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Tre scatenate barlady ghanesi in tour al Moebius di Milano

Le tre barlady ghanesi Cookie, Asher e Kamsi con lo staff del Moebius
Miscelazione a ritmo di musica afro-jazz per l'esibizione delle tre barlady venute dal Ghana in visita al Moebius di Milano.

Grande locale su due livelli nei pressi della Stazione Centrale di Milano, Moebius Tapa Bistro & Restaurant si conferma un crocevia della mixability internazionale. Locale ispirato alle atmosfere fantascientifiche del più creativo disegnatore francese di fumetti (come Métal Hurlant), Jean Giraud in arte Moebius.

Grazie alla sponsorizzazione Campari, insieme al lavoro del titolare Lorenzo Querci e del bar manager Giovanni Allario, da diversi mesi infatti ospita bartender e barlady dei migliori cocktail bar di tutto il mondo provenienti da Canada, Australia, Portogallo, Perù, Giappone e Argentina.
Grazie al patrocinio di Chris Beaney, Sobest Academy Chair Africa West, di recente è stata la volta dei tre migliori locali di Accra, capitale del Ghana, stato indipendente che si affaccia sulla costa occidentale del Golfo di Guinea.
Colonia inglese fino al 1967 con il nome di Costa d'Oro, il Paese è tra i più evoluti e ricchi di risorse naturali del continente africano, potendo contare su una forte produzione di cacao, oro, legname e caffè, oltre che su vasti giacimenti di petrolio.

Di scena sul lungo bancone da 10 metri del Moebius, le tre scatenate barlady Cookie de La Borracha Mexican Restaurant, Asher de Sol Lounge Bar e Kamsi del Bar Restaurant Number Nineteen No.19 hanno dato vita a una giocosa serata a colpi di shaker, ballando allo stesso tempo sulle basi musicali afro-jazz miscelate dal dj ghanese Fui Selormey (@fuidogg).

Le tra barlady hanno proposto una ricca drink list composta da rivisitazione di classici a base di Tequila, Mezcal, Rhum e Gin, unitamente a ingredienti come frutta tropicale africana. Abbinamenti gastronomici a cura del resident chef Enrico Croatti, come le tapas di fette di sedano rapa farcite al tonno. Ecco gli ingredienti dei drink più interessanti.

Black Star Martini
Tributo a Douglas Ankrah, indimenticato bartender ghanese con esperienze londinesi al Townhouse, creatore di un successo internazionale come PornStar Martini con 5 cl vodka alla vaniglia, 1,5 cl liquore al frutto della passione, 3 cl polpa di frutto della passione, 2,5 cl sciroppo di vaniglia, guarnito con mezzo frutta della passione, abbinato a uno shot di Champagne.
Ingredienti: Bulldog London Dry Gin, succo del frutto della passione, Campari, succo di lime e Prosecco, servire in coppa grande.

Akwantuo 4539 (viaggio)
Ingredienti: Skyy Vodka, succo di fragola, Parmigiano Reggiano, Campari, Prosecco, servire in calice basso su cubo di ghiaccio, guarnire guarnire con foglia di basilico.

Kokoo
Ingredienti: Mezcal Montelobos, Tequila Espolàn Reposado, Sobolo Spiced Hibiscus Drink, Liquore Cassis, succo di lime, servire in tumbler basso con cubetti di ghiaccio, decorare con foglie di ibisco.

 

Beer Festival, spillatura, giochi e masterclass sotto il sole di Puglia

Brindisi birrario a Beer Festival di Modugno
Oltre 380 punti vendita e più di mille operatori di settore coinvolti hanno potuto degustare oltre 350 referenze birrarie ma non solo. Questi i risultati che hanno caratterizzato il grande evento Beer Festival, organizzato a Modugno (Bari) nell'azienda di distribuzione bevande e food Cippone & Di Bitetto e della scuola di formazione professionale AD Horeca.

L'azienda di distribuzione food & beverage Cippone & Di Bitetto e la scuola di formazione AD Horeca sono le facce della stessa medaglia che fa della città di Modugno, nei pressi di Bari, una realtà unica a livello nazionale (ma non solo).

L'aspetto commerciale è stato infatti legato alla promozione di una formazione continua per gestori e operatori di settore a tutti i livelli. Queste due realtà avevano quindi tutte le carte in regola per organizzare un originale Beer Festival (21-22 maggio), una due giorni caratterizzati da stand di fornitori di settore, masterclass di approfondimento speciale, una Draught Master per spillatori, oltre a momenti di degustazione di bevande (a cominciare dalle birre) e food pairing, insieme con momenti di gioco crazy game (beer pong) e calciobalilla.

L'evento è stato organizzato all'interno della grande struttura che ospita le due suddette aziende, Cippone & Di Bitetto e AD Horeca, con l'allestimento nel cortile di un ampio Beer Garden con un centinaio di posti a sedere, dai tavolini, alle panche, alle sedia a sdraio con ombrelloni, a stand aziendali e alla grande padiglione di oltre 200 mq, alla cui ombra sono state allestiti ben 60 punti di spillatura di 35 birrifici, grandi e piccoli, italiani ed europei.

 

Oltre al padiglione delle 60 spine di birra, i due chioschi più frequentati sono stati quello beverage di The Perfect Cocktail e quello food di Assassina.

The Perfect Cocktail è il nome di una start up del 2000 creata dall'esuberante ed eclettico Gianni Merenda alias Johnny Snack, bartender e dee jay, per produrre le 12 più diffuse ricette cocktail Iba (più 5 referenze mocktail 0% alcol) in vari formati ready to drink per consumo indoor e outdoor: busta monodose da 100 ml, bottiglie in vetro monodose da 100 cl (Americano, Espresso Martini, Negroni), bog in box con rubinetto da 1,5 litri (per preparare 15 cocktail) e da 3 litri (per 30 cocktail), anche in fusti keg per station di servizio da banco o per station più grandi montate su rotelle. Formati ideali per locali a grande rotazione di prodotto o per party privati, aziendali, compresi i grandi concerti (ultima presenza al concerto degli AC/DC a Campovolo di Reggio Emilia).
Made in Italy, gli ingredienti sono stati accuratamente selezionati per la loro qualità premium e lavorati con procedimenti brevettati, consentendo alla società di raggiungere una capacità produttiva di centomila pezzi al giorno e un fatturato che sta arrivando al milione di euro. The Perfect Cocktail è già presente nel mercato europeo e nordamericano, grazie anche al lavoro del ceo e cofondatore Max Razionale e dell'ad Barbara Razionale.

Il chiosco Assassina ha proposto gli Spaghetti all'Assassina, un piatto nato nel centro di Bari nel 1967 e diventato in questi anni un must di successo della ristorazione pugliese. Invece che bolliti in acqua, gli spaghetti sono "risottati" direttamente in una padella di ferro nel concentrato di pomodoro, con aggiunta di aglio, pizzico di zucchero e peperoncino fresco a piacere. Gli spaghetti risultano così croccanti e sbruciacchiati e, se si esagera con il peperoncino piccante, veramente "assassini".

Spaghetti all'Assassina in padella di ferro

All'interno degli spazi della scuola di formazione, nelle numerose stanze e corridoi sono stati allestiti una serie di corner aziendali che hanno offerto degustazioni e abbinamenti food a oltre un migliaio di visitatori professionali arrivati anche da fuori regione.
Tra gli altri, segnaliamo i corner di Latticini Gioiella, specialità gastronomiche Demetra Food, i birrifici Baladin, Forst, Ceres, Bitburger Braugruppe, Amarcord, Raffo (Birra Peroni), oltre alle aziende di bevande Coca-Cola Italia Hbc, Galvanina, The Perfect Cocktail (alla spina e monodose).

Non potevano mancare momenti informativi e formativi masterclass con la partecipazione del titolare del Birrificio Baladin, Teo Musso, autore di un vero e proprio caso aziendale italiano. A seguire la masterclass Guinness a cura del suo brand ambassador Nicolò Sanson sull'importanza di una corretta assistenza tecnica per gli impianti di spillatura. Inoltre il titolare della scuola AD Horeca, Michele Scutari, insieme con il trainer Rosario Piergianni e il fondatore di Birra&Sound, Luca Gennaro, hanno tracciato le tendenze del settore con l'evento Beer To The Future.

Il caso Baladin, la Beer Revolution è italiana

Fondato da Teo Musso come semplice brewpub nel 1996 a Piozzo (Cuneo), in questi anni il progetto Baladin è cresciuto in modo esponenziale, diventando un esempio imprenditoriale internazionale, arrivando a produrre oltre 26mila hl con due impianti produttivi (Piozzo-Cn e Comun Nuovo-BG) per oltre 40 birre alla spina e in bottiglia, aprendo una catena di locali Open Baladin in tutta Italia, con un fatturato 2022 di oltre 16 milioni di euro, con 3mila clienti horeca, raggiungendo 47 Paesi del mondo.
Inoltre Teo Musso è riuscito a creare una filiera produttiva agricola tutta italiana, dall'orzo al luppolo, valorizzando le materia prime di territorio per le aromatizzazioni, dall'arancia siciliana al limone calabro, alla liquirizia e al luppolo emiliano. Ha così costituito Open Hub, il primo birrificio che mette in comune ricette e produzione con altre birrerie artigianali come Ritual Lab Brewery (Formello, Roma), Microbirrificio Opperbacco (Notaresco, Teramo), Fabbrica della Birra Perugia 1875 (Torgiano, Perugia).
L'ultima coraggiosa iniziativa è stata di recente la creazione di Beer Revolution, operazione finanziara di crowdfunding (raccolta fondi sul mercato) creando una comunità di oltre 2mila investitori e raccogliendo oltre 5 milioni di euro per espandere le attività Baladin.

Draught Master edizione Beer Festival 2024

Alcuni ospiti (24) infine sono stati sollecitati a partecipare alla prevista Draught Master per dar prova della rispettiva capacità professionale nel campo di una corretta spillatura, diversa per luogo di origine delle birre. Conoscere l'arte della spillatura infatti è fondamentale per un operatore perché, se non vengono rispettate le singole regole, si rischia di alterare il gusto della birra e di confondere i clienti. Queste le regole base.
Spillatura alla tedesca in tre tempi: spillatura della birra nel bicchiere posto inizialmente a 45° quindi lentamente raddrizzato; attendere un paio di minuti affinché la schiuma si compatti, dando un colpetto finale dal rubinetto; attendere circa un minuto per dare il terzo colpetto di rubinetto per formare il necessario cappello (compatto) di schiuma.
Spillatura alla belga in un tempo: riempimento del bicchiere (sempre a 45°); taglio del cappello di schiuma in eccesso con lavaggio del bicchiere esterno nel lavello.
Spillatura all'inglese in un tempo: essendo le birre inglesi tradizionalmente piatte o poco frizzanti, una volta si usavano le spine a pompa; oggi gli impianti per birre inglesi utilizzano solo il carboazoto (e non Co2) come propellente che non influisce sulla frizzantezza finale. Si tratta così solo di riempire in verticale il bicchiere (o meglio la pinta) fin quasi all'orlo.
Spillatura all'irlandese in 2 tempi: come per le inglesi, le birre irlandesi non sono frizzanti (per laCo2) e hanno bisogno di essere spillare con il carboazoto. Ma grazie a un particolare rubinetto con cinque microfori è possibile formare subito una schiuma cremosa e compatta con un solo riempimento, partendo con la pinta sempre a 45°.
A valutare i concorrenti, le giurie tecniche sono state formate formate il primo giorno da Rosario Piergianni, trainer del percorso Birnauta di AD Horeca: Luca Gennaro, fondatore e direttore editoriale della rivista Birra & Sound (media partner dell'evento); Ugo Antonio Toni Da Val, beersommelier e mastro birraio. A loro sono subentrati il secondo giorno Carla Palone, assessore allo sviluppo economico della città di Bari; Fabio Mollica, fondatore di Amazing Puglia e Ama Bari; Francesco Panebianco, responsabile commerciale magazine 2Night.
Ogni concorrente doveva estrarre da un sacchetto un gettone con uno dei quattro tipi di spillatura richiesta; scegliere il bicchiere adatto e lavarlo; spillare le birre secondo le singole regole; presentarla al pubblico e alla giuria.
Alla fine delle due giornate sul podio più alto è salito il pub Fermento Come a Casa di Bari, seguito da St. Patrick Beer Shop di Barletta (Barletta-Andria-Trani), Artizen Ristopub di Altamura (Bari), birreria Trappistventotto di Giovinazzo (Bari).

Da segnalare infine la partecipazione alla gara di Rosa D'Aprile, titolare della ventennale Brasserie d'Avril di Monopoli (Bari), belgian pub  che si distingue per la proposta delle Focacce Croccanti farcite con prodotti del territorio, accompagnate da specialità alla spina come la rossa Gulden Draak, le chiare Monastique Pils e Guinness Ipa. Di recente Le Focacce Croccanti hanno ricevuto una farcitura "dolce" con l'aggiunta di una fetta di Panettone al Beermouth Baladin.

 

Al Camparino le mixability star Chanel Adams e James Grant

Ai lati lo staff di Camparino in Galleria, al centro i bartender ospiti James Grant e Chanel Adams, dietro Tommaso Cecca e Stefano Agostino
Bartender internazionali a confronto al Camparino in Galleria, Chanel Adams da Bangkok (Thailandia) e James Grant da Toronto (Canada).

In occasione di Aperitivo Festival e del World Aperitivo Day (26 maggio), Camparino in Galleria di Milano ha ospitato due campioni della mixability internazionale come Chanel Adams di The Bamboo Bar del Mandarin Oriental Hotel di Bangkok (Thailandia) e James Grant del Library Bar  del Fairmont Royal York di Toronto (Canada).

Invitati da Tommaso Cecca, Gloibal Head of Camparino Licensing and Mixology, le due star hanno dato prova della loro professionalità e creatività proponendo due differenti Drink List, confermando la rispettiva fama internazionale.

Già esibitasi due giorni prima presso il lounge bar del Mandarin Oriental Hotel di Milano, la barlady afroamericana Chanel Adams (nativa di Washington) è l'affermata bar manager del mitico The Bamboo Bar del Mandarin Oriental Hotel di Bangkok, nominato nel 2022 tra i 100 Best Bars dell'Asia. Un tempio della mixability che unisce i gusti internazionali con quelli dei prodotti della lussureggiante campagna thailandese. Oltre all'atmosfera anglosassone/coloniale, The Bamboo Bar è noto per essere un ritrovo di appassionati di jazz che vi si ritrovano, sorseggiando un drink, per appassionate jam session.

Ricavato all'interno dello storico (1929) e lussuoso Fairmont Royal York Hotel di Toronto (Canada), Library Bar deve il nome alla grande biblioteca che costeggia le pareti del locale, i cui libri sono stati appositamente selezionati all'epoca da George Locke, capo bibliotecario di Toronto. Recentemente aggiornato, si caratterizza per gli spettacolari arredi Art Déco. In questo ambiente raffinato opera James Grant, pluripremiato Director of Beverages che per le sue creazioni nel bicchiere si ispira alla letteratura, alla poesia e al cinema, a cominciare dalla fantascienza.
Insignito del riconoscimento di Diageo World Class Global Barternder of The Year 2021 e del Canada's 100 Best Bartender of The Year 2022, James Grant ha trovato la collaborazione di un maestro distillatore dell'Ontario allo scopo di personalizzare i propri cocktail, a cominciare dal Martini. Così nello scaffale del Library Bar compaiono bottiglie di Quill Vodka e Quill Gin, caratterizzati da botaniche speciali (orris roots, pink peppercorn, cassia bark) dando vita a drink originali come il Birdbath Martini.

Alla serata al Camparino in Gallereia abbiamo trovato particolarmente interessanti i seguenti cocktail di cui vi sottoponiamo le ricette.

China To Caraibi
di James Grant
Ingredienti
37,5 ml Amaro Averna
7,5 ml Amaro Cynar
15 ml Appleton Estate 12 yo Jamaica Rum
30 ml Prosecco Cinzano Doc
1 dash Angostura Bitters
60 ml seltzer
Preparazione
Mixing Glass, versare nel tumbler basso su cubo di ghiaccio, top di seltzer.

Cocktail China To Caraibi by James Grant

Birds of Paradise
di Chanel Adams
Ingredienti
1 oz Campari
1 oz Rhum Agricole Trois Rivières Cuvée de L'Océan
1 oz succo d'ananas
1 oz succo di passion fruit
Preparazione
Shaker, filtrare in coppa, guarnire con fiore edibile.

Cocktail Birds of Paradise by Chanel Adams

 

J.Rose celebra la bellezza con una nuova esclusiva etichetta decorativa, la Jr N. 9

L'etichetta N.9 della collezione disegnata dal celebre illustratore Milo Manara è un omaggio a Venere come emblema di amore e bellezza eterna

L'ultima affascinante etichetta presentata sul mercato da J.Rose è la Jr N.9 che vede il celebre artista Milo Manara reinterpretare la famosa opera "Nascita di Venere" di Sandro Botticelli.

Questa straordinaria composizione raffigura l’approdo sull’isola di Cipro della dea dell’amore e della bellezza, nata dalla spuma del mare e sospinta dai venti Zefiro e Aura.
Le rose portate dai venti rimandano alla stagione primaverile, simbolo di rinascita e freschezza. Con questa nuova illustrazione J.Rose celebra Venere come emblema di amore e bellezza eterna, fondendo il capolavoro rinascimentale di Botticelli con il distintivo tocco artistico di Manara. Ancora una volta in J.Rose estetica, artigianato e arte distillatoria si fondono armoniosamente e fanno di J.Rose Gin un London dry raffinato nella formula e nel pack, che su entrambi gli aspetti esalta l’eccellenza del made in Italy.

La ricetta di J.Rose Gin è composta da 9 botaniche attentamente selezionate. Tra le principali troviamo il ginepro, il bergamotto, i fiori di fico d'India e la corteccia di quercia. Ogni bottiglia di J.Rose Gin è infatti una vera e propria opera d’arte, impreziosita da una etichetta, realizzata artigianalmente, con le illustrazioni del maestro Manara: all'ultima arrivata, la N.9, si aggiungono gli altri 8 diversi disegni che danno vita a una collezione che si può anche visualizzare attraverso il Qr code presente nella retroetichetta. Altro dettaglio distintivo del pack è il piccolo pugnale in acciaio inox inserito nel tappo, diventato simbolo del marchio, che può essere sfilato e utilizzato come ciondolo per collane, orecchini o come portachiavi e aggiunge un ulteriore elemento di funzionalità e personalizzazione.

A completare l’esperienza, J.Rose Gin viene anche proposto in un'elegante luxury box, che include una bottiglia da 70 cl e due bicchieri, il cui coperchio si trasforma in un quadro autenticato da Milo Manara. Sia il coperchio della box che l’etichetta J.Rose sono dunque rivestiti con l’affresco. Una proposta per un regalo raffinato e unico, che combina la distillazione artigianale con l'arte.
Gli elementi naturali utilizzati per il rivestimento della cover della box, come il marmo di Carrara e il travertino romano, arricchiscono gli spazi conferendo loro un'eleganza senza tempo.

The Noble di Lodi presenta la nuova cocktail list intitolata Colori

Di che colore era il drink che hai bevuto l’ultima volta? Da oggi, al The Noble di Lodi basterà questo indizio per individuare il cocktail giusto

Mancano solo 24 ore alla presentazione ufficiale della nuova drink list del The Noble di Lodi. Dal 31 maggio, infatti, uscirà con una nuova cocktail list chiamata Colori: per ognuno dei 12 signature cocktail, dei quali molti low abv, un pantone.

Ad anticiparci questo nuovo lavoro di ricerca cromatica nel mondo della miscelazione è il bar manager del The Noble, Diego Ferrari: «Più volte ho pensato alla dinamica cliente/barman. Quante volte il cliente, tornando nel suo cocktail bar preferito, rimane nell’incertezza di cosa prendere da bere e guardando il barman cerca un ricordo, un aiuto, un segno in attesa che il barman stesso si ricordi di lui e di cosa ha ordinato l’ultima volta?». Per rendere la risposta più semplice Ferrari e il suo gruppo hanno pensato di rispondere alla domanda «di che colore era il drink?». È la risposta a questa domanda che porterà alla ricetta stessa.

«Ecco, quindi, che il cocktail Rosso apparirà rosso, il Verde apparirà verde e così via», chiarisce Ferrari. Tutto questo viene raccolto in un ventaglio di colori, che somiglia a una mazzetta di quelle che potremmo trovare in un negozio di vernici. Il tutto in cartoncino patinato, viene presentata al tavolo come la lista dei Pantoni.

All’interno di questa cocktail list viene riportata la ricetta, un piccolo disegno del bicchiere che aiuta nella scelta (e nei ricordi) e ovviamente il colore del drink. Alcuni esempi sono il Viola con Iovem, liquore alla violetta, Sherry Fino e tonica ai fiori di sambuco o il Marrone con rum invecchiato, liquore al Tea, sciroppo al caramello, Coca Cola.

Come si diceva, sono molti i drink low abv in carta, compresi alcuni cavalli di battaglia di Ferrari, come il French Mule. Il bar manager lodigiano è stato pioniere del fenomeno dei miscelati dal basso grado alcolico, che oggi sta prendendo sempre più piede: già nel 2018 ha scritto il libro dal titolo “Low Alcohol Cocktails-New Frontier in Mixology”, anticipando il fenomeno.
A questo, nella nuova drink list del The Noble, si aggiungono i 5 signature analcolici, che, dice Ferrari, «sempre più richiedono spazio all’interno del cocktail bar. Chissà che non sia il tema della prossima fatica letteraria di Ferrari.

Intolleranze: problema o opportunità? La risposta di Nutrifree

Le monoporzioni a marchio Nutrifree sono l'alleato perfetto per rispondere alle esigenze degli operatori del fuori casa che cercano prodotti free from pratici, sicuri e di qualità

Quante volte al bar vi siete trovati di fronte alla richiesta: avete un'alternativa senza glutine? E senza lattosio? Per rispondere a questa esigenza e ridurre al minimo i rischi di contaminazione, è importante rivolgersi a brand affidabili con comprovata esperienza nel campo del free from food. Nutrifree, con oltre 20 anni di presenza sul mercato del senza glutine, offre agli operatori del fuori casa una vasta gamma di prodotti in grado di coprire ogni momento di consumo: dai croissant per la colazione, al pane, dagli snack salati ai biscotti, tutti disponibili in pratiche confezioni monoporzione e corredati da display box espositivi. Completano l’assortimento le miscele di farine senza glutine, il pangrattato e i piatti pronti in cup della linea Ecco Fatto: pasta, cous cous e porridge senza glutine in confezione singola e pronti in pochi minuti.

Nutrifree nasce ad Altopascio, in provincia di Lucca, storica città del pane che accoglieva i pellegrini di passaggio lungo la via Francigena, e non dimentica le proprie origini. Ecco che il pane senza glutine Nutrifree ricerca quella semplicità nelle formulazioni, un gusto pieno e una consistenza soffice e piacevole, sempre a portata di mano grazie alle monoporzioni apri e gusta.
«Rispondere alle necessità di chi ha intolleranze al glutine o al lattosio - dice Paolo Baronti, Marketing Manager Nutrifree - non è mai stato così facile e conveniente anche per il fuoricasa, grazie all'ampio assortimento di soluzioni monoporzione firmate Nutrifree».

La linea comprende una vasta gamma di prodotti, come il pane a fette, panini e snack, ideati per offrire un servizio pratico, gustoso e sicuro. L'aspetto della sicurezza è certamente quello che più interessa chi acquista prodotti free from: «Ogni singola porzione - garantisce Baronti - è confezionata con cura per garantire la massima freschezza, evitando sprechi e riducendo al minimo i rischi di contaminazione incrociata da glutine o lattosio, senza rinunciare al gusto e alla qualità».

Fra gli ultimi prodotti lanciati da Nutrifree e perfetti anche per le esigenze del mondo di bar e caffetterie, troviamo la linea Cornetti Nutrifree. La linea di lievitati da colazione di Nutrifree si presenta con una nuova Limited Edition per rendere ancora più piacevole e variegata la dieta gluten free: un soffice impasto farcito con crema al pistacchio, disponibile in formato XL. Questo delizioso cornetto è ideale per colazioni in famiglia o fuori casa, grazie al pratico formato monoporzione, che garantisce freschezza e sicurezza. All'interno troviamo una crema al pistacchio, ricca e avvolgente, che offre un'esperienza di gusto unica, perfetta per iniziare la giornata con un tocco di dolcezza.

Rubicone amplia la sua gamma di crumble

Pensati per i settori di gelateria e pasticceria, l'azienda ha messo a punto nuovi prodotti versatili e gluten free, con nuovi sapori e consistenze

Rubicone punta sui crumble. La storica azienda italiana che dal 1959 produce ingredienti per la gelateria e pasticceria, venduti in 84 Paesi del mondo, ha presentato tre novità dedicate alla gelateria e pasticceria. La linea di questi prodotti si arricchisce di nuove, croccanti preparazioni, pensate per offrire texture particolari, con nuovi sapori, dedicate anche al mondo gluten free.

Crumble Rubicone: formula originale

I crumble Rubicone si distinguono per la formulazione originale. A differenza delle altre soluzioni analoghe presenti sul mercato, sono prodotti pronti all’uso a base di frollini al burro sbriciolati e poi avvolti in creme spalmabili che conferiscono sapore e colore. Proprio questa ricetta rende il prodotto molto versatile e anche personalizzabile. Inoltre, sono caratterizzati da una grande varietà di offerta. Infatti, sono disponibili in dodici varianti per garantire una vasta gamma di gusti e colori. Sono in grado di soddisfare le esigenze più diverse di produttori e consumatori. Tra i gusti ci sono i più recenti Caramello Salato, Yogurt, Mirtillo e Speculoos. Queste opzioni si aggiungono alle opzioni già precedentemente presenti a catalogo: Caffè, Caramello,Cioccolato, Lampone, Limone, Pistacchio, Tè Matcha e Cioccolato Bianco.

Un prodotto gluten free

L'intera gamma messa a punto da Rubicone è formata da crumble gluten free – ad eccezione di Speculoos – e prodotti al 100% in Italia come tutte le soluzioni dell'azienda. Si prestano a molteplici applicazioni: possono essere utilizzati come base o decorazione per torte e monoporzioni, per la creazione di biscotti gelato, per aggiungere croccantezza a gelato e frozen yogurt e per bevande come milk-shake, cioccolate calde e caffè. Inoltre, sono ideali per la creazione di dessert al piatto. L’aggiunta di nuove e originali consistenze rappresenta d’altronde un trend in crescita in tutto il settore del food, compreso il gelato. In quest’ultimo segmento, con i crumble è possibile rispondere a questa esigenza in tutte le opportunità di consumo, incluso l’asporto. «Con i Crumble abbiamo voluto sviluppare un prodotto molto versatile, adatto a numerose lavorazioni e occasioni di consumo - ha commentato Alessandro Cioccolini, Direttore di Rubicone - Si tratta infatti sia di una soluzione funzionale e personalizzabile da parte dei nostri clienti sia di un prodotto in grado di soddisfare le richieste dei consumatori curiosi di sperimentare nuovi gusti e consistenze, senza trascurare le esigenze delle persone intolleranti al glutine o celiache».

Chanel Adams di scena al Mandarin Oriental Hotel di Milano

La barlady Chanel Adams attorniata dallo staff del Mandarin Oriental Hotel di Milano con Luigi Coppola, Simone Solimani, Gaetano Ascone, Guglielmo Miriello, Luca Guerrucci
Grande esibizione della barlady e bar manager Chanel Adams proveniente da The Bamboo Bar del Mandarin Oriental Hotel di Bangkok.

In occasione dell'evento Aperitivo Festival di Milano e del World Aperitivo Day (26 maggio), i migliori locali mixability di Milano hanno ospitato alcuni bartender e barlady internazionali.

Presentata dal bar manager e top bartender Guglielmo Miriello, al grande banco bar a pianta centrale del Mandarin Garden del Mandarin Oriental Hotel (via Andegari) è andata in scena la barlady Chanel Adams che ha dato conferma della sua nota bravura, eleganza e creatività.

Nata a Washington, la barlady afroamericana Chanel Adams, opera come bar manager a The Bamboo Bar del prestigioso Mandarin Oriental Hotel di Bangkok (Thailandia).

Hotel 5 stelle lusso, il Mandarin Oriental Hotel di Bangkok offre una ospitalità di livello internazionale, a cominciare da The Bamboo Bar, nominato nel 2022 tra i 50 Best Bars dell'Asia. Oltre agli eleganti arredi in puro stile inglese, il locale è diventato un punto di riferimento per tutti gli appassionati di jazz che qui, sorseggiando un ottimo drink, posso ascoltare jam session di cantanti e complessi provenienti da tutto il mondo.

Dopo essere arrivata a Bangkok, la barlady Chanel Adams ha sviluppato rapidamente un grande apprezzamento per la frutta tailandese e i loro sapori singolari, creando l'apposito menu cocktail The Evolution. Ingredienti locali come mango tailandese, banana e citronella sono solo alcuni degli ingredienti utilizzati in questi cocktail personalizzati.

Dalla Drink List proposta per l'occasione da Chanel Adams abbiamo gustato, apprezzato e scelto tre ottime ricette che vi proponiamo di seguito.

L'abbinamento food è stato preparato dal pastry chef Marco Pinna. Il Tagliere era composto da piccoli bocconi composti da mondeghini, tigelle con caprino e medaglioni di mortadella, foglie di Parmigiano con mousse di salmone, madeleine di pomodori secchi con peperoni e burrata, triangoli fritti di cacio e pepe.

The Bamboo Martini
Ingredienti
50 ml Tanqueray No.Ten Gin
10 ml Mezcal Casamigos
10 ml Fino Sherry Tio Pepe
10 ml Cocchi Americano
5 ml Dow's Porto LBV (Late Bottle Vintage)
3 ml salamoia di olive
Preparazione
Stir nel mixing glass con ghiaccio, versare in coppetta cocktail, guarnire con spiedino di oliva.

Cocktail The Bamboo Martini con il Tagliere food

Oaxaca Old Fashioned
Ingredienti
30 ml Tequila Don Julio Reposado
15 ml Tequila Don Julio Añejo
15 ml Mezcal Casamigos
5 ml nettare di agave
2 dash Angostura Bitters
1 dash Angostura Orange Bitters
Preparazione 
Stir nel tumbler basso con cubo di ghiaccio, guarnizione con fiore di scorza di arancia.

Cocktail Oaxaca Old Fashioned

Soom Choon Spritz
Ingredienti
30 ml Ketel One Vodka
30 ml Pinot Grigio
5 ml Cointreau
5 ml sciroppo di litchi
7,5 ml Young Ginger Syrup
7,5 ml miele
3 ml tintura di gelsomino
7,5 cl succo di limone
3 dash Angostura Orange Bitters
4,5 ml Perrier
Preparazione
Build nel calice basso con cuboni di ghiaccio, guarnizione con mezza fetta di limone e fiore edibile.

Cocktail Sohm Choon Spritz

Marchesi 1824 presenta il suo panettone estivo

Il grande lievitato della pasticceria milanese si veste d'estate con albicocche, limone e glassa alla mandorla

Marchesi 1824 veste il suo panettone d'estate. Il grande lievitato tradizionale si arricchisce di albicocca, limone e glassa alle mandorle. Questa ricetta limited edition sarà in vendita presso i punti vendita e sul sito, assieme al panettone tradizionale e agli altri prodotti del brand.

Marchesi 1824: le caratteristiche del panettone

Nato dalla maestria del Pastry Art Director Diego Crosara, il nuovo panettone estivo è un’interpretazione dell'estate. In questa nuova versione, l'albicocca semi-candita, i cubetti di limone candito e le mandorle diventano i protagonisti del classico lievitato. L'impasto è arricchito dalla vaniglia Bourbon del Madagascar, il miele italiano e le uova di galline allevate a terra. Obiettivo: esaltare la qualità e la genuinità degli ingredienti scelti con cura. Un’attenzione che si riflette nel risultato finale: un impasto soffice e fresco al palato, ottenuto grazie alla lenta lievitazione con il lievito madre che Pasticceria Marchesi cura da duecento anni. «Abbiamo lavorato sulle diverse consistenze della frutta candita e sul bilanciamento dei sapori. - racconta Diego Crosara, Pastry Art Director di Marchesi 1824 - La scelta delle albicocche? Sono la migliore espressione della stagionalità in questo momento. La sfida è stata quella di abbinarle alle note agrumate del limone in un dolce lievitato tipicamente invernale per renderlo estivo».

Dove trovare il panettone estivo di Pasticceria Marchesi

Così, oltre al panettone tradizionale, disponibile tutto l’anno anche tagliato e servito a fetta in pasticceria, si aggiunge un nuovo lievitato per accompagnare con dolcezza la stagione estiva. Il nuovo panettone estivo è disponibile presso le tre pasticcerie di Marchesi 1824 a Milano – via Santa Maria alla Porta 11/a, via Monte Napoleone 9 e Galleria Vittorio Emanuele II – presso la pasticceria di Londra al 117 Mount Street, Mayfair e sul sito della Pasticceria Marchesi.

Palermo Coffee Festival, obiettivo su specialty e filiere sostenibili

Palermo Coffee Festival
Sabato 1 giugno all’Orto Botanico torna l’appuntamento organizzato da Morettino con CoopCulture e Orto Botanico. Una giornata densa di interesse tra specialty, olio e vino.

Una giornata densa di interesse, appuntamenti e gusti da scoprire quella di sabato 1 giugno quando si svolge la seconda edizione del Palermo Coffee Festival sul tema La Sicilia inedita. Appuntamento dunque presso l’Orto Botanico di Palermo tra le 10 e le 18 con una manifestazione interamente dedicata al mondo degli specialty coffee e alle filiere sostenibili del caffè, dell’olio e del vino organizzata da Morettino in collaborazione con CoopCulture e Orto botanico.

L’obiettivo dell’evento è di creare e diffondere la cultura del caffè, che purtroppo in Italia è una bevanda tanto diffusa e consumata quanto poco conosciuta e valorizzata; per far ciò la confronta con le filiere del vino e dell’olio attorno ai quali la dedizione dei produttori e la divulgazione nel tempo hanno saputo creare consapevolezza e curiosità. In molti Paesi all’estero avviene e si spera presto possa avvenire lo stesso per gli specialty, da valorizzare al pari del vino e di alte produzione agricole di pregio.

Andrea Morettino, rappresentante della quarta generazione della storica famiglia di torrefattori, è entusiasta di questa nuova avventura che, racconta, «abbiamo voluto dedicare alla Sicilia inedita, secondo una visione che parte dalla sua straordinaria biodiversità e dalle sue profonde radici, ma che vuole guardare al suo futuro. La Sicilia è una terra unica che continua ad ispirarci ed a sorprenderci. Il caffè? Un simbolico momento di incontro, di dialogo e di piacere, che va gustato con il giusto tempo e la giusta consapevolezza». 

Tra i viali dell’Orto botanico in scena circa 50 espositori selezionati tra le migliori microroastery d’Italia, cantine vinicole siciliane e produttori di olio Evo. Al loro fianco artigiani produttori di farine da grani antichi, di frutti tropicali, di tè e tabacco, di piante aromatiche officinali, di distillati siciliani fino al cioccolato di Modica: un’occasione unica per condividere idee e visioni con i protagonisti di tali intuizioni, in un teatro naturale di straordinaria bellezza. 

Le masterclass

ore 10,30 - area Ficus Magnolia - Etica Slow Food, le coltivazioni di caffè in Sicilia e il clima che cambia è il tema dedicato alle filiere sostenibili del caffè e ai progetti della Slow Food Coffee Coalition; si confrontano Andrea Morettino, Erminia Nodari della Slow Food Coffee Coalition e Andrej Godina, tra i massimi esperti di caffè e curatore della Guida del Camaleonte.

ore 12-15 - Area Ficus Magnolia - Masterclass di confronto Caffè- Vino per esplorare le similitudini sensoriali tra le due bevande; con Luigi Salvo, sommelier Ais e giudice nei concorsi internazionali, Andrej Godina e Arturo Morettino.

ore 17 - Distillazione live del London Dry Gin siciliano, guidata da Giuseppe La Fauci, maestro distillatore di Distilleria Giovi.

La partecipazione alle masterclass è gratuita, riservata a un numero limitato di persone, dunque è necessario prenotarsi su sito palermocoffeefestival.it.

Educational e live show

Dalle 10 alle 18 Sca Italy organizza Coffee Boom: giochi, quiz e approfondimenti sul caffè, mentre Federico Pinna, campione italiano Barista 2024 e Matteo Beluffi, campione italiano latte art e brand ambassador Alpro, realizzano live show lungo tutta la giornata.

Alle 12 live show del maestro gelatiere Antonio Cappadonia, con la degustazione del gelato artigianale al caffè biologico Morettino.

Alle 17 Andrej Godina e il team della Guida delle Torrefazioni d’Italia invitano a scoprire gli aromi di una tazza di caffè con il gioco della ruota degli aromi.

Tornano anche i laboratori di Orto Capovolto: alle 11 e alle 16 i bambini imparano a disegnare usando il caffè e a coltivare le carote sfruttando i fondi di caffè; il ticket per i laboratori si può acquistare sul sito di CoopCulture.

Durante l’evento è possibile visitare i dieci ettari di giardini tropicali dell’Orto botanico di Palermo, con oltre 12mila specie botaniche provenienti da tutto il mondo. Qui agli inizi del Novecento sono avvenute le prime sperimentazioni di coltivazione del caffè, che sono riprese a distanza di 120 anni grazie alla collaborazione con l’Università di Palermo e la torrefazione Morettino che da anni porta avanti il progetto della piantagione sperimentale di caffè in Sicilia. Da ammirare le storiche piante di coffea arabica alte oltre 3 metri e custodite nella Serra Carolina, e il campo sperimentale del caffè che con altre 25 piante di arabica.

Si può il biglietto d’ingresso online sul sito di CoopCulture o il giorno del festival in biglietteria. 

Vandemoortele acquisisce Dolciaria Acquaviva Spa, specialista della pasticceria italiana

Yvon Guerin, ceo del gruppo belga Vandemoortele che ha guidato l'acquisizione di Dolciaria Acquaviva
Uno dei principali gruppi alimentari europei a conduzione familiare, con una importante presenza in Italia, Vandemoortele ha annunciato l'acquisizione di Dolciaria Acquaviva Spa, primario produttore di specialità surgelate di pasticceria e prodotti da forno, dolci e salati.

L'accordo prevede l’acquisizione dell’azienda Dolciaria Acquaviva Spa da parte di Vandemoortele da Apheon, importante operatore pan-europeo di private equity, e dalla famiglia Acquaviva.

Pierluigi Acquaviva ha guidato con successo lo straordinario sviluppo della Società e continuerà a far parte del futuro di Acquaviva come Presidente del Consiglio di amministrazione.

Con questa acquisizione, Vandemoortele (sede centrale a Ghent, Belgio, filiale italiana a Genova) rafforza la sua posizione di player di riferimento nel mercato italiano dei prodotti da forno surgelati ed accelera ulteriormente il suo percorso di crescita, sfruttando una reputazione consolidata e un importante portafoglio di marchi, offrendo ai suoi clienti qualità ed innovazione eccezionali che si esprimono in un’ampia proposta nelle categorie del pane, delle pizze e focacce, della croissanteria e della pasticceria.

Fondata nel 1979 dalla Famiglia Acquaviva come laboratorio artigianale di tipicità napoletane, l'azienda Dolciaria Acquaviva è diventata leader in Italia nella produzione di prodotti da forno surgelati con un vasto assortimento di prodotti che comprende specialità dolci e salate ed è oggi riconosciuta come uno dei player più innovativi del settore.

La società ha sede a Gricignano d’Aversa (Caserta), con un fatturato nel 2023 di circa 120 milioni di euro e oltre 200 dipendenti, operando attraverso quattro stabilimenti in Italia e servendo più di 40.000 clienti nel canale HoReCa con prodotti di alta qualità.

«L’Italia è il secondo business più importante nel mondo per Vandemoortel - ha affermato Piergiorgio Burei, Managing Director di Vandemoortele Italy - questa acquisizione è una conferma dell’impegno del Gruppo e rappresenta una significativa opportunità di crescita per la nostra azienda».

Piergiorgio Burei Managing Director Vandemoortele Italia

«Uniremo le nostre forze e le nostre competenze - ha dichiarato Yvon Guerin, CEO di Vandemoortele - per favorire una continua crescita. Questo accordo ci consentirà di creare forti sinergie in termini di assortimento prodotti, marchi, innovazione e distribuzione in un paese nel quale Vandemoortele è attiva da tempo e che offre un contributo chiave ai risultati del Gruppo».

«Con il Team italiano siamo particolarmente orgogliosi di questo accordo - ha affermato Sabine Sagaert, Managing Director della Business Line Bakery Products di Vandemoortele  - perché apprezziamo il forte spirito imprenditoriale di Acquaviva e la passione per la qualità e l'innovazione. Siamo profondamente complementari e potremo offrire ai nostri clienti italiani una gamma ancora più ampia di prodotti di alta qualità tra specialità dolci e salate, pasticceria, pane, pizza e focacce».

 «Siamo molto contenti dell’unione di Acquaviva con Vandemoortele in Italia - ha commentato Pierluigi Acquaviva, ceo e figlio di Mario fondatore dell’omonima azienda nel 1979 - che offrirà interessanti opportunità ai nostri clienti ed ai nostri collaboratori e dipendenti».

L'operazione si concluderà in termini brevi. I termini della transazione non sono stati ancora resi noti.

Per Vandemoortele hanno supportato l’operazione Oppenheimer, Rabobank, DSP Corporate Advisory in qualità di Advisor M&A, Baker McKenzie in qualità di Advisor Legale, Deloitte in qualità di Advisor Finanziario e PwC in qualità di Advisor Fiscale.

I venditori sono stati assistiti da Houlihan Lokey (Advisor M&A), PwC (Financial due diligence), GOP e Legance (Advisor Legale e per la documentazione) e RDRA (Advisor Fiscale). OC&C e Vitale hanno supportato Dolciaria nella preparazione del business plan.

Twist e classici per il nuovo corso di Terrazza Duomo 21

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David Grigolato, bar manager di Terrazza Duomo 21
Ripartire dalle basi è la filosofia adottata dal bar manager David Grigolato per la nuova drink list, tutta giocata su ricercate rivisitazioni di grandi classici, e per rilanciare il cocktail bar del locale facendone un punto di riferimento per i drink lover nel cuore di Milano

A sei anni dall’apertura, Terrazza Duomo 21, locale milanese situato al primo piano in Piazza Duomo 21 che affaccia sulla cattedrale, rilancia il cocktail bar e l’offerta beverage. L’obiettivo è di diventare un punto di riferimento nella zona centrale della città per gli estimatori dei drink, sia turisti sia locali. Dopo anni di osservazione e studio, il bar manager David Grigolato ha presentato la nuova cocktail list, che punta su una proposta elegante, ricercata e dai sapori identificabili.

Ripartire dalle basi

Classe 1992, Grigolato si avvicina al mondo mixology grazie a Gabriele Sirtori, con il quale lancia il Saint Georges Premier a Monza, e consolida la sua esperienza nel cocktail bar Ugo sui Navigli, dove approfondisce le sue competenze nel settore. Dal 2019 è alla guida del cocktail bar di Terrazza Duomo 21, che negli ultimi tempi non riusciva a essere attrattivo tanto quanto il ristorante. Dopo anni di osservazione e studio, per Grigolato era arrivato il momento di dare un twist al locale, per farne un cocktail bar di riferimento nella zona del Duomo.

La strategia è ragionata e prudente. Coinvolgendo i ragazzi sui quali ha investito negli anni precedenti, ha deciso di rivedere la proposta beverage ripartendo dalle basi, coniugando qualità e formazione. La nuova carta si basa infatti su twist dei classici cocktail Iba (International Bartender Association), curati nell’aspetto visivo e con sapori ben definiti e identificabili. In questo modo il team - che attualmente conta 10 bartender - ha la possibilità di irrobustire le proprie conoscenze, imparando alla perfezione le ricette più rinomate e l’arte dei twist, e allo stesso tempo è in grado di offrire ai clienti cocktail di qualità, eseguiti in modo impeccabile.

Essenze e frutta essiccata in carta

La nuova carta rispecchia lo stile del locale: elegante e minimalista. Comprende dieci signature cocktail e cinque proposte classiche a base di Malfy Gin (di cui il locale è brand ambassador) e Italicus Rosolio di Bergamotto. A questi si aggiungono due cocktail analcolici, sempre più richiesti, uno con birra 0,0% alcol e l’altro con tonico Ambroeus. Oltre ai cocktail, il bancone di Terrazza Duomo 21 offre anche una selezione di vini ricercati e di champagne, più di 200 etichette tra distillati e liquori di cui 50 differenti referenze di gin.

Per la creazione della nuova carta, Grigolato si lascia ispirare dalle mode del momento, osserva i colleghi, ascolta la clientela e cerca l’interazione con la cucina. Spesso si confronta infatti con gli chef Roberto Conti e Giuliano Fusaro, che curano il ristorante, per studiare il giusto abbinamento di sapori e profumi, per sperimentare nuovi ingredienti e nuovi metodi di preparazione.

A caratterizzare i cocktail di Grigolato sono in particolare le essenze - olii essenziali estratti da frutta e piante, come arancia amara o bergamotto - che aggiungono note e profumi persistenti. Al posto della frutta fresca si predilige la frutta essiccata (arancia, lime, ananas, pompelmo) che si mantiene più a lungo e permette di ridurre gli sprechi e garantire uno standard qualitativo. Tra le pochi eccezioni c’è lo Spritz e la sua immancabile fetta di arancia. L’eleganza dei cocktail è ottenuta anche grazie a giochi cromatici con essenze e infusi, come quello con i fiori viola della Clitoria ternatea, o Butterfly Pea.

Nella nuova drink list è indicato anche il tipo di bicchiere in cui il drink viene servito, in modo da rendere il cliente più informato e preparato.

10 twist signature

I drink sono studiati e particolari, considerando ciò che offre al momento il mondo del cocktail bar. Il Banana Express (Tequila Altos Blanco, liquore al caffè Kalhua, caffè Lavazza, Bitter Banana), cui viene aggiunto un bitter alla banana, tequila e Kalhua, nasce per rinnovare il classico Espresso Martini, richiesto da molti inglesi e americani. Il Tangamotto (Italicus, Gin Beefeater, yuzu, zucchero, Tonic Fever-Tree), che vuole essere un incontro tra l’Oriente e l’Occidente e celebrare la storia millenaria dello yuzu, è un twist del John Collins con lo yuzu per la parte citrica e la tonica al posto della soda, che - secondo Grigolato - ha un gusto più persistente. Il Pinga (Cachaça Janeiro, Gin Monkey 47, lime, zucchero, menta) aggiunge un po’ di vitalità brasiliana al South Side e il Jolly Roger (Rum Bumbu, frutto della passione, vaniglia, lime, Chocolate Bitter) è un twist del classico Pornstar Martini che vede protagonista il Rum Bumbu, contraddistinto da aromi di vaniglia, caramello e note di quercia tostata.

Tra i 10 signature drink troviamo anche il Mamy Taylor (Scotch Whisky Glenlivet Founder’s, lime, Ginger Beer Fever-Tree), il Corpse Revival N°2 (Gin Ki No Tea, Lillet Blanc, Triple sec, limone, assenzio), il Polemic (Irish Whisky Jameson, Scotch Whisky Glenlivet 12y, Amaro Locale, Angostura), Le Petit Prince (Italicus, Selery Bitter, Prosecco), l’Absolut Warhol (Creme de Cassis, Vodka Absolut, Bitter Lemon, Ginger Ale Fever-Tree) e La Vie En Rouge (Martini Fiero, Lillet rouge, Orange Bitter, Sparkling Pink Grapefruit Fever-Tree).

È solo l'inizio

La lista viene rinnovata ogni sei mesi, seguendo la stagionalità e dei filoni tematici. Il Negroni 21, per esempio, twist del Negroni con Metzcal, bitter al cioccolato e Rabarbaro Zucca, sarà uno dei protagonisti della lista autunnale disponibile da ottobre.

«In questi due mesi abbiamo già notato un cambiamento. I cocktail vengono apprezzati e riordinati più spesso e volentieri», afferma Grigolato. «Questo è l’inizio. Passo dopo passo l’obiettivo è quello di attrarre sempre più clientela, anche milanese, con un’offerta di qualità sempre più ricercata e iniziare a produrre ingredienti ed essenze, grazie anche al continuo dialogo con la cucina».

 

 

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