Home Blog Pagina 172

Ginepro, agrumi e luppolo: così nasce Theresianer Gin

Theresianer Gin
Tra le eccellenze del panorama brassicolo italiano, Theresianer ha creato un gin dalla marcata ricchezza sensoriale, ideale per la miscelazione. Che ha tra le botaniche l'ingrediente tipico della birra. il luppolo

Rinomata per la qualità delle sue birre, Theresianer da qualche tempo ha inserito nella sua produzione anche un gin, il Theresianer Gin. Un prodotto con il quale l'azienda veneta ha voluto portare nel mondo gin la sua consolidata esperienza birraia per offrire una nuova e originale esperienza di gusto del distillato. Non a caso la formula di questo distilled gin (alc 40% in vol) include tra le botaniche l’ingrediente tipico e indispensabile della birra: il luppolo.

Il segreto è nel luppolo

La ricetta esclusiva di Theresianer Gin è stata messa a punto dopo una lunga ricerca e un’accurata selezione di tutti gli ingredienti, a partire dalla base, un alcol da cereali italiano di alta qualità e pulizia. Ingredienti sottoposti a un processo di lavorazione che prevede la distillazione separata del ginepro, mentre le altre botaniche vengono infuse singolarmente per estrarre solo il meglio di ciascun profilo aromatico.

Andando un po’ più nel dettaglio delle botaniche, vi troviamo le bacche di ginepro, le cui bacche rilasciano un piacevole aroma di pino e rosmarino, “sentori della terra”, chiodi di garofano e un vivace aroma citrico. Il luppolo, scelto per le sue note aromatiche, in particolare la nota amara, che dona lunghezza e freschezza, e quelle agrumate e floreali. Le scorze di mandarino essiccate, che regalano una delicata nota dolce e caramellata, che va a bilanciare il profilo agrumato. Il pompelmo, che porta la sua nota agrumata delicata e non invasiva. Infine, il cardamomo, che conferisce un sapore forte, resinoso e leggermente rinfrescante, oltre al caratteristico speziato dolce.

Ideale per la mixology

Dal loro sapiente incontro prende vita un gin che si caratterizza al naso per le intense note agrumate ben amalgamate all’aroma dei luppoli. Al palato sono invece le note speziate resinose e fresche a dominare, grazie sempre al contributo dei luppoli, contornate da spiccate note floreali, il tutto in un perfetto equilibrio che contribuisce al profilo raffinato di questo distillato.

Elegante e raffinato, Theresianer Gin si presta molto bene alla miscelazione, a partire dai grandi classici, per continuare con loro originali interpretazioni e arrivare a nuove creazioni, come si può vedere nel ricettario preparato dall’azienda e disponibile sul suo sito. Tra i primi, solo per fare qualche esempio, oltre al Gin&Tonic, si presta bene anche per il Martini Cocktail, e alla perfezione per il Clover Club, elegante all day cocktail, dove le note resinose di Gin Theresianer incontrano i sentori di bosco del lampone unendosi in una raffinata sinergia, il succo di limone porta equilibrio e freschezza e l’albume cremosità.

Un pack elegante

A custodire il prodotto una bottiglia (formato 75 cl) elegante nel suo gioco di trasparenze, che reca sulla superfice gli stilemi che rimandano al mondo Theresianer: con l’iconografico faro in primo piano che rimanda all’ambiente portuale, la mappa dell’antico borgo Teresiano di Trieste, dove è nata l’Antica Birreria Theresianer nel 1766, e i luppoli.

La ricetta

Clover Club


Ingredienti:
45 ml Theresianer Gin, 30 ml succo di limone fresco, 15 ml sciroppo di lampone, 0,5 albume
Preparazione:
shake and strain
Guarnizione:
lamponi freschi
Bicchiere:
coppetta

 

Nuova grafica per Beer & Food Attraction della Fiera di Rimini

La nuova grafica di Francesco Poroli per Beer & Food Attraction e BBTech Expo 2024 di Fiera di Rimini
Birre, bevande e foodservice, insieme a una serie di eventi di settore, saranno presenti a Beer & Food Attraction e a BBTech Expo nei moderni padiglioni di Fiera di Rimini.

Organiìzzata da Italian Exibition Group alla Fiera di Rimini la nona edizione di Beer & Food Attraction (da domenica 18 a martedì 20 febbraio 2024) ha rinnovato la linea grafica che porta la firma dell'illustratore e art director di livello internazionale Francesco Poroli.

Nonsolo birre ma anche bevande, food e tendenze per l'eating out: Beer & Food Attraction si conferma essere tra i principali saloni europei del settore, in contemporanea con BBTech Expo, la fiera professionale delle tecnologie e materie prime per la produzione e l'imbottigliamento di birra e bevade.

«L’idea che c’è nelle immagini disegnate per Beer&Food Attraction e BBTech Expo è quella di provare a raccontare il mondo che sta dietro a questo settore - spiega l'art director Francesco Poroli - e per farlo sono partito dalle persone, sia quelle che vivono l’esperienza finale del processo sia quelle che del processo sono parte. I gesti e gli strumenti che scandiscono le fasi della lavorazione e quelli della convivialità, dove il risultato diventa evidente e condiviso. Questo anche per ricordare che dietro ogni attimo in cui stiamo bene insieme c’è un lavoro su noi stessi, su chi scegliamo di avere a fianco e su quello che mettiamo al centro della tavola, che rende perfetti i momenti che decidiamo di condividere».

Il designer Francesco Poroli

Beerv & Food Attraction non è solo una mostra di prodotti. E' anche una serie di incontri ed eventi a tutto campo che riguardano tutti gli operatori di settore, dalle aziende foodservice alle istituzioni, dalle associazioni di personale ai servizi come gli editori trade, compresa la la casa editrice Tecniche Nuove con il proprio stand all'ingresso principale della fiera comprendente le testate Bargiornale, Dolcegiornale, Ristoranti, MarkUp e GdoWeek.

Per l'edizione 2024 sono previste 5 arene dedicate ad altrettanti eventi con dimostrazioni, degustazioni e incontri B2B, come la 12.a International Horeca Meeting di Italgrob (l'associazione dei distributori di bevande), i Campionati di Cucina Italiana della Fic (Federazione italiana cuochi) e la 2.a edizione di Mixology Circus dedicato alla miscelazione dei cocktail a cura del developper e mixologist Samuele Ambrosi. Ma anche il concorso di UnionBirrai per La Birra dell'Anno e l'evento di presentazione delle attività de Le Donne Della Birra.

 

 

Nat Tea e Nat Tea Stick Collection, le nuove gamme premium di Natfood

Natfood Nat Tea Foto
Ricche, varie e a base di materie prime di altissima qualità le nuove collezioni di tè, infusi e tisane firmate dell’azienda di Scandiano

Con l’arrivo dell’autunno arrivano anche due calde novità firmate Natfood. Si tratta di Nat Tea e di Nat Tea Stick Collection, due gamme premium di tè e tisane. Due categorie di prodotto ad alta crescita nel mercato delle bevande, molto gradite da un pubblico sempre più ampio di consumatori, in ogni fascia di età, in quanto ne incontra le esigenze di salute e benessere. Prodotti che presentano un alto potenziale di vendita per i locali: da qui la scelta dell’azienda di Scandiano (Reggio Emilia) di investire per mettere a disposizione del settore un’offerta ancora più ampia e diversificata.

E molto ampia e diversificata è infatti la gamma di referenze Nat Tea, che comprende ben 14 tè, dai neri dal gusto pieno e deciso ai verdi morbidi e profumati, dal tè rosso ricco di antiossidanti al deteinato, 2 infusi e 6 tisane dai gusti ricercati e innovativi. Tra i tè da segnalare, in particolare, il Tè Verde Sencha Kombucha, composto dal 93% di tè verde Sencha e dal 5% di Kombucha in polvere, naturalmente zuccherata, e il Tè Nero China Rose, tè nero cinese con veri petali di rosa.

Molto varia anche l’offerta di tisane, che comprende la Tisana dell’Amore, dove il tè rosso sposa il gusto piccante dello zenzero, la Tisana della Felicità, con frutta esotica e note di vaniglia, la Tisana Erbe Naturali, con sentori di ananas e citronella, la Tisana Vitalizzante, con papaya candita e bacche di Goji, la Tisana ai Frutti Rossi, con bacche di sambuco e fiori di ibisco, e la Tisana Dopopasto. Mentre per gli infusi sono disponibili le due referenze Infusi di Finocchio e di Camomilla.

Le referenze sono proposte in filtro piramidale, saldato con tecnologia a ultrasuoni, senza metallo e senza colla, perfettamente biodegradabile, racchiuso in graziose piramidi di cartoncino. Ad accompagnare la gamma, poi, le colorate tazze-teiere per il servizio.

La collezione per un'esperienza gourmet

Otto invece le referenze di tè che compongono la Nat Tea Stick Collection, creata da Natfood per i locali che vogliono offrire ai loro clienti un’esperienza gourmet. Rigorosamente in foglia, con ingredienti di alta qualità, le referenze sono custodite in astucci tridimensionali di alluminio alimentare dotati di 450 fori studiati per garantire una perfetta infusione. Lo stick può essere utilizzato in sostituzione del cucchiaino e facilmente svuotato per il riciclato nell’alluminio.

Ne fanno parte Earl Grey, impreziosito da vero bergamotto di Calabria che lo rende morbido ed equilibrato; Keemun, un pregiato tè nero proveniente dalla provincia cinese di Anhui, e dal gusto rinfrescante, grazie agli aromi agrumati, fruttati, speziati con note di miele e legno; Tè Nero & Liquirizia, dove la forza del tè nero Assam incontra le note dolci e mediterranee della liquirizia di Calabria Dop; Gunpowder,  un tè verde proveniente dalla provincia cinese di Zhejiang, dal sapore delicato e caratterizzato da aromi floreali e di miele chiaro; Tè Verde e Menta, ovvero tè verde arricchito con menta piperita nera di Pancalieri, tra le migliori varietà al mondo per il suo gusto molto gradevole, il profumo finissimo e l’aroma intenso; Canarino, una classica tisana di limone e salvia dalle proprietà digestive. Karkadè, ottenuto dai fiori dell’Ibisco rosso, dalle proprietà antinfiammatorie e depurative, arricchito con pezzetti di arancia di Sicilia, che aggiungono un apporto di vitamina C e di antiossidanti, e privo di caffeina; Tè Rooibos, un infuso ottenuto dalle foglie dell’omonimo arbusto africano, privo di caffeina e ricco di antiossidanti, minerali e vitamina C, tonificante e rilassante.

Anche in questo caso la collezione è stata arricchita da Natfood con materiale di servizio, come il cofanetto in cartone per il servizio al tavolo e le tazze in vetro in stile contemporaneo con decori colorati.

Francesca Casci Ceccati: «Voglio trasformare la pizza al formaggio marchigiana nel nuovo panettone»

La founder di Pandefrà spiega come trasformare un prodotto regionale in un "rivale" del panettone

Pandefrà, forno di Senigallia 3 Pani Gambero Rosso, da qualche tempo sforna la pizza al formaggio marchigiana, un panettone gastronomico pensato per destagionalizzare il classico prodotto dolce. Lo si può trovare in panificio da ottobre fino a maggio. Nel nuovo store, aperto la scorsa stagione nel cuore della città di Senigallia, la fondatrice Francesca Casci Ceccati propone la pizza al formaggio in purezza o in versione toast ad ogni pasto della giornata. Dalla colazione alla merenda o accompagnato da un bicchiere di vino, l'obiettivo è slegarlo dall'usanza di consumarlo soltanto a Pasqua. A rendere inimitabile il lievitato salato di Pandefrà sono la ricetta autentica e casereccia e gli ingredienti altamente selezionati: il lievito madre, il Parmigiano Reggiano e il pecorino romano.

Cos'è la pizza con il formaggio

La Pizza con il formaggio, oggi riconosciuto PAT (Prodotto Agricolo Tradizionale), è il prodotto protagonista della Pasqua tipico del Centro Italia, principalmente di Marche, Umbria e Lazio. L’origine di questo lievitato marchigiano è medievale. La storia racconta che furono le monache di Santa Maria Maddalena di Serra de' Conti, paese della provincia di Ancona, a idearne la ricetta. Inizialmente nata come torta salata, a base di un impasto di farina, formaggio, uova, olio e pepe, strutto, nel corso degli anni ha assunto le caratteristiche odierne, ovvero quelle di un panettone gastronomico. Da tradizione, la pizza con il formaggio è la protagonista della colazione pasquale insieme a uova sode, ciauscolo, salumi, frittata con la mentuccia e tante altre golose e tipiche pietanze.

“Always pizza con il formaggio. Everywhere”

È questo lo slogan con cui Francesca Casci Ceccati di Pandefrà lancia una proposta anticonformista: far consumare la pizza al formaggio tutto l'anno, in ogni punto d'Italia. Legatissima alla ricetta, ha vinto la sfida per trovare la ricetta giusta che rendesse il prodotto leggero, ma senza snaturarne il sapore. Il risultato di questa ricetta è una versione della pizza con il formaggio marchigiana autentica e casereccia, che si contraddistingue grazie all’aggiunta del lievito madre e di cubetti di pecorino romano aggiunti all’impasto prima di infornarlo. Grazie a loro si forma la tradizionale crosta di formaggio all’esterno e un’alveolatura con cavità consistenti, dovute all’abbondante presenza di formaggio sciolto.

L'intervista a Francesca Casci Ceccati

Destagionalizzare: la parola chiave ormai quando si parla di panettone. Tu lo hai fatto con pizza al formaggio, un panettone gastronomico. Quali pensi possono essere le strade per mettere in pratica la destagionalizzazione del panettone?

Per me destagionalizzare va di pari passo con il rendere un prodotto locale patrimonio di tutti. La strada è l’artigianalità, sempre e comunque. Il rispetto della qualità delle materie prime e dei processi, la competenza e l’intelligenza di chi mette le mani in pasta. Il panettone è il test con cui ogni professionista si misura e si assume il rischio di una ricetta difficilissima, mettendo in discussione tutta la sua tecnica e tutta la sua conoscenza. Rendere un prodotto così complesso come un grande lievitato disponibile tutto l’anno è una grande opportunità. Ma bisogna fare attenzione perché questi processi a volte rischiano di abbassare la qualità dei prodotti. Noi non vogliamo arrivare a quel punto con il nostro progetto. L’obiettivo è raccontare a tutti l’artigianalità che c’è dietro a questo prodotto diffuso solo in una specifica area d’Italia, un prodotto così buono che merita di essere conosciuto e attualizzato in modo che le persone con tradizioni differenti possano riconoscerne e percepirne il valore.

Ci puoi fare un esempio?

Un esempio è proprio il panettone natalizio. All’inizio erano solo i pasticceri a produrlo nei mesi estivi. Ma questa tendenza è stata cavalcata in breve anche dalla grande distribuzione e dall’industria. Oggi c’è una iperproduzione di panettone durante tutti i dodici mesi. Ma, ahimè, questa non genera valore al settore dei panificatori e dei pasticceri. Quelli in commercio non sono prodotti realizzati con ingredienti di filiera o di alta qualità. In questo caso la possibilità di mangiare un panettone tutto l’anno ha generato più consumo e iperproduzione, ma si è perso il focus sull’artigianalità. Quello che vogliamo fare con la pizza al formaggio è da un lato promuoverla e farla conoscere a tutti quelli che non l’hanno mai assaggiata. Dall’altro, trasformare la pizza nel simbolo dell’amore che provo nei confronti della mia terra di origine, Senigallia. Per farlo ho lavorato sulla ricetta originale: così ho ottenuto un prodotto comprensibile a tutti.

Qual è il futuro e i trend che caratterizzeranno il panettone gastronomico?

Più che sul panettone gastronomico, mi concentrerei sul futuro e i trend che caratterizzano la pizza al formaggio marchigiana. Io sogno che questa possa raggiungere, se non addirittura sostituire, il panettone. Inoltre, spero che possa trasformarsi per altri luoghi, regioni e identità territoriali in un prodotto che si evolve e si adatta. Ad esempio, attraverso l’utilizzo di formaggi tipici. Immagino possa diventare un lievitato salato che metta in luce le abilità tecniche del panificatore e dell’artigiano che lo produce, ma anche le tipicità culinarie di una specifica zona territoriale. L’operazione di esportarlo fuori dalle Marche e di produrlo lungo tutto l’arco dell’anno ha come grande sogno quello di farlo diventare il nuovo prodotto dell’arte bianca che si lega ai territori in altri territori, attraverso la scelta di materie prime e di produttori che esprimono il paesaggio italiano. I trend e gli utilizzi legati a questo prodotto possono essere molteplici. È perfetto ad ogni pasto della giornata, dalla colazione all’aperitivo, in versione tramezzino o toast, abbinato con salame e formaggi, la maionese e il tonno, e con un bicchiere di vino.

Cosa si aspetta il consumatore da un buon panettone (dolce o salato che sia)?

Oggi, sempre più, noto una mancata percezione del valore reale di questo lievitato. Il consumatore si aspetta un prodotto umido, che duri mesi, che costi relativamente poco oppure eccessivamente (proprio a causa della tendenza in atto legata al panettone artigianale). Noi, contrariamente alle aspettative, stiamo cercando di rimanere legati al processo di panificazione naturale della tradizione. Il tempo di conservazione dei nostri prodotti rimane limitato. Uilizziamo il lievito madre, cercando di rimanere saldi sulle aspettative che il cliente “deve” avere. Il nostro valore aggiunto è produrre un prodotto sano, buono e senza conservanti chimici. La pizza con il formaggio di Pandefrà si può trovare presso il nuovo store in via Gherardi 65 a Senigallia, nei mesi da ottobre a maggio. Inoltre, è possibile ordinarla anche sullo shop online. Il mese di ottobre lo store in centro storico sarà aperto fino alle ore 15:00.

Generous Gin e Island Signature le nuove esclusive di Mixer

generous gin Mixer
L'azienda bolognese è il nuovo distributore della gamma di gin super premium Generous e della collezione di rum Isla Signature, entrambi prodotti da Ôdevie, ora acquisita dal gruppo francese La Martiniquaise Bardinet proprietario anche di Mixer

Si arricchisce il portafoglio spirit distribuito in esclusiva da Mixer. I nuovi ingressi sono la gamma Generous Gin e i rum della selezione Island Signature, entrambi prodotti da Ôdevie Creative Spirits di recente acquisita dal gruppo francese La Martiniquaise Bardinet, tra le principali realtà mondiali di spirit e casa madre anche dell’azienda bolognese.

Già presente in Italia, Generous è un gin francese artigianale super premium prodotto nella regione del Cognac. La gamma conta quattro referenze, tutte a base di botaniche selezionate, alcune lavorate solo per infusione altre distillate, ma sempre e solo con tecniche tradizionali, e custodite in un’elegante quanto originale bottiglia da 70 cl in opalina bianca con decorazioni che raffigurano alcune delle principali botaniche di ogni prodotto, di diverso colore per ognuna, colore che poi si trova anche nell’etichetta e nel pack.

La linea comprende il fresco e aromatico Generous Gin Original (alc 44% in vol), preparato con ginepro, mandarino e altri agrumi, peperoncino, gelsomino e fiori di sambuco, che si caratterizza per il ricco bouquet aromatico, dove le note di agrumi e spezie che mette in risalto la freschezza del ginepro, accompagnate da dolci note floreali.

Organic (alc 44% in vol), un gin 100% bio che ha tra le sue botaniche ginepro, agrumi, mandarino, peperoncino, combava (un agrume originario dell’Asia) e coriandolo. Fresco e raffinato, con leggeri sentori di ginepro, ammorbiditi da note di limone al naso, al palato è esplosivo al palato, con le note di ginepro che fanno da sottofondo a un inizio speziato dominato dal coriandolo, cui seguono le note agrumate del combava per un finale lungo, fresco e aromatico.

La rassegna della gamma prosegue con il seducente Purple (alc 44% in vol), un gin innovativo: la sua ricetta segreta è stata una delle prime a contenere i polifenoli e gli antociani dell'uva. I primi sono le molecole che compongono i tannini del vino, mentre gli antociani sono degli antiossidanti che apportano la consistenza e il colore del vino rosso. Dal colore rubino brillante, si caratterizza per i perfetto equilibrio tra la freschezza delle note pompelmo rosa e quelle speziate di pepe di Timut con la tipica aromaticità del ginepro e l'originale sensazione di struttura conferita dagli antociani.

Infine, Generous Gin Azur (alc 40% in vol), un distillato fresco, sofisticato e floreale ispirato ai profumi e ai cieli azzurri della Costa Azzurra. Potente, strutturato e particolarmente aromatico, unisce alla complessità una dolcezza equilibrata, grazie al piacevole incontro tra le note di viola, di basilico e di agrumi mediterranei, il tutto sostenuto dalla delicata base di ginepro.

Un viaggio nei territori del rum

Non meno ricca la collezione Island Signature, una raccolta di rum da alcuni più pregiati territori di produzione. Per ognuno dei territori vengono miscelati, dai sapienti master blender francesi, distillati provenienti da diverse distillerie e con diversi invecchiamenti, poi lasciati affinare in botti custodite in Francia.

Fanno parte della collezione Terra Madre (alc 40% in vol), omaggio alla Madre Natura e alta espressione dell’eccellenza dei rum del Guatemala, regione ideale per la coltivazione della canna da zucchero, grazie al suo clima e al terreno vulcanico. Risultato di un blend di rum invecchiati in botti di rovere in cantine ad alta quota, processo che conferisce un gusto delicato ed equilibrato, ha una struttura corposa, ed è morbido ed elegante, con le sue note di pepe grigio, bacche rosa e accenti di boccioli di sambuco.

Yellow Snake (alc 40% in vol) è un Amber rum tipico della Giamaica. Nasce dalla miscelazione di distillati di diverse distillerie e ottenuti tutti e solo da melassa e senza zuccheri aggiunti. Fruttato e speziato, le note di banana, guava, mango unite a spezie aromatiche tropicali sono il segno distintivo dei rum dell’isola.

Ottenuto da una miscela di succo di canna e melassa, ma anche di zuccheri locali invecchiati, Turquoise Bay (alc 40% in vol) invece riunisce le diverse produzioni di Mauritius. Dorato, con sottili sfumature di mogano, è pieno e suadente con ricordi di pasticceria e sfumature di tabacco Virginia.

Chiude la collezione Anacaona (alc 40% in vol), rum che rende omaggio ad Anacaona, la regina dei taíno dell’isola di Hispaniola, diventata simbolo della bellezza della donna caraibica, che a inizio Cinquecento guidò la rivolta del suo popolo contro i conquistatori spagnoli. Frutto dell’assemblaggio di giovani rum di melassa, e senza zucchero aggiunto, esprime la raffinatezza e la delicatezza degli spirit di Santo Domingo.

La sferificazione a portata di tutti i locali con Dropology di Foodness

Foodness Dropology
Un'innovativa macchina per la sferificazione di qualsiasi bevanda è la principale novità dell'azienda dei free from. Che arricchisce anche la sua linea di bevande in capsula con due gusti di tendenza

Un’innovativa macchina per la sferificazione e l’ampliamento della gamma di bevande. Sono le novità in rampa di lancio, saranno disponibili dal prossimo 9 ottobre, di Foodness.

La prima di chiama Dropology ed è un’attrezzatura progettata per realizzare piccole perle liquide, le drop, da utilizzare per guarnire e decorare cocktail, creme fredde, appetizer, dessert e molto altro ancora. La macchina è in grado di sferificare qualsiasi tipo di bevanda, alcolici, superalcolici, bevande, anche gassate, caffè, o sciroppi, come quelli creati dall’azienda d Curtatone (Mantova) e forniti insieme al sistema, disponibili nei 6 gusti amarena, arancia, menta, rosmarino, rosa e menta. Sfere che una volta in bocca non lasciano alcun residuo, ma rilasciano l’aroma e il gusto della bevanda impreziosendo anche sotto il profilo organolettico, oltre che estetico, la preparazione servita.

Il nuovo sistema è stato pensato per trasformare la sferificazione, una tecnica di cucina molecolare lunga e complessa da realizzare e solitamente eseguita a mano, in un’operazione molto semplice e veloce, permettendo di produrre centinaia di sfere in pochi minuti.

E anche scenografica: grazie alle sue dimensioni compatte, 22 x 30 x 6 cm, Dropology si può comodamente posizionare anche sul bancone, dando vita a un vero e proprio “live show”, grazie al vortice di drop colorate che attira l’attenzione del cliente. Viene proposta in un kit che contiene tutto il necessario per il funzionamento della macchina, includendo anche la linea di sciroppi e le confezioni di alginato di sodio e lattato di calcio, i due sali alimentari che, sciolti nel liquido da sferificare, formano la bolla che racchiude la bevanda.

Nuove bevande per palati esigenti

Altre novità targate Foodness sono la Bevanda al Pistacchio e il Caffè al gusto di Caramello Salato, che vanno ad arricchire la gamma di bevande in capsula con due gusti di forte tendenza. La prima è una bevanda preparata con vera pasta di pistacchi per restituire tutto il gusto del frutto che va a combinarsi alla cremosità della bevanda per un’esperienza di gusto di alto livello e perfetta per la stagione autunnale e invernale.

A tutta golosità il Caffè al gusto di Caramello Salato, dove l'aroma ricco del caffè si fonde con la dolcezza del caramello salato, creando una bevanda pensata per conquistare alche i palati più esigenti e curiosi.

Senza glutine e senza lattosio, le nuove bevande sono disponibili in box da 50 capsule e si preparano con Baretto Professional, l’erogatore dalle dimensioni compatte di Foodness, in grado di erogare bevande in capsula Professional o in capsula Keurig, anche contemporaneamente.

Le tre novità saranno presentate ufficialmente dall’azienda a Host (Pad 18, stand D68 E67), in programma a Milano dal 13 al 17 ottobre (leggi Appuntamento a Host per il mondo horeca).

Da illy il primo caffè da agricoltura rigenerativa certificato regenagri

illy Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro
Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro è il frutto di una ricerca condotta al fine di trovare una soluzione agli effetti del cambiamento climatico.

In occasione della Giornata Internazionale del Caffè, illycaffè (che nella sostenibilità è un importante riferimento anche per l’horeca) ha presentato il caffè proveniente da agricoltura rigenerativa, Arabica Selection Brasile Cerrado Mineiro, che per primo ha meritato la certificazione regenagri, un programma internazionale di agricoltura rigenerativa il cui obiettivo è garantire la salute della terra e il benessere di chi la abita.

Questo caffè che in tazza offre sfumature di gusto di caramello e frutta secca, è disponibile in barattoli da 250 gr ed è «il frutto della relazione che abbiamo costruito negli anni con i produttori di caffè e con la Federazione dei Produttori del Cerrado Mineiro, con i quali abbiamo condiviso l’urgenza di trovare una soluzione agli effetti del cambio climatico - ha commentato Cristina Scocchia, AD di illycaffè – Consapevoli che questa sfida si può vincere solo unendo le forze abbiamo identificato le migliori tecniche di adattamento, mitigazione e rigenerazione dell’ecosistema, producendo il primo caffè Arabica proveniente per il 100% da agricoltura rigenerativa certificata». 

La Torrefazione triestina da tempo è impegnata a mitigare gli effetti del cambiamento climatico lungo tutta la filiera, ad iniziare dalla coltivazione del caffè, per la quale propone il modello sostenibile dell’agricoltura rigenerativa, che permette di nutrire in modo corretto le piante rigenerando naturalmente i suoli e diminuendo quindi le emissioni di CO2. Non solo, questo nuovo tipo di coltivazione permette un miglioramento della salute dell’ecosistema grazie alla accresciuta biodiversità delle essenze usate in copertura e delle dinamiche del suolo. Nella regione del Cerrado Mineiro, dove l’azienda lavora da oltre trent’anni accanto ai produttori locali, il caffè dell’Arabica Selection Brasile è stato coltivato applicando le migliori pratiche rigenerative certificate regenagri. 

La produzione di caffè, che rappresenta la fonte di reddito per oltre 25 milioni di famiglie in 50 paesi, oggi è seriamente minacciata dal riscaldamento globale. Si calcola che entro il 2050 la gran parte delle aree coltivate non sarà più disponibile. La decarbonizzazione è diventata inoltre una priorità assoluta, non solo per il caffè ma per tutto il settore agricolo, responsabile di più del 25% delle emissioni di gas serra in cui l’esasperata ricerca della produttività tipica dell’agricoltura convenzionale ha portato a un depauperamento del suolo e alla perdita della biodiversità. Un ciclo vizioso che può essere invertito e diventare virtuoso attraverso lo sviluppo di un modello produttivo rigenerativo, che sequestra carbonio dall’aria e rigenera i terreni con materia organica, rendendoli più fertili e migliorando le difese naturali.

Guido Gobino pubblica gli highlights di sostenibilità 2022

La Cioccolateria Artigiana ha messo in evidenza nel documento la sua gestione responsabile, fra tracciabilità della filiera e miglioramento degli standard sociali e ambientali

La Cioccolateria Artigiana Guido Gobino ha reso noto il Secondo Bilancio di sostenibilità 2022. Al centro ci sono temi centrali dell'impresa contemporanea. Si va dalla parità di genere alle dignità e inclusività nel lavoro, passando per consumo e produzione responsabili, attenzione verso i materiali d’imballo dei prodotti e rispetto per i fornitori di materie prime. Questi concetti chiave guidano oggi le scelte dell’impresa artigiana torinese.

Maggior impegno verso la sostenibilità

Dopo aver presentato il primo rapporto nel 2022, si rafforza quindi l’impegno green dell’azienda con gli highlights di sostenibilità relativi all’anno 2022. Si tratta di un’opportunità di comunicare gli sforzi e gli impegni quotidiani per raggiungere ambiziosi obiettivi di sostenibilità economica, ambientale e sociale. Questo obiettivo si può raggiungere solo quantificando i grandi temi legati al concetto, rendicontando i risultati conseguiti e tracciando nuove linee strategiche per una produzione a basso impatto, inclusiva ed equa.

I miglioramenti legati alla sostenibilità in Guido Gobino

Gli highlights segnano miglioramenti significativi rispetto ai target prefissati dal Secondo Bilancio di sostenibilità. Per esempio, le materie prime utilizzate (come le nocciole della varietà Tonda Gentile Trilobata IGP e il latte di allevamenti della filiera alpina) che provengono dal Piemonte sono aumentate dal 70 al 90%. La quota dei fornitori che presenta riferimenti alle tematiche Esg è salita dal 46 al 50%. Si tratta di risultati che si inquadrano all’interno di una filiera delle fave di cacao 100% tracciabile e di origine certificata. Dal punto di vista ambientale, per quanto riguarda le confezioni, l’azienda ha ridotto del 44% l’uso della plastica rispetto all’anno precedente, privilegiando sacchetti compostabili e carta prodotta con cellulosa da colture rinnovabili. La percentuale di carta utilizzata per il packaging è infatti aumentata del 20% rispetto al 2021. Attenzione all’ambiente significa anche salvaguardia delle risorse naturali del pianeta e loro gestione responsabile. A ciò contribuiscono gli impianti fotovoltaici utilizzati per il riscaldamento dell’acqua, che riducono gli sprechi e ottimizzano le prestazioni energetiche. Già dal 2020 Guido Gobino utilizza nei laboratori di produzione energia derivante da fonte 100% rinnovabile. Ma nel futuro l’obiettivo è quello di installare pannelli fotovoltaici, utili a una produzione e a un approvvigionamento sostenibile dell’elettricità.

Nel segno dell'inclusione

Per la valorizzazione del capitale umano, nel segno dell’inclusione, delle pari opportunità e della diversificazione, sono state avviate iniziative di welfare. Ne è un esempio la presenza settimanale di un osteopata a servizio dei collaboratori e la predisposizione di contributi economici per agevolare la mobilità sostenibile dei dipendenti. Non solo. Nel segno di una strategia d’impresa più equa, rispettosa e inclusiva il 94% dei dipendenti sono assunti a tempo indeterminato e di questi il 68% sono donne (con un aumento del 6% della presenza femminile rispetto al 2020).

Obiettivi futuri

Nell’ottica di un percorso continuativo che consolidi nel tempo l’attenzione alle problematiche ambientali, economiche e sociali, gli highlights 2022 evidenziano i futuri obiettivi di sostenibilità dell’azienda. Per la salvaguardia del pianeta, l'azienda si propone una tracciabilità del 100% dei derivati del cacao (burro e polveri di cacao), la rivalorizzazione dei rifiuti ottenuta con un canale innovativo rispetto al riciclo post-consumo, l’installazione di pannelli fotovoltaici per la produzione dell’energia elettrica e un maggiore utilizzo di platica riciclata post consumo e carta Tree Free. Per un’economia equa, trasparente e competitiva: l’adozione di una strategia circolare che recuperi il vapore acqueo in esubero attualmente disperso in atmosfera e un aumento del numero dei fornitori attenti alle tematiche ESG. Infine, per il welfare sociale e aziendale: ulteriori incentivi all’utilizzo di mezzi di trasporto sostenibili per i dipendenti e l’avvio di percorsi di formazione ad hoc sulle tematiche di sostenibilità.  

Arrivata la certificazione B Corp per Compagnia dei Caraibi

L'headquarter a Colleretto Giacosa (To) di Compagnia dei Caraibi
L'azienda piemontese, importatrice distributrice di spirit, vini, birre artigianali e soft drink, ha ottenuto l'importante certificazione che ne attesta gli alti standard ambientali e sociali raggiunti

Nuovo importante traguardo per Compagnia dei Caraibi. L’azienda piemontese, specializzata  nell’importazione e distributore di distillati, vini, birre craft italiane e soft drink, ha ottenuto la certificazione B Corp. Si tratta della certificazione, rilasciata dall’ente no profit statunitense B Lab, che attesta l’impegno e il raggiungimento dell’azienda di alti standard di sostenibilità sociale e ambientale.

Il raggiungimento della certificazione premia il percorso di costante miglioramento da parte di Compagnia dei Caraibi delle sue performance in termini di inclusione e sostenibilità, valori da sempre al centro del suo operare e ai quali l’azienda ha voluto dare status giuridico, due anni fa, con il cambio di ragione sociale, diventando Società Benefit.

Le iniziative in campo ambientale

E diverse sono le azioni intraprese nel corso degli ultimi anni per ottenere la B Corp, che misura e certifica i processi legati a cinque aree fondamentali nell’attività di un’impresa: governance, risorse umane, comunità, ambiente e clienti.

Per quanto riguarda il piano strettamente ambientale, l’azienda ha avviato progetti legati alla sostenibilità, oltre a favorire il risparmio energetico, riducendo i consumi, e a utilizzare per le sue sedi solo energia generata da fonti rinnovabili.

A queste si aggiungono le azioni finalizzate a rendere meno impattante anche le attività di logistica, come lo spostamento di gran parte dei trasporti di merci su ruota a nave, la conversione in atto della flotta di auto aziendali verso l’ibrido e l’elettrico. Ma non solo, perché ha provveduto anche a rendere più amici dell’ambiente anche i prodotti proprietari, attraverso la riprogettazione dei packaging e l’utilizzo di cartoni 100% riciclati e riciclabili.

Le persone al centro dell'impresa

Non meno numerose le iniziative condotte a supporto del capitale umano attraverso operazioni di empowerment, engagement e encouragement, oltre alla costante ricerca di un equilibrio tra figure più giovani e professionisti di grande esperienza. Sono state avviate poi iniziative sulle tematiche inclusione e diversità, concetti centrali nella people strategy di Compagnia, e per creare un ambiente di lavoro sempre più positivo, con percorsi di formazione interna continua, welfare, benefit e sostegno al benessere psicologico.

«Abbiamo scelto di rendere ancora più concreto il nostro approccio consapevole al business e al modo di pensare la nostra azienda – ha commentato in una nota Edelberto Baracco, ceo di Compagnia dei Caraibi -. La certificazione B Corp conferma il nostro impegno nel coniugare crescita aziendale e sostenibilità ambientale, economica e sociale. Crediamo di avere una responsabilità e un ruolo nel promuovere e sostenere un cambiamento positivo attraverso le nostre azioni, in quanto esseri umani, ma anche in quanto attori sociali ed economici».

7 ottobre, Giornata del Locali Storici d’Italia: le iniziative da non perdere

Il 7 ottobre è la Giornata Nazionale dei Locali Storici d'Italia. In occasione di questa ricorrenza, tanti eventi in programma, ma anche visite guidate, alla scoperta dei punti di ritrovo che hanno fatto la storia del Bel Paese. Dal Veneto alla Puglia, ecco tutti i luoghi con almeno un secolo di storia alle spalle, in cui cogliere l'atmosfera di un glorioso passato che si mescola al presente.

Cosa sono i Locali Storici d'Italia

I Locali Storici d’Italia hanno il Patrocinio del Ministero della Cultura e possono vantare almeno un secolo di attività. Sono come un secondo circuito museale d’Italia. Ricchi di storia, sono esempi d’arte e architettura permeati di bellezza, vantano pagine di straordinaria memoria italiana.

A rinfocolare questo patrimonio storico è la cura e alla passione di chi, ogni giorno, spesso anche da oltre sette generazioni, ne preserva la ricchezza e il valore. Frequentati da re e regine, principi e imperatori, filosofi e artisti, scrittori e politici, musicisti e compositori, attori e registi, sono luoghi dove si respira un'aria sempre nuova. Inoltre, qui è possibile assaporare vivere esperienze enogastronomiche di grande livello.

I Locali Storici d’Italia che hanno fatto la storia

Tra i Locali Storici d’Italia, che hanno fatto sognare generazioni di italiani e turisti, ci sono il Florian a Venezia, il Gambrinus a Napoli, il Cambio a Torino. Ma le insegne sono decine e si trovano in tutte le regioni italiane, nelle grandi città come nei piccoli centri. Da Roma a Milano, da Genova a Torino, da Palermo a Napoli e Venezia, e poi ancora a Sorrento, Amalfi e Portofino.

Come in una vera e propria caccia al tesoro, il 7 ottobre si potrà scoprire qual è il locale dove Umberto Eco ha ambientato il suo romanzo “Il Cimitero di Praga”, ma anche dove furono inventati i tramezzini, in quale locale Hemingway ha immaginato “Addio alle armi” e qual è il locale creato da Ferruccio Bindi Santi, l’inventore del Brunello di Montalcino.

Cosa fare nella Giornata nazionale dei Locali Storici d'Italia

Grazie all’iniziativa promossa dall’Associazione dei Locali Storici d’Italia, anche quest’anno sono molteplici le attività aperte a tutti, perlopiù gratuite e per le quali è richiesta solo in alcuni casi la prenotazione. Partecipare è molto facile. Basta consultare la pagina speciale presente nel sito dell’Associazione. Qui sono indicate tutte le iniziative e le modalità di partecipazione e prenotazione per ogni singolo evento.

In tutti i locali storici sarà possibile ritirare gratuitamente la cartolina da collezione realizzata da Giulio Priano. L'opera ha vinto il Concorso Illustra la Storia, indetto dall’Associazione Locali Storici d’Italia in collaborazione con lo IED, Istituto Europeo di Design.

Le iniziative in programma

Ecco dove sarà possibile prendere parte alle visite guidate e alle degustazioni regione per regione.

In Valle d’Aosta, da visitare il Caffè Nazionale di Aosta, dove si svolgevano gli incontri romantici di re Faruk e Ava Gardner, nonché le soste politiche di Pietro Nenni e Palmiro Togliatti.

In Piemonte, regione ricchissima di Locali storici partecipano, a Torino, il Caffè Al Bicerin famoso per quel “bicerin” amato da Silvio Pellico, da Giacomo Puccini e dove Umberto Eco ha ambientato il suo romanzo “Il Cimitero di Praga”. In lista c'è anche il Caffè Elena, amato da amato anche da Cesare Pavese e dove l’arredamento e l’atmosfera discreta del primo Novecento sono immutati da 130 anni a questa parte. Parteciperà anche il Caffè Porto di Savona, il cui nome alla stazione delle diligenze a cavalli che assicuravano ogni giorno i collegamenti con la Liguria e in particolare con il porto di Savona, di grande importanza mercantile per Torino. Il Caffè Mulassano, scrigno in puro Liberty, è il luogo dove furono inventati i tramezzini. Alle porte dell’ex capitale sabauda si trovano la Pasticceria Roletti a San Giorgio Canavese, depositaria di storiche ricette della pasticceria del Piemonte torinese, e il Caffè Pasticceria Bonfante a Chivasso, famoso per i “Nocciolini”, un’antica specialità con nocciole Piemonte, zucchero e albume, ma anche un gioiello Liberty tutto originale, con marmi, specchi, banconi e boiserie in noce piemontese finemente decorati.

In Liguria, da visitare il Caffè Pasticceria Balzola di Alassio. Qui nel 1920 è nato il "caffè concerto" e ha cantato Beniamino Gigli. Maksim Gor'kij, seduto al tavolino nella sala Settecento veneziano, gustava gli squisiti “Baci di Alassio”, brevettati nel 1919.

Milano e la Lombardia possiedono un vero e proprio patrimonio in locali storici, tutti con storie straordinarie, tutti ancora oggi testimoni di una tradizione fatta d’eccellenza ma anche di capacità continua di rinnovamento. Da non perdere le visite e degustazioni al Caffè Camparino in Galleria, dove Giuseppe Verdi e Giacomo Puccini sostavano dopo le rappresentazioni alla Scala. Tante iniziative anche al Bar caffè Gin Rosa, l’aperitivo storico di Milano nell’iconica piazza San Babila.

La splendida Venezia e il ricchissimo Veneto possono contare su un patrimonio considerevole di Locali Storici, perfettamente conservati e incessante meta di turisti e appassionati. Il Caffè Florian non ha bisogno di presentazioni. Aperto nel 1720, è il più antico Caffè nella storia ad aver mantenuto le sue caratteristiche. Nel 2020 ha festeggiato i 300 anni. Il Gran Caffè Lavena, anch’esso in piazza San Marco, caratterizza lo scenario di uno dei luoghi più belli del mondo. A Padova il Caffè Pedrocchi è la creatura straordinaria di Antonio Pedrocchi e dell’architetto veneziano Jappelli. Ha l’imponenza di un tempio, ospita il Museo del Risorgimento nelle sale superiori e qui hanno sostato tutti i Savoia, Carducci, Eleonora Duse. Promuove intense attività culturali. A Verona il Cafè Carducci è dedicato proprio al poeta di cui si conservano opere e scritti nelle teche del locale, che conserva archi e travi originali, le sedie del Thonet e l'antica insegna. Bassano è sinonimo di Grappa in Italia, e qui è nata la Distilleria Nardini, la più antica d’Italia. L’«aqua vitae» famosa in tutto il mondo è nel cuore del Veneto, a ridosso del ponte del Palladio, dove Hemingway ha immaginato Addio alle armi. Oggi è la settima generazione a portare avanti la tradizione e la storia della famiglia.

In Toscana, a Montalcino, c'è il Caffè Fiaschetteria Italiana 1888. Creato da Ferruccio Bindi Santi, l’inventore del Brunello di Montalcino, è uno squisito esempio di puro Liberty. Ha ospitato anche il re Carlo d’Inghilterra.

Nelle Marche il locale storico per eccellenza è il Caffè Meletti di Ascoli Piceno, un vero monumento Liberty in una delle piazze più belle d’Italia. Re Vittorio Emanuele fece visita nel 1908 e 1910 per acquistare l’Anisetta e lo decretò “Fornitore della Real Casa”. Mascagni avrebbe iniziato qui a scrivere l’opera “Lodoletta”. Sono passati Stuparich, Zandonai, Badoglio, Sartre, Hemingway e Trilussa che, goloso dell’Anisetta, scrisse “Quante favole e sonetti m’ha ispirato la Meletti”.

La Campania è una regione molto ricca di locali storici, e molti partecipano alla kermesse di sabato 7 ottobre. Si comincia con il glorioso Gran Caffè Gambrinus di Napoli, ristrutturato in stile liberty nel 1890 dall’architetto Curri con splendidi affreschi e dipinti dei massimi pittori dell’Ottocento napoletano. Qui D’Annunzio scrisse i versi di “A vucchella”, Scarfoglio e Matilde Serao fondarono il quotidiano “Il Mattino”. Vi sedevano il Croce, Oscar Wilde, Hemingway, Sartre. Durante la Belle Époque si teneva lo spettacolo del Café Chantant e nacque l’usanza del caffè sospeso. Le bellissime sale affacciate su Piazza del Plebiscito accolgono i Presidenti della Repubblica italiana in visita a Napoli.

In Calabria ci sono i locali che furono scenari di storia patria, come il Gran Caffè Renzelli di Cosenza. In questo locale furono decisi i moti cosentini del 1844 contro i Borbone. Qui i gendarmi fecero sostare i patrioti Attilio ed Emilio Bandiera per dar loro ristoro. Inoltre, da qui venivano inviati dolci e sorbetti nelle carceri della città per alleviare la detenzione dei due fratelli e degli altri patrioti che morirono fucilati nel Vallone di Rovito. E ancora: i garibaldini, nel settembre del 1860, festeggiarono al punto da danneggiare il locale. In questo cenacolo di ricordi illustri un evento culturale ripercorrerà la storia del locale che oggi vanta sette generazioni della stessa stirpe.

Sebastiano Caridi: «I miei segreti per valorizzare il panettone natalizio»

Il 24 ottobre il maestro pasticcere terrà in esclusiva per Molino Naldoni una lezione dedicata al grande lievitato. Ecco come prenotarsi

Il Maestro Pasticciere Sebastiano Caridi condividerà il suo know how sul panettone tradizionale con i clienti di Molino Naldoni. Al via le iscrizioni per la Masterclass dedicata al grande lievitato delle feste. Il corso prevede l’impiego efficiente delle farine Molino Naldoni ideali per la pasticceria, la maturazione del lievito madre e tutti i segreti dell’alta pasticceria: dalla scelta delle materie prime alla conservazione del prodotto finito. Il taglio pratico si focalizzerà su tecniche, segreti, elementi di food cost e razionalizzazione della produzione. «Insieme analizzeremo ed eseguiremo i diversi passaggi necessari all’ottenimento degli impasti in base ai nostri obiettivi - spiega Caridi nel comunicato - Maturazione del lievito, lievitazione, cottura e conservazione nel tempo. Studieremo tutte le variabili che influiscono sulla morbidezza del prodotto finale e ci immergeremo nei profumi della migliore farina, del genuino burro di latteria, della vaniglia Bourbon e nelle esclusive note agrumate dell’arancio di Calabria... che non può mancare».

Tre consigli per valorizzare il panettone natalizio

Secondo Sebastiano Caridi, il primo fattore da tenere in considerazione per valorizzare il proprio panettone è la qualità. «Inutile fare la gara per i numeri: ciò che paga è la qualità. Ad oggi si scende a compromessi per fare numeri. Meglio fare un passo indietro, applicando il vero insegnamento della tradizione per fare i giusti pezzi, che equivalgono a circa nove tonnellate di impasto. Questo lavoro ripaga sempre». L’altra caratteristica a cui fare attenzione per valorizzare il proprio prodotto è il lievito madre. «È necessario prestare la massima attenzione a questo ingrediente, che oggi porta ad ottimizzare il tempo di lavorazione. Quello necessario per lievitazione e maturazione dell’impasto è fondamentale per fare un prodotto d’eccellenza», spiega il pasticcere diplomato Ampi. Infine, non va trascurata la comunicazione. «Essendo un’azienda artigianale ma con meno di cinquanta dipendenti, diamo valore alla comunicazione. Realizziamo video emozionali, che raccontano il lavoro dietro il panettone. Veicoliamo questi contenuti con cartoline su cui stampiamo dei Qr code di accesso. Infine, curiamo la comunicazione via social con sponsorizzate per far arrivare a tutti l’emozione di mangiare il nostro panettone».

Il Panettone Natalizio secondo Sebastiano Caridi: tutte le info

La Masterclass è un’esclusiva Molino Naldoni ed è dedicata ai professionisti del settore. I moduli del corso riguarderanno: Gestione del lievito madre, Realizzazione dell’impasto del Panettone in tutte le sue fasi di maturazione, lievitazione, cottura e stoccaggio; Elementi che differenziano panettone e pandoro; Informazioni sullo stoccaggio e teoria sulla produzione razionale. Il corso garantisce la partecipazione attiva a una formazione di alto livello di pasticceria. Infine, chi avrà frequentato il corso riceverà anche un attestato di partecipazione. Per partecipare sarà sufficiente acquistare 8 sacchi di farina Vienna per grandi lievitati. Ciò dà diritto alla partecipazione gratuita. La Masterclass si terrà presso Fermentum Dove lievitano le idee, nella sala degustazione presso la sede centrale di Molino Naldoni, in Via Pana, 156 a Faenza. L'evento di formazione si terrà il 24 ottobre dalle ore 9 alle ore 16 (pausa pranzo di 1 ora dalle 12.30 alle 13.30 circa). Per prenotazioni scrivere a: beatrice.colucci@molinonaldoni.it, indicando i dati personali del partecipante (nome, cognome, contatto telefonico e indirizzo e-mail) e quelli aziendali (ragione sociale, indirizzo postale, contatto telefonico e indirizzo e-mail).

Uragan, un’esperienza di lavaggio professionale d’eccellenza

A Host i visitatori potranno lasciarsi sorprendere da una pulizia rivoluzionaria durante speciali degustazioni

Frutto della sperimentazione continua di soluzioni innovative, Uragan è una lavastoviglie Made in Italy ad alte prestazioni, che trasforma il lavaggio in un’esperienza di pulizia unica. Suo punto di forza: il rispetto di tutti i materiali messi in macchina e la garanzia di una disinfezione profonda ed efficace, innovativa grazie all’impiego dell’ozono e dell'osmosi integrata.

Come funziona il sistema di pulizia Uragan

Uragan si avvale di tecnologie particolarmente utili ed efficaci nell’abbattimento di virus e batteri. Infatti, la sua tecnologia innovativa impiega ozono e osmosi in un'azione integrata. Grazie al sistema ozono, viene eliminato oltre il 99,00% di batteri, muffe, funghi, lieviti, pollini e acari, rendendo i virus inattivi.

L’osmosi, invece, scongiura la formazione di tracce, aloni o rigature, in modo da evitare qualsiasi altro passaggio manuale aggiuntivo. Uragan è stata progettata con una grande attenzione al risparmio energetico. Infatti, entrambe le tecnologie permettono lavaggi a bassa temperatura, senza dover aggiungere ulteriori prodotti chimici permettendo di ottenere risultati brillanti, evitando sprechi.

Prova Uragan a Host

Uragan è pensata per essere al servizio della ristorazione a trecentosessanta gradi, lavorando per ottimizzare il processo grazie al suo display intuitivo, che cambia colore in base allo stato del suo funzionamento. Che si parli di ristoranti, birrerie oppure enoteche, i nove programmi impostabili sono totalmente personalizzabili in base alle stoviglie utilizzate.

Sarà possibile vedere in azione Uragan durante Host 2023. Durante speciali degustazioni, si potranno osservare le macchine in azione, con le loro performance permesse da queste tecnologie avanzate dedicate alla pulizia professionale.

css.php