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Giovanni Mondini è il nuovo direttore marketing di Barry Callebaut Italia

Barry Callebaut Italia Giovanni Mondini
La nomina del manager si inserisce in una più ampia strategia del Gruppo Barry Callebaut, tra i principali produttori mondiali di cioccolato e prodotti a base di cacao per la pasticceria, la gelateria e l’industria alimentare, per consolidare il suo ruolo di partner per i professionisti

Barry Callebaut Italia apre il 2026 con la nomina di Giovanni Mondini nel ruolo di direttore marketing. Nomina che si inserisce in una più ampia strategia messa a punto dall’azienda per consolidare il suo ruolo di partner per i professionisti in un momento particolarmente complesso per il mondo del cioccolato e del cacao, caratterizzato da una forte volatilità delle materie prime e da un’evoluzione delle dinamiche di consumo.

Generare valore per i professionisti

Mondini porta in Barry Callebaut una solida esperienza nel marketing e nello sviluppo di brand nel comparto food & beverage, con forti competenze in ambiti quali strategia, posizionamento, innovazione di portafoglio e attivazione di ecosistemi di marca. Nel corso della carriera ha dimostrato una notevole capacità di coniugare visione strategica, execution e risultati, lavorando per costruire relazioni durature con il mercato e generare valore per i professionisti e consumatori.

La sua nomina segna l’avvio di una nuova fase per la divisione italiana del gruppo svizzero, tra i principali produttori mondiali di cioccolato e prodotti a base di cacao di alta qualità per la pasticceria, la gelateria e l’industria alimentare, che intende rafforzare il proprio marketing come leva di connessione tra cultura del gusto, competenza tecnica e comunità professionale.

Un sistema fatto di innovazione, gusto e formazione

Una visione che prenderà forma in occasione di Sigep 2026, in programma dal 16 al 20 gennaio a Rimini, dove Barry Callebaut presenterà il nuovo posizionamento globale del brand Callebaut Masters of Taste. Presso lo spazio espositivo dell’azienda verrà proposto un percorso di degustazione, strutturato in 7 experience al giorno, della durata di 60 muniti ciascuna, accessibili a 40 ospiti per ogni turno, per un totale di circa 1.400 esperienze guidate. Un percorso immersivo, dalla colazione all’aperitivo, pensato per vivere il cioccolato come linguaggio, non solo come prodotto. E andare oltre il prodotto è infatti il cardine della nuova strategia di Barry Callebaut Italia, per proporre un sistema integrato fatto di formazione, innovazione, cultura del gusto e sostenibilità come competenza chiave: un posizionamento che ne rafforza il ruolo di partner per i professionisti e di abilitatore di futuro per il settore.

Conto alla rovescia per Sigep World 2026, il grande salone del foodservice

Sigep 2026
Dal 16 al 20 gennaio 2026, in Fiera a Rimini, la nuova edizione del Salone internazionale dedicato al foodservice. Ad attendere i visitatori, oltre 1300 espositori da tutto il mondo, tre nuovi hub sull’innovazione e un ricco programma di eventi, talk e competizioni

Mancano pochi giorni all’appuntamento con Sigep World, in programma alla Fiera di Rimini da venerdì 16 a martedì 20 gennaio 2026. Appuntamento al quale il Salone Internazionale di Gelato, Pasticceria, Cioccolato, Bakery, Pizza e Caffè, organizzato da Italian Exhibition Group (Ieg), si presenta con diverse novità.

A partire dall’espansione del perimetro espositivo, con oltre 1.300 brand che porteranno a Rimini il meglio del made in Italy, dalla tradizione di filiera alle tecnologie più avanzate. Accanto a una presenza italiana solida e di eccellenza, rappresentata dalle aziende di punta delle filiere del foodservice, imponente è la crescita di quella estera, +28%, con espositori provenienti da 45 Paesi di tutto il mondo. In questa geografia, alle realtà dei Paesi che, insieme all’Italia, guidano le principali filiere del settore, Germania, Spagna, Francia, Cina, Turchia, Belgio, Polonia, Stati Uniti, Grecia e Danimarca, si aggiungono i nuovi ingressi dell’edizione 2026: Canada, Arabia Saudita, Algeria, Ecuador, Estonia, Serbia, Singapore, Nepal e Repubblica Ceca.

Saranno presenti in fiera, inoltre, i National Pavilion, le collettive ufficiali dei Paesi che scelgono Sigep World come vetrina strategica per le proprie eccellenze, che quest’anno saranno Arabia Saudita, Cina, Ucraina e Brasile. Completa il quadro internazionale l’IndiaGuest Country 2026, attesa con una delegazione di 50 top buyer e rappresentanti istituzionali, oltre a espositori specializzati nelle tecnologie per il gelato.

Il rafforzamento dell’offerta si accompagna a un’intensa attività di incoming, il Top Buyer Program, che porterà a Rimini 500 buyer da 75 Paesi, con Stati Uniti, India, Canada e Brasile in testa. I profili coinvolti includono le principali catene del foodservice, grandi importatori e distributori impegnati a selezionare tecnologie, prodotti e soluzioni capaci di anticipare le esigenze dei mercati globali.

Un nuovo focus sul bar del futuro

Sul fronte dei settori merceologici del Sigep, il caffè si conferma grande protagonista, con un itinerario dall’origine alla tazzina, passando dal Sustainability District, che riunisce Paesi produttori e progetti dedicati a filiere sostenibili, dalla cooperazione africana al cacao latino-americano. Novità di questa 47ettesima edizione della manifestazione l’Innovation Bar, uno spazio immersivo che racconta l’evoluzione del coffee shop globale, tra specialty coffee, intelligenza artificiale, soluzioni robotiche e nuovi linguaggi del gusto.

Altro grande protagonista il gelato, con un vero progetto culturale – dai percorsi What is Gelato? e Gelato Meets Chains – pensato per mostrare a catene e operatori internazionali come e con quale modello imprenditoriale il gelato italiano rappresenti oggi una leva di business globale.

Cresce la pasticceria, spinta dal frozen e da tecnologie che moltiplicano le possibilità dei laboratori, mentre il cioccolato porta in campo i grandi player con processi sempre più sostenibili. Spinge sull’acceleratore la pizza, con Pizza (R)evolution, tra impasti evoluti e format che stanno conquistando il mercato internazionale, e il comparto bakery esprime una maturità industriale nuova.

Completa il quadro Luxury Hotel Food Experience, un nuovo tassello strategico che mette in relazione i marchi dell’hotellerie di alta gamma con le eccellenze delle filiere della manifestazione, creando tavoli esperienziali e momenti di confronto dedicati ai responsabili food&beverage e agli chef degli hotel premium.

Tre hub sull’innovazione

Spazio poi alle tecnologie per il foodservice, riunite nel Kitchen Equipment Hub, vetrina delle soluzioni che cambieranno il modo di produrre, servire e gestire, al Frozen Product Hub, che fotografa la crescita del surgelato di qualità, sempre più strategico per le realtà del fuori casa, e ai servizi digitali nel nuovo Digital District, dove software, pagamenti smart e robotica ridisegnano il lavoro di sala e di laboratorio.

Formazione e grandi sfide

Come sempre, Sigep World 2026 sarà il palcoscenico di importanti talk di tutte le communities presenti e di competizioni nazionali e internazionali di alto livello, tra le quali le gare di caffetteria di Sca Italy - Campionato italiano Coffee Roasting, Cup Tasters, Coffee in Good Sprits, Ibrik, Latte Art -, la Gelato World Cup, la finale italiana del Gelato Festival World Masters, Pizza Senza Frontiere - World Pizza Champions Games, Bread in the City, il Concorso Nazionale dell’Arte Bianca.

Nuovi imbottigliamenti e un’immagine più attuale per The Glenrothes

Glenrothes 15 Yo
Glenrothes 15 Yo
La distilleria dello Speyside imprime una ulteriore spinta sulla premiumizzazione con la sua gamma permanente di single malt che ora parte da 15 anni di invecchiamento. Rinnovata anche l'immagine e il pack dei prodotti

Una ulteriore spinta sulla premiumizzazione e un’identità visiva rinnovata sono le due novità con le quali The Glenrothes, storica distilleria di Rothes (Scozia) inaugura il nuovo anno. Riguardo il primo aspetto, la distilleria dello Speyside ha deciso di elevare ulteriormente l’asticella della qualità dei suoi Single malt, rinomati per la loro eleganza e distribuiti in Italia da Velier, eliminando gli imbottigliamenti con 10 e 12 anni di età: si parte, dunque, direttamente dal 15 anni, referenza che rappresenta una novità assoluta per la casa, per proseguire con invecchiamenti importanti di 18 anni e 25 anni.

Una scelta con la quale The Glenrothes punta a valorizzare ancora di più gli aspetti distintivi dei suoi whisky, prodotti dal carattere accessibile, ma dalla complessità raffinata, frutto di una felice combinazione di arte distillatoria e arte dell’invecchiamento. I prodotti del marchio nascono infatti da materie prime accuratamente selezionate, tra le quali acqua di sorgente dal contenuto minerale eccezionalmente basso, che scorre nei terreni della distilleria, e da un processo di distillazione lento, condotto in alambicchi particolarmente alti, che regalano un distillato di base fragrante, fruttato e di grande finezza. A completare l’opera la fase di maturazione, per la quale vengono usate botti di rovere, solitamente ex sherry, che vengono restaurate e preparate dagli artigiani bottai nel laboratorio della distilleria, con una filiera dei legni controllata direttamente dalla casa madre Edrington che garantisce una qualità costante e una personalità inconfondibile al prodotto finale.

La gamma permanente

Nuova espressione di questa arte è The 15 (alc 43% in vol) che entra far parte della gamma stabile di The Glenrothes, maturato per 15 anni in botti di rovere europeo ex sherry, selezionate personalmente da Laura Rampling, master whisky maker della distilleria. Dall’elegante profilo aromatico, che combina frutta matura e spezie, è ricco al palato con note di pera caramellata, cioccolato fondente, cannella, cardamomo, pecan, zenzero candito e marmellata d’arancia, che portano a un finale dolce e morbido, speziato e persistente.

Insieme a lui, compongono la gamma permanente del marchio Glenrothes 18 Yo (alc 43% in vol), invecchiato 18 anni in botti 100% sherry seasoned, con una alta percentuale di botti first fill, e dai ricchi sentori vaniglia dolce, pera e zenzero, e Glenrothes 25 Yo (alc 43% in vol) lasciato maturare allo stesso modo, ma per 25 anni, e che si caratterizza per le note di caramello salato, mango e semi di coriandolo.

Un’immagine più attuale

Altra novità è il restyling dell’identità visiva del marchio, con il rinnovo del packaging dei prodotti, che ha portato alla costruzione di una gamma coerente e immediatamente riconoscibile, curata dall’agenzia di branding e design londinese Lewis Moberly. Un lavoro finalizzato a dare un’immagine più moderna e attuale alla distilleria attiva dal 1879, ma rimanendo fedele alla sua storia.

L’iconica bottiglia tondeggiante è stata reinterpretata con un profilo più alto ed elegante e un collo più slanciato ed è impreziosita da etichette che presentano le note di degustazione scritte a mano da Laura Rampling. A custodire la bottiglia un cilindro a doppio strato, ispirato ai legni di maturazione e ai colori della Tenuta di The Glenrothes, dal verde lichene del 15 anni alle tonalità più profonde e autorevoli del 18 e 25 anni. Nato all’insegna della sostenibilità, il nuovo pack secondario è del tutto privo di elementi in plastica, metallo e pelle, è interamente realizzato con carta e cartone, e un minimo uso di lamina, ed è 100% riciclabile.

Pagamenti digitali nei bar: le novità per il 2026

Il sistema di cassa fiscale touchscreen SumUp Cassa Lite e il lettore POS per gestire i pagamenti digitali nei bar.
I pagamenti cashless nei bar italiani stanno vivendo un’accelerazione che trasforma il modo in cui clienti e gestori vivono l’esperienza al bancone. Le novità sui pagamenti digitali introdotte dalla Legge di Bilancio 2025 e le soluzioni SumUp Cassa Lite e Cassa Fiscale online per adeguarsi agli obblighi in vigore dal 2026.

Nel 2025 i pagamenti digitali nei bar e nelle caffetterie hanno registrato un incremento del 42%, un dato che conferma come l’uso di carte e smartphone per transazioni anche di piccolo importo sia ormai una scelta naturale e quotidiana per milioni di italiani. Dal semplice cappuccino alla colazione completa con cornetto, il cashless sta prendendo il sopravvento, aprendo scenari di innovazione e adattamento per tutti gli operatori del settore horeca.

La crescita dei pagamenti digitali nei bar italiani nel 2025

L’Osservatorio Bar e Caffè Cashless di SumUp ha monitorato con precisione l’andamento delle transazioni digitali effettuate in bar e caffetterie, fornendo importanti spunti di analisi per comprendere questa evoluzione.

La crescita più evidente si registra nelle prime ore della giornata: tra le 6 e le 10 del mattino, infatti, il 44% delle transazioni avviene tramite strumenti di pagamento elettronici. Una conferma che la colazione al bar, tradizionalmente dominio del contante per via della rapidità dell’operazione, oggi vede saldamente affermarsi modalità più moderne e veloci.

Dal punto di vista territoriale, protagoniste di questa rivoluzione digitale sono le province del Sud Italia. Campobasso guida la classifica con un incredibile +167,9%, seguita da Catanzaro (+113,3%) e Palermo (+90,2%), mentre nella Top Ten si affacciano anche Ragusa, Sassari e Vibo Valentia, mostrando una particolare propensione all’adozione del cashless nelle regioni meridionali.

Questi dati testimoniano una diffusione sempre più capillare e trasversale del pagamento digitale, sorpassando preconcetti e barriere culturali.

Parallelamente, si osserva un fenomeno interessante: lo scontrino medio cashless si è attestato a 11,1 euro, registrando un calo del 4,2% rispetto al 2024.

Questo indica che sempre più consumazioni di piccolo valore vengono pagate con strumenti digitali, segno che la comodità e la rapidità superano la tradizionale abitudine di usare contanti anche per importi minimi.

Il cashless non è più riservato a spese elevate o occasioni particolari, ma è diventato uno standard di pagamento, anche per la classica colazione al bar.

La normativa fiscale 2026 e gli obblighi per i bar

Non si tratta solo di un'evoluzione tecnologica, ma anche di un cambiamento normativo rilevante. A partire dal 2026, come previsto dalla Legge di Bilancio 2025, sarà obbligatorio il collegamento automatico tra POS e registratori di cassa telematici.

Questo protocollo di comunicazione in tempo reale con l’Agenzia delle Entrate introduce nuovi standard per la trasmissione dei corrispettivi fiscali, con l’obiettivo di aumentare la trasparenza e la compliance fiscale.

Per i gestori di bar e caffetterie, questo significherà dover aggiornare o sostituire i propri sistemi di gestione della cassa per garantirne la piena conformità. Dal punto di vista pratico, chi non si adeguerà al nuovo obbligo rischierà sanzioni, ma soprattutto perdite di efficienza operativa.

La digitalizzazione della fiscalità, infatti, comporta vantaggi in termini di velocità, precisione e meno adempimenti manuali, elementi fondamentali in un’attività come quella del bar dove il ritmo è serrato e la rapidità di servizio è elemento chiave.

SumUp Cassa Lite: la soluzione semplice per i piccoli bar

Per far fronte a queste esigenze, SumUp ha sviluppato SumUp Cassa Lite, un registratore di cassa digitale progettato espressamente per i piccoli esercizi come bar e caffetterie. Questa soluzione si distingue per la sua semplicità d’uso e per il costo unico, senza abbonamenti mensili o altri oneri ricorrenti, una novità nel panorama delle soluzioni di cassa digitale.

Cassa Lite integra in un unico dispositivo touchscreen da 13 pollici resistente agli spruzzi, un lettore di carte e un software professionale che permette di registrare pagamenti con carta e contanti, gestire un catalogo prodotti e monitorare l’andamento del fatturato in tempo reale.

Il sistema si interfaccia senza problemi con stampanti fiscali e cassetti per contanti, fornendo agli esercenti uno strumento versatile e completo, pronto all’uso nei contesti più dinamici.

Questa soluzione è ideale per chi gestisce un’attività di piccole dimensioni e necessita di un sistema rapido e intuitivo per gestire le operazioni di cassa senza complicazioni tecniche o costi nascosti. Inoltre, fa parte di un ecosistema digitale più ampio offerto da SumUp, che comprende soluzioni per la fatturazione, conti aziendali gratuiti e tanto altro, supportando così la digitalizzazione a 360 gradi del bar.

SumUp Cassa Fiscale Online: la rivoluzione fiscale in cloud

Per bar e caffetterie con esigenze più avanzate o in cerca di una soluzione pienamente integrata con la fiscalità, SumUp propone Cassa Fiscale Online, la prima soluzione fiscale cloud all-in-one disponibile in Italia. Questo innovativo software trasforma smartphone e POS in veri e propri registratori di cassa digitali, senza necessità di stampanti fiscali tradizionali o dispositivi aggiuntivi.

Con Cassa Fiscale Online, la gestione fiscale, i pagamenti e le funzionalità bancarie sono orchestrate in un unico ambiente digitale, semplificando enormemente la contabilità e l’invio automatico dei corrispettivi all’Agenzia delle Entrate.

Questa tecnologia elimina costi e oneri di gestione, come l’acquisto e la manutenzione di hardware dedicato, consentendo agli esercenti di concentrarsi sul proprio core business.

Oltre a semplificare gli adempimenti normativi, questa soluzione rappresenta un passo avanti verso una gestione contabile più trasparente e fluida, in linea con le esigenze di un mercato in rapida evoluzione. Per i professionisti horeca, adottare Cassa Fiscale Online significa non solo essere compliant ma anche abbracciare un futuro più digitale e snello.

Perché il 2026 sarà l’anno della digitalizzazione nei bar

La combinazione di crescita esponenziale del cashless, nuove normative fiscali e offerte di soluzioni di cassa evolute come quelle di SumUp rende il 2026 un anno chiave per i pagamenti digitali nei bar italiani.

Questo è il momento di cogliere l’opportunità di innovare, rendendo più efficienti i processi dei pagamenti digitali nei bar e per la gestione fiscale, migliorando l’esperienza cliente e riducendo i costi operativi.

SumUp si pone come partner strategico per i professionisti del fuori casa, offrendo tecnologie accessibili, integrate e pronte all’uso per accompagnare ogni esercente nel percorso di digitalizzazione.

Scopri di più sulle soluzioni per adeguarsi alla normativa

SumUp a SIGEP World 2026

SumUp presenterà a SIGEP World 2026 (Fiera di Rimini, 16-20 gennaio 2026) le sue soluzioni per il settore horeca: oltre a Cassa Lite, il registratore di cassa digitale semplice e subito pronto all’uso, ci sarà anche Terminal, il dispositivo all-in-one che unisce POS, punto cassa e gestione ordini. Entrambe le soluzioni sono completamente fiscalizzate e conformi alla normativa italiana.

SumUp sarà Payment Partner del Micro Roaster Village e sponsor della Coffee Arena, confermando il suo impegno nel rendere i pagamenti più facili e accessibili.

Un 2025 da record per Metro Italia

METRO Italia David Martinez Fontano
David Martinez Fontano, ceo Metro Italia
Volano i conti dell'azenda specializzata nel commercio all’ingrosso per il fuori casa che ha chiuso il bilancio con un fatturato oltre i 2,1 miliardi, registrando una crescita del 5,9%

Quello che volge al termine si configura come un anno di crescita record per Metro Italia, che ha chiuso l’esercizio 2024-2025 con un fatturato di 2,133 miliardi di euro, registrando un incremento del 5,9% su quello precedente. Un risultato che brilla ancora di più considerando che nello stesso periodo la crescita del mercato horeca è stata decisamente più contenuta, e pari all’1,6%. «È stato un anno ricco di sfide e di importanti evoluzioni per l’azienda, che ha proceduto con il rafforzamento della strategia multicanale finalizzata a supportare i professionisti ad affrontare i cambiamenti del settore del fuori casa», ha sottolineato David Martínez Fontano, ceo di Metro Italia, nel corso dell’incontro svoltosi A’ Riccione Terrazza, a Milano, nel corso del quale sono stati presentati i numeri del bilancio.

Una strategia vincente: a trainare la crescita sono stati infatti tutti i canali di vendita. Il tradizionale cash&carry, che rappresenta il 75% delle vendite totali, ha visto il fatturato salire del 4,2%, toccando quota 1,591 miliardi; il Food Service Distribution (Fsd), il canale di consegna diretta presso le attività, ha totalizzato vendite per 513 milioni, +10%; il Mercato Online, ovvero il marketplace aperto a tutti con oltre 250.000 attrezzature professionali di circa 200 aziende partner, ha raggiunto un fatturato di 29 milioni, crescendo di ben il 38%.

Il lavoro sull’assortimento

Performance che si spiegano e premiano anche il lavoro sugli assortimenti condotto da Metro Italia nell’anno, con un’offerta che nel totale conta circa 30.000 referenze, delle quali circa 22.500 food e 8.000 non food. «Abbiamo lavorato per ampliare la proposta di ultra freschi e di prodotti locali, che insieme a quelli a marchio proprio (Metro Chef, Metro Professional e Rioba) costituiscono i pilastri della nostra offerta», ha spiegato Martínez Fontano.

I prodotti a marchio Metro, quasi 5.000, hanno registrato vendite per 754 milioni, pari al 36% dell’intero fatturato, con una crescita del 12,7% sul 2023-2024. Ottimo anche l’andamento dei prodotti locali, ben 7.000 che rappresentano quasi un quarto dell’intero assortimento (23%) e provenienti da 750 fornitori partner selezionati su tutto il territorio nazionale, le cui vendite sono state pari a 101 milioni, in aumento dell’8,6%, così come quello degli ultra freschi, fiore all’occhiello dell’offerta, con vendite per 547 milioni, in crescita dell’8,3%.

«Nell’aggiornamento dell’assortimento particolare attenzione è stata dedicata alle esigenze del mondo bar per il quale è stata aumentata la proposta di spirit premium, con oltre 1.000 nuove etichette, tra gin, tequila, mezcal, vodka, e di appetizer frozen, che uniscono qualità e alto valore di servizio, per i locali che vogliono arricchire e differenziare l’offerta per l’aperitivo», ha raccontato il ceo.

Multicanalità, evoluzione dei punti vendita e dell’offerta

All’insegna della continuità si preannuncia il nuovo anno. «Proseguiremo l’attuazione della Strategia 2030 concentrandoci su tre priorità: il consolidamento del business multicanale, l’evoluzione dei punti vendita, per garantire servizi sempre più efficienti e un’esperienza d’acquisto sempre migliore, e degli assortimenti, valorizzando le eccellenze locali che rappresentano un elemento strategico nel mercato italiano, fronte sul quale stiamo continuando l’opera di scouting - ha spiegato Martínez Fontano -. L’obiettivo è di continuare a fare meglio del mercato, per il quale nel 2026 ci si attende una crescita intorno all’1% e per Metro Italia tra il 2 e il 4%».

Un’esperienza d’acquisto fluida

La strategia multicanale proseguirà nell'integrazione sempre più stretta dei tre canali distributivi, con gli investimenti che si concentreranno sul potenziamento della logistica, in continuità con la recente inaugurazione del deposito Fsd di Pontedera, che si è aggiunto a quelli di Milano e Roma, che ha accresciuto la capacità distributiva e la copertura territoriale nelle consegne in Toscana e nella Liguria meridionale.

Nell’anno sarà pienamente a regime l’evoluzione dei 46 cash&carry presenti nella Penisola in tutta la Penisola secondo il modello Mfc (Multichannel Fulfillment Center), come il nuovo punto vendita di Olbia, il terzo aperto in Sardegna. Si tratta di spazi concepiti per integrare logistica avanzata, digitalizzazione dei processi e un’esperienza d’acquisto fluida tra canale fisico, delivery e marketplace online. In chiave multicanale si svilupperà anche la riorganizzazione della forza vendita, con lo Store Manager che diventerà Territory Manager, non limitandosi a guidare il singolo punto vendita, ma diventando il riferimento per tutto il personale operativo nel territorio circostante, a testimonianza della volontà di garantire vicinanza e supporto completo ai clienti.

Un nuovo target di clientela

«Un altro asse portante della strategia per il nuovo anno sarà la spinta sulla digitalizzazione delle attività del fuori casa con l’offerta di servizi digitali Dish, che vanno dai sistemi di pagamento ai sistemi di gestione degli ordini, dei tavoli e delivery, che arricchiremo ulteriormente», ha raccontato il ceo.

Inoltre, ai nastri di partenza altri due progetti finalizzati ad allargare ancora la quota di mercato di Metro Italia. Il primo riguarda un nuovo target di clientela, il mondo hotel. «Un settore cha abbiamo servito finora in modo marginale, ma che intendiamo sviluppare e per il quale abbiamo messo a punto un assortimento ad hoc, soprattutto per la colazione - ha annunciato Martínez Fontano - Il secondo è Metro Pro Club, partito a dicembre, che coinvolge i clienti capaci di garantire un certo volume di vendite, e che si impegnano a fare acquisti per almeno 30.000 euro all’anno. In cambio godono di tutta una serie di vantaggi, come assortimenti personalizzati, scontistica e bonus, consegne mirate e un venditore dedicato che li segue in tutte le loro esigenze. Il Club accoglie già 12.000 e l’obiettivo per il 2026 è arrivare a quota 30.000».

A marzo torna HoReCa Workshop, il corso per progettare locali di successo

HoReCa Workshop
A Milano, dal 27 al 29 marzo, la nuova edizione del corso dedicato a progettisti e imprenditori del fuori casa. Posti ancora disponibili anche con riduzioni del 50

Nella loro evoluzione i locali pubblici spesso anticipano l’espressione di nuovi stili di vita, ridisegnando in taluni casi anche il volto delle aree urbane. Per questo richiedono a chi li progetta e li gestisce sempre nuove idee e competenze. Nuove idee e competenze che architetti, progettisti, contractor, designer e imprenditori del fuori casa troveranno a HoReCa Workshop - Architettura Design & Marketing – Ideare, progettare, arredare e realizzare ristoranti, lounge bar e locali di successo, il corso di alta formazione professionale di Milano Business School, del quale la prossima edizione si terrà a Milano da venerdì 27 a domenica 29 marzo.

Aperto a una tipologia diversificata di professionisti del settore, il corso punta ad approfondire i nuovi linguaggi della progettazione di bar, ristoranti e hotel e le nuove tendenze internazionali nel campo dei locali pubblici e del food retail, il tutto con un deciso approccio pratico operativo.

Asso portante del percorso è il dialogo tra il mondo dell’architettura d’interni e quello del marketing, facendo interagire i protagonisti della progettazione e gli imprenditori, ampliando le competenze di entrambi con nuove conoscenze che possano subito essere messe in pratica nell’ideazione, ristrutturazione e nell’arredamento degli spazi del fuoricasa. Ai progettisti il corso fornisce nuove idee di business, soluzioni concrete e stimoli per l’evoluzione della loro professionalità. Agli imprenditori gli elementi strategici per comprendere meglio la complessità e l’importanza del progetto, dagli interni all’organizzazione degli spazi.

Il piano didattico

In particolare, verranno analizzati il tema del rapporto con il committente e il mercato, la progettazione, l’arredamento, il design d’interni, l’illuminazione, la scelta dei materiali, la percezione visiva e l’uso del colore, in sintonia con il posizionamento di mercato e l’analisi di marketing.

A salire in cattedra un corpo docenti di alto profilo, composto da architetti, imprenditori e professionisti di esperienza internazionale e diretta nel mondo del fuori casa. Ad affiancarli i rappresentanti delle aziende partner che, con brevi interventi, approfondiranno il rapporto tra prodotti, innovazione e mercato e illustreranno soluzioni concrete e funzionali alla progettazione dei locali.

I partecipanti potranno inoltre arricchire il loro percorso con una visita con i docenti in alcune realizzazioni di Milano, per un’analisi diretta e critica delle trasformazioni in atto, delle esigenze del pubblico e delle potenzialità di un approccio diretto al rapporto strategico tra architettura e marketing.

Come partecipare a HoReCa Workshop

HoReCa Workshop si svolge presso la Sala Duomo al 2° piano dell’Hotel de la Ville in via Hoepli 6 (a due passi da piazza Duomo) a Milano, da venerdì 27 a domenica 29 marzo, tutti i giorni con orario 9.15-13.30 e 14.15-18.30. La partecipazione è limitata a massimo 25 persone. La quota di iscrizione è di 2000 euro più Iva, ma grazie al contributo delle aziende partner sono disponibili riduzioni che permettono di partecipare al costo di 1000 euro (più Iva).

Per iscriversi e ulteriori informazioni consultare il sito: www.horecaworkshop.it oppure inviare una mail a segreteria@horecaworkshop.it o telefonare al numero 3471435380.

SumUp Terminal per bar e ristoranti: come trasformare i trend in fatturato

Pagamento contactless al tavolo gestito con il dispositivo all-in-one SumUp Terminal
SumUp Terminal per bar e ristoranti non è solamente un nuovo POS, ma uno strumento che cambia il modo in cui gestiscono ordini, pagamenti, menu e scorte, con un’unica piattaforma portatile.

In un contesto in cui i trend di consumo si trasformano rapidamente e il cashless cresce di anno in anno, avere un dispositivo all-in-one come SumUp Terminal diventa una scelta strategica per qualunque attività horeca, dal bar di quartiere al ristorante in espansione.

Se il locale è pieno ma la gestione è frammentata

Ecco una situazione familiare a molti professionisti: sala piena, ordini che arrivano da più tavoli, menù stagionali aggiornati “al volo” a penna, un lettore carte sul bancone e un registratore di cassa che richiede passaggi continui avanti e indietro.

Nel frattempo, i clienti - sempre più giovani e digitali - si aspettano pagamenti rapidi, senza frizioni, zero attese in cassa e un servizio coerente con ciò che vedono ogni giorno sui social. ​

In questo scenario, la vera criticità non è solamente la qualità del prodotto, ma la frammentazione degli strumenti: un device per i pagamenti, uno per la cassa, fogli o taccuini per gli ordini, gestione delle scorte spesso “a sensazione”.

È esattamente questo il tipo di complessità che SumUp Terminal per bar e ristoranti punta a semplificare, concentrando in un unico dispositivo tutte le funzioni chiave del punto vendita.

Il mercato è sempre più cashless

Se il consumo fuori casa resta centrale, quelle che cambiano sono le modalità con cui gli italiani vivono il bar e la caffetteria. Nel 2025, l’82% degli italiani ha scelto bar e caffè per le proprie pause, confermando il ruolo del locale come luogo quotidiano di socialità, lavoro informale e relax.

Allo stesso tempo, i pagamenti digitali in bar e caffetterie sono cresciuti del 42% in un solo anno, secondo l’Osservatorio Bar Caffè Cashless di SumUp. ​

Per chi gestisce un’attività horeca, questo significa due cose: la clientela si aspetta di poter pagare con carte e wallet in modo fluido e il flusso di incassi digitali diventa la nuova normalità, non un canale accessorio.

Strumenti nati solo come lettori di carte rischiano di non essere più sufficienti quando l’attività cresce e si complica la gestione tra sala, banco, cucina e amministrazione.

Cosa chiede oggi chi entra al bar

La crescita del cashless va letta insieme all’evoluzione dei consumi, guidata in buona parte dalla Gen Z. La generazione più giovane frequenta bar e caffetterie non solo per un espresso veloce, ma per vivere una pausa lenta, personalizzata, spesso al posto dell’aperitivo alcolico, in linea con la tendenza alla sober curiosity.

I menu si popolano di bevande stagionali, ricette ispirate ai social e proposte pensate per essere fotografate e condivise, dalle varianti di caffè invernali alle alternative “healthy”.

Dietro questa trasformazione estetica c’è una richiesta di fondo: flessibilità. I locali devono poter aggiornare rapidamente l’offerta, testare nuove proposte, creare limited edition e, allo stesso tempo, garantire un’esperienza di pagamento e servizio coerente, dal QR alla carta contactless, senza attriti. ​

Che cos’è SumUp Terminal

In questo contesto nasce SumUp Terminal, un dispositivo portatile all-in-one pensato per bar e ristoranti in fase di crescita che vogliono superare il semplice lettore di carte senza doversi caricare la complessità di un sistema di cassa tradizionale.

SumUp Terminal unisce infatti in un unico strumento lettore di carte, punto cassa completo, gestione ordini e stampante per scontrini o comande, consentendo di gestire l’intera operatività del locale da un solo device.

Dietro il prodotto c’è l’ecosistema SumUp, fintech globale che supporta oltre 4 milioni di esercenti in 36 mercati con soluzioni di pagamento, sistemi di cassa, Conto e carta aziendale. L’obiettivo dichiarato è democratizzare l’accesso agli strumenti di pagamento e gestione avanzata, rendendoli accessibili anche ai business di dimensioni ridotte che vogliono crescere senza traumi organizzativi. ​

Dal bancone al tavolo, senza interruzioni

Nel quotidiano di un bar o di un ristorante, SumUp Terminal permette al personale di lasciare il bancone e seguire il cliente lungo tutto il percorso, dall’ordine al pagamento.

Camerieri e baristi possono prendere ordini, effettuare il check-out, accettare pagamenti con carta e stampare scontrini o comande direttamente al tavolo o in qualsiasi punto del locale.

Questa mobilità ha effetti immediati sul servizio: meno code alla cassa, meno passaggi avanti e indietro per concludere i conti, maggiore velocità di rotazione dei tavoli nei momenti di punta. Per il cliente, l’esperienza risulta più fluida e moderna; per l’esercente, si riducono gli errori manuali e si ottimizzano i tempi di lavoro dello staff. ​

SumUp Terminal: con AI e fotocamera il menu si aggiorna da solo

Uno degli elementi più innovativi di SumUp Terminal per bar e ristoranti è l’integrazione tra fotocamera e intelligenza artificiale per la gestione del menu.

Il dispositivo è in grado di digitalizzare istantaneamente un elenco prodotti a partire da una semplice foto di un menu cartaceo, anche scritto a mano, generando automaticamente un catalogo digitale modificabile.

Questa funzione riduce drasticamente il tempo necessario per impostare o aggiornare il menu, permettendo di aggiungere descrizioni, foto e nuovi prodotti in qualsiasi momento, senza dover reinserire tutto a mano.

Per i bar e le caffetterie che lavorano con stagionali e sono immersi nei trend social, significa poter intervenire rapidamente sull’offerta, ad esempio inserendo una nuova bevanda invernale o una proposta limited edition, mantenendo allineati cassa, ordini e reportistica.

Dati, scorte e margini sotto controllo

SumUp Terminal non si limita a facilitare pagamenti e ordini, ma offre una visione integrata dell’andamento del locale, dagli scontrini alle categorie di prodotto più vendute. L’accesso in tempo reale ai report di vendita aiuta il titolare a capire quali proposte stanno funzionando, in quali fasce orarie e con quali scontrini medi. ​

Queste informazioni diventano preziose anche per la gestione del magazzino: sapendo quali bevande, ingredienti o piatti stanno spingendo di più, è possibile pianificare con maggiore precisione gli acquisti di materie prime e ridurre sia gli sprechi sia le rotture di stock. Nel medio periodo, una gestione dei dati più consapevole si traduce in margini più stabili e in una migliore capacità di investimento su format e prodotti innovativi.

SumUp Terminal: uno strumento pensato per lo staff

Sul fronte dell’usabilità, SumUp Terminal per bar e ristoranti è dotato di touchscreen HD intuitivo, progettato per essere adottato rapidamente anche da chi non ha familiarità con sistemi gestionali complessi. Il titolare può creare profili personalizzati per i membri del team, con permessi differenziati in base al ruolo, dalla sala all’amministrazione. ​

Questa granularità si combina con la possibilità di consultare in tempo reale i report di vendita, elemento utile per chi deve decidere turni, promozioni o variazioni di menu sulla base dell’andamento effettivo del locale.

La batteria di lunga durata assicura inoltre che il dispositivo possa seguire il ritmo di una giornata piena, dal primo turno di colazioni fino all’ultimo servizio serale.

Connessione, continuità e costo

Per garantire continuità operativa, SumUp Terminal integra WiFi e una connessione dati mobile 4G gratuita, scegliendo automaticamente la rete più stabile disponibile per evitare interruzioni nei pagamenti. È un aspetto particolarmente rilevante per i locali con copertura non sempre perfetta o con layout che rendono meno affidabile il segnale in alcuni punti della sala.

Dal punto di vista economico, SumUp Terminal è disponibile in Italia al prezzo di 169 euro, senza costi mensili di noleggio, con aggiornamenti software gratuiti e automatici previsti nel tempo. Tra le nuove funzionalità annunciate figurano la scansione dei codici a barre, la gestione dei tavoli e la possibilità di sincronizzare più dispositivi all’interno dello stesso locale, oltre all’integrazione fluida con altri sistemi di cassa dell’ecosistema SumUp. ​

SumUp Terminal: una scelta strategica per bar e ristoranti

Per bar e ristoranti che stanno compiendo un salto di scala (più coperti, più prodotti, più pagamenti digitali) SumUp Terminal rappresenta un modo per dotarsi di un’infrastruttura moderna senza la barriera d’ingresso dei sistemi tradizionali.

In un momento in cui i trend di consumo si intrecciano con la crescita del cashless e con le aspettative di un pubblico sempre più giovane e digitale, centralizzare cassa, ordini, pagamenti e dati in un unico strumento diventa un vantaggio competitivo concreto. ​

Scopri di più su SumUp Terminal

SumUp a SIGEP World 2026

SumUp presenterà a SIGEP World 2026 (Fiera di Rimini, 16-20 gennaio 2026) le sue soluzioni per il settore horeca: oltre a Terminal, il dispositivo all-in-one che unisce POS, punto cassa e gestione ordini, ci sarà Cassa Lite, il registratore di cassa digitale semplice e subito pronto all’uso. Entrambe le soluzioni sono completamente fiscalizzate e conformi alla normativa italiana.

SumUp sarà Payment Partner del Micro Roaster Village e sponsor della Coffee Arena, confermando il suo impegno nel rendere i pagamenti più facili e accessibili.

 

Ultimi giorni per partecipare alla Torres Brandy Zero Challenge 2026

Torres Brandy Zero Challenge
Il podio della scorsa edizione della competizione. Al centro il vincitore, Daniel Pappa
Iscrizioni aperte fino al 31 dicembre per la nuova edizione del concorso organizzato da Torres Brandy che promuove la sostenibilità nell'hospitality. Al vincitore 30.000 euro per realizzare il suo progetto green

Ultimi giorni per partecipare alla Torres Brandy Zero Challenge 2026, la competizione internazionale dedicata alla sostenibilità nel mondo dell’ospitalità. La dead line per per iscriversi e presentare il proprio progetto per la quarta edizione del concorso è il prossimo 31 dicembre.

Organizzato da Torres Brandy, il marchio catalano di brandy fondato nel 1928 da Juan Torres Casals, il concorso sfida i professionisti del fuori casa a ideare progetti innovativi in ambito green, con l’obiettivo di promuovere e celebrare l'impegno ambientale nel settore e accompagnarlo verso un future sempre più sostenibile.

I progetti devono affrontare le sfide socio-ambientali dei nostri tempi e devono avere un impatto misurabile in termini di riduzione delle emissioni di CO2 o di rifiuti, di riciclo di materiali o di inclusione sociale o contribuire al raggiungimento di altri obiettivi in chiave di sostenibilità.

Quattordici Paesi in gara da tre continenti

La nuova edizione della Torres Brandy Zero Challenge coinvolge gli operatori di bar, cocktail bar, caffetterie, ristoranti e hotel, di quattordici Paesi di tre continenti: Spagna, Italia, Finlandia, Regno Unito, Germania, Lituania, Norvegia e Romania in Europa, Stati Uniti, Canada, Messico e Cile nelle Americhe, Cina e Corea del Sud in Asia.

Per ogni Paese ci sarà una finale nazionale, che si terrà tra il prossimo gennaio e febbraio, che selezionerà il progetto che parteciperà alla finale globale. Questa andrà in scena a Barcellona il 18 e 19 aprile durante il Barcelona Cocktail Fest, dove i campioni nazionali presenteranno le loro iniziative sostenibile a una giuria di esperti internazionali, che tra gli altri comprende François Monti, cocktail writer e presidente della World's 50 Best Bars Academy per Spagna e Portogallo, Juliane Caillouette-Noble, direttrice generale della Sustainable Restaurant Association, e Mandy Naglich, pluripremiata giornalista newyorkese ed esperta di spirit.

30.000 euro per trasformare il progetto in realtà

Giuria che decreterà il vincitore assoluto della competizione, che si aggiudicherà un premio di 30.000 euro, che gli consentirà di realizzare il suo progetto e dare concretezza alla sua visione. Premio lo scorso anno andato a Daniel Pappa, bartender italiano in forza allo Svanen di Oslo, in Norvegia, per l’iniziativa D.G.Æ. (The Ugly Duckling) finalizzata a ridurre lo spreco alimentare attraverso la trasformazione in sciroppi, liquori e altri ingredienti per la miscelazione dei prodotti agricoli in eccesso o danneggiati (leggi Daniel Pappa vince la Torres Brandy Zero Challenge 2025).

Prima di lui la vittoria era andata a Giacomo Giannotti del Paradiso di Barcellona con il progetto Zero Waste Lab, focalizzato sul riciclo dei rifiuti organici e in plastica e la loro trasformazione in nuovi oggetti utilizzabili nel locale e il messicano Alberto del Toro, fondatore del Rufina Mezcalería a León, con Taller Zero, giving a second chance, incentrato sulla trasformazione delle bottiglie di vetro scartate in posacenere, bicchieri e lampade, offrendo opportunità di impiego a persone anziane a rischio di esclusione dal mondo del lavoro.

Come partecipare

Per partecipare alla gara occorre iscriversi entro il prossimo 31 dicembre sul sito del concorso, compilando l’apposito form e caricando un video, della durata massima di 3 minuti (peso max 300 MB) che spieghi in modo chiaro il progetto. Questo deve essere realizzabile e finalizzato a migliorare l’impatto socio-ambientale dell’attività in una delle quattro macro aree tematiche della competizione: riduzione della generazione di rifiuti, le energie rinnovabili, l'architettura e il design sostenibile e l'inclusione sociale.

 

Amaro Lucano lancia la nuova etichetta con la campagna Ooh

Amaro Lucano manifest
Coinvolge le principali città italiane la nuova campagna dello storico amaro di casa Vena. Al centro la nuova identità grafica del marchio

È partita e andrà avanti fino al prossimo 31 dicembre la campagna Ooh (Out of home) di Amaro Lucano, che mette al centro il nuovo volto della sua etichetta. L’iniziativa è infatti nata con l’obiettivo di accompagnare il pubblico degli operatori del fuori casa e dei consumatori nel passaggio visivo verso la nuova identità grafica dello storico liquore di Pisticci.

Nei mesi scorsi l’Amaro creato nel 1894 da Pasquale Vena ha proceduto a un restyling grafico dell’etichetta per rinfrescare l’immagine del marchio e parlare alle nuove generazioni di consumatori. Un intervento di aggiornamento visivo, svelato ufficialmente a Milano in un evento svoltosi lo scorso ottobre Casa Tobago (leggi Amaro Lucano si riveste puntando sulla fierezza della donna), che ha interessato in particolare la Pacchiana, la donna in costume tradizionale lucano presente sull’etichetta fin dalla nascita del prodotto.

Nella nuova etichetta la figura femminile, diventata simbolo identitario di Amaro Lucano, non solo resta protagonista, ma assume un rilievo ancora maggiore. È infatti ritratta in primo piano, con uno sguardo fiero e diretto, e regge un mazzo di fiori ed erbe aromatiche, che rimandano alle oltre 30 botaniche della formula del prodotto, mentre alle sue spalle si intravede il profilo del centro storico di Pisticci.

La campagna

Tale aggiornamento degli elementi grafici, sebbene mantiene pienamente riconoscibile l’identità del brand, richiede un minimo di tempo per essere assimilato dal pubblico. Questo percorso è ciò che vuole favorire la nuova campagna, attraverso due soggetti creativi firmati dall’agenzia PicNic. Al centro della scena, ovviamente, c’è la Pacchiana, pensata però in versione animata: la sua espressione naturale e fissa prende vita, sorride e si muove, permettendo una comunicazione più dinamica e coinvolgente e rendendo accattivante la presenza del marchio.

La campagna, che si concluderà a fine anno, interessa le principali città italiane, Milano, Roma, Napoli e Bari, con i manifesti Ooh che animeranno le location e gli spazi strategici e ad alto impatto di visibilità. «Il restyling dell’etichetta rappresenta un passo naturale nella crescita del brand: un gesto di cura verso la nostra storia e, allo stesso tempo, un’apertura verso il futuro – ha commentato Valentina Garatti, marketing manager Lucano 1894 -. Con questa campagna vogliamo rendere visibile a tutti l’evoluzione di Amaro Lucano, mantenendo intatto ciò che ci rende unici».

Con Heinz Chef’s Bottle preparazioni più veloci, creative e golose

Nuovo formato 1 litro per Heinz Chef's Bottle per le salse Algerienne Sauce, Curry Mango e Firecracker in edizione natalizia a Food Genius Academy
Nuove opportunità di servizio e maggiore praticità ergonomica per i locali della ristorazione con le dieci salse Heinz nella Chef's Bottle da un litro.

Il centro ricerca di Nimega (Olanda) di Kraft-Heinz ha messo a disposizione del settore ristorazione un nuovo e importante strumento di lavoro come la Heinz Chef's Bottle da un litro, realizzata per la ricca gamma di Salse Heinz che subentra alla precedente bottiglia squeeze da 875 ml.

Gli operatori di ristoranti, paninoteche, fast food, burger house, birrerie, pub e snack bar possono ora contare su una confezione ergonomica professionale che, sempre con pressione centrale, facilità la velocità di servizio, migliora la visibilità e la precisione di dosaggio, consentendo una riduzione degli sprechi di prodotto residuale fino all'ultima goccia, grazie al nuovo disegno del collo e del tappo che facilita il flusso di espulsione delle salse. Una soluzione tipo sac à poche che migliora il food cost e una gestione più razionale delle scorte di cucina. Chef's Bottle inoltre è una soluzione sostenibile che riduce l'impatto ambientale visto che è realizzata con Pet ad alta resistenza, 100% riciclabile (30% di plastica riciclata).

Squeeze Game, laboratorio di proposte

Chef's Botte Heinz è stata presentata in anteprima in occasione dell'evento Squeeze Game organizzato nei giorni scorsi presso la scuola di cucina professionale Food Genius Academy di Milano (Porta Ticinese).
All'evento erano presenti Maria Giuseppina Quarin, Marketing & Brand Activation Manager The Kraft-Heinz Company, insieme a Filippo Mentasti, Mkt Brand Activation e Carmelo Greco Sales Director. A dirigere la presentazione che ha puntato sulle diverse possibilità di impiego è stato chiamato l'eclettico top chef Marco Bovio, food scout, docente e direttore didattico di Food Genius Academy.

Maria Giuseppina Quarin ha precisato che, in occasione del lancio della nuova confezione, ci sono stati ritocchi alla ricettazione delle varie salse, migliorando processi produttivi e ingredientistica in un'ottica di responsabilità sociale Esg (Environmental, Social and Governance). Un'operazione che ha come scopo, non solo proporre buone salse, ma anche offrire la possibilità a chef e cucinieri di personalizzare le stesse a seconda delle rispettive creatività e necessità di abbinamenti. A tale scopo sarà aumentata la presenza diretta in fiere, sagre, eventi culturali e sportivi, in occasione di eventi stagionali, da quelli invernali sulla neve dei rifugi a quelli estivi negli stabilimenti balneari, grazie anche all'utilizzo di uno speciale truck brandizzato.

Quattro proposte golose

Il top chef Marco Bovio ha dato rinnovata prova di fantasia e creatività, mettendo a punto quattro proposte di appetitosi finger food, facendole realizzare a un gruppo di giornalisti improvvisatisi cucinieri (tra i quali lo scrivente), il cui impegno è stato ricompensato con alcuni calici di Prosecco Superiore di Valdobbiadene Docg.
Spiedini di polpettine di pollo aromatizzate con zenzero e cipollotto, passate al forno, guarnite con Heinz Mayo.
Tranci di toast farciti con fette di Fontina e cheddar, conditi salsa Heinz Firecracker e senape, passati su piastra.
Spiedini Corn Dog a base di maxi würstel tagliati a metà, impanati in farina di mais e fritti (consigliata una friggitrice ad aria da banco).
Cannoli farciti con crema di formaggio, nelle versioni con granella di cioccolato e frammenti di frutta candita.

I finger food sono stati serviti in abbinamento a tre salse realizzate in occasione dell'evento:
Salsa alle pere a base di Heinz Mustard Barbecue e Heinz Mayo (altri abbinamenti consigliati: patate al cartoccio, fettine di formaggio stagionato, carni bianche, verdure fritte);
Salsa Cocktail Spicy Strawberry a base Heinz Mayo, Heinz Firecracker e fragole tritate (altri abbinamenti consigliati: scampi o crostacei alla brace, verdure fritte, tranci di salsiccia o cotechino);
Salsa con canditi a base di Heinz Firecracker, Heinz Mustard Barbecue e canditi di scorza d'arancia (altri abbinamenti consigliati: tocchi di formaggi erborinati, spiedini di carne alla brace, patate al forno).

Una storia di condimenti di successo

Fondata nel 1869 dall'immigrato tedesco Henry John Heinz nello stato della Pennsylvania (Usa), dopo la fusione nel 2015 con un altro grande marchio alimentare come Kraft, oggi The Kraft-Heinz Company è diventata la quinta azienda alimentare del mondo con sede internazionale a Pittsburgh, sempre in Pennsylvania.
L'azienda è presente in oltre 200 Paesi del mondo, con circa 5.700 prodotti. Una curiosità: nel logo Heinz compare il numero 57, scelto perché 5 e 7 erano considerati numeri fortunati del fondatore e di sua moglie.
Punti di forza del ricco portafoglio di zuppe pronte, salse e condimenti sono Ketchup, salsa agrodolce a base di pomodoro e Original Mayonnaise. L'azienda di Pittsburg non mai cessato di innovare, dalle confezioni come la bottiglia squeeze con il tappo a fare da base (a testa in giù) per gli espositori da tavolo, a ricette mix come Mayo Vegan, Ketchup Zero No Sugar No Salt (Prodotto dell'Anno 2024) e Mexican Chili.

Heinz Ketchup Zero 400 ml

Con sede a Segrate, alle porte di Milano, spazio co-working a Milano, stabilimento a Latina e centro ricerca a Napoli, Kraft-Heinz Italia vanta un fatturato 2024 di 5,35 milioni € realizzato con 500 dipendenti. In Europa il peso commerciale della divisione italiana Away From Home sta crescendo in modo significativo.

Dieci salse golose nella Heinz Chef's Bottle

Mayo (Maionese Originale)
Smokey Baconnaise (alla pancetta affumicata ed erbe)
Classic Burger (al sapore di aneto e pomodoro)
Algerienne (con cipolle fritte)
Curry Mango (alla purea di mango e 16 spezie)
Mustard BBQ (alla senape e pepe nero)
Yellow Mustard (alla senape classica)
Classic BBQ (alla purea di pomodoro, aceto, spezie, aglio)
Firecracker (alla passata di pomodoro e chipotle, il peperoncino messicano, essiccato e affumicato)
Sweet Chili (piccante all'aglio).

Agavesito Cocktail Experience: la nuova competition che porta in Messico i tre finalisti

I migliori tre vincono un’immersione nella cultura dell’agave, per partecipare alla finalissima in Messico dove si decreterà l’ambassador Agavesito

Compiti per le vacanze: elaborare un cocktail pazzesco, rigorosamente a tema agave, per partecipare alla prima Agavesito Cocktail Experience. C’è tempo, infatti, fino al 23 gennaio 2026 per candidarsi alla nuova competition che celebra il mondo dell’agave, organizzata da La Cola, in collaborazione con Pallini come partner ufficiale, e con il supporto culturale e organizzativo dei ragazzi de La Punta Expendio de Agave.

Roberto Artusio e Cristian Bugiada

La regola di ingaggio numero uno è che il cocktail che partecipa (preparato da un bartender di almeno 21 anni, che fa base in Italia) si ispiri alla cultura dell’agave. La ricetta deve prevedere come base un distillato d’agave e almeno 10 ml di Agavesito, lo sciroppo di agave biologico 100%, ready to use e bilanciato con zucchero liquido e aromi naturali, pensato specificamente per la mixology professionale. Il suo grado Brix intermedio, unico nel mercato, è stato sviluppato da Cristian Bugiada, Claudio Sblano e Roberto Artusio per garantire massima fluidità, standardizzazione e resa aromatica con tequila, mezcal, raicilla e bacanora. Massimo 7 gli ingredienti ammessi (compreso il ghiaccio), vale la regola aurea della replicabilità e c’è un bonus di 5 punti per chi pubblicherà su Instagram un reel dedicato al Tommy’s Margarita, preparato con Agavesito.
Tre le tappe previste per la competition, tutte a marzo 2026: a Milano il 2, a Firenze il 16 e a Napoli. La finale nazionale sarà poi a Roma il 13 aprile e coinvolgerà i migliori tre di ciascuna tappa. I bartender che faranno parte della shortlist dei semifinalisti si sfideranno per accedere alla finalissima, riservata ai migliori tre, che avranno la possibilità di vivere un’immersione totale di 12 giorni in Messico, tra palenque, mercati locali, masterclass e guest shift in tre bar iconici del paese delle nuvole, accompagnati da guide d’eccezione come i Dos italianos perdidos en Mexico (ovvero Bugiada e Artusio, protagonisti del documentario sul Messico e sull’agave da vedere su Bargiornale Tv). Il vincitore della finalissima diventerà il rappresentante ufficiale di Agavesito, accompagnando il brand nei maggiori bar show internazionali di settore.

Il mondo degli spirits parla J.Rose

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Un 2025 all’insegna della creatività e del gusto per J.Rose che ha ampliato il proprio universo con il Tequila La7Vidas e con Follow The Flow, la capsule collection del suo iconico London Dry Gin dedicata alla danza

Quello che sta per concludersi si conferma un anno straordinario per J.Rose, marchio che ha fatto della creatività e dell’eleganza il proprio linguaggio nel mondo degli spirits. Oltre al consolidato successo del Tequila La7Vidas, disponibile nelle versioni Blanco e Reposado, ideato secondo il concept distintivo del brand e prodotto a Los Altos de Jalisco (leggi La7Vidas by J.Rose: il Messico e l’Italia si incontrano in un distillato), il marchio amplia il suo universo con Follow The Flow: una nuova interpretazione del classico London dry J.Rose Gin. Un progetto che celebra ritmo, espressione e movimento, inaugurato dall’etichetta Flamenco, un inno visivo alla danza.

Follow The Flow, il ritmo che si fa immagine

La capsule collection Follow The Flow nasce dal fascino delle tradizioni della danza, da un gesto che attraversa culture e tempi. L’Andalusia diventa il punto di partenza e approdo della prima etichetta, Flamenco, firmata dall’artista Francesco Palma. Un’opera che trasforma il packaging in un racconto in movimento, dove volumi e colori seguono il ritmo dei passi. Ogni bottiglia diventa così un piccolo capolavoro, un’identità che si esprime attraverso materia e autenticità.

Arte, creatività e maestria artigiana

In ogni distillato J.Rose convivono gusto e creatività. Dal London dry gin al Tequila La7Vidas, ogni prodotto nasce da ingredienti selezionati e da una lavorazione attenta, capace di conferire genuinità e carattere a ogni sorso. Ma è sulle etichette che il brand lascia la sua impronta più riconoscibile: superfici materiche in marmo di Carrara e travertino romano che accolgono illustrazioni artistiche dal forte impatto visivo. Oggetti da collezione che raccontano storie, atmosfere e ricerca estetica.

Sguardo al futuro

Sono molti i nuovi universi creativi che il team J.Rose sta esplorando e che verranno svelati nel 2026. Il viaggio continua tra innovazione, bellezza e gusto ricercato, con le prime tappe all’inizio dell’anno nei grandi eventi internazionali: dal prestigioso salone francese Wine Paris fino a Beer&Food Attraction a Rimini, dove il brand porterà tutta la sua energia e originalità.

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