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Baritalia a Sorrento: i segreti dei prodotti per la tua ricetta

Baritalia Sorrento
Scopri le caratteristiche dei distillati, liquori e soft drink che puoi utilizzare per il tuo cocktail e partecipare alla tappa di Sorrento di Baritalia. Appuntamento il 4 aprile nella splendida cornice delle terrazza Dry Martini del Majestic Palace Hotel

Ti sei già iscritto alla tappa di Sorrento di Baritalia, in agenda il 4 aprile? Puoi farlo qui. Nelle schede che seguono, scopri i prodotti che devono essere utilizzati dai partecipanti nelle loro ricette. Tema di quest’anno è A drink for the planet, la sostenibilità nel beverage intesa come la capacità di ridurre l’impatto ambientale, riducendo sprechi e valorizzando il territorio.

MANDA LA TUA RICETTA ENTRO IL 22 MARZO

1. Campari

Campari, il liquore bitter più famoso al mondo

Principale prodotto sponsor del team Campari Academy è lo storico liquore (bitter) aperitivo Campari, la cui ricetta è sempre stata tenuta rigorosamente segreta.
Campari è un liquore alcolico (25% alc) ottenuto grazie all'infusione di decine di erbe amaricanti e radici aromatiche, frutta in alcol, sciroppo di zucchero, acqua e colorante rosso naturale, dall'intenso e inconfondibile colore rosso, aroma intenso e gusto amaro. Caratteristiche che lo rendono da sempre una base per i più diversi cocktail a cominciare dai più semplici Campari&Soda e Campari Seltz (1 parte Campari, 3 parti soda o spruzzo di seltz), per passare poi al Milano-Torino (3 cl Campari, 3 cl Vermouth di Torino Rosso, ghiaccio a cubetti, scorza di limone) diventato l'Americano con l'aggiunta di seltz o soda in omaggio al pugile Primo Carnera (diventato un campione del ring negli Usa), che a sua volta ha dato vita a Firenze negli anni Venti al cocktail dedicato al conte Negroni (3 cl Campari, 3 cl Vermouth di Torino Rosso, 3 cl gin, ghiaccio a cubetti, scorza di limone), per passare agli anni Sessanta con Campari Orange o Garibaldi (1/5 Campari, 4/5 succo fresco di arancia, ghiaccio a cubetti, scorza di arancia) e agli anni Sessanta con il Negroni Sbagliato (1/3 Prosecco o Spumante Pinot Chardonnay al posto del gin) firmato dal barman Mirko Stocchetto del Bar Basso di Milano.

Gli altri prodotti Campari Academy disponibili nel paniere sono Bulldog London Dry Gin, aperitivo full proof Cynar 70° e Ancho Reyes Chile Liqueur.

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2. Glendalough Irish Whiskey by Coca-Cola Hbc Italia

Gamma Glendalough Irish Whiskey

Dopo aver superato le 50 referenze in poco più di due anni, Coca-Cola HBC Italia, principale imbottigliatore dei prodotti a marchio The Coca-Cola Company sul territorio nazionale, continua ad ampliare il suo portafoglio Spirits grazie a un nuovo importante accordo con Glendalough Distillery, e la società madre Mark Anthony Brands International, per la distribuzione nel canale Horeca di diversi prodotti dell’azienda irlandese a partire da febbraio 2022.
Con questo nuovo accordo, Glendalough Distillery espande così la sua partnership con il Gruppo Coca-Cola HBC, già attiva in altri paesi in cui opera il Gruppo, e porta sul mercato italiano 7 referenze della sua gamma composta da prodotti artigianali super premium e prestige: 5 whiskey, Glendalough Pot Still, Glendalough Double Barrel, Glendalough Single Cask, Glendalough 17 year old Single Malt, Glendalough 25 year old Single Malt

Fondata nel 2011, Glendalough Distillery produce liquori artigianali nelle scenografiche montagne di Wicklow, in Irlanda. Dopo aver iniziato distillando Poitín, l'azienda è cresciuta rapidamente per offrire una gamma sempre più ampia di liquori irlandesi premium e super-premium, diventando leader nell'innovazione degli spirit a dieci anni dalla sua nascita.
Il portfolio di Glendalough ha recentemente ricevuto il Double Gold al San Francisco World Spirits Competition, sia per il Wild Botanical Gin che per il Double Barrel Whisky. L’azienda inoltre è stata nominata "Sustainable Distillery of the Year" da Whisky Magazine (Icons of Whisky) e "Irish Gin Distillery dell'Anno” dalla New York International Spirits Competition.

Gli altri prodotti di Coca-Cola Hbc Italia divisione Spirit disponibili nel paniere sono Gin Grifu, Nemiroff De Luxe Vodka e Barcelò Ron Gran Añejo.

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3. Amaro Lucano Anniversario by Coca-Cola Hbc Italia

Amaro Lucano Anniversario

Tradizione, passione e qualità si fondono per celebrare i 120 anni di storia dell’azienda Lucano 1894. Ottenuto da un’antica ricetta del Cavalier Pasquale Vena, questo amaro (34% alc) è il risultato della sapiente miscelazione di più di 30 erbe: l’elevata gradazione esalta le note erbacee amaricanti dell’assenzio, del cardo santo e della genziana. La sua struttura ricca e complessa fa di Amaro Lucano Anniversario un amaro perfetto per l’utilizzo in miscelazione ma anche interessante a fine pasto. Bevuto liscio è da gustare rigorosamente freddo per apprezzarne tutte le qualità aromatiche.

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4. Lurisia Mixer by Coca-Cola Hbc Italia

gamma Lurisia Mixer

Da sempre le acque toniche sono l'ideale completamento di cocktail rinfrescanti come i long drink. Per questa esigenza Lurisia ha messo a punto quattro ricette a tema con un tocco di orginalità. Dedicati alla premium mixability, i quattro Lurisia Mixer sono confezionati in bottiglie da 15 cl, caratterizzate da vivaci etichette. Acqua Tonica con fiore ireos toscano, ideale per cocktail come Gin Tonic. Acqua Tonica con una nota di Vermouth Rosso.Gazzosa Amara con quassia amara. Ginger Beer con peperoncino calabrese, mix di gusto speziato con zenzero e peperoncino, indicata per cocktail come il Moscow Mule.

5. Gin Mare Capri by Compagnia dei Caraibi

Gin Mare Capri

Dedicata e ispirata a Capri, la nuova versione nasce per celebrare i 10 anni del gin super premium. Un sodalizio tra due icone del Mediterraneo che il brand consolida con un progetto di recupero di un agrumeto presente nel cuore dell'isola.
È ispirata e dedicata a Capri la nuova release di Gin Mare. Una nuova edizione, Gin Mare Capri, con la quale il gruppo spagnolo Vantguard ha voluto celebrare i 10 anni del suo gin mediterraneo super premium, rendendo omaggio al tempo stesso all’isola del Golfo di Napoli perla del Mediterraneo.
Gin Mare Capri (alc 42,7% in vol) si differenzia dalla versione classica per la presenza di due nuovi ingredienti: i limoni e i bergamotti, che ne arricchiscono il bouquet di nuove note agrumate. Ingredienti che si aggiungono alle botaniche della ricetta tradizionale: oliva Arbequina dalla Spagna, basilico italiano, timo turco, rosmarino greco, coriandolo, ginepro, cardamomo. Le botaniche come per la versione classica vengono lavorate artigianalmente, attraverso una delicata macerazione e una distillazione separata che permette di esprimerne nel prodotto finale le caratteristiche di ciascuna.

Gli altri prodotti di Compagnia dei Caraibi disponibili nel paniere sono Seventeen Tonic Water, Seventeen Ginger Beer, Liquore Savia&Limone.

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6. Aperitivo Fiori di Sambuco by Gamondi

Gamondi Apertiivo Fiori di Sambuco con cocktail Belle époque

La novità Gamondi Aperitivo Fiori di Sambuco è presente come prodotto sponsor alla tappa di Sorrento di Baritalia by Bargiornale del 4 aprile prossimo per essere utilizzato dai bartender nei cocktail concorrenti.
A Gamondi Aperitivo Agrumi Mediterranei si affianca la novità Gamondi Aperitivo Fiori di Sambuco. Caratterizzato da varie proprietà benefiche, il fiore bianco di sambuco cresce spontaneo in cespuglio, viene raccolto a mano e presenta un profumo delicato ma inconfondibile e per questo è spesso impiegato nella realizzazione di sciroppi, liquori e profumi.
Ricavato grazie all’infusione dei fiori di sambuco e altre erbe aromatiche in una base di vino Moscato bianco e distillato di vino, Gamondi Aperitivo Fiori di Sambuco presenta una gradazione di 21° alcolici, con note floreali, di frutta fresca e agrumi. Proposto in bottiglia da 1 litro a sezione esagonale più facilmente impugnabile.
Gamondi è uno storico marchio della tradizione liquoristica piemontese, creato nel 1890 da Carlo Gamondi, protagonista oggi di una recente strategia di rinnovamento, rilancio e comunicazione nel campo della miscelazione premium.

Gli altri prodotti Gamondi presenti nel paniere sono Gamondi Aperitivo Agrumi Mediterranei, Gamondi Bitter e Gamondi Vermouth di Torino Rosso Superiore.

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7. DOuMIX? Syrup by Mec3

Gamma DOuMIX? Syrup

Della presentazione della gamma di prodotti DouMIX? by Mec3 abbiamo parlato in un precedente articolo nel nostro sito. Qui presentiamo la linea dei prodotti sponsor Syrup di DOuMIX? della prossima tappa di Baritalia by Bargiornale.
Nel paniere poi sono presenti altre tre referenze della gamma Squeeze premix creati per cocktail, mocktail e drink aromatizzati, con frutta pronta da squeezare come Lemon Lime Sweet&SourYuzu e Mixed Berries.
Alla creazione di drink, ricette a base latte e caffè Mec3 Optima dedica Syrup, la linea di sciroppi alta concentrazione che, con poche gocce, arricchiscono di gusto le preparazioni cocktail, con ben 12 le referenze (in vivaci bottiglie da 70 cl):
Amaretto, Blue Unicorn, CaramelCinnamonElderflowerGreen MintGrenadineHazelnutMintRose, Pink UnicorVanilla.

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8. Limoncello di Capri by Molinari

Limoncello di Capri by Molinari

Nei primi anni dell’Ottocento, Capri, isola unica al mondo per le sue bellezze naturali e terra d’origine del Limoncello di Capri, rivelò la sua vocazione nell’arte dell’ospitalità. Vincenza Canale, pioniera dell’attività alberghiera e proprietaria dell’ormai celebre pensione “Mariantonia”, fu a inizio del XX secolo la prima a diffondere tra i propri ospiti il consumo del limoncello da lei stessa preparato. Continuando la tradizione di famiglia, nel 1988 i suoi discendenti hanno fondato la Limoncello di Capri Srl, la prima società a brevettare e utilizzare il termine limoncello, derivazione dell’antico termine caprese limonillo.
È secondo l’originale ricetta di Vincenza Canale arrivata intatta fino ai giorni nostri, che ancora oggi produciamo Limoncello Di Capri usando solo Limone di Sorrento IGP, anche noto come l’Ovale di Sorrento per la sua forma ellittica e per la sua zona esclusiva di coltivazione: la Penisola Sorrentina e l’Isola di Capri.

Limoncello Di Capri è un liquore dolce (30% alc), prodotto con metodo artigianale, nel rispetto delle tradizioni e dei sapori dell’isola di Capri.
Simbolo dell’eccellenza italiana, conosciuto e amato in tutto il mondo, Limoncello di Capri è indissolubilmente legato al suo territorio, perché prodotto esclusivamente con bucce del Limone di Sorrento IGP, ricco di oli essenziali che donano corpo e aroma al prodotto.
Limoncello Di Capri è 100% naturale, senza aggiunta di coloranti, conservanti, stabilizzanti e aromi. Solo quattro ingredienti: Limoni di Sorrento IGP, alcool, acqua e zucchero.
Nel 1999 Molinari Italia Spa inizia la distribuzione di Limoncello di Capri e nel 2016 diventa proprietaria al 100% di Limoncello di Capri Srl.
Gli altri prodotti Molinari presenti nel paniere sono Sambuca Molinari Extra, The Botanist Islay Gin e Bruidladdich Whisky Port Charlotte 10 yo.

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9. Grappa Nonino Monovitigno Lo Chardonnay 12 mesi in barriques

Cocktail Nonino Sour con Grappa Nonino Lo Chardonnay 12 mesi

Per la prossima tappa di Baritalia by Bargiornale, il team Nonino presenta come prodotto sponsor Grappa Nonino Monovitigno Lo Chardonnay 12 mesi in barrique, oltre agli altri prodotti in paniere Amaro Nonino Quintessentia, Grappa Nonino Tradizione 41° e Grappa Nonino Monovitigno Moscato.
Nonino Distillatori dal 1897
ha ricevuto nel 2019 il titolo di Miglior Distillleria del Mondo dalla rivista cult Wine Enthusiast.

Caratteristiche di Grappa Nonino Lo Chardonnay 12 mesi in barriques
Gusto: leggermente ambrata per il riposo in barrique. Fine ed elegante, ricorda il profumo di pane, di vaniglia e di pasticceria. In bocca sentore di cioccolata e mandorle appena sgusciate. Viene ottenuta da vinacce selezionate e diraspate, raccolte fresche e morbide di uva Chardonnay.
La distillazione è artigianale in alambicco discontinuo in rame a vapore secondo l'antica ricetta della famiglia Nonino. L'invecchiamento è naturale, 12 mesi in barriques sotto sigillo, 0% coloranti. Gradazione alcolica: 41% vol.

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10. Organics by Red Bull Tonic Water

Organics Tonic Water by Red Bull

Organics by Red Bull è composto da otto varianti di gusto di bevande sodate ottenute con ingredienti di origine naturale e con certificazione biologica AT-BIO-902 dell’Unione Europea.
Famosa per i suoi Energy Drink, Red Bull ha aggiunto una gamma di bevande bio completamente diverse con il nome Organics by Red Bull, le cui otto varianti, in bottiglia o lattina 25 cl, non contengono aromi artificiali, coloranti artificiali, conservanti o additivi come acido fosforico. Inoltre contengono zucchero da barbabietola e succo concentrato di limone da agricoltura biologica, acqua di sorgente delle Alpi austriache e svizzere.
Per la prossima tappa di Sorrento, il prodotto sponsor è Organics by Red Bull Tonic Water (con estratto di chinino, estratto di cassia e succo di lime).
Gli altri prodotti Organics by Red Bull in paniere sono Ginger Beer (con succo di limone e arancia, radice di zenzero e paprika), Bitter Lemon (con succo di limone e lime, estratto di cassia) e Ginger Ale (con succo di bergamotto, radice di zenzero e sciroppo di zucchero caramellato).

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Baritalia tour: i grandi cocktail bar della Puglia

Alla scoperta dei "re della miscelazione" della Regione che ospita la prima tappa di Baritalia 2022, in programma a Lecce il 21 marzo

Baritalia, la manifestazione itinerante di Bargiornale che scova le eccellenze del bere miscelato in tutta la Penisola, nel 2022 riparte dalla Puglia. Una regione che - da Bisceglie a Casarano - quando si parla di professionisti e cocktail bar, ha molto da raccontare, e continua a stupire per la varietà e qualità delle nuove aperture. Il 21 marzo sarà la data in cui ci immergeremo nella bellezza mozzafiato di Lecce, e conosceremo i primi barman che si sfideranno sul tema dell’edizione 2022: “A drink for the planet” per conquistare un posto per la finalissima di Monte Carlo.

In un immaginario viaggio da Nord a Sud della regione, andiamo a conoscere i protagonisti che saranno presenti come giudici d’onore a Baritalia.

I primi personaggi che incontriamo sono un’accoppiata di veterani della miscelazione nazionale, già membri del Drinkteam di Bargiornale: Gianni dall’Olio e Francesco di Gioia. Insieme hanno aperto ben tre cocktail bar a Bisceglie. Tutto inizia da A’Barraca, un chiringuito sulla spiaggia che dal 2009 è un punto di riferimento per la sua miscelazione esotica. Il genere di posto in cui, durante una giornata di mare, vorreste capitare almeno cinque volte al giorno: per un gelato, una birra, un Dark n’ Stormy, una Colada e - per finire - un Mai-Tai. Per chi alle note tropicali preferisce le corroboranti bollicine di un Gin tonic c’è il Botanicals & Co2, in cima a una scalinata affacciata sul porto. A farla da padrone una selezione di oltre 300 etichette di gin, da affiancare a una proposta food fresca e internazionale.
Il duo di barman imprenditori si trova spesso e volentieri al bancone del Contrabar, locale raffinato e dalla grande proposta di classici e rivisitazioni, aperto nel 2016 nel centro storico. Un luogo amato dai cultori di un buon Manhattan o di un Old Fashioned, dove scorrono abbondanti le dashes di Bitter Violento, il bitter aromatico che il duo ha creato in omaggio alla Puglia, con ingredienti del territorio di primissima qualità.

Mezz’ora di viaggio e si arriva a Bari, una delle città più stimolanti d’Italia per la miscelazione. La presenza di due fucine come Ad Horeca, diretta da Michele Scutari, la scuola di formazione più rilevante del Sud Italia, e di Bar Project di Claudio Lepore ha permesso di allevare generazioni di professionisti preparati e competenti, sfornando negli anni nuovi talenti. Tra le nuove leve “d’importazione” spicca Haneul Lee, per tutti “Hannetta”, che si è fatta conoscere per la sua energia e creatività alla Diageo World Class 2021, conquistando il podio. La giovane coreana, che dal mondo del caffè (nel quale è sempre immersa, come formatrice per Bar Project) è passata a quello della miscelazione, a Bari ha lasciato il cuore. Tanto che il bar che sta aprendo si chiamerà così: U’Kor. Sarà un locale incentrato sulla cucina coreana (una primizia in terra di Puglia) abbinata a vini naturali e ai suoi signature, proposti come ready to drink.

In attesa di U’Kor, l’apertura principe del 2021 è stato Cordiale, il nuovo progetto di Vincenzo Mazzilli, che in città ha altri tre locali. In pratica, un bar d’albergo...senza l’albergo, in pieno centro. Un luogo elegante dove fare una colazione internazionale al mattino e tornare la sera per un Martini alla Churchill, un Daiquiri alla Hemingway o uno dei grandi classici italiani, con un servizio da hotel cinque stelle.

Il primo locale di Mazzilli è lo Speakeasy, un piccolo ambiente - aperto insieme al socio Nicolantonio Milella - dal quale ormai da dieci anni escono i drink più rinomati della città. Lo street bar che ha dato il via alla miscelazione di qualità sta, in queste settimane, cambiando volto, mantenendo la sua anima street ma lasciando indietro il suo background proibizionista. Lo Speakeasy è stata la rampa di lancio per altre aperture come il Luau, creato insieme a Davide Mitacchione, che unisce lo stile caraibico agli ingredienti del territorio, fondendo in un’ambientazione esotica la cultura Tiki e quella mediterranea, e il Monkey Punch, che si ispira all’universo manga e in particolare al disegnatore di Lupin III, da cui prende il nome. I drink, così come il food e l’arredamento, sono frutto dell’unione tra ingredienti orientali e occidentali. Divertimento assicurato in un’atmosfera electro animata da dj set.

Le commistioni sono il filo conduttore anche di altri locali cittadini, quasi a sottolineare la natura di porto di confluenze di Bari. All’Hagakure Hoh Samba la parola fusion trova espressione nella proposta culinaria, ma anche nel design: un viaggio tra Giappone e America del Sud, con richiami stilistici a quattro continenti. Al ristorante in stile nikkei si affianca il bar tropical-chic, con una selezione di oltre 500 tra distillati e sakè. Drink allegri e colorati si accompagnano a una proposta di tapas variegata e creativa.

Atmosfere fusion anche per Mezcla, Kitchen & Mixology, ristorante di cucina internazionale nato nel 2015, che in cucina si sbizzarrisce proponendo le tradizioni più svariate, e al cocktail bar mantiene una spina dorsale di classici, affiancati da signature sempre nuovi. Una vera e propria mezcla di sapori, guidata da un solo fine: far stare bene il cliente.

Identità ben definita invece per il Rù Peruano: cucina peruviana e cocteles a base Pisco. Dal Pisco Sour alle rivisitazioni di Paloma o Daiquiri, la drink list è pensata per abbinarsi ai gusti decisi del leche de tigre o a quelli delicati di ceviche e tiraditos.

Lontano da questo multiverso fusion, La Biglietteria è un locale elegante in stile New Decò, frutto della riqualificazione dello storico foyer del teatro Kursaal Santalucia. Un locale ricco di storia, dove la cucina italiana è trattata con i guanti e la miscelazione strizza l’occhio a esperienze multisensoriali.

Quella de L’Arcimboldo è invece una dimensione più familiare: un piccolo american bar sul lungomare dove sentirsi a casa, accolti da uno staff sorridente, lo stesso dall’apertura (nel 2016). Il posto giusto per un cocktail su misura, principalmente a base di frutta fresca.

L’ultima tappa del nostro Bar(i) tour è il Summit Club, un locale ispirato ai live club delle grandi metropoli internazionali. Al centro di tutto c’è la musica, in un contesto morbido fatto di luci soffuse, dischi rari e cocktail ispirati ai mondi dell’arte e dell’intrattenimento, miscelati delle abili mani del bar manager Ivan Milone.

Nei dintorni di Bari, facciamo tappa al ParlaPiano Bistrot di Mola, ristorante e bar di Joe Marzovilla dove il food pairing è al centro dell’offerta: i signature cocktail sono pensati per essere abbinati a piatti di cucina creativa, sempre ben radicati nelle materie prime locali.

Gravina in Puglia, nell’entroterra, è la casa di un grande personaggio della miscelazione italiana: Tommy Colonna. Nel suo nuovissimo Benni from Gambrinus “si mette in campo ciò che il campo ci offre!”, trasformando in forma liquida o solida le migliori materie prime dell’Alta Murgia, con piatti e cocktail in cui fanno capolino erbe odorose e officinali, frutti e ingredienti che seguono tassativamente il ciclo delle stagioni, garantendo sempre risultati sorprendenti in termini di gusto e soddisfazione.

Prima di arrivare a Lecce, facciamo tappa nel piccolo comune di Carmiano, sede del bar a gestione familiare di Sigfrido Pallara, per tutti “Sigo”. Da ormai 25 anni lui è quel barman a cui chiedere un “fai tu”, nel suo caso ribattezzato “Sigo sa”: ingredienti ignoti, diversi da cliente a cliente, soddisfazione unanime. Un marchio di fabbrica. Tanto che, quando ha aperto il bar nel 2016, è diventato anche il nome del locale.

Parlando di celebrità, non si può non menzionare la coppia di barman imprenditori salentini Diego Melorio e Andrea Carlucci, che oggi hanno all’attivo tre locali e in bacheca premi e gratificazioni assortiti. Otto anni fa nasceva nel cuore di Lecce un locale piccolo e pieno zeppo di bottiglie da tutto il mondo: il Quanto Basta, Cocktail bar dell’anno alla prima edizione di Barawards (2015). Uno street bar alla mano e insieme raffinato con servizio rapido e cordiale e drink sofisticati ma dall’aspetto semplice. La loro filosofia del bere bene ed accessibile accomuna gli altri due locali: il Cubi di Maglie (Bar rivelazione dell’anno a Barawards 2017) e il Sale di Martina Franca, aperto a luglio 2021.

Altra illustre testimonianza del fermento cittadino è il Laurus di Marco Fabbiano, ex barman del 1930 di Milano, tornato nella sua città per dare vita al suo progetto: un bar elegante e raffinato, con una miscelazione scenografica ed elaborata, affiancata a un grande culto dei classici dimenticati. Accompagnati dalle note di un pianoforte e seduti su un divano anni ’50, è il posto giusto per gli amanti del buon bere in tranquillità e dei whisky ricercati da degustare.

Grande selezione di distillati e liquori (oltre 600 referenze) anche al Prohibition, locale dall’atmosfera proibizionista aperto nel 2014; scavato nella pietra, è nascosto da una piccola porta che passa facilmente inosservata.

A pochi minuti di distanza, un altro locale che ha fatto della segretezza il suo marchio è il Viveur Experience, che nasconde dietro la sua facciata di bar di strada una stanza segreta a cui si accede attraverso una libreria. L’offerta è basata su varietà e completezza: oltre ai numerosi distillati, sono presenti 70 etichette di vino al calice e altrettante birre artigianali.

L’atmosfera calda e informale, insieme all’attenzione ai dettagli del servizio, si ritrova anche al Saloon Keeper 1933. Il nome riprende l’anno della fine del proibizionismo, ma qui sembra di essere ancora immersi in quell’atmosfera, con una miscelazione fortemente improntata sui classici e sui forgotten cocktail. Il suo ideatore, Cristian Pellegrino, quest'estate si è concesso il bis aprendo il Queréncia Exotic Bar, un angolo di Tropici ispirato alle atmosfere esotiche degli anni ’40, regno della miscelazione Tiki.

Per l’ultima tappa cittadina andiamo al Quarantacinque, una piccola e accogliente realtà dall’estetica modernista. L’offerta drink sposa il mondo del molecolare e ricrea esperienze multisensoriali e giochi liquidi per stupire i clienti.

Galatina e Casarano sono le mete con cui chiudiamo il nostro tour. A Galatina il Casa Roger 65 di Carlo Liuzzi apre due volte al giorno: al mattino come laboratorio di produzione, in cui vengono realizzate bevande e prodotti artigianali dedicati alla mixology (sciroppi, lattofermentati ecc.); la sera si trasforma in un cocktail bar con una regola ben precisa: utilizzare solo prodotti artigianali, che lo staff ricerca tra le aziende che condividono la vocazione per la liquoristica artigianale di qualità.

L’ultima tappa riassume nel nome tutte le precedenti: il 1000 Misture di Casarano è un omaggio al celebre libro di Elvezio Grassi. Il titolare, Alessio Conte, acquista la pubblicazione quasi per caso, per poi capire che quel che aveva tra le mani non era un semplice libro, ma la base del suo futuro progetto di bar: un salottino italiano dell’atmosfera anni ’40 in cui viene riproposta la miscelazione futurista del tempo, con i dovuti accorgimenti moderni. I prodotti italiani la fanno da padrone, e la carta varia ogni sei mesi, ogni volta con un tema diverso. Il nuovo menu è dedicato ai Looney Tunes, quel mondo colorato di personaggi animati e divertenti che ci ricorda un po’ la grande varietà di bar di livello che il tacco dello stivale ha da offrire. 

Sigep 2022: tutti i premiati nel contest del gelato

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Rosario Nicodemo vince il Gelato d'Oro Selezione Gelatieri, ma non è l'unico titolato

Cala il sipario su Sigep 2022. Nell'ultimo giorno della manifestazione sono stati annunciati i vincitori del contest Gelato d'Oro. A vincere la Selezione gelatieri è stato Rosario Nicodemo, mentre per la Selezione pasticceri il trionfatore è stato Leandro Faraci. Ma non sono stati gli unici a ricevere alti riconoscimenti durante il Sigep 2022.

I due vincitori

Conquistando il gradino più alto del podio della selezione, il gelatiere Rosario Nicodemo, 40enne (in precedenza alla gelateria Il cannolo siciliano di Roma, ma da poco diventato consulente), si è qualificato anche come partecipante alla prima edizione della Gelato European Cup. Insieme a lui ci sarà anche il siciliano Leandro Faraci, vincitore di Sigep Gelato d'Oro - Selezione Pasticceri. L'ex falegname di Enna, ora titolare della Gelateria Pasticceria Geba, ha vinto la competizione con una torta a strati a base di cioccolato bianco, morbido di pistacchio e gelatina ai frutti rossi. Faraci e Nicodemo parteciperanno insieme alla 10a edizione della Gelato World Cup, andando poi a competere anche nella prima edizione di Gelato European Cup a Sigep 2023.

Gli altri premi

Alle spalle di Nicodemo si sono piazzati  Danilo Cinelli, 33 anni, della gelateria Delizie Bolognesi di Bologna, e Francesca Marraro, 35 anni, della gelateria Golosia di Orbassano (TO). Inoltre, il 37enne laziale Matteo Grizi si è aggiudicato il titolo di “Miglior Gelatiere dell’anno”, mentre Carmelo Caratozzolo di Oppido Mamertina (Re) ha vinto per la categoria “1000 idee per un nuovo gusto gelato dell'anno” con il gusto “Sapori d'Aspromonte”. A Paolo Costantini della gelateria Il Gelatone di Roma è andato il titolo “Sorbetti dal Mondo” con il gusto “Tartufotto”. Marianna Serani della Gelaterie Serani 1969 di Antrodoco (Ri) ha conquistato il riconoscimento “Memorial Alberto Pica - Gusto Nocciola”. Nella Selezione Pasticceri sono stati premiati anche, come seconda classificata, Martina Morbidoni, 25 anni di Ancona, della Gelateria Wally a Milano; e, come terzo, Giuseppe Zippo, pasticcere di Mille Voglie, a Specchia (Le).

Parte la seconda edizione del Videocontest Gelato Day

Gusto Dolce Sinfonia
Gusto dolce sinfonia
Durante la 43° edizione di Sigep e in vista della Giornata Europea del Gelato Artigianale del prossimo 24 marzo, Artglace ha presentato la seconda edizione del Videocontest Gelato Day. La chiamata è rivolta a tutti i gelatieri d’Europa per realizzare un video di 90 secondi in cui mostrare la preparazione di “Dolce Sinfonia”, il Gusto dell’Anno 2022 a base di cioccolato, nocciole, ricotta fresca e fichi sciroppati al rhum. Dopo la prima selezione conclusasi il 14 marzo, prende il via da oggi la seconda selezione a cui, fino al 30 settembre, tutti i gelatieri europei possono partecipare gratuitamente (regolamento completo sul sito gelato-day.it). Inoltre, sempre al Sigep, sono stati annunciati i vincitori della prima edizione, dedicata al gusto “Mantecado”. Domenico Belmonte, Presidente di Artglace e i membri della giuria hanno premiato i tre gelatieri che meglio hanno espresso e interpretato questo viaggio nel mondo del gelato: Taila Semerano della gelateria Ciccio in Piazza di Ostuni (BR), Luca Coccè della gelateria Peccati di Gola di Gallarate (VA) ed Andrea Lunardon della gelateria Temptations di Soave (VR).

Motori, musica e drink: il mix vincente di Engine Garage

Dopo il debutto milanese, il format di eventi by Engine Gin, fatto di cocktail, musica e atmosfere che rimandano al mondo dei motori, è pronto per partire alla conquista dei più bei garage del mondo

Motori, musica e bere bene sono gli ingredienti della formula di Engine Garage, nuovo progetto firmato Engine per tornare in pista e ballare. Formula che dopo aver scaldato i motori a Milano in occasione della Fashion Week è ora pronta a diventare regina della nightlife, portando nei più bei garage di tutto il mondo il suo carico fatto di atmosfere esclusive, dj set stellari e “motor drink” a base di Engine, gin premium italiano, nato nelle Langhe, 100% biologico, creato dall’imprenditore Paolo Dalla Mora.

Serate all’insegna del divertimento che hanno alla loro base tutti gli ingredienti che compongono l’identità del brand Engine. A partire dalle location: garage dove si balla tra moto e auto lussuose, rigorosamente vintage, a creare lo scenario perfetto a suggello del legame tra questo gin e il mondo dei motori. Un legame che si evince immediatamente, se solo si dà uno sguardo al pack di Engine: una tanica di latta da mezzo litro, con tappo a vite, che richiama il contenitore per l’olio delle macchine o per la miscela della Vespa, del Ciao, del Sì e di altri mezzi iconici degli anni Ottanta, come il Generale Lee, la mitica Dodge Charger del 1969 dei cugini Duke nella serie tv di grande successo Hazzard.

Altro mondo di riferimento di Engine è quello della musica, del divertimento e dell’entertainment più all’avanguardia. La musica è infatti un altro grande ingrediente dei party Engine Garage, con i dj set con le star internazionali del panorama dance. Il tutto condito dai drink preparati dai bartender del brand per saziare la sete bene degli ospiti.

L'esordio a Milano

Con questa formula il format Engine Garage ha fatto il suo debutto in un garage milanese: ed è stato subito un successo. Suoni, ritmi e spettacolo hanno scandito la serata. Ad alternarsi alla consolle due numeri uno della scena dance internazionale. Direttamente da Londra alla console di Engine Garage si è esibita Jodie Harsh, la drag dj più amata dal fashion system, che con i suoi dj set ha fatto esplodere club, festival e le feste più cool ai quattro angoli del globo. Mentre da Amsterdam è volato fino all’Engine Garage William Djoko, dj produttore e musicista olandese che fa parte di una delle etichette party techno underground più iconiche del mondo

I drink della Engine Cocktail List

Insieme a loro, gradi protagonisti della serata le specialità della Engine Cocktail List, quattro classici ai quali l’ambassador del brand, Leonardo Todisco, detto Leopardo, ha dato una marcia in più rivisitandoli con Engine. Dal Nitroni, “il Negroni col turbo” all’Engine Gin Mule ispirato al modern classic creato da Audrey Saunders, una delle regine della mixology. E ancora GT, dove le due lettere stanno per Gin&Tonic, ma anche per Gran Torino, l’auto della serie Starsky & Hutch, e per Gran Turismo, la categoria di auto prodotte dalle più importanti case automobilistiche, come Ferrari, Aston Martin, Bentley. Il long drink è preparato con acqua tonica Fever-Tree Indian Tonic ed è guarnito con una foglia di salvia, che dà un tocco spicy al gin.

E, infine, The Ultimate Martini, la versione del Martini Cocktail che porta la firma di Salvatore The Maestro Calabrese. Cocktail che ha rappresentato la grande sorpresa della serata: già premiscelato è stato servito direttamente nelle coppe direttamente dal rubinetto di una tanica ghiacciata da 10 litri, completando con la vaporizzazione con vermouth dry e infine decorando con foglia di salvia e ricciolo di limone.

Tanta bella gente

Tanti gli ospiti a divertirsi sulla pista nella serata di esordio dell’Engine Garage, tra i quali un ricco gruppo di personaggi del mondo musicale, della moda e influencer. Tra i super ospiti: Alessandro Malossi, Francesco Vullo - The Pink Lemonade, Eleonora Carisi, Christian Pellizzari, Marica Pellegrinelli, Vittoria Hyde, Denny La Home, Dylan della Dark Polo Gang, Noyz, Cat Poulain. E ancora, Andrea Zelletta, Pierpaolo Pretelli, Federico Schwartz, Martina Hamdy, Beba (Beb.Ounce), Giorgia Mos, Alex Fiordispino dei The Kolors, Lele Sacchi, Alex di Giorgio, Anselmo Prestini, Roberto de Rosa, Isabella Franchi (Unghie della Madonna), Cixi, Mattia Stanga.

Le ricette

Nitroni

NITRONI Engine
Ingredienti:

30 ml Gin Engine, 30 ml vermouth rosso, 30 ml bitter
Preparazione:
build
Guarnizione:
foglia di salvia e scorzetta di limone
Bicchiere:
tumbler basso

GT

GT Engine
Ingredienti:
50 ml Gin Engine, 150 ml Fever-Tree Indian Tonic water
Preparazione:
build
Guarnizione:
foglia di salvia
Bicchiere:
tumbler alto

Engine Gin Mule

Engine Gin Mule1
Ingredienti:
50 ml Gin Engine, 25 ml succo di lime fresco, 20 ml sciroppo di zucchero, 2-3 foglie di salvia, 30 ml Fever-Tree Premium Ginger Beer
Preparazione:
shake
Guarnizione:
foglie di salvia
Bicchiere:
mug

The Ultimate Martini
Ingredienti:
75 ml Gin Engine, 2,5 ml vermouth extra dry
Preparazione:
Versare il gin (la lattina va tenuta in freezer per un’ora) in un mixing glass e mescolare con abbondante ghiaccio fino a raggiungere la diluizione. Versare in coppetta ghiacciata e vaporizzare le pareti della coppetta con vermouth extra dry
Guarnizione:
foglia di salvia
Bicchiere:
coppa Martini

Associazioni: Ampi, dal simposio a Pompei il 24 maggio ai nuovi progetti

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I maestri pasticceri di Ampi raccontano i nuovi progetti dell'associazione. E confermano data e luogo del prossimo Simposio

L’Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi) coglie l’occasione del Sigep, tornato in presenza a Rimini dopo 2 anni di assenza, per presentare i programmi che vedranno impegnati gli accademici nel prossimo futuro. L’associazione, presieduta da Sal De Riso e che oggi conta una quarantina di associati, ha programmi ambiziosi, accomunati da una parola chiave: collaborazione. Collaborazione fra gli associati, innanzi tutto, in uno spirito di scambio costruttivo fra accademici, ma non solo. «Per esempio vogliamo attivare uno scambio culturale fra il mondo della pasticceria e quello della cucina - dice Sal De Riso – tanto che abbiamo in corso nuovi progetti con l’associazione di ristoratori Le Soste». Grande l’attenzione nei confronti delle nuove leve che approcciano il mondo della pasticceria e verso nuovi associati (ce ne sono già 16 nuovi in arrivo). Fondamentale per Ampi anche lavorare sulla reputation del brand che raduna gli accademici: «Vogliamo far diventare sempre più forte, autorevole e riconoscibile il marchio di Accademia anche da parte confronti del consumatore finale», aggiunge De Riso.

Simposio fra gli scavi archeologici

Aggiunge il vice presidente Paolo Sacchetti: «Siamo una squadra motivata a fare bene e ad essere di esempio. Fra i nostri programmi c’è anche quello di valorizzare il nostro straordinario patrimonio di ricette regionali, che vogliamo portare alla luce». Nel riorganizzare il proprio assetto - dopo la scissione di un importante gruppo di associati avvenuta lo scorso anno (ne abbiamo parlato qui) - fra le novità il direttivo Ampi ha istituito le Commissioni, ciascuna dedicata a specifiche attività (eventi, social, candidature, contatto con aziende partner), in modo da stabilire ruoli e dare valore a ogni aspetto della vita associativa. Da ultimo, ma non certo per importanza, vengono annunciate data e sede del prossimo Simposio: l’appuntamento con gli Accademici è per il 24 maggio, in una location davvero unica: all’interno degli scavi archeologici di Pompei. Con il supporto strategico del maestro Ampi Salvatore Gabbiano, che proprio a Pompei ha la sua sede, con 2 pdv. Tema attorno al quale si articolerà il Simposio: “Seconda vita”, ovvero un approccio consapevole al cibo. Niente di più attuale!

Associazioni: Iginio Massari presenta Apei e coinvolge gelatieri e cioccolatieri

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Apertura a tutti i settori del mondo dolce e nuove leve accanto a volti storici: la nuova iniziativa del decano dei pasticceri italiani Iginio Massari

«Una nuova avventura a maglie molto allargate, una associazione che riunisce il mondo dell’impresa dolce, della pasticceria, della gelateria e delle cioccolateria. Abbiamo pensato di associare le eccellenze di vari settori, puntando sullo scambio e sulla specializzazione per agevolare lo sviluppo». Iginio Massari, decano dei pasticceri italiani, aveva promesso novità dopo la sua uscita, molto discussa, da Ampi lo scorso anno. L'Accademia, da lui stesso fondata nel 1993, non è più la "casa" del pasticcere bresciano: a Sigep 2022 Massari si è presentato come presidente di Apei - Ambasciatori pasticceri dell'eccellenza italiana.

Volti storici e qualche novità

«Ognuno di noi darà il massimo per aiutare gli operatori del settore a trasformarsi in imprese di successo. Uniremo le nostre competenze per arricchire tutti, coinvolgendo giovani e meno giovani», spiega Massari. In effetti nella compagine presentata a Sigep si sono visti volti storici dell'associazionismo dolce. Nutrita la pattuglia di professionisti rimasti fedeli a Iginio Massari dopo l'uscita da Ampi, altrettanto corposa la presenza di pasticceri affermati e giovani alla prima esperienza in una realtà come questa, votata al miglioramento della professione. massari team 1 Tra i professionisti che hanno seguito il decano bresciano in questa nuova avventura ci sono - solo per citarne alcuni - Gino Fabbri, Marco Antoniazzi, Chicco Cerea, Domenico Di Clemente, Francesco Elmi, Loretta Fanella, Marco Pedron, Fabrizio Galla, Davide Malizia, Luca Mannori, Rocco Scutellà, Alessandro Servida, Giovanni Cavalleri, Felice Venanzi e Achille Zoia. Protagonisti della prima ora, impegnati sin dai primi anni '90 accanto a Massari, e nuove leve che hanno saputo mostrare i muscoli in diversi ambiti in questi ultimi anni, dalla consulenza alla pasticceria da ristorazione.

Il direttivo: responsabili di area e ispettori

La struttura direttiva della associazione vede alcune figure con ruoli di responsabilità su aree geografiche specifiche. Gino Fabbri ha il ruolo di vicepresidente, Debora Massari di responsabile della comunicazione. Francesco Elmi è responsabile per il centro-nord coadiuvato da ispettori e responsabili di sotto-area Fabrizio Galla, Maurizio Colenghi, Luca Mannori ed Emanuele Valsecchi. Pasquale Marigliano è responsabile dell'area centro-sud, Rocco Scutellà è responsabile dell'area sud, con l'aiuto degli ispettori Salvatore Varriale e Marta Boccanera. Coinvolti nel direttivo anche Guido Castagna, artigiano torinese che porta le istanze del mondo del cioccolato; Loretta Fanella, come responsabile dei rapporti con le aziende; Eugenio Morrone, il nome associato al mondo del gelato; Davide Malizia, per gli eventi e la formazione.

«Ho ancora l'entusiasmo di un ragazzino»

«Io mi sento ancora l’entusiasmo di un ragazzino», ha raccontato a Dolcegiornale Iginio Massari. «Vogliamo essere garanti della qualità assoluta e insieme diffondere cultura d'impresa in pasticceria. Ho in mente il modello della Germania: 40 anni fa c'erano moltissime - e piccolissime - realtà imprenditoriali, poi si sono ridotte ma senza drastico calo dei punti vendita. Sono diventate imprese e si sono strutturate: questo è il nostro obiettivo».

Rendi la colazione regina del tuo business: scopri come nel webinar di Algida Academy

webinar colazione Algida Academy
Martedì 22 marzo alle ore 15 è in programma il webinar gratuito di Algida Academy. Lo chef Fabrizio Minelli spiegherà come ottimizzare l’opportunità della colazione e far decollare il business del bar offrendo ai clienti una vera esperienza di gusto

La colazione è uno dei momenti di consumo più importanti per i bar e per far sì che questo diventi una rilevante occasione di business è importante curarne ogni aspetto, a partire da una proposta creata su misura per la clientela del locale, proseguendo con una presentazione che renda l’offerta ancora più attrattiva, e attivando anche strategie di comunicazione che permettano di tenere un contatto costante con il cliente.

Algida Academy, che è sempre attenta agli sviluppi del mercato e dei nuovi trend di consumo in crescita, ha organizzato un webinar gratuito dedicato interamente al momento della colazione, martedì 22 marzo alle ore 15, La colazione: regina del tuo business!, pensato per aiutare gli operatori dei bar a cogliere tutte le opportunità legate a questa occasione di consumo, abbracciando tutte le esigenze dei consumatori.

ISCRIVITI QUI AL WEBINAR GRATUITO DI ALGIDA ACADEMY
IL 22 MARZO ORE 15

Il webinar fornirà tante informazioni e consigli utili su come gestire e proporre al meglio l’offerta del locale utilizzando una strategia consapevole a 360° che tiene conto di diversi fattori: le diverse tipologie di colazione, gli orari della giornata, la clientela, la location e molto altro.

A trattare questi temi sarà Fabrizio Minelli, chef e consulente per Unilever, con i quali i partecipanti potranno approfondire tutti gli aspetti legati a un servizio professionale e di qualità per far vivere alla loro clientela non solo un’ottima colazione, ma una vera e propria esperienza di gusto, per iniziare la giornata al meglio.

Con la guida dello chef i baristi scopriranno come un’esperienza personalizzata, un croissant farcito al momento, diversi formati di colazione e una vetrina accattivante possano, oltre che fidelizzare e consolidare la clientela, addirittura aiutare ad aumentare le visite nel bar e quindi anche il guadagno.

Le opportunità del digitale

Ma non è finita qui. Nel webinar, grazie a una parte dedicata al canale digitale, gli operatori potranno scoprire anche le tutte le opportunità offerte da una presenza online. Dalla comunicazione digitale al delivery, conosceranno i più diversi strumenti che rappresentano degli alleati fondamentali per raggiungere tutti i loro clienti.

Algida Academy coltiva ogni giorno il valore della consulenza come mezzo per condividere nuovi spunti e aiutare i baristi a gestire al meglio il lavoro, cogliendo tutte le opportunità per ottimizzare il business.

Segui il webinar di Algida Academy e scopri la formula perfetta per fare della colazione la tua vera arma vincente per condurre il tuo locale verso il successo.

Il successo di Una Tazzina d’Amore da Olinda Bucato & Caffè

Roastelier, Un Tazzina d'Amore_foto: Lodol
Roastelier, Un Tazzina d'Amore_foto: Lodol
Inediti “baristi per un giorno” hanno dispensato espressi con i caffè tostati dal sistema Roastelier presso Città Fiera di Torreano di Martignacco (UD)

Una giornata con il naso all’insù per la maggior parte dei frequentatori di Olinda Bucato & Caffè, la nuova formula che unisce lavanderia self e caffetteria ideata da Lino Alberini, all’interno di Città Fiera di Torreano di Martignacco (UD). Hanno infatti vestito i panni di baristi per un giorno i giocatori e le giocatrici delle squadre femminile e maschile di Amici Pallacanestro Udine (Apu) nel corso dell’iniziativa Una Tazzina d’Amore: l’intero ricavato è stato devoluto a favore dell’Associazione Fabiola Odv, una realtà locale che da oltre 20 anni si prende cura di bambini e ragazzi con gravi disabilità.

In questa occasione l’impegno sul territorio di Nescafé è stato sottolineato dalla degustazione di una miscela composta di caffè provenienti da Brasile, Etiopia e Colombia, tostati al momento e uniti in blend. La giornata è stata intensa, ma come evidenzia Zaira Luisi, brand manager Nescafé out of home, «vedere come anche una semplice tazzina di espresso possa unire ed essere promotrice di valori positivi è stato emozionante e ne siamo orgogliosi».

La lavanderia self in un centro commerciale non è una presenza usuale e lo è ancora meno legata a una caffetteria; nei Paesi anglosassoni è talvolta abbinata al food. «Il nostro obiettivo - afferma Lino Alberini, ideatore della formula innovativa - è la messa a punto di un servizio servizio presidiato e manutenuto con cura (pulizia degli spazi, manutenzione delle undici macchine) abbinato a un’offerta di cibo e bevande in base all’ambiente in cui si troveranno i locali (di proprietà, non in franchising). In questo caso siamo in una food court, dunque non abbiamo puntato sul cibo, ma sul caffè, che offriamo in maniera assolutamente nuova e di qualità». Dei 100 metri quadri totali, 25 sono dedicati alla caffetteria, dotata di una vetrina con macarons, un banco con una macchina espresso Linea PB de La Marzocco e, sul retrobanco, un grande punto di forza del locale: le macchine e i prodotti del sistema Roastelier By Nescafè. Al cliente viene proposta un’esperienza nuova, che prende il via dal caffè verde, prosegue con la tostatura e la possibilità di variarla in base alle proprie richiese, la degustazione di un buon espresso in monorigine o in miscela, l’acquisto di caffè tostato e anche la possibilità di creare una propria miscela.

Da Falicetto, atmosfere da Belle Époque

Ampie vetrine, velluti, marmi e sedute dal design tondeggiante e cocoon. È il nuovo look della pasticceria Falicetto di Piacenza

Falicetto è una pasticceria storica nel centro di Piacenza, regno del cioccolato dal 1985 grazie all’iniziativa di Aldo Scaglia, proprietario e pasticcere. Punto di riferimento da decenni, con l’arrivo della figlia del titolare, decisa ad entrare nell’attività, la pasticceria Falicetto vive un momento di novità e ampliamento: ai suoi locali, infatti, si sono aggiunti quelli di un esercizio commerciale attiguo, così da ampliare gli spazi esistenti e realizzare una caffetteria di supporto all’attività dolciaria. Ad occuparsi del progetto lo studio Vanda, che ne ha rivisto il layout totale. Il risultato è un locale con ampie vetrine affacciate su una strada di passaggio e una pianta che si sviluppa soprattutto in lunghezza. Le vetrine, dall’esterno, sono uno dei punti di forza per il locale: alcune sono vere e proprie “finestre” su strada, mentre due sono pensate non solo per esporre i prodotti all’esterno ma per diventare parte dell’arredamento all’interno grazie al loro taglio alla parigina. L’ingresso si snoda lungo il bancone, fulcro dell’attività, così da permettere ai clienti di distribuirsi comodamente lasciando nel centro del banco la postazione della cassa. Di fronte, sono stati posizionati alti tavoli per dare ai clienti la possibilità di consumare il proprio dolce in piedi o su sgabelli: questa soluzione è necessaria dal momento stiamo parlando di un locale versatile, che offre diverse occasioni per una sosta e un caffè da consumare al volo. Più appartata è invece la zona per le consumazioni al tavolo, con tavoli e poltroncine. Punto di forza del nuovo progetto è l’arredamento, accogliente e avvolgente, con carte da parati, velluti e marmi che richiamano le suggestioni parigine da Belle Époque. Un arredamento che è riassunto nella frase dei progettisti “vogliamo creare un salotto”. Detto fatto: i dettagli in ottone, il marmo calacatta, l’uso di colori caldi e le finiture oro hanno creato uno spazio voluttuoso e rilassante.

Nel dettaglio...

Vetrine e aperture sono pensate come “finestre” su strada: l’ingresso con sopraluce e le altre vetrine sono l’occasione per lasciar intravedere gli interni e viceversa. Linee. Arredi dal design morbido, linee avvolgenti e tessuti preziosi: poltroncine, tavolini e il sistema di luci hanno angoli smussati e silhouettes tondeggianti. Utilizzi. Lo spazio d’ingresso è sfruttato con un bancone che corre per tutta la lunghezza del locale. Il resto è sfruttato con tavoli e sedie per la consumazione seduti. Salotto. I marmi lucidi, le comode poltrone in velluto, i dettagli studiati ad hoc, danno la sensazione di sentirsi accolti e coccolati in un vero e proprio salotto. Superfici. Le pareti sono rivestite a mezz’altezza da uno zoccolo in marmo, lo stesso del bancone. Alle pareti, carta da parati per un’atmosfera calda. Illuminazione. Sono state scelte luci a sospensione dal forte impatto scenico: bulbi retti da esili bracci che scendono dall’alto, illuminando il bancone.

Giacomo Albieri vince la Campari Bartender Competition 2022

Il veronese Giacomo Albieri è stato incoronato Campari Bartender of The Year 2022 durante un'esclusiva serata di gala al Bulk di Milano

Quasi mille candidature, all’apertura delle iscrizioni, e alla fine ne è rimasto solo uno: il nuovo Campari Bartender of the Year si chiama Giacomo Albieri, da Verona, classe ’94. Secondo posto per Edris Al Almat, terzo Antonio D’Auria.

A decretare i vincitori, una giuria di assoluto livello internazionale: Guglielmo MirielloDirector del Madarin Bar & Bistrot di Milano –, Leonardo Leucibartender e fondatore del primo speakeasy in Italia –, Tess PosthumusBartender e proprietaria del Flying Dutchmen Cocktails e del Dutch Courage ad Amsterdam –, Monica Berg pluripremiata bartender presso il Tayēr + Elementary di Londra –, Samuele Ambrosivincitore degli Eagle Award di Singapore e della South Asian Competition nel 2018 –, e Tommaso CeccaStore Manager e Head Bartender del Camparino in Galleria a Milano dal 2018 – e, per la parte di Comunicazione, Andrea CeccariniGroup Brand Manager Campari brands & Vermouth.

A ciascun finalista era stato assegnato un coach e una tipologia di bar, da rappresentare e valorizzare in un drink composto di ingredienti reperiti nella mattinata, in giro per sei locali proposti da Campari Academy. Nel corso della serata di gala Albieri ha proposto il suo Germoglio (Campari, Espolon Reposado, sciroppo di pomodori e capperi e liquore al cacao), da inserire nel contesto di un ipotetico Cocktail Bar d’Avanguardia (Cocktail Bar Classico e Bar d’albergo erano le altre due tipologie). È stata poi la volta della prova di improvvisazione, con Salvatore The Maestro Calabrese presente in sala, che ha chiesto ai finalisti di creare dei twist in chiave Campari, su classici immortali come Daiquiri (quello di Albieri), Collins e Sidecar.

Albieri è l’ottavo Campari Bartender of the Year, e succede a Corey Squarzoni, vincitore nel 2020 (lo scorso anno, in luogo della competizione, si è tenuta una reunion dei vecchi campioni). Per lui adesso un anno di collaborazione con Campari Academy e la possibilità di farsi ambasciatore delle attività di Campari Group.

Le tre ricette della finalissima

Germoglio
di Giacomo Albieri, 1° classificato
Ingredienti
35 ml Campari
35 ml Tequila Espolòn Reposado aromatizzata alle olive taggiasche
10 ml sciroppo ai pomodori e capperi
10 ml liquore al cacao
Preparazione
Tecnica trowing, versare in bicchiere old fashioned, guarnire con fettina pomodoro essiccato, foglia di bambù, sale di capperi, polvere di cioccolato fondente, scorza di limone.

Gran Finale
di Edris Al Malat, 2° classificato

Ingredienti
30 ml Campari
30 ml Cordiale al Cinzano Dry 1757, fiore di hibisco e lemon grass
20 ml Jamaica Rum Appleton Estate 12 yo
10 ml Rhum Agricole Trois Rivières Cuvée de l'Ocean
Preparazione
Tecnica stir & strain, versare in bicchiere goblet, guarnire con germoglio di shiso viola, profumo di sandalo e mandarino rosso.

Funky Fusion
di Antonio d'Auria, 3° classificato
Ingredienti
1 3/4 Asian Shrub home made
1 oz Campari
1 1/4 Tequila Espolòn Blanco
1 oz on top Granadilla Citrus Soda
Preparazione
Tecnica shake & double strain, versare in bicchiere collins, guarnire con scorza di lime e ciuffo di menta.

La semifinale al Camparino in Galleria

In semifinale, i migliori tre hanno prevalso su altri otto concorrenti, ripresentando il cocktail ideato per le selezioni, che si ispirava a uno dei sei Maestri indicati da Campari Academy: Salvatore Calabrese, David Wondrich, Ada Coleman, Jerry Thomas, Dario Comini, Don the Beachcomber. A questo hanno fatto seguito un blind tasting e un quiz di cultura generale e merceologica.

Teatro della semifinale è stata la Sala Spiritello del Camparino di Milano. A selezionare ricette, preparazioni, capacità espositive e risposte scritte di cultura generale sul bar è stata chiamata una giuria tecnica composta da docenti di Campari Academy e top bartender come Leonardo Leuci, Alessandro Pitanti, Luca Casale, Gustavo Calì, Samuele Ambrosi.

Le ricette dei dieci semifinalisti

Mikiki
di Antonio d'Auria
Ingredienti
30 ml Campari
20 ml Appleton Estate Rum 8 yo
10 ml La Maunay Rhum Vieux Agricole Vo
30 ml mix 8 (burro di cocco, 5 spezie cinesi, miele, riso)
20 ml citrus mix (lime, pompelmo rosa)
Preparazione
Tecnica shake & double strain, versare in mug in ceramica, guarnire con fiore edule.

Gold Exchange
di Riccardo Carli
Ingredienti
45 ml Campari
25 ml Barnum Cordial
30 ml sciroppo di ananas
Preparazione
Tecnica shake & double strain, versare in tumbler basso, guarnire con foglia d'oro edibile sul bordo esterno.

Coley's Punch
di Alberto di Maria
Ingredienti
50 ml Campari
30 ml hanky panky mix (bicken's, Cinzano Vermouth Rosso 1757, Amaro Braulio)
40 ml infuso alla ciliegia
30 ml don's mix (sciroppo di cannella, pompelmo rosa)
Preparazione
Tecnica stir & strain, versare in tumbler basso, guarnire con spicchio di pompelmo rosa.

Zero Carati
di Alfonso Monaco
Ingredienti
1 oz Campari
1 oz Jamaica Rum Appleton Estate 12 yo
1/2 oz Marsala Superiore Rubino Doc
1/2 oz melassa di melagrana
Preparazione
Tecnica stir & strain, versaare in tumbler basso, guarnire con diamante blu edibile (isomalto) aromatico.

Radical Chic
di Elisa Spinoni
Ingredienti
35 ml Campari
20 ml Jamaica Rum Appleton Estate 12 yo
top Champagne Lallier infuso alla barbabietola
15 ml shrub di aceto di lamponi, caffè, zenzereo e miele
Preparazione
Tecnica throwing, versare in tumbler basso, guarnire con petalo di barbabietola disidratata.

Silky Negroni
di Giacomo Albieri
Ingredienti
30 ml Campari
30 ml liquore di fragole e lamponi
15 ml Rhum Agricole Trois Rivières Blanc
15 ml sciroppo di pepe nero e rosa
Preparazione
Tecnica stir & strain, versare in tumbler basso, guarnire con lampone liofilizzato, lipstick al basilico e profumo di fragola.

Milano-Lima
di Gianfranco Chavez
Ingredienti
60 ml Campari
70 ml chica morada (mais viola, acqua, zucchero, cannella, chiodi di garofano, scorza di ananas e mela verse)
Preparazione
Tecnica stir & strain, versare in tumbler basso, guarnire con scorza di limone.

Un Giro sulla Ruota Panoramica
di Al Malat Edris
Ingredienti
35 ml Campari
15 ml cordiale ai frutti rossi
top soda aromatizzata al tè rosso sudafricano Rooibos
Preparazione
Tecnica stir & strain, versare in tumbler basso, guarnire con foglia di alloro, vaporizzare con hanky panky (gin & vermouth).

Rosso Tentazione
di Damara Lanzone
Ingredienti
45 ml Campari
10 ml falernum home made (Jamaica Rum Appleton Estate, scorze di lime, chiodi di garofano, mandorle dolci)
5 ml Frangelico liquore alle nocciole
30 ml acid mix (succo di lime e di pompelmo)
3 foglie di menta
colmare con seltz soda al passion fruit (polpa di passion fruit, zucchero, acqua)
top spuma di aria salata (acqua, sale, lecitina).
Preparazione
Tecnica shake & double strain, versare in bicchiere collins.

Oltre
di Cosimo De Rosa
Ingredienti
40 ml Campari
40 ml Bulldog London Dry Gin
50 ml shrub ai lamponi e pompelmo
40 ml succo di pompelmo rosa
60 ml soda al tè Pu-Erh e rosa canina
Preparazione
Tecnica shake & strain, versare in tumbler basso, guarnire con petalo di rosa e accompagnare con mini-meringhe al Campari.

 

 

Nero, il sake 100% italiano che strizza l’occhio alla mixology

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Nasce nelle risaie vercellesi il primo sake italiano, che reintepreta la millenaria tradizione della bevanda giapponese con ingredienti e processi del territorio, guardando a nuove modalità di consumo

Culla della produzione risicola del Nord Italia, il territorio di Vercelli è rinomato per la qualità delle varietà che vi vengono coltivate. Non stupisce, dunque, che proprio qui sia nato il primo sake made in Italy. Si chiama Nero ed è il frutto di un progetto di Gabriele Conte e Michele Perinotti, titolari di Risi&co¸ realtà di Lignana (Vercelli) specializzata nella produzione e trasformazione di riso di alta qualità che commercializza sotto il brand gliAironi, che hanno voluto creare un nuovo spirit ispirato alla tradizionale bevanda a base di fermentato di riso simbolo del Giappone. Progetto che i due soci hanno portato avanti avvalendosi della collaborazione di due realtà della mixology torinese: il cocktail bar Affini e la scuola di bartending evHo.

«Con Nero abbiamo voluto dare vita a uno spirit innovativo, che pur rientrando nella categoria dei sake non ne fosse una semplice replica – spiega a Bargiornale.it Conte-. Abbiamo reso omaggio alla tradizione millenaria della bevanda ma fornendone un’interpretazione originale: contaminandola fortemente con elementi della cultura e della tradizione piemontese, dalle materie prime alla lavorazione, che attinge a quella della birra e del vermouth. Un’interpretazione che crea un ponte tra due mondi lontani e che è stata molto apprezzata anche in Giappone. Per questo il nostro prodotto è a tutti gli effetti un sake, ma un sake italiano».

Ispirazione giapponese, spirito italiano

A differenza dei sake giapponesi, dove si utilizza riso bianco con un livello di levigatura che va dal 30 al 70%, processo che serve per facilitare la trasformazione dell’amido in zuccheri più semplici e quindi la loro trasformazione in alcol attraverso fermentazione, la materia prima utilizzata per Nero è il riso nero integrale Penelope de gliAironi. Si tratta di una varietà autoctona del vercellese che presenta una profumazione fruttata, sconosciuta ai risi giapponesi, un gusto intenso e il particolare colore che vanno poi il prodotto finale.

Altra differenza riguarda il processo di fermentazione. «Nel tradizionale sake si utilizza il koji, una muffa nobile, mentre noi utilizziamo lieviti della birra selezionati: un omaggio agli storici birrifici piemontesi che, a inizio Novecento, hanno fatto di Torino una delle capitali europee di questa bevanda», spiega Conte.

Dopo la fermentazione, si ottiene una bevanda con un volume alcolico del 12%, volume che viene portato al 17% attraverso fortificazione. L’aggiunta di alcol puro viene praticata anche in Giappone, sebbene si tratti di un’innovazione moderna per una ben specifica categoria di sake, ma nel caso di Nero prende ispirazione dalla produzione del vermouth. Produzione alla quale ci rifà per un ulteriore passaggio di lavorazione, questo totalmente assente nella cultura giapponese: l’aromatizzazione, fatta con un’infusione delle principali botaniche che si utilizzano per i vermouth, come l’artemiasia, l’achillea, il bergamotto, l’arancia e altre erbe e spezie.

Un sake che guarda alla miscelazione

Frutto di questa lavorazione è un prodotto che unisce in modo originale e innovativo le tradizioni dei due Paesi. Nero è infatti uno spirit dal colore nero, che presenta una texure liscia e setosa tipica dei sake, così come della bevanda orientale ha il carattere rotondo e la sapidità che viene solo dal fermentato di riso. Ma al tempo stesso è aromatico, con note fruttate e speziato e un finale con sentori di vaniglia che invece rimandano al vermouth.

Un prodotto che si distingue dalla bevanda alla quale si ispira anche per le modalità di consumo, strizzando decisamente l’occhio al mondo della miscelazione. «Mentre i sake sono bevanda da pasto, Nero è uno spirit da aperitivo, da servire con un cubetto di ghiaccio e una scorzetta di limone, ma che, grazie alla sua versatilità, al profilo aromatico marcato e alla struttura alcolica, si propone anche come ingrediente per la preparazione dei cocktail, sia nella rivisitazione di classici sia in nuove creazione, andando a sostituire il vermouth», commenta Conte.

Un assaggio delle potenzialità in miscelazione è rappresentato dai drink creati dal bartender torinese Michele Marzella, quali Oiran Poison, dove si unisce a vermouth ai germogli di loto, vermouth e gin infuso al pea tea, Geisha Breackfast, dove invece si miscela a latte di cocco, miele millefiori e liquore di nocciola, Riso, uva e malto, dove Nero si aggiunge a barolo chinato, birra doppio malto e Angostura bitter, e Paint it Black, dove gli aromi del sake italiano si sposano con quelli del rosolio di bergamotto, bitter al rabarbaro, humeshu, succo di lime e zucchero al carbone vegetale (in fondo all’articolo le ricette complete).

Elegante nello stile, lo spirit lo ha anche nel suo pack, una bottiglia da 500 ml serigrafata con tappo wenge con logo in anima oro, commercializzata da In Fermento, la società creata da Conte e Perinotti per commercializzare i loro spirit dei quali Nero è solo il primo nato.

Le ricette di Michele Marzella

Oiran Poison
Ingredienti:
30 ml Nero, 30 ml vermouth amaro, 30 ml gin infuso al pea tea, 4 gocce bitter ai germogli di loto
Preparazione:
build
Bicchiere:
old fashioned

Geisha Breackfast
Ingredienti:
40 ml Nero, 30 ml latte di cocco, 15 ml miele millefiori, 10 ml liquore di nocciola
Preparazione:
versare tutti gli ingredienti in un blender con 50 g di ghiaccio pilè e frullare ad alta velocità per 10 secondi
Guarnizione:
farina di cocco e fiori eduli
Bicchiere:
tazza di ceramica

Riso, uva e malto
Ingredienti:
30 ml Nero, 30 ml barolo chinato, 30 ml birra doppio malto, 4 gocce Angostura bitter
Preparazione:
build
Bicchiere:
calice

Paint it Black
Ingredienti:
30 ml Nero, 15 ml rosolio di bergamotto, 15 ml humeshu, 15 ml succo di lime, 15 ml zucchero al carbone vegetale, 3 gocce bitter al rabarbaro
Preparazione:
shake
Guarnizione:
germoglio di menta
Bicchiere:
tazza

 

Per i Maestri della Gelateria Italiana il gelato ha un valore sociale

L'esperta gelatiera Candida Pelizzoli
Fino al 19 marzo i rappresentanti dell'associazione partecipano alla prima edizione della manifestazione LETExpo a Verona Fiere, al fianco della Comunità Lautari e dei medici dell'Ospedale Pediatrico Santobono di Napoli

I Maestri della Gelateria Italiana marcano l'inizio della stagione con la partecipazione alla prima edizione di LETExpo (Logistica Eco Transport). La manifestazione si tiene da oggi e fino al 19 marzo presso Verona Fiere. L'organizzazione presenzierà al fianco della Comunità Lautari e dei medici dell'Ospedale Pediatrico Santobono di Napoli. In tale occasione, il gelato diventerà il simbolo di salute e benessere, gioia, vitalità, socialità e integrazione sociale, valori che saranno incarnati nelle attività in programma.

Valorizzare il gelato all'insegna dell'inclusività e del rispetto per l'ambiente

A guidare i Maestri della Gelateria Italiana c'è Candida Pelizzoli, maestra gelatiera della Gelateria Cioccolateria L’Oasi di Fara-Gera d’Adda (Bg). L'organizzazione sarà ospitata presso il padiglione dei Lautari, comunità per la riabilitazione di persone affette da ogni tipo di dipendenza. L'obiettivo sarà quello di valorizzare il gelato artigianale in modo del tutto innovativo. Nello spazio di 3.000 metri quadrati i Lautari svolgeranno attività, incontri e workshop focalizzati sulla sostenibilità ambientale rivolti a studenti, insegnanti, dirigenti e operatori scolastici e ai visitatori della fiera. La Comunità cercherà di raggiungere diversi obiettivi: informare i giovani sulle conseguenze derivanti da tutti i tipi di dipendenze, illustrare gli strumenti e i supporti per prevenirle e contrastarle e creare un senso di appartenenza e inclusività attraverso percorsi ad hoc nel rispetto dell’ambiente mediante attività sportive e modalità riabilitative valoriali e dell’avvio al lavoro per un futuro di salute e speranza, e la presenza dei Maestri.

Una vetrina dedicata all'Ospedale Santobono con quattro gusti funzionali

I Maestri presenzieranno anche presso lo stand dell’Ospedale Pediatrico Santobono di Napoli per proporre il meglio del percorso tecnico e gustativo portato avanti negli ultimi anni, oltre ai classici della gelateria. Grazie alle attrezzature, ogni giorno, in fiera, i Maestri allestiranno la vetrina con 12 vaschette. All'interno, ci saranno otto gusti classici (tre sorbetti, cioccolato fondente, fragola e agrumi, e cinque creme: nocciola, pistacchio, stracciatella, yogurt, agrumi e crema all’uovo) e quattro gusti funzionali. Due, partendo da una base latte: Profumo di Primavera alle erbe aromatiche frutto di un’infusione di malva, antiossidante e dall’effetto calmante, e timo dalle proprietà antibatteriche; Gaudiose Bee con due tipi di mieli con diverso tenore di dolcezza, uno agli agrumi presente nella miscela in sostituzione dello sciroppo di zucchero, e il miele di pino, aromatico e leggermente balsamico, inserito al momento dell’estrazione del gelato. Poi ci sarà Vivere in Verde, un sorbetto a base di spinaci e kiwi ricco di vitamine e minerali. Infine, Sapore della Vita, un gelato proteico a base acqua realizzato con albume e arance ad hoc per bambini e sportivi. «Questi gusti – spiegano i Maestri - costituiscono una sintesi perfetta del concetto di benessere e piacere, ecco perché il claim di questa iniziativa è “Il Sapore della Vita”, inteso non solo come gusto, ma come dedizione, impegno e passione, essenziali per assaporare l’esistenza».

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Dolce Sinfonia, il gusto ufficiale di Gelato Day 2022

U assaggio in vista del Gelato Day del 24 marzo

A completamento della loro presenza in fiera e in vista della Giornata Europea del Gelato Artigianale, che cadrà il prossimo 24 marzo, i Maestri prepareranno Dolce Sinfonia. Creato dalla gelatiera cilentana Silvia Chirico, si tratta di un gelato con cioccolato e nocciola con ricotta fresca e fichi secchi sciroppati al rum. A servire gelati e sorbetti ai tavoli saranno i giovani dei Lautari, che utilizzeranno solo coppette di cialda, in modo da ridurre al massimo sprechi e consumi per un mondo più sostenibile e pulito.

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