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La7Vidas by J.Rose: il Messico e l’Italia si incontrano in un distillato

La7Vidas
La nuova creazione firmata J.Rose è un raffinato tequila artigianale 100% agave, disponibile nelle versioni Blanco e Reposado. A impreziosire la bottiglia le illustrazioni del maestro Milo Manara

Dopo il successo del suo London dry gin, J.Rose arricchisce il proprio universo creativo con La7Vidas, una raffinata proposta di tequila 100% agave, disponibile nelle versioni Blanco e Reposado. Prodotta nel cuore di Los Altos de Jalisco, una delle zone più celebri per la qualità dell'agave, La7Vidas nasce da una lavorazione artigianale che unisce tradizione messicana e innovazione. Un distillato autentico ed elegante, che porta con sé la forza di una terra ricca di storia e passione.

La7Vidas è anche il racconto di una storia straordinaria: quella di Alma Beltrán, una giovane donna messicana che sognava di diventare un mariachi. La sua figura è presente sull’etichetta di ogni bottiglia, simbolo di determinazione, passione e libertà. Inoltre Alma è protagonista di un fumetto dedicato alla sua vita che ne racconta il percorso, le sfide e i traguardi. Un tributo vibrante a chi ha il coraggio di inseguire i propri sogni. 

Arte italiana, spirito messicano

A rendere ancora più speciale La7Vidas è la continuità artistica con il progetto J.Rose. Anche in questo caso, Milo Manara, il maestro dell'illustrazione italiana, impreziosisce il distillato con il suo tratto inconfondibile. Dopo aver firmato le etichette del London dry gin, Manara ha creato per La7Vidas due opere inedite, ispirate a El Día de los Muertos e alla tradizione mariachi. Con il suo stile unico, l’artista celebra il connubio tra Italia e Messico, mescolando simboli, cultura e innovazione.

Due brillanti espressioni del tequila

Come un diamante Centenary, La7Vidas brilla in entrambe le sue espressioni: la Blanco, cristallina e fresca, sorprende con note erbacee e una setosità inaspettata; la Reposado, dal colore oro intenso, avvolge il palato con eleganti sfumature di legno e un aroma profondo e terroso.

Il raffinato tequila sarà disponibile anche in un’affascinante gift box, la cui cover si trasforma in un quadro, e in uno speciale cofanetto che contiene un esclusivo fumetto, per un’esperienza che va oltre il gusto e si fa racconto, arte e immaginario. Non solo un distillato ma un vero e proprio incontro tra due mondi, un viaggio che racconta la visione artistica di J.Rose e un omaggio a una storia di passione, tradizione e sogni che non smettono mai di vivere.

Campari Bartender Competition: in dieci in gara per il titolo

Campari Bartender Competition
Svelati i 10 professionisti che si confronteranno nell'atto finale della competizione targata Campari, che andrà in scena alla Torre Velasca a Milano l'8 giugno

È scattato il conto alla rovescia per la fase finale dell’undicesima edizione della Campari Bartender Competition. Fase finale che andrà in scena il prossimo 8 giugno presso la Torre Velasca di Milano: una giornata densa di sfida, secondo la nuova formula della competizione che concentra in un unico appuntamento la semifinale e la finale, che decreterà il Campari Bartender of the Year per il 2025, titolo lo scorso anno andato ad Alessandro D’Alessio, bartender del Rita’s Tiki Room di Milano (leggi Alessandro D’Alessio vince la decima edizione della Campari Bartender Competition).

Dieci i concorrenti rimasti in gara a contendersi la vittoria e il titolo: Mattia Trezza, Cosimo Neri, Luca Salvioli, Marco Masiero, Damian Matuszyk, Alessandro Pellegrini, Gerardo Marcogiuseppe, Alice Musso, Alessio Megna e Lorenzo Falasca.

Talento, tecnica e arte dell’ospitalità sono le doti che li hanno condotti alla fase clou del concorso, superando una lunga trafila di prove e un’agguerrita concorrenza. Oltre 800 sono stati infatti i professionisti da tutta Italia che hanno preso parte a questa edizione della Campari Bartender Competition. Per tutti il percorso ha preso il via con la prima fase di selezione, nella quale hanno dovuto presentare una ricetta originale di cocktail ispirato a uno dei quattro temi scelti per quest’anno, tutti imperniati intorno al racconto di storie di vita vissuta, ospitalità ed emozione: Un incontro che cambia tutto, nel quale il bartender fa da legame tra personalità che si ritrovano al bar; Un cliente misterioso, dove ne interpreta desideri e carattere; Un sapore mai provato, un’occasione per proporre un nuovo twist; Un momento di ospitalità inatteso, dove focalizzarsi su piccole attenzioni che generano grandi emozioni.

I 120 concorrenti che hanno superato la selezione sono poi passati attraverso le fasi in presenza di Roma e Milano dello scorso marzo, dove una giuria composta da noti bartender ha scelto i 20 che hanno affrontato la prova successiva: Behind the Bar. Ogni concorrente ha ricevuto una visita a sorpresa presso il locale dove lavora da parte di un team della Campari Academy, per valutarne “in diretta” capacità di improvvisazione e attitudine all’ospitalità.

Con questa prova sono stati individuati i magnifici 10 approdati alla fase finale. Ad attenderli nuove sfide dove dovranno stupire con tecnica, gusto e storytelling la giuria che sceglierà i tre bartender che si contenderanno il titolo di Campari Bartender of the Year 2025.

The Macallan Horizon, il whisky da collezione nato in collaborazione con Bentley

The Macallan Horizon
Prodotto in sole 700 bottiglie, arriva in italia distribuito da Velier il luxury single malt frutto della partnership tra i due marchi d'eccellenza britannici. A custodire il prezioso distillato un sofisticato packaging dal design innovativo

Da un lato la tradizione artigiana e l’arte di distillatoria di The Macallan, la distilleria scozzese con alle spalle due secoli di storia e status symbol nel mondo dei malti. Dall’altro l’innovazione ingegneristica di un marchio iconico nel mondo dei motori, Bentley Motors. È dallincontro di questi due mondi e dalla combinazione dei rispettivi saperi che ha preso vita The Macallan Horizon, Single malt Scotch whisky in edizione limitata, ne sono state prodotte solo 700 bottiglie numerate per tutto il mondo, ora disponibile anche in Italia distribuito da Velier.

Realizzato da Kirsteen Campbell, master whisky maker di The Macallan, il luxury whisky da collezione nasce dal blend dei distillati di sole sei botti di rovere europeo first fill che in precedenza avevano contenuto sherry, accuratamente selezionate nella Distilleria Macallan a Craigellachie, nella regione scozzese dello Speyside. Ogni botte apporta caratteristiche uniche a The Macallan Horizon (alc 46,6% in vol), che si caratterizza per le ricche note di frutta secca e spezie, perfettamente fuse con sentori di rovere e cuoio, che evocano le fragranze distintive degli interni Bentley, con un finale lungo e persistente: un whisky che esprime al meglio l’essenza delle due aziende britanniche, fatta di massima qualità, eleganza e raffinatezza.

Un capolavoro di bottiglia

Un prodotto d’eccezione merita un packaging altrettanto d’eccezione: per svilupparlo e realizzarlo fondamentali sono state le competenze nell'alto design della casa automobilistica di Crewe. Il risultato è una e propria opera d’arte, che intreccia artigianalità, innovazione e creatività. A contenere il prezioso distillato è infatti una bottiglia in vetro pensata per essere esposta in orizzontale e rompere le convenzioni della classica postura verticale: un design innovativo, con una inclinazione di 90°, che riflette la traiettoria orizzontale tipica del mondo automobilistico.

Un nastro in alluminio avvolge il contenitore in vetro, realizzato con l’accuratezza degli standard Bentley, in omaggio al materiale impiegato per la carrozzeria e la scocca delle sue vetture. La bottiglia è poi racchiusa in una scultura rivestita in pelle a basso impatto ambientale, lavorata in una tonalità castagna, che rifinisce e protegge The Macallan Horizon. Il tutto è incorniciato da una struttura in rame riciclato, ingegnerizzata con precisione, che include rame proveniente dagli storici alambicchi di The Macallan, in uso prima dell’apertura della nuova distilleria nel 2019. Nella chiusura è incastonato un intarsio in legno di quercia, proveniente da una delle sei botti impiegate per la maturazione del whisky, ispirato al design della manopola rotante Bentley Drive Dynamic Control. La scultura è rifinita con l’impiallacciatura Crown Cut Walnut di Bentley, una delle specifiche più distintive dei suoi modelli.

Tassoni Mocktail Competition: vince Alessandro Nucci

Con un cocktail dedicato all'armonia, Alessandro Nucci è il vincitore della finalissima della Tassoni Mocktail Competition, dedicata ai drink zero

Si chiama Alessandro Nucci il vincitore della finalissima della competizione dedicata ai mocktail di Tassoni. Svoltasi nella cornice del Roma Bar Show 2025, la Tassoni Mocktail Competition a Roma ha visto concludersi un tour che ha toccato 8 tappe in giro per l'Italia. Nella finalissima, è stato premiato un drink a zero alcol che parlava di armonia, tanto che il nome scelto dal bartender arrivato direttamente da Londra, dove lavora, recava il nome armonia, in cinese mandarino. «Questo mocktail - racconta Alessandro Nucci, una volta salito sul gradino più alto del podio - nasce dall’armonia di sapori, colori e culture e valorizza temi come la sostenibilità e l'inclusività».

Il cocktail analcolico di Nucci è realizzato con succo di lime, uno sciroppo mango e jasmine tea per le note esotiche e floreali, cantalupo (il melone a pasta gialla-arancione del basso Lazio) e soluzione salina. A finire il mocktail, irrinunciabile, la chiusura con cedrata Tassoni. Per quanto riguarda la sostenibilità, o meglio "l’armonia con l’ambiente", come la definisce Alessandro Nucci, rifacendosi al nome del suo miscelato, è stata creata una crosta aromatica, con lo scarto sia del mango che del cantalupo, arricchita con pepe rosa, coriandolo e sale marino. Per la parte olfattiva del drink no alcol è stato aggiunto anche un twist di limone in chiusura.

Alessandro Nucci, vincitore della Tassoni Mocktail Competition

Impegnato ora a Londra dove lavora da Oka - Pan Asian & Sushi Restaurant, Alessandro Nucci è volato a Roma per disputare la finalissima, che lo ha visto coinvolto insieme agli altri vincitori delle diverse tappe disputate in giro per l'Italia. «Il livello era altissimo - dice dei suoi sfidanti -. Ho assaggiato per esempio il drink di Giuseppe, che è arrivato secondo, ed era molto molto buono. La competizione per me è sempre una bella occasione, una sfida con me stesso per capire a punto sono e continuare a crescere». Alessandro oltre al titolo ha vinto anche un viaggio alla scoperta del cedro e di tutti gli altri frutti che si utilizzano per la produzione di Tassoni, con meta la Calabria, dove si raccoglie il cedro diamante, protagonista della bevanda a marchio Tassoni.

Simone Masè, amministratore delegato di Tassoni, a gara conclusa, commenta così l’idea di aver dato vita alla prima competizione sui mocktail firmata Tassoni: «L’idea è nata perché volevamo cercare qualcosa di diverso e distintivo, consapevoli che il trend che sta crescendo e raccogliendo sempre maggiore interesse da parte del consumatore e degli addetti ai lavori è proprio quello del no alcohol. Così abbiamo deciso di provare, insieme ai migliori barman d’Italia a elevare il rango di questo cocktail senza alcol avvicinandolo, possibilmente, allo stesso rango del cocktail con l’alcol».

Gli fa eco l'amministratore delegato del gruppo Lunelli, Matteo Lunelli: «Credo che questa dei mocktail sul mercato sia un’opportunità straordinaria e lo dice una persona che è molto alcolica, perché noi nasciamo nel vino!». D'altra parte, cresce la gamma no alcohol del gruppo, con altre tre referenze a marchio Tassoni, promosse proprio in occasione di Roma Bar Show: la Limonata, la Cedrata Zero e la Pompelmo soda con sciroppo di agave».

 

 

 

 

 

 

 

A Riccardo Vassallo la seconda tappa del campionato macinatura

Riccardo Vassallo
Riccardo Vassallo
Il Master Coffee Grinder Championship si è svolto a Vittoria (RG) nell’ambito di Scenica Festival: la contaminazione tra arte, gusto e socialità ha valorizzato l’evento.

Le due ultime giornate di Scenica Festival, l’evento che si svolge da 17 anni a Vittoria (Ragusa) e raccoglie artisti e operatori culturali italiani ed europei, hanno avuto un insolito profumo di caffè. Quello delle diverse origini di Brazilcafé, partner della manifestazione e protagonista della tappa siciliana (la seconda per l’anno in corso) del Master Coffee Grinder Championship, il campionato di macinatura ideato da Fabio Verona, giunto alla sua quarta edizione.

Per la competizione Giovanni Battiato (specialista in tostatura), che insieme al fratello Alfio e Marco Randazzo conduce la Torrefazione siciliana, ha tostato un caffè brasiliano certificato Iwca (International Women’s Coffee Alliance) proveniente dall’Alta Mogiana, varietà catuai, coltivato a 1300 metri e processato con metodo naturale. La tostatura media metteva in risalto note di frutta secca, nocciola, cioccolato al latte e un retrogusto di mandorla dolce. La ricetta di riferimento è stata di 16,5 gr In - 44 gr Out in 32 secondi, un Tds di 7,80.

Secondo la giuria composta da Luca Bernardoni, Giuseppe Fiorini e Davide Valenzano la formula  stata replicata quasi alla perfezione da Riccardo Vassallo, barista presso il bar Chantilly Il gusto della Bontà di Palermo: ha eseguito al meglio ogni passaggio e, ha dichiarato dopo la premiazione, «potere competere in piazza, davanti a così tante persone, è stato elettrizzante. Ringrazio l’organizzazione e Brazilcafè per l’opportunità». Parteciperà con lui alla finale nazionale Federico Lombardo di Ragusa che si è classificato secondo con soli 39 punti di distacco; gli altri concorrenti sono stati Fabio Proietto, Giuseppe Carrubba, Danilo Ferrara e Fabio Tirani.

Il giorno prima si è svolto un incontro con la partecipazione di numerosi esperti, che ha affrontato diverse tematiche: dai benefici apportati da un caffè buono e non bruciato, al ruolo delle donne nella filiera del caffè, agli effetti negativi di una cattiva o dell’assenza della pulizia delle apparecchiature per la trasformazione del caffè. Fabio Verona ha poi trattato il tema legato al costo della tazzina, evidenziando come una variazione del suo prezzo basato su diversi tipi di miscele o singole origini, permettano al barista di spiccare nel mare di locali anonimi con un'unica offerta.

Il Mcgc 2025 ha trovato nel Scenica Festival e in Connessioni un partner ideale: la contaminazione tra arte, gusto e socialità ha valorizzato l’evento. La piazza si è trasformata in un’arena di tifo, applausi e profumi intensi, confermando che il caffè, soprattutto quando è ben raccontato, è capace di aggregare e sorprendere. I responsabili di Brazilcafè hanno contribuito a questo successo con la loro passione per la qualità e la voglia di divulgarla, che hanno contagiato tantissime persone presenti all’evento. Per Fabio Verona è l’ennesima testimonianza di quanto il caffè possa essere non solo un rito quotidiano, ma anche un’esperienza culturale, tecnica ed emozionante che piace e coinvolge chiunque.

La terza ed ultima tappa si svolgerà a settembre in una nuova città, che accoglierà la sfida più aromatica d’Italia.

Le novità Gelati Ferrero che danno più gusto all’estate

Ferrero Collection Experience
Sapori ricercati e abbinamenti inediti caratterizzano le new entry nell’offerta di gelati del gruppo: la gamma Ferrero Collection Experience, Raffaello Triple Experience Peach Dream e Yogurette Ice Cream

Ricette raffinate, attenzione alla qualità, cura nella selezione delle materie prime caratterizzano l’offerta di gelati premium per i bar di Ferrero. Offerta che quest’anno si arricchisce di nuove proposte, quali la gamma Ferrero Collection Experience, Raffaello Triple Experience Peach Dream e Yogurette Ice Cream.

La prima è una gamma composta da tre stecchi (46 g) nati per offrire ai consumatori nuove esperienze di gusto: Ferrero Collection Experience Cioccolato Fondente e Arancia, un cremoso gelato al cacao avvolto da una copertura di cioccolato fondente, arricchita da scorze d’arancia candita e croccante granella di biscotto al cacao, il tutto impreziosito da una salsa all’arancia; Ferrero Collection Experience Cioccolato al Latte e Salsa alla Crema Pasticcera, dove è una copertura al cioccolato al latte con nocciole tostate e granella di biscotto a racchiudere un cuore di gelato alla nocciola con una salsa alla crema pasticcera; Ferrero Collection Experience Cioccolato Bianco e Pistacchio,  una combinazione delicata e avvolgente di gelato alla nocciola, salsa al pistacchio ricoperta da cioccolato bianco con pezzetti di pistacchio salato e nocciole.

Abbinamenti ricercati

Non meno raffinate nei gusti e negli abbinamenti le altre due proposte, sempre stecchi, che completano le novità per la stagione 2025. Raffaello Triple Experience Peach Dream (46 g) si caratterizza infatti per l’abbinamento audace e a tutto gusto tra frutta e fiori. Si tratta infatti di un gelato al cocco con note di pesca bianca e ibisco, avvolto da una copertura croccante. Yogurette Ice Cream (41,5 g) è invece un delicato gelato al latte al gusto di yogurt e fragola con un interno variegato alla fragola, il tutto ricoperto di croccante cioccolato al latte.

Una gamma trasversale

Le new entry sono frutto di un lavoro di innovazione che mira a sorprendere e conquistare i consumatori, con le quali Ferrero intende rafforzare la sua posizione di operatore primario del settore, forte di una gamma che annovera proposte molto apprezzate e in grado di accontentare un pubblico molto trasversale, come Ferrero Rocher Classic, Raffaello Gelato, Pocket Coffee Gelato e Pocket Coffee Mocaccino Gelato, Kinder Bueno Cono e Kinder Bueno Cono White, Kinder Chocolate Ice Cream, Estathé Ice Limone e Pesca.

Amuerte Yellow, la summer edition dai sapori tropicali

Amuerte Yellow
Distribuito da Anthology by Mavolo, la nuova release in edizione limitata del gin con le foglie di coca peruviana creato dai coniugi Jeroen ed Eveline Reynders celebra l'estate con il suo profilo tropicale e fresco

Incarna lo spirito della stagione più vivace dell’anno Amuerte Yellow, la summer edition 2025 di Amuerte, il gin premium che ha tra i suoi ingredienti le foglie di coca peruviana. Prodotta in edizione limitata, la nuova referenza, distribuita come tutta la gamma da Anthology by Mavolo, celebra la bella stagione regalando a bartender e consumatori un viaggio sensoriale dai toni decisamente esotici e tropicali.

Il nuovo distilled gin (alc 435 in vol) ha infatti come protagonista il mamoncillo, un piccolo e raro frutto verde tropicale originario dei Caraibi e dell’America Latina, noto anche come “lime spagnolo”, dalla delicata dolcezza e con un tocco acidulo che ricorda il mango e il litchi, che dona una nota fresca, fruttata ed esotica. I suoi aromi vibranti e suo profilo fruttato si fondono armoniosamente con la nota balsamica del ginepro, quella erbacea dell’angelica, al tocco speziato del coriandolo e alla nota amaricante delle foglie di coca, che ne completano la ricetta. Il risultato è un distillato che sorprende al naso con i suoi aromi tropicali e raffinato, elegante, complesso e avvolgente al palato, ideale sia da servire liscio sia in miscelazione, dove può essere impiegato, oltre che per realizzare freschi Gin&Tonic, per dare vita a originali creazioni dal tocco esotico.

Il colore dell'estate

Ma l’omaggio all’estate di Amuerte Yellow prosegue anche nella bottiglia (700 ml), dove ogni dettaglio è stato studiato per evocare il calore, la luce e la vitalità della stagione. Questa è infatti dipinta di un elettrizzante giallo neon, che richiama il colore delle spiagge al tramonto, mentre i decori in platino rimandano ai raggi del sole.

Il nuovo arrivato amplia la gamma di gin del marchio creato da Jeroen Reynders con la moglie Eveline. Un’offerta di distillati premium che ne loro diverse espressioni hanno come tratto comune l’alta qualità, la ricerca di sapori insoliti e la presenza nella ricetta delle foglie di coca del Perù: Amuerte Black, Amuerte White, Amuerte Blu, Amuerte Green, Amuerte Red e Amuerte Orange.

Schär Foodservice lancia Mini-Expo, l’espositore da banco con biscotti gluten e lactose free

Pratico e compatto, il nuovo espositore da banco è pre-riempito con 15 Digestive e 15 Choco Chip Cookies, biscotti entrambi senza glutine e senza lattosio

I bar, così come il canale travel e l’hotellerie sanno quanto sia importante garantire a chi deve seguire una dieta senza glutine la possibilità di avere sempre a disposizione snack gustosi e sicuri per la colazione o uno spuntino: i celiaci rappresentano infatti l’1% della popolazione italiana, ma vi sono altre patologie, come l’allergia al grano o la sensibilità al glutine non celiaca, che richiedono di seguire un’alimentazione senza glutine. A questo scopo, Schär Foodservice, la divisione dedicata al canale Ho.Re.Ca del Gruppo Dr. Schär, ha lanciato il nuovo Mini-Expo, un espositore da banco pre-riempito con 15 Digestive e 15 Choco Chip Cookies, entrambi biscotti sia gluten free che lactose free.

Bontà gluten e lactose free sempre a disposizione

Il nuovo Mini-Expo permette di avere sempre a disposizione un’offerta di biscotti monoporzione senza glutine e senza lattosio (shelf life 9 mesi), consentendo così di soddisfare anche la clientela intollerante al lattosio. I Digestive Schär sorprendono per il loro equilibrio nutrizionale, con il 4% di grano saraceno e l’alto contenuto di fibre, mentre i Choco Chip Cookies, ispirati agli iconici biscotti americani, conquistano per la ricchezza di gocce di cioccolato (ben il 12%) e, oltre a essere senza glutine e senza lattosio, sono anche vegani. Entrambi sono confezionati in pratiche monoporzioni da due biscotti, che mantengono a lungo la freschezza.

Piccolo formato grande praticità

Il formato Mini è inoltre molto pratico per chi ha esigenze di spazio: il suo ingombro è solamente di 25 x 18,6 x 22 cm (lungh. x largh. x alt.).

Il brand Schär, infine, ben visibile sull’espositore, è rassicurante non solo per la clientela italiana, ma anche per i numerosi turisti stranieri in Italia, grazie alla conoscenza del marchio a livello internazionale.

 

ArGintario: un concentrato di Maremma in un gin

Nato dall’esperienza dell’Azienda Santa Lucia, cantina specializzata in Morellino, Vermentino e Ansonica, il gin ArGintario è un omaggio al territorio

Un gin che parla della sua terra. È ArGintario, un distillato figlio della Maremma del Sud, dalla quale prende le botaniche. A produrlo dal 2020, i fratelli Scotto, Lorenzo e Luca, già proprietari di una cantina, l’Azienda Santa Lucia, anch’essa molto legata al terroir. «Produciamo Morellino di Scansano, Vermentino e Ansonica. Con quest’ultimo, che è un vitigno autoctono, abbiamo lanciato di recente un metodo classico, dosaggio zero, 24 mesi sul lieviti: al momento un unicum», spiega Luca Scotto. L’Ansonica è, in piccolissima parte, presente anche nel gin ArGintario. Nella lista delle botaniche, oltre all’immancabile ginepro, spiccano lentisco e finocchietto marittimo, entrambi raccolti a mano in Maremma. Poi ci sono melissa, arancia amara, gelsomino e un tocco di acquavite d’uva prodotta dalla stessa cantina, proprio con uve Ansonica.

«Dico sempre – racconta Luca Scotto – che nel nostro gin c’è quel sentore di Mediterraneo che altri distillati ottengono utilizzando botaniche più scontate, come il rosmarino. Noi abbiamo scelto di lavorare il lentisco e il finocchietto marino perché è proprio quello che trovi passeggiando fra le nostre terre. Il finocchietto marino, poi, siamo stati fra i primi ad utilizzarlo. Per quanto riguarda l’acquavite, invece, l’abbiamo voluta introdurre come omaggio alle nostre radici e contribuisce dando una grossa morbidezza e bilanciamento in più al palato».

A realizzare la giusta ricetta, che ha messo a segno numerosi premi, è stato chiamato Lorenzo Zappi, insieme a Oscar Quagliarini che ha contribuito nel bilanciamento. Le Distillerie Quaglia sono quelle che in concreto producono questo gin, che è sul mercato con circa 5mila bottiglie l’anno, posizionato in fascia premium (a scaffale intorno ai 40 euro). «La distribuzione non prevede la gdo, ma si rivolge soprattutto ai clienti dell’horeca e alle enoteche specializzate». Va da sé che ci sia una sinergia con i canali di distribuzione che la cantina aveva già attivati nel mondo vino. «Oggi sono molti i distributori che hanno anche un portfolio di spirits e con quelli riusciamo a raggiungere soprattutto le enoteche specializzate e i locali polifunzionali. Per il mondo bar, aggiungiamo altri canali più diretti», chiarisce Scotto.

La bottiglia della limited edition D-Park

Particolarmente bella la bottiglia, che non ha un’etichetta, bensì una serigrafia (è prodotta dalla P&P Promotion), che rappresenta i confini terra-mare dell’Argentario. Il puntino bianco a sinistra rappresenta la posizione dell’azienda. Recentissima, inoltre, la release di ArGintario D-Park, in limited edition (solo 588 bottiglie), che ha ricevuto anche un premio a Tuttofood, realizzata da un artista della zona, Matteo Bonguerrieri. «È un omaggio al mare e al territorio in cui siamo. Il disegno rappresenta i fondali dell’Argentario e la mappa dei relitti affondati fra il monte Argentario e l’Isola del Giglio».

Eureka inaugura la Mignon Factory con tre nuovi macinacaffè

Mignon Factory Eureka
La grind valley alle porte di Firenze ospita un nuovo stabilimento interamente dedicato aile apparecchiature per il canale prosumer.

Una politica aziendale virtuosa, basata sull’ascolto della propria utenza a ogni latitudine, sulla ricerca continua al fine di soddisfare le sue molteplici esigenze, un piano di investimenti continuo che ha permesso di ampliare la gamma confermando una strategia che ha nel made in Italy e nell’innovazione i propri punti di forza. Quello appena tracciato è un rapido profilo di Eureka, azienda fondata nel 1920 da Aurelio Conti, specializzata nella produzione di macinacaffè per ogni tipo di utilizzo finale, che ha da poco inaugurato il suo quarto centro produttivo, la Mignon Factory, completamente dedicato alla realizzazione dei piccoli macinacaffè declinati in 20 diverse soluzioni per il canale prosumer. A quelli italiani si unisce uno stabilimento nella zona a Sud di Shanghai (Cina), aperto nel 2023. La visita ha preso il via presso lo showroom aperto lo scorso anno: uno spazio multifunzionale a disposizione di professionisti e amanti del caffè di tutto il mondo per testare le ultime novità di settore.

La Mignon Factory rappresenta un ulteriore tassello del piano di sviluppo aziendale che ha comportato il raddoppio dello stabilimento di Sesto Fiorentino e la realizzazione di una vera grind valley toscana alle porte di Firenze. Occupa una superficie di 700 metri quadri, ha una capacità produttiva di 700 macinacaffè al giorno e al suo interno lavorano 24 persone ad alta specializzazione. 

Nel corso della visita, Mattia Sgreccia, marketing director, ha evidenziato come nelle sue linee i prodotti prendano forma con cura artigianale e numerosi controlli per verificarne la funzionalità, che si affianca a soluzioni sempre più mirate a particolari esigenze.

Con questo investimento la Conti Valerio punta a implementare il mercato per i coffee lovers, ma anche per i professionisti che cecano la giusta attrezzatura per la propria offerta specialy, spiega Maurizio Fiorani, managing director, che prosegue «la linea Mignon, grazie alle sue performance professionali combinate alle ridotte dimensioni, rappresenta un best seller e un riferimento per il segmento prosumer internazionale» Germania, Nord America, UK e Medio Oriente sono mercati in cui il marchio è ormai affermato e su cui l’azienda punterà maggiormente nei prossimi anni.

In chiusura di mattinata, nel corso di un incontro dedicato ai nuovi modelli di consumo del caffè, che vedono in crescita i grani e l’espresso all’interno di un mercato del caffè sempre più in crescita a livello globale, come ha sottolineato Michele Cannone, global brand director away from home di Lavazza, Fiorani ha delinato le nuove tendenze del mercato dei macinacaffè. Al suo interno, la scelta tra il settore horeca e quello consumer si va sempre più differenziando: al bar si punta su prodotti che semplificano e rendono sempre più rapida e di qualità la realizzazione delle diverse preparazioni; in casa il consumatore chiede prodotti molto versatili per trasformare diversi tipi di caffè con le estrazioni preferite nell’arco della giornata.

La risposta della linea Mignon spazia da macchine con performance iper-automatizzate e velocissime a quelle più semplificate, attente a una macinatura più slow: una differenziazione resa possibile anche dalla particolare conformazione e dalla composizione delle macine, realizzate dalla Italmill di Antegnate (BG), che Conti Valerio ha acquisito nel 2022. Questa gamma così vasta ha determinato una decisa crescita delle richieste.

I nuovi modelli. I brand di punta dell’azienda fiorentina, Eureka 1920 e Eureka ORO, si arricchiscono con Libra 65 All Purpose e Zero 65 All Purpose da un lato, e Single Dose Pro dall’altro, in un ulteriore avanzamento tecnologico che fa leva sulla versatilità dello stile di macinatur  e sulla riduzione della ritenzione, garantendo zero sprechi. 

Mignon Libra 65 All Purpose (Eureka 1920) offre una qualità di macinatura superiore e una flessibilità di utilizzo adatta a tutte le estrazioni. Equipaggiato con il sistema brevettato di pesa integrato, e con macine da 65 mm progettate per espresso e filtro, è concepito per offrire precisione e costanza di dose. 

Mignon Zero 65 All Purpose (Eureka1920) è un macinacaffè single dose di alta qualità a un prezzo competitivo, adatto a tutti i tipi di estrazione. La ritenzione è ridotta a pochissimi decimi di grammo grazie alla tecnologia Ultra Low Retention e alle nuovissime macine Blind (senza fori), e la usability è al massimo con l’innovativo pomello di regolazione King-Size, che consente regolazioni precise con contagiri.

Mignon Single Dose Pro (Eureka Oro) è la soluzione di fascia alta per la macinatura single dose, rivolta ai consumer attenti al design, alla qualità dei materiali e ad alte prestazioni di macinatura. Grazie alla macina cieca da 65 mm senza fori per le viti, garantisce una ritenzione minima dei residui di caffè, vicinissima allo zero.

Due nuovi gusti per Boem

BOEM TRIO GUSTI 1
Mango e Pompelmo Rosa le new entry del marchio italiano di hard seltzer. Che lancia un nuovo format di eventi, i Chillinguiti: l'esordio a Milano il 7 e 8 giugno per festeggiare l'arrivo delle nuove referenze

Dopo la fase di start-up, l’accordo con Velier, cui è stata affidata la distribuzione per il fuori casa, si apre una nuova fase nel processo di espansione di Boem, l’hard seltzer made in Italy lanciato dai rapper Fedez e Lazza e dai loro soci, gli imprenditori Leonardo Maria Del Vecchio, erede del gruppo Luxottica, e Camillo Bernabei del Gruppo Bernabei. Nuova fase che ha come obiettivo rafforzare il posizionamento presso il pubblico della Gen Z, target di riferimento, ma non l’unico, del brand. Funzionale all’obiettivo è l’arrivo di due nuovi gusti, Mango e Pompelmo Rosa, che in aggiunta all’originale Boem al gusto Zenzero, compongono una gamma tutta sugar free, vegana e a basso contenuto alcolico, solo 4,5% in vol.

Il marchio interpreta così i trend emergenti della nuova generazione, che ama godersi la vita in modo più consapevole, i cui consumi si indirizzano sempre più verso le bevande a zero o basso contenuto alcolico, segmento il cui mercato è stimato a 4 miliardi di euro entro il 2028, che permettono di socializzare e divertirsi senza rinunciare al benessere. A testimoniare l’attenzione di Boem verso le esigenze della Gen Z anche la genesi dei nuovi gusti, per i quali sono stati creati dei focus group. Le loro ricette sono infatti state sviluppate in collaborazione con la  Boem Society, la community di bartender vicini al brand: una squadra di dieci professionisti da tutta Italia, selezionati per la loro conoscenza e visione contemporanea.

Percorso simile anche per le nuove lattine (33 cl), il cui design è stato affidato al pubblico, attraverso un contest creativo, realizzato in collaborazione con Torcha – Talenti Accesi Graphic Design. Centinaia i designer tra i 18 e i 35 anni hanno partecipato al progetto, con le loro proposte grafiche ispirate all’identità del brand e ai suoi nuovi gusti. Il vincitore del concorso ha quindi partecipato alla definizione delle grafiche dei pack lavorando a stretto contatto con le agenzie di comunicazione di Boem.

Al via i Chillinguiti

Ma non solo perché il marchio si fa portavoce anche del modello di convivialità delle nuove generazioni, la Chill culture, che celebra il relax, il benessere, la spontaneità, la musica e i legami veri. In quest’ottica, Boem sarà attivo anche con una serie di eventi sul campo, i Chillinguiti, che reinterpretano lo spirito dei chiringuiti, gli iconici punti di ritrovo e di socialità urbana, facendone ancora di più dei luoghi dove vivere momenti rilassati e all’insegna della condivisione e del gusto. Il format esordirà a Milano il 7 e 8 giugno, quando per festeggiare il lancio dei nuovi gusti il Chiosco al Politico, vicino al Castello Sforzesco, si trasformerà nel primo Chillinguito d’Italia. L’esperienza si allargherà poi a tutta la Penisola, toccando Jesolo, Bari, Napoli e altre città.

Una struttura più forte a sostegno della crescita

Per supportare la nuova fase di crescita e sviluppo, il marchio ha anche potenziato la sua struttura organizzativa, investendo nel team, che ora conta oltre 40 professionisti, con competenze specifiche in diverse aree, dal marketing alla ricerca e sviluppo, fino alla struttura commerciale. Quest'ultima è stata potenziata con l'inserimento di nuove figure e l'implementazione nuove strategie di vendita: investimenti che stanno già ripagando, con il fatturato che nei primi quattro mesi di quest’anno ha già superato del 69% il risultato dello scorso anno.

Il Bitter Bianco è il nuovo nato della gamma Strucchi

Presentato al Roma Bar Show, il Bitter Bianco Strucchi è il nuovo prodotto «pensato per la beva contemporanea». Un invito a preparare un Negroni Bianco

«Deturpazioni del vero Vermouth tipico di Torino», così Arnaldo Strucchi definiva tutto ciò che dal vermouth prendeva le mosse. Pur ammettendo che «sono ammesse, anzi ricercate dal commercio». A citarlo, anzi declamarlo, è Paolo Dalla Mora, l’uomo che a Strucchi ha dedicato una linea contemporanea, che pesca nella storia del Vermouth. Lo abbiamo incontrato al Roma Bar Show, dove ha presentato il Bitter Bianco Strucchi, il nuovo prodotto della gamma, che si va ad aggiungere al Vermouth Strucchi Bianco, Vermouth Strucchi Rosso, Vermouth Strucchi Dry e Bitter Rosso Strucchi (l'abbiamo raccontata qui).

«Un prodotto innovativo che serviva, per ridare dignità al vermouth bianco», aggiunge Dalla Mora, che prontamente chiede a Leonardo Todisco, brand ambassador Strucchi, nonché bar manager del nuovissimo Cassina Cafè by Strucchi, di preparare il suo Negroni Bianco. Per comporre la ricetta del nuovo Bitter Bianco, quindici botaniche tra cui luppolo, agrumi e spezie aromatiche. Quel tono di assenzio lo fa distinguere nettamente sia al naso che al palato dal cugino rosso, insieme a un mix di note agrumate di pompelmo e mandarino, nonché balsamiche (spicca il finocchio selvatico) e i toni amari di luppolo e arancio amaro. Il finale si distende su toni amaricanti e floreali di genziana, salvia sclarea e galanga, lasciando in bocca un’eco vegetale e lievemente speziata.

«Questo nuovo prodotto offre ampie possibilità in miscelazione: per il suo bouquet aromatico, che può esplorare sfumature diverse rispetto al classico bitter rosso, e per il colore giallo paglierino, che si presta a combinazioni cromatiche più libere - afferma il brand ambassador Leonardo Todisco -. Non si tratta di un’alternativa migliore ma di una proposta complementare, capace di aprire nuove strade creative al bancone». Andando sui dettagli pratici, la bottiglia è da 70 cl e si colloca in fascia premium, con un prezzo di vendita al pubblico intorno ai 20 euro.

«Il nuovo bitter - spiega Dalla Mora - è pensato per la beva contemporanea, ma prende le mosse dagli insegnamenti di Arnaldo Strucchi». Un ponte fra l’oggi e i primi del Novecento: è del 1909 il manuale citato da Dalla Mora, nel quale Strucchi codificava il Vermouth di Torino. E anche l’etichetta, come quelle che l’hanno preceduta, va a omaggiare una figura che ha fatto la storia, all’inizio del secolo scorso. Dopo Rodolfo Valentino, Mata Hari, Greta Garbo, Josephine Baker, è la volta di Amalia Panigati (1901–1975), un nome meno noto, ma non meno importante: maestra della pittura a fuoco su vetro, è colei che ha decorato le vetrate del Duomo di Milano, che non a caso, stilizzato è rappresentato nella grafica dell’etichetta. Nella grafica, illustrata dall’artista Riccardo Guasco, la figura femminile, sospesa tra sacro e moderno, evoca la capacità di dare forma al colore. Un’ispirazione per chi si troverà a miscelare con questo prodotto, così limpido da poter diventare una tela bianca.

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