Big del panorama della miscelazione internazionale, Mattia Pastori è anche autore di Il figlio del bar, libro edito da Tecniche Nuove (296 pagine), nel quale racconta la sua carriera professionale e molto altro. Un testo, come spiega nell’intervista a Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale, che ne ha firmato la prefazione, che si rivolge sia a un pubblico di bartender già formato sia a chi vuole avvicinarsi a questa professione e al mondo del bar.
Il figlio del bar è infatti la storia di un bambino che diventerà bartender di fama internazionale e un riferimento della mixology italiana. La sua ricetta di vita, metà testa, metà cuore. Il suo sguardo mentre scopre il mondo del bar e poi quello dei cocktail e cresce fra sfide, scoperte di ingredienti, possibilità di abbinamenti e abitudini diverse, ottimismo, momenti bui, bagni d’umiltà e una caduta importante.
Da lì solo una nuova rinascita è possibile con una scelta che metta assieme tutto quello che ha imparato. E siamo solo a quaranta, i primi 40 anni di Mattia Pastori. La sua condivisione, scanzonata e serena, getta flash di luce sui bar di paese che furono, sui locali di lusso, sulla fatica e la passione. Offre ricette di cocktail classici, con schede da staccare, di cocktail signature, foto strepitose e nozioni da manuale, servite a bordo pagina.
Nel volume, graficamente molto ricercato, racconta la sua esperienza inframezzata da decine di ricette di cocktail. Il figlio del bar è una biografia, è un viaggio nella passione, è la storia del bar italiano e molto altro. Una particolarità: tramite codice QR si accede anche al racconto in prima persona di ciascuno dei 40 cocktail.
Il presidente Apei ci parla del futuro della pasticceria italiana, tra la sfida delle nuove ricette e quella della semplificazione. Che passano per un uso consapevole della tecnologia
Autenticità, tecnologie, materie prime, ben mescolando il tutto con una buona dose di competenze. È la ricetta per una pasticceria di qualità e vincente di Iginio Massari, gran maestro dell’arte dolce e presidente di Apei (Ambasciatori pasticceri dell’eccellenza italiana). Negli studi di Bargiornale Tv a Sigep 2025 racconta come per emergere e avere successo in questo campo bisogna essere capaci di conquistare il consumatore con proposte ben bilanciate e che raccontino il territorio.
Nell’intervista ad Andrea Mongilardi Massari affronta altri due aspetti cruciali: l’uso consapevole delle tecnologie per semplificare il lavoro e come leva di competitività, e la capacità di comunicare, soprattutto facendolo modo corretto.
Con il DM 15.01.2025 il ministero dell'Interno ha emanato le linee guida per la prevenzione di atti illeciti nei pubblici esercizi, che chiamano i gestori a collaborare in modo più stringente con le autorità di polizia per prevenire situazioni di pericolo o crimini all'interno o nelle vicinanze dei locali. L'analisi del nuovo provvedimento
Il ministero dell’Interno, con il DM 15.01.2025 (pubblicato nella Gazzetta ufficiale n. 20 del 25 gennaio 2025), ha adottato le linee guida per la prevenzione di atti illeciti nei pubblici esercizi, con indirizzi per l’elaborazione di accordi provinciali tra le prefetture e le associazioni di categoria e con l’adozione di un Codice di condottaper gli avventori, con divieti su armi, sostanze stupefacenti e comportamenti molesti.
Le linee guida, precisa il Viminale, forniscono indirizzi per la stipula di accordi in sede territoriale ai quali è possibile aderire su base volontaria, senza alcun obbligo.
Esercenti integrati nel sistema di sicurezza pubblica
Nonostante ciò, il decreto ha suscitato una reazione negativa da parte dei proprietari e gestori dei pubblici esercizi e delle relative associazioni di categoria, preoccupati dal fatto che, alla fine, si debbano prendere in carico del controllo della legalità e sicurezza non solo dentro ma anche fuori dai locali, nonostante la volontarietà e la non obbligatorietà.
Le linee guida promuovono la prevenzione con collaborazione, responsabilizzando gli esercenti che vengono integrati nel sistema di sicurezza pubblica e mirando a definire una collaborazione tra gestori e autorità di sicurezza per innalzare il livello di prevenzione e garantire l’ordine e la cooperazione tra autorità pubbliche e associazioni rappresentative dei gestori.
A chi si rivolgono le linee guida
Le norme si rivolgono agli esercizi pubblici: locali di somministrazione di alimenti e bevande, le strutture ricettive comprese quelle che erogano servizi para-alberghieri, gli stabilimenti balneari, le sale giochi lecite e i locali di pubblico spettacolo e trattenimento.
Gli accordi provinciali prevedono l’impiego di personale qualificato per il controllo, la designazione di un “referente della sicurezza” per la comunicazione diretta con le autorità e la sorveglianza degli eventi non autorizzati per contrastare fenomeni di abusivismo.
I vantaggi per gli esercenti virtuosi
Gli esercenti (virtuosi) che aderiscono agli accordi e rispettano le misure previste ottengono valutazioni favorevoli da parte del questore per provvedimenti riguardanti la sospensione o la revoca della licenza nel caso di tumulti o gravi disordini, di abituale ritrovo di persone pregiudicate o pericolose o che costituiscano pericolo per l'ordine o la moralità pubblica, il buon costume o per la sicurezza dei cittadini (articolo 100 testo unico delle leggi di pubblica sicurezza) e la riduzione del carico di responsabilità oggettiva per fatti legati alla sicurezza.
Dispositivi per la sicurezza
Le associazioni di categoria devono promuovere formazione per il personale e sensibilizzazione pubblica per diffondere una cultura della legalità
È richiesto un impegno per mantenere standard di sicurezza e rispetto della legalità quali la videosorveglianza e l’illuminazione, l’installazione di sistemi esterni per monitorare accessi e uscite con la conservazione e manutenzione dei filmati per supportare le indagini, la segnalazione tempestiva alle forze di polizia di situazioni di rischio, illegalità o pericolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, la garanzia di massima collaborazione e la segnalazione di eventi con grande afflusso.
Altri impegni dei gestori
Inoltre gli esercenti dovranno aver rispettato le previsioni per la somministrazione di bevande alcoliche, regolamentato e fatti rispettare i criteri relativi all’accesso e alla permanenza all’interno dei locali e nelle immediate vicinanze, rendendoli noti alla clientela e osservato le vigenti disposizioni di legge a tutela dei minori, con particolare riferimento al divieto di somministrazione di bevande alcoliche e accesso a giochi vietati ai minori e identificazione obbligatoria tramite documenti.
L’avventore modello
L’”avventore modello” immaginato dal Codice di condotta (da affiggere nei locali dove viene svolta l’attività) non porta armi né droga né spray al peperoncino; si impegna ad evitare comportamenti molesti e a non abbandonare bottiglie di vetro.
Presentazione dati di Roberto Bava, presidente del Consorzio Vermouth di Torino IGP
Il presidente Roberto Bava e il direttore Pierstefano Berta hanno fatto il punto degli ultimi dieci anni di intensa attività del Consorzio del Vermouth di Torino IGP nel corso del recente evento "Il Vermouth di Torino... a Torino". Non sono mancate degustazioni delle proposte dei più diversi produttori.
Allo scadere del secondo mandato della dinamica gestione del Consorzio del Vermouth di Torino IGP, a cominciare dal presidente Roberto Bava insieme con direttore Pierstefano Berta, il 24 gennaio si è tenuta nella sede AIS Piemonte (Associazione Italiana Sommelier) in via Modena 23, il grande evento "Vermouth di Torino... a Torino" che ha fatto il punto sul "mondo" Vermouth di Torino.
Tenuta in Sala Barbaresco, l'evento è stato aperto con una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il presidente Roberto Bava, il direttore Pierstefano Berta e il vicepresidente Matteo Bonoli della F.lli Branca (produttrice dello storico Vermouth Carpano).
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Poster Il Vermouth di Torino...a Torino
Un momento della conferenza stampa del Consorzio del Vermouth di Torino IGP
Apertura dell'evento Vermouth di Torino... a Torino con il direttore Pierstefano Berta e il presidente Roberto Bava e Mauro Carosso, presidente Ais Piemonte
Il direttore Pierstefano Berta con il presidente Robero Bava presentano il logo del Consorzio del Vermouth di Torino IGP
«Siamo orgogliosi degli sforzi che sono stati portati avanti negli ultimi anni per valorizzare questa eccellenza piemontese senza tempo - ha sottolineato il presidente Roberto Bava - che rappresenta la nostra tradizione e le nostre origini piemontesi. Il Vermouth di Torino è il primo prodotto enogastronomico piemontese entrato già nell'Ottocento in diversi mercati internazionali, prima ancora di molti vini. È oggi presente in più di 80 mercati internazionali che riconoscono il suo pregio e la sua versatilità non solo in abbinamento ai cocktail ma anche per un suo consumo in purezza».
«A partire dal 2018 abbiamo avuto una crescita media annua nelle vendite del + 24,7 % – ha dichiarato il direttore Pierstefano Berta - e questo dimostra il grado di apprezzamento da parte del pubblico. Sono sempre più i locali che lo richiedono e che vogliono averne più di una tipologia. Tutto questo successo ha generato un giro d’affari notevole, partendo da 32 milioni di euro nel 2018 e chiudendo il 2024 con 172 milioni di euro».
Formidabili questi ultimi dieci anni
Grazie al conferimento della IGP (Indicazione Geografica Protetta con relativo Disciplinare), il Consorzio del Vermouth di Torino (fondato nel 2019) è arrivato a contare a fine 2024 su 45 soci di aziende grandi e piccole (da 14 che erano), molte delle quali hanno riscoperto e rilanciato ricette sia di marchi storici ma scomparsi per varie ragioni dal mercato, sia di prodotti innovativi per mix aromatico e grafica delle etichette.
La produzione complessiva si è così attestata su circa 6.811.000 bottiglie da 75 cl, il 65% delle quali sono avviate per l'export in 82 Paesi del mondo, a cominciare dagli USA dove il Consorzio è riuscito a conseguire il prestigioso Marchio di Certificazione rilasciato dall'United States Patent and Trademark Office (ufficio brevetti Usa) per la tutela del marchio "Vermouth di Torino".
Inoltre, in USA, Canada e Regno Unito, tre anni fa è partita la campagna promozionale Mediterranean Aperitivo, una iniziativa promossa con fondi della Unione Europea e curata da Promogate, per diffondere e rafforzare la cultura dell'Aperitivo, nella quale il Vermouth di Torino è sicuro protagonista.
Tra le altre iniziative avviate è stato ricordato l'allestimento del Museo del Vermouth nello storico Palazzo Ottolenghi di Asti; la messa a punto del percorso La Strada del Vermouth che raggiungerà una serie di aziende produttrici, grandi e piccole, con visite e degustazioni guidate; l'organizzazione della nuova edizione degli Stati Generali del Vermouth di Torino a partire da una ricognizione sulla filiera delle erbe aromatiche piemontesi.
Tenuta in Sala Barbaresco, la conferenza si è poi conclusa con la degustazione di tre tipologie diverse di Vermouth di Torino come Extra-Dry, Bianco e Rosso (appositamente imbottigliati con una etichetta unbranded), a cura deisommelier Ais Piemonte, guidati dal presidente Mauro Carosso, illustrando le diverse caratteristiche e le origini storiche di ciascuna tipologia. Ogni varietà è stata accompagnata da spiegazioni sui metodi di produzione, gli ingredienti utilizzati e le differenze organolettiche.
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Servizio degustazione di Vermouth di Torino Bianco a cura di Ais Piemonte
Il mondo visto attraverso un calice di Vermouth di Torino Bianco
Proposta di degustazione dei Giandujotti di Torino con Nocciola del Piemonte IGT di varie pasticcerie
Dopo una "epica" Risottata mantecata con Vermouth di Torino Bianco servita dagli chef e sommelier Ais, i lavori sono ripresi nel pomeriggio.
Risottata mantecata con Vermouth Bianco preparata dagli chef e sommelier Ais Piemonte
Quattro tavole rotonde:
Turismo del Vermouth di Torino con interventi di Emanuela Panke (presidente Iter Vitis del Consiglio d'Europa); Barbara Toce (past vice president Congresso del Consiglio d'Europa); Marcella Gaspardone (direttore Turismo Torino); Mariangela Chiapperini (Turismo Torinoi); Fulvio Piccinino, autore del libro Il Vermouth di Torino, storia e produzione del più famoso vino aromatizzato (Graphot editore), il direttore Pierstefano Berta.
Le Parole del Vermouth con Giusi Mainardie Pierstefano Berta, autori del libro Il Grande Libro del Vermouth di Torino storia e attualità di un classico prodotto piemontese (Edizioni Oicce) e di Valerio Bigano, autore del libro C'era una volta il Vermouth, i produttori storici dal Settecento a metà degli anni Cinquanta.
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copertina Il Vermouth di Torino Storia e Produzione di Fulvio Piccinino
retro libro Il Vermouth di Torino Storia e Produzione di Fulvio Piccinino
copertina Il Grande Libro del Vermouth di Torino di Giusi Mainardi e Pierstefano Berta
retro Il Grande Llibro del Vermouth di Torino di Giusi Mainardi e Pierstefano Berta
copertina libro C'era una volta il Vermouth di Valerio Bigano
retro ibro C'era una volta il Vermouth di Valerio Bigano
Le Botaniche Piemontesi del Vermouth di Torino con il direttore Pierstefano Berta, Marco Frandini (Cooperativa Erbe Aromatiche Pancalieri) e Fulvio Piccinino, a cominciare dalla Artemisia Absinthium che caratterizza l'aromatizzazione del Vermouth.
Cassetta Vermouth Carpano con le principali erbe aromatiche in boccetta ed estratti aromatici in bottiglietta
Non di soli cocktail, altri abbinamenti del Vermouth di Torino, serie di idee per sommelier, barman e chef piemontesi con la presentazione dei Gianduiotti di Torinocon Nocciola di Piemonte IGP.
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Il Maestro Pasticcere Franco Ugetti presenta i suoi Giandujotti di Torino con Nocciola del Piemonte IGP
Giandujotti di Torino IGP Ugetti
Dalle parole ai fatti: i banchi di assaggio
Nell'adiacente Sala Barolo inoltre era possibile degustare i tanti prodotti di una ventina di aziende, grandi e piccole, aderenti al Consorzio del Vermouth di Torino (delle quali citiamo solo i prodotti più significativi), oltre che acquistarli presso il banco La Banca del Vino di Pollenzo - Bra (Cuneo). Compagnia dei Caraibi (Vermouth Carlo Alberto Riserva Superiore). Lucano 1894/Mancino (Rosso Amaranto, anche in versione Barricata, Bianco Ambrato, Kopi). Distilleria Santa Teresa/Marolo (Ulrich Bianco e Rosso). Giacomo Sperone (Rosso, Bianco, Dry). Toso (Rosso e Bianco), oltre a Gamondi Superiore Rosso. Bosca (Rosso IGP e Bianco IGP). Franco Cavallero (Superiore Rosso Nonis Februaris). Giulio Cocchi (Storico Rosso, Savoy Dry, Chazellettes Rosso della Regina). La Palera (Rosso e Bianco). Vermouth alla maniera di Strucchi (Bianco, Rosso, Dry). Bordiga (Excelsior Superiore Rosso, Superiore IGP Biologico). Campari Group (Del Professore Classico e Rosso; Bottega Cinzano 1757 Rosso ed Extra Dry). Generaj (Rosso). F.lli Branca (Carpano Classico, Rosso, Bianco, Dry e Antica Formula). Sibona (Civico 10 Rosso Superiore, Aperitiv dla Tradission). Tosti 1820 (Taurinorum Superiore Ambrato, Rosso e Bianco). Antica Distilleria Quaglia/Berto (Superiore Rosso, Ross da Travaj). Antica Torino (Rosso, Bianco, Dry). Antica Casa Vinicola Scarpa (Rosso, Bianco). La Canellese (Rosso, Bianco Superiore, Extra Dry). Martini & Rossi (Riserva Speciale Ambrato e Rubino).
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Sala Barolo Ais Piemonte con degustazioni dei Vermouth di Torino dei soci del Consorzio
Tavolo di vendita La Banca del Vino con Lorenzo, Ileana e il direttore Federico Piemonte
Vittorio Zoppi presidente Antica Torino
Valerio Bigano autore del libro C'era una volta il Vermouth
Simone Baracco al tavolo Santa Teresa Marolo con i Vermouth Ulrich
Roberto Rigante presenta Vermouth di Torino Superiore Civico 10 di Distilleria Sibona
Martina Giorla e Alessia Astro con i Vermouth alla maniera di Strucchi rilanciati da Paolo Dalla Mora
Manuela Mattalia con i Vermouth Bordiga
Luigi De Michele e Vittorio con i Vermouth Mancino di Lucano 1894
Igor Tulliach con i Vermouth Bianco e Rosso Superiore prodotti da Toso Vini
Giulio Otera e Bruno Malavasi al tavolo Campari Group con i Vermouth del Professore e Bottega Cinzano 1757
Giorgio e Francesca Bava con i Vermouth Giulio Cocchi
Federica Follo con Nonis Februaris Vermouth di Torino Superiore di Franco Cavallero Sprits
Fabio Bottini e Matteo Bonoli al tavolo F.lli Branca con i Vermouth Carpano
Carlo Quaglia con Stefano Forneris con i Vermouth Superiore Berto
Azzurra Fermo di Compagnia dei Caraibi presenta i Vermouth Carlo Alberto
Adriano Ronco al tavolo Martini & Rossi presenta i Vermouth Martini Riserva Speciale Ambrato e Rubino
Non poteva mancare a fine giornata una breve visita a Vermuttino La Bottega del Vermouth (ex Bar Barolino Cocchi) un "tempio" del Vermouth di Torino, mini cocktail bar ricavato in 20 mq nell'androne di uno storico palazzo settecentesco della vecchia Torino (via Bonelli 16/c) del Quadrilatero Romano, dietro Porta Palazzo.
Ad "officiare" sono il bartender Albero Terzi, insieme con le barlady Andrea e Noemi, potendo contare su una bottigliera di un centinaio di Vermouth, molti dei quali storici e fuori commercio, con una drink list veramente unica, da viaggio nel tempo.
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Poster Vermuttino di Torino
Andrea Furceri e Alberto Terzi di Vermuttino di Torino
Alberto Terzi di Vermuttino presenta il recentissimo Vermouth di Torino Superiore Canone Occidentale
Vermouth Giuseppe Giusti all'Aceto Balsamico di Modena al Vermuttino di Torino
Angolo memorabilia di Vermuttino di Torino
Logo Vermuttino di Torino sul retro della felpa di Andrea Furceri
C'è tempo fino al 28 marzo per candidarsi su bargiornale.it e partecipare alle selezioni per il Drink Team 2025. I professionisti della miscelazione dovranno interpretare 10 trend che segnano il mondo del cocktail contemporaneo
Dal 2012, centosessanta bartender, i nostri magnifici “senatori”, hanno contribuito al successo del Drink Team, la squadra speciale di miscelazione di Bargiornale.
Questo team esplora da oltre un decennio i confini del bere miscelato con ricette e prodotti selezionati in completa autonomia. Non ci sono scelte imposte: ognuno è libero di scegliere i propri ingredienti proprio come farebbe nel proprio bar.
Ora è il tuo turno per entrare a far parte di questo straordinario roster. Sin dall’edizione inaugurale, il Drink Team ha navigato tra i mari della mixology, esplorando territori che spaziano dai classici intramontabili ai modern classics, dalle miscele dimenticate ai cocktail più innovativi. Abbiamo creato cocktail ispirati al passato e sognato drink del futuro. Ora apriamo le porte a una nuova selezione di talenti pronti a confrontarsi con i trend del 2025.
Come candidarsi
Per candidarti, compila il form entro il 28 marzo 2025.
A selezionarti saranno i senatori del Drink Team insieme al voto on line.
I 24 candidati che usciranno dalla votazlone dei Senatori con il punteggio più alto passeranno alla fase finale e al voto on line, per arrivare ai nuovi 12 membri del Drink Team, che quest’anno esploreranno i trend del 2025.
Eccoli: - Low & No Alcohol, con mocktail e drink a bassa gradazione pensati per una clientela sempre più attenta, ebbene sì, anche al nuovo codice della strada.
- I Classici Rivisitati propongono twist contemporanei sui grandi classici.
- I Savoury Drinks, invece, aggiungono sapidità per ampliare l’esperienza gustativa.
- Il Green punta su ingredienti sostenibili e pratiche eco-friendly.
- Il Minimal si celebra l’essenzialità e la pulizia, sia negli ingredienti che nella presentazione.
- I Vermouth Drinks segnano la continua ascesa del vermouth e dell’amico bitter come protagonisti assoluti
- Gli Agave Cocktails esplorano l’universo dell’agave con Tequila, Mezcal e altri spirits.
- I drink Multisensoriali puntano a stimolare vista, olfatto e gusto con colori e profumi sorprendenti.
- Lo stile Disco & Pop richiama vibrazioni nostalgiche ispirate agli anni d’oro della musica. - Infine i 50/50 una categoria simbolo di semplicità ed equilibrio. L’unione in parti uguali di un amaro e un distillato o liquore ad alta gradazione offre nuove opportunità di sperimentazione per professionisti!
Il meccanismo
Chi può partecipare Tutti i bartender professionisti potranno candidarsi compilando il form, entro il 28 marzo 2025, su bargiornale.it. Non possono essere candidati né autocandidarsi coloro che hanno già fatto parte del Drink Team. Possono essere candidati o candidarsi coloro che, pur essendo stati candidati negli anni passati, non sono entrati a far parte del Drink Team.
Selezione a cura dei senatori Ciascun “senatore” (ex componente delle precedenti edizioni) potrà indicare, dalla lista dei candidati, fino a 10 preferenze, cui attribuirà un punteggio decrescente da 10 a 1. I 24 che avranno ottenuto i punteggi più alti saranno i candidati ufficiali.
Votazione on line Sarà successivamente pubblicata su tutti i nostri media la shortlist dei 24 candidati. Dal 5 al 20 maggio 2025 si aprirà il voto on line. Gli addetti ai lavori potranno scegliere fino a tre tra i 24 candidati selezionati nella short list dai senatori del Drink Team (il voto dei senatori del Drink Team peserà per l’80%,il voto on line il 20%).
Presentazione del nuovo team I 12 in cima alla classifica finale entreranno a far parte del nuovo Drink Team. Il nuovo Drink Team sarà presentato nel numero di giugno 2025 di Bargiornale e debutterà con le proprie ricette sul numero di luglio-agosto 2025.
Ecco l'elenco dei senatori del Drink Team, aggiornato alla stagione 2024-2025
Baritalia Lab 2025 riparte con grande entusiasmo dopo il successo dell’ultima edizione, confermando il tema “Back to Basics” al centro della sfida.
Tornare alle origini, riscoprire le fondamenta della mixology: questa è la visione che guiderà anche quest'anno Baritalia 2025, il laboratorio itinerante di miscelazione di Bargiornale. “Back to Basics” non è solo uno slogan, ma un invito a rivalutare la bellezza della semplicità, a concentrarsi sugli elementi essenziali che rendono grande il mestiere del bartender. In un mondo dove ogni cocktail è ormai un’opera d’arte e un selfie, questa filosofia ci riporta all’essenziale, evitando che la mixology diventi un campo di battaglia per chi ha più bottiglie e ingredienti strani nel bar. Nel mondo dei cocktail, questo significa creare drink innovativi attraverso un approccio semplice, ma anche riportare i classici al centro, reinterpretandoli in modo da esaltarne la purezza e la sobrietà, senza però alterare il fascino intramontabile delle loro storie.
La filosofia del “less is more”, ispirata dall’architetto tedesco Ludwig Mies van der Rohe e, a detta di alcuni, da chi odia lavare troppi shaker, trova qui una nuova applicazione: ricette con un massimo di quattro ingredienti che celebrano la creatività senza eccessi, in grado di valorizzare appieno le eccellenze dei prodotti sponsor. Ma Baritalia Lab 2025 non si limiterà alla creazione di cocktail. Oggi più che mai, il ruolo del barman si espande, trasformandosi in quello di un autentico oste, capace di creare un’esperienza unica per ogni ospite. Durante le tappe di Baritalia 2025, che attraverseranno città come Firenze a fine marzo, Salerno a maggio, Padova a giugno, Torino a settembre e Catania a inizio novembre, i giudici premieranno non solo l’abilità tecnica e la qualità del drink, ma anche la capacità di trasformare il servizio in una performance memorabile, dove ogni dettaglio contribuisce a far sentire il cliente il vero protagonista.
La finale si terrà a Venezia il 24 novembre, una città che con la sua storia di crocevia culturale e commerciale incarna perfettamente lo spirito di Baritalia 2025. Qui, tra il fascino dei suoi canali e la maestosità dei suoi palazzi, la mixology diventa un’arte che dialoga con la tradizione e la creatività, offrendo una scena unica per celebrare l’eccellenza del settore.
Parallelamente alla competizione, si terranno masterclass di miscelazione aperte a tutti i professionisti, previa registrazione. Questi incontri saranno guidati da esperti selezionati e dagli ambassador delle aziende partner, che proporranno degustazioni dei loro prodotti e cocktail in formato tasting.
Non mancherà il signature bar di Baritalia, dove i partecipanti potranno assaggiare le creazioni più rappresentative delle aziende sponsor.
Baritalia Lab 2025 è molto più di un evento: è un laboratorio di idee, un manifesto per la mixology del futuro e una celebrazione di ciò che rende unico questo mestiere. Un’esperienza che non si limita a coinvolgere, ma che ispira e lascia un segno indelebile, magari anche su un bicchiere, ma solo se è il cocktail giusto.
Le date
24 marzo FIRENZE 12 maggio SALERNO 23 giugno PADOVA 29 settembre TORINO 3 novembre CATANIA 24 novembre VENEZIA - Finale
Mentre in Italia lo spreco alimentare cresce, la Torrefazione torinese rilancia il piacere della buccia e della polpa della ciliegia di caffè essiccata
Ogni parte della ciliegia del caffè può contribuire alla realizzazione di bevande gustose. Il grande protagonista dell’industria caffeicola è il chicco che, opportunamente lavorato e tostato, viene trasformato in estrazioni espresso, a filtro o con numerosi altri metodi di estrazione. Il frutto che avvolge il chicco del caffè - la cascara, che in spagnolo significa “buccia” o “guscio” - viene spesso utilizzato nei Paesi d’origine per la concimazione nel caso del frutto processato con il metodo lavato; in altri casi si fa seccare e si compatta e viene utilizzato come combustibile simile al pellet e usato in agricoltura.
Ma quando la buccia proviene da una filiera naturale certificata Bio, è importante valorizzarla, proponendola ai consumatori come bevanda piacevole: una proposta che unisce gusto e innovazione. È il caso della Cascara biologica Costadoro, frutto di una filiera responsabile e senza sprechi, raccolta in Perù nei soli mesi di giugno, luglio e agosto, in un ambiente incontaminato immerso nella natura tra1380 e 1720 metri e coltivato da famiglie locali: un ulteriore elemento che ne fa un prodotto unico.
La bevanda che se ne ottiene ha un gusto e un profilo aromatico differente rispetto al caffè: i sentori richiamano infatti note di pera, rosa canina, ciliegia, con una dolcezza delicata, un corpo pieno, è ricca di antiossidanti e ha una percentuale minore di caffeina rispetto al caffè.
La cascara si può trasformare a caldo utilizzando il metodo a filtro lasciandola in infusione per circa 4 minuti (la durata varia anche in base al gusto del consumatore), oppure a freddo, di nuovo in infusione in frigorifero per circa 12 ore, con l’aggiunta di ulteriori spezie o frutti a piacimento. La certificazione Bio è un fattore molto importante e un elemento di tutela della salute, in quanto il processo di estrazione delle sostanze tramite infusione in acqua (sia calda sia fredda) riuscirebbe a diluire i possibili pesticidi rimasti nel frutto anche dopo il suo lavaggio.
Per Costadoro la proposta della sua Cascara biologica rappresenta non solo una scelta di gusto, ma anche un esempio concreto di valorizzazione del prodotto e di economia circolare applicata al mondo del caffè.Utilizzando anche questa parte che spesso rimane uno scarto, la Torrefazione torinese promuove anche una produzione consapevole che riduce al minimo gli sprechi. È un impegno che persegue non solo in occasione della Giornata Nazionale di prevenzione dello spreco alimentaredel 5 febbraio: dal 2023 l’attenzione verso i temi di economia circolare e di sostenibilità le hanno fatto meritare la Certificazione B Corp, attribuita alle imprese che operano seguendo alti standard di performance sociale e ambientale.
Il nuovo arrivato nella gamma di Contorni Minute è un mix mix equilibrato e croccante di verdure, composto da fagiolini verdi, carote, patate e cipolle
Si amplia la gamma di Contorni Minute di Bonduelle Food Service. Il nuovo arrivato è il Contorno Rustico Minute, un mix equilibrato, croccante e gustoso di verdure composto da fagiolini verdi (30%), carote (35%), patate (25%) e cipolle (8,5%), le ultime due prefritte in olio di semi di girasole.
Realizzato con materie prime di qualità, accuratamente selezionate, il nuovo prodotto, come gli altri della gamma, ha un altro aspetto distintivo nel processo di lavorazione con il quale viene preparato, la tecnologia brevettata Minute. Grazie a questa soluzione, il prodotto viene cotto al vapore e surgelato al naturale entro 24 ore dalla raccolta con tecnologia Iqf (Individually quick frozen), che ne preserva al massimo le proprietà organolettiche e nutrizionali, garantendo al tempo stesso un’ottima resa. Il processo permette infatti di evitare il rilascio di acqua e la perdita di peso durante la cottura, mantenendo anche il colore naturale delle materie prime.
Pratico e versatile
Alla qualità si unisce poi la praticità, grazie alla facilità e velocità di preparazione, che si può effettuare in diversi modi e senza dover scongelare prima il prodotto: in forno a microonde, per 8 minuti a 800 W (per 500 g di prodotto); in forno a convezione, per 15 minuti a 160 °C (per 2,5 kg di prodotto); in padella per 20 minuti (per 500 g di prodotto).
Molto versatile, il Contorno Rustico Minute si inserisce facilmente in qualsiasi menù, adattandosi a ogni piatto. Il mix di verdure che lo compone consente all’operatore di accompagnare con un contorno fresco e colorato qualsiasi preparazione, dalla più semplice e alla più ricercata, rispondendo all’esigenza sempre più sentita di introdurre vegetali nella loro dieta anche quando consumano il loro pasto fuori casa.
Un'opzione in più per accompagnare i piatti
Disponibile in busta da 2,5 kg (confezione da 4 buste), con shelf life di 24 mesi (conservato a -18 °C), il nuovo arrivato si unisce alle altre quattro referenze della gamma Contorni Minute, permettendo di avere per ogni giorno della settimana una proposta diversa: Fantasia Contadina, con fagiolini verdi e bianchi, carote, cipolle, melanzane prefritte; Fantasia Italiana, con zucchine, carote, patate; Contorno Natura, con broccoli, carotine extra fini, piselli dolci in baccello, patate con buccia; Contorno Tricolore, con cavolfiori, broccoli, carote.
Quarta edizione per la fiera dedicata al vino buono, pulito e giusto. Ad attendere i visitatori, oltre 1.000 cantine da 29 Paesi, più di 5.000 etichette e 300 buyer, 17 masterclass e un ricco programma di conferenze ed eventi, tra amari, spirits e specialty coffee
La Slow Wine Fair, l'unica fiera internazionale dedicata al vino buono, pulito e giusto, è pronta a festeggiare la quarta edizione, in calendario a Bologna da domenica 23 a martedì 25 febbraio.
In contemporanea si svolge SANA Food, l’evento sulla sana alimentazione fuori casa, cui si può accedere con lo stesso biglietto di ingresso alla Slow Wine Fair.
Organizzata da BolognaFiere con la direzione artistica di Slow Food, la Slow Wine Fair promuove i vini frutto di un'agricoltura sostenibile, artigianale, che rispetta la biodiversità e il paesaggio, tesa alla crescita socioculturale delle comunità agricole e a rendere i consumatori più consapevoli.
Alcuni scatti dell'edizione 2024 della fiera
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Vini buoni, puliti e giusti da 29 Paesi
Ad attendere i visitatori sono oltre 1.000 cantine selezionate, provenienti da tutte le regioni italiane e da 28 Paesi del mondo, più di 5.000 etichette al banco d’assaggio e 300 buyer.
Oltre il 50% delle cantine sono biologiche, biodinamiche o in conversione, e molti dei produttori presenti propongono soluzioni di packaginge logistica sostenibili.
Nel loro percorso tra i padiglioni, i professionisti dell'Horeca e della Gdo che cercano vini di alta qualità, e i wine lover, ai quali la manifestazione apre le porte domenica 23, possono spaziare dalle denominazioni più blasonate – quali Amarone, Barolo, Barbaresco, Brunello e Chianti – ai vitigni “minori”, rappresentativi del territorio e della sua biodiversità, dalle aziende più giovani a quelle al femminile.
Masterclass e conferenze
Il programma della Slow Wine Fair offre ben 17 masterclass, le degustazioni guidate che esplorano il panorama vinicolo italiano e internazionale, e conferenze sulla sostenibilità della filiera del vino e la biodiversità dei vini in Italia, affiancate dall’esposizione delle tecnologie, delle attrezzature e dei servizi più innovativi dei partner della sostenibilità.
Amari, spirits e mixology
Nell’area della 5aFiera dell’Amaro d’Italia, promossa da Amaroteca e Anadi - Associazione Nazionale Amaro d’Italia, produttori di eccellenza raccontano la storia dei propri amari e i loro legami con ingredienti e ricette locali. Nella stessa area trovano spazio gli spirits, la mixology e la new entry dei sidri.
Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow e specialty coffe
Se il Premio Carta Vini Terroir e Spirito Slow, assegnato ogni anno ai locali che più valorizzano i vini delle categorie in concorso, si estende alla migliore selezione di amari, un’altra novità riguarda gli specialty coffee: di scena a BolognaFiere, alcuni dei top roaster della Slow Food Coffee Coalition, la rete internazionale che unisce i coltivatori di caffè ai principali artigiani torrefattori.
Bruno Vanzan crea quattro nuovi cocktail con i liquori e gli sciroppi della francese Marie Brizard
Storica azienda francese la Marie Brizard è ben conosciuta oggi sul mercato per la sua gamma di liquori e sciroppi e, in particolare per il suo Anisette, liquore all’anice la cui ricetta combina alla perfezione spezie ed erbe aromatiche.
Lunga la storia di un'azienda fondata nel 1755 a Bordeaux. In un’epoca in cui il mondo degli affari era dominato dagli uomini, Marie Brizard fondò con il nipote Jean-Baptiste Roger la Marie Brizard & Roger, divenendo una delle prime donne imprenditrici francesi. Grazie alla qualità dei suoi prodotti e a un’abile rete commerciale, i suoi liquori conquistarono rapidamente la Francia e poi l’estero. La sua Anisette divenne celebre e apprezzata in tutto il mondo.
Dopo la sua morte nel 1801, l’azienda continuò a crescere, ampliando la gamma di liquori e affermandosi come un nome storico nel settore. Oggi Marie Brizard è sinonimo di tradizione e savoir-faire, un marchio che ha attraversato i secoli mantenendo viva l’eredità della sua fondatrice
Nel corso del tempo, Marie Brizard ha poi ampliato la sua gamma con liquori alla frutta, creme e sciroppi, diventando un punto di riferimento nel mondo della mixology. Il marchio si distingue per l’attenzione alla qualità degli ingredienti utilizzati e la ricerca compiuta attorno alle tecniche impiegate per l’estrazione degli aromi da ogni singola materia prima.
Per far conoscere ancora meglio la propria gamma Marie Brizard, per mezzo dei distributori italiani Mixer Cocktails (28 i liquori e 26 i sciroppi in catalogo), ha chiamato Bruno Vanzan, professionista riconosciuto a livello internazionale che ha dato vita a 4 ricette. Eccole:
Sunset Veil
45 ml Calvados
30 ml Poire William Marie Brizard
30 ml succo di mela acidificato
1 dash Angostura Aromatic Bitters
10 ml soluzione salina
Preparazione: Shake & double strain
Cherry Alchemy
50 ml Cognac
15 ml cherry
15 ml Mandarine
7,5 ml Nocino
Preparazione: Stir & strain
Scarlet twist
45 ml bourboun whisky
20 ml Jolie Cherry Marie Brizard
5 ml Maraschino Luxardo
2 dash angostura bitter
Basil Noir
40 ml rum 8 anni
15 ml Cherry Liquor
15 ml Cassis de Dijon Marie Brizard
4 foglie di basilico
Il più importante torneo internazionale di rugby, il Sei Nazioni, debutta allo Stadio Olimpico il prossimo 8 Febbraio. E come ormai è tradizione, torna il Terzo Tempo Village targato Peroni Nastro Azzurro, frutto della consolidata partnership fra il brand birrario e la Federazione Italiana Rugby.
Uno spazio che di anno in anno coinvolge sempre più appassionati, che offre al grande pubblico l’atmosfera unica e coinvolgente del rugby, insieme a un programma di eventi speciali per tutti i partecipanti. «Il Terzo Tempo Village - spiega Viviana Manera, Direttrice Marketing Birra Peroni - è un evento pensato e realizzato per il grande pubblico e di anno in anno si riconferma il luogo dove vivere esperienze uniche grazie al piacere di stare insieme, registrando sempre edizioni da record».
Ad aprire le danze del Terzo Tempo Village sabato 8 febbraio sarà Carl Brave, cantautore e produttore romano tra i più noti della scena musicale contemporanea, che si esibirà dopo il match Italia-Galles. Peroni Nastro Azzurro sarà presente anche nelle altre due tappe romane, domenica 23 febbraio con la sfida Italia-Francia e la musica degli Eiffel 65 e ancora sabato 15 marzo per Italia-Irlanda e il concerto di Salmo, rapper e produttore discografico italiano, a chiudere ufficialmente la manifestazione con la sua musica.
All’interno del villaggio sarà anche allestita The House of Peroni Nastro Azzurro: uno spazio dedicato all’ospitalità e al gusto, per tifosi e all’interno sarà anche prevista un’area dedicata alla Federazione Italiana Rugby, che celebrerà i 25 anni della partecipazione dell’Italia al torneo Sei Nazioni attraverso l’accurata esposizione di maglie e altri pezzi iconici e memorabilia della Federazione.
I cinque aperitivi analcolici sono realizzati con acqua oligominerale della sorgente Camonda delle Piccole Dolomiti, in Comune di Valli del Pasubio, e comprendono Spritz Zero, Gin Tonica Zero, Bellini Zero, Limoncello Zero Spritz e Mojito Zero.
Il trend delle bevande low alcol o zero alcol continua la propria avanzata nei vari canali distributivi. Dopo il successo negli scorsi anni degli aperitivi analcolici Spritz Zero e Gin Tonica Zero, Fonte Margherita 1845 propone i nuovi gusti Bellini Zero, Limoncello Zero Spritz e Mojito Zero.
In linea con il concetto di una socialità responsabile, le bevande sono tutte realizzate con acqua oligominerale della Sorgente Camonda (nelle Piccole Dolomiti) a basso contenuto di sodio (0,027 g/lt) la cui acqua sgorga nel Comune di Valli del Pasubio (Vicenza), solo con aggiunta di aromi naturali, senza alcun colorante artificiale. Sono confezionate in bottiglie di vetro chiaro da 27,5 cl con tappo a vite.
La gamma Zero si aggiunge alle tradizionali bibite Fonte Margherita 1845.
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Aperitivo analcolico Spritz Zero in bottiglia 27,5 cl
gamma bibite Fonte Margherita 1845
Fondata nel 1845 in località Molino Vecchio, Fonte Margherita si avvale oggi di quattro sorgenti: Camonda a Torrebelcino VI; Sorgente Alba, Fonte Lonera e Fonte Regina, tutte e tre in Valli del Pasubio VI. tre stabilimenti: Fonte Margherita/Torrebelvicino VI; Fonte Lonera Staro/Valli del Pasubio VI; Sorgente Alba/Valli del Pasubio VI. cinque marchi di acqua minerale: Fonte Margherita 1845, Acqua Azzurra, Fonte Regina Staro, Fonte Lonera Staro, Sorgente Alba.
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Acque Minerali Acqua Azzurra, Fonte Margherita 1865, Sorgente Alba e Fonte Regina Staro in bottiglie di vetro 80 cl
Acqua Minerale Fonte Margherita 1845 in vari formati
Qualche anno fa Fonte Margherita è stata rilevata e rilanciata dal giovane ed entusiasta manager Denis Moro (attuale amministratore delegato) insieme con Nicola Sartore, ai quali si è aggiunto il fratello Edoardo Sartore, che l'hanno portata a una capacità produttiva di oltre 65 milioni di bottiglie annue, con un fatturato previsto 2024 di circa 7 milioni di euro, puntando su qualità e attenzione all'ambiente, utilizzando bottiglie di vetro e confezioni in brick ecofriendly interamente riciclabili.
I cinque Aperitivi Zero saranno presenti anche a Beer & Food Attraction al Padiglione/Hall C3, stand 009.