Brindisi con Birra Raffo Lavorazione Grezza tra Andrea Tortella e Viviana Manera
A Beer & Food Attraction di Rimini Fiera, Birra Peroni ha presentato la novità Birra Raffo Lavorazione Grezza. Nostra intervista a Viviana Manera, Marketing Director e ad Andrea Tortella, Sales Director.
Raffo è una birra lager chiara che nasce a Taranto nel 1919, prodotta dalla omonima azienda Fabbrica di Birra e Ghiaccio fondata da Vitantonio Raffo. Nel 1961 il marchio viene ceduto al gruppo Birra Peroni che passa poi in blocco nel 2016 alla multinazionale giapponese Asahi. Nel 1987 la produzione di Birra Raffoviene trasferita nello stabilimento di Bari, confermandosi come la birra protagonista del mercato del Sud Italia.
Dopo il recente rinnovamento della confezione Birra Raffo Originale (4,7% alc, grado amaro 12 Ibu), al recente salone Beer & Food Attraction di RiminiFiera il Gruppo Peroni ha lanciato la novità premium Birra Raffo Lavorazione Grezza, birra chiara a bassa fermentazione con macerazione a freddo, non filtrata e arricchita con cererali di Puglia non raffinati.
Di aspetto dorato velato, presenta un gusto rotondo e fresco, con un aroma maltato con un finale di note luppolate (4,8% alc, grado amaro 13 Ibu). Viene proposta in bottiglia 33 e fusto Pet da 20 litri, con un termine di conservazione di circa 6 mesi.
Con una immagine di grande impatto, la bottiglia in vetro scuro presenta una vistosa etichetta che, su fondo giallo, riporta la figura di Taras a cavallo di un delfino. Mitologica figura greca, figlio di Poseidone e della ninfa Satyria, Taras è considerato il protettore della città di Taranto, unica colonia spartana fondata nel VIII secolo a.C. e diventata presto potente grazie al suo porto commerciale (suddiviso in Mare Grande e Mare Piccolo) sempre al riparo dai venti, posto in una posizione strategica nel mar Mediterraneo.
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Birra Raffo Lavorazione Grezza in bottiglia 33 cl
Spillatura di Birra Raffo Lavorazione Grezza
Presentazione di Birra Raffo Lavorazione Grezza alla spina
Riportiamo le dichiarazioni rilasciate nel corso dellanostra intervista da Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni e da Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni.
Quali sono i trend in crescita nel mercato birra e quali sono le caratteristiche principali di Raffo Lavorazione Grezza?
Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni
«Il mercato della birra è diventato sempre più rilevante negli ultimi anni - afferma Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni - generando anche una cultura più ampia intorno al prodotto, una domanda di proposizioni sempre più premium e la ricerca di innovazioni. 'In questo contesto, i brand locali rappresentano un segmento rilevante all’interno della categoria che continua a crescere anno dopo anno perché risponde esattamente a queste richieste dei consumatori. E, è proprio da queste premesse che siamo partiti per il rilancio di un brand come Raffo e di Raffo Lavorazione Originale. Un brand saldamente legato alla terra in cui è nato, la Puglia e i suoi valori, che rispecchiano in pieno le caratteristiche della sua regione di origine, dove per altro è molto amato.
Raffo Lavorazione Grezza, lanciata proprio in occasione di Beer & Food Attraction 2024, è una birra dal gusto rotondo, fresco, con un aroma maltato e note amare luppolate sul finale. L’abbiamo chiamata “Lavorazione Grezza” perché è fatta con i cereali di Puglia non raffinati e, in generale, il suo processo produttivo è stato curato in ogni singola fase affinché la birra arrivasse quanto più autentica possibile al consumatore, “grezza” appunto, preservando la composizione, gli aromi e i colori naturali delle materie prime. Abbiamo voluto sottolineare ancora di più le sue origini - conclude Viviana Manera Marketing Director Birra Peroni - e il suo essere “grezza” creando appositamente una nuova bottiglia e una identità forte: la bottiglia che richiama le onde del mare, incise nel vetro, l'etichetta gialla e dalla texture grezza che rende che rende intuitive le sue caratteristiche al consumatore. Infine, sempre sull’etichetta è presente un invito a berla “croccante” ovvero ghiacciata, come vuole la tradizione pugliese».
In che modo e con quali prodotti state investendo sul mercato HoReCa?
Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni
«Siamo convinti che la premiumizzazione sia la chiave del successo - afferma Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni - e intorno a questo principio abbiamo costruito la nostra strategia e le 3 grandi aree in cui stiamo implementando i progetti per il canale. In primis, il portafoglio: continueremo a rendere sempre più premium il nostro portafoglio, portando ai clienti un’offerta sempre più completa. La più grande novità in questa area è Raffo, sia il lancio nazionale di Ricetta Originale sia quello Raffo Lavorazione Grezza. In secondo luogo, il livello di servizio: anche nel 2024 continueremo a lavorare per migliorare la qualità del modo in cui approcciamo al mercato e lo attiviamo, e questo vale tanto per il distributore quanto per il punto vendita. In quest’area, uno dei progetti più rilevanti è il portale birraperoniperte.it con cui, attraverso i benefici della digitalizzazione, offriamo ai clienti sempre più velocità, maggiori informazioni e un supporto ancora più efficace. Infine, la formazione con la quale mettiamo al servizio del canale la nostra esperienza tanto in quegli aspetti che attingo più strettamente alla cultura della birra e al suo consumo quanto in quegli aspetti di gestione della complessità di cui parlavamo prima, con l’obiettivi di supportare i clienti nel cogliere tutte le opportunità che si presenteranno».
Lanciata per le feste di Fine Anno la Limited Edition di Sgrappa, distillata da uve rosse piemontesi, in bottiglie 70 cl dall'aggressiva grafica Art Déco.
Sgrappa, la grappa rivoluzionaria nata con la volontà di proporrein modo radicalmente diverso, originale e contemporaneo uno dei distillati più rappresentativi del Made in Italy, presenta per Natale e per le Feste di Fine anno la suaprima limited edition, in cui le forme sinuosedella bottigliasono avvolte dauna illustrazione in bianco e nero dal sapore retrò che rende omaggio alla natura miscelabile di Sgrappa, evocando il mondo e le atmosfere della mixologia.
Dopo il successo del lancio della campagna digitaldedicata ai due nuovi cocktailEspresso (S)martini e Caffè (S)corretto – inaugurata da I Soliti Idioti e con protagonisti nei prossimi mesi i The Jackal e Il Milanese Imbruttito–, Sgrappa conferma il suo carattere non convenzionale animando la festività più tradizionale dell’anno con una nuova edizione, inaspettata e dirompente, in cui lo spirito provocatorio del brandviene ora reinterpretato in maniera inedita.
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Sgrappa Limited Edition
Sgrappa Limited Edition nelle bottiglia 70 cl e confezione regalo
Per sottolineare l’identità miscelabile di Sgrappa, la creatività della limited edition si sviluppa in un racconto in cui diversi personaggi celebrano la convivialità e l’arte della mixology contemporanea.
Un ironico cortocircuito nasce dall’incontro tra il creativo manager Paolo Dalla Mora, il tratto in aggressivo stile Art Déco del disegno e l'inconfondibile gesto artistico a firma di Maurizio Cattelan (irriverente dito medio alzato) che, dall’interno della bottiglia da 70 cl, diventa ora protagonista della superficie.
Acquistabile sul sito sgrappa.com,la special edition Sgrappa è l’idea regalo perfetta – o per qualcuno forse il pensiero che non si vorrebbe mai ricevere! – per sorprendere con ironia a Natale, periodo di convivialità per eccellenza, in cui gustare questo distillato moderno che raggiunge la sua massima espressione nella miscelazione, come dimostrano l’ironica drinklist del brand e i nuovi drink al caffè Espresso (S)Martini e Caffè (S)corretto.
Espresso (S)grappa e Caffè (S)corretto con Sgrappa
I nuovi drink al caffè per le tavolate delle feste
La nuova limited edition diventa la protagonista delle tavole più irriverenti, rese ancora più fuori dagli schemi da Sgrappa che, per la sua essenza versatile, può accompagnare ogni momento delle festività natalizie, dai brunch, ai dopo pasto, fino alle piacevoli serate trascorse a chiacchierare o svagarsi con i più tradizionali giochi di società.
Rivisitazione dell’Espresso Martini, uno dei cocktail più amati nel mondo della mixologia e in cima al ranking del IBA-International Bartender Association, l’Espresso (S)martini racconta l’immaginario cosmopolita e visionariodi Sgrappa. Nell’Espresso (S)martini la Sgrappa miscelata esalta l’aroma deciso del caffè dando origine a un drink dal sapore avvolgente e intenso da sorseggiare in buona compagnia.
Simbolo di una tradizione che coniuga il distillato al caffè, invece, il Caffè (S)corretto è una nuova versione del digestivo fine pasto considerato ironicamente l’elisir di lunga vita degli Alpini. Combinando all’inconfondibile essenza dell’espresso l’irriverenza di Sgrappa, il Caffè (S)corretto è una celebrazione del Caffè corretto diventato, in un mondo sempre più frenetico, un rituale con cui riscoprire il piacere di stare insieme, anche senza far nulla, dopo i lunghi pasti natalizi.
Grappa piemontese d'Autore
Prodotta artigianalmente in Piemonte, Sgrappa è una grappa dallo spirito forte, ma solo all’apparenza. Le vinacce da uve rosse, umide e ricche di profumi, vengono lavorate con piccoli alambicchi discontinui in rame a getto di vapore, per ottenere la flemma, che poi viene passata in una moderna colonna di rettifica per ottenere la massima pulizia al naso.
Nel bicchiere si ritrovano ricordi di frutta e fiori bianchi, ma il finale è schietto, dove emerge delicatamente la materia prima, le bucce dell’uva.
Al palato questa grappa conferma la sua natura, con un’ottima corrispondenza dei profumi, ed un finale elegante di uva passa. Dal gustopulito e leggero, invita ad un secondo sorso, quasi necessario per apprezzare in pieno le sue caratteristiche.
Storica torrefazione di Salerno fondata nel 1950 da Cesare Trucillo, Caffè Trucilloè tuttora guidata dalla omonima famiglia con una scelta decisa per il canale horeca che rappresenta il 90% della distribuzione.
Questo storico legame è stato rafforzato nel 1998 con la fondazione dell'Accademia del Caffè, prima struttura del genere attiva nel Sud Italia, voluta dai titolari Fausta Colosimo e Matteo Trucillo con l'obiettivo di diffondere e approfondire la cultura del caffè di alta qualità.
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Open bar di Caffè Trucillo
Trucillo
L'Accademia del Caffè Trucillo
Particolare della sala di Accademia del Caffè Trucillo
Jessica Sartriani, Damian Burgess e Antonia Trucillo
Pratica con Cesare Trucillo
Antonia Trucillo
Antonia Trucillo, Muzna Al Otaiba, Andrea Trucillo e Younis Al Bishari, general manager MHAO
Antonia e Andrea Trucillo
In occasione delle recenti celebrazioni dei primi 25 anni dell'evento, è stato presentato il volume "Trucillo Family Notes" composto da 120 pagine riccamente illustrate che riporta la storia imprenditoriale dell'azienda, dalla nascita fino ai giorni nostri, a dimostrazione che ogni impresa che voglia avere un futuro deve avere solide radici.
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copertina libro Trucillo Family Notes
il fondatore Cesare Trucillo
Fausta Colosimo e Matteo Trucillo
Trucillo Family
il titolare Matteo Trucillo
Da sinistra, Cesare, Antonia, Fausta, Matteo e Andrea Trucillo
Caffè Espresso Trucillo a due tazze
Miscela Gran Bar Caffè Trucillo
Campagna per i bar di Caffè Trucillo
La campagna per i bar di Caffè Trucillo
Miscela Mix Bar con tazzina Trucillo
Esposizione di tazzine Caffè Trucillo
La condivisione del sapere del caffè è stata la base sulla quale è stata costruita la presenza internazionale della torrefazione di Salerno, le cui miscele sono presenti nelle più rinomate strutture dell'ospitalità e della ristorazione di oltre 40 Paesi. Nelle moderne sale dell'Accademia del Caffè sono finora passati oltre 10mila professionisti e appassionati. Non a caso è stata sede della Tappa Sud dei celebri Campionati Italiani 2022 e 2023 Sca Italy.
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La marketing manager Antonia Trucillo e Alessandro Coda di Sca Italy
Antonia Trucillo e Alessandro Coda ai lati con i giudici della Tappa Sud Sca Italy 2022
Andre Tomassi e Maria Giovanna Coppola, 1 e 2 classificati Brewers Cup di Sca Italy 2022
Arianna Peli prima classificata categoria Barista Tappa Sud Sca Italy 2022
Marco Poidomani vincitore Categoria Coffee in Good Spirit della Tappa Sud Sca Italy 2022
Stefano Cevenini e Michele Intravaia, 1 e 2 classificato Categoria Latte Art di Sca Italy 2022
«L'Accademia è per noi un asset vincente di crescita - sottolinea Fausta Colosimo, Head of International Markets di Caffè Trucillo - affermando i nostri valori nel canale horeca. Per noi infatti conta solo ed esclusivamente poter garantire ai nostri clienti un caffè di altissima qualità che andiamo direttamente a selezionare nei Paesi produttori, fornendo loro tutti gli elementi di conoscenza che siamo in grado di condividere, affinché possano verificarne direttamente le caratteristiche di qualità. In questa direzione va anche la nostra proposta di prodotti, una gamma molto ampia di miscele pensate appositamente per il canale Bar, realizzate con diversi metodi di estrazione, dal caffè in grani al monoporzione in cialde. Sia per rispondere alle esigenze di pubblici esercizi di diverse dimensioni, sia per accontentare le diverse abitudini e preferenze di consumo, nei più diversi contesti culturali delle aree del mondo in cui operiamo».
Fausta Colosimo, Head of International Markets di di Caffè Trucillo
Aria di promozioni in ABInBev: Arnaud Hanset è diventato Presidente della Business Unit Central Europe lasciando la carica di Country Director Italia a Ief Timmermans.
Con oltre 500 marchi, ABInBev è il maggiore produttore mondiale di birra. Di recente c'è stato un avvicendamento nelle cariche sociali. Arnaud Hanset (già Country Director Italia) è diventato Presidente della Business Unit Central Europe, il suo posto è stato affidato a Ief Timmermans.
Arnaud Hanset Presidente Business Unit Central Europe
Entrato nel settore marketing di ABInBev nel 2009, Arnaud Hanset ha lavorato per i diversi marchi del gruppo, fino a diventare Direttore Marketing nel 2015. Promosso nel 2020 come Country Director e Amministratore Delegato Italia di ABInBev, Arnaud Hanset ha puntato sui prodotti premium e superpremium e nella ripresa del canale on trade dopo la pandemia, conseguendo ottimi risultati.
«Ringrazio di cuore il fantastico team - ha dichiarato Arnaud Hanset - che mi ha supportato in questi anni alla guida dell'Italia in cui abbiamo ulteriormente accelerato lo sviluppo di ABInBev in questo magnifico Paese. Sono davvero onorato ed entusiasta per la nuova avventura come Presidente della Business Unit Central Europe e desiderio fare un grande in bocca al lupo a Ief Timmermans che mi succederà».
Ief Timmermans Country Director Italia
Entrato a far parte di ABInBev come Category Manager in Belgio nel 2014, Ief Timmermans in pochi anni ha raggiunto notevoli traguardi soprattutto con un aumento della redditività grazie ai brand superpremium, portando Stella Artois al secondo posto nel mercato belga della Gdo.
«E' un grande onore raccogliere l'eredità di Arnaud Hanset - ha sottolineato Ief Timmermans - e mettermi alla prova in un mercato così affascinante, un Paese in cui per tradizione e cultura enogastronomica vi è una naturale spinta verso i segmenti premium e superpremium, prodotti di qualità su cui vogliamo continuare a puntare e dove siamo convinti di poter crescere ancora».
ABInBev, una lunga e intricata storia di acquisizioni e fusioni
AB InBev è la società leader mondiale della birra, quotata in borsa e con sede a Leuven, in Belgio. Le radici europee risiedono nel birrificio di Den Hoorn a Leuven, in Belgio. La società può contare su un portfolio diversificato di oltre 500 brand che comprende marchi globali come la statunitense Bud/Budweiser, la messicana Corona e la belga Stella Artois; marchi multi-paese come la tedesca Beck’s, la sudafricana Castle, le belghe Hoegaarden e Leffe; marchi locali come Aguila (Colombia), Antarctica (Brasile), Bud Light (Usa, top delle vendite), Brahma (Brasile), Cass (Corea del Sud), Cristal (Belgio), Harbin (Cina), Jupiler (Belgio), Michelob Ultra (Usa), Modelo Especial (Messico), Quilmes (Argentina), Victoria (Belgio), Sedrin (Cina) e Skol (Brasile). L'azienda conta circa 164.000 dipendenti, di cui 12.000 solo in Europa. Uffici e birrifici sono presenti in 18 Stati dell'UE, compreso il Global Innovation Centre che ha sede a Leuven, in Belgio.
logo ABInBev
La società nasce in Belgio nel 1987 come ampliamento del birrificio Den Hoorn, acquisendo marchi come Stella Artois, Leffe e Hoegaarden, dandosi il nome Interbrew. Dopo l'acquisizione della tedesca Beck' nel 2001, nel 2004 acquisisce la brasiliana Ambev ribattezzandosi InBev. In seguito nel 2008 la strategica fusione con la nordamericana Anheuser-Busch (Bud/Budweiser), seguita dall'acquisizione nel 2015 della sudafricana/nordamericana Sab-Miller che dà vita all'attuale ABInBev.
Fine anno effervescente per il mercato birrario, dal concorso XMas Beers di Unionbirrai, alla ricerca Cerb-AssoBirra, alle proposte in tema di Forst, Menabrea, Theresianer, Baladin, Compagnia dei Caraibi - Right Beer, L'Orso Verde, QBA - Quality Beer Academy, Birra Dolomiti, Menaresta.
Ai brindisi delle feste a base di bollicine di origine enologica (vini spumanti, Champagne, Prosecco...), si stanno aggiungendo sempre più spesso brindisi a base di specialità birrarie appositamente realizzate per il Natale.
Nord e centro Europa da secoli danno vita a birre stagionali, a cominciare da quelle create appositamente per le festività di fine anno come il Natale, dal Belgio alla Germania, dall'Inghilterra alla Scozia, dalla Francia alla Danimarca.
Di base si tratta di arricchimenti e aromatizzazioni relativi a birre doppio malto realizzati con particolari tostature di malti, spezie, cannella, vaniglia, caffè, cacao, castagne, miele, frutta, passaggio in botti dai legni più diversi, ma tutte caratterizzate da indicazioni e/o confezioni speciali riferite al periodo di fine anno come Christmas, XMas, Nöel, Winter.
Al MediBeX di Bari il concorso XMas Beers di Unionbirrai
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locandina MediBeX 2023 Bari
Concorso XMas Beers di Unionbirrai
Unionbirrai, una birra scura di Natale
Da alcuni anni questa tradizione ha coinvolto anche diversi produttori e distributori italiani, dalle filiali delle multinazionali ai birrifici artigianali, tanto che Unionbirrai (l'associazioone dei piccoli birrifici indipendenti) realizza da tre anni un apposito concorso sulla creatività nazionale: XMas Beers che quest'anno si terrà a Bari lunedì 18 dicembre nel corso del MediBeX, Mediterranean Beer Experience. Non solo. Ai concorrenti sarà richiesto di proporre il miglior abbinamento gastronomico come quello con il panettone. Quest'anno i protagonisti sono il Panettone Artigianale Tradizionale e il Panettone Artigianale al Cioccolato Creativo, doppio titolo vinto del Panificio Pompilio di Ariano Irpino (Avellino) alla settima edizione del concorso Maestro Panettone di goloasi.it
Le caratteristiche richieste dal bando del concorso XMas Beers 2023 (3.a edizione) di Unionbirrai per identificare unabirra di Natale sono:
a) Gradazione alcolica sopra al 6,5%
b) Amaro fra medio e moderato max 70 IBU
c) Acidità non caratterizzante
d) Potranno avere note speziate e/o di zuccheri canditi, frutta rossa
e) Riportare un chiaro riferimento al Natale o all’inverno nel nome della birra stessa o nella descrizione in etichetta.
Il trend di mercato secondo CIB - AssoBirra
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Assobirra, donne che bevono birra
Alfredo Pratolongo, presidente Assobirra
Alfredo Pratolongo, presidente Assobirra
Andrea Bagnolini direttore generale AssoBirra
Questo il trend rilevato secondo l'ultima indagine BVA Doxa per il Centro Informazione Birra - CIBdi AssoBirra (l'associazione dei produttori di birra e malto):
«Durante le festività natalizie si evidenzia un tendenziale - precisa Alfredo Pratolongo, presidente AssoBirra - ma sempre moderato, aumento medio settimanale del consumo di birra, che passa da circa 2 volte a settimana a 2,3, preferendola in accompagnamento con il cibo, durante la cena (67%), l’aperitivo serale (43%) e il pranzo (31%). Con un’evidenza su tutte: persino durante il tradizionale pranzo di Natale la birra non abbandona la tavola. Un italiano su due ha, infatti, abbinato la “bionda più amata” ad un pranzo delle feste, ma non solo, il 78% del campione dichiara di voler festeggiare abbinando la birra ai propri piatti preferiti. Anche durante il cenone di Capodanno la birra diventa protagonista: il 30% degli italiani ha infatti brindato con la birra, percentuale che cresce al 43% se si guarda alla Gen. Z. Un modo anche per rinnovare la tradizione, secondo il parere del 64% degli intervistati».
«La birra è ormai entrata a far parte delle nostre tradizioni, ritagliandosi una centralità anche durante le festività natalizie - dichiara Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra - e un ruolo da protagonista in tavola durante la cena della Vigilia e il pranzo di Natale, in abbinamento ai piatti tipici. Ma non solo, abbiamo visto quanto la birra possa essere un’idea apprezzata per un regalo originale, che può far scoprire ai consumatori un nuovo lato della bevanda, un interesse che, come AssoBirra, ci auguriamo continui a crescere. La birra genera un significativo valore sociale per il nostro Paese perché è entrata a pieno titolo nelle abitudini di consumo moderato degli italiani e nelle loro occasioni di convivialità, e questi ultimi dati ne sono un’ulteriore conferma. L’Italia, oltre a ricoprire un modello di produzione ed export, rappresenta quindi un esempio virtuoso per il consumo della birra: infatti, grazie alla sua leggerezza, alla varietà e al gusto, si può accompagnare a tutti i pasti, con un consumo che si inserisce in uno stile di vita improntato al benessere e all’equilibrio, nel corso di tutto l’anno”.
Ventesima edizione di Forst Birra di Natale
Birra di Natale ForstLimited Edition è di nuovo disponibile nell'attesa versione da collezione in vetro decorato da 2 litri, anche questa volta con un dipinto fatto a mano dall’artista Franz. J. Platter, realizzato in occasione della storica ricorrenza, il Ventesimo Compleanno.
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Birra di Natale Forst 2023 in bottiglia 2 litri
Birra di Natale Forst 2023 33 cl
Birra Forst Birra di Natale Christmas Brew
Birra Forst Birra di Natale Christmas Brew
Valigia di Natale Forst 2023
Ingresso della Foresta di Natale Forst con la Campana della Pace
La decorazione artistica si ispira ai simboli di Birra Forst, riportando numerosi elementi decorativi: per la festa di Natale, tre angeli cherubini portatori di speranza, fede e carità si librano sugli elementi di Birra Forst, tre abeti decorati con stelle brillanti che rappresentano i vent'anni della Birra di Natale Forst.
Anche le tre corone sul fusto di birra brillano d'oro. Lo stemma della corporazione dei birrai e delle malterie, nell'angolo sinistro, e lo stemma Forst, nell'angolo destro, riflettono la tradizione della birra altoatesina di Lagundo (Bolzano). La pietra di zaffiro blu, finemente incastonata, è dipinta con la stella del birraio color oro, che ha uno stretto legame cristiano con il Natale e ne trasmette lo stesso messaggio.
Fatto a mano, il dipinto viene fissato alla bottiglia da 2 litri attraverso diverse fasi molto elaborate e mediante processi di cottura, rimanendo fedele all'originale e perfettamente riconoscibile nei dettagli.
La Birra di Natale Forst (5,2% alc) può vantare un bel colore ambrato e un gusto piacevolmente luppolato e maltato, una spuma dalla fine alveolatura e viene imbottigliata nel piccolo impianto di produzione in botti di Birra Forst.
Birra Forst è stata la prima azienda italiana a introdurre venti anni fa la tradizione nordica della Birra di Natale o Christmas Brew, proponendola come ideale accompagnamento alle gustose pietanze tipiche e saporite di questo momento dell’anno. Per la sua degustazione è disponibile un boccale natalizio dai caldi colori festivi quali il rosso, il verde e l’oro.
Oltre alla rinomata bottiglia da 2 litri in vetro, Birra di Natale Forst è disponibile anche in fusti da 15 e 30 litri, nel pratico fustino Forsty da 12,5 litri, in bottiglie da 33 cl e nella Valigia di Natale (novità 2023) idea regalo che comprende 3 bottiglie da 33 cl, due boccali da 20 cl e una serie di accessori in tema.
Christmas Beer o Birra di Natale, la rossa di Menabrea
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Menabrea Birra di Natale in tavola
Menabrea Birra di Natale limited edition in bottoglòia 2 litri con tappo meccanico
Menabrea Christmas Beer in fustino 5 litri
Menabrea Christmas Beer nel box regalo con 6 bottiglie 33 cl e 2 bicchieri
Menabrea Christmas Beer nella scatola da 10 bottiglie 33 cl
Birrificio attivo più antico d’Italia, Menabrea (gruppo Forst) torna con la sua speciale Christmas Beer o Birra di Natale per celebrare le feste con il gusto speciale di una birra che viene prodotta esclusivamente per le feste.
La ricetta di Natale dell’antico birrificio di Biella è una speciale rossa di antica tradizione, dal tenore alcolico non troppo elevato, (5,2% alc) caratterizzata da una spiccata aromatizzazione, ottenuta con l’impiego di malti speciali.
Oltre alla tradizionale bottiglia da 2 litri con tappo meccanico e le bottiglie da 33 cl, quest’anno Menabrea presenta, oltre al Fusto da 15 litri, il Mini Fustoda 5 litri da portare direttamente in tavola. Oltre alla classica scatola in cartone con 10 bottiglie da 33 cl, sono disponibili confezioni regalo come Christmas Box con 6 bottiglie da 33 cl e 2 bicchieri personalizzati.
Theresianer Winter Beer, omaggio alle Dolomiti
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Theresianer Winter Beer 2023 75 cl
Theresianer Winter Beer bottiglia 33 cl
Theresianer Winter Beer 2023 brindisi
Theresianer Calendario Avvento 2023
Le "sorprese" del Calendario Avvento 2023 Theresianer
Theresianer Gin al luppolo box con due calici
Theresianer Bierbrand 50 cl
Theresianer Bierbrand box
Theresianerrende omaggio al fascino delle Dolomiti e alla magia della loro luce cangiante con gli ormai iconici Winter Beer e Calendario dell’Avvento 2023.
Doppio malto non filtrata ad alta fermentazione (9% alc), Winter Beer Theresianer è leggermente speziata, con deliziosi profumi di frutta secca e delicate note di tostato. Da assaporare in abbinamento a formaggi stagionati o con cioccolato fondente, si rivela anche come birra da meditazione. Per l’inverno 2023 Winter Beer è disponibile anche in una elegante confezione regalo in scatola bianca che racconta i colori delle Dolomiti d’inverno, e con il profilo di un maestoso cervo.
La stessa visione ha il Calendario dell’Avvento 2023 che svela nelle sue caselle tante sorprese per 24 giorni di degustazioni nella miglior tradizione birraria mitteleuropea. Un percorso nel gusto fino al gran finale della Vigilia di Natale: l’esclusiva Winter Beer in edizione limitata ed esclusiva formato 33 cl. L’offerta natalizia si amplia ulteriormente quest’anno con nuovi Gift Pack: il prezioso distillato di birra Bierbrand è accompagnato da due bicchieri da degustazione dal design elegante ed iconico, mentre Theresianer Gin, il distillato che vanta il luppolo tra i suoi botanical, è proposto insieme ad una coppia di calici balloon personalizzati, ideali per preparare i migliori cocktail.
Compagnia dei Caraibi distribuisce Right Beer Testadariete Père au Chocolat
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Right Beer Testadariete Père au Chocolat 33 cl
Locandina Right Beer Testadariete Père au Chocolat
logo Testadariete
Il nome Père au Chocolat (Babbo al Cioccolato) è una crasi tra Père Noël e Pain au Chocolat, un nome che richiama il Natale e rievoca il sapore dei dolci da forno con aggiunta di pere e cioccolato.
Birra scura (tonaca di frate) di ispirazione belga (9,5 % alc), è arricchita da una purea di Pere Williams, da un blend di Cacao purissimo Bio e da un grist di malti selezionati per valorizzare le sensazioni di cioccolato. Di gusto dolce, ben bilanciato, presenta aromi di pera (ovviamente), frutta sotto spirito, frutta secca, note tostate e cioccolato.
Testadariete è una Beer Firm cooperativa; ogni ricetta è brassata a quattro mani, è pensata per dare spazio alla creatività dei migliori mastri birrai italiani ed è esclusiva del catalogo Right Beer.
Azienda specializzata nella distribuzione di birra artigianale italiana, Right Beer è entrata a far parte di Compagnia dei Caraibi ad aprile 2022. Con oltre 500 referenze firmate da 17 produttori artigianali di eccellenza, dal nord al sud della Penisola, Right Beer è diventata un riferimento nella divulgazione della cultura birraria e della qualità della birra artigianale italiana.
Nöel Orange & Cacao, un dolce liquido firmato Baladin
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La ricca gamma di prodotti Baladin per il Natale
Baladin Nöel Gentile 2022
Noto per la sua inarrestabile creatività, Teo Musso titolare del Birrificio Artigianale da Filiera Agricola Italiana Baladin di Piozzo (Cuneo) ha firmato per questo Natale Nöel Orange & Cacao, birra scura tonalità colore tonaca di frate (Ebc 50), con una schiuma compatta e cremosa.
I profumi delle fave di caco e delle scorze di arancia dolce si armonizzano con i sentori del tris di malto torrefatto (orzo, grano e avena) e frutta secca, mentre il gusto amaricante del luppolo (coltivato in proprio) lascia in bocca un equilibrato retrogusto tra dolce e amaro (8,5% alc, Ibu 20-24). Disponibile in bottiglia da 75 e 150 cl, oltre che in fusto da 24 litri.
Sempre perseguendo l'obiettivo di utilizzare il più possibile ingredienti di territorio (coltivati in proprio o altrui), Baladin l'anno scorso ha presentato una birra unica come Nöel Gentile edizione 2022 ricavata dalla lavorazione della nocciola tonda gentile coltivata in Piemonte.
L'Orso Verde rilancia Chocotale con purea di pere e grue di cacao
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L'Orso Verde Chocotale in bottiglia 50 cl
Confezione Natale La 15 Chocotale La Gryla di L?Orso Verde
Chocotale L'Orso Verde in bottiglia 50 cl
Con una colorata etichetta animata da elfi (firmata dall'agenzia The Goodman) e ispirata al libro (e film) La Fabbrica di Cioccolato e al suo protagonista Willy Wonka, Il Birrificio L'Orso Verde di Busto Arsizio (Varese) ha rilanciato Chocotale anche per il Natale 2023, puntando sugli ingredienti che hanno caratterizzato il successo di questa doppelbock a bassa fermentazione color mogano con riflessi rubino: purea di pere e e grue di cacao (7,9% alc, Ibu 23, bottiglia 50 cl). Ben distinti si fanno notare gli aromi di caramello, pera, cioccolato, nocciola, frutta candita, tutti presenti in vari dolci tipici di Natale, con i quali si abbina perfettamente.
Nello scaffale QBA-Quality Beer Academy si aggiunge Delirium Christmas
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Delirium Christmas by QBA
Delirium Nöel/Christmas by QBA
Logo di Delirium Christmas by QBA
Pandoro con crema alla Delirium Christmas
Non poteva mancare a questa breve rassegna la presenza di una specialità belga nota per il disegno in etichetta dell'Elefante Rosa e per il forte carattere, di gusto oltre che alcolico (10% alc). Prodotta a Melle nelle Fiandre (Belgio) da Brouwerij Huyghe e distribuita da QBA-Quality Beer Academy di Genova, Delirium Christmas/Nöel è infatti una birra ambrata (26 Ibu), della tipologia Belgian Winter Ale, dal bouquet aromatico complesso che presenta note dolci, caramellate, fruttate e speziate, con un finale secco lievemente amaro., proposta nella bottiglia "verniciata" in grigio da 33 o 75 cl. Un'idea per Natale? Aromatizzate la crema che accompagna di solito il panettone o il pandoro con una dose di Delirium Christmas.
«Gli elementi da tenere in considerazione - afferma Lorenzo Bossi, Brand Manager di Quality Beer Academy - nella produzione di questa birra celebrativa sono i malti caramellati che servono per ottenere il giusto colore rosso e le note aromatiche. Oltre al bouquet aromatico realizzato con cannella, chiodi di garofano, anice stellato, cardamomo, coriandolo e bucce di agrumi».
Corsa di Babbo Natale con Birra Dolomiti delle Feste
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Birra Dolomiti delle Feste in bottiglia magnum da 1,5 litri
Partenza della tradizionale Corsa di Babbo Natale dalla Birreria Pedavena
Locandina della Corsa di Babbo Natale alla Birreria Pedavena
Locandina dei Mercatini di Natale nel Parco della Birreria Pedavena
Pianta dei Mercatini di Natale nel Parco della Birreria Pedavena
Come consuetudine quest'anno il lancio di Birra Dolomiti delle Feste (marca top della storica Birreria Pedavena 1897 di Feltre - Belluno) è coincisa con la tradizionale Corsa di Babbo Natale (3 dicembre) tra i Mercatini Natalizidel Parco della Birreria Pedavena, evento organizzato insieme con l’Associazione Giro delle Mura “Città di Feltre”, la Pro Loco di Pedavena sotto l’egida del CSI, con il patrocinio dei Comuni di Pedavena e Feltre.
La manifestazione si divide in corsa competitiva (12 km) e passeggiata/camminata ludico motoria (6 km) nei tradizionali costumi rossi da Babbo Natale su due percorsi, parzialmente chiusi al traffico, con partenza dalla fabbrica della Birreria Pedavena e arrivo nel villaggio dei mercatini natalizi nel parco della Birreria.
Birra ambrata dai riflessi ramati Birra Dolomiti delle Feste è una lager speziata con scorze di arancia amara con tenore alcolico medio (7%), Birra Dolomiti delle Feste è caratterizzata, oltre che da sentori agrumati, da quelli speziati grazie all'utilizzo in dry hopping (luppolatura a freddo) di luppoli americani. Disponibile solo in eleganti bottiglie magnum da 1,5 litri.
Vergogna! La Verguenza XMas del Birrificio Menaresta
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La Verguenza XMas Double Ipa del Birrificio Menaresta
Medaglione per spina La Verguenza XMas Double Ipa
La Verguenza XMas è la birra di Natale del Birrificio Menaresta. In lingua spagnola “verguenza” equivale a “vergogna” e infatti il claim scelto dai mastri birrai di Carate Brianza è “Vergogna! Non cambi mai!” a indicare che la sua ricetta base è sempre la stessa, la Double Ipa La Verguenza (8,5% alc), ma i cui luppoli cambiano di volta in volta (quest’anno è El Dorado dagli aromi di frutta tropicale), a secondo della ricorrenza o della stagione. Decisamente controcorrente rispetto alle tradizionali birre di Natale, dolci, corpose e speziate. Disponibile in lattina 33 cl, bottiglia 75 cl, magnum 150 cl e in confezione regalo “Lattinone”.
Della presentazione della gamma di prodotti DouMIX? abbiamo parlato in un precedente articolo nel nostro sito. Qui presentiamo la linea dei prodotti Syrupdi DOuMIX?, sponsor della prossima tappa di Sorrento di Baritalia by Bargiornale.
In tutte le tappe di Baritalia sarà presente anche la gamma di prodotti Squeeze by DOuMIX?, premix creati per cocktail, mocktail e drink aromatizzati, con frutta pronta da squeezare. Nel paniere di Sorrento sono presenti tre referenze della gamma Squeeze: Lemon LimeSweet&Sour, Yuzu e Mixed Berries.
Alla creazione di drink, ricette a base latte e caffèDOuMIX? dedica Syrup, la linea di sciroppi ad alta concentrazione che, con poche gocce, arricchisce di gusto ogni preparazioni con ben 12 referenze: Amaretto Flavour, Blue Unicorn, Caramel Flavour, Cinnamon, Elderflower Flavour, Green Mint, Grenadine Flavour, Hazelnut Flavour, Mint, Rose, Pink Unicor, Vanilla Flavou.
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Syrup Amaretto Flavour
Syrup Blue Unicorn
Syrup Caramel Flavour
Syrup Cinnamon
Syrup Elderflower Flavour
Syrup Green Mint
Syrup Grenadine Flavour
Syrup Hazelnet Flavour
Syrup Mint
Syrup Pink Unicorn
Syrup Rose
Syrup Vanilla Flavour
Riportiamo anche la ricetta del signature drink proposta alla tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che vede l'esclusiva collaborazione di DOuMIX? e Organics by Red Bull.
Purple Up Ingredienti
30 ml DOuMIX? Syrup Grenadine Flavour
20 ml succo fresco di limone
top Organics Purple Berry by Red Bull Preparazione
Direttamente nel tumbler con ghiaccio, mescolare. Guarnire con foglie di menta, frutti rossi e gelatina di purple berry.
Il 18 aprile all'Hotel Marriott torna l'evento dedicato al nobile distillato. Protagonisti della nuova edizione gli imbottigliatori indipendenti e le rarità: etichette fuori produzione o di distillerie chiuse da decenni
Dopo un’assenza di 6 anni, torna il Milano Whisky Day, l’evento dedicato alla diffusione della cultura del nobile distillato. L’appuntamento per operatori del fuori casa, appassionati e collezionisti è per sabato 18 aprile presso l’Hotel Marriott di Milano, storica sede della manifestazione, in uno spazio di 1000 mq, di recente rinnovato.
Nato come momento di incontro, scoperta e approfondimento sul mondo del single malt Scotch whisky, il Milano Whisky Day si distingue per il suo format ben preciso: ogni edizione ruota attorno a un tema ed è interamente incentrata sulla degustazione delle specialità esposte. La nuova edizione è dedicata agli imbottigliatori e ai selezionatori indipendenti, cuore pulsante dello Scotch Whisky, e alle rarità: etichette fuori produzione o di distillerie chiuse da decenni, bottiglie difficili o impossibili da trovare. Una vera celebrazione di selezioni fuori dagli schemi, che raccontano storie spesso dimenticate, e della memoria e del tempo.
Oltre 1000 specialità in degustazione
Oltre 1000 le etichette proposte in degustazione, tra chicche di storici imbottigliatori indipendenti come Gordon & MacPhail, William Cadenhead, Douglas Laing, anche italiani, come Wilson & Morgan di Treviso, Angel’s Share e pure rarità di distillerie chiuse da decenni come Port Ellen, Brora e Rosebank.
«Siamo molto felici di questo ritorno – racconta Andrea Giannone, con Giuseppe Gervasio Dolci, ideatore e organizzatore della manifestazione e del Milano Whisky Festival -. L'idea è di permettere di provare bottiglie che molti appassionati conoscono solo di nome. Parliamo di whisky spesso fuori mercato, con prezzi fuori portata, autentiche rarità. Qui diventano accessibili, grazie alla formula dell’assaggio, offrendo così agli amanti del distillato la possibilità di provare un patrimonio liquido che non tornerà più».
Girare tra i vari stand, lasciandosi trasportare dall’intuito e dai sensi, o ricercare una particolare etichetta e degustare è lo spirito della manifestazione. Inoltre, c’è la possibilità di acquistare le bottiglie da collezione dagli espositori e di prolungare l’esperienza dell’assaggio a casa con le bottigliette da 2 cl, acquistabili in loco.
Come partecipare al Milano Whisky Day
Il Milano Whisky Day si terrà il 18 aprile, dalle ore 12 alle 21, presso l’Hotel Marriott, in via Washington, 66, a Milano. Il costo del biglietto è di 10 euro, acquistabile anche sul sito della manifestazione, e include, oltre all’accesso all’evento, il calice da degustazione e la sacchetta portabicchiere.
Nuccio Caffo premia Amirka Del Monte Rodriguez con la targa della seconda edizione di Capo Cocktail Competition
Nove concorrenti provenienti dalle tappe di Caserta, Milano e Roma hanno dato vita alla finale della seconda edizione di Capo Cocktail Competition organizzata da Gruppo Caffo 1915 nella sede della distilleria di Limbadi (Vibo Valentia). Protagonista delle varie ricette Vecchio Amaro del Capo nelle sue tre varianti e il debuttante Verrmouth di Torino Igp Cinzano.
Nove semifinalisti provenienti da tra tappe (Caserta, Roma, Milano) hanno dato vita alla finalissima della seconda edizione di Capo Cocktail Competition by Akademia Caffo che ha visto prevalere il bartender italo-cubano Amirka Del Monte Rodriguez con il cocktail Diciassette.
Oltre alla Targa, Amirka ha ricevuto un maxi biglietto per un volo-premio per la fiera internazionale BCB - Bar Convent Berlino del 12-14 ottobre 2026.
il vincitore Amirka Del Monte Rodriguez riceve il biglietto aereo per Berlino da Nuccio Caffo e Fabrizio Tacchi
I nove semifinalisti hanno avuto come palcoscenico la sede della Distilleria F.lli Caffo negli spazi Akademia Caffo di Limbadi (Vibo Valentia) che ha organizzato il concorso voluto dal dinamico titolare Sebastiano Nuccio Caffo e dal padre Giuseppe Pippo Caffo.
«Accogliere la finale nella nostra distilleria ha un significato profondo - ha proclamato Nuccio Caffo, amministratore delegato di Gruppo Caffo 1915 - perchè è in questi luoghi, nel cuore della Calabria, che è nato ed è cresciuto Vecchio Amaro del Capo, il nostro principale prodotto di successo. Aver portato qui alcuni dei migliori talenti della miscelazione italiana significa essere riusciti a coniugare tradizione e innovazione, senza perdere la nostra identità».
I nove concorrenti hanno avuto a disposizione, per presentare le rispettive ricette, l'ampia gamma di prodotti alcolici di Gruppo Caffo 1915, a cominciare da Vecchio Amaro del Capo nelle tre varianti Classico, Red Hot Edition e Riserva del Centenario, per proseguire con una serie di prodotti ricavati soprattutto da agrumi locali: Bergamino, Limoncino dell'Isola, LiquorIce alla liquirizia, Clementino, BergaMia, Limunì e Indianello ai Fichi d'India.
Una serie di acquisizioni aziendali hanno arricchito il portafoglio prodotti con marchi famosi come Borsci S. Marzano 1840, Petrus Boonekamp 1777, Santa Maria al Monte 1858 e Bisleri 1881, Grappe Mangilli 1886. Ultimi in ordine di tempo i prodotti Cinzano 1757 come Vermouth di Torino Igp, Prosecco Doc, Asti Docg, Principe di Piemonte Alta Langa Docg e Cinzano Bitter Soda, la cui storica azienda torinese è stata di recente rilevata da Campari Group, che saranno prodotti nel nuovo stabilimento in allestimento di Diano d'Alba (Cuneo).
Diretta dallo Spirits & Amaro Ambassador di Gruppo Caffo 1915 Fabrizio Tacchi con il concorso del Brand Consulting Luca Rossi, la finalissima si è svolta in due momenti.
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Logo di Capo Cocktail Competition 2025-26
L'organizzatore Fabrizio Tacchi inaugura la finale di Capo Cocktail Competition
Il banco Akademia Caffo che ha ospitato Capo Cocktail Competition
Il brand consultant Luca Rossi al momento aperitivo con Cinzano Prosecco presso il Ristorante Da Nico e Lilly di Tropea
Il primo con la presentazione da parte dei nove semifinalisti delle ricette originali selezionate nelle tre tappe. Il secondo con la preparazione improvvisata con i prodotti presenti in un'apposita Mistery Box, eseguita dai tre finalisti Amirka Del Monte Rodriguez (cocktail Terrarossa), Giuseppe Sanseverini (cocktail Ti prendo e Ti porto in Calabria) e Roberto Melese (cocktail Palomba).
I 3 finalisti Amirka Del Monte, Giuseppe Sanseverini e Roberto Melese dietro le Mistery Box insieme con Fabrizio Tacchi
Brevi note sui semifinalisti in ordine di presentazione sul palco
1 Chistian Parisi (Bartender Experience Academy di Ariano Irpino)
Semifinalista della tappa di Caserta. Per il suo cocktail “Un Dolce Anniversario” ha utilizzato build 45 ml Vecchio Amaro del Capo Riserva del Centenario, 15 ml sciroppo al miele di castagno homemade, top Tonica Aegean Three Cents e ha guarnito il tumbler alto con una cialda al miele di casatagno.
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1 Christian Parisi, Bartender Experience Academy di Ariano Irpino/Av
1 Cocktail Un Dolce Anniversario di Christian Parisi
2 Roberto Melese (Cocktail Bar Interno 77 di Vairano Patenora Scalo/Caserta)
Semifinalista della tappa di Caserta. Dedicato ai briganti/resistenti irpino-borbonici che si opponevano all’annessione del Regno d’Italia (1861-1865), per il suo cocktail “Manigoldo” ha utilizzato 30 ml Amaro del Capo, 15 ml Emporia Mediterranean Gin aromatizzandolo con una orzata alle nocciole e aceto di mele annurca, 25 ml succo di lime e servendolo in tipiche coppe di ceramica nera, guarnite con foglie di menta, fettine di mela e lime disidratati.
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2 Roberto Melese, Cocktail Bar Interno 77 di Vairano Scalo/Ce
2 Cocktail Manigoldo di Roberto Melese
3 Giuseppe Sanseverini (Drink Hub Cocktail Bar di Corigliano Calabro/Cosenza)
Semifinalista della tappa di Roma. Per il suo cocktail “Calabria Dream” ha utilizzato 50 ml Vecchio Amaro del Capo Riserva del Centenario, 60 ml cordiale homemade al mandarino, cannella, vaniglia e liquerizia, top soda homemade con cedro e arancia candita, “vivacizzato” con un colpo di seltz e guarnito con polvere di liquerizia.
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3 Giuseppe Sanseverini, Drink Hub Cocktail Bar di Corigliano Calabro/Cs
3 Cocktail Calabria Dream di Giuseppe Sanseverini
4 Simona Trivellini (Tasté Caffetteria Cocktail Bar di Biella)
Semifinalista della tappa di Milano. Unica barlady e unica ad aver presentato un cocktail caldo utilizzando un bollitore “recalcitrante”. Nella ricetta “Punto e a Capo” ha utilizzato 45 ml Amaro del Capo Red Hot Edition, 15 ml Ratafià di Andorno (Biella) by Rapa Giovanni (liquore al vino rosso infuso alle amarene), 15 ml Vermouth di Torino Rosso Bottega Cinzano 1757, top di infuso caldo homemade alla camomilla, miele e salvia. Servito in una coppa di ceramica nera e abbinato a un Torcetto, biscotto al burro tipico di Biella e a uno stick ai cristalli di zucchero e miele.
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4 Simona Trivellini, Tasté Caffetteria Cocktail Bar di Biella
4 Cocktail Punto e a Capo di Simona Trivellini
5 Gabriele Calise (Ristorante Il Marchese Osteria-Mercato-Liquori di Milano)
Semifinalista della tappa di Milano. Lavora nel locale milanese che fa parte della catena Il Marchese (4). Di solide radici ischitane (Lacco Ameno), per il suo drink “Red Hot Chili Roots” ha puntato su 40 ml Vecchio Amaro del Capo Red Hot Edition, 40 ml shrub homemade di Pomodorini del Piennolo del Vesuvio Dop, rucola e aceto di mele, 20 ml Emporia Mediteranean Gin (con acqua del mar Tirreno), aggiungendo una parte agrumata di 20 ml succo di limone calabro spremuto al momento. Tecnica trowing, servito in coppetta nick & nora, guarnito con foglie di rucola caramellata.
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5 Gabriele Calise, Rist. Il Marchese Osteria-Mercato-Liquori di Milano
5 Cocktail Red Hot Chili Roots di Gabriele Calise
6 Amirka Del Monte Rodriguez (LuVinaria Wine Bar di Torre Santa Susanna/Brindisi)
Semifinalista della tappa di Roma. Nato a Cuba (da cui la capigliatura rasta e una innegabile simpatia), per il suo drink “Terrarossa” ha utilizzato 35 ml della versione classica di Vecchio Amaro del Capo, miscelandolo con 55 ml di cotognata homemade, 15 ml Bacardi Ron Carta Blanca, 15 ml succo fresco di lime, proponendolo in una coppa di terracotta, guarnita con una chips di mela cotogna caramellizzata e scorza di mandarino.
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6 Amirka Del Monte Rodriguez, LuVinaria Wine Bar di Torre Santa Susanna/Brindisi
6 Cocktail Terrarossa di Amirka Del Monte Rodriguez
7 Maksym Dashkevych (Bloom Cocktail Bar di Caserta)
Semifinalista della tappa di Caserta. Di origine ucraina, ha utilizzato per il suo drink “Homeland” 45 ml della versione classica di Vecchio Amaro del Capo, aggiungendo 10 ml miele affumicato, 20 ml estratto di lampone con Emporia Mediterranean Gin e 22 ml succo di limone. Servito in un tumbler basso con cubetti di ghiaccio, accompagnato con un lampone congelato.
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7 Makjsym Dashkevych, Bloom Cocktail Bar di Caserta
7 Cocktail Homeland di Maksym Dashkevych
8 Alessio Spanò (Stravinskij Bar dell’Hotel de Russie di Roma)
Semifinalista della tappa di Roma. La ricetta “Alma Calabra” è stata realizzata con 50 ml Vecchio Amaro del Capo Riserva del Centenario, 20 ml Vecchio Amaro del Capo Red Hot Edition, 20 ml Petrus Boonekamp Blood Bitter, shakerato in double strain con aggiunta di 50 ml soda homemade al bergamotto e arancia con un tocco di Angostura Aromatic Bitters, servito in tumbler alto con cubetti di ghiaccio, guarnito con zest di Arancia di Calabria e fili di Peperoncino di Calabria.
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8 Alessio Spanò, Strtavinskij Bar di Hotel de Russie Roma
8 Cocktail Alma Calabra di Alessio Spanò
9 Ambrogio Fazio (Hotel San Michele di Celle Ligure/Savona)
Semifinalista della tappa di Milano. Indubbiamente influenzata dall’amore per la Riviera Ligure, la ricetta “Punto... a Capo” ha sposato nel mixing glass 40 ml Vecchio Amaro del Capo e 20 ml liquore tipico Limoncino di Portofino di Santa Maria al Monte (by Caffo), aggiungendo 30 ml spremuta fresca di Arancia bionda Pernabucco, con un barspoon di Marmellata di Chinotto di Savona Besio 1860, servito in coppa (senza guarnizione) e abbinato a un cubo di Pandolce Genovese e a un Amaretto Soffice al Chinotto di Savona dell’azienda Virginia 1860.
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9 Ambrogio Fazio, Hotel San Michele di Celle Ligure:/Sv
9 Cocktail Punto... a Capo di Ambrogio Fazio
La giuria del concorso era composta da professionisti di settore come Francesco Cione (Director of Operations Italia e Corporate Bars & Beverage Director del Gruppo Giraudi/Beefbar); Sandro Laugelli (barmanager e owner di Feel Spirits and More e referente didattico drinklab.it); Enzo Monda (cofondatore Laboratorio Folkloristico di Pomigliano d'Arco/Na e barmanager Kadavè di Sant'Anastasia/Na); Giuseppe Iovane (bartender e imprenditore, fondatore della società Mezzopieno di Marcianise/Ce); Domenico Lamanna (bartender vincitore della prima edizione di Capo Cocktail Competition).
Tavolo della Giuria del concorso CCC
A riscuotere le migliori valutazioni della giuria è stato il cocktail
Diciassette di Amirka Del Monte Rodriguez Ingredienti
35 ml Vecchio Amaro del Capo
17 ml shrub di succo di arancia e aceto di mele
5 gocce di Bitters Amaro Del Capo
top Tonic Water Indian Bisleri Preparazione
Build nel tumbler alto bordato con sale.
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Cocktail Diciassette del vincitore Amirka Del Monte Rodriguez
Amirka Del Monte Rodriguez presenta il cocktail Diciassette
La gara è stata preceduta da una visita guidata da Nuccio Caffo ai moderni impianti di produzione della Distilleria F.lli Caffo di Limbadi (Vibo Valentia), seguita da un ricco rinfresco firmato da Domenico Deodato del catering Gruppo Deodato.
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Foto di gruppo dei partecipanti alla finale di Capo Cocktail Competition nel cortile della Distilleria Caffo
Il Patriarca Giuseppe Pippo Caffo con l'AD Sebastiano Nuccio Caffo
Nuccio Caffo nel Laboratorio Controllo Qualità Caffo
I tecnici di laboratorio Domenico e Francesco insieme con il moderno gascromatografo
Botti in legno di rovere da 10mila e 40mila litri per l'affinamento di Antico Amaro del Capo
Distillatore Barison con deflemmatore Egrot
Linea di imbottigliamento Caffo con Antico Amaro del Capo
Linea di etichettatura Caffo per Antico Amaro del Capo
Linea di inscatolamento Caffo per Antico Amaro del Capo
Totem con la storia della Distilleria Caffo
Nuccio Caffo nel Museo Storico Caffo
Riproduzione animata della lavorazione in distilleria
Semper Ad Maiora, libro per i 100 Anni di Caffo 1915 edito da Rubettino
Momento digestivo con bottiglia in ghiaccio di Antico Amaro del Capo servito dal catering Deodato
I concorrenti sono stati ospitati nel lussuoso Ananea Tropea Yachting Resort, boutique hotel 4 stelle con piscina, arredo minimalista, diretto dal general manager Matteo Munitello, comoda struttura che si trova a pochi passi dal Porto Turistico di Tropea.
L'hotel vanta La Cantina con Cucina Molo 17, slow glamour bistrot, diretto dal barmanager Francesco Labadessa e dal noto top chef Giulio Maccarone, specializzato in cucina mediterranea contemporanea.
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Ingresso di Ananea Tropea Yachting Resort
Matteo Munitello, general manager di Ananea Tropea Yachting Resort
Copertina della Drink List di Molo 17
Francesco Labadessa, barmanager di Molo 17 di Ananea Tropea Yachting Resort
Banco bar e sala ristorante di Molo 17
Vista del Porto Turistico da Ananea Tropea Yachting Resort
Il Porto Turistico di Tropea visto dalla rocca, sulla destra Ananea Tropea Yachting Resort
I concorrenti hanno potuto visitare la famosa città calabrese affacciata sul Mar Tirreno e che sorge su un grande promontorio di roccia di arenaria alto 70 metri collegata da una spiaggia alla vicina isola rocciosa dove sorge il Santuario di Santa Maria dell'Isola. Inoltre la città è nota per essere la patria della "Cipolla Rossa di Tropea Igt".
Girando per le stradine, abbiamo trovato una boutique che vendeva il Nasocchio, Maschera Apotropaica Portafortuna di Tropea contro il malocchio.
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La rocca di arenaria di Tropea
Pianta della città di Tropea
Panorama di Tropea con spiaggia e il Santuario di Santa Maria dell'Isola
Trofeo del Festival della Cipolla Rossa di Tropea Igt
La piazzetta con il Frida's Tacos & Tequila
Il Nasocchio Maschera Apotropaica Portafortuna di Tropea contro il malocchio
La cena di gala è stata organizzata nell'avvenieristico e panoramico Hangar Lounge Restaurant di Francavilla Angitola, antico borgo bizantino sulle alture di Lamezia Terme, elegante e moderno Lounge Bar & Restaurant inaugurato da Antonio Iellamo che vede come head chef Luigi Lepore (cucina a vista), direttore Matteo Cerasia e barmanager Francesco Carè.
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Esterno notturno di Hangar Restaurant
Cucina a vista di Hangar Restaurant dal soppalco
Banco bar di Hangar Restaurant con il barmanager Francesco Carè e il direttore Matteo Cerasia
Il giurato Francesco Cione al banco bar di Hangar Restaurant
Corner delle riviste Bargiornale sul banco bar di Hangar Restaurant
Corner Antico Amaro del Capo con il distributore da banco
Momento aperitivo al banco bar di Hangar Restaurant
La gioia dei partecipanti alla Cena di Gala ad Hangar Restaurant
I consumi fuori casa superano quota 100 miliardi nel 2025, ma lo scenario tracciato in occasione di Away 2026, l’incontro promosso da Centromarca (associazione italiana dell'industria di marca, che associa 192 imprese) a Milano il 30 e 31 marzo, presenta un quadro in chiaroscuro, che si fa più fosco per quanto riguarda i bar. Se il mercato del fuori casa si conferma strategico per l'industria, con un giro d'affari di 102 miliardi, infatti, non tutti gli indicatori sono positivi. La crescita a valore è dell'1,5%, ma preoccupa il calo delle visite del -1,1%, che sale a -1,6% se si considerano solo i consumatori italiani.
TradeLab: indicatori negativi per il mondo bar
L’analisi presentata da Bruna Boroni, direttore Industry Afh TradeLab, evidenzia performance particolarmente polarizzate. Mentre le catene (+1,1%) e la ristorazione (+0,6%) mostrano una crescita delle visite lievemente positiva, segnali negativi arrivano dai bar diurni (-2,7%) e serali (-2,9%), con crolli più marcati per take away (-4,2%) e food delivery (-4,4%). La GenX (-5,6%), registra la maggior contrazione dei consumi, Millennials (-1,3%) e GenZ (-0,3%) contengono la riduzione delle visite; al contrario, i Baby Boomer si confermano il motore di crescita (+3%).
Aperitivo il più in sofferenza fra le occasioni di consumo
Andando a guardare le occasioni di consumo la colazione è fra le più promettenti: con 2,2 miliardi di visite e un valore di 6,3 miliardi di euro, il breakfast si conferma il momento più frequentato, registrando 4,2 miliardi di consumazioni complessive (-1,2% rispetto il 2023) e uno scontrino medio di 2,9 euro. La colazione è vissuta come un’occasione sociale "accessibile", amata soprattutto dai giovanissimi (+15% di visite). Oltre la metà dei gestori intervistati da Trade Lab (56%) prevede un incremento dello scontrino medio; il 45% considera anche un aumento delle presenze.
Non va benissimo per i bar il momento della pausa pranzo, che conta complessivamente 1,5 miliardi di visite, 5,5 miliardi di consumazioni e uno scontrino medio di 18,1 euro, con un giro d’affari di 27,4 miliardi di euro. Bar e ristoranti di fascia media rilevano un trend negativo (rispettivamente -5,2% e -2,3%), al contrario delle catene (+6,3%) e i pasti acquistati nella grande distribuzione (+3% dal 2023). Secondo le osservazioni di TradeLab, nei prossimi anni, per il 39% dei gestori di bar e il 34% di ristoratori le visite cresceranno; per oltre il 50% degli intervistati lo scontrino medio aumenterà. Particolarmente in affanno l'aperitivo, che vede un calo sensibile delle visite, -5,8% rispetto al 2023, attestandosi a 506 milioni, con 1,25 miliardi di consumazioni, per un totale di 3,9 miliardi di spesa (-6,2% a valore). Lo scontrino medio è di 7,8 euro, che sale a 8,8 euro nel Nord Ovest e scende a 6,9 euro nel Sud e nelle isole. Per quanto riguarda i trend di consumo di bevande nell’occasione, si registra la maggiore difficoltà di tutto il mondo alcolico - birra (-6,5%), cocktail e spiriti (-1,0%), vino e bollicine (-4%), mentre contengono la riduzione le bevande analcoliche esclusa acqua (-2,8%). Segnali positivi invece dalla cena, che con 1,6 miliardi di visite e 5,6 miliardi di consumazioni porta la spesa complessiva a 37,2 miliardi (+2% rispetto al 2023), con uno scontrino medio di 23,5 euro. Per questa occasione di consumo si registra una forte contrazione nell’acquisto di dolci (-11,3%) e alcolici (-4,4%) a favore di primi piatti, piatti unici e beverage analcolico.
Cambiano le priorità di spesa delle famiglie italiane
Francesco Mutti, presidente Centromarca
Preoccupa la situazione internazionale, con uno scenario che rende difficile pianificare le attività. «Criticità che si riflettono sui consumi - commenta Francesco Mutti, presidente Centromarca - e in particolare sul turismo e il canale horeca, che più di altri, reagiscono in modo immediato all’evoluzione del contesto economico: dalle scelte di consumo, fino alla ridefinizione delle priorità di spesa delle famiglie italiane». Lo confermano i dati di Emanuele di Faustino, head of industry & retail di Nomisma, che evidenziano come il consumatore sia sempre più selettivo nelle scelte di consumo. La parola chiave per Nomisma è "ripensamento": si cercano porzioni più curate, proposte gourmet ed esperienze a forte valore aggiunto. Il benessere fisico e mentale diventa prioritario nei consumi food & beverage per 4 italiani su 10 che orientano le scelte verso prodotti free-from o rich-in, con benefici specifici. Decisivo il ruolo del turismo nel muovere i consumi nel Belpaese, che genera scontrini nel fuori casa del 20-40% superiori ai residenti, come fa notare Antonio Barreca, direttore generale Federturismo Confindustria: nel 2024 l’Italia ha registrato un record storico di 458,4 milioni di presenze turistiche (+2,5% sul 2023), con spesa complessiva stimata a 185 miliardi nel 2025, di cui 55-65 miliardi destinati alla ristorazione.
Con la nuova nomina, la storica torrefazione veneta rafforza la governance e avvia la nuova fase di sviluppo prevista dal piano strategico 2028. Al centro il consolidamento della presenza nel fuori casa
Pellini Caffè ha un nuovo direttore generale. Per il ruolo è stato scelto Giorgio Molinari, manager con 25 anni di esperienza maturata tra realtà imprenditoriali e contesti multinazionali. La nomina di Molinari rappresenta una nuova tappa del processo di riorganizzazione interna della storica torrefazione veneta, che ha coinvolto l’assetto organizzativo, i processi di pianificazione e il modello di business. Un percorso che ha già portato risultati positivi nei diversi canali, tra i quali il superamento nel 2025dei 5,9 milioni di kg di caffè Pellinivenduti e a un ulteriore consolidamento del marchio.
Molinari, che in carriera ha ricoperto ruoli di primo piano in diverse realtà internazionali, porta in azienda competenze trasversali in sales, marketing, trade marketing e finance. Il suo arrivo segna un ulteriore rafforzamento della governance e consolidamento della struttura manageriale dell’azienda.
«Sono entusiasta di assumere il ruolo di direttore generale in un’azienda con una storia così solida e un brand così riconosciuto – ha commentato il manager in una nota che annuncia la nomina -. Il mio obiettivo sarà continuare a rafforzare la presenza di Pellini nei mercati italiani e internazionali, accompagnando l’azienda in questa nuova fase di sviluppo prevista dal piano strategico 2025-2028. Credo fortemente che il percorso intrapreso negli ultimi anni ci dia le basi per crescere in modo sostenibile e innovativo, mantenendo al centro l’eccellenza e la tradizione del marchio».
Un profondo rinnovamento
Profondo è stato il processo di evoluzione organizzativa che ha interessato Pellini nel triennio 2023-2025. È stata rafforzata l’area manageriale, sono stati introdotti nuovi modelli di pianificazione e rivisti i processi interni con l’obiettivo di rendere l’azienda più efficiente e più pronta a muoversi in un mercato dinamico. Importanti investimenti hanno riguardato il marchio, con lo sviluppo di un nuovo logo e di una nuova visual identity e con il restyling del packaging orientato alla sostenibilità, attraverso l’uso di monomateriali e formati più flessibili.
Un’evoluzione che ha interessato anche l’offerta, con l’aggiornamento della gamma per il fuori casa, con il lancio delle nuove miscele Assoluta, Virtuosa, Intrepida, Spavalda e Libera, guardando non solo al classico espresso, ma anche alle diverse tecniche di estrazione (leggi Caffè Pellini rinnova la proposta di miscele per il fuoricasa) e si è lavorato anche sull’ottimizzazione delle linee produttive.
Il Piano 2028: l’horeca al centro
Solide basi sulle quali si innesta il piano triennalePellini 2028, che punta a una crescita prevalentemente organica nei canali chiave. In cima alla lista degli obiettivi, per quanto riguarda l’Italia, vi è il rafforzamento della presenza nel canale horeca, attraverso una maggiore copertura diretta e partnership strategiche con operatori regionali. A livello internazionale, si punta a consolidare i mercati già presidiati e ad aprire nuove possibilità di business nelle aree ancora poco esplorate, supportando il percorso con una crescita degli investimenti in marketing e riconoscibilità del marchio.
Si aprono oggi le iscrizioni per la selezione italiana della competition internazionale Monin Cup, che torna nel 2026 con un nuovo tema Timeless Twist, ovvero l'arte di ispirarsi ai cocktail del passato reinterpretandoli in chiave moderna. Naturalmente utilizzando i prodotti Monin, storico marchio francese che da oltre un secolo produce sciroppi e liquori (distribuito in Italia da Velier). C'è tempo fino al 3 maggio per candidarsi alle selezioni italiane della Monin Cup (il link per iscriversi qui), aperte a giovani bartender professionisti o studenti di scuola di settore, nati dal 1999 in poi. Fondamentale conoscere l'inglese, dal momento che il vincitore italiano rappresenterà il paese alla tappa europea di Londra, passaggio obbligato verso la finale mondiale di Parigi, che si svolgerà fra l'8 e il 9 dicembre.
Tra i candidati verranno selezionati otto bartender, che accederanno alla finale italiana di Firenze, fissata per il 12 maggio nella cornice delle Serre Torrigiani.
Il format segue il regolamento internazionale della competition: ogni concorrente dovrà presentare un cocktail coerente con il tema Timeless Twist, utilizzando almeno un prodotto Monin e mantenendo la stessa ricetta fino alla semifinale di Londra. Tecnica, pulizia, storytelling e qualità del drink saranno i criteri di valutazione. L’obiettivo è reinterpretare il passato recuperando sapori dimenticati, tecniche consolidate, rituali iconici, per trasformarli in qualcosa di attuale, in altre parole lavorare sulla memoria del bere miscelato per proiettarla nel presente. Nell'ultimo appuntamento con questa competition internazionale, nel 2024, a rappresentare l'Italia era stato Alberto Gnocchi del Bar Is The Name di Busto Arsizio (Varese), che aveva vinto con un drink intitolato Mela Verde (nella foto di apertura) e pensato per il tema della precedente edizione, dedicata ai cocktail low&no alcohol.
A Bergamo prima tappa del tour 2026 del laboratorio itinerante dedicato alla mixology. Ecco i nomi dei bartender che hanno conquistato i primi 10 posti per la finalissima di Milano
Buona la prima per Baritalia 2026. Il viaggio lungo la Penisola del laboratorio di miscelazione di Bargiornale ha preso il via da Bergamo. A ospitare la prima tappa dell’undicesima edizione della manifestazione il Daste, uno spazio multifunzionale nato dalla riqualificazione di un’ex centrale termoelettrica, che ospita uno spazio eventi, un bistrò, un cinema, una Galleria e il Workplace: un centro d’avanguardia di produzione culturale e di socialità. Circa 250 i professionisti del settore, provenienti da tutta la Lombardia e da altre aree del Nord Italia, che non hanno voluto mancare all’appuntamento e prendere parte al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail che caratterizza l’evento.
Quaratasette i professionisti del bancone che, sotto le insegne delle aziende partner, si sono dati battaglia per conquistare i primi 10 posti per la finalissima di Baritalia Lab in programma il 23 novembre a Milano. Sfida quest’anno incentrata sul concetto di Ultra, da intendere come ricerca di intensità, precisione e consapevolezza, senza eccessi e inutili spettacolarizzazioni. Un invito ad andare oltre l’abitudine, a superare formule rassicuranti e automatismi creativi, mantenendo però misura, equilibrio e controllo.
Il tre stelle Michelin Chicco Cerea, tra gli ospiti illustri della manifestazione
Ecco i nomi dei bartender che hanno superato la prova: Maurizio Costa (Ancienne Pharmacie), Dario Baroni (Campari Academy), Marco Uggeri (Casoni), Rachele La Fiora (Coca-Cola Hbc Italia Barceló), Milo Villa (Coca-Cola Hbc Italia Vodka Finlandia), Davide Torrente (Gamondi), Mathias Ciani (June by G’Vine), Simone Scanu Marie (Marie Brizard), Nicolas Mauro (Orsini Soda) e Cristian Mura (The Organics by Red Bull).
La super giuria
A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Danny del Monaco (Ancienne Pharmacie), Riccardo Pennecchia (Campari Academy), Paolo Bollani (Casoni), Andrea Natalino (Coca Cola Hbc Italia), Igor Tuliach (Gamondi), Mathilde de Ramel (June by G’Vine), Terry Monroe (Marie Brizard), Antonio Bisceglia (Orsini Soda) e Matteo Cassan (The Organics by Red Bull).
Giuria, come ormai da tradizione del format, affiancata in qualità di giudici d’onore distributori locali, bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar della città e della Lombardia: Edris Al Malat, Anna Beccarelli, Alessia Bellafante, Simone Botti, Andrea Cason, Chicco Cerea, Mauro Colombo, Alberto Corvi, Adrian Cristian, Ezio Falconi, Toni Foini, Giorgio Frigeni, Luca Hu, Michele Marcelli, Martina Morico, Andrea Muratori, Umberto Oliva, Nicola Pezzoli, Nicolò Pezzotta, Rama Redzepi, Francesco Vavassori, Roberto Vergani, Alessandro Zana, Marco Zani e Carlo Zoppis.
Gli approfondimenti sulla mixology
Seguitissime anche le masterclass gratuite, ben 11, dedicate alle tecniche di miscelazione, tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.
Ad aprire gli incontri la masterclass di Riccardo Pennacchia sullo spirito messicano e creativo di tequila Espolón (a cura di Campari Academy), seguita da quella di Mathilde de Ramel sull’anima estiva di June by G’Vine, e di Andrea Natalino e Sara Manzoni sui prodotti e i progetti di Coca-Cola Hbc Italia per il mond della miscelazione. A chiudere gli incontri della mattinata Mauro Colombo e Alessandro Bono con un seminario sul “bar control”, dal magazzino alla linea e sul ruolo strategico del fornitore (a cura di GrosMarket) e Igor Tuliach sul concetto di Ultra secondo Gamondi.
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Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale, con il primo Ultra Vincitore di Baritalia
Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale, con il primo Ultra Vincitore di Baritalia
Il programma di masterclass è ripreso nel pomeriggio con gli incontro con Terry Monroe su un ingrediente cui spesso non si presta l’attenzione dovuta, il ghiaccio (a cura di Brema), con Antonio Bisceglia sull’offerta Orsini Soda per la mixology, e con Paolo Bollani sul carattere territoriale di Gin Tabar (a cura di Casoni). E poi con il seminario Creative di Danny Dal Monaco (a cura di Ancienne Pharmacie), di Matteo Cassan sul futuro delle bolle (a cura di The Organics by Red Bull) e ancora di Terry Monroe dal titolo Il colore c’è ma non si vede (a cura di Marie Brizard).
I finalisti della tappa di Bergamo e i vincitori per ogni squadra
Ancienne Pharmacie Maurizio Costa (vincitore di tappa) Sebastiano Puglisi
Diego Di Giannantonio
Campari Academy Dario Baroni(vincitore di tappa) Francesca Graglia
Luca Nuzzoli
Casoni Marco Uggeri (vincitore di tappa) Alessio Abate
Giuseppe Lese
Coca-Cola Hbc Italia Barceló Rachele La Fiora (vincitore di tappa) Valentina Teresa Ghiurca
Marcello Della Casa
Coca-Cola Hbc Italia Finlandia Vodka Milo Villa (vincitore di tappa) Michele Pedrett
Simone Lenci
Gamondi Davide Torrente (vincitore di tappa) Angelo Fanti
Antonio Faella
June by G’Vine Mathias Ciani (vincitore di tappa) Beatrice Valendino
Dany Jacovissi
Marie Brizard Simone Scanu (vincitore di tappa) Mattia Teli
Pietro Garofano
Orsini Soda Nicolas Mauro (vincitore di tappa) Alex Avoti
Gabriele Maggioni
The Organics by Redbull Cristian Mura (vincitore di tappa) Federico Acquati
Filippo Viciani
I prossimi appuntamenti di Baritalia
25 maggio LECCE 29 giugno TREVISO 28 settembre BOLOGNA 9 novembre NAPOLI 23 novembre MILANO - Finale
Disegnata dal designer statunitense David Carson, la nuova immagine visiva traduce in forma e colore i pilastri produttivi del marchio, distribuito in Italia da Velier. Interessate dal restyling le serie Double Cask e Sherry Oak
The Macallan veste di nuovo alcune delle sue collezioni più iconiche. Il progetto di restyling ha interessato le Timeless Collections, ovvero le serieDouble Cask e Sherry Oak, punte di diamante della produzione di single malt Scotch whisky del marchio, le cui creazioni sono distribuite in Italia da Velier. A disegnare il nuovo abito il genio creativo di David Carson, designer statunitense noto, tra l’altro, per aver fondato la cosiddetta "grunge typography", e che già in passato ha collaborato con la distilleria dello Speyside, che di recente ha festeggiato i suoi 200 anni di storia.
Nel progettare la nuova immagine delle Timeless Collections, Carson ha lavorato partendo dai pilastri produttivi di The Macallan, traducendoli in un sistema visivo coerente che attraversa ogni elemento del packaging, dalla bottiglia agli astucci, fino alla retroetichetta. L'obiettivo era costruire un'identità capace di raccontare il marchio, celebrandone la storia e lo spirito.
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La collezione Double Cask
Il designer statunitense David Carson, autore del restyling
200 anni di storia tradotti in forma e colori
Il punto di partenza è stato un elemento centrale nella storia di The Macallan: il legame con il territorio. Così il tetto erboso e ondulato della distilleria, perfettamente integrato nel paesaggio dello Speyside, ha ispirato la silhouettesinuosa della nuova bottiglia e del nuovo logo, creando un legame diretto tra il packaging e la distilleria. Sul collo della bottiglia compare un’etichetta triangolare che richiama il "Triangolo dello Sherry" in Andalusia, la regione dalla quale provengono le botti stagionate che hanno contenuto il vino fortificato e che definiscono il colore e il sapore naturale dei whisky The Macallan.
La palette cromatica segue la stessa logica. Protagonista è il rosso, o meglio, il The Macallan Red, nome con il quale è stato registrato il colore sviluppato ad hoc con il Pantone Colour Institute. Colore che rimanda alla pigmentazione naturale che i whisky acquisiscono durante l'invecchiamento nelle botti di Sherry. A fare da contrasto il bianco, citazione dell'Albariza, il suolo calcareo dell'area di Jerez sul quale crescono le uve destinate alla produzione dello Sherry.
Rinnovati anche gli astucci. A caratterizzarli il “wave pattern”, disegnato da Carson e che rimanda al fiume Spey, che attraversa tutta la regione dello Speyside e che ha storicamente sostenuto la produzione di whisky nella regione.
A completare il progetto, la retroetichetta. Qui nuovi simboli identificano il tipo di botte utilizzata, quercia americana ed europea, evidenziando l'influenza aromatica di ciascuna sul profilo del whisky. In aggiunta un QR code univoco per ogni bottiglia rimanda a contenuti di approfondimento sul prodotto.
Connubio tra quercia, Sherry e tempo
Come accennato, a vestirsi di nuovo sono i whisky delle serie Double Cask e Sherry Oak, collezioni complementari, ma coerenti, e alta espressione di quel connubio tra quercia e Sherry da sempre aspetto caratterizzante dello stile della distilleria. Una base alla quale si unisce l’elemento tempo, che contribuisce alla complessità e ad arricchire di sfumature i distillati. Più in particolare, la Double Cask Collection comprende tre espressioni, nate dalla combinazione di botti in quercia europea e americana, entrambe stagionate con vino Sherry nelle cantine di Jerez de la Frontera e invecchiate magazzini di maturazione nello Speyside: il Double Cask 12 anni, fresco e agrumato, con dolci note di malto; il Double Cask 15 anni, più complesso, con note di frutta secca, toffee e vaniglia e sentori di quercia, cioccolato e mela al naso; il Double Cask 18 anni, dal corpo rotondo e ricco, perfettamente bilanciato tra la dolcezza delle spezie e sfumature tostate, tra vaniglia, scorza d’arancia e sigari, con un finale estremamente persistente nel quale emerge un tocco piccante di cannella.
Due le referenze che compongono Sherry Oak Collection, invecchiate esclusivamente in botti di quercia europea ex-Sherry: Sherry Oak 12 anni, fresco e suadente, con note di fiori di melo, frutta tropicale e pasticceria; Sherry Oak 18 anni, ricco e complesso, morbido al palato, con sentori di frutta secca, zenzero e vaniglia.
Entro il 31 marzo anche bar, ristoranti e strutture ricettive di micro e piccola dimensione devono assicurarsi contro terremoti, alluvioni e rischi idrogeologici. Che cosa prevede la norma e cosa valutare per non commettere errori
C'è una data cerchiata in rosso sul calendario di ogni imprenditore del fuori casa: il 31 marzo 2026. Da quel giorno, per bar, ristoranti, hotel e tutte le realtà della ristorazione e dell'ospitalità diventa obbligatorio avere una polizza assicurativa contro le catastrofi naturali.
La legge di Bilancio 2024 ha introdotto per tutte le imprese con sede in Italia (escluse quelle agricole) l'obbligo di stipulare una polizzache copra i danni causati da terremoti, frane, alluvioni, inondazioni ed esondazioni. L'obiettivo è far sì che lo Stato non sia l'unico a farsi carico dei costi delle ricostruzioni e dei ristori dopo i disastri, ridistribuendo il rischio attraverso le assicurazioni private, e a promuovere nelle imprese la cultura della prevenzione. Per la maggior parte delle imprese l'obbligo è già scattato: ora tocca anche alle micro e piccole imprese (stato patrimoniale o fatturato inferiore a 10 milioni di euro e meno di 50 addetti) del settore horeca, ovvero attive nella somministrazione di alimenti e bevande e ricettività turistica, per la quale la data ultima è stata fissata al prossimo 31 marzo, come confermato dalla legge 27 febbraio 2026 n. 26.
Che cosa assicurare
I beni da assicurare sono quelli a qualsiasi titolo impiegati per l’esercizio dell’attività di impresa, anche non di proprietà o in locazione, a meno che non siano già coperti da polizze equivalenti: terreni, fabbricati, impianti, attrezzature. Restano fuori dall'obbligo i beni in costruzione, gli immobili abusivi, le scorte, i mobili d'ufficio e i veicoli immatricolati al Pra.
Le sanzioni
La mancata sottoscrizione della polizza non prevede sanzioni dirette, come sanzioni pecuniarie, ma le conseguenze per le imprese inadempienti sono comunque pesanti. Queste, infatti, verranno automaticamente escluseda contributi, sovvenzioni e agevolazioni pubbliche di qualsiasi natura. Addio anche all'accesso al Fondo di garanzia per le Pmi, lo strumento che permette a tante piccole imprese di ottenere finanziamenti con la garanzia dello Stato. In pratica, chi non si assicura si taglia fuori da buona parte del sostegno pubblico disponibile, e il meccanismo è già operativo: un decreto del ministero delle Imprese e del made in Italy del giugno 2025 ha collegato l'accesso a specifici incentivi proprio alla presenza della polizza.
Scegliere la polizza più adatta
Un'analisi elaborata dal network Partner d'Impresa, realtà specializzata nel supporto alle imprese, aiuta a individuare gli elementi chiave per evitare errori nella stipula e scegliere la copertura più adatta alla propria realtà.
Un primo elemento da valutare riguarda l'estensione della copertura. Limitarsi ad assicurare il danno materiale (attrezzature, impianti, strutture), potrebbe non bastare, soprattutto per un settore che opera spesso in zone ad alta esposizione al rischio: centri storici, aree costiere e montane, borghi collinari soggetti a dissesto idrogeologico. A questo si aggiunge la stagionalità: un evento calamitoso nel momento sbagliato può compromettere l'intero risultato annuale.
Ecco perché gli esperti di Partner d'Impresa sottolineano l'importanza di estendere la polizza anche alla perdita di profitto e all'interruzione dell'attività: se il locale rimane chiuso per settimane a causa di un'ordinanza comunale o dei tempi di ripristino, anche un danno tecnicamente riparabile può trasformarsi in una crisi di liquidità.
Locazione e leasing: chi assicura cosa
Un secondo aspetto riguarda chi lavora in locali in affitto o con attrezzature in leasing, vale a dire la stragrande maggioranza delle realtà del fuori casa. In questi casi l'obbligo assicurativo ricade sull'utilizzatore, non sul proprietario, a meno che i beni non siano già coperti da una polizza equivalente stipulata da quest'ultimo. Inoltre, se l’imprenditore assicura beni di terzi, l’indennizzo può essere pagato al proprietario con vincolo di destinazione al ripristino. Si tratta di un tema centrale da gestire contrattualmente tra locatore e conduttore e definisce chi percepisce i soldi dell’assicurazione e come saranno utilizzati in caso di catastrofe che colpisca i beni non di proprietà dell’imprenditore ma da questo utilizzati per il suo lavoro, quali appunto i locali, le attrezzature in leasing e le merci stoccate in conto deposito. Meglio, quindi, non lasciare questo punto nel vago: inserire nel contratto di locazione una clausola esplicita su chi paga il premio e chi deve esibire la prova di copertura è una precauzione necessaria per evitare scoperture o contenziosi in caso di sinistro.
Verificare le polizze già esistenti
Un terzo elemento da non trascurare riguarda il coordinamento con le polizze già in essere. Molte imprese dispongono di una copertura incendio o multirischio che include qualche estensione per eventi naturali. Prima di stipulare qualcosa di nuovo vale la pena verificare se quella copertura è davvero adeguata rispetto ai nuovi obblighi, oppure se presenta lacune, esclusioni o massimali insufficienti. Duplicare coperture è uno spreco; averle incomplete è un rischio.
Un obbligo che può diventare un vantaggio
Ma c'è anche una prospettiva diversa da considerare. Gli imprenditori che investono in misure di mitigazione del rischio, come adeguamenti antisismici, sistemi di drenaggio, piani di emergenza, possono vedersi riconoscere premi assicurativi sensibilmente più bassi, perché la norma prevede espressamente che i costi siano modulati in base alle precauzioni adottate. Da non trascurare la possibilità di stipulare polizze collettive, grazie al lavoro delle associazioni di categoria che hanno negoziato condizioni vantaggiose con le compagnie per andare incontro alle necessità di micro e piccole imprese.
Infine, avere una polizza catastrofale in regola è percepito dalle banche e dagli investitori come un segnale di solidità gestionale. In un contesto in cui i criteri di sostenibilità e la capacità di gestire i rischi pesano sempre di più nelle decisioni di credito, essere coperti può migliorare il profilo di affidabilità dell'impresa e facilitare l'accesso al credito a condizioni più favorevoli. In questo modo l'obbligo di stipula dell'assicurazione catastrofale può trasformarsi in un importante vantaggio competitivo.
Nel cuore di Treviso, accanto al ristorante Le Beccherie che gli ha dato i natali, è stato inaugurato il nuovo spazio dove vivere un'esperienza totale del dessert al cucchiaio più amato al mondo
Uno spazio dedicato al dolce italiano per eccellenza: il Tiramisù. Accade a Treviso, in Piazza Ancilotto, adiacente a Le Beccherie, lo storico ristorante dove il dessert vide i natali nei primissimi anni Settanta, grazie all'intuizione di Alba Campeol e del pasticcere Roberto "Lolì" Linguanotto. Si chiama Tiramisù Le Beccherie ed è il nuovo concept pensato per offrire un'esperienza dedicata interamente a questo dolce e alla sua storia.
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il Lingotto, il Tiramisù "da passeggio"
Perché uno spazio tutto suo
L’idea è nata per valorizzare il significato e l’eredità di un prodotto che fino a oggi è stato considerato laterale nell’offerta complessiva del ristorante, ma che racchiude potenzialità di crescita e per soddisfare la forte domanda: ogni giorno, al ristorante, vengono richieste in media 120 porzioni di Tiramisù, spesso da parte di clienti che si presentano al di fuori degli orari canonici di pranzo e cena. Turisti stranieri, professionisti di passaggio, appassionati di gastronomia che vogliono degustare il dessert proprio lì dove è stato creato. Numeri che hanno convinto i titolari del gruppo Le Beccherie a dare al dolce uno spazio coerente e stabile, senza rinunciare alla qualità artigianale che da sempre lo contraddistingue.
A tutto Tiramisù
Firmato dallo Studio Verdura lo spazio si presenta come un ambiente raffinato dove degustare il Tiramisù nella sua ricetta originale, prodotto internamente. Ma non solo: lo spazio ospita anche esperienze di show cooking condotte da alcuni dei maestri pasticceri della zona, che svelano i segreti della preparazione del dessert. Il locale offre anche l’opportunità di organizzare incontri e di prenotare il Tiramisù in diversi formati, compreso quello “da passeggio”: il Lingotto.
È quest’ultima la reinterpretazione contemporanea del dessert classico, preparata con la stessa ricetta originale, ovvero savoiardo artigianale, caffè specialty estratto con la moka, crema al mascarpone e cacao amaro, e proposto in una forma compatta, elegante e pratica, pensata per essere gustata ovunque, anche in movimento. Un’innovazione che porta il dolce fuori dalla sala e lo rende accessibile in qualsiasi momento della giornata.
L’origine di un dolce iconico
La storia del Tiramisù è legata a doppio filo con quella de Le Beccherie. È lì che venne codificato per la prima volta, nel 1972, quando la voce "Tiramesù", nella grafia dialettale trevigiana, comparve per la prima volta nella carta dei dolci. La sua genesi risale però a qualche anno prima, quando l’allora proprietaria del locale, Alba Campeol, era in attesa del figlio Carlo. Per aiutarla a recuperare le forze, la suocera era solita prepararle lo "sbatutìn", una sorta di zabaione al caffè energizzante. Tornata in cucina dopo il parto, Alba pensò di trasformare quel ricordo in un dessert e, insieme al pasticcere Roberto "Lolì" Linguanotto, diede avvio a un lungo periodo di sperimentazione, conclusosi tra il 1971 e il 1972. Una nascita certificata nel 2010 dall'Accademia Italiana della Cucina. Oggi "Tiramisù" è una delle cinque parole italiane più conosciute al mondo: un dato che racconta, meglio di ogni altra cosa, la fortuna globale di questa creazione trevigiana.
Spillatura di Warsteiner 0.0% a Beer & Food Attraction 2026 di RiminiFiera
Nonostante il mercato sia ancora ridotto (2% nel 2024, ma in crescita), birrifici grandi e piccoli stanno presentando una vera miriade di specialità con poco o senza alcol.
L’ultima edizione Annual Report CIB - Centro Informazione Birra dei produttori Assobirra, in collaborazione con Ipsos-Doxa, è stata presentata al recente Beer & Food Attraction di RiminiFiera dal nuovo team Assobirra con presidente Federico Sannella e i vice Paolo Merlin, Serena Savoca, Claudia Buzio e Giuseppe Micucci, mentre Andrea Bagnolini è stato riconfermato direttore generale.
Secondo Annual Report CIB, le birre si stanno confermando come protagoniste della socialità nel canale fuoricasa con buone prospettive di incremento dei consumi, in particolare per il settore delle birre analcoliche o NoLo (no-alcol e low-alcol).
Il neopresidente Assobirra Federico Sannella al centro tra i vice Paolo Merlin, Serena Savoca e Claudia Buzio e il riconfermato direttore Andrea Bagnolini.
Il segmento delle birre analcoliche è infatti arrivato all'2,11% del mercato (dati 2024) mentre in Europa è già attestato al 5%.
Una variante che sta affermandosi anche tra i produttori dibirre artigianali che hanno conquistato il 3% circa del mercato in volumi e il 6% in valore (mentre in Europa viaggiano già sul 5%), con una produzione totale di 17,2 milioni di litri, registrando un incremento di oltre 183 milioni di atti di acquisto, mentre il settore no-alcol arriva a registrare 49 milioni di atti di acquisto, segnando rispettivamente +15% e +79% rispetto al periodo preCovid.
Nonostante i venti di guerra degli ultimi tempi che arrivano da Ucraina, Palestina e Iran, per il momento non si registrano sensibili cali di consumi e ridotta propensione alla spesa, nonostante la crescita generale dei costi, a cominciare da quelli dell’energia elettrica e dei carburanti, con ricadute generali sull’inflazione.
Storicamente il consumo pro-capite italiano della birra (o meglio delle birre) rimane in fondo alla classifica europea (insieme con la Francia) e, nonostante un ulteriore calo registrato nel 2023-2024, si è attestato o meglio assestato nel 2024 a 36,4 litri, per un valore di oltre 10,4 miliardi di euro (0,51 % del PIL) relativo a 21,5 milioni di ettolitri.
La Sardegna poi si conferma sempre in testa alla classifica delle regioni italiane con una media “europea” di 60 litri a testa. Ancora ben lontano comunque da quelli dei primi della classe come Repubblica Ceca con 128 litri e Germania con 88 litri, anche se in diminuzione (fonte elaborazione dati Assobirra per Annuario Birritalia 2025-2026 Beverfood).
Momenti di consumo in movimento
Il ruolo socializzante delle birre nel fuoricasa si scompone in tre momenti principali: aperitivo (40%, crescono i beer cocktail), pranzo/cena (41%, in crescita) e dopocena (19%), oltre ai consumi casuali a tutte le ore come bevanda rinfrescante. In particolare, il miglior abbinamento birre/cibo è un elemento in crescita costante, sia come richiesta da parte dei clienti sia come offerta da parte dei gestori di locali, a cominciare da quelli dei ristoranti (73%), grazie a una crescente informazione e cultura gastronomica generale. Un elemento analogo che si registra per il mercato dei vini e degli altri alcolici.
Le “bionde” tipo lager o pils rimangono le tipologie più richieste soprattutto nei bar e locali serali (56%), mentre nei pub frequentati da una clientela mediamente più esigente e “curiosa” si fanno spazio le birre artigianali delle più varie tipologie e provenienze.
Le birre NoLo (low-alcol e no-alcol, tra 1,2% e 4%) sono preferite da un pubblico più giovane, femminile o sportivo, oltre da chi ha necessità di guidare senza eccessivi problemi dopo il loro consumo.
La crescita delle birre NoLo costituisce oltre il 12% delle nuove produzioni artigianali 2025, quasi il doppio degli anni precedenti.
Un trend che ha avuto riflesso anche per il settore delle birre luppolate, dove molte American Ipa più alcoliche hanno lasciato spazio a Session Ipa più leggere e meno impegnative.
Da notare anche l’affermazione delle birre senza glutine (brassate con cereali diversi da orzo e grano, come miglio, riso, sorgo, grano saraceno e mais) che evitano di causare allergie a intolleranti e celiaci.
Una tendenza confermata dal report Italian Craft Beer Trends 2025 elaborato da Cronache di Birra sulla base di oltre 800 birre artigianali censite attraverso la piattaforma Whatabeer.
Le analcoliche possono essere ancora classificate “birre”?
A questo punto dobbiamo aprire una parentesi polemica. A parere di molti, le birre no-alcol difficilmente possono ancora essere considerate delle “birre”, visto che la spinta alcolicarimane caratterizzante ma, senza scomodare l’Editto di Purezza Reinheitsgebot bavarese del 1516, dovrebbero invece essere classificate come semplici “bevande a base di malto d’orzo o altri cereali”, anche se colore, gusto e gasatura possono richiamare le “vere” birre. Un tema che dovrebbe fare la gioia dei marketing manager.
D'altra parte gli "storici" mix birra/gazzosa e birra/limonata (analcolici) prendevano nomi diversi come radler o panaché.
In ogni caso molti produttori stanno puntando su questa “nuova e originale” tipologia mettendo a punto anche processi dedicati (e costosi) per eliminare l’alcol dopo la fermentazione o bloccarne la formazione durante la fermentazione del malto.
Le analcoliche conquistano un posto anche nei concorsi
Organizzato al salone Beer & Food Attraction di RiminiFiera da Vittorio Ferraris, presidente dei produttori artigianali UBI-Unionbirrai, il concorso Birra dell’Anno 2026 ha coinvolto 212 produttori e 1.716 etichette di birra.
Alle precedenti 44 categorie in gara, è stato aggiunto un apposito riconoscimento per le birre analcoliche (n.45) che è andato a Hop Gainer del Birrificio Birranova di Conversano (Bari).
Hop Gainer Alcol free alcol del Birrificio Birranova - Birra Dell'Anno UBI-Unionbirrai
Un riconoscimento che si va ad aggiungere alla categoria “italiana” White Italian Grape Ale con uso di uva, mosto, vinacce e vino cotto di uve bianche (n.42), che ha visto al primo posto prevalere birra Iga del Birrificio Artigianale Alba di Canelli (Asti).
A decretare i vincitori ha provveduto una giuria di 72 esperti italiani e internazionali provenienti da 19 Paesi che ha proclamato contestualmente Birrificio dell’Anno 2026 con 8 Medaglie d’Oro l’azienda Birra dell’Eremo di Assisi (Perugia), guidata da Enrico Ciani (già Birraio dell’Anno 2023) e da Gertrude Salvatori.
Il team di Birra dell'Eremo eletto Birrificio dell'Anno 2026 da UBI-Unionbirrai
In questo trend i grandi gruppi non sono rimasti certo indietro. Il colosso internazionale Ab-InBev punta su Corona Cero (sposor Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, con conferma fino al 2032); Heineken su Heinken 0.0% (sponsor Campionato F1 2025-2026) e Birra Moretti Zero; Asahi Europe su Birra Peroni Nastro Azzurro 0.0% (sponsor Scuderia Ferrari F1); Carlsberg su Tuborg Zero Lager Beer (sponsor eventi musicali), Forst/Menabrea su Forst 0.0% (sponsor FISI-Federazione Italiana Sport Invernali) e Menabrea 0.0 Zero Zero.
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Corona Cero sponsor Olimpiadi Invernali
Heineken 0.0% sponsor F1
Birra Peroni Nastro Azzurro 0.0% sponsor Scuderia Ferrari F1
Tuborg Zero for music
FORST 0.0% sponsor FISI-Federazione Italiana Sport Invernali
«La recente analisi del CIB - precisa Andrea Bagnolini, direttore generale Assobirra - restituisce l’immagine di un fuoricasa che, pur mantenendo abitudini consolidate, mostra schiari segnali di evoluzione delle scelte e attenzione verso la qualità dell’offerta, anche con le low e no-alcol, a testimonianza di un mercato stabile ma ricettivo. Un contesto in cui la birra continua a svolgere un ruolo chiave nell’esperienza di consumo fuoricasa, accompagnando l’evoluzione del canale horeca e rafforzando il ruolo della filiera come protagonista di un’esperienza sempre più consapevole e contemporanea».
Andrea Bagnolini direttore generale Assobirra
Tra le decisioni di scelta di una birra piuttosto che un’altra, aumenta la sensibilità di clienti e gestori verso prodotti che si caratterizzano per l’attenzione alla sostenibilità, dall’impiego di ingredienti locali alle confezioni riciclabili che consentono una maggiore riduzione degli sprechi. In questo settore le birre artigianali sono sempre state protagoniste, ma non mancano esempi di birre industriali che hanno puntato, ad esempio, su fusti e fustini in Pet per gli impianti di spillatura (vedi Carlsberg ma non solo).
Una scelta ecologica che si sta confermando come un vero trend in rapida crescita.
Pioggia di birre novità, a cominciare dalle analcoliche
Molte delle novità arrivate sul mercato sono state presentate in anteprima al recente salone Beer & Food Attraction di RiminiFiera. Proseguiamo in ordine alfabetico (vendite e quote di mercato dati Assobirra 2024).
AB-Inbev Italia (2 milioni hl, 10% del mercato)
Con un ricco portafoglio di grandi marchi internazionali (Corona Extra, Bud, Beck’s, Stella Artois, Tennent's Super…), il colosso AB-InBev sta oggi concentrando l’attenzione su un prodotto originale come Corona Cero 0.0%, di origine messicana, variante analcolica di birra Corona Extra, promuovendolo come sponsor globale delle Olimpiadi (Worlwide Olympic Partner) a cominciare dalle recenti Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026, riconfermando l’accordo fino al 2032.
A base di malto d’orze e mais, Corona Cero è una lager chiara che si contraddistingue per il gusto leggero e aroma fruttato, particolarmente rinfrescante, e per essere servita (ma non è necessario) con un spicchio di lime infilato nel collo della bottiglia 33 cl di vetro trasparente.
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Corona Cero Worldwide Sponsor Milano-Cortina 2026
Corona Cero aperitivo analcolico
Corona Cero
Spillatura di Corona Cero
Birra Amarcord (40mila hl)
Nuova grafica per un prodotto di punta del birrificio Amarcord di Rimini, guidato dai giovani fratelli Elena e Andrea Bagli. Firmata dal mastro birraio Andrea Pausler nello stabilimento di Apecchio (Pesaro-Urbino), Birra Non Filtrata 100% Italiana si propone infatti ora in una tradizionale bottiglia bassa in vetro bruno, tappo corona, da 33 cl con una vivace etichetta tricolore. Come tipologia è una pale ale non filtrata ad alta fermentazione (5% alc) di grado amaro medio (25 Ibu), colore oro intenso (16 Ebc) realizzata con malto d’orzo da agricoltura sostenibile proveniente dal sud Italia e con luppolo in fiore romagnolo di “Cooperativa Luppoli Italiani” utilizzato in modalità dry hopping (infusione a freddo). Le note dolci del malto si presentano insieme a quelle agrumate e resinose del luppolo scelto. Premio Cerevisia 2024 e 3 Stars Bellavita Awards London 2025.
Altra novità è la distribuzione nazionaledi Birra Amarcord Tank nelle tipologie Lager (5,2% alc, amaro 19 Ibu) e Pilsner (4,5% alc, amaro 35 Ibu) non pastorizzata, da spillare senza CO2, negli scenografici Tank Rossi da 250 o 500 litri, trasportati con furgoni a temperatura controllata. All’interno dei Tank la birra viene conservata in apposite sacche che, una volta svuotate, sono facilmente riciclabili. Oltre a risultare sempre fresche e maggiormente bevibili, le birre non pastorizzate in tank sono da collegare direttamente all’impianto di spillatura del locale e consentono di eliminare il passaggio e lo stoccaggio di fusti. Inoltre possono essere esposti direttamente nel locale, risultando di forte impatto visivo.
Da segnalare infine l’originalità di proporre le Birre Stagionali alla Spina (in fusti da 20 litri) in tre tipologie: Amarcord 100% Italiana (5% alc, amaro 55 Ibu, disponibile da fine aprile); Amarcord del Raccolto (brassata con luppolo appena raccolto, 5,6% alc, amaro 40 Ibu, disponibile da fine ottobre) e Amarcord Birra del Nevone (winter strong ale, 8% alc, amaro 20 Ibu, disponibile da fine novembre).
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La nuova confezione in bottiglia 33 cl di Amarcord Non Filtrata 100% Italiana
Banco di spillatura allo stand Amarcord
Amarcord Tank da 250 litri
Due Tank Amarcord da 250 litri nello stand di RiminiFiera
Amarcord Tank 250 litri
Birre Amarcord con Tessere Salate al Rosmarino di Biscotti Bizantini di Ravenna e Vintage Tortilla Sweet Chili di Fox Italia
Spina e bicchiere per Birra Amarcord Tank
Spina stagionale e bicchiere Amarcord 100% Italiana
Spina stagionale e bicchiere Amarcord del Raccolto
Spina stagionale e calice Amarcord Birra del Nevone
Birra Baladin (25mila hl)
Nuove e originali le quattro proposte del vulcanico Teo Musso di Birra Baladin di Piozzo (Cuneo). Grazie a un accordo di collaborazione con lo storico (1895) birrificio Budweiser Budvar, Baladin propone la prima Birra alla Ceca/Czech Style Lager (5,5% alc) di colore dorato (12 Ebc), gusto amaro medio con note erbacee (25 Ibu) in barattolo 33 cl e fusto, da servire nell’apposito boccale Teku Mug realizzato da Rastal. Ricetta ceka ma ingredienti (malto d’orzo e luppolo) rigorosamente di casa Baladin. Per realizzare il nuovo prodotto, Teo Musso ha riconfigurato l'impianto di Piozzo per la decozione, un metodo di ammostamento profondamente radicato nella tradizione ceka, ma raramente utilizzato in Italia.
In collaborazione con la vicina Fonte San Bernardo, Teo Musso propone Acqua di Luppolo, anche in versione Zero, bevanda analcolica ai fiori di luppolo fresco piemontese Cashmere, dai sentori agrumati di pompelmo, ananas e cocco, confezionata in bottiglia 33 cl tappo a vite. Da aggiungere a Botanic Radler con Cedro e Limone (2% alc), bevanda rinfrescante dalle spiccate note di cedro candito e limone, a base di malto d’orzo e di frumento, in bottiglia 33 cl.
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Birra Baladin alla Ceca in lattina 33 cl con il suo boccale Teku Mug by Rastal
Teo Musso presenta la nuova Birra Baladin alla Ceca nel nuovo boccale Teku Mug by Rastal
Banco di spillatura della nuova Birra Baladin alla Ceca
Baladin alla Ceca sottobicchiere
Baladin Acqua di Luppolo
Baladin Acqua di Luppolo Zero
Baladin Botanic Radler al Cedro e al Limone in bottiglia 33 cl
Birra Peroni/Asahi Europe (6,5 milioni di hl, 18% del mercato, export 2,5%)
Accanto all’affermata Birra PeroniNastro Azzurro 0.0% (fresca di partnership con la Scuderia Ferrari HP), la filiale romana del gruppo Asahi Europe, guidata dal sales director Andrea Tortella, dal mkt director Viviana Manera e dal trade mkt director Riccardo Piazzolla, continua a investire nel segmento premium delle marche di territorio.
A Birra Raffo Ricetta Originale infatti è stata aggiunta la novità Birra Raffo Lavorazione Grezza, non filtrata e non pastorizzata (4,8% alc), stile pale lager, a bassa fermentazione, realizzata con cereali di Puglia non raffinati, orzo e grano duro. Ne risulta una birra di colore ambrato torbido, dal gusto intenso di cereali maltati, proposta in fusto Pet da 20 litri e nella nuova bottiglia 33 cl che riporta una solare etichetta gialla e onde del mare incise sul vetro. Da bere rigorosamente “croccante” che, come insegna la bionda testimonial Serena Brancale, in lingua pugliese significa “ghiacciata”. Infine la “piccola” bottiglia da 20 cl Peroncino è stata dotata di una nuova grafica.
Da segnalare anche il trend in crescita dei beer cocktail che ha visto protagonisti nello stand Birra Peroni i mixologist Patrick Pistolesi e Alex Frezza proporre alcune preparazioni come Canova (Mediterraneo cordial, top Peroni Nastro Azzurro 0.0%) e Cobra Key (mezcal, vermouth bianco, liquore al mango home made, Ancho Reyes Verde, Kong cordial home made, top Peroni Nastro Azzurro).
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Birra Peroni Nastro Azzurro 0.0%
Colonna di spillatura allo stand Birra Peroni
Birra Raffo Lavorazione Grezza
Serena Brancale, testimonial Birra Raffo, con la VW cabriolet gialla brandizzata Decisamente Pugliese
Spillatura di Birra Raffo allo stand Birra Peroni
La nuova bottiglia 20 cl di Peroncino
I bartender Patrick Pistolesi ed Alex Frezza hanno proposto beer cocktail allo stand Birra Peroni
Cocktail Cobra Key di Patrick Pistolesi per Birra Peroni Nastro Azzurro
Dopo l’acquisizione di Terme Crodo da Campari (2020) con i marchi Lemonsoda e Oransoda e di Birra Castello (2023), la filiale italiana della danese Unibrew Royal (nota per la “forte” Ceres Strong Ale, doppio malto da 7,7% alc), ha lanciato la versione “leggera” Ceres Lager Non Filtrata (5% alc) e i cocktail non alcolici Lemonsoda Spritz e Lemonsoda Mojito.
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Ceres Premium Lager 5% alc
Lemonsoda Mojito Analcolico
Lemonsoda Spritz Analcolico
Carlsberg Italia (1,1 milioni hl, 5,4% mercato)
Di proprietà di Carlsberg Italia, la ricca gamma di birre dello storico (1877) BirrificioAngelo Poretti di Induno Olona (Varese), alle porte della Valganna, ha ricevuto un importante cambio grafico dall’agenzia Dragon Rouge che lo connota più visivamente rendendolo più iconico, come afferma Serena Savoca, mkt & corporate affairs director, oltre che vicepresidente Assobirra di recente nomina. Da registrare inoltre, in affiancamento a Tuborg Zero Lager, la novità tutta italiana Tuborg Zero al Limone, birra analcolica (0,4% alc) tipo lager chiara arricchita di succo di limone che la rende particolarmente rinfrescante, proposta in bottiglia 33 cl con tappo a strappo, che si affianca a Birra Angelo Poretti 4 Luppoli Zero.
Già ben collaudato per le birre del gruppo Carlsberg, il sistema di spillatura Draught MasterModular 20 ed Extra 10 (che mantiene la birra fresca per 30 giorni in fusti riciclabili Pet, senza bisogno di CO2) viene ora impiegato per cocktail ready to drink come Carlsberg 10 LuppoliSpritz.
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Serena Savoca mkt director di Carlsberg Italioa presenta la nuova birra Tuborg Zero al Limone in bottiglia 33 cl
Tuborg Zero al Limone in bottiglia 33 cl
Tuborg Zero Lager Beer
La gamma di birre Angelo Poretti con la nuova grafica nello stand Carlsberg
Colonne di spillatura Angelo Poretti nello stand Carlsberg
Carlsberg 10 Luppoli Spritz in fusto
Carlsberg Draught Master Extra 10 da banco
Forst (820mila hl, 3,8% mercato)
Nonostante sia una tipologia birraria molto diffusa nei Paesi del nord e centro Europa, a cominciare dal Belgio, le birre di stagione (Natale, Pasqua, Primavera…) in Italia non sono ancora molto proposte. Tra i produttori più sensibili al tema, oltre ai birrifici artigianali, segnaliamo Birra Forst1857 di Lagundo (Bolzano) che ha presentato l'edizione 2026 di Birra di Pasqua, accanto a Birra Forst 0.0% (Medaglia d'Oro di categoria al Beer World Awards 2023 e sponsor FISI per la nazionale italiana di sci). Ad essa è stata affiancata anche la versione aromatizzata Forst 0.0% Citrus & Herbs.
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Presentazione di Birra Forst 0,0% allo stand di Birra Forst 1857
Forst 0,0%
Forst 0,0% Citrus & Herbs
Forst Birra di Pasqua 2026
Heineken Italia (6,6 milioni di hl, 31% mercato)
Oltre alla già affermata analcolica Heineken 0.0% (sponsor del Campionato di Formula 1) ora proposta anche in lattina 33 cl, registriamo la proposta Moretti Zero (0,05% alc) di Heineken Italia. Di colore dorato, si caratterizza per un delicato profilo aromatico, con note di crosta di pane e frutta gialla, in bottiglia di vetro scuro da 33 cl tappo corona.
Della gamma Heinken Italia, è entrata a far parte Ichnusa Metodo Lento, lager chiara (4,3% alc) prodotta dall’omonimo e storico (1912) birrificio di Assemini (Cagliari), caratterizzata da un processo di fermentazione più lungo e controllato che permette ai lieviti di creare un gusto pieno, fresco e rinfrescante, con note di miele. Disponibile in bottiglia di vetro chiaro tappo corona da 33 cl.
La creatività dei mastri birrai di Birra Messina (che oggi lavorano nello stabilimento di Massafra, Taranto) non conosce sosta. Dopo il successo di Birra Messina Cristalli di Sale, ecco arrivare la proposta Birra Messina Note di Melograno, pensata per sollecitare la curiosità di chi cerca, in particolare tra i giovani, un’alternativa stimolante per il rito dell’aperitivo. L’aggiunta di vero succo di melagrana (e non di melograno che è il suo albero!) alla birra lager (5% alc), a cominciare da un invitante colore rosso brillante, aggiunge note fruttate e amaricanti, ideali per sollecitare l’appetito. Proposta nell’ormai iconica bottiglia in vetro chiaro della gamma Birra Messina da 33 cl con tappo corona ed etichetta romboidale con i tipici decori siciliani. Da servire nel proprio bicchiere brandizzato.
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Hostess con lattina di Heineken 0.0% allo stand
Impianto da banco per Heineken 0.0%
Birra Moretti Zero
Ichnusa Metodo Lento in bottiglia 33 cl
Birra Messina Note di Melograno con bicchiere brandizzato
Interbrau
Infaticabile società patavina d’importazione di specialità birrarie dei fratelli Michele e Sandro Vecchiato, Interbrau è stata la prime aziende a credere nelle analcoliche. Accanto alla gamma protagonista delle quattro birre belghe di frumento Blanche de Namour 1858, propone infatti una serie di birre analcoliche.
Le danesi Mikkeller Drink’in The Sun, Mikkeller Burst Ipa e Mikkeller Weird Weath Ale; le bavaresi Schneider Weisse Alcohol Free, Wieninger Teisen Dorfer Hell Alkohol Frei e Wieninger Weizen No Alcohol; la giapponese Kirin Ichiba 0.0; la spagnola Ambar Triple Zero (zero alcol, zero zuccheri, zero CO2) Gluten Free.
Alla gamma di analcoliche si aggiunge O’Connell Irish Chocolate Stout, birra scura (4,2% alc) caratterizzata da note di cacao, caffè tostato e malti tostati nel nuovo formato in lattina da 44 cl che si avvale della tecnologia nitro che prevede una capsula di carboazoto all’interno della lattina che si attiva solo al momento dell’apertura. Nel versarla in bicchiere si forma così una schiuma fine e vellutata, con texture cremosa, in grado di replicare una spillatura da pub.
Controllato da Birra Forst, lo storico (1846) birrificio Menabrea di Biella celebra quest’anno i 180 Anni di attività. Accanto a Menabrea 0.0 Zero Zero, è stata messa a punto la specialità mix Birra & Gazeuse alla Genziana (2,5% alc), che unisce alla freschezza dell’acqua gassata e zuccherata, il gusto di una birra chiara con le note amaricanti (e digestive) del fiore di genziana. Proposta in bottiglia di vetro chiaro da 33 cl tappo corona.
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Menabrea 0.0 Zero Zero in bottiglia 33 cl
Menabrea Birra & Gazeuse alla Genziana
Paulaner Italia
Lo storico (1634) birrificio bavarese Paulaner ha presentato due novità in linea con le recenti tendenze di mercato. Si tratta dell’insolita Paulaner Muchner Weissbier 0.0% (forse la prima una birra di frumento analcolica) prodotta con il tradizionale metodo ad alta fermentazione Paulaner e poi, a maturazione avvenuta, dealcolizzata in modo da conservarne le proprietà gustative. Proposta in bottiglia 50 cl.
Da citare nello stesso trend free-alcol Paulaner Spezi, iconica bevanda rinfrescante, mix di aranciata e cola, proposta in lattina 33 cl, prodotto di successo distribuito in Germania fin dal 1974.
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Paulaner Weissbier 0.0% in bottiglie 50 cl
Paulaner Spezi mix aranciata-cola in lattina 33 cl
il mix aranciata-cola Spezi alllo stand Paulaner
Radeberger Italia e QBA-Quality Beer Academy
Diretta dal marketing manager Lorenzo Bossi, Radeberger Gruppe Italia e la "consorella" QBA-Quality Beer Academy, puntano sulla spagnola Estrella Damm 0.0%.
Da segnalare la proposta Kit Analcoliche composto da: Clausthaler Dry Hopped Non Filtrata Non Alcoholic Brewing, chiara agrumata tedesca, luppolata a freddo con Cascade; Clausthaler IPA Non Alcoholic Brewing, chiara dorata tedesca con luppolo Cascade; Clausthaler Original Non alcoholic Brewing, chiara dorata tedesca floreale; Delirium DelirioAlcohol Free Blond Beer che riprende la ricetta belga della più “forte” Delirium Tremens Strong Ale (8,5% alc), alla quale è stata rimossa la parte alcolica dopo la fermentazione, mantenendo la stessa corposità e gusto speziato; Jever Fun Non Alcoholic Beer Sugar Free (0,5% alc), olandese senza lo zucchero rimosso dal lievito durante l’ammostamento; Paranoia Alcohol Free, belga chiara non filtrata dry hopping con Citra e Mosaic; Paranoia Alcohol Free Rouge, belgian fruit red ale alla ciliegia; Victoria 0.0%, birra ambrata spagnola (gruppo Damm).
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Elefantino Rosa volante che caratterizza la Golden Strong Ale Delirium Tremens allo stand Radeberger QBA
Poster di Estrella Damm 0.0 allo stand Radeberger QBA
Estrella Damm 0.0
Clausthaler Ipa Non Alcoholic Brewing
Clausthaler Dry Hopped Non Alcoholic Brewing
Delirium Delirio Alcohol Free Blond Beer
Jever Fun Non Alcoholic Beer Sugar Free
Paranoia Alcohol Free
Paranoia Alcohol Free Rouge
Victoria 0.0 Lager
Swinkels Italia (340mila hl, 16% mercato)
Forte di una ricca gamma di birre special premium (ben 28 alla spina) come Bavaria, La Trappe, Palm e BrewDog, la filiale italiana (Torino) della olandese Swinkels Family Brewers, guidata dall’on trade sales manager Umberto Varvelli, ha lanciato la Superior Pilsner Swinkels in fusto e la 8.6 Strong Lager in fusto e lattina.
Non potevano mancare per il settore no-alcol due proposte firmate Bavaria 0.0% Alcohol Free e Bavaria 0.0% IPA, La Trappe Trappist Epos 0.0% e La Trappe Trappist Nillis 0.0% (ambrata).
Inoltre per il segmento gluten free l’azienda olandese presente la novità scozzese BrewDog Punk Ipa.
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Bavaria 0.0% e Bavaria 0.0% IPA
La Trappe Trappist Epos 0.0%
La Trappe Trappist Nillis 0.0%
BrewDog Punk Ipa Gluten Free in lattina 33 cl
Specialità olandesi e belghe in bottiglia di Swinkels Family Brewers
Gamma di birre Swinkels Family Brwersjpg
Warsteiner Italia
Tre sono le nuove proposte della tedesca (Vestfalia) Warsteiner Private Brauerei, gestita fin dal 1753 dalla famiglia Cramer, in linea con i nuovi trend. La filiale italiana è gestita dall’ad Luca Giardiello. Warsteiner Fresh 0.0% venduta in bottiglia scura 33 cl tappo corona, oltre che in fusti 20 litri slim keg a rendere, è una birra a bassa fermentazione, per la quale viene utilizzato il particolare processo di dealcolizzazione Pilsner Warsteiner, per evaporazione sottovuoto a bassa temperatura, grazie a un’esperienza trentennale nel settore zero alcol. Warsteiner Naturradler Lemon è una bevanda aromatizzata al limone a base di Pilsner Warsteiner che titola 2% alc, risultando particolarmente fresca ed equilibrata. Rye River Bidin’ Time Irish Lager Gluten Free è certificata Coeliac Society of Ireland. L’eliminazione del glutine avviene senza intaccare il gusto di questa birra a bassa fermentazione (4,5% alc) in bottiglia di vetro scuro 33 cl tappo corona. Pluripremiata da World Beer Awards come Ireland Winner e Style Winner World’s Best.
Disponibile nelle versioni in fustino da banco da 5 litri e in quella sottobanco da 20 litri, Rye River Irish Lager si avvale di una speciale e artistica colonna di spillatura in acciaio cromato, di design italiano realizzata da Celli, che riproduce stilizzato l’uccello martin pescatore con un pesciolino nel becco che compare nel marchio e nell’etichetta Rye River. La colonna è fornita dell’esclusivo rubinetto Celtic con sparkler preinstallato.
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Novità Warsteiner con colonna di spillatura e bottiglia 33 cl per Rye Rider Irish Lager, Warsteiner Fresh 0.0% e Natur Radler Lemon in lattina 33 cl
Banco di spillatura Warsteiner
La nuova colonna di spillatura realizzata per Rye River Irish Lager con la forma stilizzata di un uccello Martin Pescatore
La nuova Warsteiner Fresh 0.0% in bottiglia 33 cl
Foto di gruppo per Rye River Bidin' Irish Lager Gluten Free in bottiglia 33 cl
La nuova Warsteiner Natur Radler Lemon % alc in lattina 33 cl
Lablibell Bajarias all'opera davanti alla giuria, durante la finale della Barista Challenge 2026
La barista, che rappresentava gli Emirati Arabi Uniti, ha vinto la finale internazionale delle competizione organizzata da Lavazza con un drink al caffè ispirato al Bosco verticale
Adrian, il concorrente polacco, è supportato da un tifo da stadio e il suo drink al caffè rappresenta un omaggio all'aperitivo italiano. A Victorjia, concorrente dell'Irlanda del Nord, trema la mano mentre versa il suo twist sull'Irish Coffee. Però non smette di sorridere e chiude con classe a 3 secondi dalla fine dei 15 minuti di gara. Solo allora esce dall'apnea, e le scappa una lacrima. Istantanee dalla finale internazionale della Barista Challenge 2026, dove tutti i concorrenti lasciano trasparire l'emozione. Molti sono alla prima competizione di questo livello, tutti vogliono dare il meglio.
Dentro la Nuvola, l'headquarter di Lavazza a Torino, la finale internazionale ha visto sfidarsi 20 baristi provenienti da altrettanti Paesi. A vincere è stata Lablibell Bajarias, dagli Emirati Arabi Uniti.
Lablibell Bajarias, vincitrice della Barista Challenge 2026
La barista ha presentato “Il Bosco”, un signature drink ispirato al Bosco Verticale di Milano. Ha utilizzato la miscela Tales of Italy Galleria dando vita a una proposta capace di unire sostenibilità e ricerca sensoriale. Il suo "coffeetail" combinava ingredienti come la fragola latto-fermentata, l’infusione di cascara e il caffè infuso al burro, in grado di evocare al tempo stesso la cultura emiratina e l’identità milanese.
Il signature drink al caffè della vincitrice, Il bosco
Al secondo posto si è piazzato Daniel Smith, giovane professionista che gareggiava per il Sudafrica; al terzo il concorrente giapponese Hiroto Suzuki.
La prova: un espresso e un signature drink
I concorrenti si sono confrontati in due prove principali, utilizzando la macchina customizzata Appia Lavazza di Nuova Simonelli. La prima, “The Perfect Cup”, ha richiesto di realizzare un espresso secondo la tradizione italiana utilizzando le miscele della collezione Tales of Italy. La seconda, “Creative Local Twist”, ha invece stimolato la fantasia dei partecipanti, invitandoli a creare un drink innovativo, caldo o freddo, analcolico e arricchito da un ingrediente tipico del proprio Paese.
I giurati della Barista Challenge 2026
La giuria era composta da Francesca Bieker, WCC Judge e sensory expert; Carlo Odello, Ceo dell’Italian Espresso Institute; Mirko Negri, Luxury Lifestyle Properties & Project Managing Director; Lauro Fioretti, Coffee Expert di Simonelli Group, in qualità di giudici sensoriali, e Dionisis Moustis, Coffee Expertise di Lavazza Group, in qualità di giudice tecnico.
I finalisti della Barista Challenge 2026
Alfredo Premolini, vincitore della Barista Challenge Italia 2026, ha rappresentato il nostro Paese riproponendo il suo coffeetail “No potho reposare”, un drink analcolico a base di caffè della collezione Tales of Italy (per la finale internazionale ha scelto la miscela Galleria), con una spuma che ricorda il gusto di una pardula – dolce tipico sardo – accompagnato da un lollipop di albedo di pompìa candita, agrume endemico della Sardegna. Una creazione che richiama i sapori e i ricordi dell’infanzia del suo autore. «Sono andato un pochino overtime e questo mi ha penalizzato», ci ha spiegato Alfredo, «e costruire la presentazione è stata una bella sfida. Era pur sempre la mia seconda partecipazione a una competizione e la prima è stata la finale italiana solo poche settimane fa! Sono contento di aver partecipato e di aver potuto vedere all'opera dei colleghi davvero fenomenali».
I premi speciali
Questi gli altri premi assegnati durante la cerimonia finale:
COMMUNITY AWARD
Lablibel Jabarias, Emirati Arabi Uniti
PRESS AWARD
Gevorgyan Roza, Armenia
TALES OF ITALY AWARD Daniel Smith, Sudafrica
MISTERY BOX AWARD
Adrian Matuszewski, Polonia
«Il coronamento di un percorso di formazione e cultura»
«Siamo molto soddisfatti della risposta alla Barista Challenge di quest’anno e del livello dimostrato dai baristi selezionati, che hanno mostrato grande passione, preparazione e competenze», ha commentato Marcello Arcangeli, Lavazza Training Center Director. «Per noi questa sfida va oltre il prodotto utilizzato: rappresenta una vera celebrazione della cultura del caffè e della professione di barista. Vogliamo valorizzare professionisti capaci non solo nella preparazione creativa di un espresso o di un coffeetail, ma anche nello storytelling, nella conoscenza del prodotto e nella capacità di raccontarlo al cliente. La Barista Challenge non è solo una gara, ma il coronamento di anni di formazione e cultura del caffè che Lavazza promuove in tutto il mondo».
Sei tappe tra aprile e maggio per decretare i finalisti che si sfideranno il 17 e 18 giugno a Faenza nella finale nazionale del concorso focalizzato sull'espresso e cappuccino italiani. Si parte il 16 aprile
Prendono il via il prossimo 16 aprile le selezioni per la finale italiana di Espresso Italiano Champion, il concorso internazionale per baristi organizzato dall’Istituto Espresso Italiano (Iei) e focalizzato su due simboli della caffetteria italiana: espresso e cappuccino.
Un percorso articolato in 6 tappe, in programma tra aprile e maggio, che decreterà i baristi che accederanno alle semifinali e alla finale nazionale del concorso, in programma il 17 e 18 giugno a Faenza (Ra), quest’anno presso la sede di Mokador. Finale nazionale che, oltre al titolo italiano, guadagnerà al vincitore la partecipazione alla finale internazionale, dove affronterà i campioni degli altri Paesi in gara per conquistare il titolo mondiale, lo scorso anno andato a Giulia Ruscelli (leggi Giulia Ruscelli vince l’Espresso Italiano Champion 2025).
Il circuito di selezione
Tornando alle selezioni, la prima tappa è in programma (16 aprile) presso Filicori Zecchini, a Osteria Grande (Bo), seguita il 17 aprile da quella di Torino presso Costadoro e il 18 dello stesso mese da quella di Albenga (Sv) ospitata da La Genovese. L’appuntamento successivo è per il 30 aprile ancora nella sede di Filicori Zecchini. A maggio, per l’esattezza il 12, ci si sposta in Sardegna, con la selezione ospitata da Altogusto a Sassari, per concludere con la tappa da Mokador, il 19 maggio, dove saranno assegnati gli ultimi posti per la fase finale.
Le prove e iscrizioni
Le selezioni seguono il format della finale di Espresso Italiano Champion: la prova tecnica prevede 11 minuti di tempo per tarare l'attrezzatura, ovvero macchina per caffè e macinadosatore certificati, preparare e servirequattro espressi e quattro cappuccini, preparati nel rispetto dei disciplinari del marchio Espresso Italiano. I prodotti vengono quindi valutati alla cieca da una giuria sensoriale che opera secondo gli standard dell'Iiac (International institute of coffee tasters). Attrezzatura e miscela saranno scelte e messe a disposizione dall’azienda ospitante.
I baristi che desiderano partecipare alla sfida devono contattare direttamente l'azienda che ospita la tappa prescelta, che fornirà tutte le indicazioni sulle modalità di iscrizione.
I webinar che preparano alle sfide
In parallelo al calendario delle selezioni, proseguono sul canale YouTube dell'Istituto Espresso Italiano i webinar Road to Espresso Italiano Champion, un ciclo di incontri formativi pensato per preparare baristialle dinamiche della competizione. Dopo il primo appuntamento del 16 marzo, i prossimi si terranno il 20 aprile e il 25 maggio, entrambi alle ore 15. Gli incontri, della durata di circa 45 minuti e moderati da Marco Cini, responsabile formazione Academy e brand ambassador Mokador, vedranno la partecipazione di concorrenti e giudici delle edizioni precedenti con i quali è possibile interagire in diretta via chat.