere, birra rossa doppio malto Menabrea e acqua Lauretana, tutti prodotti in zona. Tre eccellenze che Federico Rebuffa, imprenditore di locali da decenni, ha deciso di racchiudere in una elegante bottiglia. «Volevo fare qualcosa di diverso che fosse un omaggio al territorio, ma a livello di botanica non c'è nulla di autoctono», racconta a bargiornale.it. Così è nata l'idea di cercare altrove.

Il gin made in Biella, figlio del Covid, è ottenuto da un'infusione a freddo di acqua Lauretana (che ha sede a Graglia), alcol di puro grano a 97°, fibra di cashmere dell'azienda di Pollone Piacenza Cashmere, birra rossa doppio malto della biellese Menabrea, distillato di fiori di cardo e bacche di ginepro.

Il gusto morbido del cashmere

Ad accendere la curiosità è soprattutto la presenza di cashmere. «Ho insistito per metterne molto, e non solo una percentuale simbolica, perché volevo capire cosa sarebbe successo», ricorda Rebuffa. «Una volta fatti gli studi di edibilità, abbiamo verificato che dopo 18 giorni di infusione il 30-35% la fibra di cashmere si scioglie, rilasciando cheratina». Il distillatore che stava lavorando al progetto lo ha chiamato e gli ha detto che era qualcosa che non aveva mai provato prima, ma che non era affatto male. «È stato un colpo di fortuna!», ammetta Rebuffa. «Il cashmere in bocca lascia una sensazione di morbido e avvolgente, rendendo il nostro gin perfetto da bere anche liscio».

Anche la birra ha un ruolo importante nella chimica di Cashmere Gin: «La doppio malto ha i luppoli più tostati e quindi più zuccherini. Nell'infusione rilascia una certa dolcezza che, insieme alla sensazione di morbidezza, rende il gin più fruibile, quasi dolce».

Come usarlo in miscelazione

Per questo Federico Rebuffa suggerisce di berlo liscio con ghiaccio, come dopo pasto. «È ottimo anche per i Martini Cocktail con vermouth dry, a patto di non usare alcun tipo di agrume con cui mal si sposa: meglio puntare su un Dirty con l'oliva», suggerisce. Usato in mixology aiuta ad arrotondare e a dare morbidezza ai drink, ma va miscelato con ingredienti con lo coprano eccessivamente. «Lo abbiamo sperimentato in variazioni sul Collins o sul Negroni, usando in questo caso un Biancosarti infuso all'origano». E nel gin tonic? «In collaborazione con Bubble Bespoke ho creato una Cashmere Tonica da abbinare», spiega (il kit si trova per esempio su Cosaporto). «Altrimenti va bene anche la Indian di Fever-Tree».

Alla conquista dei locali top

Per il momento Cashmere Gin non è inserito in un circuito di distribuzione, ma può essere acquistato direttamente da Rebuffa. Che, come prossimo passo, punta alle enoteche. «È un prodotto che si posiziona a livello alto (al pubblico mezzo litro costa 60 euro), anche per la bottiglia: è di una vetreria spagnola, con tappo in vetro e un'etichetta unica che non è stampata ma tessuta da un'azienda con metodo Jacquard».

Tra i locali che propongono Cashmere Gin ci sono a Milano Stilla del Four Seasons Milano e Moebius (che lo servono in versione gin tonic), Opera 33, Rufus, tutta la famiglia del Mag. Carico lo impiega nel Mediterraneum: Cashmere Gin, Florio Marsala Secco Speriroe 2016, Mancino Secco, cordiale di pomodoro, basilico e ponzu.

Inoltre si trova in alcuni locali a Biella, al ristorante Incàlmo di Este in provincia di Padova, al Borgo Antichi Orti di Assisi (Perugia) di proprietà di ex giocatore dell'Inter Andrea Ranocchia. L'anno scorso era anche a Mentone, in Francia, al tristellato Mirazur di Mauro Colagreco. «Liscio o in versione Martini si abbina bene con il pesce crudo, il sushi e le ostriche», racconta Rebuffa.

Ora il suo progetto è quello di creare serie di distillati tutti a base di filati naturali: il prossimo sarà il Wool Gin, che sarà un prodotto di linea, mentre Cashmere Gin mantiene un posizionamento premium. «I partner menzionati sulla sua bottiglia (Acqua Lauretana, Piacenza Cashmere e Menabrea) non sono soci, ma hanno sposato la mia idea e quindi mi hanno dato la possibilità di nominarli», spiega Rebuffa. Allargando gli orizzonti: grazie a Piacenza, il gin è sbarcato da Pitti a Firenze, mentre insieme Menabrea è arrivato a Singapore, dove ha già una decina di clienti. Pronti a bere un sorso di Biella.

12oz apre a Napoli e va oltre frontiera in Grecia

Il nuovo store 12oz di Napoli
Il nuovo store 12oz di Napoli
Dopo la 25a apertura italiana, il format di caffetteria 2.0 nato a Milano ha aperto il suo primo locale oltre frontiera, nel cuore di Atene.

Il consumo in movimento firmato 12oz, retail specializzato nel servizio rapido di bevande a base di caffè&latte, ha da poco aperto il suo 25° punto vendita all’interno della galleria commerciale ipogea di Piazza Garibaldi a Napoli Centrale e dà il via a un nuovo cammino: quello delle aperture all’estero. 

Osserviamo rapidamente lo store di Napoli che, con il suoi 30 metri quadri, è concepito per assecondare le esigenze di chi ha poco tempo da trascorrere all’interno di una caffetteria, ma vuole godersi la sua bevanda in libertà. Pochi posti a sedere e un piccolo dehors per un format che mantiene la solita profondità di menu con bevande personalizzabili a base di caffè e latte (anche vegetale), da accompagnare a donut, bagel, brioches e molto altro. Qui ora è possibile prendere al volo la bevanda preferita nella cup monouso grazie alla tecnologia delle macchine unita alla semplicità delle operations, che permette di portare via la maggior parte delle bevande presenti nel menù in meno di 30 secondi, per poterle poi consumare in tutta tranquillità a bordo del treno, della metro o a piedi.

On the go ellenico

L’apertura oltre frontiera è in Grecia, dove il primo store 12oz nasce nel centro storico di Atene, all’ombra dell’acropoli, sulla Adianou St, una strada pedonale percorsa da milioni di turisti ogni anno ed anche luogo di passeggiate molto amato dagli abitanti locali. Entro l’estate è prevista l’apertura di un secondo store sempre in città; le aspettative sono molto positive in quanto una delle principali abitudini di consumo in Grecia, in tutte le fasce di età, è bere caffè camminando o comunque lungo il proprio tragitto, specialmente in versione fredda. 

L’arrivo in terra ellenica è frutto dell’accordo di collaborazione siglato con Quick Beverage, membro di Foodrinco Group, tra i più grandi distributori di prodotti horeca del Paese, che è diventato master franchisee della catena per tutta la penisola balcanica.

Entusiasta della partnership, Georgios Vytogiannis, presidente di Foodrinco Group, ha dichiarato: «Vogliamo che 12oz diventi un caso di successo in Grecia. Prevediamo di aprire tre negozi entro un anno e abbiamo l’obiettivo ambizioso di sviluppare entro i prossimi 5 anni una rete di 50 negozi in Grecia e nei paesi limitrofi, come Cipro, Bulgaria, Albania e Macedonia del Nord». 

È altrettanto positivo David Nathaniel, ideatore e Ceo di 12oz, che si mostra fiducioso nel potenziale del progetto che risponde a pieno agli usi della popolazione locale nonché al trend internazionale dei Paesi dei turisti che visitano la città. «Inoltre - osserva - anche i giovani greci scandiscono i ritmi veloci delle loro giornate con piccoli pasti, snack e bevande rapide, ispirate anche alle abitudini dei loro coetanei nel resto del mondo, con cui sono costantemente connessi attraverso i social».

Ecco Fatto! La rivoluzione nel senza glutine firmata Nutrifree

Gruppo Ecco Fatto Nutrifree
Sei ricette gluten free in cup a base di pasta e cous cous compongono la nuova linea del brand dei free from. Dedicata a chi cerca soluzioni pratiche e veloci per la pausa pranzo, senza trascurare il gusto

Con Ecco Fatto! Nutrifree propone una vera e propria esperienza gastronomica per tutti i gusti. Sei ricette a base di pasta e cous cous istantanee, pratiche, buone e senza glutine: Sedanini all’Arrabbiata, Sedanini Pomodoro e Basilico, Sedanini al Pesto, Sedanini al Formaggio; Cous Cous Caprese e Cous Cous Mexican Style. Ecco Fatto! è una vera novità per il mondo del free from pensata da Nutrifree per soddisfare i palati di chi cerca soluzioni pratiche e veloci, senza dimenticare un elemento davvero importante, il gusto.

Ecco Fatto! mette tutti d’accordo, rispondendo alle esigenze da un lato del consumatore moderno da sempre alla ricerca di soluzioni smart, di stimoli originali e di nuove idee; dall’altro degli esercenti che vogliono ampliare la loro offerta offrendo ai propri clienti un pasto caldo, gustoso e appagante in totale sicurezza, pronto in poco tempo.

Infatti, grazie al pratico formato in cup da 70 grammi, le ricette di questa nuova linea Nutrifree rappresentano una soluzione veloce per i pasti di tutti i giorni e sono adatte per essere consumate davvero ovunque: al bar, in ufficio, a scuola ma anche a casa.

Pasto pronto in cinque passi

Prepararle è davvero facilissimo; basta poca acqua bollente, un cucchiaio e tre minuti di attesa. Il procedimento conta davvero pochissimi passi:

1) agitare la cup per mescolare il contenuto;
2) aprire a metà il coperchio;
3) versare acqua bollente fino alla linea indicata sulla cup;
4) mescolare con un cucchiaio;
5) fare riposare tre minuti …ed Ecco Fatto! il tuo pasto è pronto.

Una linea buona per tutti

Con questa nuova linea Nutrifree non intende rivolgersi solo ai consumatori celiaci, che per necessità ricercano un prodotto sicuro dal punto di vista alimentare, privo di contaminazioni, ma conta di attrarre nuovi target di clientela reinventando il modo di consumare la pasta on the go.

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Coppa del Mondo del Panettone, arriva la prima “summer edition”

coppa del mondo del panettone summer edition
Protagonista di questa manifestazione la coppia panettone e gelato. L'evento si terrà sabato 17 giugno a Peschiera del Garda (Ve)

Dopo il successo dell’ultima edizione milanese e in attesa del nuovo appuntamento del 2024, Coppa del Mondo del Panettone prosegue il lavoro di promozione e conoscenza del panettone con una nuova manifestazione. Arriva, infatti, la Coppa del Mondo del Panettone Summer Edition. Al centro dell'evento ci sarà l'accoppiata panettone-gelato. La manifestazione si svolgerà sabato 17 giugno 2023 nel cortile della Caserma d'artiglieria di Porta Verona, a Peschiera del Garda. I partecipanti alla competizione si confronteranno con il panettone del Maestro Iginio Massari, che dovrà essere farcito con gelato, sorbetto e semifreddo e decorato.

Anche Massari e Rinaldini in giuria

A giudicare le creazioni proposte per la Coppa del Mondo del Panettone Summer Edition ci sarà una giuria composta da professionisti del settore. Ci saranno Luciana Polliotti, giornalista e storica del gelato; Angelo Musolino, Presidente Conpait; Roberto Rinaldini, Membro Relais Dessert; Emanuela Balestrino, giornalista esperta in gelateria; Angelo Grasso, Maestro Gelatiere Bravo S.p.a.. A presiedere il gruppo ci sarà il Maestro Iginio Massari, Presidente Apei. Al termine dell'evento verrà premiato il miglior abbinamento. Saranno valutati anche l'estetica del prodotto, la corretta temperatura di degustazione combinata con il panettone e la farcitura, la pulizia del taglio e la struttura interna, oltre che il gusto.

Destagionalizzare il panettone

Coppa del Mondo del Panettone Summer Edition si propone di portare l’attenzione alla destagionalizzazione del panettone, abbinandolo al dolce estivo per antonomasia, il gelato. Ciò vuole portare al pubblico una cremosa idea per la stagione più calda, esaltando la tipicità di due prodotti di eccellenza della gastronomia italiana: il panettone e il gelato, nelle loro versioni più tradizionali. Come spiega il Maestro Giuseppe Piffaretti, «lo scopo di Coppa del Mondo del Panettone oltre ad organizzare il concorso, è anche quello di contribuire a salvaguardare l’immagine del Panettone tradizionale artigianale e di farlo conoscere ed apprezzare. Un altro aspetto che ci sta molto a cuore è quello della destagionalizzazione. Organizzando la versione Summer Edition vogliamo contribuire a sdoganare il panettone anche in estate, abbinandolo al suo prodotto principe: il gelato. Sarebbe una fantastica opportunità per quei pasticceri-gelatieri che d’inverno rinunciano a produrre il gelato perché fuori stagione. La nostra politica è quella dei piccoli passi per grandi traguardi. Con la complicità di tutti ci possiamo riuscire». «Con questo Campionato del Mondo Peschiera del Garda diventa un ponte tra Verona e il Veneto, patria del pandoro, e Milano e la Lombardia, che hanno dato i natali al panettone - aggiunge il Sindaco Orietta Gaiulli - Questo ruolo di collegamento tra due regioni così importanti a livello italiano e non solo mi riempie di orgoglio. Mi auguro che questo evento diventi presto una consuetudine».

Info su Coppa del Mondo del Panettone Summer Edition

Coppa del Mondo del Panettone Summer Edition è realizzata con il patrocinio del Comune di Peschiera del Garda. I Partner sostenitori del progetto sono: Agrimontana, Bravo S.p.a., Molino Dallagiovanna, Novacart, Corman, Europa ovens, Afa. L'evento è gratuito ed aperto al pubblico. La serata inizierà alle ore 18.00 e fino alle 23.00. Sarà possibile degustare gratuitamente il gelato, assistere ai lavori della giuria e allo spettacolo live di sculture di ghiaccio e decorazione con la frutta.

Maestro 36, il vermouth limited edition che celebra i 160 anni di Martini

maestro 36 martini
Il brand celebra il prestigioso traguardo con il suo primo vermouth invecchiato (36 mesi). Un prodotto super premium e super esclusivo, realizzato in sole 2000 bottiglie

160 anni di storia vanno festeggiati come si deve. E come si deve Martini sta festeggiando il prestigioso traguardo: dopo i Pop Up Sundays, il ciclo di appuntamenti all’insegna dell’aperitivo made in Italy (leggi Martini festeggia i 160 anni con 5 serate all’insegna dell’aperitivo d’autore), a impreziosire la torta di compleanno è arrivata una candelina molto speciale: la limited edition Maestro 36, il primo vermouth invecchiato della casa.

Prodotto in sole 2.000 bottiglie (formato 750 ml), distribuite solo nei partner on-trade e in bar selezionati, questo vermouth super premium è frutto dell’arte e dell’esperienza pluridecennale di Beppe Musso, master blender Martini. Che per realizzarlo è partito dalla ricetta segreta, a partire dalla selezione di vini bianchi e rossi per continuare con quella delle botaniche, di un altro prodotto esclusivo, Martini Gran Lusso, la limited edition realizzata in occasione dei 150 anni del brand.

36 mesi di invecchiamento

Il tocco in più nel nuovo vermouth è rappresentato, appunto, dall’invecchiamento di 36 mesi in barrique francesi.  Un processo grazie al quale le caratteristiche del prodotto originale si fondono con le note legnose date dalle barrique. Il risultato è un vermouth dove proprio i sentori di spezie e legni sono protagonisti, insieme alla forte componente aromatica portata dalle botaniche del territorio di Pancalieri (Torino). Una ricchezza aromatica che si apprezza al massimo nel servizio in purezza, ma ideale anche per impreziosire il profilo dei grandi classici dell’aperitivo italiano, in particolare l’Americano.

Sempre all’invecchiamento Maestro 36 deve il suo colore, dove il cromatismo rosso-violaceo tipico del vermouth diventata ora più mattonata, dominata da sfumature brune del caramello.

Un vermouth non filtrato

Ma un’altra peculiarità del prodotto è rappresentata dall’assenza di filtrazione, scelta spiegata dallo stesso master blender in occasione della presentazione del prodotto al Bar Show di Roma. «Maestro 36 nasce dal lavoro fatto con Gran Lusso in occasione dei 150 anni. Una sfida molto importante per noi, per me in modo particolare, perché come sappiamo i vermouth non sono prodotti da invecchiamento. Serviva una ricetta particolare e ci abbiamo lavorato per molto tempo – ha commentato Musso - È un prodotto anomalo nella logica di Martini, perché è un vermouth non filtrato, non è perfettamente brillante come tutti i prodotti della gamma che subiscono una filtrazione molto stretta, ma in questo caso, visto il tipo di molecole aromatiche che si sono andate a creare, la filtrazione lo avrebbe impoverito troppo, avremmo tolto buona parte del lavoro fatto, che ha dato vita a un vermouth invecchiato d’eccellenza».

Marchesi 1824 ristruttura l’e-commerce. Obiettivo: ampliare l’offerta

Marchesi 1824
Lo storico brand ha scelto di puntare su un servizio di consegna customizzato. Diego Crosara: «Vogliamo aggiungere allo shop l'intera gamma di prodotti della Pasticceria Marchesi»

«Condividere in versione semplificata le nostre creazioni». Così Diego Crosara, pastry art director di Marchesi 1824, spiega il restyling dell'e-commerce della pasticceria. Lanciato a metà aprile, la nuova interfaccia permette di prenotare una selezione di torte e cabaret di brioche presenti sul sito. Ma il valore aggiunto dell'operazione sta nel poter programmare la consegna a casa o il ritiro in pasticceria a partire dalle 48 ore successive.

Diego Crosara

Intervista a Diego Crosara

“Ristrutturazione” dell’e-commerce della pasticceria: da dove nasce questa esigenza? Su cosa avete puntato nella nuova versione? L’esigenza di ristrutturare il nostro e-commerce è nata principalmente per condividere maggiormente in una versione semplificata le nostre creazioni con i clienti. Con la nuova versione sono stati perfezionati gli strumenti di navigazione, con l’obbiettivo di rendere il sito più scorrevole e in generale, user friendly, aggiungendo inoltre nuovi metodi di pagamento. Durante il periodo Covid, l’evasione di molti ordini ci ha dato modo di capire l’importanza dell’e-commerce, proprio per questo motivo si è iniziato a pensare all’aggiornamento del sito, che ha visto in aggiunta l’inserimento dei prodotti di pasticceria fresca. Quali sono i prodotti giusti per potenziare un e-commerce legato alla pasticceria? Il nostro obiettivo è stato quello di dare più possibilità alla nostra clientela di selezionare il metodo di acquisto/consegna più consono alle loro esigenze, condividendo le nostre torte più iconiche. La nostra immancabile torta Aurora, quella con pasta di mandorle e fragoline. E poi le brioche. Avere la possibilità di far arrivare le nostre creazioni facilmente a casa ci dà la possibilità di coccolare ancora di più i clienti affezionati che vivono a Milano. Come un e-commerce aiuta a gestire la produzione in pasticceria? Può essere un valido strumento di programmazione per chi avvia un’attività? L’e-commerce per noi rappresenta un altro negozio e come tale viene gestito, con un prodotto sempre fresco. Non si tratta di migliorare l’organizzazione, ma di ampliare l’offerta. Per cui è un’importante vetrina che ci aiuta a far conoscere sempre di più i prodotti di Pasticceria Marchesi. Ad oggi nel nostro e-commerce non sono presenti tutti i prodotti, ma l’obbiettivo è quello di aggiungere allo shop online l’intera gamma, per dare la possibilità ai nostri clienti di poter ordinare sia i prodotti più classici, come i biscotti, sia i prodotti più elaborati come le torte e in generale la pasticceria fresca.

Definiti gli sponsor delle selezioni Sca Italy

Foto Sca Italy
Foto Sca Italy
Tra luglio e dicembre si svolgeranno le competizioni che designeranno i concorrenti in gara nell’ambito delle finali italiane di Sigep 2024.

A breve prenderanno il via le selezioni italiane delle diverse discipline che fanno capo al circuito internazionale del World Coffee Events, che in questi giorni hanno visto definite le aziende vincitrici del nuovo bando indetto da Sca Italy per sei campionati, in vista delle finali italiane del prossimo Sigep in programma dal 20 al 24 gennaio 2024.

Di seguito le aziende che si sono aggiudicate le diverse categorie. 

Per le selezioni di Roasting, in cui a gennaio a Sigep ha primeggiato Roberto Breno, roaster presso  Bugan Coffee Lab, è DM Italia, che distribuisce numerosi prodotti e apparecchiature per il caffè, tra cui le tostatrici Giesen.

Per quanto riguarda Barista, Brewers cup, Latte Art e Coffee in Good Spirits ha primeggiato Alpro (nelle competizioni italiane di Latte Art dallo scorso anno è prevista una prova con l’utilizzo una bevanda vegetale) insieme a 1895 Coffee Designers by Lavazza, con i suoi caffè provenienti dalle piantagioni indipendenti e dalle cooperative certificate ricerca e seleziona nel mondo. Campione italiano Baristi si è qualificato Daniele Ricci, primo nella categoria Coffee in Good Spirits Marco Poidomani, Brewers Cup Giacomo Vannelli, Latte Art Stefano Nodari.

Per Cup Tasters supporterà le selezioni Agro.Ge.Pa.Ciok, salone Internazionale della gelateria, pasticceria, cioccolateria, caffetteria e dell’artigianato agroalimentare di Lecce, in collaborazione con la scuola di formazione professionale per il mondo horeca Barista&. Un’ulteriore tappa per la selezione Cup Tasters è in via di definizione. 

Le finali mondiali 2023 dei campionati Barista, Brewers Cup, Cup Tasters e Cezve/Ibrik (quest’ultima non vedrà gareggiare alcun italiano) si svolgeranno a breve ad Atene, Grecia, tra il 22 e il 24 giugno nell’ambito di Athens Metropolitan Expo.

Quelle delle categorie Latte Art, Coffee in Good Spirits e Roasting sono in programma a Taipei, Taiwan tra il 17 e il 20 novembre nell’ambito del Taipei International Coffee Show.

Le selezioni nazionali in vista della finale riminese del gennaio 2024 avranno luogo da luglio a dicembre 2023 e le iscrizioni saranno aperte a breve. Come di consueto, sarà possibile iscriversi sul sito di Sca Italy tramite un link che sarà presto disponibile: tenere d’occhio il sito e i profili social poiché i posti sono limitati. 

Le finali, invece, si svolgeranno nel 2024 e vedranno i concorrenti suddivisi per le 6 discipline che si sfideranno per portare a casa il titolo nazionale, il tutto davanti ad una giuria composta da giudici nazionali e internazionali, esperti degustatori. 

Schär Foodservice lancia l’Expo Banco, l’espositore di snack gluten-free per il fuori casa

Schär Foodservice Expo Biscotti_Print_ambient
È dedicato ai locali che vogliono offrire snack snza glutine il nuovo espositore di Schär Foodservice. Pratico, realizzato in cartoncino e dal design compatto, è pre-riempito con le barrette Cereal Bar e i Choco Chip Cookies

Schär Foodservice, la divisione dedicata al canale Ho.re.ca. del Gruppo Dr. Schär, lancia un nuovo materiale espositivo per i professionisti dell’out-of-home che vogliono offrire snack gluten-free: un display in cartoncino compatto pre-riempito con 25 barrette Cereal Bar e 30 Choco Chip Cookies.

Le diagnosi di celiachia sono in costante crescita e aiutare a soddisfare le necessità del target celiaco, dei sensibili al glutine e di chiunque soffra di altri disturbi glutine correlati può essere differenziante per i professionisti del settore.

LExpo Banco Cereal Bar & Choco Chip Cookies è pensato proprio per garantire agli esercenti del fuori casa il meglio dell’offerta senza glutine con un formato comodo e dal minimo ingombro, data la compattezza del cartone montato che contiene ben 55 prodotti.

ExpoBiscottiI pratici e sicuri prodotti monoporzione all’interno dell’Expo - che ha scadenza a 9 mesi - sono stati selezionati da Schär Foodservice pensando alle diverse esigenze di consumo:

  • le fragranti barrette al müsli Cereal Bar da 25 g, sono perfette per una ricarica di benessere grazie alla presenza di vitamine e fibre. Preparate con miele di primissima qualità sono senza glutine e senza frumento, e costituiscono il break ideale per chi cerca uno snack salutare ed energetico.
  • I Choco Chip Cookies, con 2 pezzi a confezione, sono golosi biscotti ispirati alla tradizione americana con il 12% di gocce di cioccolato fondente. Senza glutine, senza frumento e senza lattosio rappresentano la pausa perfetta per la clientela che cerca un momento stuzzicante e appagante per il palato.

Il brand Schär, ben visibile sull’espositore, è rassicurante anche per i numerosi turisti stranieri in Italia, grazie alla conoscenza del marchio a livello internazionale, sinonimo di sicurezza e affidabilità.

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Da Maxibon all’Antica Gelateria del Corso: le novità per l’estate di Froneri

Froneri Maxibon di Croccante Biscotto
Da Maxibon in formato cono al Nuii alla nocciola italiana, dal nuovo gusto di Coppa del Nonno a Pirulo Kaktus fino alla crema croccante di Antica gelateria del Corso. Le novità che fanno più ricca la proposta di gelati confezionati per il bar

Nuovi gusti per Nuii, Maxibon, che si presenta anche in un inedito formato, e Coppa del Nonno. E, ancora, la proposta Pirulo a base di frutta e l’instant classic firmato Antica Gelateria del Corso. È nel segno dell’innovazione l’estate di Froneri, secondo player mondiale di gelati confezionati, nato dalla joint venture tra Nestlé e R&R Ice Cream, che ha ampliato la sua offerta con diversi nuovi prodotti pensati per fare più ricca la proposta del canale out of home.

La rassegna si apre con la nuova referenza Nuii, Nuii Cioccolato al latte e Nocciole tostate italiane, che rende omaggio al gusto italiano: l’ingrediente caratterizzante, la nocciola, è tutta italiana e rappresenta uno dei vanti della nostra agricoltura. La nuove versione del gelato a stecco è realizzata con cremoso gelato alla nocciola, impreziosito con variegatura di salsa alle nocciole e ricoperto di cioccolato al latte con granella di nocciole tostate e pezzetti di wafer.

Maxibon ora anche cono

Ad arricchirsi è anche la proposta Maxibon, con Maxibon Choco Brownie, un cremoso gelato al gusto panna, racchiuso in biscotti brownie, e con una croccante copertura al cacao con granella di biscotti.

Ma non solo, perché l’iconico gelato campione di vendite nel segmento sandwich in Italia ora fa il suo ingresso nel segmento coni con Maxibon Cono di Croccante Biscotto, in tre varianti: Vaniglia&Caramello, Nocciola, Pistacchio e Gusto Panna, tutte caratterizzate dalla particolarità del cono, preparato con croccante biscotto e dalla consistenza unica.

Le novità di Coppa del Nonno e Pirulo

Mentre per Coppa del Nonno la novità è l’edizione speciale Macchiato al Caramello, dove la tradizionale ricetta del cremoso gelato al caffè e alla panna incontra la dolcezza del caramello, ingrediente della salsa della variegatura e che ne costituisce anche la decorazione, in questo caso con i pezzetti ricoperti di cioccolato.

Ai clienti che amano le pause leggere a base di frutta è dedicata la nuova referenza Pirulo: Pirulo Kaktus, che nasce dalla fresca combinazione di ghiacciolo al limone e alla fragola e sorbetto all'arancia, con una croccante copertura impreziosita da pezzetti di fragola e inclusioni frizzanti.

La crema croccante di Antica Gelateria

Chiude la rassegna dell novità Froneri l'instant classic a marchio Antica Gelateria del Corso. Si tratta della Crema croccante della nonna, con la quale il brand interpreta in versione gelato uno dei dolci più amati della tradizione italiana. È composto da cremoso gelato al gusto di crema al limone, pezzetti di pan di Spagna e croccanti pezzetti di mandorle caramellate.

Consorzio per la Tutela del Lievito Madre da Rinfresco: arriva la certificazione per i laboratori

Al via audit aziendali in collaborazione con A.l.s. Italia. Anna Sartori, presidente del Consorzio: «L'obiettivo è garantire il giusto rapporto qualità prezzo»

Audit aziendali per certificare il sistema di lavorazione di chi usa il lievito madre fresco: è questo l'obiettivo del Consorzio per la Tutela del Lievito Madre da Rinfresco. In collaborazione con A.l.s. Italia, si sta lavorando a un programma che coinvolgerà 15 aziende guidate da alcuni dei migliori maestri della lievitazione e della pasticceria italiana. L’obiettivo è tutelare la qualità, custodire un patrimonio immateriale della tradizione artigiana, ma anche sensibilizzare il consumatore a una scelta consapevole.

Gli obiettivi del Consorzio

Il Consorzio per la Tutela del Lievito Madre da Rinfresco è una novità nel mondo dalla panificazione, della pasticceria e della ristorazione. Costituitosi nell’agosto 2022, il Consorzio per la Tutela del Lievito Madre da Rinfresco con la collaborazione dell'ente accreditato A.l.s. Italia, è al lavoro per la definizione di una certificazione di un sistema, ivi compreso Haccp, di know-how e di prodotto di tutte le aziende che hanno sottoposto la propria candidatura. La certificazione garantisce l’ammissione, controlla metodi, prodotti e informazioni,definendone precisi parametri qualitativi. Nelle parole della presidente Anna Sartori, il Consorzio «nasce per garantire la continuità di un complesso metodo di trasformazione artigianale patrimonio dell’umanità che rischia di essere soppiantato da sistemi produttivi standardizzati tipici dell’industria. Abbiamo redatto una Carta dei Valori e un Disciplinare di produzione per dare sostegno alle imprese del settore e per tutelare i consumatori nella scelta dei prodotti attraverso progetti di informazione destinati a fare chiarezza tra metodi di lievitazione diversi».

Le aziende coinvolte negli audit

Le prime aziende candidate al processo di verifica per l’ottenimento della certificazione sono 15, tutte socie del Consorzio, distribuite in tutto il territorio nazionale e guidate da alcuni dei migliori maestri della lievitazione e della pasticceria italiana. Si va da Anna Sartori a Salvatore De Riso, passando per Mario Bacilieri, Grazia Mazzali, Antonio Follador, Luca Diana, Fabio Ciriaci, Renato Bosco, Daniele Lorenzetti e Denis Dianin, Ivo Corsini, Paolo Sacchetti, Angelo Di Masso, Giuseppe Pepe e Carmen Vecchione. Al momento, il Consorzio riunisce imprese (e non persone fisiche) italiane. L'obiettivo è coinvolgere anche realtà internazionali.

L'intervista ad Anna Sartori

Anna Sartori, da dove nasce l'idea di questo programma di audit aziendali? Il Consorzio ha l'obiettivo di tutelare, che significa verificare, valutare e sorvegliare ed eventualmente sanzionare gli illeciti. La tutela non può esserci senza certificazione. Il nostro programma si articola in quattro livelli. Il primo è aziendale. Abbiamo verificato i requisiti minimi di legge: Haaccp, tracciabilità, informazioni, metodo di gestione del lievito, lievitisti, elenco di prodotti che si vogliono inserire nel consorzio, elenco degli ingredienti e prodotti non ammessi. La verifica ha permesso un momento di riflessione e crescita aziendale per tutti, a prescindere dalla lievitazione. Ciò che arriva al Consorzio non è un report sulle eventuali conformità, ma solo l'eventuale periodo di transizione in cui sistemare ciò che non va. Quali sono gli altri livelli? Gli audit successivi certificheranno le competenze dei lievitisti. Poi sarà la volta della certificazione di prodotto, che servirà in parte per portare più in alto il livello qualitativo delle aziende consorziate, andando a distinguerci dai prodotti industriali. Noi lavoriamo solo prodotti artigianali. Sorvegliare gli illeciti è doveroso. Poi saranno certificate le informazioni, che devono essere precise e veritiere. Per questo ci siamo avvicinati alla blockchain, per fornire ai clienti delle aziende del consorzio informazioni garantite e certificate. In base a quali criteri avete selezionato le prime aziende per gli audit? Tutti i soci garanti del Consorzio hanno deciso di sottoporsi agli audit. Hanno voluto sperimentare il processo in prima persona. Partiamo da una normativa volontaria, anche se il rischio è quello di essere troppo permissivi o troppo restrittivi, ma a guidarci è il rigore. Qual è la ricaduta economica della scelta del lievito madre da rinfresco in un'azienda dedita all'arte bianca? L'obiettivo delle certificazioni è garantire il giusto rapporto qualità prezzo, cosa che oggi non accade. Siccome il lievitato non viene ben identificato sul mercato, il rischio è di non dare il giusto valore al non percepito. C'è un valore nutrizionale dato dal lievito madre da rinfresco che arricchisce i prodotti che usano questo ingrediente. Il professor Marco Gobetti, preside della Libera Università di Bolzano, ha tenuto una lezione magistrale nel consorzio, in cui ha spiegato che ci sono prove scientifiche a dimostrazione del contributo nutrizionale dato dal lievito madre ai prodotti. Ad esempio, può abbassare l'indice glicemico del pane. Tutto ciò non è percepito sul consumatore perché non è educato a queste nozioni. Quindi il lavoro iniziato avrà effetti sul lungo periodo. Bisogna differenziarsi da quei prodotti, venduti allo stesso prezzo, ma fatti in modo diverso. È un modo per essere maggiormente competitivi.

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