Home Blog Pagina 222

Sanremo in Africa fa cultura specialty con Martin Shabaya

Martin Shabaya
Quinto classificato al mondiale 2021, il barista keniota si propone di aumentare la cultura del caffè nell’Africa centro-orientale, .

Il continente africano, è un mercato in espansione, ricco di sfide, dove lo specialty coffee si sta affermando solo di recente. È così che Sanremo Coffee Machines ha deciso di dare il via alla collaborazione con il primo barista africano ad avere raggiunto le semifinali del Wbc: Martin Shabaya.

«Incontrare Martin durante le finali del World Barista Championship a Milano è stato per noi un momento di forte ispirazione - hanno dichiarato i responsabili dell’Azienda di Vascon (TV) -. Ci siamo resi conto che i paesi africani produttori di caffè oltre ad avere ottimi prodotti, hanno anche dei professionisti che, se supportati, potrebbero avere l’opportunità di crescere personalmente e di far crescere il loro paese economicamente.

Avere la possibilità di supportare le persone locali fornendo le competenze di Martin e le nostre attrezzature, può permettere a più persone di emergere e crearsi un lavoro, un’opportunità nella società. I caffè che abbiamo potuto assaggiare ci hanno permesso di capire che il mercato, con il giusto supporto, con l’attrezzatura giusta, può puntare a quella qualità che noi in Sanremo ricerchiamo ogni giorno. I paesi sono principalmente quelli dell’Africa centro orientale».

Circa dieci anni fa Martin comincia a lavorare in una caffetteria di Nairobi (Kenya), e subito lo muovono la curiosità, la determinazione e la passione per il caffè, che lo portano a vincere per tre volte il campionato baristi in Kenya e a classificarsi per le finali del Wbc 2021 che si sono svolte a Milano nell’ambito di Host, dove si è classificato quinto.

Impegno, spirito di squadra ed entusiasmo, oltre al profondo amore per il mondo dello specialty coffee, lo hanno reso perfetto quale Brand Ambassador di Sanremo Coffee Machines: la collaborazione è l’inizio di un percorso che si propone di coinvolgere altri giovani baristi e operatori del settore. Sono infatti in programma eventi e seminari in diversi Pesi africani, per permettere alla cultura del caffè di crescere attraverso scambi di conoscenze e contaminazioni culturali.

«Voglio dare ai baristi che fanno parte di questa scena tutto il supporto di cui hanno bisogno nel lavoro di ogni giorno, - annuncia il nuovo brand ambassador Sanremo - anche grazie a un’attrezzatura che permetta di creare qualsiasi tipo di ricetta, esprimendo la personalità di ogni barista, per esplorare le sfumature del caffè a un livello superiore»

Da sempre Sanremo è vicina ai professionisti del mondo del caffè e alle loro esigenze quotidiane: un legame che le permette di realizzare apparecchiature in grado di rispondere alle esigenze dei baristi. Un team affiatato che - aggiunge Shabaya - «è come una famiglia per me, in cui tutti hanno una propensione a guardare al futuro, a cercare sempre il modo di innovare e migliorare: sono felice di esserne parte e di rappresentarla in numerosi Paesi del continente africano».

Dopo New York e Londra Sanremo ha aperto a Milano, il nuovo centro operativo in via Morimondo; un luogo che unisce showroom, polo incontri e training center.

 

Gelato Festival World Masters: a settembre si vola a Los Angeles

Annunciate nuove tappe europee e un grande evento aperto al pubblico americano

Gelato Festival World Masters guarda all'America. L'evento, che vede come partner Carpigiani e Sigep Italian Exhibition Group, ha annunciato nuove tappe europee e un importante evento aperto al pubblico a Los Angeles. Obiettivo: selezionare i migliori gelatieri del mondo in vista della finale mondiale del 2025.

Appuntamento a Los Angeles

Dopo aver coinvolto oltre 150 gelatieri a partire da ottobre 2022, il nuovo anno ha già un fitto calendario di nuove tappe italiane ed europee. La grande novità è il ritorno ad abbracciare il pubblico con un evento che si svolgerà a Los Angeles il 2 e 3 settembre. Al centro, come da mission, la celebrazione del gelato artigianale e la sua cultura.

Le prossime tappe di Gelato Festival World Masters

Ad oggi, le prossime tappe del Gelato Festival World Masters toccheranno molte mete italiane ed europee. Si torna a gareggiare a Sorrento (16 febbraio), Atene (4-5 marzo), Trieste (20 marzo), Lodz (28 marzo), Budapest (18 aprile), Tenerife (maggio 2023), Los Angeles (2-3 settembre), Atene (28 settembre), Praga (5 dicembre). Qui tutti gli aggiornamenti del calendario.

Un punto di incontro per i gelatieri di tutto il mondo

Con l’edizione 2022-25 Gelato Festival World Masters arriva al tredicesimo anno di attività. L'iniziativa ha preso il via a Firenze nel 2010, ispirandosi all’ideazione della prima ricetta di gelato per mano del poliedrico architetto Bernardo Buontalenti nel 1559. Da allora la manifestazione ha allargato i propri confini espandendosi prima nel resto d’Italia, poi in Europa. Dal 2017 la competizione ha interessato anche negli Stati Uniti, prima di abbracciare tutto il pianeta con il campionato mondiale dei Gelato Festival World Masters. Nell’edizione 2017-2021 ha coinvolto oltre 3.500 gelatieri. «Nel 2022 in meno di 3 mesi abbiamo realizzato 7 tappe in 5 paesi europei, un risultato che ci sembrava irraggiungibile, ma siamo stati premiati dall’entusiasmo dei gelatieri che ci hanno seguiti sin da subito iscrivendosi alle competizione locali – commenta Adriana Tancredi, Project Manager di Gelato Festival World Masters – Per noi è stato il riconoscimento della serietà della competizione, l’unica dedicata ai gelatieri singoli che si svolge in un periodo di 4 anni. Obiettivo: selezionare artigiani in ogni continente. Abbiamo dato il via al nuovo calendario con il German Challenge il 22 gennaio scorso durante le giornate di Sigep a Rimini. Adesso siamo pronti per continuare il tour in Italia, Europa e Stati Uniti». A ottobre 2023 i semifinalisti italiani saranno ospiti della Carpigiani Gelato University, nel nostro campus di Anzola Emilia per decretare i primi che accederanno alla Finale Italiana. Come spiega Kaori Ito, Carpigiani Gelato University & Communication Director, «Queste competizioni sono il modo migliore per incontrare migliaia di gelatieri in tutto il mondo e rimanere aggiornati sull’evoluzione dei gusti e delle tendenze del gelato artigianale. Inoltre, grazie alla rete dei concessionari Carpigiani abbiamo incrementato il numero di eventi collaterali denominati Carpigiani Challenge e nel 2023 abbiamo già decine di eventi programmati in tutto il mondo».

Una drink list per San Valentino: ecco le ricette che celebrano l’amore

cocktail San Valentino 2
Una raccolta dei cocktail creati dai brand di spirit per la festa degli innamorati. Ricette originali all'insegna del gusto e della passione, facili da replicare in ogni locale

Tra qualche giorno è la festa degli innamorati. San Valentino fa ormai parte del calendario degli eventi speciali anche dei bar, e non più solo dei ristoranti, perché sono molte le coppie che per l’occasione scelgono di brindare all’amore in un locale. Romanticismo, passione e un ottimo drink è la formula magica della serata: ma se i primi due ingredienti “sono a carico” della coppia, a proporre il giusto drink deve provvedere il locale. È quindi importante arrivare pronti all’appuntamento e, soprattutto, con una proposta ad hoc che aiuti a rendere indimenticabile la serata ai clienti.

A questo proposito ecco una raccolta di cocktail appositamente creati per San Valentino da alcuni brand di spirit e realizzati con i loro prodotti di punta. Drink facili da realizzare e che possono essere replicati in ogni locale.

Liquid Love by Belvedere Vodka

Liquid Love - San Valentino 2023Creato dalla brand ambassador Elena Airaghi, unisce il gusto intenso di Belvedere Vodka alle avvolgenti noti del liquore al cacao bianco e dei lamponi, che gli donano il colore rosso, e alla dolcezza della meringa.
Ingredienti:
45 ml Belvedere Vodka, 15 ml sciroppo di zucchero, 10 ml liquore al cacao bianco, 30 ml succo di limone spremuto fresco e filtrato, 4 lamponi, 2 meringhe
Preparazione:
riporre le meringhe e i lamponi in uno shaker e pestarli. Versare il resto degli ingredienti, colmare con del ghiaccio, shakerare e filtrare
Guarnizione:
polvere di lamponi
Bicchiere:
coppa

Bombay Sapphire Bitter Sweet by Bombay Sapphire

BOMBAY_Sapphire_Bitter Sweet-1 copia

Un cocktail frizzante e dalla delicata sfumatura rosata che unisce le note dolci, sublimate da sciroppo di miele, e amare di Bombay Sapphire con quelle agrumate di Martini Riserva Speciale Bitter e del succo di limone, completato da un top di tonica.
Ingredienti:
25 ml Bombay Sapphire, 15 ml Martini Riserva Speciale Bitter, 15 ml succo di limone appena spremuto, 15 ml sciroppo di miele, 125 ml acqua tonica, ½ fetta d'arancia
Preparazione:
build
Guarnizione:
mezza fetta di arancia
Bicchiere:
calice grande da vino

Love Potion Champagne by Comte De Montaigne

Love Potion Champagne

È firmata Lucas Kelm, bar manager di Relegance – The Unexpected Collection, il drink dall’allure romantica proposto dalla maison Comte de Montaigne insieme al boutique Hotel Palazzina Grassi di Venezia. Un cocktail dove la freschezza minerale dello champagne Brut Grand Réserve abbraccia le note di ginepro e coriandolo del gin Tanqueray 10, esaltate dal sentore di limone, e quelle liquorose di lampone nero dello Chambord, regalando al palato un effetto fruttato di grande eleganza.
Ingredienti:
30 ml Gin Tanqueray 10, 15 ml succo di limone, 15 ml Chambord Liqueur, 1 cucchiaio di sciroppo d’agave, Champagne Brut Grande Réserve di Comte de Montaigne
Preparazione:
shake & strain
Bicchiere:
flute

Red Valentine by Rum Diplomático  

Ron Diplomático

È all’insegna del connubio intramontabile rum e cioccolato, la ricetta proposta dal brand venezuelano. Protagonista è Diplomatico Riserva Esclusiva, miscelato con succo di barbabietola, purea di lamponi, succo di lime e Porto, e completata dalla guarnizione di cioccolato fondente.
Ingredienti:
50 ml di Diplomatico Riserva Esclusiva, 30 ml succo di barbabietola, 15 ml purea di lamponi, 15 ml succo di lime, 15 ml Porto rubino
Preparazione:
shake
Guarnizione:
pezzo di cioccolato fondente
Bicchiere:
coppa

Cupid's Trap by Elephant Gin

Elephant gin

Le rare botaniche africane che caratterizzano il profilo di Elephant London Dry Gin si esaltano nell’incontro con Chambord, sciroppo di melograno e succo di limone, e con la vivacità delle bollicine nel drink creato per Elephant gin da Honorio Oliveira
Ingredienti:
25 ml di Elephant London Dry Gin, 15 ml di Chambord, 5 ml di sciroppo di melograno fatto in casa, 15 ml di succo di limone, 15 ml di albume d'uovo, top di spumante secco
Preparazione
Shake & strain
Guarnizione
lampone disidratato.
Bicchiere:
coppetta

Lupercalia by Gin Mare

Lupercalia Gin Mare

Un drink dal color rosso rubino e dall’intenso profumo fruttato che nasce dall’incontro tra i sentori mediterranei di Gin Mare con Chambord, vino rosso Merlot e Prosecco
Ingredienti:
60 ml di Gin Mare, 30 ml di Chambord, 30 ml di vino Merlot, top di Prosecco extra dry
Preparazione:
stir
Bicchiere:
flute

Margariticus by Italicus

ITALICUS_VALENTINE_0051

Un twist del Margarita che le note delicate di rosa e lavanda, l’aroma agrumato e l’aggiunta amarognola delle spezie, tipiche di Italicus rendono particolarmente elegante e raffinato. Un cocktail aperitivo, ma che si può servire anche a cena al posto della classica bollicina, o ancora in abbinamento al dessert.
Ingredienti:
35 ml Italicus Rosolio di bergamotto, 35 ml Tequila Blanco, 20 ml succo di lime
Preparazione:
shake
Guarnizione:
un piccolo peperoncino
Bicchiere:
coppa

Martini Spicy by Martini

Martini_Spicy_Rubino+Bitter_2 copy

Una rivisitazione audace e seducente dell’Americano, che nasce dall’unione di due prodotti di punta di casa Martini, il vermouth Riserva Speciale Rubino e Riserva Speciale Bitter, ai quali si aggiunge il tocco piccante del peperoncino Habanero
Ingredienti:
35 ml Vermouth Martini Riserva Speciale Rubino, 35 ml Martini Riserva Speciale Bitter, rondella di lime essiccato, fili di peperoncino essiccato a bassa piccantezza, ¼ di cucchiaino di peperoncino Habanero in polvere, soda
Preparazione:
mettere il peperoncino Habanero in polvere nel bitter e lasciare in infusione per qualche ora. Versare il bitter (messo prima in infusione), il vermouth e il ghiaccio nello shaker e shakerare. Versare nel bicchiere e aggiungere uno spash di soda
Guarnizione:
rondella di lime essiccato, fili di peperoncino essiccato
Bicchiere:
tumbler basso

Spicy Snapper by Mercanti di Spirits

Jodphur

È una piccante proposta quella per la festa degli innamorati preparata dai bartender di Mercanti di Spirits. La base del drink è infatti Jodhpur Spicy, distribuito dall’azienda come tutta la gamma gin Jodhpur, prodotto con le stesse 13 botaniche del classico Jodhpur London Dry, ma con in più l’aggiunta di peperoncino rosso, pepe nero, pepe bianco, peperoncino verde e cumino, che gli conferiscono un gusto piccante, caldo e speziato. Gusto che qu si sposa con succo di pomodoro e tabasco
Ingredienti:
60 ml Jodhpur Spicy Gin, 120 ml Succo di Pomodoro, 1 dash di tabasco
Preparazione:
build
Guarnizione:
gambo di sedano
Bicchiere:
highball

Rosso Cupido by Nik’s & Co

Cocktail San Valentino - Rosso CupidoLe note vinose e leggermente ossidate di Saba, lo sciroppo concentrato che si ottiene dal mosto fresco di uva rossa, e sherry incontrano e si armonizzano con la nota vegetale e morbida della base di tequila, mentre una soda all’ibisco dona freschezza e il colore rosso intenso nel long drink firmato da Marco Garavaglia, bar manager di Nik’s & Co. Il cocktail viene offerto in omaggio alle coppie che cenano nel locale milanese a San Valentino e sarà proposto come “fuori carta” per tutta la settimana.
Ingredienti:
10 ml Saba, 15 ml Sherry Tio Pepe Fino Palomino, 30 ml Tequila Curado Espadin, 80 ml Soda Ibisco
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler alto

Cocktails Loving Box by Nio Cocktails

Nio CocktailsDedicati agli innamorati è anche la special collection di Nio, il brand italiano di cocktail ready to drink. Protagonisti delle Cocktails Loving Box sei drink curati da Patrick Pistolesi, master mixologist del brand: Old Fashioned, Cosmopolitan, Daiquiri, Negroni, Margarita e Gin Proved. Ottima idea regalo, le box sono disponibili in due versioni, da 3 a 6 miscele, e ogni drink è presentato attraverso ironiche e accattivanti bio, che ne illustra ingredienti, qualità, gusto e profilo.

Check list: 20 punti per misurare il successo del tuo locale

Atlas Singapore
Il salone di Atlas, a Singapore: il locale è attualmente 16esimo nell'elenco dei 50 Best Bars
Il successo di un locale passa da una buona pianificazione. L'esperto di bar industry Jason Williams analizza per noi il processo di costruzione di un concept. I fattori strategici oggi? Tecnologia, ingredienti e layout

Tecnologia, ingredienti e layout: nel 2022 chi sogna un bar di successo deve considerarli come tre stelle polari. Anche se il cielo è pieno di altre luci altrettanto brillanti: i tre pilastri fanno parte di un piano articolato in 20 punti e condiviso da Proof Creative, il braccio di consulenza del distributore Proof & Company, attivo nell’area Asia-Pacifico. Una guida completa all’apertura e al lancio di un bar, articolata in venti parole chiave, che Bargiornale ha approfondito con Jason Williams, creative director di Proof & Company, uno dei più influenti esperti della bar industry a livello mondiale.

Jason Williams
Jason Williams, creative director di Proof & Company

Più avanti trovate l’elenco completo, con tutti e 20 i pilastri che reggono l’impalcatura di un serio progetto di apertura di un cocktail bar. Abbiamo chiesto a Jason di spiegare perché tecnologia, ingredienti e layout sono quelli da tenere in massima considerazione, nell’ottica di costruire un’offerta capace di incontrare la sensibilità del cliente post-pandemia.

I dati sono il presente e il futuro, le ricette la base di tutto. Spazi da ripensare, sia dentro che fuori

«Partiamo con la tecnologia e pensiamo a come vengono presentati i menu e come vengono presi gli ordini oggi. A quanto strategici siano diventati i dati, che possono essere utilizzati per migliorare l’esperienza dell'ospite regolando l’offerta. Non è tutto: possiamo migliorare l’esperienza cliente sfruttando l’intelligenza artificiale in integrazione con i sistemi musicali, per esempio, o prevedendo allestimenti artistici in digitale». Perché? Perché creano interazioni, creano l’evento-visita. Un altro aspetto da considerare è il mantenimento di un legame con i clienti, monitorando «come l'esperienza nel locale possa legarsi alle loro azioni sui social media post visita».

Il secondo pilastro è denominato “drinks”, «ma possiamo leggere ingredienti. Gli ospiti stavano già diventando più interessati a cosa c’è nel cocktail o nel loro piatto, prima della pandemia. Gli ingredienti diventeranno ancor più centrali in futuro, con particolare attenzione all'ecologia e alla sostenibilità». Parlare di ingredienti significa anche adottare un approccio lungimirante nella progettazione dell’offerta, con un occhio puntato sempre sul mercato: «Non si possono ignorare i problemi lungo la catena di approvvigionamento globale, bisognerà adattarsi anche a questo». Infine il layout. Dal disegno degli ambienti dipende moltissimo del successo di un locale, non solo perché contribuisce a creare uno spazio accattivante e gradevole da vivere, ma anche perché influenza i flussi all’interno del bar. Gli effetti della pandemia? Williams sottolinea quanto abbiamo spesso sperimentato in queste ultime stagioni particolari: «Potremmo dover progettare un maggior spazio tra le sedute e sicuramente è cresciuta l’importanza degli spazi aperti».

Venti elementi da considerare, per dare concretezza all’idea

Ecco l’elenco completo dei pillars proposto da Jason Williams e dal suo team, ciascuno seguito da una nostra sintesi. Una sorta di check list che serve a concretizzare gli elementi che compongono un locale aperto al pubblico, da mettere in fila per valutare se stiamo considerando davvero tutto.

  1. Concept: chi sono, cosa offro e a chi lo offro? Il percorso parte da qui
  2. Drinks: una carta che non dimentichi nessuna categoria di beverage e che metta in mostra creatività e tecniche di preparazione raffinate è una carta ben congegnata
  3. Food: un’offerta attraente, in linea con il concept del locale e con i trend di mercato, porta l’esperienza del cliente a un livello superiore
  4. Team: le persone guidano i clienti all’interno dell’esperienza, per questo il fattore umano resta importantissimo
  5. Servizio: l’ideale è costruire uno stile di servizio, tarato sull’identità del locale. Ricordandosi che il momento chiave è sempre la comunicazione con il cliente
  6. Interior design: il bar è vivo se c’è coerenza tra il design e il concept del locale
  7. Layout: le soluzioni tattili e visive devono contribuire a dare corpo agli ambienti
  8. Brand: ricordiamoci che il brand è in tutti gli elementi visivi ed emozionali, e in tutte le interazioni del cliente con noi e con il team
  9. Memorabilia: materiali, virtuali o tangibili, che aiutano a fare pubblicità al locale; brochure, business cards, menu o sottobicchieri che diventano oggetti di pregio da portare a casa, altri oggetti brandizzati in regalo al momento del conto
  10. Merchandising: il marchio del locale può finire su gadget che hanno un loro mercato; il merchandising dovrebbe essere usato sia come opportunità di entrata extra sia come strumento di marketing
  11. Atmosfera: confort, sound, temperatura, luci e profumo contribuiscono a caratterizzarla. Tutti elementi che singolarmente, spesso, non si palesano, ma devono essere curatissimi
  12. Musica: torniamo al concept e immaginiamo la sua colonna sonora ideale
  13. Programmazione: dei rituali di servizio, ma anche degli eventi e dei momenti di intrattenimento. Aiutano a creare un legame e a far tornare i clienti.
  14. Sensibilizzazione: facciamoci vedere e sentire, le pubbliche relazioni e le operazioni di marketing tengono alto il livello di attenzione della comunità
  15. Tecnologia: tutto quello che ci aiuta a raccogliere e usare i dati per migliorare l’offerta
  16. Strumenti di servizio: bicchieri, elementi del servizio e strumenti del bartender devono incuriosire e dimostrare massima cura. Ancora meglio se ci sono dei “pezzi” personalizzati
  17. Divise: l’immagine del locale passa anche dall’impatto visivo del personale. Anche qui servono coerenza – con l’identità del bar – e cura dei materiali e dell’estetica
  18. Ecologia: come supportiamo l’ambiente sia a livello di concept e filosofia di gestione, sia a livello operativo e quotidiano
  19. Community: non solo dei clienti e delle persone che orbitano attorno al locale, ma anche quella della città o del quartiere che lo ospita. La presenza si deve sentire e con la comunità locale bisogna interagire positivamente
  20. Piano finanziario: il successo dipende da un buon business plan, da una accorta gestione del budget e delle spese, da una strategia coerente nelle scelte di prezzo

Low alcohol e cura degli ingredienti: i macro trend del beverage

Spesso l’apertura di un nuovo locale è accompagnata da un ottimo carico di idee e di talento. Il problema si genera quando tutte queste energie sono incanalate solo verso una parte del percorso, magari con tantissima attenzione verso alcuni aspetti e non abbastanza verso altri. Per questo una modalità come quella della check list proposta dal super consulente Jason Williams può risultare utile a impostare le priorità. Mentre un occhio è fisso sul progetto, l’altro deve guardare al mercato e alle tendenze. Williams riassume così i macro-trend consolidati nel settore del beverage: «L’approccio locale, specie nella selezione degli ingredienti, continuerà ad essere importante, accanto a quello dei cocktail low alcohol». A fare la differenza, però, saranno «l’attitudine del bartender all’utilizzo delle tecnologia, la volontà di adottare un approccio matematico e scientifico alle sfide che si presentano dietro il banco bar a livello di gestione, controllo costi, magazzino». Perché un locale è passione e creatività, ma è anche un’azienda.

The Gibson Edition, tra Aceto Balsamico Igp e note fruttate

gibson_moebius_1
I drink di Marian Bake hanno accompagnato la presentazione della linea The Gibson Edition
Frutto della collaborazione tra la star della mixology Marian Beke e Casoni, le tre nuove referenze distribuite da Compagnia dei Caraibi puntano su ingredienti "made in Emilia-Romagna"

Ciliegia, fragola e lampone, amaretto e Aceto Balsamico di Modena, tutto nelle mani di una star della mixology come Marian Beke. Anzi, tutto progettato da lui nei minimi particolari. Sono serviti, infatti, due anni di lavoro sui dettagli e di collaborazione tra Beke e lo storico liquorificio Casoni di Modena per ideare The Gibson Edition, nuova linea di liquori distribuita in esclusiva da Compagnia dei Caraibi e presentata a Milano presso il Moebius di via Cappellini.

I liquori - tre le referenze che compongono la linea The Gibson Edition - valorizzano appunto prodotti riconosciuti a livello internazionale, come l'Aceto Balsamico di Modena Igp, e sono caratterizzati da note fruttate. Vediamo nel dettaglio i tre nuovi nati in casa Casoni, con il prezioso contributo di Beke, Managing Director del The Gibson Bar di Londra.

Wild Berries

Con Aceto Balsamico di Modena Igp (17% Vol), in bilanciamento tra l’acidità dell’Aceto Balsamico stesso e le note fruttate di fragola, mirtillo e lampone. La gradazione alcolica è particolarmente contenuta e lo rende adatto a drink a basso tenore alcolico. Un suggerimento? Un twist su un Bramble (un sour a base di gin, succo di limone, sciroppo di zucchero e liquore alle more).

Amarotto

Un liquore complesso con una delicata nota affumicata, che aggiunge personalità all'Amarotto, consigliato in ogni sour o amaro cocktail. Si può gustare anche liscio freddo da freezer o con un cubetto di ghiaccio.

Figs and Cherries

Con Aceto Balsamico di Modena Igp (21% Vol) e un altro prodotto di eccellenza regionale dell’Emilia-Romagna come la ciliegia, in aggiunta alla morbidezza del fico: questo liquore dall’aspetto denso e morbido si presta bene in cocktail a base frutta.

In cerca di ispirazioni: la drink list di Marian Beke

Beke ha proposto anche tre drink che valorizzassero i nuovi liquori, a comporre una drink list che vi riportiamo qui, protagonista della sua guest al Moebius.

MODENA SOUR

  • 40 ml Vodka Koskenkorva Original Organic
  • 15 ml Wild & Berries liqueur - The Gibson Edition
  • 25 ml succo di limone fresco
  • 1 bsp cacao proteico
  • spuma all'olio di limone
    Guarnizione: grissini ricoperti di cioccolato

DOPe MARTINI

  • 60 ml Gin Citadelle Original
  • 10 ml Vermouth Carlo Alberto Riserva Extra Dry Superiore
  • Amarotto liqueur - The Gibson Edition q.b.
  • gocce al tartufo bianco e aceto balsamico invecchiato
    Guarnizione: palline di melone giallo marinato e mini mozzarella

CLAYTONI

  • 30 ml Gin Mare
  • 20 ml Bitter Rouge
  • 25 ml Vermouth al mallo di noce Tomaso Agnini
  • 10 ml Figs and Cherries liqueur - The Gibson Edition
  • 3 gocce di acqua di fiori d'aranci
    Guarnizione: scaglie di tartufo nero accompagnate da parmigiano stagionato

«Una dedica al nostro territorio»

«Abbiamo voluto dedicare al nostro incredibile territorio, liquori dai sentori intensi caratterizzati da note balsamiche, fruttate e botaniche. Le referenze Wild Berries e Figs and Cherries abbinano i sapori della tradizione emiliana a ingredienti singolari, come i frutti di bosco e i fichi. L'Amarotto si distingue invece per la delicata nota affumicata e per il connubio perfetto tra il gusto dell’amaro e quello dell’amaretto», ha spiegato Manuel Greco, il Trade Marketing Manager di Casoni.

Leggera, croccante e gluten free: la Pinsa Base Schär

Pinsa Base Schär
Da Schär Foodservice una base precotta e surgelata, senza glutine, senza lattosio e vegana per creare in modo facile e veloce stuzzicanti pinse anche per chi ha problemi di intolleranze e allergie

Tutto il gusto e le virtù della pinsa, ma in versione gluten free, lactose free e vegana. È Pinsa Base Schär, ultima novità di Schär Foodservice, la divisione dedicata al fuoricasa del gruppo Dr Schär. Il nuovo prodotto è una base lievitata precotta e surgelata pensata per permettere ai locali di offrire anche ai clienti che hanno problemi di intolleranze e allergie al glutine, al lattosio, o che seguono una dieta priva di ingredienti di origine animale, uno dei prodotti bakery che negli ultimi anni hanno scalato le classifiche di gradimento dei consumatori.

Ispirata all’antica ricetta della pinsa romana, è preparata con farine di prima qualità, senza utilizzo di conservanti, ed è fatta lievitare naturalmente per più di 24 ore. E come la pinsa tradizionale è leggera, croccante e altamente digeribile, grazie all’utilizzo di pasta madre di grano saraceno.

Perfetta da proporre come creativa alternativa alla pizza per diversi momenti di consumo, dal pranzo all’aperitivo alla cena, la Pinsa Base (peso 220 g) soddisfa in tutto anche le esigenze di praticità e rapidità tipiche del bar. È infatti facile e veloce da preparare: basta scongelare per 8-10 minuti il prodotto, personalizzare la base mettendo sul top ingredienti gluten-free a piacimento e infornare su teglia a bordi alti dedicata per 8-10 minuti a 220°C in forno non ventilato.

A questo si aggiunge la lunga shelf life, pari a 14 mesi (in congelatore a -18 °C) e la massima garanzia di sicurezza per quanto riguarda il rischio di contaminazione: viene fornita in confezioni da 12 pezzi, ognuno dei quali con imballo monoporzione che lo protegge durante il trasporto e lo stoccaggio. Un insieme di proprietà che ne fanno una soluzione indicata per i professionisti che vogliono ampliare la l’offerta di alimenti senza glutine per il crescente target celiaco.

Badiani, l’anima cosmopolita del gelato fiorentino

Badiani Londra 3
Badiani, storica insegna fiorentina, compie 90 anni e festeggia con un piano di espansione all'estero

Panna, latte, zucchero, uova. Alla gelateria Badiani sono bastati quattro ingredienti per conquistare Firenze prima, il Regno Unito e la Spagna poi. Sono i quattro ingredienti del Buontalenti, il gusto più famoso di questa storica attività che compie 90 anni celebrando il traguardo di dodici punti vendita e 130 dipendenti in tre Paesi. Nato negli anni 60 per un concorso dedicato al genio del fiorentino Bernardo Buontalenti, architetto e inventore del gelato durante il Rinascimento, il gelato omonimo si è trasformato in un evergreen cremosissimo che piace tanto agli italiani quanto agli stranieri. Imitato da molti, è il gusto di Badiani per antonomasia.

L'attività aperta nel 1992

Oggi, il cuore di Badiani continua a battere a Firenze, dove tutto è nato. Attività aperta nel 1932 da Idilio Badiani in una zona decentrata della città, dalle parti dello stadio, nel 1993 viene rilevata dalla famiglia Pomposi, già impegnata nel settore con la gelateria di famiglia. A guidare un brand che mira a diventare il più diffuso nel Regno Unito ci sono i fratelli Paolo e Patrizio Pomposi, che spesso e volentieri fanno capolino nel locale storico di viale Dei Mille. Dominato da un grande bancone con quaranta gusti di gelato e dai colori neutri del legno, è anche caffetteria, pasticceria, tabacchi, indirizzo per la pausa pranzo. Venerato dai fiorentini, resta tuttavia lontano dalle rotte dei turisti in visita agli Uffizi o al Ponte Vecchio.

Una base speciale per creare tanti gusti

Eppure il Buontalenti, che è un marchio registrato e che è usato come base per creare tante altri gusti, agli stranieri piace. Eccome. La prova arriva nel 2015, quando Paolo Pomposi porta a Londra, per il concorso europeo Gelato Festival, una variazione di Buontalenti con crema alla nocciola e cioccolato: La dolcevita. badiani coppetta Un successo, che spinge Badiani a fare il passo internazionale e ad aprire un corner nel Mercato Metropolitano londinese. Era il 2016: sei anni dopo, i negozi a Londra (tutti gestiti direttamente, così come quelli spagnoli) sono nove. «Non abbiamo ceduto al gusto dei inglesi, creando ricette con ingredienti strani», racconta Paolo Pomposi. I gusti più venduti, a casa di His Majesty Carlo III, sono gli stessi che spopolano a Firenze. Il Buontalenti, ovvio. Poi La dolcevita e un’altra declinazione del best seller, il Buontalenti al pistacchio. Da soli valgono il 50% delle vendite.

Un colore per ogni gelateria

Nelle gelaterie di Chelsea, Notting Hill e degli altri quartieri di Londra conquistati, ognuna fortemente caratterizzata con un colore diverso (le firma è della designer Ilaria Legato), vanno forte anche il caramello salato e il mango, probabilmente il gusto di frutta più venduto. Il posizionamento del gelato di Badiani è alto, ma i prezzi (da 4,20 sterline per il cono, mentre in Italia si parte da 3 euro) non fermano gli inglesi. Non è tutto: alcuni ristoranti londinesi hanno inserito il gelato fiorentino nei loro menu. Il Buontalenti nelle sue diverse sfumature è apprezzato anche in Spagna, il secondo mercato internazionale in cui è sbarcata l’ammiraglia Badiani. Per l’apertura di Barcellona, ad aprile 2022, sono state create inoltre delle ricette ad hoc che hanno conquistato gli spagnoli: il Sant Jordi, una crema di latte e panna con strati di salsa di fragole e cioccolato, e il Barcellona, a base di cioccolato bianco (pare che gli spagnoli ne vadano matti) con curcuma e salsa di lamponi.

Il Magnifico per celebrare i 90 anni

A Firenze per i 90 anni dell’insegna, invece, è stato lanciato Il Magnifico, un gusto Buontalenti arricchito con caramello, arachidi e cioccolato al latte. Dietro ai 90 anni di Badiani c’è tanta tradizione, ma anche parecchia innovazione. Nella produzione, per esempio: a Londra è stato creato un laboratorio centrale, il più grande del Regno Unito, che serve tutti gli store, garantendo una qualità sempre uguale e uniforme. «Puntiamo a un gelato che sia semplice e che sia il più possibile replicabile», spiega Paolo Pomposi. Non solo: studiando il sistema di consegna della carne che sfrutta il ghiaccio secco, durante la pandemia Badiani ha messo in piedi un servizio di delivery che in 24 ore raggiunge ogni angolo del Regno Unito. È il primo brand di gelato artigianale a fare una cosa del genere. In Spagna conta di fare il bis, ma intanto propone un delivery a Barcellona che effettua il servizio di consegna dell’ordine nel giro di 40 minuti. Guardando dunque sempre al futuro, nel segno del Rinascimento fiorentino.

Certificazione Energy Star 3.0 per iCombi Pro

iCombi Pro XS
iCombi Pro XS, il modello più piccolo della gamma di forni combinai di ultima generazione di Rational
La gamma di forni combinati di ultima generazione dell'azienda tedesca soddisfa i nuovi requisiti, ancora più impegnativi, di efficienza energetica fissati dal programma di etichettatura Energy Star

Non solo alta qualità del risultato finale e un’elevata produttività. Alle virtù di iCombi Pro, la gamma di nuova generazionedi forni a vapore combinati di Rational bisogna aggiungere anche le performance energetiche (leggi iCombi Pro il nuovo sistema di cottura di Rational ancora più intelligente). A dirlo la certificazione Energy Star di cui queste apparechiature si fregiano. È questo il sistema di etichettatura volontario introdotto nel 1992 dall'Agenzia statunitense per la protezione dell'ambiente (Environmental protection agency - Epa) per identificare e promuovere i prodotti ad alta efficienza, allo scopo di ridurre il consumo di energia e le emissioni di gas serra.

Ma non solo. Perhé tutti i modelli iCombi Pro sono certificati secondo il nuovo standard Energy Star 3.0, in vigore dallo scorso gennaio. Questo significa che soddisfano anche i requisiti più impegnativi, ottenendo risparmi energetici significativamente superiori rispetto ad altri forni professionali non certificati, quantificati dall’Epa in circa il 30%. Risparmi che si traducono anche in minori costi in bolletta per gli operatori del fuoricasa, ancora più importanti in tempi di crisi energetica e con i costi dell’energia letteralmente esplosi, oltre che in una minore emissione di CO2.

Risultati raggiunti anche grazie al miglioramento dell'isolamento e all'ulteriore sviluppo del rivestimento del vetro della porta di questi sistemi e che che premiano l’attenzione da sempre rivolta dall’azienda tedesca al tema della sostenibilità e dell’uso consapevole delle risorse nello sviluppo delle sue soluzioni.

Soluzioni per il risparmio

Ma si può fare anche di più e Rational mette a disposizione degli operatori tutta una serie di strumenti che consentono di ottimizzare ulteriormente i consumi di energia e anche di acqua.

Tra questi l’analisi dei dati digitali che consentono di identificare facilmente gli sprechi energetici. Sul ConnectedCooking, il sistema di gestione digitale della cucina gratuito di Rational, per esempio, si possono visualizzare facilmente i consumi di energia dei forni. Vengono infatti visualizzati il tempo di caricamento, ovvero il tempo in cui la porta della camera di cottura rimane aperta per il carico, e il tempo di inattività al termine del preriscaldamento, cioè il tempo in cui il sistema di cottura deve mantenere la temperatura in attesa del caricamento. Entrambi vengono immediatamente contrassegnati con il valore della perdita di energia.

Per quanto riguarda i consumi di acqua, invece, il risparmio è garantito sia nella fase di cottura sia nella fase di pulizia del forno. Il sistema iCareSystem dei quali gli iCombi Pro sono dotati, oltre a permettere di scegliere tra vari programmi di lavaggio, adattata in modo ottimale la quanità di acqua necessaria. Inoltre, anche il detergente Active Green è amico dell'ambiente: è privo di fosfati e fosforo e riduce significativamente la quantità necessaria senza comprometterne il potere detergente e igienizzante.

I gin, e non solo, Bareksten tra le esclusive di OnestiGroup

Bareksten
La gamma di distillati del marchio norvegese, che oltre ai rinomati gin include aquavit, assenzio e vodka, è la prima novità dell'anno del catalogo di OnestiGroup

Con l’arrivo di febbraio il catalogo di OnestiGroup siè rricchito diuna nuova esclusiva. Si tratta della gamma dei distillati del marchio norvegese Bareksten, che comprende gin, acquavite, assenzio e vodka. Una famiglia di prodotti creata da Stig Bareksten, master distller della Oss Craft Distillery, con sede a Blomsterdalen (Norvegia), che li produce, con l’intenzione di dare vita a una linea di distillati che esprimesse, in termini di gusto e carattere, l’essenza selvaggia e mozzafiato della Norvegia.

Fedele a tale proposito, l’intera gamma è realizzata con alcol otteuto da patate di provenienza locale, così come di provenienza locale sono diverse delle botaniche utilizzate per dare vite alla ricca e varia linea di gin, che contempla il Bareksten Botanical Gin, Bareksten Navy Strenght Gin, Bareksten Old Tom Gin, Bareksten Double Gin e Bareksten Sloe Gin. Proposito che si riflette anche nel loro pack, una bottiglia di colore nero opaco con i tratti in nero lucido che rimanda alle tonalità delle foreste del Nord.

La linea gin

Bareksten Botanical Gin (alc 46% in vol) è distillato in piccoli lotti, utilizzando ben 26 botaniche, tra le quali ginepro, mirtilli, mirtilli rossi, rabarbaro, fiori di sambuco, menta, scorza di limone, scorza di arancia, coriandolo, cardamomo, noce moscata, fiori di garofano, liquirizia, angelica, cassia e giaggiolo. Si caratterizza per gli aromi puri, floreali e fruttati con un sottile accenno di ginepro e agrumi, e dal sapore fresco e netto di ginepro, arricchito da frutta e spezie, che resta sempre morbido e piacevole al palato.

Bareksten Navy Strenght Gin è la versione Navy Strenght del precedente: presenta infatti un contenuto alcolico del 58% che apre una varietà di nuove note e sapori con una viscosità cremosa che rimane persistente. Un prodotto che si è meritato il titolo di Best Spirits of the year 2022 alla London Spirits Competition.

Le 26 botaniche del Botanical Gin tornano anche nel Bareksten Old Tom Gin (alc 44% in vol), dalle sfumature sottili guidate dai sentori di ginepro con aromi terrosi e floreali che bilanciano i sentori dolci. Espressione pura del ginepro, la sua bottiglia è in vetro trasparente.

Chiude la linea il Bareksten Sloe Gin (alc 29% in vol), uno sloe gin creato utilizzando un Bareksten Botanical Gin nel quale vengono fatte riposare le prugnole selvatiche norvegesi, molto ricche di tannino con poco zucchero, che donano al distillato il loro sapore fruttato e il colore rosso vibrante, che risalta nella bottiglia in vetro trasparente.

Gli altri distillati

Ma la gamma di prodotti del brand norvegese distribuita da OnestiGroup comprende altri distillati di alta qualità. Quali la Bareksten Botanical Aquavit (alc 40% in vol) una classica Aquavit scandinava, ottenuta aromatizzando la base alcolica di patate con una distillazione di diverse botaniche, quali cumino, chicchi del paradiso, bacche di sorbo, anice, anice stellato, ginepro, semi di anice, finocchio, coriandolo, scorza d’arancia, radice di liquirizia, radice di rosa. L’ Aquavit viene poi fatto affinare in botti di sherry Oloroso per migliorare la consistenza, gli aromi e ottenere un colore dorato caldo naturale.

Bareksten Illsint Absint un assenzio dove la ricchezza e la dolcezza del sapore di anice si sposa con la morbidezza e l’eleganza tipica di tutta la gamma Bareksten. Un assenzio, però “arrabbiato” (illsint in norvegese significa proprio arrabbiato), perché il suo contenuto alcolico è del “solo” 60% in volume a causa dei limiti alla gradazione alcolica imposti dalla normativa norvegese.

Infine la Bareksten Vodka (alc 40% in vol), l’ultima nata del brand e che ne rappresenta l’impegno nella sostenibilità. È infatti preparata con la base alcolica avanzata dalla produzione dei gin, che poi viene sottoposta a invecchiamento in una combinazione di botti di rovere americano ex bourbon, rovere francese ex vino e botti ex Sherry (Pedro Ximenez e Oloroso) che le regalano un profilo originale e sorprendente.

 

Tre visioni per dare al gelato una nuova dimensione

Slowcool
Slowcool
Paolo Brunelli con il suo Slowcool, Stefano Guizzetti e le radici, Paolo Griffa e l'orto di montagna: ecco cosa è successo durante il XVIII congresso a Milano

Anche nella sua XVIII edizione, Identità Milano 2023 ha dedicato uno spazio importante al gelato. Per raccontare i suoi tratti innovativi, ha convocato sul palco del congresso milanese tre big: Paolo Brunelli, Stefano Guizzetti e Paolo Griffa. Ormai destagionalizzato e contaminato da cucina, vino e mixology, ecco tre chiavi diverse per ripensare - e in alcuni casi, abbandonare - coni e coppette.

Paolo Brunelli presenta Slowcool

Quando si porta a casa una vaschetta di gelato, si deve seguire un preciso ordine di degustazione. Raramente si riesce a rifare il percorso dall'inizio perché il prodotto ha una temperatura di servizio (circa -12 gradi) impossibile da mantenere una volta aperta la confezione. Brunelli è partito proprio da questo desiderio: rendere una degustazione di gelato simile a quella di un vino. Per farlo, grazie alla collaborazione con Riccardo Diotallevi, architetto e designer, ha realizzato Slowcool, un supporto che punta a mandare in pensione coni e coppette. Si tratta di un tris di ciotoline inserito in un unico supporto, che mantiene il gelato a una temperatura ottimale costante.

Paolo Brunelli
Paolo Brunelli
Grazie a questa tecnologia, Brunelli è riuscito a portare in scena un altro esperimento: quello sulla diminuzione progressiva dei zuccheri aggiunti nelle mantecature, realizzato grazie alla macchina Roboqbo. Ha così presentato tre sorbetti al lampone. Il primo aveva il 30% di zuccheri aggiunti, il secondo il 15%, il terzo ne era completamente privo. «Dal mio punto di vista, fare innovazione nel gelato significa lavorare sul rallentamento dello scioglimento del gelato, sulla concentrazione dell'ingrediente e sul rispetto della tradizione, sconvolgendola grazie alle nuove tecnologie e all’utilizzo di ingredienti prima sconosciuti o difficilmente reperibili».

Le radici del gelato secondo Stefano Guizzetti

La rivoluzione di Stefano Guizzetti va alle radici. Per il creatore di Ciacco le contaminazioni con la cucina, il vino e la natura non sono una novità. Per Identità Milano ha voluto spingere gli amanti del gelato fuori dalla loro comfort zone. Rifacendosi al concetto di terroir nel vino, Guizzetti ha voluto considerare la terra come ingrediente a sé. Ha lavorato sulla distillazione di vari campioni di terra raccolti da più parti della Penisola, da Nord a Sud, da Est a Ovest. Ma è solo con la ri-distillazione della parte organica, quella che si crea sotto le foglie cadute e sul terreno umido, che ha trovato un vero senso gustativo a questo esperimento.

Gelato alla terra, con bottone di pera alla brace, pan di spagna ai ceci antichi e infuso di the
Gelato alla terra, con bottone di pera alla brace, pan di spagna ai ceci antichi e infuso di the
«Ci è stato chiesto di ripensare quello che definiamo "un buon gelato" – spiega Guizzetti – È stato un po' come investigare i parametri di accettabilità e apprezzamento per stravolgerli. Poi abbiamo voluto giocare con la memoria. Negli ultimi anni abbiamo introdotto la dimensione olfattiva, che spesso viene persa a causa delle temperature negative del gelato. Abbiamo pensato a un ricordo olfattivo trasferito nel gelato. Il risultato è stato il racconto di un terroir nel gelato, ricopiando ciò che succede nel vino. Ma dopo aver distillato i terreni, mi sono accorto che la componente minerale non conferiva gusto al prodotto. Quindi ho fatto una riflessione più profonda sul classico profumo del terreno: cioè la componente organica». «Così sono andato sull'Appennino», continua Stefano, «a prelevare ciò che c'è sotto le foglie cadute e abbiamo ri-distillato quel terreno ricco di hummus e componente organica. Lì c'è stata un'esplosione assurda di gusto, un cassetto olfattivo straordinario. Scandagliare la memoria ci può permettere di dare al gelato ancora più dignità». Questo gelato ottenuto da terra viva e ricca di materia organica è stato servito accanto alla pera cotta alla brace con un whisky torbato e ceci nella forma di un Pan di Spagna, da assaggiare con un tè cinese rifermentato.

Paolo Griffa: riscrivere il gelato con la montagna

Per Paolo Griffa la montagna è la scenografia del suo lavoro. Da ormai 5 anni vive la Valle d'Aosta a livello umano e professionale. Dopo i 5 anni da chef al Grand Hotel Royal di Courmayeur, nel 2022 è arrivata la grande sfida del Caffè Nazionale di Aosta. Ispirato da questo ecosistema, per Identità Milano ha presentato La gelata dell’orto di montagna. Si tratta di una tartare di cervo, barbabietola, cavoletti di Bruxelles, disgelo di cavolo rapa e salsa di cavolo viola e senape. Questi prodotti hanno bisogno delle gelate invernali, che ne rompono le fibre, rendendole tenere e dolci. Per rappresentare quella gelata che scende sulle verdure invernali, sulla battuta di cervo Paolo Griffa ha usato le sottili scaglie della kakigori, una granita che viene dal Giappone. Al posto del ghiaccio è stato utilizzato del cavolo rapa congelato, che sciogliendosi in bocca sprigiona tutta la dolcezza delle brassicacee dopo la gelata invernale.

Tartare di cervo, barbabietola, cavoletti di bruxelles, disgelo di cavolo rapa, salsa di cavolo viola e senape
Tartare di cervo, barbabietola, cavoletti di bruxelles, disgelo di cavolo rapa, salsa di cavolo viola e senape
«Il piatto presentato a Identità di Gelato è stata una riflessione sull'importanza del freddo sull'agricoltura di montagna. L’utilizzo del gelo serve per chiarificare i succhi, come nel caso del centrifugato di cavolo viola alla senape reso limpido congelando il liquido e facendolo percolare goccia dopo goccia. Si ottiene così un liquido dal sapore intenso limpidissimo perché la fibra non passa. Il gelo viene applicato anche per la conservazione della cacciagione, che viene stoccata nel periodo della caccia per utilizzarla durante l’anno, o la rosa canina che prima di essere raccolta deve subire una gelata prima di venir raccolta, pulita e lavorata. Nel piatto quindi tutti gli ingredienti hanno subito congelamento e subiscono dei cambiamenti fisici e aromatici che li rendono differenti».

Eagle Tempo, concentrato di tecnologia, design e sostenibilità

Eagle Tempo di Victoria Arduino
La nuova macchina di Victoria Arduino è compatta e si adatta a qualsiasi spazio. Estrazioni ed emulsioni di qualità costante con ogni ritmo di lavoro.

Elevata produttività, facilità di utilizzo, efficienza energetica e un design elegante caratterizzano Eagle Tempo, la nuova macchina espresso di Victoria Arduino, dedicata a pasticcerie, bakery, ristoranti, catene, coffee shop. Il display touchscreen permette di impostare le temperature per ogni gruppo; il gruppo con 5 tasti pre-programmati rende più fluido e rapido il lavoro anche grazie all’autopurge (la pulizia automatica del gruppo dopo lo sgancio del portafiltro) e alla tecnologia Easycream che permette il montaggio automatico del latte e delle bevande vegetali alla giusta temperatura e la corretta dose di crema.

Il nuovo modello si avvale della tecnologia NEO - New Engine Optimization -, che assicura stabilità di temperatura e consistenza del risultato grazie al sistema di riscaldamento istantaneo e alla coibentazione delle caldaie, nonché una maggiore produttività, con l’istallazione di un boiler vapore da 9 litri per la preparazione di numerose bevande a base latte. Questo sistema, inoltre, permette un risparmio energetico fino al 29% rispetto al modello precedente. A ciò si aggiunge Ters - Thermal Energy Recovering System -, una soluzione tecnica brevettata in grado di recuperare il calore dell’acqua in uscita per preriscaldare quella in entrata, con un ulteriore risparmio dell’8%.

I boiler in acciaio inox coibentati hanno una pressione interna di 2.1 bar che, in collaborazione con il controllo elettronico del vapore Steam-by-Wire consente di erogare vapore secco per una migliore qualità delle bevande e una preparazione più rapida.

Osserviamo ora i dettagli estetici della nuova macchina che nasce dal restyling del modello VA358 White Eagle, con linee e forme aggiornate e minimal. L’estetica ricercata di questa linea ha già permesso l’inserimento del modello Eagle One nella selezione annuale dei migliori prodotti del desingn italiano all’interno dell’Adi Design Index 2020. Così il gruppo richiama le linee del profilo della macchina e presenta tasti soft touch retro illuminati per velocizzare l’operatività. Il nuovo design facilita la pulizia della vasca di scarico, i punti luce installati sotto il gruppo permettono di illuminare in modo uniforme l’intero piano di lavoro, migliorando la visibilità durante l’estrazione, mentre la nuova lancia vapore è più lunga e cold touch per permettere l’utilizzo di bricchi più capienti ed evitare scottature.

Eagle Tempo è disponibile in quattro colori: nero opaco, bianco opaco, acciaio e nella versione heritage in acciaio con dettagli in ottone.

Ancora pochi giorni per partecipare a Crea il tuo spirito

Crea il tuo spirito The Spiritual Machine
È Il 20 febbraio la dead line per partecipare al contest di The Spiritual Machine che offre l'opportunità di ideare e produrre la propria ricetta di spirit. Gara che quest'anno prevede un programma di formazione gratuita per formare nuovi imprenditori nel comparto craft

Ultima chiamata per partecipare a Crea il tuo spirit contest, il contest rivolto ai professionisti del settore beverage, a gestori di attività del fuoricasa, a imprenditori o aspiranti tali, che si vogliono cimentare nella creazione di uno spirit. La dead per le iscrizioni è fissata al 20 febbraio.

Ideato e organizzato da The Spiritual Machine, startup torinese fondata Matteo Fornaca, Elisa Cravero e Matteo Dispenza e specializzata nella realizzazione di linee personalizzate di alcolici artigianali, il concorso, alla sua quarta edizione, offre ai vincitori l’opportunità di creare e vedere prodotta e imbottigliata la propria ricetta. Ma Crea il tuo spirit non è solo un contest: da quest’anno offre a tutti i partecipanti un periodo di formazione gratuita per supportare e formare nuovi imprenditori del settore e aiutarli a mettere in piedi spirit business sostenibili.

Un’opportunità, insomma, per trasformare il proprio sogno in un vera e propria realtà imprenditoriale in un campo, quello delle produzioni artigianali, che attira sempre più l’interesse dei professionisti del fuoricasa e i consumatori, e che cresce a un ritmo del 22,5% all’anno, secondi i dati del report TechNavio. Una tendenza testimoniata dai numeri di The Spiritual Machine, passata dalle 5.000 bottiglie prodotte nel 2019 alle 80.000 dello scorso anno e che ora punta a tagliare il traguardo del milione di bottiglie entro il 2025 e dei 5 milioni nel 2027.

Come partecipare

Per partecipare a Crea il tuo spirito occorre iscriversi sul sito del concorso, presentando la propria ricetta originale entro il prossimo 20 febbraio, ma c’è da sbrigarsi: il numero massimo di partecipanti è di 100 ricette e se tale numero viene raggiunto prima di quella data, le candidature saranno chiuse.

I concorrenti devono candidare la propri idea di spirit attraverso il configuratore presente sul sito e al quale si accede dalla propria area personale, specificandone la categoria (che può essere qualsiasi tipologia di spirit), la ricetta, il nome e la bottiglia. Attenzione, però perché il configuratore si può compilare una volta sola e tutte le modifiche a ricetta e packaging si potranno fare in un secondo momento con consulenze one to one con il team di The Spiritual Machine.

Le fasi del contest

Le candidature saranno sottoposte a un primo vaglio da parte di esperti per valutarne la fattibilità e definire i partecipanti al programma di formazione. I candidati avranno infatti a disposizione lezioni erogate tramite webinar tra febbraio e marzo. Inoltre attraverso un sistema di gamification verranno donati punti “bottiglia” a chi seguirà tutte le lezioni in tempo e svolgerà le attività extra proposte. Obiettivo di tale attività è di definire un percorso che permetta ai concorrenti di acquisire le basi fondamentali per conoscere e padroneggiare l’intero business: dal prodotto alla distribuzione, dalla comunicazione agli aspetti finanziari. Durante tutta questa fase i partecipanti potranno anche usufruire di consulenze one to one con i partner o consulenti dell’azienda per progredire con il proprio progetto.

Al termine di questo percorso i partecipanti arrivano alla definizione del proprio spirit e potranno partecipare a una campagna di crowdfunding per la validazione sul mercato del proprio prodotto con il supporto di investitori del settore e del team dell’azienda. Oppure possono avviare la produzione con la startup, partendo dalla base di bottiglie che hanno guadagnato con le varie attività durante il periodo di formazione.

Gran finale a Torino

Tutti i progetti saranno quindi valutati dal team di The Spiritual Machine che selezionerà i migliori 5 partecipanti che hanno ultimato al meglio tutte le attività e che prenderanno parte alla finale, in programma i prossimo 24 giugno presso la sede di The Spiritual Machine a Torino. Qui i finalisti presenteranno il proprio spirit agli investitori e alla giuria, che avrà tra i suoi membri anche lo chef Giancarlo Morelli, che con The Spiritual Machine ha già prodotto il suo Gian Gin, che decreterà il vincitore.

Il premio per il primo classificato è la produzione gratuita di minimo 250 bottiglie del suo prodotto. Inoltre, si assicurerà il supporto esecutivo da parte di The Spiritual Machine e dei partner per il lancio sul mercato del nuovo spirit business e un business trip a Barcellona con il team dell'azienda alla scoperta dei migliori bar della città.

css.php