La digitalizzazione per migliorare i flussi di gestione della clientela e contrastare il fenomeno del no-show. Ci crede Fipe-Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi, che ha appena sottoscritto un accordo con la piattaforma Quandoo, ad oggi già presente in Italia in quasi 6mila ristoranti. Le imprese associate potranno accedere a condizioni agevolate al piano Quandoo for Restaurants Pro, che consente ai consumatori di prenotare tavoli tramite sito web, app e widget dedicati, ai ristoratori di gestire autonomamente disponibilità dei tavoli, flussi di clientela e di sviluppare strategie di fidelizzazione e ampliamento della clientela. Nell’ambito dell’accordo sono previste condizioni agevolate anche per le imprese associate Fipe già clienti di Quandoo.
«L’accordo con Quandoo rientra nel più ampio impegno della federazione per promuovere una cultura dell’innovazione tra le imprese del settore finalizzata a migliorare l’esperienza del cliente e l’efficienza delle aziende. In questo contesto si inserisce anche l’azione di contrasto al dannoso fenomeno del no-show che penalizza la ristorazione», ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio. Gli fa eco il direttore del Centro-Studi di Fipe, Luciano Sbraga, che spiega come il no-show sia un'abitudine da contrastare con ogni mezzo, fastidiosa e pericolosa per le aziende della ristorazione. «Qualche tempo fa avevamo fatto un'indagine qualitativa, che ci aveva dato la misura di quanto fosse sentito il fenomeno del no-show: per il 91% dei ristoratori il problema era molto o abbastanza rilevante. Inoltre, 3 su 4 aggiungevano che si trattava di un problema che affliggeva la loro attività».
Fra le misure messe in atto dai locali, il più gettonato è il recall sotto data per ricordare al cliente della prenotazione: «Questo riduce il rischio - commenta Sbraga - ma non lo azzera. Inoltre, è un'attività che impegna il tempo di una risorsa che dovrà occuparsi delle telefonate. Con i sistemi di prenotazione digitali questo è un processo che è gestito da una macchina».
Resta il tema carta di credito: chiederla o non chiederla al cliente a garanzia della prenotazione? «Il timore che hanno i ristoratori è che chiedere la carta di credito possa trasformarsi in un disincentivo ad andare in quel ristorante specifico. Quando abbiamo chiesto ai gestori cosa si può fare contro il no-show, ci hanno risposto che qualsiasi impegno in questo senso andrebbe assunto tutti insieme», aggiunge Sbraga.
Accordo Fipe-Quandoo per contrastare il fenomeno del no-show
Perché scegliere i sistemi di lavaggio Winterhalter
Nel lavoro quotidiano di un bar o di un ristorante, ci sono gesti che sembrano automatici, quasi invisibili. Eppure, sono quelli che costruiscono, o mettono a rischio, la qualità percepita dal cliente. Il lavaggio di bicchieri e stoviglie è uno di questi.
Un drink può essere perfetto sulla carta, preparato con ingredienti ricercati e una tecnica impeccabile, ma se arriva in un bicchiere con aloni, odori residui o una forte opacità, qualcosa si rompe. Il cliente magari non sa spiegare quale sia il problema, ma percepisce che qualcosa non va. E quell’impressione resta. Per questo, nel mondo horeca, la cura del lavaggio non è un dettaglio tecnico: è parte integrante dell’esperienza.
Parlare di qualità oggi significa anche parlare di scelte consapevoli dietro le quinte. Investire in un sistema di lavaggio professionale vuol dire tutelare il proprio lavoro, il proprio tempo e la propria reputazione. Significa garantire standard costanti anche nei momenti di massimo stress, quando i ritmi si alzano e il margine di errore aumenta.
Specializzata nella produzione di sistemi di lavaggio professionali evoluti, Winterhalter è conosciuta per essere un partner affidabile per le realtà del fuori casa.
Sistemi evoluti per lavaggi al top
Le sue macchine forniscono al personale un grande aiuto, ottimizzando tempi e costi di lavaggio. Inoltre, grazie all’integrazione al loro interno dell’intelligenza artificiale, sono in grado di analizzare i cicli di lavoro, adattare i parametri in base al carico e segnalare eventuali anomalie prima che diventino problemi reali. Il tutto si traduce in meno sprechi, meno imprevisti e più continuità operativa.
A questo si affianca il Connected Wash, il sistema che permette di monitorare da remoto le prestazioni della lavastoviglie: consumi, utilizzo dei programmi, stato della macchina. Dati concreti che aiutano il gestore a prendere decisioni più consapevoli, ottimizzare i costi e programmare la manutenzione senza fermare il servizio nei momenti sbagliati.
Lavare meglio per lavorare meglio
Tutto questo non serve solo a “lavare meglio” ma, a lavorare meglio. È importante fornire allo staff strumenti che semplifichino il lavoro e liberino tempo ed energie da dedicare a ciò che succede davanti al banco o in sala. Un momento unico dove si può creare il legame con il cliente.
Ed è proprio da questi dettagli invisibili che si riconoscono i locali che hanno scelto soluzioni di lavaggio performanti come Winterhalter.
Le aziende premiate con il Lorenzo Cagnoni Award 2026 a Beer&Food Attraction
Tra i tanti eventi che stanno animando l’edizione 2026 di Beer&Food Attraction, in corso alla Fiera di Rimini fino a martedì 17 febbraio, c’è il Lorenzo Cagnoni Award, il premio dedicato alle soluzioni più innovative per il settore Horeca, la cui cerimonia è andata in scena nella giornata inaugurale della manifestazione.
Realizzata in collaborazione con Angi (Associazione nazionale giovani innovatori) e Ice Agenzia (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), l'iniziativa ha celebrato le realtà che stanno guidando la trasformazione digitale e sostenibile del comparto, premiando sia le start-up, che con la loro visione pionieristica rappresentano una delle forze trainanti dell’innovazione, sia le aziende espositrici distintesi nello sviluppo di prodotti e servizi all’avanguardia, queste ultime nell’ambito di 6 categorie: Beer, Spirits, Soft drinks - Low & No, Food, Technology e Service and Digital Innovation.
Il podio delle start-up
A salire sul gradino più alto del podio, tra le start up, è stata Crave, azienda italiana produttrice di kombucha, bevanda che si sta ritagliando uno spazio di rilievo nel panorama dei consumi fuori casa, grazie alla crescente attenzione verso benessere e sostenibilità. L’azienda propone bevande bio, a basso contenuto calorico, senza alcol e gluten free, capaci di coniugare gusto e benefici funzionali e articolate in due brand: Kombuciao, rivolto a un pubblico ampio, e IntroFoods, dedicato agli infusi botanici.
Al secondo posto si è piazzata l’azienda austriaca Mountain’s Goat, con un progetto che integra sostenibilità e innovazione produttiva nel beverage, puntando su processi a basso impatto ambientale e modelli di economia circolare.
Ha chiuso il podio Voucherly, l’azienda specializzata in soluzioni per le catene della ristorazione che permette il pagamento al tavolo tramite QR code, integrandosi con i sistemi già esistenti. Unifica pagamenti digitali, buoni pasto e programmi loyalty senza richiedere modifiche ai flussi operativi. È una soluzione scalabile, progettata per catene e operatori food strutturati.
Le aziende premiate
Ecco le aziende espositrici premiate nella varie categorie:
- Beer: Fkv per lo sviluppo di un sistema avanzato di gestione e monitoraggio che consente ai locali di controllare qualità, rotazione e performance della birra alla spina, trasformando il dato tecnico in una leva commerciale strategica;
- Spirits: Rossi d’Angera Distillatori, per la capacità di coniugare tradizione e sviluppo di nuove referenze premium, valorizzando ricerca e identità territoriale;
- Soft Drinks, Low & No Alcol: Alcol-Seele, per il progetto Mezzanotte, una proposta analcolica strutturata che non imita gli spirit, ma costruisce un’esperienza aromatica autonoma, intercettando la crescita del bere consapevole;
- Food: Il Giardino delle Luppole, concept che mette in dialogo diretto cucina e cultura brassicola, integrando ingredienti e suggestioni birrarie nella proposta gastronomica;
- Technology: Maselli Misure, per i sistemi avanzati di misurazione e controllo che assicurano precisione, qualità costante e ottimizzazione dei processi produttivi lungo l’intera filiera beverage;
- Service & Digital Innovation: Made in App, per la piattaforma che semplifica la gestione operativa dei locali integrando ordini, comunicazione interna e strumenti digitali in un unico ambiente smart.
A consegnare il premio alle aziende vincitrici sono stati Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group, organizzatrice di Beer&Food Attraction, Carmen Zeolla, exhibition manager di Beer&Food Attraction, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi.
La mixology dietro le quinte: ne parliamo a Beer&Food Attraction
Far funzionare un cocktail bar non è (solo) un gioco da ragazzi amanti della sregolatezza e della vita notturna: occorrono regole, tanto pensiero, capacità di accogliere i clienti e di gestire al meglio lo staff, vera anima del locale.
Un tema sempre più all'ordine del giorno, vista la crescente difficoltà dei gestori dei bar serali a trovare risorse adeguate, a formarle, a trattenerle, a motivarle.
La gestione ottimale dello staff sarà il cuore del talk organizzato da Bargiornale domenica 15 febbraio alle 13.30 al Mixology Circus di Beer & Food Attraction, appuntamento fieristico riminese dedicato al fuori casa, in particolare al mondo serale.
Il talk, dal titolo "Lo staff, ingrediente chiave di un cocktail bar che funziona", punta a approfondire le migliori pratiche per selezionare, formare, premiare e tenere con sé le persone giuste, sia in sala sia dietro il bancone, per far sì che il locale lavori bene e i clienti si affezionino e ritornino volentieri.
Il vicedirettore di Bargiornale Andrea Mongilardi dialogherà sul tema con Marco Ranocchia, fondatore e ceo di Planet One, e con il duo Davide “Davo” Patta, fondatore di Ruggine, Ragu, Ragū & Draft, Errelab, Lido Ruggine a Bologna e Fabio Tammariello, bar manager di Ruggine.
Marco Ranocchia, Ceo di Planet One, per anni imprenditore del mondo del bar e della ristorazione, ha fondato una scuola di formazione per i gestori dei locali diventata punto di riferimento nazionale, che quest’anno compie 35 anni. È l’ideatore del Master Fare Impresa.
Davide “Davo” Patta, torinese, a Bologna da vent'anni dietro un bancone dopo diverse esperienze all’estero (Stati Uniti, Spagna, Inghilterra). Nel 2014 fonda Ruggine insieme a tre amici, seguito poi negli anni da altri tre locali (ed un laboratorio)
Fabio Tammariello, napoletano, figlio d’arte, diplomato alla scuola alberghiera di Napoli, dieci anni di esperienza nei cocktail bar bolognesi: Rafiky, Ca’Bo, Bamboo, Ragū & Draft, prima di diventare bar manager di Ruggine.
Il firma copie allo stand di lunedì 16 febbraio
I dietro le quinte saranno al centro della scena anche nella giornata di lunedì 16 febbraio, con due appuntamenti moderati dal vicedirettore di Bargiornale Stefano Nincevich e dedicati a due celebri bartender autori di libri che raccontano retroscena e difficoltà del mestiere.
Si comincia alle ore 14 con Oscar Quagliarini, bartender di fama internazionale e autore di "A letto con gli spiriti", un diario crudo e senza censure sulle difficoltà della vita del bartender una volta sceso dal palcoscenico.
Seguirà alle 14.30 Mattia Pastori, noto bartender e imprenditore del fuori casa, titolare dell'azienda di consulenza, eventi e formazione Nonsolococktails, che racconterà l'ispirazione che lo a portato a calcare grandi palcoscenici e il suo percorso dal bar di paese alla gestione di grandi eventi narrato nel suo libro "Il figlio del bar".
Lo stand di Bargiornale è al padiglione D5, corsia 1, vicino al Mixology Circus
Aperte le iscrizioni per la Jnpr Cocktail Competition
Celebrare una nuova idea di mixology senza alcol è l’obiettivo della Jnpr Cocktail Competition, il concorso internazionale di bartending firmato dal marchio italo-francese di spirit no alcohol Jnpr, distribuito in Italia da OnestiGroup, per il quale si sono aperte le iscrizioni.
Tecnica, creatività e ispirazione giapponese sono i tre cardini attorno ai quali ruota la gara, in questa sua seconda edizione aperta ai bartender di Italia, Francia, Grecia, Belgio e Spagna, con una sessione speciale dedicata ai professionisti di Marocco ed Emirati Arabi Uniti.
I concorrenti per le loro creazioni a zero alcol dovranno infatti ispirarsi al Giappone e al concetto di Kata, la forma perfetta, il principio cardine delle arti marziali giapponesi che celebra il rigore, l’equilibrio e la ripetizione consapevole del gesto. Valori che rispecchiano la filosofia del marchio e la sua visione di alta miscelazione 0,0% come disciplina, ricerca e rispetto della tecnica.
Tecnica, creatività e ispirazione giapponese
Filosofia che i bartender che vogliono cimentarsi nella sfida dovranno tradurre in due drink analcolici, che valorizzino i prodotti della gamma Jnpr. Il primo è Essence, ispirato alla cultura, all'estetica, ai rituali e all’immaginario giapponesi.
Il secondo è Code, una creazione a forte contenuto tecnico, che i concorrenti dovranno realizzare scegliendo una delle quattro opzioni previste. The Silent Clear: utilizzando la tecnica della chiarificazione per dare vita a un drink dall’aspetto limpido e stabile, con profilo aromatico preciso e leggibile e dalla consistenza adeguata; The one cut, un drink dalla spiccata complessità aromatica, ottenuta dalla lavorazione di massimo 4 ingredienti, che dovranno essere ben riconoscibili; The shadow texture, dove il lavoro invece si concentra sulla texture, setosa, vellutata o strutturata che sia, che dovrà essere ben integrata nel liquido, preparata senza uso di panna o soda industriale e coerente con il profilo aromatico del drink; The hidden smoke, un drink dalla sfumatura affumicata, che non deve essere dominante e da realizzare senza utilizzo di fumo vero e proprio.
Come partecipare
Per partecipare alla gara occorre iscriversi sul sito del concorso (dove è disponibile il regolamento completo) entro il prossimo 8 marzo, compilando l’apposito modulo con i propri dati e le ricette complete (ingredienti, quantità, tecnica di preparazione) dei due drink corredati dalle rispettive foto. I due cocktail, rigorosamente analcolici, dovranno obbligatoriamente contenere almeno 40 ml di uno dei prodotti Jnpr: Jnpr n°1, Jnpr n°2, Jnpr n°3, Bttr n°1, Vrmh n°1, Rhhm n°1 e Sprz n°1.
Il percorso della Jnpr Cocktail Competition
Per quanto riguarda la sessione italiana della competizione, tutte le ricette saranno valutate da una giuria di selezione, che sceglierà i bartender che si sfideranno nella semifinale in programma il prossimo aprile, in una location e data ancora non rese note. Qui realizzeranno e presenteranno le loro due creazioni alla giuria che decreterà i due concorrenti che accederanno alla finale internazionale, che si svolgerà il 15 giugno a Parigi.
I finalisti, due per ogni Paese partecipante, saranno sottoposti a una nuova doppia prova. Dovranno infatti reinterpretare il loro cocktail Essence secondo le indicazioni dettate dalla giuria (Master cut) e poi ideare e preparare un nuovo cocktail analcolico (Mission) tenendo conto di una serie di vincoli, decisi sempre dalla giuria, riguardo ingredienti, struttura e profilo aromatico del miscelato.
Il vincitore assoluto rappresenterà Jnpr al Tokyo International BarShow 2027, uno degli appuntamenti di riferimento a livello mondiale per l’industria della mixology.
Partito il nuovo ciclo dei GrosMarket LiveLab
Ha preso il via un nuovo ciclo di appuntamenti GrosMarket LiveLab, i laboratori didattici di formazione e aggiornamento per i professionisti del fuori casa organizzati da GrosMarket, l’insegna di cash&carry del Gruppo Sogegross.
Ache la nuova edizione dell’iniziativa prevede un ciclo annuale di masterclass gratuite, realizzate con partner di riferimento del settore, pensato per aiutare gli operatori a comprendere l’evoluzione dei consumi, le tendenze che stanno ridefinendo il comparto, interpretare le aspettative di un pubblico sempre più attento e consapevole e tradurre l’identità di un locale in scelte operative concrete, dalla selezione delle materie prime alla gestione dei processi, fino alla definizione dell’offerta.
La prima parte del programma prevede altri cinque appuntamenti fino ad aprile, che affrontano alcuni dei temi centrali nel fuori casa attuale, dalla mixology orientata all’alcool free alla gestione dei lievitati, dalla valorizzazione dell’ittico nelle preparazioni alla colazione contemporanea.
GrosMarket LiveLab, gratuiti e aperti a tutti, si svolgono in presenza all’interno dell’Area Didattica dei GrosMarket di Genova Sampierdarena e di Rivoli (Torino), ma si possono seguire anche on line in diretta oppure on-demand. In entrambi i casi è necessario iscriversi sul sito dedicato (i clienti GrosMarket avranno una priorità al momento della prenotazione).
Chi partecipa in presenza può anche fruire delle attrezzature messe a disposizione da GrosMarket. Nelle aule è infatti allestita una cucina professionale, con forno pizza e cocktail station, che permette di supportare al meglio l’attività didattica e formativa consentendo ai partecipanti di approfondire la conoscenza e l’utilizzo delle materie prime, sperimentare nuove tecniche di lavorazione e cottura e partecipare a show-cooking e degustazioni.
Il programma fino ad aprile
Il prossimo appuntamento in programma è per l’11 febbraio (ore 15-17) presso il GrosMarket di Rivoli con la masterclass Dal tegamino al padellino: l’evoluzione del classico torinese, in partnership son 5 Stagioni, dedicata all’evoluzione della pizza al tegamino. Il percorso include focus su materie prime, tecniche di stesura, cottura e utilizzo delle tecnologie di abbattimento, fino consigli su impiattamento ed estetica del prodotto.
Si prosegue il 25 febbraio (Genova, ore 15-17) con L’arte dei grandi lievitati: dai classici pasquali alle altre applicazioni professionali, incontro in collaborazione con Spadoni dove verranno illustrate tecniche e processi fondamentali per la realizzazione di colombe e grandi lievitati pasquali, con attenzione particolare su materie prime e gestione degli impasti.
L’11 marzo (Rivoli, ore 15-17) l’appuntamento è con la masterclass Radici del gusto: il tuo menù di pesce ottimizzando tempi e costi, in partnership con Knorr, sull’interpretazione dei prodotti ittici con sensibilità contemporanea, per valorizzarne il sapore tenendo sotto controllo il food-cost e massimizzando il valore del piatto.
Il 25 marzo (Genova, ore 15-17) il tema dell’incontro, in collaborazione con Eurovo, sarà La colazione d’hotel contemporanea: strategie e proposte dolci e salate per un buffet di successo, dove verranno presentate idee e soluzioni che integrano organizzazione del lavoro, qualità sensoriale e gestione efficiente dei tempi di produzione e servizio. Particolare attenzione sarà riservata alla versatilità delle ricette, alla loro adattabilità ai volumi di lavoro e all’ottimizzazione del flusso di servizio.
Infine, l’8 aprile (Rivoli, ore 15-17) spazio alla miscelazione con la masterclass Grandi classici della mixology e innovazione: cosa cerca oggi il consumatore all’aperitivo?, in partnership con Tanqueray. Andrea Gasparri, Reserve brand ambassador Diageo, guiderà i partecipanti in un viaggio nell’aperitivo contemporaneo, esplorandone evoluzioni, nuovi linguaggi e nuove tendenze, e proponendo una serie di ricette di grandi classici interpretati con Tanqueray e Tanqueray No. Ten, fino a Venturo e alle alternative alcohol free con Tanqueray 0.0.
Buona anche la seconda per Evolio Expo, la fiera dedicata all’olio Evo
Non più “solo” un ingrediente da cucina. L’olio extravergine di oliva è sempre più uno strumento di qualificazione dell’offerta nel fuori casa, capace di raccontare territori, rafforzare l’identità di un locale e incidere sull’esperienza del cliente, dal pranzo alla cena, fino ai momenti di consumo più informali, come l’aperitivo. Un ingrediente che parla di qualità, salute e cultura gastronomica, e che sta conquistando uno spazio crescente anche nel racconto della ristorazione contemporanea. In questo contesto non stupisce il successo di Evolio Expo 2026, manifestazione B2B dedicata all’olio extravergine di oliva e alla filiera olivicolo-olearia, andata in scena a Bari presso la Fiera del Levante e organizzata da Senaf per conto della Nuova Fiera del Levante, con il patrocinio del Masaf, del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia, di Pugliapromozione e dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.
La fiera, alla sua seconda edizione, si è confermata appuntamento di riferimento e di incontro privilegiato per produttori, acquirenti e professionisti del fuori casa, registrando 6.720 visitatori, 150 aziende espositrici, circa 700 incontri B2B con 50 buyer internazionali provenienti da 16 Paesi strategici, oltre al coinvolgimento di 20 tra associazioni, enti e istituzioni.
Uno dei segnali più rilevanti è arrivato dalla forte crescita della componente internazionale e professionale: i buyer esteri coinvolti nelle attività di matchmaking sono aumentati del 127% rispetto all’edizione 2025, mentre le presenze di operatori qualificati sono cresciute del 57%, in particolare nelle giornate dedicate ai settori horeca, gdo e retail. Un dato quest’ultimo che conferma l’interesse del fuori casa verso un prodotto sempre più centrale nelle scelte di posizionamento e proposta gastronomica.
L’internazionalizzazione è stata uno dei focus dell’evento: oltre all’agenda di incontri B2B, la fiera ha ospitato Evolio & Export Forum, organizzato da Ief (Italian Export Forum), dedicato alle opportunità sui mercati esteri e al ruolo delle Regioni nel commercio internazionale.
Cultura e valorizzazione dell'eztravergine
Con un programma di più di 100 appuntamenti tra convegni, talk ed eventi di approfondimento Evolio Expo ha acceso i riflettori su tematiche chiave legate all’olio extravergine d’oliva: dall’innovazione alla salute, dal valore nutraceutico dell’Evo alla sostenibilità, dall’oleoturismo alla valorizzazione dei territori.
Ampio spazio è stato riservato anche alla formazione, alla cultura e alla valorizzazione gastronomica dell’olio extravergine di oliva, con degustazioni guidate, masterclass, laboratori sensoriali, con il contributo di Ais Puglia (Associazione Italiana Sommelier) e di Fis Puglia (Fondazione Italiana Sommelier), showcooking e momenti di confronto con chef e ristoratori. In collaborazione con realtà come Airo (Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio) e Apci (Associazione Professionale Cuochi Italiani), il dialogo si è concentrato sul ruolo dell’olio extravergine di oliva nella ristorazione contemporanea. In evidenza anche il percorso sulla biodiversità olivicola curato da Amap, che ha guidato i visitatori in un viaggio virtuale, da Nord al Sud d’Italia fino alle isole, alla scoperta del ricco patrimonio di biodiversità olivicola italiana, con degustazioni guidate.
«Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti dalla seconda edizione di Evolio Expo, non solo per la grande partecipazione, ma soprattutto perché l’evento ha saputo raccontare in modo corretto il mondo dell’olio Evo, offrendo strumenti concreti e contenuti di valore per aziende e operatori – ha commentato Ivo Nardella, presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf –. Gli oltre 700 incontri con i circa 50 buyer presenti, raddoppiati rispetto alla scorsa edizione, ne sono un esempio: un’opportunità che ha permesso alle aziende di portare la nostra eccellenza sui mercati internazionali che contano. Evolio Expo ha inoltre acceso i riflettori sui temi che stanno ridefinendo il settore: un prodotto che sostiene l’economia del Paese ed è fondamentale per la salute, grazie al valore nutraceutico di un Evo di qualità. Un patrimonio che l’Italia esprime anche attraverso la straordinaria biodiversità delle sue produzioni, tra Dop e Igp: per questo abbiamo il dovere di trasformare questa ricchezza in valore concreto».












