Per un giorno Bargiornale si è messo alla guida della macchina del tempo ed è tornato indietro di qualche secolo, precisamente al 1698, anno di fondazione di Berry Bros. & Rudd, il mercante di vini e distillati più antico del Regno Unito. Entrare nello storico negozio al numero 3 in St. James Street a Londra, posizionato proprio davanti a St. James’s Palace, quella che una volta era la residenza ufficiale della corte reale, è come fare un tuffo nel passato: tutto o quasi è rimasto come ai tempi di re Giorgio III, uno dei primi clienti della fondatrice, la vedova Bourne. Da allora, i royal warrant della casa reale britannica non sono infatti mai mancati sulle etichette delle bottiglie dell'azienda commerciale londinese che da sette generazioni (nel tempo l’azienda è sempre rimasta controllata dalle famiglie dei fondatori originali) seleziona i migliori vini, soprattutto francesi, e le migliori botti da tutto il mondo per offrire release o selezioni di malti o di altri distillati che sono ricercatissime per la loro elevata qualità. Insomma, per essere sintetici, da Berry Bros. & Rudd tutto è di livello premium.
Un gin che vuole rimanere fedele a se stesso
Tuttavia, non bisogna pensare a una realtà rimasta imbrigliata in un passato glorioso ma ormai lontano. Berry Bros. & Rudd è un'azienda moderna con uffici a Hong Kong, Singapore, Tokyo, due principali negozi moderni limitrofi a quello storico (il The Wine Shop a Pall Mall e il The Spirits Shop al n. 1 di St James Street) e un giro d’affari che si aggira intorno ai 254 milioni di sterline. Nel 2008, ha progettato e lanciato sul mercato mondiale un proprio brand di London Dry Gin, il No. 3 Gin che è distribuito in Italia da Pallini. La società londinese non è nuova a questo tipo di operazioni: nel 1923 Francis Berry e Harry Rudd, proprio dagli uffici di St. James Street al 3, misero le basi per la creazione del whisky Cutty Sark, un blended che, ai tempi, rivoluzionò il mercato dei malti. «Anche il No. 3 Gin nasce con l’ambizione di stabilire un nuovo standard qualitativo - ci ha spiegato Gabriele Sasnanukaite, UK brand ambassador del distillato - con una composizione tradizionale e innovativa allo stesso tempo. Il bouquet botanico è composto da cinque ingredienti, tutti provenienti da diverse parti del globo: il ginepro dall’Italia, il coriandolo dalla Bulgaria, la radice di angelica dalla Polonia, le bucce di arancia dalla Spagna, le bucce di pompelmo dall’Uruguay e il cardamomo dal Guatemala. Le botaniche vengono messe in infusione per più di 16 ore per ottenere un sapore delicato e autentico, mentre distillazione è affidata a un vero e proprio specialista, l’antica distilleria olandese Royal de Kuyper Distillers». Un gin classico che oltre ad avere vinto numerosi premi (4 volte World’s Best Gin all’International Spirits Challenge) è stato adottato da alcuni dei più noti bartender della scena londinese come, ad esempio, Alessandro Palazzi del Dukes Bar a Mayfair. E che, nonostante il successo, vuole rimanere fedele a se stesso.
King's Ginger, un liquore allo zenzero da scoprire
«Non abbiamo intenzione di creare aromatizzazioni particolari o declinare nuove formule botaniche alternative a quella originale - ha precisato la brand ambassador - il No. 3 Gin è uno e uno solo. Attualmente lo stiamo promuovendolo come base per cocktail beverini e ideali per un aperitivo. Ad esempio, un classic cocktail come French 75 in abbinamento a Champagne, succo di limone e sciroppo di zucchero o un St. James’s Spritz in combinazione a vino frizzante e cordiale di fiori di sambuco». L’unica concessione è avvenuta sul fronte dei mix in bottiglia con il lancio di due ready-to-drink a base di No. 3 Gin: il Gimlet, creato in collaborazione con l’Artesian Bar di Londra, e il Vesper Martini, frutto della partnership con Alessandro Palazzi. Ultima annotazione, prima di risalire sulla macchina del tempo, ci siamo concessi un bicchiere della staffa, sempre nella sede storica di Berry Bros. & Rudd con un altro prodotto della casa, il King’s Ginger. Un liquore, anch'esso distribuito da Pallini, originariamente commissionato dal re Edoardo VII nel 1903, che prevede la macerazione dello zenzero in alcol. Il liquore è arricchito da olio essenziale di agrumi, che gli conferisce una nota fresca. Perfetto "on the rocks", ma può essere gustato anche in cocktail o long drink. Da scoprire.



Per Tittoni, vincitore della tappa romana, il premio è un tour in Germania, con visita alla distilleria di Elephant a Wittenburg e il pass per accedere alla finalissima del concorso, che si terrà il 18 novembre alla 



La Martinez ha avuto la meglio sugli altri nove partecipanti - cinque ragazzi e quattro ragazze - arrivati alla fase finale della selezione italiana disputata lo scorso lunedì 27 maggio all’Amaro Bar dell’Hotel Villa Agrippina Gran Meliá di Roma. L’ispirazione per il cocktail vincente Giusy Martinez l’ha trovata partendo da un classico “antipasto all’italiana” come la bruschetta al pomodoro. «Da Mistura Cocktail Bar - racconta la vincitrice - è semplicemente un must. Noi diciamo sempre che la prima volta si viene per i drink ma poi per la bruschetta». Il suo drink è anche un concentrato di Vitamina C, qualcosa che nella ricetta classica del Gimlet - drink sul quale i partecipanti alla competizione dovevano lavorare creando la loro ricetta originale e moderna - è fondamentale. Il Gimlet nasce infatti come medicamento liquido che i marinai inglesi della Royal Navy bevevano per combattere lo scorbuto ed era realizzato appunto con gin e una fonte di Vitamina C come il succo di lime.
Nella ricetta di Giusy Martinez non c’è solo il pomodoro ma anche il pane tostato; il pomodoro, estratto come acqua e inserito nel drink, si ritrova anche all’interno del cioccolatino a forma di pomodorino che fa da garnish in una logica zero-waste. «Il drink di Giusy era eccezionale - ha detto Federica Borghi, marketing manager di Pallini e giudice della gara - perché c’era un’armonia di sapori che sulla carta non si sarebbe mai immaginata. Ci ha colpito questo, insieme all’attenzione alla sostenibilità, per cui quello che era avanzato dalla preparazione del cordiale al pomodoro, cioè la polpa, è stato usato per fare il ripieno del cioccolatino servito come garnish».
Una sfida combattuta fino all’ultima coppetta, che i quattro giudici (Veronica Costantino, brand ambassador di No. 3 Gin, Federico Ricci, bar manager dell’Amaro bar dell’hotel Villa Agrippina Gran Meliá, Fabio Bacchi e Federica Borghi di Pallini) hanno fatto vincere a Giusy Martinez, dopo uno spareggio con Eleonora Balzano, barman di Giano Bistrot a Roma, che ha presentato un drink elegante a base di alchechengi. Prova finale per lo spareggio: preparare tre Gimlet classici in due minuti cronometrati, parlando di No. 3 Gin in inglese, lingua nella quale si disputerà la finale mondiale di settembre.




Inaugurazione in grande stile con l’opening party di giovedì 23 maggio, una serata resa speciale dal concerto del violinista italiano conosciuto in tutto il mondo Andrea Casta, che durante la cena spettacolo ha passeggiato tra i tavoli suonando in un’atmosfera magica e ipnotica i brani che lo hanno reso famoso nel panorama internazionale. Ma la stagione di The House Of Peroni Nastro Azzurro a Roma prevede un ricco calendario di appuntamenti con ospiti internazionali, comprese le serate con cene spettacolo e musica dal vivo, le Pna Nights, e arriva fino al mese di ottobre. Fra queste Pna Nights segnaliamo giovedì 30 maggio Liano Viko; giovedì 6 giugno la romana Carolina Rei; giovedì 13 giugno l’icona del karaoke italiano anni ’80 Jerry Calà; giovedì 20 giugno Frankie Mikeli; giovedì 27 giugno i Nastri d’argento del festival del cinema.




