Impasti in linea con le nuove tendenze alimentari, tata varietà e alto grado di servizio nelle gamme di panificati per il fuori casa PanPinsa, Focaccine Soffici Senza Glutine e Ciabattine Spaccate
Bar, punti caldi e catering: diverse tipologie di locali, stessa necessità di avere panificati di qualità e pratici da preparare e servire. Molino Spadoni intercetta queste esigenze e, forte della sua expertise nel mondo molitorio e della sua propensione all’innovazione, ha strutturato un’offerta articolata, arricchita recentemente da alcune novità che stanno riscuotendo grande interesse da parte degli operatori professionali.
La nuova linea dei PanPinsa è composta da schiacciatine realizzate secondo la tipica ricetta della pinsa: farina di grano tenero, farina di soia e farina di riso compongono l’originale mix di questo impasto per il quale vengono utilizzate esclusivamente pasta madre, rifrescata giornalmente dagli anni ’60 e biga. Altissima idratazione - oltre il 90% di acqua sulla farina – grande alveolatura e sofficità sono le caratteristiche distintive. Dopo aver lievitato per almeno 48 ore, l’impasto viene steso - rigorosamente a mano come da tradizione - e condito in superficie con olio evo prima della cottura. Il risultato finale è una schiacciatina pretagliata dall'aspetto artigianale, croccante fuori e soffice dentro, con una fragranza e un gusto davvero intensi.
I PanPinsa Molino Spadoni sono disponibili in confezioni da 4 pezzi (100 g pz), in sei versioni di gusto diverse: PanPinsa tipo “0”, PanPinsa Integrale, PanPinsa al Riso Nerone con il caratteristico colore violaceo, PanPinsa Curcuma e Semi di Lino dall’impasto giallo oro, PanPinsa ai 7 Cereali e, infine, PanPinsa alla Mediterranea con pomodoro, capperi, olive e origano. La versione maxi del PanPinsa tipo “0” è disponibile non pretagliata in confezioni da 2 pezzi, 200 g l’una.
Praticità, versatilità e velocità sono caratteristiche che danno un grande valore aggiunto a queste referenze per i professionisti del canale: sono già cotte e pretagliate, è sufficiente riscaldarle in piastra o in forno per 3/4 minuti e saranno pronte da farcire.
Le Focaccine Soffici Gluten Free
La Focaccina Soffice Senza Glutine farcita
Anche le nuove Focaccine Soffici Senza Glutine Molino Spadoni sono una grande soluzione: già cotte e confezionate singolarmente nel pratico film “ovenable” per il rinvenimento in forno ventilato senza pericolo di contaminazioni. Tre le varianti di gusto: con farina di Ceci, Curcuma e Semi di Lino, con Riso Nerone e Semi di Girasole e, infine, al Gusto Mediterraneo con pomodoro, capperi, olive nere e origano. Nuove proposte che si affiancano alla versione Classica con olio extravergine di oliva. Praticità nel rinvenimento che si deve anche alla possibilità di decongelarle e conservarle fino a 5 giorni a temperatura ambiente, abbattendo quindi il rischio di food waste e i conseguenti costi. Soffici e gustose, stese a mano e tutte con olio extravergine di oliva sono la risposta ideale alle esigenze dei clienti celiaci o intolleranti al glutine.
Le Ciabattine Spaccate, un classico, ma innovativo
Ormai dei veri e propri classici sono le Ciabattine Spaccate surgelate Molino Spadoni: pani confezionati singolarmente che possono essere utilizzati in modo pratico ed estemporaneo ottimizzando il tempo di preparazione.
La Ciabattina Spaccata tipo “0” è ottima da servire nel cestino del pane o da farcire. Per chi ama un pane dal gusto e dall’aspetto particolari, ci sono anche la Ciabattina Spaccata ai Ceci germogliati e Curcuma e la Ciabattina Spaccata al Riso Nerone: la prima originale e gustosa grazie all’aggiunta di ceci germogliati e alla curcuma, spezia che le conferisce il suo colore peculiare; la seconda altrettanto gustosa e fragrante, che si contraddistingue per il colore violaceo.
È stata presentata la nuova ricerca “Se è italiano… si sente! - Gli italiani e il caffè” realizzata da AstraRicerche per il Consorzio Promozione Caffè.
Viaggio multisensoriale, rito che rende felici, simbolo del made in Italy di cui andare fieri e che si riconosce a occhi chiusi: questo e molto più è l’espresso per gli italiani secondo la nuova indagineSe è italiano… si sente! Gli italiani e il Caffè, realizzata da AstraRicerche per Consorzio Promozione Caffè, un appuntamento che prosegue da anni e fotografa una realtà dinamica.
Per il 92% delle persone, la tazzina è un’abitudine che scandisce i diversi momenti della giornata e le diverse occasioni di convivialità, soprattutto per gli italiani tra i 25 e i 34 anni (95%). Molto apprezzata dai più giovani è anche la varietà che il panorama italiano offre in termini di miscele e tipologie (91% dei 25-34enni rispetto all’89% della media degli intervistati).
Siamo tutti d’accordo sull’italianità del prodotto e del rito che lo accompagna, ma «quanto valore è racchiuso per gli italiani stessi in questa affermazione? Con questa ricerca - spiega Michele Monzini, presidente di Consorzio Promozione Caffè - siamo voluti andare più in profondità. La fotografia che ci restituisce AstraRicerche da un lato ci conferma il legame indissolubile tra gli italiani e il caffè e dall’altro ci sorprende per il patrimonio di eccellenza, innovazione, creatività e tradizione che la tazzina, in quei pochi sorsi, è capace di raccontare al popolo che l’ha resa celebre nel mondo».
Punto di forza dell’economia.Tra i prodotti agroalimentari italiani più esportati nel 2023, con un giro d’affari di 2,259 miliardi di euro (+6,8% sul 2022 - dato Ismea), il caffè è uno dei settori industriali storicamente più legati al nostro know-how. Ne sono primi sostenitori gli italiani stessi, secondo cui la qualità del caffè è ben rappresentata sia da marchi celebri (92%) sia dalle piccole torrefazioni (87%). Inoltre, è considerato un mix tra tradizione e creatività (91%) e un simbolo del made in Italy (90%), oltre a rappresentare nella torrefazione il “saper fare italiano” (89%).
Ricercato all’estero. Da sempre il caffè fa sentire a casa gli italiani, soprattutto quando sono fuori dai propri confini, in quanto certi che il “nostro” sia il migliore del mondo (88%) e che sia apprezzato ovunque (86%), soprattutto dagli stranieri quando sono in Italia (80%): gli italiani amano trovarlo all’estero mentre viaggiano (89%) e sono convinti di poterlo riconoscere anche a occhi chiusi (81%), ma soprattutto sono convinti che contribuisca a creare un’immagine positiva dell’Italia nel mondo (89%) e a esportare il nostro modo di intendere il caffè (83%). Il simbolo del caffè italiano per gli stranieri nel mondo è identificato nell’espresso (61%), seguito dalla moka (22%).
Guido Gobino presenta Stik la nuova linea di sorbetti e gelati ricoperti. Tra le novità ci sono quattro nuove ricette, che vanno a integrarsi con i grandi classici già esistenti, apprezzati dalla clientela del maestro gelatiere. Gli Stik sono disponibili nelle Botteghe di Torino e Milano e in selezionati rivenditori di Piemonte, Lombardia e Liguria.
Le nuove ricette di Guido Gobino
Guido Gobino utilizza frutta di stagione, le migliori varietà di cacao, Nocciola Tonda Gentile Trilobata del Piemonte, zucchero e latte fresco italiano. Sia per i sorbetti che per i ricoperti non vengono usati conservanti, aromi o coloranti. Insieme al gusto Fragola e Lime, già presente tra le proposte dell’anno scorso, tra i nuovi freschissimi sorbetti a base d’acqua e con polpa di frutta ci sono anche i gusti Lampone e Rosmarino, Tris di Agrumi e Frutti Esotici.
Le nuove varianti della linea "Pinguido"
I ricoperti “Pinguido” sono disponibili in due nuove varianti. La prima è “Fantasia”, con gelato al gianduja e copertura di cioccolato fondente e fragranti cialde del biscotto francese Pailleté Feuilletine. La seconda è “Fondentissimo”, con gelato al cioccolato e ricoperto di cioccolato fondente e gruè di cacao. Questi due nuovi gusti si aggiungono ai classici resi famosi da Gobino. Tornerà il “Gianduja”, con gelato al fiordilatte, ripieno di crema gianduja e ricoperto di cioccolato al latte e granella di Nocciola Tonda Gentile Trilobata, e il “Classico”, con gelato al fiordilatte e copertura di Cioccolato fondente 63% realizzato con cacao aromatici del Sud America.
La nuova gamma del brand è composta da tre referenze su stecco, Magnum Euphoria, Magnum Wonder e Magnum Chill, che esplorano inedite combinazioni di sapori e di consistenze
Con la bella stagione è arrivato anche il momento di tirare fuori il frigo dei gelati e di riempirlo con qualche novità. A questo proposito, Magnum ha lanciato la nuova gamma Pleasure Express, composta dalle tre referenze su stecco Magnum Euphoria, Magnum Wonder e Magnum Chill.
La gamma Pleasure Express
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Magnum Euphoria
Magnum Wonder
Magnum Chill
La nuova gamma propone un viaggio di piacere, con gusti di gelato dal cuore sorprendente per esplorare diverse combinazioni di sapori e di consistenze.
Andando un po’ più nel dettaglio, Magnum Euphoria (69,5 g) è un gelato al limone che circonda un rinfrescante cuore composto da sorbetto al lampone. È ricoperto da un gustoso cioccolato bianco, combinato con cristalli alla frutta.
Uno strato di croccante cioccolato con caramello e con pezzetti di mandorle caramellate racchiude invece Magnum Wonder (69,5 g), il cui cuore è un cremoso gelato al gusto di dattero e mou.
Conclude il trittico Magnum Chill (70 g), composto da un cuore di rinfrescante sorbetto ai mirtilli avvolto in un gelato al gusto di vaniglia e biscotto, il tutto immerso in uno spesso cioccolato con croccanti pezzetti sempre di biscotto.
Un cioccolato unico e sostenibile
Filo conduttore alle diverse esperienze di gusto l’esclusivo cioccolato croccante che avvolge ogni gelato del brand di Unilever, preparato utilizzando fave di cacao della Costa d’Avorio, accuratamente selezionate e provenienti da coltivazioni sostenibili, certificate dalla Rainforest Alliance.
Coltivazioni dove le donne svolgono un ruolo fondamentale e, poiché la stagione agricola dura solo sei mesi all’anno, il marchio sta portando avanti un progetto a loro supporto. Si tratta dell’iniziativa Awa by Magnum, che punta a sostenere le donne nelle comunità di coltivazione del cacao della Costa d'Avorio sia dal punto di vista sociale sia da quello economico, attraverso finanziamenti e formazione per aiutare a sviluppare ulteriori forme di guadagno che consentano loro di diversificare il loro reddito. Obiettivo del progetto è di sostenere 5.000 donne entro il 2025 e ne ha già raggiunte circa 3200.
La collezione Mixology dello storico marchio si arricchisce di un bitter, preparato con botaniche amaricanti arricchite dall'infusione di cedro Diamante
Guardare al futuro, senza perdere d’occhio il passato. È la filosofia della nuova era Tassoni, il progetto di rilancio dello storico marchio italiano avviato lo scorso anno, quando ha festeggiato i suoi 230 anni di vita, da Gruppo Lunelli, che ne è proprietario dal 2021. Un progetto dove uno spazio importante è riservato alla mixology, per la quale il marchio ha rinnovato e ampliato la collezione di soft drink dedicati ai bartender, accompagnandola con un gin (leggi Il rilancio di Tassoni fa crescere Gruppo Lunelli, protagonista delle bollicine premium). Linea per la miscelazione che ora si arricchisce di un nuovo arrivo: il Bitter del Lago.
Il cedro protagonista
Il Bitter del Lago
La nuova creazione prende vita da una ricetta dell'antica spezieria Tassoni e prevede una ricercata combinazione di selezionate botaniche amaricanti con l'infusione di cedro della pregiata varietà Diamante della Calabria. Tra gli ingredienti della ricetta spiccano poi il colombo, una radice proveniente dal Sudafrica dall’intensa colorazione gialla e in grado di donare una particolare speziatura alla nota amaricante, il rabarbaro secco e il macis, pregiato fiore della noce moscata. Infine, le bacche di vaniglia e cannella, che ammorbidiscono il gusto di Bitter del Lago, donandogli un impatto organolettico più complesso.
Pensato per la miscelazione, dal gusto pulito, piacevolmente amaro e intensamente aromatico, il nuovo prodotto (alc 25% in vol) è ideale per la preparazione dei classici aperitivi italiani, rivisitazioni e per nuove creazioni. A questo proposito il signature proposto di Tassoni è BitterTass, un originale aperitivo di facile preparazione dove il Bitter del Lago si sposa con l’iconico prodotto della casa, laCedrata Tassoni.
In un’elegante bottiglia da 700 ml, dalla superficie ruvida e brillante, caratterizzata dal pattern a “buccia d’agrume” che identifica tutta la collezione del marchio, il nuovo nato sarà in distribuzione dalla fine di maggio.
La collezione Mixology
Il suo arrivo va ad ampliare la collezione Mixology, che comprende la gamma di mixer, frutto di un intenso lavoro di ricerca sulle materie prime, tutte naturali, condotto dal mastro erborista con la collaborazione di bartender internazionali, e composta da Tonica Superfine, Tonica al Cedro, Ginger Beer, Ginber Ale (queste ultime due certificate bio) e Soda La Classica. E il Distilled Dry Gin Superfine Tassoni (alc 41,5% in vol), il gin d’autore dalla decisa nota agrumata data dalla scorza di cedro Diamante, realizzato partendo da un’antica ricetta dell’azienda, rivisitata con un big della scena bartending, Bruno Vanzan.
La ricetta
BitterTass
Ingredienti: 50 ml Bitter del lago, 100 ml cedrata Tassoni Preparazione: build Guarnizione: foglie di mirto Bicchiere: highball alto
La nuova edizione del Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra accende i riflettori sulle birre a basso o zero tenore alcolico, consumate da due intervistati su tre. Tra i maggiori driver di scelta delle birre low e no alcol, Gen Z, Millennials e Gen X apprezzano l’assenza (o quasi) di tenore alcolico, senza rinunciare al gusto. Alla scoperta delle birre low e no alcol, tra sapore, differenze sensoriali e food pairing: la parola al beer sommelier Fabio Mondini.
Riportiamo il comunicato diffuso da CIB-Assobirra sulla sintesi della ricerca BVA-Doxa relativa al gradimento delle birre low e no alcol.
Esplorare le nuove frontiere della birra. In un contesto sociale e di consumo dinamico e in mutamento, le birre low e no alcol rappresentano un trend in costante crescita tra chi beve abitualmente birra, rispecchiando uno stile di vita sempre più sano ed equilibrato. Questa categoria di birra piace ad un beer lover su due perché considerata una bevanda dal sapore appagante, come quello della birra tradizionale, ed è consumata dai due terzi degli italiani che bevono birra.
Sono queste le principali evidenze emerse dall’ultima indagine condotta da BVA Doxa per il Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra, la fotografia periodica sul mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori, dei principali player della filiera birraria e della stessa AssoBirra, che per questa edizione accende i riflettori sulle birre low e no alcol. Spazio anche a un approfondimento sul profilo aromatico e le differenze sensoriali con il coinvolgimento del beer sommelier Fabio Mondini.
CRESCONO POPOLARITÀ E GRADIMENTO DELLE BIRRE LOW E NO ALCOL
Aumenta la popolarità della birra low e no alcol, conosciuta dall’80% degli amanti della birra senza distinzione di età e consumata dal 67% di essi. Di questi, circa un terzo (35%) la beve spesso in alternativa alla birra tradizionale: un dato che accomuna Millennials (31%), Gen Z e Gen X (entrambe 36%). Tra i target di riferimento, la Gen X registra nel complesso il consumo più alto (69%), seguita da Millennials (65%) e Gen Z (62%), ma è apprezzata di più proprio dai più giovani (52% versus. 43% della Gen X). Oltre la metà dei consumatori (62%) è infine soddisfatto dell’offerta attualmente presente sul mercato.
I PRINCIPALI DRIVER DI SCELTA E LE OCCASIONI DI CONSUMO
L’aspetto più gradito della birra low e no alcol è la possibilità di poterla bere senza subire gli effetti dell'alcol, indicata dal 28% del campione. Il sapore paragonabile a quello della birra tradizionale è un fattore di gradimento per il 17% dei consumatori, mentre il 16% la apprezza in quanto bevanda leggera e digeribile. I principali driver di scelta e di consumo della birra low e no alcol, condivisi da tutte le fasce di età, sono la salubrità (per il 29% degli intervistati,, il gusto simile alla birra classica (27%) e il minor apporto di calorie (24%). Tra le principali occasioni di consumo, un terzo (34%) degli intervistati la gusta in alternativa alla birra tradizionale, ad esempio quando deve guidare (32%), mentre 1 su 4 la considera una bevanda rinfrescante da bere durante i pasti e le occasioni sociali.
«La nuova edizione del CIB pone l’attenzione su una qualità intrinseca della birra - commenta Andrea Bagnolini, Direttore Generale di AssoBirra - un prodotto ormai ben consolidato nella tradizione italiana, capace di esplorare nuovi contesti e di aprirsi ad un’audience sempre più variegata, attenta e consapevole. L'industria birraria si sta calando in uno scenario in trasformazione e sta rispondendo ad un’evoluzione delle abitudini dei consumatori, investendo in soluzioni innovative e ampliando la gamma di birre offerte. I produttori stanno abbracciando sempre più un approccio che sposa un consumo moderato, con prodotti privi di alcol o a basso tenore alcolico di alta qualità e radicati nelle tradizioni locali. La popolarità delle birre low e no alcol è in espansione, e il volano di questa crescita è l’innovazione del comparto, che sta compiendo degli straordinari passi avanti e reso possibile lo sviluppo di prodotti di eccellenza».
Andrea Bagnolini direttore generale Assobirra
L’EVOLUZIONE DEI CONSUMI GUIDATA DALLA GEN Z, ATTENTI AL BENESSERE
Un crescente interesse per la salute e il benessere guidano le scelte alimentari dei consumatori di birra, con la Generazione Z in prima linea. Nell'ultimo anno un bevitore di birra su tre (32%) ha seguito un regime alimentare controllato e tra i target più attenti emerge proprio la Gen Z, con un intervistato su due (45%) che ha dichiarato di aver seguito un’alimentazione oculata, percentuale più elevata rispetto a Millennials (30%) e Gen X (32%). Nel complesso, tre quarti del campione (76%) afferma di perseguire il proprio benessere fisico, emotivo e mentale attraverso una dieta bilanciata, un numero adeguato di ore di sonno e la pratica di attività fisiche, considerazioni che mettono d’accordo Gen Z, Millennials, Gen X. La metà dei consumatori intervistati (48%) si dedica regolarmente o con una certa frequenza a un’attività sportiva, con Gen Z e i Millennials in testa.
ESPLORANDO LE BIRRE LOW E NO ALCOL: LA PAROLA ALL’ESPERTO
Educare i consumatori sulle qualità gustative delle birre low/no alcol è essenziale per superare le barriere e i bias cognitivi che possono ancora influenzarne o limitarne il consumo. A questo proposito, il CIB di AssoBirra ha coinvolto il beer sommelier Fabio Mondini per esplorare le qualità sensoriali delle birre low e no alcol, le principali differenze rispetto alle varianti alcoliche e per approfondire il loro impatto sulla percezione dei consumatori, insieme ai migliori abbinamenti gastronomici.
«La birra sta attraversando una fase di innovazione e cambiamento molto positiva - spiega il beer sommelier Fabio Mondini - tanto che in tutto il mondo c'è una crescente preferenza per un consumo moderato di alcol, soprattutto tra i Millennials e la Generazione Z: le birre low e no alcol non solo soddisfano il desiderio di un tasso alcolico ridotto, ma sono anche apprezzate per il loro gusto e come simbolo di uno stile di vita sano. Nonostante presentino alcune differenze rispetto alle birre tradizionali, come una consistenza più leggera, un sapore più dolce e una complessità olfattiva più lieve, questa tipologia di prodotto garantisce un'esperienza di consumo appagante. E parlando di food pairing e abbinamenti gastronomici, prosegue: «Per determinare la combinazione migliore tra birra e cibo, occorre esaltare entrambi e non lasciare che il sapore di uno sovrasti l’altro. Le birre low e no alcol sono versatili e ottime da proporre dall’aperitivo a tutto il pasto, con piatti poco strutturati, come verdure, insalate varie, ma anche sushi, carpacci e carni bianche. Tutti abbinamenti per contrapposizione a quelle che sono le caratteristiche organolettiche delle birre ‘leggere’».
Fabio Mondini beer sommelier
Per i produttori, la sfida è quella di mantenere un profilo gustativo ricco, complesso e paragonabile alle birra tradizionale: «La produzione di birre no e low alcol avviene tramite tecniche come la fermentazione limitata e la rimozione dell'alcol, procedure che permettono di preservare il gusto e l’aroma. Gli investimenti in ricerca - aggiunge FabioMondini - mirano a migliorare ulteriormente i prodotti, sfruttando ingredienti come luppolo, spezie ed erbe aromatiche per intensificare il gusto, avvicinando sempre più le birre analcoliche o a bassa gradazione alcolica al sapore tradizionale».
«La birra si integra in un tessuto sociale e in un contesto rinnovati e in costante evoluzione, in cui emergono in modo particolare peculiarità e caratteristiche della fasce più giovani e dove l’interesse per alternative di qualità è in crescita - conclude Andrea Bagnolini -soprattutto quando si tratta di birre low/no alcol con proprietà organolettiche paragonabili alle alternative alcoliche. Queste tipologie e varietà, riflesso del desiderio di uno stile di vita più equilibrato, si affermano come un'opzione paragonabile alle birre tradizionali, rispondendo a un orientamento sempre più moderato e salutare, ma senza rinunciare a un’esperienza birraria autentica e al suo sapore inconfondibile».
Nota metodologica: l’indagine è stata condotta da BVA Doxa per AssoBirra tramite interviste online CAWI (dal 27/03/2024 al 8/04/2024) su un campione di 602 individui di età compresa tra i 18 e i 65 anni.
Centro Informazione Birra (CIB) di AssoBirra è l’istantanea che con cadenza periodica accende i riflettori sui cambiamenti in atto nel mondo birrario italiano attraverso lo sguardo dei consumatori intervistati da BVA Doxa, dei principali player della filiera birraria e della stessa AssoBirra.
AssoBirra dal 1907 riunisce le maggiori aziende che producono e commercializzano birra e malto in Italia che complessivamente coprono più del 92% della produzione di birra nazionale, rappresentano il 72% di birra immessa al consumo nel nostro Paese, dando lavoro direttamente e con l’indotto a circa 103.000 persone. Rappresenta la casa della birra italiana all’interno di Confindustria, riunendo oltre 40 associati tra grandi, medi e piccoli birrifici, insieme con le 2 malterie e ad una rete di produttori di luppolo. AssoBirra svolge per il settore birrario compiti di rappresentanza istituzionale, promozionale e di sviluppo. AssoBirra è anche l’organismo incaricato di valorizzare l’immagine della birra e a questo scopo, oltre a promuovere studi e ricerche su tutti gli aspetti legati al mondo birrario, promuove anche campagne di relazioni pubbliche finalizzate alla crescita della cultura della birra e alla sensibilizzazione ad un consumo responsabile.
Aurélien Le Mouillour sarà il protagonista della masterclass gratuita di Lesaffre. L'incontro con il “Meilleur Ouvrier de France” (MOF) 2023 è in programma martedì 21 maggio 2024 presso la sede di Sissa Trecasali in provincia di Parma. Le Mouillour guiderà i professionisti dell’arte bianca attraverso i segreti e le tecniche più innovative nella creazione di pani speciali e viennoiserie.
Il programma della masterclass
Con le competenze e le abilità che l’hanno accompagnato alla conquista del titolo MOF 2023, Le Mouillour realizzerà quattro tipi di pani speciali: il Pane al farro con lievito madre in pasta, il Pane al muesli, ricco di energia e vitalità, il Pain Viennois per farciture dolci e salate e il Bretzel farcito, grande classico della tradizione tedesca, in versione snacking. Inoltre, Aurèlien Le Mouillour proporrà una varietà di deliziose viennoiserie. Tra queste: il Croissant con lievito madre di latte, il Tourbillon, versione rivisitata della girella, la Treccia con crema di nocciole, lo Stollen, dolce della tradizione tedesca, e il Cappuccino, la bevanda tutta italiana in un dolce. Per le sue preparazioni, Aurèlien utilizzerà l’hirondelle, il lievito compresso per panificazione tradizionale. Userà anche l’hirondelle Oro, il lievito compresso per impasti zuccherati e Ibis Top Green il coadiuvante per panificazione clean label. L’evento si svolgerà presso il Baking Center Lesaffre, centro di eccellenza in panificazione e formulazione di nuovi ingredienti, dedicato allo studio, alla formazione e al supporto tecnico. Il suo team italiano, guidato da Christophe Carlo, Baking Center Manager, sarà al fianco di Lo Mouillour e offrirà il suo supporto durante tutta la giornata.
Chi è Aurélien Le Mouillour
Figlio di un artigiano, Aurélien Le Mouillour ha trascorso la sua infanzia nella panetteria del padre in Bretagna, dove è nato. Dopo aver frequentato un istituto professionale per apprendere le basi della panificazione e della pasticceria, ha affinato le sue abilità come “tourier”, l’esperto nella lavorazione della pasta sfoglia e di tutti i lievitati sfogliati. Successivamente ottiene il BP (Brevet Professionnel) e il BM Boulanger (Brevet de Maitrise), l’attestato più alto nell’ambito della panificazione artigianale, presso l’Institut National de la Boulangerie Pâtisserie (INBP) di Rouen nel 2014. Dopo aver ricoperto il ruolo di responsabile di produzione in un’azienda, ha deciso di condividere la sua esperienza e la sua passione per il mestiere insegnando. Nel 2016 è entrato a far parte del team di istruttori di panificazione dell’Inbp. Nel 2023, dopo oltre quattro anni di preparazione, ha ottenuto il prestigioso titolo di “Meilleur Ouvrier de France” (Mof), confermando il suo impegno e la sua straordinaria abilità nell’arte bianca.
Come partecipare alla masterclass Lesaffre
La masterclass Lesaffre con Aurélien Le Mouillour dura una giornata (9.00-16.30) ed è gratuita. Per confermare la propria partecipazione scrivere o telefonare a Elisa Marconi – Marketing Manager (T. 0521 878011; e.marconi@lesaffre.com) o a Christophe Carlo – Baking Center Manager (T. 333 6229388; c.carlo@lesaffre.com).
A distanza di ben 126 anni, Poli Distillerie 1898 propone Herbalis Amaro Officinale, frutto della ricerca di Accademia Botanica, progetto di Poli Distillerie 1898 per la valorizzazione dell'uso erboristico delle piante officinali in ambito liquoristico.
Dal gusto fresco e mediterraneo, moderatamente alcolico (32% alc), di colore ambrato chiaro, Herbalis Amaro Officinale è il discendente dello storico Vaca Mora, l'amaro in stile galenico a base di radici e spezie creato dal fondatore Gio Batta Poli della distilleria di Schiavon, vicino a Bassano del Grappa, nel centro del Veneto. Una proposta messa a punto anche grazie agli "stimoli" del team Meregalli Spirits di Monza che distribuisce grappe, distillati e liquori Jacopo Poli da oltre 35 anni.
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Bottiglia 70 cl di Herbalis Amaro Officinale di Poli Distillerie 1898
Il colore ambrato di un calice di Herbalis Amaro Officinale di Poli Distillerie 1898
Jacopo Poli con Herbalis Amaro Officinale e i vasi delle quindicina di erbe aromatiche impiegate, ripreso nella distilleria di famiglia
La famiglia Poli ripresa nel 2023 accanto alla statua del fondatore Gio Batta Poli (1898)
La sua struttura aromatica infatti è frutto della fusione armonica di cinque note organolettiche fondamentali: note agresti e mentolate, date dal rosmarino, dalla salvia, dalla menta e dall’origano; note agrumate dell’arancia dolce, dell’arancia amara e del limone;
note anisatee dolci del coriandolo, della liquirizia e del finocchio;
note balsamiche e resinose del cardamomo e del ginepro;
note amaricanti dell’assenzio romano, del carciofo e dell’abrotano.
L'assemblaggio di 15 diverse infusioni idroalcoliche, arricchite con un brandy invecchiato 3 anni, ha dato così vita a Herbalis Amaro Officinale.
Da notare poi la forma della bottiglia in vetro da 70 cl, dalla superficie in rilievo che ricorda i grappoli di uva, e dall'inconsueto tappo meccanico.
Herbalis Amaro Officinale non solo è un piacevole digestivo da gustare liscio o con ghiaccio, ma anche un ingrediente speciale per preparare ed esaltare il gusto di cocktail, dalle ricette classiche a quelle più originali. Riportiamo un paio di ricette messe a punto da Massimo Sandri, bartender e titolare del locale Roots Cocktail Bar di Bassano del Grappa (Vi).
Massimo Sandri bartender e titolare di Roots Cocktail Bar di Bassano del Grappa (Vi)
Herbalis Americano Ingredienti
3 cl Herbalis Amaro Officinale Poli
3 cl Vermouth Poli Gran Bassano Bianco
top seltz Preparazione
Tecnica build in tumbler basso, guarnire con zest di arancia.
Cocktail Herbalis Americano by Massimo Sandri
Herbalis Gimlet Ingredienti
5 cl Herbalis Amaro Officinale Poli
2,5 cl cordiale di agrumi home made
profumo al finocchietto Preparazione
Shake & strain, versare in tumbler basso con zest di arancia.
Cocktail Herbalis Gimlet by Massimo Sandri
Herbalis Amaro Officinale presentato a Cascina Cuccagna di Milano
Progetti di Accademia Botanica, Herbalis Amaro Officinale è stato recentemente presentato dal titolare Jacopo Poli a Milano, nei suggestivi spazi di Cascina Cuccagna, una location storica quanto mai adatta per l'occasione.
Presente nella mappa del Catasto Teresiano del 1722 col nome di “Cassina Torchio”, Cascina Cuccagna apparteneva ai Padri Fatebenefratelli (Ordine Ospedaliero di San Giovanni di Dio) che utilizzavano i terreni di pertinenza per coltivare le erbe officinali destinate all’Ospedale Maggiore di Milano (l'attuale Università degli Studi di via Festa del Perdono). Una struttura agricola, accuratamente restaurata dall'Associazione Consorzio Cantiere Cuccagna (ACCC) a partire dal 2005, che si è ritrovata all'interno della città di Milano.
Jacopo Poli ha provveduto a descrivere accuratamente i motivi che hanno spinto l'azienda veneta a promuove Accademia Botanica, a cominciare dalla scelta accurata della materia prima utilizzata, una quindicina di erbe e botaniche di 5 famiglie, passando quindi a descrivere le singole caratteristiche e funzioni organolettiche, per finire con le tecniche di lavorazione di ogni botanica, comprese le relative soluzioni idroalcoliche per la miscelazione, operazioni svolte in collaborazione con il mastro erborista Marco Martino.
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Jacopo Poli guida la degustazione di Herbalis Amaro Officinale a Cascina Cuccagna di Milano
Calici delle infusioni di 6 erbe botaniche
La bottiglia 70 cl di Herbalis Amaro Officinale Poli
Jacopo Poli con la bottiglia Herbalis Amaro Officinale Poli
Il bartender Massimo Sandri propone il cocktail Herbalis Gimlet
La decima edizione giunge alle fasi finali. Dieci semifinalisti ancora in gara, appuntamento al Camparino in Galleria per l’ultima selezione. Gran finale il 20 maggio a Sesto San Giovanni.
Da dieci a tre, e alla fine ne rimarrà solo uno. E in principio erano addirittura più di mille. Gli ultimi atti della decima edizione della Campari Bartender Competition sono alle porte: si tratterà di una due giorni densa di eventi, che si susseguiranno fino a decretare il Campari Bartender of the Year per il 2024. A cedere il testimone sarà il campione uscente, Dario Tortorella de L’Antiquario di Napoli (premiato come Miglior Bartender Italiano all’ultimo Roma Bar Show) e l’appuntamento è presso l’indirizzo di casa diCampari Group.
Prossima prova: Behind the Bar
Gli indirizzi, anzi: i dieci bartender rimasti in gara (millecento partecipanti complessivi), superstiti dopo mesi di selezioni culminate con la visita a sorpresa del teamCampari Academy per la fase Behind the Bar, si daranno infatti appuntamento il prossimo 19 maggio al Camparino di Milano, insegna simbolo dell’aperitivo all’italiana. Qui procederanno a una triplice prova, che considererà la miscelazione in senso stretto (i bartender dovranno replicare il drink con il quale si erano iscritti alla competizione in origine, scegliendo tra i temi delle nove precedenti edizioni), l’improvvisazione e la cultura generale in materia Campari, con un quiz.
A giudicarli sarà il panel composto da Luca Casale (Campari Academy Coordinator), Alessandro Pitanti (Channel&Customer Field Manager Campari Group, vincitore della quarta edizione della Campari Bartender Competition), Dom Carella (F&B consultant, proprietario di [Ca-ri-co] Milano), Tommaso Cecca (Global Head of Camparino Licensing&Mixology), Nicola Scarnera (Campari Academy Manager) e Samuele Ambrosi (proprietario a Treviso di CloakRoom, CloakLab e Boss Hogg).
La finalissima
È da questa serrata scrematura che emergeranno i tre finalisti, pronti per il palcoscenico principale: lunedì 20 maggio, Campari Group aprirà le porte della sua sede storica di Sesto San Giovanni per accogliere l’intera industria del bar a partecipare all’evento più atteso dell’anno. Ritmo serrato, cerimonia di gala e una giuria di calibro internazionale: allora si avvererà il sogno del decimo Campari Bartender of the Year.
I bartender in gara
Di seguito i nomi dei dieci bartender ancora in gara:
Montenegro punta sul distillato, le cui domanda negli ultimi anni è in costante cresita, con una vodka di proprietà prodotta secondo il disciplinare Ig polacco. A giugno parte la distribuzione
Gruppo Montenegro scommette sulla vodka. È in questa categoria di spirit che il Gruppo si appresta a lanciare il suo nuovo brand di proprietà, Maysta, che sarà in distribuzione a partire dal prossimo mese di giugno.
Prodotta nel cuore della Polonia, Maysta è una vodka premium che viene realizzata secondo il rigido disciplinare di produzione dell’Indicazione Geografica (Ig) Polish Vodka, considerata una delle più pregiate al mondo. La materia prima dalla quale viene ottenuta è la sola segale polacca, proveniente nello specifico dal Voivodato della Pomerania, area affacciata direttamente sul Mar Baltico, che arricchisce di preziosi sali minerali la pianta durante l’intero ciclo vitale. A questo si aggiunge un processo di produzione che prevede 4 fasi di distillazione e 3 di filtrazione.
Pura, vigorosa, cristallina
Il risultato finale è un distillato limpido e cristallino, che esprime tutta la sua purezza al palato e caratterizzata da un piacevole retrogusto amaro di mandorla. Al naso è decisa, pulita ed equilibrata con un finale nel quale emerge una nota zuccherina e amidacea.
Ideale da servire in purezza, Maysta ha un altro tratto distintivo nella sua gradazione alcolica, pari al 41% in volume, che ne esalta tutte le caratteristiche e la rendono perfetta come ingrediente per la miscelazione, sia in grandi classici a base vodka, loro reinterpretazioni o creazioni del tutto nuove. Due esempi suggeriti dal brand sono il Maysta Tonic, dove si aggiunge a una tonica e si completa con una fetta di lime con guarnizione, per ottenere un long drink fresco e aromatico, e il Baltic Mary, rivisitazione dell’iconico Bloody Mary fatta miscelando Maysta con succo di pomodoro, succo di limone fresco, salsa Worcestershire, tabasco e pepe nero.
Un pack d’impatto
La qualità del distillato, che sarà disponibile nei formati da 70 cl e 1 l, si rispecchia anche nell’elegante bottiglia dal design contemporaneo, disegnato su misura e in esclusiva, con un’etichetta argentata sulla quale campeggia il nome del distillato. Nome che richiama il lessico nordico e il significato di “maestà”, a sottolineare il vigore e il carisma del prodotto. A impreziosire il pack l’immagine di un tridente, simbolo delle divinità marine e, in questo caso, legato alla forza del Mar Baltico, che con le sue correnti, e i venti temperati regola il clima favorendo la crescita di una vigorosa qualità di segale nelle pianure polacche dalle quali il distillato nasce.
La crescita del mercato della vodka
Con questo nuovo prodotto, curato in ogni dettaglio, Gruppo Montenegro punta dunque ad affermarsi nel promettente mercato della vodka, tornato a crescere negli ultimi anni con performance superiori a quelle del periodo pre-pandemico. Lo scorso anno il giro di affari del distillato nel fuori casa ha raggiunto i 154,7 milioni di euro, con oltre 11,7 milioni di litri venduti. Regina di questa categoria è la vodka bianca, alla quale si deve l’84% del valore e il 77% dei volumi, e che negli ultimi 5 anni ha continuat a marciare con tassi di crescita del 6% a valore e del 2,6% a volume.
Le ricette
Maysta Tonic Ingredienti: 5 cl Maysta Vodka, top acqua tonica, Tecnica: build Guarnizione: fetta di lime Bicchiere: highball
Baltic Mary Ingredienti: 6 cl Maysta Vodka, 12 cl succo di pomodoro, 1,5 cl succo di limone fresco, 2 dash salsa Worcestershire, Tabasco, pepe nero Tecnica: throwing Guarnizione: pizzico di sale alle alghe del Mar Baltico Bicchiere: highball
Ha 27 anni ed è la nuova "artista" di Italicus, vincitrice della finale del contest internazionale Aperitivo Challenge di Italicus Rosolio di Bergamotto
Giovane (27 anni), deliziosa con i suoi capelli "color Italicus", parla perfettamente tre lingue ed è destinata fare grandi cose: si chiama Esmeralda Castrogiovanni ed è la barlady che ha vinto la finale internazionale della competition Art of Italicus Aperitivo Challenge 2024. Nata a Malta, origini italiane, parla italiano da madrelingua e lavora in un bar che non ha bisogno di presentazioni: il Sips di Barcellona, che è primo nel ranking dei bar mondiali certamente anche grazie all'Italian touch di Simone Caporale. In qualche maniera, quindi, dopo la vittoria dell'italiano Fabrizio Candino dell'edizione 2023, possiamo dire che c'è un po' d'Italia anche quest'anno. Ha vinto la finale, svoltasi alla vigilia del Roma Bar Show al The Court cocktail bar di Roma, con "Alloway”, un cocktail ispirato alla pop art (in foto), servito con una bottiglietta di vetro sopra un tovagliolo commestibile fatto di confettura di mele e caramello: un drink a base di Italicus, bitter bianco e soda di mele, deliziosamente leggero, con le bollicine a solleticare il palato e quel retrogusto di mela e bergamotto a rinfrescare un pomeriggio romano festosamente assolato.
A giudicare i drink proposti in questa finale con tredici paesi in gara, un parterre d'eccezione, formato dall’ideatore Giuseppe Gallo, da Paloma Difford, managing director di Difford's Guide, e da Julio Cabrera del Cafe La Trova di Miami, che ospiterà la vincitrice nel suo celebre bar per un programma di menthorship. Obiettivo della competizione: per i ragazzi era costruire un'opera d'arte in formato liquido, mentre per i giudici premiare i drink aperitivo che meglio si sonoispirati alle forme d’arte più disparate, come la scultura, il design, la fotografia, la musica, la letteratura, la danza, il teatro, la street art e lo sport. Sul podio dietro a Esmeralda, Jan Križaj, bartender del Kavarna Moderna di Ljubljana, e la svizzera Stephanie Wullschleger dell’Herz Bar di Basel.
«Sono davvero soddisfatto quest'anno perché vedo l'asticella di questa competition alzarsi sempre di più - ha detto Giuseppe Gallo - e allo stesso tempo si abbassa l'età dei concorrenti. Questo significa che c'è grande fermento nell'Industry e che questo programma ci fa scoprire e conoscere di anno in anno i talenti emergenti che saranno i grand bartender di domani».
Le sorelle Nonino (da sinistra): Antonella, Elisabetta e Cristina
Alle tre "sorelle della grappa", Antonella, Elisabetta e Cristina Nonino, il prestigioso riconoscimento assegnato alle personalità distintesi per i successi imprenditoriali e per aver portato lustro al talento e alla genialità italiana nel mondo
È andato alle sorelle della grappa, Antonella, Elisabetta e Cristina Nonino, il Premio Guido Carli 2024, prestigioso riconoscimento intitolato all’ex governatore di Bankitalia ed ex ministro del Tesoro, alla sua quindicesima edizione, assegnato alle personalità che si sono distinte per l’impegno sociale, i successi in campo imprenditoriale e per aver portato lustro al talento e alla genialità italiana nel mondo. Identikit che rispecchia in pieno le tre sorelle.
Della quinta generazione dei Nonino, Elisabetta, ceo di Distillerie Nonino, Cristina, consigliere delegato e che si occupa della produzione e del mercato italiano, e Antonella, consigliere delegato, responsabile della comunicazione istituzionale, dei mercati esteri, del Premio Nonino e del Borgo Nonino, sono entrate giovanissime nell’azienda di famiglia, portando avanti il percorso di nobilitazione della grappa intrapreso dai loro genitori, Benito e Giannola. Percorso che ha avuto un passaggio fondamentale con la creazione del Monovitigno Nonino, la prima grappa di singolo vitigno, ottenuta, nello specifico, distillando separatamente le vinacce dell’uva Picolit, vitigno a bacca bianca autoctono del Friuli: un prodotto destinato a rivoluzionare il sistema di produrre e presentare la grappa in Italia e nel mondo. E che ha contribuito a fare della grappa, prodotto della tradizione contadina e fino ad allora considerato “povero”, un prodotto con tutte le carte in regola per entrare nell’Olimpo dei grandi distillati mondiali. Passaggio consacrato dal titolo di Spirit Brand/Distiller of the Year assegnato alla distilleria di Percoto (Udine) nel 2019 dal prestigioso magazine Wine Enthisiast, la prima volta per un’azienda italiana e per la grappa (leggiNonino premiata come distilleria dell’anno da Wine Enthusiast).
Ma non solo, perché altrettanto impegno è stato dedicato dalle tre sorelle ad aprire il distillato italiano a nuovi mercati, oggi sono oltre 85 i Paesi del mondo nei quali l’azienda è presente, e a nuove modalità di consumo, puntando in modo deciso sulla miscelazione, stringendo collaborazioni con numerosi big del settore. E oggi l’azienda vanta una collezione di oltre 30 signature cocktail firmati da personaggi del calibro di Salvatore The Maestro Calabrese, Simone Caporale, Alex Kratena, Monica Berg, Sam Ross, per citarne alcuni.
Le altre personalità premiate
Ad assegnare l’onorificenza, una speciale medaglia in bronzo coniata dall’Istituto Poligrafico, una giuria presieduta da Romana Liuzzo, presidente della Fondazione Guido Carli, e composta da amministratori delegati, top manager, imprenditori, editori (Ornella Barra, coo international Walgreens Boors Alliance; Urbano Cairo, presidente Cairo Communications e Rcs: Flavio Cattaneo, ad e dg Enel; Claudio Descalzi, ad Eni: Luigi Ferraris, Ferrovie dello Stato Italiane; Andrea Illy, presidente Illycaffè; Matteo Lunelli, presidente e ad Ferrari Trento; Giampiero Massolo, presidente Ispi e Mundys; Claudia Parzani, presidente Borsa Italiana; Ettore Prandini, presidente Coldiretti; Alessandra Ricci, ad Sace; Stefano Sala, presidente e ad Publitalia ‘80).
La cerimonia di premiazione si è tenuta all’Auditorium Parco della Musica di Roma alla presenza del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e per gli Affari Europei Raffaele Fitto. Otre alle Nonino, gli altri premiati di quest’anno sono: il Comandante generale dell’Arma dei Carabinieri Teo Luzi, il presidente esecutivo Msc Cruises Pierfrancesco Vago, Paolo Barletta, ceo Arsenale, l’attrice Luisa Ranieri, il regista Ferzan Ozpetek, e Nico Acampora, fondatore di PizzAut, catena di ristoranti interamente gestita da ragazzi autistici, cui è andato il nuovo Premio all’Impegno sociale e all’Inclusione attraverso il lavoro. Mentre il cantautore Claudio Baglioni ha ricevuto il premio alla Carriera.