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Doppio oro per Of Amarone Barrique di Bonollo all’International Spirits Challenge

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Il distillato della collezione Of, che quest'anno compie 25 anni, si è aggiudicata la doppia medaglia d’oro nella categoria Grappa nel prestigioso concorso internazionale

L’International Spirits Challenge ha regalato nuove soddisfazioni a Bonollo 1908. Dopo l’oro conquistato da Dorange Of lo scorso anno (leggi Due ori per Bonollo in due prestigiosi concorsi internazionali), in questa edizione del concorso, la ventinovesima, è stata la grappa Of Amarone Barrique a fare ancora meglio. Il distillato si è infatti aggiudicato la doppia medaglia d’oro tra i World Speciality Spirits nella categoria Grappa, confermandosi punto di riferimento qualitativo per la categoria.

Un risultato di grande prestigio per la distilleria veneta, ottenuto in uno dei più autorevoli concorsi internazionali, che quest’anno ha visto in gara migliaia di etichette provenienti da oltre 70 Paesi del mondo. Concorso dove gli spirit vengono valutati con una scrupolosa degustazione alla cieca da parte di una giuria di esperti internazionali.

Giuria conquistata da Of Amarone Barrique (alc 40% in vol), ottenuta dalla distillazione di selezionate vinacce provenienti dalla pigiatura delle uve passite dalle quali viene prodotto il pregiatissimo vino Amarone della Valpolicella. Un distillato creato da Bonollo, nel 1999, dando vita alla “grappa barrique”, una vera e propria categoria di grappe invecchiate in legno che prima non esisteva. Matura infatti in piccole barrique di rovere francesi e si caratterizza per la grande ricchezza e vivacità aromatica, alle quali si aggiungono un altrettanto notevole morbidezza ed equilibrio.

Un nuovo vestito per la collezione Of

Per celebrare i primi 25 anni di questa grappa, Bonollo 1908 ha rinnovato il pack della collezione Of, punta di diamante dell’azienda, inaugurata proprio con la Of Amarone Barrique e composta da altri due prodotti super premium, Dorange Of (alc 40% in vol), il liquore che nasce dal mix di Of Amarone Barrique e infusi naturali di scorze di arance di Sicilia, e Of Amaro (alc 30% in vol), ottenuto da un’antica ricetta della famiglia Bonollo e che combina l’attenta selezione erboristica con la nota distintiva di Of Amarone Barrique. Tutti e tre i prodotti sono ora contenuti in un nuovo decanter che nelle sue linee morbide, ma decise, riflette e custodisce l’eleganza dei caratteri sensoriali di ciascun pezzo della collezione. Ogni prodotto ha un codice cromatico dedicato che si lega all’essenza del prodotto stesso: il ramato delicato per Of Amarone Barrique, l’arancione per Of Dorange e il verde per celebrare le note fresche e balsamiche di Of Amaro.

Il momento d’oro del Moebius: pioggia di riconoscimenti internazionali per il locale milanese

Lorenzo Querci del Moebius riceve il riconoscimento The Wold's 50 Best Bars Awards
Il locale milanese di Lorenzo Querci entra nella World’s 50 Best Bars e conquista la stella Michelin per Moebius Sperimentale, guidato da Enrico Croatti

«Più di così, davvero non saprei cos'altro potremmo inventarci». Ci scherza su Lorenzo Querci, patron di quel Moebius, a Milano, che ha letteralmente fatto sfracelli nel giro di poche settimane: prima l'ingresso nella lista dei World's 50 Best Bars (al numero 37), rivelato durante la cerimonia di Madrid di fine ottobre, poi l'annuncio, lo scorso 5 novembre, della stella Michelin per il Moebius Sperimentale, il "piano di su" eccellente guidato da Enrico Croatti (che già aveva ottenuto una stella nel 2013 al Dolomieu di Madonna di Campiglio e nel 2018 al ristorante Orobianco di Calpe ad Alicante).

Questo doppio riconoscimento è di fatto un unicum nel panorama internazionale: senza considerare il Connaught di Londra al numero 13 (che ha omonimi sia l’hotel in cui si trova che l’annesso tristellato Michelin) e il BKK Social Club al numero 11 (parte del Four Seasons di Bangkok, dove si trova lo stellato Yu Ting Yuan), è l'unico locale autonomo a vantare un bar nei 50Best e un ristorante stellato, contemporaneamente. Abbiamo chiesto a Lorenzo Querci di ripercorrere con noi le tappe di questo anno sensazionale.

Hai definito il 2024 un annus mirabilis, ma come ci si è arrivati?
Ad essere sinceri, si lavora tanto, si programmano gli impegni e magari anche qualche obiettivo, ma non è mai certo avere un ritorno in termini di riconoscimento come quelli che abbiamo ottenuto nelle scorse settimane. L'apprezzamento più importante rimane comunque quello del quotidiano, avere un locale pieno, perché senza un'attività proficua non si parla di nulla. Siamo arrivati dove siamo adesso grazie a un forza propulsiva, oggi contiamo 36 membri dello staff e abbiamo all'orizzonte l'apertura di un nuovo locale a breve.

Da Moebius si va per bere o mangiare?
C'è un grande equilibrio. Il cibo rimane il cuore dell'esperienza, anche a livello di fatturato, dato l'intersecarsi di due ristoranti, gastronomico e tapas bistrot. Da quando è uscita la notizia del nostro ingresso nei 50Best abbiamo però visto un'impennata relativa al bere: non tanto sul volume di clientela, quanto piuttosto si quello del consumo, quindi la stessa affluenza ma con maggiore inclinazione a provare anche i nostri cocktail. Direi che siamo su un 50 e 50, chi si ferma a cena rimane anche per bere qualcosa e viceversa.

Moebius rappresenta anche un unicum: se si escludono bar legati a colossi dell'hotellerie, come Connaught e BKK Social Club, è l'unico locale a vantare un bar nei 50Best e un ristorante stellato, contemporaneamente.
Soprattutto in città molto performanti, che stanno puntando molto sull'ospitalità, nascono sempre più spesso alberghi con outlet di altissimo profilo in entrambe le dimensioni. Moebius è peculiare perché non ha dietro un fondo d'investimento o cordate, nel complesso continuiamo a mantenere un'anima a conduzione familiare.

Quali sono le sfide principali e particolari per ciascuna delle due realtà di Moebius?
Già la sola coesistenza delle due realtà è una bella sfida, perché qualsiasi ispettore o esperto potrebbe non vivere una situazione congeniale, potrebbe avere la sensazione di entrare in un club. Una visione tradizionale della guida Michelin, per esempio, potrebbe fare fatica ad accettare di dover superare l'aspetto da "locale" baraonda prima di salire al piano di sopra per raggiungere Moebius Sperimentale. In definitiva direi che per il ristorante fine dining, l'impegno principale è nel cercare di essere identitari e perseveranti, costanti nel lavoro e nella proposta. Per il bar è fondamentale avere un team forte, con un frontman preparatissimo come Giovanni (Allario, il bar manager, ndr), una buona pianificazione di guest shift e una presenza stabile nello scenario internazionale. Siamo riusciti a valorizzare un bar che non è (soltanto) un bar, il che rende il risultato ancora più incredibile.

Quali sono le caratteristiche dello chef Enrico Croatti che si incastrano con Moebius?
Enrico è un cuoco e una persona molto creativa. Ogni giorno trova stimoli, anche autonomamente, per innovare e concretizzare nuove idee. Come imprinting personale è un grandissimo lavoratore, rimane giovane, se potesse lavorare ventisette ore al giorno lo farebbe grazie alla sue enorme passione. Ha un approccio molto organizzato, è un eccellente professionista e soprattutto un grande motivatore: è riuscito a mantenere insieme un gruppo di talenti anche attraverso la burrasca della pandemia e le difficoltà che ne sono venute, non è da tutti.

Moebius punta già a nuovi obiettivi adesso?
Tra breve avremo una nuova apertura (Lubna, in zona Fondazione Prada, a Milano). Durante la cerimonia della Guida Michelin, Enrico mi diceva "è solo l'inizio". I riconoscimenti ci stimolano a fare di meglio, ovviamente, ma con la consapevolezza di godere del presente senza per forza dover guardare al domani, altrimenti non si apprezzerebbe mai nulla.

 

Back to Happiness! Scopri i nuovi trend di consumo

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Registrati per seguire il talk on line in programma lunedì 18 novembre alle ore 17.30 Scoprirai come ripensare il design dell’esperienza secondo i nuovi trend sociali di consumo, anche con autorevoli testimonianze

Si avvicina l’appuntamento con Back to Happiness! by Shopping Map, il convegno online che si propone di fare il punto sui nuovi trend sociali di consumo. Appuntamento in programma lunedì 18 novembre, dalle ore 17.30 alle 19.30, e che si potrà seguire in diretta streaming previa registrazione.

REGISTRATI PER PARTECIPARE A BACK TO HAPPINESS!

Organizzato da Marketing & Trade (M&T), laboratorio milanese di idee strategiche e di soluzioni operative per retailer, brand e start up, in collaborazione con POLI.design e con Bargiornale, l’evento si propone di disegnare un quadro aggiornato della nuova shopping experience. Un momento di confronto su trend sociali, strategie aziendali, progettazione dell’esperienza, per offrire agli operatori del retail e del fuoricasa, dai gestori dei locali al mondo del food retail, dalle aziende produttrici ai progettisti, gli strumenti per “leggere” la realtà che ci circonda.

Disegnare la felicità dei clienti

Una realtà dove l’aspetto esperienziale ha assunto un peso sempre più cruciale nelle scelte di consumo e di acquisto delle persone. In un contesto dove l’offerta di prodotti e di occasioni di acquisto si moltiplica e dove i comportamenti dei consumatori non sono più segmentabili neanche per stile di vita e reddito, il dato che emerge è che a orientate le scelte di consumo è la ricerca della “felicità”, Back to Happiness, come sintetizzato dal titolo dell’incontro. Felicità da intendere come promessa di una esperienza orientata al benessere personale, fisico e soprattutto psichico, che arricchisca la giornata, di una piccola o grande memoria che faccia stare bene.

Una tale quadro impone un profondo ripensamento degli attuali modelli di business per chi vuole disegnare esperienze di consumo in linea con le trasformazioni in atto: un processo che riguarda anche il mondo del fuoricasa.

Gli esperti che ne discuteranno

Tutti questi aspetti verranno affrontati nel corso di Back to Happiness!.

A confrontarsi e approfondirli sarà un parterre di esperti di alto profilo, moderato da Andrea Mongilardi, vicedirettore di Bargiornale, con le testimonianze delle realtà che hanno ridefinito le loro strategie operative in termini di offerta di servizi e di comunicazione, per interpretare al meglio le sfide poste dalle trasformazioni in atto nel mondo dei consumi:

  • Daniela Ostidich, presidente di Marketing & Trade,
  • Cabirio Cautela, ceo POLI.design,
  • Elisabetta Dell’Antonia, marketing & communication manager di Six Senses Rome,
  • Gabriele Primavera, direttore commerciale Ooh di Ferrero,
  • Moreno Bellinzona, direttore vendite di Megamark.

TheSHESide: le anticipazioni del programma della kermesse al femminile del 10 e 11 novembre

Ultimi giorni per registrarsi all'evento, a cui sono attese ospiti come Monica Berg e Margarita Sader, Kristine Bocchino e Kaitlin Wilkes-Back

Ultime ore per registrarsi all'evento TheSHESide la due giorni al femminile che si svolgerà a Milano domenica 10 e lunedì 11 novembre, presso lo spazio Joule di Cariplo Factory, all’interno di BASE Milano. Frutto dell’impegno di Chiara Buzzi (titolare - insieme a Edoardo Nono - di Rita & Cocktails e Rita’s Tiki Room nonché esperta di comunicazione, food e hotel writer) e di Daniela Garcea, al suo fianco, nel ruolo di project manager, TheSHESide è pronta a portare a Milano il gotha della miscelazione mondiale.

Chiara Buzzi
Daniela Garcea

La due giorni di incontri, laboratori e networking (l'abbiamo anticipata qui), è esplicitamente dedicata alle nuove generazioni, in cui le protagoniste non saranno solo bartender e floor staff, ma anche brand owner, ambassador, docenti, imprenditrici, esperte di marketing e sales, comunicatrici e consulenti. Le speaker si alterneranno in momenti di formazione e occasioni di confronto, con l’obiettivo di creare un flusso di azioni concrete verso un settore difficile da penetrare e storicamente dominato da figure maschili.

Campari Academy Monica Berg
Monica Berg

Ma veniamo ai nomi attesi all'evento. La prima giornata, domenica 10, si svolgerà con una carrellata di interventi in stile TEDx, con testimonianze di carattere ispirazionale e motivazionale di circa 10-12 minuti ciascuna. Ogni speech avrà un tema specifico, con uno spazio per Q&A nel corso del pomeriggio e un aperitivo conclusivo in serata. Tra i nomi più significativi attesi per la giornata del 10 Novembre: Monica Berg, nominata la persona più influente del settore a livello mondiale da Drink International 2024, oltre ad essere titolare del cocktail bar Tayer+Elementary a Londra, ha fondatoMUYU Liquor ed è global creative director per Campari Academy; Kristine Bocchino e Kaitlin Wilkes-Back, fondatrici dell'Ada Coleman Project, il più importante database di professioniste della bar industry; Kate Gerwin, imprenditrice, bartender, anche lei nella lista delle personalità più influenti per Drinks International; Carina Soto Velasquez, l’imprenditrice che ha rivoluzionato la scena della miscelazione parigina grazie ai suoi cocktail bar e ristoranti; Anna Sebastian, hospitality consultant e fondatrice del movimento Celebrate Her; Margarita Sader, imprenditrice molto attiva nella promozione di eventi dedicati alle donne in Spagna e titolare, insieme al marito Giacomo Giannotti, del cocktail bar Paradiso, oggi uno dei luoghi più distintivi della miscelazione mondiale; Betty Kupsa, trainer, consultant ed educator.

Il giorno successivo, l’11 novembre, nella mattinata si avvicenderanno i tavoli di discussione, guidati da speaker altrettanto noti della bar industry, incentrati sui temi caldi quali l’importanza di stimolare le nuove generazioni verso questo settore lavorativo, la sicurezza nel mondo della notte e nei bar, il passaggio dalla vita dietro al bancone alle aziende, strategie di marketing e posizionamento di nuovi prodotti, l’importanza di partecipare alle competition di settore e come gestirle con gli impegni lavorativi, come trovare il proprio ruolo nella bar industry e così via. Nel pomeriggio si svolgeranno i workshop pratici, tenuti da aziende di settore e/o professionisti, che spazieranno dal bar design alla gestione delle relazioni con la stampa, dai social network fino alle possibilità di accesso a fondi specifici per l’imprenditoria femminile.

E la sera si concluderà festeggiando ai Navigli. TheSHESide si sposta in Zona Naviglio Grande per una serie di guest shift internazionali con il coinvolgimento dei più rappresentativi cocktail bar della zona, dove bartender senior saranno affiancate da una figura più junior (come età e/o carriera). L’appuntamento è da Rita Cocktails, Rita’s Tiki Room, Mag, Iter, Cactus Joe, The Doping Club, Ugo, Ca.ri.co, Pinch Cocktails and Spirits.

La FPGCI sceglie il Miglior Panettone del Mondo 2024

Le finali 2024 del concorso internazionale si terranno alla Mostra Oltremare di Napoli. Cinque le categorie in gara, anche Miglior pandoro

Il Campionato del Mondo del Panettone torna in Italia il 17 e 18 novembre 2024. Sarà ospitato a Napoli presso il Salone Gustus nella Mostra d’Oltremare. Organizzato dalla Federazione Internazionale di Pasticceria, Gelateria e Cioccolateria (FIPGC), l’evento radunerà 40 professionisti di Francia, Spagna, Messico, Giappone e Italia. I partecipanti sono stati selezionati tra i 250 iscritti che si sono distinti nelle gare di qualificazione dello scorso ottobre. L’obiettivo della competizione che celebra l’eccellenza del grande lievitato italiano, è assegnare il titolo di Miglior Panettone del Mondo 2024.

Miglior Panettone del Mondo 2024, le categorie in gara

La competizione si articolerà in cinque categorie principali. Oltre al classico panettone tradizionale, con uvetta e canditi di scorza d’arancia e cedro, i concorrenti potranno anche cimentarsi nel panettone innovativo sperimentando nuove tecniche o farciture. Una terza categoria, poi, è quella del panettone salato che prevede l’impiego di ingredienti salati. C’è anche il premio per il miglior panettone decorato in cui a essere valorizzato è l’aspetto estetico e artistico. Un ulteriore riconoscimento, inoltre, sarà assegnato al pandoro, il tipico dolce veronese. Tutti i prodotti saranno valutati su profumo, taglio, cottura, gusto, sofficità, alveolatura e tecniche usate per l’inserimento delle sospensioni. Altri elementi di valutazione saranno originalità, presentazione e qualità delle materie prime.

La parola alla FIPGC

«Negli ultimi anni la Federazione è cresciuta espoenzialmente in termini di partecipazione. Questo non è solo un risultato numerico, ma testimonia la fiducia della comunità dei professionisti del settore», afferma Matteo Cutolo, presidente della FIPGC. «Lavoriamo instancabilmente per garantire la massima affidabilità e credibilità in ogni aspetto della nostra attività, dalla formazione all'organizzazione di eventi internazionali per promuovere tutte le specialità – aggiunge -. La competizione dedicata al panettone sarà un evento straordinario, un trionfo di sapori e tradizioni che celebrerà l'eccellenza di questo dolce iconico».

FIPGC, federazione per la promozione del settore

Fondata con lo scopo di promuovere la pasticceria italiana nel mondo, la FIPGC è oggi un riferimento istituzionale per il settore, grazie anche a protocolli d’intesa con il Ministero degli Esteri e il Ministero dell'Istruzione. Attraverso eventi, fiere e corsi di formazione, punta quindi a rafforzare il settore e valorizzare i prodotti Made in Italy. Dal 2015 organizza Campionati di Pasticceria e Cake Design di livello nazionale e internazionale, inclusi i Campionati Nazionali di Pasticceria per gli istituti alberghieri per incentivare i giovani a intraprendere la professione.

Artigianali, naturali e 100% italiani: i mixer Dandy Drink

Dandy Drink mixer gamma
Bolla fine e persistente a lungo, sapori autentici e delicati caratterizzano le otto referenze, quattro toniche e quattro sodate, 100% naturali e artigianali, della linea di mixer premium dedicata ai professioisti del bancone firmata dalla giovane realtà bergamasca

Gusto pulito e delicato, sapori autentici, effervescenza persistente a lungo. Sono le virtù della gamma di mixer premium a marchio Dandy Drink, giovane realtà del beverage con sede a Bagnatica, in provincia di Bergamo. Una gamma dedicata alla miscelazione, 100% naturale e made in Italy, che spicca per la freschezza e la versatilità dei prodotti, pensati per esaltare al meglio i distillati ai quali si sposano. Otto le referenze che la compongono, quattro toniche e quattro sodate, tutte preparate artigianalmente con materie prime di qualità, accuratamente selezionate e proposte in bottiglietta di vetro in formato 20 cl.

 

Il progetto Dandy Drink nasce nel 2020 a opera di Cristiano Franzini e Stefano De Gaspari: il primo attivo nel comparto del fuori casa da oltre 25 anni, dove ha maturato competenze nel marketing e nel commerciale lavorando per più di due decenni per una multinazionale del beverage, il secondo bartender e proprietario di locali, tra i quali l’Artisan Cafè di Bergamo. «Frequentando il locale di Stefano, sono rimasto conquistato dalla qualità della tonica che autoproduceva nel suo Laboratorio Mixology, insieme ad altri ingredienti per i cocktail: una tonica naturale, neutra e perfettamente equilibrata, che si sposava bene con ogni tipologia di gin – racconta Franzini -. Da qui l’idea di creare una società per produrre su ampia scala la tonica, mantenendone inalterate ricetta e caratteristiche, e altri sodati di alta gamma». Idea diventata realtà l’anno successivo quando i due soci, dopo aver messo in piedi il loro stabilimento produttivo, realizzato usufruendo anche di un finanziamento europeo per il recupero e la valorizzazione dei vecchi mestieri, hanno avviato la produzione.

Produzione curata in ogni dettaglio

«I nostri sodati, privi di coloranti e conservanti, sono infatti prodotti artigianalmente, con tecniche tradizionali che rispettano le materie prime. Queste vengono acquistate separatamente, pesate e inserite manualmente nel mixer di produzione – spiega il co-fondatore di Dandy Drink -. Ma soprattutto, la carbonatazione della bevanda avviene mediante un lento processo di saturazione, in autoclave isobarica e della durata di circa 48 ore, che permette al liquido di assorbire completamente la CO2. Un processo alla base di due caratteristiche distintive dei nostri mixer: una bollicina estremamente fine e una gassatura che persiste a lungo».

Lo stabilimento di proprietà permette all’azienda di avere il controllo di tutto il processo produttivo e di curarne ogni dettaglio. Un’attenzione improntata alla ricerca della qualità e rivolta anche all’acqua impiegata, attinta dall’acquedotto, ma sottoposta a ben tre processi di depurazione: una classica depurazione, alla quale segue un trattamento per osmosi inversa e, infine, con lampade Uv, in modo che sia più pura possibile così da esaltare aromi e sapori del prodotto.

La linea di mixer

Frutto di questa cura è la gamma di toniche e di bevande sodate che attualmente compongono l’offerta Dandy Drink. Della prima fanno parte la Dandy Tonic Water, una tonica neutra studiata per abbinarsi con ogni tipologia di gin, senza alterarne il gusto ed esaltandone le botaniche; Riviera Tonic, tonica mediterranea dalle delicate e fresche note di cedro e di basilico, indicata per gin agrumati ed erbacei; Flower Tonic, dal colore rosso naturale dato dai fiori di ibisco che con la lavanda ne caratterizza l’aroma e indicata per unirsi a gin freschi e floreali; Tonic Zero, la versione senza zuccheri della Dandy Tonic Water, ma dal carattere più spigoloso, e come questa si abbina alla perfezione a ogni gin.

La linea di sodati comprende invece la Ginger Beer, dai toni sfumati leggermente piccanti, ideale per abbinarsi a gin e vodka; Classy Lemon, una limonata essenziale e pura che si sposa benissimo con qualsiasi tipo di gin o vodka; Pink Grapefruit Soda, una soda al pompelmo rosa ideale per il Paloma; Club Soda, ad alta gassatura, carbonata con un pizzico di bicarbonato di sodio che le dona una leggera nota sapida che aiuta a esaltare i distillati ai quali viene aggiunta.

Per i professionisti

Prodotti dedicati ai professionisti del fuori casa, canale sul quale è focalizzato tutto lo sviluppo dell’azienda e che stanno ottenendo un ottimo riscontro da parte dei bartender. Che si manifesta anche nella crescita delle vendite, passate da 400.000 bottiglie del 2023 alle 800.000 di quest’anno, con la previsione di superare abbondantemente il milione nel 2025. «Non guardiamo però solo al mondo dell’alta miscelazione. Dandy Drink è nata con l’obiettivo di offrire a tutti i professionisti mixer distintivi, che per le loro caratteristiche qualitative aiutino anche chi non è un esperto mixologist a preparare cocktail di qualità – riprende Franzini -. A questo scopo abbiamo anche realizzato un ricettario, disponibile sul nostro sito: un piccolo aiuto per gli operatori, attraverso il quale mostriamo come con la nostra gamma è possibile realizzare drink di facile concezione, ma appaganti per il cliente».

Stile dandy

Oltre alla qualità dei prodotti, nello sviluppo del progetto i due soci hanno dedicato altrettanta cura anche alla loro immagine. A partire dal nome dell’azienda, “Dandy”, scaturito dalla loro passione per il grande scrittore irlandese Oscar Wilde, il dandy per eccellenza. Un’idea di eleganza e raffinatezza che vuole sorprendere e conquistare e che in forma giocosa riflette lo spirito con il quale è nata questa linea di mixer. «Spirito che trasmettiamo anche nell’etichetta, studiata e disegnata da Alberto Biffi, docente dell’Accademia di Belle arti SantaGiulia di Brescia, che impreziosisce la bottiglia - conclude Franzini -. Raffigura un coniglio, ispirato al Coniglio Bianco di Alice nel Paese delle meraviglie, ritratto in una posa diversa e con un abito diverso su ogni bottiglia, perché un dandy non veste mai allo stesso modo».

GugArt³: una nuova frontiera tra cioccolato e arte

Raccontare il cioccolato è la sfida che Guido Gobino ha proposto in occasione del 60° anniversario dell'azienda torinese

In occasione del 60° anniversario dalla fondazione della cioccolateria, oltre a un cofanetto celebrativo, Guido Gobino ha lanciato GugArt³. Si è trattato di un bando culturale che ha unito l’arte della cioccolateria a forme espressive come musica, scrittura e arti visive. Il progetto si è rivolto ad artisti under 35, ed è nato per raccontare il mondo della cioccolateria attraverso linguaggi artistici diversi. I partecipanti, infatti, prima di presentare le loro opere si sono immersi nei profumi e nell’atmosfera del laboratorio di produzione.

La giuria di GugArt³

A giudicare le opere in concorso sono stati Damir Ivic per la musica, Nicola Lagioia per la scrittura e Marinella Senatore per le arti visive, incaricati di selezionare i migliori progetti ispirati alla storia e ai valori di Guido Gobino.

I vincitori per le arti visive

A condividere la vittoria nella categoria arti visive sono stati Marta Ciolkowska, Lorenzo Gnata e Chiara Nicoletti. La prima ha presentato Whispering The Future sull’impatto ambientale e sociale del cacao.  Il secondo è autore di Sogno di polvere, fango, inchiostro, che evoca la storia della famiglia Gobino. Infine, Chiara Nicoletti ha esplorato il valore della manualità coinvolgendo i dipendenti dell’azienda, in Mano a mano.

Whispering The Future di Marta Ciolkowska (Foto ufficio stampa)

Gli altri vincitori

Per la Musica, il trio composto da Edmondo Annoni, Camilla Battaglia e Francesca Remigi ha realizzato una composizione ispirata alla filiera del cioccolato che unisce jazz, ambient e field recording, dal titolo Viaggio di una fava di cacao. Infine, nella categoria Scrittura, Michela Iannella con Per finta ha dedicato un omaggio nostalgico ai ricordi d’infanzia legati alla cioccolateria.

Guido Gobino: tradizione e innovazione nella cioccolateria

Fondata nel 1964, la cioccolateria Guido Gobino rappresenta un’eccellenza nella produzione di cioccolato distribuita in 52 paesi. È caratterizzata da una continua ricerca della qualità e da un forte radicamento nella tradizione torinese che non dimentica l’innovazione. Attraverso una selezione accurata delle materie prime, l’azienda artigianale ha saputo distinguersi ottenendo molti riconoscimenti internazionali. Oggi ad affiancare il fondatore è il figlio Pietro, che ha introdotto il primo Bilancio di Sostenibilità e ha consolidato la sensibilità verso l’ambiente.

La Guida Michelin premia i migliori professionisti della pasticceria

Durante la presentazione della 70ª edizione della Rossa sono state consegnate le menzioni speciali "Passion Dessert"

C’è anche la pasticceria, con la menzione speciale Passion Dessert, tra i protagonisti della presentazione della 70ª edizione italiana della Guida Michelin. La cerimonia è andata in scena al Teatro Pavarotti di Modena. Per il secondo anno consecutivo la Rossa (che a Taiwan ha assegnato la stella a una gelateria) ha conferito il riconoscimento a chi, grazie a tecnica e creatività della pasticceria, eleva l’eccellenza delle insegne. Con il supporto di Molino Dallagiovanna, partner dell’iniziativa, la "Rossa" celebra così i professionisti che nei loro dolci uniscono estetica e innovazione.

I talenti del dessert premiati dalla Guida Michelin

Sono sette i ristoranti, distintisi per la qualità della loro pasticceria, che hanno ricevuto il premio Passion Dessert 2025. Nell’elenco ci sono il ristorante Riva a Numana (Ancona), la cui brigata è guidata da Antonio Lerro, e All’Enoteca a Canale (Cuneo) con Davide Palluda al comando. Si continua con Daniele Canella de Il Visibilio a Castelnuovo Berardenga (Siena), e Luigi Salomone di Re Santi e Leoni a Nola (Napoli). Altri premiati sono Salvatore Morello di Inkiostro a Parma, e Martina Peluso di Agli Amici Dopolavoro a Venezia. Chiude la lista Luca Zecchin di Coltivare a La Morra (Cuneo).

Sabrina Dallagiovanna consegna i riconoscimenti "Passion Dessert"

La visione di Molino Dallagiovanna per la pasticceria d’eccellenza

Ad affiancare la Guida Michelin nella valorizzazione del dessert è stata ancora una volta Molino Dallagiovanna. L’azienda, da quasi due secoli specializzata nella produzione di farine di qualità per la pasticceria, è sin dall’istituzione, promotrice della menzione speciale. A consegnare il riconoscimento è stata Sabrina Dallagiovanna, sales marketing manager dell’azienda molitoria. «La nostra missione per l’eccellenza rispecchia quella della Guida Michelin. Selezioniamo le migliori varietà di grano coltivate nel rispetto dell’ambiente, per offrire farine di altissimo livello che permettono ai professionisti di realizzare dessert indimenticabili», ha detto. Parole che riconoscono il ruolo fondamentale dei pastry chef nella ristorazione italiana di alta gamma.

“Food Couture”, il premio per i vincitori

Per celebrare i professionisti che si sono aggiudicati il riconoscimento, Molino Dallagiovanna organizzerà Food Couture. Durante la due giorni i vincitori potranno confrontarsi con i Maestri Giuseppe Amato e Leonardo Di Carlo. Con loro esploreranno le tecniche più innovative dell’arte bianca, dai panificati ai grandi lievitati, in un confronto tra tradizione e nuove tendenze.

Maniva è Impresa Vincente 2024 di Intesa San Paolo

Maniva Impresa Vincente 2024
Il prestigioso riconoscimento dell'istituto di credito è stato attribuito all'azienda delle acque minerali per i progetti avviati e i risultati raggiunti nel campo dell’innovazione e della sostenibilità

C’è Maniva tra le dieci realtà nazionali, nel settore dell’Agribusiness, a ricevere il premio Impresa Vincente 2024 nell’ambito del progetto di Intesa San Paolo, finalizzato a valorizzare la vitalità e le eccellenze del tessuto imprenditoriale italiano.

Lanciato nel 2009, il progetto ha avuto come tema centrale e premiante di questa edizione la sostenibilità, con un'attenzione particolare alle peculiarità dei territori, valorizzando distretti e filiere produttive, con le imprese premiate che saranno supportate dalla Banca e dai partner dell’iniziativa in modo che il made in Italy trovi sempre più sbocchi di mercato e spazi di crescita e affermazione nel mondo.

Premiata la strategia di crescita sostenibile

Attiva dal 1998 nella produzione di acque minerali, Maniva è stata selezionata e premiata per le proprie strategie di crescita, capaci di armonizzare progetti di potenziamento e innovazione produttiva a politiche attive di sostenibilità ambientale. Un connubio che contribuisce a creare valore per l’economia del territorio dove l’azienda è attiva: in Lombardia, con lo stabilimento nel comune di Bagolino, in provincia di Brescia, dove vengono imbottigliate le acque che sgorgano dal Monte Maniva, al centro delle Alpi Retiche, e in Toscana, con il sito a Chiusi della Verna, in provincia di Arezzo, dove invece viene imbottigliata le acque delle sorgenti del Monte Penna, nel cuore del Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi.

L’azienda nel suo piano industriale 2023-2025 ha prevede un investimento di circa 12 milioni di euro per lo sviluppo produttivo, con la maggior parte delle risorse dedicate alla realizzazione di una nuova linea di imbottigliamento. La nuova linea, che sarà installata a breve e che raddoppierà la capacità di produzione di Maniva, permetterà di lavorare packaging più leggeri e interamente riciclabili in Pet e R-Pet, con una importante riduzione dei consumi energetici e di materie prime. Un’altra parte delle risorse è stata destinata all’installazione di impianti fotovoltaici nei due stabilimenti, così da soddisfare parte del suo fabbisogno di elettricità con energia autoprodotta da fonte rinnovabile.

Operazioni che permetteranno di migliorare ulteriormente la sostenibilità dei prodotti e dell’attività dell’azienda, campo nel quale è da tempo impegnata con tutte una serie di iniziative, come gli investimenti in bottiglie di vetro a rendere, in un’ottica di economia circolare, e quelli per la riduzione dei consumi di acqua e di combustibili fossili.

«Per Maniva questo riconoscimento è un nuovo e positivo riscontro alla qualità del percorso di crescita che abbiamo pianificato e intrapreso – ha commentato Cristian Fusi, cfo Maniva – e che ci permetterà di coniugare le esigenze dello sviluppo del nostro business con una maggiore sostenibilità, riducendo l'impatto sull’ambiente dei nostri processi produttivi e qualificando sempre più il nostro efficientamento energetico».

Panettone Gualtiero Marchesi, ecco chi lo fa!

C'è Vincenzo Tiri dietro il grande lievitato firmato dell'indimenticato Maestro. Cade il velo sul nome del pasticciere che lo realizza da 10 anni

Dopo dieci anni di segreto, la Fondazione Gualtiero Marchesi svela finalmente il nome del maestro lievitista dietro al panettone dell’indimenticato Maestro. Si tratta di Vincenzo Tiri, considerato tra i massimi esperti italiani di grandi lievitati. Dal 2014, infatti, il grande lievitato viene realizzato da Tiri secondo una ricetta che il grande chef, attratto dall’equilibrio e dalla qualità dei suoi prodotti, gli affidò personalmente.

La tradizione del Panettone Marchesi

Per Marchesi, il panettone era più di un dolce: rappresentava la cultura gastronomica milanese e un approccio alla cucina fondato su rigore e essenzialità. Questa tradizione viene ora proseguita da Vincenzo Tiri. Il lievitista ogni anno riproduce la ricetta secondo le linee guida del Maestro, rendendo il panettone pensato da Gualtiero Marchesi un simbolo di qualità e artigianalità.

La storia del Panettone Gualtiero Marchesi

L’idea di affidare la realizzazione del panettone a Vincenzo Tiri nacque in seguito a una degustazione. Marchesi, colpito dall’assaggio del panettone di Tiri, lo incaricò di riprodurre la sua versione personale del dolce, caratterizzata da una pasta di colore giallo intenso. Da allora Tiri ha seguito meticolosamente le indicazioni del Maestro, mantenendo un processo produttivo che unisce tecniche tradizionali e innovazione.

Vincenzo Tiri, il pasticciere che realizza il panettone Gualtiero Marchesi

Chi è Vincenzo Tiri

Vincenzo Tiri, classe 1981, è cresciuto nel laboratorio di famiglia dove ha affinato l’arte della lievitazione. La sua tecnica prevede tre fasi di impasto e 72 ore di lavorazione, per ottenere dolci soffici e morbidi. Vincitore di numerosi riconoscimenti, Tiri ha aperto a Potenza una pasticceria con un’offerta di soli dolci lievitati.

L’edizione 2024 del panettone Gualtiero Marchesi

Per celebrare il decimo anniversario della collaborazione, la Fondazione ha scelto di introdurre nel panettone il tocco aromatico speciale di un esclusivo blend di vaniglie. A essere accentuato è il profilo olfattivo e gustativo del grande lievitato. Il panettone è disponibile solo su prenotazione presso l’Accademia Gualtiero Marchesi (54 euro al chilo). I proventi delle vendite andranno a sostegno delle attività culturali della Fondazione.

Autentici, italiani e genuini: i 10 Bar Brillanti di Acqua Brillante

Bar Brillanti 2024
Con una serata speciale presso il Gino12 di Milano, Acqua Brillante ha svelato i 10 Bar Brillanti 2024, ambasciatori della storia e della cultura italiana del bar

Dieci, autentici e brillanti. Sono i bar all’italiana, tradizione profondamente radicata nella cultura del nostro Paese, che Acqua Brillante ha premiato come alfieri dei propri valori e della propria filosofia, definiti da uno studio che l’azienda aveva condotto specificamente: su un campione di 30 baristi attraverso un monitoraggio dei principali social network, forum, blog e community lifestyle internazionali, erano stati rilevati come fondanti convivialità e condivisione (62%), tradizione e abitudini (47%), prodotti di qualità del nostro territorio (45%), senza dimenticare divertimento (40%) e socializzazione (35%). Una miscela di elementi che rendono un luogo di incontro quasi un universo a sé stante.

Le virtù dei Bar Brillanti

Da tutta Italia sono stati quindi riconosciuti i dieci indirizzi fedeli alle caratteristiche di Acqua Brillante, e omaggiati nel corso di una serata speciale presso il Gino12 di Milano, con il supporto di Bargiornale: di fronte a loro, il panel di esperti che ne ha valutato le qualità, spaziando su tutti i temi che rendono un bar, di fatto, brillante. Giorgio Triani, sociologo e futurista, ha sottolineato come «un bar brillante è un bar (all’italiana) che riscopre gli anni '60/'70, dove il cliente è un amico e le conversazioni e la socialità tengono banco». Andy dei BluVertigo, artista eclettico e musicista, ha aggiunto che «l'identità stessa di un ambiente offre un'accoglienza unica e ritrovarsi in un luogo che preserva il proprio stile, in un'epoca sempre più condizionata dai cellulari, rappresenta un’opportunità preziosa». Nick Maltese, noto interior designer, ha poi affermato: «L’architettura e il design di un bar brillante devono essere puri, autentici e senza tempo. Che si tratti della raffinatezza del Mandarin Oriental Como, del dinamismo di Bar Is the Name a Busto Arsizio o dell’intimità del Café Kosmos a Marina di Cecina, ogni spazio è concepito per trasmettere emozioni autentiche». Carlo Meo, esperto di concepting di retail esperienziale, ha spiegato che «il mondo dell’esperienzialità nel food&beverage non inventa nulla di nuovo, piuttosto reinterpreta il passato migliorandolo, come accade con il rito dell'aperitivo, il Gin Tonic e la Carbonara». Infine, Matteo Figura, ricercatore di mercato, ha concluso dichiarando che «il bar in Italia ha vissuto una significativa evoluzione negli ultimi anni. E il prossimo passo dovrebbe consistere in un'attenzione maggiore ai desideri dei clienti, soprattutto in termini di valori come sostenibilità, benessere e inclusione».

Il trionfo della convivialità

È il trionfo della convivialità per eccellenza, che ha consolidato il tessuto sociale d’Italia e dei suoi costumi, a prescindere dalle coordinate o dalle tradizioni locali. I dieci Bar Brillanti sono ambasciatori della storia italiana del bar nonché portatori di valori quali autenticità, genuinità, italianità e unicità: secondo dati Fipe, il 91% degli italiani frequenta il proprio bar di riferimento almeno una volta al mese, a testimonianza dell’importanza di questi luoghi senza tempo nelle abitudini nostrane (eppure oltre 10.000 sono costretti a cessare l’attività ogni anno e solo il 50% sopravvive a distanza di cinque). Acqua Brillante si schiera così al fianco di un patrimonio nazionale di infinito valore: «Come Gruppo Sanpellegrino, riconosciamo il ruolo fondamentale che i bar hanno nella storia italiana – dichiara Michel Beneventi, amministratore delegato di Sanpellegrino –. Per questo vogliamo essere al loro fianco, offrendo il nostro sostegno affinché possano continuare a crescere e a diffondere i valori che ci rappresentano in Italia e all’estero».

I 10 BAR BRILLANTI DEL 2024

Gusto e praticità con la nuova linea di verdure Brunoise di Bonduelle

Quattro le referenze che compongono la nuova gamma di verdure surgelate nel pratico taglio brunoise, studiate per semplificare e velocitazzare il lavoro degli operatori. Soluzioni molto versatili, come mostrano i tanti spunti del ricettario da scaricare gratuitamente

La linea di verdure surgelate la nuova linea Brunoise è la novità di Bonduelle Food Service per i locali. La compongono quattro referenze, Broccoli, Cavolfiori, Duo di Carote (carote arancioni e gialle) e Duo di Zucchine (zucchine verdi e gialle), proposte in un pratico taglio brunoise (4x4x4 mm), in buste da 2,5 kg (4 buste per cartone), che ne facilitano il dosaggio ed evitano sprechi.

Pronte per ogni tipo di ricettazione, con una shelf life di 24 mesi (conservate a  -18 °C), le verdure si caratterizzano per il taglio regolare, uniforme e integro, e per la capacità di mantenere inalterati consistenza, colore e gusto delle materie prime durante la preparazione.

Praticità e zero sprechi

Prodotte con verdure selezionate e di alta qualità, le referenze della gamma Brunoise hanno un altro punto di forza nell’alto grado di servizio. Già tagliate, eliminano la necessità di una lunga lavorazione, con una ulteriore riduzione di sprechi, e sono pratiche e veloci da rinvenire, senza dover scongelare prima il prodotto. Il rinvenimento, inoltre, può essere effettuato in diverse modalità: in formo a microonde, per 7 minuti a 800 W (per 500 g di prodotto); in forno a vapore, 6 minuti a 100 °C (per 2,5 kg); in forno a convezione, 15 minuti a 160 °C (2,5 kg); in padella, 6 minuti (per 500 g).

Versatili e facili da utilizzare

A questo si unisce la grande versatilità e facilità di utilizzo. Le verdure possono essere impiegate come ingrediente principale, in insalate e insalatone, per realizzare intriganti appetizer, guarnire piatti, o ancora come topping su pizze, per realizzare ripieni e anche come contorno.

A tale proposito, a supporto del suo lancio è stato realizzato il Quaderno di Ricette Brunoise (scaricabile gratis quindi seguito) che raccoglie idee pratiche e creative e suggerimenti a firma di Fabrizio Milione, chef executive del team Bonduelle Food Service. Tanti spunti pensati per permettere agli operatori dei locali di sfruttare al meglio la versatilità della linea e sperimentare nuove combinazioni di sapori e dare vita a originali ricette in linea con i nuovi trend di consumo, sempre più orientati a un’alimentazione sana ed equilibrata, con i vegetali come gradi protagonisti.

Un esempio è il Poke di Quinoa, Brunoise di verdure, Ceci e Lenticchie (nella foto in aperura) da comporre semplicemente unendo le quattro referenze Brunoise, saltate con olio extravergine di oliva e aglio, alla Quinoa, ai Ceci e alle Lenticchie della linea Minute di Bonduelle Food Service semplicemente decongelate.

SCARICA IL QUADERNO BRUNOISE 

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