Radiografati i siti di 43 ristoranti a 2 e 3 stelle Michelin. Risultato non utilizzano il web come parte della strategia di marketing.
Grande successo del 10eLotto, immediato e generoso
Facile da capire e con molte possibilità di vincita, il gioco partito lo scorso giugno raccoglie 1,5 milioni di euro al giorno. La rete di rivenditori sarà estesa progressivamente a tutti i punti di raccolta del Lotto
Ha portato quella ventata di novità che al Lotto, gioco antico e sotto attacco da parte delle continue novità introdotte nel settore, serviva per smarcarsi dall'obbligata coabitazione con il Superenalotto.
Il “10eLotto”, questo il nome del nuovo gioco lanciato lo scorso giugno da Lottomatica, in breve è riuscito a riportare la passione degli italiani lì dove era nata quasi cinque secoli fa.
Il gioco è forte ed è subito piaciuto proprio per la sua semplicità, come ha spiegato Fabio Felici, direttore dell'agenzia di stampa Agicos: «Sono tre i motivi alla base del successo: l'essere “figlio” del Lotto, quindi semplice e vicino alla tradizione storica del gioco italiano, non essere a totalizzatore ma a premi fissi e, soprattutto, i premi, con categorie distinte ma comuni, da pochi euro a 5 milioni».
Il 10eLotto ha raccolto consensi, tanto da registrare incassi totali per 1,5 milioni di euro al giorno, anche grazie alla duplice tipologia di estrazione, tradizionale o immediata.
È infatti possibile giocare e vincere aspettando l'estrazione tradizionale del Lotto il martedì, giovedì e sabato, oppure tentare la fortuna con l'estrazione immediata (una ogni 5 minuti dal lunedì al venerdì, dalle 7 alle 24), confrontando i propri 10 numeri con 20 estratti al momento dal sistema. È previsto anche un premio istantaneo, indipendente dai numeri eventualmente indovinati, con vincita pari all'importo giocato riscuotibile al momento.
Per tentare la fortuna è sufficiente effettuare una giocata al Lotto e compilare nella schedina di gioco anche la sezione dedicata al 10eLotto, scegliendo dieci numeri tra 1 e 90. Questi verranno confrontati con 20 numeri estratti e si vincerà con 0, 5, 6, 7, 8, 9 o 10 numeri indovinati. La giocata può variare da 50 centesimi a un massimo di 10 euro ma non può comunque mai superare l'importo della giocata al Lotto. I vincitori potranno vincere da 5 fino a 500mila volte l'importo, indovinando da 5 a 10 numeri. Chi fa 0 porta a casa il doppio dell'importo giocato. In media una giocata su 6 è vincente.
Come diventare rivenditori
10eLotto e Lotto funzionano con lo stesso terminale. L'unica differenza riguarda, per il 10eLotto con estrazione ogni 5 minuti, il monitor sul quale sono riportate le estrazioni, che viene fornito direttamente da Lottomatica. La concessione per il gioco del Lotto abilita quindi automaticamente per il 10eLotto, anche se in questa prima fase la rete di distribuzione è stata limitata a 5.000 ricevitorie per poi espanderla successivamente. Nel caso in cui si sia interessati a diventare rivenditori, è bene sapere che il decreto direttoriale 12/12/2003 ha esteso il rilascio delle concessioni a tutti i soggetti titolari di una rivendita ordinaria di generi di monopolio, che ne facciano richiesta entro il primo marzo di ogni anno, fino al raggiungimento della soglia massima di 35.000 punti di raccolta. La concessione del Lotto è disciplinata dal contratto stipulato tra il competente ufficio regionale dei Monopoli e il ricevitore. L'aggio è lo stesso del Lotto, ossia l'8% sull'incasso.
Un menu ben fatto dà una mano agli affari
La carta di un locale spesso non è altro che un puro elenco di piatti e bevande. In realtà può essere uno strumento potente, in grado di far crescere lo scontrino medio delle consumazioni. Basta seguire alcune semplici regole. Ed evitare qualche errore
Una lista di cibi e bevande studiata, ben congegnata e ben presentata è uno strumento in grado di far aumentare lo scontrino medio di un locale: è questo il succo della lezione che Fabio Vigitello, manager alberghiero con anni di esperienza nel comparto food&beverage, ha tenuto a Padova nell'ambito dei corsi organizzati da Bar University durante Tecnobar&food.
Perché il sistema funzioni, occorre scegliere una linea guida su cui strutturare la carta e rispettare quelli che Vigitello ha chiamato “I dieci comandamenti”, cioè le regole da seguire per stilare una proposta efficace.
«Non esiste un solo modo di fare il menu - dice Vigitello -, ma occorre sceglierne uno: cioè definire la priorità con cui si classificano le proposte in offerta». Ci sono vari criteri possibili, alcuni combinabili tra loro: dalle liste che dividono per tipologie (snack, piatti caldi ecc.), a quelle che presentano le proposte sulla base dei momenti di consumo (colazioni, pranzo, aperitivo ecc.), a quelle per ingredienti principali (pesce, vegetariani ecc.). O ancora si può scegliere di presentare l'offerta su criteri di prezzo (dal più alto al più basso) o di origine geografica (tipico il caso dei vini). «La più difficile, ma anche la più efficace se la si indovina, è la proposta che io chiamo sensitiva - afferma Vigitello -. Consiste nel raggruppare cibi e bevande in base alle diverse voglie o stati d'animo dei clienti».
I piatti portanti
Qualunque sia il criterio scelto, ogni menu deve necessariamente avere alcune categorie di piatti: i “must”, cioè le specialità; gli “specchietti per le allodole”, quelli che attirano l'attenzione e stimolano la curiosità; gli “high profit”, dalla poca spesa e tanta resa; i “low impact”, da proporre quando la cucina è in affanno e i “best in class”, facili, appetibili e profittevoli.
Gli errori da evitare
Tanti gli errori che, secondo Vigitello, si trovano comunemente nei menu. Tra questi la presenza di termini troppo tecnici, comprensibili agli addetti ai lavori ma non ai clienti. Da evitare anche le abbreviazioni. Fondamentale poi essere chiari e trasparenti: nomi evocativi senza spiegazioni o al contrario descrizioni troppo lunghe obbligano il cliente a chiedere informazioni al cameriere. Ma la lista deve essere soprattutto onesta: cioè valorizzare cosa ha veramente valore, distribuire i rincari con senso e omogeneità ed evidenziare quegli ingredienti che possono dare rischi di intolleranza.
Cambiano le regole per l’Iva a credito
I gestori di bar che hanno acquistato beni strumentali o rinnovato i locali possono usufruire del nuovo regime per la compensazione
Baristi, attenti: le nuove regole per la compensazione dei crediti Iva possono avere importanti riflessi sulla vostra attività. La questione vale soprattutto per chi acquista beni strumentali nuovi o rinnova i propri locali, sostenendo ingenti spese. In tal caso è facile che il credito Iva superi abbondantemente i 10mila o i 15mila euro ed è in questo caso che scattano le novità. Dall'1 gennaio 2010, infatti, è entrato in vigore il nuovo regime per la compensazione di debiti tributari e contributivi con l'utilizzo di crediti Iva, introdotto con il decreto legge n. 78/2009.
Come fare con l'F24
La nuova normativa prevede l'obbligo di utilizzo esclusivo dei canali telematici Entratel/Fisconline dell'Agenzia delle Entrate (in proprio o tramite un intermediario) per la trasmissione dei modelli F24 qualora l'importo del credito Iva superi la soglia dei 10mila euro. L'utilizzo di questo canale, invece, rimane libero (e discrezionale) fino a quando il credito resta sotto questa soglia.
Un'ulteriore novità si aggiunge nel caso in cui il credito Iva superi i 15mila euro: mentre finora l'operazione poteva avvenire in modo automatico, compilando un apposito modulo F24, adesso, invece, occorrerà apporre alla dichiarazione, da inviare per via telematica, anche il cosiddetto visto di conformità, rilasciato da un professionista abilitato.
Il modulo F24 può essere presentato a partire dal 16esimo giorno del mese successivo a quello in cui si presenta la dichiarazione. «L'obiettivo del provvedimento - spiega Luigi Carunchio, presidente dell'Ungdcec (Unione giovani dottori commercialisti ed esperti contabili) è di mettere un ulteriore 'paletto' di controllo contro possibili elusioni derivanti da crediti Iva inesistenti. In realtà, però, la norma è riuscita a creare non poche difficoltà soprattutto alle piccole e medie imprese e ai professionisti che ne seguono la contabilità». Un primo problema deriva dalle formalità richieste ai professionisti per essere abilitati al rilascio dei visti.
L'invio dei modelli
«Questa nuova abilitazione - sottolinea Carunchio - non è immediata». Il risultato è che molte piccole e medie imprese - e soprattutto gli esercizi commerciali e i bar - si sono trovati nell'impossibilità di compensare i crediti di imposta su cui contavano e hanno dovuto aumentare la loro esposizione presso le banche. Per consentire un uso più veloce del credito, però, è stata data la possibilità di presentare la dichiarazione Iva annuale separatamente dal modello Unico, a partire dall'1 febbraio successivo all'anno d'imposta (per il 2009, c'è tempo fino al 30 settembre). Ciò consentirà di compensare il credito Iva maturato nella dichiarazione annuale relativa al 2009, a partire dal 16 marzo.
Credito d’imposta a chi investe in sicurezza
Chi installa impianti d’allarme, sistemi di sorveglianza o anti-intrusione o sistemi di pagamento con moneta elettronica può ottenere un bonus, da utilizzare nella dichiarazione dei redditi, fino a 3.000 euro. Purché non superi l’80% della spesa
Un credito fino all'80% delle spese sostenute per l'installazione di impianti di sicurezza. È l'incentivo concesso dallo Stato ai negozianti, ai gestori di bar e ai tabaccai che operano in base a una concessione amministrativa. Il bonus - che è stato introdotto dalla legge finanziaria del 2008 - prevede la compensazione del credito attraverso la dichiarazione dei redditi.
Le spese ammesse riguardano sia gli impianti di sicurezza con telecamere, sia le attrezzature di sicurezza come gli strumenti di pagamento con moneta elettronica, ossia tutti i meccanismi per prevenire furti e rapine ai danni degli esercenti. Un aiuto contro la criminalità, che spesso mette in ginocchio i negozianti.
L'importante è fare presto
La circolare n. 37/E/2008 dell'Agenzia delle Entrate ha fornito i chiarimenti applicativi della norma e i termini di presentazione delle domande: quest'anno il via libera alle richieste è scattato il 2 febbraio. Non esiste una data di scadenza, in quanto il fondo finanziato per il progetto sicurezza è a esaurimento: vale a dire che chi prima arriva meglio alloggia in quando le domande saranno accettate fino all'esaurimento delle risorse stanziate. Per assicurarsi il credito, quindi, è meglio affrettarsi a presentare l'istanza all'Agenzia delle Entrate. La procedura prevede l'invio della domanda attraverso un apposito modello scaricabile dal sito internet delle Entrate.
Le domande che arriveranno verranno esaminate in ordine cronologico: l'Agenzia verificherà la sussistenza dei requisiti del richiedente e comunicherà l'esito entro 30 giorni in via telematica. Il credito d'imposta è concedibile fino all'80% delle spese sostenute per l'installazione degli apparecchi di sicurezza e va calcolato al netto dell'Iva.
I contribuenti che hanno aderito al regime fiscale dei minimi, invece, possono assumere i costi al lordo dell'imposta entro dei limiti fissati dalla normativa. Nello specifico, per le piccole e medie imprese del commercio (rientrano in questa categoria le imprese individuali o le società con meno di 250 occupati, un fatturato annuo non superiore a 50 milioni di euro, o un totale di bilancio non superiore a 43 milioni di euro) il credito è ammesso fino a 3mila euro nel triennio 2008-2010. Sono escluse le imprese che vendono propri beni, oltre agli agenti e ad altri rappresentanti che promuovono la conclusione di contratti di vendita per conto di terzi.
Per i tabaccai limiti inferiori
Per i rivenditori di generi di monopolio, come ad esempio i tabaccai, il credito ammesso al rimborso viene suddiviso in tranche: mille euro per ciascun beneficiario in relazione a ciascuno degli anni del triennio 2008-2010. Questo significa che non è ammissibile un credito superiore ai mille euro all'anno, pari all'80% di una spesa di 1.250 euro.











