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Adesione a Sca gratuita per i membri associati

Iscrizione Sca - foto Coffeeshots.it
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Il modello di membro associato non prevede costi di iscrizione. Numerosi vantaggi per gli iscritti, evidenziati dal Rapporto Annuale 2023.

Sino ad oggi l’iscrizione alla Sca - Specialty Coffee Association, è stata a pagamento, eccetto per i cosiddetti Learner, una qualifica che permetteva di accedere alla formazione senza essere membro pagante.

Da quest’anno, l’Associazione ha apportato una revisione al suo programma di adesione introducendo un nuovo modello di ingresso: chi è interessato ad accedere ai contenuti, alla ricerca, agli standard, alla formazione e alle comunità Sca, lo potrà fare tramite una nuova e potente piattaforma che fornirà a ciascun utente un’esperienza personalizzata. 

A partire dal 2024 l’adesione individuale comprende due modelli di socio: membro associato e membro professionale. La prima posizione è gratuita e sarà dedicata alle persone interessate a partecipare ad eventi, corsi di formazione e gare Sca, nonché a chi desidera accedere a risorse e normative specifiche.

Chi si vuole iscrivere come socio professionista deve pagare 90 euro; i membri potranno avere quanto già previsto per l’iscrizione gratuita, nonché avere l’idoneità al voto e ulteriori vantaggi promozionali. Questo nuovo modello aumenterà notevolmente il bacino d’utenza e l’impegno della Specialty Coffee Association, aprendo a una comunità internazionale in continua crescita.

L’associazione da pochi giorni ha pubblicato il Rapporto Annuale 2023 che, osserva il ceo Yannis Apostolopoulos, «ci ha permesso di impegnarci nella ricerca, sviluppare standard, espandere l'istruzione, creare eventi e progettare esperienze di portata globale, il tutto al servizio del nostro viaggio continuo per soddisfare l'impegno della nostra associazione per migliorare il caffè.

Spinti dal nostro obiettivo di promuovere le comunità globali del caffè e sostenere le attività volte a rendere il caffè un’impresa sostenibile, equa e fiorente per l’intera catena del valore, abbiamo trascorso gli ultimi tre anni concentrandoci sulla realizzazione di quattro principali temi strategici: un’agenda di sostenibilità incentrata sull’equo distribuzione del valore, la creazione di connessioni a livello globale e locale, la realizzazione di opportunità di sviluppo professionale e crescita individuale e l’offerta di un servizio eccezionale all’industria del caffè speciality.

Il 2023 ha segnato due importanti traguardi: innanzitutto, abbiamo ufficialmente consolidato il nostro impegno verso un’agenda di sostenibilità incentrata sulla distribuzione del valore nel settore del caffè pubblicando l’Agenda del caffè sostenibile della Sca e la sua teoria del cambiamento. Abbiamo anche creato e introdotto il Coffee Value Assessment, un aggiornamento tanto atteso del protocollo e dei moduli di cupping della Sca. Ora che disponiamo di uno strumento compatibile con la ricerca scientifica, continueremo a raccogliere fondi per la ricerca per comprendere la distribuzione del valore nel settore del caffè. Stiamo anche rivolgendo la nostra attenzione all’integrazione della comunità: il nostro prossimo obiettivo è garantire che i programmi di sostenibilità di un numero significativo di aziende nella nostra comunità siano fondati sui principi dell’Agenda del caffè sostenibile della Sca. A tal fine, stiamo incorporando questa agenda in tutti i nostri programmi e attività, anch’essi in espansione».

L’ascolto, il dialogo con le persone vuole essere il superpotere di Sca per oggi e per il futuro.

Marchesi 1824 lancia una nuova cocktail list

In collaborazione con Camparino in Galleria nasce una esperienza sensoriale che celebra la tradizione dell'aperitivo e l'arte della mixology

In occasione dei duecento anni di Marchesi 1824, la pasticceria milanese lancia una nuova drink list. Realizzata in collaborazione con Camparino in Galleria, è un omaggio agli amanti della mixology che hanno voglia di immergersi nell'atmosfera milanese con un buon cocktail e un food pairing inedito.

La nuova drink list di Marchesi 1824

La lista creata in collaborazione con Camparino in Galleria propone un'ampia varietà di proposte. Si va dai cocktail signature alle rivisitazioni dei grandi classici. L'abbinamento studiato celebra l’eccellenza della pasticceria con un food pairing inedito, che esalta la collaborazione tra le due realtà storiche milanesi. Ad accompagnare i cocktail l'alzatina del Pastry Art Director di Marchesi 1824 Diego Crosara che propone una selezione di mignon salati realizzati con i migliori ingredienti e con la maestria che contraddistingue da duecento anni Marchesi 1824.

I cocktail da non perdere

Tra i signature, firmati in collaborazione con Tommaso Cecca, Global Head of Camparino Licensing and Mixology del Camparino in Galleria, ci sono lo Strawberry, il Grand Peach 75 e il Negroni Ritual. Lo Strawberry è fatto con Skyy Vodka, Grand Marnier CR, marmellata di fragole Marchesi 1824, succo di lime e Ancho Reyes Verde. Il Grand Peach 75 è miscelato con Grand Marnier, marmellata di pesche Marchesi 1824, Champagne, lime e cannella. Infine, il Negroni Ritual nelle tre varianti fruttate lampone, pompelmo e mela verde. La nuova drink list sarà disponibile in tutte le insegne del brand.

Cordusio affida la distribuzione a Fratelli Francoli Distillerie

Cordusio
Alla distilleria piemontese la distribuzione dell'aperitivo italiano, 100% naturale, a base di frutti rossi lanciato sul mercato lo scorso anno

Cordusio, l’aperitivo italiano a base di frutti a bacca rossa, è ora disponibile in tutta la Penisola. Il brand, creato da Chris Tanca e lanciato lo scorso anno (leggi Prossima fermata Cordusio), ha siglato una partnership con Fratelli Francoli Distillerie alla quale ha affidato la distribuzione in esclusiva del prodotto in Italia.

Un accordo win win per le due realtà. Per Cordusio l’intesa con Francoli rappresenta un altro passo del suo percorso di sviluppo, che gli consente di raggiungere i locali di tutte le regioni, grazie alla squadra di agenti, area manager e brand ambassador di Francoli capillarmente diffusa in tutto il territorio nazionale.

L’azienda piemontese, dal canto suo, arricchisce il proprio catalogo di grappe, liquori e vini con un aperitivo ultra premium, la cui richiesta è in costante crescita.

Italiano e 100% naturale

Un successo che si spiega con le peculiarità del prodotto. 100% naturale, Cordusio  (alc 19,5% in vol) è prodotto con quattro tipologie di frutti rossi, mirtilli, ribes, cranberry e lamponi, il tutto retto da un bitter a base di agrumi. Intenso e fresco al palato, si caratterizza per l’armonioso equilibrio di dolce e amaro, di note aspre e aromatiche, ed è estremanente versatile, ottimo da servire liscio oppure on the rocks, lo è altrettanto come ingrediente per la miscelazione, lasciando ampio margine di sperimentazione alla creatività dei bartender.

Il nome viene dalla storica piazza nel centro di Milano, con la sua architettura legata alla tradizione dell’Art Noveau richiamata nelle linee linee verticali e geometriche della bottiglia, in vetro di color scarlatto come il liquido, tutto naturale, che custodisce.

Sostenibilità al centro

Altro aspetto distintivo è l’attenzione alla sostenibilità. Miscelato da mastri artigiani e imbottigliato con ingredienti di provenienza locale appena raccolti, Cordusio è infatti un prodotto B-Corp Pending, certificazione che adotta un approccio olistico alla sostenibilità, premiando non solo l’impatto positivo dell’azienda sull’ambiente, ma anche quello sui dipendenti e sulla società.

Valore pienamente condiviso da Francoli, pioniera nell’adozione di sistemi e processi sostenibili e tra le prime distillerie certificate Impatto Zero da LifeGate.

Ingredienti di 5mila anni fa per la pasticceria del futuro: le tendenze dal seminario Apei

Dolci nuovi, con ingredienti antichi: la sfida lanciata ai pasticceri di Apei (Ambasciatori Pasticceri dell'Eccellenza Italiana) per il Seminario pubblico 2024, che si è tenuto presso il Museo Egizio di Torino

Immaginare dolci partendo da ingredienti antichi, nello specifico quelli di 5mila anni fa. È stato il compito sul quale si sono misurati i pasticceri Apei (Ambasciatori Pasticceri dell'Eccellenza Italiana) in occasione del Seminario pubblico 2024, Aromi dell’antico Egitto che ha avuto come palcoscenico il Museo Egizio di Torino. Per una domenica il Museo, che ha inserito l’evento nei festeggiamenti del bicentenario, è diventato la casa dei pasticceri che hanno accolto i visitatori con degustazioni di bocconi dolci e salati a base di miele, mele, melone, datteri, anice, menta piperita, ma anche carote, cipolla, porro, sedano e basilico, insieme al sorbetto al limone e basilico, e gelato al miele con croccante di mandorle. «Abbiamo voluto condividere questa giornata con il Museo Egizio facendo diventare il Seminario una grande festa per Torino con l’obiettivo di divulgare la bontà e la bellezza della pasticceria italiana, che si nutre quotidianamente di entusiasmo, competenza e ricerca, ingredienti essenziali affinché questo meraviglioso settore possa battere sempre la strada dell’eccellenza», ha spiegato il presidente Apei, Iginio Massari.

Fabrizio Galla, eletto Pasticcere dell'anno Apei

Fabrizio Galla, pasticcere dell’anno

Il secondo seminario Apei è stato anche l’occasione di nominare il torinese Fabrizio Galla pasticciere dell’anno per «la professionalità, la ricerca e il desiderio di condividere l’eleganza e l’eccellenza che contraddistingue ogni sua realizzazione». Nato a Chivasso nel 1973, medaglia di bronzo e premio speciale per la torta Jessica alla Coupe du Monde de la Pâtisserie 2007, Galla succede a Salvatore Varriale scrivendo il suo nome nell’albo d’oro dell’Associazione presieduta da Iginio Massari con il quale condivide anche la partecipazione a Relais Dessert. Galla ha anche vinto il premio Pasticcere dell'anno ai Barawards 2023. Il neo pasticcere dell’anno ha ospitato i colleghi Apei nella pasticceria di San Sebastiano Po inaugurata nel 2018 dove c’era il ristorante di famiglia che gestisce con la moglie Federica. «Questo premio mi gratifica perché è un riconoscimento importante per la mia attività professionale che mi è stato assegnato da illustri colleghi», ha affermato Galla che continua la sua costante ricerca. «Adesso, oltre allo sviluppo delle nostre linee di prodotti, ci stiamo concentrando nella selezione di alcuni tè e infusi da abbinare ai nostri dolci».

Fast good, la preparazione al caffè che ha vinto il contest Cappuccino da mangiare

Il contest Cappuccino da mangiare

Dopo le visite al laboratorio di Giaveno di Guido Castagna, che ha mostrato ai colleghi la lavorazione dei gianduiotti secondo il metodo naturale, e alla pasticceria di Fabrizio Galla, il Seminario è proseguito alla Factory 1895 Coffee Designers by Lavazza con il contest Cappuccino da mangiare. I pasticcieri riuniti in gruppi di lavoro regionali e interregionali si sono messi in competizione per realizzare dolci da abbinare allo specialty blend Noble Volcano di 1895 Coffee Designers by Lavazza preparato in versione cappuccino. A convincere la giuria composta da Lorenzo Cresci, giornalista de Il Gusto – La Repubblica, Roberta Schira, critica gastronomica e giornalista del Corriere della Sera, Indira Fassioni, responsabile della sezione Food di TgCom24, e Sarah Scaparone, giornalista di Pasticceria Internazionale, è stata la squadra composta dai Maestri Denis e Andrea Buosi, Emanuele e Filippo Valsecchi, Vincenzo Santoro, Domenico Di Clemente e Giuseppe Piffaretti, con “Fast Good”: un finto hamburger composto da maritozzo al caffè con bagna e craqueline al caffè macinato, farcito con spumoso alla vaniglia e crema pasticcera al caffè, accompagnato da patatine realizzate con gelato al caffè con glassa pinguino al caramello.

Drink team 2024-2025: i 24 finalisti. Vota i tuoi preferiti!

La squadra di specialisti della mixology selezionati per Bargiornale è sempre una sicurezza: un mix di giovani promesse e di grandi nomi, un team che, nelle sue diverse composizioni a partire dal 2012, ha fatto la storia di questo settore. Tredici anni fa Bargiornale inaugurò il Drink Team, iniziativa frutto di un lavoro a quattro mani tra la testata e alcuni dei più brillanti bartender italiani. Si chiedeva di creare ricette in completa autonomia e senza alcun limite sulla scelta dei prodotti.

Dall’esordio, ogni anno, una nuova squadra di 12 campioni della miscelazione realizza ricette ispirate a temi sempre diversi. Ora è il tempo di formare il nuovo Drink Team 2024-2025. E, per selezionare i suoi componenti, la palla passa a voi che frequentate il bancone e… questi pixel.

I 24 finalisti ora cercano il voto degli addetti ai lavori

I “senatori” del Drink Team- 146 professionisti, ex partecipanti delle edizioni precedenti della rubrica – hanno già fatto il loro dovere, selezionando con i loro voti una rosa di 24 finalisti tra i circa 200 che si sono candidati. Ora tocca gli addetti ai lavori, che possono votare on line fino al 31 maggio.

Sì, perché per entrare nella rosa dei titolari i finalisti del Drink Team 2024-2025 dovranno ottenere anche il voto di voi lettori di bargiornale.it 

Si possono scegliere fino a 3 candidati

Potete scegliere fino a 3 tra i 24 candidati selezionati nella short list uscita dal voto dei senatori. I 12 più votati entreranno a far parte del nuovo Drink Team. Attenzione, perché nella composizione della classifica finale il voto dei senatori del Drink Team peserà per l’80%, quello del voto on line per il 20%.

Prima di passare in rassegna i 24 nomi dei papabili, ricordiamo il tema scelto per l’edizione di quest’anno del Drink Team. Anche questa volta abbiamo scommesso su dieci tendenze macro nel mondo della miscelazione, i dieci trend che caratterizzano il mercato. Le 10 tendenze sono diventate 10 hashtag. Ai futuri membri del Drink Team chiederemo di interpretare quei dieci grandi “movimenti” nel mondo dei cocktail. Voi bartender potrete trovare, nelle loro ricette, la giusta ispirazione per alzare l’asticella della qualità nel vostro bar.

Queste le dieci tendenze oggetto della rubrica nell’edizione 2024-2025:

#Tinis
#Negroni
#Savoury
#Atuttowhisky
#Agavebros
#Esperienziali
#Iceicebaby
#No&Low
#Ultrapop
#Foodies

L’appuntamento, con i magnifici 12 di questa edizione del Drink Team, è per il numero di luglio-agosto di Bargiornale, quando presenteremo la squadra e partiremo subito con le nuove ricette.

Dunque, urne aperte e votate, votate, votate!

Scopri i 24 finalisti e vota i tuoi preferiti

Qui sotto puoi votare cliccando direttamente sulle foto dei candidati. Puoi selezionare al massimo tre candidati. Se clicchi su una foto e poi cambi idea, puoi deselezionarla cliccandoci sopra nuovamente, per poi selezionare il candidato corretto.

Le votazioni sono chiuse

A Baritalia off, a Bari, il primo concerto di musica dal vivo by Strucchi

A conclusione della tappa pugliese di Baritalia, il brand di Vermouth e Bitter dà appuntamento allo Speakeasy Bari con la sua combo di bar guest e live concert con I Paipers

Con la seconda tappa di Baritalia 2024 del 20 maggio a Bari (leggi Baritalia 2024 arriva a Bari il 20 maggio. Registrati per l’ingresso gratuito), si entra nel vivo di questo bar-lab itinerante, che vedrà coinvolti alcuni dei locali più significativi della Puglia – e non solo – attirando i più ambiziosi tra i giovani professionisti del mondo della miscelazione.

Strucchi gamma
La gamma Strucchi: i Vermouth Bianco, Dry e Rosso e il Bitter

Al termine di una giornata tra prove, assaggi e valutazioni, Strucchi dà appuntamento dalle ore 19.30 alle 21 allo Speakeasy di Bari (Largo Giordano Bruno, 32/34), capitanato da Vincenzo Mazzilli, per un aperitivo all’insegna di Vermouth e Bitter alla maniera di Strucchi e delle sue varie declinazioni. Il giovane brand creato dall’eclettico Paolo Dalla Mora - già titolare di Sgrappa e ideatore del marchio Engine - sarà protagonista di una cocktail list che propone l’intera gamma di prodotti. Dal Vermouth Bianco e Dry al Rosso fino al Bitter, le ricette presentate raccontano un nuovo modo di bere vino fortificato che sempre di più sta prendendo piede nel mondo della miscelazione, attirando nuove generazioni di consumatori e addetti ai lavori. La ricerca sempre maggiore di low Abv drinks, tanto in orario aperitivo - dove il vermouth trova il suo massimo respiro - quanto in cocktail da meditazione e after taste, contribuisce a fare del vermouth un prodotto amabile, versatile e appealing.

Una combo da non perdere

Strucchi I Paipers
I Paipers (Natale Capurso, Nicola Riccardo Liso e Marco Porcelli) lavorano insieme da 2014, vantando esperienze significative in Italia, Europa e Regno Unito. Hanno seguito opening act per artisti del calibro di Patty Pravo, Peppino di Capri e Red Canzian dei Pooh

A sostegno della visione del brand arrivano il lavoro creativo e l’esperienza di Leonardo Todisco, brand ambassador alla maniera di Strucchi e, a Baritalia Bari, giudice di gara e mentore. Ma non solo, perché in occasione della tappa pugliese Strucchi presenta il suo primo live concert, con la speciale esibizione della band I Paipers. La sfida è amplificare l’esperienza, creare un preciso immaginario, un ricordo positivo, una nuova tendenza lifestyle.

A partire dalle 19.30, presso lo Speakeasy Bari, I Paipers daranno il via a uno spettacolo musicale coinvolgente, che catapulterà lo spettatore in un’atmosfera anni Sessanta con musiche, dress code, slang autentici e colorati. Le più grandi canzoni della musica italiana, le colonne sonore de La Dolce Vita, combinate tra samba, twist, rock’nr’roll, e persino qualche ballo lento!

La prima combo di bar guest e live concert promossa da un prodotto che nasce con una storia e un’eredità imprescindibili, ma punta a presentarsi con un’estetica, una ricettazione e una attività decisamente contemporanee. Per Vermouth e Bitter alla maniera di Strucchi questo è solo l’inizio.

Jesolo diventa laboratorio: i seminari e le masterclass della Cocktail Experience 2024

Fino al 18 maggio Jesolo diventa un laboratorio di nuove tendenze food & drink con i seminari e le masterclass della Jesolo Cocktail Experience 2024. Ecco gli appuntamenti da segnare in agenda

Può una località balneare importante come Jesolo trasformarsi in un laboratorio di nuove tendenze food & drink? Una riposta concreta e immediata arriva da Jesolo Cocktail Experience, la manifestazione organizzata dal Consorzio di Imprese Turistiche JesoloVenice, Edimarca, Next Italia, patrocinata dal Comune di Jesolo e realizzata in collaborazione con Associazione Jesolana Albergatori, Confcommercio San Donà Jesolo e Aibes.
Il team direttivo promuove la consumazione responsabile e moderata, all’insegna della cultura del bere bene. Fino al 18 Maggio i riflettori resteranno accesi su street e hotel bar pronti a proporre cocktail che contribuiscono ad accrescere la competitività dei locali di Jesolo nello scenario italiano e internazionale. Ma c'è anche un interessante calendario di seminari, approfondimenti e concorsi.

Il logo della Jesolo Cocktail Experience 2024

Lab, seminari e concorsi

L’evento, incentrato sull’eccellenza della mixology, offre occasioni di formazione, con laboratori, seminari e masterclass, momenti di degustazione e tre concorsi: Shakerando Jesolo tra i bartender dei locali coinvolti, il Concorso Regionale Aibes Veneto e Trentino Alto Adige e il Trofeo Cocktail Experience che vede protagonisti gli istituti alberghieri.
La parte formativa, Jesolo Cocktail Lab, è dedicata ai professionisti del settore, esclusivamente su iscrizione, e comprende seminari dai contenuti importanti come Social Responsability (14 maggio).

Giorgio Fadda, presidente dell’International Bartenders Association, affronta i temi sempre attuali della gestione dei clienti e del consumo responsabile. Ilaria Legato, Brand e Food Designer in ambito HO.RE.C.A, presenta,  nel lab Creative Bar Branding (15 maggio), un modello di design thinking e una base di partenza per elaborare la propria strategia di branding. La psicologia spirituale, collegata al processo creativo, può essere applicata alla costruzione della personalità del brand del bar attraverso il modello dell’Enneagramma. Bicchieri, food pairing, garnish, ghiaccio: il mondo attorno al cocktail è il titolo del terzo lab guidato da due top barmen: Samuele Ambrosi, campione di mixology, bar developer e direttore tecnico di Jesolo Cocktail Experience, e Roberto Pellegrini, ispiratore dell’evento e formatore dell’Accademia delle Professioni (17 maggio). Focus del seminario, realizzato in collaborazione con Zafferano e Metti un Fiore, sono i bicchieri che, da contenitori di design, possono trasformarsi in spazi di visibilità e promozione. Gli altri temi trattati sono il pairing con il cibo, i fiori intesi come garnish e il ghiaccio dal punto di vista dell’entropia e della termodinamica.

Garnish e bicchieri: uno dei temi degli approfondimenti della Jesolo Cocktail Experience

I cocktail diventano testimonial del brand

Esibizioni e degustazioni ambientate negli street bar e nei bar degli hotel sono occasioni di intrattenimento e, allo stesso tempo, esprimono l’esigenza di accrescere la qualità della proposta. Stimolano la sperimentazione e la creatività dei bartender e puntano a sottolineare l’importanza di promuovere i cocktails a veri e propri testimonial del proprio brand. Tantissimi i nomi celebri coinvolti, come Leonardo Leuci, fondatore del Jerry Thomas Project di Roma, Leonardo Pinto, tra i maggiori esperti di rum a livello europeo, e Giorgio Fadda, presidente dell’International Bartender Association, solido punto di riferimento per i professionisti del settore. Il format degli appuntamenti si coniuga in aperitivi, night shift, deejay set e food pairing.

Samuele Ambrosi e Roberto Pellegrini

Abbinamenti, rum e vermouth

Lunedì 13 maggio alle 11, la Prosciutteria (via Bafile 421) accoglie Roberto Pellegrini, Stefano Bottega e Venezia Anni ‘70: the history of pairing un aperitivo con degustazione in cui i tradizionali tramezzini veneziani incontrano il Millesimato Brut di Stefano Bottega. Gracias Constante! è in programma per martedì 14 maggio dalle 19 presso il Floridita (via Meduse 1). Spiriti Occulti presenta la drink list a base di rum e vermouth creata da Andrea Pellizzato che utilizza i vermouth Insolito e Intrigo per proporre capolavori senza tempo della miscelazione americana, cubana ecc.
Questa la sua drink list:

  • El Presidente: rum cubano Anejado, Insolito Vermouth Rosso, Dry Curacao, granatina;
  • Al Cardin: rum agricole Haiti, Intrigo Rosso Vermouth, Vermouth Dry, Campari
  • Rob Roy: rum Giamaicano 8 anni, Intrigo Rosso Vermouth, Dry Curacao

Distillati, messicani, whisky, vermouth e bitter, gin

Giovedì 16 maggio, alle 15, meeting point al J44 Hotel (via Dante Alighieri 46) dove, sulla scenografia del panoramico Tacco 11, Antonio Di Mattia illustra i segreti della distillazione in A tutta frutta, la masterclass con i distillati Berolà. Sempre giovedì 16, alle 16, Ferrowine (piazza Drago 20) prende vita Mexican Spirits, un tour virtuale in cui Federico Ascani, barman, gestore e consulente beverage, racconta il Messico tramite i suoi distillati più celebri. Sette gli assaggi: Burrito Mezcal, Banhez Mezcal, Señor Sotol, Vivir Tequila, Satryna Tequila, El Sueño Tequila, Señor Maguey. Stesso giorno, location diversa: all’Hoku, il Lounge Bar del Falkensteiner Hotel Spa (piazza Le Corbusier 6), si scopre TER Lignum Whisky by Forst, l’aperitivo pensato da Samuele Ambrosi a base di twist ricercati con questo whisky ricco di personalità dal sapore affumicato. Alle 18 al Vinessa (via Foscolo 68) Tu vuò fa l’americano? è l’occasione di incontrare Andrea Pellizzato e i suoi Spiriti Occulti. La storia dell’abbinamento vermouth-bitter è raccontata a partire dallo stile americano pre-proibizionismo fino ad arrivare ai gusti attuali, passando attraverso la cultura italiana dell’amaricare il vermouth con Campari e Fernet. I classici, in questa occasione, sono realizzati con i vermouth Insolito e Intrigo. La drink list si declina in americana e italiana.

American Style:

  • Intrigo Cocktail: Intrigo Rosso Vermouth, Angostura, Curacao, miele
  • Insolito Cocktail: Insolito Vermouth Rosso, Bitter Orange, Maraschino, miele
  • Manhattan 1852: 2 parti di Vermouth, 1 parte di whiskey americano (Bourbon o Rye), Maraschino, Bitter Orange

Italian do it better:

  • Americano Intrigo: Intrigo Rosso Vermouth, Campari, Soda, essenza di agrumi
  • Americano Insolito: Insolito Vermouth Rosso, Martini Bitter Riserva, Soda, essenza di agrumi
  • Negroni: London Gin, Campari, Vermouth

Drink like a real Venetian è l’aperitivo che si tiene, sempre giovedì, dalle 19 al Marley Bar (via S. Trentin 42), protagonista il Gin dei Sospiri.

Le Origini del Rum e della Guappa

B-Rum, il primo distillato di puro succo di canna da zucchero italiano, è presentato nella Daiquiri Night by Berolà Distillati, venerdì 17 maggio dalle 22.30, Al Botanico (via Bafile 364). Italia e Caraibi si incontrano in uno shaker, tra succo di lime e zucchero. Ultimo giorno della kermesse: sabato 18 maggio, alle 15, Vinessa (via Foscolo 68) accoglie Leonardo Pinto, esperto di rum e formatore, fondatore di Isla de Rum e ideatore di ShowRUM – Italian Rum Festival. Un viaggio sensoriale alla scoperta delle Origini del Rum, con RUMP@BLIC, realizzato in collaborazione con Eurodrink. La serata conclusiva della Jesolo Cocktail Experience è Guappissima 2024: appuntamento dalle 23 al Floridita (via Meduse 1) con Roberto Pellegrini e la degustazione della Guappa, l’unico liquore creato con latte di bufala campana e brandy invecchiato 3 anni.

Vergnano World Cup 2024, sono aperte le iscrizioni

Vergnano World Cup 2024
Fino al 10 giugno i baristi si possono iscrivere alla competizione internazionale che permette di mostrare la propria arte nella realizzazione di espressi, cappuccini e coffee drink.

 

Si sono aperte e proseguiranno fino al 10 giugno prossimo le iscrizioni al Vergnano World Cup 2024 sul sito vergnanoworldcup.com: un’importante occasione di crescita personale a cui si unisce la possibilità di vincere premi molto interessanti per chi opera nel mondo del bar.

È così che Caffè Vergnano invita i migliori baristi di tutto il mondo a concorrere e mostrare la propria arte  in un’appassionante competizione che si concluderà il 18 ottobre 2024 nel corso della finale internazionale presso l’Accademia Vergnano a Chieri (TO). Competere è un’importante occasione di confronto e offre ai partecipanti l’opportunità di essere valutati da prestigiosi Coffee Expert e di fronteggiare baristi altamente qualificati a livello mondiale.

Gli interessati possono iscriversi alla competizione inserendo nell’apposita pagina i propri dati e allegando foto di una coppia di cappuccini decorati con latte art e una coppia di drink a base caffè con relativa ricetta. Gli esperti di Vergnano selezioneranno tra gli iscritti i più talentuosi e li invierà a partecipare alle selezioni italiane, che si terranno da giugno a settembre.

Il vincitore italiano accederà di diritto alla Finale Internazionale in cui competerà con i vincitori degli altri Paesi: la prova comprenderà il set up della postazione e, in 13 minuti, la realizzazione di un ordine multiplo composto da 2 cappucci decorati con la tecnica fantasy Latte Art e 2 ricette tipiche della cultura italiana del caffè; a ciò seguirà la preparazione di 2 bevande signature a base di caffè espresso miscelato con altri ingredienti posti all’interno di una mixery box. 

Ci sono in palio numerosi premi, tra cui un viaggio in piantagione per il primo classificato e il titolo di Vergnano Barista Champion. 

L’Accademia Vergnano, riconosciuta come Sca Premier Training Campus e abilitata al riconoscimento della Certificazione Sca, offre corsi accademici specializzati e programmi di training studiati per trasmettere la cultura del caffè, i segreti e la professionalità necessari per padroneggiare l’arte dell’autentico espresso italiano.

Sergio Colalucci nuovo presidente della Gelato World Cup

Dopo vent'anni Giancarlo Timballo passa il testimone al primo campione del mondo italiano di gelateria

Cambio alla guida della presidenza di Gelato World Cup. Dopo aver presieduto la manifestazione dedicata al gelato artigianale dal 2003, Giancarlo Timballo passa il testimone a Sergio Colalucci. Già vicepresidente della competizione con Sergio Dondoli, il maestro gelatiere è stato il primo vincitore della coppa del mondo della gelateria nella prima edizione del premio, nel 2006.

Chi è Sergio Colalucci

Sergio Colaucci è titolare dal 1990 dell’impresa di famiglia. Approfondisce la sua conoscenza del mondo del gelato partecipando a numerosi corsi di formazione e studiando nel campo delle Scienze Alimentari. Si confronta con colleghi del panorama nazionale e internazionale del settore alimentare, collabora con i principali enti di formazione, tra cui Alma, Cast Alimenti, Carpigiani Gelato University. Non mancano poi diversi riconoscimenti per la valorizzazione, promozione e salvaguardia del gelato artigianale nel mondo.

Il messaggio di commiato di Giancarlo Timballo

«Sono stati vent’anni bellissimi ma anche faticosi - racconta Giancarlo Timballo - sempre alla ricerca dell’eccellenza nell’organizzare l’evento più importante al mondo per il gelato artigianale. Non sono mai stato solo. La direzione attuale formata da Sergio Dondoli, Sergio Colalucci, Alessandra Pacini, Paola Franz e Claudia Santoro si è consolidata nella creazione della Gelato e Cultura srl, l’unica titolare del marchio e che ha accordi ufficiali con Italian Exhibition Group per i prossimi anni. Alla loro devozione nei confronti di questo ambizioso progetto va tutta la mia stima e tutto il mio affetto, senza di loro e di altri colleghi che ci hanno aiutato negli anni nulla sarebbe com’è ora».

Gelato World Cup: «Continuare nel segno della qualità»

«La presidenza e quindi la promessa di dare continuità al progetto resta interna al gruppo e premia la competenza e l’assoluto attaccamento alla manifestazione di Sergio Colalucci, primo campione del mondo italiano della gelateria nel 2006 e poi sempre più impegnato nell’organizzazione - continua Timballo - Da anni è uno dei formatori più importanti del settore, collabora nella ricerca e sviluppo con molte aziende della filiera. A pieno titolo è degno di continuare - nel segno della qualità - questo progetto nato nel 2002 da un gruppo di professionisti: assieme a me Alfio Tarateta, tutt’ora inserito nell’organigramma del concorso, Pierpaolo Magni, Eliseo Tonti e Luciana Polliotti. A loro va tutta la mia personale riconoscenza per avere avviato un processo virtuoso che ha dato nel tempo i frutti desiderati».

1895 Coffee Designers by Lavazza presenta la nuova single origin Mora Azul

Un caffè colombiano dai sentori floreali e fruttati, da abbinare con i dolci delle pasticcere e ambassador 1895, Giorgia Proia e Valeria Fabbri

Un pomeriggio con Giorgia Proia e Valeria Fabbri, due pasticcere dalla spiccata personalità, che amano e interpretano spesso il caffè con i loro dolci (e non solo). Sono entrambe Ambassador di 1895 Coffee Designers by Lavazza e le abbiamo incontrate a Roma, in occasione della presentazione della nuova single origin Mora Azul. La cornice è stata il laboratorio del nuovo Casa Manfredi Teatro, uno spazio in cui le due pastry chef, una padrona di casa, l’altra in trasferta, in rappresentanza della prestigiosa pasticceria Gino Fabbri, hanno tenuto una piccola masterclass di pasticceria, sfidando i presenti a mettere le mani in pasta insieme a loro, mentre il coffelier di Casa Manfredi preparava assaggi di Mora Azul.
Quest’ultima release della linea specialty di Lavazza è un caffè colombiano, proveniente dalla regione della Huila e in particolare dalla piantagione Monteblanco del produttore Rodrigo Sánchez, a un’altitudine di circa 1700 metri. Una produzione sostenibile e un’accurata tostatura dei chicchi selezionati conferiscono al caffè un gusto fruttato e floreale al tempo stesso, con note che prevalgono in maniera diversa a seconda del tipo di estrazione. Assaggiato in modalità cold brew, in seguito a un’estrazione di quattro ore, Mora Azul esalta le note di frutti di bosco. Non è un caso, quindi, che le due pasticcere abbiano pensato a dolci in cui i frutti rossi erano protagonisti: un Financier alle noci pecan e ribes nero, una Tartelletta di frolla con frangipane alla crema Chantilly con frutti di bosco, un Millefoglie espresso con una Ganache montata al tè Jasmin e un gel al mirtillo. Quest’ultimo dolce è stato abbinato all’estrazione a caldo, in Chemex (rapporto 1:15), in cui emergono in maniera distinta gli aromi di gelsomino e petali di rosa di questo caffè.
Pairing giocando sulla concordanza, quindi, ma è sempre così? Per Giorgia Proia non necessariamente: «Con il dolce è più facile muoversi nel campo degli aromi del caffè, esaltando quella nota fruttata o floreale o erbacea, a seconda del tipo di caffè. Tuttavia, soprattutto quando mi trovo ad abbinare i salati, mi diverto spesso a cercare i contrasti, per spiazzare il palato». A chiudere l’esperienza, una pralina al cioccolato al latte e caffè, preparata dalla Pasticceria Fabbri, in cui il caffè Mora Azul è entrato nella ricetta.

1895 Coffee Designers by Lavazza presenta Mora Azul da Casa Manfredi Teatro

Tre pairing dolci pensati da Giorgia Proia e Valeria Fabbri per esaltare le note floreali e fruttate della nuova release della specialty collection di 1895 Coffee Designers by Lavazza

Un pomeriggio con Giorgia Proia e Valeria Fabbri, due pasticcere dalla spiccata personalità, che amano e interpretano spesso il caffè con i loro dolci (e non solo). Sono entrambe Ambassador di 1895 Coffee Designers by Lavazza e le abbiamo incontrate a Roma, in occasione della presentazione della nuova single origin Mora Azul. La cornice è stata il laboratorio del nuovo Casa Manfredi Teatro, uno spazio in cui le due pastry chef, una padrona di casa, l’altra in trasferta, in rappresentanza della prestigiosa pasticceria Gino Fabbri, hanno tenuto una piccola masterclass di pasticceria, sfidando i presenti a mettere le mani in pasta insieme a loro, mentre il coffelier di Casa Manfredi preparava assaggi di Mora Azul. Quest’ultima release della linea specialty di Lavazza è un caffè colombiano, proveniente dalla regione della Huila e in particolare dalla piantagione Monteblanco del produttore Rodrigo Sánchez, a un’altitudine di circa 1700 metri. Una produzione sostenibile e un’accurata tostatura dei chicchi selezionati conferiscono al caffè un gusto fruttato e floreale al tempo stesso, con note che prevalgono in maniera diversa a seconda del tipo di estrazione. Assaggiato in modalità cold brew, in seguito a un’estrazione di quattro ore, Mora Azul esalta le note di frutti di bosco. Non è un caso, quindi, che le due pasticcere abbiano pensato a dolci in cui i frutti rossi erano protagonisti: un Financier alle noci pecan e ribes nero, una Tartelletta di frolla con frangipane alla crema Chantilly con frutti di bosco, un Millefoglie espresso con una Ganache montata al tè Jasmin e un gel al mirtillo. Quest’ultimo dolce è stato abbinato all’estrazione a caldo, in Chemex (rapporto 1:15), in cui emergono in maniera distinta gli aromi di gelsomino e petali di rosa di questo caffè. Pairing giocando sulla concordanza, quindi, ma è sempre così? Per Giorgia Proia non necessariamente: «Con il dolce è più facile muoversi nel campo degli aromi del caffè, esaltando quella nota fruttata o floreale o erbacea, a seconda del tipo di caffè. Tuttavia, soprattutto quando mi trovo ad abbinare i salati, mi diverto spesso a cercare i contrasti, per spiazzare il palato». A chiudere l’esperienza, una pralina al cioccolato al latte e caffè, preparata dalla Pasticceria Fabbri, in cui il caffè Mora Azul è entrato nella ricetta.

Drinkme programma nuovi investimenti per continuare a crescere

Drinkme
I fondatori di Drinkme (da sx): Fabio Brusa, Luca Brusa Pasquè, Debora Frascoli e Andrea Marcella
La startup tecnologica della distribuzione beverage, ha concluso con successo la campagna di crowdfunding. Le nuove risorse saranno utilzzate per implementare innovative funzionalità sulla piattaforma e proseguire l'espansione sul mercato

Prosegue il percorso di crescita di Drinkme, la startup nata nel 2021 nella provincia di Varese, a opera di quattro giovani imprenditori, Luca Brusa, Fabio Brusa Pasquè, Debora Frascoli e Andrea Marcella, per innovare la distribuzione di spirit e vini nel fuori casa, puntando su digitalizzazione e automatizzazione (leggi Drinkme, la rivoluzione nella distribuzione di spirit e vini made in Varese).

L’azienda ha appena concluso con successo una campagna di equity crowdfunding sulla piattaforma Mamacrowd, che ha portato a un aumento di capitale di oltre 580.000 euro. Nuove risorse che le consentiranno di proseguire il cammino di espansione e che saranno utilizzate per potenziare le funzionalità del software proprietario, punto di forza del progetto, e scalare commercialmente, aprendo nuovi magazzini in Italia e all’estero.

I servizi di Drinkme

Un percorso iniziato nel 2021 con l’attivazione, appunto, della piattaforma web Drinkme, rivolta a bar, ristoranti, hotel, discoteche e stabilimenti balneari, dalla quale i gestori delle attività possono ordinare, scegliendo in un catalogo che al momento conta oltre 500 etichette tra vini, alcolici e superalcolici, ai quali si aggiungono prodotti a questi associabili, tra i quali ghiaccio, cocktail kit, attrezzature da bar e molto altro, e ricevere la merce in tempi rapidi: il giorno stesso, in tre fasce orarie di consegna (17.30, 18.30, 19.30). Consegne che vengono effettuate attraverso i 5 magazzini attualmente aperti dall’azienda: Varese, Milano, Seregno (Logistica Centrale), Monza Brianza, Como e Forte dei Marmi. Il tutto senza minimo d’ordine, né per valore né per volume, e senza limite di accesso alle etichette.

Inoltre, la piattaforma, grazie a degli algoritmi integrati, offre ai gestori una serie di ulteriori funzionalità per supportarli nel loro lavoro, come l’analisi dei consumi, l'automatizzazione degli acquisti, attraverso un sistema di tracciamento automatico.

Cresce il fatturato

Un progetto che sta piacendo al mercato. Nel 2022, primo anno di attività, Drinkme ha realizzato un fatturato di circa 630.000 euro, anche grazie a una prima campagna di equity crowdfunding, chiusa una raccolta superiore di 280.000 euro all’importo prefissato. Traguardo che ha permesso di implementare il progetto con un software interno per digitalizzare l'intera supply chain. Lo scorso anno il fatturato è salito a 1,14 milioni, un incremento dell’82%, grazie alla crescita del numero di clienti, di ordini e del valore medio dell’ordine, consentendo alla startup di raggiungere il pareggio tra ricavi e costi.

Gli investimenti in programma

In tale percorso si è inserita la nuova campagna, con i fondi raccolti che saranno utilizzati per nuovi investimenti. In programma il completamento dello sviluppo dell’applicazione della tecnologia Rfid (Radio-Frequency IDentification) ad hoc per il settore, per ottimizzare l’automazione della gestione dell’inventario degli operatori del fuor casa, senza bisogno di verifica manuale quotidiana. In questo modo sarà possibile tracciare con facilità tutte le unità che entrano ed escono dall'attività e che verranno etichettate da Drinkme in fase di ricezione.

Sarà anche sviluppato il Transportation Management System (Tms) per ottimizzare i tempi di consegna sia verso i clienti sia inter-company e un'App proprietaria per i clienti finali per migliorare la customer experience. Infine, una parte delle risorse andrà nell’acquisto di maggiori scorte di prodotti per sostenere la crescita dei volumi di business.

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