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Edna: varietà & qualità per un bar da gourmet

Edna
Alta qualità e massima praticità contraddistinguono la ricca offerta, con oltre 700 articoli della gamma di prodotti da forno surgelati e fine food, dell’azienda. Con tante proposte pensate per arricchire e rendere un buffet o la vetrina una vera attrazione

È possibile avere un unico fornitore per soddisfare tutte le esigenze del mondo horeca? La risposta è sì e si trova nell’assortimento di Edna International, con i suoi oltre 700 articoli della gamma surgelati e con articoli fine food per arricchire l’offerta di ogni locale. Presente in tutti i Paesi europei, Edna da sempre dedica grande attenzione al mercato italiano, dove ha creato una vera e propria rete di distributori. Questo significa che è possibile fornirsi da un produttore estero, ma con la competenza e affidabilità di un distributore / grossista operante sul territorio italiano.

Alta qualità, massima praticità

L’azienda ha un occhio particolare per tutti quei prodotti che possono arricchire e rendere un buffet o una vetrina una vera attrazione.  Tantissimi bar per esempio offrono non solo consumazioni veloci, ma permettono anche di usufruire di salette private dove organizzare party, meeting e piccole cerimonie.  Edna ha i prodotti giusti e nella migliore qualità per soddisfare tutte le esigenze del banqueting più sofisticato: dagli amatissimi mini burger colorati (rigorosamente con coloranti naturali), ai mini panini da 25 g, dai gustosi bastoncini di pane fino ad arrivare a delicate palline di latticello.

Inoltre, gli operatori avranno con Edna un valido supporto anche nella preparazione stessa: i prodotti già cotti e soltanto da scongelare saranno preparati in maniera pratica e veloce, ottimizzando tempi e costi.

La giusta proposta per ogni esigenza

Ma vediamo più da vicino le proposte dell’azienda che ha nella qualità la sua missione. Le confezioni miste assortite come Party Burger Mix, 4 varietà e Flying Burger Mix, 4 varietà possono accompagnare un buon aperitivo o prosecco come antipasto o essere parte di un delizioso apericena gustato in un bar in piazza. Il mix in 4 colori corrispondente alle varianti naturale con semi di sesamo, alla barbabietola rossa, al carbone vegetale e ai semi di curcuma, nelle varianti da 30 o 18 g sono ormai un must nell’offerta del fingerfood più di tendenza. Tutto questo fa dei mix il prodotto più venduto in Italia.

Continuando con i mix, è possibile usare un mix con 6 diversi mini panini e creare tanti gustosi mini panini farciti con le migliori specialità? Nel Mini Dip-Mix, 6 varietà troviamo mini panini al chilli, al curry, bastoncini, mini segalini, mini panini al pepe, bocconcini di pane. Pronti in 5 minuti e così variegati da affascinare gli ospiti più esigenti.

Per chi desidera dare un tocco internazionale ci sono i Confetti laugen da 35 g: a seconda del loro topping (sesamo, papavero, semini vari e al naturale) è possibile abbinare una particolare specialità di salumi o formaggi.

Non manca poi la nota dolce, col le gustose palline al latticello da 15 g, solo da scongelare e servire, ricoperte con zucchero a granelli. Possono essere usate anche per creare fantasiosi dessert.

Sanpellegrino ottiene la certificazione B Corp

Sanpellegrino B Corp
Il Gruppo ha ottenuto l'importante certificazione che ne conferma l'impegno verso la sostenibilità e la responsabilità sociale e gli alti standard già raggiunti su entrambi i fronti

Un importante traguardo è stato raggiunto da Sanpellegrino nel suo percorso verso la sostenibilità. Il Gruppo, cui fanno riferimento i brand di acqua minerale S.Pellegrino, Acqua Panna e Levissima, le bibite Sanpellegrino e gli aperitivi, ha ottenuto il riconoscimento di B Corp, status assegnato dal network no-profit B Lab alle realtà che rispettano elevati standard di performance sociale e ambientale, trasparenza e responsabilità.

Il B Impact Assessment (Bia), ovvero il processo di verifica cui vengono sottoposte le aziende, di B Lab misura l'impatto positivo di un'azienda su cinque aree chiave, governance, lavoratori, comunità, ambiente e clienti, e su tutte il Gruppo ha dimostrato di soddisfare gli elevati standard richiesti, entrando così a far parte di una comunità internazionale di oltre 7.500 società guidate da obiettivi che creano benefici per tutti gli stakeholder, non solo per gli azionisti.

L'impegno sul piano sociale

Sul piano sociale, molto apprezzato il programma completo di benefit per i dipendenti implementato da Sanpellegrino, che mostra la determinazione a migliorare il benessere delle persone che lavorano nel Gruppo, contribuendo a un'economia più inclusiva e sostenibile. A questo si aggiunge l'attenzione per le politiche di diversity e inclusione e per le politiche incentrate sulla famiglia, come il congedo per i caregiver, l'offerta di programmi estivi per i figli dei dipendenti e il rimborso delle spese scolastiche, finalizzate all'integrazione tra lavoro e vita privata e al sostegno alle esigenze familiari dei collaboratori.

La riduzione del'impatto ambientale

B Lab ha anche riconosciuto l forte impegno del Gruppo per ridurre l'impatto ambientale delle sue attività. Tra le principali azioni a riguardo, l'utilizzo di mezzi alimentati con carburanti a basse emissioni di carbonio come Lng e bio-Lng, le partnership con fornitori di servizi logistici per ridurre le emissioni di gas a effetto serra o l’utilizzo, insieme al Pet vergine, di Pet riciclato per le bottiglie. L'investimento nei biocarburanti ottenuti dai rifiuti è poi un ulteriore esempio dell’approccio proattivo alla riduzione delle emissioni climalteranti della propria rete logistica.

Inoltre, da quest’anno la flotta Sanpellegrino si è arricchita del primo truck elettrico, un mezzo utilizzato per la distribuzione dei prodotti Levissima, e che ne fanno una delle prime aziende a utilizzare in Italia un camion 100% elettrico per il trasporto pesante, un risultato che può essere preso a esempio da altre realtà in tutti i settori.

«Siamo orgogliosi di essere una Certified B Corp un riconoscimento dell’impegno che portiamo avanti da anni come “force for good” - ha commentato Michel Beneventi, amministratore delegato del Gruppo Sanpellegrino -. Essere B Corp non significa solo essere “una buona azienda”, ma anche impegnarsi costantemente a misurare e migliorare le nostre performance ambientali e sociali».

Arriva Colección Visionaria Edición 01, rum limited edition di Brugal

Foto di Gaia Menchicchi
Distribuito da Velier, è il primo nato della Colección Visionaria, una collezione di distillati ultra premium in edizione limitata, creati utilizzando un'innovativa tecnica di tostatura sviluppata e brevettata dalla storico marchio

È arrivato in Italia Colección Visionaria Edición 01, primo nato di un nuovo progetto a firma Brugal, il marchio di rum ultra premium della Repubblica Dominicana, la cui intera gamma è importata e distribuita in esclusiva da Velier. Il progetto si chiama Colección Visionaria ed è una nuova collezione di rum da meditazione in edizione limitata nei quali la storica azienda, che quest’anno festeggia i suoi primi 135 anni di vita, dà prova del suo approccio visionario alla produzione del distillato, fondendo tradizione e innovazione.

Un'innovativa tecnica di tostatura

Come tutti i rum Brugal, anche quelli di Colección Visionaria sono frutto della distillazione di melassa di canna da zucchero 100% dominicana. La peculiarità sta però nel processo di invecchiamento, o meglio nella peculiare tecnica, protetta da brevetto, utilizzata per la tostatura delle botti e appositamente creata per dare vita a questa collezione. Tecnica che consiste nella tostatura delle botti con l’ausilio di ingredienti naturali che vanno ad arricchire il distillato con i loro aromi organici. Attenzione, però, perché non si tratta di rum aromatizzati, in quanto nessun ingrediente viene mai a contatto con il liquido, ma solo ed esclusivamente con le botti, che poi, come in tutti gli invecchiamenti, ne trasferiscono gli aromi al prodotto finale.

Quelle utilizzate sono selezionate botti vergini di rovere europeo, mentre gli ingredienti utilizzati per la tostatura sono 100% naturali e provenienti solo dal territorio dominicano, che vengono rimossi prima che il rum sia immesso nelle botti tostate.

Questa innovativa tecnica di tostatura sarà utilizzata per ogni versione della collezione, utilizzando per ognuna un diverso ingrediente indigeno dominicano.

Il cacao per il primo nato

Nel caso di Colección Visionaria Edición 01 (alc45% in vol), realizzata, come quelle che seguiranno, dalla maestra ronera Jassil Villanueva Quintana, membra della famiglia Brugal e maestra ronera di quinta generazione, l’ingrediente scelto per infondere le sue proprietà aromatiche al legno sono le fave di cacao, selezionate e raccolte a mano nella Repubblica Dominicana.

Il primo nato si presenta con un colore ambrato, con un aroma di cioccolato caldo, quercia tostata, spezie e agrumi perfettamente bilanciati da note morbide e delicate di vaniglia. Al palato offre sapori di vaniglia con sottili note di caramello, che poi lasciano spazio alla ricchezza del cioccolato fondente e della frutta secca con un tocco di noci tostate. Il finale è morbido e duraturo, con note di quercia tostata. Un distillato di grande eleganza, è da servire liscio o con ghiaccio.

Un pack ricercato

Composta da quattro lotti di rum in totale, destinati a tutto il mondo, la release, come le successive, è imbottigliata in pack che ne sottolineano l’alto posizionamento: bottiglie, ognuna delle quali riporta il numero di lotto sull’etichetta, avvolte in una rete blu navy, omaggio all'iconica rete protettiva di Brugal, sigillate a mano e firmate personalmente dalla maestra ronera.

Atom W di Eureka, velocità e precisione nella dose

Atom W di Eureka
Il nuovo modello di macinacaffè on demand dell’Azienda di Sesto Fiorentino (FI) si rivolge a bar e caffetterie con un nuovo sistema di pesa.

Macinatura rapida e precisione nella dose grazie a un innovativo sistema di pesa nel nuovo macinacaffè on demand Atom W di Eureka 1920. Disponibile nelle versioni con macine piane da 65 e 75 mm in acciaio temperato (disponibili in Titanio, Red Speed e Diamond Inside), grazie alla tecnologia Instant Grinding Weighing, garantisce la precisione della dose, riducendo gli sprechi di caffè e il numero di operazioni del barista. Questa tecnologia è già stata presentata nel corso del World of Coffee lo scorso anno con il modello Mignon Libra, dedicato al segmento domestico ed ora approda nella gamma professionale con Atom W, dove sono preponderanti le prestazioni, la silenziosità e la facilità di utilizzo e impostazione grazie al nuovo display touch. Nella versione con macine da 75 mm è in grado di macinare 6 grammi al secondo.

Compatto (misura mm 180 x 240 x 540H), pesa 11,5 kg, è un grinder silenzioso (rumorosità inferiore a 60 decibel) e realizzato con materiali solidi e robusti, pensati per i consumi intensivi di bar e caffetterie.

È disponibile con campana da 1,2 kg ed anche con la versione bassa trasparente o fumé da 300 gr, con carrozzeria nei colori standard nero opaco, grigio, bianco, rosso ferrari e il colore speciale cromato.

Eureka è il marchio di riferimento dell’azienda fiorentina Conti Valerio, fondata nel 1920, che nel 2022 ha registrato un fatturato di quasi 60 milioni di euro, sostanzialmente triplicato negli ultimi 5 anni. La crescita vertiginosa è il frutto di importanti investimenti in ricerca, di una politica di integrazione della filiera (tra cui la recente acquisizione dell’azienda Italmill, riferimento nelle macine di precisione) e di un approccio commerciale volto a concretizzare lo slogan Your Coffee Experience attraverso un’offerta onnicomprensiva, attenta alle più recenti esigenze del mercato.

Eureka ha registrato una crescita del 10% di fatturato rispetto all’anno precedente con oltre 150mila macinacaffè prodotti e un export del 98%.  L’Azienda di Sesto Fiorentino (FI) investe il 5% del fatturato annuo in ricerca e sviluppo e conta su oltre cento dipendenti diretti, con un'età media delle risorse umane di trentacinque anni.

Sherbeth 2023, vince il gusto “Xocolatl”

Fabio Marasti e Laetitia Joiris si aggiudicano la quindicesima edizione del festival del gelato

Con il gusto "Xocolatl, all'origine del cioccolato" Fabio Marasti e Laetitia Joiris sono i vincitori della quindicesima edizione di Sherbeth 2023. Il gelato proposto è realizzato da massa di cacao artigianale belga. Al secondo posto Alessandro Cesari della gelateria Sablè di Bologna. Terzo posto per Stefano Cecconi, della gelateria Cecconi di Arezzo.

Il gelato vincitore di Sherberth 2023

"Xocolatl, all'origine del cioccolato" è un gelato di massa di cacao artigianale belga, dolcificato con zucchero di cocco, miele e oabika, un particolare concentrato di succo di cacao, prodotto con mucillagine di cacao e speziato con pepe, peperoncino e cannella. Il gelato è stato arricchito con un gel di oabika e cioccolato Oko 73%, prodotto con fave non decorticate, zucchero grezzo e burro di cacao. «È stata un’emozione indescrivibile vincere lo Sherbeth per noi che abbiamo potuto portare qui in Italia la nostra idea di cioccolato – affermano Fabio Marasti, nato in Belgio da genitori romagnoli, e la moglie Laetitia Joiris - Questo festival è conosciutissimo fra i maestri gelatieri di tutta Europa ed ancora una volta dimostra l’importanza del gelato artigianale. Siamo particolarmente contenti anche perché con questo gelato viene premiata anche una scelta ecologia. Utilizzando la mucillagine di cacao, infatti, riduciamo di oltre il 40% gli scarti del prodotto».

Gli altri vincitori

Il "Wild Almond" di Alessandro Cesari è un gelato a base di mandorla di Avola raffinata a pietra, con profumo di limone lattofermentato insaporito con sale e licheni islandesi. Il gusto "La Vita è Bella" di Stefano Cecconi è un gelato alla crema di riso dolcificata con miele millefiori e aromatizzata con scorza d'arancia siciliana e pasta auto-prodotta di mandorla di Avola. La massa di riso è stata prodotta all'interno del laboratorio aretino con acqua, panna fresca, sale e liquore Strega.

Alessandro Cesari e Stefano Cecconi

Le menzioni speciali di Sherbeth 2023

Assegnate, come di consueto, anche le menzioni speciali di Sherbeth Festival. Il premio "Santo Musumeci" per la valorizzazione dei prodotti del territorio va a tre maestri gelatieri: Chiara Soffioti della gelateria "Granitiamo", a Palmi (RC), per il gusto "Radici d'autunno"; Francesca Dassogno della gelateria "Fattoria Dassogno", a Rogeno (LC), per il gusto "Fico di seta" e Silvia Duranti della gelateria "Qualcosa di buono", a Moneglia (GE), per il gusto "Nocciola misto Chiavari". La menzione speciale per l'innovazione, premio "Luca Caviezel" va a Pierpaolo Portogallo della gelateria "David", a Firenze, con il gusto "A Serena". La menzione speciale per il naming e lo storytelling va ad Alessandro Zoli della gelateria "Peace e Cream", a Faenza (RA), con il gusto "Amlou (Da Ba Dee)". Due i vincitori della menzione speciale per la cura dei dettagli. Il premio "Carlo Pozzi", che va a Stefano Cecconi della gelateria Cecconi con il gusto "La Vita è bella" e Alessandro Cesari della gelateria Sablè con il gusto "Wild Almond". Assegnato anche il premio al maestro gelatiere più giovane che per questa edizione di Sherbeth Festival è stato assegnato ad Alessia Palmitessa, di soli 22 anni, della gelateria “Banchini” di Parma. La menzione simpatia va all’assistente Alberto Spada.

Gli altri gusti in gara

Sherbeth è una gara dove un gusto di gelato porta con sé storie da raccontare. Ne è un esempio "Amlou (Da ba de)”, il prodotto realizzato da Alessandro Zoli, maestro gelatiere di Faenza. Ha dedicato questa ricetta agli Eiffel 65, la cui musica ha usato per esorcizzare la paura dopo l'alluvione. Poi c'è il gelato nato durante il Cammino di Santiago, creato dal bolognese Danilo Cinelli. C’è anche la storia eroica della "Latteria del Ringo", la gelateria tutta al femminile di Martina Franca, gestita dalle quattro sorelle D'Arcangelo che hanno portato a Sherbeth il “Latte di Puglia”.

Successo di pubblico allo Sherbeth 2023

Questa edizione ha riaperto le porte al pubblico, che ha potuto assaggiare le creazioni e dettare un po' le preferenze ai produttori. Infatti, tra i gusti più apprezzati ci sono la mandorla, il pistacchio, la vaniglia, la gianduia e il cioccolato. Ma gli avventori che hanno animato in questa tre giorni piazza Castelnuovo hanno potuto provare decine di gusti. Dalla "Festa Patronale" con panna, cotta, miele e mandorla caramellata, per passare al gusto "Caterina de Medici" in omaggio alla città di Firenze: tre semplicissimi ingredienti che rimandano indietro al rinascimento con latte, panna e miele. Molto apprezzata anche la "Stracciatella" con fave di cacao fondente ed estratto al liquore all'erba Luigia. O il "Nettuno" con fior di sale dolce di Cervia, bacca di vaniglia del Madagascar, zest di limone e croccante di mandorla. Presente anche la "Crema antica" con latte, uova, zucchero, panna, bacca di vaniglia e zest di limone. Tra i gusti più particolari c'era anche la "Lavanda pura" a base d'acqua con un infuso di lavanda. Gli amanti del Trentino hanno potuto apprezzare lo "Strudel" in una sua reinterpretazione. Per i più grandi invece, tra i gusti più amati ci sono "Il cioccolato fondente al sale di Marsala" e il "Caffè bianco con salsa di caffè".

Locali su misura e chiavi in mano con Localiarreda

Localiarreda team
il team di Localiarreda. Al centro, Andrea Nonni, fondatore e ceo
L'azienda romana si propone agli imprenditori che vogliono aprire o ristrutturare un’attività nel fuoricasa con un servizio chiavi in mano che va dall’ideazione creativa del concept alla sua realizzazione. Passando per la consulenza food&beverage e la comunicazione

La progettazione di un locale è un’attività complessa e delicata che gioca un ruolo chiave per il successo dell’iniziativa imprenditoriale. È in questa fase che infatti ne vengono definite le caratteristiche con l’obiettivo di dare vita a una struttura esteticamente accattivante e insieme funzionale, capace di garantire comfort al personale e ai clienti. Ma non solo, perché un locale per essere vincente deve avere una sua identità ben precisa e altro compito cruciale della progettazione è di darle espressione concreta, attraverso il disegno dell’architettura e dell’arredamento degli ambienti. In quest’opera è specializzata Localiarreda, fondata a Roma nel 2017 da Andrea Nonni che, dopo una lunga esperienza presso un’altra realtà del settore, ha deciso di mettersi in proprio.

Ua realtà in crescita

Focalizzata sul settore commerciale, con un occhio molto particolare sul mondo del fuoricasa, l’azienda nel volgere di pochi anni si è ritagliata uno spazio importante prima sulla piazza romana e laziale, portano la sua firma, solo per fare qualche esempio, il cocktail bar Ru.De. nel quartiere Centocelle, e il lounge bar Bocca a piazza Bologna, cuore della movida studentesca della Capitale, per poi ampliare il raggio d’azione ad altri territori, in primis Milano, dove ha aperto un ufficio, puntando ad affermarsi come realtà riconosciuta in tutta la Penisola.

Un percorso di crescita che trova riscontro nel fatturato, quadruplicato in questi anni, e che ora supera i 4 milioni di euro, e nell’incremento del personale che ha raggiunto le 13 unità, tra architetti e designer, e composto prevalentemente da donne e giovani.

Dall'idea creativa ala sua realizzazione

«Occuparsi della progettazione di un locale è come essere un regista sul set. Occorre visione, collaborazione e coordinamento di saperi diversi, che coinvolgono il mondo dell’architettura, del design del marketing e della comunicazione, e attenzione ai dettagli – racconta Nonni, che di Localiarreda è anche il ceo -. Ed è con questa filosofia che operiamo sul mercato, proponendoci come una realtà in grado di accompagnare l’imprenditore che vuole aprire o ristrutturare la sua attività in ogni fase di sviluppo del progetto, dalla definizione creativa del concept alla progettazione alla sua realizzazione. Con l’obiettivo di creare locali originali, mai simili, funzionali, che siano attrattivi per il cliente e ognuno con una sua chiara personalità: tutti fattori indispensabili per far sì che il locale possa competere sul mercato».

Partendo da queste promesse, Localiarreda offre un servizio chiavi in mano e su misura per vestire sotto tutti gli aspetti l’idea imprenditoriale. Che comprende lo studio di fattibilità, la scelta della location, la progettazione architettonica, impiantistica e tecnologica, quella degli arredi e degli interni, la loro realizzazione, la direzione lavori, il branding e che si stende fino alla consulenza food & beverage e alla comunicazione, grazie alla rete di partnership instaurate con realtà specializzate in questi ultimi due settori.

È firmata da Vincenzo Mascolo la nuova special edition di Amaro Lucano

Amaro Lucano Mascoli Vincenzo Mascoli
L'artista Vincenzo Mascoli con la special edition Amaro Lucano Mascoli
Nasce dall'estro creativo di uno dei pù importanti artisti italiani contemporanei Amaro Lucano Mascoli, la speciale edizione dello storico Amaro

Un pezzo di storia della liquoristica italiana incontra l’arte. E da questo incontro nasce la nuova special edition di Amaro Lucano: Amaro Lucano Mascoli. La nuova bottiglia è frutto della collaborazione tra il brand e Gruppo Avangart, progetto artistico culturale creato dai due soci fondatori, Nicolò Giovine e Sebastiano Pepe, per sensibilizzare il pubblico verso un nuovo concetto di fruizione dell’arte. Un concetto che vede l’arte come forma diretta di comunicazione e intercomunicazione.

A firmarla è Vincenzo Mascoli, classe 1982, artista poliedrico e tra le personalità contemporanee più influenti e conosciute nel panorama artistico, che vanta numerose personali e collettive in diversi Paesi del mondo e molti riconoscimenti ottenuti per le scenografie create per vari spettacoli teatrali.

Un nuovo abito per la Pacchiana

Nel nuovo packaging, la Pacchiana, la donna rappresentata nel costume tipico della Basilicata e simbolo di Amaro Lucano, presente in comunicazione e sull’etichetta dal 1906, è ancora di più in primo piano. Cambia però i suoi abiti storici per vestirsi con forme e colori smaltati secondo una precisa cifra stilistica che rappresenta il tratto distintivo dell’artista. La tradizione viene invece mantenuta nel logo e nella capsula di chiusura, che conservano i classici tratti distintivi del marchio Amaro Lucano.

Un'esperienza immersiva

La nuova special edition rappresenta in pieno la vocazione di Gruppo Lucano 1894 verso le nuove tendenze, ma sempre conservando la propria identità storica, e nasce per offrire ai consumatori e agli amanti dello storico Amaro un'esperienza immersiva, che parte dalla vista per poi immergersi negli aromi e nel gusto del prodotto. Aromi e gusto, caratterizzati dal perfetto bilanciamento tra il dolce e l’amaro e dalle spiccate note agrumate, frutto della ricetta segreta creata nel 1894 dal cavalier Pasquale Vena e che prevede la sapiente miscelazione di oltre 30 erbe

Amaro Lucano Mascoli, una vera chicca per appassionati e collezionisti, è disponibile nelle-commerce aziendale negli store Lucano a Bari, Matera e all’interno dello spazio espositivo Essenza Lucano di Pisticci.

L’Old Fashioned con Woodford Reserve nei top bar della Penisola

Francesco Spenuso, advocacy manager di Brown Forman, a Casa Romanengo durante la presentazione dell'iniziativa Woodford Reserve
Per tutto il mese di novembre Woodford Reserve sarà protagonista in 16 top bar della Penisola che serviranno un Old Fashioned in versione speciale con profumazioni create ad hoc da Oscar Quagliarini. L'iniziativa presentata a Milano da Vincenzo Spenuso presso Casa Romanengo

L'Old Fashioned Week, marchio registrato da Woodford Reserve, il noto ed elegante Bourbon premium del portafoglio Brown-Forman prodotto a Versailles in Kentucky (la distribuzione è del Gruppo Montenegro), durerà tutto il mese di novembre (dal 4 novembre al 3 dicembre 2023) e coinvolgerà 16 cocktail bar di alto livello distribuiti lungo tutto la Penisola. Tra i locali coinvolti, la "crema" della mixology tricolore come, ad esempio, Rita & Cocktails, Ceresio 7 e Bob a Milano, Dash a Torino, Rasputin e Il Locale a Firenze, Drink Kong a Roma, Porto 51 a Ischia (Na), Laboratorio Folkloristico a Pomigliano d'Arco (Na) e Laurus a Lecce. L'iniziativa è stata presentata in anteprima la scorsa settimana a Milano da Francesco Spenuso, advocacy manager di Brown Forman, presso Casa Romanengo, davanti a una platea di influencer e di rappresentanti dei media. L'operazione consiste nel promuovere Woodford Reserve attraverso il cocktail più iconico che esista quando si parla di Bourbon e cioè l'Old Fashioned (secondo l'ultima classifica stilata da Drinks International è il secondo classic cocktail più venduto al mondo nei top bar, dietro solo al Negroni). I gestori dei locali coinvolti proporranno però un Old Fashioned in formato deluxe, ovviamente preparato con Woodford Reserve e valorizzato da profumazioni ad hoc create in esclusiva da Oscar Quagliarini (partner dell'iniziativa) che verrano vaporizzate sul cocktail. Anche il servizio sarà speciale con tanto di drink list dedicatata (oltre all'Old Fashioned potranno essere proposti dal locale twist o variazioni sul tema) e scenografica campana di vetro in cui verrà posto il drink accompagnato da un cioccolatino della Confetteria Romanengo 1780.

Un cavalierino al tavolo spiegherà ai clienti l'iniziativa insieme a un giornale formato tabloid con il calendario delle serate dedicate a Woodford Reserve. All'interno dei locali non mancheranno, inoltre, locandine dedicate, un pannello a Led con il logo del brand e set up con le bottiglie iconiche del Bourbon in modo da generare attenzione e interesse tra la clientela. Un assaggio dell'iniziativa è stato proposto da Francesco Spenuso durante l'anteprima milanese con una degustazione in purezza di Woodford Reserve insieme a due cocktail: la ricetta classica dell'Old Fashioned (6 cl Woodford Reserve, 1,5 cl sciroppo di zucchero, 3 gocce di Angostura Bitter) e un twist all'aroma di cioccolato battezzato Ciok Fashioned (6 cl Woodford Reserve, 1 cl sciroppo ai fiori d'arancio Romanengo, 4 gocce di Chocolate Bitters).

 

 

Rhinoceros e l’accusa di neo-colonialismo: la risposta di Matteo Zed

Rhinoceros matteo Zed
La presentazione al pubblico della nuova drink list ideata da Matteo Zed per la terrazza Rhinoceros a Roma, a tema Safari, ha innescato una serie di polemiche sul modo di interpretarla. È vero che siamo in tempi di cancel culture, ma davvero basta una sahariana per pensare al colonialismo?

Una drink list a tema Africa, sahariane con tanto di elmetto per divisa dello staff, la notizia che trapela sull’intenzione di appellare i cocktail con nomi di tribù africane (saggiamente abbandonata a vantaggio dei Paesi che ospitano le riserve dei rinoceronti). Shakerare, aggiungere un drop di cancel culture, tanto di moda di questi tempi, e la polemica sulla nuova cocktail list del Rhinoceros è fatta.

Polemica innescata nuovamente dal Gambero Rosso, come già fu qualche mese fa per la riapertura dello storico Caffè Giacosa di Firenze (qui l’articolo con la risposta del Gruppo Valenza) e prima ancora su Niko Romito e l’offerta del ristorante Bulgari a Roma. Ne abbiamo parlato con Matteo "Zed" Zamberlan, il navigato bar manager che già guidava il bancone del The Court della medesima proprietà, il gruppo Manfredi Fine Hotels Collection, e al quale è stato chiesto di occuparsi anche del Rhinoceros Bar, il lounge bar con vista, in cima alla Fondazione Rhinoceros, il palazzo dell’arte di Alda Fendi.

Riavvolgiamo un attimo il nastro, che cosa è successo?

Come sapete, il Rhinoceros Bar era stato inaugurato a maggio (qui l’articolo che racconta l’evento, ndr), ma dell’apertura non mi ero occupato io. Dopo l’estate, per dare maggior risalto al bar, la proprietà del The Court, con cui collaboro già dal 2019, mi ha affidato anche la gestione del Rhinoceros. Sono quindi intervenuto sulla bottigliera, sulla squadra e sulla cocktail list, pensandone una nuova, i cui contenuti sono stati condivisi con la proprietà.

Quale è stata l’ispirazione?

Tutto parte dal rinoceronte che dà il nome allo spazio, voluto da Alda Fendi come simbolo del progetto. Inoltre, sono reduce da un recente viaggio in Africa, anzi un safari. L’accostamento rinoceronte-Africa-safari è venuto spontaneo, ma ovviamente stiamo parlando di esplorazione, scoperta, viaggio. Nessuna intenzione aggressiva o riferimento al colonialismo, come ha insinuato il Gambero Rosso. Al massimo un omaggio al libro Cocktail safari del nostro amico Stefano Nincevich (ed. Tecniche Nuove, ndr), dal quale confesso di aver mutuato anche l’idea delle divise che vedete nelle foto di presentazione, ma che non sono quelle di tutti i giorni, per quello ci sarà una più semplice sahariana.

A proposito, come è entrato nella faccenda il Gambero?

Il nostro ufficio stampa era in ballo con loro per un’anteprima. È vero che sono loro che ci hanno consigliato di rinunciare a chiamare i cocktail con i nomi delle tribù e abbiamo accettato il suggerimento, ma per noi era finita lì. Stavamo continuando a lavorare per l’opening con giornalisti e influencer, che è avvenuta lo scorso 26 ottobre, e a mettere a punto la proposta. Poi qualche giorno dopo un articolo che ci tacciava di neo-colonialismo e razzismo.

Il primo pensiero quando l’avete letto?

Che erano fuori strada, ma anche che se parlano male di noi, così come hanno fatto in precedenza colpendo big come Niko Romito, evidentemente contiamo qualcosa.

In pratica “bene o male, purché se ne parli”.

Se vogliamo leggerla così… la cosa più importante sono i numeri, il sabato dopo la presentazione il locale era pieno.

Parlando del progetto, come lo vogliamo descrivere?

La drink list si chiama Safari Cocktail Book, è suddivisa in tre sezioni denominate Tanzania, Zimbabwe e Namibia, da cinque cocktail ciascuna. Di queste, una è dedicata ai mocktail, perché lo zero alcol è un tema a cui tengo molto. Ci sono alcuni ingredienti tipici dell’Africa, come il dattero, ma non c’è esclusivamente quello: uno perché sarebbe stato limitante e a me piace dare più possibilità di scelta al cliente, due perché non siamo un African bar, ma si tratta solo di un’ispirazione, di un tema, che peraltro è ancora un work in progress, che nelle prossime settimane si arricchirà di nuovi elementi.

Senigallia, Pozzo Blend The Corner raddoppia

Nella città ad alto interesse enograstonomico il pastry chef Matteo Cecchini e sua moglie Allegra replicano il format dedicato all’alta pasticceria

Senigallia nel corso degli anni è diventata la capitale dei gourmet in Italia grazie ai suoi rinomati ristoranti stellati ed ai suoi grandi Chef, tra cui Mauro Uliassi e Moreno Cedroni, ed alle sue gelaterie, panetterie e pasticcerie. Tra queste ultime c'è l'insegna Pozzo Blend The Corner, che ha deciso di raddoppiare. Il 19 ottobre ha inaugurato un nuovo punto vendita in Via Rovereto 26, in zona Saline.

Il progetto Pozzo Blend The Corner

Pozzo Blend The Corner è il progetto creato dal pastry chef Matteo Cecchini e sua moglie Allegra. Due anni dopo l'inaugurazione in via Gorizia, la coppia ha deciso di replicare il format, riprendendo layout, dimensioni e concept e spostandoli in zona Saline. «Ci rivolgiamo a un pubblico che ama fare colazione con prodotti di qualità, artigianali al 100% e sempre innovativi - spiega il Pastry Chef Matteo Cecchini - Le nostre torte, i nostri biscotti e le nostre monoporzioni sono, inoltre, sempre accompagnate da bevande ricercate».

L'offerta di Pozzo Blend The Corner

Pozzo Blend propone dai croissant alle brioche, poi veneziane, i maritozzi declinati in 4 gusti e numerose torte da forno per colazioni e merende. Tutti i prodotti si caratterizzano per l'attenzione alle materie prime, prediligendo quelle del territorio, per garantire la massima freschezza, fedeli alla stagionalità.

In laboratorio, grazie alla creatività e passione di Cecchini e del suo staff, nascono mignon, monoporzioni, torte classiche e moderne per tutte le occasioni, personalizzabili nei gusti e nelle dimensioni. Non manca la produzione di panettoni e colombe. Completano l'offerta i prodotti salati per gli altri momenti della giornata. Inoltre, da Pozzo Blend è possibile trovare tante idee regalo, tra cui tazze, cancelleria, oggettistica.

Sgrappa ovvero come ti trasformo il distillato italiano

SGRAPPA Espresso (S)martini e Caffè (S)corretto_02
Distillato rivisto e (s)corretto, Sgrappa si propone con un'immagine dissacrante e anticonvenzionale. Opera del vulcanico Paolo Dalla Mora, dell'imprenditore Charley Vezza e dell'artista Maurizio Cattelan.

Zang tumb tumb. Mi è venute alla mente questa citazione futurista di Filippo Tommaso Marinetti, partecipando al lancio del nuovo prodotto Sgrappa, creato da quel vulcano di idee (e iniziative) Paolo Dalla Mora che ha creato, tra l'altro, un successo come Engine Gin in lattina tipo olio motore.

Irriverente, libera, anticonvenzionale, nata con l'obiettivo di rilanciare in una nuova chiave la Grappa, distillato simbolo della convivialità italiana nel mondo. A partire dalla grafica bianoconera scelta per il marchio e il materiale promozionale (con richiami Art Dèco e Lliberty) alla bottiglia in vetro chiaro da 70 cl dentro la quale svetta il gesto inequivocabilmente volgare (dito medio alzato) fatto diventare "artistico" da Maurizio Cattelan.

Prodotta artigianalmente in Piemonte da vinacce rosse, Sgrappa risulta un distillato morbido e aromatico, di grande pulizia al palato, di 43° alcolici.

Ma raggiunge la sua massima espressione quando viene miscelata con ingredienti "forti", a cominciare con il caffè espresso, ma anche come variante di Negroni, Paloma, Sour.

Ecco allora una serie di drink tutti da provare come Espresso (S)martini e Caffè (S)corretto, per i quali Sgrappa diventa una sorta di turbo a tutto gusto.

«La drink strategy di Sgrappa punta a esaltare le qualità del prodotto, ma al contempo si pone come un racconto intorno a una visione del brand fortemente legata ai valori del Made in Italy e del buon vivere - racconta Paolo Dalla Mora, co-fondatore di Sgrappa insieme all'imprenditore Charley Vezza e all'artista Maurizio Cattelan. Con Espresso (S)martini puntiamo a portare Sgrappa nel momento dell’aperitivo, sostituendo la vodka con la grappa in uno dei più famosi cocktail a livello mondiale, mentre il Caffè (S)corretto si pone come una esaltazione della tradizione del dopo pasto italiano, riportando in auge il rito del caffè corretto. Con Sgrappa tendiamo con ironia la mano – e non solo il dito! – ai piccoli e ai grandi produttori di grappa italiani, con l’intento di far conoscere e apprezzare a livello internazionale il nostro distillato più classico, sulla scia di esempi come Pisco, Tequila e Mezcal».

I nuovi signature drink sono stati presentati con un recente evento di lancio a La Belle Aurore, bar bistrot milanese dal fascino francese Anni Trenta, con l'attenta regia del bartender e brand ambassador Leonardo "Leo" Todisco.

Insieme ai fondatori di Sgrappa Paolo Dalla Mora e Charley Vezza, hanno partecipato una serie di divertenti personaggi, a volte anche border line, come Francesco Mandelli, Ciro Priello e Aurora Leone dei The Jackal, e amici del brand tra cui Giovanni Caccamo, Yuri Ancarani, Lady Tarin, Antonio Colomboni, Eros Galbiati, Marco Maccarini, Jody Cecchetto, Adua Del Vesco e Andrea Zenga, Sara Goldschmied e Eleonora Chiari del duo Goldschmied&Chiari, e Paride Vitale. Special performance della serata il live degli Shazami, il divertente duo indie rock fondato da Francesco Mandelli e Federico Russo.

Una campagna digital sopra le righe (online sui canali social del brand fino ad aprile 2024) racconta i nuovi drink e il mondo sfacciato di Sgrappa con una serie di divertenti pillole social che vedono protagonisti alcuni dei nomi più dissacranti della comicità italiana: il duo de I Soliti Idioti formato da Francesco Mandelli e Fabrizio Biggio, il gruppo napoletano The Jackal rappresentato in questa occasione da Ciro Priello, Aurora Leone e Gianluca Fru, e il progetto social Il Milanese Imbruttito, rappresentato in questa occasione dall’attrice, comica e imitatrice Brenda Lodigiani ne i panni de L’Imbruttita.

«Sgrappa vuol essere unconventional sotto ogni aspetto, anche nella comunicazione - continua Paolo Dalla Mora - ed è stato quindi naturale coinvolgere nella nostra prima campagna personaggi con cui condividiamo lo stesso spirito sarcastico, a tratti cinico, a volte inopportuno».

Nei primi due sketch della campagna, I Soliti Idioti vestono i panni del politicamente scorretto Ruggero De Ceglie e dell’ingenuo figlio Gianluca: nella cornice di un locale storico dal sapore retrò con la sfacciataggine che li contraddistingue, invitano a lasciarsi sorprendere da Sgrappa e dai nuovi sapori dell’Espresso (S)martini e del Caffè (S)corretto.

SGRAPPA La campagna digital con I Soliti Idioti

Distribuita in Italia in esclusiva da Velier dal 1947 specializzata nell’importazione e nella distribuzione di liquori e distillati , Sgrappa è presente nei migliori cocktail bar, enoteche e ristoranti italiani, anche acquistabile online su www.sgrappa.com.

Sabatini Gin Venezuela sviluppa delicati aromi di cacao

Sabatini Gin Venezuela con il bicchiere da degustazione Double Old Fashioned della vetreria d'arte Arnolfo di Cambio
Non un semplice gin al cioccolato, ma un distillato che aggiunge alle sue tradizionali nove botaniche toscane, un decimo elemento come i gusci delle fave di cacao messe in infusione.

Non poteva essere che la sede della Fondazione Prada ad ospitare la presentazione di Sabatini Gin Venezuela, nuova edizione limitata della gamma del noto London Dry Gin nato nel 2015 utilizzando solo nove botaniche toscane.

Ginepro, coriandolo, iris fiorentino, finocchio selvatico, lavanda, foglie di olivo, timo, lemon verbena e salvia provengono infatti da piante raccolte nelle proprietà della famiglia Sabatini a Teccognano, alle porte di Cortona, (Arezzo), mentre il ginepro, rinomato per la sua qualità eccellente, è raccolto in altre zone della regione.

Tra le più importanti holding del lusso italiano (dalla moda alla pelletteria ai profumi), Prada ha infatti tenuto a battesimo la nuova creatura di Enrico Sabatini che, grazie alle sue passate esperienze in case dolciarie internazionali, insieme con il master distiller Charles Maxwell di Thames Distiillers, ha messo a punto non un semplice e banale gin al cioccolato, ma un originale distillato nel quale i gusci delle pregiate fave di cacao del Venezuela vengono messi in infusione per essere quindi "passati" in alambicco, come una vera e propria decima botanica.

Sabatini Gin Venezuela si presenta così con un tenue colore ambrato, dal gusto più morbido, nel quale i delicati profumi delle fave di cacao si uniscono piacevolmente a quelle floreali, erbacee e balsamiche delle altre botaniche (41,5° alc). Per sottolinearne l'aroma utilizzato, ll vetro chiaro della classica bottiglia da 70 cl è stata leggermente affumicato.

«In verità non vi era una vera e propria idea di lanciare una Limited Edition - precisa Enrico Sabatini, founder e general manager dell’azienda - infatti il progetto è nato un po’ per caso, e perlopiù grazie alla mia passione per il cacao. Quando Charles ci ha inviato la prima prova di distillazione e abbiamo assaggiato il gin in famiglia, siamo rimasti tutti colpiti dal bilanciamento e dagli aromi, e abbiamo deciso di produrlo in serie limitata per condividerlo con gli altri amanti di Sabatini Gin».

Tenuta al sesto piano della Torre della Fondazione Prada (nei pressi dell'ex scalo ferroviario milanese di Porta Romana), la degustazione di Sabatini Gin Venezuela è stata tenuta da Mattia Lotti, giovane capobarman e brand ambassador Sabatini che, con la preparazione di una serie di cocktail in tema, ha dato dimostrazione anche delle capacità mixability del nuovo distillato.

Per la degustazione sono stati impiegati i bicchieri di cristallo Double Old Fashioned (design Joe Colombo) a stelo asimmetrico della premiata vetreria d'arte Arnolfo di Cambio di Colle Val d'Elsa (Siena), presentati dallo stesso titolare Gabriele Bagnasacco.

Cacao & Tonic
Ingredienti
50 ml Sabatini Gin Venezuela
top di acqua tonica
zest di arancia
Preparazione
Direttamente nerl tumbler alto su cubetti di ghiaccio.

Feliz Navidad
Ingredienti
50 ml Sabatini Gin Venezuela
25 ml cordiale uvetta e cannella home made
top ginger ale
Preparazione
Direttamente nel tumbler alto su cubetti di ghiaccio, guarnire con fetta di mela disidratata.

Hazel Negroni
40 ml Sabatini Gin Venezuela
30 ml Bitter
15 ml Vermouth
15 ml liquore alla nocciola
Preparazione
Direttamente nel tumbler basso con ghiaccio, guarnire con una scorza di arancia.

Espresso Bliss
Ingredienti
45 ml Sabatini Gin Venezuela
15 ml liquore al cioccolato bianco
30 ml caffè espresso
7,5 ml sciroppo di zucchero
Preparazione
Mixing glass, con ghiaccio, versare in coppetta, guarnire con chicchi di caffè.

Alejandro
Ingredienti
30 ml Sabatini Gin Venezuela
22,5 ml liquore alle castagne
7,5 ml liquore al cioccolato bianco
45 ml panna vegetale
Preparazione
Shaker, agitare, versare in coppetta, guarnire con polvere di cacao.

 

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