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Birrificio Angelo Poretti inaugura la Festa del Luppolo italiano

Festa del Luppolo del Birrificio Angelo Poretti
Aumenta la coltivazione del luppolo in Italia, in particolare di varietà americane speciali come il Cascade, grazie all'impegno di aziende come Birrificio Angelo Poretti (Carlsberg Italia) e Italian Hops Company.

Per rendere protagonista un ingrediente fondamentale per l'aromatizzazione della birra, il Birrificio Angelo Poretti ha recentemente organizzato a Milano la prima Festa del Luppolo italiano.

Come location è stata scelta Cascina Cuccagna, nella zona di Porta Romana, dove viene ospitata un'area dedicata alla coltivazione del luppolo Cascade, varietà americana utilizzata per caratterizzare la produzione di Birra Angelo Poretti 4 Luppoli Lager conferendo un particolare aroma agrumato con note floreali.

Alla base dell'iniziativa c'è il progetto del Birrificio Angelo Poretti (gruppo Carlsberg Italia) teso a valorizzare la filiera produttiva italiana del luppolo, in partnership con l'azienda Italian Hops Company di Modena operante fin dal 2011 con un impianto a spalliera su 7,5 ettari a Marano sul Panaro, in collaborazione con l'Università di Parma.

«Siamo particolarmente orgogliosi di questo evento che mette al centro il Luppolo ed il nostro Paese e che racconta la nostra ricerca continua sugli ingredienti di qualità, da veri ”Maestri del Luppolo”, ed il nostro impegno nel valorizzare il nostro territorio e l’intera filiera produttiva italiana – ha commentato Serena Savoca, Marketing Director Carlsberg Italia - Lappuntamento in Cascina Cuccagna è stato il primo di una serie di eventi dedicati a questo prezioso ingrediente da sempre materia prima fondamentale per tutte le nostre birre».

La collaborazione del Birrificio Angelo Poretti con Cascina Cuccagna prosegue con un calendario di iniziative e appuntamenti di approfondimento sulla produzione della birra per celebrare questo ingrediente nel mese della raccolta, con diverse attività in locali e punti vendita aderenti all’iniziativa.

Benvenuti al Bar Gamondi!

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Benvenuti in casa Gamondi è il cocktail program firmato dal brand di Toso. Un menu, con 12 ricette create da Gianluca Amoni e Christian Olivari, pensato per barman alle prime armi, mixologist e cocktail lover. Con grandi protagonisti le eccellenze del marchio

Spesso gli operatori bar si ritrovano in mano drink strategy aziendali che hanno l’obiettivo di presentare una serie di cocktail legati a un determinato marchio. Più raro trovarsi di fronte a un vero e proprio cocktail program che ha l’ambizione di raccontare più nel profondo le sfumature aziendali, attraverso un prodotto trasversale, pensato tanto per i professionisti quanto per gli appassionati della mixology. È quanto ha fatto Toso, l’azienda di Cossano Belbo specializzata in vini, liquori e vermouth, per il suo marchio Gamondi.

Benvenuti in casa Gamondi è il cocktail program che vuole promuovere e valorizzare l’intera gamma aziendale in miscelazione. Protagonisti della proposta di miscelati sono infatti le grandi specialità del brand.

SCARICA IL COCKTAIL PROGRAM GAMONDI

Le eccellenze di casa Gamondi

A cominciare dal Vermouth di Torino Superiore Rosso Gamondi e dal Vermouth di Torino Superiore Bianco Gamondi, prodotti recuperando un’antica ricetta dell’erborista Carlo Gamondi, il fondatore del marchio. Il primo è un vermouth rosso (alc 18% in vol) la cui base vino è composta da Moscato d’Asti Dogc, scelto per la sua grande finezza aromatica, e di bianco Piemonte Cortese Doc: in quest’ultimo viene infusa la principale botanica, l’assenzio piemontese, mentre le altre botaniche, tra le quali troviamo sambuco, cannella, cardamomo, vaniglia del Madagascar, scorze di arance amare fresche, sono infuse in alcol puro. Il risultato è un prodotto dal profumo aromatico, intenso, con note di china, coriandolo e arancia amara, e dal sapore intenso e persistente, con un piacevole retrogusto amaro. Un mélange di vini piemontesi, tra i quali domina il Moscato d’Asti Docg, è la base vino anche del Vermouth di Torino Superiore Bianco Gamondi (alc 17% in vol), fine ed elegante al palato e dal bouquet carico di profumi, con note floreali di assenzio e sambuco che si aggiungono a quelle speziate di cardamomo, pepe e cannella e a quelle dolci della vaniglia.

La gamma di specialità prosegue con il Bitter Gamondi (alc 25% in vol), un aperitivo, di colore rosso profondo, intenso e tradizionalmente amaro che nasce dall’infusione di erbe e piante aromatiche, e che si caratterizza per l’aroma forte e deciso, e con l’Aperitivo Gamondi (alc. 13,5% in vol), dal colore arancio vivace, che nasce da un elegante blend di vini bianchi e infusi di scorze di arance e piante aromatiche, che gli regalano un gusto pieno, fresco e agrumato e un profumo intenso con tipiche note dolci-amare delle scorze di arancia.

Infine, altro pezzo forte è l’Amaro Gamondi (alc 27% in vol), anche questo realizzato con un’originale ricetta del fondatore, che prevede una tradizionale macerazione a freddo di erbe e piante aromatiche e che spicca per lo straordinario equilibrio di gusto dolce-amaro, che lo rendono perfetto sia come classico dopo pasto, liscio o con ghiaccio, sia come ingrediente per la mixology.

Un cocktail program trasversale

Il cocktail program Gamondi non è un semplice esercizio stilistico, ma un menu fatto per essere usato in maniera trasversale, pensato per ogni genere di professionista e non solo. Si rivolge al barman alle prime armi, al mixologist, ma anche al cocktail lover. Un fedelissimo dei cocktail bar che, anche in periodo di pandemia, non ha rinunciato al bere miscelato di qualità. Il barman alle prime armi troverà ricette gustose e di semplice esecuzione da inserire in carta. Il mixologist avrà una base di partenza per elaborare ricette ricercate. Il cocktail lover, o appassionato di cocktail, potrà godere facilmente delle ricette grazie a una serie di formule semplici e per niente cervellotiche.

Il cocktail program è dunque nato all’insegna del concetto evergreen come “less is more”, semplificando le esecuzioni e ricercando la facile reperibilità degli ingredienti. A dargli vita i brand ambassador Gamondi, Gianluca Amoni e Christian Olivari, entrambi bartender e docenti, accomunati da un’idea della miscelazione facile e alla portata di tutti. Sono nate così 12 ricette, suddivise in 3 categorie: twist on classic, low alcohol e ultrapop (sodati e sparkling). Nella prima sono comprese le rivisitazioni dei classici della miscelazione, ma anche omaggi ai cosiddetti modern classic. La seconda strizza l’occhio a uno dei maggiori trend del mercato (il low alcohol). L’ultima comprende le ricette più “easy”: long drink che si preparano con due ingredienti o poco più e pochissime mosse.

Il tutto con un’attenta ricerca narrativa: ogni cocktail è stato raccontato e commentato in modo analitico, ma cercando comunque un tone of voice adatto a tutti. Il risultato? L’heritage e il terroir Gamondi ne escono protagonisti, ma soprattutto sono l’incipit di una storia accessibile, che può essere raccontata attraverso i bicchieri di mezzo mondo.

 

Tutti protagonisti nella nuova campagna Sky Business

Sky
Da sinistra a destra: Martin Mulattieri del 442 Sports Pub di Milano; Luca Bocchia e Luca Arduini del Mastiff Pub di Parma
Sky Business Confidential è la nuova serie che vede protagonisti i gestori di locali e di hotel. Scopri novità di una stagione ricca di appuntamenti con il grande sport

Questa volta suona il campanello e passa dalla porta! La nuova campagna che Sky Business lancia ad ottobre, firmandola con il nuovo logo di brand, regala ai gestori di locali e hotel il ruolo di protagonisti perché raccontino i segreti per fare al meglio il loro lavoro. Si intitola infatti Sky Business Confidential e va a caccia delle case histories più rappresentative del territorio italiano.

Per l’occasione, infatti, i protagonisti selezionati sono insigniti del ruolo di Sky Business Ambassador (per scoprire tutti gli episodi, clicca qui). Veri portavoce che hanno deciso con simpatia e disponibilità di prestare tempo e volto al racconto della propria storia. Il fil-rouge per tutti è la condivisione di alcuni suggerimenti professionali per far felice il cliente e delle loro scelte personali di gestione.

Ad aiutare gli Ambassador nel racconto, ponendo loro le domande giuste e curiosando nelle loro attività con entusiasmo, c’è un volto noto di Sky: Sara Brusco. Gli episodi sono stati girati con l’obiettivo di cogliere con spontaneità e ricchezza di dettagli ogni momento dell’attività degli Ambassador. La scelta di abbonarsi a Sky si è rivelata ricca di sfumature diverse a seconda della tipologia di struttura e di cliente. Nei pub la diretta delle partite di calcio (ma anche del basket a notte inoltrata) ricrea l’evento live e il tifo (quasi) da stadio.

Martin Mulattieri, proprietario del 442 Sports Pub di Milano racconta come, per caso o per fortuna, la data di inaugurazione del suo pub coincida con quella di fondazione di una grande squadra di calcio. Ovviamente quella del cuore. I suoi clienti sanno che è il luogo perfetto dove poter seguire lo sport che più amano.

A Parma invece, gli Ambassador Luca Arduini e Luca Bocchia del Mastiff Pub sono costantemente alla ricerca del meglio per la propria clientela e in questo rientra anche la programmazione Sky per soddisfare le passioni di italiani e stranieri.

Una stagione davvero ricca

E con Sky Business la stagione 2021/22 è davvero unica! Tutta la Serie A TIM con 10 partite su 10 a giornata, incluse le 7 partite in sublicenza da DAZN, tutte visibili sul nuovo canale Sky Sport Bar (canale 215); tutta la UEFA Champions League, inclusa la migliore partita del mercoledì sera disponibile su Prime Video Sportsbar grazie all’accordo con Amazon; la Serie BKT, la UEFA Europa League e la UEFA Europa Conference League.

In più sport, news e intrattenimento, tutto in un’unica offerta compatibile con la nuova TV digitale.

Dal bar in pieno centro al pub della piccola città, dal resort al B&B, Sky torna a casa con una valigia piena di informazioni confidenziali importanti che potranno essere scoperte solo guardando tutte le puntate!

Scopri tutti gli episodi di Sky Business Confidential

 

Mamò Lab, la gelateria è anche una scuola per professionisti

Mamò Gelato
Il quarto pdv della galassia Mamò a Roma ospita anche una sala per formazione e condivisione di tecniche e buone pratiche sul gelato artigianale

Roma, zona Pigneto. La passione per il gelato artigianale dei fratelli Monaco - Cristian, Andrea e Simone - diventa il quarto pdv delle gelaterie Mamò. Solo che questa ha qualcosa in più. Il locale è collocato in uno spazio ampio, progettato apposta in ogni dettaglio per poter divenire un laboratorio all’avanguardia ma anche un luogo di confronto nel quale appassionati e professionisti possano aggiornarsi sul gelato artigianale. I 200 mq del punto vendita Mamò Lab comprendono il laboratorio e uno spazio dedicato a formazione e dimostrazione, per coinvolgere aziende e produttori, colleghi gelatieri e appassionati, ma anche professionisti del mondo della pasticceria e della caffetteria. La sala demo consentirà anche di svolgere una costante formazione interna per i dipendenti delle varie gelaterie della famiglia Monaco (le altre tre sono in via Lorenzo il Magnifico, in Largo Antonio Beltramelli e in via Tripoli, aperte tra il 2005 e il 2016. Lo spazio dedicato alla formazione che può ospitare fino a 15 persone, 30 se dovessero cadere le restrizioni imposte dall'emergenza sanitaria.

 

«Vogliamo che sia una salotto aperto»

«Questo nuovo spazio nasce per permetterci di lavorare il gelato nel miglior modo possibile, grazie ad un laboratorio attrezzato con macchine all’avanguardia, ma Mamò Lab sarà soprattutto un ‘salotto del gelato artigianale’, un luogo nel quale appassionati, professionisti e protagonisti di questo mondo potranno incontrarsi per tenere e seguire corsi, aggiornarsi e confrontarsi», spiega in una nota Cristian Monaco, responsabile della produzione e della formazione - mentre i fratelli Andrea e Simone seguiranno rispettivamente la comunicazione e la gestione logistica.

Attrezzature di ultima generazione e consumi ridotti

Quanto al prodotto, Cristian Monaco - già vincitore di diverse tappe del Gelato Festival -  segue la filosofia della lista ingredienti corta, per produrre il gelato ricorrendo a non più di tre-quattro ingredienti. Produzione giornaliera, gelato fresco ogni mattina e gusti golosi come i cavalli di battaglia zucchero e pinoli o la Sicilia romana (con pistacchio, mandorla e pistacchi pralinati). Il laboratorio è pensato in ottica di sostenibilità, grazie a macchine di ultima generazione - abbattitori, mantecatori, forni e pastorizzatori - e attenzione al consumo delle risorse necessarie per la produzione come acqua ed energia elettrica.  

A Natale si brinda con Birra Forst Christmas Brew

Forst Birra di Natale 2021 in bottiglia 33 cl e 2 litri
Una tradizione lunga 18 anni che porta sui tavoli le originali bottiglie Forst da due litri con birra ambrata.

Sono 18 anni che Forst prepara un'apposita edizione limitata della Birra di Natale - Christmas Brew in un'originale bottiglia da due litri con tappo meccanico.

Come decorazione dell'etichetta, quest'anno è stata scelta un'immagine molto tradizionale che rappresenta la Natività di Nostro Signore nella stalla di Betlemme, sovrastata dai caratteristici Tre Pini stilizzati del marchio Forst posti su una corona d'oro.

Come altri prodotti tradizionali del Nord Europa, la Birra di Natale Forst si contraddistingue per il colore ambrato (Ebc 18), grado di amaro medio (Ibu 23), corpo armonico dall'aroma di malto, con contenute note luppolate.
La specialità di Lagundo (Bolzano) si abbina facilmente con snack o piatti dai sapori decisi, dolci e salati, dai panettoni alla birra Forst ai panforte, dallo Speck AA Igp ai salamini affumicati Kaminwurzen, ai formaggi stagionati tipo Asiago Dop e Grana Padano Dop, dai formaggi vaccini a pasta molle Brasii Forst Bierkas Capriz Feinkäserei affinati con malto caramello e birra doppio malto Forst ai formaggi 100% di latte di pecora Riserva Nera Capriz.

Oltre alla iconica bottiglia da 2 litri con marchi in rilievo, Birra di Natale Forst è commercializzata in fusti da 15 e 30 litri, oltre che nel fustino Forsty da 12,5 litri e in bottiglie da 33 cl.

La Via Del Tè compie 60 anni con una miscela italiana

La Via del Tè - Anniversario
Il brand fiorentino si pone come obiettivo il raggiungimento di un equilibrio di sostenibilità all’interno dell’azienda e nel rapporto con i fornitori

Quella de La Via del Tè è una storia di famiglia, iniziata nel settembre del 1961 da Alfredo Carrai, che, affascinato da questo prodotto esotico, si lanciò nell’introduzione in Italia del suo consumo e della cultura di una bevanda antica e ricca di fascino, la seconda più bevuta al mondo dopo l’acqua.

Un tradizione portata avanti da figli e nipoti che quest’anno compie 60 anni; per l’occasione, il brand fiorentino si è posto due importanti obiettivi. Il primo è stato creare una miscela di tè interamente italiana. In partnership con la piantagione sperimentale di Premosello in Val d’Ossola (VB), è stata realizzata la miscela Anniversario, un’edizione speciale e limitata. Si tratta di una miscela molto delicata, dove al tè verde di base vengono aggiunti petali di rosa italiana, scorza di bergamotto e aroma naturale di limone. Il risultato è una bevanda morbida con leggere note di castagna, tipiche dei migliori tè verdi e profumo di agrumi. L’intento ultimo, è molto ambizioso: «Vogliamo arrivare a coltivare e commercializzare una vera linea di tè italiano», spiegano i figli dei fondatori, i sei fratelli Leonardo, Paolo, Regina, Giulia, Anna e Valentino Carrai - tutti impegnati nell’azienda.

Il secondo obiettivo, è raggiungere un equilibrio ecosostenibile all’interno dell’azienda e non solo. Un primo passo è stato l’eliminazione della plastica dagli imballaggi di spedizione, utilizzando al suo posto carta certificata FSC (che assicura una gestione forestale responsabile), con cui sono inoltre realizzati tutti gli shopper; per la stampa viene usato inchiostro ad acqua. La linea dei filtri è in cotone riciclabile e biodegradabile; anche ai fornitori di oggettistica è stato chiesto di eliminare la plastica. «È un aspetto su cui abbiamo investito tempo e risorse e in cui crediamo fortemente: per cambiare l’impatto dell’uomo sull’ambiente è necessario l’impegno di tutti» spiega Anna Carrai, responsabile del controllo qualità.

La ricerca di obiettivi ambiziosi è parte dello spirito dell’azienda fiorentina fin dalla sua fondazione. «Mi piacque la sfida di riuscire a vendere un prodotto unico e poco conosciuto con grandi possibilità di sviluppo. Ma ero giovane, credevo nel prodotto”, afferma il fondatore Alfredo Carrai. In seguito la famiglia è riuscita a divulgare la cultura del tè in un paese per lo più “coffee oriented”, introducendo sul mercato varietà completamente sconosciute provenienti da paesi dell’Asia, come Cina e Giappone.

Oggi La Via del Tè  ha una catena di negozi monomarca. Ai tre indirizzi fiorentini, si aggiungono il punto vendita aperto a Torino e i due di Milano.

Manufacture de Glace, il gelato di Alain Ducasse, “parla” italiano

Matteo Casone_ph_Philippe Vaures Santamaria copia
Il bolognese Matteo Casone è il responsabile di produzione della Manufacture de Glace, la nuova gelateria parigina dello chef stellato Alain Ducasse

A metà giugno a Parigi, in rue de la Roquette, si sono aperte le porte della Manufacture de Glace, il terzo format firmato Ducasse, dopo la Manufacture de Chocolat e la Manufacture de Café (replicati con successo a Londra e Tokyo e con vari corner in Francia). «Realizzo un sogno della mia gioventù - dice lo stellato 65enne chef e imprenditore, che vanta 34 ristoranti nel mondo -. Hanno gusto genuino e texture complessa: i nostri gelati hanno vero carattere». Lo stile e i principi fondanti sono quelli di sempre della maison Ducasse: ingredienti di alta qualità, tecniche artigianali per offrire al cliente una vera experience gastronomica. Non poteva essere altrimenti; la vera sorpresa semmai è la scelta del responsabile gelatiere, il giovane bolognese Matteo Casone. E vogliamo leggere in questa scelta un tributo non solo alla competenza di Matteo, ma anche all’expertise italiana nella produzione di gelato artigianale.

Il sorbetto che ha conquistato Ducasse

Casone la passione per il gelato l’ha sempre avuta tanto che, dopo l’iniziale gavetta per imparare i fondamentali, è partito per l’Australia, dove ha aperto una gelateria a Brisbane. Dopo il ritorno in Italia e varie esperienze nel settore lo scorso anno succede l’incontro fatidico con Alain Ducasse, che sta affinando il progetto della sua gelateria ed è in cerca di un responsabile di produzione. Matteo si mette in gioco e sottopone a Ducasse un sorbetto di pompelmo e vermouth, che conquista lo chef. Visto e preso, Matteo guadagna un biglietto di andata per Parigi ed entra alla Manufacture come responsabile di produzione. Fra i concetti fondanti della Manufacture de Glace, c’è quello di mettere in luce il savoir faire dei gelatieri, valorizzare l’uso di ingredienti freschi di qualità e le tecniche di preparazione, principi che trovano rispondenza anche nel design del locale, grazie alla facciata trasparente che consente ai passanti di vedere il minuzioso lavoro artigianale della boutique. Qui ogni giorno vengono preparati 16 gusti, con una rotazione che rispetta la stagionalità degli ingredienti, mentre per i corner parigini più piccoli sono state messe a punto delle coppette confezionate. Fra le specialità, i gusti classici, granite o ricette originali (come ad es. il sorbetto alle erbe fresche, il gelato all’olio d’oliva o i gelati cocktail), molti dei quali sono caratterizzati da una particolare “masticabilità” che ne prolunga il sapore al palato. In omaggio alla Manifattura de Chocolat, in menu ci sono tre creazioni: il sorbetto al cioccolato del Madagascar con cioccolato in pezzetti, il gelato al cioccolato del Perù, ganache e grué e quello alla nocciola del Lazio, dalla consistenza cremosa, quasi spalmabile. Ispirato alla Manufacture de Café, invece, il gelato al caffè, declinazione fredda dell’espresso d’autore di Alain Ducasse. Il progetto della Manufacture de Glace non sarà l’ultimo della serie: un futuro asse di sviluppo del format Manufacture riguarderà la biscotteria. Non resta che attendere.

Matteo Casone, un talento bolognese

Matteo Casone, bolognese, affronta studi economici e per alcuni anni lavora come consulente d’azienda. In seguito decide di cambiare radicalmente ambito lavorativo ed entra da La Sorbetteria Castiglione per imparare l’arte del gelatiere. Parte poi per l’Australia, dove rimane circa 3 anni, per aprire una gelateria a Brisbane (Queensland). Tornato in Italia, collabora con Cattabriga, girando vari Paesi nel mondo. A luglio 2020 conosce Ducasse, che lo mette alla prova, ne intuisce il talento e gli propone di diventare il responsabile di produzione della nuova Manufacture de Glace.

Dieci passi per diventare sostenibili: scoprili a Cosmofood

diventare sostenibili
Da sinistra: Filippo De Martino e Leonardo Baggio del Quèrto di Bassano del Grappa (Vi) e Simone Silvestri, general manager del gruppo Zushi-Japanese Restaurants, protagonisti del talk
Domenica 7 novembre alle 15 a Cosmofood (FIera di Vicenza, Cosmofood Arena, Pad. 7), Bargiornale organizza l'incontro “La sostenibilità? È alla portata di tutti i locali. I primi dieci passi da fare”. Con le testimonianze di Filippo De Martino e Leonardo Baggio del cocktail bar Al Quèrto di Bassano del Grappa (Vi) e di Simone Silvestri, general manager di Zushi-Japanese Restaurants

Diventare sostenibili è una sfida che riguarda tutti. A chiederlo, oltre all’ambiente, sono sempre di più anche i clienti. E sono sempre di più i gestori di bar e ristoranti attenti al tema, interessati a rendere più sostenibile la propria attività. Insieme ai clienti, condividono un approccio meno intransigente e meno utopistico rispetto al recente passato. La "nuova" sostenibilità, insomma, fa rima con praticità. Dall'idealismo al pragmatismo: meno sogni, più piedi per terra. Meno "cosa si dovrebbe fare" e più "cominciamo a fare".

Per aiutare i gestori a orientarsi in questa nuova direzione Bargiornale ha organizzato a Cosmofood - la manifestazione dedicata al mondo della ristorazione che va in scena alla Fiera di Vicenza, un incontro sul tema della sostenibilità per i gestori di bar e ristoranti dal titolo “Obiettivo sostenibilità: le (prime) dieci cose da fare”. L'appuntamento è per domenica 7 novembre dalle 15 alle 15.30 alla Cosmofood Arena (padiglione 7).

«Cercheremo di dare le indicazioni giuste per chi parte da zero o è all'inizio del percorso, di sciogliere i dubbi dei gestori, di raccontare le possibili strade da seguire con le testimonianze di chi è già avanti - spiega Andrea Mongilardi, giornalista di Bargiornale, dolcegiornale e Ristoranti, moderatore dell'incontro -. Il punto di partenza saranno le dieci indicazioni emerse dal lavoro del gruppo di gestori di bar e chef che abbiamo riunito ad Assisi nei mesi scorsi per il BootCamp&Work Horeca Forum».

Tre testimonial d'eccezione

Essere pratici e concreti è l'obiettivo dell'incontro, che vuole fornire indicazioni utili per i gestori dei locali. Ci aiuteranno con la loro testimonianza tre professionisti dell'ospitalità veneta.

A raccontare la loro esperienza ci saranno Pippo De Martino e Leo Baggio, di Al Quèrto e Zest, Bassano del Grappa (Vi) e Simone Silvestri, general manager di Zushi-Japanese Restaurants.

Un bar senza scarti

I due bartender racconteranno di “Come da uno scarto possono venir fuori tre prodotti”. «Io e il mio socio Alvise Zonta - spiega Filippo De Martino - dopo aver lavorato in grandi piazze abbiamo deciso di tornare a Bassano per creare un posto dove la gente possa sentirsi a casa. Così è nato il nostro cocktail bar, Al Quèrto. Quando ci siamo resi conto che non dedicavamo ai clienti tutta l'attenzione che meritavano, la soluzione è stata creare Zest, un laboratorio dedicato alle preparazioni. Inizialmente solo per il nostro bar, oggi anche per altri locali».

«Allo Zest cerchiamo di essere al 100% ecosostenibili -spiega Leonardo Baggio -, eliminando tutti gli scarti che si possono avere in un bar e traendone un’ulteriore lavorazione. Alcuni esempi? Dagli scarti delle scorze di agrumi usate come garnish, facciamo una base per un punch, dai fondi di caffè creiamo il nostro liquore della casa».

Ristoranti sostenibili passo dopo passo

Che la sostenibilità non sia un obiettivo semplice è molto chiaro a Simone Silvestri, general manager di Zushi-Japanese Restaurants, catena italiana di ristoranti giapponesi nata a Verona nel 2006 da un’intuizione di Cristiano Gaifa e arrivata oggi a 21 ristoranti. Non a caso il suo intervento si intitola: “Le scelte fatte, tentate e in programma per diventare più sostenibili”. «Abbiamo chiaro l'obiettivo della sostenibilità - spiega Silvestri -, così come il fatto che si tratta di un percorso graduale, da fare a tappe. Spesso siamo dei pionieri nello sperimentare nuove strade. Ed è normale che qualche volta tocchi fare un passo indietro. Senza però perdere di vista l'obiettivo».

La visita a Cosmofood è riservata agli operatori professionali. La fiera è aperta da domenica 7 a mercoledì 10 novembre dalle 10 alle 18.30. L'ingresso è gratuito.

Premio Cerevisia 2021 a venti birre italiane di qualità

Michele Solimando del Birrificio Reebeers ritira il Premio Eccellenza dalle mani di Giorgio Mencaroni, presidente Banab e presidente Camera di Commercio dell'Umbria
Accuratamente selezionate per tipologie e luoghi di produzione, venti specialità birrarie hanno ricevuto il Premio Cerevisia organizzato da Banab, Camera di Commercio dell'Umbria, Comune di Deruta, Assobirra e Ministero delle Politiche Agricole.,

Suddivise per aree geografiche e tipologie, 20 birre italiane di qualità hanno recentemente ottenuto a Perugia al Centro Congressi della Camera di Commercio dell’Umbria venti riconoscimenti del Premio Cerevisia, concorso nazionale per la promozione e valorizzazione della produzione, commercio e consumo delle birre italiane di qualità. Oltre ai premi speciali per Eccellenza e per Immagine.

Premio Cerevisia è un evento annuale organizzato dal Banco Nazionale di Assaggio delle Birre (Banab), comitato sorto per volontà dell’allora Camera di Commercio di Perugia oggi Camera di Commercio dell’Umbria,  della Regione Umbria, del Cerb (Centro di Ricerca per l’Eccellenza della Birra dell’Università degli Studi di Perugia), del Comune di Deruta (Pg) e di AssoBirra (Associazione dei Birrai e dei Maltatori), con il patrocinio del Ministero delle Politiche Agricole.

Nato nel 2013, il relativo concorso nazionale per le birre d’eccellenza si distingue dalle altre iniziative di settore per la valenza scientifica, ispirata a un rigoroso percorso valutativo di selezione (esami chimico fisici condotti presso il Cerb), per la competenza della Giuria Nazionale di degustazione, nonché per la sua matrice di carattere istituzionale, garanzia di autorevolezza e trasparenza.

PREMIO ECCELLENZA 2021
Birra bianca Madeleine Gargano Edition - Birrificio Rebeers, Foggia

 

PREMIO IMMAGINE 2021
Birra alle castagne Druda - Birrificio del Vulture, Rionero in Vulture (Pz)

PREMIO AREA GEOGRAFICA NORD
Birra chiara Theresianer Premium Pils - Birrificio Theresianer Antica Birreria di Trieste 1766, Nervesa della Battaglia (Tv)

PREMIO AREA GEOGRAFICA CENTRO
Birra chiara BB Bad Brewer American Lager - Birrificio Birra Amarcord, Apecchio (Pu)

PREMIO AREA GEOGRAFICA SUD ED ISOLE
Birra scura Darkana - Birrificio Gladium, Zagarise (Cz)

PREMIO BIRRE A BASSA FERMENTAZIONE
1: Birra bionda cruda, biologica, microfiltrata Predaia Filtrata Hell  -  Sidrobirrificio Lucia Maria Melchiori, Predaia (Tn)
2: Birra chiara, bio, senza glutine B.O.N.A. - Birrificio Foràn, Castions di Strada (Ud)
3: Birra chiara Giant Cave - Birrificio Cittavecchia, Sgonico (Ts)

Prime 3 Categoria Birre Bassa Fermentazione

PREMIO BIRRE AD ALTA FERMENTAZIONE
1: Birra scura Badia - Birrificio Birralfina, Orvieto (Tr)
2: Birra rossa doppio malto Ephesto - Birrificio dell’Etna, Carruba (Ct)
3: Birra Pale Ale Impact Zone - Antikorpo Brewing, Sgonico (Ts)

Prime 3 Categoria Birre Alta Fermentazione

PREMIO BIRRE DI FRUMENTO
1: Birra chiara Francisco - Jester Birrificio Agricolo, Petritoli (Fm)
2: Birra bianca Luna Janca - Microbirrificio Artigianale Incanto, Casalnuovo di Napoli
3: classi Birra chiara Cubulteria - Birrificio Karma, Alife (Ce)

Prime 3 Categoria Birre di Frumento

PREMIO BIRRE STRONG
1: Birra Red Ipa Oni - Birrificio 61cento, Pesaro
2: Birra scura Delizia - Birrificio Acelum, Castelcucco (Tv)
3: Birra rossa Mitica 70 - Birrificio Birra Bro, Terni

Prime 3 Categoria Birre Strong

PREMIO BIRRE AROMATIZZATE
1: Birra Pale Ale Malupina - Microbirrificio Artigianale Incanto, Casalnuovo di Napoli
2: Birra Belgian Ale Golden - Birrificio Monaci Vesuviani, Napoli
3: classificata: Birra scura Catuai - Jester Birrificio Agricolo, Petritoli (Fm)

Prime 3 Categoria Birre Aromatizzate

 

«Il settore brassicolo ha conosciuto negli ultimi anni una crescita rilevante - ha ricordato Giorgio Mencaroni,  presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e del Banab - Banco nazionale di Assaggio delle Birre. La pandemia certo si è fatta sentire, tuttavia notiamo con soddisfazione come, secondo dati Assobirra, nel 2020 anno Covid, la birra sia stata la bevanda più consumata dagli italiani. Ma di rilievo va sottolineato come, sempre da dati Assobirra, la birra assuma un rilevante ruolo nella nostra economia: circa 900 imprese e oltre 115.000 occupati lungo tutta la filiera dalle imprese agricole fino ai punti di consumo out-of-home».
«In Italia, nel comparto birra, ogni persona occupata in produzione - ha concluso Giorgio Mencaroni - contribuisce a creare ben 31,4 posti di lavoro. Il tutto si traduce in un valore condiviso generato dalla birra in Italia che nel 2019 ammontava a 9,5 miliardi di euro. La birra è dunque una ricchezza per il tessuto economico italiano e umbro dell’industria agroalimentare e pertanto va supportata e valorizzata affinché possa tornare a crescere e svilupparsi».

Giorgio Mencaroni, presidente Banab e presidente Camera di Commercio dell'Umbria

La platea delle autorità
Giorgio Mencaroni, presidente della Camera di Commercio dell’Umbria e presidente Banab – Banco Nazionale di Assaggio delle Birre;
Maurizio Oliviero, Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Perugia
Ombretta Marconi, Direttore f.f. del CERB (Centro di Ricerca per l'Eccellenza
della Birra) del  dipartimento di Agraria dell’Università degli Studi di Perugia
Alfredo Pratolongo,  presidente di Assobirra;
Andrea Bagnolini, direttore di Asssobirra;
Michele Toniaccini, Sindaco di Deruta (Pg) e Presidente Anci Regionale;
Rodolfo Nardoni, Assessore Comune di Deruta (Pg);
Paolo Fantozzi, vice presidente Banab - Banco Nazionale delle Assaggio delle Birre;
Angela Terenzi, funzionaria della Regione dell’Umbria.

Una virtual expo pionieristica per scoprire il mondo Welbilt

Virtual Event Welbilt
L'expo virtuale di Welbilt durerà dal 19 e 20 ottobre, proporrà 9 marchi in esposizione, con diverse novità, e un ricco programma di seminari ed eventi

Durerà due giorni, sarà disponibile in 5 lingue (spagnolo, italiano, tedesco, russo e inglese) e consentirà ai visitatori di aggirarsi tra le tecnologie della casa per scoprirne caratteristiche e tutte le possibili configurazioni proprio come se si visitasse una show room reale Welbilt. È la Welbilt Emea – Edition I, la virtual expo creata dal gruppo, tra i maggiori produttori mondiali di apparecchiature per il fuoricasa, tra le quali le linee di forni smart Convotherm e Merrychef, per sviluppare nuovi modi di contatto con i suoi partner del canale.

Dedicato a tutta l’area Emea (Europe, Medio oriente e Africa), l’appuntamento è per il prossimo 19 e 20 ottobre, una due giorni durante i quali, comodamente da casa tramite il proprio Pc o laptop, si potrà prendere parte interattivamente a un ricco programma di eventi.

La sala espositiva virtuale presenterà 9 marchi, tra i quali una serie di nuovi lanci, insieme a rendering 3D e panorami a 360 gradi di 5 cucine a tema, Café/Bakery, Quick service restaurant, Ghost kitchens, Back of house e C-store/Forecourts, per dare vita ai concetti.

Inoltre, l'expo includerà una Seminar Room con conferenze ed eventi interattivi, oltre a chat room per il lancio di prodotti, dimostrazioni dal vivo e sessioni di domande e risposte sempre dal vivo.

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L’organizzazione dell’expo virtuale ha richiesto un intenso lavoro di programmazione per mettere a punto nei dettagli il ricco programma di appuntamenti e garantire ai visitatori un’esperienza interattiva al top. Uno sforzo sostenuto da Welbilt per permettere ai gestori di locali, senza muoversi da casa e in tutta comodità, in modo economico ed efficace, di acquisire nuove informazioni sulle gamme di prodotti già presenti e sulle novità che saranno lanciate proprio nel corso dell’evento, idee e spunti per allestire le cucine dei locali e le vastissime possibilità offerte dal gruppo in tal senso con la sua ampia di soluzioni per ogni tipologia di attività. Soluzioni altamente tecnologiche, facili da usare e che garantiscono massima qualità del risultato finale in modo veloce e abbattendo i consumi.

Una renna pop testimonial di Theresianer Winter Beer

Theresianer Winter Beer 2021 da 75 cl
Cambio di grafica e immagine più moderna per la specialità natalizia dello storico birrificio veneto, unitamente al box di sorprese Calendario dell'Avvento.

Quest'anno Theresianer Birreria Italiana 1776 ha deciso di cambiare immagine alla sua specialità di Natale, uscendo dai canoni tradizionali.

Per Winter Beer e Calendario dell'Avvento 2021 infatti il volto nuovo del prodotto Theresianer è una renna ispirata a inconsueti canoni grafici pop, con grandi occhiali rotondi, un berretto di lana in testa e le corna che diventano rami a sostegno di fiocchi di neve stilizzati e palle decorative.

Invariata invece la ricetta: Winter Beeer Theresianer è una birra doppio malto (9°% alc), ambrata dai riflessi rossi, non filtrata ad alta fermentazione, ricavata da malto d'orzo della Baviera e maturata 3 mesi, leggermente speziata, di amaro medio (26 Ibu), con note di frutta secca e di malto tostato. Proposta in bottiglia 75 cl, oltre che in purezza a una temperatura di servizio di 10-12 °C come prodotto da meditazione, la birra invernale di Nervesa della Battaglia (Tv) si può abbinare con i caratteristici dolci invernali, dai dolci al cioccolato ai panettoni farciti, ma si può "sposare" anche a formaggi stagionati come il Parmigiano Reggiano e a salumi speziati come lo speck.

Theresianer Winter Beer 2021 75 cl

Anche l'ormai tradizionale Calendario dell'Avvento Theresianer ha ricevuto le inevitabili "cure" grafiche per armonizzare la proposta Natale 2021. Gioco di attesa, il Calendario propone piccoli regali a tema per ciascuna delle 24 caselle, oltre ad alcune specialità in bottiglia 33 cl. Gran finale con una birra a sorpresa in edizione speciale.

Box Theresianer Calendario dell'Avvento 2021

Rinnovata anche l'offerta natalizia più tradizionale relativa al distillato di birra Bierbrand, al cofanetto in legno per la bottiglia Theresianer da 75 cl e l'astuccio per il trio delle birre non filtrate "sorelle" Zerocinquanta in formato 50 cl: Guglielmo (chiara), Amleto (rossa), Cordelia (Ipa).

MIG, la storica fiera di Longarone si rilancia nel segno della sostenibilità

Premiazioni Coppa D'oro
Per la 61esima edizione la storica fiera del gelato torna in presenza e punta su un approccio più contemporaneo al mercato

Il nuovo corso della MIG è nel segno della sostenibilità. La storica fiera del gelato di Longarone ha presentato la sua 61esima edizione: la prima in presenza dopo il periodo di pandemia sarà anche la prima senza plastica. Cambieranno anche le modalità di visita, l’organizzazione degli spazi espositivi e i contenuti per presentare il gelato in un modo nuovo.

Focus su sicurezza, sostenibilità e nuovi player del mercato

La fiera è prevista dal 28 novembre al 1° dicembre 2021. L'organizzazione ha presentato i tre punti cardine del rilancio della manifestazione fieristica. In primis il tema della sicurezza. Che significa distinzione degli spazi espositivi tra il settore degli addetti ai lavori e il settore aperto al pubblico. «L’obiettivo è tutelare la salute delle persone da possibili nuovi contagi causati da assembramenti; poi permettere alle aziende, che espongono in fiera, di lavorare in un ambiente meno caotico e di sfruttare al meglio il tempo a disposizione per concludere serenamente più contratti«, spiega l'organizzazione in una nota. La tradizione esperienza della degustazione avverrà in spazio separato, aperto a famiglie, scuole e visitatori locali. Poi, come detto, massima attenzione al tema della sostenibilità. La MIG vuole essere vetrina espositiva del futuro in gelateria. Abolita la plastica monouso, utilizzo di materiali solo naturali negli stand, rintracciabilità degli ingredienti e prodotti certificati, focus sui macchinari che riducono drasticamente i consumi di energia e acqua oltre alle emissioni di anidride carbonica. Accanto all'esposizione farà il suo esordio un servizio di consulenza mirata da parte di tecnici ed esperti provenienti da Germania e Italia, per l’informazione ai gelatieri sui sussidi statali negli investimenti in gelateria. Inoltre, la fiera ha attivato nuovi canali, coinvolgendo nuovi operatori e gelatieri, che saranno presenti in fiera e che porteranno il tema dell'innovazione nei materiali e le proposte per il mondo del gelato formulate da imprenditori giovani e al passo con le esigenze del mercato.

Tra concorsi e gare storiche

Non mancheranno i concorsi e le gare in fiera, momento competitivo, ma anche di scambio tra i partecipanti provenienti da tutta Europa. Ecco lo specchietto delle competizioni che si svolgeranno alla MIG.

  • Concorso storico Coppa d'oro, giunto alla sua 51esima edizione con il gusto limone base acqua.
  • Gelato a Due, gara i cui partecipanti sono un duo composto da un gelatiere e da uno chef.
  • Premio Mastri Gelatieri, alla sua 25esima edizione.
  • Premio Gelaterie in Web alla sua 19esima edizione.
  • Nuovo Premio Green, proprio in sintonia con il nuovo tema della fiera. 

 

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