Home Blog Pagina 14

Due nuove creme gourmet per il pranzo e l’aperitivo firmate D’Amico

D'amico Creme
La Crema di Peperoni Gialli e la Crema di Peperoni e Pomodori Secchi le nuove specialità, nate nel segno della tradizione mediterranea, sviluppate dal gruppo per ispirare la creatività dei professionisti

La Crema di Peperoni Gialli e la Crema di Peperoni e Pomodori Secchi sono le nuove referenze ne segno della tradizione mediterranea che ampliano la gamma di specialità di D’Amico Food Service. Versatili, pronte all’uso e dal sapore autentico, le due proposte, in barattolo da 500 g, sono pensate per ispirare la creatività dei professionisti del fuori casa e aiutarli a valorizzare le loro preparazioni per la pausa pranzo e l’aperitivo con gusto e colore.

Gusto, colore e qualità

Realizzata con peperoni gialli, capperi, alici e menta, la Crema di Peperoni Gialli è una crema dal gusto ricco e intenso capace di esaltare il sapore di ogni preparazione e creare suggestivi effetti cromatici nei piatti. Utilizzabile sia a caldo sia a freddo, è ideale per finger food con gamberi o burratina, per preparazioni di mare, ma anche per pizze gourmet, dove va aggiunta a fine cottura.

Dal colore arancione chiaro e dal gusto deciso, la Crema di Peperoni e Pomodori Secchi nasce dall’unione di peperoni e pomodori secchi a capperi, acciughe, frutta secca, pecorino e grana padano. Una ricetta che racchiude tutta la ricchezza e l’intensità della cucina mediterranea e ideale per bruschette e finger food, ma che si abbina a meraviglia a stracciatella, alici fritte o gamberi croccanti ed è anche ottima per arricchire primi piatti o guarnire pizze gourmet.

Pratiche da usare, preparate con materia prime di qualità, le nuove arrivate arricchiscono l’assortimento di D’amico per i professionisti, forte di circa 750 referenze, che comprende conserve, sughi, pesti e creme, proposte ittiche, semilavorati per il dolce, sfiziosità per l’aperitivo e una vasta offerta di condimenti disponibili in diversi formati, anche monodose.

Sprz N.1: il nuovo ready-to-serve analcolico di Jnpe presentato a Milano

Jnpr si autoproclama come alternativa analcolica agli Spritz tradizionali: basta un top di tonica per un cocktail dalla sorprendente struttura

Il gruppo Jnpr saluta il 2025 con una interessante aggiunta alla propria gamma, aprendo un ulteriore spiraglio per una miscelazione analcolica di qualità. È stato, infatti, presentato a Milano, presso il Tripstillery Navigli, il nuovo Sprz n.1, che si autoproclama come alternativa senza alcool agli Spritz più tradizionali, sulla scia dei numeri che iniziano a far riflettere: secondo il Rapporto Coop 2025, per quanto in Italia il mercato del no e low alcol sia ancora una nicchia (nel 2024 rappresentava appena lo 0,7% delle vendite a volume), le previsioni parlano di vendite in crescita del 20,3%.

È il nuovo colpo messo a segno dall'azienda lanciata da Valérie de Sutter nel 2019, il cui frontman si conferma il sempre geniale Flavio Angiolillo (che pure con il suo Bitter Fusetti porta avanti la campagna "Lo Spritz è morto"...). La scuderia, distribuita in Italia da OnestiGroup, conta quindi oggi una pregevolissima gamma di analcolici che nei nomi senza vocali celano il proprio contenuto: oltre al Jnpr (in tre varianti aromatiche), si contano anche il bitter Bttr, il vermouth Vrmh, il rum Rhhm, questi prettamente destinati ai professionisti del bar e già sotto i riflettori del mercato internazionale.

Sprz, dal packaging di tonalità aranciate fedele al font storico delle etichette dell'azienda, è prodotto dalla distilleria Vita di Milano, con ingredienti italiani come limone, arancia, genziana, artemisia romana, ed è imbottigliato in formato da 70cl. Contiene già le parti di vino analcolico e liquore aperitivo che fanno da colonna vertebrale allo Spritz: va aggiunta la parte carbonata per completare il cocktail (Angiolillo suggerisce una tonica, con la quale il drink assume le note amaricanti).

Strutturalmente, quindi, non aderentissimo agli Spritz più consumati (che prevedono soda), al palato somiglia piuttosto ai vecchi analcolici in bottigliette di vetro; ma indubbiamente sorprendente per consistenza, che a differenza della stragrande maggioranza degli analcolici in circolazione presenta corpo e morso; il kick solitamente dato dall'alcool qui si nota in grandissima forma.

La Ricetta

Ceci n'est pas un Spritz

70ml Sprz N.1
Top acqua tonica
Fetta d'arancia (garnish)

 

Caffè Agust Torrefazione dell’anno nella Guida Caffè e Torrefazioni d’Italia 2026

Giovanni Corsini, sessione di assaggio
Giovanni Corsini, sessione di assaggio
Nuova valutazione basata sui Macinini, da uno a tre, e 15 Special Award assegnati alle realtà che si distinguono per l’eccellenza del prodotto, la cura in fase produttiva e la sostenibilità

Frutto di un lungo lavoro di raccolta, assaggio, confronto tra il panel di assaggiatori e i curatori Andrej Godina e Mauro Illiano, è stata presentata la Guida Caffè e Torrefazioni d’Italia, edita per la prima volta dal Gambero Rosso. Il suo obiettivo è dare visibilità al lavoro di torrefazioni grandi, medie e piccole, comprese quelle che producono specialty coffee e fine robusta. I caffè sono stati suddivisi in quattro modalità di preparazione - espresso, moka, filtro e monoporzionato - per rispettare i diversi contesti d’uso, quindi assaggiati e valutati. Il risultato di questo lavoro è espresso con una valutazione in Macinini: Un Macinino identifica caffè di qualità pienamente soddisfacente; Due Macinini premiano prodotti di livello superiore, Tre Macinini sono riservati alle eccellenze assolute.

Sono15 gli Special Award Torrefazione, premi speciali che valorizzano il lavoro quotidiano delle torrefazioni italiane, evidenziando identità, stile, filosofia produttiva, attenzione alla filiera, capacità di innovare senza perdere il legame con la tradizione. Ogni premio racconta una sfumatura diversa del mondo del caffè e pone in risalto realtà che spesso lavorano in silenzio, lontano dai riflettori, ma con un impatto determinante sulla qualità del prodotto finale.

Torrefazione dell’anno

Alla sua prima partecipazione alla Guida, la torrefazione bresciana Caffè Agust ha ottenuto il prestigioso Award Torrefazione dell’Anno, il premio più ambìto nel panorama del caffè italiano professionale. Un riconoscimento che valorizza l’eccellenza delle sue referenze e conferma la coerenza che da sempre guida la torrefazione nel gusto, nei processi di tostatura e nella gestione etica e sostenibile della filiera.

A convincere la giuria è stata la capacità di unire rigore tecnico e sensibilità gustativa, con caffè puliti, eleganti e ricchi di sfumature aromatiche.

«Abbiamo assegnato il premio di Torrefazione dell’Anno a una realtà che, pur nella sua dimensione contenuta, dimostra la passione e la visione dei grandi interpreti. Le sue miscele e i monorigine confermano questa coerenza – spiega Mauro Illiano -. Agust rappresenta oggi quella via italiana alla qualità che riesce a parlare tanto agli appassionati quanto ai professionisti del settore». Il rappresentante della terza generazione alla guida della Torrefazione, Giovanni Corsini sottolinea la continuità del cammino intrapreso dal nonno e rafforzato dal padre: «Abbiamo imparato a valorizzare sempre di più i territori d’origine dei nostri caffè (molti dei quali certificati Csc - Caffè Speciali Certificati, ndr), raccontandone storia, tracciabilità e anima, con equilibrio e orgoglio italiano». La cura artigianale per il buon caffè si unisce al rispetto per le persone e per l’ambiente, nonché alla formazione dei baristi attraverso l’Agust Coffee Academy, che contribuisce a diffondere una cultura del caffè consapevole e di qualità.

Gli Award della Guida Caffè e Torrefazioni d’Italia 2026

Torrefazione dell’anno - Caffè Agust - Per la straordinaria qualità di tutti i suoi caffè, rispondenti a caratteristiche peculiari leggibili da ogni palato e per la finissima qualità di tutti i flavori riscontrati all’assaggio.

Torrefazione Home dell’anno - Nespresso - Per la qualità assoluta dell’intera gamma prodotti destinati al settore home e professional, servito con tre sistemi di estrazione differenti ed una carta dei caffè unica nel suo genere.

Torrefazione Specialty dell’anno - Cafezal Specialty Coffee Roasters - Per l’altissima qualità dei caffè di classificazione Arabica Specialty, selezionati e tostati in maniera impeccabile.

Torrefazione Gourmet - Kimbo - Per l’impegno rivolto all’incremento qualitativo della sua gamma prodotti e per l’offerta formativa innovativa rivolta al comparto food & beverage.

Torrefazione di Eccellenza - Ditta Artigianale - Per la capacità di eccellere in più ambiti, dalla torrefazione alla formazione fino ad arrivare alla caffetteria.

Torrefazione Artigiana - Caffè Putto - Per il visibile impegno profuso nel proprio lavoro e la tutela della torrefazione artigiana.

Torrefazione Sostenibilità - Lavazza - Per lo sviluppo di un nuovo formato di caffè monoporzionato 100% green, Tablì, in grado di azzerare l’impatto ambientale del caffè esausto.

Torrefazione Bio - Julius Meinl - Per la coerenza etica della gamma prodotti, caratterizzata in maniera preponderante dalla certificazione di caffè biologico.

Torrefazione di Tradizione - Essse Caffè - Per l’impegno rivolto al rispetto delle ricette tradizionali, incarnate da una miscela simbolo del caffè espresso italiano, la Masini.

Torrefazione Innovativa - Caffè Pascucci - Per il sistema di estrazione monoporzionato Nipple compostabile in grado di trasformare ogni capsula in un fertilizzante naturale.

Torrefazione Rivelazione linea professionale - Caffè Iaquinta - Per la varietà dell’intera gamma prodotti, interamente caratterizzata da referenze di assoluta qualità.

Torrefazione Rivelazione Linea Home - Torrefazione Caffè Bontadi -  Per la linea di caffè monoporzionato molto originale che annovera referenze monorigine di assoluto pregio.

Torrefazione Caffè alternativo - Bialetti -  Per la perfetta integrazione del prodotto caffè a differenti e originali aromi, in grado di conferire al prodotto caffè gradevolezza e bevibilità

Torrefazione 100% Made in Italy - Caffè Morettino - Per la sua opera pionieristica rappresentata dalla realizzazione della prima vera piantagione di caffè in Italia.

Torrefazione Cultura nel mondo - Torrefazione Mokaflor - Per il grande impegno rivolto alla diffusione della cultura dell’espresso italiano nel mondo grazie alle sue Coffee Academy presenti in tutti i continenti.

Un highball dal tocco indonesiano fa vincere a Robert Iaboni la Bobby’s Cocktail Competition

Testa a testa fra il bar manager dell’Akwa Bar all’Anantara (Roma) e Dylan Gosso del Caffè della Posta (Bra): entrambi vincono un viaggio in distilleria

Ci sono territorio, idea e prodotto, tutti miscelati nel cocktail che lo porterà in Olanda per un’esperienza formativa di altissimo livello. Robert Iaboni, 38 anni, bar manager dell’Akwa Bar all’Anantara Palazzo Naiadi di Roma, trionfa alla Bobby’s Cocktail Competition 2025 con il drink Dewi Sri Highball. Un drink dalle note indonesiane, che ha sorpreso i giudici miscelando Bobby's dry, Creme De Cacao Tempus Fugit, tè genmaicha, base chiarificata di banana e soda Double Dutch. Il risultato è una ricetta dal sorso scorrevole, ricco e fresco al tempo stesso, che ben esaltava le note del gin olandese distribuito in esclusiva per l'Italia da Onestigroup.

Nella finale tenutasi al Mad di Firenze, con l’ottimo Jacopo Misiano a fare da maestro di cerimonia, Iaboni ha superato gli altri otto concorrenti: Ioan Yonev (Cielle, Piacenza), Fabio Gelmetti (Romeo, Verona), Franz Gao (Lubna, Milano), Alessio Fanteria (La Roqqa, Porto Ercole), Dylan Gosso (Caffè della Posta, Bra), Naomi Giardino (Eredi Borgnino, Torino), Daniele Cardi (Donkey, Bologna) e Manuel Francone (Bvlgari Bar Roma).

Per ciascuno il compito di replicare la ricetta con cui erano passati in fase di selezione, con l’unico obiettivo di valorizzare il gin Bobby’s in modo coerente e organico con la missione del brand. Eccellente il livello della competizione, specialmente sul piano degli homemade proposti in ognuna miscela: talmente minimo lo scarto (appena un punto) tra Iaboni e il secondo classificato, Dylan Gosso, che David Blom, fondatore di Bobby’s Gin, ha esteso il premio finale (un viaggio in distilleria a Schiedam, in Olanda) a entrambi i concorrenti.

Iaboni, che ha poi tenuto una guest shift in serata al Mad, ha tratto ispirazione dagli ingredienti e dalle tradizioni dell’Indonesia, terra natìa di Jacobus Alfons, nonno del fondatore di Bobby’s, che era solito infondere il genever olandese con spezie locali. Con una missione di divulgazione e sensibilizzazione: «La coltivazione dell'olio di palma sta sopprimendo quella che è la coltura locale di riso, cacao e banana, per cui il mio è un omaggio alla dea dell'abbondanza, del riso, della fecondità, per rimettere sotto i riflettori i problemi che affliggono quella terra meravigliosa».

L’invenzione della Pinsa Romana: Corrado Di Marco racconta come è nato il brand “pinsa”

Come nasce e come si è evoluta la Pinsa Romana: la storia raccontata dal suo inventore, Corrado Di Marco, insieme alle ricette per arricchire le sue basi

L'ultimo traguardo era stato il riconoscimento del Pat per la Pinsa Romana, oggi Corrado Di Marco mette a segno un'altra piccola conquista: l'aver raccontato con parole sue la genesi della pinsa, con il libro “L’invenzione della Pinsa Romana” (edito da Mondadori).
Tutto inizia negli anni Settanta, quando Corrado Di Marco, comincia a studiare come combinare farine per dar vita a una versione più sana e leggera della pizza, dall'altissima idratazione e dalla semplicità assoluta nella gestione. «Il mio successo più grande», afferma l'inventore della Pinsa Romana. Non senza lo zampino di una donna, ovvero la moglie Benny, biologa nutrizionista che gli aprì gli occhi sulla necessità di rendere leggera e digeribile la pizza: «Non a caso - scherza -, a Roma, per indicare una persona "pesante" si dice "sei una pizza!"».
La ricerca, dopo oltre 2mila test di fermentazione, lo porta nel 2001 alla nascita ufficiale della Pinsa Romana: forma ovale, un mix unico di farine di frumento, soia e riso con pasta madre, che oggi si è arricchito di nuove linee, dalla multicereali alla senza glutine (con lievito madre creato a partire da farina di riso).
Il nome stesso, “pinsa”, omaggia l’antica tradizione familiare e il gesto del “pinsere”, lo schiacciare degli impasti che i nonni di Corrado compivano a fine giornata. Guidata oggi dai figli di Corrado Di Marco, l'azienda che porta il nome dell'inventore della Pinsa è oggi leader mondiale del settore, con una distribuzione in oltre 70 Paesi e una produzione che nel 2024 ha superato 32 milioni di basi pronte (frozen, refrigerate e ambient) e 10mila tonnellate di miscela di farine, prodotte in maniera artigianale dalle mani di oltre 250 dipendenti. La politica di espansione attualmente in corso comprende anche la recente acquisizione di Pizzami, ulteriore passo nella strategia di crescita e diversificazione del gruppo.
Ogni pinsa è spianata a mano negli stabilimenti Di Marco e tuttora l'azienda romana si fa portavoce della cultura della pinsa, facendo formazione ai "pinsaioli" di domani. Collabora per questo con Marco Montuori, che ha fondato la Pinsa School, sotto l'egida della famiglia Di Marco, ma anche con molti chef e consulenti, che hanno "ragalato" le loro ricette, che arricchiscono il libro appena uscito.

Le ricette

Cacio e state
(di Marco Montuori, fondatore di Pinsa School)

Ingredienti:

1 base di pinsa romana Di Marco
100g di stracciatella di bufala
40g di pecorino romano grattugiato
lette o panna q.b.
scorza di lime q.b.
olio di semi q.b.
sale q.b.
pepe nero Sarawak in grani q.b. (consigliato per aromaticità e profilo agrumato, tostato in padella calda e pestato al mortaio)

Preparazione:
Per la crema di stracciatella e pecorino: in un recipiente, unire la stracciatella con il pecorino romano grattugiato. Amalgamare delicatamente con una frusta o un cucchiaio fino a ottenere una crema liscia e omogenea. Se necessario, regolare la consistenza con pochissime gocce di latte o panna per mantenerla morbida.

Procedimento:
Condire la base cruda della pinsa con un filo d'olio e un pizzico di sale. Cuocere completamente la base in forno senza ingredienti. Appena sfornata, distribuire la crema di stracciatella e pecorino sulla base calda. Distribuire il pepe pestato. Completare con una grattugiata di scorza fresca di lime.

Fuori Norma
(di Paolo Barrale, chef di Aria Restaurant, Napoli, e Ilaria Esposito, sous chef)
Ingredienti:

1 base di pinsa romana Di Marco
150g di pomodori San Marzano pelati
150g di melanzane napoletano
50g o di mandorle bianche
10g di miso di koji, pasta e pomodoro
1 spicchio d'aglio
10ml di salsa di soia
5ml di succo di limone
basilico greco q.b.
olio extravergine d'oliva
ollo di semi per friggere
sale q.b.

Preparazione:
Per la base di pomodoro: tritare finemente i pomodori San Marzano al coltello, scottare velocemente con aglio e olio extravergine d'oliva, quindi condire con il miso fatto in casa con koji, ritagli di pasta e scarti di pomodoro. Tenere da parte.
Per le melanzane: lavare e bucare con uno spiedo le melanzane, quindi friggerle intere in olio di semi per circa 2 minuti. Scolare, tamponare, condire con salsa di sola e aglio, e lasciare maturare una notte sottopeso in frigorifero. Il giorno dopo spellare le melanzane, ridurre il succo che avranno rilasciato, ricoprire e lasciarle maturare ancora. Infine, tagliarle a pezzettoni.
Per la Ricotta salata vegana di mandorle: frullare le mandorle con acqua fino a ottenere una pasta fine, filtrare con uno chinois fine e cuocere con sale e succo di limone fino al primo bollore. Fermare la cottura e lasciare riposare 30 minuti, poi filtrare utilizzando la mussola. Strizzare la cagliata ottenuta, riempire una fuscella e lasciare essiccare a 58 °C per 24 ore. Stabilizzare infine in frigorifero sottovuoto per 12 ore.

Procedimento:
Distribuire la base di pomodoro al miso e cuocere fino a doratura. A fine cottura condire la pinsa con le melanzane alla soia, pesto di basilico e abbondante ricotta di mandorle grattugiata.

Finitura:
Decorare con foglie di basilico greco fresco.

Cynar Spritz e Venezia Fc: la capsule invernale celebra Venezia e i suoi tifosi

Cynar Spritz Venezia FC apertura
Cynar consolida la partnership con la squadra veneta, della quale è main sponsor, con una collezione esclusiva di capi che esprime lo spirito della città attraverso i suoi tifosi

Nuovo capitolo della partnership tra Cynar Spritz e Venezia Fc. L’aperitivo a base di Cynar, il liquore all'estratto di carciofo e dal 1995 parte di Campari Group, prosecco e soda, rafforza la sua collaborazione con la squadra lagunare, della quale è il main sponsor (leggi Cynar Spritz di nuovo in campo con il Venezia Fc), con il lancio di un’esclusiva capsule invernale, che esprime i valori condivisi dal marchio e dal club nella dimensione lifestyle.

Composta da due hoodie, due Tshirt, due sciarpe e due cappellini, la collezione celebra lo spirito irriverente, libero e fuori dagli schemi che accomuna le due icone veneziane, l’aperitivo a base di Cynar, e la squadra di calcio, quest’anno impegnata nel campionato di Serie B, entrambi radicati nella cultura della città.

Al centro il dodicesimo uomo in campo

Non a caso ad accompagnare la winter capsule, e farne da trama, c’è la campagna Gente da Bacaro, realizzata dal fotografo Andrés Juan Suarez, che porta l’obiettivo fuori dal campo da gioco, per addentrarsi nelle strade di Venezia e lasciare la scena ai veri protagonisti: i tifosi.

Nasce così un racconto che, fondendo il documentario realistico e la street culture, si dipana tra bacari, le tipiche osterie veneziane dove si serve principalmente vino accompagnato da “cicheti”, piccoli stuzzichini, calli e angoli nascosti della Laguna, dove i tifosi parlano di che cosa significhi vivere il calcio a Venezia, condividendo i momenti che precedono la partita, le cose da fare in città, o di come guiderebbero la squadra.

Un racconto dove protagonista assoluto è, insomma, il dodicesimo uomo in campo, la comunità dei supporter che con le voci, i battiti, la passione e i rituali non solo sostiene i suoi beniamini, ma contribuisce a tenere vivo il club.

La nuova collezione

Una celebrazione della passione sportiva che lega le persone alla città e al loro drink del cuore, il Cynar Spritz, presenza immancabile nel rito di condivisione per eccellenza, l’aperitivo, che la collezione invernale, disponibile solo nei canali ufficiali di Venezia Fc, ha tradotto in una selezione di capi pensati per muoversi tra la strada e lo stadio. Come la Cynar Spritz Hoodie, in verde e nero, dal fit confortevole, tasca marsupio, e con una patch ricamata co-branded sul petto. La Cynar Spritz Tee, sempre in verde e nero, con patch ricamata sul petto e stampa sul retro che mixa estetica streetwear e identità della laguna. La Cynar Spritz Scarf, verde e arancione, con costruzione jacquard, ricca di dettagli ricamati e frange, pensata per essere alzata in curva o indossata come simbolo di appartenenza anche fuori dal campo. E il Cynar Spritz Beanie, il berretto in verde-arancio o in verde e nero, con logo ricamato, pattern woven all-over e pom morbido, che mescola tradizione da stadio e animo veneziano.

 

La quarta edizione del Coffee Grinder Championship incorona Nadia Giacomelli

Fabio Verona con i primi tre classificati
Fabio Verona con i primi tre classificati
È la prima donna a vincere la competizione messa a punto da Fabio Verona che ha il suo elemento centrale nella macinatura e nella capacità di interpretare al meglio il caffè proposto

Perseveranza, voglia di mettersi in gioco e di crescere approfittando di ogni occasione, a cominciare dalle competizioni. Questo è un rapido profilo di Nadia Giacomelli, la prima donna a vincere il Master Coffee Grinder Championship 2025, primeggiando tra 6 concorrenti nella finale che si è svolta presso il Mercato Centrale di Torino all’interno dell’evento Coffee Reload. Da una quarantina d’anni al banco bar, trova nelle competizioni un’occasione per confrontarsi con altri professionisti, ed anche per trasmettere passione ed esperienza ai più giovani. Secondo si è classificato Cosimino D’Ambrosio e terza Tania Maifredi, che aveva vinto la prima tappa della quarta edizione del Mcgc a Torino, battendo di soli due punti proprio Nadia Giacomelli. 

Il caffè della gara è stato un Honduras naturale, varietà Pacas, coltivato nella finca Azul nella regione di La Paz e tostato dalla roastery Antonelli Specialty Coffees, che è anche la sede dell’unica Academy autorizzata alla formazione sul campionato di macinatura: un caffè complesso, aromatico, ricco di note fruttate e struttura, che richiedeva precisione tecnica e sensibilità sensoriale per potere essere estratto al meglio. Fabio Verona, ideatore della competizione e instancabile organizzatore e intrattenitore, ha dialogato col pubblico numeroso e competente che ha seguito questa giornata densa di interesse, tra tecnica, spettacolo e cultura del caffè. A ciò, grazie ai roaster presenti a Coffee Reload, si sono affiancati approfondimenti sui diversi caffè e assaggi, nonché talk sul tema gestiti da Asa - Associazione Stampa Agroalimentare, che si sono susseguiti per tutta la giornata.

Torniamo alla competizione, che ha visto i sei concorrenti Cosimino D’Ambrosio, Tania Maifredi, Andrea Lo Rizzo, Nadia Giacomelli, Riccardo Vassallo e Federico Lombardo affrontare le nuove prove della finale: 5 minuti per effettuare l’estrazione con Pump My Moka utilizzando un vecchio bollitore per l’acqua, una bilancia a basculante ed il macinacaffè manuale Pietro di Fiorenzato; quindi 20 minuti di consulenza simulata per presentare la tazza migliore, spiegare la ricetta, motivare le scelte tecniche e rendere commercialmente efficace il risultato. In questa seconda parte sono state utilizzate apparecchiature di alto livello, come la macchina Studio di Dalla Corte, i nuovi filtri Bit e il grinder gravimetrico Fiorenzato F64 Evo Sense: con una bilancia incorporata, assicura una dose costante e sicura, lasciando al barista solo il compito della regolazione della macinatura. Fabio Verona rivolge un particolare ringraziamento a tutti gli sponsor, il cui sostegno permette al format di crescere in qualità: Fiorenzato, Dalla Corte, Ipa Porcellane, Brita, Dvg De Vecchi, pulyCaff, Antonelli Academy, Metallurgica Motta, Bialetti, Pump My Moka, BIT Filtri

Bloom Gin e Mezcal Lopez Real le new entry di Meregalli Spirits

Meregalli Spirits Bloom Gin
Il catalogo di esclusive dell'azienda si arricchisce di due distillati super premium: il London dry floreale creato da Joanne Moore, una delle prime master distiller al mondo, e il mezcal Dop di Lopez Real

Arrivano dal Regno Unito e dal Messico le nuove entrate che arricchiscono il catalogo di esclusive di Meregalli Spirits e sono, rispettivamente, Bloom GinMezcal Joven Espadin di Lopez Real.

Prodotto da G&J Distillers, storica distilleria inglese fondata nel 1761 e la seconda maggiore del Paese, Bloom Gin è un London dry super premium dal carattere elegante e floreale che porta una firma d’eccezione: quella di Joanne Moore, una delle prime e poche donne al mondo ad avere l’incarico di master distiller. Un'autorità in materia, creatrice di diversi gin di successo, ideatrice della gin wheel, la tabella organolettica che ha sviluppato nel 2007 come strumento sensoriale per analizzare i profili aromatici e identificare le lacune nel mercato, e settima distillatrice a supervisionare Greenall's, il London dry originale, sempre di G&J Distillers che nella seconda parte del XVIII secolo ha dato il via all'industria del gin di qualità.

Il profumo dei giardini inglesi

Un distillato che Moore ha creato ispirandosi a una sua lettura d’infanzia, Il giardino segreto dell’autrice angloamericana Frances Hodgson Burnett, con la volontà di rievocare nel liquido i profumi dei giardini inglesi. Fedele a questo intento la master distiller ha messo a punto una ricetta che, oltre al ginepro, ha tra gli ingredienti principali la camomilla, il caprifoglio, a dare il tocco floreale, il pomelo, ad aggiungere una fresca nota agrumata, il coriandolo, l’angelica e altre botaniche tenute segrete.

Realizzato con una triplice distillazione in alambicco di rame, Bloom Gin (alc 41,8% in vol) spicca per il suo ricco bouquet floreale e il sapore fresco, eccezionalmente morbido e con un delicato tocco di miele che si sposa bene con i suoi aromi. Un gin pensato per la miscelazione, che si discosta dai tradizionali London dry, ma versatile: si abbina a toniche delicate, come la Fentimans Connoisseurs Tonic Water, per creare profumati Gin&Tonic, permette di proporre variazioni floreali sul re dei cocktail, il Martini Cocktail, ed è perfetto per creare drink eleganti e delicati.

Dalla terra del mezcal

Direttamente dalla “Terra del mezcal”, ovvero Oxaca, arriva l’altra novità di Meregalli Spirits, il Mezcal Joven Espadin (alc 41% in vol), che si fregia della Dop, prodotto da Lopez Real, distilleria a conduzione familiare che da oltre 65 anni produce il suo distillato distinguendosi per la sua alta qualità. Guidata dalla master distiller Sabina Mateo, proprietaria di Casa Lopez, la produzione avviene rigorosamente con tecniche artigianali.

La materia prima è 100% Agave Espadín, selezionata dalle valli di Oaxaca, che vengono affumicate per 4-6 giorni in forni scavati nei suoli vulcanici presenti nella zona. Dopo l’affumicatura, le piñas raffreddano per 24 ore prima di essere macinate con una ruota tahona, ancora oggi trainata da cavalli. Il succo e le fibre vengono posti in tini di legno e lasciati fermentare in modo naturale da 4 a 8 giorni, a seconda della stagione e della temperatura, per concludere il processo con una doppia distillazione in alambicchi di rame.

Il frutto di questa lavorazione è un mezcal che si presenta al nato pulito, fresco e puro, con una leggera affumicatura, e al palato con un corpo pieno, dove i sentori di frutti esotici si mescolano con ricordi di agave dolce, con la nota affumicata sempre presente con delicatezza sullo sfondo.

Mela Fuji e zenzero per la Red Bull Winter Edition 2025

Red Bull Winter Edition Sugarfree 2025
L'edizione limitata dell'energy drink dedicata alla stagione fredda nasce dalla combinazione del gusto delle mele Fuji con la piccantezza dello zenzero

Con l’inverno alle porte, arriva la Winter Edition di Red Bull, l’edizione speciale dell’enegy drink dedicata alla stagione fredda. La nuova referenza, disponibile fino a fine inverno, si caratterizza per il suo profilo caldo e avvolgente frutto dell’inedita combinazione del gusto delle mele Fuji con la piccantezza dello zenzero.

Differente nel gusto, la nuova nata garantisce gli stessi benefici funzionali della classica Red Bull Energy Drink. La sua ricetta contiene infatti gli stessi ingredienti principali, ovvero caffeina, 80 g per lattina, quantità pari a quella di una tazzina di espresso, taurina e alcune vitamine del gruppo B, importanti stimolanti per il corpo e la mente e per fornire micronutrienti essenziali per il mantenimento delle normali funzioni corporee, e acqua, mentre al posto dello zucchero in questo caso sono stati utilizzati i due dolcificanti non calorici (sucralosio e acesulfame K) più testati e utilizzati al mondo.

A custodirla una lattina, 250 ml, dal nuovo design a gradiente che, sfumando dal rosso intenso al giallo, evoca la trasformazione delle foglie durante il passaggio dall'autunno all'inverno.

Energy drink e non solo

La Red Bull Winter Edition Sugarfree arricchisce la gamma di energy drink di Red Bull che, oltre all’iconica lattina a rombi blu e argento, disponibile anche nelle versioni Sugarfree e Zero, è stata ampliata negli anni con, appunto, le Red Bull Edition, che abbinano “le ali” di Red Bull Energy Drink con gusti specifici: White Edition al gusto cocco-açai, Red Edition al gusto anguria, Green Edition al dragoncello, Apricot Edition, albicocca-fragola, Blu Edition, al gusto juneberry, e la recente Pink Edition Sugarfree al gusto di frutti di bosco. A queste si aggiungono le speciali edizioni lanciate a inizio inverno ed estate, ogni anno diverse e diventate un immancabile appuntamento stagionale.

Senza dimenticare la gamma The Organics by Red Bull, la linea di soft drink certificati bio firmata dal marchio, che conta cinque referenze (disponibili anche in vetro per i bar): Tonic WaterGinger BeerBitter LemonBlack OrangeFizzy Peach, ottime da consumare da sole o come ingrediente per la miscelazione.

Unox acquisisce Roboqbo e inaugura il nuovo polo industriale

Unox Innovation Hub_1
Con l'acquisizione dell'azienda bolognese, il gruppo amplia la sua offerta, affiancando ai propri forni professionali intelligenti i robot multifunzione. Avviate le attività di Unox City, il nuovo polo industriale che concentra in un’unica area stabilimenti produttivi, hub logistico, Innovation Hub ed Experience Hub

Due passi decisivi per consolidare il proprio percorso di crescita. Sono quelli compiuti da Unox, tra i principali operatori nella progettazione, produzione e vendita di forni professionali per il fuori casa, la pasticceria, la panificazione e il retail, con l’acquisizione di Roboqbo e l’inaugurazione del nuovo Unox City, il nuovo polo industriale di 130.000 m² sorto tra Cadoneghe e Campodarsego, in provincia di Padova.

Con la prima operazione, l’azienda veneta ha rilevato il 100% del capitale di Roboqbo, player di riferimento nella progettazione e produzione di sistemi di automazione per la trasformazione alimentare. Fondata nel 1978 a Bentivoglio (Bologna), con 120 dipendenti e un fatturato che nel 2024 ha toccato i 17 milioni di euro, l’azienda ha sviluppato Qbo Universal Processing System, un robot che innova i processi produttivi nelle cucine e nei laboratori di pasticceria professionali.

Si tratta infatti di una soluzione, protetta da brevetto, completa e compatta, che integra macchinari diversi in un unico processo di lavorazioneeseguendo una serie di processi che normalmente prevedono l’utilizzo di diverse attrezzature, come impastatrici, cutter, tritacarne, pastorizzatori e pentole, rendendo così la produzione più efficiente, precisa, sicura e ripetibile.

Soluzioni smart per i professionisti

La sua acquisizione permette così a Unox di ampliare ulteriormente la propria offerta, integrando alla gamma di forni multifunzionali intelligenti le soluzioni robotiche e di automazione avanzata di ultima generazione, in grado di gestire anche i processi di cottura e preparazione non eseguibili in forno. Un passo strategico verso l’obiettivo del gruppo, che punta a offrire un ecosistema completo di tecnologie smart per la gestione automatizzata della cucina professionale. Una combinazione di tecnologie evolute, ma facili da usare, con le quali il gruppo risponde alle nuove esigenze di un mondo del fuoricasa attraversato da profonde trasformazioni e che da un lato si trova a fare fronte al problema della difficoltà di reperire manodopera, ancora di più se personale qualificato, dall’altro alla necessità di garantire standard costanti e maggiore versatilità nei processi di cucina.

La cittadella dell’innovazione

L’acquisizione di Roboqbo, la cui sede e attività restano a Bentivoglio, dove l’azienda continuerà a sviluppare e produrre le sue tecnologie, segue un’altra importante operazione arrivata a traguardo: l’avvio delle attività di Unox City, il nuovo polo industriale che concentra in un’unica area stabilimenti produttivi, hub logistico, Innovation Hub ed Experience Hub.

Unox City from above
Unox City, il nuovo polo industriale di Unox in provincia di Padova

Con l’inaugurazione della cittadella prende forma una nuova fase di internazionalizzazione del gruppo, che esporta le sue soluzioni in oltre 110 Paesi del mondo e che ha avviato la produzione nel primo stabilimento all’estero, negli Usa. Un processo che però mantiene ben saldo il cuore industriale in Italia: il nuovo polo è infatti parte di un disegno industriale che prevede complessivamente 12 impianti produttivi nel nostro paese, confermandone il ruolo strategico come fulcro della rete globale.

Realizzata con un investimento di 100 milioni di euro, la cittadella ha il suo cuore nell’Innovation Hub: 20.000 m² dedicati alla ricerca con laboratori e spazi test che simulano le condizioni reali delle cucine professionali. Qui nascono soluzioni che uniscono tecnologia e digitalizzazione, dal Food Digitalization Lab agli ambienti di test per componenti elettronici e meccanici, fino alla camera semi-anecoica per la sicurezza elettromagnetica.

Ad affiancarlo due stabilimenti gemelli da 21.000 m² ciascuno, caratterizzati da automazione avanzata, magazzini verticali e una logistica capace di ridurre del 30% i tempi di spedizione, e l’Experience Hub, uno spazio pensato per far vivere direttamente le tecnologie Unox, con cucine dimostrative, aree test e sale formazione per favorire il dialogo con i professionisti del fuori casa.

Esempio di riqualificazione urbana sostenibile, Unox City è stata concepita secondo i più alti standard di efficienza energetica e rispetto ambientale. Il sito, il cui 99% del fabbisogno energetico è coperto da fonti rinnovabili, è dotato di due parchi fotovoltaici, rispettivamente da 30,2 MW e 800 kW di potenza, di sistema per il recupero delle acque meteoriche e oltre 23.000 nuove piante. Non minore l’attenzione al benessere delle persone, grazie alla presenza di ampi spazi verdi, percorsi ciclabili, aree relax e ambienti di lavoro ergonomici.

San Felice Vermouth Rosso, nuova proposta premium per l’aperitivo

San Felice Vermouth Rosso mise en place per l'aperitivo
Nato nell'affermata azienda vitivinicola Tenuta San Felice (Consorzio Chianti Classico) di Castelnuovo Berardenga (Siena), Verrmouth Rosso si propone come un protagonista del settore aperitivo grazie alle caratteristiche del pregiato vino Sangiovese Igt scelto e alle proprie aromatizzazioni speciali.

La storica Tenuta San Felice, affermata azienda vitivinicola di livello internazionale aderente al Consorzio Chianti Classico, ha presentato il 25 novembre scorso a Milano il proprio Vermouth Rosso artigianale, con una produzione di sole 1.700 bottiglie.

Come ci conferma Francesco Maria de Alessi, giovane Sales & Marketing Director di San Felice Wine Estates, Vermouth Rosso è una proposta premium che si rivolge a bar, ristoranti ed enoteche di fascia medio-alta per le sue caratteristiche uniche per gusto e aromi che lo differenziano da altri prodotti simili.

Come base è stato scelto il vino rosso Igt a base Sangiovese, fortificato con alcol e aromatizzato principalmente con prodotti del territorio, dalle diverse note amare di assenzio, genziana e quassio, a quelle agrumate dell'arancia dolce, a quelle dolci della vaniglia, unitamente a quelle piccanti del coriandolo. La lavorazione del vino sfuso avviene nella Distilleria Bordiga 1988 di Cuneo, conosciuta anche per creare affermati Vermouth di Torino. Un bouquet di sapori e note aromatiche che rendono unico San Felice Vermouth Rosso, con un titolo alcolico del 18%.
In Toscana la produzione del vinum absinthites (vermouth) come vino Trebbiano fortificato e aromatizzato con assenzio, spezie ed erbe aromatiche risale almeno al Settecento, citato anche nella torinese Pharmacopea Taurinensis (1736).
L'etichetta della bottiglia da 75 cl è disegnata da Federica Cecchi, già impegnata nella creazione delle bottiglie della Collezione Vitiarium San Felice: sul fondo bianco sono stati disegnati con tratti rossi e neri i profili di piante, foglie  e fiori delle diverse botaniche utilizzate nella creazione di Vermouth Rosso.

Modalità di consumo

Sommelier e bartender possono far apprezzare al meglio le caratteristiche aromatiche di Vermouth Rosso San Felice proponendo i tradizionali 3-5 cl in calice come aperitivo, digestivo o dopopasto o bevanda da conversazione, da bere liscio a temperatura fresca (11-12 °C) o con un cubetto di ghiaccio.
Non solo, può essere lavorato con aggiunta di 1 cl di acquavite d'uva o di arancia per rendere il corpo più intenso o miscelato in ricette di cocktail intramontabili come Negroni, Americano, Manhattan e Martini.

Visto la presenza tra i propri aromi di arancia dolce e vaniglia, Vermouth Rosso San Felice può accompagnare benissimo fette di Panettone o tocchi di panforte, oltre a fette di torte al cioccolato o frutta candita.

San Felice Vermouth Rosso con Panettone di Natale

Nel corso della presentazione milanese, il servizio catering Modus Creandi di Milano ha proposto una serie di raffinati bocconi foodpairing in ciotoline:
polenta croccante con speck e riduzione di Aceto Balsamico;
cracker artigianali con burro al limone e alici;
pomodorini confit con scorzette di arancia e crema di burrata;
fagottini con cipolla caramellata, formaggio brie e vaniglia;
millefoglie di patate con caprino profumato al coriandolo;
tartufini al cioccolato con arancia.

Una realtà internazionale

Nel cuore della zona del Chianti Classico, a un passo da Siena, Tenuta San Felice ha sempre dato vita a vini famosi a cominciare da San Felice Vigorello Toscana Igt (base Sangiovese, 13,5% alc), il primo a ricevere nel 1968 la qualifica di Supertuscan.
Secondo la classifica Top 100 del prestigioso Wine Spectator, Tenuta San Felice risulta fra le 34 Migliori Cantine d'Italia e fra le 9 top in Toscana, vantando una produzione di oltre un milione di bottiglie (Chianti Classico Docg, Brunello di Montalcino Docg, Rosso di Montalcino Doc, Bolgheri Doc) suddivise tra 16 etichette, ottenute per la maggior parte da uve Sangiovese (85%) coltivate in 188 ettari con la tecnica della viticoltura rigenerativa ai quali si sono aggiunti nel tempo numerosi altri terreni collegati a nuove acquisizioni come i 23 ettari della tenuta di Campogiovanni a Montalcino (vino Brunello Docg) nel 1981 e i 15 ettari di quella di Bolgheri dove nascono i vini Doc Bell'Aja, oltre a uliveti (60 ha) e boschi. L'attività vitivinicola è affidata a Carlo De Biasi, Direttore Generale di Agricola San Felice Spa.
Dal 1970 di proprietà del Gruppo Allianz Assicurazioni, l'azienda vitivinicola di Castelnuovo Berardenga (Siena), nasce nel Settecento per iniziativa della nobile famiglia Grisaldi Del Taja che la detiene fino al 1968, tra i fondatori del Consorzio Chianti Classico.
Tenuta San Felice ha sede in Borgo San Felice (già San Felice in Avane), presidio di origine etrusca, su un poggio di 396 metri di altezza. Qui è stato ricavato il Borgo San Felice Resort, raffinato albergo diffuso 5 Stelle appartenente al circuito Relais & Chateaux, circondato da 685 acri di boschi. Di grande livello l'offerta gastronomica assicurata dal ristorante stellato Michelin Il Poggio Rosso condotto dallo chef Juan Quintero. Momenti relax sono a disposizione nella collegata The Botanic Spa completa di piscina. Le attività di Borgo San Felice sono dirette dal l'AD Maurizio Devescovi e dal DG Danilo Guerrini.
I consigli di amministrazione delle due società sono presieduti da Mario Cuccia.

 

Crema Calda al Cioccolato: il piacere dell’inverno al bar

Crema Calda al Cioccolato Parmalat Professional
Gustosa, inclusiva e pratica, la nuova creazione di Parmalat Professional è la soluzione ideale per arricchire l’offerta dei mesi più freddi e conquistare ogni palato

Quando le giornate si accorciano e il freddo diventa protagonista, i clienti cercano un momento di calore e piacere che sappia trasformare la pausa quotidiana in un’esperienza speciale. La nuova Crema calda al Cioccolato Parmalat Professional nasce proprio per questo: offrire ai professionisti del bar una soluzione pratica, inclusiva e di qualità, capace di arricchire l’offerta nei mesi più freddi e conquistare ogni palato.

Crema Calda al Cioccolato Parmalat okPensata per semplificare il lavoro dietro al bancone, la Crema Calda al Cioccolato è proposta nel pratico formato brik da 1 litro, facile da conservare e da utilizzare. Si dosa con precisione perché ogni brik garantisce 8 porzioni da 125 ml ed è una soluzione comoda ed efficiente per gestire con continuità anche i momenti di maggiore affluenza. Un altro punto di forza è infatti la rapidità di servizio: basta scaldare la crema e versarla in tazza per ottenere subito un risultato impeccabile. Non servono preparazioni complesse né attrezzature particolari: la Crema Calda al Cioccolato è stata studiata per rispondere alle esigenze dei professionisti che cercano soluzioni performanti, veloci e affidabili.

Buona, etica, inclusiva

In un mercato sempre più attento all’inclusione e alla varietà, Parmalat Professional ha sviluppato un prodotto che si adatta a diversi contesti e target di clientela. È infatti preparata con cacao equosolidale Altromercato, proveniente da coltivazioni gestite in maniera etica in Ecuador, e latte 100% italiano. In più è una proposta inclusiva, in quanto senza lattosio (meno dello 0,1%) e senza glutine, rispondendo così alle esigenze di un pubblico di consumatori sempre più attento e diversificato. È una proposta che valorizza l’offerta del bar, creando un’esperienza che unisce gusto, praticità e innovazione.

Con la Crema Calda al Cioccolato, ogni tazza diventa un invito a fermarsi, a concedersi un attimo di piacere. Per i professionisti, significa poter contare su un alleato affidabile, capace di semplificare il lavoro e di soddisfare le aspettative dei clienti più esigenti.

Scopri di più e porta subito il gusto dell’inverno nel tuo locale: www.cremacioccolato.parmalat.it

css.php