Gli ultimi provvedimenti governativi: i dubbi degli operatori e le risposte

Riassumiamo le misure economiche per il fuoricasa degli ultimi provvedimenti governativi, con le risposte alle vostre domande

domande ristori bis

Il governo ha accompagnato le misure restrittive messe in campo per fronteggiare la nuova ondata di contagi da Covid-19 con una serie di provvedimenti che prevedono indennizzi e agevolazioni per le realtà più colpite dalla stretta sulle attività, a partire dal comparto del fuori casa, ancora una volta chiamato a sostenere i maggiori sacrifici. Riassumiamo i contenuti dei provvedimenti, i Decreti ristori e il Decreto Ministeriale del 27 ottobre 2020 (che dà attuazione al contributo a fondo perduto per la ristorazione previsto dal Decreto Agosto), di interesse per il mondo dei locali, rispondendo ai dubbi degli operatori del comparto.

A chi spetta il contributo a fondo perduto previsto dai Decreti ristori?

Possono beneficiare del contributo a fondo perduto le attività, con partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020, individuate nell’Allegato 1 dello stesso decreto. L’elenco include bar e altri esercizi simili senza cucina, ristoranti, gelaterie e pasticcerie, discoteche, sale da ballo night-club, sale giochi e biliardi, alle attività connesse con le lotterie e le scommesse e di intrattenimento e divertimento. Platea ampliata dal Decreto ristori bis anche alla ristorazione senza somministrazione con preparazione di cibi da asporto. Il contributo spetta a condizione che nel mese di aprile 2020 si sia registrata una perdita di fatturato e dei corrispettivi di almeno un terzo rispetto al mese di aprile 2019.

Ho aperto la partita Iva a maggio 2019: posso beneficiare del contributo?

Il Decreto prevede che il contributo venga erogato anche alle attività che hanno attivato la partita Iva a partire dal 1° gennaio 2019, e ancora attiva alla data del 25 ottobre 2020. In questi casi il contributo spetta anche in assenza del requisito della perdita del fatturato.

Ho ricevuto il contributo del Decreto Rilancio della scorsa primavera: come si calcola l’entità del nuovo contributo?

L’entità del contributo viene calcolata applicando un determinato coefficiente, che varia a seconda dell’attività, alla somma già corrisposta in precedenza. Per i bar, gelaterie e pasticcerie il coefficiente è del 150%, per i ristoranti è del 200%.

Il questi casi, inoltre, il nuovo contributo viene corrisposto automaticamente dall’Agenzia delle entrate con l’accreditamento diretto sul conto corrente bancario o postale sul quale è stato erogato il contributo precedente.

Ho beneficiato del contributo minimo previsto dal decreto Rilancio, come si calcola il nuovo contributo?

Anche in questo caso l’entità del nuovo contributo si calcola applicando alla somma già ricevuta, e pari a 1.000 euro per le persone fisiche e a 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, il coefficiente previsto per la specifica attività: 150% per bar, gelaterie e pasticcerie, 200% per i ristoranti. Così come anche in questo caso la somma viene accreditata direttamente dall’Agenzia delle entrate su conto corrente sul quale era stato erogato il contributo precedente.

Non ho presentato domanda per accedere al contributo a fondo perduto a maggio, posso accedere al contributo ristori?

Sì, la norma permette anche a chi non ha fatto domanda per il contributo del Decreto Rilancio di accedere al nuovo contributo a fondo perduto. Per farlo, occorre presentare un’apposita istanza all’Agenzia delle entrate, esclusivamente mediante procedura web. Il termine per la presentazione della domanda scade il 15 gennaio 2021. Da segnalare, inoltre, che per poter beneficiare del contributo la partita Iva deve essere ancora attiva al momento di presentazione della domanda.

Dove trovo il modello per presentare la domanda?

Le istruzioni e le procedure da seguire per presentare la domanda e il modello da compilare per l’istanza sono disponibili dal 20 novembre sul sito dell’Agenzia. Il link diretto alle istruzione e al modello è: https://www.agenziaentrate.gov.it/portale/web/guest/contributo-a-fondo-perduto-decreto-ristori-bis/modello-e-istruzioni-imprese

Non ho presentato domanda per il contributo del Decreto rilancio, come si calcola la somma che mi spetta con il nuovo contributo a fondo perduto?

L’ammontare viene determinato con due fasi di calcolo successive. Nella prima si determina la base di calcolo applicando alla differenza tra l’importo del fatturato e dei corrispettivi del mese di aprile 2020 e l’analogo importo del mese di aprile 2019, una delle seguenti percentuali:

  • 20% per i soggetti con ricavi o compensi nel 2019 non superiori a 400.000 euro;
  • 15% per i soggetti con ricavi o compensi sopra i 400.000 euro e fino a un milione di euro;
  • 10% per i soggetti con ricavi o compensi superiori a un milione di euro.

Questa base viene poi moltiplicata per il coefficiente relativo alla specifica attività e pari 150% per bar, gelaterie e pasticcerie, e al 200% per i ristoranti.

L’importo del contributo a fondo perduto, però, non potrà essere superiore a 150.000 euro per ogni singola realtà

Ho aperto la mia gelateria a gennaio 2020 e non ho ricevuto il contributo a fondo perduto del decreto rilancio perché non avevo il bilancio 2019. Posso accedere al nuovo contributo del decreto ristori? E come verrà calcolato?

Il Decreto ristori riconosce il contributo a fondo perduto alle attività incluse nell’Allegato 1 dello stesso provvedimento, quindi anche le gelaterie, oltre a bar, ristoranti e pasticcerie, che abbiano una partita Iva attiva alla data del 25 ottobre 2020 (aperta prima di tale data e non cessata). Se la partita Iva è stata aperta dopo il primo gennaio 2019, il nuovo contributo spetta senza dover dimostrare il calo di fatturato. In questo caso viene riconosciuto un contributo minimo fisso di 1.000 per le persone fisiche e di 2.000 euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche, moltiplicato per il coefficiente relativo alla specifica attività, che per le gelaterie è del 150%. Per ottenerlo, chi non aveva già fatto domanda per il contributo del Decreto rilancio, deve presentare l’apposita istanza, esclusivamente mediante la procedura web.

Sono titolare di un ristorante di una regione in zona rossa. Mi spetta la maggiorazione prevista del decreto Ristori bis?

Il provvedimento incrementa del 50% il coefficiente moltiplicatore per il calcolo del contributo per alcune attività situate nelle regioni classificate in zona rossa o arancione. Non beneficiano di questa integrazione i ristoranti, per i quali il moltiplicatore resta pari al 200%. L’incremento viene, invece, riconosciuto ai bar e agli altri esercizi simili senza cucina, gelaterie e pasticcerie (anche ambulanti) per i quali passa dal 150 al 200%.

La maggiorazione del 50% del decreto ristori bis viene erogata insieme al contributo o in un secondo momento?

Viene erogata insieme al contributo in un unico flusso. Il sistema recepisce il vecchio contributo e il codice Ateco dell'azienda e ricalcola il nuovo contributo, alla luce dei parametri oggetto del decreto.

Sono titolare di un bar: posso accedere al contributo per la filiera della ristorazione?

Il contributo a fondo perduto istituito dal Decreto Agosto per gli acquisti, effettuati dopo il 14 agosto 2020, di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche Dop e Igp, valorizzando la materia prima del territorio, viene riconosciuto solo alle imprese in attività alla data del 15 agosto 2020 con codice Ateco prevalente 56.10.11 (ristorazione con somministrazione), 56.29.10 (mense), 56.29.20 (catering continuativo), 56.10.12 (attività ristorazione connesse alle aziende agricole), 56.21.00 (catering per eventi e banqueting), 55.10.00 (alberghi). Quindi i bar non possono beneficiarne. Per accedere al fondo, inoltre, è richiesto che l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi dei mesi da marzo a giugno 2020 sia inferiore ai tre quarti dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi medi dei mesi da marzo a giugno 2019, requisito però non richiesto alle realtà che hanno avviato l’attività a decorrere dall’1 gennaio 2019.

Attenzione, però, perché la norma stabilisce che l’accesso a questo contributo esclude quello previsto per i locali nei centri storici, quindi per tali attività occorre valutare bene l’opzione più conveniente.

Quali requisiti sono richiesti per accedere al contributo per la filiera della ristorazione?

Oltre a rientrare nei codici Ateco indicati dal decreto e al calo del fatturato (quest’ultimo non per le attività aperte dal primo gennaio 2019), la norma richiede che vengano acquistati almeno tre differenti prodotti agricoli e alimentati e che il prodotto principale non superi il 50% della spesa totale sostenuta e documentata. Inoltre, la spesa sostenuta non può essere inferiore a 1.000 e superiore a 10.000 euro (Iva esclusa).

Sono titolare di un bar in una regione in zona gialla. Posso beneficiare del credito d’imposta sugli affitti?

Il credito d’imposta del 60% sugli affitti per i mesi di ottobre, novembre e dicembre spetta ai bar indipendentemente dalla classificazione della regione nella quale si trovano. Lo stesso per ristoranti, pasticcerie e gelaterie.

Devo pagare l’Imu in scadenza a dicembre?

Il Decreto ristori ha cancellato la seconda rata Imu, in scadenza il prossimo 16 dicembre, per i bar, ristoranti e gelaterie su tutto il territorio italiano. Tale beneficio spetta a condizione che a condizione che i relativi proprietari siano anche gestori delle attività esercitate.

*con la collaborazione di Gianni Vitale dello Studio Vitale Commercialisti di Rivoli (TO)  www.vitalecommercialisti.it

Decreto ristori

Decreto ristori bis

Decreto Agosto del14 agosto 2020 coordinato con legge di conversione

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