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Susanna Dal Cin si laurea campionessa di 110 e Lode. Assegnati 8 Order of Merit

110 e Lode podio
Il podio della 110 e Lode (da sx): Francesco Cione, Mattia Capezzuoli (2° classificato), Susanna Dal Cin (1° classicata), Riccardo Lodovichi (3° classificato), Roberto Pellegrini e Julian Biondi
Nella cornice del Grand Hotel Billia di Saint-Vincent sono andate in scena la nona edizione della competition riservata ai bartender dei grandi hotel e la cerimonia di conferimento delle onoreficienze che celebrano il merito professionale nel mondo bar e dell'ospitalità

È Susanna Dal Cin l’Hotel Bartender of the Year 2025. Titolo che la giovane bartender dell’Aman Venice ha conquistato con la vittoria di 110 e Lode, la competizione aperta ai soli bartender degli hotel a 5 stelle d’Italia. La nona edizione del concorso si è svolta al Grand Hotel Billia di Saint Vincent (Aosta) nel corso di una giornata che ha visto andare in scena un altro appuntamento top per la bar industry nazionale: la cerimonia degli Order of Merit 2025, i riconoscimenti che celebrano le figure che si sono particolarmente distinte nel settore del bar e dell'ospitalità.

Tornando alla gara, a contendersi il titolo 30 bartender provenienti da altrettanti luxury hotel della Penisola con le loro creazioni ispirate al tema Celebrating Stars, scelto per questa edizione del concorso. La sfida per tutti era preparare e presentare un cocktail originale costruito intorno a un ingrediente principale fornito dal marchio partner e da esaltare nella ricetta, dando prova di tecnica, creatività, gusto e storytelling, elementi che rendono unica l'ospitalità tricolore.

A giudicare i concorrenti una giuria guidata da Walter Bolzonella, leggenda dell’Hotel Cipriani di Venezia, e composta da Gabriele Fantino, il campione in carica della competizione (leggi Gabriele Fantino vince 110 e Lode 2024. Assegnati 8 Order of Merit) e dall’esperto Fabio Tacchi, che ha selezionato i tre finalisti in lizza per la vittoria.

La super final

Ad approdare alla super final, oltre alla vincitrice, Mattia Capezzuoli, bar manager dello Stravinskij Bar presso l'Hotel de Russie di Roma, e Riccardo Lodovichi, head bartender del St.Regis Venice. Ad assegnare la palma della vittoria una nuova  giuria, nella quale ai tre giudici precedenti si sono aggiunti gli Order of Merit 2025 appena insigniti.

Dal Cin si è imposta sulla concorrenza con il suo Anima, con Of Dorange, Templeton Midnight Rye infuso al Palo santo, Porto Real Companhia Velha Fundador White infuso sempre al Palo santo e zucchero moscovado, e con una prova dove si è distinta per la capacità di trasportare con il suo racconto al centro della storia dietro la ricetta.

Alle sue spalle si è piazzato Mattia Capezzuoli, sul podio anche nella scorsa edizione della gara, con Red Eclipse, preparato con Bitter del Lago, mezcal Montelobos Espadín Joven, Mancino Vermouth Rosso Amaranto, cordiale di rabarbaro e cacao e Vaniglia Polot 1882. Al terzo posto Riccardo Lodovichi, con Way to Venice, a base di grappa Casta Castagner, Chipotle Polot 1882, Verjus Dordogne Domaine Castel-Sablons, acqua di pomodoro e soluzione salina (in fondo all’articolo le ricette complete).

Gli ambasciatori dell’ospitalità italiana

La giornata valdostana, condotta dal duo Julian Biondi, bartender, imprenditore, consulente e firma di Bargiornale, e Roberto Pellegrini, figura storica del bartending italiano, ha avuto l’altro momento clou nella cerimonia di Order of Merit, riconoscimento anche questo, come 110 e Lode, ideato da Danilo Bellucci e organizzati da Francesco Cione ed Erica Rossi.

Otto gli ambasciatori della bar industry e dell’ospitalità italiana insigniti della prestigiosa onorificenza. Daniele Carvalho Ricci, tra i più giovani e talentuosi professionisti del panorama del caffè, vicecampione del mondo al World Barista Championship 2023 e tre volte Campione Italiano Baristi (2020, 2023 e 2025). Trainer, consulente e autentico artista del caffè, è un punto di punto di riferimento per una nuova generazione di baristi.

Il napoletano di nascita e cittadino del mondo per vocazione, Vincenzo Errico, padre del leggendario Red Hook, che ha creato al Milk & Honey di New York, è co-proprietario de L'Artefatto a Ischia. Formatosi con maestri come Dick Bradsell e Sasha Petraske, incarna l’anima più vera dell’arte del bartending, grazie anche alla capacità di anticipare mode, gusti e tendenze.

Manuela Fensore, dietro il bancone dall’età di 16 anni, due volte campionessa italiana di Latte art e prima europea a vincere il titolo campionessa mondiale. Insieme a Carmen Clemente, altra campionessa mondiale, guida il World Latte Art & Coffee Center dove si dedica alla formazione delle nuove generazioni di professionisti del caffè.

Franco Gasparri, tra i massimi esperti italiani di spirit in Italia, conoscenze che ha maturato prima dietro il bancone di prestigiosi locali nella Penisola e all’estero, poi come ambassador per United Distillers (poi Diageo), è una vera autorità nel campo degli Scotch whisky, tanto da aver ricevuto il titolo di Keeper of the Quaich dall’omonima e prestigiosa associazione scozzese. Autore di Whisky Mania, è Order of Merit con menzione Magister Imaginis per aver contribuito alla diffusione della cultura del distillato in Italia.

Federico Mastellari, tra le figure più influenti e visionarie della miscelazione italiana, da oltre vent’anni si dedica alla formazione e alla ricerca ed è autore di bestseller quali I cocktail mondiali e Miscelare. Nella sua città, nel 2023, ha fondato Drink Factory, scuola di bartending e laboratorio di sperimentazione che contribuisce a ridefinire la mixology contemporanea.

Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale, da oltre vent’anni racconta con stile brillante il mondo del bere, i luoghi e i suoi protagonisti. Tra le voci più autorevoli e riconosciute del mondo bar, autore di Cocktail Safari, è stato insignito dell’Order of Merit, Magister Dixit, per aver riscritto il linguaggio e la comunicazione del settore, trasformando ogni storia in un inno alla passione, all’ingegno e allo spirito del bere italiano.

Mattia Pastori, formatosi tra i grandi templi dell’ospitalità a 5 stelle, dove ha affinato il suo stile fatto di eleganza, empatia ed essenzialità, è fondatore di Nonsolococktails, agenzia di consulenza, organizzazione di eventi e formazione per il beverage e l’hospitality. Vincitore numerosi premi, tra i quali due edizioni della Diageo World Class Italia, è autore de Il figlio del bar, la storia di un bambino che diventerà uno dei più influenti bartender della mixologia italiana.

Angelo Sparvoli, bartender che ha fatto dell’eleganza e la connessione con l’ospite la sua cifra, ha iniziato giovanissimo la sua carriera, facendo numerose esperienze in Italia e all’estero. Nel 2016 approda all’iconico American Bar del Savoy di Londra, dove cresce sotto la guida di Declan McGurk, Erik Lorincz e Maxim Schulte. Dopo le esperienze a Tokyo, New York e Lima, dallo scorso marzo è tornato all’American Bar del Savoy come 14° head bartender.

Le ricette da 110 e Lode

Anima di Susanna Dal Cin

110 e Lode Anima
Ingredienti:
40 ml Of Dorange, 20 ml Templeton Midnight Rye infuso al Palo Santo, 10 ml Porto Real Companhia Velha Fundador White infuso al Palo Santo, 1 barspoon zucchero moscovado
Preparazione:
Stir & strain
Guarnizione:
crumble di cioccolato
Bicchiere:
double old fashioned

Red Eclipse di Mattia Capezzuoli
Ingredienti:
30 ml Bitter del Lago, 20 ml Montelobos Espadín Joven, 15 ml Mancino Vermouth Rosso Amaranto, 25 ml cordiale rabarbaro e cacao, 5 ml Vaniglia Polot 1882
Preparazione:
Stir & strain
Guarnizione:
cioccolato di Modica
Bicchiere:
double old fashioned

Way to Venice di Riccardo Lodovichi
Ingredienti:
35 ml Casta Castagner, 10 ml Chipotle Polot 1882, 25 ml Verjus Dordogne Domaine Castel-Sablons, 75 ml acqua di pomodoro, 2 dash soluzione salina
Preparazione:
Throwing
Guarnizione:
crisp di pomodoro
Bicchiere:
goblet

Roma Bar Show 2026, nuova location, ma “squadra che vince non si cambia”

Roma 19-07-2016 Apertura in anteprima per la stampa del 'La Nuvola' ideata dall'architetto Massimiliano Fuksas. Per l'occasione l'opera e' stata illuminata per la prima volta con spettacolari proiezioni. Opening for the press and lighting of 'The Cloud', the new Eur Convention centre by the famous archistar Massimiliano Fuksas. The Cloud's history began 18 years ago, wen the project began, its construction started in 2008, but, due mainly to the huge cost of the opera, the project took almost 10 years to be realized. Photo Samantha Zucchi Insidefoto
Il nuovo socio Fiere di Parma conferma la fiducia alla squadra che nelle ultime cinque edizioni ha reso sempre più autorevole e internazionale Roma Bar Show

Le nuove date le avevamo già annunciate a luglio: dopo il successo della quinta edizione, Roma Bar Show 2026 non sarà più nel mese di maggio, ma a settembre, e in una nuova location. Per la precisione, appuntamento il 14 e 15 settembre 2026, negli spazi de La Nuvola dell’Eur, scelta per garantire spazi ancora più ampi, funzionali e innovativi per espositori, operatori del settore e pubblico internazionale.
Quello che non cambia è la squadra al comando di Roma Bar Show: una compagine di imprenditori della bar industry che di recente ha aperto all'ingresso nel capitale di Fiere di Parma. La vera novità è proprio che la macchina si sta già muovendo e che il nuovo socio investitore ha confermato la sua piena fiducia alla squadra. «Gli obiettivi 2026 sono ambiziosi - afferma Antonio Cellie, Ceo di Fiere di Parma -, per cui consideriamo fondamentale l’operazione Roma Bar Show e confermiamo piena fiducia nell’attuale management. La collaborazione tra città, partner e team operativo offrirà nuove opportunità per il settore e rafforzerà il posizionamento internazionale della manifestazione».

Valorizzare la città di Roma come hub internazionale della bar industry è la visione dei founder di Roma Bar Show. «Il legame che è nato con Fiere di Parma ha consentito e consentirà di portare nuova linfa vitale a un settore da cui ci si attende una solida crescita soprattutto off trade e a livello internazionale - così Andrea Fofi, Ceo di Rbs - Roma ha un ruolo centrale nell’asset del business e La Nuvola rappresenta il contesto ideale per consolidare la manifestazione come piattaforma innovativa, globale e versatile, partendo dall’Italia e puntando alla leadership europea».

Il rafforzamento del posizionamento internazionale, che già dall'anno scorso vede coinvolta anche Ice - Agenzia con un Buyers Program dedicato, è proprio al centro delle novità previste per il 2026. «L’esperienza di Fiere di Parma in ambito internazionale e nel comparto food convoglierà progressivamente su Roma diversi operatori internazionali, per offrire al mercato nuove opportunità di business. Così come il knowhow acquisito nel comparto alimentare, che ci vede il leader in Italia, andrà a favorire sempre più anche un approccio di pairing tra il food e il beverage», commenta Riccardo Caravita, vicepresidente di Rbs.

Ad Acerra, Terronir è il cocktail bar irriverente, ma dal cuore d’oro

Ambiguità e doppi sensi fanno parte del gioco, ma è solo la facciata goliardica di Terronir, dietro a cui c'è attenzione ai temi della difesa della donna

Ambiguità, doppi sensi e molta ironia. Sono questi gli ingredienti principali che raccontano la filosofia, o meglio l’approccio all’ospitalità, di Terronir, cocktail bar ad Acerra, in provincia di Napoli che si distingue proprio per la sua irriverenza. Qui si gioca con la sessualità in modo provocatorio, ma mai offensivo. «Ci piace scherzare con il linguaggio, provocare con leggerezza. In fondo il bar è un posto dove ridere di tutto, anche del sesso e dei tabù», racconta Antonio Tufano, co-titolare insieme ad Alessandro Montesarchio e Antonio Finelli.

"Meno storie, più orgasmi", "Negroni ed erezioni", "domani è un altro porno": sono alcune delle frasi che non solo riempiono i loro profili social, ma decorano anche le loro divise. L’umorismo, insomma, non è solo estetica, ma diventa strumento di dialogo. Un tappeto all’ingresso con la scritta “Viva la f**a” ha scandalizzato più di una signora, ma Antonio sorride: «Non era una provocazione, ma un modo buffo per celebrare la donna, la vita, la libertà.» Lo stesso spirito sta dietro a opere come Il Guardone di porno, il quadro più fotografato del locale, o alle drink list dedicate al femminile, dove il gioco diventa impegno: “Ogni donna è una madonna” è stato uno dei progetti che oltre a un menu basato su cinque varianti di Negroni, ha unito grafica, merchandising e beneficenza per una Onlus, La Casa di Marinella, che ospita ragazze vittime di violenza domestica. «Da un doppio senso può nascere anche un senso profondo» spiega Tufano.

Aperto nel 2021 il locale nasce come caffetteria, per poi trasformarsi in un vero e proprio cocktail bar. «Siamo partiti con una drink list un po’ elaborata, ma all’inizio non funzionava: le persone volevano uno Spritz, un Gin Tonic. Io dicevo: "Dai, prova un highball!", ma a un certo punto ho pensato: se vogliono lo Spritz, facciamoglielo. Anche perché è una città nuova, bisogna educarla, ma anche farsi educare da lei, capire su quale piazza ci stiamo interfacciando. Ci siamo, quindi, tolti un po’ di cliché da cocktail bar fighetto e siamo diventati un punto di ritrovo per la città, per ogni tipo di fascia d’età: dai ragazzini agli adulti».

Un menu, insomma, composto da grandi classici fra cui il Paloma, Gin Tonic, Last World, Old Fashioned, anche se quello più richiesto è sempre il Negroni. «Il Negroni è diventano in qualche modo il nostro marchio di fabbrica. È il drink più venduto, quello con cui la gente si riconosce e che ci identifica. In carta – o meglio, nelle varie drink list che si sono succedute è sempre presente».  Ad accompagnare i drink, la proposta food che comprende una serie di Burger (10 euro) con patate al forno, zucchine alla scapece, e melanzane arrostite, per nominarne alcuni, insalate (7 euro) e la zingara (8 euro), uno dei panini appartenenti alla tradizione campana con fior di latte, prosciutto crudo, insalata e maionese.

Sviluppato su tre livelli da circa 70 metri ciascuno, con 60 comode sedute, l’arredamento del locale è ricco di simboli come il sacro cuore e l’asso di bastoni. «Il sacro e il profano convivono nel bar come nella vita». Uno stile riconoscibile che diventa identità, anche nel modo di vestire: «Cambiamo divisa due volte l’anno, ci piace giocare con l’immagine. La moda è comunicazione, come il cocktail». Da questa visione nasce Moda - Movement of the After, un futuro progetto itinerante, che prenderà forma nel 2026, che porta il bar fuori dal bar: guest in pizzerie, vintage market, eventi pop-up. «Il bar oggi non deve aspettare la gente, deve andare dalla gente», dice Antonio. Anche la prossima drink list riprenderà il tema: tre Negroni dedicati a Vivienne Westwood, Coco Chanel e Gianni Versace, con copertine che richiamano le riviste di moda. «Abbiamo portato ad Acerra un modo nuovo di vivere il bar – conclude Antonio – fatto di autenticità e leggerezza. Qui puoi ridere di tutto».

Itàli, il London Dry Gin al sapore di Calabria, conquista la medaglia d’argento al Concours Mondial de Bruxelles

Un riconoscimento per il gin prodotto da Liquorificio 1864, che celebra la Calabria arcaica, con botaniche che richiamano i profumi di questa terra

Il London Dry Gin dal sapore di Calabria, Itàli – Cronache fra Terra e Mare, conquista la medaglia d’argento alla Spirits Selection al prestigioso Concours Mondial de Bruxelles. Un riconoscimento autorevole, quindi, per il distillato al ginepro prodotto dal Liquorificio 1864, che si distingue per la sua capacità di essere intenso e decisamente identitario. Un omaggio nel bicchiere alla Calabria arcaica, chiamata Italia molto prima che diventasse il nome stesso dell’intera Penisola. Il resto lo fanno le botaniche, con che note all'immancabile ginepro, aggiungono lavanda, bergamotto, peperoncino e le gemme di pino: un mix di profumi che celebra la naturale bellezza dei paesaggi tra mare e monti, rendendo omaggio alle radici e alla storia millenaria della regione. Un viaggio sensoriale dal Tirreno allo Ionio, che abbraccia l’anima montana e marina della Calabria, attraversando idealmente le creste silenziose della Sila, i contrafforti scoscesi dell’Aspromonte e le cime imponenti del Pollino.

«Con questo trionfo - afferma il responsabile marketing, Antonio Reda - Liquorificio 1864 mantiene alto il nome della Calabria e ribadisce il suo ruolo di ambasciatore di una cultura millenaria, fatta di sapori autentici e di un forte legame con la terra». Un'ulteriore conferma, per Domenico Maradei, general manager di Amaro Silano e del Liquorificio 1864, per il marchio storico Liquorificio 1864: «Un brand che è oggi simbolo dell’eccellenza artigianale calabrese, che nel 2024 ha ottenuto l’ingresso ufficiale nella Unione Imprese Centenarie Italiane (UicItalia), a conferma del valore storico e culturale dell’azienda. Guidata dal Gruppo Regina, insieme a Orlando Marcelletti, l’azienda ha saputo fondere tradizione e visione imprenditoriale, riportando alla luce antiche ricette e dando vita a nuovi prodotti dal carattere distintivo».

The Dalmore Vintage Collection: l’eccellenza delle Highlands da regalare e regalarsi

Dalmore Vintage Collection
Rilasciati nel 2024, The Dalmore 18YO 2006 Vintage e The Dalmore 15YO 2009 Vintage sono gli ultimi nati della Vintage Collection della rinomata distilleria scozzese. Due etichette per cultori e appassionati di grandi whisky, ideali anche come idea regalo per le festività

Creata dal master whisky Maker Gregg Glass e dal celebre master distiller Richard Paterson OBE, The Dalmore Vintage Collection vanta whisky eccezionali dal carattere inconfondibile, selezionati ogni anno nel mese di novembre, seguendo una tradizione Dalmore lunga oltre mezzo secolo.

Negli ultimi cinque decenni, ogni novembre, i creatori del whisky The Dalmore visitano personalmente la distilleria per valutare le loro botti rare, lasciate invecchiare nei magazzini storici sulle rive del Cromarty Firth, nelle Highlands scozzesi. Qui sono custoditi spiriti preziosi, curati con attentamente estrema, eppure nessuno può prevedere cosa il tempo e la natura hanno donato a questi whisky. Novembre è il periodo migliore per valutare le botti rare e i whisky che vi maturano, poiché il clima fresco permette al loro potenziale di esprimersi al meglio.

Distillati dal carattere distintivo

Solo i distillati giudicati veramente straordinari e dal carattere distintivo vengono selezionati per diventare un Dalmore Vintage. Nata per attrarre collezionisti e appassionati, la The Dalmore Vintage Collection presenta whisky dal colore naturale, non filtrati a freddo e imbottigliati ad elevata gradazione alcolica.

In edizione limitata, e distribuiti da Fine Spirits, distributore esclusivo per l’Italia di The Dalmore, i distillati della collezione costituiscono una vera chicca per i gestori dei locali che vogliono distinguersi con una proposta whisky che va oltre ogni standard e rappresentano anche una perfetta idea regalo per le festività natalizie, ormai alle porte.

Le ultime due gemme della collezione

Gli ultimi due imbottigliamenti, rilasciati nel 2024, sono The Dalmore 18YO 2006 Vintage e The Dalmore 15YO 2009 Vintage.

Maturato in botti di quercia bianca americana ex-Bourbon e impreziosito da botti Matusalem e Amoroso Sherry selezionate una ad una, The Dalmore 18YO 2006 Vintage (alc 47,2% in vol) e un whisky dal carattere dolce e delizioso. Svela al naso con seducenti note di uva passa imbevuta di sherry, fichi arrostiti, cedro legno e miele. Al palato rivela note di frutta scura intrecciate con liquirizia e cacao, prima di sviluppare note di bergamotto e arancia rossa. Il finale fa emergere persistenti note di Sherry, che esprimono ricchi frutti di bosco, liquirizia, corteccia di cassia e cioccolato fondente.

Non meno esaltante l’esperienza gustativa di The Dalmore 15YO 2009 Vintage (alc 48,9% in vol), distillato sontuoso e caldo, maturato in botti ex-Bourbon di quercia bianca americana e arricchito da botti Matusalem Sherry selezionate singolarmente e Graham’s Tawny Port invecchiate dieci anni. Conquista l’olfatto con note di miele di Manuka, prugna scura e pepe nero e sentori di chiodi di garofano. Al palato seduce con note di marasche e datteri, esaltate da note di arancia candita di Siviglia, fichi freschi e cacao leggero, per chiudere con note di prugna e torta di zenzero, castagne arrosto e note speziate di legno tenero.

Brindisi con l’Orso di Theresianer Winter Beer

Theresianer Winter Beer 2025 in bottiglia 75 cl e il suo box cilindrico.
Per i brindisi di Fine Anno e inizio Anno Nuovo, il birrificio Theresianer propone due specialità doppio malto ad alta fermentazione non filtrate come Winter Beer 2025 da 75 cl con la nuova immagine di un orsetto in etichetta e la Birra delle Feste da 50 cl.

Ricetta invariata quest'anno per Theresianer Winter Beer, doppio malto non filtrata ad alta fermentazione, leggermente speziata con profumi di frutta secca e note tostate di ben 9° alcolici.
Per questa nuova edizione limitata invece è stata studiata una nuova immagine per l'etichetta della bottiglia con tappo fungo e gabbietta (tipo spumante) da 75 cl e del box cilindrico che la contiene.
Il testimonial di Theresianer Winter Beer 2025 infatti è un allegro orsetto bruno, disegnato con sciarpetta e berretto di lana, in omaggio alla natura e agli abitanti delle foreste del Nord Est italiano.
La birra va servita a una temperatura di 10-12 °C, da abbinare preferibilmente ai più diversi formaggi stagionati, da Parmigiano Reggiano Dop a Grana Padano Dop, ai veneti Asiago Dop e Montasio Dop, oltre che a dolci di stagione come Panettone, Panforte e Torrone, a frutta candita e a biscotti e mostaccioli al cioccolato.

Accanto a Theresianer Winter Beer 2025, il birrificio di Nervesa della Battaglia (Treviso) che riprende il nome di uno storico birrificio di Trieste del 1776, ha presentato un'altro prodotto come Birra delle Feste, un'altra birra doppio malto ad alta fermentazione non filtrata, ma dalla beve meno impegnativa visto che titola "solo" 5,9° alc, dalle note di frutti tropicali e agrumi, disponibile sia in bottiglia 50 cl sia in fusti PolyKeg da 20 litri per la spina.
Tutte birre da degustare sia in coppe da 30 ml o in bicchieri mezza pinta da 29 cl.

Per le festività di Fine Anno Theresianer propone varie Gift Box, con le più diverse specialità, dalle pluripremiate birre ZeroCinquanta al distillato di birra Bierbrand al Gin.

Baritalia Finale di Venezia: chi saranno i 7 giudici d’onore e gli oltre 70 bartender in gara

Baritalia 2025 final show
The St. Regis Venice, che ospiterà il Final Show dell'edizione 2025 di Baritalia
Andrà in scena il 24 novembre a The St. Regis Venice il final show di Baritalia 2025: oltre 70 bartender da tutta la Penisola. Ecco i loro nomi e quelli dei giudici

Anche l’edizione 2025 di Baritalia si appresta a celebrare il suo ultimo atto: il Final show. Il gran finale della decima edizione del laboratorio di miscelazione itinerante di Bargiornale andrà in scena a Veneia il prossimo 24 novembre a The St. Regis Venice.

Evento clou della giornata la finalissima di Baritalia Lab, con oltre 70 bartender da tutta la Penisola a sfidarsi nella magica cornice della Laguna con i loro cocktail ispirati al tema del Back to Basics. Tema con il quale, anche quest’anno, Baritalia ha invitato i partecipanti alla gara a tornare alle radici autentiche del mestiere, ponendo l’accento su tre pilastri fondamentali: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione degli ingredienti e il senso di ospitalità dei bartender.

Per il final show Baritalia ha fatto le cose in grande. A cominciare dalla selezione dei giudici che avranno il compito di incoronare il Back to basics cocktail 2025. I premi saranno assegnati ai primi classificati di ciascuna azienda partner, ai tre migliori interpreti assoluti e al cocktail che meglio interpreterà il ritorno all’essenzialità.

Ad arricchire il programma della giornata quattro masterclass a tema di miscelazione: Fermenti ed effervescenze a cura di Giovanni Ceccarelli di Cocktail Engineering (ore 10.15 -10.45 e 15.45-16.15) e Concept e idee per un menu fatto ad arte a cura di Arts Bar e The St. Regis Venice (11.00 -11.30 e 15.00 -15.30).

Ma ora, andiamo a conoscere i 7 giudici.

Walter Bolzonella

Noalese di nascita, ha dedicato oltre quarantacinque anni all’arte dell’ospitalità dietro il bancone dell’Hotel Cipriani di Venezia, prima come secondo barman e poi come bar manager. Qui ha servito star, capi di Stato e grandi personaggi, ma sempre con la stessa idea in testa: un cocktail deve emozionare. È autore di Cocktails in Venice. Racconti di un Barman (prefazione di George Clooney), in cui ha raccolto 35 drink dei suoi “ultimi quarant’anni”. Oggi alterna consulenze alla vita tra orto, famiglia e nipoti. Per lui, l’ingrediente più importante resta quello emozionale.

Mattia Capezzuoli

Bar manager e mixologist, ha iniziato il suo percorso al Baylon Café di Roma, dove, partendo da barback, è arrivato a gestire bar e ristorante. Trasferitosi a Milano, ha lavorato al 1930 e al The Botanical Club, per poi diventare head mixologist del Camparino in Galleria. Vincitore dei Barawards come Bartender Under 30 nel 2020 e Bartender dell’anno 2021, tornato nella Capitale ha guidato il Nite Kong e il bar del W Rome. Oggi è al timone dello Stravinskij Bar dell’Hotel de Russie, dove porta avanti la sua filosofia fatta di creatività e cura dell’esperienza degli ospiti.

Oscar Cavallera

Figura di riferimento nel panorama dell’ospitalità internazionale e icona della storia di Bargiornale, oggi è Senior Advisor F&B. Nella sua lunga carriera ha collaborato e continua a collaborare con grandi gruppi di investimento in Italia e all’estero e catene alberghiere, tra le quali Rocco Forte, Melia, StarHotels, Starwood, Mandarin Oriental, Lungarno Hotel e Kempinsky.

Giovanni Ceccarelli

È formatore, divulgatore e consulente nel settore del bar dal 2011. Nel 2016 ha fondato Cocktail Engineering, progetto di formazione con un approccio tecnico-scientifico alla miscelazione: preparazioni home made, fermentazioni, tecniche all'avanguardia, approfondimenti su materie prime e strumenti di lavoro. È co-autore del libro Miscelare, best seller sulla mixology. Nel 2023 ha fondato Distillering, distilleria artigianale a Bologna specializzata nella produzione di amari, gin e Sorbole, il primo bitter al limone.

Abi El Attaoui

Classe 1992, appassionato di architettura, design e moda, ha trovato nella mixology la sua vera vocazione. Dopo le prime esperienze in bistrot, inizia a collaborare con realtà della luxury hospitality, come 10 Corso Como, Hermitage, Bulgari e Armani. La svolta nel 2013, quando entra nel team del Ceresio7 di Milano, tra gli indirizzi di punta della vita mondana milanese e internazionale, dove scala posizioni fino a diventare nel 2021 bar manager dell’American Bar. La sua mission è preservare e fare evolvere l’identità del locale, fatta di eleganza, ospitalità e convivialità.

Roberto Pellegrini

Tra i barman più esperti e noti d’Italia, emblema di eleganza e impeccabilità del servizio, vanta oltre quarant’anni di esperienza dietro alcuni dei banconi più iconici di Venezia, dal Caffè Florian all’Hotel Danieli fino al Gritti Palace. Già fiduciario e vicepresidente Aibes, ha contribuito alla crescita professionale di generazioni di bartender. Dopo aver guidato il Tacco11 American Bar a Spinea (Venezia), oggi è formatore presso Dieffe Scuole Professionali, dove continua a trasmettere la sua passione per l’arte dell’ospitalità.

Sabina Yausheva

Nata in Kazakistan e cresciuta a Roma, ha portato nella mixology la sua sensibilità per il design e l’estetica. Dopo l’esperienza a Dubai nel team di apertura di Demoiselle – Galvin Brothers, ha lavorato in catene alberghiere di prestigio come Sofitel e Rocco Forte. A Milano ha guidato il Dry e, successivamente, il Radio Rooftop Bar del Me Meliá Il Duca. Attualmente è general manager di Lubna, il nuovo progetto del pluripremiato Moebius, dove mixology e cucina si fondono in un racconto di eleganza e contemporaneità.

I nomi dei bartender divisi per squadra

In gara nella finalissima oltre 70 bartender provenienti da Nord a Sud della Penisola vincitori delle cinque tappe della manifestazione: Firenze, Salerno, Padova, Torino e Catania.

Alpestre
Luigi Cippone
Valentina Esposito
Gabriele Licciardello

Ancienne Pharmacie
Viola Calderini
Domenico De Carlo
Francesco Di Palma
Fabio Ferrara
Enes Neziri

Bonaventura Maschio
Marco Dellafina
Elia Greco
Antonio Maccanico

Bonollo
Luca Schillaci

Botran
Paolo Beatino
Veronica Spina
Sebastiano Spinoni

Caffo
Matteo Cassan
Fortunato Schiavone
Marco Spallino

Campari Academy
Rafael Giuseppe Monopoli
Cristian Mura
Elena Rossi
Jacopo Schioppetto
Salvo Vasca

Casoni
Gabriele Bonelli
Filippo Lazzerini
Nunzio Prestana

Coca-Cola Hbc Italia – Barceló
Alessandro Di Palo
Gloria Grassi
Niccolò Mattei
Anna Chiara Patè
Michele Pedrett

Coca-Cola Hbc Italia - Vodka Finlandia
Chiara Cantini
Alessia Esposito
Linda Gentilini
Alfredo Izzia
Tiziano Zanoboni

Compagnia Dei Caraibi
Annamaria Medici
Dario Minacori
Eleonora Romolini
Alessio Spanò

Cuzziol
Claudio Fiora

Gamondi
Daniela Bottitta
Roberto Cuccu
Simone Goti
Antonio Provenzano
Giordano Seghetti

Mixer
Emanuele Costantino
Diego Di Giannantonio
Daniele Gravagna
Gianluca Massa
Marina Milan

Molinari
Leonardo Scimmi

Montosco
Simone Francia
Giacomo Nicoletti
Davide Pelacani

Nardini
Andrea Mango

Nonino
Paolo Gugole

Orsini Soda
Alessia Mari
Brenda Ricci
Vittorio Romano
Claudia Segati

Premiata Officina Lugaresi
Tommaso Pimponi

Polara
Rosario La Terra

Santoni
Paola Dacò

Stock Spirits
Federica Di Lella
Giuseppe Margareci

Strega
Tiziana Sata

The Organics by Red Bull
Luca Girardi
Daniele Graziano
Guido Greco
Andrea Matteo
Giovanni Spagnoletti

Three Cents
Augusto Cappella
Emiliano Cenci
Leonardo Colella
Mattia Ficosecco
Christian Parisi

Da Maniva innovazione e sostenibilità per il fuori casa

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Con Mineral Seltz Maniva e la nuova bottiglia in vetro Vintage, l’azienda bresciana mette a disposizione dei locali soluzioni sostenibili e di alta qualità, pensate per valorizzare il lavoro dei professionisti

Maniva, realtà lombarda attiva da oltre 25 anni nel settore delle acque minerali in Italia, è da sempre vicina al mondo del fuori casa, comprendendone le richieste e soddisfacendone i bisogni, in un dialogo costante con i professionisti del comparto.

Da questo canale aperto con la distribuzione Horeca scaturiscono nuovi prodotti e innovazioni che mettono a disposizione degli operatori soluzioni prima non presenti sul mercato. È il caso della Mineral Seltz Maniva: un’acqua seltz prodotta con acqua minerale naturale Maniva, purissima, dall’ottimo equilibrio minerale e dal pH naturalmente alcalino, che viene sovra saturata di anidride carbonica. Una novità nata per offrire ai bartender una soluzione distintiva sia per praticità sia per apporto qualitativo nella preparazione dei cocktail, e su entrambi i fronti infinitamente superiore rispetto all’uso di semplice acqua di rubinetto, anche trattata e miscelata, o del sifone.

Qualità e praticità sostenibili

Un prodotto ricercato e di alta qualità che non altera le proprietà organolettiche dei cocktail e mantiene invariata la gassatura, anche grazie al packaging pienamente sostenibile che lo contiene. Si tratta di fusti d’acciaio di ultima generazione dalla capacità di 20 litri, a rendere, antiscivolo, impilabili, personalizzati e con tag incorporato per la radiofrequenza Rfid.

Maniva mineral seltzI fusti che contengono il Mineral Seltz Maniva hanno una durata superiore ai 30 anni e una volta vuoti vengono recuperati, sanificati e poi riutilizzati. Particolarmente per gli alti consumi, Mineral Seltz Maniva assicura un notevole apporto qualitativo al lavoro dei gestori dei bar e dei lounge bar, evitando che l’impianto di spillatura sia corredato di carbonatatore e di filtri di protezione e trattamento, permettendo di esaltare ancor più le alte qualità organolettiche proprie delle fonti alpine Maniva, da sempre garanzia di purezza.

L’estetica distintiva e senza tempo di Maniva Vintage

Inoltre, da pochi mesi è stata lanciata la nuova bottiglia personalizzata da litro in vetro Vintage Maniva, nelle tre versioni naturale, frizzante e leggermente frizzante, che sostituisce la bottiglia di pari capacità presente attualmente in commercio.

Dall’estetica distintiva e senza tempo, ricca di dettagli decorativi, la nuova bottiglia Vintage Maniva è ispirata all’arte della cristalleria italiana ed è prodotta negli impianti di Bagolino in provincia di Brescia, dove ha sede il principale stabilimento di Maniva.

Un progetto importante che completa il range di offerta dell’azienda, introducendo sul mercato del vetro a rendere una delle pochissime bottiglie personalizzate da 1 l, in forma conica, con le caratteristiche “costolature” sul fianco e la scritta “Vintage” in rilievo sotto l’etichetta, iconico richiamo ai packaging sviluppati negli ultimi decenni del secolo scorso.

Francesca Bardelli Nonino premiata all’Italy Ambassador Awards 2025

Francesca Bardelli Nonino Premio Italy Ambassador Awards 2025
La giovane imprenditrice, della sesta generazione dei Nonino e responsabile della comunicazione web dell'azienda di famiglia, si è aggiudicata il premio, assegnato ai content creator che promuovono il made in Italy, nella categoria Best Food&Beverage

C’è Francesca Bardelli Nonino, della sesta generazione della famiglia Nonino, tra i premiati con l’Italy Ambassador Awards, prestigioso riconoscimento italiano assegnato ai migliori content creator che con il loro lavoro sui social media promuovono e diffondono l’Italia e la cultura del made in Italy nel mondo.

Premio che la giovane Nonino si è aggiudicata nella categoria Best Food&Beverage, per essersi distinta per la capacità di reinterpretare in chiave contemporanea la comunicazione di un prodotto storico come la grappa, avvicinando un pubblico globale ai valori del saper fare italiano.

Un nuovo modo di comunicare la grappa

Laureata in economia e gestione aziendale con semestre alla Yonsei University di Seul e tirocinio alla Illycaffè di Trieste, sommelier, bartender e master in Social media communication, Francesca Bardelli Nonino è entrata in Nonino Distillatori 2016 come brand ambassador e si occupa della comunicazione web, e, insieme alla zia Elisabetta, del mercato americano. Ha introdotto un nuovo modo di fare comunicazione della grappa, giovane, spigliato, originale, conquistando decine di migliaia di follower sui social, imponendosi come ambasciatrice non solo della storica azienda di famiglia, ma della cultura del distillato italiano per eccellenza. Un’attività nel solco della tradizione di famiglia, che con la distilleria di Percoto, guidata da Giannola Nonino, con le figlie Antonella, Cristina, Elisabetta, ha dato un contributo fondamentale a elevare la qualità della grappa e a portarla nell’Olimpo degli spirit.

Un lungo palmares

Il nuovo riconoscimento sottolinea ancora una volta le doti di divulgatrice on line che le sono valsi già numerosi premi. Nel 2021 è stata inviata a far parte dei LinkedIn Influencer, un gruppo di imprenditori, accademici e manager selezionati in tutto il mondo ed è stata riconosciuta ufficialmente come Influencer della Grappa. L’anno successivo si è aggiudicata il Premio America, promosso dalla Fondazione Italia Usa per rappresentare un prodotto icona del made in Italy oltreoceano (leggi Francesca Bardelli Nonino tra i vincitori del Premio America 2022). Nel 2023 ha vinto il premio Digital Night- I talenti che rivoluzionano il mondo digitale per aver saputo rivoluzionare la comunicazione di un prodotto storico in chiave moderna, e, sempre nello stesso anno, l'Impact Marketing Award, promosso da Weevo, società benefit specializzata nella comunicazione corporate delle imprese B2B, che porta sotto i riflettori le migliori prassi e le innovazioni nel campo del marketing. Lo scorso anno è stata inserita tra i 100 migliori comunicatori secondo Forbes Italia (2024) e nella classifica Future 40 di Wine Enthusiast, ovvero tra i 40 professionisti considerati pionieri nei cambiamenti nel mondo del beverage, che con il loro lavoro stanno plasmando il panorama beverage del futuro (leggi Francesca Bardelli Nonino tra i 40 Tastemakers del Futuro di Wine Enthusiast).

Rcr lancia la nuova Linea Caffè in Luxion

Linea caffè in Luxion Rcr
Composta dalle tre tazzine espresso, moka e americano, la nuova collezione è stata progettata per esaltare l'esperienza del caffè, grazie a un complesso studio sul design e alle proprietà del vetro sonoro superiore brevettato dall'azienda

È dedicata al servizio del caffè la nuova collezione firmata Rcr Cristalleria Italiana. Linea Caffè in Luxion, questo il nome della collezione, è parte del più ampio progetto Infusion, una nuova categoria di soluzioni sviluppate dall’azienda di Colle di Val d'Elsa (Siena) per le bevande calde.

La nuova gamma è composta dalle tre tazzine espresso, moka e americano, che interpretano altrettante esperienze sensoriali del caffè e frutto di una lunga e una complessa progettazione funzionale che ha coinvolto designer, tecnici e professionisti del settore del fuori casa per garantire una degustazione di alto livello della bevanda.

Il design e la capacità di ogni tazzina sono infatti studiati per rispettare la corretta proporzione tra liquido e crema, mentre la forma interna a uovo favorisce il flusso del caffè e la formazione della crema con il caratteristico effetto “tigratura”, segno distintivo di un espresso preparato a regola d’arte.

Pensata per valorizzare l'esperienza del caffè

Altra peculiarità dei prodotti è che sono realizzati in Luxion, il vetro sonoro superiore trasparente, brillante, igienico, resistente e 100% riciclabile all’infinito, brevettato da Rcr. Le proprietà del materiale hanno premesso di fondere al meglio le esigenze tecniche dei professionisti con la sensibilità estetica del design italiano,  dando vita a una gamma di tazzine capaci di offrire un’esperienza totale del caffè. La sua trasparenza amplifica la profondità del colore e i riflessi del caffè, valorizzando la crema e le sfumature del liquido, la totale assenza di porosità garantisce purezza e neutralità, evitando interferenze con l’aroma e il sapore del caffè, mentre la superficie intonsa esalta i profumi, mantenendo l’aroma pieno e autentico. La base spessa delle tazzine trattiene il calore e garantisce solidità e il bordo sottile offre una sensazione morbida e naturale sulle labbra, esaltando la degustazione.

Ulteriori elementi di forza delle tazzine della Linea Caffè in Luxion sono il design impilabile, che risponde alle esigenze di ottimizzazione degli spazi, e la possibilità di personalizzazione, che consente di renderle veicolo di identità per i locali e le torrefazioni.

La nuova drink list di Villa Igiea a Palermo racconta la “Sicilia nel mondo”

I nuovi signature pensati dal team dell'Igiea Terrazza Bar, guidato da Salvatore Calabrese, celebrano i siciliani emigrati nel mondo (e anche nello spazio)
Nicola Loiacono, Director of mixology di Igiea Terrazza Bar, e Salvatore Calabrese

L’architettura senza tempo di Villa Igiea e le ampie vedute sul Golfo di Palermo sono il contesto ideale per il nuovo menu di cocktail Sicilia nel Mondo, presentato dall'Igiea Terrazza Bar, il cocktail bar dell'hotel palermitano cinque stelle lusso, che fa parte della collezione dei Rocco Forte Hotels in Italia. L'Igiea Terrazza Bar si trova all'interno della storica Villa Igiea a Palermo, costruita dall'architetto Basile per la famiglia Florio. Qui l’atmosfera riflette la ricca e affascinante storia dell’isola, che ha visto un ulteriore rilancio nel 2021, quando l’Igiea Terrazza Bar è stato rinnovato, con la consulenza di Salvatore Calabrese, che ha affidato il programma di mixology al Director of Mixology, Nicola Loiacono, e al Bar Manager, Luca Tramontana. Dal 2021, l'Igiea Terrazza Bar ha raccolto riconoscimenti che ne hanno consolidato il posto tra i migliori d’Italia. Nel suo primo anno ha ricevuto il premio Barawards come Miglior Bar d'albergo (2021); in più, quest’anno, ha raggiunto la posizione n.304 nella classifica Top 500 Bars.

Tornando alla nuova drink list intitolata Sicilia nel mondo, l'idea nasce per celebrare tutte le generazioni di siciliani che hanno lasciato la loro isola, alla ricerca di nuovi inizi, non senza lasciare un segno duraturo nei luoghi più inattesi, dai ritmi del jazz americano fino all’immensità dello spazio. Con un profondo senso di identità, hanno portato con sé il loro patrimonio, condividendo sapori, musica e tradizioni della loro terra su coste lontane. Una raccolta di dieci cocktail esclusivi che onora, quindi, l’eredità culturale degli emigrati siciliani che hanno portato lo spirito dell’isola in angoli lontani del globo.

Un cocktail dall'eleganza classica, che celebra gli scambi fra Sicilia e Regno Unito

Fra questi racconti liquidi, il Perpetum è un cocktail che rende omaggio al legame storico tra il Regno Unito e la Sicilia. Molto prima che il Marsala arrivasse sulle tavole britanniche, i siciliani producevano un antico vino chiamato Perpetuum. Il nome derivava da un metodo di invecchiamento perpetuo (simile al sistema solera spagnolo) che dava vita a un vino audace, resiliente e capace di resistere al tempo e ai viaggi. Quando i mercanti inglesi arrivarono in Sicilia nel XVIII secolo, rimasero affascinati da questo vino e lo fortificarono per resistere ai lunghi viaggi in mare. Da questo incontro nacque il Marsala moderno, che proprio sotto la guida della famiglia Florio ottenne fama internazionale. A Villa Igiea, il cocktail Perpetum (€50) riflette questa ricca eredità con una miscela elegante di Benriach The Twenty One Scotch Whisky e Marsala Florio Aegusa 2001, arricchito da Campari Cask Tales e da uno spruzzo di essenza di bergamotto, offre un profilo robusto e affumicato, con profonde note fruttate e un finale raffinato, amaro e aromatico.

Il cocktail dedicato a Luca Parmitano, l'astronauta siciliano che ha camminato nello spazio e ha guidato la stazione spaziale internazionale

I siciliani si sono spinti ovunque, persino oltre i confini della Terra: Stella di Luca (€25) rende omaggio a Luca Parmitano, il primo astronauta italiano a camminare nello spazio e a comandare la Stazione Spaziale Internazionale. Questo cocktail ricco e aromatico combina bourbon, Frangelico, latte di mandorla e pistacchio, carbone vegetale, albume, glitter e caviale di tartufo bianco, per un’esperienza unica. Come spiega Nicola Loiacono: «Stella di Luca è preparato direttamente in un sifone, combinando tutti gli ingredienti per ottenere una consistenza vellutata e impeccabile. Il risultato è un drink profondo e scuro, nero con sfumature grigie, dove brillano scaglie dorate come stelle nel cosmo».

Uno dei punti forti del nuovo menu è il cocktail Tiger Rag (€24, foto in apertura), un tributo al musicista siciliano-americano Nick La Rocca, la cui opera ha lasciato un’impronta duratura sulla cultura americana, specialmente durante il Proibizionismo. La Rocca, che aveva ereditato la passione per la musica dal padre, fuse le radici musicali siciliane con la nascente scena jazz di New Orleans. Nel 1917 compose Tiger Rag, oggi riconosciuto come uno dei brani jazz più iconici della storia e un classico degli speakeasy dell’epoca. Il cocktail Tiger Rag riflette questa eredità con una miscela audace di bourbon, Amaro Averna Riserva Tributo Siciliano, Vermouth del Professore Rosso e un tocco di essenza di gelsomino. Gli ingredienti vengono pre-miscelati e lasciati invecchiare per due mesi in una botte di rovere, sviluppando profondità e complessità. Per il servizio, 100 ml della miscela vengono versati in un mixing glass, mescolati e filtrati in una coppetta Nick & Nora. Una guarnizione affumicata, realizzata tramite un Flavour Blaster, evoca l’atmosfera fumosa degli speakeasy degli anni ’20: un tocco finale che rende omaggio alla storia del drink.
A raccontare lo spirito di Villa Igiea e della sua ospitalità è lo stesso Salvatore "The Maestro" Calabrese: «Nel 2020 - racconta -, quando visitai Villa Igiea per la prima volta, me ne innamorai all'istante. La famiglia Florio diede vita a questo palazzo storico in stile Art Nouveau e, nel corso degli anni, soprattutto negli anni ’50, quando era al suo apice, ospitò celebrità come Burt Lancaster, Frank Sinatra e Sophia Loren. Il romanticismo di questo palazzo mi fece iniziare a sognare che tipo di bar speciale potessimo creare». Non senza difficoltà, in un palazzo storico, con i suoi vincoli storico-artistici. «Quando presi per la prima volta il bar sotto la mia ala, era un po' deteriorato ma la sua anima e la sua ricca storia erano innegabili. Il bancone originale era senza dubbio bellissimo, ma con soli tre metri di lunghezza era troppo piccolo per garantire il livello di servizio atteso a Villa Igiea, soprattutto considerando la dimensione del bar e della terrazza. Rimasi davvero sorpreso nello scoprire che il bancone era protetto per il suo valore storico. Non potevo toccare nulla, nemmeno gli sgabelli, senza rischiare problemi legali! Così, ho trovato una soluzione semplice ma efficace: creare una replica gemella del bancone originale del 1908. Questo ci ha permesso di ampliare l’area di servizio preservando al contempo il patrimonio artistico».

Nicola Loiacono all'opera

Nicola Loiacono condivide la visione di accoglienza esclusiva e curata dell'Igiea Terrazza Bar: «Ci ispiriamo all’eleganza e al fascino della tradizione, reinterpretandoli attraverso una lente creativa e contemporanea. I nostri cocktail sono ideati per essere giocosi e visivamente sorprendenti. Un approccio che fa colpo sulla clientela prevalentemente internazionale di Villa Igiea. Allo stesso tempo, rimaniamo profondamente radicati nel territorio locale, valorizzando botaniche, agrumi e la ricca abbondanza di ingredienti siciliani». Gli fa eco Calabrese, spiegando la sua idea di accoglienza degli ospiti di Villa Igiea: «Che siano ospiti dell’hotel o visitatori esterni, vogliamo che chiunque entri senta immediatamente il calore e l’anima dello storico Igiea Terrazza Bar. Alcuni ospiti hanno risparmiato per anni per trascorrere del tempo qui, ed è nostra missione farli sentire davvero valorizzati. Al bar, nulla è mai troppo da chiedere: siamo qui per far sentire ogni ospite speciale, indipendentemente dal suo background o budget».

ENGLISH VERSION

The timeless architecture of Villa Igiea and the sweeping views over the Gulf of Palermo offer the ideal backdrop for the new cocktail menu Sicilia nel Mondo, unveiled by the Igiea Terrazza Bar, the cocktail bar of the five-star luxury Palermo hotel that is part of the Rocco Forte Hotels collection in Italy. The Igiea Terrazza Bar is located inside the historic Villa Igiea in Palermo, built by architect Basile for the Florio family. Here, the atmosphere reflects the island’s rich and fascinating history, which received a further revival in 2021 when the Igiea Terrazza Bar was renovated with the consultancy of Salvatore Calabrese, who entrusted the mixology program to Director of Mixology Nicola Loiaconoand Bar Manager Luca Tramontana. Since 2021, the Igiea Terrazza Bar has garnered accolades that cemented its place among the best in Italy. In its first year, it received the Barawards prize for Best Hotel Bar (2021); moreover, this year it reached position No. 304 in the Top 500 Bars ranking.

Returning to the new drink list titled Sicilia nel mondo, the idea was conceived to celebrate all generations of Sicilians who left their island in search of new beginnings, not without leaving a lasting mark in the most unexpected places, from the rhythms of American jazz to the immensity of space. With a profound sense of identity, they carried their heritage with them, sharing the flavors, music, and traditions of their homeland on distant shores. It is a collection of ten exclusive cocktails that honors the cultural legacy of Sicilian emigrants who brought the island’s spirit to far-flung corners of the globe.
Among these liquid stories, Perpetum is a cocktail that pays tribute to the historical bond between the United Kingdom and Sicily. Long before Marsala arrived on British tables, Sicilians produced an ancient wine called Perpetuum. Its name derived from a perpetual aging method (similar to the Spanish solera system) that yielded a bold, resilient wine capable of withstanding time and travel. When English merchants arrived in Sicily in the 18th century, they were captivated by this wine and fortified it so it could endure long sea journeys. From this encounter, modern Marsala was born, which—under the guidance of the Florio family—achieved international fame. At Villa Igiea, the Perpetum cocktail (€50) reflects this rich heritage with an elegant blend of Benriach The Twenty One Scotch Whisky and Marsala Florio Aegusa 2001, enriched with Campari Cask Tales and a spritz of bergamot essence. It offers a robust, smoky profile with deep fruity notes and a refined, bitter, aromatic finish.
Sicilians have ventured everywhere, even beyond the boundaries of Earth: Stella di Luca (€25) pays tribute to Luca Parmitano, the first Italian astronaut to perform a spacewalk and to command the International Space Station. This rich and aromatic cocktail combines bourbon, Frangelico, almond and pistachio milk, activated charcoal, egg white, glitter, and white truffle caviar for a unique experience. As Nicola Loiacono explains: «Stella di Luca is prepared directly in a siphon, combining all the ingredients to achieve a velvety, flawless texture. The result is a deep, dark drink—black with grey hues—where golden flakes shine like stars in the cosmos».
One of the highlights of the new menu is Tiger Rag (€24), a tribute to Sicilian-American musician Nick La Rocca, whose work left a lasting imprint on American culture, particularly during Prohibition. La Rocca, who inherited his passion for music from his father, fused his Sicilian musical roots with the emerging jazz scene of New Orleans. In 1917, he composed Tiger Rag, now recognized as one of the most iconic jazz pieces in history and a classic of the era’s speakeasies. The Tiger Rag cocktail reflects this heritage with a bold blend of bourbon, Amaro Averna Riserva Tributo Siciliano, Vermouth del Professore Rosso, and a touch of jasmine essence. The ingredients are pre-mixed and aged for two months in an oak barrel, developing depth and complexity. For service, 100 ml of the mixture is poured into a mixing glass, stirred, and strained into a Nick & Nora coupe. A smoky garnish produced with a Flavour Blaster evokes the hazy atmosphere of 1920s speakeasies: a final touch that pays homage to the drink’s history.

Sharing the spirit of Villa Igiea and its hospitality is Salvatore “The Maestro” Calabrese himself: «In 2020—he recalls—when I visited Villa Igiea for the first time, I instantly fell in love with it. The Florio family brought this Art Nouveau palace to life, and over the years, especially in the 1950s when it was at its peak, it hosted celebrities such as Burt Lancaster, Frank Sinatra and Sophia Loren. The romance of this palace made me start dreaming about what kind of special bar we could create». Not without challenges, in a historic building with its heritage constraints. «When I first took the bar under my wing, it was a bit worn down, but its soul and rich history were undeniable. The original counter was undoubtedly beautiful, but at only three meters long, it was too small to provide the level of service expected at Villa Igiea, especially considering the size of the bar and its terrace. I was truly surprised to discover that the counter was protected for its historical value. I couldn’t touch anything—not even the stools—without risking legal trouble! So, I found a simple yet effective solution: to create a twin replica of the original 1908 counter. This allowed us to expand the service area while preserving the artistic heritage».

Nicola Loiacono shares the Igiea Terrazza Bar’s vision of curated, exclusive hospitality: «We draw inspiration from the elegance and charm of tradition, reinterpreting them through a creative, contemporary lens. Our cocktails are designed to be playful and visually striking. It is an approach that resonates strongly with Villa Igiea’s predominantly international clientele. At the same time, we remain deeply rooted in the local territory, highlighting botanicals, citrus fruits, and the rich abundance of Sicilian ingredients». Calabrese echoes this sentiment, explaining his idea of welcoming Villa Igiea’s guests: «Whether they are hotel guests or external visitors, we want anyone who enters to immediately feel the warmth and soul of the historic Igiea Terrazza Bar. Some guests have saved for years to spend time here, and it is our mission to make them feel truly valued. At the bar, nothing is ever too much to ask: we are here to make every guest feel special, regardless of their background or budget».

Dr. Schär accelera sul welfare animale e sceglie solo uova da allevamenti a terra

Dr. Schär
Entro la fine di novembre tutte le uova utilizzate negli stabilimenti del gruppo del gluten free proverranno solo da allevamenti a terra. Un traguardo frutto di un impegno iniziato nel 2016, che rafforza la strategia dell’azienda a favore del benessere animale e di una filiera etica e responsabile

Riguarda il benessere degli animali il nuovo traguardo che Dr. Schär si appresta a tagliare sul fronte della sostenibilità. Entro la fine di novembre, tutte le uova utilizzate negli stabilimenti dell’azienda altoatesina, tra i maggiori produttori di prodotti gluten free e per la nutrizione speciale, proverranno esclusivamente da allevamenti a terra.

L’importante risultato è frutto dell’impegno di lunga data del gruppo, attivo nel fuori casa con la divisione Dr. Schär Foodservice che propone un’ampia gamma di prodotti food senza glutine per ogni momento della giornata, per un approvvigionamento responsabile. Dal 2016, l’azienda ha intrapreso un rigoroso percorso di valutazione dei fornitori per migliorare gli standard di qualità e benessere animale lungo tutta la filiera. Dalla stessa data è stata avviata anche la transizione alle uova da allevamenti senza gabbie su scala globale, anche nei Paesi dove questa pratica di allevamento non era ancora la norma.

Verso più alti stadard etici

Sul tema, infatti, la situazione a livello internazionale si presenta molto variegata. Sebbene sia riconosciuto che gli allevamenti senza gabbia consentono alle galline di esprimere comportamenti naturali, migliorando il loro benessere e favorendo una gestione più responsabile delle risorse e dell’ambiente, i progressi su questo fronte, anche in Europa, restano disomogenei. E l’Italia, purtroppo, non brilla, ponendosi sopra la media europea per l’allevamento di galline in gabbie arricchite, il cui utilizzo è ancora permesso, dopo l’abolizione dele gabbie “convenzionali” nel 2012, ma rispetto alle quali presentano miglioramenti molto limitati per il benessere degli animali. Un argomento che sta molto a cuore ai consumatori, e non solo, tanto che la Commissione europea sta valutando un aggiornamento legislativo, previsto entro la fine del prossimo anno, che potrebbe vietare tutti i sistemi di gabbia.

Un progresso verso standard più etici che Dr. Schär ha anticipato e che ne rafforza il percorso di sostenibilità che vede l‘azienda impegnata nella promozione di pratiche responsabili in ogni fase della filiera produttiva. Pratiche che vanno, dal supporto agli agricoltori sulle tecniche di coltivazione sostenibili e per rafforzare la biodiversità ai progetti per il monitoraggio e la tutela, degli insetti impollinatori, alla riduzione dell’impatto degli imballaggi.

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