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Coupe du monde, i dessert che hanno fatto vincere il team Italia

Il dessert da condividere
Il dolce da condividere, la torta gelato, il dessert da ristorazione e la scultura: così gli azzurri hanno trionfato a Lione

Un trionfo che ha dato gioia a un intero settore, quello della pasticceria artigianale italiana, e che ha consegnato nelle mani di Lorenzo Puca, Andrea Restuccia e Massimo Pica il titolo di campioni del mondo. La vittoria nella più prestigiosa delle competizioni internazionali, la Coupe du Monde de la Pâtisserie, è una pietra miliare nella storia dell'alta pasticceria italiana.

Squadre di altissimo livello in gara contro gli azzurri

Al Sirha, a Lione, lo scorso 25 settembre si sono sfidate 11 nazioni. L'Italia si è trovata a gareggiare con i team di Francia e Giappone, squadre di altissima qualità, veterane della Coupe du Monde e dominatrici dell'albo d'oro (basti pensare che la Francia vanta 8 vittorie, il Giappone ben 7 secondi posti, quattro consecutivi nelle ultime quattro edizioni). Eppure, i due Paesi si sono accodati agli azzurri, con i francesi terzi e i colleghi giapponesi ancora una volta secondi.

Le pieces che hanno portato al primo posto

Ecco con quali realizzazioni il team italiano ha convinto la giuria del concorso. Tema di questa edizione è stato "Tutta l'arte è imitazione della natura": con le loro creazioni incentrate sul mondo delle api, gli azzurri hanno conquistato il primo posto.  

Il dessert da condividere: un dolce al cioccolato con base di sablé, crema al cioccolato, pan di spagna; sopra, crema con parte croccante e, ancora, crema diplomatica – vaniglia e cioccolato, con gelatina esotica – e salsa di cioccolato. Petalo esterno al cioccolato a racchiudere il tutto. La torta gelato: al centro, composta da pan di spagna e croccantino al pistacchio, semifreddo mascarpone e lampone, sorbetto mango e passion fruit, composta esotica, meringa al pistacchio, gelatina ai frutti rossi; il tutto avvolto da gelato mandorla e vaniglia, glassa mandorla e vaniglia, glassa al lampone, gelatina mango e passion fruit e gelatina ai frutti rossi. Il dessert da ristorazione: su pan di spagna alla mandorla si trovano composta di mango e gelato al miele; sopra, una cialda a forma di alveare, nei cui esagoni si trovano biancomangiare, gelatina all'albicocca, miele e salsa albicocca passion. Accanto, ganache vaniglia e lime, salsa albicocca passion a completare il tutto. Tavolo di presentazione buffet artistico: oltre un metro e sessanta di scultura in zucchero e cioccolato, con protagonista un alveare, ha costituito il tableau di presentazione di tutte le pièce, che ha colpito per la difficoltà tecnica, i dettagli e il prestigio estetico.

Un anno e mezzo di allenamenti, dieci ore di gara serratissima

La gara ha avuto una durata di dieci ore, in cui mettere a frutto tutti gli allenamenti dell'ultimo anno e mezzo, svoltisi in Cast Aliment e dietro la guida, oltre che del Maestro Alessandro Dalmasso, dei Campioni del Mondo Italiani 2015 Francesco Boccia, Emmanuele Forcone e Fabrizio Donatone. Il Club italiano della Coupe du monde ha sottolineato anche il prezioso supporto di Gabriele Bozio e dello staff di Cast Alimenti -  Dejana Scisciani, Matteo e Lorenzo Marchisio.  

Colorati e green i nuovi pack di Garage Coffee Bros.

I nuovi pack Garage Coffee Bros.
Dall’etichetta minimalista in bianco e nero ad una colorata, legata ai Paesi di origine e in grado di orientare il consumatore nella scelta del caffè

È più sostenibile, colorato e vicino ai Paesi d’origine il nuovo packaging che dal 1° ottobre, Giornata Internazionale del Caffè, accompagna i caffè di Garage Coffee Bros., la microtorrefazione del campione italiano Roasting in carica, Davide Cobelli. L’attenzione all’ambiente è da sempre nelle “corde” della piccola azienda veronese, che dalla sua apertura nel novembre 2018 adotta un sistema di abbattimento del COV (Carbonio Organico Volatile) durante la tostatura.

L’innovazione più evidente sulle confezioni delle 12 referenze (9 monorigini specialty, il blend specialty The Steam & Co. e la Cascara della finca boliviana El Cucho) è il colore delle etichette che subentra al bianco e nero che sino ad ora ha contraddistinto i sacchetti della micoroastery veronese. Ognuna è divisa in due parti: sulla destra una fascia con il nome del Paese di provenienza e il suo colore di riferimento inserito nella trama di un tessuto tipico locale; la parte a sinistra ha il colore che richiama un flavour caratteristico di ogni caffè con l’indicazione del produttore, del metodo di lavorazione, le caratteristiche di gusto in tazza, infine il grado di tostatura. Per chi desidera maggiori informazioni sono a disposizione delle cartoline con note più dettagliate che si potranno ulteriormente approfondire sul sito da raggiungere attraverso un QR code.

Composto da plastiche 100% riciclabili e CO2 neutral, il nuovo pack è amico dell’ambiente e stimola il consumatore a un corretto smaltimento, suggerito sul retro. Separando l’etichetta dalla confezione (operazione rapida e semplice), non solo si differenziano i rifiuti ma si partecipa anche a un programma fedeltà che la torrefazione sta mettendo a punto per i clienti più affezionati. Accanto alle informazioni per la raccolta differenziata ci sono i marchi CO2 Neutral (le emissioni della produzione dei pack sono compensate) e FSC (Forest Stewardship Council) che garantisce che la carta è prodotta da materiale proveniente da foreste gestite in modo responsabile.

Con le nuove confezioni in vendita dalla mezzanotte del primo ottobre sullo shop online con uno sconto del 10% durante le 24 dell’International Coffee Day, si apre per Garage Coffee Bros. l’era dei colori, che saranno anche una guida per facilitare il consumatore nella scelta del caffè giusto per lui.

Davide Cobelli, Master tostatore di Garage Coffee Bros., è campione italiano di tostatura dal 2020. Si prende cura personalmente di ogni lotto, che tosta con attenzione; l’ultima verifica è l’assaggio che effettua con gli altri elementi del team.

L’offerta di Garage Coffee Bros. è completata dai corsi di Coffee Training Academy, qualificato centro di formazione attiguo alla torrefazione. Conoscere il caffè è fondamentale per mantenere alta e costante la qualità dell’offerta al banco bar.

L’Alternativa Vegetale, la bevanda vegetale a marchio Almaverde Bio

L'Alternativa vegetale Almaverde Bio bevanda vegetale
Fatta con un mix di avena, mandorle e anacardi, la nuova bevanda vegetale bio di Fruttagel è ideale per realizzare preparazioni calde e fredde

Benessere, gusto e attenzione all’ambiente. Nasce all’insegna di questi tre valori L’Alternativa vegetale, la novità per il canale bar di Fruttagel, cooperativa specializzata nella trasformazione di ortofrutta fresca, cereali e legumi. A marchio Almaverde Bio, brand di punta del biologico alimentare, del quale la cooperativa è socio fondatore, la nuova bevanda vegetale è fatta con soli ingredienti da agricoltura biologica: un mix di avena e mandorla di origine italiana e anacardi, accuratamente dosati.

Si ottiene così un prodotto dal sapore delicato e naturale, versatile e di alta qualità, perfetto per la preparazione di proposte sia fredde sia calde, come frullati, frappè, caffè macchiati e cappuccini dalla schiuma densa e compatta, valorizzandole ma senza alterarne il classico gusto.

L’Alternativa vegetale è una bevanda nutrizionalmente bilanciata, fonte di proteine, è priva di zuccheri aggiunti, naturalmente senza lattosio, senza soia e a basso contenuto di grassi saturi.

È disponibile nella pratica confezione Tetra Brik Prisma con tappo, nel formato da 750 ml, un pack ecologico realizzato prevalentemente con carta certificata Fsc e materiali provenienti da fonti controllate.

L’Alternativa vegetale va così ad arricchire la gamma di bevande vegetali a disposizione dell’operatore bar, categoria di prodotti in forte crescita nel fuoricasa negli ultimi. Secondo una ricerca di GlobalData, prestigiosa società internazionale di ricerca e consulenza di mercato, sono stati oltre 40,5 i milioni di litri di bevande vegetali venduti nel 2019 nel canale food service, numero che testimonia la dinamicità di questi prodotti in linea con i trend legati alla ricerca del benessere, trasversali a tutte le tipologie di consumatori.

Incentivi e sgravi fiscali: le opportunità per i locali

incentivi e sgravi fiscali
Giulia Rebecca Giuliani, responsabile dell'area legale, legislativa e tributaria della FIpe
Le schede tecniche relative alle agevolazioni previste (anche) per i locali, messe a punto dall'area legale, legislativa e tributaria della Fipe

Vermouth al Barolo Del Professore premiato al Meininger’s International Spirits Award

Vermouth di Torino Superiore Del Professore 1
Medaglia d'argento per il vermouth a base Barolo del brand dei ragazzi del Jerry Thomas di Roma nell'importante concorso internazionale

Nuovo riconoscimento internazionale per il Vermouth di Torino Superiore al Barolo Del Professore. Il vermouth premium Del Professore, brand fondato dai ragazzi del The Jerry Thomas Project di Roma, si è aggiudicato la medaglia d’argenti nella sua categoria al Meininger's International Spirits Award Isw, tra le più importanti competizioni internazionali dedicate al mondo degli spirit e dei vini quest’anno alla sua diciottesima edizione.

Riconoscimento che si aggiunge ai prestigiosi premi che il prodotto ha conquistato nel corso degli ultimi anni, quali la medaglia d’oro alla Spirit Selection del Concours Mondial de Bruxelles 2020, evento internazionale che premia i migliori spiriti e liquori di tutto il mondo, e l’oro ottenuto nel 2018 al concorso The WineHunter Award, svoltosi durante il Merano Wine Festival.

Riconoscimenti della critica che fanno il paio con il successo che il Vermouth di Torino Superiore al Barolo Del Professore sta riscuotendo sul mercato non solo italiano, ma anche estero, in particolare in paesi quali Germania, Belgio, Inghilterra e Francia, a testimoniare l’alta qualità del prodotto.

Questo vermouth viene infatti realizzato a partire da una base caratterizzata dal re dei vini, il Barolo. Nello specifico il Barolo del vigneto Cerretta, un grande cru della cantina Ettore Germano di Serralunga d’Alba. Alla nobile base si aggiunge una miscela segreta di erbe e spezie naturali, tra le quali assenzio, rabarbaro, vaniglia, china, chiodi di garofano, in gran parte raccolte sulle colline e montagne pimontesi, e selezionate spezie di natura esotica. Il processo di lavorazione artigianale, condotto in collaborazione con Antica Distilleria Quaglia, si conclude con un secondo affinamento in legno (il primo è quello del vino), per un periodo che va da 3 a 6 mesi.

Una lavorazione lunga e sapiente per un vermouth (alc 18% in vol) caratterizzato dalla finezza dei profumi e un’elegante impronta di tannini, arricchiti dalla complessità delle spezie.

Gelato Festival, i 16 finalisti in lizza per il titolo italiano

Il 14 ototbre, al Gelato Museum Carpigiani, si terrà la finale italiana del concorso. I primi quattro gelatieri classificati andranno al World Masters

Quattro anni di selezioni a cui hanno partecipato in quasi 2.000: ne sono usciti in 16 ed ora li aspetta la finale italiana che decreterà i quattro che rappresenteranno l’Italia alla Finale Mondiale di Gelato Festival World Masters, il torneo internazionale di categoria con partner Carpigiani e Sigep – Italian Exhibition Group.

Appuntamento il 14 ottobre al Gelato Museum Carpigiani

Questi i nomi e la descrizione dei gusti di gelato dei 16 finalisti italiani che il 14 ottobre si incontreranno ad Anzola Emilia, Bologna, nella sede del Gelato Museum Carpigiani. Dal Trentino-Alto Adige:

  • Gioia verde di Elisabeth Stolz dell’Osteria Hubenbauer di Varna (BZ). Gelato cremoso all'olio di semi di zucca con semi di zucca croccanti e variegato di olio di semi di zucca.

Dalla Lombardia:

  • Ricotta, Carote e Mandorle di Andrea Riva della gelateria GelArt di Sesto San Giovanni (MI). Una combinazione di ricotta, carote e mandorle con un tocco di scorza d’arancia.
  • Asprobronte di Gian Paolo Porrino della gelateria L’Arte del Dolce di Vittuone (MI). Il classico pistacchio di Bronte è arricchito dalla nota fresca e leggermente acida del finger lime. Completa la guarnizione un amaretto al pistacchio realizzato dallo stesso gelatiere.

Dal Piemonte:

  • Merenda Sinoira di Vittorio Erniani della gelateria La Meridiana – Berlicheria d’autore di Ivrea (TO). Un gelato ispirato alla tradizione piemontese con pane di segale, uvetta sultanina e variegato al gianduia.

Dalla Liguria:

  • Bocca di Rosa di Marco Venturino della gelateria I Giardini di Marzo di Varazze (SV). Ispirato alla famosa canzone di Fabrizio De André è un delicato gelato al cioccolato bianco aromatizzato con acqua di rose;
  • Sandokan di Gabriele Scarponi della gelateria Ara Macao di Albisola Superiore (SV). Sorbetto di mango varietà Alfonso in infusione con the verde Jasmine con cocco disidratato, zenzero, vaniglia e un tocco di basilico.

Dall’Emilia-Romagna:

  • Oceano Indiano di Fabio Forghieri della Gelateria dei Principi di Correggio (RE). Un profumato gelato con vaniglia Bourbon variegato al frutto della passione con inclusioni di crumble al cacao e cannella.

Dalla Toscana:

  • Blend in Rum di Gaia Mecocci della gelateria Dona Malina di Firenze. Un sorbetto al cioccolato 78% Costa d’Avorio arricchito con grué di fave di cacao del Venezuela abbinato al Rum Don Diego da dosare a seconda del gusto personale.
  • Al settimo gelo di Lavinia Mannucci della gelateria Caminia di Firenze. Gusto che prende origine da una ricetta di una torta di riso del 1470 chiamata «Torta de gli addobbi» ripresa poi da Artusi nel 1891. Nella trasformazione in gelato è stata rivisitata mantenendo un gusto ricco di riso, latte, mandorle e cedro candito.

Dal Lazio:

  • Meringa Illusion di Matteo Grizi di Fortini La Gelateria di Albano Laziale (Roma). Gelato alla meringa con inclusioni di biscotto al limone e meringhe.
  • Calabria mia di Rosario Nicodemo della gelateria Il Cannolo Siciliano 2 di Roma. Gelato al gusto cheesecake con latte e ricotta di capra, profumata al cedro con salsa di caramello salato alla liquirizia e salsa di fico d'India.

Dalla Calabria:

  • Kalavrìa di Gianluca Marcianò della Gelateria Matteotti di Reggio Calabria. Una morbida crema aromatizzata con bacche di vaniglia e scorza di bergamotto, variegata da stracciatella di amarena, crumble al caramello e salsa al pistacchio;
  • Mandorla di Renato Marchese della gelateria La Mandorla di San Lucido (CS). Gelato dal gusto morbido e delicato che ricrea ed esalta il piacevole profumo dei mandorli in fiore.
  • Fata Morgana di Francesco Sottilaro della Gelateria Boccaccio di Villa San Giovanni (RC). Un gelato alla mandorla con una delicata infusione di bergamotto e olio extravergine d’oliva della Piana di Gioia Tauro.

Dalla Sicilia:

  • Colomba al Mascarpone di Davide Pernaci della pasticceria Stella di Caltanissetta. Un gusto goloso dove la colomba artigianale incontra il mascarpone.
  • Nocciolfresh di Riccardo Caruso del panificio pasticceria gelateria PanDolce di S. Stefano Briga (ME). Un gelato alla nocciola con la fresca aggiunta di menta e inclusione di nocciole pralinate.

 

Carmine Monaco è il nuovo Stella Artois Draught Master 2021

Simone Rugiati proclama vincitore Carmine Monaco
Dopo una pausa di un anno, la gara di spillatura Draught Master Stella Artois ha conferito il primo premio a Carmine Monaco del Bar Capri di Battipaglia (Salerno) con l'incarico di brand ambassador Stella Artois.

Alla Fonderia Napoleonica Eugenia di Milano, il 23 settembre scorso Carmine Monaco del Bar Capri di Battipaglia (Sa) è stato eletto nuovo Draught Master Stella Artois 2021, la birra alla spina marchio di eccellenza di Ab-InBev. Al bando di febbraio avevano risposto con entusiasmo oltre 400 professioni del settore, inviando (motivo Covid) solo un proprio video dove si esibivano in un perfect service di birra alla spina Stella Artois (gruppo AB-InBev). La prima edizione della gara si è tenuta nel 1997.

Dopo una serie di successive eliminazioni, sul palco della ottocentesca fonderia milanese si sono esibiti i tre finalisti: il giovane Alex Dalsass del Bar Campetti di Mezzocorona (Tn), Flavio Dacomo titolare del Ritual Café di Villanova Mondovì (Cn) e Carmine Monaco titolare del Bar Capri di Battipaglia (Sa).

A valutare presentazione, capacità dialettiche, conoscenze del settore della birra e della spillatura è stata chiamata una giuria di esperti del settore:
Borja Echaniz, Direttore Horeca Italia Ab-InBev
Allaine Schaiko, World Draught Master 2019
Silvio Losapio, Draught Master Italia 2019
Charles Nouwen, Global Beer Culture Director
Maurizio Maestrelli, giornalista e scrittore.

La gara di spillatura & c

Preceduta da un intervento sul mondo birrario di Arnaud Hanset, Country Director Ab-InBev, la gara si è articolata in tre momenti:
esame di cultura birraria
prova di spillatura alla belga (con taglio della schiuma) seguendo le nove regole base
servizio al tavolo della giuria di due calici Stella Artois da 40 cl (pieni).

Ad animarla è stato chiamato lo scatenato chef Simone Rugiati che ha saputo legare i vari momenti della lunga esibizione, grazie al suo incontenibile dinamismo e simpatia, già noto per le sue esibizioni gastronomiche-televisive.

La giuria ha eletto Draught Master Stella Artois Carmine Monaco che ha ricevuto come trofeo un grande calice da 2,5 litri Stella Artois, oltre a diventare brand ambassador Stella Artois. Inoltre Carmine potrà effettuare un viaggio in Belgio e ricevere alcuni fusti di birra Stella Artois.

«Per Stella Artois, marchio di eccellenza AB-InBev, è fondamentale investire sui talenti - ha spiegato Arnaud Hanset, Country Director di AB InBev Italia - perché solo attraverso una profonda conoscenza delle caratteristiche della nostra birra e del particolare percorso di spillatura si riesce ad offrire ai consumatori un’esperienza che esalti qualità e gusto. Sostenere i punti vendita, essere loro vicini, accompagnarli nel cambiamento che il settore sta affrontando, è stato essenziale in questo periodo e continuerà ad esserlo nel futuro, perché è grazie alla loro ripartenza che i clienti possono tornare ad assaporare la nostra birra nei momenti di socialità».

Breve storia di Stella Artois

Stella Artois è una birra premium lager a bassa fermentazione di antiche tradizioni. La prima cotta risale al 1366 nella Brouwerij De Hoorn di Leuven (o Lovanio, Belgio) a est di Bruxelles, rilevata dal mastro birraio Sebastian Artois nel 1708. La premium lager Artois aggiunge il nome Stella nel 1926 in ricordo di una grande brassatura gratuita e popolare durante il Natale 1926, aggiungendo al marchio storico del Corno (De Hoorn 1366) e a quello di Artois, il nome Stella (di Natale).
Oggi Stella Artois è una birra chiara (6,5 Ebc) che si caratterizza per un grado alcolico contenuto (5%), gusto fresco ed erbaceo, corpo leggero, amaro contenuto (24 Ibu) ottenuto con i migliori luppoli Saaz. Disponibile in bottiglie da 33 e 66 cl, fusti Perfect Draft da 6 litri e da 30 litri in acciaio.
Insieme con Budweiser e Corona Extra, Stella Artois è uno dei prodotti di punta (global brand) del ricco portafoglio prodotti Ab-InBev (oltre 500).
Multinazionale americana-belgo-brasiliana nata nel 2008 dalla fusione dell’americana Anheuser-Busch (Budweiser) e della belga InBev, AB-InBev è protagonista mondiale del settore birre e bevande analcoliche, produce in 50 Paesi e distribuisce in oltre 80 Paesi.

Perfect service alla belga

1 Purificazione
Lavaggio e risciacquo del calice pulito nel lavello pieno d’acqua

2 Sacrificio
Scarto della prima parte di birra (eventualmente ossidata) presente nel rubinetto

3 Alchimia
Versatura della birra nel calice inclinato a 45° per ottenere le giuste proporzioni di liquido e schiuma

4 Corona
Raddrizzatura finale del calice per ottenere il giusto cappello di schiuma

5 Rimozione
Scarto minimo della schiuma mentre si chiude il rubinetto

6 Taglio
Tagliare con l’apposita spatola la schiuma superiore in eccedenza

7 Valutazione
Servire il calice con soli 3 cm di schiuma

8 Pulizia
Tuffare il calice nell’acqua fredda del lavello (avendo cura di non farle superare il bordo del calice) per dare brillantezza al calice

9 Riconoscimento
Sollevare e ammirare controluce il calice pieno tenuto per lo stelo, dando prova di aver ottenuto un perfect service.

Damiano Carrara apre il suo Atelier a Lucca

Damiano con i suoi collaboratori
Apre il 2 ottobre la prima pasticceria italiana del giudice di Bake Off, che ha già tre punti vendita negli Stati Uniti ma ora torna nella sua città natale

Il progetto era nell'aria da tempo e Damiano Carrara ce lo aveva anticipato a chiare lettere: il giudice di Bake Off Italia ha aperto il suo primo locale su suolo italiano. Lo ha fatto nella sua città, Lucca, dopo aver realizzato un piccolo regno dolce negli Stati Uniti con le Carrara Pastries in California e dopo aver a lungo meditato sulla selezione della location.

«Ho scelto l'aria della mia Toscana»

Situato in via Civitali, a Lucca, Atelier Damiano Carrara aprirà al pubblico il 2 ottobre. «L’unione fa la forza e questo Atelier che porta la mia firma rappresenta l’impegno e il lavoro di tante persone che unite hanno creduto e realizzato questo progetto – dichiara Damiano Carrara – Ho voluto aprire in Italia dopo tanti anni all’estero, spinto dalla voglia di credere in questa nuova avventura realizzata con coraggio e perseveranza in uno dei momenti più difficili della storia moderna. Ho scelto la mia Lucca per respirare l’aria della mia Toscana e per dare il via a questo nuovo inizio dai luoghi delle mie origini».

Una fragranza alla vaniglia e cannella per guidare i clienti

Carrara ha scelto di chiamare Atelier la sua pasticceria per trasmettere l'immagine di una realtà di ispirazione sartoriale, che sappia offrire un’esperienza immersiva nel mondo della pasticceria. La scoperta di tutte le proposte dolciarie realizzate con prodotti freschi, stagionali, quasi tutti a Km 0, è accompagnata da una fragranza creata appositamente da Damiano con estratti di vaniglia e fiori di cannella, che conduce il cliente in un viaggio olfattivo immaginario che va dal Madagascar fino all’Oriente. Curato anche il tatto, con l'utilizzo di speciali packaging con un texture raffinata.

Torte, monoporzioni, praline e cioccolato: tutto gluten free

La linea di dolci comprende torte da forno, torte fresche, monoporzioni, praline, dragees e spalmabili (nocciola, pistacchio, mandorla), barrette di cioccolata (fondente 70%, Papua Nuova Guinea Latte 204 o Bianco 111), marmellate di albicocche, lime e vaniglia, confettura di fichi, confettura di pesche merendelle e pepe rosa, marmellata di limoni e curcuma. Damiano ha creato ricette ad hoc tutte prive di glutine e alcune senza lattosio: tutta la produzione utilizza materie prime naturalmente senza glutine come farine di riso, amido di riso o di mais.

Baritalia, a Milano l’ultima tappa: registrati per partecipare!

Baritalia Milano
Lunedì 18 ottobre va in scena al Moebius la sesta e ultima tappa di Baritalia. In palio gli ultimi otto posti per la finalissima, che si svolgerà martedì 19 ottobre sempre al Moebius. Iscriviti per partecipare alle Masterclass

Baritalia arriva a Milano il 18 e il 19 ottobre, rispettivamente per l’ultima tappa e il final show. In entrambe le giornate saremo al Moebius, elegante spazio ex industriale di 700 mq per 12 metri di altezza, con tanto di olivo plurisecolare al centro, in zona Stazione Centrale. Moebius, creato dallo chef visionario Enrico Croatti, è un luogo in cui viene esaltata la sperimentazione in cucina e al bar, ma anche un elegante spazio d’intrattenimento, munito di corner dedicato a musica live e vinili. Ad accoglierci nel cocktail bar ci sarà il suo timoniere Teo Rizzolo. Lunedì 18 ottobre giudicheranno la sfida i coach delle aziende partner affiancati dai rappresentanti di alcuni dei migliori bar della città.

ISCRIVITI PER PARTECIPARE AL FINAL SHOW DI BARITALIA MARTEDÌ 19 OTTOBRE. SCOPRI LO SPEED DATE

Come nelle precedenti tappe di Firenze, Cagliari, Palermo, Reggio Calabria e Torino, il nostro laboratorio di miscelazione itinerante avrà due momenti clou. A cominciare da BARITALIA LAB (qui trovi info e regolamento) in cui si confronteranno bartender di tutta Italia sul cocktail più popolare al mondo. Quello più richiesto. Parliamo del FAI TU! Il drink pensato su misura, cucito come un abito, sui gusti del cliente.

E in parallelo, a Baritalia Milano, si svolgeranno i nostri Boot Camp dedicati alle tecniche di miscelazione, tenuti da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale. Le lezioni saranno aperte gratuite (previa registrazione in loco e fino ad esaurimento posti) a tutti i professionisti che si saranno registrati all’evento.

L'accesso al Meobius (via Cappellini, 15) sarà consentito a tutti i professionisti che si saranno registrati all'evento previa registrazione sul nostro sito e fino ad esaurimento posti. In conformità al recente Decreto del Consiglio dei Ministri, si rende noto che l’ingresso sarà possibile solo ed esclusivamente se in possesso di Green Pass o tampone negativo.

Nel Signature Bar potrete degustare - tutto il giorno - i super cocktail dei partner dell’evento.

Ospiti speciali delle due giornate I MIGLIORI BAR DI MILANO.

Programma

Ore 9.30
Accoglienza e registrazione dei partecipanti c/o MOEBIUS - via Cappellini, 15 - Milano

Ore 11-14.30
Baritalia Lab
La sfida – parte I
In collaborazione con Campari Academy, Compagnia dei Caraibi, Gamondi, Red Bull

Ore 11.15
BOOTCAMP
Mount Gay: il rum di Barbados dal 1703 ad oggi
A cura di Marco Fedele by Molinari

Ore 11.45
BOOTCAMP
Snow Leopard Vodka – eccellente qualità, missione unica
A cura di Alessandro Melis by Coca-Cola Hbc Italia

Ore 12.15
BOOTCAMP
Il bitter all’uso d’Hollanda
A cura di Fabrizio Tacchi by Caffo

Ore 12.45
BOOTCAMP
Amaro Nonino, come un liquore italiano ha conquistato l’America
A cura di Francesca Bardelli Nonino by Nonino

Ore 14.30-17.30
Baritalia Lab
La sfida – parte II
In collaborazione con Caffo, Coca-Cola Hbc Italia, Molinari, Nonino

Ore 14.45
BOOTCAMP
Easy Mix & Low ABV
A cura di Edoardo Banfi by Campari Academy

Ore 15.15
BOOTCAMP
Le declinazioni dell’aperitivo artigianale secondo Gamondi
A cura di Christian Olivari by Gamondi

Ore 15.45
BOOTCAMP
ORGANICS by Red Bull: Talent comes naturally
A cura di Terry Monroe by Red Bull

Ore 16.15
BOOTCAMP
Gin Canaïma: Born in the Amazon
A cura di Francesco Serra by Compagnia dei Caraibi

Ore 17.30
Baritalia Lab
LA PREMIAZIONE
In collaborazione con Caffo, Campari, Coca-Cola Hbc Italia, Compagnia dei Caraibi, Gamondi, Molinari, Nonino, Red Bull

Registrati per partecipare

I termini per la registrazione sono scaduti

Caffè Boom, tanti eventi con Sca Italy lungo lo Stivale

Coffee Boom
Il 1° ottobre in occasione della Giornata Internazionale del Caffè, Sca Italy, riunisce locali e aziende associate per far conoscere il movimento dello specialty coffee

Come ogni anno il 1° ottobre si festeggia l’International Coffee Day e in questa giornata speciale Sca Italy ha voluto far le cose in grande riunendo la propria community per dar vita ad un evento congiunto, coordinato e dislocato su tutto il territorio: “Coffee Boom”.

Il nome dà già un primo indizio sull’obiettivo primario di questa giornata: far esplodere in maniera corale la passione per il buon caffè, proponendo ai consumatori finali ed ai media una versione del caffè che in Italia non è ancora totalmente conosciuta: quella del mondo specialty e della sua filiera. 

Per tutto il giorno e in tutta Italia, le porte dei centri di formazione, delle caffetterie, delle torrefazioni e delle aziende associate, saranno aperte per accogliere gli ospiti professionali e non con attività formative e divulgative mirate a far conoscere i caffè di qualità.

Una piccola rivoluzione culturale che, per un giorno, mostrerà questa bevanda sotto una luce nuova, fornendo gli strumenti per riconoscere e apprezzarne la qualità cercando di andare oltre i luoghi comuni e rendere tutti consapevoli di ciò che oggettivamente definisce un buon caffè in termini visivi, olfattivi e gustativi, e per trasformare un semplice rito in una scelta consapevole e motivata.

Il palinsesto, pubblicato sul sito dell’Associazione , include principalmente tre tipologie di contenuti, totalmente gratuiti:

  • masterclass per i giovani: dedicate ai professionisti di domani: chi si è da poco avvicinato alla professione e gli studenti delle scuole alberghiere e professionali che, guidati dai trainer Sca, avranno a disposizione 2 ore studiate per avvicinare i ragazzi al mondo dello specialty coffee e più in generale del caffè di qualità;
  • gli approfondimenti: iniziative rivolte al consumatore finale con degustazioni, assaggi, visite guidate, live show all’interno delle caffetterie, delle aziende e delle torrefazioni;
  • masterclass per la stampa: lezioni di circa 2-3 ore sviluppate per fornire ai giornalisti del settore, gli strumenti utili per valutare correttamente e autonomamente una tazza di caffè.

Alcuni appuntamenti

MUMAC Academy realizza l’incontro “Espresso e non solo”. Indirizzato a coffee lover e giovani baristi alle prime armi, racconta gli specialty coffee nei diversi metodi di estrazione, con l’utilizzo di Faemina, la nuova macchina per caffè targata Faema dedicata allo small business e al mercato casalingo. Il corso si svolge dalle 9,30 alle 12, 30 all’interno del Premier Training Campus d dell’Accademia della Macchina per Caffè di Gruppo Cimbali.  Per iscrizioni: https://bit.ly/coffee-boom.

Costadoro organizza diversi momenti nell’arco della giornata, a Torino presso Lungo Dora Colletta 113,6 - Torino, infoespresso@costadoro.it:

Raccontare l’espresso: una masterclass dalle 9,30 alla scoperta dei segreti del caffè dalla teoria alla pratica con la spiegazione delle differenze tra specialty coffee, caffè commerciali e caffè di bassa qualità; la tostatura spiegata da uno chef del caffè; come deve lavorare un bravo barista per trasformare l’acqua in espresso; l’assaggio e il modo corretto di comunicare i sentori della tazza.

Il caffè dello studente (rivolto agli studenti): 2 turni per massimo 15 persone ognuno, 14,30-16 o 16-17,30. Alla scoperta del funzionamento di una torrefazione e del procedimento per ottenere una miscela di caffè. L’espresso perfetto: impariamo a conoscerlo e ad assaggiarlo.

La mia torrefazione: 4 turni su prenotazione h.9,30-11,30-14-15,30 per visitare lo stabilimento torinese alla scoperta di profumi e segreti del mestiere con l’assaggio di specialty coffee.

Appuntamento anche a Genova con  Vieni a scoprire lo specialty coffee (rivolto al pubblico): assaggia lo specialty coffee del giorno allo stesso prezzo della miscela biologica. Presso il Costadoro Social Coffee in Piazzetta Banchero 2.

Ambasciata del Brasile: alle ore 15:00, realizza il webinar Giornata Internazionale del Caffè: La Sostenibilità del Caffè Brasiliano”con l’obiettivo di promuovere le pratiche di sostenibilità ambientale e sociale nella coltivazione del caffè in Brasile, insieme all’eccellenza e alla varietà di tale prodotto. https://webinarsambasciatadelbrasile.it/

Rancilio Group: Questione di Profiling, è l’evento realizzato con Carles Gonzalez, coffee competence manager. Durante il panel di discussione e di assaggio viene raccontata la visione dell’azienda nei confronti della ricerca della qualità in tazza.

Dalle 10:30 presso l’Extraction Lab, il laboratorio di Rancilio Group si rivolge a chiunque voglia scoprire come la ricerca e la tecnologia possono esaltare le qualità di ogni chicco di caffè. Per partecipare scrivere a: event@ranciliogroup.com

pulyCAFF organizza il Puly Day Open Coffee Boom: dalle 14,30 alle 17 presso il nuovo stabilimento di Vescovato (Cr) in via delle Industrie 1, inaugura la pulyCAFF Academy con un incontro condotto dal docente e brand ambassador Andrea Antonelli. Non è una lezione, ma un panel di discussione sul caffè e la sua cultura, con cenni storici sulla nascita dei prodotti per la pulizia delle macchine e la pratica della pulizia. Per tutti c’è la possibilità di intervenire, fare domande e ricevere risposta a ogni quesito sul pulito e sul mondo del caffè. I partecipanti riceveranno la pulyCAFF black-bag con una campionatura di prodotti per la cura delle diverse parti della macchina espresso e del macinacaffè. Comunicare la partecipazione scrivendo a info@asachimici.com

Julius Meinl organizza una giornata nel segno della sostenibilità a tutto tondo. Torna la collaborazione con i Bambini delle Fate, impresa sociale che si occupa di assicurare sostegno economico a progetti e percorsi di inclusione sociale a beneficio di famiglie con autismo e altre disabilità. Per l’occasione è stata realizzata una tazzina di caffè il cui piattino è stato disegnato da Giorgia, una delle ragazze del centro per autismo Ca’Leido, al quale sarà devoluto il ricavato delle vendite del kit, acquistabile nei locali aderenti. Ancora, tutti i locali che utilizzano miscele sostenibili e certificate Julius Meinl, riceveranno un certificato che attesta il loro impegno per la tutela dell’ambiente; per ognuno di loro, attraverso il Jane Goodall Institute, verrà piantato un albero per contribuire alla riforestazione della Tanzania, uno dei paesi di origine del caffè della Torrefazione.

Ditta Artigianale inaugura la Scuola del Caffè situata all’interno del locale Ditta Artigianale & Hario Café in via Carducci a Firenze. Dopo il taglio del nastro alle 9,30 (con la presenza del sindaco Dario Nardella) prende il via una giornata di eventi (che si svolgono anche negli store di via dei Neri e via dello Sprone) con degustazioni di caffè selezionati introdotte r accompagnate da baristi esperti. Due le varietà proposte saranno due, entrambe acquistate direttamente dai produttori: Ethiopia Tadese Yonka, proveniente dalle regioni meridionali del paese e coltivato in una piantagione di appena 3 ettari da un unico contadino che gli ha dato il nome – Tadese Yonka, appunto –, primo caffè etiope in assolutoche arriva dall’agricoltore senza intermediari; e El Salvador Kombucha, varietà impreziosita dalla fermentazione col kombucha, che permette di esaltare la complessa acidità del prodotto. A condurre gli assaggi Francesco Masciullo, manager e head barista di Ditta Artigianale & Hario Coffee dove si tengono interessanti iniziative anche nel pomeriggio, come pure in via dello Sprone. Per partecipare mandare una mail a kate@dittaartigianale.it

Le Piantagioni del Caffè: tour della torrefazione e degustazione di tre prodotti per imparare a distinguere le caratteristiche del caffè di qualità. Per iscriversi office@lpdc.it. Via Provinciale Pisana, 583/B, Livorno.

Il nuovo corso di Pasticceria Martesana

Martesana nuova proprietà
Da sinistra: Gianmaria Brusini, Federico Isenburg, Vincenzo Santoro, Domenico Di Clemente, Luca Tartaglia
Cambio di proprietà (ma Vincenzo Santoro resta in prima linea) e nuovi prodotti per espandere le potenzialità della storica bottega milanese

Un autunno che inizia con tante novità in casa Pasticceria Martesana, e non solo in termini di prodotto. Vincenzo Santoro, anima della storica insegna milanese, e Domenico Di Clemente, Executive Pastry Chef entrato in Martesana lo scorso anno, hanno presentato le nuove linee di mignon e croissant, i panettoni e i pasticciotti - all'esordio nel nuovo pdv dentro a Mercato Centrale. Sullo sfondo, la grossa novità: la pasticceria fondata da Santoro nel 1966 è stata acquisita da due fondi, MEGA Holding ed Eagle Capital Ventures. Partiamo proprio da questo. La famiglia Santoro resta in partita, con una quota di minoranza, e il maestro Vincenzo è presidente onorario della nuova realtà. La quale, naturalmente, vuole restare il più possibile vicina all'identità della bottega storica nata in via Cagliero e negli anni cresciuta con i punti vendita di Via Sarpi nel 2015, di Sant’Agostino nel 2017 e del già citato mercato Centrale in Via Sammartini, aperto da un mese appena.

Raddoppio del fatturato nei prossimi tre anni

Questi i nuovi nomi che si legano alla dolce storia della pasticceria: MEGA Holding, con Gianmaria Brusini, Founding Partner e CEO, e Marco Boroli, Founding Partner ed Executive Chairman, si affianca a Eagle Capital Ventures con il suo fondatore Federico Isenburg e Luca Tartaglia, co-investor e nuovo Direttore Generale dell’azienda. La promessa è quella di avviare un percorso volto a incrementare «la notorietà del marchio, che verrà sviluppato in piena continuità con i valori e l’eccellenza artigianale di cui Martesana è simbolo da oltre 50 anni. Il primo passo», si legge in una nota diffusa da Martesana, «sarà infatti quello di rafforzare l’organizzazione aziendale seguendo un approccio marketing oriented finalizzato a consolidare il marchio Martesana. La società investirà inoltre risorse per il consolidamento della brand image della pasticceria e la sua espansione a livello locale e nazionale, attiverà nuove partnership all’interno del mondo delle eccellenze Horeca e continuerà lo sviluppo del suo canale e-commerce ponendosi come primo obiettivo il raddoppio del fatturato entro i prossimi tre anni».

«Tutto il team coinvolto nella ricerca»

Intanto, in laboratorio è stato un anno di studio e test con la guida di Domenico Di Clemente. «Su tutta la croissanterie abbiamo avviato una ricerca lunga mesi», spiega a Dolcegiornale il pastry chef. «Il focus è stato cercare un ibrido tra croissant francese e brioche italiana. La nostra brioche è sempre stata fatta con lievito madre, abbiamo creato un prodotto un po' sfogliato e un po' "brioscioso", lavorando sulla fermentazione ed evidenziando il bouquet aromatico del nostro lievito madre. Abbiamo anche studiato quello che chiedeva la clientela: a livello di farciture abbiamo analizzato i best seller con tutto il team e lavorato su design ed eleganza della presentazione». Nascono così il croissant al cioccolato, con impasto scuro e granella di cacao, la treccia con frutti di bosco e fragole fresche e il turbante di pasta croissant sfogliata al cioccolato farcito con marmellata d’arancia.

Le mignon ispirate all'estate italiana e la torta all'anice

Tra le novità in chiave più moderna, cinque nuove mignon ispirate ai ricordi dell’estate italiana: la crostatina ripiena di crémeux al limone di Amalfi e granella di meringhe (omaggio alla lemon pie), il bicchierino di cioccolato fondente con dadolata di mango fresco, mousse al cointreau e gelée al mango e la morbida financier alla nocciola finita con una cupola di gelatina alle fragole fresche profumate alla vaniglia. C'è anche una rivisitazione del bonet piemontese, il primo budino italiano, con una crema cotta al cioccolato custodita in un bicchierino di fondente, decorato con amaretto, e il pasticcino signature di Domenico Di Clemente, un cubotto con base croccante di cereali e nocciola con strati alternati di cremoso al cioccolato fondente 70%, Pan di Spagna meringato e crema chantilly al caramello e sale. Esordisce la torta Anisetta, un semifreddo dal cuore morbido fatto di una bavarese al cioccolato bianco preparata con un’infusione a freddo di anice stellato, lasciato a riposare una notte intera nel latte. I due strati della crema vengono alternati con soffice Pan di Spagna bagnato al caffè. Come decorazione, un petalo di cioccolato bianco unito ad una pralina di cioccolato fondente a forma di anice stellato, adagiati su una texture che richiama le forme dei chicchi di caffè.

Nocciole delle Langhe nel panettone al mandarino candito

Non poteva mancare anche una novità nel campo dei grandi lievitati: il nuovo panettone di Pasticceria Martesana è alla nocciole delle Langhe, burro noisette e mandarino candito. Impasto con farina di grano duro con macinatura a freddo a 24 passaggi, vaniglia Tahiti pura in bacche, zucchero di barbabietola, miele biologico italiano e lo storico lievito madre di Martesana: il panettone è decorato a mano con una glassa di cioccolato al latte e granella di nocciole.  

Baritalia Tour: i grandi bar della Sicilia

La terza tappa di Baritalia si svolgerà a Palermo. Abbiamo realizzato un tour virtuale dell’isola tra 13 locali con i rispettivi bartender che saranno giudici speciali del nostro laboratorio itinerante di miscelazione

Dopo alcuni anni di assenza - sempre accompagnata da vigile osservanza da lontano - Baritalia torna finalmente in Sicilia (saremo a Palermo il 5 luglio 2021), per scoprire quali sono le novità dell’Isola del Sole, e parlare di quei personaggi che, negli anni, hanno fatto sì che questa terra millenaria diventasse anche terreno fertile in cui far crescere realtà interessanti nel mondo del bar.

La prima tappa del nostro bar tour inizia da Palermo, il capoluogo di una regione intrisa di storia e crocevia culturali, in cui è facile aspettarsi una miscelazione improntata sulle materie prime stagionali e le unicità del territorio.

CANDIDA LA TUA RICETTA
PER BARITALIA LAB A PALERMO

È qui che Adriano Rizzuto nel 2013 ha aperto il Close, il cocktail bar che per primo raccontò ai palermitani la nuova golden age del cocktail. Il suo successo darà modo al suo fondatore di lasciare il progetto in altre mani e di dedicarsi, alla fine del 2019, a due nuove importanti aperture, entrambe seguite da Daniela Sclafani, un’imprenditrice di successo, specializzata in marketing aziendale. La prima sorge all’interno all’Orto Botanico di Palermo, uno dei giardini botanici più grandi d’Europa. Le oltre 18.000 varietà vegetali presenti sono le protagoniste di ogni drink prodotto all’interno di Talea. Nel rispetto dei periodi di raccolta, si crea così un menu in continua evoluzione, con drink che talvolta sono disponibili per sole tre settimane, ma con materie prime di eccezione quali cespugli di salvia o rosmarino centenari, che i clienti, tramite una mappa fornita dal bar, possono andare a ricercare nel parco.

Talea è aperto solo nel periodo estivo, ma l’immersione nella bellezza - stavolta architettonica - prosegue con Rosaelia, all’interno di palazzo Sant’Elia. Uno degli edifici barocchi più imponenti della città, il cui museo ospita mostre che vanno da Caravaggio alla fotografia contemporanea, e che è già la cornice necessaria per offrire un’atmosfera appagante per qualsiasi cliente. A questa si aggiunge una cucina siciliana rivisitata in chiave moderna e una proposta di cocktail rigorosamente classici. Non ci sono bottiglie in mostra, quasi a sottintendere che un artista non svela mai il segreto dietro le sue opere.

Difficile parlare di arte a Palermo senza volgere il pensiero a Vincenzo Lannino, barman storico della città, conosciuto non solo per le sue misture ma anche per la sua maestria come cesellatore. Vincenzo è la testimonianza di come uno shaker possa diventare un pezzo d’arte unico e da collezione. I suoi pezzi lavorati a mano sono sui banconi di tutto il mondo, o custoditi dietro le vetrine dei bar domestici di fortunati barman. Rinvigoriti dalla bellezza del centro storico, è l’ora di lasciarsi viziare da un buon bicchiere di bollicine o una generosa porzione di whisky. È al 13 Bootleg che, insieme ai cocktail, queste due referenze fanno da padrone. La scelta è tra oltre 500 etichette di Champagne e distillati, da bere in loco o da portarsi a casa. La cocktail list è curata da Sonja Scrudato che, oltre a saziare i molti martiniani che presenziano le quattro mura, propone alcune sue varianti sui classici contemporanei che sono diventate un must in città; una tra tutte il Min8, highball a base bourbon, vermouth e chinotto. Un piccolo parco giochi per bon vivant, che per non farsi mancar nulla, dispone anche di una cigar lounge in cui godersi un bel cubano.

«La città è viva e piena di progetti futuri» dice Peppe Cirrito, in attesa di veder aprire le porte di Ponticello, il ristorante e cocktail bar in cui sarà manager. Appassionato di miscelazione tropicale e Tiki, che reinterpreta con la grande varietà di frutta che gli mette a disposizione il territorio. La sua scuola “Noi amiamo il buon bere”, aperta inizialmente insieme a Rizzuto, è uno dei centri di apprendimento che da anni si occupano di innalzare il livello del bartending.

Di nuova generazione è invece Matteo Bonandrini, e anch’egli in attesa di una nuova apertura in città. Conosciuto in Italia come brand developer per diverse multinazionali, da alcuni anni, con la scuola “Intothebar”, si occupa di formazione per le giovani leve del futuro.

Quello formativo è un segmento importante in Sicilia; ne sanno qualcosa persone come Giorgio Puma che, dal 2009 al 2016, è stato il primo a portarvi i corsi Planet One, o ancora Gianluca Nardone, che con la “Drink bartender school” e col Drink Experience Event Sicilia ha portato personaggi come Calabrese o Dorelli a condividere le proprie esperienze con i colleghi siciliani. È famoso per il connubio tra cocktail e pasticceria, a testimonianza di un’altra peculiarità: l’importanza culturale che il cibo ha in questa regione fa sì che una buona parte dei cocktail bar sviluppino anche un’interessante offerta food.

Spostandosi di qualche chilometro nell’entroterra, a Montemaggiore Belsito, si trova Il Buco Food & Grocery di Ivan Geraci. Il bar viene aperto nel 1996 dal fratello Antonio e ha saputo evolversi insieme alle esigenze dei clienti, facendo conoscere il mondo dei cocktail partendo dai grandi classici italiani fino ad arrivare alle interpretazioni “della casa”. Qui la sua miscelazione fa accoppiata vincente con una selezione di hamburger creativi, come a dare conferma al vecchio detto per cui “buono più buono, fa buonissimo”.

Ad Acireale invece, il team di Frumento unisce il mondo della pizza con quello della miscelazione curata da Domenico Cosentino. Considerato tra le 50 migliori pizzerie d’Italia, il locale punta sulla territorialità delle materie prime, non solo dei lievitati, ma anche dei cocktail: è così che il cavolo trunzo (un presidio slow food della zona) diventa ingrediente di un collins, e che il Mezcal si unisce al fico d’india come la bottarga al Tommy’s Margarita.

Piccole porzioni creative e cucina internazionale come il club sandwich e l’insalata gourmet, vanno a comporre la proposta della Drogheria di Licata. Il comune di 50.000 abitanti può vantare uno dei migliori cocktail bar forniti dell’Isola, con oltre 700 referenze di spiriti da tutto il mondo. L’idea di miscelazione di Giuseppe Antona è studiata per essere interpretabile dalla clientela, con un ventaglio di gusti ampio ed accattivante e con un’offerta di mocktail accurata e non banale. La semplicità di comprensione non toglie che ci sia una grande preparazione dietro ai drink. Il locale è dotato di un laboratorio attrezzato, in cui vengono prodotti liquori e distillati home made.

Tra alchimia e chimica, magici infusi vengono creati anche nel laboratorio di uno storico boutique bar di Taormina, il Morgana Lounge Bar, in cui Christian Sciglio è direttore creativo dal 2002. Istituzione delle notti vip taorminesi, il locale cambia veste ogni stagione estiva, con layout firmati dai migliori interiori designer siciliani. Nel 2020 ad affiancare Sciglio è apparso Paolo Viola, bar manager che il mondo dell’hotellerie di alto livello conosce molto bene, e che fa parte di una serie di professionisti formatisi perlopiù all’estero, ma che oggi puntano sull’Isola.

Tra questi, in un nuovo progetto a Cefalù chiamato Neo, c’è Simone Molè. Classe 1990, nato a Modica e cresciuto per il mondo: Oceania, Asia, Roma e infine Londra, nel team del pluripremiato Lyaness, prima di tornare alle proprie radici. I lavori per l’apertura sono ancora in corso, ma si può anticipare una ricerca spasmodica di piccoli produttori locali, i cui ingredienti saranno protagonisti di una selezione di 9 tapas e 9 cocktail, per un omaggio al Mar Mediterraneo che passa dal design all’atmosfera, al prodotto.

Questo stesso mare divide il Continente dalla prima città che si incontra sbarcando; Messina. I cocktail bar di riferimento qui sono due, entrambi sotto l’ala di Duilio Bello. Il primo è Le Roi, all’interno della suggestiva Galleria Vittorio Emanuele. Pochi posti interni, ma un’ampia platea esterna che funge da punto di ritrovo per gli amanti di miscelati classici all’ora dell’aperitivo o in tarda serata. E per chi fosse alla ricerca di un’atmosfera più ovattata, di parole bisbigliate con voce discreta e di miscelati d’altri tempi, a pochi passi di distanza c’è lo Speakeasy 48. Una saracinesca aperta solo a metà, una porta scardinata e un codice per entrare: questi gli ostacoli che si antepongono tra il cliente selezionato e il suo buon bicchiere di whisky da scegliere tra quasi cento referenze.

Il distillato di malto più famoso si accompagna a una attenta selezione di birre e cocktail d’autore all’Highlander Pub di Piazza Armerina, nell’entroterra ennese. L’ambiente tipico del pub irlandese incrocia la miscelazione di Emilio Scoppo, che tra un Margarita e un Old Fashioned rivisitato, è diventato una tappa immancabile nel cuore dell’Isola.

Tornati sulla costa, a Siracusa, si trova un’altra tappa fissa dei giovani del posto: Barcollo. Nato nel 2012 all’interno di un cortile barocco, ha saputo modificare la sua natura di locale per musica dal vivo, integrando una proposta di miscelazione diretta da cinque anni da Andrea Franzò. Rivisitazioni di classici, ricerca nel glassware e un’ampia selezione di oltre 500 etichette, sono questi i cardini su cui si sviluppa l’offerta, particolarmente curata nella selezione dei vini, composta da cento referenze quasi interamente siciliane.

La scelta è ora tra risalire a Nord o rotolare verso Sud, per trovare due protagonisti di Baritalia, prossimo e passato.

A Catania c’è quel salotto della miscelazione ideato da Salvo Longo, Bohème Mixology Bar. È un salotto perché qui i barman si siedono accanto al cliente, imparano a conoscerne i gusti e cucire addosso a loro il giusto cocktail. È tutto su misura, accompagnato da musica dal vivo e da una sapiente conoscenza di classici, twist e preparazioni home made. La storia, vera, è che la Bohème sia nata proprio per questo, per dare il giusto spazio e tempo alla conversazione e al buon bere.

Ma c’è un’altra storia da raccontare ed è quella di Mattia Cilia e Boats (Based On A True Story). Questa, come dice il nome, è basata su fatti accaduti. E prende forma ad Ortigia, l’isola nell’Isola, che racconta di sé attraverso millenni di storia e dominazioni. Qui la miscelazione è sperimentale e ardita, seppur sempre ancorata al territorio. La selezione degli spirit ha una forte vocazione “agavacea”, e la drink list è ispirata alla “wunderkammer”, la camera delle meraviglie che tutti i nobili avevano in casa, in cui conservavano preziosi cimeli di viaggio. Anche qui la musica è componente essenziale dell’ambiente, che, con il calar della notte, si esprime in dj set unici, rigorosamente in vinile.

Di storie in Sicilia ce ne sono tante, così come tanti sono i personaggi che da anni vanno e tornano in questo crocevia del Mediterraneo. Uno di questi è Rocco Fiorenza che, dal 1997, da quando gli hanno servito un Mojito imbevibile, ha deciso di insegnare all’Italia quello che per lui è il drink. Ha preso una borsa frigo con il suo kit di “Sopravvivenza Mojito” e si è fatto conoscere come Mister Mojito in tutta la Penisola. Oggi è consulente e formatore, e gira sempre con il suo kit. Un altro grande girovago è Giorgio Chiariello, campione italiano di flair bartending, tra i più titolati a livello mondiale. In quanto esperto, ha preso parte a corsi di formazione in tutta Italia, e collabora con molti brand come ambassador e consulente. Lui, e tutti gli altri che abbiamo elencato, saranno giudici d’onore della nuova tappa a Palermo di Baritalia. Impossibile mancare.

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