A Rimini dal 15 al 17 febbraio la nuova edizione della manifestazione, che rafforza il suo ruolo di appuntamento di riferimento per la beverage e bar industry con il nuovo format Mixology Attraction che accende i riflettori su miscelazione e spirits
La Fiera di Rimini si prepara ad accendere i riflettori su Beer&Food Attraction – The Eating Out Experience Show, l’appuntamento europeo di riferimento per la beverage e bar industry, organizzato da Italian Exhibition Group (IEG), in programma dal 15 al 17 febbraio.
Specchio del mercato e della sua varietà, il settore espositivo beer rappresenta da sempre il cuore pulsante della manifestazione, con un’offerta che spazia dalle eccellenze italiane ed estere alle proposte più originali, creative, speciali o mainstream. La sezione crea un collegamento diretto tra le specialità food e il mondo beverage, offrendo una vetrina privilegiata per prodotti e tecnologie accessibili a tutti gli operatori del Foodservice.
Riflettori accesi sulla miscelazione
La grande novità dell’11ª edizione di Beer&Food Attraction è Mixology Attraction, il nuovo brand dedicato a valorizzare l’offerta beverage con un focus su miscelazione e spirits. L’evento offre un percorso sensoriale tra distillati premium, etichette iconiche e creazioni artigianali, dove gin, rum, whisky, vodka e tequila si affiancano a proposte innovative per una mixology d’autore. Mixology Attraction si conferma appuntamento di riferimento per i professionisti del settore, offrendo momenti di formazione, dimostrazioni dal vivo e masterclass dedicate alle ultime tendenze.
Il layout espositivo di Mixology Attraction comprende diverse aree tematiche: Mixology Circus, con bartender di fama internazionale, talk e masterclass sulle nuove tendenze, dove nove locali d’eccellenza, dei quali due internazionali, porteranno la loro identità e creatività; Mixology Village, che ospita le migliori etichette di distillati, liquori e spirits, e Sparkling&Mix, dove spumanti, prosecco e vini frizzanti diventano protagonisti della cultura del bere miscelato.
L’innovazione tecnologica di BBTech Expo
A completare e valorizzare l’intera Filiera Birra contribuisce invece BBTech Expo, il salone dedicato a materie prime, tecnologie di processo e soluzioni per l’imbottigliamento di birre e bevande. Giunta all’8ª edizione, la manifestazione si conferma il cuore tecnologico di Beer&Food Attraction, rappresentando un appuntamento B2B di riferimento per i produttori brassicoli.
Una piattaforma di riferimento per gli operatori del fuori casa
Grazie alle ampie aree espositive, alle sezioni tematiche e ai progetti speciali, Beer&Food Attraction si conferma una piattaforma di contenuti di alto livello, in grado di offrire strumenti concreti, nuove visioni e spunti di ispirazione a chi opera nel settore. La manifestazione si trasforma così in un vero e proprio hub esperienziale, dove scoprire tendenze, innovazione e format vincenti nel mondo del fuori casa, rafforzandosi come punto di riferimento per bartender e operatori del settore e valorizzando l’intera offerta, dalla miscelazione agli spirits, fino ai soft drink e alle birre.
La corretta manutenzione della macchina espresso (ogni giorno) e del macinacaffè (ogni 2-3 giorni) sono elementi fondamentali per ottenere un buon espresso in tazza.
Asachimici-pulyCaff per prima ha messo a punto un “concetto applicato” per la pulizia della macchina espresso: pulyCAFF Plus che rimuove i residui di caffè, i depositi di grassi e previene la formazione di odori sgradevoli nel gruppo erogatore, nell’elettrovalvola di scarico e in tutti i passaggi d’acqua della macchina espresso, compresi filtri e portafiltri. Il chicco del caffè contiene oli e grassi che durante la tostatura vengono trasportati sulla sua superficie. Sono i principali costituenti della crema dell’espresso, ma si ossidano rapidamente e irrancidiscono depositandosi sulle pareti interne del gruppo erogatore (doccetta, filtro e portafiltro) dove, per effetto della temperatura elevata, carbonizzano e trasmettono alla bevanda un gusto sgradevole e persistente di amaro. A questo si unisce il rancido causato dall’ossidazione degli oli, che avviene in 12-18 ore; un processo analogo, con tempi più lunghi si ha all’interno del macinacaffè.
«Da 65 anni spieghiamo ai baristi, ai torrefattori, agli studenti delle scuole alberghiere e agli appassionati di caffè in modo capillare in Italia e nel mondo, che la manutenzione è il segreto di un caffè di successo - affermano Gianfranco e Marco Carubelli, responsabili amministrativi di pulyCAFF -. Inoltre da 25 anni offriamo formazione con i Puly Day, ovvero appuntamenti formativi gratuiti di 4 ore composti da una parte teorica e tanta pratica, che realizziamo dove ci vengono richiesti, in Italia e all’estero. Siamo fieri di quanto fatto sino ad ora e vogliamo proseguire in tal senso: la corretta manutenzione e la sicurezza igienica danno quel valore aggiunto che si ricerca nelle cucine di tutto il mondo».
Il cammino è stato lungo, ma il muro di diffidenza di molti operatori nei confronti della manutenzione, piano piano è venuto meno: lo dicono le vendite in crescita di pulyCaff e negli ultimi tempi anche del detergente messo a punto per pulire la lancia vapore e il cappuccinatore automatico, pulyMilk, nonché le richieste in crescita di Puly Day.
Accanto ai best seller, è stata realizzata una linea completa per la pulizia della macchina espresso e del macinacaffè, con un’attenzione particolare alle richieste del mercato e al rispetto per l’ambiente, che hanno dato il via alla linea New, realizzata con ingredienti ancora più raffinati e rinnovabili, che comprende pulyGRIND Crystals, i cui cristalli a base di amidi alimentari privi di glutine, liberano le macine e la camera di macinatura dai depositi di caffè vecchio e rancido; pulyGRIND Hopper, pulitore della tramoggia (campana) e del dosatore; pulyBAR Igienic, adatto alla pulizia delle superfici in acciaio, piani di lavoro, carrozzerie di macchine per caffè, vetrinette, pulyCAFF New, la variante a pulyCAFF Plus e pulyMILK New.
Asachimici-pulyCAFF attende baristi, operatori e appassionati del mondo del caffè al Sigep di Rimini, pad.A1, stand 055, davanti alla Coffee Arena, dove si svolgono le finali dei campionati organizzati da Sca Italy, di cui è Gold Sponsor.
Visitarloè l’occasione perfesteggiare i 65 anni di attività dell’Azienda di Vescovato (CR), nonché per incontrare i suoi Brand Ambassador ed Esperti del Pulito Andrea Antonelli, Davide Mazzetto e Luca Ventriglia, e confrontarsi con loro a tutto tondo sulle tematiche della corretta manutenzione, nonché sul caffè e la gestione del locale.
L’inizio del nuovo anno segna un nuovo ingresso nel portafoglio di spirit di Velier. L’azienda genovese ha ampliato la sua offerta con le specialità firmatePiemme – Piacere Mediterraneo, azienda con sede a Piano di Sorrento (Napoli) delle quali si è assicurata la distribuzione in esclusiva. Un’alleanza nata per valorizzare il patrimonio liquoristico della Penisola sorrentina e che rafforza l’impegno di Velier a favore dei produttori indipendenti italiani, territoriali e portatori di un’identità artigianale autentica.
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Limoncello di Sorrento
Ama
Costiera Gin
Fondata nel 1969 da artigiani sorrentini specializzati in dolci tipici e liquori tradizionali, Piemme è una realtà profondamente radicata nel suo territorio, sospeso tra il Golfo di Napoli e la Costiera Amalfitana: da qui provengono le materie prime, a partire dal pregiato Limone di Sorrento Igp, alla base dei suoi prodotti. Prodotti che hanno la loro punta di diamante nel Limoncellodi Sorrento, realizzato seguendo un’antica ricetta familiare custodita e reinterpretata attraverso processi artigianali, coadiuvati da tecnologie all’avanguardia.
Il gioiello della Penisola sorrentina
Il Limone di Sorrento utilizzato è coltivato seguendo tecniche agricole tradizionali: limoneti affacciati sul mare, i caratteristici pergolati e “pagliarelle” a protezione dei preziosi frutti. Ogni fase della produzione è presidiata dall’azienda, dalla coltivazione alla raccolta dei limoni, rigorosamente a mano, dalla pelatura all’infusione delle scorze, che avviene in alcol purissimo e zucchero di barbabietola, fino all’imbottigliamento. Il tutto senza alcun uso di sostanze artificiali, ma solo attraverso lavorazionirigorosamente controllate, che garantiscono standard qualitativi elevati e costanti nel pieno rispetto della materia prima. Il risultato è un Limoncello dal profumo intenso e dalla freschezza che rimanda ed esprime al meglio il terroir della Penisola sorrentina.
Spirit che raccontano il Mediterraneo
Accanto al limoncello, la gamma Piemme include altri liquori tipici che raccontano la biodiversità della macchia mediterranea. Fanno parte della famiglia il Liquore di Noci, preparato con la noce di Sorrento, altra eccellenza del territorio, il Liquore di Finocchietto, un digestivo dall’intenso aroma del finocchietto selvatico, il Liquore di Agrumi, dalle forte note mediterranee date dall’unione di mandarino e limone, e il Liquore di Liquirizia, dal caratteristico gusto dolce-amaro, che lo rende ottimo sia come digestivo sia per accompagnare dessert, a base di liquirizia calabrese.
Completano l’offerta, Ama, un amaro dal gusto raffinato e avvolgente realizzato con ingredienti selezionati della Penisola sorrentina, e Costiera Gin, distillato premium sempre a base di botaniche del territorio, tra le quali spiccano due vere e proprie eccellenze: i Limoni di Sorrento, che portano la loro freschezza agrumata e la Mela Annurca, con la sua nota morbida dolce-acidula. Un gin aromatico e morbido, ideale per la creazione di drink dal carattere mediterraneo, ma pensato anche per essere proposto in purezza, con la sola aggiunta di ghiaccio.
Il marchio dell’azienda altoatesina firma un poker di proposte ready to drink che rievocano in versione analcolica alcuni classici della miscelazione. Una gamma che diversifica l’esperienza dell’aperitivo senza alcol, con tutta la garanzia di qualità e gusto di Fonte Plose
Il cliente, si sa, ha le sue abitudini, le sue convinzioni e i suoi gusti e, soprattutto al momento dell’aperitivo, oltre a chi si affida al barman per provare nuovi cocktail, c’è chi non abbandona i grandi classici. E se quel giorno volesse, o dovesse, optare per un analcolico? In quel caso sarebbe utile affiancare alla proposta di mix analcolici originali, e adatti a chi sperimenta, anche una linea per “andare sul sicuro”, proponendo dei cocktail tradizionali in versione analcolica, che però ne ricalchino fedelmente il sapore, il colore e la presentazione.
Per andare incontro a questa eventualità, Fonte Plose ha selezionato nel corso di questi ultimi anni, vincendo anche due Premi Innovazione dell’Anno ai Barawards, le migliori referenze da proporre ai locali, sotto il marchio Alpex, in chiave ready to drink, di rapida esecuzione e sicuro risultato. Non la sostituzione del barman, ma un supporto al servizio per offrire valide alternative al consumatore. Inoltre, il brand Alpex è garanzia di qualità firmata dall’azienda altoatesina Fonte Plose, riconosciuta tra le eccellenze del mercato.
Poker di gusto
Alpex Spritz, Alpex Hugo, Alpex G&T e da oggi anche il più “esotico” Alpex Paloma al gusto di pompelmo rosa: questo il poker di aperitivi che Alpex mette a disposizione per una lista più ampia di analcolici di qualità rafforzando l’esperienza di aperitivo no alcohol da condividere con gli amici.
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Alpex Spritz
Alpex Hugo
Alpex G&T
Alpex Paloma
Dedicato a chi non vuole rinunciare a un classico dell’aperitivo, ma lo preferisce senza alcool e di primissima qualità, Alpex Spritz restituisce tutto il gusto del cocktail Spritz, dalla spiccata nota agrumata e con il piacevole finale amaro. È ideale anche per realizzare un ottimo Spritz in versione low alcohol, soluzione ottimale per chi non rinuncia all’aggiunta di prosecco, ma desidera una gradazione alcolica inferiore, da bere “senza stress”.
Alpex Hugo nasce da una composizione di ingredienti originale nella quale si fanno spazio il profumo di infuso di fiori di sambuco e spiccate note floreali, senza nulla da invidiare alla sua versione alcolica. Ispirato al celebre cocktail messicano, Alpex Paloma è perfetto per un aperitivo leggero da gustare in relax. Infine, Alpex G&T che colpisce subito con il profumo del ginepro, mentre a poco a poco sul palato si fa strada la nota amaricante del chinino naturale che va a fondersi con il primo.
Tutto il piacere dell'aperitivo, zero alcol, impegno e problemi
In bottiglia di vetro da 20 cl, tutte le referenze, ognuna con i suoi tratti distintivi, hanno già riscosso l’interesse dei professionisti di settore, che ne hanno individuato i punti di forza nell’ambito dei drink no/low alcohol: zeroalcohol, zero impegno e zero problemi, ma tutto gusto! Di facile esecuzione, freschi e in grado di incuriosire i clienti, dai gusti decisi e soddisfacenti pur in versione analcolica, con tutta la garanzia di qualità e l’affidabilità di ingredienti che caratterizza da sempre Fonte Plose.
Lo storico marchio punta sulla star americana per la nuova campagna globale C’è una N e una O in ogni Icona, che celebra la forza del rifiuto come leva di eccellenza e distintività
È l'attrice, produttrice e imprenditrice americana Sarah Jessica Parker la global ambassador della nuova campagna C’è una N e una O in ogni Icona di Tanqueray. Per tutto l’anno, Parker, che ha raggiunto la fama mondiale interpretando Carrie Bradshaw, la giornalista tutto moda e amore, nella serie di cult Sex and the City, sarà voce e volto del marchio di gin di Diageo, incarnandone la tradizione e la filosofia del non scendere mai a compromessi.
La nuova campagna è infatti ispirata ai 300 No, ovvero alle oltre 300 versioni di ricette create quasi duecento anni fa da Charles Tanqueray, il fondatore del marchio, prima di arrivare alla formula definitiva del suo London dry, capostipite di una gamma di gin che oggi include il Tanqueray No. Ten, Tanqueray 0.0, la versione analcolica del distillato, Tanqueray Flor de Sevilla e Tanqueray Rangpur Lime.
Il coraggio di dire "No"
La collaborazione tra Tanqueray e Parker è dunque una celebrazione del coraggio di dire “No”, del rifiuto dei compromessi per migliorarsi continuamente e rendere la propria vita spettacolare. Il rifiuto, così, da ostacolo diventa opportunità fattore di eccellenza e distintività. Una visione che fa parte dell’heritage del marchio e dell’esperienza dell’attrice. «Sono entusiasta di unirmi a Tanqueray per celebrare i tanti No che incontriamo nella ricerca dell’eccellenza – ha dichiarato Parker in una nota che annuncia la partnership -. I No che ho raccolto nella mia vita e carriera mi hanno plasmata, spronata e, spesso, condotta nei luoghi più inaspettati e spettacolari. Sono diventati parte dell’avventura, e sono grata per ognuno di loro».
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La campagna globale è accompagnata da un video diretto dal regista Paul McLean e dagli scatti del fotografo Miles Aldridge. Le riprese, con protagonista ovviamente Sarah Jessica Parker, mettono in luce i No che hanno plasmato il suo percorso, rispecchiando così lo spirito di ridefinizione di Tanqueray. In scena, inoltre, lo storico London dry gin e i suoi cocktail più iconici, come il Tanqueray Dirty Martini (60 ml Tanqueray London Dry Gin, 22 ml salamoia di olive, 7 ml vermouth extra dry, preparato con metodo shake & strain), e il Tanqueray Gin & Tonic (50 ml Tanqueray London Dry Gin, 150 ml acqua tonica, spicchio di lime). Visibile sul sito e sulla pagina Instagram del brand, la campagna sarà arricchita da esperienze e attività sia online che offline, in tutto il mondo.
Questa partnership è la prima di una serie che celebra il ruolo del marchio nella cultura contemporanea, con molte altre voci e icone di stile che saranno coinvolti in momenti ed esperienze speciali che interesseranno diversi Paesi del mondo, a partire dai mercati chiave quali l’Italia, gli Stati Uniti, il Regno Unito, il Brasile, la Cina, l’India. Il tutto in un mix di cultura della miscelazione, esperienze dedicate, contenuti e conversazioni nella nuova espressione di Tanqueray. Per quanto riguarda i momenti con la nuova global ambassador in programma c’è il prossimo febbraio un’apparizione al Carnevale di Rio de Janeiro, mentre i successivi appuntamenti saranno resi noti nel corso dell’anno.
Latte Crema +, Latte di Bufala Frascheri Moris e Linea senza lattosio le novità per i professionisti della caffetteria studiate dall'azienda ligure. Che sarà sponsor ufficiale della Nazionale italiana di gelateria alla Gelato World Cup 2026, in programma dal 16 al 20 gennaio al Sigep
Sono dedicate alla caffetteria professionale le novità di Frascheri, azienda specializzata nella produzione di latte e panna per la pasticceria, la gelateria e il bar. Latte Crema +, Latte di Bufala FrascheriMoris e Linea senza lattosio, queste le nuove soluzioni, come tutti i prodotti dell’azienda sono realizzati con latte di 100% italiano da filiera corta e controllata, trasformato nello stabilimento di Bardineto, sull’Appennino Ligure al confine con il Piemonte, e pensati per rispondere alle nuove esigenze dei professionisti.
CosìLatte Crema +è un latte studiato per la preparazione dei cappuccini che garantisce una schiuma corposa, stabile e vellutata. È infatti caratterizzato da un sapore più intenso e da una maggiore cremosità, dovuti all’alto contenuto di materia grassa, pari al 4,8%: una percentuale di grasso studiata per assicurare una texture perfetta anche per la latte art, e soddisfare anche i palati più esigenti. In brick Tetra Aseptic Edge da 1 l con tappo apri e chiudi, è ideale anche per la preparazione di gelati ricchi di sapore e struttura.
IlLatte di Bufala Frascheri Morisè un latte di bufala Uht parzialmente scremato dedicato ai locali che vogliono distinguersi con una proposta di cappuccini gourmet e altre preparazioni premium. Cremoso, dal gusto ricco e persistente e con un alto contenuto di proteine, così da soddisfare anche le esigenze di clienti che seguono diete proteiche, è particolarmente indicato anche per la preparazione di gelati. Premiato come prodotto innovativo con il bronzo all’ultima edizione di Barawards, è in una pratica confezione Tretra Pak da 50 cl con tappo richiudibile.
La Linea senza lattosio Frascheri guarda invece alle esigenze dei consumatori intolleranti allo zucchero naturale del latte, problema che interessa circa 1,1 milioni di italiani, secondo gli ultimi dati Istat. È composta dal Latte Uht senza lattosio Uht (formato 1 l), parzialmente scremato, e dalla Panna Arianna Uht senza lattosio (1 l), studiati per consentire ai locali di offrire un servizio inclusivo senza compromessi su gusto, texture e performance.
Con la Nazionale italiana al mondiale di gelateria
Le nuove soluzioni saranno presentate al pubblico dei professionisti in occasione del Sigep, in programma a Rimini dal 16 al 20 gennaio, presso lo stand dell’azienda, dove gli operatori potranno assistere a dimostrazioni tecniche e confrontarsi con gli specialisti di Frascheri su applicazioni e performance dell’intera gamma di prodotti.
La Nazionale italiana di gelatieri
Ma l’edizione alle porte della kermesse riminese vedrà l’azienda ligure grande protagonista al fianco dei maestri gelatieri italiani, campo che con la pasticceria rappresenta il suo principale core business. Frascheri è infatti sponsor ufficiale della Nazionale italiana di gelatieri che parteciperà alla Gelato World Cup 2026. L’evento biennale che quest’anno andrà in scena al Sigep vedrà in gara i team di 12 Paesi di tutti i continenti a contendersi il titolo mondiale. Oltre all'Italia, ci saranno: Germania, Francia, Belgio, Argentina, Messico, Perù, Equador, Cina, Giappone, Singapore e Corea del Sud.
La squadra tricolore, che si è conquistata la partecipazione al mondiale grazie al piazzamento ottenuto alla Gelato Europe Cup, è composta da Gabriele Fiumara, gelatiere noto per la sua creatività e tecnica, Angelo Cardella, pastry chef di grande esperienza, e Fabio Mellace, specialista del gelato dalla spiccata sensibilità tecnica e precisione. A guidarla, nel ruolo di team manager, Domenico Di Clemente, pasticcere di fama internazionale, coadiuvato, nel ruolo di secondo allenatore, da Rosario Nicodemo, maestro gelatiere tra i più premiati d’Italia.
Per le loro creazioni i nostri artisti della gelateria utilizzeranno una selezione di latte e panna firmati Frascher preparati con latte proveniente da allevamenti in Liguria e Piemonte.
L'editoriale di Bargiornale di gennaio 2026 a firma dell'editore e direttore Ivo Nardella
Più guardo alla professione e più mi rendo conto che stare dietro al bancone o sgattaiolare tra i tavoli è la punta di un iceberg che si chiama impegno.
Il lavoro è impegno, impegni e scadenze da rispettare, la costante ricerca di personale qualificato, qualificare il personale, dirimere incomprensioni, ascoltare i clienti, i fornitori, i distributori, la Gdo, il mercato e le lamentele del fruttivendolo del negozio accanto che però ti salva la serata quando hai finito i lime. E poi trovare il tempo per te, per noi.
Noi di Bargiornale abbiamo passato un fantastico anno in giro per l’Italia con le cinque tappe di Baritalia e la finale in una Venezia nebbiosa e cupa che solo i 74 finalisti hanno saputo scaldare.
Abbiamo sbirciato dal buco della serratura degli speakeasy più segreti, intervistato l’eccellenza della mixology italiana nel mondo e scavato nella storia delle aziende e dei cocktail dimenticati. Il Drink Team di Bargiornale ha provato per voi centinaia di prodotti, combinato ingredienti per trovare quell’equilibrio che è la chiave vincente anche nella vita.
Abbiamo visitato distillerie e aziende del food per le vostre colazioni, per i pranzi scappati dei milanesi e per quelli riposati di chi vive più al sole, e abbiamo scelto per voi i pairing più audaci con un solo scopo: far nascere un sorriso sul volto soddisfatto dei vostri ospiti.
Un settore quello del fuoricasa che vive da anni impennate e precipizi degni dei rollercoaster più estremi, dove gli audaci come voi si divertono. Ecco, di tante professioni che ho visto, la vostra è quella sicuramente più impegnativa e, allo stesso tempo, anche quella che riesce a dare soddisfazioni inaspettate tra le pieghe più nascoste del tempo. Ma ora è tempo di festeggiare. Barawards, ventun categorie e cinque menzioni speciali, seicento professionisti e altrettanti locali candidati per oltre 31.000 votanti online e una giuria di 140 panelist esperti che hanno selezionato insieme al voto digitale i top 10 e i vincitori.
Il network e le interazioni che la piattaforma Bargiornale ha attivato sono anche frutto della forza dei giovani che hanno occupato posizioni di spicco, delle donne come Giulia D’Anello, bartender under 25 dell’anno e volto della nostra copertina, che non è sola nel panorama “she bartender”: con altre cinque colleghe firma metà della top 10. Anche tra i bar manager le “she” si stanno facendo valere e nel 2026 ci aspettano altre grandi sorprese.
Una quantità importante di nuovi lanci, soluzioni a misura di bar e nuovi modi di interpretare il layout del fuoricasa per far sentire il cliente ancora più coccolato, ancor più al centro. I brand come motore principale di questo nuovo rinascimento non sono rimasti a guardare ma hanno premuto sull’innovazione e sul racconto al quale noi siamo ben lieti di dare eco.
Dietro a una tazzina di caffè, a una fetta di torta, a un panino o a un Negroni volutamente sbagliato c’è una dedizione e una fatica che non deve mai smorzare il sorriso che ogni cliente si aspetta di ricevere entrando nel vostro mondo.
Un twist di competenze e professionalità con un dash che non ti aspetti scuotendoti fino al successo. È il mondo dell’accoglienza baby, e non puoi farci niente; e non me ne voglia Humphrey Bogart mentre esprimeva la forza della comunicazione che ancora ci guida con il nome BARGIORNALE.
Tre simboli dell'identità gastronomica italiana, per un concept da bar all'italiana che ne indaga le nuove espressioni, come caffè specialty e gelato soft
Luogo: quartiere Monteverde a Roma. Protagonisti: il maestro gelatiere Marco Radicioni, diventato famoso con il suo Otaleg!, il coffee specialist Gianni Olimpo (che abbiamo appena visto sul palco dei Barawards 2025, dove è arrivato secondo come Barista dell'anno), insieme a due giovani imprenditori che si sono lanciati nel progetto con loro. Idea: mettere insieme pizza al taglio, gelato e caffè, per dar vita a Pizza Baar, un bar contemporaneo dall'anima nostalgica, che celebra tre simboli dell'identità gastronomica italiana, rivedendoli in chiave contemporanea ed esplorandone nuovi linguaggi, come quello del gelato soft e del Nitro Coffee.
In uno spazio di circa 50 metri quadrati, Pizza Baar vuol essere, quindi, una summa del bar all'italiana. Di quest'ultimo prende l'immediatezza, il design nostalgico anni Settanta (il progetto è stato curato dallo studio di architettura romano Ikonika di Stella Dileo e Sante Simone), l'intenzione di trasmettere quel senso di comunità che lo caratterizza. Non senza dimenticare l'obiettivo: mangiare bene e bere un buon caffè, anche in pochi minuti.
«Sono un grandissimo consumatore di pizza, fa parte della mia quotidianità - racconta Radicioni -. È uno dei pochi prodotti che, insieme al gelato, ti permette di essere radicale restando popolare: è democratica, immediata, ma allo stesso tempo infinita come possibilità. Da anni coltivavo il desiderio di aprire una pizzeria per uscire dalla mia zona di comfort, cambiare prospettiva e trasferire in un nuovo progetto i miei valori, senza mediazioni. Pizza Baar nasce così: principi valoriali condivisi con i miei soci che dal canto loro hanno portato competenze, nuovi spunti e sensibilità diverse. Per me le nuove imprese devono essere questo: spazi di rischio, di visione collettiva e di divertimento serio». Del progetto fanno parte, oltre a Radicioni e Olimpo, anche Tommaso Carabelli, chiamato a guidare la costruzione dell’offerta pizza, con un approccio tecnico e consapevole; Pablo Marinaro, che ha contribuito a curare la brand identity e l’immaginario estetico di Pizza Baar.
L’offerta si articola su tre tipologie di pizza: in teglia alla romana, pizza argentina in padellino (Montanari è argentino di nascita e ha portato il suo stile della memoria) e tonda del weekend, disponibili anche in asporto. Le proposte dei gusti sono volutamente limitate (non più di 8 per la pizza in teglia al banco), con una predilezione per i grandi classici e in continua rotazione, per seguire la stagionalità, la disponibilità dei fornitori e la qualità reale degli ingredienti. La pizza argentina rappresenta la componente più identitaria e personale del progetto. È qui che entra in gioco Pablo Montanari, argentino di nascita, che in Pizza Baar ha portato la memoria della pizza con cui è cresciuto: una pizza popolare e urbana, con un impasto a bassa idratazione, fermentato direttamente in teglia, consumata per strada tra le vie di Buenos Aires. Soffice, umida e profondamente golosa, è una pizza figlia dell’emigrazione italiana, ma distante sia dalla tradizione napoletana sia da quella romana, con un’identità autonoma e immediatamente riconoscibile.
Il gelato soft di Marco Radicioni per Pizza Baar
E dopo una buona pizza non può che esserci un buon gelato. Qui entra in scena Radicioni, che in questa nuova apertura, applica la sua visione al Soft Ice, sempre per rispettare l'idea di fondo di interpretare formati popolari e quotidiani, dal facile approccio per il cliente e semplice nella somministrazione. L’aria è presente, come nella tradizione del soft ice cream, ma non in maniera esasperata: quanto basta per ottenere una texture leggera e avvolgente, lasciando però spazio alla materia prima, al gusto, alla variabilità della materia prima viva e a una quota di ruvidità voluta. Attualmente la referenza presente è un latte “invernale”, un gusto temporaneo, destinato a cambiare rapidamente, seguendo i guizzi creativi di Marco oltre che la stagionalità e le forniture. Anche i topping seguono la stessa logica: pochi, identitari, potenti, come un olio extravergine d'oliva, la riduzione di caffè specialty, i frutti rossi, fino a un più rassicurante caramello. A questi si affiancano elementi croccanti, pensati come componenti funzionali.
Nel reparto specialty coffee, Gianni Olimpo, responsabile della caffetteria di Otaleg!, porta la sua filosofia ed esperienza, che parla di elementi come tracciabilità, sostenibilità, stagionalità e profilo aromatico, lavorando esclusivamente con torrefazioni che costruiscono relazioni dirette con i produttori e valorizzano la materia prima. «In questo format, ancora di più, la nostra ambizione è far uscire il caffè dalla sua gabbia culturale tipicamente italiana - spiega Gianni Olimpo -. Non più solo espresso e non solo come chiusura del pasto, ma una bevanda viva, che si può abbinare alla pizza o semplicemente vivere in momenti diversi della giornata. Vogliamo smarcare il caffè da certi automatismi e restituirgli libertà espressiva». Via l'espresso all'italiana, quindi, con una proposta che si concentra esclusivamente sul caffè filtro, servito in batch brew ed estratto con Moccamaster, e sulla vera novità del progetto, il Nitro Coffee: un cold brew infuso con azoto (N₂O) e servito alla spina, caratterizzato da una consistenza cremosa e vellutata e da un profilo aromatico avvolgente.
Non solo caffè, la proposta beverage di Pizza Baar, sempre curata da Gianni Olimpo, nasce da una doppia intenzione, dichiarata e voluta: da un lato il bere popolare, diretto e immediato; dall’altro una ricerca consapevole che apre a nuovi linguaggi e possibilità di abbinamento. In carta convivono senza gerarchie una Peroni piccola e una Coca-Cola, simboli di un modo di bere quotidiano che appartiene a tutti, così come le birre artigianali di Jungle Juice (birrificio artigianale romano con cui il progetto condivide affinità di visione e approccio), kombucha a rotazione, chinotto bio e le suddette espressioni di caffè specialty.
Il prestiogioso riconocimento, istituito da Gianola e Benito Nonino aumenta la sua periodicità: la prossima edizione sarà a gennaio 2027. E amplia gli orizzonti con eventi e dialoghi nelle più importanti istituzioni del mondo
Tempo di novità per Premio Nonino. Il prestigioso riconoscimento istituito nel 1977 da Giannola e Benito Nonino, per valorizzare la civiltà contadina e per salvare i vitigni autoctoni friulani in via di estinzione, poi ampliato con le sezioni letteraria (1977) e internazionale (1984), cambia passo e aumenta la sua dimensione internazionale. Il Premio, finora a cadenza annuale, aumenta la sua periodicità, diventando biennale, così come rafforza il proprio respiro culturale e simbolico, istituendo dialoghi ed eventi nelle più importanti istituzioni europee e del mondo.
Una evoluzione nel segno e in onore di Benito Nonino, scomparso nel 2024 e con la moglie Gianola figura di riferimento per la grappa italiana, e in linea con i valori di qualità, profondità e visione a lungo termine che da sempre guidano la famiglia e la sua azienda, eletta Spirit Brand/Distillery of the Year da Wine Enthusiast nel 2020. Valori che il Premio ha saputo tradurre in un progetto visionario fondato sul rispetto della terra e dell’uomo.
Nei suoi oltre 50 anni di storia, il Premio Nonino ha riunito in giuria e premiato personalità di rilievo fra vignaioli e voci autorevoli della cultura contemporanea da tutto il mondo, anticipando per 6 volte le scelte del Premio Nobel. È il caso di Rigoberta Menchù, V.S. Naipaul, Tomas Tranströmer, Mo Yan, Peter Higgs e Giorgio Parisi.
Ampliare il dialogo oltre i confini nazionali
La nuova cadenza biennale permetterà di internazionalizzare ulteriormente il Premio, ampliando il dialogo oltre i confini italiani, con incontri in alcune delle più importanti istituzioni dei vari Paesi del mondo, con membri della giuria e premiati, per approfondire i grandi temi del nostro tempo, ambiente, responsabilità verso le future generazioni, mettendo sempre al centro l’uomo e la terra. Il programma di appuntamenti fuori dall’Italia prenderà il via quest’anno da Parigi.
La prossima edizione del Premio Nonino si terrà invece il 30 gennaio 2027, come da tradizione, presso le Distillerie Noninoa Ronchi di Percoto, in provincia di Udine. E sarà «un’edizione speciale, pensata per raccontare con ancora più forza il legame tra cultura, territorio e visione imprenditoriale della nostra famiglia», hanno annunciato Giannola, Antonella, Cristina ed Elisabetta Nonino insieme alla giuria del Premio, guidata da Antonio Damasio.
Premiati i migliori bar, cocktail bar, ristoranti, pasticcerie e hotel della Penisola: undici 20 premi che fotografano il meglio dell’ospitalità italiana
L’Alcatraz di Milano, per il terzo anno consecutivo, è stato il palcoscenico del Barawards Gala Night Party, la grande serata di festa che ha incoronato i vincitoridiBarawards 2025. Undici i locali, tra cocktail bar, caffetterie, ristoranti, hotel, pasticcerie, gelaterie, paninoteche, birrerie e pub, premiati in questa undicesima edizione del premio firmato da Bargiornale, in collaborazione con Hotel Domani e Ristoranti di Bargiornale, per celebrare il meglio dell’ospitalità made in Italy.
Selezionati tra oltre 600 locali candidati, i vincitori sono stati scelti attraverso il voto di un panel di esperti del settore, sommato a quello on line dei lettori delle riviste. Anche quest’anno Barawards ha così disegnato una mappa dell’eccellenza del fuori casa nazionale, da Nord a Sud, portando sotto i riflettori le realtà che si sono distinte per la capacità di coniugare qualità dell’offerta, identità e visione imprenditoriale con l’obiettivo di offrire ai loro clienti esperienze uniche e di alto livello.
Oltre ai premi di categoria, nel corso della serata di gala, sono state assegnate anche quattro menzioni speciali, con il nuovo riconoscimento dedicato all'Impresa sociale dell’anno che è andato ad aggiungersi ai tre istituiti dalla scorsa edizione: per il bar menu, la comunicazione social e il video promo dell’anno.
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Moebius (Milano) - Premio Limoncè Aperitivo Cocktail Bar dell’anno
Ditta Artigianale (Milano) - Premio Bloom Specialty Coffee Bar Caffetteria dell’anno
Caffè Gilli 1733 (Firenze) - Premio Bar Pasticceria/Gelateria dell’anno
Lubna (Milano) - Premio Paşabahçe Bar Rivelazione dell’anno
Stravinskij Bar - Hotel De Russie (Roma) - Premio Bar d’Albergo dell’anno
Don Alfonso 1890 (Sant’Agata sui Due Golfi - Napoli) - Premio Ristorante Rivelazione dell’anno
Cannavacciuolo by the Lake - Laqua by the Lake (Pettenasco, Novara) - Premio Ristorante d’albergo dell’anno
Castello di Casole, A Belmond Hotel, Tuscany (Casole Val D’Elsa - Siena) -Premio Hotel Rivelazione dell’anno
Frank Malone (Napoli) - Premio Birreria dell’anno
Il Sal8 (San Vincenzo - Livorno) - Premio Slow Wine Fair Locale Green dell’anno
Pouk (Napoli) - Premio Agritech Paninoteca dell’anno
Jiani’s Cocktail Bar & Bistrot (Bologna) - Menzione Speciale Bar Menu dell’anno
Smile Bar (Roma) - Menzione Speciale Video Promo dell’anno
Azotea (Torino) - Menzione Speciale Comunicazione Social dell’anno
Il “Capodanno dell’ospitalità”, come è stato ribattezzato il Gala Night Party, ha visto per la prima volta Ross Pellecchia, icona di Radio 105, nel ruolo di maestro di cerimonie. A dare ritmo e musica alla festa hanno provveduto il dj set a cura di Nora Bee, dj e producer tra le protagoniste della scena milanese, e l’energia swing dei The Good Fellas, la band guidata da Mr. Lucky Luciano.
I locali vincitori dei Barawards 2025
Premio Limoncè Aperitivo Cocktail Bar dell’anno: Moebius – Milano
Premio Bloom Specialty Coffee Bar Caffetteria dell’anno: Ditta Artigianale - Milano
Premio Bar Pasticceria/Gelateria dell’anno: Caffè Gilli 1733 - Firenze
Premio Paşabahçe Bar Rivelazione dell’anno: Lubna - Milano
Premio Bar d’Albergo dell’anno: Stravinskij Bar - Hotel De Russie – Roma
Premio Ristorante Rivelazione dell’anno: Don Alfonso 1890 - Sant’Agata sui Due Golfi (Na)
Premio Ristorante d’albergo dell’anno: Cannavacciuolo by the Lake - Laqua by the Lake - Pettenasco (No)
Premio Hotel Rivelazione dell’anno: Castello di Casole, A Belmond Hotel, Tuscany - Casole Val D’Elsa (Si)
Premio Birreria dell’anno: Frank Malone - Napoli
Premio Slow Wine Fair Locale Green dell’anno: Il Sal8 - San Vincenzo (Li)
Premio Agritech Paninoteca dell’anno: Pouk - Napoli
Menzioni speciali
Menzione Speciale Bar Menu dell’anno: Jiani’s Cocktail Bar & Bistrot - Bologna
Menzione Speciale Video Promo dell’anno: Smile Bar - Roma
Menzione Speciale Comunicazione Social dell’anno: Azotea - Torino
Ecco i nomi dei professionisti vincitori dell'edizione 2025 del premio che celebra l’eccellenza dell’ospitalità made in Italy e le top 10 per ogni categoria
Una grande serata di festa ha chiuso l’undicesima edizione di Barawards, il premio, promosso da Bargiornale, in collaborazione con Hotel Domani e Ristoranti di Bargiornale, che ogni anno celebra il meglio dell’ospitalità italiana. Andato in scena per il terzo anno consecutivo all’Alcatraz di Milano, il Barawards Gala Night Party ha incoronato i dieci professionisti, tra bartender, bar manager, chef, pasticceri, professionisti del caffè e della birra, team e brand ambassador del mondo del food&beverage, vincitori di Barawards 2025. A decretare il loro trionfo, tra le oltre 500 candidature, il voto del panel di esperti del settore sommato a quello on line dei lettori delle riviste.
Nel corso della serata, ribattezzata Capodanno dell’ospitalità, è stata assegnata anche la menzione speciale She bartender dell’anno, novità di questa edizione, riconoscimento in collaborazione con Pallini e dedicato alle professioniste che, con talento, visione e determinazione, stanno cambiando il volto della mixology.
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Dario Tortorella (L’Antiquario, Napoli) - Premio Campari Academy Bartender dell’anno
Giulia D’Anello (Jerry Thomas Speakeasy, Roma) - Premio Campari Academy Bartender Under 25 dell’anno
Emanuele Balestra (Hotel Barrière Le Majestic, Cannes - Francia) - Premio Bartender italiano all’estero dell’anno
Giovanni Allario (Moebius/Lubna, Milano) - Premio Nardini Bar Manager dell’anno
Massimo Carpineti (Barnum, Roma) - Premio Monin Barista dell’anno
Freni e Frizioni (Roma) - Premio Amaro Montenegro Bar Team dell’anno
Jacopo Ticchi (Da Lucio, Rimini) - Premio Metro Cuoco dell’anno
Federico Andreini (Sustànza, Napoli) - Premio Pasticcere/Gelatiere dell’anno
Patrick Sinapi (Caffè Pascucci) - Premio Brand Ambassador coffee&more dell’anno
La serata di Gala ha avuto come maestro di cerimonia Ross Pellecchia, icona di Radio 105, conduttore, scrittore e cantante, mentre a dare ritmo e musica hanno provveduto il Dj set a cura di Nora Bee, Dj e producer, star delle serate milanesi e la band dei The Good Fellas, tra le migliori formazioni di rockin' swing, guidata da Mr. Lucky Luciano.
I professionisti premiati
Premio Campari Academy Bartender dell’anno: Dario Tortorella - L’Antiquario – Napoli
Premio Campari Academy Bartender Under 25 dell’anno: Giulia D’Anello - Jerry Thomas Speakeasy - Roma
Premio Bartender italiano all’estero dell’anno: Emanuele Balestra - Hotel Barrière Le Majestic - Cannes (Francia)
Premio Nardini Bar Manager dell’anno: Giovanni Allario - Moebius/Lubna - Milano
Premio Monin Barista dell’anno: Massimo Carpineti - Barnum - Roma
Premio Amaro Montenegro Bar Team dell’anno: Freni e Frizioni - Roma
Premio Metro Cuoco dell’anno: Jacopo Ticchi - Da Lucio – Rimini
Premio Pasticcere/Gelatiere dell’anno: Federico Andreini - Sustànza - Napoli
Premio Brand Ambassador coffee&more dell’anno: Patrick Sinapi - Caffè Pascucci
Premio Brand Ambassador Spirits&co dell’anno: Angelo Canessa – Velier
Menzione Speciale Pallini She Bartender dell’anno: Alessia Bellafante - Sali - Milano
Già acquistabile online e in libreria dal 23 gennaio, La guida ai cocktail bar di Bargiornale segnala 370 indirizzi d'eccellenza, protagonisti delle ultime edizioni dei Barawards
Cocktail bar d'autore, street bar, eleganti bar d'albergo, secret bar tutti da scoprire: sono 370 gli indirizzi raccolti nel La guida ai cocktail bar di Bargiornale, fresca di stampa (Ed. Tecniche Nuove, 416 pagine, 24,90 euro; disponibile nelle librerie dal 23 gennaio).
Locali che hanno fatto della miscelazione di qualità e dell'ospitalità di eccellenza una missione, selezionati tra i migliori dei Barawards, il premio annuale a locali e professionisti top dell'ospitalità italiana, giunto quest'anno all'undicesima edizione.
Uno strumento utile, con tutte le informazioni chiave
La guida è pensata come uno strumento utile per orientarsi sul territorio della Penisola a caccia di brindisi e ottima accoglienza: per ogni locale ci sono indicati contatti, indirizzo, social, orari, prezzo medio, giorno di chiusura e descrizione che racconta l'anima del posto.
Uno sguardo oltre il bancone
«Le informazioni pratiche ci sono tutte - spiega nella prefazione il vicedirettore di Bargiornale Stefano Nincevich - ma ciò che troverete davvero è uno sguardo. Il nostro e quello dei bartender che hanno condiviso con noi consigli, intuizioni, piccole verità raccolte in anni di servizio. A voi scegliere l'indirizzo, noi mettiamo il resto: orientamento, storie, dettagli e qualche suggerimento per non sbagliare mai il primo sorso».