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Etichettatrice Ferlabel per il laboratorio di Fatamorgana

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Un'attrezzatura che consente di tracciare la filiera di un intero lotto di gelato, gli ingredienti utilizzati, il pdv di destinazione del prodotto e molto altro

Maria Agnese Spagnuolo, titolare della gelateria Fatamorgana (che oggi conta 9 pdv, ne abbiamo parlato qui) ha un laboratorio produttivo ingegnerizzato a Palombara Sabina (Roma). Fra le attrezzature che l'imprenditrice ha scelto per ottimizzare i flussi di lavoro c'è l’etichettatrice Ferlabel. Quando il codice a barre esce dall'etichettatrice per l’operatore addetto alla produzione è come quando appare la scritta “The end” alla fine di un film. Le informazioni contenute dal codice a barre sono i titoli di coda, in cui si possono trovare la ricetta, gli ingredienti utilizzati, il lotto di produzione, il punto vendita di destinazione. «Questo ci consente anche di rispondere a un’eventuale criticità con un lotto di produzione. Se qualcosa dovesse essere andato storto, riusciamo a individuare e ritirare tutte le vaschette con lo stesso codice nei vari punti vendita». Hanno un codice a barre anche i preparati Fatamorgana che vengono inseriti nelle ricette e anche in quel caso il software è impostato per lo scarico del prodotto ad ogni utilizzo e la tracciabilità dell’intero lotto.

La Francia vince il World Trophy of Professional Tiramisù

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Il tiramisù 1° classificato firmato da Nabil Barina per la Francia
Cocco, frutto della passione e mango nel tiramisù innnovativo che ha trionfato nella gara internazionale organizzata dalla Fipgc a Host Milano 2021. Secondo un pasticcere giapponese, terzo un professionista svizzero

Nabil Barina, pasticcere francese, con i suoi due tiramisù, classico e innovativo, ha messo d’accordo tutta la giuria: ha vinto lui la prima edizione del The World Trophy of Professional Tiramisù Fipgc, organizzato dalla Federazione internazionale pasticceria gelateria coiccolateria. Oltre all'ottimo tiramisù classico, anche quello innovativo ha colpito i giurati: è a base di cocco, frutto della passione e mango.

Prima la Francia, secondo il Giappone, terza la Svizzera

La competizione, che si è tenuta all’interno di Host Milano 2021, il salone internazionale dell’ospitalità professionale, ha visto in gara 24 pasticceri professionisti provenienti da tutto il mondo, dal Brasile all’Ungheria, dal Marocco all’Ucraina fino al Giappone. Sugli altri due gradini del podio sono saliti il Giappone, che ha vinto anche il premio speciale Tiramisù Innovativo, con una elegantissima creazione ispirata alla luna ideata dalla pasticciera giapponese Kirara Kushibiki, e la Svizzera, terzo posto dell'italo svizzero Gianluca Fiorentino, che ha portato a casa anche il premio speciale Tiramisù Classico.

Il premio speciale per la brochure che illustra le creazioni è stato assegnato all’italiano Claudio Penazzi, mentre il premio per la mise en place è andato al brasiliano Carlos André Vicentini Jr. Il premio Giovane Promessa è stato assegnato a Giorgio Maiorano, e il premio per il Miglior Design a Andrea Tuzio.

Le bagne: dalla menta alla birra scura

Queste le regole d'ingaggio della competizione: rispetto al tiramisù classico amatoriale, la gara prevedeva la realizzazione della versione professionale. Quindi, la creazione da zero della base del savoiardo o, in alternativa, del pan di spagna, la pastorizzazione delle uova e l’utilizzo di materie prime di altissima qualità. Quanto al tiramisù innovativo, si è lasciato libero sfogo alla fantasia e all’estro dei concorrenti. In queste categorie si sono viste le sperimentazioni più interessanti: l’Italia ha usato una bagna al Nero d’Avola, l’ucraina ha invece utilizzato il myrin, la menta e il limone, ma qualcuno ha anche osato un bagno di birra scura.  

Estate 2021: com’è andata? Partecipa al sondaggio che dà voce ai protagonisti del fuoricasa

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Foto di Matthias Böckel da Pixabay
LavoroTurismo lancia un nuovo sondaggio rivolto a imprenditori e lavoratori dell'hospitality per capire come hanno vissuto la seconda stagione estiva condizionata dall'emergenza Covid

Quella trascorsa è stata la seconda estate condizionata dall’emergenza sanitaria. Per tracciare un bilancio di come la stagione sia stata vissuta dal mondo dell’ospitalità torna il sondaggio di LavoroTurismo rivolto a tutti gli operatori del settore, imprenditori e lavoratori.

La nuova iniziativa, della quale Bargiornale, Ristoranti e Dolcegiornale sono media partner, intende dare continuità alla raccolta di informazioni avviata dal sito, punto di riferimento nella ricerca e offerta di lavoro nei comparti della ristorazione e del turismo, con quasi 6.000 aziende e 250.000 candidati registrati, in questi anni segnati dalla pandemia, per capire come gli operatori del comparto si stiano muovendo e rispondendo alla situazione, cosa pensano, quali siano gli umori, difficoltà e aspettative.

L’obiettivo è di disegnare un quadro reale della situazione sul campo, ma che emerga direttamente dalla voce dai protagonisti del mondo bar, della ristorazione, degli hotel e del turismo, a tutti i livelli. A questo scopo il sondaggio è strutturato in due diversi questionari, uno rivolto alle aziende, quindi agli imprenditori, e uno ai lavoratori (dipendenti e collaboratori), con domande differenziate per le due categorie, in modo da ottenere una visione dell’insieme, ma da due differenti prospettive.

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Una voce, quella degli operatori, spesso coperta da chi, e non sono pochi, crede di poter parlare a nome loro. E che invece è fondamentale ascoltare e far sentire per porre il mondo del lavoro nel fuoricasa all'attenzione della politica e della società, con informazioni reali.

Proprio perché tale quadro sia il più possibile completo, le domande spaziano su un ampio range di argomenti, dalla difficoltà di trovare lavoro o personale a come la situazione abbia inciso sulle condizioni e qualità del lavoro, dagli effetti sui compensi e fatturati al grado di rischio che si è disposti a correre pur di lavorare.

Tutti i dati ottenuti saranno elaborati dallo staff di LavoroTurismo con la collaborazione di esperti esterni saranno aggregate in un report e i risultati diffusi per un utilizzo libero e gratuito.

Il sondaggio sull'estate 2020

All’ultimo sondaggio, relativo all’estate 2020, hanno partecipato circa 1.500 lavoratori e 450 imprenditori. Per quanto riguarda i lavoratori, quasi la metà dei quali con oltre 10 anni o 20 anni di esperienza nel settore e rappresentati in modo omogeneo di tutte le aree professionali, era emerso un giudizio positivo sull’attenzione alle regole anti-Covid da parte dei datori di lavoro e dei clienti, anche se nei confronti di questi ultimi con valori inferiori rispetto a quelli riscontrati per le aziende.

Un po’ meno positivo il giudizio sulle condizioni di lavoro: quasi la metà di loro ha lavorato più di 9 ore al giorno, un quarto non ha avuto il giorno libero, e oltre il 55% ha guadagnato meno, lavorando le stesse ore di lavoro, rispetto a esperienze precedenti. Dal sondaggio emerge anche che i lavori hanno compreso le difficoltà indotte dal particolare contesto, che ha portato a una riduzione dei costi sul personale, non a caso oltre i 2/3 hanno dichiarato di non essersi sentiti sfruttati, segno di una condivisione delle difficoltà vissute anche dagli imprenditori.

Anche per quanto riguarda gli imprenditori, il panel ha offerto un quadro ben diversificato delle tipologie di aziende del settore, sia in termini di attività, con una preponderanza di hotel, bar e ristoranti, sia di dimensioni, con una preponderanza in questo caso di piccole (46%), medie (25%) e molto piccole (23%) realtà.

Quasi l’85% ha registrato un calo medio del fatturato del 30%, anche se per leggere il dato correttamente occorre precisare che al sondaggio hanno partecipato molte aziende con apertura annuale (63%), che hanno pesantemente risentito delle chiusure nella prima parte dell’anno, mentre le realtà stagionali hanno registrato situazioni meno drammatiche. Il 65% delle aziende ha assunto meno personale rispetto agli anni precedenti, dato determinato dalla forte incertezza in fase di avvio della stagione, non compensato in modo adeguato, poi, dalle assunzioni “in corsa”, in particolare nei mesi di luglio e agosto. Proprio in questi due mesi quasi un 15% delle aziende ha segnalato grandi difficoltà nel reperimento di personale. Difficoltà che hanno riguardato in particolare il personale di sala bar, servizi di pulizie e cucina.

LEGGI IL REPORT COMPLETO SULL’ESTATE 2020

Turbomix Cattabriga per il laboratorio del gelato di Fatamorgana

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Un'attrezzatura che ottimizza il lavoro dell'operatore e migliora le performance. Parola di Fatamorgana

Maria Agnese Spagnuolo, titolare della gelateria Fatamorgana (che oggi conta 9 pdv, ne abbiamo parlato qui) ha un laboratorio produttivo ingegnerizzato a Palombara Sabina (Roma). Fra le attrezzature che l'imprenditrice ha scelto per ottimizzare i flussi di lavoro c'è Turbomix di Cattabriga. «Lo abbiamo visto al Sigep - dice Francesco Simon, compagno nel lavoro e nella vita di Maria Agnese -. Fino a quel momento utilizzavamo dei normali mixer a mano, ma appena Maria Agnese lo ha visto ha detto che non ne avrebbe potuto fare a meno. Così, nonostante l’investimento fosse impegnativo, l’abbiamo accontentata, contrattando per la macchina in esposizione in fiera». Da lì, nessun ripensamento, anzi, i due imprenditori ammettono che il lavoro è migliorato notevolmente grazie a questo apparecchio, di cui ne è stato acquistato anche un altro per il secondo laboratorio, sempre a Palombara. «Ci consente di lasciare il composto in macchina, mentre l’operatore al contempo si occupa di altro. Aveva ragione Maria Agnese, avevamo proprio bisogno di questa macchina», ammette Simon.

Il duo Ago Perrone Giorgio Bargiani special guest al Camparino

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Il duo alla guida del Connaught Bar di Londra, miglior bar del mondo, il 25 ottobre sarà dietro il bancone dell'iconico locale milanese con una drink list di loro signature

Sarà il duo di mixologist tra i più acclamati e premiati al mondo il protagonista del nuovo appuntamento con l’alta miscelazione internazionale al Camparino in Galleria, in programma lunedì 25 ottobre (dalle 18.30). Parliamo di Ago Perrone e Giorgio Bargiani, rispettivamente, director of mixology e head mixologist del Connaught Bar di Londra, locale che sorge nel cuore del quartiere Mayfair e che sotto la loro guida si è piazzato al primo posto della classifica di The World’s 50 Best Bars, conquistando anche il titolo di miglior Bar Team 2020 a Tales of the Cocktail.

Perrone e Bargiani, ambasciatori della scuola dell’ospitalità italiana nel mondo, si uniranno dientro al bancone del Camparino a Tommaso Cecca e Mattia Capezzuoli, rispettivamente, store manager e head bartender e mixologist dell’iconico locale milanese di Gruppo Campari, proponendo una drink list studiata ad hoc che esprime tutto il loro stile. Stile dove classicismo e tradizione vengono reinterpretati in chiave contemporanea, per creare nuove storie, percorsi ed emozioni che rendono l’esperienza la drink experience.

Palcoscenico della serata la Sala Spiritello, che si affaccia sulla Galleria Vittorio Emanuele e impreziosita anche dall’originale Spiritello, opera del 1921 di Leonetto Cappiello icona del marchio Campari. Qui verranno serviti quattro cocktail firmati dal duo: il Connaught Negroni al Camparino, un omaggio al locale milanese che ospita i due mixologist, MiLò Seltz, Legato, dai gusti decisi che richiamano la tradizione, e l’iconico Connaught Martini, la loro versione del grande classico basata su estrema personalizzazione, che nel locale londinese viene preparato direttamente al tavolo, grazie al Martini Trolley, in modo da attivare una forte interazione con il cliente che esprime le sue preferenze di gusto a partire dalla scelta del distillato.

Per patecipare alla serata è necessario prenotarsi tramite il sito camparino.com o chiamando al numero 02 86464435.

Compacta Vario 12 Coldelite, tre mantecatori per il laboratorio di Fatamorgana

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Sono in grado di pastorizzare e mantecare in pochi minuti. E hanno una capienza fino a 12 kg di miscela per gelato

Maria Agnese Spagnuolo, titolare della gelateria Fatamorgana (che oggi conta 9 pdv, ne abbiamo parlato qui) ha un laboratorio produttivo ingegnerizzato a Palombara Sabina (Roma). Fra le attrezzature che l'imprenditrice ha scelto per ottimizzare i flussi di lavoro ci sono tre Compacta Vario 12 di Coldelite, mantecatori capaci di pastorizzare e mantecare con una sola mossa, in pochi minuti. Possono trattare fino a 12 chili di miscela gelato e per ogni “cottura” da Fatamorgana si producono dalle 4 alle 6 vaschette, pronte da inserire nei pozzetti dei punti vendita (vetrine espositive Ciam). Fra le virtù di questo prodotto anche la possibilità di ridurre la quantità di acqua necessaria alla pulizia, in modo da ridurre l’impatto ambientale. Uno dei trucchi usati da Fatamorgana è la pianificazione della produzione in base al rischio allergico. Si inizia con i gusti a rischio basso, ad esempio banana nel caso dei sorbetti, e si conclude con quelli più critici, come la fragola, che è altamente allergizzante. «Questo ci consente al contempo di essere più sicuri e di utilizzare meno acqua nella pulizia della macchina», spiegano.

Con il Pancettone salato c’è il kit per l’aperitivo

L'idea in più per conquistare i clienti: oltre al lievitato salato con cubetti di pancetta, Mattia Premoli della pasticceria La Primula di Treviglio ha ideato dei cantucci salati e altre proposte per l'aperitivo domestico

Si chiama proprio così, Pancettone, l'invenzione di Mattia Premoli della pasticceria La Primula (Treviglio). Un morbido lievitato salato, da mangiare tutto l'anno. Il Pancettone è un bauletto da 500 g (disponibile anche nel formato vasocottura, da 230 g) creato con l’impasto del panettone classico - con lievito madre e nessun conservante chimico -  amalgamato a pepe, cubetti di pancetta dolce di alta qualità e mais dalla filiera corta di Treviglio.

Lievitati "medagliati" e sospensioni salate

Un lievitato da accompagnare anche a un cocktail, a un prosecco o a una birra artigianale al momento dell'aperitivo. Mattia Premoli è stato finalista, con il suo panettone tradizione, in concorsi importanti come il Panettone Day (lo scorso anno) e Artisti del panettone. Sempre nel 2020 ha vinto il premio Gazza Golosa e quest'anno ha vinto con il suo Panettone classico la Medaglia d’Oro Fipgc per il Campionato Mondiale Miglior Panettone del Mondo. «Amo molto l’aperitivo, è un momento di relax a cui non si vuole rinunciare anche quando i locali sono chiusi», spiega in una nota Mattia Premoli. Proprio pensando al momento dell’happy hour domestico è nato il Pancettone, «un panettone dolce, sofficissimo, con sospensioni salate».

Le proposte salate per il kit dell'aperitivo

L'idea in più è quella di costruire un vero e proprio kit per l'aperitivo casalingo, in vendita insieme al Pancettone sullo shop online di La Primula. Mattia ha ideato il Kit aperitivo secco, con le sue specialità artigianali. I Cantucci Salati arachidi e mais, cantucci rivisitati in chiave salata, con arachidi, origano e peperoncino, fatti per accompagnarsi al vino e non al vin santo. Poi le schiacciatine alla curcuma e semi pensate come ideali sia per accompagnare il pasto, sia per uno spuntino a metà giornata; i grissini Umami, croccanti e friabili, ricchi di gusto senza essere salati o grassi; infine i grissini all’olio extravergine di oliva, nella ricetta tradizionale del grissino stirato a mano come una volta.  

Kern, la bilancia tecno per il laboratorio del gelato Fatamorgana

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Un software dedicato, una tolleranza minima di errore, il collegamento diretto al computer. Così la bilancia si rivela fondamentale nel laboratorio di Fatamorgana

Maria Agnese Spagnuolo, titolare della gelateria Fatamorgana (che oggi conta 9 pdv, ne abbiamo parlato qui) ha un laboratorio produttivo ingegnerizzato a Palombara Sabina (Roma). Fra le attrezzature che l'imprenditrice ha scelto per ottimizzare i flussi di lavoro c'è la bilancia Kern. Collegata al computer, tarata per una minima tolleranza di errore, vanta un software che dà il via libera solo se l’obiettivo è stato raggiunto. È questo il cuore dell’ingegnerizzazione della produzione operata da Fatamorgana da quando si è spostata nei laboratori di Palombara Sabina. Contestualmente, una volta inserito l’ingrediente nel composto e registrato dalla bilancia, il software comunica con il magazzino, segnalando quando quel tale ingrediente è da riassortire. In questo modo, il sistema aiuta l’organizzazione delle forniture, tutte scelte con cura e quanto più possibile nel rispetto della territorialità. Il software sa anche cosa manca nelle varie gelaterie, cosa si deve produrre e dove dovrà andare, con il furgone brandizzato Fatamorgana. Allo studio anche un’evoluzione della produzione per il mercato del delivery, in modo che le vaschette possano partire direttamente dal laboratorio.

Restaurant & Bar Design Awards: vince il cinese Al More 7 Bar. Guarda le foto di tutti i premiati

More 7 Bar Restaurant & Bar Design Awards_
Il More 7 Bar
Il bar di The Linow Hotel di Xi'an è il vincitore assoluto del prestigioso concorso internazionale dedicato alla progettazione di spazi per il food e il beverage

Il Restaurant & Bar Design Awards ha emesso i suoi verdetti. Sono stati annunciati i vincitori del prestigioso contest internazionale dedicato alla progettazione di spazi per il food e il beverage. Un concorso che premia non la qualità di ciò che si mangia o si beve, ma l’ambiente nel quale cibi e bevande sono serviti.

Ad aggiudicarsi la vittoria, ovvero il primo posto assoluto, nella categoria bar è stato il More 7 Bar di The Linow Hotel di Xi'an, in Cina, progettato dallo studio Republican Metropolis Architecture.

Circa un migliaio, provenienti da quasi un centinaio di Paesi da tutto il mondo, i locali canditati all’edizione 2021 del concorso, giunto quest’anno alla sua tredicesima edizione, e aperto a ogni tipologia di spazio per la ristorazione, dai locali stellati a quelli che si trovano negli aeroporti, da quelli situati nelle navi a quelli nei musei, fino ai furgoni e agli allestimenti per lo street food.

A valutarne gli aspetti di design una giuria internazionale composta da 45 personalità tra le più influenti nei settori del design, dell’ospitalità e del lifestile, che ha incoronato, oltre al vincitore assoluto (Overall Bar), i migliori progetti per area geografica (Regional Winners), con il More 7 Bar vincitore anche per l'area Asia.

Ecco i locali premiati per area geografica.

Europa
Múzsa, Budapest (Ungheria) - Richmond International

America
8 Street Brickell at Brickell Solitaire, Miami (Usa) - Bigtime Design Studios

Australia e Pacifico
Nick and Nora's, Melbourne (Australia) - Studio Y

Medio Oriente & Africa
&More by Sheraton, Tel Aviv (Israele) - Hba

Beer&Food Attraction e IHM scaldano i motori per la ripresa dell’horeca

Beerr & Food Attraction 2022
Ritorna in presenza l'importante appuntamento fieristico del settore bevande e foodservice per il canale Horeca, insieme con International Horeca Meeting dei distributori di bevande e BBTech Expo dedicato alla tecnologia di settore.

Aprirà i battenti in presenza alla Fiera di Rimini il prossimo 20-23 febbraio 2022 la 7.a edizione di Beer&Food Attraction insieme alla 11.a edizione di IHM-International Horeca Meeting e alla 4.a edizione di BBTech Expo.

Dopo oltre 20 mesi di pesante crisi pandemica, il settore del fuoricasa (Horeca) questa estate è finalmente ripartito e punta a recuperare in pochi mesi le quote di mercato perdute. Secondo uno studio di settore Tradelab, il 2021 si concluderà con un incremento dei consumi a 66 miliardi di euro, in forte crescita rispetto ai 54 miliardi del 2020, ma non ancora al livello degli 85 miliardi del 2019.

Le novità di Beer&Food Attraction e Italian Exibition Group sono state presentate nel corso di una conferenza stampa tenuta al Museo Alfa Romeo di Arese (Mi) da Flavia Morelli, Group Exibition Manager Food & Beverage Division di Ieg e da Marco Cecchini, Business Development Manager Ieg.

Sono stati modificati i giorni di manifestazione, non più da sabato a martedì, bensì da domenica a mercoledì, venendo così incontro alle esigenze di visita degli operatori del settore.
Giunto alla 7ª edizione, Beer&Food Attraction conferma la propria unicità grazie alla presenza dell´intera filiera dell´out of home, a partire dalla centralità delle birre e dell´intero comparto del beverage sino ad ampliarsi al segmento foodservice proponendo tutte le novità e innovazioni legate all´esperienza del fuori casa.

Le grandi aziende del mondo brassicolo e del beverage hanno già aderito alla manifestazione, a conferma del forte interesse di tutto il comparto di voler tornare a fare business in presenza per lanciare le novità della stagione 2022.
Nel comparto dei prodotti artigianali, spicca il nuovo progetto Craft Distilling, dedicato al mondo dei distillati artigianali che sta segnando un trend in crescita negli ultimi anni.
Conferme importanti anche dal comparto food, sezione che si avvarrà anche per questa edizione di importanti partnership, quali Fic-Federazione Italiana Cuochi e Cast Alimenti. Si riconferma inoltre il progetto Pizza Experience. Sarà inoltre data evidenza alle nuove soluzioni e servizi digitali collegati alle nuove modalità di consumo.

Rinnovata per altre 3 edizioni la partnership con Italgrob, la federazione dei distributori horeca che ha riconfermato Rimini come location ideale per l´organizzazione del suo International Horeca Meeting, appuntamento imprescindibile per tutti gli operatori della filiera, dai produttori, ai distributori ai luoghi di consumo.
Horeca Arena di IHM sarà animata da un ricco programma di talk e workshop in collaborazione con le associazioni della filiera e di prestigiose società di ricerca che tracceranno gli scenari e le opportunità future del settore.
Novità di IHM rispetto alla edizione 2020 sarà la sua collocazione al'interno dei padiglioni di Beer&Food Attraction, nel cuore della sezione dedicata al beverage (padiglione A5) con l´obiettivo di creare un connubio ancora più virtuoso con tutti gli attori della filiera.
Per il comparto delle birre è stata inoltre potenziata la collaborazione con Assobirra, che, oltre a concedere il patrocinio alla manifestazione, contribuirà con contenuti e dati di settore del comparto brassicolo.

Antonio Portaccio, presidente Italgrob

«Ritrovarci ad Arese per questo evento è un segno importante e necessario per la ripresa del settore Horeca - ha dichiarato il presidente Italgrob (associazione grossisti di bevande) Antonio Portaccio - dopo i lunghi mesi segnati dal Covid. Consapevoli della dura prova a cui sono stati sottoposti tutti i distributori che operano nel mercato Horeca, abbiamo il dovere di guardare al futuro con rinnovato ottimismo, consci di poter essere un volano per il comparto turistico, e del fuoricasa in generale, e dare una spinta significativa alla ripresa di tutta l’economia italiana. Questo appuntamento potrà rappresentare un fondamentale punto di ripartenza. La nostra ambizione, unita alla nostra determinazione, è quella di essere, con tutta la categoria dei distributori Horeca, i protagonisti di questa rinascita».

Corrado Peraboni, ad IEG

«Le fiere sono ripartite e mostrano di essere centrali per la ripresa delle imprese - sottolinea Corrado Peraboni, amministratore delegato Ieg Italian Exhibition Group (raggruppa le attività di Fiera di Rimini e Fiera di Vicenza) - in particolare, il ritorno in presenza di due fiere concomitanti come Beer & Food Attraction (birre e bevande italiane ed estere, food di abbinamento) e BBTech Expo (tecnologie, attrezzature e accessori per la produzione e il confezionamento di birre e bevande) strategico per il rilancio dell’intero settore dell’out of home, grazie anche alla sinergia con il portafoglio di manifestazioni che solo IEG può vantare nell’ambito del Food&Beverage. Anche la partnership con Italgrob è centrale per questa ripresa del mercato, come testimonia l’integrazione sempre più stretta dell’International Horeca Meeting all’interno dell’edizione di febbraio della fiera».

Vini Cantine Manfredi, l’alta espressione delle Langhe

Cantine Manfredi cantina
Bollicine, grandi rossi e bianchi compongono la linea Patrizi e la selezione di proposte firmate Bricco Rosso della cantina di Farigliano per il fuoricasa

Passione per il vino e per il proprio territorio: le Langhe.

È attorno a queste due passioni che si sviluppa la storia delle Cantine Manfredi. Una storia lunga oltre un secolo, iniziata all’inizio del Novecento, quando Giuseppe Manfredi, detto “Pin”, fonda la sua azienda, trasformando la tradizione familiare di viticoltori in una vera attività che inaugura con la produzione del Dolcetto.

Nel cuore delle Langhe, a Farigliano, in provincia di Cuneo, sorgono le cantine Manfredi, proprio nella porzione più “selvaggia” di questo territorio Patrimonio Unesco più “selvaggia”: un’area non caratterizzata da monocoltura, ma da una perfetta alternanza tra vigneti, noccioleti, boschi e campi di grano, dove solo le zone con la migliore esposizione sono coltivate a vite. E qui, da allora, continuano a produrre vini di altissima qualità. Sì, perché la passione per il vino e il territorio che animava Pin è stata ereditata dal figlio Aldo, che ora guida l’azienda nella quale è entrato giovanissimo, negli anni Sessanta, lavorando fianco a fianco con il padre in cantina e carpendone i segreti dell’arte vitivinicola.

Negli anni l’azienda è cresciuta, ampliando produzione e proprietà con l'acquisizione di cascine e vigneti nelle migliori esposizioni nelle Langhe, entro le zone di produzione dei più classici e rinomati vini piemontesi. Come la collina del Bricco Rosso, interamente vocata alla vite, dove il particolare microclima regala vini corposi e importanti e sulla quale sorge l’omonima cascina, cuore delle Cantine e di proprietà della famiglia Manfredi da generazioni.

Passione per il vino e per il territorio

Parallelamente è cresciuto il successo dei suoi prodotti sia in Italia sia nei mercati esteri, dove i vini Cantine Manfredi fin dagli anni Ottanta si sono affermate sulle più diverse piazze, dall’Europa agli Stati Uniti, dal Canada fino al Giappone e ora anche in Cina.

Chiave del successo la passione con la quale Aldo, insieme alla moglie Gianfranca e alle figlie, Luisa e Paola, e i loro collaboratori continuano a portare avanti l’attività, sempre con una forte attenzione alla qualità del prodotto, a partire dall’attenzione in vigneto, prima e durante la vendemmia, proseguendo per tutte le fasi di lavorazione della preziosa materia prima.

Un’attenzione che si traduce anche in tutela dell’ambiente dove nascono questi grandi vini. Tutta la produzione dell’azienda è improntata alla sostenibilità, dalla vigna, dove gli interventi chimici sono ridotti al minimo, alla cantina, dove l’energia utilizzata è generata da un impianto fotovoltaico, evitando così l’emissione in atmosfera di tonnellate di anidride carbonica.

Prodotti di alta gamma per il fuoricasa

E tutta la qualità dei vini di Manfredi si incarna nella linea Patrizi e in quella firmata Bricco Rosso, gamme dedicate al fuoricasa che comprendono bollicine, vini bianchi e rossi, alta espressione della tradizione vitivinicola delle Langhe.

Nella gamma Patrizi tra le bollicine troviamo l’aromatico Asti Docg, e gli eleganti spumanti nelle versioni Extra Dry e Brut. Capofila dei rossi, il re del vini, il Barolo Docg, dal sapore caratteristico e austero, il Barbaresco Docg, pieno ed armonico, il Nebbiolo D’alba Doc, dall’aroma inconfondibile, il Dogliani Docg, secco, equilibrato e armonico, la Barbera D’asti Docg, dai profumi fruttati e dal nerbo deciso, la Barbera D’alba Doc, asciutta, piena e armonica. Non meno ricca la varietà dei bianchi, con il Roero Arneis Docg, secco, piacevolmente amarognolo ed erbaceo, il Gavi Docg, dall’aroma delicato e fresco, e il Gavi Docg del Comune di Gavi, dall’aroma fruttato.

Ricca anche la selezione di vini firmati Bricco Rosso. Tra i grandi rossi questa propone il Dogliani Docg, dal profumo fruttato e dal gusto secco e armonico, il Langhe Doc Rosso ''Suagnà'', vellutato e armonico, la Barbera d’Asti Docg, dal gusto secco, rotondo e armonico, il Nebbiolo d’Alba, dal gusto ampio e profondo. La gamma si completa con il Roero Arneis Docg, dall’aroma fresco e giustamente erbaceo, lo spumante Brut Millesimato, fruttato e piacevolmente secco, e con un fragrante Moscato d’Asti Docg.

Il nuovo Zenzero Fabbri 1905 è anche per i professionisti

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Il vaso da 600 g
Si chiama Zenzero Fabbri - Zenzero e Sciroppo e condivide con l'Amarena l'iconico pack che ha reso il brand bolognese noto in tutto il mondo

Sarà presto disponibile anche per i professionisti della pasticceria e della gelateria il nuovo Zenzero Fabbri - Zenzero e Sciroppo. Intanto la novità di casa Fabbri 1905 è stata presentata nella versione consumer, nei barattoli da 230 g e 600 g.

Un pack iconico, noto in tutto il mondo

L'azienda bolognese introduce così la nuova referenza: «Un prodotto contemporaneo, versatile e altamente innovativo, frutto dell’incontro tra opposti: l’Oriente - con i suoi profumi e le sue spezie - con l’Occidente, il dolce con il piccante, la sapidità con la freschezza, la tradizione con la modernità». Fabbri 1905 ha scelto, per lo Zenzero, di richiamare il suo packaging iconico, l’inconfondibile vaso in una versione riadattata, con il richiamo allo zenzero affidato a spirali luminose che si alternano ai classici decori bianchi e blu. All'interno, pepite dorate di zenzero sono immerse in uno sciroppo di zenzero e curcuma, pronte ad essere degustate in purezza o a dare un tocco particolare a ricette dolci o salate.

Può cambiare le sorti di una ricetta, dolce o salata

Per l'occasione, l'azienda ha coinvolto la cuoca e food blogger Sonia Peronaci, che ha creato ricette dolci e salate utilizzando il nuovo prodotto: tartufini con cuore di zenzero candito e un tortino di pere, ricotta e zenzero candito, queste le proposte dolci, a chiudere un menu che ha alternato piatti salati e cocktail speziati ideati dal bartender Alessandro Cattani.  

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