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I sette profili del consumatore di caffè in Italia secondo Iei

Istituto Espresso Italiano
L’Istituto Espresso Italiano ha commissionato una ricerca di mercato a Sylla. L’espresso è apprezzato anche dai teenager, che si mostrano più attenti alla sostenibilità

Elemento primario da sempre, il caffè è nuovamente un piacere per il 73% degli intervistati nel corso di una ricerca voluta dall’Istituto Espresso Italiano e condotta da Sylla. «Questo dato - osserva Luigi Morello, presidente - è una conferma dell’impegno di Iei nel cercare di migliorare sempre più la qualità di prodotto offerta dalle aziende italiane e promuovere l’analisi sensoriale anche ai baristi. Da circa 30 anni investiamo sulla certificazione di prodotto, un modello che a sua volta nasce da oltre 70mila test in tutto il mondo». Interessante la crescita dei coffee lover tra i consumatori, già evidenziata nella ricerca di due anni fa. 

L’apprezzamento dell’espresso al bar tra gli adulti è pari a 8,6 voti su 10, molto alto, come pure quello dei giovani della GenZ (under 18) che sommano 6,9. Si tratta di un risultato incoraggiante, se si considera she solo il 7% dei teen ager frequenta il bar tutti i giorni e quasi il 15% una volta la settimana. Preferiscono locali confortevoli, in cui fermarsi per relazionarsi, prodotti sostenibili e un prezzo accessibile. Dunque, come osserva Alfonso Brunetti, direttore di ricerca di Sylla -, i giovani nel caffè cercano qualcosa che li faccia sentire parte di qualcosa di autentico, che trasmetta passione e tradizione».

Al di là delle piccole differenze, la ricerca della qualità del caffè nella scelta di un bar (73,9%) è un elemento comune di entrambi i target, con alcuni distinguo tra le età: gli adulti attribuiscono maggiore importanza alla professionalità del barista (7 su 10), mentre i GenZ preferiscono locali comodi dove trascorrere tempo. Nelle scelte è comune il fatto di lasciarsi condizionare più dai consigli di parenti e amici che da pubblicità o influencer. La relazione con il barista, pur importante, ha un impatto basso sugli adulti (8%) come fattore di influenza dell’acquisto di caffè .

Osserviamo i profili del consumatore di espresso emersi dalla ricerca, suddivisi in sette tipologie: 1.Gli esteti solitari che apprezzano la qualità e l’atmosfera del bar, senza un forte coinvolgimento sociale; i frequentatori disinteressati si recano al bar come parte della routine, ma senza particolari legami con l’esperienza; i socializzatori pratici vedono il bar come un luogo di socializzazione, senza dare troppa importanza alla qualità del caffè; gli esploratori del gusto amano sperimentare nuove varietà di caffè e attribuiscono grande importanza alla qualità; gli amanti della qualità riflessivi apprezzano la qualità del caffè senza associarlo a energia o concentrazione; gli energici individualisti vedono il caffè come parte del proprio stile di vita, associato a energia e piacere personale; gli addicted del caffè, con una forte passione per l caffè, lo considerano parte integrante della loro cultura e stile di vita.

Gli Esploratori di Gusto possono essere i clienti ideali per i Puristi della Qualità, mentre gli Energici Individualisti potrebbero apprezzare l’approccio innovativo e responsabile dei Sostenibili. «Il caffè è molto più di una semplice bevanda. È un ingrediente che alimenta i concetti e i momenti di convivialità, ma anche un pilastro della qualità che i consumatori giovani cercano in tutto ciò che scelgono», afferma Furio Camillo, il responsabile scientifico di Sylla.

Sebbene ad oggi sai un criterio primario per una minoranza, la sostenibilità è una tematica in crescita. Questa tendenza può essere sfruttata per attrarre consumatori già sensibili al tema e per educare e ispirare chi è meno attento, come i Socializzatori Pratici, che vedono il bar come uno spazio di interazione sociale più che un luogo di degustazione. In estrema sintesi, la ricerca ha dimostrato come i consumatori siano sensibili e interessati all’argomento e chiarito le caratteristiche del bar ideale per il consumatore: elementi che saranno considerati e implementati nella certificazione dei locali che IEI effettua da 27 anni. 

La colazione è davvero per tutti con tante opzioni vegan

Forno d'Asolo asolo_cornetto_fruttirossi_ambientata
Il Cornetto Vegan Elixir con Frutti Rossi e Goji di Forno d'Asolo
In occasione di Sigep 2025, Forno d’Asolo presenta la nuova linea di Cornetti Vegan Elixir

Ce lo dicono i social, ma anche i menu di bar e pasticcerie: la colazione è il nuovo aperitivo. Infatti, è sempre più di tendenza ordinare cappuccino e cornetto anche dopo le prime ore del mattino. Quello che da sempre è considerato “il pasto più importante della giornata” si è trasformato in un momento di socializzazione da 7,5 miliardi di euro all’anno. In occasione di Sigep 2025, il Salone internazionale di Gelateria, Pasticceria, Panificazione, Caffè e Pizza di Ieg (Fiera di Rimini dal 18 al 22 gennaio 2025), Forno d’Asolo porta un assaggio della colazione da bakery con una novità vegan.

Nello stand (pad. B2, stand 001 - 002) il brand propone un allestimento di grande impatto visivo su una superficie di 500 metri quadri. Tradizione e forte spinta innovativa si fondono con le nuances di colore del marchio, il verde, che richiama la natura e la betulla, elementi scenografici fondamentali anche nella colazione da bakery. Saranno presentate novità dolci e salate con un’esposizione di prodotto in modalità già preparato, farcito e decorato. Nella food court del gusto brand ambassador e product specialist presenteranno i prodotti in catalogo. Sotto il cielo artificiale e le vele installate a soffitto prenderanno vita i due corner principali: Forno & Caffè design your bakery, un vero e proprio format di bakery come proposta di franchising che ricrea la vetrina perfetta; l’Academy di Forno d’Asolo, fiore all’occhiello della marca accompagnerà i momenti di formazione, preparazione e presentazione al pubblico dei prodotti di Forno d’Asolo.

Ci saranno anche la Cornetteria con prodotti ReB, la Krapferia, la Panineria e tutto il mondo salato, la Pasticceria. La Veganeria racconterà la proposta Vegan e Better for you, pillar di Forno d’Asolo. Del resto, negli ultimi anni la domanda di prodotti vegan è cresciuta, riflettendo l’interesse dei consumatori verso scelte alimentari più consapevoli e sostenibili, che possano offrire esperienze di gusto pari, se non superiore, alle proposte tradizionali.

Cornetto Vegan Elixir con Frutti Rossi e Goji

Per i clienti alla ricerca di un’esperienza ricca e soddisfacente, Forno d’Asolo propone il Cornetto Vegan Elixir con Frutti Rossi e Goji. Questa variante racchiude una farcitura di frutti rossi e bacche: mirtilli, purea di amarena e di lamponi e succo di goji, per un mix che combina il sapore dolce e leggermente acidulo delle bacche rosse. La decorazione con semi di mirtillo rende questo cornetto non solo gustoso, ma anche visivamente invitante. Anche in questa variante, Forno d’Asolo utilizza oli e grassi vegetali di girasole alto oleico, sal e karité, oltre a farina di tipo 2 con germe di grano. Perfetto per chi cerca una colazione completa e appagante. La modalità di cottura consigliata è di 20-25 minuti a 175 °C.

Cornetto Vegan Elixir Vuoto

Cornetto Vegan Elixir Vuoto

Forno d’Asolo amplia la propria linea Vegan con il nuovo Cornetto Vegan Elixir Vuoto. Questo cornetto è realizzato con una selezione di oli e grassi vegetali, come l’olio di girasole alto oleico, sal e il karité. Grazie alla combinazione con farina di tipo 2 arricchita di germe di grano, il Cornetto Vegan Elixir Vuoto offre un impasto fragrante, dal sapore delicato e dalla consistenza irresistibile.

Perfetto sia da gustare da solo sia per essere personalizzato con farciture dolci a seconda dei gusti della clientela, va infornato per 20-25 minuti a 175 °C.

Arabica Coffee Cask Finish, la nuova release di Santa Teresa 1796

Santa Teresa Arabica Coffee Cask Finish
La nuova edizione speciale del rinomato rum venezuelano affina 3 mesi in botti di quercia bianca americana in precedenza utilizzate per invecchiare un cold brew a base rum

È una chicca capace di appagare i palati più esigenti sia degli appassionati di rum sia dei cultori del caffè Santa Teresa Arabica Coffee Cask Finish, la nuova edizione speciale di Santa Teresa 1796. Distribuito, come tutta la gamma del marchio, in esclusiva nel fuoricasa da Gruppo Meregalli, l’ultimo nato prende origine dal classico Santa Teresa 1796, il pluripremiato rum venezuelano Solera tripla maturazione, che in questo caso vede una ulteriore fase di lavorazione: un passaggio per tre mesi in botti di quercia bianca americana usate in precedenza per l’invecchiamento di un cold brew a base di rum. Un processo di produzione artigianale ancora più lungo e meticoloso di quello tradizionale che dà vita al Santa Teresa 1796 al quale conferisce un accattivante aroma e sapore di caffè, migliorandone la profondità e il carattere in modo del tutto naturale, senza alcun uso di additivi.

Un processo lungo e meticoloso

Un processo che prende il via con un’accurata selezione dei chicchi di caffè. Quelli utilizzati sono esclusivamente di caffè Arabica di alta qualità, coltivati biologicamente, tostati a livello medio e macinati grossolanamente sotto la guida dei maestri distillatori del marchio presso l’Hacienda Santa Teresa, nella valle di Aragua, in Venezuela. I chicchi vengono quondi sottoposti a un processo di cold brew utilizzando però un rum invecchiato quattro anni, invece di acqua. La miscela viene messa a riposare in botti di quercia bianca americana selezionate, dove resta per sei mesi, permettendo così alla botte di aggiungere maturità e complessità mentre assorbe le ricche note di caffè.

Al termine di questo periodo, il cold brew viene estratto e al suo posto nella botte viene introdotto il Santa Teresa 1796, che vi riposa per tre mesi. Rum a sua volta prodotto da un blend di distillati invecchiati da 4 a 35 anni in botti di quercia ex bourbon e, successivamente, attraverso il metodo artigianale Solera, del quale l’Hacienda, guidata dalla quinta generazione della famiglia Vollmer è stata pioniera in Venezuela.

Perfetto anche per la miscelazione

Da questo processo nasce Santa Teresa Arabica Coffee Cask Finish (alc 46% in vol) che si caratterizza al naso per le ricche note di caffè appena fatto, cacao, legno carbonizzato, vaniglia e mandorle tostate e armonico al palato, con le note di caffè che si fondono con note terrose, di zucchero di canna, di fave di cacao, tabacco e frutta secca. Un distillato ideale sia da servire liscio o con ghiaccio sia da utilizzare in miscelazione, in particolare per originali versioni di classici come l’Old Fashioned, il Carajillo, lEspresso Martini, cavalcando così la passione in crescita dei consumatori per i cocktail a base di caffè.

I magnifici sette premium spirits firmati Agostino Arioli

Agostino Arioli presenta la gamma Birrificio Italiano Spirits
Amaro Marasso, Gin Drytto, Aperitivo Capparis e la mini gamma Albedo, 4 distillati di birra diversamente lavorati, uno in purezza, gli altri tre affinati in botti di Moscato Giallo Altoatesino, Rhum della Martinica e whisky torbato. Sono i sette magnifici liquori e distillati prodotti da Birrificio Italiano Spirits di Agostino Arioli.

Cosa ti puoi aspettare da una mente vulcanica come quella di Agostino Arioli?

Una lunga striscia di iniziative di successo. Fondatore nel 1996 di una tra le prime imprese di birre artigianali non pastorizzate, non filtrate e senza additivi, come il Birrificio Italiano di Lurago Marinone (Como). Inventore della Tipopils, prima birra a bassa fermentazione lavorata con dry hopping (aggiunta a freddo di luppolo dopo la fermentazione) che ha dato vita a una vera e propria tipologia come Italian Pils, recentemente entrata a buon diritto come style riconosciuto nel concorso internazionale della BA-Brewers Association (Usa).
Insieme con altri personaggi come Teo Musso (Baladin) e Giampaolo Sangiorgi (Birrificio Lambrate) fondatore nel 2000 di UnionBirrai, associazione per la tutela, promozione, valorizzazione e rappresentanza dei piccoli birrifici indipendenti italiani.
Innovatore e alchimista per vocazione, Agostino Arioli fonda nel 2019 Strada Ferrata, laboratorio di studio dei processi di fermentazione, birrificazione e distillazione, da cui prende vita nel 2023 l'impianto di produzione Birrificio Italiano Spirits a Limido Comasco.
Qui mette a punto 7 tra liquori e distillati premium: Amaro Marasso, Gin Drytto, Aperitivo Capparis e la mini gamma Albedo, 4 distillati di birra diversamente lavorati, uno in purezza, gli altri tre affinati in botti di Moscato Giallo Altoatesino, Rhum della Martinica e whisky torbato.

La presentazione è avvenuta di recente al Birrificio Italiano di Milano, moderno brewpub forte di 20 spine di birre artigianali, proprie e ospiti, aperto sempre da Agostino Arioli nel 2017 via Ferrante Aporti 12, nei pressi della Stazione Centrale.

«Sono un mastro birraio indipendente e da trent’anni faccio birra inserendo nelle ricette spezie e botaniche particolari dichiara Agostino Arioli – con il tempo ho dunque sviluppato una certa sensibilità negli abbinamenti, con l’obiettivo di ottenere profili organolettici nuovi, diversi ma sempre equilibrati nel gusto. Questa mia lunga esperienza confluisce oggi nel Birrificio Italiano Spirits, progetto che nasce ambizioso non tanto in termini di numeri o fatturato, ma di ricerca e innovazione, come succede in ogni laboratorio artigianale nel quale con impegno e passione, ripetuti assaggi ed esperimenti, ci si dedica allo sviluppo di un prodotto, in questo caso sette distillati. Come nelle mie birre così per gli spiriti conclude Ariolila cosa che tengo a sottolineare è questa indipendenza, un valore che accompagna da sempre Birrificio Italiano e che consente da un lato di svolgere bene il nostro lavoro, controllando direttamente l’intera filiera, dall’altro di proporre al nostro cliente un prodotto di alta qualità».

Amaro Marasso, il digestivo col morso

Già premiato nel 2023 a Londra agli International Spirits Challenge, Amaro Marasso è il prodotto di punta del nuovo Birrificio Italiano Spirits. Il liquore si presenta con il payoff aggressivo “il digestivo col morso”, con una comunicazione un po’ arrogante e sfrontata ma sempre con il sorriso, in ogni caso controcorrente.
Marasso infatti è il nome di un serpente  della famiglia viperidi (diffuso anche in Nord Italia) ma senza morso velenoso quindi non pericoloso per l’uomo ma è soprattutto un amaro, amaro veramente, con la lingua biforcuta e che non accetta compromessi. Povero di zucchero, ricco di botaniche, ne vanta ben 16 che partono dalle radici per arricchirsi di tutte le componenti di una pianta immaginifica; cortecce, bacche e spezie, risalendo fino a foglie e fiori, dalla terra fino al cielo. Insomma non la solita storia. Tra queste botaniche pepe rosa, dragoncello e finocchietto ingentiliscono il digestivo regalando aromaticità. In etichetta campeggia un serpente stilizzato rosso mattone, a riprendere le sfumature del liquido contenuto nella bottiglia.
Non filtrato a freddo, 30% di volume alcolico, venduto in bottiglie da 70 cl, si beve liscio, on the rocks ma anche miscelato nell’Amaricano, un americano con Marasso e vermouth o in un Massoni con cedrata.

Gin Drytto al cuore

Dritto e diretto al cuore, senza fronzoli come solo un London Dry Gin può essere. Ma il Gin Drytto, oltre che un’etichetta dalle scritte colorate verticali, è un gin secco, dalla personalità forte, impreziosito da 5 botaniche scelte: l’immancabile ginepro, angelica, coriandolo, combawa (kaffir lime) e pepe nero. Molto morbido all’assaggio nonostante i 45% gradi alcolici, si può bere liscio o on the rocks, ma il cocktail ideale è il classico Gin & Tonic, con un’acqua tonica il più possibile neutra.

Capparis, l'Aperitivo Mediterraneo con i capperi

Originale, leggermente sapido, Capparis è un “aperitivo mediterraneo”, un macerato alcolico di capperi di Pantelleria, abbassato a un grado alcolico del 22%, così da renderlo il perfetto aperitivo indipendente. Con i capperi, 4 botaniche caratterizzano ancor di più l’unicità del distillato: scorza d’arancia, pepe rosa, assenzio e quassia amara. In etichetta c'è un ritratto disegnato di donna, con fiori di cappero nei capelli e cucunci (frutti del cappero) al posto degli orecchini.
Anche qui bottiglie da 70 cl, si beve liscio, on the rocks oppure miscelato in un meraviglioso Dirty Capparis, con gin, Capparis e dry vermouth, da accompagnare all’appetizer preferito o al cicchetto veneziano per godersi la vita. Sulla nota sapida la fantasia vola sorseggiandolo in un twist del Bloody Mary al posto della vodka, o del Negroni in sostituzione del gin.

Albedo, poker di distillati di birra

Distillato alchemico di un blend di birre di Birrificio Italiano, Albedo è il nome di una gamma di quattro prodotti: uno in purezza (40° alc), gli altri tre (47° alc) caratterizzati da un passaggio in botti che hanno contenuto vino Moscato Giallo dell'Alto Adige per 4 anni, passaggio dal quale ricavano una particolare nota morbida. Di queste bottiglie un terzo completa l'invecchiamento nella medesima botte, il secondo terzo passa attraverso un finishing in botti da Rhum Agricole Aoc della Martinica, l'ultimo terzo è sottoposto a un passagio in botti di whisky torbato.

Coupe 300° Anniversario, il cognac per i 300 anni di Rémy Martin

Rémy Martin Coupe 300° Anniversario
La celebre Maison de Cognac festeggia il suo tricentenario con un'edizione speciale, in sole 6724 bottiglie, creata dal cellar master Baptiste Loiseau. Un blend di preziose acquaviti che racchiude tutto l'heritage dell'azienda

300 anni vanno festeggiati alla grande. E alla grande li ha festeggiati Rémy Martin, fondata a Cognac nel 1724, i cui celebri distillati sono distribuiti in esclusiva nel nostro Paese da Molinari. Per celebrare i suoi tre secoli di storia la maison francese durante tutto l’anno ha dato vita a una serie di speciali iniziative attorno al tema We Dream Forward (“sogniamo avanti”), tra le quali la riapertura della Dimora storica, la scorsa primavera dopo decenni di ristrutturazione, e un contest, a suggellare il legame con la mixology, che ha coinvolto i bartender di alcuni dei migliori cocktail bar di tutto il mondo, e che in Italia è stato vinto da Paolo Sanna, bar manager del Convivium Bar del resort Monaci delle Terre Nere ai piedi dell’Etna (leggi Paolo Sanna è il vincitore italiano della Rémy Martin Bartender Talent Academy).

A chiusura dell’anno del tricentenario, Rémy Martin ha voluto impreziosire la torta di compleanno con la classica candelina: la Coupe 300° Anniversario, un cognac che racchiude l’heritage del marchio, legando passato, presente e futuro, che è stato un po’ il filo rosso di tutte le celebrazioni.

Omaggio al patrimonio della Maison, l’edizione speciale Coupe 300° Anniversario è stata creata dal cellar master (maestro di cantina) Baptiste Loiseau partendo dalla Réserve Perpétuelle di Rémy Martin, la preziosa collezione di eccezionali acquaviti provenienti esclusivamente dal terroir del Grande Champagne, l’area situata nel centro della regione del Cognac e nota per l'eccezionale qualità aromatica e invecchiamento delle sue acquaviti, custodite e tramandate da generazioni di cellar master.

Un’opera collettiva

Per La Coupe, Loiseau ha attinto alla precedente Coupe 290° Anniversario, a sua volta fatta con l'acquavite della 275° edizione, arricchendola con la propria selezione di acquaviti armoniose ed eleganti delle cantine della maison e del terroir del Grande Champagne. Il nuovo arrivato è quindi una vera e propria opera collettiva, che lega passato e presente. E che guarda al futuro. Anche parte del nuovo blend verrà infatti riservata, come da tradizione de La Réserve Perpétuelle, ai futuri cellar master, che la utilizzeranno per la prossima Coupe. Un processo, una storia e un’eredità che continuerà per le generazioni future.

Solo 6724 bottiglie

Realizzata in sole 6.724 bottiglie numerate, la Coupe 300° Anniversario è un raffinato cognac che colpisce già alla vista per il suo colore luminoso dalla tonalità ambrata. Il ricco profilo aromatico si apre con note fresche di arancia candita, accompagnate da quelle di frutto della passione, legno di sandalo, cuoio e spezie miste con un accenno di note floreali. Al palato è esplosivo ed elegante, con le sue note di frutta (candita, frutto della passione, fico, frutta esotica, noci) dalla lunga persistenza, che prolunga l'esperienza di degustazione, dalle quali emergono discrete note di rovere.

Il raffinato decanter

Da assaporare con calma, va servito in un bicchiere Cellar Master ed è custodito in un decanter in vetro, ispirato all’iconica forma del decanter della Coupe del 250° anniversario creata nel 1974, arricchito da linee in rilievo che richiamano il movimento in avanti del giavellotto del Centauro Rémy Martin, emblema della Casa dal 1870. Il decanter è contenuto in un cofanetto in legno con Qr code per accedere a contenuti digitali esclusivi.

Approvata la parziale riduzione delle accise sulla birra, le positive reazioni AssoBirra e UnionBirrai

Brindisi birrario courtesy AssoBirra
Prevista nella Legge di Bilancio 2024, la riduzione delle accise sulla birra focalizzata sulle produzioni medio-piccole fino a 60mila hl. Le positive reazioni dei produttori AssoBirra e UnionBirrai.

Pubblichiamo le due prese di posizione positive del presidente AssoBirra, Alfredo Pratolongo, sui tema della riduzione (parziale fino a 60mila hl) delle accise (imposte fisse) della birra, quella più recente del 18 dicembre e quella più articolata del 17 ottobre.

Inoltre pubblichiamo di seguito il comunicato, altrettanto positivo, del 17 dicembre di Vittorio Ferraris, direttore generale UnionBirrai, l'associazione dei piccoli birrifici indipendenti, .

Milano, 18 dicembre 2024
«Negli ultimi 18 mesi confermata l’esistenza di una correlazione inversa tra l'aumento delle accise e la riduzione della competitività della produzione nazionale - afferma Alfredo Pratolongo, presidente AssoBirra.
Nel primo semestre 2024, preoccupa il forte incremento delle importazioni dalla Germania, dove la tassazione 4 volte inferiore rispetto a quella italiana rende di fatto più competitive le aziende che vogliono esportare nel nostro Paese».

Alfredo Pratolongo Presidente AssoBirra

Milano, 17 ottobre 2024
“In vista dell’approvazione della Legge di Bilancio 2025, AssoBirra chiede al Governo di ridurre le accise sulla birra di 2 centesimi e ripristinare gli sconti per i birrifici artigianali fino 60 mila ettolitri. Con questa misura, le accise scenderebbero a 2,97 euro per ettolitro grado Plato, cioè il livello precedente all’ultimo aumento, considerando che il mercato birrario è entrato in contrazione e ha perso oltre il 5%. Oggi più che mai, crediamo necessario dare certezze agli imprenditori che vogliono investire e quindi porre fine all’adozione di misure provvisorie”, dichiara il Presidente di AssoBirra, Alfredo Pratolongo.

Prima della pandemia, il settore birrario aveva intrapreso un trend di crescita positivo, caratterizzato dallo sviluppo di nuove realtà artigianali, grandi investimenti industriali, il lancio di nuove birre e la spinta commerciale dei marchi storici italiani. Questi fattori avevano favorito un crescente impiego di materie prime agricole italiane e quindi l’adozione di ricette legate al territorio. Dopo la pandemia, esaurito il rimbalzo del 2022, le spinte inflattive e l’erosione del potere di acquisto hanno invertito bruscamente la tendenza: nel 2023 la produzione si è ridotta a 17,4 milioni di ettolitri, segnando un -5,02% rispetto al 2022, i consumi nazionali si sono fermati a 21,2 milioni di ettolitri, rispetto ai 22,5 milioni dei dodici mesi precedenti, con una contrazione del 5,85%.

Il primo semestre 2024 conferma questo campanello d’allarme: la produzione nazionale e il mercato interno continuano, infatti, ad essere in sofferenza. I consumi, pressoché piatti, sono in realtà alimentati prevalentemente dall’aumento delle birre prodotte fuori dall’Italia (con l’import che segna quota +10,2%).

«Le dinamiche degli ultimi 18 mesi confermano l’esistenza di una correlazione inversa tra l'aumento delle accise e l’andamento del mercato, in particolare la competitività della produzione nazionale”, spiega Pratolongo. “Dopo il primo aumento di gennaio 2023 il comparto è entrato in una contrazione che si è protratta dopo il secondo aumento a gennaio 2024. Nel primo semestre del 2024, i dati riportano un aumento delle importazioni da Paesi europei con una tassazione fino a quattro volte inferiore a quella italiana, consentendo alle aziende che esportano di essere di fatto più competitive, poiché il prezzo, soprattutto in un contesto di ridotto potere d’acquisto, ha un impatto significativo».

 Nonostante le difficoltà, il settore birrario continua a rappresentare un patrimonio per l’Italia, creando ricchezza e occupazione lungo una filiera che si sviluppa dal campo ai punti di consumo, quali bar e ristoranti di tutta Italia, impiegando 103mila persone e mantenendo legami solidi con le filiere agricole dalle quali le industrie birrarie acquistano pressoché la totalità del malto d’orzo prodotto in Italia.

L’accisa colpisce l’intera filiera: grava sui produttori, già alle prese con costi la cui crescita è ormai divenuta strutturale, riduce i margini degli esercenti e, infine, si ripercuote anche sul consumatore. Poiché l’accisa è anche gravata d’IVA, infatti, contribuisce alla costruzione del prezzo lungo tutta la catena del valore, aumentando progressivamente verso valle. Nel concreto, su una birra alla spina circa 80 centesimi sono imputabili all’accisa, mentre su una bottiglia da 0,66 cl in offerta, ovvero il formato più venduto nei supermercati italiani, l’accisa incide per circa il 40% sul prezzo di vendita.

 «Per continuare a investire e mantenere competitività, la filiera della birra ha oggi bisogno di sostegno da parte del Governo” - afferma Pratolongo - Siamo consapevoli delle difficoltà del momento e, proprio per questo, chiediamo che la prossima Legge di Bilancio preveda una riduzione, anche minima ma stabile, delle accise sulla birra. La birra è, infatti, l’unica bevanda da pasto gravata da accise e il differenziale va ridotto. L’accisa, per la sua struttura, è una tassa regressiva che ha quindi un peso elevatissimo proprio sulle birre più popolari, sulle quali i consumatori pagano una tassazione iniqua”, conclude.

 

Legge di Bilancio, Unionbirrai: “Approvazione sconto d’accisa diviene cruciale supporto per produzioni birra artigianale italiana”

Milano, 17 dicembre 2024

L’innalzamento dello sconto d’accisa per i birrifici sino a 60mila ettolitri di produzione annua diviene realtà. La misura, già attiva per il biennio 2022-2023, è stata fortemente richiesta in più provvedimenti da Unionbirrai, l’associazione di categoria dei piccoli birrifici artigianali indipendenti, soprattutto per gli impianti di piccola taglia. Sono stati, infatti, approvati gli emendamenti alla Legge di Bilancio, in corso di discussione a Montecitorio, presentati dai gruppi di Lega e Fratelli d’Italia a prima firma degli onorevoli Mirco Carloni e Mauro Rotelli.

«Con un intervento economico limitato, il Governo sostiene concretamente le produzioni brassicole artigianali nazionali, dando quel supporto che per il settore, fatto di piccole e piccolissime imprese, rappresenta un volano determinante per la crescitadichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai Un provvedimento che assume ancor più rilevanza alla luce della particolare congiuntura economica che sta attraversando il Paese. Non possiamo, dunque, che rinnovare un sentito ringraziamento al Parlamento, ad iniziare da Lega e Fratelli d’Italia che hanno con determinazione e grande sensibilità raggiunto questo risultato che per il nostro comparto significa davvero tanto. Permettiamo, così proseguedi ridare, infatti, ulteriore impulso al mondo brassicolo artigianale che, con le sue idee e il suo fermento, è stato in grado, in pochi anni, di rendere le sue produzioni un vanto del Made in Italy nel mondo. Ci auguriamo che il lavoro prosegua in modo corale attraverso uno snellimento della burocrazia e un ammodernamento delle norme affinché possano meglio rispondere alle esigenze di un settore fortemente in evoluzione. Unionbirrai conclude Ferrarisnon farà mai mancare il suo supporto».

Vittorio Ferraris, direttore generale Unionbirrai

Gli emendamenti sono stati accorpati nel corso della discussione e comportano una copertura economica complessiva inferiore ai 3 milioni di euro l’anno. Ambedue gli emendamenti innalzano dal 40 al 50 per cento lo sconto d’accisa per i microbirrifici sino a 10mila ettolitri di produzione annua, mentre quello Carloni si spinge anche oltre quello Rotelli, rinnovando lo sconto al 30 per cento per i birrifici sino a 30mila ettolitri e al 20 per cento per quelli la cui produzione annua non superi i 60mila ettolitri annui di prodotto finito.

A personale avviso dello scrivente, questa eterno tiramolla sulle accise dovrà, prima o dopo, finire, senza distinzioni dei volumi di produzione, per parificare il prodotto birra a quello vino (sempre senza accise) per un generale rilancio dei consumi e delle conseguenti entrate fiscali, normali e proporzionali (leggi Iva), dell'intero settore delle bevande alcoliche e poco alcoliche.

Xmas Beers, le tre migliori birre artigianali UnionBirrai per il Natale

XMas Beerrs 20924 UnionBirrai le birre vincitrici
In linea con una lunga tradizione europea dove le birre dedicate al Natale esistono da tempo per allietare le feste, anche l’Italia brassicola di UnionBirrai celebra queste speciali produzioni artigianali.

Accesso riservato

Questo contenuto è riservato ai panelist di Barawards.

Eureka cresce con lo stabilimento Mignon Factory

Macinacaffè Libra 65 All Purpose
Ha una capacità produttiva di 700 macinacaffè al giorno. L’azienda ha presentato tre nuovi modelli; Single Dose Pro garantisce zero sprechi

Lo scorso giugno il nuovo show room di Eureka ha ospitato la seconda tappa del Master Coffee Grinder Championship, vinto in finale da Giuseppe Fiorini, mostrandosi quale spazio multifunzionale e multimediale a disposizione di professionisti e amanti del caffè di tutto il mondo per testare le ultime novità di settore.

Ora Conti Valerio aggiunge un ulteriore tassello al suo ambizioso programma di sviluppo aziendale che prevede, al suo completamento, il raddoppio dello stabilimento di Sesto Fiorentino, alle porte di Firenze. Il nuovo avveniristico stabilimento produttivo è il Mignon Factory, completamente dedicato alla produzione degli omonimi macinacaffè che da anni soddisfano le esigenze di professionisti e coffee lover. Vi lavorano 24 persone, occupa una superficie di 700 metri quadrati e ha una capacità produttiva di 700 macinacaffè al giorno.

Con questo investimento la Conti Valerio punta a implementare il mercato per i professionisti che cercano la giusta attrezzatura per la propria offerta specialty ed anche per il mercato domestico. «La linea Mignon, infatti - spiega Maurizio Fiorani, managing director - grazie alle sue performance professionali combinate alle ridotte dimensioni, rappresenta un best seller e un prodotto di riferimento per il segmento prosumer internazionale: Germania, Nord America, Regno Unito e Medio Oriente saranno i mercati su cui punteremo maggiormente, realtà in cui già oggi il marchio Eureka è affermato». Uno stabilimento è stato aperto lo scorso anno in Cina.

L’offerta di questo piccolo macinacaffè è declinata in più di venti soluzioni, realizzate per rispondere alle esigenze e preferenze dei vari mercati e dei singoli professionisti: può offrire infatti performance iper-automatizzate e velocissime, come pure più “semplificate”, attente a una macinatura più lenta.

Provenienti dalle nuove linee produttive, sono tre i nuovi modelli disponibili sul mercato. I brand di punta dell’azienda fiorrentina, Eureka 1920 e Eureka Oro, si arricchiscono con Libra 65 All Purpose e Mignon Libra 65 All Purpose, entrambi con sistema Ace, regolazione micrometrica continua brevettata, tecnologia Silent, forcella Hands-Free univesale regolabile, Instant Grind Weighing Technology e macina superiore senza fori da 65 mm di diametro; la granulometria varia tra espresso e brew. 

Single Dose Pro fa leva sulla versatilità dello stile di macinatura e sulla riduzione totale della ritenzione, garantendo zero sprechi. Ha macine piane Diamond Inside da 65 mm, regolazione micrometrica continua brevettata, tecnologia Silent, Blow Up System. La campana è da 45 gr e la produttività (g/s) di 2,5-3,0 per espresso, 3,0-4,1 per brew.

Per tutti i modelli le dimensioni sono contenute e il design ricercato.

Pantone 17-1230 Mocha mousse: il colore perfetto per il mondo del dolce

Il Mocha Mousse, il Pantone 17-1230 è Color of the Year: ispirazione per creazioni dolciarie, unendo calde tonalità di marrone a ingredienti di alta qualità e tradizione

Pantone Color Institute ha scelto Mocha Mousse (PANTONE 17-1230) come Color of the Year 2025. Si tratta di una calda tonalità di marrone che evoca il cacao, il cioccolato e il caffè. Questo colore rappresenta un invito a riscoprire comfort e familiarità. Qualità, queste ultime, che nel mondo della pasticceria e, ancora di più, nella cioccolateria trovano una declinazione naturale.


Il colore nel food: un legame profondo

Il Pantone Color of the Year ha da tempo un impatto significativo anche nel mondo del food, dove i colori ispirano ingredienti e creazioni. Il Living Coral nel 2019 ha riportato alla mente la delicatezza della pesca e l’esotismo del sale dell’Himalaya, spesso utilizzato in dessert per bilanciare le dolcezze. Il Classic Blue del 2020 ha evocato anche inaspettate creazioni realizzate da panificatori. Nel 2022 il Very Peri ha ricordato le tonalità dei mirtilli neri e dell’uva nera, trovando spazio in dessert che celebrano le sfumature intense dei frutti di bosco.

Stavolta, invece, tocca al Pantone Mocha Mousse, che con le sue sfumature celebra i toni naturali del cioccolato e della nocciola. Ingredienti perfetti per esaltare il gusto e la tradizione di molti dolci classici italiani.


Unexpected Chocolate

DOLCI ISPIRATI A MOCHA MOUSSE

Il Mocha Mousse trova già espressione concreta nei laboratori di pasticceri e cioccolatieri, dove il colore si unisce armoniosamente a ingredienti di alta qualità. Sono tante le creazioni rappresentative. Tra queste c’è il Gianduione, un maxi-gianduiotto ideato da Giacomo Boidi, maestro cioccolatiere di Giraudi, che lo realizza con nocciole piemontesi e cacao selezionato. Un’altra proposta significativa è Unexpected Chocolate, dessert contemporaneo dello chef Enrico Marmo, che abbina la leggerezza di una meringa all’aquafaba a polvere di olive taggiasche, esaltando il cioccolato in chiave innovativa ma coerente con il tema. Oppure, Pane e cioccolato, ideato da Maurizio Bufi, chef de Il Fagiano, celebra la tradizione attraverso otto varietà di cioccolato abbinate a una morbida brioche, per un dolce che richiama ricordi d’infanzia.


MOCHA MOUSSE E LE SUE SFUMATURE

Le tonalità calde del marrone non sono solo visive ma diventano una guida per gli abbinamenti sensoriali. Pasticceri come Raffaele Lenzi con la sua Torta al cioccolato, umeshu e yogurt , e Luca Ludovici con Sospiro a Frascati stanno reinterpretando il cioccolato in modi che amplificano la texture e la complessità del gusto.


Bombay Sapphire colora Milano di blu con sei murales

L'iconica bottiglia blu del gin di Gruppo Bacardi è la protagonista dei sei murales realizzati in punti nevralgici della citta da sei street artist italiani

Sei murales realizzati da altrettanti street artist italiani impreziosiscono alcuni dei luoghi più suggestivi di Milano. È l’iniziativa che unisce arte, distillazione e miscelazione con la quale Bombay Sapphire rende omaggio e rafforza il legame con la città.

Con le loro opere realizzate ad hoc gli artisti coinvolti nel progetto, Nicholas Perra, Vim, Rosk, Fabio Petani, Alice Lotti e Rancy, hanno infatti voluto esplorare nuove interpretazioni della bellezza attraverso le innumerevoli sfumature di blu che caratterizzano la bottiglia del gin premium di Gruppo Bacardi e il piede e il gambo del ballon pwr il servizio dell’hero drink del marchio, il BombaySapphire&Tonic. Proprio il blu, nella sua infinita varietà di tonalità, dal blu zaffiro alla freschezza effervescente del gin, è il filo conduttore degli artworks che vanno a creare il tributo visivo al brand e alla città.

I sei murales

Scintillating crystallinity by Rancy – Via Canonica 37 (Arco della Pace)

Bombay Sapphire 4_La caverna di gemme e zaffiri scintillanti di Rancy, un tesoro creato dalla natura e custodito per tempo immemore da cui entra luce per far sì che si possa ammirare lo scintillio dei cristalli.

Unfathomable layered dephts by Vim – Piazza XXIV Maggio (Navigli)

Bombay Sapphire 5L'opera realizzata da VIM cattura l'essenza di Bombay Sapphire attraverso il richiamo al mare, con il suo flusso inarrestabile che riflette il blu iconico della bottiglia. Il movimento dell'acqua conferisce dinamicità e leggerezza all'immagine, evocando la freschezza e il piacere del gin. La luminosità e la profondità, temi ricorrenti nel lavoro dell’artista, amplificano la suggestione della composizione.

Moment of connection by Giulio Rosk – Largo la Foppa (Brera)

Bombay Sapphire 3Il murale di Giulio Rosk celebra l’amicizia e la condivisione attraverso l’immagine di due mani che si incontrano in un brindisi con Bombay Sapphire. L’opera utilizza i graffiti per ripetere come un mantra il nome del brand, aggiungendo dinamismo e creatività. Al centro, la bottiglia del gin equilibra l’opera e incarna l’essenza di un momento speciale di connessione.

Tantalising luminosity by Nicholas Perra – Via Prina 2 (Citylife)

Bombay Sapphire 2_Nicholas Perra con il suo murale esplora il tema della luce e della sua rifrazione in modo istintivo, rappresentato dalla linea bianca che attraversa la bottiglia. Un movimento fluido e spontaneo, simile a quello dell'artista che dipinge senza riflettere, crea una superficie monocroma che incornicia l’oggetto, amplificando la sua presenza e l'energia del colore.

Intriguing refractions by Alice Lotti – Porta Genova 5/3 (Tortona)

Up to the sky è il titolo dell’opera pensata da Alice Lotti, nella quale geometria, luce ed eleganza si fondono per rendere protagonista la bottiglia di Bombay Sapphire. Partendo dal brand pattern, l’artista ha creato una composizione che evoca giochi di riflessi e rifrazioni, un caleidoscopio di forme e colori ispirato alla volta celeste. Un’opera immersiva che cattura la magia e la preziosità del gin, dando vita alla sua essenza.

Cherishing nature’s bounty by Fabio Petani – Via De Castilla 22 (Porta Nuova) 

È invece ispirato alle essenze botaniche del distillato il murale firmato da Fabio Petani, celebrando così la bellezza delle piante che definiscono il gin e invitando a riscoprire la natura. La palette di blu e azzurri richiamano l’identità del marchio, mentre le forme geometriche e le figure botaniche creano un dialogo armonioso con l'ambiente circostante.

Il Manovale, doppia finale Roastery e nuovi pack

I titolari de Il Manovale, Giovanni Antonacci, e Gianluca Lavacca
I titolari de Il Manovale, Giovanni Antonacci, e Gianluca Lavacca
I soci fondatori della microtorrefazione pugliese si sono qualificati per la finale italiana che si svolgerà a Sigep. Colore e fantasia dominano sulla nuove confezioni

Tenacia, studio, passione, impegno incessante nel divulgare le caratteristiche e la buona pratica del caffè di qualità, caratterizzano Gianluca Lavacca e Giovanni Antonacci, i due titolari della microtorrefazione Il Manovale di Turi (BA), entrambi qualificati e per la finale del campionato italiano Roasting che Sca Italy organizza a Sigep 2025, in programma a Rimini dal 18 al 22 gennaio. 

Un risultato unico e un grande motivo di orgoglio. Gianluca, il frontman della situazione, è alla sua quarta partecipazione a una finale di una competizione molto complessa; si è classificato secondo nella tappa di selezione del Nord, presso Naked Coffee Roaster Specialty Coffee a Sorbolo (RE); Giovanni si è piazzato secondo nella tappa del Sud Italia che si è svolta a Pescara.

Un risultato di grande rilievo in quanto è la prima volta che una stessa attività vede in finale due suoi componenti ed anche un riconoscimento alla loro ostinatezza. Il Manovale apre nel 2019 e si ispira alla tradizione delle antiche torrefazioni di quartiere italiane, dove le origini avevano ancora un nome e il caffè era acquistato con maggiore consapevolezza rispetto ad oggi. Valorizzando qualità, tracciabilità ed esperienza sensoriale, vede crescere rapidamente la sua produzione, passando dalle 10,5 tonnellate nel 2019 elle 42 del 2024, che vende soprattutto nel territorio ed esporta in 15 Paesi, tra cui Canada, Stati Uniti, Germania, Grecia e Svezia.

Perché partecipare a una competizione Roasting? chiediamo a Gianluca Lavacca. «È sempre un motivo di crescita, per questo sono arrivato alla quarta esperienza: il confronto con gli altri concorrenti arricchisce e ogni volta imparo qualcosa di più che poi porto nel mondo del lavoro. Inoltre è un motivo di visibilità aziendale, che per noi rappresenta un aspetto non secondario». 

Da sempre una nota distintiva dei caffè lavorati a Turi è la dolcezza, ricercata anche quando la maggior perte dei microroaster specialty puntava sull’acidità. «L’esperienza di Sca lo sottolinea - riprende Lavacca -: a livello globale il consumatore non ricerca l’acidità, ma le preferisce la dolcezza; è questa parte che fa incrementare le vendite in quanto crea un equilibrio percepito positivamente dal consumatore. L’acidità è una presenza fondamentale, ma deve essere ben bilanciata all’interno di una complessità gustativa, un equilibrio che possa soddisfare tutti». 

Se l’apertura di una microrastery che unisce miscele commerciali a caffè specialty poteva sembrare un azzardo nel Sud Italia, si è mostrata col tempo una scelta vincente, in quanto Bari (come tutta la Puglia) è ormai una zona ad alta vocazione turistica, e chi viene da oltre frontiera cerca caffè di qualità che, piano piano stanno imparando a conoscere e apprezzare anche gli italiani. Più di un esercizio ha deciso di offrire i caffè e vendere i pacchetti della microroastery che nel periodo estivo riceve numerosissime visite di curiosi e persone che vogliono acquistare i suoi caffè perché, come osserva Lavacca, «se le richieste dei pubblici esercizi sono ancora poche, il cliente finale ci cerca, ci intercetta sempre di più, è innamorato del nostro prodotto e disposto a fare chilometri per raggiungerci: siamo in campagna, tra gli alberi di ciliegio; chi ci raggiunge ci vuole trovare e vuole trovare caffè con un’origine certa, una storia, qualcosa di autentico, diverso, ricercato e lo specialty risponde a queste esigenze». 

Per dare maggiore visibilità ai caffè proposti nei locali, sono state messe a punto nuove confezioni, che dallo stile essenziale delle precedenti si sono portate su grafiche colorate e accattivanti; sulla parte posteriore sono riportate le informazioni su questi specialty che fanno tutti parte della linea Vagabondo, un termine he vuole sottolineare il concetto di ricerca, movimento e di continuo cambiamento che la caratterizza: paese di origine, farm, varietà, processo, profilo in tazza. Difficile non notarle.

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