Home Blog

Birra Raffo, la premium che parte dalla Puglia per conquistare il mercato nazionale

Brindisi con Birra Raffo Lavorazione Grezza tra Andrea Tortella e Viviana Manera
A Beer & Food Attraction di Rimini Fiera, Birra Peroni ha presentato la novità Birra Raffo Lavorazione Grezza. Nostra intervista a Viviana Manera, Marketing Director e ad Andrea Tortella, Sales Director.

Raffo è una birra lager chiara che nasce a Taranto nel 1919, prodotta dalla omonima azienda Fabbrica di Birra e Ghiaccio fondata da Vitantonio Raffo. Nel 1961 il marchio viene ceduto al gruppo Birra Peroni che passa poi in blocco nel 2016 alla multinazionale giapponese Asahi. Nel 1987 la produzione di Birra Raffo viene trasferita nello stabilimento di Bari, confermandosi come la birra protagonista del mercato del Sud Italia.

Dopo il recente rinnovamento della confezione Birra Raffo Originale (4,7% alc, grado amaro 12 Ibu), al recente salone Beer & Food Attraction di RiminiFiera il Gruppo Peroni ha lanciato la novità premium Birra Raffo Lavorazione Grezza, birra chiara a bassa fermentazione con macerazione a freddo, non filtrata e arricchita con cererali di Puglia non raffinati.
Di aspetto dorato velato, presenta un gusto rotondo e fresco, con un aroma maltato con un finale di note luppolate (4,8% alc, grado amaro 13 Ibu). Viene proposta in bottiglia 33 e fusto Pet da 20 litri, con un termine di conservazione di circa 6 mesi.

Con una immagine di grande impatto, la bottiglia in vetro scuro presenta una vistosa etichetta che, su fondo giallo, riporta la figura di Taras a cavallo di un delfino. Mitologica figura greca, figlio di Poseidone e della ninfa Satyria, Taras è considerato il protettore della città di Taranto, unica colonia spartana fondata nel VIII secolo a.C. e diventata presto potente grazie al suo porto commerciale (suddiviso in Mare Grande e Mare Piccolo) sempre al riparo dai venti, posto in una posizione strategica nel mar Mediterraneo.

Riportiamo le dichiarazioni rilasciate nel corso della nostra intervista da Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni e da Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni.

Quali sono i trend in crescita nel mercato birra e quali sono le caratteristiche principali di Raffo Lavorazione Grezza?

Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni

 «Il mercato della birra è diventato sempre più rilevante negli ultimi anni - afferma Viviana Manera, Marketing Director Birra Peroni - generando anche una cultura più ampia intorno al prodotto, una domanda di proposizioni sempre più premium e la ricerca di innovazioni. 'In questo contesto, i brand locali rappresentano un segmento rilevante all’interno della categoria che continua a crescere anno dopo anno perché risponde esattamente a queste richieste dei consumatori. E, è proprio da queste premesse che siamo partiti per il rilancio di un brand come Raffo e di Raffo Lavorazione Originale. Un brand saldamente legato alla terra in cui è nato, la Puglia e i suoi valori, che rispecchiano in pieno le caratteristiche della sua regione di origine, dove per altro è molto amato.

Raffo Lavorazione Grezza, lanciata proprio in occasione di Beer & Food Attraction 2024, è una birra dal gusto rotondo, fresco, con un aroma maltato e note amare luppolate sul finale. L’abbiamo chiamata “Lavorazione Grezza” perché è fatta con i cereali di Puglia non raffinati e, in generale, il suo processo produttivo è stato curato in ogni singola fase affinché la birra arrivasse quanto più autentica possibile al consumatore, “grezza” appunto, preservando la composizione, gli aromi e i colori naturali delle materie prime. Abbiamo voluto sottolineare ancora di più le sue origini - conclude Viviana Manera Marketing Director Birra Peroni - e il suo essere “grezza” creando appositamente una nuova bottiglia e una identità forte: la bottiglia che richiama le onde del mare, incise nel vetro, l'etichetta gialla e dalla texture grezza che rende che rende intuitive le sue caratteristiche al consumatore. Infine, sempre sull’etichetta è presente un invito a berla “croccante” ovvero ghiacciata, come vuole la tradizione pugliese».

In che modo e con quali prodotti state investendo sul mercato HoReCa?

Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni

«Siamo convinti che la premiumizzazione sia la chiave del successo - afferma Andrea Tortella, Sales Director Birra Peroni - e intorno a questo principio abbiamo costruito la nostra strategia e le 3 grandi aree in cui stiamo implementando i progetti per il canale. In primis, il portafoglio: continueremo a rendere sempre più premium il nostro portafoglio, portando ai clienti un’offerta sempre più completa. La più grande novità in questa area è Raffo, sia il lancio nazionale di Ricetta Originale sia quello Raffo Lavorazione Grezza. In secondo luogo, il livello di servizio: anche nel 2024 continueremo a lavorare per migliorare la qualità del modo in cui approcciamo al mercato e lo attiviamo, e questo vale tanto per il distributore quanto per il punto vendita. In quest’area, uno dei progetti più rilevanti è il portale birraperoniperte.it con cui, attraverso i benefici della digitalizzazione, offriamo ai clienti sempre più velocità, maggiori informazioni e un supporto ancora più efficace. Infine, la formazione con la quale mettiamo al servizio del canale la nostra esperienza tanto in quegli aspetti che attingo più strettamente alla cultura della birra e al suo consumo quanto in quegli aspetti di gestione della complessità di cui parlavamo prima, con l’obiettivi di supportare i clienti nel cogliere tutte le opportunità che si presenteranno».

 

Buone Feste da Sgrappa Limited Edition

Buone Feste da Sgrappa Limited Edition
Lanciata per le feste di Fine Anno la Limited Edition di Sgrappa, distillata da uve rosse piemontesi, in bottiglie 70 cl dall'aggressiva grafica Art Déco.

Sgrappa, la grappa rivoluzionaria nata con la volontà di proporre in modo radicalmente diverso, originale e contemporaneo uno dei distillati più rappresentativi del Made in Italy, presenta per Natale e per le Feste di Fine anno la sua prima limited edition, in cui le forme sinuose della bottiglia sono avvolte da una illustrazione in bianco e nero dal sapore retrò che rende omaggio alla natura miscelabile di Sgrappa, evocando il mondo e le atmosfere della mixologia.

Dopo il successo del lancio della campagna digital dedicata ai due nuovi cocktail Espresso (S)martini e Caffè (S)corretto – inaugurata da I Soliti Idioti e con protagonisti nei prossimi mesi i The Jackal e Il Milanese Imbruttito –, Sgrappa conferma il suo carattere non convenzionale animando la festività più tradizionale dell’anno con una nuova edizione, inaspettata e dirompente, in cui lo spirito provocatorio del brand viene ora reinterpretato in maniera inedita.

Per sottolineare l’identità miscelabile di Sgrappa, la creatività della limited edition si sviluppa in un racconto in cui diversi personaggi celebrano la convivialità e l’arte della mixology contemporanea.
Un ironico cortocircuito nasce dall’incontro tra il creativo manager Paolo Dalla Mora, il tratto in aggressivo stile Art Déco del disegno e l'inconfondibile gesto artistico a firma di Maurizio Cattelan (irriverente dito medio alzato) che, dall’interno della bottiglia da 70 cl, diventa ora protagonista della superficie.

Acquistabile sul sito sgrappa.com, la special edition Sgrappa è l’idea regalo perfetta – o per qualcuno forse il pensiero che non si vorrebbe mai ricevere! – per sorprendere con ironia a Natale, periodo di convivialità per eccellenza, in cui gustare questo distillato moderno che raggiunge la sua massima espressione nella miscelazione, come dimostrano l’ironica drinklist del brand e i nuovi drink al caffè Espresso (S)Martini e Caffè (S)corretto.

Espresso (S)grappa e Caffè (S)corretto con Sgrappa

I nuovi drink al caffè per le tavolate delle feste

La nuova limited edition diventa la protagonista delle tavole più irriverenti, rese ancora più fuori dagli schemi da Sgrappa che, per la sua essenza versatile, può accompagnare ogni momento delle festività natalizie, dai brunch, ai dopo pasto, fino alle piacevoli serate trascorse a chiacchierare o svagarsi con i più tradizionali giochi di società.

Rivisitazione dell’Espresso Martini, uno dei cocktail più amati nel mondo della mixologia e in cima al ranking del IBA-International Bartender Association, l’Espresso (S)martini racconta l’immaginario cosmopolita e visionariodi Sgrappa. Nell’Espresso (S)martini la Sgrappa miscelata esalta l’aroma deciso del caffè dando origine a un drink dal sapore avvolgente e intenso da sorseggiare in buona compagnia.

Simbolo di una tradizione che coniuga il distillato al caffè, invece, il Caffè (S)corretto è una nuova versione del digestivo fine pasto considerato ironicamente l’elisir di lunga vita degli Alpini. Combinando all’inconfondibile essenza dell’espresso l’irriverenza di Sgrappa, il Caffè (S)corretto è una celebrazione del Caffè corretto diventato, in un mondo sempre più frenetico, un rituale con cui riscoprire il piacere di stare insieme, anche senza far nulla, dopo i lunghi pasti natalizi.

Grappa piemontese d'Autore

Prodotta artigianalmente in Piemonte, Sgrappa è una grappa dallo spirito forte, ma solo all’apparenza. Le vinacce da uve rosse, umide e ricche di profumi, vengono lavorate con piccoli alambicchi discontinui in rame a getto di vapore, per ottenere la flemma, che poi viene passata in una moderna colonna di rettifica per ottenere la massima pulizia al naso.
Nel bicchiere si ritrovano ricordi di frutta e fiori bianchi, ma il finale è schietto, dove emerge delicatamente la materia prima, le bucce dell’uva.
Al palato questa grappa conferma la sua natura, con un’ottima corrispondenza dei profumi, ed un finale elegante di uva passa. Dal gusto pulito e leggero, invita ad un secondo sorso, quasi necessario per apprezzare in pieno le sue caratteristiche.

Caffè Trucillo Family Notes, un libro giovane 74 anni

La famiglia Trucillo nel deposito di caffè
Con il libro Trucillo Family Notes, Caffè Trucillo di Salerno ha festeggiato i 74 anni di attività insieme con i 25 anni di Accademia del Caffè.

Storica torrefazione di Salerno fondata nel 1950 da Cesare Trucillo, Caffè Trucillo è tuttora guidata dalla omonima famiglia con una scelta decisa per il canale horeca che rappresenta il 90% della distribuzione.

Questo storico legame è stato rafforzato nel 1998 con la fondazione dell'Accademia del Caffè, prima struttura del genere attiva nel Sud Italia, voluta dai titolari Fausta Colosimo e Matteo Trucillo con l'obiettivo di diffondere e approfondire la cultura del caffè di alta qualità.

In occasione delle recenti celebrazioni dei primi 25 anni dell'evento, è stato presentato il volume "Trucillo Family Notes" composto da 120 pagine riccamente illustrate che riporta la storia imprenditoriale dell'azienda, dalla nascita fino ai giorni nostri, a dimostrazione che ogni impresa che voglia avere un futuro deve avere solide radici.

La condivisione del sapere del caffè è stata la base sulla quale è stata costruita la presenza internazionale della torrefazione di Salerno, le cui miscele sono presenti nelle più rinomate strutture dell'ospitalità e della ristorazione di oltre 40 Paesi. Nelle moderne sale dell'Accademia del Caffè sono finora passati oltre 10mila professionisti e appassionati. Non a caso è stata sede della Tappa Sud dei celebri Campionati Italiani 2022 e 2023 Sca Italy.

«L'Accademia è per noi un asset vincente di crescita - sottolinea Fausta Colosimo, Head of International Markets di Caffè Trucillo - affermando i nostri valori nel canale horeca. Per noi infatti conta solo ed esclusivamente poter garantire ai nostri clienti un caffè di altissima qualità che andiamo direttamente a selezionare nei Paesi produttori, fornendo loro tutti gli elementi di conoscenza che siamo in grado di condividere, affinché possano verificarne direttamente le caratteristiche di qualità. In questa direzione va anche la nostra proposta di prodotti, una gamma molto ampia di miscele pensate appositamente per il canale Bar, realizzate con diversi metodi di estrazione, dal caffè in grani al monoporzione in cialde. Sia per rispondere alle esigenze di pubblici esercizi di diverse dimensioni, sia per accontentare le diverse abitudini e preferenze di consumo, nei più diversi contesti culturali delle aree del mondo in cui operiamo».

Fausta Colosimo, Head of International Markets di di Caffè Trucillo

Birre ABInBev, promossi Arnaud Hanset in Europa, Ief Timmermans in Italia

Brindisi ABInBev
Aria di promozioni in ABInBev: Arnaud Hanset è diventato Presidente della Business Unit Central Europe lasciando la carica di Country Director Italia a Ief Timmermans.

Con oltre 500 marchi, ABInBev è il maggiore produttore mondiale di birra. Di recente c'è stato un avvicendamento nelle cariche sociali. Arnaud Hanset (già Country Director Italia) è diventato Presidente della Business Unit Central Europe, il suo posto è stato affidato a Ief Timmermans.

Arnaud Hanset Presidente Business Unit Central Europe

Entrato nel settore marketing di ABInBev nel 2009, Arnaud Hanset ha lavorato per i diversi marchi del gruppo, fino a diventare Direttore Marketing nel 2015. Promosso nel 2020 come Country Director e Amministratore Delegato Italia di ABInBev, Arnaud Hanset ha puntato sui prodotti premium e superpremium e nella ripresa del canale on trade dopo la pandemia, conseguendo ottimi risultati.
«Ringrazio di cuore il fantastico team - ha dichiarato Arnaud Hanset -  che mi ha supportato in questi anni alla guida dell'Italia in cui abbiamo ulteriormente accelerato lo sviluppo di ABInBev in questo magnifico Paese. Sono davvero onorato ed entusiasta per la nuova avventura come Presidente della Business Unit Central Europe e desiderio fare un grande in bocca al lupo a Ief Timmermans che mi succederà».

Ief Timmermans Country Director Italia

Entrato a far parte di ABInBev come Category Manager in Belgio nel 2014, Ief Timmermans in pochi anni ha raggiunto notevoli traguardi soprattutto con un aumento della redditività grazie ai brand superpremium, portando Stella Artois al secondo posto nel mercato belga della Gdo.
«E' un grande onore raccogliere l'eredità di Arnaud Hanset - ha sottolineato Ief Timmermans - e mettermi alla prova in un mercato così affascinante, un Paese in cui per tradizione e cultura enogastronomica  vi è una naturale spinta verso i segmenti premium e superpremium, prodotti di qualità su cui vogliamo continuare a puntare e dove siamo convinti di poter crescere ancora».

ABInBev, una lunga e intricata storia di acquisizioni e fusioni 

AB InBev è la società leader mondiale della birra, quotata in borsa e con sede a Leuven, in Belgio. Le radici europee risiedono nel birrificio di Den Hoorn a Leuven, in Belgio. La società può contare su un portfolio diversificato di oltre 500 brand che comprende marchi globali come la statunitense Bud/Budweiser, la messicana Corona e la belga Stella Artois; marchi multi-paese come la tedesca Beck’s, la sudafricana Castle, le belghe Hoegaarden e Leffe; marchi locali come Aguila (Colombia), Antarctica (Brasile), Bud Light (Usa, top delle vendite), Brahma (Brasile), Cass (Corea del Sud), Cristal (Belgio), Harbin (Cina), Jupiler (Belgio), Michelob Ultra (Usa), Modelo Especial (Messico), Quilmes (Argentina), Victoria (Belgio), Sedrin (Cina) e Skol (Brasile). L'azienda conta circa 164.000 dipendenti, di cui 12.000 solo in Europa. Uffici e birrifici sono presenti in 18 Stati dell'UE, compreso il Global Innovation Centre che ha sede a Leuven, in Belgio.

logo ABInBev

La società nasce in Belgio nel 1987 come ampliamento del birrificio Den Hoorn, acquisendo marchi come Stella Artois, Leffe e Hoegaarden, dandosi il nome Interbrew. Dopo l'acquisizione della tedesca Beck' nel 2001, nel 2004 acquisisce la brasiliana Ambev  ribattezzandosi InBev. In seguito nel 2008 la strategica fusione con la nordamericana Anheuser-Busch (Bud/Budweiser), seguita dall'acquisizione nel 2015 della sudafricana/nordamericana Sab-Miller che dà vita all'attuale ABInBev.

Alcune delle 500 specialità ABInBev

I brindisi sono più festosi con le Birre di Natale

AssoBirra, birre di Natale in tavola
Fine anno effervescente per il mercato birrario, dal concorso XMas Beers di Unionbirrai, alla ricerca Cerb-AssoBirra, alle proposte in tema di Forst, Menabrea, Theresianer, Baladin, Compagnia dei Caraibi - Right Beer, L'Orso Verde, QBA - Quality Beer Academy, Birra Dolomiti, Menaresta.

Ai brindisi delle feste a base di bollicine di origine enologica (vini spumanti, Champagne, Prosecco...), si stanno aggiungendo sempre più spesso brindisi a base di specialità birrarie appositamente realizzate per il Natale.

Nord e centro Europa da secoli danno vita a birre stagionali, a cominciare da quelle create appositamente per le festività di fine anno come il Natale, dal Belgio alla Germania, dall'Inghilterra alla Scozia, dalla Francia alla Danimarca.

Di base si tratta di arricchimenti e aromatizzazioni relativi a birre doppio malto realizzati con particolari tostature di malti, spezie, cannella, vaniglia, caffè, cacao, castagne, miele, frutta, passaggio in botti dai legni più diversi, ma tutte caratterizzate da indicazioni e/o confezioni speciali riferite al periodo di fine anno come Christmas, XMas, Nöel, Winter.

Al MediBeX di Bari il concorso XMas Beers di Unionbirrai

Da alcuni anni questa tradizione ha coinvolto anche diversi produttori e distributori italiani, dalle filiali delle multinazionali ai birrifici artigianali, tanto che Unionbirrai (l'associazioone dei piccoli birrifici indipendenti) realizza da tre anni un apposito concorso sulla creatività nazionale: XMas Beers che quest'anno si terrà a Bari lunedì 18 dicembre nel corso del MediBeX, Mediterranean Beer Experience. Non solo. Ai concorrenti sarà richiesto di proporre il miglior abbinamento gastronomico come quello con il panettone. Quest'anno i protagonisti sono il Panettone Artigianale Tradizionale e il Panettone Artigianale al Cioccolato Creativo, doppio titolo vinto del Panificio Pompilio di Ariano Irpino (Avellino) alla settima edizione del concorso Maestro Panettone di goloasi.it

Le caratteristiche richieste dal bando del concorso XMas Beers 2023 (3.a edizione) di Unionbirrai per identificare una birra di Natale sono:
a) Gradazione alcolica sopra al 6,5%
b) Amaro fra medio e moderato max 70 IBU
c) Acidità non caratterizzante
d) Potranno avere note speziate e/o di zuccheri canditi, frutta rossa
e) Riportare un chiaro riferimento al Natale o all’inverno nel nome della birra stessa o nella descrizione in etichetta.

Il trend di mercato secondo CIB - AssoBirra

Questo il trend rilevato secondo l'ultima indagine BVA Doxa per il Centro Informazione Birra - CIB di AssoBirra (l'associazione dei produttori di birra e malto):
«Durante le festività natalizie si evidenzia un tendenziale - precisa Alfredo Pratolongo, presidente AssoBirra -  ma sempre moderato, aumento medio settimanale del consumo di birra, che passa da circa 2 volte a settimana a 2,3, preferendola in accompagnamento con il cibo, durante la cena (67%), l’aperitivo serale (43%) e il pranzo (31%). Con un’evidenza su tutte: persino durante il tradizionale pranzo di Natale la birra non abbandona la tavola. Un italiano su due ha, infatti, abbinato la “bionda più amata” ad un pranzo delle feste, ma non solo, il 78% del campione dichiara di voler festeggiare abbinando la birra ai propri piatti preferiti. Anche durante il cenone di Capodanno la birra diventa protagonista: il 30% degli italiani ha infatti brindato con la birra, percentuale che cresce al 43% se si guarda alla Gen. Z. Un modo anche per rinnovare la tradizione, secondo il parere del 64% degli intervistati».

«La birra è ormai entrata a far parte delle nostre tradizioni, ritagliandosi una centralità anche durante le festività natalizie - dichiara Andrea Bagnolini, direttore generale di AssoBirra - e un ruolo da protagonista in tavola durante la cena della Vigilia e il pranzo di Natale, in abbinamento ai piatti tipici. Ma non solo, abbiamo visto quanto la birra possa essere un’idea apprezzata per un regalo originale, che può far scoprire ai consumatori un nuovo lato della bevanda, un interesse che, come AssoBirra, ci auguriamo continui a crescere. La birra genera un significativo valore sociale per il nostro Paese perché è entrata a pieno titolo nelle abitudini di consumo moderato degli italiani e nelle loro occasioni di convivialità, e questi ultimi dati ne sono un’ulteriore conferma. L’Italia, oltre a ricoprire un modello di produzione ed export, rappresenta quindi un esempio virtuoso per il consumo della birra: infatti, grazie alla sua leggerezza, alla varietà e al gusto, si può accompagnare a tutti i pasti, con un consumo che si inserisce in uno stile di vita improntato al benessere e all’equilibrio, nel corso di tutto l’anno”.

Ventesima edizione di Forst Birra di Natale

Birra di Natale Forst Limited Edition è di nuovo disponibile nell'attesa versione da collezione in vetro decorato da 2 litri, anche questa volta con un dipinto fatto a mano dall’artista Franz. J. Platter, realizzato in occasione della storica ricorrenza, il Ventesimo Compleanno.

 

La decorazione artistica si ispira ai simboli di Birra Forst, riportando numerosi elementi decorativi: per la festa di Natale, tre angeli cherubini portatori di speranza, fede e carità si librano sugli elementi di Birra Forst, tre abeti decorati con stelle brillanti che rappresentano i vent'anni della Birra di Natale Forst.

Anche le tre corone sul fusto di birra brillano d'oro. Lo stemma della corporazione dei birrai e delle malterie, nell'angolo sinistro, e lo stemma Forst, nell'angolo destro, riflettono la tradizione della birra altoatesina di Lagundo (Bolzano). La pietra di zaffiro blu, finemente incastonata, è dipinta con la stella del birraio color oro, che ha uno stretto legame cristiano con il Natale e ne trasmette lo stesso messaggio.
Fatto a mano, il dipinto viene fissato alla bottiglia da 2 litri attraverso diverse fasi molto elaborate e mediante processi di cottura, rimanendo fedele all'originale e perfettamente riconoscibile nei dettagli.
La Birra di Natale Forst (5,2% alc) può vantare un bel colore ambrato e un gusto piacevolmente luppolato e maltato, una spuma dalla fine alveolatura e viene imbottigliata nel piccolo impianto di produzione in botti di Birra Forst.

Birra Forst è stata la prima azienda italiana a introdurre venti anni fa la tradizione nordica della Birra di Natale o Christmas Brew, proponendola come ideale accompagnamento alle gustose pietanze tipiche e saporite di questo momento dell’anno. Per la sua degustazione è disponibile un boccale natalizio dai caldi colori festivi quali il rosso, il verde e l’oro.
Oltre alla rinomata bottiglia da 2 litri in vetro, Birra di Natale Forst è disponibile anche in fusti da 15 e 30 litri, nel pratico fustino Forsty da 12,5 litri, in bottiglie da 33 cl e nella Valigia di Natale (novità 2023) idea regalo che comprende 3 bottiglie da 33 cl, due boccali da 20 cl e una serie di accessori in tema.

Christmas Beer o Birra di Natale, la rossa di Menabrea

Birrificio attivo più antico d’Italia, Menabrea (gruppo Forst) torna con la sua speciale Christmas Beer o Birra di Natale per celebrare le feste con il gusto speciale di una birra che viene prodotta esclusivamente per le feste.
La ricetta di Natale dell’antico birrificio di Biella è una speciale rossa di antica tradizione, dal tenore alcolico non troppo elevato, (5,2% alc) caratterizzata da una spiccata aromatizzazione, ottenuta con l’impiego di malti speciali.
Oltre alla tradizionale bottiglia da 2 litri con tappo meccanico e le bottiglie da 33 cl, quest’anno Menabrea presenta, oltre al Fusto da 15 litri, il Mini Fusto da 5 litri da portare direttamente in tavola. Oltre alla classica scatola in cartone con 10 bottiglie da 33 cl, sono disponibili confezioni regalo come Christmas Box con 6 bottiglie da 33 cl e 2 bicchieri personalizzati.

Theresianer Winter Beer, omaggio alle Dolomiti

Theresianer rende omaggio al fascino delle Dolomiti e alla magia della loro luce cangiante con gli ormai iconici Winter Beer e Calendario dell’Avvento 2023.
Doppio malto non filtrata ad alta fermentazione (9% alc), Winter Beer Theresianer è leggermente speziata, con deliziosi profumi di frutta secca e delicate note di tostato. Da assaporare in abbinamento a formaggi stagionati o con cioccolato fondente, si rivela anche come birra da meditazione. Per l’inverno 2023 Winter Beer è disponibile anche in una elegante confezione regalo in scatola bianca che racconta i colori delle Dolomiti d’inverno, e con il profilo di un maestoso cervo.
La stessa visione ha il Calendario dell’Avvento 2023 che svela nelle sue caselle tante sorprese per 24 giorni di degustazioni nella miglior tradizione birraria mitteleuropea. Un percorso nel gusto fino al gran finale della Vigilia di Natale: l’esclusiva Winter Beer in edizione limitata ed esclusiva formato 33 cl.
L’offerta natalizia si amplia ulteriormente quest’anno con nuovi Gift Pack: il prezioso distillato di birra Bierbrand è accompagnato da due bicchieri da degustazione dal design elegante ed iconico, mentre Theresianer Gin, il distillato che vanta il luppolo tra i suoi botanical, è proposto insieme ad una coppia di calici balloon personalizzati, ideali per preparare i migliori cocktail.

Compagnia dei Caraibi distribuisce Right Beer Testadariete Père au Chocolat

Il nome Père au Chocolat (Babbo al Cioccolato) è una crasi tra Père Noël e Pain au Chocolat, un nome che richiama il Natale e rievoca il sapore dei dolci da forno con aggiunta di pere e cioccolato.
Birra scura (tonaca di frate) di ispirazione belga (9,5 % alc), è arricchita da una purea di Pere Williams, da un blend di Cacao purissimo Bio e da un grist di malti selezionati per valorizzare le sensazioni di cioccolato. Di gusto dolce, ben bilanciato, presenta aromi di pera (ovviamente), frutta sotto spirito, frutta secca, note tostate e cioccolato.

Testadariete è una Beer Firm cooperativa; ogni ricetta è brassata a quattro mani, è pensata per dare spazio alla creatività dei migliori mastri birrai italiani ed è esclusiva del catalogo Right Beer.

Azienda specializzata nella distribuzione di birra artigianale italiana, Right Beer è entrata a far parte di Compagnia dei Caraibi ad aprile 2022. Con oltre 500 referenze firmate da 17 produttori artigianali di eccellenza, dal nord al sud della Penisola, Right Beer è diventata un riferimento nella divulgazione della cultura birraria e della qualità della birra artigianale italiana.

Nöel Orange & Cacao, un dolce liquido firmato Baladin

Noto per la sua inarrestabile creatività, Teo Musso titolare del Birrificio Artigianale da Filiera Agricola Italiana Baladin di Piozzo (Cuneo) ha firmato per questo Natale Nöel Orange & Cacao, birra scura tonalità colore tonaca di frate (Ebc 50), con una schiuma compatta e cremosa.
I profumi delle fave di caco e delle scorze di arancia dolce si armonizzano con i sentori del tris di malto torrefatto (orzo, grano e avena) e frutta secca, mentre il gusto amaricante del luppolo (coltivato in proprio) lascia in bocca un equilibrato retrogusto tra dolce e amaro (8,5% alc, Ibu 20-24). Disponibile in bottiglia da 75 e 150 cl, oltre che in fusto da 24 litri.
Sempre perseguendo l'obiettivo di utilizzare il più possibile ingredienti di territorio (coltivati in proprio o altrui), Baladin l'anno scorso ha presentato una birra unica come Nöel Gentile edizione 2022 ricavata dalla lavorazione della nocciola tonda gentile coltivata in Piemonte.

L'Orso Verde rilancia Chocotale con purea di pere e grue di cacao

Con una colorata etichetta animata da elfi (firmata dall'agenzia The Goodman) e ispirata al libro (e film) La Fabbrica di Cioccolato e al suo protagonista Willy Wonka, Il Birrificio L'Orso Verde di Busto Arsizio (Varese) ha rilanciato Chocotale anche per il Natale 2023, puntando sugli ingredienti che hanno caratterizzato il successo di questa doppelbock a bassa fermentazione color mogano con riflessi rubino: purea di pere e e grue di cacao (7,9% alc, Ibu 23, bottiglia 50 cl). Ben distinti si fanno notare gli aromi di caramello, pera, cioccolato, nocciola, frutta candita, tutti presenti in vari dolci tipici di Natale, con i quali si abbina perfettamente.

Nello scaffale QBA-Quality Beer Academy si aggiunge Delirium Christmas

Non poteva mancare a questa breve rassegna la presenza di una specialità belga nota per il disegno in etichetta dell'Elefante Rosa e per il forte carattere, di gusto oltre che alcolico (10% alc). Prodotta a Melle nelle Fiandre (Belgio) da Brouwerij Huyghe e distribuita da QBA-Quality Beer Academy di Genova, Delirium Christmas/Nöel è infatti una birra ambrata (26 Ibu), della tipologia Belgian Winter Ale, dal bouquet aromatico complesso che presenta note dolci, caramellate, fruttate e speziate, con un finale secco lievemente amaro., proposta nella bottiglia "verniciata" in grigio da 33 o 75 cl.
Un'idea per Natale? Aromatizzate la crema che accompagna di solito il panettone o il pandoro con una dose di Delirium Christmas.
«Gli elementi da tenere in considerazione - afferma Lorenzo Bossi, Brand Manager di Quality Beer Academy - nella produzione di questa birra celebrativa sono i malti caramellati che servono per ottenere il giusto colore rosso e le note aromatiche. Oltre al bouquet aromatico realizzato con cannella, chiodi di garofano, anice stellato, cardamomo, coriandolo e bucce di agrumi».

Corsa di Babbo Natale con Birra Dolomiti delle Feste

Come consuetudine quest'anno il lancio di Birra Dolomiti delle Feste (marca top della storica Birreria Pedavena 1897 di Feltre - Belluno) è coincisa con la tradizionale Corsa di Babbo Natale (3 dicembre) tra i Mercatini Natalizi del Parco della Birreria Pedavena, evento organizzato insieme con l’Associazione Giro delle Mura “Città di Feltre”, la Pro Loco di Pedavena sotto l’egida del CSI, con il patrocinio dei Comuni di Pedavena e Feltre.
La manifestazione si divide in corsa competitiva (12 km) e passeggiata/camminata ludico motoria (6 km) nei tradizionali costumi rossi da Babbo Natale su due percorsi, parzialmente chiusi al traffico, con partenza dalla fabbrica della Birreria Pedavena e arrivo nel villaggio dei mercatini natalizi nel parco della Birreria.
Birra ambrata dai riflessi ramati Birra Dolomiti delle Feste è una lager speziata con scorze di arancia amara con tenore alcolico medio (7%), Birra Dolomiti delle Feste è caratterizzata, oltre che da sentori agrumati, da quelli speziati grazie all'utilizzo in dry hopping (luppolatura a freddo) di luppoli americani. Disponibile solo in eleganti bottiglie magnum da 1,5 litri.

Vergogna! La Verguenza XMas del Birrificio Menaresta

La Verguenza XMas è la birra di Natale del Birrificio Menaresta. In lingua spagnola “verguenza” equivale a “vergogna” e infatti il claim scelto dai mastri birrai di Carate Brianza è “Vergogna! Non cambi mai!” a indicare che la sua ricetta base è sempre la stessa, la Double Ipa La Verguenza (8,5% alc), ma i cui luppoli cambiano di volta in volta (quest’anno è El Dorado dagli aromi di frutta tropicale), a secondo della ricorrenza o della stagione. Decisamente controcorrente rispetto alle tradizionali birre di Natale, dolci, corpose e speziate. Disponibile in lattina 33 cl, bottiglia 75 cl, magnum 150 cl e in confezione regalo “Lattinone”.

 

 

 

Verso la tappa di Sorrento di Baritalia con gli Syrup DOuMix?

Doumix
La gamma dei 12 sciroppi per la miscelazione Syrup DOuMIX? by Mec3, tra i prodotti protagonisti della nuova edizione di Baritalia

Della presentazione della gamma di prodotti DouMIX? abbiamo parlato in un precedente  articolo nel nostro sito. Qui presentiamo la linea dei prodotti Syrup di DOuMIX?, sponsor della prossima tappa di Sorrento di Baritalia by Bargiornale.

In tutte le tappe di Baritalia sarà presente anche la gamma di prodotti Squeeze by DOuMIX?, premix creati per cocktail, mocktail e drink aromatizzati, con frutta pronta da squeezare. Nel paniere di Sorrento sono presenti tre referenze della gamma Squeeze: Lemon Lime Sweet&Sour, Yuzu e Mixed Berries.

Alla creazione di drink, ricette a base latte e caffè DOuMIX? dedica Syrup, la linea di sciroppi ad alta concentrazione che, con poche gocce, arricchisce di gusto ogni preparazioni con ben 12 referenze: Amaretto Flavour, Blue Unicorn, Caramel Flavour, Cinnamon, Elderflower Flavour, Green Mint, Grenadine Flavour, Hazelnut Flavour, Mint, Rose, Pink Unicor, Vanilla Flavou.

Riportiamo anche la ricetta del signature drink proposta alla tappa di Lecce di Baritalia by Bargiornale che vede l'esclusiva collaborazione di DOuMIX? e Organics by Red Bull.

Purple Up
Ingredienti
30 ml DOuMIX? Syrup Grenadine Flavour
20 ml succo fresco di limone
top Organics Purple Berry by Red Bull
Preparazione
Direttamente nel tumbler con ghiaccio, mescolare. Guarnire con foglie di menta, frutti rossi e gelatina di purple berry.

Blackery: da Molino Dallagiovanna un nuovo colore per dolci e lievitati

È l'ora di Blackery, il nuovo blend di farina e cacao lanciato da Molino Dallagiovanna in partnership con Barry Callebaut, per una bakery in black

Croissant, tartellette, focacce, volendo anche la pizza: non ci sono limiti alla fantasia, quando si utilizza un mix di farina e cacao. La prima serve per dare struttura all'impasto, il secondo dà il colore, naturale, ma anche un profilo aromatico distintivo, con una nota lontana di cioccolato, che non eccede nella parte dolce. A creare un mix di questo tipo, già strutturato e pronto per l'utilizzo in alta pasticceria e nelle bakery e pizzerie, ci ha pensato Molino Dallagiovanna, in collaborazione con Barry Callebaut. Il risultato è la linea Blackery, presentata in anteprima ufficiale a Sigep World 2026 e oggi in tour in una selezione di laboratori che la stanno testando sul campo.

Abbiamo avuto modo di intercettare questo tour a Roma, in un tripudio di lievitati dolci e salati, realizzati dal pastry chef Federico Prodon, nel suo laboratorio in zona Parioli. Due le referenze, disponibili in formato da 10 kg: Blackery Debole, ideale per frolle, paste friabili, masse montate, cracker e grissini; Blackery Forte, indicata per grandi e piccoli lievitati di pasticceria, panificazione, pizza e pasta fresca, dove sono richieste struttura, elasticità ed estensibilità. Le due versioni possono essere utilizzate singolarmente, oppure in combinazione, in funzione delle esigenze tecniche e creative del laboratorio.
È il risultato di un’attenta selezione di grani di alta qualità e cacao pregiato, verificato da Cocoa Horizons, programma di sostenibilità volto a migliorare le condizioni di vita delle comunità di coltivatori e a promuovere pratiche agricole responsabili.
Il colore scuro intenso è decisamente quello del cacao, la sfida comunicativa, ammettono, potrebbe essere far capire al pubblico che non si tratta di carbone vegetale, bensì di un colore totalmente naturale, perfetto sia per essere utilizzato in dolci al cioccolato, in perfetta concordanza, sia per un contrasto cromatico e di sapori. Ma il pubblico sembra pronto, secondo il pastry chef Federico Prodon: «Questa linea di croissant black stanno avendo un grande riscontro, perché crea curiosità, anche in versione salata».

Sodamore, in arrivo anche un bitter e un amaro

Sodamore Beerlover Whitelover
Sodamore Beerlover Whitelover
La gamma di sode lanciata nel 2024 dall'attore Luca Argentero e dai suoi soci si allarga: dopo le birre analcoliche e un vino bianco fermo dealcolato, entro fine anno arrivano anche un bitter e un amaro no alcol, oltre a un vino frizzante

Scherziamo un po’, con Luca Argentero, e gli chiediamo se il modello a cui si ispirano lui e i suoi soci in Sodamore sia quello di Tequila Casamigos, fondata dalla star di Hollywood George Clooney e due suoi amici di lunga data nel 2013, quasi per gioco, e poi venduta a Diageo nel 2017 per una cifra vicina al miliardo di dollari. «Io e un altro socio ci consideriamo inguaribili startupper e siamo molto contenti dei risultati di questo primo anno – racconta l’attore quando Bargiornale lo incontra a Beer & Food Attraction -. Nella nostra idea c’è anche la scalabilità del progetto, abbiamo anche appena chiuso un round di finanziamento con un fondo. Quanto ai miliardi, non so…. (sospira, ndr)».

Sodamore è stata lanciata sul mercato a ottobre 2024; è una sparkling soda con cinque ingredienti (sambuco, camomilla, mirtillo, succo d'uva e rabarbaro) e una immagine di marca che ammicca ai consumatori più giovani e attenti a un consumo consapevole e no alcol. L’idea dei fondatori è di proporre una bevanda «pensata per chi sceglie lucidità, equilibrio e autenticità come forma d’amore verso sé stessi e verso gli altri, rompendo lo stereotipo che il “senza alcol” equivalga a “noioso”».

Cola Spark e Summer Crush
Cola Spark e Summer Crush, ultime novità in casa Sodamore

La gamma si allarga

La gamma si è poi ampliata e oggi comprende anche un vino bianco dealcolato, Whitelover, le birre analcoliche Beerlover (La Bionda e la referenza appena lanciata, l’ambrata Beerlover La Rossa). Fresche di presentazione anche Summer Crush, un’altra soda a base di limone, mango, salvia e sciroppo di dattero, e Cola Spark, con ginseng e sciroppo di dattero. Argentero e soci (la sorella Francesca Argentero, Giovanni Rastrelli, Emanuele Boero e Michele Corino) hanno iniziato a sondare il mercato del fuori casa partecipando a Beer & Food Attraction in febbraio, e per l’occasione Luca ci ha anticipato i lanci dei prossimi mesi. Ci sono anche un bitter e un amaro.

Luca Argentero
Luca Argentero, socio di Sodamore con la sorella Francesca, Giovanni Rastrelli, Emanuele Boero e Michele Corino

Luca Argentero: «Entro l'anno un bitter e un amaro»

A che cosa state lavorando tu e i tuoi soci?

A un vino frizzante dealcolato, con l’obiettivo di evitare di sopperire alla mancanza di alcol con una dose extra di zucchero. Stiamo andando in una direzione molto interessante. Arriverà un’altra referenza di birra e un amaro, che sarà un infuso d’erbe senza alcol. Anche qui stiamo lavorando per ottenere un'esperienza più simile possibile a quella di un amaro alcolico, ed è tutta questione di viscosità del prodotto. Ultimo nostro obiettivo è il bitter, prodotto su cui crediamo molto perché con la bolla e il bitter possiamo arrivare a proporre uno spritz anacolico. Quest’ultimo al momento è in stand by, mentre con amaro e vino frizzante siamo a buon punto. Per la fine del 2026 vogliamo arrivare ad avere il listino completo.

Beerlover - La Bionda e La Rossa
Beerlover, La Bionda e La Rossa: le due birre analcoliche "firmate" Argentero e soci

Ci racconti come è nata l’idea di Sodamore?

Nasce da un'esperienza personale, stavo prendendo farmaci per una brutta ernia alla schiena e per tre messi non ho potuto bere alcol. Davanti allo scaffale dei soft drink e degli analcolici non trovavo quello che cercavo. E quindi, un po' per ridere, un po' per scherzare, ho iniziato a fare da solo, mischiando sciroppo di zenzero e acqua gasata. Poi, con l’amico Giovanni Rastrelli che si è occupato per un periodo della sua vita di un birrificio artigianale, abbiamo iniziato a ragionare sul prodotto. All’inizio avevamo sottostimato l’impegno, lo sforzo necessario in fase di ricettazione si è rivelato enorme perché volevamo creare un gusto che non esisteva e farlo con pochissimi ingredienti.

Quanto ci è voluto?

Un anno, e poi sono arrivati tutti gli altri aspetti da affrontare: logistica, distribuzione, gamma, marketing… Ora finalmente ci presentiamo, per la prima volta, a una fiera con un listino strutturato, pronti a sederci al tavolo con i distributori sapendo di cosa parliamo, sostenibili, finanziati, quindi con dei soldi da investire. Abbiamo dato rotondità al progetto.

Il brand è costruito tutto attorno al concetto di amore…

Noi vendiamo l’idea di prendersi cura di sé. E di innamorarsi delle persone per quello che sono, non di una loro versione edulcorata o alterata dall’alcol. Se ti vuoi innamorare di me, ti devi innamorare di Luca alle dieci del mattino, che va a lavorare, è arrabbiato, ha tutti i problemi del mondo. Non voglio demonizzare l’alcol, però nella nostra cultura la narrativa sul consumo dell'alcol è un po' fallace o molto vecchia. Se io mi presento a un evento con in mano dell'acqua, mi chiedono se sto male. Se sono una donna, chiedono se sono in gravidanza. È ancora poco accettato, culturalmente, essere in socialità e non bere. Ecco, noi vogliamo rompere lo schema per cui se rinunci all’alcol rinunci al gusto. Per questo abbiamo lavorato tanto sui prodotti.

Liquid Ventures: un nuovo player sul mercato del low&no alcohol

Da sinistra, Bob Kunze-Concewitz, Paolo Dalla Mora e Luca Gargano
Paolo Dalla Mora, Luca Gargano e Bob Kunze-Concewitz uniscono le forze e danno vita al venture builder per bevande low&no alcohol Liquid Ventures

Creare, sviluppare e gestire marchi e prodotti nel segmento no&low alcohol nel settore beverage. È questo l'obiettivo di Liquid Ventures, società fondata da tre nomi di primo piano dell’industria beverage internazionale: Paolo Dalla Mora, Luca Gargano e Bob Kunze-Concewitz. Liquid Ventures, che avrà un headquarter nelle Langhe e uffici operativi a Milano, è il primo venture builder europeo dedicato allo sviluppo di aziende e brand nel segmento no&low Alcohol, con l’obiettivo di intercettare una trasformazione strutturale nei consumi globali nel mondo delle bevande, con un occhio in particolare alle nuove generazioni. Il progetto unisce le competenze complementari di Dalla Mora, che da manager in grandi multinazionali è stato il fondatore dei brand di gin Engine e Strucchi, di Bob Kunze-Concewitz che è lo storico ceo del Gruppo Campari, nonché di Luca Gargano, patron di Velier e considerato fra i più grandi conoscitore di Rhum al mondo.

Energy drink, bevande analcoliche funzionali a base di nootropi e adattogeni, proxy wines: sono questi alcuni degli esempi delle tipologie di prodotti nei mirino del trio di supermanager, tutti con una forte vocazione verso le tendenze emergenti tra Millennials e Gen Z, che mostrano una crescente attenzione al benessere, alla moderazione e a stili di vita più equilibrati. «Liquid Ventures - afferma Paolo Dalla Mora, che nell'impresa riveste il ruolo sia di ceo che di presidente - nasce in un momento di cambiamento epocale nel rapporto delle nuove generazioni con l’alcohol e nel pieno della rivoluzione tecnologica guidata dall’intelligenza artificiale, con un set up di due anni per arrivare a questo lancio. Il nostro obiettivo è costruire una società capace di sviluppare prodotti sofisticati e contemporanei e superare l’idea che “senza alcohol” significhi senza esperienza». Dalla Mora non nasconde che il modello è quello di Engine: «vogliamo creare brand globali partendo da nostre start-up e siamo pronti a valutare progetti in early stage sul mercato internazionale». Per rafforzare la componente tecnologica e digitale del progetto, tra i partner della società figura Nana Bianca, l’ecosistema di innovazione e start-up fondato a Firenze da Paolo Barberis.
Nel piano industriale quinquennale Liquid Ventures prevede non solo il lancio di nuovi brand e linee di prodotto, sia in Italia che sul mercato internazionale, ma anche la creazione di Liquid Insight Lab, un osservatorio dedicato ai nuovi trend del beverage. «Liquid Ventures - aggiunge Luca Gargano, board member e socio della nuova impresa - nasce per intercettare un cambiamento strutturale del mercato, non una moda passeggera. In Italia, ad esempio, il consumo quotidiano di alcohol è sceso dal 33,3% nel 1999 al 19% nel 2023, mentre cresce il consumo occasionale e fuori pasto». Gli fa eco l'altro socio e membro del board, Bob Kunze- Concewitz: «La crescita strutturale del mercato low&no alcol rappresenta un’opportunità unica per costruire una realtà imprenditoriale scalabile e innovativa. Liquid Ventures ha l’ambizione di diventare nei prossimi anni un player globale del settore».

Reimmagina lo Spritz, la sfida di Art of Italicus 2026

Art of Italicus 2025 finalisti
I finalisti mondiali dell'edizione 2025 di Art of Italicus
Aperte fino al 15 maggio le iscrizioni del concorso targato Italicus. Creare un twist artistico dello Spritz la sfida di questa ottava edizione del concorso che celebra il decimo anniversario del marchio

Torna la sfida all’insegna del matrimonio di eccellenza tra arte e miscelazione. Si sono aperte le iscrizioni per Art of Italicus Aperitivo Challenge 2026, il concorso internazionale firmato dal pluripremiato Rosolio di bergamotto creato da Giuseppe Gallo, marchio che quest’anno festeggia il suo decimo anniversario.

Trasformare i cocktail in una vera e propria forma di arte contemporanea è da sempre il cuore del concurso, che anche quest’anno pone al centro della sfida lo Spritz, cocktail diventato uno dei simboli dell’aperitivo italiano e che deve la sua popolarità globale al carattere fresco, leggero e versatile.

Un grande classico che i bartender concorrenti dovranno reinterpretare in modo originale e innovativo, esaltando Italicus e le sue note di bergamotto di Calabria. Nell’ideare il nuovo aperitivo in stile italiano dovranno anche ispirarsi a una qualsiasi forma d’arte, come scultura, design, pittura, moda, musica, danza. Lo stesso cocktail dovrà presentarsi come una realizzazione artistica, curata in ogni aspetto, dal gusto alla scelta della tipologia del bicchiere alle guarnizioni

La finale globale: via alle celebrazioni l'anniversario di Italicus

Otto i Paesi coinvolti in questa ottava edizione di Art of Italicus: Italia, Cina, Francia, Germania, Hong Kong, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. Per ognuno ci sarà una finale nazionale e gli 8 vincitori si confronteranno nella finale internazionale, in programma il prossimo settembre a Londra, evento che si inserisce nelle celebrazioni per il decimo compleanno del brand.

Festeggiamenti che andranno avanti per tutto il mese di settembre con le Italicus Weeks, una serie di appuntamenti e menù dedicati con cocktail in stile Spritz.

Tornando al concorso, in palio c’è il titolo di Italicus Bar Artist of the Year 2026 e un prestigioso programma di mentorship, curato da Italicus, presso il Moebius di Milano, locale al settimo posto nella classifica di The World’s 50 Best Bars (leggi Il bar all’italiana conquista il mondo! Trionfa il Bar Leone ai World’s 50 Best Bars 2025). Inoltre, Giovanni Allario, bar director del Moebius, metterà a disposizione il suo approccio contemporaneo alla creazione dei cocktail per ispirare e guidare i partecipanti durante tutte le fasi della competizione, promuovendo lo storytelling, la tecnica e la creatività nell'arte della miscelazione.

Come partecipare ad Art of Italicus

Per quanto riguarda l’Italia, chi vuole partecipare ad Art of Italicus deve iscriversi entro il prossimo 15 maggio, compilando l’apposito form sul sito www.artofitalicus.com (dove è disponibile il regolamento completo), inserendo i propri dati personali e l’originale ricetta del proprio twist dello Spritz. La ricetta, che può avere fino a cinque ingredienti, guarnizione inclusa, dei quali uno può essere homemade, deve contenere obbligatoriamente almeno 40 ml di Italicus e deve essere replicabile e riportare tutti gli ingredienti (con quantità), tecnica di preparazione, tipologia di bicchiere, decorazione. Nel form va inoltre caricata una foto del drink e una breve storia che ne racconti l’ispirazione.

I bartender potranno condividere le loro creazioni tramite i canali social utilizzando i tag: #ITALICUS #ROSOLIODIBERGAMOTTO #ARTOFITALICUS #AOI26 e taggando @italicusrdb @artofitalicus

Inoltre, per supportare al meglio i concorrenti, durante tutto il periodo di iscrizione, sui social di Italicus saranno ospitate delle sessioni mensili di Q&A, pensate per rispondere alle domande più frequenti e aiutare i partecipanti a valorizzare al meglio le proprie candidature.

Tutte le ricette saranno valutate dal team di Italicus che selezionerà i 6 concorrenti che prenderanno parte alla finale italiana, che si svolgerà tra giugno e luglio in una location ancora non svelata.

Baritalia 2026 riparte il 30 marzo da Bergamo. Registrati per l’ingresso gratuito

Compila il form di iscrizione per assicurarti l'ingresso gratuito e la partecipazione alle masterclass della tappa di Bergamo di Baritalia 2026, in scena al Daste.

Il tour nella penisola di Baritalia riparte da Bergamo. L’appuntamento con la prima tappa dell’edizione 2026 del laboratorio itinerante di miscelazione di Bargiornale è per lunedì 30 marzo, a partire dalle ore 9, al Daste (in via Daste e Spalenga, 15), uno spazio multifunzionale nato dalla riqualificazione di un’ex centrale termoelettrica, che ospita uno Spazio Eventi, un Bistrò, un Cinema, una Galleria e il Workplace: un centro d’avanguardia di produzione culturale e di socialità.

REGISTRATI QUI

Un appuntamento da non perdere per bartender e professionisti del fuori casa, che troveranno ad attenderli una ricca giornata di sfide e di masterclass, possibilità di confronto, incontro e networking.

Baritalia Lab, le Masterclass, il Signature Bar

Tra i momenti clou della giornata le challenge del Baritalia Lab, la sfida di miscelazione per questa edizione incentrata sul concetto di Ultra: da intendere come ricerca di intensità, precisione e consapevolezza, senza eccessi e inutili spettacolarizzazioni. Un invito ad andare oltre l’abitudine, a superare formule rassicuranti e automatismi creativi, mantenendo però misura, equilibrio e controllo. In palio ci sono i primi 10 posti per la finalissima in programma il 23 novembre a Milano.

Altro pezzo forte della tappa di Bergamo è il ricco programma di formazione, con 9 masterclass dedicate alle tecniche di miscelazione. A salire in cattedra saranno esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte e gratuite per tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

Inoltre, nel Signature Bar si potranno degustare, durante tutto il giorno, i cocktail delle aziende partner dell’evento.

Ospiti speciali della giornata, in qualità di giudici d'onore, saranno i protagonisti di alcuni dei migliori cocktail bar di Bergamo e della Lombardia.


Baritalia 2026: scopri il nuovo tour

Baritalia 2026 tour
Baritalia Lab 2026 riparte con grande entusiasmo dopo il successo dell’ultima edizione. Al centro della sfida il concetto di Ultra

L’edizione 2026 di Baritalia prende forma attorno al concetto di Ultra, inteso non come eccesso o spettacolarizzazione, ma come ricerca di intensità, precisione e consapevolezza. Ultra è un invito ad andare oltre l’abitudine, a superare formule rassicuranti e automatismi creativi, mantenendo però misura, equilibrio e controllo. Un passo in avanti, non una fuga in avanti.

Il modello di riferimento è solido, storico e culturale: il Punch, la matrice originaria del bere miscelato. Una struttura essenziale e leggibile, fondata su un numero limitato di ingredienti, cinque, capace di dimostrare come la semplicità, se governata con rigore, possa generare complessità, profondità e identità.

Da questa lezione nasce la filosofia di Baritalia in versione Ultra: valorizzare ricette asciutte, coerenti, comprensibili, in cui ogni elemento ha un ruolo preciso e nulla è superfluo.

Il regolamento traduce questa visione in una regola chiara e non negoziabile: massimo cinque ingredienti, nel rispetto della regola aurea del Punch. Pochi elementi, scelti con attenzione, lavorati con tecnica e raccontati con stile. Il cocktail Ultra deve essere ultra gustoso, ultra originale, ultra curato nello stile e ultra nella presentazione, ma sempre sostenuto da un criterio riconoscibile e da una logica solida.

SCOPRI IL REGOLAMENTO

Baritalia Ultra prende vita attraverso tre aree complementari e sinergiche, pensate per restituire una visione completa e concreta del progetto.

Baritalia Lab è il cuore dell’evento: lo spazio in cui i bartender sono chiamati a misurarsi con una ricetta originale, interpretando il tema Ultra e mettendo alla prova capacità di sintesi, visione e precisione.

Le masterclass rappresentano il momento della formazione e del confronto, con sessioni dedicate alle tecniche di miscelazione, alla cultura del prodotto e al servizio, in un dialogo diretto tra aziende sponsor e professionisti.

Il Signature Bar è infine lo spazio dell’assaggio e dell’incontro, dove i prodotti diventano esperienza e il racconto prende forma nel bicchiere.

La nuova sfida di Baritalia Ultra attraverserà cinque città simbolo della scena italiana: Bergamo (30 marzo), Lecce (25 maggio), Treviso (29 giugno), Bologna (28 settembre) e Napoli (9 novembre), tappe di un percorso che metterà alla prova visione, tecnica e capacità di sintesi dei bartender coinvolti. La finalissima del 23 novembre a Milano sarà il punto di arrivo di questo viaggio, dove l’idea di Ultra troverà la sua espressione più compiuta: meno ingredienti, più pensiero, più precisione.

Le date

30 marzo BERGAMO
25 maggio LECCE
29 giugno TREVISO
28 settembre BOLOGNA
9 novembre NAPOLI
23 novembre MILANO - Finale

SCOPRI IL REGOLAMENTO

Nuovi vertici per Acqua Sant’Anna: Fabrizio Bertone presidente e Luca Cheri ad

Varata la nuova governance, dopo la scomparsa del fondatore Alberto Bertone. Nel Consiglio di amministrazione entrano anche Filippo e Giuseppe Bertone, della terza generazione della famiglia proprietaria

Acqua Sant’Anna vara il nuovo assetto societario e organizzativo, dopo la scomparsa, lo scorso novembre, del fondatore Alberto Bertone (leggi Addio ad Alberto Bertone, fondatore di Acqua Sant’Anna). La nuova governance nasce nel segno della continuità e dello sviluppo: per guidare l’azienda il Consiglio di amministrazione ha scelto Fabrizio Bertone, fratello di Alberto, per il ruolo di presidente, e Luca Cheri, già direttore commerciale, per quello di amministratore delegato.

Entrano nel Consiglio di amministrazione anche Filippo Bertone, figlio di Alberto, e Giuseppe Bertone, figlio di Fabrizio, espressione della terza generazione della famiglia, a testimonianza della continuità imprenditoriale e del rafforzamento della governance.

Nuova gorvenance per proseguire la crescita

Sant'Anna stabilimento Vinadio
Lo stabilimento di Vinadio (Cuneo) di Acqua Sant'Anna

La nuova governance ha l’obiettivo di garantire stabilità, coerenza strategica e ulteriore impulso a un percorso di crescita solido e costante avviato fin dalla fondazione dell’azienda, che quest’anno festeggia i suoi trent’anni di storia, e rappresenta uno dei principali operatori del mercato delle acque minerali in Italia. Sant’Anna è infatti una realtà dal fatturato che si aggira intorno ai 320 milioni di euro e una capacità produttiva pari a 20 milioni di bottiglie al giorno, grazie alle sue 16 linee produttive nello stabilimento di Vinadio (Cuneo), dove occupa oltre 130 persone.

«Raccogliamo l’eredità professionale e umana di Alberto Bertone con grande rispetto e senso di responsabilità – ha commentato il nuovo amministratore delegato, Luca Cheri, in una nota dell’azienda -. Il nostro impegno è proseguire nel percorso di sviluppo dell’azienda valorizzando i principi che ne hanno guidato la crescita: le persone, la qualità del prodotto, l’innovazione e la sostenibilità».

Molinari è il nuovo distributore dei whisky Dalmore, Jura e Tamnavulin

Molinari JURA
Grazie all'accordo con Whyte & Mackay, l'azienda romana amplia il suo catalogo di esclusive con i tre prestigiosi marchi di Scotch whisky

Dopo le vodke Stoli ed Elite e il tequila Cenote (leggi A Molinari la distribuzione dei distillati di Stoli Group), il catalogo di esclusive di Molinari continua ad arricchirsi di nuovi arrivi. L’azienda romana, produttrice di Molinari Extra, ha siglato un accordo con Whyte & Mackay per la distribuzione in Italia dei pregiati distillati dell’azienda Glasgow, tra i principali produttori di Scotch whisky. Al centro della partnership tre marchi iconici del panorama whisky: Dalmore, Jura e Tamnavulin.

I nuovi ingressi rafforzano la presenza di Molinari nel comparto degli spirit di alta gamma e risponde alla domanda in crescita di whisky di qualità da parte dei consumatori italiani.

Tre icone dello Scotch whisky

Fondata nel 1839 sulle rive del Cromarty Firth, nelle Highlands scozzesi, Dalmore è rinomata per i suoi distillati di grande carattere e complessità. La distilleria utilizza alambicchi unici e cask rari per creare distillati robusti e fruttati, proposti nelle bottiglie decorate con l’immagine del cervo reale a 12 punte. Prodotti capaci di lunghe maturazioni e che esprimono al massimo l’arte della produzione di whisky.

La distilleria Jura sorge, invece, sull’omonima e remota isola al largo della costa occidentale scozzese: una popolazione di 212 abitanti, una sola strada, un solo pub e un’unica distilleria. Fondata nel 1810 e rilanciata nel 1963 per sostenere la comunità locale, la distilleria produce whisky artigianali dal carattere autentico e distintivo, che incarnano lo spirito e la storia dell’isola, uno degli angoli più selvaggi e incontaminati della Scozia.

Nella regione dello Speyside nascono i distillati Tamnavulin, single malt dal profilo dolce, morbido e fruttato, ottenuto maturando il whisky in due diversi tipi di cask, combinando così due profili aromatici in un’unica esperienza di gusto. Un processo, “Single Malt, Double Flavour”, che ne valorizza la complessità e l’equilibrio.

Distillati di alta gamma per il mercato italiano

«Da oltre un secolo Whyte & Mackay è sinonimo di tradizione, maestria artigianale e qualità senza compromessi – ha dichiarato in una nota che annuncia la collaborazione, Inge Molinari, presidente di Molinari Italia -. Siamo felici di annunciare questa partnership con uno dei principali player internazionali ed entusiasti di ampliare la presenza e la conoscenza della gamma che incarna il carattere distintivo del whisky scozzese, rispondendo così alla crescente domanda di prodotti premium e super premium da parte dei consumatori».

Soddisfatto dell’accordo, attraverso il quale punta a rafforzare la presenza in un mercato importante come quello italiano, anche Mike Greggs, managing director per Whyte & Mackay Europa. «La nostra specializzazione nel malt whisky super premium e prestige sarà notevolmente amplificata dalla capillarità e dalla qualità della rete distributiva di Molinari. L'Italia è un mercato chiave in Europa e rappresenta un'opportunità significativa per il portfolio Whyte e Mackay – ha commentato -. Dalmore, Jura e Tamnavulin hanno registrato una forte crescita nei principali mercati europei negli ultimi cinque anni, consolidando posizioni di rilievo in molti mercati e questa nuova partnership sarà un catalizzatore per accelerare rapidamente le vendite e la quota di mercato in Italia».

Aviation American Gin entra nelle esclusive di Rinaldi

Aviation American Gin
L'azienda amplia la proposta gin con il super premium artigianale, made in Usa, della star di Hollywood Ryan Reynolds. Un distillato dal profilo morbido e speziato, a base di sette botaniche, molto versatile in miscelazione

È made in Usa la nuova proposta che amplia l’offerta gin di Rinaldi 1957. Si tratta di Aviation American Gin, distillato artigianale premium nato a Portland, Oregon, nel 2006, e capace da subito di conquistare l’attenzione dei bartender d’Oltreoceano, grazie alla sua qualità e versatilità in miscelazione. E di conquistare anche palati illustri: co-proprietario del marchio, insieme a Diageo, è infatti la star di Hollywood Ryan Reynolds (nella foto in apertura).

Prodotto in piccoli lotti, Aviation prende vita da sette botaniche provenienti da tutto il mondo ginepro, cardamomo, coriandolo, lavanda, sarsaparilla, semi di anice e scorza d'arancia, accuratamente selezionate e lavorate con un processo altrettanto accurato.

Aviation GinLe botaniche vengono sospese in uno spirito di grano puro e neutro per 18 ore in vasche di macerazione. Il macerato viene poi pompato in un alambicco insieme ad acqua pura e riscaldato a vapore. I vapori entrano nel condensatore, che li raffredda dando vita al distillato, che viene trasferito in una vasca di miscelazione dove viene aggiunta acqua pura per portarlo a un volume alcolico del 42%. Processo che si conclude con l'imbottigliamento nell'elegante pack dalle linee ispirate all'estetica dell'Art Déco.

Una formula elegante e bilanciata

Il risultato è un gin dal profilo aromatico elegante e dalla bilanciata complessità, con fresche note di ginepro accompagnate da delicati sentori floreali e da note agrumate arricchite da sentori vegetali e da un tocco speziato. Al palato le note di ginepro restano come sottofondo: a prevalere sono infatti le note speziate, con sentori di cardamomo e cannella, bilanciati dalle dolci note floreali e sentori di agrumi.

Particolarmente morbido, grazie anche alla sensazione cremosa apportata dall’uso di alcol di grano, Aviation si presta bene sia al servizio liscio, un'abitudine sempre più diffusa tra gli amanti del gin, sia alla miscelazione per nuove creazioni o per l’interpretazione di grandi classici a base gin, come il Negroni, che ne esprime l'anima più strutturata, o l’Aviation.

Un ambassador d’eccezione

E proprio una vicenda legata al Negroni pare sia valsa a questo gin il suo ambassador d’eccezione: Ryan Reynolds, che molto ha contribuito alla crescita del brand con numerose iniziative. La storia del suo coinvolgimento è nata durante le riprese del film Deadpool 2, quando l'attore canadese ordinò il grande classico italiano in un bar di Vancouver, restando conquistato dalla qualità del cocktail. Scoprì che era preparato con Aviation Gin e decise di investire personalmente nel marchio, del quale è diventato co-proprietario, mantenendo una partecipazione anche dopo l’acquisizione da parte di Diageo nel 2020.

La ricetta

Aviation


Ingredienti:

50 ml Gin Aviation, 10 ml Liquore Violetta di Distilleria Quaglia, 10 ml Maraschino, 25 ml succo di limone
Preparazione:
shake&double strain
Bicchiere:
coppetta

I follower passano, i fellows tornano

L'editoriale del numero di marzo 2026 di Bargiornale a firma dei vicedirettori Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich

I social non sono una vetrina. Somigliano di più a un tapis roulant: si corre, si pubblica, si condivide. Il movimento c’è, il fiato pure. Ma la domanda resta: si sta andando da qualche parte o si resta fermi nello stesso punto, in modalità criceto? Molti locali hanno imparato a stare sui social con metodo: tutto in linea, in forma, come nel miglior centro estetico. Ma il contenuto, da solo, non basta. Senza una direzione, si corre molto e si arriva poco. La copertina, dedicata al fenomeno Puok di Napoli, racconta il contrario.


Il progetto di Egidio Cerrone nasce da un’idea chiara: prodotto, linguaggio e immaginario devono coincidere. Il neon all’ingresso della sede di Sant’Antimo - un gomitolo che si scioglie e diventa un panino - è una dichiarazione di metodo. Prima la confusione, poi la forma. Vale in cucina, vale nella comunicazione. Puok oggi conta tre punti di vendita, una struttura produttiva che supera i mille metri quadri tra laboratorio e stoccaggio e oltre 250mila devoti su Instagram. Ma il dato più interessante non è il numero: è il modo in cui quel numero si muove. Egidio non racconta Puok: è Puok. Quando parli di Genovese Astrospaziale o di Braciola Supernova, quando trasformi un panino in una storia che sembra una hit, stai già facendo comunicazione. Video, post e commenti diventano un’estensione naturale di quello che sei. Il panino diventa racconto, il racconto attesa, l’attesa ritorno. È qui che si gioca la partita. I social funzionano quando non sono delegati, ma condivisi. Quando dietro non c’è solo un social media manager - figura sempre più necessaria - ma un sistema di persone: gestori, sala, squadra. Quando il racconto è abitato da chi quel luogo lo vive ogni giorno. Per questo, da due anni, ai Barawards abbiamo introdotto una menzione dedicata alla comunicazione social. Non per premiare chi fa più numeri, ma chi usa i social come linguaggio. Non chi pubblica di più, ma chi costruisce un’identità riconoscibile. Nel 2024 il riconoscimento è andato a B.O.AT.S - Based On A True Story, cocktail bar di Siracusa. Nel 2025 ad Azotea, a Torino. Due contesti diversi, una caratteristica comune: la coerenza. Quello che raccontano online è quello che trovi entrando nel locale. Nella pratica, questa menzione premia cinque elementi concreti: identità, qualità dei contenuti, capacità narrativa, continuità e relazione. Non è una classifica di follower.

È una misura di coerenza. Lo vediamo anche nei nostri canali. La pagina Instagram di Bargiornale ha superato 2,5 milioni di visualizzazioni al mese. Un numero importante, ma conta la qualità della relazione. Più che follower, ci piace pensare a fellows: persone che partecipano, commentano, tornano. Perché il punto non è stare sui social. Il punto è essere riconoscibili. Da sei mesi questo lavoro ha accelerato con un lavoro di make up e concretezza sono stati tradotti i contenuti del giornale nel linguaggio dei social, mantenendo il nostro Dna. E allora torniamo al tapis roulant. Correre serve, ma non basta. Se non c’è un’idea di partenza, si resta fermi. Se invece c’è sostanza - prodotto, persone, identità - quel movimento diventa direzione. E si vincono le maratone…

Segnali positivi per il 2025 di Campari: chiude l’anno con ricavi a 3 miliardi e aumenta i dividendi

Campari Bartender Competition
L'utile di Campari Group nel 2025 è stato pari a 386 milioni di euro, con un +2,7%. Ottime le performance degli aperitivi, nonché di Tequila e Champagne

I dati finanziari del 2025 di Campari Group superano le aspettative, con le vendite che vanno oltre quota 3 miliardi, segnando una robusta crescita organica delle vendite nette, pari al 2,4% e un calo complessivo dello 0,6%. Positivo anche il dato relativo all'EBIT-rettificato, pari al +5,4%, nonostante il contesto operativo sfidante, e aumentano pure i dividendi del 54% rispetto all’anno precedente, corrispondente a un payout ratio del 35%. Tale incremento è consentito da una solida conversione della cassa e da una traiettoria di riduzione della leva finanziaria accelerata. L'utile del gruppo è stato pari a 386 milioni di euro, +2,7%. L'utile del gruppo rettificato è stato pari a 346 milioni di euro, con un +71,7%.
«Il nostro team di Camparisti ha fatto sì che i nostri brand sovraperformassero e guadagnassero quote di mercato in quasi tutti i mercati a livello globale, con crescita in 24 Paesi e in tutte le nostre brand house», commenta Simon Hunt, Chief Executive Officer di Campari Group. A fronte di complessità globali affrontate, come dice il cfo "con resilienza" nel 2025 si rafforza la direzione strategica, in vista di un 2026 altrettanto impegnativo sul piano internazionale, nel quale si vedranno anche i risultati sul lungo periodo della campagna di razionalizzazione del portafoglio, che ha portato alla vendita degli amari storici, annunciata a fine 2025 (ne abbiamo parlato qui). «Guardando al 2026 - prosegue Hunt - , ci attendiamo il proseguimento del ritmo di crescita organica delle vendite e un ulteriore miglioramento della redditività. Guidati dalla nostra missione di ‘conquistare il primo drink condiviso, ogni giorno, dappertutto’, ci concentriamo su nuovi formati per nuove occasioni di consumo, su un maggior focus sui brand strategici e su un’accelerazione dell’espansione geografica, garantendo al contempo una continua disciplina a livello di bilancio».
Andando a guardare il dettaglio del bilancio 2025, l’Italia ha mostrato una performance resiliente, con una variazione del -1%, con netti segnali di miglioramento nel quarto trimestre, che ha registrato una solida crescita  pari al +5%. Guardando alle House of brand, il mercato degli aperitivi, che compone il 44% delle vendite del gruppo, ha registrato una solida crescita pari al 2% nel 2025, principalmente guidata da Sarti Rosa, e da CrodinoAperol ha registrato una crescita resiliente del +1%. Più 2% anche per la House of Whiskey and Rum, ma sono agave e Champagne a dare le migliori soddisfazioni: si fanno notare il +3% di Espolòn Tequila e in particolare il +8% del Reposado; meglio di tutti ha fatto lo Champagne Lallier (+14%).

La Zizania che non divide, ma fattura

Zizania apertura
Zizania è il format di cocktail bar “clonabile” fondato da Diego Travaglio, Andrea Castellari ed Eros Picco: due locali a Milano, un'estetica pop e almodóvariana, drink dal nome borderline e un'idea di aperitivo come rito leggero e collettivo

C’è la zizzania, quella che si insinua tra il grano e molesta tutto il raccolto. E poi c’è Zizania con una zeta sola, che a Milano non divide ma raduna. Una lettera in meno, una doppia evaporata come l’acqua dal mixing glass, e l’infestante diventa indirizzo. Anzi, indirizzi. Appena entriamo nel primo locale di via Celestino IV - 35 metri quadrati di spasso visivo, bagno compreso, che a Milano è già urbanistica eroica - la prima cosa che mi dicono Diego Travaglio e Andrea Castellari, soci con Eros Picco, è che questo è un format clonabile ovunque. Non lo dicono con la sicurezza da start-up che ha già visto il pitch deck, ma consapevoli di aver costruito in quattro anni un locale speciale. Dopo i due di Milano c’è una mezza idea di aprire in un’altra grande città. Si parla di Napoli. Ma è ancora un progetto di riserva, come la bottiglia buona che tieni per quando passa l’ispettore Michelin, anche se qui l’ispettore è Instagram.

La seconda cosa che mi dicono è che è super instagrammabile. Video da milioni di views. Recensioni da 4,7 di media su Google. L’entusiasmo in casa Zizania è contagioso. E in effetti, tra neon, colori, dettagli pop e un’estetica che sembra uscita da una scena vorticosa di Pedro Almodóvar, la sensazione è quella: entri per un drink, esci con tre stories, due reel e un follower in più.

Il primo Zizania è in zona Piazza Vetra, Rive Gauche delle Colonne, dove la movida - per una volta la parola è centrata - non è un hashtag ma un fenomeno atmosferico. Il secondo è in via Pier della Francesca, via in fermento permanente, dove bere e mangiare fuori è quasi un dovere civico.

Finger food poligami ma eleganti

Gli Zizania non sono destination bar. Ci capiti dentro anche se non vuoi. Come certe canzoni del Festival: resisti trenta secondi, poi le canti con la leggerezza di Sal Da Vinci. La zizzania, quella vera, mette gli amici uno contro l’altro. Zizania li mette uno accanto all’altro, magari su uno sgabello troppo alto, a sorseggiare cocktail e discutere di fatti buffi. È un nome che sembra un errore di ortografia e invece è un programma: togli la doppia, togli il veleno, lascia il gusto. Qui la zizzania non si semina e non sempre fa danni. Eros Picco ha concepito un menu di “Rizi”, specialità servite sia come amuse-bouche sia in versione generosa. Diego Travaglio lo chiama “sushi all’italiana”. Noi pure, senza saperlo prima. Dischi e dischetti di riso che si chiamano Tonnosubito, Tuttopetto, Tautarina. Il riso che non è solo riso, ma pretesto. Un finger food che flirta con l’aperitivo e strizza l’occhio alla cena, senza mai sposarla davvero. Poligamo, ma elegante.

Miscelazione diretta, gusto immediato

La carta dei Gin Tonici è una piccola geografia liquida: gin italiani, regione per regione, tra distilled, compound e London dry. Una mappa che si beve. Poi arrivano le creazioni di Andrea Castellari, che hanno nomi allusivi, espliciti, borderline ma mai davvero oltre il limite: Mi Piace il Dildon (con tanto di profilattico come gadget), Sugar Daddy, Limone Duro, Pop Porno. Nel locale di via Pier della Francesca hanno stretto anche un accordo con un negozio di sex toys. In pieno giorno, mentre mi raccontano tutto questo, mi mostrano una panoplia di oggetti erotici con la naturalezza di chi parla di garnish. È marketing esperienziale, bellezza.

I drink, però, restano semplici. Ingredienti comprensibili, niente laboratorio da Breaking Bad, nessuna centrifuga che sembra un motore Ferrari. Miscelazione diretta, gusto immediato. Prezzo medio 12 euro. Dieci per gli analcolici “salva patente” della sezione Si Salvini chi può. Abbiamo provato il Posto di Sblocco: pompelmo, arancia rossa, mandarino, lime, soda al pompelmo rosa. Niente di più né di meno di quello che promette: dissetante, centrato, con tutte le carte in regola per il riordino. Che, in un locale così, è la vera unità di misura del successo. C’è poi la trilogia giocosa Pianeta Zizania: Buongiorno Zizania con dentifricio alcolico alla menta, shot di vodka e liquore al cioccolato; Mi Trucco e Ci Sono con Espòlon Tequila, agave, lime e rossetto al cioccolato salato; Matrix Mojito con Don Papa rum, lime, zucchero di canna, menta, soda e due pastiglie effervescenti colorate, una blu alla banana e una rossa alla pesca. Sembra una scena madre, ma è solo un Mojito che ha deciso di laurearsi a Hollywood.

Il cliente tipo

Il cliente tipo? 25-35 anni, voglia di divertirsi, fuori dagli schemi. Tante donne, mi fanno sapere. Gente che non vuole il tempio della mixology né il bar con il televisore acceso sul pre-partita. Vuole un posto dove l’aperitivo è rito leggero, dove il nome del drink fa sorridere prima ancora di bere, dove la foto viene bene anche con il telefono storto di Guè. Zizania è questo: un format replicabile, dicono loro. Forse sì. Ma come tutte le infestanti intelligenti, attecchisce solo dove il terreno è fertile. Milano lo è. Napoli, chissà. Per ora la zizzania non divide. Fa community. E in un’epoca in cui tutti parlano di experience, qui l’esperienza è un quartetto così composto: entri, bevi, ridi, posti. E torni. Che, a pensarci bene, è la più pericolosa delle infestazioni.

css.php