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Xiaomi Café, il temporary che unisce caffetteria, food e tecnologia

Xiaomi Café
Aperto a Milano, a due passi dal Duomo, il temporary bistrot di Xiaomi. Uno spazio di incontro e socialità che unisce innovazione e ristorazione

Food, caffetteria e tecnologia: è all’insegna di questo trinomio che a Milano ha aperto i battenti Xiaomi Café, il temporary bistrot dell’azienda cinese Xiaomi, tra le principali realtà attive nell'elettronica di consumo.

Lo spazio in stile “pop” sorge in via Verziere 3, a pochi passi dal Duomo, si sviluppa su due piani e rappresenta una ulteriore evoluzione del format Casa Xiaomi, nato nel 2021 in piena pandemia, con l’idea di creare uno spazio dedicato all’integrazione di tutto l’ecosistema Xiaomi e raccontare i vantaggi della tecnologia Xiaomi Smart Life, e proseguito con Casa Lago Edition del 2022 e Casa Xiaomi del 2023.

Una proposta completa dalla colazione all’aperitivo

Aperto dal lunedì al venerdì, dalle ore 8 alle 19, il locale è stato concepito come uno spazio premium dove fare la colazione o il pranzo, ma anche smartworking o bere un drink e, insieme, scoprire tutti i prodotti del marchio nella Casa Xiaomi al piano interrato.

Propone un menu completo per l’intera giornata, reso possibile da partner d’eccezione che arricchiscono e completano il concept: dalla coffee experience di Rhea, tra i principali produttori di macchine da caffè automatiche personalizzate, alla qualità della materia prima garantita da Lavazza, con la miscela La Reserva de ¡Tierra! Cuba e panificatore Adriano Del Mastro, per la fornitura di brioches e pane.

Una particolarità dell’offerta è rappresentata dai menu Dots: ogni pasto, dalla colazione all'aperitivo, avrà la forma sferica di un punto, che racchiude il concetto di integrazione “senza fine” tra persone e innovazione, che è poi l’idea di fondo che anima il locale.

Quattro i menu food che si possono degustare allo Xiaomi Café, ognuno dei quali prevede più proposte per accontentare tutti i gust. Meddi, all’insegna dei sapori mediterranei, dove per esempio troviamio la tartare di manzo con capperi, acciuga, olive taggiasche, il tutto condito con sale maldom e olio evo alla senape. Tasty, dedicato ai più golosi, con tre diverse proposte di polpette, come le Polpette di pollo su letto di insalata iceberg, scaglie di grama stagionato e salsa caesar. Veggi, una proposta di piatti vegani come le Polpette di soia su letto di babaganoush o hummus ed erba cipollina. Fusion, con piatti dai sapori esotici, come i burrito o i pokè.

Per quanto riguarda la parte beverage, l’offerta comprende una selezione di referenze Birra Moretti (Ipa, La Bianca, Zero) e soft drink, mentre per l’aperitivo la carta comprende Aperol Sptitz, Sevilla Tonic, Martini Fiero e analcolici.

Spazio alla tecnologia

Un’altra particolarità dello Xiaomi Café è l’originale punto vendita ospitato nell’angolo caffetteria: un distributore automatico di Rhea, dove però bibite e snack sono sostituiti da una selezione di prodotti Xiaomi che si possono acquistare in modo semplice e veloce. Nel piano interrato, invece, c’è lo spazio dedicato all’incontro, dove si possono organizzare eventi, gustare un aperitivo o fare smartworking, circondati dai prodotti dell’azienda integrati in un arredamento reale e nello storytelling del brand che percorre le pareti.

Per stimolare i consumi sono state previste una srie di promozioni: per ogni consumazione con una spesa fino ai 15 euro, il cliente riceverà un coupon del valore di 5 euro, mentre se la spesa supera tale importo, il valore del coupon sarà di 15 euro, ma sarà utilizzabile solo per acquisti su mi.com.

Infine, nei prossimi mesi il locale si animerà di una serie di appuntamenti che avranno come tema il ruolo della tecnologia come motore della vita quotidiana. Il calendario è in via di definizione e tutte le informazioni su appuntamenti e orari si potranno trovare su https://event.mi.com/it/xiaomicafe

 

Pallini festeggia: +17% di fatturato e la leadership globale nel mercato del limoncello

Micaela Pallini presidente e Ceo Pallini, presidente Federvini
Limoncello e Amaro Formidabile trainano le vendite di Pallini, che registra un +17% di fatturato nel 2023 e guarda soprattutto al mercato estero

Il 2023 per Pallini, la storica distilleria romana è stato un anno da incorniciare. Lo dicono i dati annuali, che hanno registrato un +17% di fatturato rispetto all'anno precedente, sfondando quota 20 milioni (da 18 milioni di fatturato del 2022 a 21,5 del 2023). A trainare il successo della storica azienda romana, unica distilleria ancora attiva nella capitale dai primi del Novecento, certamente il Limoncello Pallini, prodotto di spicco nell’ampio portfolio di Pallini, che è diventato il limoncello premium più venduto al mondo.

Nei piani del 2024, un'ulteriore crescita, in cui Limoncello Pallini sarà sempre al centro dell'attenzione, grazie a un restyling dell'etichetta, e con un'aumentata attenzione sul mercato internazionale e in particolare su Usa, Germania e Regno Unito, oltre al segmento Duty Free e Travel Retail. Ed è proprio il segmento dei duty free ad aver dato molte soddisfazioni nell'anno appena trascorso, ammette Micaela Pallini, amministratore delegato di Pallini e presidente di Federvini: «Il segmento Duty Free, dove Limoncello Pallini è leader globale, è aumentato del 30%, e siamo cresciuti anche sui mercati inglese, canadese e di alcuni paesi nordici europei come la Danimarca. Notevole anche il fermento registrato in altri mercati, come in Spagna, Portogallo e Paesi Baltici, per le iniziative focalizzate sulla strategia del Limoncello Spritz, che ha visto l’aggiunta del prodotto pronto sia in lattina che alla spina».

Focus anche su Amaro Formidabile, l’amaro di punta della società, acquisito nel 2022, prodotto e imbottigliato negli stabilimenti storici dell’azienda, che lo scorso anno ha varcato i confini nazionali, iniziando la sua corsa verso il mercato estero e registrando già un aumento delle vendite del 20%. L’obiettivo per il 2024 per questa etichetta è il lancio di Amaro Formidabile sul mercato USA e su quello tedesco.

Barry Callebaut renderà la Chocolate Academy Milano paper free

La multinazionale specializzata nella produzione di cacao e cioccolato ha annunciato un programma di digitalizzazione che si concluderà nel 2025 e partirà con la scuola di formazione milanese

Barry Callebaut ha annunciato la sua ultima rivoluzione. Per confermare l'impegno nella lotta allo spreco, in favore di politiche orientate alla sostenibilità ambientale, la multinazionale si prepara ad abbandonare la carta in favore di una digitalizzazione totale. Lo ha annunciato Lorenzo Pepe, Marketing Manager di Barry Callebaut Italia. Entro il 2025 Barry Callebaut diventerà completamente paper free. L'esperimento pilota partirà dalla Chocolate Academy Milano.

Cosa cambierà alla Chocolate Academy Milano

Chocolate Academy Milano sarà la prima a sperimentare la transizione verso la completa digitalizzazione. La scuola di formazione di via Morimondo 23 sperimenterà la dimensione paper free con la creazione di ricettari completamente online. Il 2025 sarà l’anno in cui i maestri italiani del cioccolato lavoreranno con strumenti digitali per condividere le loro ricette nel mondo solo con un click. I contenuti saranno a disposizione di tutti i professionisti che ogni anno frequentano i corsi dedicati alla pasticceria e alla gelateria artigianale.

Il progetto Cocoa Horizon

Da sempre precursori nel cambiamento e fautori di politiche di sostegno alle popolazioni della Cocoa Belt attraverso il programma Cocoa Horizon, i manager dell’azienda franco-belga hanno costruito un programma che porterà la filiale italiana ad una trasformazione radicale nel segno del rispetto ambientale e del risparmio energetico. Cocoa Horizon è una fondazione nata grazie all’impegno di Barry Callebaut nel 2015. Obiettivo: migliorare le condizioni di vita dei contadini delle aree legate alla produzione di cacao. Le attività spaziano dalla riduzione del lavoro minorile alla lotta alla deforestazione. Uno degli asset è sicuramente il rispetto ambientale e la lotta allo spreco anche nella raccolta del frutto, di cui oggi viene utilizzato il 100%, consentendo ai contadini di migliorare la loro redditività nella produzione agricola. Ad oggi Cocoa Horizons ha investito 7 milioni di euro per sostenere la comunità di coltivatori di cacao. Inoltre, ha coinvolto 1400 professionisti e formatori che interagiscono con 304.000 coltivatori. Quello di Barry Callebaut è l'esempio di come le imprese possono contribuire a migliorare l’economia nel rispetto dell’essere umano e dell’ambiente. In linea con il programma di deforestazione e la riduzione delle emissioni di CO2, è partito anche in Italia il progetto di digitalizzazione che coinvolgerà il mondo della pasticceria e gelateria nazionale.

Barry Callebaut e l'impegno per l'ambiente

La transizione dalla carta alla digitalizzazione porta con sé una serie di vantaggi significativi. Se applicati, possono contribuire in modo sostanziale alla sostenibilità ambientale e sociale. Così anche il mondo del cioccolato può contribuire a migliorare lo stato di salute del pianeta. In primis, c’è la riduzione dell'utilizzo di risorse naturali come legno, acqua e energia necessarie alla produzione di carta. Passare alla digitalizzazione riduce la domanda di queste risorse, contribuendo a preservare gli ecosistemi forestali e a mitigare il consumo di acqua, nonché l'emissione di gas serra associati alla produzione di carta. Inoltre, la produzione di carta è associata a processi chimici che possono inquinare aria, acqua e suolo. Una drastica riduzione del consumo di questo materiale porta ad una diminuzione dell'inquinamento correlato, migliorando la qualità dell'aria e dell'acqua. Inoltre, va a ridursi anche il rischio di contaminazione ambientale. La produzione, la stampa, il trasporto e lo smaltimento della carta richiedono un consumo di energia importante. Invece le soluzioni paper free permettono di ridurre al minimo il bisogno di stampare documenti. Inoltre, la gestione e la conservazione digitale dei documenti consentono un accesso più efficiente e una condivisione più rapida delle informazioni, riducendo la necessità di stampare copie multiple degli stessi documenti.

I vantaggi dell'essere digitali

I sistemi digitali consentono di accedere ai dati in tempo reale, facilitando la pianificazione e l'ottimizzazione delle attività delle aziende. I rappresentanti di vendita, ad esempio, possono visualizzare le informazioni sui clienti, sugli ordini e sulle prestazioni dei prodotti mentre sono sul campo, consentendo loro di prendere decisioni più informate e reagire più prontamente alle esigenze dei clienti. Le filiali di Barry Callebaut possono raccogliere e analizzare una vasta quantità di dati e comprendere meglio le esigenze e le preferenze individuali. Questo permette di offrire un'esperienza più personalizzata, sia attraverso offerte mirate che attraverso un servizio clienti più attento e tempestivo. «La transizione verso un ambiente di lavoro digitalizzato è il segno tangibile dell'impegno della nostra organizzazione per la sostenibilità ambientale - ha spietato Lorenzo Pepe - In questo modo innalzeremo il livello di evoluzione e efficienza anche nelle relazioni con i nostri clienti. Il nostro team, abituato a strumenti cartacei, riceverà gli strumenti idonei e la formazione necessaria per diventare protagonisti di questo cambiamento».

Grappa e spirit: più tutela con il riconoscimento dei consorzi e delle indicazioni geografiche

grappa e spirit Bicchiere
Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il decreto che istituisce la tutela di indicazione geografica delle bevande spiritose. Una svolta che offre nuove possibilità di sviluppo per le eccellenze italiane. Soddisfatti Assodistil e Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa che hanno lavorato insieme per rrivare alla nuova legge

Svolta storica per il mondo della grappa e degli spirit italiani. Svolta arrivata con la pubblicazione in Gazzetta ufficiale (n. 56 dello scorso 7 marzo) del decreto del ministero dell’Agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (decreto n. 233 del 9 agosto 2023) che adotta le disposizioni su costituzione e riconoscimento dei consorzi di tutela per le indicazioni geografiche delle bevande spiritose. In pratica anche grappa e sprit possono ora contare sulla tutela di consorzi, così come già avviene per altre specialità italiane, per esempio, restando al mondo beverage, il vino.

La fondamentale tappa per la tutela, protezione e valorizzazione di questi prodotti, salutata con grande soddisfazione da AssoDistil e dal Consorzio Nazionale di Tutela della Grappa, impegnati insieme al compimento della normativa sui Consorzi di tutela delle bevande spiritose a Ig (indicazione geografica).

La soddisfazione di AssoDistil

«I consorzi di tutela si stanno dimostrando un importantissimo veicolo per il successo delle produzioni agroalimentari e vitivinicole di qualità in un sistema come il nostro le cui caratteristiche organizzative, dimensionali e finanziarie non consentono di affrontare i mercati esteri – ha commentato in una nota Cesare Mazzetti, presidente del Comitato nazionale acquaviti e liquori di AssoDistil -. Le bevande spiritose a Indicazione geografica soffrivano da tempo della mancanza di una procedura per il riconoscimento dei propri consorzi di tutela, come già previsto per i vini e le specialità alimentari, e finalmente con la pubblicazione del decreto oggi essa è disponibile».

Il decreto va dunque a colmare un vuoto normativo, ponendo il trattamento dei diversi consorzi di tutela su un piano omogeneo, in linea con la nuova Riforma europea delle Indicazioni geografiche, che accomuna i prodotti vitivinicoli, gli alimentari e le bevande alcoliche.

Una freccia in più per la grappa

Un passaggio molto importante per la grappa, distillato simbolo del made in Italy, in quanto esclusivamente italiano, e sostenibile per eccellenza, perchè ottenuto dalla distillazione delle vinacce, che sono il principale sottoprodotto della produzione del vino, che altrimenti verrebbe sprecate e disperse, che ora ha una freccia in più nel suo arco per puntare a nuovi mercati e consolidare la sua posizione nel panorama spirit.  

«Le bevande spiritose Ig come la grappa vantano centinaia di anni di storia, tramandati di generazione in generazione, e costituiscono l’emblema del patrimonio agroalimentare tricolore – ha sottolineato nello stesso comunicato Sebastiano Caffo, presidente del Consorzio Nazionale di Tutela della grappa -. La cultura del bere bene e moderatamente, tipica dei nostri distillati a indicazione geografica, che rientrano, non a caso, nelle acquaviti “da meditazione” -, trova finalmente il veicolo ideale per farsi conoscere anche in mercati finora inesplorati e per consolidare la loro posizione sia in Italia che nel panorama mondiale degli spirit. Una cultura che potrà ora raccontarsi attraverso un'unica voce, quella dei consorzi di tutela, che raccoglieranno lo spirito della grande tradizione delle distillerie italiane».

 

Il crowfounding di Cafezal per aprire nuovi locali

Cafezal
Cafezal
Il concept di torrefazione e caffetteria moderna fondato da Carlos Bitencourt ha superato in 24 ore l’obiettivo minimo di 400mila euro e procede verso il target massimo di 1,2 milioni

Proseguirà ancora 17 giorni l’equity crowfounding che il concept di caffetterie specialty Cafezal ha avviato lo scorso 28 febbraio, riscuotendo subito un grande successo: a soli cinque giorni dal lancio dell’operazione era già stato raggiunto più della metà (650mila euro) del target massimo fissato a 1,2 milioni di euro. Mentre scriviamo il totale raccolto supera i 743mila euro. Si può seguire l’evolversi dell’operazione al sito creato dalla piattaforma Mamacrowd, da dove è anche possibile investire nell’operazione.

Dall’apertura nel 2018 del primo locale in via Solferino, Carlos Bitencourt, fondatore e Ceo della formula Cafezal, che ha sempre unito caffetteria specialty e tostatura del caffè verde, si è detto fiducioso riguardo il positivo andamento di questo format per una città come Milano e più in generale nel nostro Paese, ma non solo.

« Il nostro è un business di nicchia che prima praticamente non esisteva nel settore food retail - dichiara Bitencourt -. Io appartengo al mondo della caffetteria specialty, ma sono sempre stato affascinato da design, stile e soprattutto estetica dei locali italiani. A mio avviso la caffetteria specialty, unita a questi aspetti, ha una forza internazionale di crescita, uscendo dalla nicchia e diventando un modello di avanguardia». Nella primavera del 2022 ha aperto il nuovo Coffee Hub di viale Premuda, uno spazio polivalente di 450 quadri che unisce caffetteria, ristorazione, un impianto di tostatura che permette di rifornire numerosi locali in Italia e all’estero, nonché uno spazio di  co-working e un Members Club dedicato agli appassionati di caffè. Nel maggio 2023 ha avviato il terzo locale in corso Magenta, dove la caffetteria moderna si sposa al meglio con l’estetica di un antico caffè milanese. 

Queste aperture e l’espansione nel settore horeca indicano la validità di un modello di business misurabile anche con una value proposition cresciuta esponenzialmente dai 2 milioni di euro del dicembre 2021, ai 4,7 del febbraio 2023 fino ai 6,75 attuali. Negli ultimi quattro anni Cafezal ha segnato un tasso di crescita annuale composto (Cagr) dell’80% e nel 2023 ha fatturato circa un milione di euro, contro i 550.000 euro del 2022. La struttura, che oggi conta 23 collaboratori, rappresenta il più grande business di Specialty Coffee in Lombardia e nel 2023 ha venduto 18 tonnellate di caffè tostato. 

L’ambizione ora è fare uscire Cafezal dal capoluogo lombardo per renderla un’azienda di riferimento a livello nazionale e internazionale, in particolare nel mondo latino (Europa del Sud e America meridionale). Le nuove risorse saranno destinate allo sviluppo di un piano di espansione in alcune delle principali regioni del Centro Nord Italia con nuovi locali, e l’avvio della scalata all’estero, a cominciare da Lisbona, dove l’apertura è già programmata. 

Il taglio minimo della sottoscrizione per l’equity crowdfunding di Cafezal è fissato in 250 euro, un importo alla portata anche dei semplici appassionati del caffè di qualità: per loro e per gli investitori professionisti c’è l’opportunità di diventare soci di una realtà solida, creata a Milano con un’anima internazionale e in rapida espansione.

Iginio Massari porta a Tokyo l’arte del panettone

Grande successo per la masterclass con Molino Dallagiovanna, che inaugura così il progetto di promozione del grande lievitato e la valorizzazione dell'eccellenza italiana nel mondo

Iginio Massari è stato il protagonista di una lezione molto speciale: quella che ha presentato il panettone ai professionisti della pasticceria in Giappone. La masterclass organizzata da Molino Dallagiovanna si è tenuta lo scorso 29 febbraio, avviando un progetto molto importante per il brand. Infatti, l'azienda, che ha da poco festeggiato i 190 anni di attività, mira a promuovere la cultura del panettone nel mondo, valorizzando l'eccellenza italiana nel cuore del Paese del Sol Levante.

A lezione da Iginio Massari

L’appuntamento di Tokyo è stato realizzato in collaborazione con Agrimontana e con Roots, l’importatore di farine Molino Dallagiovanna in Giappone. I pasticceri e i panificatori giapponesi hanno avuto l’opportunità di apprendere direttamente dalle mani esperte del maestro Massari tecniche e segreti dietro la realizzazione di tre diverse varianti di Panettone: tradizionale, al cioccolato e al pistacchio.

Una nuova partenza per il Massari R-evolution

Quella giapponese è stata la prima tappa 2024 di Meet Massari R-evolution, il tour promosso da Molino Dallagiovanna con il grande maestro della pasticceria italiana, giunto alla sua sesta edizione. Dopo questa prima tappa, il tour prosegue con un secondo appuntamento a Milano il 10 marzo in occasione di Identità Golose per concludersi il 23 settembre in Francia a Parigi. «Il Giappone ama la cultura, la tradizione e la qualità - ha dichiarato il Maestro Iginio Massari - Per questo motivo sono sicuro che il nostro panettone con le materie prime di Molino Dallagiovanna e di Agrimontana trionferà. Le pasticcerie e le fornerie giapponesi sono pronte, il mercato è pronto, e i tanti professionisti che partecipano a questa masterclass oggi ne sono una dimostrazione». «Con oggi inauguriamo il nostro progetto di promozione della cultura del panettone di qualità nel mondo - ha dichiarato Sabrina Dallagiovanna, Responsabile commerciale e marketing di Molino Dallagiovanna - Siamo molto orgogliosi di intraprendere questo percorso di valorizzazione dell’eccellenza italiana nel mondo con il Maestro Iginio Massari, con Agrimontana e con Roots, nostro importatore in Giappone».

Casoni 1814 completa il tris con Il Vermouth Ricetta Tradizionale

Tris della linea aperitivi Casoni 1814
In occasione dei 210 Anni di storia aziendale, Il Vermouth Casoni 1814 Ricetta Tradizionale è stato affiancato a Il Bitter Casoni 1814 Ricetta Classica e a L'Aperitivo Casoni 1814 Ricetta Originale.

Un palcoscenico davvero speciale come il salone Beer & Food Attraction di Rimini Fiera ha ospitato il lancio di Il Vermouth Casoni 1814 Ricetta Tradizionale che, dopo L'Aperitivo Ricetta Originale e Il Bitter Ricetta Classica, va a completare la linea di aperitivi Casoni 1814.

Un ottimo modo per celebrare i 210 anni di storia (1814-2024) dell'azienda Casoni Fabbricazione Liquori di Finale Emilia (Modena).

Grazie alla eccezionale esperienza liquoristica delll'azienda emiliana, Il Vermouth Casoni 1814 Ricetta Tradizionale nasce dalla miscelazione di vino bianco Trebbiano 100% locale con infusioni di piante medicamentose e corroboranti come la pregiata Artemisia, pianta medicamentosa dalle proprietà toniche e corroboranti, cara (per la leggenda) ad Artemide (dea greca protettrice della caccia e delle foreste), oltre a note agrumate e di caramello.

«Ideale freddo o con ghiaccio come bevanda da conversazione - precisa Paolo Molinari, amministratore delegato di Casoni - Il Vermouth Casoni 1814 Ricetta Tradizionale si coniuga bene anche in cocktail storici come Americano e Negroni o in quelli più moderni. Nella vasta gamma di alcolici Casoni si possono scegliere infatti "compagni di shaker" come il recente Gin Tabar e la sua variante innovativa Gin Tabar alla Ciliegia di Vignola Igp».

Paolo Molinari ad Casoni 1814 Liquori

«Anche quest’anno abbiamo partecipato con entusiasmo a Beer & Food Attraction - ha dichiarato Manuel Greco, Trade Marketing Manager Casoni - un'occasione che ci ha permesso di debuttare con il primo evento celebrativo dei 210 anni di storia della nostra azienda presentando l’ultima referenza Il Vermouth Casoni 1814, un vermouth dal sapore vellutato e avvolgente, con toni agrumati, che amplia la proposta dedicata al rituale dell’aperitivo, sempre più in voga negli ultimi anni, e segnalato in costante crescita. Un prodotto unico nel proprio genere - continua Greco - con tutte le carte in regola per ottenere riscontri positivi, grazie al suo gusto tradizionale ma al tempo stesso al passo coi tempi».

Manuel Greco Trade Marketing Manager Casoni 1814 Liquori

Alla presentazione di Il Vermouth Casoni 1814 Ricetta Tradizionale nel padigllone Mixology Circus del salone Beer & Foods Attraction erano presenti anche Martina Cicognani e Lucia Palazzini (Trade Marketing) e la vulcanica barlady Samantha Migani.

Americano 1814

Ingredienti
4 cl Il Bitter Casoni 1814
4 cl Il Vermouth Casoni 1814
top di soda
Preparazione
Versare in un tumbler basso su cubetti ghiaccio Bitter e Vermouth Casoni 1814, mescolare con un bar spoon, aggiungere un top di soda, guarnire con. una scorza di limone e una fetta d’arancia.

Cocktail Americano 1814

Hendrick’s Grand Cabaret: la nuova release del Cabinet of Curiosities

Un’edizione limitata che si rifà alla Parigi di inizio Novecento. L’intervista esclusiva con la master distiller Lesley Gracie e il global brand ambassador Ally Martin

Hendrick’s ritorna al futuro. È infatti ufficiale il lancio della nuova release Grand Cabaret, in edizione limitata, che si ispira alle bevande della Parigi di inizio Ventesimo Secolo. Rimane la struttura rinfrescante ormai marchio di fabbrica del gin che ha segnato un’epoca, cui vanno ad aggiungersi “note indulgenti, ricche, decadent” come le descrive Lesley Gracie, master distiller di Hendrick’s, raggiunta in esclusiva da Bargiornale insieme al global brand ambassador Ally Martin.

Ispirato ai sapori della Parigi di inizio Novecento

Grand Cabaret è il frutto delle profonde ricerche di Gracie, la cui attenzione era stata attratta dalla lettura di vecchie ricette impiegate durante le leggendarie feste della Parigi di inizio Novecento: particolarmente in voga era un’acquavite a base di stone fruit (la drupa italiana) servita con una goccia di gin e aromatizzata alla rosa. Su questo si basa la formula di Grand Cabaret, che combina quindi stone fruit (per la prima volta in assoluto Gracie utilizza l’ingrediente) con altre erbe aromatiche. Si tratta della principale novità del mitico Cabinet of Curiosities di Hendrick’s, e raggiungerà cinquanta mercati nel mondo.

Una combinazione magica

Secondo Martin, «È affascinante scavare nella storia del cocktail e scoprire quali sapori andavano per la maggiore nella Parigi di fine Ottocento. Pare che questa combinazione di stone fruit, rosa e gin fosse quasi magica, e forse nessuno al mondo potrebbe ricrearle se non un’alchimista e poetessa come Lesley Gracie».

Nell’intervista esclusiva di Bargiornale, Gracie e Martin rispondono ad alcune domande a tutto tondo, dalle caratteristiche di Hendrick’s Grand Cabaret fino alle prospettive future del brand, passando per i passi fondamentali di un’azienda pionieristica e del suo approccio all’ondata di gin artigianale di questi anni.

I Tiki di Rcr trionfano al Tableware International Award of Excellence 2024

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La collezione di bicchieri Tiki dell'azienda di Colle di Val D’Elsa si è aggiudicata la vittoria nel prestiogioso concorso internazionale che premia le eccellenze nell'arredo tavola

Prestigioso riconoscimento internazionale per Rcr Cristalleria Italia. L’azienda di Colle di Val D’Elsa ha trionfato al Tableware International Award of Excellence 2024, uno dei più importanti premi internazionali dedicati all’arredo tavola, con la sua collezione Tiki, che si è aggiudicata la vittoria nella categoria Casual Glassware (leggi I bicchieri tiki, ma dal design italiano, di Rcr).

La collezione Tiki si è imposta sugli oltre 200 canditati al concorso, che ha avuto come atto finale la cerimonia di premiazione svoltasi presso l’Horeca Academy in occasione della fiera Ambiente Messe Frankfurt. Una concorrenza che ha superato grazie al design distintivo, alla funzionalità e all’estetica accattivante che caratterizzano i due bicchieri della collezione, Etruria e Sardinia. Prodotti dei quali la giuria ha riconosciuto la loro originalità e il loro impatto nel panorama della mixology, premiando l’abilità di Rcr nel creare soluzioni che combinano stile e praticità.

Tiki, ma dal design italiano

E davvero un’interpretazione originale quella che delle iconiche tiki mug, i contenitori che riprendono la fattura delle statue di divinità polinesiane utilizzate per il servizio dei cocktail tiki, ha fornito l’azienda con le sue creazioni.

Le maschere che caratterizzano il design dei due bicchieri sono infatti ispirate a elementi della cultura italiana e degli antichi popoli della Penisola. Più nello specifico, in Sardinia (capacità 46 cl, altezza 136 mm) la maschera raffigurata è ispirata dai Mamuthones della tradizione sarda del carnevale di Mamoiada, mentre in Etruria (capacità 45 cl, altezza 136 mm) l’immagine raffigurata è quella di Medusa, la gorgone custode del regno degli inferi e simbolo dell’Etruria.

Inoltre, i due bicchieri sono in vetro trasparente, in modo da esaltare tutto il colore tipico dei tiki cocktail, e sono impilabili, permettendo così anche sbizzarrirsi in un servizio scenico, per esempio creando dei totem, e di risparmiare spazio, riponendoli uno sull’altro, quando non utilizzati.

A tutto ciò si aggiungono le proprietà del materiale, il Luxion, vetro sonoro superiore ad alte prestazioni sviluppato dall’azienda e brevettato, che li rende molto resistenti, e concepito nel pieno rispetto dell’ambiente: il materiale 100% riciclabile e viene prodotto utilizzando forni di fusione elettrici.

Con il nuovo riconoscimento, Rcr bissa la vittoria ottenuta nel 2021 con la collezione Etna nella categoria Hospitality Glassware, e sfiorata l’anno successivo con i bicchieri Stack finalisti nella categoria Barware.

 

 

Wow Gin, il gin artigianale con protagonista il finger lime

WOW Gin - bottigliao
L’agrume di origine australiana e il bergamotto di Calabria danno il tono a questo dry distilled artigianale che reinterpreta la mediterraneità

Caratterizzato da una grande ricchezza e varietà di proposte, il panorama gin italiano si conferma estremamente vivace, grazie al continuo arrivo di nuovi prodotti che esplorano le diverse possibili declinazioni botaniche del distillato. Un nuovo esempio in questo senso è Wow Gin, un dry distilled artigianale che ha visto la luce all’inizio di quest’anno e creato per dare a bartender e appassionati un distillato dal carattere mediterraneo, ma interpretato in modo inedito. A farla da padrone in Wow Gin, insieme al ginepro, sono infatti gli agrumi, ma agrumi molto particolari: il finger lime e il bergamotto.

Autori del progetto sono tre amici calabresi, due dei quali, Pietro Alecce e Rocco Loccisano, ormai da anni trasferitisi a Firenze, dove il primo si occupa di tecnologie per il settore del turismo e il secondo vi gestisce l’avocaderia Sogni e Sapori. Completa il trio Mauro Simari, proprietario di un’azienda agricola e di diversi locali in Calabria.

Un incontro tra Calabria e Toscana

Ed è proprio dall’incontro tra Calabria e Toscana che il nuovo distillato prende vita. Dalla Calabria arrivano infatti le due botaniche principali di Wow Gin: il finger lime e il bergamotto, 100% bio, coltivati nei terreni dei tre soci a Marina di Gioiosa Jonica, in un agrumeto incastonato tra lo Jonio e l’Aspromonte. Il primo è il pregiato agrume di origine australiana, i cui frutti somigliano alle dita di una mano, conosciuto anche come “limone caviale”, sia per il costo molto elevato, sia perché il suo interno è formato da piccole palline ricche di succo, simili alle uova di storione, che trovano uso nell’alta cucina per il loro sapore molto intenso, dai tratti aciduli e leggermente speziati. Il secondo è invece il profumato agrume simbolo della regione.

Dalla Toscana, invece, arrivano le altre 6 botaniche che completano la formula, a partire dal ginepro, al quale si aggiungono erbe e spezie naturali tenute segrete.

E sempre in Toscana avviene la produzione, affidata a Fermenthinks, la distilleria urbana di Firenze, fondata da tre big della scena mixology, Julian Biondi, che è anche una firma di Bargiornale, Stefano Cicalese e Matteo Di Ienno. Una collaborazione che è stata fondamentale per affinare la ricerca e dare al prodotto finale il giusto bilanciamento, in quanto altra particolarità di Wow Gin è che del finger lime e del bergamotto sono si usano le essenze, ma i frutti, che hanno un portato acido importante, e che vengono infusi e distillati insieme alle altre sei botaniche.

Carattere "esuberante"

Il risultato finale è un gin (alc 42%) dal naturale colore rosa tenue (dato dal finger lime) dalla forte identità mediterranea e dal carattere “esuberante”, dove spicca il sentore del finger lime insieme alla nota fresca e agrumata del bergamotto abbracciata alla nota balsamica del ginepro, il tutto in un perfetto equilibrio. Caratteristiche che lo rendono ideale anche per il servizio in purezza, liscio o ghiacciato, oltre che in miscelazione, dove si presta bene per i grandi classici e loro rivisitazioni o per nuove creazioni.

Per esempio la sua complessità si può in un Wow Gin&Tonic, abbinato a una tonica neutra per esaltarne sapore, aromi e colori, o negli altri signature creati dal marchio, come il Pink Negroni, rivisitazione del grande aperitivo italiano, dove si miscela a Bitter Bianco Luxardo e Vermouth Martini Riserva Ambrato, o il PalomaMule, dove invece si unisce a succo di lime, sciroppo di zucchero e completato da un top di soda al pompelmo rosa e da foglie di menta.

Eleganza selvaggia

A custodire Wow Gin è un’elegante bottiglia dalle linee contemporanee, grazie alle striature verticali, con etichetta che riporta il logo del marchio, ovvero una riproduzione stilizzata della scritta “Wow”, composta da un cerchio per la “o” e da due graffi che simboleggiano le “W”, e che rimanda sia a un’idea di eleganza sia di “selvaggio”, richiamando i simboli degli aborigeni australiani e quindi l’origine della pianta del finger lime. Lo stesso concetto è ripreso, oltre che nel logo, anche nella scritta “Wow” sul retro dell’etichetta, dove vi è una rappresentazione dell’icona con un pattern di foglie tropicali.

Le ricette di Wow Gin

Wow Gin & Tonic


Ingredienti:
50 ml Wow Gin, acqua tonica
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler alto

Pink Negroni
Ingredienti:
30 ml Wow Gin, 30 ml Bitter Bianco Luxardo, 25 ml Vermouth Martini Riserva Ambrato
Preparazione:
build
Bicchiere:
tumbler basso

PalomaMule
Ingredienti:
45 ml Wow Gin, 20 ml succo di lime, 10 ml sciroppo di zucchero, top soda al pompelmo rosa
Preparazione:
build
Guarnizione:
foglie di menta
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Campionato Fipgc, eletti i migliori pasticceri d’Italia

Antonio Pagano, Marco Andronico, Fabio Cascio hanno vinto l'ultimo campionato italiano di pasticceria, gelateria e cioccolateria

Il Campionato Italiano di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria, organizzato dalla Federazione Internazionale Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (Fipgc), ha i suoi vincitori. L'edizione 2024 della competizione ha incoronato Antonio Pagano, Marco Andronico, Fabio Cascio come i migliori pasticceri d'Italia 2024.

Come funziona il campionato Fipgc

Il Campionato Italiano di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria di Fipgc promuove il made in Italy in patria e fuori. Per questo, alla competizione hanno partecipato tantissimi professionisti dell'alta pasticceria, provenienti da tutto il Paese. Hanno gareggiato senza sosta per due giorni consecutivi durante Tirreno C.T, la fiera dell’ospitalità conclusa il 6 marzo a Carrarafiere. Oltre al titolo di miglior pasticciere italiano dell’anno, i vincitori avranno l’onore e l’onere di difendere il tricolore ai Mondiali di Pasticceria del 2025.

Chi sono i vincitori

I tre campioni in gara hanno conquistato la scrupolosa ed esigente giuria con le loro opere artistiche e con le golose preparazioni dal tema “Il mondo incantato delle fiabe”. Antonio Pagano, maestro pasticciere di Cercola (Na), è il vincitore nella categoria “Scultura in zucchero e torta moderna” con l’opera Dumbo. Realizzata interamente in isomalto trasparente e zucchero colato, l’opera dà vita a geometrie armoniose e leggere dai toni pastello. La sua torta moderna da degustazione tanto complessa quanto equilibrata, gli ha assicurato l’oro. Antonio ha presentato una mousse con cioccolato bianco, vaniglia, cardamomo con all’interno una riduzione di fragole profumato all’anice stellato, appoggiata su gel al limone, mousse al caffè, dacquoise alle mandorle e croccante avvolto in glassa di cioccolato. Marco Andronico trionfa nella categoria “Pastigliaggio e monoporzione moderna”. Originario di Sannicola, Lecce, fa rivivere la fiaba di Biancaneve con una rappresentazione allegorica. Da un tronco sinuoso realizzato in pastigliaggio colato, la Strega Grimilde offre la mela avvelenata, una gustosa monoporzione servita sullo specchio magico. Ad essere premiati l’attenzione minuziosa ai dettagli e l’equilibrio di tutti gli ingredienti al palato. Fabio Cascio, pasticciere di Cento, Ferrara, ha stupito la giuria e conquistato l’oro con una pièce in cioccolato che raffigura il celebre stregatto di Alice nel paese delle meraviglie. L’opera, colorata con burro di cacao e sviluppata in altezza, ricrea il cappello del Cappellaio Matto e le ambientazioni magiche della fiaba in maniera equilibrata e leggera.

Un punto di partenza

«Assegnare il trofeo è stato tutt’altro che semplice, ma questo traguardo rappresenta solo il punto di partenza per i vincitori - ha dichiarato Matteo Cutolo, Presidente Fipgc - Ognuno di loro dovrà impegnarsi al massimo, studiare e allenarsi assiduamente per affrontare al meglio la grande sfida del mondiale». Marco, Fabio e Antonio dovranno infatti lavorare duramente e soprattutto dovranno trovare il giusto spirito di squadra per farsi valere nel World Trophy of Pastry, Icecream and Chocolate. La squadra sarà capitanata da Marco Molinari, delegato estero Fipgc Asia.

Tecniche Nuove acquisisce Reda e rafforza la sua offerta formativa

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Ivo Alfonzo Nardella, presidente e ad di Tecniche Nuove
Tecniche Nuove, casa editrice di Bargiornale, Dolcegiornale, Ristoranti, ha acquisito Reda, specializzata nella pubblicazione di libri per studenti, operatori e studiosi del settore agroambientale

Si rafforza e ampia ulteriormente l’offerta formativa del Gruppo editoriale Tecniche Nuove. La casa editrice delle riviste Bargiornale, Ristoranti e Dolcegiornale, ha acquisito dal Gruppo editoriale La Scuola il 100% di Reda (Ramo Editoriale degli Agricoltori).

Fondato negli anni Trenta del secolo scorso, Reda è un marchio storico nella pubblicazione di libri per gli Istituti Tecnici Agrari e per gli Istituti Professionali Agrari e rappresenta un punto di riferimento non solo per gli studenti, ma anche per tecnici e studiosi del settore agrario e agroalimentare. La casa editrice è nota per avere pubblicato la monumentale Enciclopedia Agraria, in 12 volumi, e il Manuale dell’Agronomo, il “Tassinari”, strumento di studio e di lavoro per intere generazioni, pubblicato per la prima volta nel 1941 e ancora in catalogo nelle sue versioni sempre aggiornate.

Il catalogo di Reda vanta oltre 50 titoli per le venti materie chiave che andranno a formare i professionisti di un settore che vale quasi un terzo del Pil nazionale. Ed è arricchito da tutti i compendi digitali e multimediali, come video, mappe, lezioni, esercizi interattivi, webinar, tutorial e tanti altri contenuti, che rendono ancora più ricca l’esperienza formativa per studenti e docenti. Alla collana si aggiungono svariati titoli per la professione.

«Nell’anno che celebra i 60 anni di attività del gruppo, abbiamo voluto completare l’offerta formativa creando una connessione con i futuri lettori delle nostre piattaforme di informazione e comunicazione – commenta Ivo Alfonso Nardella, presidente e amministratore delegato di Tecniche Nuove –. L’acquisizione del ramo d’azienda è l’inizio di un percorso comune con La Scuola che ci vedrà sempre più partner nell’offerta formativa per i licei e gli istituti tecnici e professionali dei settori coperti dal Gruppo primi fra tutti l’agroalimentare e il manufacturing, che rimane di gran lunga l’ambito in cui c’è più richiesta di diplomati Its con circa 14.300 entrate l’anno».

Un progetto pienamente condiviso da Giorgio Riva, amministratore delegato del Gruppo La Scuola. «Sono molto soddisfatto per questa operazione – dichiara Riva - che vedrà il rafforzamento dell’offerta educativa nel settore agroalimentare, grazie alle competenze del Gruppo Tecniche Nuove, e della promozione e distribuzione dei prodotti Reda, grazie alla rete commerciale del Gruppo La Scuola. La partnership consentirà di sviluppare anche ulteriori iniziative in ambiti disciplinari, a partire dalle competenze e dalle posizioni di leadership dei due Gruppi».

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