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Giacobini ritorna al bar con due vermouth mediterranei e un bitter

Nuova gamma Giacobini
Lo storico brand calabrese, rivive in due nuovi vermouth mediterranei, a base vitigni autoctoni, e in un bitter. Un progetto nato dalla collaborazione tra la chef Caterina Ceraudo e Vittorio Gargaglione, depositario della tradizione liquoristica di Altomonte. La distribuzione verrà curata da Pellegrini, partner del progetto

Giacobini è un marchio storico del Sud Italia, anzi, per essere precisi, di Altomonte (Cs) in Calabria. Un brand noto per avere elaborato, a partire dalla fine dell'Ottocento, un originale vermouth mediterraneo espressione del territorio calabrese. Ebbene, oggi torna sui banconi e nelle bottigliere grazie a Spirito Rurale, giovane realtà imprenditoriale nata dalla sinergia tra l'azienda vitivinicola Ceraudo, il produttore di liquori artigianali di Altomonte Essenza mediterranea e il distributore Pellegrini. Al centro di questo rilancio, due vermouth biologici (rosso e bianco) e un bitter. Il rosso, molto strutturato e tannico, è realizzato con vino Dattilo Ceraudo, 100% Gaglioppo (vitigno autoctono calabrese), e 18 botaniche. Il bianco, fresco e agrumato, si basa su una formula che impiega un altro vino locale, il Petelia Cereaudo, ottenuto da vitigni autoctoni Greco Bianco e Mantonico, e 16 botaniche. Il bitter è, invece, frutto di un processo di macerazione a freddo di un mix botanico che incrocia bacche, radici, erbe aromatiche e officinali che si fondono con agrumi tipici della macchia mediterranea provenienti da agricoltura biologica. A questo punto, qualcuno potrebbe obiettare: due nuovi vermouth, ma non ve ne sono già troppi? No se, come in questo caso, si tratta di prodotti a valore aggiunto di forte personalità in grado di sorprendere professionisti e consumatori finali.

 

Se ne è avuta contezza nel corso di una recente presentazione al Bella Milano, cocktail bar e bistrot nel quartiere di Porta Romana a Milano condotto magistralmente dal bar manager Umberto Oliva. I due vermouth e il bitter oltre ad essere davvero unici serviti in purezza o con solo del ghiaccio sono stati miscelati da Umberto Oliva e sposati a creazioni gastronomiche realizzate per l'occasione dalla chef Caterina Ceraudo del Ristorante Dattilo (1 stella Michelin). Questi gli abbinamenti proposti: Spigola marinata, arance speziate, finocchio e peperoncino in tandem con Orosganos, mix a base di Vermouth Giacobini Bianco, mezcal al pomodoro e origano, Bitter Fusetti; Tartare di podolica, tuorlo marinato al caffè, cialda di pane soffiato associata a Che Fico, long drink a base di Vermouth Giacobini Rosso, melassa di fico, Rittenhouse Rye Whiskey, soda al fico; Linguine prezzemolo, cozze e limone abbinate a A Luvara, mix a base di Bitter Giacobini, cordiale di olive e cacao bianco, Sipsmith Gin e soda all'artemisia e fiori di sambuco. Pairing tutti largamente riusciti, in particolare quello che tra la tartare con il long drink beverino studiato da Oliva: perfetto per "sgrassare" il palato e, allo stesso tempo, amaricante al punto giusto per donare una persistente sensazione di freschezza. Un cocktail da memorizzare e che recupera la grande tradizione dei "vermouth&soda". «Il nostro obiettivo - ha spiegato Vittorio Gargaglione - è stato subito chiaro: lo sviluppo di un vermouth e di un bitter che rappresentassero al meglio il territorio e il Mediterraneo nel senso più ampio, sfruttando al meglio le capacità agricole, enologiche e il ruolo di Caterina Ceraudo, grande interprete dal punto di vista delle erbe aromatiche. In particolare, il Vermouth Giacobini, oltre all’utilizzo di botaniche mediterranee e alla certificazione biologica, è caratterizzato dalla collaborazione con un’azienda agricola enologica, la Ceraudo di Strongoli (Kr), che, oltre a conferire il proprio vino, ha partecipato allo sviluppo della ricetta in tutte le fasi». Si parla, ovviamente, di una produzione volutamente a tiratura limitata che prevede in questa fase di lancio delle tre nuove referenze volumi di circa 10 mila bottiglie. Durante la serata di presentazione, sono stati proposti in degustazione anche due prodotti firmati Essenza Mediterranea già sul mercato e conosciuti dagli addetti ai lavori: Amaro Eroico e Elixir di Liquirizia.

La nuova avventura di Fulvio Piccinino tra alveari e campi di erbe mellifere

Dopo il vermouth, è l'ora del miele. La nuova impresa dell'inventore di Saperebere.com si chiama "Il Giardino delle Api", un luogo dedicato alla divulgazione su apicoltura, sostenibilità e rispetto della natura. Il progetto, realizzato in collaborazione con l'azienda Mirbì 1990, verrà inaugurato ufficialmente a Moncrivello, nel vercellese, il prossimo 13 aprile

Fulvio Piccinino, l'inventore di Saperbere.com e l'instancabile animatore di Esperienza Vermouth, nonché professionista impegnato da sempre su mille fronti: dalla formazione a studenti e professionisti alla ricerca storica su polibibite futuriste e spirits riscende in campo con una nuova impresa. Dolce come il miele. Sì, perché il prossimo 13 aprile a Moncrivello (Vc), varerà ufficialmente un luogo educativo in piena natura che diventerà sede per divulgare "nuove esperienze": "Il Giardino delle Api". «Chi mi conosce - racconta a Bargiornale - sa che ho una passione “segreta”: le api. Una passione che coltivo da anni senza però essere mai riuscito a realizzare il sogno di avere qualche alveare. Mancanza di tempo, soprattutto, non di volontà. Lavorando nel mondo dei liquori e della ricerca storica mi sono più volte imbattuto nel miele, utilizzato lungo i secoli come dolcificante prima dell’avvento dello zucchero europeo. Non solo. Durante la mia attività formativa presso le scuole alberghiere ho approfondito il tema dell'apicoltura, constatando un grande interesse tra gli studenti. Un'attività che ho potuto avviare nel tempo grazie al supporto di Genagricola 1851 che ogni volta offriva i mieli in degustazione. Un'esperienza decisiva che mi ha convinto che ero sulla strada giusta. E, oggi, finalmente completo e realizzo il mio sogno, in collaborazione con Mirbì 1990, azienda biologica di Moncrivello specializzata nella produzione di frutti rossi ed in special modo del mirtillo».

Un luogo educativo e coinvolgente anche a livello sensoriale

"Il Giardino delle Api" si sviluppa su un terreno di 900 metri quadrati con oltre 100 specie di erbe e piante, tutte mellifere (una parte di queste sono, come si sa, anche alla base della liquoristica e utilizzate da secoli per la produzione di vermouth ed amari) e con un capannone sostenibile dove si svolgeranno due principali esperienze multisensoriali: una avrà come tema il miele, con assaggi ed abbinamenti al cibo, con approfondimenti sulla biologia e la storia dell’apicoltura italiana lungo i secoli. L’altra sarà la classica esperienza che conosce chi ha già frequentato i corsi e le masterclass di Piccinino con protagoniste le tinture alcoliche delle erbe che si trovano all’interno del giardino per produrre amari o  vermouth. «In pratica - aggiunge l'esperto - si tratta di un percorso sensoriale che porterà il partecipante a vedere la materia prima e la sua trasformazione. Le altre esperienze possibili saranno legate alla distillazione ad acqua dei fiori di lavanda, di cui abbiamo circa mille piante in un campo poco lontano ed una collegata alla conoscenza ed alla raccolta dei mirtilli. Sarà una sorta di apprendimento sul campo che coinvolgerà, in prima battuta, appassionati, famiglie e studenti» Il progetto sarà presentato, in anteprima, a Torino,  all’interno del laboratorio Esperienza dove Piccinino "guida" tradizionalmente le sue "esperienze" vermouth e gin, il prossimo 4 aprile alle ore 20.30 con la prima data della nuova masterclass “Api Gourmet, l’esperienza per farti vedere con occhi diversi il tuo prossimo cucchiaino di miele”.

 

 

Camparino e Trois Rivières insieme per un’edizione limitata da intenditori

Firmato da Tommaso Cecca e Daniel Boudin. Vintage 2008, invecchiato in botti ex bourbon: appena 250 bottiglie disponibili per l’acquisto.

L’appuntamento è al di sotto del leggendario Bar di Passo del Camparino in Galleria: la nuovissima Sala Gaspare, omaggio al fondatore di Campari e salotto esclusivo che gronda storia e sapere, tra gli scaffali dove si allineano bicchieri d’antan, bottiglie rare e una collezione da brividi di libri originali sulla miscelazione. L’occasione è di quelle che quasi non ci si aspetterebbe: nel tempio dell’aperitivo all’italiana, viene presentata una limited edition del rum Trois Rivières (entrato in portfolio Campari nel 2019) realizzata appositamente per il Camparino, grazie alla collaborazione tra il master distiller Daniel Boudin e Tommaso Cecca, Global Head of Camparino License & Mixology.

«In questo momento, pur essendo un aperitivo bar consumiamo una più che discreta quantità di rum, per cui siamo in grado di selezionare il liquido che vogliamo proporre agli ospiti». E che liquido: Cecca si è affiancato allo storico master distiller di Trois Rivières (in azienda dal 1991) per arrivare a un’espressione praticamente unica (e quasi insolita) della AOC martinicana, storicamente una delle più rigide in assoluto in termini di disciplinare. Un rhum millèsime single cask, invecchiato sull’isola a partire dal 2008 in botti ex bourbon (conservando quindi il tropical ageing caraibico): si sono aggiunti sei mesi di riposo in bottiglie “involontario”, dovuto ai ritardi delle spedizioni via mare.

Dalle venti tipologie di canna da zucchero che la AOC permette, Trois Rivières utilizza le due che meglio sposano il terroir che circonda la distilleria, settecento acri di piantagione, al sud dell’isola, quindi più secco e bisognoso di un maggiore apporto di zucchero. Trois Riviéres X Camparino è prodotto da puro succo di canna da zucchero, distillato in colonna singola, la cosiddetta creola.

Il risultato è una beva di impressionante cremosità, che pur rivelando le note rotonde tipiche della botte in cui il liquido riposa, mantiene il finale fresco, quasi verde dell’agricole, arricchendolo con sentori di pasticceria, torrefazione, spezia. Baudin si dice «onorato di aver condiviso con Tommaso Cecca le nostre competenze e la nostra passione per l'arte della miscelazione», riversate in un signature cocktail dal sapore di storia: Cecca, rinomato collezionista di rum, tra le pagine dei volumi originali custoditi nella Sala Gaspare rispolvera e riproduce il King Alfonso, con Trois Riviéres X Camparino, Dubonnet e gocce di Angostura.

Cecca conclude definendo questa limited edition un’espressione «leggera, dritta, che si allontana da un eventuale pairing complesso ma può essere goduta in qualsiasi momento della giornata». L’edizione limitata Trois Rivières x Camparino Vintage 2008 è disponibile in sole 250 unità, acquistabile presso il Camparino in Galleria, al prezzo di 450 euro a bottiglia, in formato da 70 cl (45°).

La techno di Berlino è patrimonio Unesco

techno berlinese
Foto di Jerome Govender da Pexels
Il 13 marzo 2024 ha segnato una data storica per la musica elettronica da ballo berlinese, che da fenomeno undeground è stata riconosciuta patrimonio dell'umanità protetto dall'Unesco

Dopo una campagna lunga circa 10 anni, Rave the Planet, associazione no-profit che sostiene la musica elettronica in Germania, ha raggiunto il suo scopo. La techno berlinese lo scorso 13 marzo è stata inserita nell'elenco dei beni immateriali protetti dall'Unesco. La candidatura, presentata ufficialmente nel 2021, è stata accettata e finalmente la musica che da decenni in città fa scatenare club di culto come il Watergate o il Tresor, è diventata patrimonio culturale dell’umanità.

Da fenomeno underground a patrimonio artistico

Da fenomeno underground, la techno berlinese diventa così mainstream e viene riconosciuto anche a livello internazionale il suo valore artistico. In realtà, a Berlino, elettronica da ballo e Cultura con la "C" maiuscola vanno d'accordo da sempre. Al Berghain, ex centrale elettrica situata in quella che era Berlino Est, per esempio, non è possibile scattare selfie sul dancefloor. Non tutti sono ammessi in questo tempio del divertimento, dove lo staff effettua una severa selezione all'ingresso per lasciar fuori chi potrebbe disturbare l'atmosfera folle e scatenata sul dancefloor. Spesso però il club ospita eventi culturali e balletti e concerti live aperti a tutti. Successe anche nell'agosto 2020, in piena pandemia.

Ritmo, energia e sperimentazione

La techno nacque tra fine anni Settanta e inizio anni Ottanta negli Usa, nei club gay di Detroit frequentati dalla comunità nera, ma il sound che oggi conosciamo deve molto anche a eventi come la Love Parade, che per decenni, dal 1989 in poi, ha riempito i grandi viali di Berlino di milioni di persone. Tra i dj simbolo della scena techno cittadina è impossibile non citare artisti come Paul Van Dyk ed Ellen Allien. Molto diversi tra loro, rappresentano bene un genere musicale in cui ritmo ed energia vengono sempre mixati con vera sperimentazione.

La potente Clubcommission, l'associazione dei club berlinesi, oggi gioisce. Sembra infatti che in città il turismo legato al clubbing sia oggi un po’ in calo rispetto al 2019. Il riconoscimento da parte dell’Unesco senz’altro può aiutare

Vola Mavolo Beverages: superati i 100 milioni di euro di fatturato

L'azienda mette a segno una crescita a doppia cifra (+10%), l'aumento dei dipendenti e delle etichette distribuite in esclusiva

Mavolo Beverages, azienda veneta specializzata nella distribuzione di bevande e spirits, ha chiuso il 2023 con un fatturato di quasi 102 milioni di euro, pari a una crescita del 10% sul 2022. Il risultato conferma il trend degli ultimi anni, che ha consentito un importante ampliamento dei dipendenti, raddoppiati negli ultimi due anni (+94%).

Si registra un incremento anche per il progetto Anthology by Mavolo. La selezione che raccoglie prodotti premium e ultra premium distribuiti in esclusiva ha chiuso il 2023 con un +25% e un ampliamento delle etichette nel catalogo. Se a fine 2022 si contavano 165 referenze, a inizio 2024 sono già 344.

Obiettivi possibili grazie alle persone

Quelli raggiunti sono obiettivi che la Mavolo Beverages aveva fissato per guidare lo sviluppo della propria attività. “Condividiamo questi risultati con i nostri dipendenti in quanto senza il loro lavoro e la loro professionalità non sarebbero stati raggiungibili – afferma Alessandro Mavolo, CEO di Mavolo Beverages – Siamo fieri di aver raddoppiato in soli due anni il numero di persone in azienda. Continueremo a lavorare sulla strada già tracciata, consapevoli della bontà delle scelte prese fino a oggi, e siamo convinti che il 2024 sarà ricco di ulteriori grandi soddisfazioni".

Il mercato dei prodotti come liquori e spirits è in crescita e sta trainando il settore. "Il nostro catalogo, in costante espansione, ci consente di fornire ai clienti alcune delle etichette più rinomate a livello globale. Un altro elemento fondamentale è la nostra presenza su tutto il territorio italiano. Tutto grazie alle agenzie specializzate, che ci consentono di raggiungere diversi segmenti del mercato, e a una rete di distribuzione progettata con avanzate tecnologie di gestione e pianificazione”.

Chi sono i drinksetter

I numeri permettono ad Alessandro Mavolo di ipotizzare anche l'espansione del team dei drinksetter, "il fiore all’occhiello del progetto Anthology by Mavolo". Setti anche "spirit specialist", sono ex bartender con una importante esperienza nel settore. Grazie alle loro competenze e conoscenze approfondite, collaborano strettamente con la rete di vendita per potenziarla ulteriormente, contribuendo quotidianamente alla valorizzazione del portfolio di prodotti esclusivi.

I trend secondo i dati Mavolo Beverages

I dati di Mavolo Beverages mettono in evidenza una crescita positiva, che abbraccia diversi segmenti del mercato delle bevande. Il gin, che è stato il best seller del 2023, ha confermato le sue buone performance. Il whisky ha mantenuto sostanzialmente i livelli di vendita del 2022. Questi dati dimostrano come le preferenze dei consumatori si stiano orientando sempre di più verso prodotti in passato considerati di nicchia.

La selezione esclusiva Anthology by Mavolo nel 2023 è cresciuta del 25% rispetto al 2022. I consumatori stanno mostrando un crescente interesse per i distillati a base di agave, ingrediente con cui vengono prodotti tequila e mezcal. A riprova dell’attenzione di Anthology ai trend, di recente ha fatto il suo ingresso nel portfolio esclusive il Tequila Hussong, nelle referenze Silver, Reposado e Añejo. Il prodotto si contraddistingue per qualità e design, grazie alla tradizionale bottiglia in ceramica con cui viene proposto, al fine di preservarne il gusto.

In costante crescita anche il numero di etichette in esclusiva disponibili in questo catalogo: a fine 2022 erano 165, mentre a inizio 2024 conta già 344 referenze diverse. Tra questi il celebre Cachaça 51 sudamericano e Black Sinner e Iovem, due prodotti inediti firmati dal campione del mondo di bartending e imprenditore Bruno Vanzan e dalla sua genialità creativa.

Alla ricerca della qualità

“Il mercato del beverage è in costante mutamento. Quello che ieri era di tendenza, domani non lo sarà più. Il fattore che resta immutato nelle scelte dei consumatori è la costante ricerca della qualità, sia nelle etichette sia nei drink nel bicchiere. Il consumatore è più attento e mostra un crescente interesse nel bere in modo più consapevole e qualitativo, preferendo la qualità alla quantità”.

“Il nostro obiettivo con Anthology è riuscire a restare al passo con questa tendenza, e intercettare i desideri dei clienti. Per questo motivo Anthology sarà sempre più al centro della nostra strategia di sviluppo aziendale e sarà oggetto di significativi investimenti, volti a consolidare questa divisione come fulcro del nostro business” conclude il CEO Alessandro Mavolo.

La selezione esclusiva Anthology è il frutto di un’attenta ricerca di qualità nei prodotti. Un esempio è il rhum agricole Damoiseau, che presenta una vasta gamma di rum classici, invecchiati e arrangés. Un altro esempio è la linea di mixers Le Tribute, riconosciuta per la sua eccellenza e la cui gamma verrà a breve ampliata. Importanti risultati anche per il gin Amuerte. Secondo una ricerca di Witailer, brand specializzato in marketplace, data analysis e business intelligence, e Mr. Dee Still, “shoppable magazine” del mondo del Beverage, risulta tra i gin più ricercati online dagli utenti nell’ultimo trimestre del 2023.

L’importanza della filtrazione dell’acqua per il sapore del caffè

Brita
L’acqua gioca un ruolo decisivo nell’estrazione del caffè. Ma in natura non è mai pura. Brita spiega come questa impatta su tutte la caratteristiche della bevanda e perché è importante usare un sistema di filtrazione per ottenere una tazzina di qualità

Come si crea una tazza di caffè equilibrata? Richiede abilità, conoscenza, esperienza e un pizzico di intuizione. L'acqua di rete è il punto di partenza per preparare un caffè delizioso. Tuttavia, non esiste acqua chimicamente pura in natura. L'acqua è conosciuta come un solvente universale perché è in grado di dissolvere una vasta gamma di altre sostanze. Quando l'acqua delle precipitazioni filtra attraverso il terreno, raccoglie altri atomi e molecole lungo il percorso.

Quindi l'acqua che incontriamo nella nostra quotidianità (oceani, laghi, fiumi, falde acquifere e acqua del rubinetto, ecc.) contiene inevitabilmente una miscela di minerali e sostanze chimiche, e la sua composizione – e quindi le sue proprietà – varia da luogo a luogo. Altre sostanze disciolte nell'acqua possono causare problemi tecnici alle macchine da caffè, per esempio, lasciando depositi di calcare o di gesso, e appiattire o alterare i flavors del caffè preparato con acqua che li contiene.

Problematiche che Brita conosce bene. Per questo ha sviluppato una vasta gamma di soluzioni per la filtrazione, che permettono di ottenere un’acqua con le giuste proprietà per garantire la qualità del risultato finale in tazza e la protezione ottimale delle attrezzature.

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Come incide l’acqua sull’estrazione del caffè

Per realizzare una tazza di caffè dal sapore armonico e bilanciato è anche molto importante evitare alcune sostanze come il cloro, i residui metallici o i composti organici e regolare la mineralità dell’acqua, scegliendo un contenuto bilanciato dei sali “buoni”.

L’acqua ha infatti un impatto importante sull’estrazione del caffè.

Le principali interazioni sono:

  • Gusto: i diversi sali minerali contenuti in acqua giocano un ruolo. fondamentale nel bilanciamento tra amarezza, acidità e dolcezza in tazza
  • Mouthfeel: la mineralità dell’acqua ha un’influenza sull’astringenza o l’aftertaste del caffè. Anche le sostanze disinfettanti, come il cloro utilizzato per rendere l’acqua potabile, lavorano in ossidazione dei grassi del caffè, sbiancandone la crema e creando un mouthfeel poco piacevole.
  • Olfatto: sostanze organiche e disinfettanti impattano moltissimo sulla percezione aromatica della tazza.

Ecco perché la regola per una buona interazione è sempre bilanciare i sali minerali ed eliminare cloro e composti organici: e i sistemi di filtrazione di Brita permettono di ottenere questo risultato!

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Destinazione Como sempre più glamour, riapre il Ceccato Garden Bar

Inaugurato il nuovo Ceccato, affacciato con la sua terrazza panoramica e il garden sulla passeggiata del nuovo lungolago. Un progetto firmato Villa d'Este che ha guidato il restyling completo degli spazi prima occupati da una storica gelateria. Il concept del bar e la drink list sono stati studiati in collaborazione con Giancarlo Mancino

Dopo alcuni mesi di chiusura, torna a brillare un'altra stella del fuori casa comasco, Rinasce  Ceccato Garden Bar, un luogo caro da sempre a locali e turisti per essere stata una storica e frequentatissima gelateria affacciata strategicamente sulla passeggiata di fronte al lungolago. Un'operazione che porta la firma di Villa d’Este, già protagonista quest'anno dell'acquisizione dell'Harry's Bar di Cernobbio (Co), che ha fortemente voluto rilanciare la storica insegna con un progetto di restyling completo che ha riguardato sia la terrazza panoramica, sia il garden. «Ogni giorno ci impegniamo al fine di valorizzare la destinazione aggiungendo valore ed esperienze e proponendo al visitatore nuove ragioni per scegliere il Lago di Como - ha spiegato Davide Bertilaccio, amministratore delegato di Villa d’Este -. Con il nuovo Ceccato Garden Bar l’opportunità è quella di rinvigorire l’offerta comasca riportando agli antichi fasti un luogo del cuore rivolgendosi anche al pubblico locale». Villa d’Este si è affidata a Vincenzo Dascanio per il design dei nuovi spazi che nel rispetto dell’atmosfera Liberty e della tradizione estetica tipica del lago, si è lasciato ispirare dalla storica gelateria che una volta ne occupava gli spazi. Sedie in ferro battuto, tende avorio e cuscineria rigata dove il colore predominante è quel verde profondo dell’edera che caratterizza i giardini del lago, acceso dai toni di un nobile rosso che tinge i menu e i fiori del giardino.

 

Il  concept del bar è stato ideato in collaborazione con Giancarlo Mancino, quotato bartender e consulente, a partire dalla cocktail list che si divide in quattro sezioni: Futurist, audaci fusioni di sapori con l’utilizzo di spirits non convenzionali che riscoprono l’essenza avanguardista delle “polibibite” (16 euro). I Classics, drink che rendono omaggio al passato celebrando la ricca eredità della miscelazione d’autore (15 euro). I Signature, i cui nomi richiamano i gusti di gelato, come il Fragola e panna Gimlet o il Negroni zuppa inglese, un riferimento, anche in questo caso, alle origini di storica gelateria del locale (18 euro). E infine, la sezione Aperitivo Collection che celebra l’essenza del classico amaricante pre-cena (16 euro). Affianca la cocktail list un menu all day dining firmato dallo chef Michele Zambanini, Group Executive Chef di Villa d’Este, con insalate, snacks, sandwichs, donburi, pizza gourmet e desserts.

 

 

Pratum, l’amaro biologico di Bonaventura Maschio

Bonaventura Maschio Amarum Pratum Bio
L'ultima creazione della distilleria veneta è un amaro dal ricco profilo aromatico, preparato solo con ingredienti 100% bio certificati. Un omaggio alla natura e una nuova espressione della ricerca della qualità e dell'eccellenza che caratterizzano gli oltre 100 anni di storia dell'azienda

È il frutto della sapiente infusione di una selezione di selezione di botaniche certificate biologiche nell’origine e nella lavorazione Amaro Pratum Bio, ultimo nato della Distilleria Bonaventura Maschio.

Una scelta quella del bio, che rappresenta un omaggio alla natura nella sua veste più autentica e che rientra nella propensione dell’azienda al rispetto delle materie prime, sempre accuratamente selezionate, e verso la ricerca della complessità aromatica, aspetti che rappresentano il filo rosso di tutta la sua ricca produzione spirit.

Dal ricco bouquet aromatico, Amaro Pratum Bio ha un gusto intenso e vibrante, caratterizzato dalle note di camomilla, menta, timo e salvia, unite alle sfumature amaricanti di tarassaco, piantaggine, genziana e cardo mariano. Al palato regala un genuino sentore balsamico e officinale che ricorda l’aroma di un prato di montagna appena falciato. Il suo basso contenuto di zucchero e il colore chiaro, dovuto all’importante presenza di erbe aromatiche nella sua ricetta, lo rendono la scelta ideale per chi ama prodotti naturali e autentici. Peculiarità che sono valse al prodotto il premio Barawards Innovazione dell’anno 2023 di Bargiornale nella categoria Superalcolici – Liquori.

Una storia fatta di ricerca dell'eccellenza

Amaro Pratum Bio è solo l’ultima espressione di un’azienda con oltre un secolo di storia, fondata da Antonio Maschio e ora guidata da Italo, insieme ai figli Anna e Andrea, della quinta generazione della famiglia, portando avanti una tradizione che ha fatto del lavoro, della ricerca e della qualità i suoi valori essenziali. Tutto finalizzato a un unico importante obiettivo: la diffusione della cultura dell’eccellenza della distillazione italiana nel mondo.

Una delle pietre miliari nella storia dell’azienda è il 1984, anno in cui Bonaventura Maschio ha un ruolo di primo piano in un’iniziativa volta a modificare le norme italiane sulla distillazione dell’uva intera, una produzione non consentita prima. Ciò ha portato nel 1987 alla nascita di Prime Uve, distillato d’uva intera, con il quale l’azienda ha contribuito a cambiare il modo di bere i distillati a base di uva. Un prodotto dalla ricchezza aromatica unica al quale guarda con interesse anche il mondo della mixology: solo qualche mese fa il bartender Leo Ko, campione alla IBA World Cocktail Competition 2023 (categoria low abv), ha realizzato un drink con Prime Uve Bianche protagonista.

Nel 1999 è nata La Grappa 903 Barrique che, anticipando le tendenze dei consumatori attenti al mondo dei distillati affinati, ha esordito nel mercato on-trade e in breve tempo si è imposta come una delle più bevute nei bar e ristoranti italiani.

Più recentemente, nel 2021 la Distilleria Bonaventura Maschio si è concentrata sul Tiramisù, il dolce che scalda il cuore di ogni italiano e non solo, creando il liquore Tiramisù Di Casa, anch’esso vincitore del premio Barawards – Innovazione dell’anno (2021).

Caputo Bread Project 2024, come partecipare al contest

Selezioni aperte per tutti i candidati under 35: sarà possibile iscriversi fino al 3 aprile 2024. Il tema di quest'anno è "Pane e Cioccolato"

Al via le candidature per la terza edizione del Caputo Bread Project. La competizione sarà dedicata ancora ai professionisti under 35, che avranno tempo di candidarsi fino al prossimo 3 aprile. I giovani talenti dell'arte bianca dovranno misurarsi attorno a un tema appassionante e di grande tendenza: "Pane e cioccolato".

Caputo Bread Project: comunicare la cultura del pane

La mission del Caputo Bread Project 2024 è divulgare tutta la conoscenza racchiusa nel pane. Da sempre sinonimo di tradizione e ospitalità, seppure realizzato con pochi e semplici ingredienti quali farina, sale e acqua, per un risultato ottimale necessita soprattutto di competenza e tecnica. Il panificatore deve essere in grado di coniugare arte tradizionale con utilizzo di nuove tecniche di produzione e cottura. Deve conoscere approfonditamente le diverse tipologie di farine, considerando le esigenze dei consumatori, sempre più attenti ai temi della salute e della ricercatezza delle materie prime.

Come partecipare

I partecipanti al Caputo Bread Project 2024 dovranno realizzare una proposta creativa, coerente con il tema “Pane e Cioccolato”, pensata per la prima colazione. Dovranno utilizzare una o più referenze della linea di farine Caputo. Inoltre, dovranno raccontare il processo creativo che ha dato origine alla preparazione. Le ricette saranno valutate considerando i seguenti parametri: • Tecnica di impasto, lievitazione e maturazione; • Tipologia di pane presentato e relative farine scelte; • Risultato estetico; • Creatività e rispetto del tema; • Chiarezza espositiva della ricetta. Il contest è aperto ad artigiani e professionisti della ristorazione compresi chef e pasticceri, specializzati in lievitazione che non abbiano compiuto il 35° anno di età e che abbiano una comprovata esperienza nel settore. Entro il 3 aprile 2024 si potrà inviare la propria candidatura a info@50topitaly.it contenente: • Nominativo • Luogo e data di nascita • Numero telefonico • Curriculum o elenco dettagliato delle esperienze professionali • Propria foto in alta risoluzione, in giacca da lavoro • Nome del locale presso cui si lavora • Indirizzo completo a cui spediremo eventuale campionatura Alla selezione saranno ammessi 15 artigiani, che riceveranno una campionatura di farine da parte del Mulino Caputo. La comunicazione di ammissione sarà data via mail.

La seconda fase: invio dell'elaborato

Il candidato elaborerà una ricetta utilizzando uno o più tipi di farina ricevuta. Invierà poi alla nostra redazione, all’indirizzo info@50topitaly.it entro il 24 aprile 2024:

  • Un video di massimo 60 secondi, in formato MP4, che abbia un’inquadratura verticale, durante cui il candidato ci racconterà la preparazione realizzata;
  • Ricetta dettagliata della preparazione inserita nel file word che riceverà dalla redazione;
  • Due foto della preparazione, in alta definizione, in formato orizzontale;
  • Una foto della preparazione, in alta definizione, in formato verticale.

Valutazione dei concorrenti

A valutare i concorrenti del Caputo Bread Project 2024 ci sarà una giuria nominata da 50 Top Italy valuterà i lavori ricevuti, scegliendo le preparazioni finaliste. Alla finale saranno ammesse le migliori tre ricette, secondo l’insindacabile giudizio della giuria, che saranno esaminate attraverso la prova del taglio e l’assaggio nel corso dell’evento finale. Il vincitore riceverà una fornitura di prodotti Caputo. Partecipando all’iniziativa si autorizza la pubblicazione di foto, video e ricette, sempre citando l’autore e il progetto, sui siti www.50topitaly.it www.lucianopignataro.it , www.mulinocaputo.it e sulle relative pagine social.

Tornano i brindisi con Birra di Pasqua Forst Special Edition 2024

Forst Birra di Pasqua Special Edition 2024
Contrariamente alla buona diffusione della Birra di Natale da parte di moltl birrifici, la Birra di Pasqua Forst continua ad essere l'unica specialità italiana in tema.

Anche quest'anno sarà possibile dal 31 marzo (Pasqua) al 19 maggio (Pentecoste) proporre brindisi con una birra appositamente dedicata e per un periodo limitato: Birra di Pasqua Forst Special Edition 2024.

Una tradizione che risale al Medioevo e che vedeva monaci e fedeli praticanti osservare la pratica quaresimale del digiuno, con "esclusione dei liquidi" (Liquidum non frangit jejunum, Papa Pio V, prima metà del Cinquecento). Per questo motivo i monaci producevano una birra speciale con un maggior tenore alcolico, più nutriente e corposa.
Una tradizione che la birreria Forst di Lagundo (Bolzano) ripropone con le opportune modifiche: birra chiara tipo lager, a base di malto d'orzo e gritz (macinato) di mais, sapore fresco, aroma floreale, grado alcolico contenuto (4,9%), colore giallo oro, utilizzo di un particolare luppolo da aroma con una maggior quantità di olii aromatici. Per queste sue caratteristiche si abbina bene ai dolci e alle pietanze leggere del periodo pasquale, da degustare a una tempertatura fredda (6-8 °C)
Birra di Pasqua Forst è disponibile in bottiglia 33 cl dai grossisti Forst, nei Ristoranti-Birrerie Forst e nei locali della catena Spiller/Forst.

Un tradizione che viene da lontano

La preparazione di cotte birrarie studiate per essere consumate durante Quaresima e Settimana Santa è ancora particolarmente diffusa in Scandinavia (Easter Beer) e Danimarca (Paske Øl) e di norma sono ale ad alta fermentazione di circa 5% alc. Oltre che in Gran Bretagna e Belgio (Easter Ale), sono presenti anche in Germania (Eastenbier) ricche di lieviti, spesso affumicate (Rauchbier), di colore ambrato, non filtrate e naturalmente torbide. Contrariamente alla Birra di Natale, in Italia la tipologia Birra di Pasqua non ha mai avuto la dovuta attenzione. Ricordiamo solo la Easter Ale di Birra del Borgo di Rieti, oggi non più prodotta.

 

Luca Bruni è il nuovo The Vero Bartender per Amaro Montenegro

The Vero Bartender italia 2024
Stabile a Rieti, dove dirige il programma di ricerca e sviluppo per più locali, Bruni ha superato gli altri sette finalisti presso la NoLo Factory di Milano. Finale mondiale il 10 aprile a Bologna

'90s Calling, Luca Bruni risponde. Il responsabile del programma di ricerca e sviluppo di Depero, Tukana e Studio Futura di Rieti trionfa nella sesta edizione di The Vero Bartender: una competizione nata e proposta, come racconta Marco Leonzi, brand manager Amaro Montenegro, «con l'obiettivo di valorizzare in miscelazione Amaro Montenegro, un prodotto estremamente versatile, che merita di essere apprezzato in ogni modo».

Bruni ha superato gli altri sette finalisti nell'ultimo atto tenutosi alla NoLo Factory di Milano (circa duecentocinquanta gli iscritti totali, selezionati nelle precedenti tappe di Bologna e Napoli), celebrando alla perfezione il tema dell'edizione di quest'anno: gli Anni Novanta, periodo dalla fenomenologia divenuta immortale, con i suoi personaggi icona, la sua musica e le sue idiosincrasie.

Presentati dalla conduttrice radiofonica Petra Loreggian e in diretta YouTube, i concorrenti avevano a disposizione tre minuti di setup e sette minuti per la preparazione del cocktail, con una penalità per ogni minuto extra, per convincere la giuria composta dal brand ambassador Gruppo Montenegro Rudy Carraro, il fondatore del gruppo Rita Edoardo Nono, il ceo e founder di Fermenthinks Matteo Di Ienno, e Simone Corsini, vincitore della scorsa edizione della gara e bar manager del Grand Hotel Principe di Piemonte di Viareggio. Anche gli spettatori avevano la possibilità di assaggiare, in versione "shot" ciascun cocktail presentato dai bartender in gara.

Bruni deve il suo trionfo al cocktail BimBumBam, riferimento alla leggendaria trasmissione televisiva per i più giovani (un Paolo Bonolis agli inizi tra i primi presentatori), realizzato con Amaro Montenegro e un pittoresco merenda cordial fatto di Tic Tac all'arancia, succo di mirtillo e addirittura Fruttolo. Premiato dal marketing manager core brand Montenegro Daniele de Angelis, Bruni si aggiudica il residency program con Amaro Montenegro e un posto nella finale globale di The Vero Bartender che si terrà il 10 aprile a Bologna: saranno dieci i concorrenti da altrettanti Paesi in gara, provenienti da Nord America, Messico, Sud America, Europa e Australia, selezionati tra gli oltre mille iscritti in tutto il mondo.

Iginio Massari apre un nuovo flagship store a Roma

Il sesto punto vendita sbarca nel cuore della Città Eterna, in Galleria Alberto Sordi. Al centro di tutto, «la qualità senza compromessi»

Iginio Massari apre il suo sesto punto vendita in Italia, per la precisione nel cuore di Roma. Si tratta della Galleria Iginio Massari Roma, un flagship store che, come per tutte le altre aperture, mette al centro di tutto «la qualità senza compromessi e l’alto tasso d’innovazione».

Iginio Massari: «approdo a Roma fondamentale»

L’ambiente di 170 metri quadri è affacciato su due vetrine, in un contesto elegante: quello della Galleria Alberto Sordi, una delle location più prestigiose del centro della Capitale. Iginio Massari ha definito l'approdo a Roma «una tappa fondamentale del percorso di sviluppo della nostra azienda».

L'offerta del flagship store

La gamma dei prodotti artigianali disponibili presso la Galleria Iginio Massari Roma comprende l’iconico Maritozzo del Maestro Massari, i macaron, una vasta offerta di torte, monoporzioni, mignon, confetteria e creazioni in cioccolato come le rinomate praline e cremini. La caffetteria è accompagnata da soffici prodotti lievitati da colazione. In tazzina sarà servita l’esclusiva miscela “Sinfonia del Maestro”, studiata insieme ai coffee designer di “1895 by Lavazza”.

Pronti per la Pasqua

L’apertura della Galleria Iginio Massari Roma coincide con la disponibilità dei prodotti pensati per la Pasqua, a partire dalla Colomba artigianale, emblema della festività. Il prodotto sarà disponibile nelle sue versioni più famose: tradizionale, al Pistacchio, Cacao e Cioccolato, Senza Canditi, Cocco e Cannella (novità di quest’anno) e la nuova Edizione Limitata al Cioccolato e Lampone. Diverse le varietà di Uova firmate Iginio Massari Alta Pasticceria, tra le quali la nuova Edizione Limitata “Doppio Gusto” cioccolato fondente 64% e lampone. Il nuovo flagship Galleria Iginio Massari Roma sarà aperto dal lunedì al giovedì dalle 8 alle 19.30. Il venerdì sarà aperto dalle 8 alle 20. Il sabato aprirà dalle 8.30 alle 20, mentre la domenica dalle 9 alle 20.

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