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Farcire con qualità: le novità Lindt e Caffarel

Lindt Pain au Chocolat
Lindt Pain au Chocolat

La colazione resta il pasto più importante della giornata, quello per cui gli italiani si concedono anche il bis al bar nonostante gli aumenti sullo scontrino. Proprio per questo gli imprenditori della caffetteria sono chiamati a fornire ai clienti prodotti di qualità, che offrano un'esperienza di gusto certa e piacevole, a fronte di praticità d'uso e varietà. A questo obiettivo sono dedicate due novità firmate Lindt e Caffarel.

Lindt Stick per pain au chocolat

Lindt Stick per pain au chocolat è un prodotto pensato per rendere irresistibili il grande classico della colazione. Da sempre leader nel mondo del cioccolato, rinnova anche il suo assortimento di coperture con un nuovo lancio dedicato al mondo della croissanterie. A partire da aprile 2025 saranno disponibili sul mercato gli sticks per farcire i pain au chocolat. Un lancio in linea con i trend di categoria che vedono il consumo di viennoiserie di alta qualità e gusto in crescita anno dopo anno. I nuovi stick sono delle barrette da 5,5 gr di cioccolato fondete al 50% cacao ideali per la realizzazione dei golosi pain au chocolat un grande classico della tradizione francese. Il prodotto sarà disponibile in confezioni da 1,6kg.

La colazione firmata Lindt e Caffarel

Nuovo formato per i dosatori Caffarel e Lindt

Oltre a questa nuova copertura Caffarel e Lindt lanciano i nuovi pratici dosatori da 2 kg per innalzare sempre di più la qualità della farcitura live della viennoiserie, aspetto sempre più amato dai clienti di bar e pasticcerie. A partire da aprile 2025 sarà possibile inserire nella propria offerta le creme per farcitura firmate Lindt e Caffarel nel formato da due chili. Con il nuovo pratico dosatore sarà ancora più semplice farcire fragranti cornetti o creare deliziosi caffè gourmet. Il nuovo formato è valido per tutta la gamma current: Caffarel cremosa Nocciola, Caffarel Cremosa pistacchio, Lindt universel cacao, Lindt universel nocciola.


Maria Tindara Niosi è la nuova country sales director di Coca-Cola Hbc Italia

Coca-Cola Hbc Italia Maria Tindara Niosi Country Sales Director
In azienda dal 2009, la neo direttrice del team sales ha il compito di consolidare il ruolo di Coca-Cola Hbc Italia come 24/7 total beverage partner

Cambio alla guida del team sales di Coca-Coca Hbc Italia. La società, principale produttore e distributore di prodotti a marchio The Coca-Cola Company nel nostro Paese, ha scelto Maria Tindara Niosi come nuova country sales director, ruolo finora ricoperto da Silvia Molinaro.

Niosi, che riporterà direttamente a Miles Karemacher, general manager della società, ha il compito di rafforzare la presenza dell’azienda sul mercato per renderla sempre più capillare e competitiva e consolidarne la posizione come 24/7 total beverage partner, con una proposta di qualità in grado di coprire ogni occasione di consumo, dalla colazione al dopocena.

Chi è la nuova country sales director

In Coca-Cola Hbc Italia dal 2009, la manager ha ricoperto diversi ruoli di sempre maggiore responsabilità in ambito sales e trade marketing. È stata anche direttrice del Canale At Home, distinguendosi per le ottime performance fatte registrare all’azienda, diventata per due anni consecutivi numero uno nel settore dei beni di largo consumo e realizzando una crescita record del fatturato. In qualità di marketing and commercial excellence director, Tindara Niosi ha contributo a definire la strategia commerciale dei diversi canali di vendita, rafforzando il posizionamento dell’azienda e dei suoi prodotti nell’intera rete distributiva, consolidando la quota di mercato di Coca-Cola Hbc in Italia.

«Sono felice di questa nuova opportunità di crescita personale e professionale - ha dichiarato la neo country sales director in una nota che annunciava la sua nomina -. Nel nuovo ruolo valorizzerò le forti competenze di tutto il team, tra le principali forze vendita del Paese, lavorando sempre più in partnership con i nostri clienti nel comune interesse di far crescere i consumi della categoria in Italia».

La nomina Maria Tindara Niosi, inoltre, testimonia l’attenzione alla valorizzazione e alla crescita dei talenti femminili da parte dell’azienda, dove oltre il 40% di ruoli apicali è ricoperto da donne.

Il Giappone fa il bis alla Coppa del Mondo di Pasticceria

Il Giappone vince la Coppa del Mondo di Pasticceria 2025 davanti Francia e Malesia L’Italia chiude sesta

Il Giappone si conferma al vertice della pasticceria mondiale, vincendo la 19ª edizione della Coppa del Mondo di Pasticceria tenutasi al Sirha Lyon 2025. Una prestazione di altissimo livello tecnico ha permesso alla squadra giapponese, composta da Masanaori Hata (cioccolato), Yuji Matoba (zucchero) e Ryu Miyazaki (gelato), di mantenere il titolo conquistato nel 2024. A completare il podio sono state la Francia, al secondo posto, e la Malesia, al terzo.

Un evento sempre più globale

L’edizione 2025 della Coppa del Mondo di Pasticceria ha visto la partecipazione di 18 squadre, testimoniando il ruolo centrale della pasticceria come linguaggio universale. Le creazioni, ispirate alla cultura e al territorio di ogni paese, hanno rappresentato un connubio perfetto tra tecnica, innovazione e storytelling.

La squadra italiana conclude al sesto posto

L'Italia ha concluso la competizione al 6° posto. Nonostante l’assenza dal podio, la squadra italiana composta da Vincenzo Daloiso, Raimondo Esposito e Alessandro Fiorucci si è confermata tra i principali protagonisti, competendo a testa alta con le nazioni leader del settore. I tre professionisti hanno dimostrato coesione e abilità tecnica. Daloiso ed Esposito si erano già distinti conquistando il secondo posto al Sirha Europain 2024. Fiorucci, reduce dal secondo posto al Campionato Italiano di Pasticceria Seniores 2023, ha contribuito positivamente alla competizione.

Le novità del “Chocolate Show”

La Coppa del Mondo 2025 ha introdotto per la prima volta in questa edizione, il “Chocolate Show”. Tutti i candidati sono impegnati a realizzare 26 creazioni dolci ispirate al finger food con cioccolato Valrhona. Un omaggio alla diffusione globale dello street food, che ha richiesto ai concorrenti non solo precisione tecnica, ma anche un approccio spettacolare e interattivo. «Il livello è stato altissimo e ogni squadra ha portato in scena il proprio "patrimonio culturale" attraverso un’arte che unisce tradizione e innovazione», ha detto Amaury Guichon, conosciuto per le sue opere in cioccolato.

Un premio per la sostenibilità

Tra i riconoscimenti speciali, il premio eco-responsabile è andato al Belgio, per il rispetto dei criteri di sostenibilità richiesti dal regolamento della competizione. Un segnale forte che sottolinea l’importanza crescente della responsabilità sociale e ambientale anche nell’arte dolciaria.

GrosMarket pianifica investimenti per 10 milioni per ammodernare i cash&carry

GrosMarket Costa Masnaga
Il cash&carry GrosMarket Costa Masnaga (Lecco)
L'insegna di ingrosso del Gruppo Sogegross prosegue il piano di rinnovamento della sua rete, per offrire spazi e servizi evoluti ai professionisti del fuoricasa. Quest'anno è la volta dei cash&carry delle province di Genova e Alessandria

Prosegue anche quest’anno il piano di ammodernamento dei punti vendita GrosMarket. Piano finalizzato a ottimizzare e ammodernare la rete di vendita per renderla in grado di adattarsi sempre meglio alle specificità dei territori e alle nuove esigenze del comparto del fuoricasa. Un impegno per il quale l’insegna di cash&carry del Gruppo Sogegross ha previsto per il 2025 investimenti per 10 milioni di euro.

Così, dopo il rinnovamento completo dei cash&carry di Bologna e Dalmine (leggi GrosMarket rivoluziona i cash&carry di Bologna e Dalmine) completato lo scorso autunno, i prossimi interventi in programma riguardano alcune sedi in Piemonte e Liguria, con un particolare focus sulle province di Genova e di Alessandria, delle quali sarà migliorata l’efficienza operativa, la qualità, la funzionalità degli spazi e i servizi per la clientela professionale. Ciò attraverso l’adozione di nuove tecnologie, l’ampliamento degli assortimenti e l’introduzione di nuovi servizi, inclusi quelli di consulenza.

Il piano per il 2025

In cima alla lista degli interventi che saranno realizzati il restyling del cash&carry di Genova Valbisagno, con l’obiettivo di valorizzare i punti di forza del negozio, a partire dai reparti freschissimi e dai servizi alla clientela per una shopping experience più funzionale. L’ammodernamento del punto vendita si colloca nella più generale ristrutturazione ed efficientamento della rete vendita nella zona del Genovese, cominciata con il traferimento dello storico punto vendita di Genova Campi nella sede attuale di Genova Sampierdarena.

Passando al Piemonte, in programma c’è il completo rinnovamento del cash&carry di Alessandria, con particolare focus nell’offerta dei freschi e freschissimi, nei surgelati e in generale in tutti gli allestimenti interni ed esterni al punto vendita. Sempre quest’anno verrà rinnovato il cash&carry di Casale Monferrato, che diventerà un hub per il servizio Delivery, che permette ai professionisti del fuoricasa di effettuare l’ordine online e di ricevere la merce direttamente presso il loro locale e sempre più apprezzato dai professionisti.

Nel quadro di efficientamento e ottimizzazione della rete distributiva nella due province rietra anche la chiusura, dal prossimo 28 febbraio, del cash&carry di Busalla, in provincia di Genova, realtà storica da oltre 50 anni sul territorio, ma ormai obsoleta e non più in linea con il format GrosMarket. I dipendenti dell’azienda, come da filosofia del Gruppo, non perderanno il posto di lavoro, ma saranno ricollocati presso altri punti vendita.

 

Ditta Artigianale arriva a Milano: specialty coffee, viennoiserie e dolci tutto il giorno

Ditta Artigianale apre a Milano unendo caffè specialty e una proposta dolce artigianale con croissant, dolci internazionali e brunch espresso

Ditta Artigianale, il brand di caffetterie fondato da Francesco Sanapo e Patrick Hoffer, sceglie Milano per la prima apertura non fiorentina. Aperto in corso Magenta 31, il nuovo locale unisce un’offerta dolce di ispirazione internazionale e una selezione di caffè specialty, rendendo la caffetteria un luogo da vivere in ogni momento della giornata.

Simbolo di questa evoluzione è il Coffeemisù, un signature coffee che fonde il gusto dell’espresso con la cremosità del tiramisù. «Il Coffeemisù rappresenta il trait d’union perfetto tra caffetteria e pasticceria. È il simbolo della nostra idea di un bar che si trasforma in un’esperienza completa, dalla mattina alla sera», dice Francesco Sanapo.

Il Coffeemisù di Ditta Artigianale (Foto ufficio stampa)

Un’ampia proposta dolce per ogni occasione

La proposta dolce di Ditta Artigianale Milano punta su una pasticceria artigianale curata nei minimi dettagli. «Abbiamo scelto di collaborare con Cesare Murzilli (attualmente pastry che del Portrait Milano, ndr) per la viennoiserie, che comprende 12 referenze a partire dai croissant, e Adriano Del Mastro del Forno Del Mastro di Monza per la parte dei lievitati salati, lavorando a stretto contatto per garantire altissimi standard», racconta Sanapo. La produzione della viennoiserie è realizzata in un laboratorio esterno con la supervisione di Murzilli. Tutti gli altri dolci di ispirazione internazionale sono invece preparati internamente. Tra questi spiccano il banana bread, la cheesecake, la red velvet, la babka e la carrot cake. Anche il brunch offre piatti espressi, come pancake, avocado toast, croque madame e croque monsieur, tutti serviti espressi. «La nostra offerta è completamente alla carta, così ogni cliente può scegliere liberamente in base ai propri desideri», sottolinea Sanapo.

Il caffè come esperienza specialty

Francesco Sanapo, tra i fondatori di Ditta Artigianale

Al centro dell’offerta di Ditta Artigianale c’è, naturalmente, il caffè specialty di cui il brand è diventato sinonimo di qualità. Anche a Milano miscele come MammaMia e Jump saranno servite insieme a selezioni monorigine provenienti da piantagioni sostenibili di tutto il mondo. Non mancheranno le tecniche di estrazione alternative, come V60 e Aeropress, che permettono di esaltare le caratteristiche di ogni chicco. L'obiettivo è offrire un’esperienza unica in ogni tazza. «Abbiamo voluto creare un luogo in cui il caffè è protagonista, ma senza dimenticare l’importanza di tutto ciò che lo circonda», spiega Sanapo. La caffetteria è pensata per garantire qualità e autenticità in ogni aspetto, dalla tostatura artigianale alla preparazione curata in ogni dettaglio.

Ditta Artigianale, un design che dialoga con Milano

Il locale milanese richiama lo stile Liberty del palazzo che lo ospita. Gli elementi scelti sono il ferro battuto, il legno di noce e la graniglia veneziana. Questo design si unisce a una visione contemporanea, come il packaging 100% riciclabile e una grafica rinnovata.

Birra Amarcord rinnova la grafica e lancia novità come Pilsner Dry Hopping

Birra Amarcord alla spina
Restyling del sito e quattro birre come Bianca, IPA India Pale Ale, Senza Glutine e Pilsner Dry Hopping, sono le principali novità che Birra Amarcord presenterà a Beer & Food Attraction di RiminiFiera (pad A5-C5 stand 003).

Fondata nel 1997 a Rimini, Birra Amarcord è un birrificio indipendente con stabilimento produttivo ad Apecchio (Pesaro-Urbino) che si è subito distinto per identità, trasparenza e senso di appartenenza, con ricette originali e spesso sorprendenti.

L'immagine delle sue birre ad alta fermentazione (etichette firmate da Tonino Guerra,  mitico sceneggiatore di Federico Fellini) si è subito legata ai grotteschi personaggi felliniani come la bionda Gradisca, la dorata Midòna, la rossa Volpina, l'ambrata Tabachèra.

Nel tempo si sono aggiunte altre etichette originali come le street beer Bad Brewer in dry hopping (American Lager, Blanche, IPA e Amber IPA) in bottiglia 33 cl tappo corona con etichette firmate dallo street writer hip hop Mr Wany (dal nome americano ma solidamente romagnolo).

Blanche è l'ultima proposta della gamma Bad Brewer firmata dal birrificio Amarcord
Amarcord linea Bad Brewer

Così come la linea Ama con Pilsner Non Filtrata, Golden Belgian Ale, Strong Belgian Ale, Imperial Coffee Porter in bottiglia 33,5 e 75 cl firmate dal brewmaster Garret Oliver della Brooklyn Brewery ed etichette del designer internazionale Milton Glaser.
Top di gamma come una Champagne Beer può essere considerata Riserva Speciale, birra ambrata con riflessi dorati (10% alc) in bottiglia 75 cl, frutto dell'incontro tra Tonino Guerra che ha disegnato un pavone in etichetta e il creativo brewmaster Garret Oliver.

Gamma birre Ama by Amarcord con Riserva Speciale in bottiglia 75 cl

Birra Amarcord lancia quattro debuttanti e il restyling del sito

Firmate da mastro birraio Andrea Pausler, oggi le specialità presenti nel portafoglio prodotti di Elena e Andrea Bagli sono oltre una dozzina, disponibili tutto l'anno in diversi formati come bottiglie 33 cl tappo corona e 50 cl tappo meccanico, fusti da 20 e 30 lt.

Dopo il restyling del 2024, il 2025 vedrà a Beer & Food Attraction di RiminiFiera (pad A5-C5 stand 003), la presentazione di varie novità. Si aggiungono al gruppo delle "Classiche" Lager Chiara, Red Ale, Golden Ale e Strong Amber Ale, le debuttanti Bianca, India Pale Ale in bottiglie 50 cl tappo meccanico e 33 cl e Senza Glutine in bottiglia 33 cl.
Ma la grande novità è Pilsner in Dry Hopping con Spalter Select di particolare interesse: 4,5% alc, grado amaro IBU 30/120; grado colore EBC 7/80.
La lunga fermentazione e maturazione, oltre all'aggiunta del luppolo in fiore a fine fermentazione, producono un profilo aromatico fine e complesso, gusto pulito e rinfrescante, a cominciare dagli aromi erbacei e floreali del luppolo.

A fine lavorazione infine il restyling del sito amarcord.it

Da diversi anni inoltre sono state aggiunte birre stagionali in fusto su prenotazione come la chiara 100% Italiana (5% alc), la strong amber Amarcord del Nevone (8% alc) con disponibilità a fine novembre.
Molto attesa è Amarcord del Raccolto, wet-hop (5,6% alc) con disponibilità a fine ottobre, realiuzzata con oltre 200 kg di luppolo fresco della Cooperativa Luppoli Italiani di Grattacoppa (Ravenna) e malto d'orzo proveniente da agricoltura sostenibile italiana.

Tutti i vincitori dei Campionati Italiani Baristi di SCA Italy 2025

Daniele Ricci vincitore categoria Barista tra Giacomo Alberti di IEG e Alberto Polojac di SCA Italy. Foto Credit SCA Italy/Michele Illuzzi
Ina ltrettante categorie, sette campioni difenderanno i colori nazionali ai prossimi Campionati Mondiali SCA in giro per il mondo: sono gli italiani Daniele Ricci, Marco Paccagnella, Andrea Villa, Andrea Batacchi, Stefano Cevegnini, Gianluca Lavacca insieme con il turco Talar Bitar.

Al Sigep World 2025 di RiminiFiera (IEG) è andato in scena il grande spettacolo del caffè: tre giorni intensi di competizioni SCA (Specialty Coffee Association) Italy hanno eletto i migliori baristi italiani che rappresenteranno l'Italia ai World Barista Championship.
Sette discipline, tanta adrenalina e nomi che promettono scintille anche a livello internazionale. Scopriamo i campioni che ci rappresenteranno nei prossimi Mondiali di caffetteria.

Nella Categoria Barista, Daniele Ricci si è confermato un fuoriclasse, aggiudicandosi il primo posto. Daniele Ricci è arrivato secondo nel Campionato Mondiale Barista 2023, ed è la terza volta (dopo il 2020 e il 2023) che conquista il titolo italiano. Lo vedremo di nuovo disputare il mondiale al World Barista Championship organizzato ad ottobre ad Host Milano. Sul podio, al secondo posto, si è classificato Filippo Guarneri, mentre Irene Giupponi ha chiuso al terzo posto.

Sul Podio Barista il vincitore (al centro) Daniele Ricci tra Irene Giupponi e Filippo Guarneri. Foto Credits SCA Italy/Michele Illuzzi

Tra i Cup Tasters, Marco Paccagnella è il nuovo campione italiano e si prepara a rappresentare l’Italia al World Cup Tasters Championship di Ginevra, in programma dal 26 al 28 giugno. Luigi Paternoster ha conquistato il secondo posto, mentre Flavio D’Onofrio è salito sul terzo gradino del podio.

Sul Podio Cup Tasters il vincitore Marco Paccagnella tra Flavio D'Onofrio e Luigi Paternoster. Foto Credits SCA Italy/Michele Illuzzi

Nella gara Coffee in Good Spirits, la disciplina che unisce il caffè alla mixology, Andrea Villa ha dimostrato tutto il suo talento, portandosi a casa il titolo per la terza volta (dopo le vittorie del 2020 e 2024). A giugno lo vedremo ai mondiali di Ginevra. Marco Poidomani si è classificato secondo, mentre Luigi Cippone ha ottenuto il terzo posto.

Nella gara delle Estrazioni a filtro, la Brewers Cup, Andrea Batacchi ha dominato la competizione e rappresenterà l’Italia ai Mondiali di Jakarta, in programma a maggio. Sul podio sono saliti anche Gabriele Pezzaioli, al secondo posto, e Luana Lazzarone, al terzo.

Andrea Batacchi, vincitore della categoria Brewers Cup e Andrea Villa, primo posto Coffee in Good Spirits. Foto Credits SCA Italy/Michele Illuzzi.jpg

Nella disciplina Latte Art, nella quale l’Italia eccelle avendo ben due Campionesse Mondiali (Carmen Clemente e Manuela Fensore), il primo posto è andato a Stefano Cevenini che volerà ai mondiali di Ginevra a giugno. Alessio Panero si è classificato secondo, mentre Michele Intravaia ha ottenuto il terzo posto.

I Campionati di SCA Italy hanno eletto anche il Miglior Torrefattore d’Italia: Gianluca Lavacca ha vinto il titolo di campione italiano Roasting e volerà ad aprile ai mondiali di Houston, portando con sé l’eccellenza italiana nella torrefazione. Emanuele Tomassi, campione uscente, ha ottenuto il secondo posto, seguito da Michael Angelini al terzo.

Miglior Toirrefattore d'Italia è Gianluca Lavacca con Alberto Poljoac di SCA Italy. Foto Credits SCA Italy/Michele Illuzzi

Tra i campioni di SCA troviamo anche il neocampione di Cezve/Ibrik, il caffè turco, si chiama Talar Bitar e ha conquistato il biglietto per i mondiali di Ginevra a giugno. Il secondo posto è andato ad André Tomassi, mentre Francesco Stabile ha chiuso in terza posizione.

Il vincitore della categoria Cezve/Ibrik, Talkar Bitar tra Filippo Vidiz di SCA Italy con Laura Tentoni di IEG. Foto Credits SCA Italy/Michele Illuzzi.jpg

Le competizioni hanno mostrato ancora una volta il talento e la passione che l’Italia sa portare nel mondo del caffè. Ora l'attenzione si sposta ai campionati mondiali: tifiamo tutti per i nostri campioni!

Foto Credits SCA Italy/Michele Illuzzi

La squadra di Moebius ci riprova con Lubna: il nuovo listening restaurant bar in zona Fondazione Prada

Una storia di rigenerazione urbana di un ex sito industriale, che rivive grazie al progetto culturale dei quattro soci, capitanati da Lorenzo Querci

Una nuova location con spazio eventi e galleria d’arte destinata a illuminare Milano con la sua luce riflessa, quella della stella (Michelin) che è di recente caduta sul Moebius, la cui squadra vincente torna con una nuova apertura, Lubna, che farà di sicuro parlare di sé. Il nuovo Listening Restaurant Bar è all'interno di una zona di rigenerazione urbana a pochi passi da Porta Romana, Fondazione Prada e Fondazione Ica. «Un progetto che parla di una Milano nuova, quella del futuro, che conserva la solennità della sua storia e al tempo stesso lo slancio all’innovazione e al continuo rinnovamento della città e del suo stile di vita», spiegano Alberto Querci, Francesco Sicilia, Lorenzo Querci e Natascia Milia, soci e fondatori di questa nuova impresa dal forte taglio culturale e artistico. Chi proviene dal mondo della ristorazione, chi dall’organizzazione di eventi: sono professionisti che hanno unito le loro forze per creare un luogo inaspettato.

L'idea è quella di riportare alla vita a un’area urbana di circa 3000 mq (nei primi del Novecento era un deposito di ossigeno), restituendola alla città, dopo decenni di abbandono e degrado. A occuparsi del progetto di recupero, architettonico e al tempo stesso urbano, lo studio q-bic di Firenze, a cui è stato affidato il compito di trasformare il sito industriale in un luogo multifunzionale. La nuova area si sviluppa intorno a una piazza trapezoidale, di circa 1200 m2, che connette tre distinte funzioni: l’area eventi Magma, il listening restaurant bar Lubna e la galleria d’arte Scaramouche. 

Aperto tutte le sere dal mercoledì alla domenica, è Lubna il luogo fisico in cui ritrovarsi, una piazza nella piazza, con la sua forma architettonica semicircolare. La grande sala è dominata dai toni scuri, dal cemento e dal ferro e da un unico grande bancone lungo 15 metri che riunisce postazione cocktail, cucina a vista e tavolo a cui accomodarsi. Nasce come spazio ibrido in cui mangiare, bere, ascoltare musica. A firmare la proposta, la coppia vincente di Moebius, lo chef Enrico Croatti, nuova Stella Michelin 2025, e il bar manager Giovanni Allario, fautore della scalata del locale nell’ultima  prestigiosa classifica The World’s 50 Best Bars (38° posizione 2024) e Top 500 Bars (41° posizione 2024).
Come nel caso del Moebius, il nome si ispira al mondo dei fumetti e a una figura giovane, sensuale. La proposta ha una forte connotazione, in cui la parte food curata dallo chef stellato va a riprendere le sue origini romagnole e trae forza propulsiva dal fuoco della griglia. E la griglia è protagonista anche della carta cocktail pensata da Allario, che ha sviluppato un'intera sezione di miscelati che lavorano sul passaggio in griglia di ingredienti freschi. «Cocktail che escono dalla struttura classica e si focalizzano più sull’esperienza aromatica tesa a sorprendere il cliente», spiega il bar manager (di Moebius e ora anche di Lubna). Spazio quindi ad affumicatura, cottura o ingredienti bruciati, che diventano protagonisti del drink, con estrazioni come quella di olio al carbone, banane bruciate, rosmarino scottato. A questo si aggiunge la categoria degli highball, long drink che strizzano l'occhio alla recente onda lunga del low alcohol e che ambiscono a diventare un perfetto pairing per i piatti della cucina di Croatti.

Ditta Artigianale apre a Milano e rilancia il bar stile anni ’50

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Il nuovo locale milanese di Ditta Artigianale
Primo punto vendita fuori da Firenze per l'insegna di caffetteria di Francesco Sanapo, che inaugura il 25 gennaio in Corso Magenta a Milano. Un locale aperto dalla colazione fino alle 23, con i caffè della torrefazione fiorentina protagonisti assieme a proposte food di stampo internazionale

«È bello, è bellissimo», ci ha detto Francesco Sanapo pochi giorni prima dell'apertura della nuova caffetteria di Ditta Artigianale a Milano. E aveva proprio quello sguardo lì, pieno di orgoglio ed emozione, di chi ha atteso il momento giusto e progettato al millimetro uno sbarco piuttosto ardito, nell'affollato porto milanese, e finalmente vede terra. Sabato 25 gennaio è la data di apertura ufficiale della prima caffetteria di Sanapo nel capoluogo lombardo, in Corso Magenta 31, a 50 passi dal Bar Magenta. Si tratta del primo pdv fuori da Firenze, dove l'insegna ne conta già cinque più un corner dentro il Mercato Centrale.

Dalla colazione al dopocena

Aperto in settimana dalle 7:30 alle 23 e nel weekend dalle 8:30 alle 23, il locale si candida a far convivere alta caffetteria e proposte culinarie di qualità per ogni momento della giornata.

Ampio spazio al mondo del caffè: ci sono le miscele per espresso, come MammaMia e Jump, e i monorigine selezionati da Sanapo e dal suo team. Espresso, naturalmente, ma anche altre estrazioni come V60 o Aeropress. Presenti in lista anche proposte stagionali e signature coffee, come il bestseller Coffeemisù, bevanda ispirata al tiramisù a base di espresso, servita con crema di mascarpone e biscotto. Offerta food dalla colazione all'aperitivo: ci sono dolci e lievitati d’ispirazione internazionale come croissant francesi, cinnamon buns e carrot cake. Pausa pranzo con proposte semplici e fresche, ricco brunch in stile internazionale, che unisce le proposte stagionali e i grandi classici (come avocado toast, pancakes, club sandwich e croque madame). All’aperitivo Ditta Artigianale propone una selezione di signature cocktail, alcuni dei quali preparati con il Gin Peter in Florence e accompagnati da tapas gourmet.

Francesco Sanapo
Francesco Sanapo nel nuovo locale di Milano

Sanapo: «Riscopriamo la dimensione conviviale»

«Aprire a Milano è una grande emozione per me e per il mio team», commenta Francesco Sanapo, AD di Ditta Artigianale. «Il nostro concept si basa sull’idea di riportare il bar alla sua dimensione umana e conviviale, ispirandosi ai caffè degli anni '50, quando questi luoghi erano punti di ritrovo per socializzare e condividere momenti di qualità. L'obiettivo principale è quello di creare un ambiente accogliente dove il caffè è al centro dell’esperienza e della narrazione, insieme a un’offerta complementare di prodotti artigianali e di altissima qualità». E aggiunge: «Quale miglior occasione per presentare la nostra nuova visual identity, a partire da una grafica più contemporanea e colorata e da un packaging 100% riciclabile».

Gli ambienti: richiami Liberty

La nuova caffetteria di Ditta Artigianale di Corso Magenta richiama lo stile Liberty, in dialogo con il palazzo che lo accoglie e le sue linee ornamentali e dinamiche, con infissi in ferro battuto e decorazioni floreali. Per questo motivo il cemento, protagonista indiscusso del locale, si è affiancato alle boiserie in legno di noce, al prezioso banco in graniglia veneziana e agli infissi, che riportano geometrie sinuose in ferro battuto.

L’Arcipelago toscano nel bicchiere al Bar Berni del Four Seasons Firenze

Bar Berni credit Rafael Luhrs
Credit foto: Rafael Luhrs
Celebra i vini aromatizzati italiani e le erbe dell'Arcipelago la drink list del bar che sorge all'interno del Palazzo Del Nero, fresco di ristrutturazione. A firmarli Antonello Palermo, bar manager del locale che si propone come nuova meta del panorama mixology fiorentino

Il Four Seasons Firenze è un hotel resort composto da due edifici rinascimentali separati dal maestoso Giardino della Gherardesca, uno dei più grandi parchi privati della città con una superficie di 11 acri. Al quattrocentesco Palazzo Della Gherardesca, che ospita i noti ristorante Il Palagio e il cocktail lounge Atrium Bar, si aggiunge il Palazzo Del Nero, ex palazzo nobile del XVI secolo, recentemente ristrutturato.

La ristrutturazione del palazzo, affidata all'interior designer Pierre-Yves Rochon, ha saputo mantenere intatto il fascino eterno dell'edificio rinascimentale, aggiungendo una dimensione di sofisticata modernità agli interni, dalle camere ai corridoi fino agli spazi dedicati alla ristorazione, come il ristorante Onde e il Bar Berni. Con 36 camere, un terzo di quelle del principale Palazzo Della Gherardesca, Palazzo Del Nero conserva l’atmosfera di una residenza privata, conferendo un tocco di esclusività tanto all’edificio quanto al ristorante e al bar.

Un omaggio ai vermouth e alle erbe dell'Arcipelago

Onde è un ristorante di pesce contemporaneo con una cucina improntata ai sapori della riviera toscana, mentre il Bar Berni, nome che rende omaggio a Bernardo Del Nero, fondatore dell’antica casata nobiliare dei Del Nero, è un vivace bar aperto tutto il giorno, guidato dal bar manager Antonello Palermo, ex Atrium Bar. Palermo e il suo team hanno sviluppato una drink list che celebra i vini aromatizzati italiani e le erbe delle sette isole dell’Arcipelago toscano, in perfetta sinergia con la proposta culinaria di Onde, il tutto accompagnato da interni a tema botanico, sound contemporaneo e da una vista mozzafiato sul giardino all'italiana dell'hotel.

Il Capraia (Mezcal Siete Misterios, mirto, vermouth Cocchi Dopo Teatro, yogurt di capra, essenza di basilico), per esempio, è un cocktail che trae ispirazione dall'omonima isola vulcanica toscana, un tempo sotto il dominio genovese. All'epoca della sua scoperta, l'isola era interamente popolata da capre, pertanto il drink esordisce con un cucchiaio da bar di yogurt di capra, arricchito dal liquore Mirto, tipico di Capraia, dal Mezcal Los Siete Misterios, che richiama la natura dell'isola, e dal vermouth Cocchi Dopo Teatro. Gli ingredienti vengono poi decantati, filtrati e serviti in un tumbler, su un cubone di ghiaccio, accompagnati da un bouquet di foglie di basilico e dalla sua essenza, a rendere omaggio alle storiche radici genovesi. All'assaggio, il Capraia si distingue per la nota affumicata data dal mezcal, che si fonde con la morbidezza dello yogurt di capra dando vita a un finale setoso e sapido.

Per il Gorgona, invece, è lo stesso Palermo a spiegare il legame tra il drink in stile americano (vermouth Carpano Antica Formula, soda al tè nero, agrumi, petali di rosa e calendula) e l'isola Toscana: «Il termine “Gorgona” è utilizzato da Dante Alighieri nella Divina Commedia per parlare del Conte Ugolino della Gherardesca, uno dei più celebri personaggi dell’Inferno dantesco. È proprio dal nostro omonimo giardino che ci siamo fatti ispirare per creare una soda a base di tè nero, aromi di agrumi, rose e calendula, che crescono nella nostra area verde».

Sulla scia del vicino Atrium Bar, il Bar Berni è destinato a diventare la prossima destinazione fiorentina per i cocktail, tanto per i residenti quanto per i turisti, grazie al perfetto connubio tra lusso, arte e ottimi drink a base di vermouth.

Le ricette

Capraia
Ingredienti:
40 ml Mezcal Siete Misterios Doba yej, 40 ml Mirto, 40 ml Cocchi Dopo Teatro, 1 bar spoon di Yogurt di capra
Preparazione:
gli ingredienti vengono miscelati e lasciati decantare, poi filtrati. Il drink viene quindi raffreddato in un mixing glass e servito in un bicchiere old fashioned con un cubo di ghiaccio, guarnito con una foglia di basilico e un'essenza al basilico.

Gorgona
Ingredienti:
60 ml Carpano Antica Formula, 140 ml soda di te nero, agrumi, petali di rosa e calendula.
Preparazione:
la soda viene preparata con un'infusione di tè aromatico, che viene poi chiarificato, addolcito e bilanciato con una leggera nota di acidità. Il tè viene quindi miscelato con il vermouth e carbonato.

 

English version

The Tuscan Archipelago in the glass at Bar Berni at the Four Seasons Florence

Four Seasons Florence is a hotel resort made up of two Renaissance buildings separated by the majestic 11-acre Gherardesca gardens, one of the largest private parks in the city. Joining the 15th century Palazzo Della Gherardesca, which is home to the well-known Il Palagio restaurant and the Atrium Bar, is the newly renovated Palazzo Del Nero, a former noble palace of the 16th century.

Palazzo Del Nero was refurbished by interior designer Pierre-Yves Rochon, who aimed to preserve the timeless charm of the building that pays homage to the allure of the Renaissance, from the rooms to the hallways to the Food and Beverage outlets, which include Onde restaurant and Bar Berni. With 36 rooms, one third that of the main Palazzo Della Gherardesca, Palazzo Del Nero has more the feel of a private residence, giving a more exclusive ambiance to the newly refurbished building along with its restaurant and bar.

A tribute to the vermouths and herbs of the Archipelago

Onde is a contemporary seafood restaurant with a cuisine that focuses on the Tuscan coast while Bar Berni is a lively all-day-dining and vermouth bar with a cocktail list by Bar Manager Antonello Palermo, formerly of the Atrium Bar. The name Berni is the shortened version of Bernardo Del Nero, the founder of the ancient noble house of Del Nero. Palermo and his team have developed a drink list celebrating the Italian fortified wine and the herbs from the seven islands of the Tuscan archipelago, embracing the concept of the adjacent Onde restaurant.

For example, for Capraia (mezcal Siete Misterios, mirto, vermouth Cocchi Dopo Teatro, goat milk yogurt, basil essential oils), the ingredients were inspired by the volcanic Tuscan Island of the same name, which was previously ruled by Genoa. When the island was first discovered, it was inhabited by goats and so the drink begins with one bar spoon of goat milk yogurt, which is combined with Mirto liqueur, native to Capraia, Los Siete Misterios Mezcal, taking inspiration from the volcanic nature of the land, and Cocchi Dopo Teatro vermouth. The ingredients are then decanted, filtered and served over a large ice cube in a tumbler, with a bouquet provided by the basil leaf garnish and basil essence, an homage to the Genovese history of Capraia. On the palate Capraia features smoky note from the mezcal which is softened by the goat yogurt, with a finish that is silky and savory.

Instead, for Gorgona, Palermo explains the connection between the Americano-style drink (Carpano Antica Formula vermouth, Soda of black tea, citrus, rose petals and marigold) and the Tuscan Island: "Dante Alighieri mentioned Gorgona in the divine comedy when he spoke of Count Ugolino della Gherardesca. In fact, we were inspired by our garden of the same name, making a soda with a base of black tea and aromas of citrus fruits, roses and marigold, which are found on our estate.”

Bar Berni offers a unique imbibing experience to its guests, who can savor inventive cocktails inspired by the Tuscan archipelago, while enjoying the look of the botanical-inspired interiors, unparalleled views of the Italian-style garden, all while listening to the contemporary beats from the nightly live DJ. Following in the footsteps of the nearby Atrium Bar, Bar Berni is set to become the next Florentine cocktail destination for both locals and tourists alike, looking for a drinking experience that combines luxury, art, and fine vermouth-based drinks.

Paga quanto ti puoi permettere: in un pub di Londra l’iniziativa di Oxfam

Drink e pinte al prezzo giusto per un giorno nel pop-up The Fair Pour: un'idea di Oxfam per sensibilizzare sul tema delle disuguaglianze di reddito

Un pub al centro di Londra, in cui pagare un drink in base al proprio reddito, ovvero a ciò che ci si può permettere. Il pop-up provocazione si chiama The Fair Pour e nasce da un'idea dell'associazione benefica Oxfam, in contemporanea con il World Economic Forum di Davos, in cui i maggiori economisti e politici del mondo si riuniscono periodicamente per discutere le politiche del futuro.

Un esperimento che ha visto protagonista il pub Queens Head in Theobalds Road, nel quartiere Holborn di Londra, e che ha previsto, almeno per un giorno (lo scorso 21 gennaio), la possibilità per tutti gli avventori di pagare in base alle proprie possibilità. Tenendo conto che il prezzo medio di una pinta di birra a Londra si aggira sulle 8 sterline: una cifra importante, per esempio, per un cameriere (si calcola che il reddito medio di un cameriere a Londra sia di circa 30mila sterline), ridicola per un calciatore o un super-manager.

Da parte di Oxfam è un modo per evidenziare la crescente disuguaglianza di reddito tra i super-ricchi e il resto del mondo. Con l'ulteriore obiettivo di sensibilizzare alla necessità di imporre ai super-ricchi di contribuire in maniera più rilevante al bene comune, pagando più tasse, che poi possano essere reinvestite in servizi per la comunità.

Il bar “one to watch” di Bangkok: il Dry Wave Cocktail Studio di Supawit “Palm” Mutarattana

L'intervista al bartender thailandese che si sta facendo notare in una città in gran fermento come Bangkok, con il suo cocktail bar "di contrasti"

Ad andare in giro con il suo cane, per le strade di Bangkok che brulicano a qualsiasi ora, il bartender Supawit Mutarattana, da tutti conosciuto come Palm, ha finito con il trovare la sua dimensione definitiva: «Non sale mai le scale; lo ha fatto quando ha incontrato quello che era uno spazio abbandonato, ed è stato come capire che quello era il luogo dove il mio progetto avrebbe preso vita». Nella vivissima Thong Lor, il progetto in questione è il Dry Wave Cocktail Studio, aperto a gennaio 2024 dopo otto mesi di preparazione e già titolare di una bacheca zeppa di riconoscimenti: miglior bar in Thailandia secondo Thailand Best Bar 2024, miglior bar di Bangkok e miglior bar team, ma soprattutto piazzatosi 98esimo agli ultimi Asia's 50 Best Bars (dove ha trionfato l'italiano Lorenzo Antinori con il suo Bar Leone), aggiudicandosi anche il premio di Campari One to Watch. Mutarattana, lo descrive come un bar di contrasti.

«Già il nome racconta molto: se si taglia la sezione di un tronco o di un blocco di marmo, che sono fermi e solidi per definizione, si notano le venature di un'onda. Mi piace pensare di interpretare la "cocktail wave" così, unendo in un luogo fisico, fermo, tutta la mia passione per l'arte, le persone, la musica, quindi un'onda inarrestabile che segue il flusso, "goes with the flow" e pervade il locale».

Trentacinque coperti dominati da un banco bar di marmo color mattone e disseminati tra un tavolo comune, un'area salotto e una sezione privata. Un impressionante albero secolare fa da guardia all'intero ambiente, con le pareti che richiamano il legno, la sabbia, l’aria: sono richiami alla natura, quella thailandese ovviamente, e alle ispirazioni che hanno portato alla realizzazione di questo luogo che sta macinando consensi. Quando parla di cocktail studio, Mutarattana lo intende «nel senso stretto del termine, studiamo per poter imparare sia degli ospiti che delle materie prime, facciamo ricerca continua sui classici per portarli ai giorni nostri».

Sulla miscelazione di altri tempi, infatti, Palm ha costruito la sua intera carriera, che lo ha visto iniziare come barista, poi in bar d'hotel fino al trionfo alla World Class nel 2012, che gli aprì le porte di un ruolo da brand ambassador per Diageo. Ex volto del Vesper di Bangkok, che ha portato a figurare nelle classifiche di settore, Mutarattana è stato testimone dell’evoluzione della scena di Bangkok, oggi uno dei poli di ospitalità più interessanti al mondo: le basi, però non si dimenticano.

«Il trend dei cocktail attuale parla di artigianalità, con numerose preparazioni e parecchio lavoro di laboratorio. Io sono un bartender classico, vecchia scuola, mi sono formato e mi rifaccio a Hidetsugu Ueno: preferisco i cocktail per tutti i giorni, quindi mi sono concentrato sulla loro valorizzazione massima». In un acutissimo esercizio di stile, i classici sono infatti in realtà potenziati, nel menu che quasi per ovvi motivi si chiama Super Classic: ciascun drink è la combinazione di due ricette tradizionali che si fondono in una, il frutto del meglio che ogni cocktail storico ha da offrire. Un’infografica a forma di onda descrive i sentori del drink, e due onde diventano una: bastano gli esempi del 1806-1998, che racchiude in sé un Cosmopolitan e un Old Fashioned, e del Lovebird in Venice, commistione tra Bellini e Paloma.

Sono quattordici i drink signature (per un totale quindi di ventotto classici), cui si aggiungono i dieci cocktail preferiti da Palm stesso, che del Dry Wave Cocktail Studio è proprietario (insieme alla moglie Niwarin ‘Ae’ Phlainoi), manager, fotografo, video operatore, social media manager. Mutarattana decide così di tornare al futuro, in una città che sta ridefinendo la scena del bere continentale e perché no mondiale, sorridendo quando racconta del suo pensiero controcorrente: «Sembra strano, ma we think different nel modo in cui abbiamo in realtà pensato per secoli. In questo momento, la cultura dei drink a Bangkok è ai massimi livelli di sempre, aprono nuovi bar ogni settimana, ma li vediamo tutti piuttosto simili, grandi banconi con postazioni per DJ. Io volevo portare un concetto non nuovo, non siamo game changer, piuttosto torniamo a rendere il bar democratico, un’anima da quartiere che si sta perdendo, e ci concentriamo su qualità ed esperienza. È un bar da tutti i giorni, puoi anche entrare per prendere solo un bicchiere di soda, e magari resti per la musica e per le persone».

Svincolandosi finalmente dagli stereotipi che la vedevano polarizzata tra street food e bar d’albergo di lusso, Bangkok è nel pieno di una impressionante crescita, per qualità e quantità di proposta, nel segmento cocktail bar: anche le zone fino a pochi anni fa ritenute di difficile gestione, come Chinatown, sono oggi un susseguirsi di locali interessantissimi, che lavorano con ingredienti locali, implementano una nuova comunicazione di respiro internazionale e attirano anche la scena dei consumatori della città, non solo turisti. Fortissima è quindi la necessità di coltivare una rete solida, secondo Mutarattana: «Ciascuno di noi sta creando progetti interessanti, ma è il gruppo, la comunità che deve crescere e migliorare sempre. Facciamo parte dello stesso mondo, ed è solo insieme che possiamo arrivare dove non siamo ancora mai arrivati».

Ricette cocktail
di Supawit Mutarattana

Casoni Martini

30ml Honey&Thyme Vodka*
10ml Campari
10ml Martini Rosso
10ml Martini Bianco
5ml Wild Honey No.4
30ml Espresso

Shake
Coppa Martini
Garnish con limone, timo e polvere di caffè

Per la Honey&Thyme Vodka
350ml Vodka
100ml Wild Honey No.4
3g timo
15g ginepro secco
15ml aceto balsamico

Cuocere tutti gli ingredienti in sous vide a 55° per 3 ore. Filtrare e conservare in frigorifero.


1806-1988

15ml Cranberry&Apple Cider Cordial
40ml Bourbon Whiskey
10ml Suntory Kyoho liquore d’uva
15ml Dry Vermouth
2 dash Orange Bitters

Stir&Strain
Coppetta
Garnish con scorza d’arancia

Per il Cranberry&Apple Cider

750ml succo di cranberry Ocean Spray
150ml aceto di sidro di mele
150g zucchero
1 scorza d’arancia

Riscaldare a fuoco lento il succo di cranberry con aceto di sidro di mele e scorza d’arancia; aggiungere lo zucchero e portare a ebollizione finché non si scioglie. Far raffreddare, filtrare e conservare in frigorifero.

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