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Il Digital Catering di Cosaporto, opportunità per i pasticceri

La gift-tech fondata da Stefano Manili lancia un servizio di digital catering B2B per fornire rinfreschi d'alta qualità con pochi clic

Da oggi organizzare un catering aziendale con le golosità dei migliori pasticcieri italiani è diventato più semplice. Cosaporto, gitf-tech italiana già attiva nelle soluzioni digitali dedicate ai regali di privati e aziende, infatti, ha lanciato un servizio di Digital Catering dedicato al mercato B2B.

Cos’è il Digital Catering di Cosaporto

Digital Catering è un sistema studiato per rispondere alle esigenze di quelle aziende che vogliono organizzare il catering per i loro eventi aziendali senza lasciare nulla al caso. Il servizio Digital Catering di Cosaporto permette ai fruitori del servizio di offrire ai propri ospiti esperienze gastronomiche di alta qualità. Il tutto senza muoversi dal proprio ufficio e con la semplicità del digitale.

Come funziona il servizio

Grazie a una piattaforma intuitiva, i clienti possono scegliere tra diverse opzioni di catering che meglio si adattano alle loro necessità. Ci sono a disposizione servizi per coffee break, business lunch e aperitivi. A portata di clic ci sono, però, anche servizi premium con showcooking. L’esperienza può essere customizzata completamente con l’inclusione anche del servizio collegandosi sul sito Cosaporto.it.

I pasticceri coinvolti

Tra i professionisti del food & beverage coinvolti nell’iniziativa ci sono pasticceri del calibro di Roberto Rinaldini e Adolfo Stefanelli. Ed è possibile scegliere anche le specialità dell’alta qualità milanese della Pasticceria Cucchi e della Pasticceria San Carlo. A questi si aggiungono professionisti di altri ambiti della ristorazione per arrivare all’organizzazione del catering perfetto per ogni occasione. Cosaporto for business

Dove è attivo il Digital Catering

Il servizio di Digital Catering di Cosaporto è operativo nelle città in cui è attivo il servizio di Gift-Tech della società fondata da Stefano Manili. Si va da Milano a Roma, da Torino a Bologna e Firenze fino a Forte dei Marmi. Anche a Londra, infine, si può usufruire del servizio di Digital Catering.

Le dichiarazioni del fondatore di Cosaporto

«Con questo ampliamento dell’offerta B2B, Cosaporto si posiziona come partner per le aziende che cercano soluzioni innovative nel campo della ristorazione e della regalistica», spiega il ceo e fondatore di Cosaporto, Stefano Manili. «Questo servizio è un’evoluzione naturale del nostro percorso che ci vede partner di grandi e piccole aziende in tutta Italia grazie al nostro standard di offerte e servizi».

Martha May Markham vince la finalissima di Unrivalled Classics di No.3 Gin

Unrivalled Classics 2024 Martha May Markham
La barlady in forze al Bar Swift di Londra è la trionfatrice della prima edizione di Unrivalled Classics, il cocktail contest di No.3 Gin che ha sfidato i bartender di 5 Paesi a creare la loro versione contemporanea del Gimlet

È Martha May Markham del Bar Swift di Soho, a Londra, la vincitrice di Unrivalled Classics, il cocktail contest firmato da No.3 Gin. La campionessa del Regno Unito si è imposta nella finale internazionale della competition, quest’anno al suo esordio, svoltasi nella distilleria di Schiedam, nei Paesi Bassi, dove il distillato viene prodotto.

Tema della gara la creazione un’originale versione di un grande classico a base gin, che ogni anno sarà diverso. Il classico scelto per il 2024 è stato il Gimlet, che i concorrenti hanno dovuto interpretare in chiave moderna utilizzando il London dry creato da Berry Bros. & Rudd, la più antica compagnia di commercio di vini e liquori a conduzione familiare della Gran Bretagna (è stata fondata nel 1698) e importato e distribuito in esclusiva nel nostro Paese da Pallini, esaltando nella ricetta i tre sentori principali del distillato: ginepro, agrumi e spezie.

I finalisti e la giuria

A contendere la vittoria alla barlady del Regno Unito i campioni nazionali degli altri quattro Paesi in gara: Loiver Hernandez dagli Stati Uniti, Germán Álvarez dalla Spagna, Andrey Bartlett dalla Germania e la nostra Giusy Martinez del Misture Cocktail Bar di Santa Lucia a Napoli, vincitrice della sessione italiana del contest (leggi Giusy Martinez vince la finale nazionale del contest Unrivalled Classics di No. 3).

Una concorrenza sulla quale Martha May Markham ha avuto la meglio con il suo Toe The Lime, realizzato miscelando No.3 Gin con key lime pie cordial chiarificato con latte condensato e crema di formaggio, cardamomo e tintura di arancia, e guarnito con biscotto digestive e polvere di sale di quercia.

Una interpretazione del classico che ha conquistato la giuria composta da big del settore della miscelazione e della bar industry: Emma Stokes, nota anche come Gin Monkey, Myriam Hendrickx, master distiller di No.3 Gin, e il mitico Alessandro Palazzi master bartender del Dukes Bar di Londra. Giuria che ha valutato le proposte considerando non solo l’equilibrio nei sapori e la presentazione dei drink, ma anche il suo approccio contemporaneo e unico e l’appeal per il consumatore.

Una due giorni nel mondo di No.3 Gin

La vincitrice, che prima di trasferirsi al Bar Swift ha lavorato per 8 anni nelle Midlands, a Liverpool e poi in altri locali di Londra, si è così aggiudicata il premio in palio: un takeover presso il bar Atlas di Singapore, locale incluso tra i The World’s 50 Best Bars, durante il Bar Convent Singapore, oltre a una cena al ristorante stellato Burnt Ends, abbinata a una selezione di cocktail a base di No.3 Gin.

Ma la Unrivalled Classics non ha lasciato a mani vuote gli altri concorrenti. Tutti i finalisti in occasione della finale nel Paesi Bassi hanno vissuto un’immersione di due giorni nel mondo di No.3 Gin, dove hanno potuto visitare la storica distilleria De Kuyper e prendere parte a una masterclass sul Martini tenuta da un esperto assoluto del re dei cocktail: Alessandro Palazzi.

La ricetta

Toe The Lime di Martha May Markham

Ingredienti:
45 ml No.3 Gin, 45 ml cordiale Key Lime Pie chiarificato, 3 gocce di tintura di cardamomo e arancia
Preparazione:
stir and strain
Guarnizione:
biscotto digestive e polvere di sale marino bruciato di quercia
Bicchiere:
coppetta Nick & Nora

 

Matteo Fantacchiotti lascia la guida di Campari Group

Campari Group Matteo Fantacchiotti_Russell 2
Matteo Fantacchiotti, ceo uscente di Campari Group
Il manager, nominato ceo del Gruppo lo scorso aprile, ha deciso di abbandonare per motivi personali. Per la ricerca del suo successore, che dovrà portare avanti gli ambiziosi piani di crescita, è stato creato un Comitato per la transizione. Paolo Marchesini e Fabio Di Fede gestiranno la transizione nel ruolo di co-ceo a interim

Dopo soli cinque mesi si chiude l’esperienza di Matteo Fantacchiotti alla guida di Campari Group. Il manager, nominato amministratore delegato del Gruppo lo scorso aprile, succedendo nella carica Bob Kunze-Concewitz, che l’aveva ricoperta per 16 anni (leggi Campari Group: l’addio del ceo Bob Kunze-Concewitz dopo 16 anni), ha rassegnato le sue dimissioni per «per motivi personali», con effetto immediato, dimettendosi anche dal Consiglio di amministrazione. A dare la notizia, giunta a sorpresa, una nota di Campari, dove si sottolinea che la risoluzione del contratto di lavoro è stato raggiunto di comune accordo tra Fantacchiotti e il Gruppo.

«È stato per me un privilegio essere parte di Campari Group per quasi cinque anni e guidare questa organizzazione da aprile 2024 – le parole di Fantacchiotti consegnate alla stessa nota stampa -. Nel prendere ora la decisione di lasciare il Gruppo, desidero esprimere la mia più profonda gratitudine a tutti gli stakeholder, in particolare il presidente, il Consiglio di amministrazione e il Leadership team».

Parte la ricerca del nuovo ceo

Gruppo che ora ha avviato la ricerca del nuovo chief executive officer, che sarà scelto dopo una valutazione di profili sia interni che esterni. A questo scopo è stato costituito un Comitato per la transizione della leadership, presieduto da Bob Kunze-Concewitz, attuale amministratore non esecutivo. Dell’organismo fanno inoltre parte il direttore finanziario Paolo Marchesini e Fabio Di Fede, general counsel and business development officer, che sono stati anche nominati co-ceo ad interim.

Inoltre, Jean-Marie Laborde, attualmente membro del Consiglio di amministrazione e del Comitato controllo, rischi e sostenibilità, è stato nominato vice presidente di Campari Group.

L’obiettivo è continuare a crescere

Rammarico per la decisione di Fantacchiotti è stato espresso dal presidente Luca Garavoglia, che ha anche confermato i piani di espansione del Gruppo, che nei giorni scorsi ha acquisito una quota di Capevin Holdings, holding sudafricana che a sua volta detiene la proprietà di Cvh Spirits, società scozzese attiva nella produzione e commercializzazione dei noti brand di whisky single malt (leggi Campari annuncia l’acquisizione del 14,6% di Capevin Holdings).

«La nostra ambizione di crescita rimane fortissima. Abbiamo davanti a noi un futuro solido, grazie alla nostra solida organizzazione, alla nostra presenza globale e, in particolare, al nostro portafoglio unico, costituito da alcune delle marche più ammirate di tutto il settore degli spirit, sostenute dall’impegno costante di un team di professionisti – ha dichiarato Garavaglia -. In continuità con quanto fatto finora, la nostra priorità continua a essere la costruzione delle nostre marche, con l’obiettivo di continuare a generare una crescita profittevole e sovraperformare il nostro settore nel lungo periodo, come abbiamo fatto sin dalla nostra quotazione nel 2001».

Ampi riporta in piazza i professionisti con il Festival della pasticceria italiana

Lo scatto finale del tour della dolcezza con tutti i maestri Ampi di fronte al Duomo
Organizzato dall’Associazione Maestri Pasticceri Italiani (Ampi), il Festival della pasticceria italiana è in programma a Milano il 5 e 6 ottobre ai Chiostri dell’Umanitaria. 50 gli accademici partecipanti e oltre 150 i dolci in degustazione

Conquistare il grande pubblico con una valanga di dolcezza: è l’obiettivo del Festival della Pasticceria Italiana. Organizzato dall’Associazione Maestri Pasticceri Italiani (Ampi), l’evento è in programma a Milano il 5 e 6 ottobre ai Chiostri dell’Umanitaria e sarà il primo di una lunga serie. «Avrà cadenza annuale e si svolgerà a Milano sempre nel primo weekend di ottobre», anticipa l’Ampi.

Festival della Pasticceria Italiana, una festa con 50 Maestri

Con oltre 50 Maestri pasticceri, il Festival della Pasticceria Italiana sarà una festa con tanti grandi nomi dell’arte dolce del nostro Paese. Tra i Maestri presenti ci saranno il presidente Ampi Salvatore De Riso e il campione del mondo Luigi Biasetto. Con loro Paolo Griffa, chef e pasticciere di Al Caffè Nazionale di Aosta, il patavino Denis Dianin con locali a Selvazzano Dentro e Cittadella, e Carmen Vecchione di Dolciarte di Avellino. Dagli Stati Uniti arriveranno Gary Rulli e Biagio Settepani perché l’artigianato della pasticcera italiana non ha confini.

I dolci in degustazione e vendita a prezzi calmierati

Gli accademici partecipanti al Festival della Pasticceria Italiana porteranno in degustazione i loro dolci con particolare attenzione a creazioni originali, dolci innovativi e rivisitazioni dei classici della tradizione in diversi formati. Gli oltre 150 dolci in degustazione rappresentativi di tutto lo Stivale (e oltre) saranno in vendita a prezzi calmierati. Il pubblico di appassionati potrà, inoltre, partecipare a con masterclass, degustazioni guidate e talk.

Veneto e Friuli, le regioni ospiti

Il Festival della Pasticceria Italiana darà ogni anno spazio alle dolcezze regionali con la presenza di territori ospiti. Quest’anno a far conoscere i dolci tipici regionali saranno le delegazioni di Maestri provenienti dal Veneto e dal Friuli Venezia Giulia.

Maestri a convegno

Chiusa la kermesse dedicata al pubblico, i Maestri Ampi proseguiranno i lavori lunedì 7 ottobre con il convegno “Un mestiere da grandi - Nuovi paradigmi nel mondo del cibo tra sviluppo imprenditoriale e tutela dell’artigianalità”. Si tratterà di un momento di confronto e riflessione sull’evoluzione del comparto food in generale e della pasticceria in particolare. I lavori del convegno saranno aperti agli operatori del settore.

Come partecipare

I biglietti per partecipare al Festival della Pasticceria Italiana sono disponibili su Vivaticket.com. Si può acquistare un ticket giornaliero a 10 € o per l’intero evento a 15 € (gratis gli under 8 e gli over 70 anni). Per gli acquisti dei dolci sarà necessario munirsi di token alle casse.

Baritalia 2024 a Roma: selezionati altri 17 finalisti

Baritalia 2024 Roma;16/09/2024: Baritalia tappa di Roma©Riccardo Gallini /GRPhoto
©Riccardo Gallini /GRPhoto
Grande partecipazione alla quarta tappa del laboratorio itinerante dedicato alla mixology approdato nella Capitale. Ecco i nomi dei bartender qualificatisi per la finalissima di Courmayeur

Una bella giornata di sole in questa fine estate ha fatto da cornice alla quarta tappa di Baritalia 2024. Dopo Caserta, Bari e Verona il tour lungo la Penisola della nona edizione del laboratorio di miscelazione di Bargiornale è proseguito facendo tappa a Roma, uno dei cuori pulsanti della scena mixology italiana. Palcoscenico della manifestazione il suggestivo Mediterraneo al Maxxi, locale dall’architettura innovativa e spettacolare del museo di arte contemporanea. Tanti, circa 300, i professionisti del settore, provenienti da tutto il Lazio, e non solo, che non hanno voluto mancare all’appuntamento e al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail del menu dell’evento.

Una partecipazione che conferma Baritalia come l’occasione capace di unire e riunire i professionisti della miscelazione di tutt'Italia desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente.

Tantissimi i bartender che hanno preso parte a Baritalia Lab, la sfida di miscelazione che quest’anno ha come tema "Back to Basics”, un inno all’essenzialità che vuole proporre un ritorno alle radici autentiche del mestiere e incentrata su tre punti focali: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione degli ingredienti e il senso di ospitalità dei bartender.

Con la tappa capitolina sono stati selezionati altri 17 talenti, in gara sotto le insegne delle aziende partner, che si sono aggiudicati un posto per la finalissima che andrà in scena nel Final Show di Baritalia 2024, che andrà in scena a Courmayeur, nell’accogliente struttura tutta vetri del Pavillon di Skyway Monte Bianco.

Ecco i loro nomi: Erick Cercado Coloma (Ancienne Pharmacie), Mirko Scorteccia (Bonaventura Maschio – Botran), Francesca Graglia (Bonaventura Maschio – Prime Uve), Daniele Dumitru (Caffo), Sergio Ditrani (Campari Academy), Fabio Lista (Coca-Cola Hbc Italia – Finlandia Vodka), Francesco Ramacciati (Coca-Cola Hbc Italia – Ron Barcelò), Fabio Parisi (Coca-Cola Hbc Italia - Three Cents), Alessio Spanò (Compagnia dei Caraibi), Andrea Roccini (Gamondi), Matteo Cassan (Molinari), Mario Dadduzio (Nonino), Giorgia Suraci (OnestiGroup – Alpestre), Jonathan Jacoponi (OnestiGroup – Bobby’s Gin), Francesco Drago (The Organics by Red Bull), Domenico Sorrentino (Soero) e Biagio Coppola (Strucchi).

A meritarsi il Premio Baritalia menzione speciale Back to Basics per il drink più aderente al tema è stato Sergio Ditrani (Campari Academy).

La giuria di Baritalia Roma

A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori di tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Danny Del Monaco (Ancienne Pharmacie), Simone Mina (Bonaventura Maschio - Botran), Steve Righetto (Bonaventura Maschio - Prime Uve), Fabrizio Tacchi (Caffo), Luca Mengo (Campari Academy), Federico Tomasselli (Coca-Cola Hbc Italia), Martina Proietti (Coca-Cola Hbc Italia), Francesco Pirineo (Compagnia dei Caraibi), Stefano Maggiorani, (Gamondi), Marco Fedele (Molinari), Rento Pinfildi (Nonino), Emanuele Cugini (OnestiGroup - Alpestre), Sander Nolen (OnestiGroup - Bobby’s Gin), Gian Maria Ciardulli (Strucchi), Leonardo Todisco (Strucchi) e Lorenzo Politano (The Organics by Red Bull).

Giuria, come ormai da tradizione, affiancata in qualità di giudici d’onore da bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar di Roma e del Lazio: Roberto Artusio, Valeria Bassetti, Emanuele Bruni, Cristian Bugiada, Mattia Capezzuoli, Giulia Castellucci, Massimo D’Addezio, Luca Di Francia, Angelo Donnaloia, Federica Geirola, Alessio Giovannesi, Leonardo Leuci, Riccardo Marinelli, Domenico Maura, Gianluca Melfa, Joy Napolitano, Nicholas Pinna, Patrick Pistolesi, Alessandro Procoli, Mattia Ria, Cristian Ricci, Magdalena Rodriguez, Riccardo Rossi, Nico Sacco, Antonio Tittoni, Desirè Verdecchia, Marco Zampilli e Matteo Zed.

Gli approfondimenti sulla mixology

Grande è stata la partecipazione dei professionisti anche ai Boot Camp, altro pezzo forte del menu di Baritalia: 13 masterclass gratuite dedicate alle tecniche di miscelazione e tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Il programma è stato aperto dall’incontro con Luca Mengo sulla storia e tradizione dell’aperitivo (a cura di Campari Academy), seguito da quelli con Marco Fedele sulla miscelazione con Molinari Extra (a cura di Molinari) e con Stefano Maggiorani sulla miscelazione Gamondi, improntata al gusto della semplicità.  Quindi è stata la volta delle masterclass di Leonardo Todisco sui cocktail low alcohol (a cura di Strucchi) e di Francesca Bardelli Nonino e Renato Pinfildi sull’impatto rivoluzionario del monovitigno Nonino sul mondo della grappa e la sua evoluzione. La sessione mattutina è stata chiusa dagli incontri con Federico Tomasselli con sugli highball (a cura di Coca-Cola Hbc Italia) e con Gian Maria Ciardulli proprio sul tema del Back to Basics (a cura di Soero).

A inaugurare la sessione pomeridiana l’incontro con Gianluca Dal Corso sul fabbricatore del ghiaccio come alleato per signature drink di qualità (a cura di Brema), seguito da Lorenzo Politano sull’interpretazione del Back to Basics by Red Bull. Il programma è proseguito con la masterclass di Francesco Pirineo e Luca Versace sulla cultura messicana, tra distillati di agave, storie da bar, tacos, luchadores, e di Fabrizio Tacchi e Valerio Battistelli sul Blood Bitter Petrus Boonekamp, del quale hanno svelato segreti e tratti distintivi. Poi l’incontro con Danny del Monaco a tema The secrets of Ancienne Pharmacie e, a chiudere la giornata, gli incontri con Sander Nolen sul jenecer e le origini di Bobby’s Gin (a cura di by OnestiGroup) e con Simone Mina e Steve Righetto dal titolo Ripartire dall'Italia, il Paese delle 4 F (a cura di Bonaventura Maschio).

I finalisti della tappa di Roma e i vincitori per ogni squadra

Ancienne Pharmacie
Erick Cercado Coloma (vincitore di tappa)
Pierpaolo Pietropaoli
Francesco Semplici

Bonaventura Maschio – Botran
Mirko Scorteccia (vincitore di tappa)
Vasco Diano
Gloria Grassi

Bonaventura Maschio – Prime Uve
Francesca Graglia (vincitore di tappa)
Fabio Andreozzi
Nihab Sbitli

Caffo
Daniele Dumitru (vincitore di tappa)
Alessandro Giulivi
Raffaele D’Urso

Campari Academy
Sergio Ditrani (vincitore di tappa)
Mary Prevedelli
Marco Saturno

Coca-Cola Hbc Italia – Finlandia Vodka
Fabio Lista (vincitore di tappa)
Mattia Boschi
Jacopo Dalaidi

Coca-Cola Hbc Italia – Ron Barcelò
Francesco Ramacciati (vincitore di tappa)
Eleonora Masci
Rauseo Alejandro

Coca-Cola Hbc Italia - Three Cents
Fabio Parisi (vincitore di tappa)
Giacomo Del Colombo

Compagnia dei Caraibi
Alessio Spanò (vincitore di tappa)
Terracciano Giovanni
Lorenzo Betone

Gamondi
Andrea Roccini (vincitore di tappa)
Eldis Sertani

Molinari
Matteo Cassan (vincitore di tappa)
Augusto Cappella

Nonino
Mario Dadduzio (vincitore di tappa)
Federico Conti
Manuel Tafani

OnestiGroup – Alpestre
Giorgia Suraci (vincitore di tappa)
Luca Debenedictis
Antonio Cresci

OnestiGroup – Bobby’s Gin
Jonathan Jacoponi (vincitore di tappa)
Andrea Binelli
Ethan Esposito

Soero
Domenico Sorrentino (vincitore di tappa)
Luca Graziosi
Robert Iaboni

Strucchi
Biagio Coppola (vincitore di tappa)
Valerio Vernillo
Domenico Tariello

The Organics by Red Bull
Francesco Drago (vincitore di tappa)
Tommaso Panfili
Daniel Trupia

I prossimi appuntamenti di Baritalia

REGGIO EMILIA: 21 ottobre

COURMAYEUR - MONTE BIANCO: final show

Diageo World Class, vince il canadese Keegan McGregor, quinto l’italiano Luca Bruni

Il bartender di Halifax, in Nova Scotia, vince la finalissima di Shanghai ed entra nella World Class Hall of Fame. L'italiano Luca Bruni è quinto

È Keegan McGregor dell’Highwayman Bar di Halifax, Nova Scotia, il Bartender of the Year 2024. Il bartender canadese ha vinto la quindicesima edizione di Diageo World Class, portando a casa il titolo dopo un'intera settimana di sfide ed eventi con i guru della mixology internazionale. Tra gli 8 finalisti anche l’italiano Luca Bruni del Depero di Rieti, arrivato fino all'ultima prova e piazzatosi quinto.

La Top 8 della Diageo World Class 2024

Prove di abilità, velocità e savoir-faire, che hanno avuto come protagonista il ricco portfolio di spirits d’eccellenza di Diageo come rum Zacapa, gin Tanqueray, whisky Singleton, tequila Don Julio e whisky Johnnie Walker. «Il mio viaggio verso Diageo World Class è iniziato sei anni fa - ha detto il vincitore, Keegan McGregor - quindi è un'esperienza davvero speciale essere riconosciuto come Bartender of the Year 2024. L'atmosfera tra i concorrenti è stata fonte di ispirazione e mi ha spinto ad andare avanti. Il consiglio più importante che mi è stato dato è stato di essere me stesso ed è esattamente quello che ho fatto». La sua interpretazione liquida di un piatto della Nova Scotia chiamato Hodge Podge (uno stufato con verdure raccolte localmente), è proprio l'esempio lampante di come McGregor abbia portato sé stesso sul palco, fra ricette ispirate appunto alle sue origini e omaggi a Shanghai, la città che ha ospitato le finali della World Class.

Il vincitore, Keegan McGregor entra di diritto nella World Class Hall of Fame e ha davanti dodici mesi di impegno con World Class, che lo vedranno fare da giudice nelle competizioni nazionali della World Class, ispirare i candidati del 2025 e incoronare i campioni regionali.

Il finalista italiano, Luca Bruni del Depero di Rieti

Dal canto suo, Luca Bruni si è fatto notare dalla giuria, soprattutto nell'ultima prova, in cui aveva il compito di rappresentare l'ideazione di un pop-up bar. Un assist, per Bruni, che ha presentato un progetto già esistente, il suo concept Studio Futura, un bar futuristico con una drink list ispirata allo spazio e un'atmosfera da chef's table del futuro, che si trova a Rieti proprio di fronte al Depero e dove si può prenotare un'esperienza per vedere Bruni all'opera.

Al via la dodicesima edizione della Negroni Week. E a Firenze debutta la Negroni Room Experience

Negroni Week 1
Migliaia di locali in tutto il mondo aderiscono alla Negroni Week, iniziativa in collaborazione tra Imbibe, Slow Food e Campari. A Milano l’evento di lancio, mentre dalla città patria del grande cocktail parte il tour della Negroni Room Experience

La settimana del drink italiano per eccellenza è cominciata. La dodicesima edizione della Negroni Week, sostenuta dalla rivista Imbibe e dal movimento Slow Food, con il patrocinio di Campari Group, ha segnato il suo inizio anche in Italia: a Milano, sulla terrazza Isola del nuovissimo Palazzo Cordusio Gran Melià, e terrà banco disseminata per il mondo fino al 24 settembre. Sempre per celebrare il grande classico prende il via da Firenze un’altra iniziativa firmata Campari: la Negroni Room Experience, un tour immersivo nel Negroni che toccherà diverse città della Penisola.

Cinque rivisitazioni di Negroni e un dj set al tramonto per salutare la nuova tornata di un appuntamento che negli anni ha assunto rilevanza globale, tanto da raccogliere oltre cinque milioni di proventi devoluti a iniziative di carattere benefico, divulgativo ed evolutivo tramite Slow Food, che storicamente si impegna per la trasmissione di un approccio equo e solidale al cibo e alla ristorazione.

Migliaia le insegne coinvolte ovunque nel mondo (ben oltre le duecento solo in Italia), che per essere segnalate sul sito della Negroni Week, ed essere quindi reperibili sulla mappa digitale dedicata, altro non sono tenute a fare se non registrarsi, contribuire con una donazione e inserire in carta un Negroni o una sua variante per una settimana.

L'evento di lancio a Milano

Isola Terrazza ha celebrato l'avvio dell'evento con un menù apposito firmato dal bar manager Mattia Polverino, che consta di un Negroni tradizionale, un Milano-Firenze (Campari, Mancino secco, Bulldog gin all'olio Muraglia), un Negroni Corretto (Campari, Mancino Kopi, grappa), un Amore Amaro (Campari, Cynar, Prosecco Bisol) e un Due Cuori e una Lattina, la prima proposta ready to drink di House of Negroni, realtà social incentrata sulla figura del cocktail del Conte.

Per il resto della settimana sono previsti eventi dedicati, incontri di formazione e guest shift specifiche: per ulteriori informazioni, il sito della Negroni Week è in costante aggiornamento (www.negroniweek.com).

Parte da Firenze la Negroni Room Experience

Parte invece da Firenze la Negroni Room Experience, un nuovo progetto ispirato al format della Negroni Room creato da Carico Milano (leggi Inaugurata la Negroni Room by Carico. La nostra prova sul campo) che, grazie alla partnership con Campari, diventa un'iniziativa itinerante per celebrare il Negroni, attraverso un’esperienza immersiva e un percorso multisensoriale dove l’arte si unisce al gusto all’interno di una degustazione di drink e piatti. Il tour, che toccherà anche Torino, Napoli e Roma, attraverso pop-up temporanei permetterà di vivere e scoprire la storia e l'evoluzione del celebre cocktail, coinvolgendo arte, cultura e miscelazione contemporanea.

Nella tappa fiorentina (fino al 30 settembre) l’esperienza sarà arricchita dal contributo di alcuni cocktail bar della città, il Giacosa, il Rifrullo, il Santa Cocktail Club e il Salotto Negroni, i cui bartender proporranno le loro interpretazioni del cocktail. Mentre la parte visiva prevede l’esposizione di opere storiche dalla Galleria Campari, con capolavori di artisti come Marcello Nizzoli, Leonetto Cappiello, Enrico Sacchetti, Adolf Hohenstein e Ugo Mochi, che hanno contribuito a definire l’immagine di Campari e che raccontano l’evoluzione visiva del Negroni, e, grazie alla collaborazione con Giunti Editore, di contenuti tratti dal libro Negroni Cocktail. Una leggenda italiana di Luca Picchi.

 

 

Campari annuncia l’acquisizione del 14,6% di Capevin Holdings

82 milioni di euro il costo dell'operazione, finalizzata ad aggiungere nel portfolio i brand di whisky scozzesi di Cvh Spirits Limited

Campari Group fa shopping in Sudafrica. È di oggi l'annuncio dell’acquisizione da Odc (BidCo) Limited di una partecipazione di minoranza pari al 14,6% in Capevin Holdings Proprietary Limited, holding sudafricana, che a sua volta detiene indirettamente, il 100% di Cvh Spirits Limited, società scozzese attiva nella produzione e nella commercializzazione dei noti brand di whisky single malt Bunnahabhain, Deanston, Tobermory e Ledaig, e whisky blended Scottish Leader e Black Bottle. Inoltre, Campari Group detiene i diritti di distribuzione per i brand del portafoglio di Cvh Spirits Limited in Francia e Corea del Sud.

Il valore dell'operazione si attesta sulla cifra di 69,6 milioni di sterline (pari a 82,6 milioni di euro al tasso di cambio alla data dell’operazione) e, fa sapere Campari, la transazione è stata finanziata con la cassa disponibile.

Inoltre, conformemente all’atto costitutivo di Capevin Holdings Proprietary Limited, Campari Group ha esercitato il suo diritto di nominare un membro del board e detiene ulteriori diritti di governance a tutela del suo interesse di minoranza.

 

Micro Protein vince il Global Food Industry Award

La gamma “ad etichetta pulita” a base di proteine di pisello di Hifood premiata al 22° World Congress of Food Science and Technology

Micro Protein di Hifood è stata premiata con il Global Food Industry Award nella categoria “Most Innovative Process”. Il riconoscimento premia l’innovazione nell’arricchimento proteico delle microproteine vegetali che ha portato al lancio di Micro Protein. Il prodotto è stato finalista anche nella categoria “Ingrediente più innovativo”.

Micro Protein, cos’è

Micro Protein è una gamma “ad etichetta pulita” priva di allergeni a base di proteine di pisello con una granulometria molto fine, dal gusto neutro e con un impatto minimo su struttura e sapore del prodotto finito. Grazie ad un contenuto proteico superiore al 70%, inoltre, è una soluzione ottimale per le aziende che puntano al mercato dei prodotti proteici. Utilizzando Micro Protein, infatti, è possibile aggiungere ai prodotti la dicitura “ricco di proteine” o “fonte di proteine”. Micro Protein, spiega l’azienda, «è una polvere dalla granulometria estremamente fine, al di sotto dei 30 micron, che non genera quella sensazione di sabbiosità tipica degli ingredienti ideati per l’arricchimento proteico». Il prodotto è disponibile in 2 varianti: P6 e P11 ed è adatto anche ai prodotti da forno di pasticceria e ai dessert. HIFOOD Most Innovative Process

I Global Food Industry Awards

I Global Food Industry Awards si pongono l’obiettivo di riconoscere i pionieri del settore alimentare. In particolare i premi si concentrano sulle innovazioni in materia di prodotto, processo, packaging, nutrizione, e sicurezza alimentare. I premi sono stati assegnati nell’ambito della 22ª edizione del World Congress of Food Science and Technology che si è svolto a Rimini dall’8 al 12 settembre. Il Congresso è organizzato dall’Unione Internazionale di Scienze e Tecnologie Alimentari (International Union of Food Science and Technology - IUFoST), ente che raggruppa oltre 150.000 scienziati e tecnologi alimentari da tutto il mondo.

Le reazioni al premio

«Siamo onorati di ricevere il Global Food Industry Award da parte dello IUFoST, un'istituzione di riferimento per l'innovazione nel settore alimentare», ha detto Emanuele Pizzigalli, a capo del settore Innovazione dell’azienda. «Micro Protein nasce per rispondere a un’esigenza specifica del mercato alimentare: la necessità di arricchire il contenuto proteico dei prodotti attraverso delle proteine di origine vegetale», ha aggiunto.

Hifood, azienda della Parma Food Valley

A fondare Hifood nel 2012 sono stati un gruppo di imprenditori con esperienza nel settore degli ingredienti naturali. Sorge nella Parma Food Valley, dal febbraio 2022 è parte di CSM Ingredients group, azienda del settore leader a livello mondiale. Negli anni si è specializzata nella ricerca, produzione e applicazione di ingredienti di origine naturale. Produce fibre e proteine di origine naturale, nuclei senza glutine, soluzioni senza additivi, ingredienti funzionali, grassi di origine vegetale.

Bar sport: 4 milioni di italiani vedono le partite fuori casa

Cresce l'interesse per le partite al bar o al pub: un drink sotto casa per guardare la squadra del cuore in compagnia (risparmiando sull'abbonamento tv)

"Quest'anno le partite le vedo al bar": hanno pensato molti tifosi. Per la precisione un pubblico da 4 milioni di italiani, dal momento che, secondo una ricerca di Omnicom Media Group, 3 tifosi su 4 guardano le partite in diretta tv e il 15% sceglie il bar o il pub per seguire i match della sua squadra del cuore.

Secondo i dati di Omnicom Media Group, che ha analizzato per conto della Lega Serie A l'importanza dello sport per la comunicazione, nella ricerca dal titolo “Beyond Visual Attention”, solo nel caso del calcio i veri tifosi sono 34 milioni di italiani, calcolando chi si interessa con costanza all'andamento del campionato e delle coppe e chi guarda le partite su base settimanale: a casa, al bar o allo stadio. A questo si aggiungono i tifosi di altri sport, come il tennis e gli sport motoristici.

Dei 4 milioni gli italiani che preferiscono guardare la partita fuori casa, la metà, circa 2 milioni dei tifosi da bar, fa parte della fascia di consumatori più giovane: sono gli under 34, ossia appartenente alla GenZ (15%) o i Millennial (35%). Al 65% parliamo di uomini e, per quanto riguarda la distribuzione geografica, possiamo dire che è abbastanza omogenea, con un picco al Sud e Isole (31%).

Il motivo, che porta a preferire il bar alla visione casalinga, risiede non solo nella convivialità del momento, ma anche in un'esigenza pratica, che riguarda soprattutto i supporter delle squadre di calcio impegnate anche in Champions (Inter, Milan, Juventus, Atalanta e Bologna per questa stagione), che per vedere tutte le partite di campionato e di coppa della loro squadra del cuore dovrebbero triangolare gli abbonamenti di diverse piattaforme. Un percorso a ostacoli fra serie A, Champions, Europa e Conference League e così via, che sta riportando molti tifosi nei mitologici Bar Sport, nei pub e nei locali con gli schermi sempre accesi sulle partite.

A questo si aggiungono i numerosi tifosi di altri sport, che crescono anche grazie ai successi degli italiani: la stagione d'oro di Sinner – ultimo trionfo, quello agli US Open – traina il tennis; i motori, con MotoGp e Formula 1 in testa, hanno sempre un gran seguito (in questo caso si registra il recente ritorno alla vittoria della Ferrari al Gran Premio di Monza). Nonché i campionati esteri, che pure hanno il loro pubblico: è il caso della Premier League inglese e della Bundesliga tedesca.

I pubblici esercizi, a differenza dei privati, possono approfittare dell'offerta onnicomprensiva Sky Business, pensata proprio per favorire questo comparto, di estremo interesse per la piattaforma italiana (dal costo di 299 euro/mese). Basta sottoscrivere una sola offerta, quella di Sky per i locali pubblici, per far vedere ai propri clienti tutta la Serie A, tutte le coppe europee (Champions, Europa e Conference League), inclusa la miglior partita del mercoledì, la Premier League, il tennis, la Formula 1, la MotoGP e altri sport come, in queste settimane, la vela con le regate dell’America’s Cup con protagonista Luna Rossa.

 

Premi e prodotti in vetrina a theGINday 2024 di Milano

degustazioni al salone theGINday 2024 di Milano
Dodicesima edizione del theGINday, la terza svoltasi al SuperStudio Più di via Tortona a Milano, oltre alla seconda edizione dei GinAwards.

Tempo di tirare le somme sull'evento che «Mantiene intatta l’essenza del boutique event a cui aspiriamo» afferma il fondatore Luca Pirola. «A theGINday cresce la partecipazione di piccole aziende desiderose di esporre e presentarsi in modo più approfondito e mirato al mercato».

E del mercato, questo theGinday si rivela uno specchio piuttosto fedele: «Siamo riusciti a portare tante novità, con circa 150 etichette all’assaggio per una due giorni intensissima. Buona anche la partecipazione nonostante l’alluvione di domenica e lo sciopero di tutti i mezzi di trasporto che ha interessato sia la prima sia la seconda giornata di fiera».

Pirola si dice inoltre molto soddisfatto dei Gin Awards, giunti alla seconda edizione, che «Hanno visto aumentare le iscrizioni di almeno un 20% rispetto all’edizione precedente, a dimostrazione di come la degustazione del prodotti sia ancora uno degli strumenti principali per il suo affermarsi». Il concorso riconosce e premia l’eccellenza del mercato del gin ed è giudicato da un panel di esperti che include bartender, sommelier, degustatori professionisti e giornalisti di settore, oltre a figure creative come designer, architetti, chef e artisti. Più di ottanta erano le etichette iscritte, valutate per le loro qualità organolettiche e per l’idea, il concept e il packaging, garantendo un’analisi completa e attenta alle esigenze del mercato contemporaneo.

La due giorni di theGINday ha visto anche una nutrita serie di incontri divulgativi.

Bargiornale, in particolare, ha realizzato due talk molto seguiti dal pubblico in sala. Domenica, Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale ha moderato “Boom boom gin, c’è chi vende e chi no: scopri i perché raccontati da 5 esperti del mondo dell’arte, del design, della comunicazione e della Industry”. All’incontro hanno partecipato Andy dei Bluvertigo, artista, musicista e designer prolifico anche nell’ambito del product design in ambito food&beverage; Gianpietro Sacchi, direttore dei corsi post-laurea, pensati per il canale horeca, del POLI.design di Milano; Yuri Gelmini, mixologist e Bartender dell’anno ai Barawards 2020; Davide Terziotti, scrittore e co-fondatore di Whisky Club Italia e Craft Distilling Italy; Dottor Gin, ovvero Fulvio Mendicino, professione ginfluencer, autore non solo sui social, ma creatore di eventi e manifestazioni legati al mondo del gin.

Lunedì è stato il turno del talk dal titolo: Il mercato del gin: numeri, tendenze ed evoluzione. In quest’occasione Andrea Mongilardi, vicedirettore di Bargiornale, ha dialogato con Matteo Figura, direttore foodservice Italia di Circana e responsabile dell’Osservatorio Tracking Grossisti e lo stesso padrone di casa Luca Pirola che commenta: «Il gin rimane ancora la categoria trainante del mercato spirits anche se la crescita risulta più lenta del passato anche perchè il totale dei consumi ha raggiunto numeri davvero notevoli. Per il futuro, dovremo smettere di confrontarci con il 2019, tra pochi mesi saranno ormai 4 anni dal Covid per cui occorre regolarsi di conseguenza. In Italia, dobbiamo tener conto di un pubblico della decrescita dei consumi fuori casa con consumi in via di mantenimento tra gli over 50 e una tendenza tra i più giovani di bere sempre meno alcolici: saranno necessarie riflessioni profonde».

GIN AWARDS 2024 – I PREMIATI

Best Packaging
Premio che valorizza il design che riesce a raccontare visivamente la genesi o le caratteristiche uniche del prodotto.
Gold: Isola di Favignana Wild Botanical Gin (OnestiGroup)
Silver: Chiaro Gin (Mondinelli Federica)
Bronze: Anima Gin (Michele Escalona)

Best Idea/Concept
Premio per la creatività e l’innovazione nel pensiero e nella realizzazione del gin come prodotto di marketing.
Gold: Poseidon Gin (The Sea Is Life)
Silver: Bobbium The Gentle Gin (Bobbium)
Bronze: Arcipelago Gin Marino Toscano (Guiducci e Figli)

Best International Gin
Riconoscimento dedicati ai migliori gin stranieri per qualità del distillato.
Gold: 8 Organic Molecular Gin - Linden Leaf (Spirits Market)
Silver: Portobello Mediterranean Gin (OnestiGroup)
Bronze: The Botanist Islay Dry Gin (Molinari)

Best Italian Gin
Riconoscimento ai migliori gin italiani per qualità del distillato
Gold: Iddu Gin (Taz Siena - Grandi’s Wine)
Silver: Gin Contemporaneo Collesi 1870 (Collesi)
Bronze: Grifu Gin Pilloni (Silvio Carta, distribuito da Coca Cola Hbc Italia Premium Spirits)

Menzione PLACE-BASED
Dedicata ai gin che valorizzano il legame con il proprio territorio:
Sicula Gin (Sicula Distribuzione)
Tassoni Gin  Superfino al Cedro (Ferrari - Fratelli Lunelli)
Nest Alpine London Dry Gin (Traditum)
8025 Genuine Alpine Gin e Seven Oaks (Villa Laviosa)
Gin 1750 (Italiana Liquori)
Aqvo London Dry Gin of Liguria (Il Ginepraio di Attanasio Mattia)

Menzione GIN&FOOD
Dedicata ai gin concepiti per l’abbinamento con il cibo


Bugin Turin-Food-Gin (mixology cucina e barbeque)
Duroc Smoked London Dry Gin (Made for Grillers)

In giro per gli stand

Duroc Smoked London Dry Gin
Arriva dalla Brianza profonda (Monticello), la proposta di Davide Terziotti per Duroc Smoked London Dry Gin, distillato ispirato al duroc, antica razza di maiale domestico nordamericano di colore fulvo che compare serigrafato sulla etichetta della bottiglia nera. Caratterizzato dal cardamomo nero affumicato a legna, il distillato s’ispira al mondo BBQ delle carni alla griglia. Disponibile in bottiglia da 70 cl e 3 litri, oltre che in formato Dry Tonic 33 cl. Presentazione del cofounder e griller Riccardo D’Amaro. durocgin.it

Il cofounder e griller Riccardo D'Amaro con la specialità brianzola Duroc Smoked London Dry Gin

The Botanist Islay Dry Gin
Insieme con il bartender Daniele Politi, Marco Fedele, brand ambassador Molinari, ha presentato la novità The Botanist Islay Cask Rested Gin (46% alc) aromatizzata con 22 botaniche dell’isola scozzese e affinata per 6 mesi in botti di rovere che si aggiunge al celebre superpremium The Botanist Islay Dry Gin della Bruichladdich Distillery. molinari.it

Al centro Marco Fedele, brand ambassador Molinari, con il bartender Daniele Politi (a destra) hanno animato la presentazione della novità The Botanist Islay Cask Rested Gin

Tarquin’s Handcrafted Cornish Dry Gin
Oltre alla violetta del Devon e agli agrumi, sono 12 le botaniche utilizzate per questo distillato London Dry di gusto leggero (42% alc) prodotto in Cornovaglia (Inghilterra) dalla Southwestern Distillery in 5 variantI: Cornish Dry (colletto celeste), The Seadog Navy Gin (collo rosso, fullproof di 57% alc), British Blackberry (colletto oro, bottiglia color mora), Rhubarb and Raspberry (colletto lampone), Pink Grapefruit and Elderflower (colletto oro, bottiglia bianca). Le loro caratteristiche sono state presentate dai bartender Fabio Bottini e Carlo Simbula. onestigroup.com

Fabio Bottini di OnestiGroup e il bartender Carlo Simbula con le quattro specialità inglesi Tarquin's Handcrafted Cornish Dry Gin

Isola di Favignana Wild Botanicals Gin
London Dry Gin (41% alc) aromatizzato con 12 botaniche, 6 delle quali endemiche dell’isola siciliana di Favignana (arcipelago delle Egadi), Isola di Favignana Wild Botanicals Gin è stato creato da Nino Campo (in foto con Giuseppe Annese), viene prodotto da Torino Distillati e riporta in etichetta una scena di pesca in tonnara. onestigroup.com

Giuseppe Annese e Nino Campo hanno vantato con passione le qualità della siciliana Isola di Favignana Wild Botanicals Gin

Alpestre London Dry Gin
Forte dell’esperienza dei mastri distillatori torinesi di Amaro Alpestre 1857 e Gin Alpino, Alpestre London Dry Gin è stato presentato da Paolo Perazzoli e si caratterizza (44% alc) con un gusto aromatico caratterizzato da ginepro e varie erbe officinali, con note floreali e agrumate. onestigroup.com

Paolo Perazzoli con lil piemotese Alpestre London Dry Gin

Brooklyn Handcrafted Gin
Prodotto da Brookling Distilling Company nel 1895, chiusa e riaperta dopo il Proibizionismo degli anni Trenta, Brooklyn Handcrafted Gin (40% alc) è distillato in modo artigianale da grano locale e infuso con bacche di ginepro schiacciate a mano, scorze di agrumi e botaniche di tutto il mondo, finale secco.  Nella foto Barbara Bricchi di OnestiGroup onestigroup.com

Barbara Bricchi di OnestiGroup con l'americano Brooklyn Hancrafted Gin

Mataroa Mediterranean Dry Gin
Prodotto in Grecia dal 1924 da Melissanidi Distillery, Mataroa Mediterranean Dry Gin (41,5% alc) è realizzato con 12 diverse botaniche della macchia mediterranea come la Mastiha di Chios Dop (resina di lentisco) e confezionato in un’artistica bottiglia verniciata in blu e scritta dorata. Due le varianti, illustrateci da Nicola Maini: Mataroa Dry Gin Pink ai frutti rossi (come lamponi e fragole) più melagrana e ibisco, e Mataroa Happy Low Alcoohol Spirit, primo gin a basso contenuto alcolico (11% alc) di colore giallo (come la bottiglia) aromatizzato con olio di canapa (non psicoattivo) e la tonica erba damiana, ottimo come base per Spritz. onestigroup.com

Nicola Maini ha presentato il greco Mataroa Mediterranean Gin

Bobby's Schiedam Dry Gin
Daniele Gandolfi e Andrea Fanti ci hanno presentato i nuovi ready to drink Gin& Tonic e Gin & Pink Lemonade (9% alc) in lattine 25 cl, realizzati sulla base dello storico Bobby’s Schiedam Dry Gin, contemporaneo (2014) distillato olandese (42% alc) aromatizzato con 8 botaniche indonesiane come bacche di rosa canina e pepe di Giava. onestigroup.com

Daniele Gandolfi e Andrea Fanti con le specialità olandesi Bobby's Schiedam Dry Gin

Ukiyo Japanese Gin
Mike Browne ci ha proposto le tre versioni di Ukiyo Japanese Gin (40% alc), realizzate dalla irlandese Ukiyo Spirits con il tradizionale spirito giapponese sochu di riso ridistillato, particolarmente morbido, aromatizzato con ginepro e altre aromatiche: Yuzu Dry Gin, Yuzu Citrus Gin e Blossom Gin ai fiori di sakura/ciliegio. onestigroup.com

Mike Browne insieme con le tre specialità Ukiyo Japanese Gin a base di distillato di riso

Poseidon Gin
Pluripremiato al World Gin Awards e classificato al 1.o posto nella classifica Top Ten votata dai bartender partecipanti a The Gin Day, Poseidon Gin (45% alc) è accompagnato dallo slogan del creatore The Sea Is Life. Prodotto da Distilleria Bordiga 1888 di Cuneo, il distillato può vantarsi di tutelare il mare in varie forme contribuendo alle campagne Sea Shepherd. Presentata da Enrico Piccigallo, la bottiglia da 70 cl è serigrafata con un grande tridente e un collarino da barriera corallina. Tra le botaniche esclusivamente italiane spicca la salicornia che aggiunge un tocco marino visto che cresce in terreni salmastri. theseaislife.com

Enrico Piccigallo di The Sea Is Life con il pluripremiato e scenico Poseidon Gin

Bobbium The Gentle Gin
Gianluca Ferrari e Stefano Brugnelli, titolare dell’azienda agricola piacentina Bobbium, hanno sottolineato l’impegno ecosostenibile che ha portato a realizzare Bobbium The Gentle Gin, distillato artigianale (42% alc) in bottiglia 70 cl, caratterizzato dalle note floreali tipiche della lavanda locale, da timo e fave di cacao. bobbium.com

Gianluca Ferrari e Stefano Brugnelli con l'escosostebile Bobbium The Gentle Gin

Overture Italian Gin
Nasce dall’amore per la musica, la presentazione fatta per Overture Italian Gin da Marta Sguotti e Mattia Salin, contitolare della omonima azienda padovana, la cui bottiglia trasparente da 70 cl riporta in controetichetta il pentagramma della overture de La Gazza Ladra di Rossini. Tra le aromatiche scelte spiccano i limoni e i mandarini del Garda, oltre al Pepe di Timut. overturegin.com

Mattia Salin con il violino e Marta Sguotti con la bottiglia di Overture Italian Gin dalle morbide note aromatiche

Macaja Gin
Due sono le varianti illustrate da Carlo Bocchino e Davide Negri relative al pluripremiato Macaja Gin (nome ispirato al vento di scirocco che soffia dal mar di Liguria verso il Piemonte), le cui 36 botaniche sono raccolte in gran parte lungo la Via del Sale che si snoda tra le Alpi Marittime. Tra gli agrumi si possono distinguere le note amaricanti del chinotto di Savona. Alla versione base (46,7% alc) nella caratteristica bottiglia cilindrica da 50 cl, si affiancano Macaja Gin Navy Strengt e Macaja Cask Gin affinata in botti di rovere. bocchino.com

Davide Negri propone le tre specialità Macaja Gin delle Distillerie Bocchino

Wilhem Marx Bayern Dry Gin
Sette sono le specialità principali che compongono la gamma Wilhem Marx Bayern Dry Gin: Black Edition, Strawberry, Bayern Dry, Chai, Chili Raspberry, Elderflower, Sloe, alle quali si è aggiunta di recente quella al Tartufo. enterprisesrl.it

Presentazione della gamma Wilhem Marx Bayern Dry Gin

8025 Genuine Alpine Gin
L’altoatesina Villa Laviosa è conosciuta per la ricca gamma di grappe, distillati e liquori. 8025 Genuine Alpine Gin (40% alc) si caratterizza per l’impiego di aromatizzanti come pino mugo e cirmolo raccolti nel cuore delle Dolomiti a un’altezza di circa 8.025 piedi (2.446 metri circa). L’altra specialità è 7Oaks, omaggio alle 7Querce, località di Terlano (Bz) dove si trova l’azienda, è gin aromatizzato anche con i frutti rossi del bosco, nell’infondibile bottiglia laccata rossa. Presentazione di Alberto Franchi. villalaviosa.it

Alberto Franchi con le specialità altoatesine Villa Laviosa 8025 Genuine Alpine Gin e 7Oaks Gin

8 e 88 Organic Molecular Gin
Situata nella città universitaria inglese di Cambridge, Linden Leaf produce liquori e distillati affinati con la sintonizzazione molecolare, combinando l’arte tradizionale della miscelazione con tecnologie all’avanguardia. Riccardo Boria, Nicolò Consoli e Denny Franco ce ne hanno dato una dimostrazione, proponendo due specialità. 8 Organic Molecular Gin (43% alc) prende il nome da otto botaniche agrumate come lime kaffir, yuzu e grani del paradiso. 88 Organic Molecular Gin (43% alc) presenta invece 88 note separate derivate da 28 botaniche, tra cui yuzu, calamansi, grani del paradiso ed erba dolce atzeca. Distribuzione affidata a Edoardo Morosetti di Spirits Market Mercato Liquido di Desenzano del Garda spiritsmarket.it e lindenleaf.it

Lo staff Spirits Market - Mercato Liquido composto da Riccardo Boria, Nicolò Consoli, e Denny Franco con 8 e 88 Organic Molecular Gin

Aconcagua Handcrafted Gin
Con 6.962 metri Aconcagua è la montagna più alta delle Ande del Sud America, una caratteristica che ispira un’idea di purezza d’aria e di neve incontaminata. Alfredo D. Esteve ci ha descritto il meticoloso processo a mano di macerazione in acqua di ghiacciaio e distillazione in alambicco di rame di sette botaniche con il quale si ottiene, nella omonima distilleria di Buenos Aires, Aconcagua Handcrafted Gin, prodotto (43% alc) dal gusto delicato dovuto a maggiorana, timo limone e sale marino di Capri. vogliargentina.it

Alfredo D. Esteve con l'argentino Aconcagua Handcrafted Gin

MAeCO’ Italian Premium Dry Gin
Mare e Collina sono i motivi ispiratori che Roberto Rigante della distilleria piemontese Sibona ci ha illustrato per sottolineare i luoghi di raccolta delle aromatiche, a cavallo tra Piemonte (ginepro, lavanda di Sale San Giovanni-Cn, salvia, foglia di vite Nebbiolo) e Liguria (limone, arancia pernambucco di Savona, basilico di Genova Dop). Con queste si dà vita infatti a MAe CO’ Italian Premium Dry Gin e alla versione invecchiata Port Cask Aged in botti di Porto (44% alc). distilleriasibona.it

Roberto Rigante di Distilleria Sibona con MAeCO' Italian Premium Gin

Bugin Turin-Food-Gin
Dall’idea di unire mixology, cucina e bbq nasce nel 2017 da una idea di Mauro Schiavo nella macelleria Tasta (con cucina serale) di San Mauro Torinese il Bugin Turin-Food-Gin, distillato compound piemontese (45% alc) con otto botaniche complementari a quelle usate nelle cotture, a cominciare dal timo e dal fiore genepy. Da notare le Limited Edition Old Tom ed Ex Timo Barrique (in botti di vermouth), la proposta Bugin Gin Tonic in lattina 25 cl (7,8% alc) e le Salse Cocktail BBQ Sauce. ginbugin.com

La proposta Bugin Turin-Food-Gin comprende anche Bugin Gin Tonic in lattina, le salse Cocktail BBQ Sauce e i mix di spezie Cocktail Rub(s)

Barra Atlantic Gin
Emily Hutton, Eiren Stewart e Diego Malaspina ci hanno presentato Barra Atlantic Gin (46% alc) e la sua versione Island Dark Rum, realizzate nella omonima isola scozzese di Barra (Ebridi) con 17 botaniche tra le quali spicca l’alga carriggean dal tocco mentolato e leggermente salmastra. whiskyitaly.com

Emily Hutton, Eiren Stewart e Diego Malaspina con lo scvozzese Barra Atlantic Gin

Explora London Dry Gin
Distillato artigianalmente in piccoli lotti, come ci raccontano Giovanni Marazita e Beatrice Villa, Explora London Dry Gin Experience N.1 è un distillato Premium Small Batch London Dry (42% alc) morbido, firmato dal master distiller Eugenio Belli della Distilleria Indipendente Eugin di Meda (Mb), connotato dal gusto di ginepro, note agrumate di bergamotto e di liquerizia di Calabria, pepe di Sichuan. Il progetto è firmato dai fratelli Giovanni e Davide Marazita di Torino che hanno viaggiato per il mondo alla ricerca delle botaniche più interessanti. Premio Gold Medal alla recente London Spirits Competition. exploragin.com

Beatrice Villa e Giovanni Marazita con Explora London Dry Gin Experience N.1

Soda e Tonica Polara ‘53
Con 70 anni di attività produttiva alle spalle, l’azienda siciliana di Modica (Ragusa) firma una nuova linea di 8 toniche e soda, firmate dal team guidato dalla barlady Chiara Mascellaro (nella foto con il titolare Giuseppe Polara): Indian, Mediterranean, Botanical, Thyme, Bitter Lemon, Pink Grapefruit, Ginger Beer e Dry, tutte ispirate ai prodotti tipici siciliani. Distribuita in 50 Paesi del mondo, la gamma Polara ’53 in bottiglie di vetro da 20 cl è la compagna ideale per i Gin Tonic più creativi. Disponibili anche tre versioni mix zeroalcol: Gin Tonic, Spritz e Cocktail. polara.it

La barlady Chiara Mascellaro e Giuseppe Polara presentano la nuova gamma di sodati Polara '53

Tre corner centrali
Al centro dello spazio espositivo di The Gin Day erano attivi tre corner dedicati e riforniti dai vari produttori presenti. Al Martini Cocktail Lounge ha operato il top bartender Francesco Avagliano (bartender.it); per il Gin & Tonic Bar si è distinto il bartender di Lugano Davide Cosco (Lom Dopolavoro di Milano); al Negroni Bar abbiamo trovato il bartender Corrado Lotà (Flair Academy) e la barlady Chiara Mascellaro (Polara ’53).

 

Me Fusion Gin
Per la produzione di tre versioni di Me Fusion Gin (tripla distillazione), l’azienda calabrese MZero Sealab di Cosenza ha scelto le botaniche più interessanti della regione, le cui caratteristiche sono state presentate da Raffaele Cammarella e dalla barlady kazaka Aigerim Iskakbekova. Particolarmente eleganti le bottiglie in vetro 70 cl serigrafate con disegni di fiori ed erbe aromatiche. Me Fusion Gin Pink Pepper (42% alc) si distingue per il core rosa pallido e le note di pepe rosa, mirto e cedro. Me Fusion Gin Smoked Tea si avvale degli aromi di tè neri pregiati, canfora e scorza di cedro. Me Fusion Gin Patchouli si caratterizza per le note erbacee, speziate e balsamiche del fiore patchouli, unitamente a quelle di ginepro e scorza di cedro. rinaldi1957.it

La barlady kazaka Aigerim Iskakbekova con Raffaele Cammarella presentano i tre Me Fusion Gin

Energin Atonic Radioactive Waste
Da pochi mesi sul mercato, Energin Atonic Radioactive Waste (45% alc) unisce il gusto del distillato con la carica degli energy drink. Proponendo la bottiglia da 70 cl di colore giallo di grande impatto (compreso di accensione di luce Led), Gionata Tettamanzi e Andrea Cassina ci hanno svelato le insolite botaniche utilizzate come guaranà, noce di cola e ginseng. energinatonic.com

Gionata Tettamanzi e Andrea Cassina allo stand Energin Tonic Radioactive Waste

Gam 7.2 Gin
Gin piemontese realizzato nel 2018 dalla Famiglia Cerutti Liquori dal 1959 di Canelli (Asti), Gam 7.2 Gin (42% alc) è la rivisitazione di una ricetta del Novecento riscoperta da 7 cugini e 2 nonni (da cui il nome). Presentati da Gabriele Cerutti, i sentori di ginepro si aggiungono quelli agrumati di arancia dolce, cardamomo verde, coriandolo, rosa canina e cannella. gingam72.it

Gabriele Cerutti con Gam 7.2 Gin

Glendalough Wild Botanical Irish Gin e Grifu Gin
Filippo Ghizzi, Martina Eremita, Sara Manzoni e Giuseppe Mancini ci hanno accolto allo stand Coca-Cola Hbc Italia Premium Spirits con prodotti speciali. Glendalough Wild Botanical Irish Gin (41% alc) è prodotto dalla irlandese Glendalough Distillery, famosa per le piccole produzioni di gin stagionali che utilizzano botaniche selvatiche della brughiera celtica. Da citare anche la versione aromatizzata con i petali di tre rose diverse: wild rose, heritage rose e damask rose. Prodotta dall’azienda Silvio Carta di Zeddiani (Or), la gamma Grifu Gin Pilloni utilizza botaniche della macchia mediterranea sarda come salvia e lentisco. Si compone di London Dry Gin (43% alc), Grifu Gin Limu, Old Grifu, Pigskin Silver e Pingskin Pink. Per le toniche c’è solo l’imbarazzo della scelta tra la gamma americana Kinley e quella greca Three Cents. it.coca-colahellenic.com

Filippo Ghizzi, Martina Eremita, Sara Manzoni e Giuseppe Mancini allo stand Coca-Cola Hbc Italia Premium Spirits con Glendalough Wild Botanical Irish Gin e la gamma Grifu Gin Pilloni

Gin 1750
In etichetta Gin 1750 riporta il disegno di una delle tre caravelle di Cristoforo Colombo che riportò in Spagna (1493) uno sconosciuto e originale agrume americano: il bergamotto. La data 1750 ricorda l’anno della prima piantumazione di albero di bergamotto a Reggio Calabria dove ha trovato l’habitat ideale di crescita. Adino Banini e la barlady Serena Frosina ci hanno fatto degustare il distillato calabrese nato quest’anno che, oltre al bergamotto, utilizza cardamomo, angelica, pepe rosa e limone. italianaliquori.it

Adino Banini e la barlady Serena Frosina allo stand Italiana Liquori con Gin 1750

Gin Contemporaneo Collesi 1870
Dalle grappe alle birre, Distillerie Tenute Collesi di Apecchio (Pesaro-Urbino) dal 2000 non cessa mai di stupire. Per Gin Contemporaneo Collesi 1870 (42,8% alc) il titolare Giuseppe Collesi ha utilizzato botaniche delle Marche come ginepro, visciola, mallo di noce, luppolo, rosa selvatica e scorza di arancia. Particolare il metodo produttivo: l’infusione delle botaniche è diluita con l’acqua di sorgente del vicino Monte Nerone, refrigerata a -15 °C per circa 30 ore, filtrato, imbottigliato e lasciato maturare al buio per almeno 4 mesi. Nelle iconiche bottiglie da 70 cl la gamma Gin Contemporaneo Collesi 1870 si compone di Dry Gin, Gin Amarillo Hop, Gin Barrel Reserve, Gin Saaz Hope, Pink Gin. collesibeer.com

Poster della gamma Gin Contemporaneo Collesi 1870

Arcipelago Gin Marino Toscano
Elba, Giglio, Capraia, Montecristo, Pianosa, Giannutri e Gorgona sono le sette isole che compongono l’Arcipeago Toscano da cui arrivano le botaniche di Arcipelago Gin Marino Toscano, un London Dry Gin realizzato da Guiducci Liquori di Ponsacco (Pisa), dai limoni dell’Elba all’elicriso di Capraia, al rosmarino, timo e basilico. guiducciliquori.it

Arcipelago Gin Marino Toscano

Bubbles Party
All’evento The Gin Day è seguito sabato sera il Bubbles Party con esibizione live jazz del gruppo composto da Yazan Greselin, Emanuele Garzo, Christian De Cicco, Enrico Santangelo. A seguire dj set con Lillya e Andy dei Bluvertigo.

Il quartetto live jazz che ha animato la serata Bubbles Party

Tips & Tricks per un espresso perfetto con Caffè Vergnano

Guarda il tutorial su come preparare un espresso perfetto. Segui i consigli pratici di Fabio Dotti, master trainer di Accademia Vergnano

L'obiettivo è uno solo: servire al cliente un espresso perfetto. Una sfida per tutti i baristi, perché la qualità della bevanda servita in tazzina di porcellana, sul banco o al tavolo, dipende da tante variabili. Dalla qualità della materia prima ai fattori ambientali, dal corretto utilizzo delle attrezzature all'abilità manuale del barista.

Fabio Dotti, Master trainer di Accademia Vergnano, Training Center SCA a Chieri (Torino) che da oltre 20 anni eroga corsi di formazione per baristi, affronta punto per punto tutti i passaggi chiave della preparazione di un espresso perfetto. Un tutorial sintetico, ma completo di tutto quello che serve al barista. Consigli utili per gestire al meglio la postazione di lavoro, trattare a dovere il caffè stesso, ma anche il macinino, la caldaia e i filtri. Arrivando così all'estrazione perfetta, che - però - non basta. Anche il servizio vuole la sua parte.

In pochi clic si può effettuare le registrazione e seguire il tutorial completo. Il video dura solo 6 minuti, durante i quali il formatore esperto espone, con chiarezza e semplicità, tutti i suggerimenti per un espresso perfetto.

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