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Accordo Fipe-Quandoo per contrastare il fenomeno del no-show

Una partnership che consentirà agli associati Fipe di accedere a condizioni agevolate alla piattaforma Quandoo per gestire le prenotazioni online

La digitalizzazione per migliorare i flussi di gestione della clientela e contrastare il fenomeno del no-show. Ci crede Fipe-Confcommercio, la federazione dei pubblici esercizi, che ha appena sottoscritto un accordo con la piattaforma Quandoo, ad oggi già presente in Italia in quasi 6mila ristoranti. Le imprese associate potranno accedere a condizioni agevolate al piano Quandoo for Restaurants Pro, che consente ai consumatori di prenotare tavoli tramite sito web, app e widget dedicati, ai ristoratori di gestire autonomamente disponibilità dei tavoli, flussi di clientela e di sviluppare strategie di fidelizzazione e ampliamento della clientela. Nell’ambito dell’accordo sono previste condizioni agevolate anche per le imprese associate Fipe già clienti di Quandoo.
«L’accordo con Quandoo rientra nel più ampio impegno della federazione per promuovere una cultura dell’innovazione tra le imprese del settore finalizzata a migliorare l’esperienza del cliente e l’efficienza delle aziende. In questo contesto si inserisce anche l’azione di contrasto al dannoso fenomeno del no-show che penalizza la ristorazione», ha dichiarato Lino Enrico Stoppani, Presidente di Fipe-Confcommercio. Gli fa eco il direttore del Centro-Studi di Fipe, Luciano Sbraga, che spiega come il no-show sia un'abitudine da contrastare con ogni mezzo, fastidiosa e pericolosa per le aziende della ristorazione. «Qualche tempo fa avevamo fatto un'indagine qualitativa, che ci aveva dato la misura di quanto fosse sentito il fenomeno del no-show: per il 91% dei ristoratori il problema era molto o abbastanza rilevante. Inoltre, 3 su 4 aggiungevano che si trattava di un problema che affliggeva la loro attività».
Fra le misure messe in atto dai locali, il più gettonato è il recall sotto data per ricordare al cliente della prenotazione: «Questo riduce il rischio - commenta Sbraga - ma non lo azzera. Inoltre, è un'attività che impegna il tempo di una risorsa che dovrà occuparsi delle telefonate. Con i sistemi di prenotazione digitali questo è un processo che è gestito da una macchina».
Resta il tema carta di credito: chiederla o non chiederla al cliente a garanzia della prenotazione? «Il timore che hanno i ristoratori è che chiedere la carta di credito possa trasformarsi in un disincentivo ad andare in quel ristorante specifico. Quando abbiamo chiesto ai gestori cosa si può fare contro il no-show, ci hanno risposto che qualsiasi impegno in questo senso andrebbe assunto tutti insieme», aggiunge Sbraga.

Perché scegliere i sistemi di lavaggio Winterhalter

Winterhalter apertura
Con i suoi sistemi di lavaggio performanti ed evoluti Winterhalter garantisce bicchieri e stoviglie sempre puliti e brillanti, facendo risparmiare tempo, risorse ed energie da dedicare alla costruzione di un’esperienza al top per il cliente

Nel lavoro quotidiano di un bar o di un ristorante, ci sono gesti che sembrano automatici, quasi invisibili. Eppure, sono quelli che costruiscono, o mettono a rischio, la qualità percepita dal cliente. Il lavaggio di bicchieri e stoviglie è uno di questi.

Un drink può essere perfetto sulla carta, preparato con ingredienti ricercati e una tecnica impeccabile, ma se arriva in un bicchiere con aloni, odori residui o una forte opacità, qualcosa si rompe. Il cliente magari non sa spiegare quale sia il problema, ma percepisce che qualcosa non va. E quell’impressione resta. Per questo, nel mondo horeca, la cura del lavaggio non è un dettaglio tecnico: è parte integrante dell’esperienza.

Parlare di qualità oggi significa anche parlare di scelte consapevoli dietro le quinte. Investire in un sistema di lavaggio professionale vuol dire tutelare il proprio lavoro, il proprio tempo e la propria reputazione. Significa garantire standard costanti anche nei momenti di massimo stress, quando i ritmi si alzano e il margine di errore aumenta.

Specializzata nella produzione di sistemi di lavaggio professionali evoluti, Winterhalter è conosciuta per essere un partner affidabile per le realtà del fuori casa.

Sistemi evoluti per lavaggi al top

Le sue macchine forniscono al personale un grande aiuto, ottimizzando tempi e costi di lavaggio. Inoltre, grazie all’integrazione al loro interno dell’intelligenza artificiale, sono in grado di analizzare i cicli di lavoro, adattare i parametri in base al carico e segnalare eventuali anomalie prima che diventino problemi reali. Il tutto si traduce in meno sprechi, meno imprevisti e più continuità operativa.

A questo si affianca il Connected Wash, il sistema che permette di monitorare da remoto le prestazioni della lavastoviglie: consumi, utilizzo dei programmi, stato della macchina. Dati concreti che aiutano il gestore a prendere decisioni più consapevoli, ottimizzare i costi e programmare la manutenzione senza fermare il servizio nei momenti sbagliati.

Lavare meglio per lavorare meglio

Tutto questo non serve solo a “lavare meglio” ma, a lavorare meglio. È importante fornire allo staff strumenti che semplifichino il lavoro e liberino tempo ed energie da dedicare a ciò che succede davanti al banco o in sala. Un momento unico dove si può creare il legame con il cliente.

Ed è proprio da questi dettagli invisibili che si riconoscono i locali che hanno scelto soluzioni di lavaggio performanti come Winterhalter.

Italpepe e la cultura delle spezie: un nuovo linguaggio per la mixology

Italpepe Lodi
Dalla certificazione sensoriale alla formazione con i grandi player del fuori casa, fino al progetto Spice Vibes e all’ingresso nell’European Spice Association. L’azienda romana porta le spezie oltre il ruolo di ingrediente, trasformandole in strumenti espressivi ed emozionali anche nella miscelazione contemporanea

Da ingredienti tradizionalmente legati alla cucina a veri e propri attivatori sensoriali anche dietro al banco bar: le spezie vivono una nuova stagione, diventando strumenti espressivi sempre più centrali nella mixology contemporanea. A tracciare questo percorso sta contribuendo Italpepe, portando nel mondo del fuori casa una visione che unisce ricerca, alti standard qualitativi e interpretazione emozionale.

Nata a Roma nel 1969 e specializzata nella selezione e commercializzazione di spezie, l’azienda ha rafforzato la sua presenza nel canale horeca solo negli ultimi anni, con la Linea Vitaletti, creata in occasione dei 90 anni del fondatore Alfonso Vitaletti: una linea di erbe e spezie di eccellenza, da piccoli lotti super selezionati, pensata per i professionisti, dalla ristorazione alla pasticceria, fino all’alta mixology.

Italpepe spezie

Una linea che si distingue, oltre che per la qualità delle materie prime e il particolare approfondimento sul mondo pepe (ve ne sono di 9 tipologie, tra le quali pepe Cubebe, garofanato, rosso Kampot, Muntock, Sarawak, Sichuan, Tellicherry), per un elemento unico nel panorama delle spezie: la certificazione sensoriale.

La certificazione sensoriale

«È frutto di un lavoro di ricerca sviluppato dalla Vitaletti Academy, il nostro centro di ricerca per la promozione della cultura delle spezie, in collaborazione con il team di ricerca coordinato dalla professoressa Francesca Venturi dell’Università di Pisa – racconta Francesca Iannarilli, direttrice marketing e comunicazione di Italpepe -. In pratica, abbiamo messo a punto un sistema che identifica i composti volatili caratterizzanti di ogni referenza, riportati in etichetta insieme ai descrittori aromatici, e certifica la conformità del prodotto al profilo organolettico ritenuto eccellente, sulla base di un’analisi sensoriale scientifica. L’obiettivo è garantire la costanza aromatica di ogni referenza, uno standard di qualità fondamentale nel mondo professionale. Si pensi a tutte quelle preparazioni dove non è possibile correggere il risultato a posteriori: sapere che una spezia risponde sempre allo stesso profilo sensoriale rappresenta un valore per chi lavora».

La cultura delle spezie

La certificazione si inserisce in un percorso più ampio di diffusione della cultura delle spezie che Italpepe porta avanti da anni, affiancando alla selezione delle materie prime un lavoro di ricerca, formazione e divulgazione, anche in collaborazione con professionisti e realtà di primo piano del fuori casa. La selezione per la miscelazione, per esempio, è stata curata con il bartender Cristian Lodi, trainer storico della Campari Academy e proprietario del cocktail bar Milord a Milano. Comprende, oltre a una selezione di spezie della collezione Vitaletti, tra le quali diverse tipologie di pepe, fava tonka, peperoncino ancho, cardamomo, cumino, paprika affumicata, timo, vaniglia, anche alcune proposte della linea di frutta e verdura liofilizzata Spice Up, molto apprezzata dai bartender, come fragola, barbabietola rossa, lampone, arancia.

«Il nostro obiettivo non è solo offrire un prodotto di qualità, ma contribuire a far crescere la consapevolezza su cosa sia davvero una spezia - sottolinea Iannarilli -: un ingrediente complesso, nella sua semplicità, per l’impatto gustativo ed emotivo che è capace di dare alle preparazioni e in grado di generare esperienze multisensoriali che coinvolgono palato, olfatto e memoria».

Formazione tra scienza e creatività

Una visione che prende forma anche attraverso un’intensa attività di formazione e sperimentazione, sviluppata con partner come la Campari Academy, il Lavazza Training Center e la Carpigiani Gelato University, per mostrare come le spezie possano offrire sfumature sensoriali inedite e una chiave emozionale alle creazioni del fuori casa. Dalla miscelazione alla caffetteria, dalla gelateria alla cucina, diventano così un segno distintivo, una vera e propria firma del professionista.

Un esempio è la drink list creata da Lodi, in collaborazione con Campari Academy, composta da sette cocktail ognuno dei quali interpreta una diversa sfumatura sensoriale delle spezie Italpepe. Tra questi Passion, dove una base di rum Appleton si miscela con uno sherbet di lamponi liofilizzati e peperoncino Ancho, completato da un top di spumante Cinzano, oppure Harmony, preparato con una riduzione di Campari al rosmarino, Gin Bulldog, cumino, top di soda e una guarnizione di germogli di pisello.

Un’esperienza declinata anche in altri ambiti. «In una masterclass dello scorso anno, con Lavazza, Carpigiani e Campari, abbiamo esplorato l’utilizzo delle spezie nell’espresso e nel gelato, fino ad arrivare a proposte di abbinamento creative, ma sempre equilibrate, capaci di aprire nuovi scenari per l’aperitivo – prosegue Iannarilli -. Per accompagnare un drink come il Vermouttino, fatto con Vermouth del Professore, gassosa e aromatizzato con un’essenza di fava tonka e pepe di Sichuan, abbiamo proposto un gelato al cheddar e peperoncino jalapeño, completato da nachos speziati alla polvere di caffè».

Il codice invisibile

Un nuovo capitolo del percorso culturale portato avanti da Italpepe è rappresentato da Spice Vibes, progetto di ricerca che mette in luce il “codice invisibile” delle spezie, ovvero il loro linguaggio sensoriale. Sviluppato in collaborazione con MindScents, il progetto sposta l’attenzione dal gusto all’olfatto, portando al centro il potere evocativo dell’aroma e la sua capacità di attivare emozioni e stati d’animo. «Con Spice Vibes vogliamo rendere accessibili conoscenze che approfondiamo da anni – spiega Iannarilli -. Le spezie non parlano solo al palato: attraverso i loro composti volatili dialogano con la memoria e con le emozioni. Per questo abbiamo scelto di raccontarle anche in base a come ci fanno sentire, offrendo una ulteriore chiave di lettura che può ispirare il lavoro dei professionisti, dalla cucina alla mixology».

L’ingresso in Esa

Un impegno nella ricerca e nella definizione di standard condivisi che oggi Italpepe porta oltre i confini italiani con l’ingresso nell’European Spice Association (Esa), l’organizzazione europea che rappresenta i principali operatori del settore spezie. Un passo che inserisce l’azienda in un contesto di confronto a livello internazionale, attraverso la partecipazione ai gruppi di lavoro dedicati a sicurezza alimentare, qualità e sostenibilità, contribuendo attivamente alla definizione degli standard del comparto. «Entrare a far parte dell’Esa significa consolidare il nostro ruolo di innovatori e anticipatori dei trend, rafforzando la fiducia dei partner e offrendo soluzioni sempre più distintive al mercato», conclude Iannarilli.

Casoni rinnova l’immagine della linea 1814

Casoni linea 1814 rinnovata
La linea di spirit premium per la mixology e l'aperitivo si presenta ora con un'identità visiva rinnovata e più riconoscibile, che esalta la storicità della gamma e del marchio

Una nuova immagine per dare un tocco di modernità ed esaltare l’identità del marchio. Risponde a questi obiettivi l’operazione di restyling realizzata da Casoni per la linea 1814, la gamma di spirit premium, frutto di originali ricette della famiglia, per la miscelazione e l’aperitivo. Linea composta dall’Aperitivo 1814, dal Bitter 1814, Vermouth 1814 e Aperitivo 1814 Non Alcolico, referenza, quest’ultima con la quale la storica azienda di finale Emilia ha fatto il suo ingresso nel segmento no alcohol.

L’operazione di rinnovamento si è concentrata sulle etichette, ridisegnate per tutte le quattro le referenze per rendere la gamma più riconoscibile e dialogare in modo più diretto con il mondo della mixology contemporanea. Un lavoro, soprattutto di pulizia estetica, che ha riportato al centro del progetto grafico il logo Casoni, valorizzato ora in modo più netto ed evidente e diventato protagonista della scena, esaltando così l’identità e la storicità della linea, che già nel nome rimanda all’anno di fondazione dell’azienda: il 1814.

La linea 1814

Linea che conserva invariate ricette e caratteristiche dei prodotti. Nato da un’infusione alcolica di scorze di arancia amara e dolce, china, genziana, artemisia, rabarbaro, Aperitivo 1814 (alc 15% in vol) si distingue per il profilo fresco e agrumato, caratterizzato da una nota agrodolce e da un profumo intenso che lo rendono ideale per la prepazione di Spritz e di altri cocktail per l’aperitivo.

Le stesse botaniche, con in più menta, liquirizia, quassia e cascarilla, si trovano anche nella ricetta di Bitter 1814 (alc 23% in vol), che spicca per la sua decisa e intensa nota agrumata e amaricante che ne fanno un ingrediente perfetto per la preparazione dei grandi classici dell’aperitivo italiano.

Completa il trio alcolico, il Vermouth 1814 (alc 17% in vol), lanciato due anni fa (leggi Casoni 1814 completa il tris con Il Vermouth Ricetta Tradizionale), frutto della miscelazione di vino Trebbiano 100% emiliano con l’infusione di 8 botaniche: artemisia, assenzio, china, scorze d’arancio, genziana, cannella, cardosanto e rabarbaro. Un vermouth in stile italiano, dal sapore vellutato e avvolgente, con ricchi toni agrumati e speziati, pensato per la preparazione di cocktail storici e moderni, ma anche da servire liscio freddo o con ghiaccio.

Alla famiglia si è infine aggiunto l’Aperitivo 1814 Non Alcolico, che ripropone il profilo dell'Aperitivo 1814, ma in versione zero alcol. Un prodotto dedicato alla miscelazione analcolica con il quale Casoni presidia questo trend di consumo in costante ascesa.

Le aziende premiate con il Lorenzo Cagnoni Award 2026 a Beer&Food Attraction

Lorenzo Cagnoni Award Beer&Food Attraction
Sei le aziende espositrici e tre le start up insignite del riconoscimento, dedicato alle soluzioni più innovative per il settore del fuori casa. La cerimonia di premiazione è andata in scena alla kermesse riminese

Tra i tanti eventi che stanno animando l’edizione 2026 di Beer&Food Attraction, in corso alla Fiera di Rimini fino a martedì 17 febbraio, c’è il Lorenzo Cagnoni Award, il premio dedicato alle soluzioni più innovative per il settore Horeca, la cui cerimonia è andata in scena nella giornata inaugurale della manifestazione.

Realizzata in collaborazione con Angi (Associazione nazionale giovani innovatori) e Ice Agenzia (Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane), l'iniziativa ha celebrato le realtà che stanno guidando la trasformazione digitale e sostenibile del comparto, premiando sia le start-up, che con la loro visione pionieristica rappresentano una delle forze trainanti dell’innovazione, sia le aziende espositrici distintesi nello sviluppo di prodotti e servizi all’avanguardia, queste ultime nell’ambito di 6 categorie: Beer, Spirits, Soft drinks - Low & No, Food, Technology e Service and Digital Innovation.

Il podio delle start-up

A salire sul gradino più alto del podio, tra le start up, è stata Crave, azienda italiana produttrice di kombucha, bevanda che si sta ritagliando uno spazio di rilievo nel panorama dei consumi fuori casa, grazie alla crescente attenzione verso benessere e sostenibilità. L’azienda propone bevande bio, a basso contenuto calorico, senza alcol e gluten free, capaci di coniugare gusto e benefici funzionali e articolate in due brand: Kombuciao, rivolto a un pubblico ampio, e IntroFoods, dedicato agli infusi botanici.

Al secondo posto si è piazzata l’azienda austriaca Mountain’s Goat, con un progetto che integra sostenibilità e innovazione produttiva nel beverage, puntando su processi a basso impatto ambientale e modelli di economia circolare.

Ha chiuso il podio Voucherly, l’azienda specializzata in soluzioni per le catene della ristorazione che permette il pagamento al tavolo tramite QR code, integrandosi con i sistemi già esistenti. Unifica pagamenti digitali, buoni pasto e programmi loyalty senza richiedere modifiche ai flussi operativi. È una soluzione scalabile, progettata per catene e operatori food strutturati.

Le aziende premiate

Ecco le aziende espositrici premiate nella varie categorie:

  • Beer: Fkv per lo sviluppo di un sistema avanzato di gestione e monitoraggio che consente ai locali di controllare qualità, rotazione e performance della birra alla spina, trasformando il dato tecnico in una leva commerciale strategica;
  • Spirits: Rossi d’Angera Distillatori, per la capacità di coniugare tradizione e sviluppo di nuove referenze premium, valorizzando ricerca e identità territoriale;
  • Soft Drinks, Low & No Alcol: Alcol-Seele, per il progetto Mezzanotte, una proposta analcolica strutturata che non imita gli spirit, ma costruisce un’esperienza aromatica autonoma, intercettando la crescita del bere consapevole;
  • Food: Il Giardino delle Luppole, concept che mette in dialogo diretto cucina e cultura brassicola, integrando ingredienti e suggestioni birrarie nella proposta gastronomica;
  • Technology: Maselli Misure, per i sistemi avanzati di misurazione e controllo che assicurano precisione, qualità costante e ottimizzazione dei processi produttivi lungo l’intera filiera beverage;
  • Service & Digital Innovation: Made in App, per la piattaforma che semplifica la gestione operativa dei locali integrando ordini, comunicazione interna e strumenti digitali in un unico ambiente smart.

A consegnare il premio alle aziende vincitrici sono stati Corrado Peraboni, amministratore delegato di Italian Exhibition Group, organizzatrice di Beer&Food Attraction, Carmen Zeolla, exhibition manager di Beer&Food Attraction, e Gabriele Ferrieri, presidente di Angi.

La Nuova Era Tassoni passa dallo zero

Tassoni Botanico Superfine Zero
Lo storico marchio amplia la sua offerta con Botanico Superfine Zero, alternativa analcolica al mondo del gin, e Tonica Superfine Zero Zuccheri e Zero Calorie. Due soluzioni per l’alta mixology che intercettano il trend no alcohol

Due novità all’insegna dello zero, inteso come zero alcol e zero zuccheri, arricchiscono l’offerta di Tassoni per l’alta miscelazione, ambito al centro della Nuova Era, il percorso di evoluzione e riposizionamento del marchio, avviato dal suo ingresso nel Gruppo Lunelli. Disponibili da fine febbraio, le nuove creazioni sono Botanico Superfine Zero, un’alternativa analcolica al mondo gin, e Tonica Superfine Zero Zuccheri e Zero Calorie: due soluzioni pensate per aiutare i bartender a rispondere alle nuove abitudini di consumo della clientela sempre più orientate a uno stile di vita salutista, dove l’analcolico e l’uso di ingredienti a basso o nullo contenuto di zuccheri diventano componenti importanti della nuova cultura della mixology.

Un nuovo paradigma che lo storico marchio di Salò interpreta restando fedele alla propria identità, fatta di artigianalità, cultura botanica e attenzione alle materie prime.

Botanico Superfine Zero

Botanico Superfine Zero è infatti l’interpretazione in chiave analcolica dell’universo gin secondo Tassoni. Nasce da una miscela di otto botaniche rigorosamente naturali, estratte attraverso un processo totalmente analcolico. Una combinazione attentamente studiata dal mastro erborista Tassoni che compone un bouquet mediterraneo fresco e armonioso, dove ginepro e alloro si intrecciano con cedro e mandarino, angelica e rosa del Marocco. Il risultato è un prodotto ideale per la preparazione di mocktail e aperitivi ricercati, capace di restituire il rituale e la profondità aromatica del distillato anche in assenza di alcol.

La tonica zero zuccheri e zero calorie

La Tonica Superfine Zero Zuccheri e Zero Calorie nasce invece dalla stessa ricerca aromatica che caratterizza la Tonica Superfine Tassoni classica, reinterpretata in chiave zero senza rinunciare a precisione ed eleganza. Il profilo è costruito attorno a botaniche selezionate, tra le quali l’alloro, che dialoga con la misurata amarezza del chinino dando vita a un gusto pulito, equilibrato e definito, sostenuto da una frizzantezza persistente.  Pensata per la miscelazione di alto livello, e capace di offrire struttura e profondità senza alcun apporto calorico, abbinata a Botanico Superfine Zero dà vita a Zero Tonic, un drink analcolico che offre un’esperienza totalmente zero: senza alcol, zuccheri e calorie.

La collezione mixology

Con i nuovi arrivati si amplia l’offerta di miscelazione firmata Tassoni, che ora dialoga in modo trasversale tra alcolico e analcolico. Ne fanno parte la gamma di mixer, composta da Tonica Superfine, Tonica al Cedro, Ginger Beer, Ginber Ale (queste ultime due certificate bio) e Soda La Classica, e poi il Distilled Dry Gin Superfine Tassoni (alc 41,5% in vol) e il Bitter Del Lago (leggi Bitter del Lago, il nuovo nato di casa Tassoni).

Famiglia Santoni ridisegna la sua identità tra tradizione e contemporaneità

Famiglia Santoni 1960
Un progetto sviluppato con Stranger & Stranger rinnova identità visiva e architettura di brand della realtà fondata nel 1960 a Chianciano Terme. Al centro il restyling della linea Famiglia Santoni, la collezione di prodotti iconici per il mondo dell’aperitivo e della mixology contemporanea

Non tutte le operazioni di rebranding nascono per cambiare pelle. Alcune servono, piuttosto, a rendere visibile e a raccontare in modo nuovo l’evoluzione naturale di un percorso imprenditoriale. È il caso di Famiglia Santoni, la nuova espressione di una realtà che affonda le radici nel 1960, quando, a Chianciano Terme, Gabriello Santoni trasformò una passione per il gusto e la distillazione in un progetto fondato su ricerca, qualità e profondo legame con il territorio. Oggi quella storia si presenta con un linguaggio rinnovato, capace di raccontare un’azienda cresciuta nel tempo, che negli ultimi anni ha consolidato la propria presenza sul mercato nazionale e protagonista di un’importante espansione sulle piazze internazionali, restando fedele alla propria identità.

Sviluppata in collaborazione con Stranger & Stranger, prestigiosa agenzia internazionale e riferimento per il branding nel mondo spirit, l’operazione ha riguardato l’immagine visiva dell’azienda e l’architettura di brand, con l’obiettivo di valorizzarne la storia e renderla leggibile per un pubblico globale.

Il restyling della linea Famiglia Santoni

Cuore del progetto il restyling della linea Famiglia Santoni, una collezione di prodotti iconici espressione più attuale della visione del marchio. Ne fanno parte Rabarbaro Santoni (alc 16% in vol), che riprende una storica ricetta del fondatore a base di infuso di rabarbaro, botanica che da sempre l’identità produttiva di Santoni e caratterizza tutte le referenze della linea; Aperit – Aperitivo Italiano (alc 11% in vol), un aperitivo dal carattere contemporaneo dal profilo agrumato; Rosso Amaro (alc 25% in vol), un bitter superiore di grande profondità aromatica; Amaro di Chianciano (alc 16% in vol) dal profilo dolce-amaro, morbido e armonioso; e Amaro di Toscana (alc 28% in vol), preparato con 27 erbe officinali che raccontano la complessità aromatica della tradizione regionale. A questi si affiancano due nuove referenze, il Gin al Rabarbaro (alc 42% in vol), un distillato contemporaneo nato dall’incontro tra la purezza del ginepro toscano e la complessità aromatica del rabarbaro, e Vermouth al Rabarbaro (alc 18% in vol), dove invece l’infuso di rabarbaro e altre botaniche si uniscono al vino dando vita a un vermouth moderno raffinato ed elegante e di grande ricchezza aromatica.

Elemento centrale del restyling è la nuova bottiglia, dal design di grande modernità, progettata per dare riconoscibilità alla collezione, ma al tempo stesso per valorizzare le diverse categorie di prodotto. A caratterizzarla gli elementi in rilievo sul vetro, come la data e il luogo di fondazione, che rafforzano il legame con le radici territoriali e rendono l’identità del marchio riconoscibile anche attraverso una dimensione tattile. A impreziosire le bottiglie, un sistema di etichette costruito su una struttura coerente, con font personalizzati per ogni prodotto, ma nel rispetto di un disegno comune: una scelta che consente di differenziare le categorie senza frammentare l’identità della linea.

Il progetto si completa con una palette cromatica proprietaria e con l’introduzione di pattern grafici esclusivi, sviluppati come elementi distintivi del linguaggio visivo di Famiglia Santoni. Le tonalità, ispirate a una sensibilità toscana reinterpretata in chiave contemporanea, permettono a ogni referenza di mantenere una propria personalità cromatica, mentre l’insieme costruisce un impatto coordinato, riconoscibile e fortemente identitario.

L'architettura di brand

Con la sua identità visiva aggiornata, la linea Famiglia Santoni, pensata per posizionarsi nel contesto dell’aperitivo italiano e della mixology contemporanea, rappresenta uno dei quattro pilastri della nuova architettura di marca. Un sistema progettato per dare maggiore chiarezza all’offerta dell’azienda e accompagnarne il percorso di crescita.

L’offerta dell’azienda comprende infatti altre due gamme di prodotti, la linea Gabriello Santoni, che raccoglie un’ampia gamma di liquori e distillati realizzati secondo ricette e formati più tradizionali, e Bar Toscana, dedicata alle proposte analcoliche per il fuori casa.

A completare l’architettura di brand la Casa Santoni – Maestri Distillatori, la nuova sede produttiva ed esperienziale dell’azienda, sempre a Chianciano Terme, con il Giardino Botanico Santoni, che circonda la distilleria e ospita piante officinali, agrumi ed essenze aromatiche legate alle ricette della casa. Uno spazio pensato per accogliere professionisti del settore, stampa e partner internazionali, offrendo un contesto di incontro e confronto in cui raccontare metodo produttivo, visione e cultura del gusto.

La mixology dietro le quinte: ne parliamo a Beer&Food Attraction

Gli appuntamenti di Bargiornale alla kermesse riminese: domenica 15 alle 13.30 un talk nel Mixology Circus sulla gestione ottimale dello staff nei cocktail bar. E lunedì pomeriggio allo stand firmacopie con Oscar Quagliarini e Mattia Pastori

Far funzionare un cocktail bar non è (solo) un gioco da ragazzi amanti della sregolatezza e della vita notturna: occorrono regole, tanto pensiero, capacità di accogliere i clienti e di gestire al meglio lo staff, vera anima del locale.

Un tema sempre più all'ordine del giorno, vista la crescente difficoltà dei gestori dei bar serali a trovare risorse adeguate, a formarle, a trattenerle, a motivarle.

La gestione ottimale dello staff sarà il cuore del talk organizzato da Bargiornale domenica 15 febbraio alle 13.30 al Mixology Circus di Beer & Food Attraction, appuntamento fieristico riminese dedicato al fuori casa, in particolare al mondo serale.

Il talk, dal titolo "Lo staff, ingrediente chiave di un cocktail bar che funziona", punta a approfondire le migliori pratiche per selezionare, formare, premiare e tenere con sé le persone giuste, sia in sala sia dietro il bancone, per far sì che il locale lavori bene e i clienti si affezionino e ritornino volentieri.

Il vicedirettore di Bargiornale Andrea Mongilardi dialogherà sul tema con Marco Ranocchia, fondatore e ceo di Planet One, e con il duo Davide “Davo” Patta, fondatore di Ruggine, Ragu, Ragū & Draft, Errelab, Lido Ruggine a Bologna e Fabio Tammariello, bar manager di Ruggine.

Marco Ranocchia, Ceo di Planet One, per anni imprenditore del mondo del bar e della ristorazione, ha fondato una scuola di formazione per i gestori dei locali diventata punto di riferimento nazionale, che quest’anno compie 35 anni. È l’ideatore del Master Fare Impresa.

Davide “Davo” Patta, torinese, a Bologna da vent'anni dietro un bancone dopo diverse esperienze all’estero (Stati Uniti, Spagna, Inghilterra). Nel 2014 fonda Ruggine insieme a tre amici, seguito poi negli anni da altri tre locali (ed un laboratorio)

Fabio Tammariello, napoletano, figlio d’arte, diplomato alla scuola alberghiera di Napoli, dieci anni di esperienza nei cocktail bar bolognesi: Rafiky, Ca’Bo, Bamboo, Ragū & Draft, prima di diventare bar manager di Ruggine.

Il firma copie allo stand di lunedì 16 febbraio

I dietro le quinte saranno al centro della scena anche nella giornata di lunedì 16 febbraio, con due appuntamenti moderati dal vicedirettore di Bargiornale Stefano Nincevich e dedicati a due celebri bartender autori di libri che raccontano retroscena e difficoltà del mestiere.

Si comincia alle ore 14 con Oscar Quagliarini, bartender di fama internazionale e autore di "A letto con gli spiriti", un diario crudo e senza censure sulle difficoltà della vita del bartender una volta sceso dal palcoscenico.

Seguirà alle 14.30 Mattia Pastori, noto bartender e imprenditore del fuori casa, titolare dell'azienda di consulenza, eventi e formazione Nonsolococktails, che racconterà l'ispirazione che lo a portato a calcare grandi palcoscenici e il suo percorso dal bar di paese alla gestione di grandi eventi narrato nel suo libro "Il figlio del bar".

Lo stand di Bargiornale è al padiglione D5, corsia 1, vicino al Mixology Circus

Salami Chips, il salamino croccante che sorprende e conquista

Salami Chips
Il salamino si trasforma in uno snack originale, ricco di gusto e pratico, perfetto per arricchire la proposta per l’aperitivo o per una pausa diversa dal solito

Una rilettura del classico salamino, trasformato in fettine sottili e croccanti, pratiche da servire e immediate nel consumo. È Salami Chips, l’innovativo snack pensato per il banco bar e per il momento dell’aperitivo, che affianca le bevande con carattere e riconoscibilità, offrendo un’alternativa alla classica proposta salata.

Accanto alla versione piccante, la gamma comprende anche varianti con salamino dolce, aromatizzate alla paprika e all’aglio, per ampliare la scelta e adattarsi a stili di servizio differenti.

Gusto deciso, formato smart

Perfetto per chi cerca qualcosa di diverso, Salami Chips, con il 59% di proteine, risponde alle esigenze di un pubblico sempre più attento agli aspetti nutrizionali, senza rinunciare a un gusto autentico. Una caratteristica che lo rende adatto sia a chi segue un’alimentazione proteica o a basso contenuto di carboidrati, sia a chi è alla ricerca di uno snack fuori dall’ordinario.

Altro punto di forza è la confezione da 25 grammi: un formato pratico e tascabile, ideale per il consumo immediato e facile da gestire al banco.

Piacere originale

Pensato in modo naturale per bar e locali, Salami Chips trova spazio anche nella gdo, nelle palestre e nei distributori automatici. Per il canale bar rappresenta una soluzione efficace per differenziare l’offerta, incuriosire il cliente al banco e valorizzare la proposta per l’aperitivo o per una pausa, con un prodotto originale e fuori dalle categorie tradizionali dello snack salato.

Un assortimento in continua espansione

La linea è destinata ad ampliarsi con nuove referenze già pronte a entrare in assortimento: dalla versione Salt & Vinegar a quelle a base di salsiccia o chorizo. Ogni nuova combinazione punta a conquistare nuovi estimatori e a offrire ulteriori spunti di creatività, senza rinunciare alla qualità e all’identità del prodotto.

Salami Chips è uno snack salato che esce dagli schemi tradizionali e si propone come alleato dei locali che desiderano un’alternativa distintiva, capace di sorprendere la clientela puntando su qualità, originalità e gusto autentico.

Scopri di più su www.salamichips.it e porta in assortimento uno snack diverso dal solito.

Aperte le iscrizioni per la Jnpr Cocktail Competition

Jnpr Cocktail Competition
c'è tempo fino all'8 marzo per partecipare alla seconda edizione del concorso internazionale di bartending a zero alcol firnato Jnpr. tecnica, equilibrio, creatività e ispirazione giapponese al centro della gara

Celebrare una nuova idea di mixology senza alcol è l’obiettivo della Jnpr Cocktail Competition, il concorso internazionale di bartending firmato dal marchio italo-francese di spirit no alcohol Jnpr, distribuito in Italia da OnestiGroup, per il quale si sono aperte le iscrizioni.

Tecnica, creatività e ispirazione giapponese sono i tre cardini attorno ai quali ruota la gara, in questa sua seconda edizione aperta ai bartender di Italia, Francia, Grecia, Belgio e Spagna, con una sessione speciale dedicata ai professionisti di Marocco ed Emirati Arabi Uniti.

I concorrenti per le loro creazioni a zero alcol dovranno infatti ispirarsi al Giappone e al concetto di Kata, la forma perfetta, il principio cardine delle arti marziali giapponesi che celebra il rigore, l’equilibrio e la ripetizione consapevole del gesto. Valori che rispecchiano la filosofia del marchio e la sua visione di alta miscelazione 0,0% come disciplina, ricerca e rispetto della tecnica.

Tecnica, creatività e ispirazione giapponese

Filosofia che i bartender che vogliono cimentarsi nella sfida dovranno tradurre in due drink analcolici, che valorizzino i prodotti della gamma Jnpr. Il primo è Essence, ispirato alla cultura, all'estetica, ai rituali e all’immaginario giapponesi.

Il secondo è Code, una creazione a forte contenuto tecnico, che i concorrenti dovranno realizzare scegliendo una delle quattro opzioni previste. The Silent Clear: utilizzando la tecnica della chiarificazione per dare vita a un drink dall’aspetto limpido e stabile, con profilo aromatico preciso e leggibile e dalla consistenza adeguata; The one cut, un drink dalla spiccata complessità aromatica, ottenuta dalla lavorazione di massimo 4 ingredienti, che dovranno essere ben riconoscibili; The shadow texture, dove il lavoro invece si concentra sulla texture, setosa, vellutata o strutturata che sia, che dovrà essere ben integrata nel liquido, preparata senza uso di panna o soda industriale e coerente con il profilo aromatico del drink; The hidden smoke, un drink dalla sfumatura affumicata, che non deve essere dominante e da realizzare senza utilizzo di fumo vero e proprio.

Come partecipare

Per partecipare alla gara occorre iscriversi sul sito del concorso (dove è disponibile il regolamento completo) entro il prossimo 8 marzo, compilando l’apposito modulo con i propri dati e le ricette complete (ingredienti, quantità, tecnica di preparazione) dei due drink corredati dalle rispettive foto. I due cocktail, rigorosamente analcolici, dovranno obbligatoriamente contenere almeno 40 ml di uno dei prodotti Jnpr: Jnpr n°1, Jnpr n°2, Jnpr n°3, Bttr n°1, Vrmh n°1, Rhhm n°1 e Sprz n°1.

Il percorso della Jnpr Cocktail Competition

Per quanto riguarda la sessione italiana della competizione, tutte le ricette saranno valutate da una giuria di selezione, che sceglierà i bartender che si sfideranno nella semifinale in programma il prossimo aprile, in una location e data ancora non rese note. Qui realizzeranno e presenteranno le loro due creazioni alla giuria che decreterà i due concorrenti che accederanno alla finale internazionale, che si svolgerà il 15 giugno a Parigi.

I finalisti, due per ogni Paese partecipante, saranno sottoposti a una nuova doppia prova. Dovranno infatti reinterpretare il loro cocktail Essence secondo le indicazioni dettate dalla giuria (Master cut) e poi ideare e preparare un nuovo cocktail analcolico (Mission) tenendo conto di una serie di vincoli, decisi sempre dalla giuria, riguardo ingredienti, struttura e profilo aromatico del miscelato.

Il vincitore assoluto rappresenterà Jnpr al Tokyo International BarShow 2027, uno degli appuntamenti di riferimento a livello mondiale per l’industria della mixology.

Partito il nuovo ciclo dei GrosMarket LiveLab

GrosMarket Lab
Riparte il programma di masterclass professionali gratuite organizzate da GrosMarket per gli operatori del fuori casa. Si può partecipare in presenza, nell'area didattica dei punti vendita di Genova e Torino, oppure on line. Il programma fino ad aprile

Ha preso il via un nuovo ciclo di appuntamenti GrosMarket LiveLab, i laboratori didattici di formazione e aggiornamento per i professionisti del fuori casa organizzati da GrosMarket, l’insegna di cash&carry del Gruppo Sogegross.

Ache la nuova edizione dell’iniziativa prevede un ciclo annuale di masterclass gratuite, realizzate con partner di riferimento del settore, pensato per aiutare gli operatori a comprendere l’evoluzione dei consumi, le tendenze che stanno ridefinendo il comparto, interpretare le aspettative di un pubblico sempre più attento e consapevole e tradurre l’identità di un locale in scelte operative concrete, dalla selezione delle materie prime alla gestione dei processi, fino alla definizione dell’offerta.

La prima parte del programma prevede altri cinque appuntamenti fino ad aprile, che affrontano alcuni dei temi centrali nel fuori casa attuale, dalla mixology orientata all’alcool free alla gestione dei lievitati, dalla valorizzazione dell’ittico nelle preparazioni alla colazione contemporanea.

GrosMarket LiveLab, gratuiti e aperti a tutti, si svolgono in presenza all’interno dell’Area Didattica dei GrosMarket di Genova Sampierdarena e di Rivoli (Torino), ma si possono seguire anche on line in diretta oppure on-demand. In entrambi i casi è necessario iscriversi sul sito dedicato (i clienti GrosMarket avranno una priorità al momento della prenotazione).

Chi partecipa in presenza può anche fruire delle attrezzature messe a disposizione da GrosMarket. Nelle aule è infatti allestita una cucina professionale, con forno pizza e cocktail station, che permette di supportare al meglio l’attività didattica e formativa consentendo ai partecipanti di approfondire la conoscenza e l’utilizzo delle materie prime, sperimentare nuove tecniche di lavorazione e cottura e partecipare a show-cooking e degustazioni.

Il programma fino ad aprile

Il prossimo appuntamento in programma è per l’11 febbraio (ore 15-17) presso il GrosMarket di Rivoli con la masterclass Dal tegamino al padellino: l’evoluzione del classico torinese, in partnership son 5 Stagioni, dedicata all’evoluzione della pizza al tegamino. Il percorso include focus su materie prime, tecniche di stesura, cottura e utilizzo delle tecnologie di abbattimento, fino consigli su impiattamento ed estetica del prodotto.

Si prosegue il 25 febbraio (Genova, ore 15-17) con L’arte dei grandi lievitati: dai classici pasquali alle altre applicazioni professionali, incontro in collaborazione con Spadoni dove verranno illustrate tecniche e processi fondamentali per la realizzazione di colombe e grandi lievitati pasquali, con attenzione particolare su materie prime e gestione degli impasti.

L’11 marzo (Rivoli, ore 15-17) l’appuntamento è con la masterclass Radici del gusto: il tuo menù di pesce ottimizzando tempi e costi, in partnership con Knorr, sull’interpretazione dei prodotti ittici con sensibilità contemporanea, per valorizzarne il sapore tenendo sotto controllo il food-cost e massimizzando il valore del piatto.

Il 25 marzo (Genova, ore 15-17) il tema dell’incontro, in collaborazione con Eurovo, sarà La colazione d’hotel contemporanea: strategie e proposte dolci e salate per un buffet di successo, dove verranno presentate idee e soluzioni che integrano organizzazione del lavoro, qualità sensoriale e gestione efficiente dei tempi di produzione e servizio. Particolare attenzione sarà riservata alla versatilità delle ricette, alla loro adattabilità ai volumi di lavoro e all’ottimizzazione del flusso di servizio.

Infine, l’8 aprile (Rivoli, ore 15-17) spazio alla miscelazione con la masterclass Grandi classici della mixology e innovazione: cosa cerca oggi il consumatore all’aperitivo?, in partnership con Tanqueray. Andrea Gasparri, Reserve brand ambassador Diageo, guiderà i partecipanti in un viaggio nell’aperitivo contemporaneo, esplorandone evoluzioni, nuovi linguaggi e nuove tendenze, e proponendo una serie di ricette di grandi classici interpretati con Tanqueray e Tanqueray No. Ten, fino a Venturo e alle alternative alcohol free con Tanqueray 0.0.

Buona anche la seconda per Evolio Expo, la fiera dedicata all’olio Evo

Evolio Expo
Bilancio molto positivo per la seconda edizione positivo della manifestazione B2B che ha portato a Bari 6720 visitatori, confermandosi piattaforma di riferimento per produttori, buyer e operatori professionali

Non più “solo” un ingrediente da cucina. L’olio extravergine di oliva è sempre più uno strumento di qualificazione dell’offerta nel fuori casa, capace di raccontare territori, rafforzare l’identità di un locale e incidere sull’esperienza del cliente, dal pranzo alla cena, fino ai momenti di consumo più informali, come l’aperitivo. Un ingrediente che parla di qualità, salute e cultura gastronomica, e che sta conquistando uno spazio crescente anche nel racconto della ristorazione contemporanea. In questo contesto non stupisce il successo di Evolio Expo 2026, manifestazione B2B dedicata all’olio extravergine di oliva e alla filiera olivicolo-olearia, andata in scena a Bari presso la Fiera del Levante e organizzata da Senaf per conto della Nuova Fiera del Levante, con il patrocinio del Masaf, del Dipartimento Sviluppo Economico della Regione Puglia, di Pugliapromozione e dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio.

La fiera, alla sua seconda edizione, si è confermata appuntamento di riferimento e di incontro privilegiato per produttori, acquirenti e professionisti del fuori casa, registrando 6.720 visitatori, 150 aziende espositrici, circa 700 incontri B2B con 50 buyer internazionali provenienti da 16 Paesi strategici, oltre al coinvolgimento di 20 tra associazioni, enti e istituzioni.

Uno dei segnali più rilevanti è arrivato dalla forte crescita della componente internazionale e professionale: i buyer esteri coinvolti nelle attività di matchmaking sono aumentati del 127% rispetto all’edizione 2025, mentre le presenze di operatori qualificati sono cresciute del 57%, in particolare nelle giornate dedicate ai settori horeca, gdo e retail. Un dato quest’ultimo che conferma l’interesse del fuori casa verso un prodotto sempre più centrale nelle scelte di posizionamento e proposta gastronomica.

L’internazionalizzazione è stata uno dei focus dell’evento: oltre all’agenda di incontri B2B, la fiera ha ospitato Evolio & Export Forum, organizzato da Ief (Italian Export Forum), dedicato alle opportunità sui mercati esteri e al ruolo delle Regioni nel commercio internazionale.

Cultura e valorizzazione dell'eztravergine

Con un programma di più di 100 appuntamenti tra convegni, talk ed eventi di approfondimento Evolio Expo ha acceso i riflettori su tematiche chiave legate all’olio extravergine d’oliva: dall’innovazione alla salute, dal valore nutraceutico dell’Evo alla sostenibilità, dall’oleoturismo alla valorizzazione dei territori.

Ampio spazio è stato riservato anche alla formazione, alla cultura e alla valorizzazione gastronomica dell’olio extravergine di oliva, con degustazioni guidate, masterclass, laboratori sensoriali, con il contributo di Ais Puglia (Associazione Italiana Sommelier) e di Fis Puglia (Fondazione Italiana Sommelier), showcooking e momenti di confronto con chef e ristoratori. In collaborazione con realtà come Airo (Associazione Internazionale Ristoranti dell’Olio) e Apci (Associazione Professionale Cuochi Italiani), il dialogo si è concentrato sul ruolo dell’olio extravergine di oliva nella ristorazione contemporanea. In evidenza anche il percorso sulla biodiversità olivicola curato da Amap, che ha guidato i visitatori in un viaggio virtuale, da Nord al Sud d’Italia fino alle isole, alla scoperta del ricco patrimonio di biodiversità olivicola italiana, con degustazioni guidate.

«Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti dalla seconda edizione di Evolio Expo, non solo per la grande partecipazione, ma soprattutto perché l’evento ha saputo raccontare in modo corretto il mondo dell’olio Evo, offrendo strumenti concreti e contenuti di valore per aziende e operatori – ha commentato Ivo Nardella, presidente del Gruppo Tecniche Nuove e di Senaf –. Gli oltre 700 incontri con i circa 50 buyer presenti, raddoppiati rispetto alla scorsa edizione, ne sono un esempio: un’opportunità che ha permesso alle aziende di portare la nostra eccellenza sui mercati internazionali che contano. Evolio Expo ha inoltre acceso i riflettori sui temi che stanno ridefinendo il settore: un prodotto che sostiene l’economia del Paese ed è fondamentale per la salute, grazie al valore nutraceutico di un Evo di qualità. Un patrimonio che l’Italia esprime anche attraverso la straordinaria biodiversità delle sue produzioni, tra Dop e Igp: per questo abbiamo il dovere di trasformare questa ricchezza in valore concreto».

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