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Caffè Vergnano sostiene il Telefono Rosa contro la violenza sulle donne

Pink Collection
Dal 25 novembre all'1 dicembre tutto il ricavato della vendita on line della Pink Collection di Caffè Vergnano sarà devoluto all’associazione che offre supporto alle donne vittime di violenza

Il 25 novembre è la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne. Per l’occasione, Caffè Vergnano, già particolarmente attivo sul fronte della tutela delle donne, attraverso il suo programma Women in Coffee, ha lanciato una nuova iniziativa a sostegno di Telefono Rosa, l’associazione costituita da 60 volontarie, che da più di trent’anni si occupa di violenza di genere offrendo supporto psicologico alle donne vittima di violenza.

La nuova iniziativa consiste in una raccolta fondi a favore dell’associazione alla quale sarà devoluto tutto il ricavato incassato dal 25 novembre all’1 dicembre dalla vendita online dei prodotti della Pink Collection della torrefazione. Per sostenere attivamente la raccolta fondi Women in Coffee sarà sufficiente acquistare uno dei prodotti Pink della collezione, tra i quali scegliere a questo indirizzo: www.caffevergnano.com/shop/pink-capsule-collection

Si va dall’iconica tazzina alla non meno iconica moka, dal profumo, dove i sentori del caffè, dal fiore ai chicchi tostati, si legano a note fiorite e spezie orientali, creato in esclusiva con la storica maison torinese artigianale Tonatto Profumi al mini charm in ceramica a forma di tazzina, tutti rigorosamente in rosa. Nella collezione Pink, ovviamente, non manca una bella selezione di caffè, anche in questo caso spaziando da quello in grani, proveniente dalle due piantagioni di donne sostenute da Caffè Vergnano, a Santo Domingo e in Honduras, a quello macinato e confezionato nelle lattine create in collaborazione con la food blogger internazionale Mimi Thorisson.

Un’iniziativa importante con la quale Caffè Vergnano vuole dare il suo contributo contro la violenza sulle donne, un tema purtroppo molto attuale e anzi ulteriormente acuito dal lockdown che ha peggiorato la condizione di tante donne che già in precedenza non erano sicure tra le mura domestiche. Così il programma Women in Coffee, lanciato nel 2018 per sostenere progetti concreti rivolti alle donne che lavorano nelle piantagioni di caffè, ora ampia il suo raggio d’azione, intervenendo a sostegno della lotta alla violenza di genere.

 

Valrhona, nasce l’e-shop per i chocolate lover

valrhona
Nasce il sito di e-commerce Valrhona, dedicato al consumatore finale

Professionisti e appassionati di cioccolato lo sanno: l’azienda Valrhona firma un cioccolato premium e super-premium ottenuto da materie prime selezionatissime: una scelta non solo nella direzione dell’alta qualità, ma anche nella della sostenibilità, tanto che l’azienda nel 2020 ha ricevuto la B Corporation, una certificazione che ratifica gli sforzi delle aziende più impegnate al mondo che mettono sullo stesso livello performance economica, sociale e ambientale.

Partner dei grandi maestri

Non per niente il brand, diffuso in tutto il mondo, è partner dei migliori artigiani fin dal 1922 e anche oggi è scelto dai più noti nomi del mondo dolce; in Italia ad esempio creazioni a base di cioccolato Valrhona portano la firma di maestri come Gianluca Fusto, Andrea Besuschio, Lucca Cantarin, Massimo Alverà, Salvatore De Riso, Gino Fabbri, e Giovanni Cavalleri, solo per citarne qualcuno. Una vasta gamma di prodotti destinati al mondo dei professionisti, che ora è a disposizione anche dei chocolate lover: da novembre infatti è attivo il nuovo e-Shop Valrhona, dove con un semplice click è possibile procedere all’acquisto di ingredienti utilizzati da anni dai migliori pasticceri: i cioccolati iconici del brand come Guanaja, Dulcey, Caramelia e Jivara, ma anche la vaniglia biologica del Madagascar, i pralinati, e tanti altri prodotti. Una opportunità di shopping per il consumatore finale ma anche per il pasticcere professionista, che si troverà di fronte a clienti sempre più preparati che presteranno ancora più attenzione alla qualità dei prodotti. La gamma comprende:

  • Cioccolato (18 articoli) tra fondente, al latte, bianco e gli inediti come Dulcey e Inspiration
  • Ingredienti per la pasticceria (9 articoli) come cacao, vaniglia in bacche, perle croccanti
  • Tavolette da 70 g (16 articoli) in diversi gusti.

 

Il Black Friday di Bargiornale: abbonamento con sconto fino al 50%

Black Friday Bargiornale
Occasione imperdibile: per tutto il Black Friday, dal 27 al 30 novembre, l’abbonamento annuale alle riviste di formazione specializzata con un super sconto

Il Black Friday si avvicina e anche Bargiornale è della partita. Il nostro gruppo editoriale Tecniche Nuove partecipa al fine settimana di sconti, che quest’anno inizia il 27 novembre e termina il 30 novembre con il Cyber Monday, con un’offerta imperdibile.

Per tutto il weekend del Black Friday, sugli shop di Tecniche Nuove e New Business Media sarà infatti possibile acquistare un abbonamento annuale alle riviste di informazione specializzata con sconti fino al 50%. Una scelta con la quale la nostra casa editrice vuole supportare l’aggiornamento professionale, offrendo a professionisti e aziende l’accesso agevolato agli strumenti di informazione indispensabili per orientarsi in un mondo in continua evoluzione. Un’offerta che arriva in un momento particolarmente delicato per il mondo dei locali. Un momento nel quale aggiornarsi, restare al passo con l’evoluzione dei trend di consumo e del mercato, conoscere le novità su prodotti e servizi e poter contare su consigli di esperti e professionisti su come rendere più efficiente e profittevole la gestione del locale diventa ancora più importante per rilanciarsi. Tutte cose che Bargiornale offre da oltre 40 anni ai suoi lettori, con uno sguardo che va ben oltre i confini nazionali.

Un abbonamento premium

Ma non solo. Perché l’abbonamento alle riviste del Gruppo Tecniche Nuove da quest’anno diventa premium. Oltre a tutti i contenuti della rivista, gli utenti abbonati hanno accesso a una serie di contenuti premium erogati in esclusiva sulle piattaforme editoriali quali convegni, webinar, approfondimenti ed eventi digitali tematici.

L'iniziativa riguarda anche le altre nostre riviste dedicate al fuoricasa: Ristoranti e Dolcegiornale.

Non perdere l’occasione: abbonati sul nostro shop

Gli ultimi provvedimenti governativi: i dubbi degli operatori e le risposte

domande ristori bis
Riassumiamo le misure economiche per il fuoricasa degli ultimi provvedimenti governativi, con le risposte alle vostre domande

Il governo ha accompagnato le misure restrittive messe in campo per fronteggiare la nuova ondata di contagi da Covid-19 con una serie di provvedimenti che prevedono indennizzi e agevolazioni per le realtà più colpite dalla stretta sulle attività, a partire dal comparto del fuori casa, ancora una volta chiamato a sostenere i maggiori sacrifici. Riassumiamo i contenuti dei provvedimenti, i Decreti ristori e il Decreto Ministeriale del 27 ottobre 2020 (che dà attuazione al contributo a fondo perduto per la ristorazione previsto dal Decreto Agosto), di interesse per il mondo dei locali, rispondendo ai dubbi degli operatori del comparto.

A chi spetta il contributo a fondo perduto previsto dai Decreti ristori?

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto le attività, con partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020, individuate nell’Allegato 1 dello stesso decreto. L’elenco include bar e altri esercizi simili senza cucina, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, discoteche, sale da ballo night-club, sale giochi e biliardi, alle attività connesse con le lotterie e le scommesse e di intrattenimento e divertimento. Platea ampliata dal Decreto ristori bis anche alla ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto. Il contributo spetta a condizione che nel mese di aprile 2020 si sia registrata una perdita di fatturato e dei corrispettivi di almeno un terzo rispetto al mese di aprile 2019.

Ho aperto la partita Iva a maggio 2019: posso beneficiare del contributo?

Il Decreto prevede che il contributo venga erogato anche alle attività che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, e ancora attiva alla data del 25 ottobre 2020. In questi casi il contributo spetta anche in assenza del requisito della perdita del fatturato.

Ho ricevuto il contributo del Decreto Rilancio della scorsa primavera: come si calcola l’entità del nuovo contributo?

L’entità del contributo viene calcolata applicando un determinato coefficiente, che varia a seconda dell’attività, alla somma già corrisposta in precedenza. Per i bar, gelaterie e pasticcerie il coefficiente è del 150%, per i ristoranti è del 200%.

Il questi casi, inoltre, il nuovo contributo viene corrisposto automaticamente dall’Agenzia delle entrate con l’accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il contributo precedente.

Ho beneficiato del contributo minimo previsto dal decreto Rilancio, come si calcola il nuovo contributo?

Anche in questo caso l’entità del nuovo contributo si calcola applicando alla somma già ricevuta, e pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, il coefficiente previsto per la specifica attività: 150% per bar, gelaterie e pasticcerie, 200% per i ristoranti. Così come anche in questo caso la somma viene accreditata direttamente dall’Agenzia delle entrate su conto corrente sul quale era stato erogato il contributo precedente.

Non ho presentato domanda per accedere al contributo a fondo perduto a maggio, posso accedere al contributo ristori?

Sì, la norma permette anche a chi non ha fatto domanda per il contributo del Decreto Rilancio di accedere al nuovo contributo a fondo perduto. Per farlo, occorre presentare un’apposita istanza all’Agenzia delle entrate, esclusivamente mediante procedura web. Il termine per la presentazione della domanda scade il 15 gennaio 2021. Da segnalare, inoltre, che per poter beneficiare del contributo la partita Iva deve essere ancora attiva al momento di presentazione della domanda.

Dove trovo il modello per presentare la domanda?

Le istruzioni e le procedure da seguire per presentare la domanda e il modello da compilare per l’istanza sono disponibili dal 20 novembre sul sito dell’Agenzia. Il link diretto alle istruzione e al modello è: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/contributo-a-fondo-perduto-decreto-ristori-bis/modello-e-istruzioni-imprese

Non ho presentato domanda per il contributo del Decreto rilancio, come si calcola la somma che mi spetta con il nuovo contributo a fondo perduto?

L’ammontare viene determinato con due fasi di calcolo successive. Nella prima si determina la base di calcolo applicando alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019, una delle seguenti percentuali:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi nel 2019 non superiori a 400.000 euro;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi sopra i 400.000 euro e fino a un milione di euro;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro.

Questa base viene poi moltiplicata per il coefficiente relativo alla specifica attività e pari 150% per bar, gelaterie e pasticcerie, e al 200% per i ristoranti.

L’importo del contributo a fondo perduto, però, non potrà essere superiore a 150.000 euro per ogni singola realtà

Ho aperto la mia gelateria a gennaio 2020 e non ho ricevuto il contributo a fondo perduto del decreto rilancio perché non avevo il bilancio 2019. Posso accedere al nuovo contributo del decreto ristori? E come verrà calcolato?

Il Decreto ristori riconosce il contributo a fondo perduto alle attività incluse nell’Allegato 1 dello stesso provvedimento, quindi anche le gelaterie, oltre a bar, ristoranti e pasticcerie, che abbiano una partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020 (aperta prima di tale data e non cessata). Se la partita Iva è stata aperta dopo il primo gennaio 2019, il nuovo contributo spetta senza dover dimostrare il calo di fatturato. In questo caso viene riconosciuto un contributo minimo fisso di 1.000 per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, moltiplicato per il coefficiente relativo alla specifica attività, che per le gelaterie è del 150%. Per ottenerlo, chi non aveva già fatto domanda per il contributo del Decreto rilancio, deve presentare l’apposita istanza, esclusivamente mediante la procedura web.

Sono titolare di un ristorante di una regione in zona rossa. Mi spetta la maggiorazione prevista del decreto Ristori bis?

Il provvedimento incrementa del 50% il coefficiente moltiplicatore per il calcolo del contributo per alcune attività situate nelle regioni classificate in zona rossa o arancione. Non beneficiano di questa integrazione i ristoranti, per i quali il moltiplicatore resta pari al 200%. L’incremento viene, invece, riconosciuto ai bar e agli altri esercizi simili senza cucina, gelaterie e pasticcerie (anche ambulanti) per i quali passa dal 150 al 200%.

La maggiorazione del 50% del decreto ristori bis viene erogata insieme al contributo o in un secondo momento?

Viene erogata insieme al contributo in un unico flusso. Il sistema recepisce il vecchio contributo e il codice Ateco dell'azienda e ricalcola il nuovo contributo, alla luce dei parametri oggetto del decreto.

Sono titolare di un bar: posso accedere al contributo per la filiera della ristorazione?

Il contributo a fondo perduto istituito dal Decreto Agosto per gli acquisti, effettuati dopo il 14 agosto 2020, di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche Dop e Igp, valorizzando la materia prima del territorio, viene riconosciuto solo alle imprese in attività alla data del 15 agosto 2020 con codice Ateco prevalente 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 56.29.10 (mense), 56.29.20 (catering continuativo), 56.10.12 (attività ristorazione connesse alle aziende agricole), 56.21.00 (catering per eventi e banqueting), 55.10.00 (alberghi). Quindi i bar non possono beneficiarne. Per accedere al fondo, inoltre, è richiesto che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019, requisito però non richiesto alle realtà che hanno avviato l’attività a decorrere dall’1 gennaio 2019.

Attenzione, però, perché la norma stabilisce che l’accesso a questo contributo esclude quello previsto per i locali nei centri storici, quindi per tali attività occorre valutare bene l’opzione più conveniente.

Quali requisiti sono richiesti per accedere al contributo per la filiera della ristorazione?

Oltre a rientrare nei codici Ateco indicati dal decreto e al calo del fatturato (quest’ultimo non per le attività aperte dal primo gennaio 2019), la norma richiede che vengano acquistati almeno tre differenti prodotti agricoli e alimentati e che il prodotto principale non superi il 50% della spesa totale sostenuta e documentata. Inoltre, la spesa sostenuta non può essere inferiore a 1.000 e superiore a 10.000 euro (Iva esclusa).

Sono titolare di un bar in una regione in zona gialla. Posso beneficiare del credito d’imposta sugli affitti?

Il credito d’imposta del 60% sugli affitti per i mesi di ottobre, novembre e dicembre spetta ai bar indipendentemente dalla classificazione della regione nella quale si trovano. Lo stesso per ristoranti, pasticcerie e gelaterie.

Devo pagare l’Imu in scadenza a dicembre?

Il Decreto ristori ha cancellato la seconda rata Imu, in scadenza il prossimo 16 dicembre, per i bar, ristoranti e gelaterie su tutto il territorio italiano. Tale beneficio spetta a condizione che a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate.

*con la collaborazione di Gianni Vitale dello Studio Vitale Commercialisti di Rivoli (TO)  www.vitalecommercialisti.it

Decreto ristori

Decreto ristori bis

Decreto Agosto del14 agosto 2020 coordinato con legge di conversione

Come cambia il bar: le risposte dei gestori

come cambia il bar

Preoccupazione, incertezza sul futuro ma anche dinamismo, voglia di reagire, capacità di ideare e mettere in atto nuove misure e interventi per fronteggiare il momento difficile: è la fotografia del "sentiment" dei gestori di pubblici esercizi fatta da TradeLab nell'ambito della ricerca "Away from home outlook 2020". Oltre 500 le interviste effettuate nella prima metà di ottobre, tra gestori di Bar (201) e di ristoranti (302).

«La preoccupazione è un sentimento diffuso - spiega Angela Borghi, key account di TradeLab -, anche se più tra i gestori di ristoranti che di bar. A dichiararsi molto preoccupato è il 12% dei gestori di bar, cui si aggiunge un 61% che si dice abbastanza preoccupato. Il rimanente 27% si dichiara invece abbastanza tranquillo».

Accomuna una larga parte degli intervistati anche l'incertezza sul futuro: «Alla domanda su quando ritengono che l'attività possa ritornare ai livelli precedenti, il 42% dichiara di non averne idea, con una percentuale ancora più alta per i locali del Nord Ovest». La maggior parte di chi azzarda una previsione, ipotizza un ritorno a livelli pre-Covid entro 6 mesi (22%) o entro 1 anno (16%).

Le azioni dei gestori: focus su digitale e attenzione al menu

I gestori dei bar si sono dimostrati più attivi dei gestori dei ristoranti nel mettere in atto una serie di interventi per reagire alla situazione: ben il 64% ha apportato aggiustamenti e modifiche alla propria attività. «I due ambiti in cui si sono concentrate le azioni dei gestori - spiega Borghi - sono la comunicazione e la razionalizzazione. Sul fronte della comunicazione vanno sottolineati il miglioramento della propria presenza sui social e un maggior ricorso a iniziative promozionali».

Interessante anche la crescita del numero di locali che ha attivato i nuovi pagamenti digitali.

Molte anche le iniziative prese per razionalizzare i costi e l'offerta: «Un buon numero di gestori ha ridotto l'assortimento di cibi e bevande premium a vantaggio delle marche più conosciute/diffuse e spostato gli acquisti di prodotti accessori su scelte più economiche. Segno di una accresciuta attenzione al contenimento dei costi e alla riduzione degli sprechi, che si evidenzia anche nella scelta di ridurre la proposta giornaliera in menu».

Meno coperti, più dehors

Significativo l'impatto delle nuove regole sulla capienza dei locali in media, i gestori intervistati hanno dovuto ridurre del 14% la capienza del proprio bar, scendendo da 35 a 30 posti a sedere interni. Molti hanno però compensato allargandosi sull'esterno: «Il 28% ha iniziato a utilizzare, per la prima volta, anche un'area esterna che prima non veniva usata. E un significativo 76% ipotizza di mantenere il dehors anche per i mesi invernali».

Un'ultima annotazione sul personale: gli ammortizzatori sociali sembrano aver al momento contenuto le conseguenze sul personale. «Alla riapertura post lockdown solo il 26% ha dichiarato di aver ridotto il personale, contro un 74% che non ha effettuato riduzioni. A essere stati ridotti sono stati più i part time (16%) che i full time (10%)».

Come cambia il mercato del panettone: iscriviti all’evento online

Taglio dei dolci al Panettone Day

La seconda edizione dell'osservatorio su mercato del panettone sarà presentata in live streaming il 2 dicembre alle 17.00: ecco il link per registrarsi

Ristori e ristori bis, i contributi a fondo perduto: come ottenerli

Decreto Ristori, soldi versati sul conto corrente per chi ha già usufruito del Decreto Rilancio

I decreti Ristori e Ristori Bis hanno introdotto un nuovo contributo a fondo perduto a sostegno degli operatori colpiti dalle misure restrittive imposte dagli ultimi Dpcm del 24 ottobre e del 9 novembre 2020.
Per i Bar e altri esercizi simili senza cucina (codice Ateco 563000), così come per Gelaterie e pasticcerie (codice Ateco 561030) l’importo del beneficio è fissato nel 150%, per i Ristoranti (codice Ateco 561011) al 200%.

L'importo è aumentato di un ulteriore 50% per chi si trova nelle regioni arancioni o rosse. Il beneficio spetta a condizione che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 sia inferiore ai 2/3 a quello di aprile 2019, oppure - senza condizioni - a chi ha attivato la partita Iva dall’1 gennaio 2019. La partita Iva deve essere comunque attiva al 25 ottobre 2020. Il contributo non spetta a chi ha attivato la partita Iva dal 25 ottobre 2020 in avanti.

Per chi ha già beneficiato del contributo a fondo perduto stabilito dal Decreto Rilancio (art. 25 DL n. 34/2020) e non l’ha restituito, il nuovo contributo è corrisposto automaticamente dall’Agenzia delle Entrate con un accredito diretto sul conto corrente bancario o postale su cui è stato erogato il precedente contributo. Quindi chi già percepito il contributo a maggio dall’Agenzia delle Entrate (attenzione a non confondersi con i 600 euro dall’Inps), non deve fare nulla. Il contributo arriverà sul conto in cui era arrivato quello precedente.
Gli altri, per usufruirne, dovranno fare domanda, esclusivamente tramite una procedura web e il modello approvati in precedenza. Termini e modalità per la trasmissione delle istanze saranno definiti da un provvedimento.

Il calcolo del contributo

Per i soggetti che hanno già beneficiato del “vecchio” contributo, il nuovo contributo a fondo perduto è determinato come quota del contributo già erogato, che era determinato applicando alla differenza tra fatturato e corrispettivi del mese di aprile 2020 e di aprile 2019 una percentuale definita in relazione all’ammontare di ricavi/compensi 2019:
20% per i soggetti con ricavi/compensi non superiori a 400mila euro;
• 15% da 400mila a 1 milione di euro;
• 10% se superiori a 1 milione e fino a 5 milioni (il nuovo contributo invece si applica anche per le attività con fatturati superiori a 5 milioni).

Per i soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019, l’ammontare del nuovo contributo è determinato applicando le percentuali stabilite nell’Allegato 1 (il 150% per bar, pasticcerie e gelaterie) agli importi minimi previsti: 1.000 euro per le persone fisiche e 2.000 euro per i soggetti diversi.

Per chi non aveva beneficiato del precedente, l’ammontare del nuovo contributo a fondo perduto è determinato come quota del valore calcolato sulla base dei dati presenti nell’istanza trasmessa e dei criteri stabiliti per il precedente contributo a fondo perduto indicati nell’art. 25 commi 4, 5 e 6 del DL n. 34/2020.

In ogni caso, l’importo del contributo a fondo perduto dei DL Ristori e Ristori bis non può essere superiore a 150mila euro.

Un esempio di calcolo

Facciamo un esempio di calcolo del nuovo contributo: consideriamo un bar ditta individuale con ricavi 2019 pari a 120mila euro e un calo del fatturato in aprile 2020 rispetto all’aprile 2019 di 10mila euro.
Il contributo riconosciuto dal Dl Ristori sarà pari a 2.250 euro (il 15% di 10mila = 1.500 “vecchio” contributo, moltiplicato per il coefficiente del 150% previsto per il codice Ateco 561030).
Tale contributo sarà aumentato di 750 euro se la pasticceria si trova in una Regione codificata come rossa o arancione, e di conseguenza soggetta a ulteriori restrizioni sull’attività (nelle regioni rosse e arancioni le pasticcerie sono chiuse, ma possono svolgere servizi di asporto e delivery, mentre in quelle gialle possono restare aperte dalle 5 alle 18).
Il contributo non concorre alla formazione della base imponibile delle imposte sui redditi e dell’Irap.

Per i locali nei centri storici un contributo aggiuntivo (a fondo perduto)

centri storici
Foto di Bradiporap da Pixabay
Decreto Ristori. Sono 29 le città indicate dal provvedimento aggiuntivo, la cui base di riferimento è il fatturato di giugno

Sono 29 le città individuate come ad alta presenza di turisti stranieri dal decreto Agosto: si tratta di Bari, Cagliari, Catania, Como, Bologna, Firenze, Rimini, Siena, Pisa, Roma, Verona, Milano, Bolzano, Lucca, Torino, Palermo, Genova, Napoli, Venezia, La Spezia, Ravenna, Bergamo, Matera, Padova, Agrigento, Siracusa, Urbino, Ragusa e Verbania.

Chi esercita l’attività nelle Zone A di questi comuni può richiedere il contributo, a patto che l’impresa vi abbia il domicilio fiscale o la sede operativa.

Il contributo spetta solo se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 è inferiore ai due terzi di quello realizzato a giugno 2019. Spetta anche, senza confronti con l’anno precedente, per chi ha iniziato la propria attività a partire dall’1 luglio 2019.

La somma riconosciuta è determinata applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 e l’ammontare di fatturato e corrispettivi del mese di giugno 2019:
- 15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400 mila euro;
- 10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono compresi tra 400 mila e 1 milione di euro;
- 5% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia di 1 milione di euro.

  • La disposizione prevede, comunque, un contributo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 euro per gli altri soggetti. Il limite massimo consentito è di 150mila euro.
    La domanda deve essere presentata compilando il modello allegato al provvedimento (lo trovi qui), esclusivamente attraverso il servizio web disponibile nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle entrate.
    L’istanza, oltre ai dati necessari all’identificazione del richiedente e del suo rappresentante legale, contiene:
  • la dichiarazione dell’ammontare dei ricavi o compensi del 2019, dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 e del mese di giugno 2019;
  • l’Iban del conto corrente intestato al codice fiscale di chi ha richiesto il contributo;
  • il codice fiscale dell’intermediario eventualmente delegato alla trasmissione.

La richiesta va presentata entro al 14 gennaio 2021, direttamente dall’interessato o da un suo intermediario con delega di consultazione del Cassetto Fiscale del richiedente o al servizio “Consultazione e acquisizione delle fatture elettroniche o dei loro duplicati informatici” del portale “Fatture e Corrispettivi”.
In caso di errore, fino al 14 gennaio, se non è stato ancora erogato il beneficio, è possibile sostituire l’istanza sbagliata, con un'altra corretta. E’ possibile presentare una rinuncia alla domanda, precedentemente trasmessa, da intendersi come rinuncia totale al contributo.

La risposta dell'Agenzia delle Entrate

Una volta compilata la domanda la risposta viene trasmessa con due ricevute: la prima attesta la presa in carico o lo scarto dell’istanza a seguito dei controlli formali, la seconda, verificata l’esattezza e la coerenza dei dati comunicati con le informazioni presenti in Anagrafe tributaria, comunica l’accoglimento o meno della richiesta, con indicazione dei motivi del rigetto. Quando l’istanza viene accolta ai fini del pagamento non è possibile trasmettere ulteriori istanze. L’interessato può visionare le ricevute accedendo alla propria area riservata del sito dell’Agenzia delle entrate (“la mia scrivania”) e nella sezione “Consultazione degli invii effettuati” dell’applicazione web predisposta per l’invio (portale “Fatture e Corrispettivi”).

L’Agenzia invia al richiedente, mediante messaggio Pec, una comunicazione contenente l’informazione che è stata trasmessa un’istanza o una rinuncia a un’istanza precedentemente presentata, mettendo a disposizione del richiedente tale informazione nella propria area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi”.
Nel momento in cui accetta la domanda, l'Agenzia delle Entrate eroga il contributo sulla base delle informazioni contenute nell’istanza, mediante accreditamento diretto sul conto intestato al beneficiario riportato nella richiesta, previa verifica che il conto sul quale destinare i soldi sia effettivamente intestato o cointestato al codice fiscale del richiedente.
Se una volta effettuati i controlli, il Fisco dovesse riscontrare un’indebita fruizione del contributo, l’Amministrazione finanziaria recupererà la somma erogata maggiorata di sanzioni e interessi.

Edenred a fianco dei locali con l’iniziativa #adottaunristorante

Paola Blundo Edenred adottaunristorante
Paola Blundo, direttore commerciale merchants di Edenred Italia
Un'innovativa iniziativa che punta sul food delivery e il take away a condizioni vantaggiose per dare supporto concreto al settore della ristorazione

Edenred prosegue il suo impegno a sostegno del mondo dei locali. Lo fa abbracciando #adottaunristorante, un’innovativa iniziativa che punta sul food delivery e il take away a condizioni vantaggiose, sia per i gestori sia per i consumatori, per offrire un supporto concreto a un comparto duramente colpito dall’emergenza sanitaria. Primo partner a fianco di Edenred in questo progetto è Eat in time, una nuova realtà italiana che ha integrato al proprio modello di business anche il benessere dei propri dipendenti e la tutela dei loro diritti. Una scelta etica che punta sull’italianità per aiutare al meglio il settore food. A illustrare l’iniziativa nei dettagli e tutti i vantaggi per i locali è Paola Blundo, direttore commerciale merchants di Edenred Italia.

Che cosa è il progetto #adottaunristorante e come e quando è nato?

#adottaunristorante è un'iniziativa nata in piena emergenza Covid-19 per dare un supporto concreto alla ristorazione, settore attualmente in forte sofferenza. La campagna, partita lo scorso 19 novembre a Milano e Torino, mira a sostenere i ristoratori attraverso i servizi di food delivery e il take away a condizioni agevolate. Il primo partner ad abbracciare insieme a noi il progetto è Eat in time, una nuova realtà 100% italiana che sposa i nostri stessi valori e obiettivi.

Con quali obiettivi Edenred sostiene il progetto?

L’obiettivo principale è di offrire un sostegno immediato e concreto a tutti i ristoratori che stanno affrontando un periodo davvero complicato, tra chiusure obbligate, orari ridotti, limitazioni nel servizio e una forte contrazione delle entrate. In questo scenario i servizi di food delivery e di asporto diventano fondamentali per alimentare il business del locale e mantenere i rapporti con i clienti.

Come funziona l’iniziativa?

Al progetto possono aderire tutti i ristoratori nostri partner che scelgono Eat in time come piattaforma di food delivery.  A loro verrà riservato uno sconto del 30% rispetto alle condizioni di mercato standard. Per gli utilizzatori di Ticket Restaurant® ci sarà un codice promozionale di 10 euro da usare insieme almeno a un buono pasto per ordinare online. Un incentivo per incrementare gli ordini e per sostenere tutti i ristoratori.

Qual è il valore aggiunto che Endered porta all’iniziativa?

Sicuramente la possibilità di entrare in contatto con gli oltre 2 milioni di utilizzatori di Ticket Restaurant® che giornalmente scelgono le soluzioni Edenred.

- A quali tipologie di locali è aperto il progetto?

L’iniziativa è aperta a tutti gli operatori della ristorazione che offrono i servizi di take away e food delivery.

Si parte da Milano e Torino: l’iniziativa sarà poi estesa ad altre città?

Il nostro intento è estendere la campagna il più possibile, così da arrivare a una copertura nazionale.

In che modo il progetto punta anche a favorire la cultura della digitalizzazione?

Attraverso #adottaunristorante incentiviamo il food delivery e l’utilizzo dei nostri buoni pasto direttamente tramite smartphone, in quanto le soluzioni digitali oggi costituiscono una risposta ai nuovi bisogni sociali. Crediamo che la digitalizzazione rappresenti una delle chiavi per affrontare la “nuova normalità” e per questo negli scorsi mesi abbiamo accelerato il processo di sviluppo di strumenti innovativi, mettendoli al servizio di progetti come questo.

#adottaunristorante si aggiunge a Restart Digital, altro progetto di Edenred per i locali: in cosa consiste?

Restart Digital è un programma finanziato dal Fondo More than Ever, creato a livello europeo dal nostro Gruppo per offrire un sostegno immediato ai settori più colpiti dagli effetti economici dell’emergenza sanitaria, come ristorazione e turismo. In Italia il progetto ha permesso a 2 milioni di beneficiari di accedere a sconti e promozioni speciali fruibili presso una serie di partner selezionati.

Black Friday: abbonati a Dolcegiornale con il 50% di sconto

La qualità dell'informazione resta la stessa, a scendere è solo il prezzo. Anche il Gruppo Tecniche Nuove partecipa al fine settimana di sconti del Black Friday - quest’anno al via il 27 novembre e con termine il 30 novembre con il Cyber Monday.

Orientarsi in un mondo che cambia velocemente

Sugli shop di Tecniche Nuove e New Business Media, per tutto il weekend del Black Friday, sarà possibile acquistare un abbonamento annuale alle riviste di informazione specializzata con sconti fino al 50%. Non è solo una iniziatva commerciale: mai come quest'anno è importante supportare l’aggiornamento professionale offrendo a professionisti e alle aziende un accesso agevolato agli strumenti di informazione indispensabili per orientarsi in un mondo in continua e rapidissima evoluzione.

Gli strumenti per gestire bene e portare innovazione nell'offerta

Come per le altre nostre riviste, anche l’abbonamento a Dolcegiornale è in offerta Black Friday. Si potrà, così, avere accesso a tutti i contenuti offerti dal primo tabloid dedicato alla pasticceria e alla gelateria, con il suo punto di vista inedito sulla professione e sul mercato, gli spunti e  i consigli per i pasticceri e i gelatieri che mirano a gestire l’attività in modo profittevole, capire come strutturare il laboratorio, come scegliere le materie prime, come curare l’esposizione dei prodotti o strutturare lo stesso punto vendita. Innovare, insomma, non solo nelle ricette ma anche nelle forme, nei gusti, nei formati, nel packaging.

L'abbonamento diventa premium

L'abbonato a Dolcegiornale riceve tutti i numeri della rivista cartacea direttamente all'indirizzo indicato senza spese di spedizione, può consultare la rivista anche in formato digitale (su pc, tablet o smartphone), può scaricare i pdf di tutti i numeri, riceve la newsletter periodica e resta sempre aggiornato sulle novità e sugli eventi o iniziative di settore. Da quest’anno, l’abbonamento alle riviste del Gruppo Tecniche Nuove diventa premium: oltre a tutti i contenuti della rivista, gli utenti abbonati hanno accesso ad una serie di contenuti premium erogati in esclusiva sulle piattaforme editoriali quali convegni, webinar, approfondimenti ed eventi digitali tematici.  

Pane, caffè specialty, roastery e un libro nel paniere di Forno Brisa

Tostatura Forno Brisa

Pack caffè HondurasLa realtà di Forno Brisa si è arricchita dell’apertura di una roastery all’interno del vecchio laboratorio di via Galliera a Bologna, dove viene tostata la nuova linea di caffè naturali ed etici Brisa Coffee Roasters in commercio da fine ottobre. Per ora la compongono due caffè: un monorigine dell’Honduras indicato per l’estrazione con la moka, proveniente dalla Finca Rio Colorado, gestita da Umami Area; per l’estrazione a filtro c’è una miscela di caffè peruviani provenienti dal cuore della foresta amazzonica, dove il gruppo The Seven Elements coltiva caffè specialty in permacultura, un’agricoltura sostenibile per la terra e per le persone. Questi caffè vengono miscelati e tostati in modo da esaltare il profilo aromatico delle diverse origini. Prossimamente sarà disponibile un’altra monorigine, anch’essa proveniente dal Perù.

Il team dei baristi di Forno BrisaL’obiettivo di questo nuovo passo è di selezionare caffè che raccontino l’identità di chi li lavora e li offre, spiega Antonio Farsace, uno dei baristi del team bolognese oggi responsabile della roastery: «prediligiamo quelli di filiera che rispettano i valori fondanti dei nostri pani e sono sostenibili a livello etico, nutrizionale ed economico. Abbiamo iniziato da quelli delle piantagioni in Perù e in Honduras, dove alcuni ragazzi del team sono andati, proprio in campo, a raccogliere il caffè e a fare formazione. A rotazione aggiungeremo poi specialty sempre nuovi, per ampliare l’offerta. Vogliamo lavorare sia con le monorigini sia con una miscela dal momento che per noi la contaminazione, tipica per esempio del miscuglio evolutivo nella panificazione, è un valore. Il nostro blend sarà sempre diverso, crediamo nella sperimentazione e nel miglioramento continuo».

La nuova apertura è frutto del successo della recente campagna di equity crowdfunding che ha raccolto 357 soci oltre a 1,2 milioni di euro di adesioni; come è già successo nella storia di Forno Brisa, anche il progetto che approfondisce la torrefazione e gli specialty coffee è nato da un incontro presso l’Università di scienze gastronomiche a Pollenzo (Cuneo).

La copertina del libro Ricette RubateDal 30 novembre, inoltre, sullo shop online sarà in vendita il primo libro di Forno Brisa Ricette Rubate per artigiani, sognatori e startupper, un condensato di idee e valori che ha l’obiettivo di ispirare chi ha un grande sogno a crederci e a realizzarlo. Le ispirazioni giungono dalle parole di chi già già realizzato grandi cose, tra cui Carlo Petrini, Stefania Grando, Salvatore Ceccarelli, Patagonia, BrewDog, Gian Luca Farinelli, Davide Longoni, Giorgio de Mitri e DeeMo. Pasquale Polito e Davide Sarti, fondatori del Forno Brisa, raccontano così l’origine del loro primo libro: «Forno Brisa ha solo 5 anni di vita, non pensiamo di poter insegnare già qualcosa su come fare impresa, ma capita che tanti ci chiedano come abbiamo fatto. Una delle chiavi fondamentali è stata fare tesoro delle ricette degli altri, insegnamenti e spunti che abbiamo remixato e fatto nostri». Il libro vuole offrire «ispirazione e aiuto a chi vuole avviare la propria startup per avere un impatto positivo sul mondo».Ricette Rubate - Carlo Petrini

Bottoms up! Y como! – Agua Caliente Hotel and Casino, 1933

Correva l’anno 1928 quando tre investitori americani, in Messico, a Tijuana, costruirono L’ Agua Caliente Hotel e Casino: un complesso ricettivo che includeva centri benessere, campi da golf, campi da tennis, piscine e altre strutture di intrattenimento come il famoso ippodromo “Agua Caliente Racetrack”. Per i vicini Americani, ancora per poco tempo, soggetti alle leggi del proibizionismo, fu una fortuna improvvisa. Per molti facoltosi personaggi celebri dello spettacolo e altri avventori fu una nuova meta dove poter giocare d’azzardo, bere alcolici, scommettere e trovare, perché no, stupefacenti e prostituzione, tutte raggiungibili in pochi chilometri e impossibili da avere negli Stati Uniti d’America.

Con l’aereo potevi partire da città importanti come San Francisco, Los Angeles o San Diego come del resto da altre città d’America. Ma non era l’unico mezzo di trasporto si poteva arrivare facilmente tramite mare come in treno o direttamente in auto; se la meta di arrivo era Tijuana, più precisamente Agua Caliente Hotel e Casino; non avevi bisogno di mostrare il passaporto; era uno dei servizi inclusi nella struttura ricettiva. Infatti per poter promuovere la nuova struttura ricettiva furono pubblicati diverse broucher informative; sia sulla struttura e i suoi servizi sia su quello che i futuri clienti potevano trovare nei cocktail bar.

“No Passports or Customer Delay”

“Although Agua Caliente offers the sports and pleasures of Europe , there are no unpleasantries experienced in getting in and out of Mexico. You don't even alight from your motor !!! air and train travel is equal simple.”

“Thus every provision has been made for the comfort of the guest here so that the impressions carried away will be those of the happiest days ever spent”

Ma parlando di libri: era l’anno 1933 quando fu pubblicato un testo di 28 pagine sotto il titolo di “Bottoms up!”; un testo importante in quanto traccia di uno storico long drinks: il  “Tequila Sunrise”.

Infatti nella sezione “Try Tequila” dedicata per l’appunto al distillato d’agave, potete trovare la presentazione del “Tequila Sunrise” come un mix di tequila, lime, grenadine, creme de cassis e seltz.

Così scriveva G. Selmer Fougner nella sula rubrica “Along the Wine Trail” (titolo del suo omonimo libro, scaricabile sempre sul sito di Bargiornale) nel 1940 :

“As for recipes for Tequila drinks, here is one for the Tequila Sunrise, as served at the Agua Caliente Casino, when that lovely Baja California spot was a gourmet's mecca in the last years of Prohibition.

The Sunrise is an aperitif a l’eau and was prepared as follows:

One jigger Tequila.

One-half lime (juice and peel).

One teaspoonful (or less, to taste)

Creme de Cassis.

Two dashes Curacao.

One lump of Ice.

Charged water to fill a six-ounce glass.

The Agua Caliente recipe specified a Mexican mineral water , but since I cannot remember the name, I shall insist that it added nothing to the flavor. . . . Some customers used to specify the addition of powdered sugar, but the bar man discouraged the practice, insisting that the Creme de Cassis furnished sufficient sweetening."

Il testo sarà inoltre traccia di una maniera alternativa, allora, di bere la tequila, e oggi ancora molto praticato e cioè leccarsi il palmo di una mano dove viene precedentemente steso del sale, bere tutto in un fiato un bicchierino di tequila e dopo mangiare una fetta di limone.

Molti altri sono poi i drink pubblicati all’interno di questo testo, tra questi troviamo nella sezione dei cocktails a base gin il “Fernet Branca Cocktails” un mix appunto tra Fernet-Branca, vermouth Italiano e Gin che ricorda l’italianissimo aperitivo per eccellenza: il Negroni.

Buona lettura dal Bibliotecario.

Titolo: Bottoms up! Y como! To drink how, what, when, where (El catecismo de la libación): a guide for everyone.

Autore: Agua Caliente Hotel and Casino (Tijuana, Baja California, Mexico),

Pubblicazione: 1933

Luogo: Tijuana

Numero di pagine: 28

Lingua: Inglese

Peso: 6 Mb

Peso: 11,5 mb

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