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Con gli spillatori EcoTote 3.0 EcoSpirits la miscelazione è più economica, veloce e sostenibile

Spillatore da banco per alcolici EcoTote 3.0 EcoSpirits
Presenti già in oltre mille locali del mondo, gli spillatori da banco per alcolici EcoTote 3.0 EcoSpirits Global sono stati adottati dai più importanti produttori di alcolici per ridurre soprattutto la quantità delle bottiglie di vetro a perdere. Da noi sono distribuiti da EcoSpirits Italia in società con Velier.

Grazie alla diffusione dei nuovi e rivoluzionari spillatori da banco EcoTote 3.0 EcoSpirits da 4,5 litri è possibile ridurre il numero delle bottiglie di vetro per alcolici in giro per il mondo (circa 40 miliardi, quasi tutte a perdere), abbassando sensibilmente le emissioni di Co2 (corrispondenti a circa 22  milioni di tonnellate di Co2) e rendendo più veloce e precisa la miscelazione dei cocktail, abbassandone il food cost.

Lo spillatore EcoTote 3.0 EcoSpirits si compone di un box squadrato (alto 29,4 cm, lati 19,5 cm, peso 3,36 kg) realizzato in plastica, acciaio e vetro (facilmente lavabile) che contiene una grande bottiglia réhoboam in vetro da 4,5 litri con largo tappo a vite in plastica, al cui interno viene versato il distillato o liquore prescelto. Il contenitore viene chiuso con un coperchio in plastica dotato di dosatore Smart Pour con rubinetto ad arco e di tastiera a batteria (ricaricabile con cavetto da cellulare) composta di 5 pulsanti: On/Off, dosatori da 30 ml, 45 ml, 60 ml, 700 ml.

Con procedura certificata, ogni EcoTote 3.0 viene sanificato e riempito direttamente in appositi impianti semiautomatizzati EcoPlant inseriti in container, travasando i distillati dai tank provenienti direttamente dalle distillerie di origine, richiuso con tanto di sigillo di garanzia ed etichettato all'esterno con il marchio relativo, quindi consegnato direttamente al punto vendita al posto di una tradizionale cassa di bottiglie. Viene permesso legalmente anche l'ulteriore travaso in bottiglie da 700 ml (con bollino incluso).

Tra i primi ad aderire al sistema sono stati i produttori di Engine Organic Pure Gin, Portofino Gin, Hampden Estate Jamaican Rum, Clarin Communal Haiti Rum, Cachaça Yaguara.

In questo modo il cocktail mantiene  intatta l’eleganza del pouring e l’identità dei brand, aggiungendo però il gusto della sostenibilità. Inoltre gli EcoTote 3.0 sono monitorati attraverso un sistema di tracking basato su QR Code che aumenta sicurezza ed efficienza del processo circolare.

Un sistema che ha convinto più di mille locali nel mondo

Fondata a Singapore nel 2018 dall'attuale Ceo Paul Gabie, la società EcoSpirits Global conta su una serie di brevetti esclusivi e, con il lancio degli spillatori EcoTote 3.0, ha creato un sistema di distribuzione circolare relativa all'intera catena che va dalle distillerie ai bar, agli impianti di smaltimento, riducendo drasticamente costi ed energia necessari per i trasporti e per la materia prima del vetro. Inoltre per ogni spillatore Ecotote messo in esercizio viene piantato un nuovo albero, operazione sostenibile evidenziata dalla scritta "One Tote, One Tree".

Paul Gabie Ceo-EcoSpirits Global

Il sistema EcoSpirits è oggi presente in 11 paesi e in 30 città del mondo, dall'Asia-Pacifico, all'Europa e alle Americhe, con più di mille locali, tra bar iconici insigniti del premio World’s 50 Best e Asia’s 50 Best, ristoranti stellati Michelin e alberghi prestigiosi che lo hanno già adottato. In Europa, dopo Regno Unito, Francia, Norvegia e Germania, anche il nostro Paese potrà usuifruire di questo sistema di distribuzione circolare, grazie alla società EcoSpirits Italia, partecipata al 90% da Velier.

I primi venti locali italiani ad aver adottato il sistema EcoTote EcoSpirits

Coconuts Rimini Porto discobar, Rimini
1870 Drinkin' Kitchen, Bra (Cuneo)
Six Senses Rome, Roma
L'Antiquario, Napoli
Aman Venezia, Venezia
Three Monkeys, Imperia
Puntosette, Torino
Strizzi Garden, Firenze
Casa Gotuzzo 1652, Chiavari (Genova)
Hotel Castiglion Del Bosco, Montalcino (Siena)
Il Bistrotto, Bogliasco (Genova)
Enoteca Da Giannino, Stresa (Verbania)
Piro Piro Bistrot, Reggio Calabria
Piano 35 Lounge Bar, Torino
Saloon Keeper 1933 Cocktail Bar, Lecce
Jerry Thomas Speakeasy, Roma
Piano Susci Italiano, Gioia del Colle (Bari).

Alla recente conferenza stampa di presentazione nel giardino del Grand Hotel di Rimini erano presenti Fabrizio Galliano, AD EcoSpirits Italia; Lucio Paesani, titolare del grande e storico (1999) discobar Coconuts Rimini Porto sul lungomare di Rimini (il primo ad adottare il sistema EcoTote EcoSpirits); Anna Montini, Assessore all'Ambiente del Comune di Rimini; Luca Gargano, fondatore e titolare di Velier (Genova).
A chiudere la presentazione non poteva mancare che una dimostrazione dal vivo delle potenzialità di EcoTote 3.0 EcoSpirits. Pertanto Lucio Paesani, alla guida di uno storico furgone Volkswagen T1 "Bulli" risistemato (con aggiunta delle insegne Coconuts), ci ha condotto nel grande (3500 mq) e storico (1999) show dinner e discobar sul lungomare di Rimini, dove sono stati installati già 17 spillatori da banco EcoTote EcoSpirits nei vari punti bar del locale. A seguire cena e spettacolo.

 

Nasce Birrificio Italiano Spritis ed è già medaglia all’International Spirits Challenge

Birrificio Italiano
Agostino Arioli, fondatore di Birrificio Italiano, con Amaro Marasso, medaglia di bronzo all'International Spirits Challenge
Birrificio Italiano di Agostino Arioli lancia la sua linea di distillati artiginali e l'Amaro Marasso, tra i prodotti di punta della gamma, conquista il bronzo nella prestigiosa competitione internazionale

Ottimo debutto per Birrificio Italiano Spritis, la linea dedicata alle distillazioni artigianali appena nata sotto l’ala di Birrificio Italiano, tra i primi micro-birrifici italiani della scena brassicola artigianale, fondato nel 1996 da Agostino Arioli a Lurago Marinone (Como). Amaro Marasso, prodotto di punta della linea neonata, si è piazzato sul podio dell’International Spirits Challenge, tra le più prestigiose e autorevoli competizioni internazionali riservare al settore degli spirit, conquistando la medaglia di bronzo nella categoria Liqueurs & Specialities.

Un bel risultato per questo amaro (alc 30% in vol), davvero amaro, realizzato con 16 botaniche e non filtrato a freddo, ottimo come classico dopo pasto, da servire liscio, on the rocks, ma che si presta anche come ingrediente per la miscelazione. Un prodotto creato dallo stesso Arioli nel 2021 nell’ambito del progetto Strada Ferrata, distilleria situata a Seregno (Monza Brianza) della quale era socio fondatore, responsabile prodotto e frontman, e dalla quale è appena uscito per fondare appunto la sua linea Birrificio Italiano Spritis.

La linea di distillati

Linea nella quale, oltre all’Amaro Marasso, convergono le creazioni precedenti sviluppate da Arioli nell’esperienza con Strada Ferrata e non solo e prodotti inediti. Tra le prime i prodotti New Make, la gamma di distillati di puro malto, realizzati con malti italiani e lieviti da birra selezionati, in 6 versioni: Originale e le referenze aromatizzate Capparis, Cascadian, Fum, Levante e Torbato. Prodotti che esprimono al massimo la qualità delle materie prime dalle quali nascono e anche loro adatti per il servizio liscio, con ghiaccio o da usare in miscelazione.

A questi si aggiunge Albedo, un distillato di birra, e le novità in arrivo: la prima è Drytto, un London dry gin che sarà pronto entro la fine di quest’anno, mentre per il prossimo è previsto il lancio della in versione barricata di Abedo, con 4 anni in tonneaux di Moscato giallo dell’Alto Adige.

Prodotti che saranno distribuiti dalla rete di Birrificio Italiano e utilizzati nel locale di Milano del marchio.

Un progetto, insomma, con il quale Arioli intraprende il suo secondo viaggio nel mondo della distillazione, portandovi la sua esperienza da birraio e la passione per i distillati nata nei tre anni di lavoro con Strada Ferrata, per proseguire il cammino di ricerca e innovazione.

 

Antonino Cannavacciuolo presenta il Babà al Limoncello

Il nuovo dolce del laboratorio di alta pasticceria artigianale del gruppo è dedicato al Ferragosto

Presentato il Babà al Limoncello creato dal Pastry Chef Kabir Godi del Laboratorio di alta pasticceria artigianale di Chef Antonino Cannavacciuolo. Si tratta di una versione rinnovata del classico Babà, dedicata al liquore partenopeo. Questo dolce rappresentativo della pasticceria napoletana è il simbolo scelto dai professionisti del laboratorio per omaggiare l'estate.

Tradizione rivisitata in vaso cottura

Tradizionale o rivisitato, il Babà è considerato uno dei dolci più rappresentativi della cultura gastronomica napoletana. L’aggiunta del liquore al limoncello, che va a sostituire il Rhum, si intona alle calde giornate estive. La tecnica di preparazione utilizzata dal Pastry Chef Kabir Godi per il Babà al Limoncello è la vasocottura, un metodo che permette di preservare la consistenza e il gusto dell’impasto e l’aroma degli ingredienti sino al momento dell’apertura.

Dove comprare il Babà al Limoncello di Antonino Cannavacciuolo

Una volta estratto dal vaso, il Babà creato dal Laboratorio di alta pasticceria artigianale di Chef Antonino Cannavacciuolo si presenta morbido e leggero al palato. Il Limoncello crea la sintonia con il fine pasto. È possibile ordinare e acquistare il dessert sull’apposita sezione dello shop online: https://shop.antoninocannavacciuolo.it/prodotti-estivi/.

Il "regno" di Kabir Godi

Kabir Godi, responsabile del laboratorio, uomo di fiducia dello chef già a Villa Crespi, opera in un laboratorio di circa 1.000 metri quadrati. L'ambiente è pensato per esaudire tutte le esigenze di pasticceria della galassia Cannavacciuolo. Collocato a Suno, a Nord di Novara, è in una posizione strategica per i rifornimenti destinati a Villa Crespi Relais & Chateau sul lago d'Orta i due bistrot firmati Antonino Cannavacciuolo a Novara e Torino, e il quarto locale, dentro l'outlet di Vicolungo, aperto lo scorso anno. Il laboratorio è attrezzato con macchinari all'avanguardia. Inoltre, il laboratorio serve i duee bistrot, il locale "Antonino" dentro al Vicolungo Style Outlet e l'e-commerce, lanciato ufficialmente prima di Natale e letteralmente esploso, con la complicità del coronavirus, tra marzo e aprile.  

A settembre va in scena a Milano la nuova edizione di theGINday

Il 10 e l'11 settembre al SuperStudio Più l'undicesima edizione dell'evento dedicato al mondo gin, con centinaia di etichette in degustazione, masterclass e seminari. Novità di quest'anno i Gin Awards

Anche quest’anno Milano sarà la capitale italiana del gin. Torna infatti domenica 10 e lunedì 11 settembre l’appuntamento con theGINday, l’evento B2B dedicato al mondo di questo distillato e ai suoi tanti appassionati. Giunta alla sua undicesima edizione, la manifestazione, organizzata dal team di Bartender.it guidato da Luca Pirola con i soci Agostino Perrone, Dario Comini, il compianto Dom Costa e Fulvio Piccinino, andrà in scena al SuperStudio Più.

Il format come da tradizione permetterà ai produttori, nuovi e storici, di far conoscere al pubblico dei professionisti il proprio distillato, botaniche e caratteristiche, proponendolo anche in degustazione. E come da tradizione, non solo i produttori di gin saranno i protagonisti della kermesse che coinvolge tutto ciò che gira intorno al mondo cocktail, quindi spazio anche ai produttori di ghiaccio, a chi propone fiori e frutta essiccati, importatori e distributori.

E proprio a proposito di miscelazione, tre saranno i bar tematici, Gin Tonic Bar, Martini Bar e Negroni Bar, dove verranno realizzati con i prodotti dei brand presenti nella manifestazione gli iconici cocktail, con ricette e tecniche svelate dai bartender che li presidiano.

Ovviamente, come di consueto, ad animare la manifestazione ci saranno anche momenti dedicati alla formazione, con seminari e masterclass curate da esperti del mondo dell’ospitalità.

I Gin Awards

Ma il format collaudato di theGINday si arricchisce quest’anno anche di una importante novità: i Gin Awards. Quattro le categorie del concorso: Best Italian Gin, Best International Gin, Best Idea/Concept, che riguarda il servizio del gin, e Best Packaging. A decretare i vincitori sarà una giuria composta da 50 esperti, tra professionisti del beverage come bartender, sommelier, produttori, degustatori e giornalisti qualificati, ognuno dei quali darà il suo voto dopo un blind test, ovvero un assaggio alla cieca.

Altra novità i due sondaggi che coinvolgeranno il pubblico presente. Lunedì 11 settembre, i professionisti saranno chiamati a votare i cinque gin che non possono mancare in bottiglieria con il premio Best Bartender Selection, ma anche il miglior gin da Gin&Tonic con il Best G&T Gin, il migliore da Martini Cocktail con il Best Martini Cocktail Gin e il migliore da Negroni, con il Best Negroni Gin. La domenica 10, invece, sono gli appassionati a esprimersi sul gin più amato cui verrà conferito il Premio lovers.

A tutto gin anche in città

Tornando alle conferme, anche quest’anno non mancherà theGINweek, il “fuori salone” dedicato al gin alla sua quarta edizione che anticipa e accompagna l’evento. Prenderà il via giovedì 7 settembre e fino all’11 coinvolgerà alcuni dei locali migliori di Milano che, insieme alle aziende organizzeranno attività ad hoc: assaggi, degustazioni, special drink, seminari, special guest, serate a tema. La lista dei locali, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito ufficiale.

Come partecipare a theGINday

theGINday si tiene SuperStudio Più di Milano, in via Tortona 27, domenica 10 settembre (ore 12 – 20) e lunedì 11 (ore 11-19). Il costo del biglietto è di 30 euro per una giornata (25 euro acquistato online sul sito dell’evento) e di 40 euro per entrambe (35 euro sul sito).

Il naso rileva immediatamente l’odore di rancido

Foto di Mohamed Hassan da Pixabay
Cresce il numero di clienti che quando colgono sentori negativi legati alla mancata manutenzione delle macchine, chiedono un altro prodotto o cambiano locale.

L’olfatto è un senso spesso sottovalutato, eppure è sempre attivo, vigile e fondamentale per la nostra capacità di rilevare pericoli nelle vicinanze, dando una risposta estremamente rapida. A lui viene affidato il primo giudizio quando si apre la confezione di un alimento: in caso di cibo avariato dà il suo segnale di avvertimento.

«La sua analisi è rapidissima: una persona che mangia o beve ha già deciso se il cibo o la bevanda le piacciono nei primi 4/10 di secondo» - afferma Manuela Violoni, docente dell’Istituto internazionale assaggiatori caffè -. E davanti a una tazzina di espresso, anche se non conosce alcuni difetti, istintivamente li evita, ma può subentrare anche l’abitudine.

Pensiamo alle attrezzature sporche e al rancido che si ritrova in tazza: fino a qualche anno fa, molti si erano assuefatti. Poi c’è stato il fenomeno della diffusione delle monodosi sigillate che ha portato il consumatore a scoprire un gusto del caffè senza i sentori negativi legati alla mancata manutenzione: oggi nei bar cresce il numero dei clienti che, quando li percepiscono, li “evitano”, chiedendo un altro prodotto o cambiando locale; questo accade soprattutto tra i giovani».

Il richiamo dunque è a effettuare con la giusta cadenza (ogni giorno sia la macchina espresso, sia il macinacaffè) la manutenzione delle macchine che effettuano la trasformazione dei chicchi di caffè in espresso. Qualora non venga effettuata, non si hanno ripercussioni sul prodotto finito da un punto di vista visivo: la crema si può presentare con una bella tessitura e di colore nocciola; sono olfatto e gusto a rilevare i danni sul prodotto finito. Una guarnizione che non viene pulita e sulla quale staziona la polvere che continua a scaldarsi, porta in tazza un gusto sempre più amaro ed anche astringenza. All’olfatto si coglie il fumo al quale col tempo si aggiungono il rancido dei grassi che si ossidano; dove i fondi stazionano a lungo in un ambiente umido (succede in alcuni hotel) si ha odore di uovo marcio (putrefatto). Nel macinacaffè le parti da osservare sono la campana, sulla quale i chicchi tostati rilasciano una patina di grasso che irrancidisce, la parte di uscita della polvere per l’on demand. «Nel macinacaffè tradizionale, inoltre, è da curare con particolare attenzione il dosatore volumetrico - riprende Manuela Violoni -. La patina opaca che si forma sul cilindro trasparente con una parte gialla che indica il livello al quale arriva in media il macinato, è nuovamente di grasso che sviluppa un rancido che dà una sensazione analoga al prosciutto che rimane in frigorifero per troppi giorni». Tutti questi sentori negativi hanno un effetto negativo sulla ricchezza aromatica del caffè; ad esempio un lavato non riuscirà ad esprimere i suoi sentori floreali o fruttati. Prima di incolpare il torrefattore è il bene ripassare il calendario delle manutenzioni, da effettuare con puntualità.

Vocazione o apprendimento? Si nasce assaggiatori, ma se l’olfatto non viene allenato, le sue capacità vengono meno. Il corso Espresso Italiano Tasting dell’Istituto italiano assaggiatori caffè permette di scoprire come si valuta l’espresso in una giornata.

Manuela Violoni è docente e membro del consiglio di amministrazione dell’Istituto internazionale assaggiatori caffè. Da vent’anni addestra e conduce gruppi di valutazione sensoriale tra Europa e Asia.

Panettone Day 2023, annunciati i nomi dei giurati

Panettone Day 2022
Panettone Day 2022 (Instagram)
L'appuntamento per vedere i 25 finalisti all'opera e conoscere il vincitore della competizione è il 12 settembre.

Panettone Day 2023 ha i suoi giurati. I maestri coinvolti, guidati come sempre dal maestro Gino Fabbri, giudicheranno i 25 finalisti annunciati lo scorso 21 giugno. A uno solo di loro andrà il titolo di Miglior Panettone Artigianale d'Italia 2023. La sfida si terrà presso la Sala Mengoni del Ristorante Cracco, a Milano, con l'assegnazione di due premi speciali: quello di Miglior Lievitato Al Cubo e quello per il Miglior Panettone per la Prima Colazione.

La giuria di Panettone Day 2023

La giuria di Panettone Day 2023 sarà guidata anche quest'anno dal Maestro Gino Fabbri insieme al Pastry Chef Marco Pedron, Direttore didattico dell'area pasticceria di Congusto Gourmet Institute. Ci saranno anche Marta Boccanera, Pastry Chef premiata con Tre Torte nella guida Pasticceri&Pasticcerie 2023 del Gambero Rosso; il Maestro panificatore Adriano Del Mastro; il vincitore della scorsa edizione Giordano Berettini e lo chef stellato Carlo Cracco. I giurati saranno alle prese con i 25 finalisti, selezionati tra 158 partecipanti, produttori di oltre 280 panettoni artigianali. Alla finale di settembre parteciperanno: 15 Tradizionali, 5 Creativi Dolci e 5 al Cioccolato Gold, nuova categoria di questa edizione, nata dalla collaborazione con Callebaut, seguendo un trend estremamente attuale in pasticceria.

Cos'è Panettone Day

Panettone Day 2023 è il più longevo e prestigioso concorso che premia i migliori Panettoni Artigianali e celebra l’eccellenza della Pasticceria Italiana. A idearlo Braims, parte del gruppo Csm Ingredients, multinazionale attiva nella ricerca e produzione di ingredienti innovativi e sostenibili, in partnership con Novacart. L’edizione di quest’anno vede la collaborazione di sponsor prestigiosi quali Callebaut, Vitalfood e 1895 Coffee Designers by Lavazza.

Alimentazione fuori casa senza glutine, il programma dell’Aic per locali inclusivi

senza glutine
Con il programma Afc l'Associazione italiana celiachia offre formazione, consulenza e visibilità ai locali per creare un'offerta idonea ai consumatori celiaci. Un'opportunità per amplare la propria clientela e per incrementare il business

Sono sempre più numerose, purtroppo, le persone che scoprono di avere qualche patologia alimentare. Una delle più diffuse è la celiachia: secondo i dati del ministero della Salute in Italia si contano circa 240.000 celiaci accertati con diagnosi, ma si stima che il loro numero in realtà sia molto superiore, addirittura oltre mezzo milione. Numeri che non possono essere ignorati dalle realtà del fuoricasa e dell’hospitaity, per le quali garantire un’offerta gluten-free sicura e di qualità significa rendere il locale più attrattivo per un bacino di potenziale clientela rilevante. Tanto più che un sondaggio dell’Aic (Associazione italiana celiachia) ha mostrato che nell’80% dei casi i clienti celiaci tornano nel locale dove hanno trovato un’offerta idonea alle loro esigenze, e, poiché spesso in un locale non si va da soli, consumano insieme ad altre 3-4 persone.

Per aiutare i locali a diventare più inclusivi e aprirsi questa nuova opportunità di business, l’Aic ha messo appunto il Programma Afc (Alimentazione fuori casa senza glutine), un progetto che offre competenze e conoscenze utili a gestire il rischio “glutine”.

Formazione, consulenza e controllo

Tre i pilastri sui quali si fonda il programma: formazione, consulenza e controllo, aspetti fondamentali per garantire al cliente il senso di sicurezza e fiducia nel locale.

Per quanto riguarda il primo, il programma prevede un corso base sulla celiachia e sull’alimentazione senza glutine rivolto al gestore e all’operatore che si occupa della preparazione degli alimenti. I corsi organizzati in tutta Italia dalle sezioni locali dell'Aic, si compongono di una parte teorica, nella quale vengono illustrati regole e procedure da applicare nella preparazione di pasti senza glutine, e una patica, dove vengono spiegate le caratteristiche tecnologiche dei prodotti base gluten fee.

A completamento della formazione il programma comprende anche un’attività di consulenza con incontri direttamente nel locale durante i quali gli esperti dell’associazione supportano il gestore nella definizione del menu, delle aree per la preparazione dei pasti gluten free, sulle modalità di stoccaggio dei prodotti, sul loro servizio.

Infine, il monitoraggio periodico dell’attività per verificare il rispetto dei requisiti del progetto, e quindi tutte le regole per la preparazione e somministrazione degli alimenti gluten-free per evitare rischi di contaminazione.

Dare visibilità ai locali

Ma non solo, perché il programma offre ai locali che entrano nel network Afc anche visibilità, attraverso la guida cartacea, la Guida italiana alla ristorazione senza glutine, con l’elenco di tutte le realtà del fuoricasa aderenti, che costituisce un punto di riferimento per i celiaci e che, di conseguenza, garantisce la massima conoscenza del locale tra i clienti in target. A questo si aggiunge un’apposita app per smartphone, con la mappa dei locali ai quali viene consegnata ogni anno una vetrofania del progetto da esporre. Vetrofania con il logo del programma Afc, un piatto con forchetta e coltello e il marchio Spiga Barrata, marchio quest’ultimo, di proprietà di Aic, che per i consumatori celiaci rappresenta la garanzia di sicurezza e idoneità alla propria dieta.

Insalate salutari e creative con i Chicchi di Cavolfiore di Orogel Food Service

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Bordiga spegne 135 candeline e regala un nuovo pack all’Amaro St. Hubertus

St. Hubertus Bordiga
L'iconico amaro di montagna della distilleria di Cuneo, prodotto fin dal 1890, si presenta in una nuova elegante bottiglia, 100% in vetro e dallo stile contemporaneo

Sono 135 le candeline spente quest’anno da Bordiga. Un prestigioso traguardo che la distilleria ha festeggiato regalando un nuovo vestito a uno dei suoi prodotti più storici e iconici: l’Amaro St. Hubertus. Aggettivi che l’amaro merita in pieno. Storico perché è una delle referenze più antiche della casa di Cuneo, prodotta e commercializzata sin dal 1890 e realizzata con una ricetta regalata al Cavalier Pietro Bordiga, il fondatore dell’azienda, da un amico cacciatore alpino. Iconico perché questo distillato, con il suo carattere insieme potente ed elegante, è una celebrazione della montagna, che nel vocabolario di Bordiga si traduce con Alpi Occidentali: da lì arrivano le materie prime, rigorosamente raccolte a mano, che compongono la formula dell’amaro, ma anche quelle alla base dell’intera produzione dell’azienda.

Svelata nel corso di una serata svoltasi presso il Relais Fiocco di Neve di Limone Piemonte, la nuova bottiglia è nata per rendere omaggio e valorizzare l’Amaro St. Hubertus e la sua storia, aggiungendovi un tocco di contemporaneità e spingendo su un altro tema da sempre al centro dell’attività dell’azienda: l’attenzione alla sostenibilità

Elegante, sostenibile, contemporaneo

Il nuovo pack è infatti realizzato al 100% con vetro riciclato e certificato, che arriva esclusivamente dalla raccolta differenziata del vetro. Da qui il colore azzurro non sempre uniforme della bottiglia, dovuto proprio alla fusione insieme di bottiglie in vetro più chiaro e più scuro, e la presenza di leggere differenze di sfumature cromatiche che si può percepire fra una bottiglia di amaro e l'altra.

A impreziosire il nuovo vestito un’etichetta anche questa rinnovata e studiata per suggellare il profondo legame tra St. Hubertus e la montagna. A partire dalla carta ruvida con la quale è realizzata, scelta per dare matericità al prodotto, e dalla sua forma frastagliata, che vuole rendere l’idea delle impervie vette alpine. A campeggiare nella parte superiore l’immagine del camoscio, animale alpino per eccellenza, che vive sopra i 2500 metri d'altitudine nutrendosi di quelle essenze che ritroviamo nel St. Hubertus e da sempre simbolo dell'amaro. Nella parte inferire c’è invece la scritta “St. Hubertus” in lamina ramata che impreziosisce il prodotto e contribuisce all’eleganza del pack.

L'essenza della montagna

Pack che veste di nuovo un prodotto la cui formula è rimasta immutata da oltre 130 anni e che contempla tra gli ingredienti il lichene scandinavo, che si trova in soli due posti al mondo: il Circolo polare artico e le Alpi Occidentali. Tra le altre botaniche, ci sono componenti balsamiche, come, oltre ai licheni, la menta piperita, e l’achillea, componenti amare, incarnate da due tipi di genziane spontanee montane: la lutea, che viene raccolta in autunno e della quale si utilizza la radice, e l'acaulis, la classica genzianella che si raccoglie in primavera e della quale si utilizzano i tipici fiori blu. La ricetta è completata da altre botaniche, tenute segrete, come le precedenti tutte raccolte a mano dai montanari, e da acqua alpina.

Dalla loro lavorazione, che prende prima un’infusione in alcol e poi una distillazione, nasce l’Amaro St. Hubertus (alc 38% in vol), dal carattere potente ed elegante, dato dal perfetto equilibrio tra la parte balsamica e le componenti amare, che si fondono in un finale di grande persistenza. Perfetto come classico dopo pasto, questo amaro per le sue caratteristiche si presta anche come aperitivo insolito, in questo caso da servire con ghiaccio, ma anche come ingrediente per la miscelazione.

Protagonista dei cocktail in pairing

E proprio in questa veste è stato protagonista delle creazioni, firmate dalla barlady Lucia Lanza del 1786 di Cuneo, proposte in abbinamento ai piatti durante la cena che è seguita alla presentazione del nuovo pack. Ovvero Pepper joy, dove è stato miscelato con chutney di peperone, Vodka Masca Bordiga e celery bitter e tintura al pepe, in pairing con Vitello con insalata piemontese, kiwi e cassia. Hubertus Mary, dove si è unito a Vodka Occitan, succo di limone, soia, succo di pomodoro e salsa Worcester, proposto in abbinamento a Plin con aglio nero e burrata. St. Hubertus Sour, dove l’amaro si è miscelato con succo di limone e sciroppo di zucchero, in accompagnamento a Maiale con osmosi di anguria, gambero, maionese di mare e bisque. Per chiudere con un’originale versione dell’Alexander, dove ha sostituito il cognac, unendosi a liquore al cacao bianco, panna liquida ed Elisir al ramasin Bordiga, per accompagnare il Bonet.

 

Appuntamento a Host per il mondo horeca

Host 2023
Dal 13 al 17 ottobre a Fieramilano, torna la manifestazione internazionale dedicata al mondo dell'ospitalità. Oltre 1800 espositori da tutto il mondo al momento registrati e più di 800 gli eventi in programma

C’è un appuntamento da segnare in agenda per gli operatori del mondo dell’ospitalità: la nuova edizione di HostMilano, in programma dal 13 al 17 ottobre prossimi a Fieramilano, a Rho. Come da tradizione, la manifestazione a cadenza biennale, nei suoi cinque giorni, metterà in mostra tutte le novità e tendenze in ambito bar, caffè, ristorazione, pizza, pasta, gelato, arredo e bakery, con un focus quest’anno sull’innovazione sostenibile.

A presentare le loro soluzioni espositori da tutto il mondo, sono 1826 quelli attualmente registrati, dei quali il 40% provenienti dall’estero, da ben 50 diversi Paesi, con in testa Germania, Spagna, Francia, Usa, Svizzera, Paesi Bassi, Regno Unito, Turchia e Cina.

Una folta presenza che riflette l’andamento positivo del settore dell’ospitalità e della produzione di macchine e tecnologie per cucine e laboratori professionali. Comparto quest’ultimo il cui valore, secondo una ricerca di Future Market Insights, solo per il food service equipment sfiorerà i 44 miliardi di dollari quest'anno, per toccare i 76 miliardi nel 2032, grazie a un incremento medio del +5,6% annuo. Con i prodotti italiani che giocano un ruolo rilevante, considerando che il food service equipment made in Italy ha chiuso il 2022 a oltre 4,5 miliardi di euro, con una crescita del 4,5% sull’anno precedente, e che rappresenta oltre il 10% del mercato mondiale.

Oltre 800 eventi in programma

Il tema dell’innovazione sostenibile sarà al centro anche del ricco programma di eventi che come sempre caratterizzano la manifestazione. Oltre 800 quelli che si terranno nelle cinque giornate, che permetteranno ai visitatori professionali di prendere parte a masterclass, show cooking, tavole rotonde, percorsi di gusto, competizioni e incontri con chef stellati, bartender e designer.

Tra questi le premiazioni di Smart Label – Host Innovation Award, il riconoscimento promosso da HostMilano e Fiera Milano in partnership con Poli.design e patrocinato da Adi (Associazione per il Disegno Industriale), che premia servizi e progetti innovativi nel settore dell’ospitalità. 157 le candidature dall’Italia e dall’estero, il 40% delle quali legate ad aspetti tecnologici e il 23% riferite alla sostenibilità, con le proposte vincitrici che saranno esposte nell’area dedicata Smart Products, un palcoscenico per l’innovazione di punta.

Gli eventi clou per bar e caffetteria

Nel mondo caffetteria da segnalare gli appuntamenti a cura di cura di Aicaf (Accademia italiana maestri del caffè) e Altoga (Associazione nazionale torrefattori e importatori di caffè e grossisti alimentari). Spiccano il format itinerante tra gli stand di Coffee Addition con Gianni Cocco e le tante sfide tra operatori bar. Come il Gran Premio della Caffetteria Italiana, dove si affronteranno nella preparazione di cappuccini, espressi e drink freddi a base di caffè baristi, barman, addetti alla caffetteria provenienti non solo dall’Italia, ma anche dai Paesi associati Aicaf (Croazia, Marocco e Messico). La Moka Challenge, aperta a tutti, e le Lags Battle Italy e World Lags Battle, rispettivamente, il campionato italiano e quello mondiale, evento che coinvolge 50 Paesi, di latte art del circuito Lags (Latte Art Grading System).

Gli appuntamenti gelato-pastry

Altro appuntamento clou il dibattito ai più alti livelli sulle tendenze e le nuove tecniche per il settore pastry, con Pasticceria di lusso nel mondo by Iginio Massari, ovvero l’hub del maestro Massari che ospiterà le dimostrazioni, le degustazioni e i talk di oltre venti tra i più importanti pastry chef della scena internazionale, tra i quali Michel Belen Albi, Markus Bohr, Pierre Marcolini, François Stahl e Andrea Zanin.

Sempre in ambito gelato-pastry ci sono poi le grandi sfide tra maestri firmate Fipgc (Federazione internazionale pasticceria gelateria cioccolateria) come The World Trophy of Pastry Gelato and Chocolate, con 12 nazionali in gara, la quarta edizione del Cake Designers World Championship, dove si affronteranno squadre provenienti da Italia, Brasile, Usa, Polonia, Belgio, Sri Lanka, Francia, Messico, Perù, Giappone, Cina e Malaysia, e il The World Trophy of Professional Tiramisù, dove a sfidarsi saranno invece i team di Italia, Giappone, Cina, Perù, Colombia, Australia, Francia e Paesi Bassi.

La formazione sulla ristorazione

Senza dimenticare gli eventi di Smart Food - Smart Chefs - Smart Future, un percorso tra ingredienti, persone e sostenibilità delineato da Apci (Associazione professionale cuochi italiani), i workshop di Fipe (Federazione italiana pubblici esercizi), sulle grandi sfide della ristorazione, quali transizione digitale, sostenibilità e competenze. E le masterclass e gli incontri dedicati alla formazione dell'Academy 2023 della Fic (Federazione italiana cuochi).

Come partecipare a Host

Host 2023 apre i battenti dal 13 al 17 ottobre dalle ore 9.30 fino alle 18.30. L’ingresso per un giorno acquistato online ha un costo di 50 euro (65 se in biglietteria) per 2 giorni 55 euro (altrimenti 75), per 3 giorni 85 euro (invece di 115) euro e per 5 giorni 95 euro (altrimenti 130 euro).

Per ulteriori info: host.fieramilano.it

 

Bilancio di Sostenibilità La Genovese, impegno per un futuro sostenibile

Bilancio sostenibilità La Genovese
Nel suo primo report la Torrefazione di Albenga (SV) per la prima volta fa il punto del suo impegno in ambito sociale, ambientale e culturale.

La Genovese ha pubblicato il suo primo Bilancio di Sostenibilità, con cui propone un rendiconto dell’impegno aziendale in ambito sociale, ambientale, culturale e lo sforzo intrapreso negli ultimi anni a garanzia dei propri clienti, dei consumatori e dell’ambiente, che coinvolge anche il suo coffee shop CoffeeStorming.

Per la Torrefazione di Albenga (SV) è la testimonianza della volontà di raggiungere una sempre maggiore sensibilità, al fine di rivolgere l’impegno aziendale verso una sostenibilità ambientale, sociale ed economica, con l’obiettivo di garantire nel tempo la soddisfazione di tutti gli stakeholder, la tutela dei loro interessi, generando con le proprie azioni un impatto positivo sul territorio, con il quale c’è un forte legame.

«Abbiamo deciso di monitorare il nostro impegno, realizzando il nostro primo Bilancio di Sostenibilità relativo al 2022 perché sia da stimolo nel nostro agire quotidiano e nel nostro lavoro con uno sguardo costante all’Agenda 2030 dell'Onu per lo sviluppo sostenibile» ha affermato Alessandro Borea, AD. Gli obiettivi che la Torrefazione vuole raggiungere  si focalizzano su Uguaglianza di genere (goal 5), Energia pulita e accessibile (goal 7), Lavoro dignitoso e crescita economica (goal 8), Consumo e produzione responsabili (goal 12), Lotta contro il cambiamento climatico (goal 13), Vita sulla terra (goal 15).

Il percorso aziendale verso la sostenibilità è complesso e richiede una misurazione precisa dell’impatto sull’ambiente e la ricerca di azioni orientate a una sua mitigazione, come l’aumento di prodotti sostenibili, il miglioramento del ciclo produttivo a partire dall’efficienza energetica, l’uso di imballi riciclabili e compostabili. A questo proposito è in atto la transizione tra gli imballaggi flessibili in triaccoppiato con nuovi 100% riciclabili e alu-free; per la tostatrice è  stato inoltre installato un innovativo bruciatore green. Tutta l’energia utilizzata proviene da fonti rinnovabili ed il gas consumato è a CO2 compensata. 

Per il 2023 ha preso il via il percorso di realizzazione di una matrice di materialità, strumento di ascolto il cui fine è creare un dialogo costante con tutti i soggetti coinvolti dalle attività aziendali, al fine di conoscere le loro reali aspettative riguardo l’impegno verso la sostenibilità sociale e ambientale. In azienda saranno ulteriormente sviluppati il percorso di formazione delle risorse umane e il benessere in ambito lavorativo.

L’impegno per i futuro mira a incrementare il numero di referenze biologiche, certificate Rainforest Alliance e provenienti da micro aziende.

Il Bilancio di Sostenibilità per La Genovese evidenzia che «oggi per noi è arrivato il momento di cominciare a monitorare il nostro impegno verso un futuro più sostenibile - afferma Alessandro Borea nella Lettera agli Stakeholder che apre il report -. Scriverlo in numeri ci è utile per poterci migliorare anno dopo anno con consapevolezza». 

Ampi fa 30 anni: Milano ospiterà il simposio pubblico 2023

L'Accademia celebra il suo trentennale con un evento itinerante in città e un convegno. Tra i nomi coinvolti Norbert Niederkofler, Patrick Roger, Davide Oldani, Massimiliano Alajmo

Il 9 e il 10 ottobre l'Accademia Maestri Pasticceri Italiani (Ampi) celebra il suo trentesimo anniversario dalla fondazione con un evento itinerante per le strade di Milano e il XXVII simposio pubblico dell'organizzazione. Dopo i festeggiamenti vissuti durante l'ultima edizione di Sigep, il direttivo e gli accademici hanno voluto coinvolgere anche la città con iniziative e contenuti di alta qualità.

Il tram della dolcezza

Lunedì 9 ottobre sarà la giornata dedicata a Milano e ai suoi cittadini. A bordo del mezzo brandizzato Ampi, si percorrerà il centro con soste in tappe strategiche (Castello Sforzesco, P.za Cairoli, P.za della Repubblica, C.so Genova, ecc.). In ogni tappa gli oltre 50 accademici faranno assaggiare gratuitamente e in anteprima assoluta la limited edition del Dolce del Trentennale Ampi. Si tratta di una tortina da viaggio in formato monoporzione. Il “dolce tour” Ampi si concluderà in Piazza Duomo con una foto celebrativa di gruppo, una passeggiata in Galleria Vittorio Emanuele II e un’ultima dolce degustazione durante la Golden Hour. Il Tram-Dolcezza è un veicolo, non solo fisico. Si tratta di un mezzo che porta alla ribalta i valori legati all’alta pasticceria promossi dai Maestri Ampi. Si tratta di una strategia di comunicazione inusuale per un’Accademia storica. Tuttavia, si inserisce perfettamente nella nuova visione del gruppo, aperto allo scambio e alle sinergie, lungimirante con un’attenzione particolare alla crescita dei giovani.

Il programma del simposio pubblico Ampi

Martedì 10 ottobre si terrà il simposio pubblico Ampi, a cui si potrà accedere solo su invito. L'evento è destinato al confronto e alla crescita. Negli spazi di Fondazione Prada (Milano, Largo Isarco, 2) è prevista una giornata di convegno con relatori nazionali e internazionali. La mattina sarà dedicata al tema: “Il laboratorio dello stupore - I percorsi di sviluppo della pasticceria tra estetica, etica, contaminazioni e artigianalità”. Coordinati sul palco dalla giornalista Eleonora Cozzella, i relatori si avvicenderanno a coppie, dibattendo sui temi legati alla visione e allo sviluppo del comparto. I relatori daranno vita a talk a due sui temi dell’etica, dell’artigianalità, dell’estetica e delle contaminazioni. Tra i professionisti coinvolti ci saranno: i pasticceri Christine Ferber di Maison Ferber, Patrick Roger di Patrick Roger Maison e Sadaharu Aoki di Patisserie Aoki Paris, gli chef Norbert Niederkofler di Atelier Moessmer, Massimiliano Alajmo de Le Calandre (***) e Davide Oldani del D’O (**), il Direttore Marketing & Head of CSR del Gruppo Prada Lorenzo Bertelli e l’imprenditore Pierpaolo Ruta di Antica Dolceria Bonajuto. I lavori proseguiranno nel pomeriggio con il tema “Guardare oltre - La pasticceria e il contesto competitivo: conoscere i driver del cambiamento per governarli (e non farsi governare)”. In programma speech tecnici di overview tenuti da aziende leader come Deloitte e Futurebrand che anticiperanno il dibattito conclusivo.

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