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Gli spirits di Distilleria Sibona sugli scudi

Sibona di Piobesi d'Alba si è aggiudicata per la quarta volta consecutiva il titolo di miglior distilleria del mondo all'ISW e oggi presenta "La Dimenticata", grappa di Barolo affinata 20 anni

Unica distilleria a vincere il concorso per quattro volte e soprattutto unica in assoluto a vincerlo per quattro anni consecutivi. E così, la Distilleria Sibona di Piobesi d’Alba (Cn), è stata nominata distilleria dell’anno all’Isw (il Meininger’s International Spirits Award) per il quarto anno consecutivo. «Si tratta di un concorso di assoluto rilievo e di primaria importanza a livello mondiale - spiega Luigi Barbero, amministratore e socio della Distilleria Sibona, di Piobesi d’Alba -. Una competizione che vede partecipare distillerie di tutto il mondo che lavorano in realtà e con prodotti molto diversi. Passiamo dal whisky, al Cognac, dalla vodka al gin. Vincere in una competizione del genere vuol dire proporre etichette che, pur nelle differenti tipologie merceologiche, raccolgono il favore dei giudici. E ovviamente questa vittoria non può che farci piacere e spingerci a proseguire lungo una strada intrapresa tanti anni fa. Sul mercato, inoltre, è un riconoscimento spendibile perché un conto è dire “facciamo degli ottimi prodotti” un altro è che lo dicano giurie di concorsi internazionali come sono quelle dell’Isw tedesco o dell’Iwsc inglese».

Distillati monovitigno e grappe, amari, liquori e vermouth

Nella gamma Sibona troviamo oggi distillati monovitigno e grappe invecchiate in barrique usate in precedenza per l’affinamento di vini o altri distillati e dalle quali le grappe “base” traggono aromi e sapori unici. Tra le grappe Sibona affinate in botti utilizzate in precedenza per l’invecchiamento di altri prodotti troviamo quella in botti di Porto e poi di Sherry, Madeira, Sauternes, Tennessee Whiskey o rum e i cui aromi rimasti nelle doghe delle barrique diventano elementi caratterizzati per i distillati Sibona. Da aggiungere, per completare un quadro che guarda alla qualità, che le grappe Sibona sono ottenute da vitigni piemontesi provenienti in particolare da Langhe e Roero (zone che in quanto a vini temono pochi confronti). Oltre a queste, la distilleria di Piobesi d’Alba produce amari, liquori, vermouth e un distillato di birra molto apprezzato sul mercato.

Trasformare il caso in opportunità: La Dimenticata

Tra le novità più recenti va segnalata La Dimenticata, una grappa da vinacce di Barolo invecchiata per ben 20 anni in barriques. «Può succedere di scoprire a distanza di molti anni di aver lasciato in un angolo della cantina una barrique di cui non ci si ricordava più l’esistenza, magari inizialmente lasciata lì ad invecchiare e poi, chissà per quale motivo, diventata quasi invisibile ai nostri occhi - racconta Barbero -. A noi questo è successo una prima volta qualche anno fa, quando scoprimmo una botte rimasta invisibile a tutti. Da li abbiamo cominciato a “dimenticare” volontariamente delle barrique. E oggi ecco La Dimenticata, un distillato risalente al 1998, che promette, e mantiene, sapori e aromi unici».

Nuovo laboratorio per l’Alberghiero di Longarone

alberghiero dolomieu cioccolatini e pasticcini preparati dagli studenti 2
Il progetto è stato realizzato in collaborazione con Longarone Fiere Dolomiti e le fiere come HoReCa e MIG

L'Istituto alberghiero “D. Dolomieu” di Longarone (Bl) ha un nuovo laboratorio. Il progetto è stato reso possibile grazie alla collaborazione con Longarone Fiere Dolomiti e le fiere come Ho.Re.Ca e MIG. La sinergia ha permesso l'attivazione di nuove apparecchiature e l'ottenimento di molte attrezzature in comodato d'uso, che sono oggi in uso dagli studenti per la preparazione dell'esame di Stato. Il nuovo "laboratorio di accoglienza" sarà nuovamente attivo a settembre. alberghiero dolomieu cioccolatini e pasticcini preparati dagli studenti

«Un vanto per tutta la provincia»

«Questo Istituto è un fiore all'occhiello per tutta la provincia, che dà degli importanti sbocchi professionali anche al termine del ciclo di studi – ha dichiarato la vicepresidente della Provincia di Belluno, Lucia Da Rold – Siamo molto soddisfatti di questo e dell’importante collaborazione che negli anni si è venuta a creare con l'Istituto, con la Dirigente, con i professori, proprio per dare una buona offerta formativa agli studenti». La Dirigente Scolastica Violetta Anesin ha aggiunto: «per noi il lavoro è proprio quello di dare tutti gli strumenti formativi e permettere che i ragazzi sfruttino la loro passione per ottenere i risultati migliori dal punto di vista professionale».

Dario Olivier - Coordinatore MIG 2022 e CdA Longarone Fiere Dolomiti
Dario Olivier - Coordinatore MIG 2022 e CdA Longarone Fiere Dolomiti

Il cibo attraverso i cinque sensi

All’inaugurazione era presente anche il Coordinatore di MIG 2022, Dario Olivier. «Ai giovani mi sentirei di dire che il cibo interessa gran parte dei nostri sensi – ha spiegato – L’olfatto: il cibo ha un profumo. Il gusto: il cibo ha un sapore. La vista: il cibo deve essere presentato in maniera ottimale, affinché anche la vista venga appagata. E l’udito: il cibo deve essere raccontato. Porta ad emozionare chi assume il cibo che sarà il vostro futuro cliente e che dal cibo riceverà emozioni. Delle emozioni che si trasformeranno in una gratifica professionale che, fatta nel modo giusto cioè abbinando la conoscenza alla passione che metterete nel vostro lavoro, porterà a grandissimi risultati anche economici».

I tre vincitori di Emergente Pastry Centro-Sud: la riscossa della ristorazione di territorio

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Uno dei dessert presentato alla gara EmergentePastry
Sono Giacomo Bresciani, Raffaele Angotti e Federico Marrone i tre vincitori della gara Emergente Pastry promossa da Luigi Cremona e Lorenza Vitali. L'obiettivo? Accendere i riflettori sulle nuove promesse della ristorazione

Vincitori Emergente Pastry
I tre vincitori di Emergente Pastry Centro-Sud: Giacomo Bresciani, Raffaele Angotti, Federico Marrone
Il più “anziano” ha 23 anni, sono tutti uomini, provengono da validissimi ristoranti di provincia e hanno già esperienze importanti nel loro curriculum. È questo l’identikit dei tre pasticceri emergenti, selezionati dopo una dura gara di fronte a una giuria di esperti di settore e giornalisti, nell’ambito della manifestazione Emergente Pastry, promossa dal duo di critici gastronomici Luigi Cremona e Lorenza Vitali, sotto l’insegna di Witaly.

I vincitori da L'Aquila, Lucca e Catanzaro

A superare la selezione, che si è svolta a Roma il 21 aprile, in due tappe (la prima nella nuova sede di Excellence Academy, la seconda da Velo Pasticceria, pasticceria dell’hotel boutique The First Dolce a via del Corso) e in tre batterie, sono stati: Federico Marrone del Ristorante da Lincosta a L’Aquila, che si è presentato con un dessert al piatto dedicato alla sua terra, Parrozzo e yogurt; il lucchese Giacomo Bresciani del ristorante stellato Giglio di Lucca, che ha proposto un dolce alla nocciola; Raffaele Angotti del ristorante Abbruzzino, una stella Michelin in provincia di Catanzaro, che ha fatto assaggiare la sua Pitta n’chiusa con latte di capra.

Emergente Pastry: le nuove generazioni guidano la ristorazione

Giovani di talento che, come si diceva, contano al massimo 23 anni: è Marrone il più “anziano”, mentre gli altri due vincitori hanno 22 anni. È stata anche individuata una possibile riserva, che in questo caso è una donna ed è Mariasole Martella, pastry chef del ristorante Imàgo Restaurant, lo stellato in cima all’hotel Hassler di Roma. La gara Emergente Pastry, dedicata alla pasticceria da ristorazione, è alla terza edizione e va a completare la serie di eventi di scouting di “Emergente” (Chef, Pizza, Sala, Ricevimento), format di gare che da tempo Luigi Cremona e Lorenza Vitali realizzano, con l’obiettivo di accendere i riflettori sul futuro delle nuove generazioni della ristorazione. A novembre è attesa la tappa di Emergente Pastry Nord, prevista negli spazi dell’Irca Academy di Gallarate. Una volta individuati i tre pasticceri settentrionali, ci sarà la sfida nazionale, che si svolgerà all’inizio del 2023.

I vincitori di Emergente Pastry Centro-Sud

  • Giacomo Bresciani del Giglio* di Lucca
  • Raffaele Angotti del Ristorante Abbruzzino* a Cava - Cuculera Nobile (CZ)
  • Federico Marrone del ristorante Da Lincosta a L'Aquila

Riserva

  • Mariasole Martella dell’Imàgo Restaurant* presso Hotel Hassler di Roma

Partecipanti

  • Fabio Capasso del Don Alfonso* presso San Barbato Resort Spa & Golf *****L a Lavello (PZ)
  • Lorenzo Pisapia di Officina dei Sapori a Gubbio (PG)
  • Marco Nuzzo di Casamatta* Restaurant presso Vinilia Wine&Resort a Manduria (TA)
  • Erika Torres di Giulia Restaurant a Roma
  • Ester Sportelli del Biafora Resort & Spa a San Giovanni in Fiore (CS)

Sca Italy, sono in corso le votazioni del nuovo Chapter

Elezioni Sca
I risultati il 4 maggio; i coordinatori eletti rimangono in carica per un mandato di due anni. A giugno a Milano alcune finali mondiali nell’ambito del World of Coffee

Sono in corso le votazioni per l’elezione del nuovo Chapter di Sca Italy che si concluderanno mercoledì 27 aprile. Un chapter declina la visione globale, la missione e lo scopo di Sca a livello nazionale garantendo ad essa visibilità, opportunità e senso di appartenenza a una rete globale più grande. I coordinatori eletti rimangono in carica per un mandato di due anni, dopo i quali si procede nuovamente all’elezione di un nuovo direttivo nazionale.

Possono votare tutti i membri Sca con un’iscrizione valida: il suo stato si può controllare sul portale dell’Associazione. Come detto, le votazioni si chiuderanno il 27 aprile e il 4 maggio ci sarà l’annuncio dei risultati.

Di seguito i candidati ai diversi ruoli.

Coordinatore Nazionale - Presidente: Davide Cobelli, Andrea Lattuada, Alberto Polojac

Coordinatore Community: Paola Campana, Francesca Oberti, Davide Roveto, Stefania Zecchi

Coordinatore Education: Damian Burgess, Andrea Matarangolo

Coordinatore Eventi: Alessandro Coda, Gian Andrea Sala

Coordinatore Giudici: Giordano Cognini, Fabio Sipione

Coordinatore Marketing & Communication: Alessandra Di Dio, Cinzia Pietrobon, Filippo Vidiz

A questo link si trovano i nomi dei candidati e le loro biografie.

Frattanto si avvicinano le finali mondiali che si svolgeranno il 23-25 giugno al Woc - World of Coffee presso il Milan Convention Center. Fabio Dotti, vincitore del Campionato italiano Cup Tasters, affronterà la competizione mondiale insieme ai campioni italiani 2020 delle discipline di Latte Art (Carmen Clemente), Coffee in Good Spirits (Andrea Villa), Coffee Roasting (Davide Cobelli) e Ibrik (Elvira Niki Di Landa).

Tra il 27 e il  30 settembre all’International Coffee Expo (MCEC) di Melbourne si svolgeranno le finali internazionali World Barista Championship e World Brewers Cup, che  vedranno in pedana per l’Italia Matteo Pavoni, campione italiano Baristi, e Giacomo Vannelli, campione italiano Brewers Cup.

Con Vodka Keglevich si viaggia oltre la bellezza esteriore

Vodka Keglevich SKIP ORDINARY BEAUTY la partenza
Grande festa in chiusura dell'evento Skip Ordinary Beauty organizzato da Stock Spirits Italia per Vodka Keglevich in onore del ruolo femminile

Si è concluso l'altro giorno l'evento Skip Ordinary Beauty organizzato da Stock Spirits Italia per il suo brand di punta Vodka Keglevich. Al centro dell'iniziativa sei grandi murales dipinti sulle pareti laterali di sei case popolari del quartiere milanese di Crescenzago sul tema donne&fiori, la cui grafica d'impatto è stata ripresa sulle etichette delle bottiglie limited edition della nota vodka polacca.

Fortemente voluto dall'ad Marco Alberizzi e dalla senior brand manager Virginia Barberini di Stock Spirits Italia, l'iniziativa Skip The Ordinary ha voluto dare spazio e significato al ruolo femminile, protagonista nella vita sociale a tutti i livelli.
Come per le dinamiche barlady Erica Rossi, Valentina Rizzi e Francesca Gentile che, una volta messi da parte shaker e bicchieri, sono state coinvolte con secchi di vernice e pennelli nell'esecuzione dei murales milanesi. Ideato in collaborazione con l'agenzia RM Event, l'evento è stato realizzato insieme a Orticanoodles, pseudonimo di due street artist come Wally e Alita.

Un percorso a sei tappe

Costituito da sei tappe, il percorso esperienzale open air Vodka Keglevich è partito dal primo muro con un'artista mascherata da farfalla; la seconda tappa  ha proposto il barbuto artista Wally assiso su un imponente trono di plastica rosa; la terza tappa ha proposta un'artista body painting quasi mimetizzata con il murales relativo; la quarta tappa ha offerto una sosta davanti a un grande specchio photoboot che nascondeva una fotocamera a sviluppo immediato dove potersi liberamente ritrarre; la quinta tappa ha proposto una coppia di erculei acrobati (i torinesi Luca e Fabio) che facevano sfoggio delle proprie capacità con l'intenzione di offrire (a testa in giù) un diverso punto di vista; ultima e conclusiva tappa un muro a forma di bottiglia sdraiata su cui poter lasciare, con pennello e vernice, un proprio segno personale, a cominciare dal semplice nome di battesimo.

Lungo il percorso murales, oltre alla galleria di sagome a grandezza umana delle sei bottiglie Vodka Keglevich, la fotografa Diana Bagnoli ho offerto una serie di pannelli/poster con le fotografie di una decina di donne di ogni età e provenienza che vivono e lavorano nel quartiere, con differenti storie di vita, andando anche qui oltre la semplice bellezza fisica.

Piccola storia di Crescenzago

Posto nella zona est di Milano, delimitato dal Naviglio Martesana e dal Parco Lambro, e attraversato da viale Palmanova, il quartiere Crescenzago è al centro di un'importante opera di riqualificazione urbana, a livello nazionale, in cui è stata inserita l'iniziativa Vodka Keglevich. In particolare i murales da 64 mq sono stati dipinti sui muri laterali delle case popolari di via Civitavecchia, piccolo quartiere di casette a schiera, altrimenti più conosciute come Case Minime, costruite nel 1952 per gli sfollati della Seconda Guerra Mondiale.
Il tipo edilizio prescelto è stato la casa unifamiliare a schiera disposta su due piani (sul modello inglese) progettato dall’Ufficio Tecnico Comunale dall’arch. Arrigo Arrighetti. Oggi gli alloggi popolari fanno parte del patrimonio residenziale pubblico del Comune e formano un quartiere composto da 9 stecche parallele per un totale di 117 appartamenti.
Grazie ai numerosi reperti archeologici, da quelli preistorici a quelli romani e medievali, l'attuale quartiere di Crescenzago ha sempre goduto come borgo di una larga autonomia fino all'epoca napoleonica, recuperata per un altro secolo e poi terminata solo negli anni Venti, entrando a far parte definitivamente del Comune di Milano. Tra le installazioni industriali più importanti del quartiere, ricordiamo quella RCS (Rizzoli - Corriere della Sera), oggi parzialmente dismessa e oggetto anch'essa di riqualificazione urbana.

Amaro Zero, il primo prodotto alcol free firmato Lucano

Lucano Amaro Zero
L'ultima creazione dell'azienda di Pisticci conserva i profumi e i sapori (e la ricetta) dello storico Amaro Lucano, ma in versione senza alcol

Stessi ingredienti, stesso gusto inconfondibile, ma in versione alcol free. È l’ultima novità di Lucano 1894, che con Lucano Amaro Zero firma il suo primo prodotto analcolico. A base di erbe amare, il nuovo prodotto conserva tutta la storia e i sapori del celebre Amaro Lucano, il prodotto di punta della casa.

È infatti realizzato con la stessa storica ricetta creata nel 1894 dal cavalier Pasquale Vena per dare vita al suo Amaro, eccetto per la componente alcolica: una formula segreta che prevede la sapiente miscelazione di oltre 30 erbe. Così come del capostipite conserva i caratteristici profumi mediterranei del mirto, del rosmarino e degli agrumi che si fondono con il delicato sentore di camomilla. Dal colore delicatamente aranciato, Lucano Amaro Zero presenta anche il gusto intenso e amaricante del tradizionale Amaro Lucano, con le sue tipiche e gradevoli note agrumate e floreali.

Il nuovo amaro nasce dalla volontà di Gruppo Lucano di inserirsi nel nuovo trend degli spirit a bassa o zero gradazione. Un trend in crescita anche in Italia, dettato dalle esigenze di consumatori sempre più attenti all’aspetto del benessere, ma che comunque non vogliono rinunciare al bere di qualità (leggi: Spirit low e no alcol in grande crescita). Domanda che il nuovo prodotto soddisfa in pieno, garantendo tutto il gusto unico del classico amaro, ma senza alcol. Lucano Amaro Zero è infatti perfetto da servire liscio freddo o con ghiaccio, ma anche da sfruttare come ingrediente in miscelazione per creare drink analcolici e bassa gradazione.

Altro elemento di novità del prodotto è il suo pack amico dell’ambiente, che si inserisce nel percorso di sostenibilità avviato dall’azienda e denominato Lucano Green. Lucano Amaro Zero è custodito in una bottiglia in vetro con tappo in alluminio, materiali entrambi 100% riciclabili, impreziositi da un’etichetta dal particolare colore azzurro, creata in parte con gli scarti di lavorazione degli agrumi e con carta riciclata certificata Fsc, utilizzando tecnologie a basso impatto ambientale.

Ampi, entrano 14 nuovi accademici

Le new entry e i Maestri posano assieme al presidente Ampi Sal De Riso
Prima sessione di esami dopo tre anni per Accademia Maestri Pasticceri Italiani, che accoglie i nuovi associati e si prepara al Simposio di maggio a Pompei

Dopo ben 3 anni di attesa, sia per via del Covid, sia per le vicissitudini interne all’Accademia maestri pasticceri italiani (che ha portato alla nascita di una nuova associazione, l’Apei promossa da Iginio Massari), si sono tenuti gli esami per l’ingresso in Ampi di nuovi associati, suddivisi in due tornate: una prima giornata, a Roma, dedicata alla categoria dei pastry chef; la seconda sessione invece si è tenuta presso Alma, a Colorno, questa volta riservata alle categorie dei pasticceri e dei consulenti di pasticceria.

Due sedi e due sessioni di esami (il 20 e 21 aprile) per valutare professionalità differenti, che sono state valutate con prove di ammissione diverse, in base alle specificità delle rispettive aree di azione.

Al vaglio degli accademici Ampi tre titolati pastry chef

La mattina del 20 la sessione, che si è svolta a Roma nella scuola A tavola con lo chef, è iniziata con la notizia dell’assenza di uno dei candidati, il toscano Ettore Beligni, per via di un incidente per fortuna non grave (recupererà l’esame appena possibile). A giudicare il lavoro dei candidati erano presenti Giuseppe Amato, che ha fatto da padrone di casa, in quanto direttore della scuola A tavola con lo chef, Alessandro Dalmasso, Massimo Alverà, Carmine Di Donna e Sandro Maritani. Tre i candidati, tutti pastry chef provenienti dall’alta ristorazione, la cui prova d’esame è stata ritagliata sulla routine da pasticceria fine dining, con quattro prove per ciascuno, da realizzare in due ore (erano consentite alcune preparazioni in anticipo): un lievitato, un amuse bouche, un dessert al piatto e un petit four. Esame superato per tutti e tre i candidati: un esito in parte già annunciato visto il calibro candidati. I tre nuovi pastry chef di Ampi, in quota alta ristorazione, sono Mattia Casabianca, head pastry chef nel ristorante di Mauro Uliassi a Senigallia; Paolo Griffa, executive chef e pastry chef del Grand Hotel Royal e Golf di Courmayeur; Tommaso Foglia (Don Alfonso 1890 a San Barbato Resort a Lavello, in provincia di Potenza). L’ordine non è casuale, ma anagrafico perché sono tutti e tre giovanissimi figli degli anni Novanta: Casabianca è del ’93, Griffa del ’91 e Foglia del ’90. «Nuovi maestri pasticceri significa nuova linfa per l’Accademia, un’occasione di confronto e di imparare nuove tecniche, sia per questi giovani professionisti, che per i veterani», ha detto Alessandro Dalmasso, accogliendo i tre nuovi pasticceri in Ampi.

Seconda giornata d’esame, tutta per pasticceri e consulenti

Alla scuola internazionale di cucina italiana Alma di Colorno si sono tenuti gli esami di ammissione Ampi per i pasticceri e i consulenti. I primi hanno presentato una torta e una pièce artistica. Ai consulenti è stato invece chiesto di presentare un buffet di prodotti e simulare una lezione da consulente, di fronte alla commissione esaminatrice (che per la sessione in Alma era composta dagli accademici Massimo Alverà, Carmine Di Donna, Giancarlo Cortinovis, Claudio Marcozzi, Francesco Boccia e Sandro Maritani).

ampi 21 aprile nuovi lavori
Gran lavoro degli esaminandi durante la prova presso Alma, a Colorno
«La categoria dei consulenti di pasticceria - precisa il vice presidente Paolo Sacchetti - è una novità per Ampi: bisogna prendere atto che si tratta di una figura sempre più presente nel nostro settore e che a pieno titolo può rientrare sotto l’egida di Ampi, sempre aderendo ai parametri qualitativi, produttivi, di collaborazione e scambio che sottendono al lavoro di Accademia». Sotto la presidenza di Sal De Riso, la commissione d’esame ha dato il suo placet ai nuovi Accademici, candidati che oltre all’esame finale erano stati preventivamente selezionati e valutati anche con visite “a sorpresa” nei rispettivi luoghi di lavoro e attività. Ecco dunque che ai 39 Accademici si aggiungono i nuovi membri di Accademia Maestri Pasticceri Italiani:

Pastry chef

  • Mattia Casabianca (head pastry chef ristorante Uliassi, An)
  • Tommaso Foglia (head pastry chef San Barbato Resort a Lavello, Pz)
  • Paolo Griffa (executive chef Grand Hotel Courmayeur, Ao)

Consulenti

  • Rita Busalacchi
  • Maurizio Frau
  • Antonino Maresca

Pasticceri

  • Roberto Cosmo (Pasticceria Cosmo, Giussano, Mb)
  • Corrado Carosi (Pasticceria GiuBea, Sarzana, Sp)
  • Mario Di Costanzo (Di Costanzo Patisserie, Napoli)
  • Imma Iovine (pasticceria Cucchi, Milano)
  • Benito Odorino (Pasticceria Benito, Casal di Principe, Ce)
  • Carmen Vecchione (Pasticceria Dolciarte, Avellino).

A loro si aggiungono anche Giuseppe Pepe, che prosegue l’opera del compianto fratello Alfonso, e Armando Palmieri, che ha sostenuto e superato gli esami in marzo per poi rientrare subito in Canada, dove lavora. Prossimo appuntamento per i maestri Ampi, a maggio a Pompei, dove dal 22 al 24 maggio si terrà il Simposio niente di meno che all’interno degli scavi archeologici, imperniato su un tema quanto mai attuale: "Seconda Vita - Etica e sostenibilità: sfide e opportunità per una filiera zero-waste, dalla pasticceria alla tavola".

Flor de Caña lancia una campagna globale di riforestazione

Flor de Caña
L'iniziativa del rum super premium del Nicaragua punta a piantare 70.000 alberi entro fine anno. Tutti possono contribuire e il brand da parte sua raddoppierà la cifra di ogni donazione

Unire le forze per garantire alle generazioni future un mondo più verde. Si rivolge a tutta la filiera della bar industry, consumatori finali compresi, la nuova iniziativa green firmata Flor de Caña. Il rum super premium del Nicaragua, distribuito in Italia da Velier, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, che si celebra il 22 aprile, lancia una campagna di riforestazione che si propone di piantare 70.000 alberi entro la fine dell’anno.

Alla campagna Together for a Greener Future ognuno può dare il suo contributo effettuando la sua donazione. Ogni dollaro garantirà un albero piantato e Flor de Caña aggiungerà, raddoppiandola, la stessa cifra donata da ogni persona.

PARTECIPA ALLA CAMPAGNA TOGETHER FOR A GREENER FUTURE

Realizzata con One Tree Planted, ong internazionale attiva in cambio ambientale con lo sviluppo di progetti di riforestazione in partership con realtà locali, la campagna include una serie di azioni in vari punti vendita e iniziative sui social media (#TogetherForAGreenerFuture) per accrescere la consapevolezza sull'importanza della riforestazione, oltre a eventi in vari Paesi durante i quali vengono piantati alberi.

Per quanto riguarda l’Italia, il partner scelto per la Giornata Mondiale delle Terra quest’anno è Soulfood Forestfarms Hub Italia, con una squadra di volontari che pianterà decine di alberi nei campi agricoli di Vaiano Valle, alle porte di Milano.

Un milione di alberi entro il 2025

La nuova campagna rappresenta un altro passo verso l’obiettivo del rum del Nicaragua: arrivare a piantare un milione di alberi entro il 2025. Obiettivo sempre più vicino, considerando che gli alberi piantati dal brand dal 2005 sono già oltre 800.000.

Flor de Caña, in partnership la ong, ha infatti realizzato diversi progetti di riforestazione. Un’azione importante per la salute del Pianeta, in quanto durante la loro crescita, gli alberi ripristinano la stabilità e il benessere del suolo, migliorano il filtraggio e l'assorbimento dell'acqua, mitigano gli effetti dei cambiamenti climatici, danno una spinta alla biodiversità e procurano diversi benefici alle comunità locali.

Un rum amico del Pianeta

Un’azione che rappresenta solo una parte, certamente importante, ma non l’unica, dell’impegno del brand sul fronte della sostenibilità in tutte le sue declinazioni, che oltre l’aspetto più strettamente ambientale includono anche quello sociale ed economico. I rum Flor de Caña sono infatti certificati Carbon Free e Fair Trade, vengono distillati utilizzando 100% di energia generata da fonti rinnovabili e l’azienda fin dal 1913 ha un programma di formazione gratuito per i suoi dipendenti, oltre a un servizio medico, anche questo gratuito, dal 1958. Un impegno che le sono valsi anche due prestigiosi riconoscimenti internazionali: il Distillery Sustainability Award e l'Ethical Award ottenuti agli Spirit Business Awards 2021  per il suo primato nelle pratiche sostenibili e responsabili.

La sostenibilità, il futuro di Caffè Vergnano

Lattone Vergnano
La responsabilità ambientale e sociale guida le scelte della Torrefazione torinese nella sfida di rendere il proprio caffè parte di un cambiamento sostenibile rivolto al futuro

Attenzione all’ambiente e alla sostenibilità sono obiettivi che negli ultimi anni molte aziende, in diversi settori, si stanno prefiggendo per salvaguardare il pianeta. Oggi, in occasione della Giornata Mondiale della Terra, Caffè Vergnano conferma il proprio impegno verso un cambiamento sostenibile che guarda al futuro. È un nuovo approccio mentale che coinvolge l’intera azienda e tutta la catena produttiva volta alla riduzione degli sprechi e al recupero dei rifiuti. Una sfida che rappresenta un dovere morale, un senso di responsabilità e di sensibilità con l’obiettivo di trasformare le parole in azioni concrete che si traducono nella scelta di sostituire i materiali non ecologici con il compostabile.

Dalle capsule a un utilizzo attento delle materie prime, dai materiali per i pack agli imballaggi 100% riciclabili. L’attenzione ai dettagli, in materia di riciclo, ha permesso a Caffè Vergnano di ricevere riconoscimenti, nel corso degli anni, come la certificazione ISO 14001 (dal 1999) che garantisce un sistema di gestione per il controllo dell’impatto ambientale delle proprie attività nell’ottica di un miglioramento efficace e sostenibile.

Tra i progetti più rilevanti, si distingue il pack premium dedicato al mondo horeca: un imballo riciclato e riciclabile, composto per il 50% - e a brevissimo per il 100% - da plastica rigenerata R-Pet. Un rifiuto che si trasforma in risorsa,per un caffè a tutti gli effetti “buono”, anche per il pianeta.Hanno un’importanza sempre più rilevante i sottoprodotti della produzione come le pellicole da caffè, destinate ad uso zootecnico o energetico e i sacchi di iuta, riutilizzati per le operazioni di pacciamatura e contenimento del terreno in ambito agricolo e vivaistico. Nel privilegiare un progetto di compostabilità dei materiali, è tra le aziende pioniere nella realizzazione di capsule compostabili. Alcuni caffè sono certificati UTZ, un sigillo che identifica che il metodo con cui sono stati generati supporta i tre pilastri della sostenibilità: sociale, economica ed ambientale.

La tutela del pianeta, ma anche la qualità dei prodotti e la sicurezza delle persone sono, i fattori centrali per l’azienda e il motore per compiere scelte in coscienza e responsabilità. A testimonianza della serietà e dell’impegno preso, la Torrefazione ha implementato il Comitato di Sostenibilità, individuando tre aree d’azione: processo produttivo, energia e prodotto, facendolo diventare, nell’anno del suo 140° anniversario, un asset strategico per il suo sviluppo e la sua missione a livello internazionale.

La responsabilità non è solo ambientale ma anche sociale. Nasce così nel 2018 il progetto Women in Coffee di raccolta fondi a favore delle donne che lavorano nelle piantagioni, diventato oggi un contenitore più ampio di iniziative che vanno dalla difesa dell’empowerment femminile alla promozione dell’equità di genere. Il percorso sostenibile di Vergnano è quindi un investimento per il futuro che rende il piacere di un espresso italiano non solo una scelta di gusto, ma anche un gesto attento e consapevole per un pianeta più “green”.

La via alla sostenibilità del Paradiso di Barcellona

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Con l'iniziativa Paradiso Waste Lab, il cocktail bar di Giacomo Giannotti punta a diventare a zero waste. Il nuovo progetto viene lanciato nel Sustainability Summit, in corso presso il locale fino al 23 aprile, dedicato alla sostenibilità nella bar industry

Il Paradiso di Barcellona, cocktail bar al terzo posto della classifica dei World's 50 Best Bars, e da sempre molto attivo sul fronte della sostenibilità, ha lanciato il nuovo ambizioso progetto, Paradiso Waste Lab, che mira a ridurre ulteriormente il suo impatto ambientale, con l’obiettivo di diventare un locale zero waste. Realizzato in collaborazione con Plat Institute, un’azienda di Barcellona specializzata in augmented gastronomy, il progetto ha il suo cuore in un un nuovo spazio fisico utilizzato per riciclare i pochi avanzi dell’attività del cocktail bar. Per questa iniziativa Paradiso investirà e acquisterà strumenti e macchinari che daranno nuova vita ai rifiuti di plastica e organici.

Attualmente il Paradiso produce circa 30 kg di rifiuti di plastica al mese che, grazie a Paradiso Waste Lab, verranno lavorati e trasformati in nuovi oggetti utilizzabili nel locale, come apribottiglie, vassoi, piatti e sottobicchieri. In futuro, questi oggetti riciclati saranno disponibili per l'acquisto per un merchandising 100% green.

Un laboratorio aperto a tutti i bar

Paradiso Waste Lab non mira solo a ridurre l'impatto ambientale del cocktail bar, ma anche a sensibilizzare più in generale sul tema dei rifiuti nella gestione di un locale. A questo riguardo le porte del Waste Lab saranno aperte anche a tutti i bar e vicini di casa che vogliono abbracciare la filosofia zero sprechi. «Il messaggio che vorremmo trasmettere è che per migliorare la qualità dell'ambiente dove viviamo, il primo passo è coinvolgere tutti», ha spiegato Giacomo Giannotti, titolare e fondatore di Paradiso.

Il lancio del Paradiso Waste Lab coincide con il primo Sustainability Summit, organizzato da Giannotti e dal team Paradiso dal 21 al 23 aprile, in collaborazione con MS Bar Trends e sponsorizzato da Torres e Matusalem.

Ospiti del summit tre note figure della bar industry internazionale che condividono la filosofia di sostenibilità del Paradiso: Jean Trinh di Alquimico di Cartagena, Vijay Mudaliar del Native Bar and Restaurant e dell'Analogue Initiative a Singapore e Anna Sebastian, hospitality consultant (Londra). Il Sustainability Summit prevede tre turni serali per gli ospiti e due masterclass nelle quali Jean e Vijay spiegheranno il concetto alla base dei loro locali e l’approccio alla sostenibilità adottato. Per concludere, ci sarà una tavola rotonda con ospiti internazionali, moderata da Francois Monti, noto scrittore e giornalista, per parlare del tema della sostenibilità nella bar industry.

Obiettivo del vertice è di sensibilizzare il settore verso un ambiente più sostenibile e fungere da punto di partenza per aprire un dialogo con i tutti I locali che cercano di adottare abitudini e pratiche virtuose. «Sostenibilità per me significa cercare di sprecare il meno possibile e trasformare i residui in materie prime da utilizzare al bar. In un settore come il nostro può sembrare un traguardo irraggiungibile, ma con la giusta mentalità e le persone giuste, c'è sempre un modo per farlo», chiosa Giannotti.

DOuMIX? Syrup: basta una goccia per far volare i tuoi cocktail!

DOuMIX Syrup
La gamma di sciroppi DOuMIX? Syrup by Mec3 per la mixology comprende 12 referenze dalla formulazione ad alta concentrazione pensate per esaltare ogni creazione con poche gocce

Innovativo e fuori dagli schemi, DOuMIX? è il brand di Mec3 dedicato ai professionisti della miscelazione. La ricca offerta del marchio include la linea di sciroppi Syrup: una gamma dalla formulazione ad alta concentrazione, sviluppata per portare ogni creazione, che sia a base latte o caffè, o i drink, a livelli impensabili con poche gocce.

La linea comprende 12 gusti in bottiglie di vetro, perfetti per creare ricette sempre nuove. Le referenze DOuMIX? Syrup vanno dai più classici gusti per la mixology come menta, menta verde, rosa, fiori di sambuco e granatina, a quelli perfetti per il mondo della caffetteria, come vaniglia, cannella, caramello, nocciola e amaretto. Non mancano poi le proposte fuori dagli schemi, come il blue unicorn e il pink unicorn, ideali per creare bevande super colorate a prova di instagrammer! La linea Syrup, per come è concepita, può essere utilizzata come finitura nelle creazioni, ma anche in diluzione per la produzione di liquori. Insomma, con DOuMIX? l’unico limite è la fantasia del bartender!

Insieme a Cream, Fruit Elixir, Squeeze e Base, Syrup forma un team di prodotti di altissima qualità, composto da referenze innovative, ideali per coprire tutti i momenti di consumo della giornata, dai caffè gourmet del mattino fino ai cocktails della notte, con packaging attraenti, ergonomici, easy to use!

5 linee di prodotto, una più irresistibile e versatile dell’altra, che vanno oltre quello che il mercato già propone, destinate a chi desidera stupire i propri clienti e dare un twist al proprio estro creativo con bevande straordinarie.

DOuMIX? è un boost di creatività per il talento di ogni professionista, la novità fuori dagli schemi per raggiungere il successo! Con la garanzia del know-how e l’expertise di MEC3, azienda leader nella creazione di ingredienti per la  gelateria e pasticceria artigianali, dal 1984.

Etnik Lounge Cafè: a Bibione un locale estivo veramente green

Etnik Lounge Cafè
Il locale della costa adriatica ha reso il suo impatto ambientale il minore possibile adottando quattro pratiche virtuose applicabili da qualsiasi realtà del fuori casa

L'estate è veramente alle porte e nelle prossime settimane inizieranno le prime aperture stagionali sui litorali di tutto il Paese. Una moltitudine di locali estivi si preparano ad accogliere ogni giorno una schiera di vacanzieri in cerca di spensieratezza e relax, godendosi le ultime ore di sole o aspettando le prime luci del mattino. Fin qui, tutto regolare e sacrosanto. Ma spesso questi locali, che per loro natura sono in gran parre dei casi all'aperto e servono un grande quantitativo di clienti al giorno, fanno un largo utilizzo di contenitori monouso, hanno una gestione dei rifiuti quantomeno “flessibile” e un occhio verso le buone pratiche ecologiste quanto meno...mezzo aperto. C'è chi invece, come Nicole Marzolla, titolare dell'Etnik Lounge Cafè di Bibione (Venezia), ha deciso di prendere il toro per le corna e di avviare nel 2021 un progetto che poggia su quattro pilastri imprescindibili, che portano il suo locale ad avere l'impatto ambientale minore possibile. Sono pratiche applicabili da chiunque e l'auspicio è che leggendo queste righe le reazioni spazino da “ma così lo faccio anche io” a “ah, ma allora lo posso fare anche io!”.

No waste

Il primo approccio è il “no waste”, il senza spreco. Un modo di lavorare già ampiamente noto alle cucine, che si sta facendo strada anche dietro i banconi. Consiste non solo nell'ottimizzazione di ingredienti quali la frutta, che vengono utilizzati per intero e che, qualora in avanzo, vengono essiccati per avere una seconda vita, ma passa anche attraverso la produzione di preparati home made, stoccati in contenitori di riciclo, che vengono utilizzati più e più volte, evitando di ingrandire il cestino della spazzatura.

Stop alla plastica

Il secondo step è l'eliminazione di tutto ciò che è di plastica, e non riutilizzabile. Si va dalle arcinote cannucce a tutta l'ampia gamma di oggetti monouso. Ma per smuovere veramente le acque, si applica questa pratica anche a tutte le forniture che arrivano confezionate con involucri di plastica; il che porta ad attuare una scelta da “consumatore critico”, in favore di aziende che stanno attente anche al packaging dei loro prodotti. Si può inoltre evitare di utilizzare quei monousi non necessari, come il tovagliolo sotto il bicchiere. Favorendo sottobicchieri riutilizzabili come quelli in sughero, in legno o in tanti altri materiali. Difficile è la questione delle bottigliette di plastica, il cui consumo assegna un triste primato europeo all'Italia. Per un locale estivo rappresentano un'entrata non trascurabile: in questo caso la soluzione “meno peggio” è l'alluminio, che è molto più facilmente riciclabile della plastica.

Energia rinnovabile

Il terzo passaggio compiuto dall'Etnik Lounge è verso consumi energetici più puliti. Gran parte dell'energia elettrica prodotta in Europa deriva da fonti non rinnovabili, come petrolio, carbone o gas. Ci sono ora fornitori di energia che acquistano unicamente da fonti rinnovabili. Prediligere loro significa anche creare una nuova domanda al mercato e accelerare quindi il processo di creazione di un numero maggiore di generazione energetica di questo tipo.

Lotta alla deforestazione

Quando tutto ciò che internamente si poteva fare lo si è fatto, si può passare a sostenere anche progetti che vanno oltre le mura del locale: l'Etnik Lounge Cafè in questo caso collabora con Treedom, una piattaforma online che ripianta alberi, soprattutto in zone che hanno subito e subiscono una forte deforestazione. Con l'acquisto di alcuni drink, si aderisce alla campagna portata avanti da questa associazione, e oltre a regalare del verde al pianeta, si fornisce impiego a lavoratori del terzo mondo.

Possiamo proprio dire che, in questo locale della costa adriatica, si respira un'ottima aria. Quella che ci auguriamo di respirare sempre di più, ovunque.

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