Home Blog Pagina 100

Discoteche sempre più in ripresa. L’anno prossimo si tornerà ai numeri pre-Covid?

discoteche villa delle rose 2024 02
Villa delle Rose Rose di Misano Adriatico (Rimini)
Il nuovo rapporto Siae conferma la ripresa dei locali da ballo che nel 2023 hanno registrato una crescita degli spettatori e della spesa del 15% e del 19% sul 2022. Ma siamo ancora lontani dai numeri del pre-pandemia

Le presenze e gli incassi delle discoteche aumentano: si è ancora lontani dai numeri pre-pandemia, ma il gap potrebbe essere colmato l’anno prossimo. Lo si deduce da Spettacolo, Intrattenimento e Sport, il rapporto Siae giunto quest’anno alla sua 88esima edizione.

I dati del rapporto – disponibile sul sito della Siae - segnalano una crescita degli spettatori e della spesa di discoteche e sale da ballo rispettivamente del 15% e del 19% sul 2022: 517.000 spettacoli e 50,8 milioni di spettatori in tutto. Dati ancora inferiori del 20% e del 32% rispetto al 2019: si deve lavorare per tornare i numeri pre-covid.

Intercettare nuove esigenze di intrattenimento

«Il drastico calo demografico ha portato a una riduzione di 3 milioni di giovani negli ultimi vent’anni: ora più che mai è importante ampliare il target della clientela – ha dichiarato Maurizio Pasca, il presidente del Silb, il Sindacato italiano locali da ballo –. Si devono intercettare le nuove esigenze di intrattenimento e integrarle nella più ampia offerta turistica.  È fondamentale che le autorità pubbliche potenzino il contrasto all’abusivismo, fenomeno in continua crescita nel settore, non soltanto per far rispettare il principio “stesso mercato, stesse regole”, a garanzia delle imprese che svolgono l’attività in maniera legale ma anche per fornire tutele per la salute e la sicurezza dei cittadini».

Tra aumento dei costi e moltiplicazione dell’offerta

«Il settore è in ripresa per chi lavora in maniera corretta – spiega Marco Tiraferri, socio della Villa delle Rose di Misano Adriatico –. I costi di gestione sono però aumentati in maniera spropositata e siamo comunque sempre nel mezzo di una crisi economica importante. In Romagna i dati ci rivelano che siamo in calo sui giovani, dobbiamo lavorare per riportarli da noi con un’offerta turistica e di intrattenimento importante».

«I numeri non mentono mai – parole di Riccardo Badolato, direttore artistico del Ca’ Margherita di Lignano Sabbiadoro –. Nel post-Covid l’offerta si è moltiplicata, con molti concerti e showcase nelle discotece, per tacere delle alternative dove non si paga, tra bar e spiagge, e senza dimenticare l’incidenza dei festival che spesso ricalcano lo schema di una serata in un locale».

Offrire più alternative

Segnali positivi comunque non mancano: la Romagna questa estate è tornata a offrire più alternative; in Sardegna si punta con decisione sul ballo ed i top dj come dimostra il Phi Beach in Costa Smeralda, il locale italiano numero uno nella Top 100 Clubs della rivista DJ Mag, che ad agosto porta in console star internazionali quali Black Coffee, Carl Cox, Peggy Gou e Tale of Us.

I festival sicuramente incidono molto nella scelta di chi vada a ballare, per quanto del termine festival si abusi un po’ troppo e il rischio di una forte contrazione dell’offerta sia dietro l’angolo, così come le aste al rialzo per i cachet di troppi dj non sono più sostenibili. Tornare a fare in modo che si vada in discoteca a prescindere dal guest o dall’evento di turno: questo il compito che attende i club, non soltanto italiani.

Cinzia Otri dedica un gelato alla prima donna italiana oro alle Olimpiadi

La maestra gelatiera, titolare della Gelateria della Passera di Firenze, dedica un gusto speciale a Ondina Valla

In occasione delle Olimpiadi Cinzia Otri, titolare della Gelateria della Passera a Firenze, dedica un gelato a Ondina Valla. Quest'ultima è autrice di un importante primato. Infatti, è stata lei la prima donna italiana a conquistare una medaglia d'oro ai Giochi Olimpici svoltisi a Berlino nel 1936. In suo onore, quindi, sarà presentato un gusto, disponibile per tutta la durata delle competizioni olimpiche insieme a una statua dell'atleta.

Come sarà il gusto dedicato a Ondina Valla

La ricetta pensata da Cinzia Otri è composta da latte di mandorla, lamponi ed elisir di rose, impreziosito da un topping di scaglie d'oro alimentare. Il gelato sarà di colore rosa, ottenuto grazie al latte di mandorla aromatizzato con lamponi freschi dell’Abetone e un elisir alla rosa dell’Officina Santa Maria Novella. Proprio per tessere un filo ideale tra la prima medaglia d’oro conquistata da un’atleta azzurra e gli auspicati successi degli italiani a Parigi, il topping del gelato di Cinzia Otri è realizzato con scaglie d’oro. Non si tratta di “semplice” foglia d’oro da decorazione, ma di oro alimentare fornito dalla storica azienda artigiana fiorentina Manetti Battiloro, l’unico al mondo a superare ben 7 controlli nelle fasi di lavorazione, con 3 certificazioni internazionali e un’autorizzazione Asl alla produzione alimentare.

Cinzia Otri: «Il mio augurio per le Olimpiadi dell'Italia»

«Dopo aver realizzato il gusto ‘Bartali’ per celebrare la partenza dell’ultimo Tour de France da Firenze – racconta la titolare della Gelateria della Passera, inserita dal Financial Times tra i migliori 25 luoghi al mondo dove assaggiare il gelato – ho pensato di creare un gusto che portasse fortuna ai nostri atleti impegnati alle Olimpiadi, ma soprattutto che celebrasse la prima italiana a salire sul gradino più alto del podio, peraltro in un’edizione dal forte valore simbolico come Berlino ‘36. In gelateria esporremo inoltre una statuetta di Ondina Valla, replica di quella presente all’ingresso della sede della Carpigiani, nel bolognese». «Si tratta di un gusto morbido, profumato ma allo stesso tempo con una nota di freschezza data dal lampone. Considerati i dettagli è un gelato che dovrebbe costare più del normale – aggiunge Otri – ma sarà in vendita allo stesso prezzo degli altri gusti, per tutta la durata dei Giochi Olimpici. È il mio modo per augurare all’Italia di replicare in Francia gli stessi successi di Tokyo 2020 e magari migliorare ancora».

Martin Miller’s Westbourne è Best London dry gin ai Rolling Stone Spirits Awards

Martin Miller’s Westbourne Gin
Il gin “old school” a marchio Martin Miller’s si è aggiudicato il premio per il suo profilo intenso e agrumato che lo rende perfetto per la preparazione dei grandi classici. E intanto è arrivata anche la nuova bottiglia

Martin Miller’s Westbourne Gin ha proprio il sound giusto. A dirlo i Rolling Stone Spirits Awards 2024, che hanno incoronato il secondogenito a marchio Martin Miller’s, che come tutta la gamma è distribuito in Italia da Compagnia dei Caraibi, Best London dry gin. Ma non è l'unica novità che riguarda questa referenza, che ora si presenta anche con un look rinnovato.

Il già ampio palmares del marchio inglese di gin super premium, fondato a fine anni Novanta dall’eclettico imprenditore Martin Miller, scomparso nel 2013, e che ha dato un contributo importante alla gin renaissance, si arricchisce dunque anche dell’Award che ogni anno la rivista musicale Rolling Stone assegna agli spirit “nuovi, eccitanti, unici e degni di nota”. Premi che vengono assegnati da una giuria capitanata da un’esperta del settore, Virginia Miller, giornalista e Academy Chair The World's 50 Best Bar.

Premio che Martin Miller’s Westbourne Gin si è guadagnato per il suo profilo intenso e agrumato, che lo rende perfetto per preparare i grandi classici della mixology. «Se stai preparando un cocktail classico, non c’è miglior London dry [..] Gli amanti dei gin contemporanei apprezzeranno le note pulite e agrumate, mentre gli appassionati dei gin classici apprezzeranno il suo impatto botanico», è il lusighiero giudizio della giuria.

Nato per i classici

Del resto proprio questa è la “mission” Martin Miller’s Westbourne Gin. Questo distillato (alc 45,2% in vol) è infatti la variante Strength, del classico Martin Miller’s original, creata nel 2002-2003 per soddisfare la richiesta dei bartender di avere un gin più “old school” con la quale poter preparare i grandi classici e con una gradazione alcolica maggiore.

Intenso e agrumato, con un accento sulle note speziate, è preparato con le stesse botaniche dell’oginal, ma diversamente combinate: ginepro, coriandolo, radice di angelica, scorza d’arancia, scorza di limone, olii essenziali di lime, radice di iris, corteccia di cassia, noce moscata e liquirizia. Botaniche che vengono distillate separatamente in due singoli lotti, uno dei quali riservato ai botanici agrumati (scorza d’arancia, scorza di limone, olii essenziali di lime), l’altra alle bacche di ginepro insieme ai restanti ingredienti. I due distillati vengono quindi combinati insieme e al blend viene aggiunto l’ingrediente essenziale della sua formula: acqua che sgorga da una sorgente in Islanda.

Il nuovo pack

L'arrivo del premio è giunto insieme all'arrivo del nuovo pack che veste il prodotto. A custodire il distillato è ora una bottiglia alta e affusolata, dall’elegante design con zigrinature sui lati e una palette di colori rame e blu, che richiamano l'uso dell’acqua pura islandese nella ricotta e il particolare processo produttivo.

Nikka festeggia i 90 anni al Nite Kong con Rogerio Igarashi

A Roma, il fondatore del Bar Trench di Tokyo, flagship in Giappone di Nikka, ha portato i suoi drink con i prodotti della distilleria giapponese

Per celebrare i 90 anni di Nikka sono stati organizzati degli eventi in tutto il mondo con guest e masterclass. In Italia è stata dedicata una tre giorni al Nite Kong di Patrick Pistolesi, già vincitore nazionale della Nikka Perfect Serve nel 2013. Pistolesi in finale utilizzò per il suo cocktail il blended Nikka From The Barrel, il prodotto di maggior pregio del brand di whisky. Le celebrazioni sono partite da Roma, con una guest con gli ultimi due vincitori della Nikka Perfect Serve, per proseguire con la serata con Rogerio Igarashi Vaz, socio proprietario e bartender del Bar Trench di Tokyo, flagship di Nikka in Giappone.

La storia di Nikka

È il 1918 quando il giovane Masataka Taketsuru arriva in Scozia, a Glasgow, per studiare chimica. In Giappone la sua famiglia produce sake e il fascino per il mondo degli alcolici lo porta subito a incuriosirsi al whisky. Così entra a fare esperienza diretta in tre distillerie e una volta tornato in Giappone porta con sé i segreti per iniziare a produrre whisky. Masataka Taketsuru fonda prima Suntory insieme a Shinjiro Torii e poi decide di mettersi in proprio aprendo nel 1934, sull'isola di Hokkaido la futura Nikka. Oggi, il mercato del whisky giapponese è uno dei più importanti al mondo e questo è merito soprattutto di Masataka Taketsuru e di Nikka (distribuito in Italia da Velier) che alla fine degli anni Sessanta raddoppia con un secondo stabilimento a Miyagikyo, nella Valle del Miyagi.

I cocktail di Rogerio Igarashi Vaz

Al Nite Kong Rogerio Igarashi Vaz ha portato tre cocktail che sono Trench 75 con Nikka Coffey Gin, cordiale al miele, succo di limone e sake frizzante Shichiken, Broken and famous con Nikka Coffey Grain, Aperol, cordiale paprika e miele, bitter al pompelmo, bitter all’acquavite e Sendai boulevard con Nikka Miyagikyo, Dubonnet, bitter Gran Classico e Bob's Chocolate bitter.
Rogerio è nato in Brasile ma è di origini giapponesi, come racconta durante la serata al Nite Kong apre il suo Bar Trench a Tokyo nel 2010. «Direi - racconta il barman - che non avevamo un’idea precisa quando abbiamo aperto il bar nel 2010, era un bar del tutto normale, non avevamo il menu e non avevamo nemmeno uno stile preciso o un’immagine ben definita. Poi abbiamo capito che dovesse rappresentare bene il suo nome: al Bar Trench ti puoi sentire protetto da qualsiasi cosa stia succedendo fuori, sei al sicuro, puoi prenderti un momento di meditazione».
Tra le proposte del Bar Trench di Tokyo anche alcune d’ispirazione italiana, come il Garibaldi, cocktail che Rogerio confessa di non aver scoperto però nel Belpaese «L’ho provato due volte, al Dante di New York e al Bar Termini a Soho. Mi piaceva l’idea di un drink con solo due ingredienti, semplice ma buono: così ho deciso di proporlo al Trench».

 

Pump My Moka e i caffè premiati dal Camaleonte

Pump My Moka e caffettiera Bialetti
Pump My Moka e caffettiera Bialetti
Un’insolita degustazione online dei tre caffè di Bristot premiati dalla Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia, con la scoperta di Pump My Moka applicata alla caffettiera Bialetti

Stupire con il caffè, trovare nuovi spunti per renderlo interessante, piacevole e alla portata di tutti è fondamentale per un bar, una caffetteria che ha quale obiettivo fidelizzare il cliente e promuovere la cultura del caffè. Ha fornito un esempio pratico di tutto ciò il team della Guida dei caffè e delle torrefazioni d’Italia, che ha organizzato una insolita e piacevole degustazione online, che ha permesso un approccio al mondo del caffè più lento e consapevole. Auspicabile a casa come al bar.

Sono stati protagonisti la seconda edizione della Guida del Camaleonte, i tre caffè di Bristot (torrefazione dell’anno) che hanno meritato l’Award Prodotti, una moka Bialetti da tre tazze e l’innovativo set Pump My Moka.

Giunta alla sua seconda edizione, la Guida permette di scoprire la ricchezza della produzione di tante torrefazioni lungo tutto lo Stivale e di individuare i caffè più in linea con i propri gusti e la loro caratterizzazione in diverse modalità di preprazione: espresso, moka, filtro e monoporzionato, come hanno evidenziato i suoi autori, Andrej Godina, caffesperto e PhD in Scienza, Tecnologia ed Economia nell’Industria del Caffè e Mauro Illiano, caffesperto e recensore gastronomico. 

L’attenzione è stata subito catturata dalla particolarità della prima estrazione, effettuata con la moka e la miscela Wellcoffee composta da caffè decerati “stomach friendly” grazie a un procedimento di deceratura: lo studio della composizione delle cere presenti nel caffè ha identificato alcune sostanze che possono risultare poco assimilabili, dunque vengono rimosse mantenendo inalterate le caratteristiche positive e il flavore del prodotto in tazza, con sentori ai agrumi, biscotti, caramello, nocciole e spezie.

Per l’estrazione è stata utilizzata una moka da 3 tazze con caratteristiche particolari: una striscia termometrica per monitorare la temperatura dell’acqua durante l’estrazione e un collegamento tramite un pratico innesto a scatto, con la pompa esterna Pump My Moka: grazie a ciò è possibile regolare la temperatura e la pressione dell’acqua (che viene immessa manualmente in caldaia tramite la pompa) che attraversa il macinato, influenzando l’intensità e l’aroma del caffè.

In parallelo sono state realizzate due estrazioni, una a caldo a 95°C e una a temperatura ambiente, di durata superiore (almeno 3 minuti) al fine di permettere al caffè di cedere i suoi aromi. Come ha sottolineato Simone Previati, che con Stefano Cevenini è l’ideatore di questo sistema innovativo, Pump My Moka permette il controllo completo dell’estrazione e di sperimentare estrazioni con diverse granulometrie di caffè, temperature e livelli di pressione, per creare tazze sempre nuove e in linea con ciò che più si desidera durante la giornata: una tazza più intensa e corposa la mattina, più dolce e aromatiche a metà mattina o nel pomeriggio, estratte a caldo o a freddo.

Da parte sua, ha osservato Marzio Buttarelli, chief business development officer di Bialetti, la caffettiera ideata da Alfondo Bialetti nel 1933, sta vivendo un periodo di grande popolarità, in Italia e all’estero. Piace molto ai giovani e a chi vuole vivere la tazza di caffè non solo come bevanda veloce, ma come momento di convivialità, con ritmi più lenti. Si tratta poi di uno strumento assolutamente sostenibile e in continua evoluzione, «siamo certi che la partnership con gli ideatori di Pump My Moka, ci permetterà di ampliare ulteriormente il nostro target, avvicinando anche i consumatori più esperti e curiosi». 

Ha guidato  e degustato l’estrazione espresso Simone Rubin, direttore dell’Academy  Bristot, marchio di punta della bellunese Procaffè, Torrefazione dell’Anno 2023-24, che si caratterizza per l’impegno di costante innovazione. Il prodotto di punta e più pregiato della Torrefazione, la miscela Tiziano 1919 Riserva, composto da caffè arabica provenienti da Brasile, Nicaragua, Colombia, Guatemala ed Etiopia e un robusta indiano, ha evidenziato nel suo flavore agrumi, biscotti, caramello, nocciole e spezie.

Mauro Illiano ha nuovamente guidato un’estrazione con la macchina a capsula di Lungo, miscela di arabica brasiliani e centroamericani lavati con un tocco di robusta indiani e africani. La sua formulazione permette di estrarre tazze fino a 100 ml con flavore di arancia rossa, bakery, caramello e miele. Da gustare lentamente, come un buon filtro.

Conclusa la degustazione, sono state fornite alcune informazioni sulla terza edizione della Guida del Camaleonte 2024-25, che uscirà il prossimo mese di novembre con nuove recensioni, tantissime novità sui caffè da assaggiare con metodo espresso, moka, filtro e monoporzionato e una sezione culturale dedicata al tema delle piantagioni di caffè. Dunque, non solo una Guida che percorre la Penisola attraverso migliaia di referenze presentate, ma anche un manuale tecnico di approfondimento per appassionati e professionisti del settore.

Annunciata la Convention Mondiale del Panettone

Il panettone di Matteo Dolcemascolo

Il 14 ottobre all'Hotel de La Ville di Monza si terrà la Convention Mondiale del Panettone 2024. A organizzarla è l'dall’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano. A partire dalle ore 10 si terrà un'intera giornata in cui gli esperti del settore si confronteranno sul grande lievitato delle feste. Obiettivo: analizzare passato, presente e futuro di questa eccellenza italiana nel mondo.

Il programma della Convention Mondiale del Panettone

I Maestri dell’Accademia, guidati dal presidente Claudio Gatti dialogheranno con prestigiosi giornalisti, addetti ai lavori e specialisti. Tra gli special guests sono attesi nomi di primo piano della pasticceria internazionale come Angelo Musa, Eric Ortuno e Roy Shvartzapel. Dagli interventi a tutela di un vero e proprio patrimonio del nostro Paese ai nuovi scenari, il “fenomeno Panettone” sarà esaminato da ogni sfaccettatura. Si discuterà di destagionalizzazione e ultime frontiere del gusto, produzione, dinamiche di consumo e trend in Europa e oltreoceano. Inoltre, ci sarà spazio per dialogare sull'evoluzione delle tecniche di lavorazione, dei prodotti e delle tecnologie al servizio dell’artigiano, sempre nel più rigoroso rispetto della tradizione. Infine, si analizzeranno le ultime sperimentazioni per affrontare nuove sfide e opportunità - dal gluten free al vegan - grazie a nuovi ingredienti, abbinamenti e consistenze.

Riconoscimenti e novità

La Convention Mondiale del Panettone sarà anche l’occasione per approfondire l’internazionalizzazione dell’Accademia dei Maestri del Lievito Madre e del Panettone Italiano. Inoltre, saranno assegnati i riconoscimenti agli “Ambasciatori del Panettone nel mondo” verranno annunciate le novità e le squadre del prossimo Panettone World Championship 2025.

Martesana debutta sul lago di Como

Dopo l'ampliamento del laboratorio di produzione centrale e l'apertura nel cuore di Milano, il brand inaugura la sua prima apertura fuori dalle mura del capoluogo meneghino

La prima settimana di agosto Martesana debutterà sul lago di Como. Sarà la prima apertura al di fuori di Milano. La tappa giunge a valle di un percorso di espansione articolato, giunto ora al punto da posizionare il brand anche al di fuori delle mura del capoluogo lombardo. La nuova insegna sarà anche l'occasione per lanciare alcune novità: gelati, sorbetti e maritozzi farcito con fresche creme. Obiettivo: intercettare l'affluenza turistica e portare Martesana anche oltre i confini italiani.

La lunga marcia di Martesana verso Como

Il locale sul Lago di Como arriva a seguito di un processo di un intenso processo di sviluppo. In prima battuta c'è stata l’espansione del laboratorio di produzione centrale, presidiato da oltre venti pasticcieri professionisti. Poi ha fatto seguito l’apertura di una nuova bottega nel cuore di Milano, a Porta Romana, poco più di un anno fa, che ha permesso alla maison di consolidare la sua presenza sulla piazza meneghina. Infine, il brand ha potenziato anche i canali e-commerce, che oggi contano oltre 30.000 clienti iscritti alla newsletter provenienti da tutta Italia. Martesana ha anche investito sul segmento B2B attraverso la distribuzione dei prodotti iconici Martesana in Rinascente, Coin, alimentari specializzati e all’estero (Spagna, Francia, Germania, Svizzera, Grecia, Thailandia, Singapore).

Un posto sul lago

«Como è una città di indubbio valore per l’affluenza turistica e per il buon potere di spesa dei local - spiega Luca Tartaglia, General Manager Martesana - Ogni anno vi transitano oltre 300 mila turisti ispirati dalla cultura, dall’arte e dal desiderio di vivere la dolce vita italiana, contribuendo a far salire il tasso di occupazione delle attività ricettive in città del 90%. Questo ha un duplice valore per il nostro brand: permettere ai consumatori locali di vivere un’esperienza di alta pasticceria e far conoscere Martesana oltre i confini italiani: principalmente Nord Europa, Stati Uniti e Asia». A corollario di questa nuova apertura è stata realizzata una campagna fotografica digital & press in collaborazione con Stoked Studios con l’obiettivo di sostenere questo progetto ambizioso. «Usciamo di fatto da una comfort zone dopo circa 60 anni, ma con la consapevolezza di entrare in un contesto ricercato, elegante e raffinato, proponendo il nostro posizionamento di Alta Pasticceria di Quartiere - spiega Marco Marsico, Head of Sales & Marketing di Martesana - Per questo motivo abbiamo deciso di realizzare uno shooting sul lago di Como con il maestro fondatore Vincenzo Santoro». Il concept della campagna è “Como, che conquista spettacolare”. L’immagine guida del progetto avrà come sfondo il lago solcato da una barca rossa che punta alla cupola del Duomo della città in una bellissima giornata di sole, con il maestro che tiene in mano una veneziana appena sfornata. «La scelta di schierare Vincenzo Santoro in prima linea va a suggellare la nostra proposizione di valore di Bottega Storica a Milano dal 1966».

Il nuovo store Martesana

In collaborazione con la designer Maria Teresa Reccia, l’architetto Marcello Silvestre e la direzione creativa di Luigi Durante, Drogheria ha firmato l’interior design della nuova pasticceria di Piazza Volta, nel cuore antico e pulsante della città. A partire da un accurato studio e con il fine di valorizzare il contesto circostante, l’idea attorno alla quale si sviluppano e articolano gli ambienti è quella di portare la piazza all’interno del punto vendita e viceversa. Si attiva così un ribaltamento e una relazione quasi osmotica tra il dentro e il fuori. La pavimentazione che richiama quella tipica delle piazze italiane, caratterizzata dai cosiddetti “sanpietrini”. Legno, terracotta, finiture in oro e cemento concorrono a conferire allo spazio peculiari texture e matericità, caratteristiche essenziali che accomunano il design con l’arte pasticciera. Lo spazio del nuovo punto vendita di Como è stato modulato e plasmato attorno a diversi ambienti con anime e funzionalità differenti. Tra questi c'è la zona degustazione caratterizzata da vetrine-salottini in cui prevale l’utilizzo di un materiale caldo e avvolgente come il legno. Una superficie piastrellata in terracotta attraversata da una panca definisce l'area in cui i clienti potranno assaporare in maniera più agile le diverse specialità Martesana, tra cui la più recente è il gelato. Questa novità cremosa, lanciata nell’estate 2024, è enfatizzata dalla presenza di un banco tutto dedicato alla linea di gelato. Un’area dedicata al “fast breakfast” risuona al ritmo del via vai del tessuto urbano circostante.

Como e il lancio del gelato Martesana

La grande novità di Pasticceria Martesana per quest’estate 2024 sono i gelati, i sorbetti e l’iconico maritozzo che abbandona la panna per farcirsi di golosissimo gelato. Sono 18 i gusti disponibili fra i classici della gelateria italiana e quelli ottenuti dalla rivisitazione dei dolci che hanno fatto la storia di questa Bottega Storica. I formati comprendono il cono e la coppetta e le confezioni d’asporto. Questa nuova linea di prodotti nasce anche grazie all'incontro tra il team di Pasticcieri Martesana e il maestro Maurizio Poloni. La proposta del Gelato Martesana si fonda infatti sui gusti che rappresentano la storia della maison: Crema Pasticciera 1966 (la cui base è la ricetta originale con vaniglia Tahiti pura in baccelli, uova fresche e note delicate di limone), Torta Martesana (arricchita con cubetti del dolce signature della Pasticceria) e Panettone (con veri pezzetti del dolce iconico della Bottega Storica, preparto nel rispetto della sua lavorazione che dura circa 48h, incorporati nella crema insieme ad arancia candita e uvetta calibro golden). «Abbiamo sempre avuto il desiderio di trasformare i nostri dolci in gelato, nel rispetto della tradizione e del saper fare italiano. Grazie a un accurato lavoro di ricerca e sviluppo siamo riusciti a realizzare qualcosa di semplice e straordinario al tempo stesso. Il Gelato al Panettone è già il più richiesto dai nostri clienti», spiega Vincenzo Santoro.

Successi a doppia cifra

La nuova Pasticceria arriva anche a suggellare un anno di successi targati Martesana, che ha visto il fatturato crescere a doppia cifra. «Abbiamo chiuso il 2022 a circa 5 milioni e mezzo di euro e il 2023 con una cifra vicino ai 6.800.000 euro registrando una crescita di circa il 20%. Al momento dell'acquisizione della maggioranza di Martesana avevamo dichiarato che avremmo raddoppiato i ricavi nel giro di tre anni. In effetti, l'abbiamo fatto in due anni e qualche mese. Per il 2024 siamo in linea con i parametri di crescita. I principali negozi storici continuano il loro trend di crescita, Porta Romana registra la performance migliore, e con l'apporto di Como e le strategie che abbiamo in mente per il canale e-commerce pensiamo di dare un’ulteriore spinta a quello che è stato l'andamento dell'anno precedente. Nel 2024 ci aspettiamo di superare 7 milioni di euro di fatturato. Ciò su cui puntiamo è arrivare a una crescita sostenibile», conclude Tartaglia.

«Questa è Sparta». E invece è il banco del 10_11, con i nuovi drink da estate italiana

Cinque proposte alcoliche e tre no alcohol nella nuova drink list del 10_11 a Milano. Che punta su un nuovo bar manager, Marco Ortu, e sui riti del lifestyle italiano, valorizzati al banco da un'accoglienza curata nei dettagli

Fra le tante "biosfere" del 10_11, il bar e ristorante dell'albergo di lusso Portrait in Piazza del Quadrilatero a Milano (Lungarno Collection), ci sono il giardino, il portico, le sale interne, il bancone. Un domani il rooftop - ancora in fase di studio, troppo presto per parlarne. Ogni biosfera ha una sua dinamica e sue specifiche frequentazioni. Ognuna richiede attenzioni particolari. Lo staff del bar, da un paio di mesi guidato dal bar manager sardo Marco Ortu (ha preso il posto di Andrea Maugeri, spostatosi intanto al Sant Ambroeus), si sta concentrando sul banco. E, insieme, su una drink list dedicata all'Estate italiana, sempre studiata con la supervisione di Mattia Pastori di Nonsolococktails e improntata a una maggiore semplicità e facilità di proposta.

«Lavoriamo per affinare i tempi di preparazione»

«Stiamo puntando tantissimo sul banco, che con 20 sedute è un punto focale importantissimo della nostra offerta. Quasi una riscoperta», spiega Ortu. «Ci stiamo concentrando molto su affinare i tempi di preparazione e le dinamiche di relazione con il cliente, perché ci siamo accorti che fa la differenza. Ci porta ad avere il banco sempre pieno, un bel "giro" che serve a rimarcare proprio l'idea di bar italiano che i nostri clienti si aspettano».

Il bancone del 10_11

Dopo un anno e mezzo all'Armani Hotel, Ortu si è spostato al 10_11 e sta iniziando ora a mettere mano alla proposta. Viene da importanti esperienze nell'hotellerie. Al Lac Salin di Livigno e poi in Sardegna, ha imparato a gestire la complessità sul campo: «Lavorare in un resort di lusso come il Valle dell'Erica a Santa Teresa di Gallura, coordinando il lavoro di sei bar e due ristoranti e gestendo drink list specifiche per ogni bar, dal pool al rooftop, è stato molto sfidante e arricchente allo stesso tempo», spiega lui. Ora c'è da stare in trincea. «Perché "questa è Sparta"», dice Ortu sorridendo. «E noi del bar team, da combattenti quali siamo, diamo il massimo ogni giorno e ci sosteniamo a vicenda».

Oltre a Ortu, gli altri spartani sono Giovanni Quaresmin (bartender trainer), Matteo Sorace (bartender supervisor), Mirko Zanna e Ilaria Zuppa (bartender) e Marina Barazzetti (commis di bar). Perché Sparta? (chi non coglie la citazione cinematografica, digitasse su YouTube subito). Il bar di un albergo di lusso vivace e contemporaneo come il 10_11 non è un posto tranquillo, tutt'altro. Aperto dalla colazione al dopocena, è un crocevia di storie e umanità varie, con clienti che si dividono 50-50 tra italiani e stranieri. Esigenti, rispettosi, ma «i numeri e i ritmi sono altissimi, mentre l'impostazione del servizio e della relazione con il cliente deve essere millimetricamente tarata per stare in quella zona grigia di calore umano tra la confidenza e l'accoglienza professionale. Difficilissimo trovare le persone giuste». E infatti Ortu ancora cerca altri tre futuri spartani da inserire tra le fila del suo piccolo esercito.

Estate italiana: 5 proposte alcoliche e 3 no alcohol

Intanto, il team ha lavorato sulla drink list estiva. «Con qualche passo indietro su utilizzo di tecniche sofisticate e strumentazioni complesse e qualche piccolo guadagno su semplicità e immediatezza. Frutta, ingredienti freschi, leggeri richiami a un immaginario pop che conquistano i clienti», racconta Ortu. Best seller lo Sgroppinetto (best seller), rivisitazione milanese dello Sgroppino con Acqua di Gin Citrus, sorbetto al limone (in collaborazione con la pasticceria guidata da Cesare Murzilli), albume, limoncello e soda al sambuco. Furbi ed efficaci il Solero, con distillato di agave siciliana Agalìa, crema di albicocche, purea di mango, succo di lime e soda all’ananas, e il Vitalenta, con Brockman’s gin e note di mirtillo, menta fresca e pompelmo. I cocktail no lcohol si chiamano Citrus Flora (con Martini Floreale, sambuco e aloe, Cubano Fizz (fra gli ingredienti un vino frizzante analcolico) e Virgin Hugo Spritz sempre con il Martini Floreale. Sono nella stessa carta, non "ghettizzati" in una sezione apposita, come di rigore oggi. «Giusto così: non vedo perché si debbano penalizzare proposte no e low alcohol», spiega il bar manager.

I Gin tonic sono in coda, «guardano le spalle al resto della drink list», mentre restano in carta, naturalmente, i pilastri del 10_11: tra loro Giostra d'alcool con Bitter Fusetti, Winestillery Tuscan Vermouth, Cedrata Tassoni, cioccolato e Grana Padano; Ambrogino d'Oro, con Campari Cask, Rabarbaro Zuicca Gran Riserva, Bitter Vaniglia e Chinotto San Pellegrino.

L'idea in più: la spaghettata di mezzanotte

L'ultima idea degli "spartani"? La spaghettata di mezzanotte, accompagnata dal Vermuttino. «Una classica aglio, olio e peperoncino offerta a chiunque sia al bar a quell'ora. Sta avendo un successo strepitoso». a Sparta si fa fatica e prima o poi la fame presenta il conto.

HiFood allarga la linea di prodotti per l’arricchimento proteico

Prive di allergeni, con etichetta pulita e contenuto proteico del 70%: ecco le micro proteine del brand per migliorare il profilo nutrizionale di cibi e bevande

HiFood ha presentato una nuova gamma di proteine micronizzate. L'azienda specializzata nella ricerca, sviluppo e produzione di ingredienti di origine naturale, parte di Csm Group insieme a Csm Ingredients, ha presentato Micro Protein. Il prodotto è pensato per le imprese del settore alimentare che vogliono rispondere alla crescente richiesta di prodotti con elevato apporto proteico.

Micro Protein: com'è fatto il nuovo prodotto HiFood

Sviluppata grazie a innovative tecnologie proprietarie, Micro Protein è una soluzione clean label e priva di allergeni a base di proteine di pisello con una granulometria molto fine, dal gusto neutro e con un minimo impatto su struttura e sapore del prodotto finito. Per questa ragione, le applicazioni di Micro Protein sono estremamente varie ed eterogenee. Vanno dai prodotti da forno agli analoghi della carne fino a sughi, zuppe, dessert, prodotti lattiero caseari, bevande e molto altro ancora. Si tratta, quindi, di una soluzione utile e facilmente implementabile per tante aziende che si approcciano al mercato del “Rich-in Protein”. Basti pensare che secondo l’Osservatorio Immagino Gs1, il segmento ha registrato una crescita del giro d’affari del 20%, portandolo ad oltre 1,7 miliardi di euro. Grazie all’utilizzo di Micro Protein, le aziende possono aggiungere il claim “ricco di proteine” o “fonte di proteine” 1 al prodotto finito, grazie alla composizione proteica delle micro proteine pari al 70%.

«Rispondere ai trend di mercato»

«In HiFood ci impegniamo per consentire ai nostri clienti e partner di rispondere ai trend di mercato offrendo loro ingredienti facilmente adattabili alle diverse esigenze produttive - ha dichiarato Emanuele Pizzigalli, Chief Research and Innovation Officer e co-fondatore di HiFood - Micro Protein ne è un esempio perfetto. Si tratta, infatti, di una soluzione ideale per tutte le aziende che vogliono potenziare il contenuto proteico dei propri prodotti senza alterarne sapori e texture, e soprattutto senza dove mettere troppa mano a ricette e processi produttivi. Trattandosi di un ingrediente in polvere, infatti, può essere utilizzato al pari di una farina. Inoltre, grazie alla tecnologia pulita utilizzata, le nostre micro proteine sono prive di additivi, in quanto per produrle utilizziamo esclusivamente processi fisici e meccanici proprietari: un grande vantaggio sia per il produttore che per il consumatore finale».

Tutte le applicazioni di Micro Protein

Tra le più interessanti applicazioni di Micro Protein, c’è quella delle bevande vegetali, che ha già visto una prima concretizzazione grazie alla partnership tra HiFood e Alianza Team. Le due realtà, che insieme avevano già vinto il "Plant-based Innovation Award" a Food Ingredients Europe 2023, saranno infatti presenti ad Ift Expo, che si terrà a Chicago dal 14 al 17 luglio. Qui presenteranno ulteriori soluzioni, frutto della loro collaborazione, tra cui appunto una bevanda vegetale potenziata dal punto di vista proteico grazie a Micro Protein. Micro Protein si inserisce all’interno del più ampio portfolio per l’arricchimento proteico di Csm Group, che include diverse soluzioni. Tra queste ci sono i mix universali di Csm Ingredients per pane, bagel e cracker arricchiti di proteine; i mix pronti all'uso o le ricette personalizzate per preparare croissant e prodotti dolciari proteici; fino all’ampia gamma di Proteios Textured Vegetable Proteins (TVPs) sviluppata da HiFood. Un’offerta eterogenea pensata per incontrare le richieste dei consumatori, sia sportivi sia semplicemente interessati ad aumentare il proprio apporto proteico, e destinata a crescere ulteriormente.

Nuovi arrivi nel catalogo di Spirits&Colori

Spirits&colori Sagrestan Opificio Fred
Holywatergin, Rum Copalli, Vermouth Sagrestan e Bitter34 le chicche dall'Italia e dal mondo che ampliano l'offerta di spirit distribuiti in esclusiva dall'azienda di Reggio Emilia

Holywatergin, rum Copalli dal Belize, Vermouth Sagrestan e Bitter34, questi ultimi due firmati da Opificio Fred, sono le quattro new entry del catalogo di Spirits&Colori. Novità con le quali l’azienda di distribuzione di distillati e alcolici nata nel 2016 a Reggio Emilia continua ad ampliare la sua offerta per i locali con una ben precisa strategia: proporre chicche provenienti da tutte le parti del mondo ed eccellenze da piccole produzioni artigianali italiane, puntando su prodotti inediti e particolari.

Holywatergin, nato per meravigliare e conquistare

E molto particolare è Holywatergin, un gin frutto di un progetto di un gruppo di imprenditori milanesi e dell’estro creativo di un big della scena mixology internazionale: Oscar Quagliarini. La base del prodotto è quella di un classico dry gin, composto da ginepro, coriandolo, cardamomo con una punta di liquirizia, alla quale sono aggiunte alcune botaniche dell’area di Lourdes, quali iris ed estratto di pino, piante caratteristiche della zona dei Pirenei. A completare la ricetta una piccola aggiunta di acqua di mare distillata, che porta una leggera nota di sapidità, e incenso, che accresce l’esperienza sensoriale. Un’esperienza sensoriale ricercata, elegante ma ben equilibrata, che sviluppare una sinfonia di sapori e di aromi che aprono nuovi orizzonti gustativi, senza nessun eccesso o forzatura.

Dedicato ai bartender, Holywatergin (alc. 42% in vol) vuole incuriosire e conquistare fin dal primo sguardo, grazie al pack nel quale è custodito che certo non passa inosservato: una bottiglia (500 ml) che nelle sue curve e forme ritrae l’effige della Madonna e stata studiata per evocare un senso di meraviglia e rispetto.

Copalli, il rum sostenibile dal Belize

Ad arricchire l’offerta di Spirts&Colori è arrivata anche la gamma di Rum Copalli, marchio del Belize che ha fatto proprio il concetto di sostenibilità a 360°, adottando pratiche di lavorazione a impatto zero, impegnandosi contro la deforestazione della foresta tropicale e dando lavoro, equamente retribuito, alla popolazione locale.

I distillati Copalli nascono da tre soli ingredienti. Il primo è il succo appena spremuto di canna da zucchero biologica delle sole varietà nera e rossa “Noble”, apprezzate per il loro contenuto zuccherino elevato. La canna da zucchero è coltivata in modo sostenibile nella Copal Tree Farm, l’azienda agricola del marchio, situata nella parte meridionale del Paese dell'America centrale, e nei suoi pressi sorge la Copal Tree Distillery. Il secondo ingrediente è l'acqua piovana, raccolta con cura senza impatti sull'habitat, mentre il terzo sono i lieviti autoctoni non ogm per avviare la fermentazione del succo di canna.

La gamma distribuita comprende: il Black Cane Bold White Rum (alc 43% in vol), ottenuto da succo di una rara varietà di canna da zucchero nera bio e distillato pot still, affinato almeno tre mesi in botte, che si caratterizza per le sue note erbacee, che sprimono al meglio tutto il sapore della materia prima, accompagnate da note di melone e albicocche secche. Il White Rum (alc 43% in vol), un rum bianco morbido, ideale da servire liscio o da usare in miscelazione per un Daiquiri, prodotto con succo di canna distillato per un 25% pot still e per il 75% a colonna. Cacao Rum (alc 40% in vol), ottenuto da succo di canna distillato a colonna e poi lasciato riposare per diverse settimane in una vasca di acciaio inox insieme a granella di cacao tostato bio proveniente sempre dall’azienda agricola del marchio, e infine ridistillato in alambicco discontinuo per ottenere un prodotto finale che esprime tutta la ricchezza di sapore del cacao del Belize, con le sue note di frutti di bosco, e lo rendono perfetto sia da servire liscio sia da usare in miscelazione per dare vita a inedite interpretazione di classici, dal Daiquiri al Negroni. Infine il Barrel Rested Rum (alc 44% in vol), dove il succo di canna da zucchero rossa viene distillato due volte in alambicco prima di riposare per 16 mesi in botti di rovere americano ex bourbon. Il risultato è un rum ricco, dolce e pulito con note speziate (cannella, noce moscata), di more e tabacco, da servire liscio o da utilizzare in miscelazione sia nei classici, per ammorbidirli, sia per sperimentare nuove creazioni.

Bitter e vermouth da Opificio Fred

Completano la lista dei nuovi arrivi Bitter34 e Sagrestan, che ampliano la gamma di spirt artigianali di Opificio Fred (leggi Opificio Fred lancia la nuova linea Fred Alkemil), marchio fondato da Federico Cremasco, distribuita da Spirits&Colori. Il primo è un bitter ottenuto con 34 componenti botaniche, tutte rigorosamente di origine italiana che includono genziana, angelica, assenzio, arancio e limone, lavorate con tre metodi estrattivi tradizionali: la macerazione a freddo di pianta essiccata, la macerazione a caldo e la distillazione in corrente di vapore. Dalle tonalità aranciate e caratterizzato da un profilo aromatico erbaceo e agrumato, per un risultato equilibrato e complesso, con un finale morbido e rotondo è ideale per la preparazione di cocktail tradizionali.

Sagrestan è invece il nuovo nome di Vermouth25, preparato con 25 botaniche, sempre di origine italiana, esaltate da un vino autoctono friulano di qualità, il Verduzzo. Il cambio di nome è un omaggio al nonno del fondatore, Pietro, sagrestano del paese e un tempo proprietario dei terreni dove Cremasco coltiva tutte le sue erbe e spezie. Nuova anche l’etichetta, disegnata a mano dall'artista friulana Marta Lorenzon: anche questa rende omaggio alla figura parentale, rappresentata con una testa da gufo, animale tipico delle montagne friulane, simbolo di saggezza e di legame con la terra.

Summer Breeze è il cocktail della Red Bull Summer Edition 2024

Cocktail Summer Breeze by Red Bull
Recentemente rinnovata dallo studio Andrea Auletta Interiors, la terrazza The Organics by Red Bull dell'hotel Hyatt Centric Milan Centrale ha ospitato la presentazione del cocktail analcolico estivo Summer Breeze by Red Bull.

Nel rinnovato rooftop The Organics SkyGarden al 13° piano dell'hotel Hyatt Centric Milan Centrale, sono stati presentati i cocktail dedicati all'estate a partire dall'alcohol free Summer Breeze.

Inaugurata nel 2021, la terrazza da cui si gode uno spettacolare panorama a 360° della skyline milanese, è stata di recente completamente ristilizzata (oltre ad altre parti comuni) dallo studio Andrea Auletta Interiors di Milano, a cominciare dall'aggiunta di vetrate mobili a scomparsa (con isolamento termo acustico, particolarmente utili durante l'inverno) alla creazione di un soffitto al quale è stata attaccata una ricca vegetazione cascante a sottolineare l'anima green delle bevande biologiche analcoliche The Organics by Red Bull. A queste innovazioni va aggiunto il pavimento in gres di ceppo verde, i comodi e moderni arredi Kettal e Leolori e il banco bar illuminato.
Lo studio Andrea Auletta Interiors è noto nel settore per aver ristilizzato altri hotel, da quelli nella Capitale come Maison Roma Piazza di Spagna Una Esperienze e Hotel Imperiale Via Vittorio Veneto; a Firenze (Columbus Urban Resort Lungarno); a Venezia (Hotel Gabrielli Starhotels Collection).

Oltre a quello di Milano, la terrazza The Organics SkyGarden è stata realizzata anche a Roma presso l'Aleph Hotel e a Courmayeur (Aosta) presso la stazione intermedia di Skyway Monte Bianco Pavillon The Mountain.

Creato appositamente da Red Bull per la terrazza glamour di Milano, il gusto esotico della sudamericana curuba (o banana passion fruit) è stato mixato alle note floreali dei fiori di sambuco e presentato nel corso di una serata speciale sottolineata dalle note afro e deep house di atmosfera Ibiza della brillante dee jay Aelita Ortega.

Summer House
Ingredienti
60 ml succo di mela limpida
10 ml succo di lime
20 ml Passion Fruit Red Bull Summer Edition 2024 (alla curuba e fioiri di sambuco)
Preparazione
Tecnica build direttamente nel bicchiere collins con ghiaccio, guarnire con spicchio di lime e mezzo passioin fruit.

Tequila Don Julio Rosado si colora di Porto Ruby

Tequila Don Julio Rosado
Alla gamma premium di Tequila Don Julio si è aggiunta la versione Rosado, invecchiata otto mesi in botti che hanno contenuto vino Porto Ruby.

La gamma di distillati premium Tequila Don Julio (Blanco, Reposado, Añejo, 1942) si arricchisce di una nuova specialità con Don Julio Rosado.

Prodotto nella regione tipica di Los Altos de Jalisco, a differenza degli altri Tequila Reposado (invecchiati in botti di rovere bianco americano) questo distillato viene invece affinato otto mesi in botti che hanno contenuto vino liquoroso Porto Ruby (Portogallo).
Il risultato è un distillato che presenta un delicato colore rosato e un profilo gustativo unico caratterizzato da note dolci di frutti rossi e di caramello (40% alc). Una caratteristica che lo rende perfetto da servire liscio o con ghiaccio, per consumi fine pasto, da conversazione o meditazione. Distribuito da Diageo, Tequila Don Julio Rosado è destinato a una ventina dei migliori locali cool italiani.

gamma Tequila Don Julio
css.php