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Dalla Corte con Zero Plus al Woc di Copenhagen

Dalla Corte Zero Plus
L’evento organizzato da Specialty Coffee Association è l’occasione per verificare la funzionalità della macchina Zero Plus, ammirare performance di latte art e scoprire il progetto PlaNet

Al World of Coffee organizzato da Sca a Copenhagen dal 27 al 29 giugno, Dalla Corte invita al suo stand professionisti e coffee lover, dove scoprire le sue innovazioni e condividere la passione e la conoscenza dei suo esperti.

Al centro dell’attenzione c’è la macchina espresso presentata a Host 2023, la Zero Plus con il la tecnologia brevettata per la regolazione del flusso d’acqua durante l’estrazione. I parametri si possono facilmente impostare tramite schermi touchscreen digitali, ottenendo la ricetta ideale per qualsiasi tipo di tostatura e di caffè, oppure creando diversi profili di caffè utilizzando gli stessi chicchi; le ricette realizzate possono essere salvate dal barista. Oltre che per la tecnologia all’avanguardia, Zero Plus si distingue anche per il design, che unisce stile e raffinatezza attraverso colorazioni esclusive e finiture in acciaio industriale. 

Gli appassionati di latte art troveranno un grande motivo di interesse e di ispirazione dalle performance dei campioni Michalis Karangiannis e Alessandro Zengiaro.

Dalla Corte, inoltre, è impegnata nella promozione di un futuro più pulito e sostenibile per il nostro pianeta attraverso il progetto PlaNet, un’iniziativa che evidenzia l’impegno dell’azienda, che sta integrando pratiche sostenibili nelle sue operazioni per ridurre l’impatto ambientale, come le macchine multigruppo XT, Icon e Zero che ora sono Carbon Neutral: le emissioni generate sono state compensate acquistando crediti verdi per il progetto Ntakata Mountain a tutela dei farmer in Tanzania, 

Il World of Coffee è l’occasione perfetta per celebrare la cultura del caffè, condividere conoscenze e scoprire le ultime tendenze e tecnologie: Dalla Corte attende i visitatori per mostrare le innovazioni e prendere interessanti spunti dalla passione e dalla professionalità dei suoi esperti.

Aperte le iscrizioni per Road to Sugarlandia, la Don Papa Competition

Don Papa Competition 2024
Creare un originale drink con il rum filippino e condividerlo sui social il cuore della sfida alla quale si può partecipare fino al prossimo 31 luglio. Il primo classificato vola a Sugarlandia dove nasce Don Papa

C’è in palio un viaggio nelle Filippine per il vincitore della Road to Sugarlandia - Don Papa Competition, il cocktail contest firmato da rum Don Papa.

Aperto a tutti i bartender che vogliono mostrare il loro talento in miscelazione, il concorso, sfida i professionisti del bancone a ideare e condividere le loro migliori ricette a base del rum filippino, la cui gamma è distribuita in esclusiva in Italia da Rinaldi 1957.

Come partecipare

Poche e semplici le regole della sfida. Per partecipare il concorrente deve pubblicare sul proprio canale Instagram un contenuto, che può essere un video, un post o un reel, che mostri la preparazione di un suo cocktail originale a base di Don Papa. Per creare la ricetta il bartender può scegliere tra le referenze della gamma, optando tra il classico Don Papa 7 yo, il Don Papa Baroko e il Don Papa Masskara. Per il resto, grande libertà è lasciata alla fantasia del concorrente: il contest non prevede limiti al numero degli ingredienti e il rum può essere mescolato anche con altri alcolici, purché non distillati.

Importante è però che il contenuto pubblicato sul social contenga l'hashtag #DonPapaCompetition e menzioni il profilo @DonPapaRum. Una volta compiuta questa operazione occorre registrarsi sul sito del concorso, entro il 31 luglio, compilando il form con i propri dati e inserendo il nome utente del profilo Instagram con cui è stata pubblicata la videoricetta e il link del post o reel pubblicato.

Originalità, tecnica, replicabilità e presentazione

Le creazioni saranno sottoposte al vaglio di una giuria composta da Paolo Vercellis e Ilaria Bello, brand ambassador di Rinaldi 1957, Valentina Ursic, direttrice marketing dell’azienda, e Monica Traversa, senior brand manager, che li valuterà sulla base di quattro criteri: originalità, tecnica d'esecuzione, replicabilità e presentazione.

I premi della Don Papa Competition

Il primo classificato si aggiudicherà un viaggio nelle Filippine, in programma il prossimo ottobre, che include anche la visita a Sugarlandia, ovvero l’isola di Negros, dove nasce Don Papa e alla distilleria del marchio. Il secondo e terzo classificato avranno invece accesso (compreso il volo) al Bar Convent Berlin, che si terrà dal 14 al 16 ottobre, con la possibilità di partecipare come guest allo stand Don Papa.

Ma a venire premiati saranno anche i bartender classificatisi dalla quarta alla decima posizione: a loro andranno i biglietti per una giornata al Roma Bar Show 2025.

Gaggia Milano personalizza l’esperienza del caffè

La Solare e La Radiosa sono le due macchine del brand in cui convergono le più aggiornate tecnologie e la possibilità di customizzare l'esperienza in tazza

Gaggia Milano sa quanto è importante adeguare il caffè al gusto personale. Per questo propone due macchine capaci di offrire una tazzina sartoriale. La Solare e La Radiosa sono due macchine in cui convergono le più aggiornate tecnologie e un elevato livello di personalizzazione. Da oggi le catene di ristorazione, le pasticcerie, le gelaterie, i bakery bar possono contare sull’affidabilità e la praticità delle macchine Gaggia Milano. In pochi istanti si potrà godere di una bevanda a scelta tra caffè naturalmente, ma anche cioccolata, orzo, cappuccino con latte liquido (fresco o a lunga conservazione), cappuccino d’orzo. Grazie alle loro linee di design e alla loro semplicità d’uso, La Solare e La Radiosa possono essere collocate dietro al banco, in un coffee corner o area ristoro per offrire un servizio completo alla clientela.

La Solare, l'esperienza del vero caffè

La Solare, con i suoi profili in alluminio, le eleganti luci a led, i preziosi componenti in acciaio, si presenta con uno stile raffinato ed elegante.

Interfaccia

Il touch screen da 7” garantisce un’esperienza di utilizzo facile e piacevole, sia per l’utente durante la selezione e personalizzazione della bevanda, sia per l’operatore in fase di programmazione e manutenzione della macchina.

Schiume

La tecnologia PrimeMilk permette di erogare bevande di alta qualità con latte fresco caldo montato e schiumato a regola d’arte. Non solo: la consistenza della schiuma è regolabile, così da ottenere un risultato in tazza su misura.

Pulizia

Questo sistema, inoltre, assicura un ciclo di pulizia completamente automatizzato per la massima igiene.

Consumi

La modalità Soft Energy Saving permette di ridurre i consumi intervenendo sul mantenimento della temperatura nella caldaia, così come sulla gestione delle luci e del display.

La Radiosa, innovazione continua

Grazie ai raffinati profili a led dai colori interamente personalizzabili, che le conferiscono un aspetto sempre diverso, la macchina da caffè superautomatica La Radiosa si adatta a ogni ambiente.

Interfaccia

L’elettronica avanzata e un touch screen da 10” rendono possibile la personalizzazione delle icone di selezione, la regolazione del colore dei profili led e molto altro ancora.

Schiume

Il valore aggiunto è la tecnologia: con il sistema brevettato EvoMilk è possibile preimpostare dosi, temperatura e densità del latte fresco, ma anche erogare bevande cremose a base di latte caldo e freddo perfettamente montato.

Pulizia Al termine del servizio giornaliero, la pulizia del circuito latte è facilitata da una procedura che funziona in piena autonomia.

ViceVersa, il nuovo cocktail bar con cucina di Valentino Longo a Miami

Una ventata di italianità in salsa Futurista, per esaltare la cultura dell'Aperitivo anche a Miami: anteprima del nuovo ViceVersa di Valentino Longo
Valentino Longo

C’è aria di Futurismo nella downtown di Miami. A portare questa ventata di italianità, con il suo nuovo cocktail bar chiamato ViceVersa, troviamo Valentino Longo: già “most imaginative bartender of the year” (2020, quando era alla guida del bar del Four Season di Miami), già senatore del Drink Team, già ex bartender del Ritz di Londra, dove ha servito cocktail ai Royals britannici, nonché punto di riferimento della miscelazione capitolina, traslato da qualche anno nella famosa località balneare statunitense, dove Longo aveva aperto la sua scuola di miscelazione e consulenza, lo Shoshin art club.

Iniziamo dal nome: ViceVersa si definisce «bar per aperitivi italiano con un punto di vista decisamente di Miami. È un modo scherzoso per dire che non esiste un orario giusto per l’aperitivo e che può essere gustato nelle prime ore del mattino o viceversa anche a tarda sera». Approccio moderno, divise e layout ispirati alle grafiche futuriste, reinterpretate dalla fantasia dell’artista italo-francese Jean Vaquier, aka Folzer, un menu food&beverage che spazia dai classici italiani (pizza, gelato, Negroni e Spritz) agli intramontabili a stelle e strisce (Cesar’s salad e Martini). In ogni cocktail, troviamo gli alcolici italiani, i vermouth, i bitter e gli amari, che Valentino Longo ha voluto agissero come attori principali dei suoi drink, mentre gli ingredienti stagionali e lo stile di vita “balneare” di Miami fanno da contraltare.

Un’Italian heritage, come la chiama Longo, comproprietario di ViceVersa, che afferma di voler offrire agli ospiti del suo nuovo bar, uno sguardo sul suo personale «viaggio nell’ospitalità e nella cultura dell’aperitivo». Come afferma il bartender, «non vedo l’ora che gli ospiti vivano questo viaggio in prima persona mentre onoro la mia educazione italiana, la mia vita a Miami e il mio amore per gli aperitivi». Ad accompagnarlo in questa avventura, i fondatori di Jaguar Sun, famoso locale di Miami, per il supporto operativo e culinario per il suo primo bar, con la collaborazione degli chef Carey Hynes e Justin Flit che hanno creato piatti incentrati sulla semplicità, qualità e semplicità di esecuzione, con qualche must have italiano: pizza (in stile napoletano moderno) e gelato in primis.

Dando uno sguardo alla drink list elaborata da Longo, troviamo 14 drink suddivisi in Negroni Family, Martini Family e Signature. Il classico Dry Martini diventa Avanguardia, l’Affogato Martini è un twist sull’Espresso Martini chiuso con una pallina di gelato al pistacchio. Nella Negroni Family, oltre al classico cocktail del conte, non possono mancare il ViceVersa Mi-To (il Milano-Torino della casa), l’Americano e lo Sbagliato con Franciacorta, e ancora un Negroni Punch con frutta di stagione. Tra i signature, figurano l’Italian-Vice, un’agrumata lettera d’amore alle granite della Costiera Amalfitana; Veloce è una rivisitazione carbonata dello Spritz veneziano con orange wine, Mezcal, Aperol e olio di pompelmo; Brucio in Bocca, è un twist sullo Spicy Margarita.

 

RD/19 Dry Gin, un tributo all’eccellenza del made in Italy

RD/19 Dry Gin
Sette botaniche e un meticoloso processo di lavorazione artigianale danno vita a questo dry gin premium creato dai fratelli Raoul e Douglas Meyer per celebrare l'eccellenza della tradizione italiana della distillazione

Rispetto del tempo e della tradizione, lavorazione artigianale, grande cura nella selezione delle materie prime, tutte naturali, ricerca dell’alta qualità. È da questa formula che prende vita RD/19 Dry Gin, gin premium artigianale, made in Italy, creato dai fratelli svizzeri Raoul e Douglas Meyer.

Un progetto che ha preso il via nel 2019 quando i due fratelli, già attivi nel settore degli alcolici come distributori, hanno deciso di mettere a frutto le conoscenze acquisite per scalare un gradino della filiera e diventare produttori. A spingerli al grande passo la volontà di portare sul mercato un distillato che, insieme, celebrasse il loro legame - non a caso il nome RD/19 nasce dall’unione delle iniziali del loro nomi e dal numero che accomuna le loro date di nascita -, rendesse omaggio all’eccellenza della tradizione italiana della distillazione e permettesse di condividere con bartender e consumatori la loro passione per i grandi distillati.

La ricerca della formula ideale

L’dea dalla quale sono partiti era di creare non un classico London dry, ma un prodotto che si distinguesse grazie all’uso di botaniche più particolari e complesse. Per trasformare in progetto in realtà i Meyer hanno scelto Antica Distilleria Quaglia, storica azienda di Castelnuovo di Sotto, che ha collaborato al perfezionamento della ricetta e alla quale è stata affidata la produzione. Ricetta la cui messa a punto ha richiesto oltre un anno e mezzo di ricerche e sperimentazioni per arrivare al prodotto che riflettesse in pieno le caratteristiche aromatiche e gustative che i due fratelli desideravano.

Questa prevede l’utilizzo di sette botaniche, accuratamente selezionate, raccolte e lavorate a mano: ginepro e genziana, che forgiano il sapore delicato di RD/19 Dry Gin, pompelmo e bergamotto, che ne completano l’aroma, e tre botaniche tenute segrete, una delle quali rara, che ne perfezionano il profilo. Ogni botanica viene distillata singolarmente, dopo essere stata infusa in alcol, ognuna per il suo giusto tempo (ginepro 21 giorni in alcol 70% in vol, pompelmo 21 giorni in alcol a 80% in vol, genziana 15 giorni in alcol 50% in vol, bergamotto 21 giorni in alcol 80% in vol), per preservarne la delicatezza e l’integrità delle note aromatiche.

Un gin distintivo

Il risultato di questo processo meticoloso è un gin (alc 43% in vol) dal carattere contemporaneo e dal fresco e pulito a primo impatto, poi morbido e distintivo, dove la nota piacevolmente amara della genziana e quella resinosa e balsamica del ginepro si fondono con i toni freschi e agrumati del bergamotto e del pompelmo.

Un’armonia avvolgente di sapori apprezzata dalla giuria dell’International Wine & Spirit Competition (Iwsc), tra i più prestigiosi concorsi internazionali dedicati agli spirit e ai vini, dove RD/19 Dry Gin lo scorso anno si è aggiudicato due medaglie di bronzo, una nella categoria Contemporary Gin e l’altra nella categoria Gin & Tonic.

A tutta miscelazione

Ideale anche da servire in purezza, RD/19 Dry Gin, disponibile in bottiglia da 50 cl, è perfetto per la miscelazione. Oltre che nel noto long drink in abbinamento a una tonica neutra, per permettere di apprezzarne in pieno il complesso profilo aromatico, si può utilizzare con per originali creazioni, ma si presta a meraviglia anche per i grandi classici e loro rivisitazioni, dall’Americano al Negroni dal Martini Cocktail al Bee's Knees (dry gin, così come per cocktail contemporanei, come il Basil Smash (dry gin, succo di limone fresco, sciroppo di zucchero, figlie di basilico) creato da Jorg Meyer.

I drink firmati Sgrappa per il Flagship Store Lavazza di Milano

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Due irriverenti cocktail a base Sgrappa impreziosiscono la nuova drink list estiva del Flagship Store della torrefazione sotto la Madonnina

Lo spirito ribelle di Sgrappa protagonista della nuova drink list del Lavazza Flagship Store di Milano. La torrefazione ha infatti scelto la grappa d’autore nata dalla creatività di Maurizio Cattelan, Paolo Dalla Mora e Charley Vezza (leggi Sgrappa, la nuova grappa d’autore perfetta per la mixology), per celebrare la nuova proposta cocktail dedicata all’estate, che esalta la sinergia tra caffè e design, elemento distintivo del locale milanese che sorge in Piazza San Fedele, in pieno centro città.

L’incontro fra le due realtà è rappresentato da due nuovi drink ospitati in carta. Si tratta dell’Espresso (S)Martini, dove Sgrappa si miscela con espresso Lavazza, liquore al caffè, sciroppo di zucchero e decorato con due chicchi di caffè, e lo Sgrappa Sour, dove invece il distillato di unisce a succo di lime, sciroppo di zucchero e Angostura.

Spirito irriverente

Due classici rivisitati nel gusto e nel mood irriverente di questa grappa (alc 43% in vol), nata con l’obiettivo di rilanciare in una nuova chiave il distillato simbolo italiano. A partire dal suo pack, una bottiglia dalla forma di fiasco (da 70 cl), al cui interno è inserita una mano in vetro con il dito medio alzato, il gesto fatto diventare "artistico" da Cattelan.

Prodotta artigianalmente in Piemonte da vinacce di uve rosse, e distribuita da Velier, Sgrappa si caratterizza per il gusto pulito e leggero, morbida al palato, con sentori di frutta e fiori bianchi. Ottima da servire liscia, raggiunge la sua massima espressione miscelata, proponendosi come un prodotto che vuole superare i classici canoni di consumo del distillato.

L’esperienza dell’aperitivo

Alle due speciali ricette a base Sgrappa nella carta del Flagship Store Lavazza si aggiungono altri nuovi cocktail come il Cobbler, il Mojito, la Piña Colada l’Hugo, oltre a versioni analcoliche, pensate per soddisfare ogni gusto con eleganza. Non mancano infine i Coffeetail™ che, fin dall’apertura del locale nel 2017, segnano l’incontro tra caffè e mixology firmato Lavazza.

Gli aperitivi al Flagship Store Lavazza sono accompagnati da ricercate proposte food ideali anche per una pausa rinfrescante, frutto della collaborazione con chef Federico Zanasi, stella Michelin al ristorante Condividere di Torino.

Una doccia fredda per i piatti…un aiuto per l’ambiente e per il business

P&G Professional
Dal 2015 P&G Professional investe in innovazione sostenibile, sviluppando programmi di educazione per ridurre la parte maggiore delle emissioni di carbonio. Al suo fianco APCI che si pone l’obiettivo di accompagnare gli chef nel passaggio a comportamenti sempre più attenti all’ambiente

Comportamenti virtuosi in cucina per la difesa dell’ambiente. Un percorso che è davvero possibile, attraverso un’attenta attività di educazione e grazie agli investimenti in soluzioni innovative operate dalle imprese. È il caso di P&G Professional che dal 2015 investe in progetti sostenibili con i propri marchi, come Dash Professional, Fairy Professional e Mastro Lindo Professional, per aiutare i professionisti del settore horeca ad adottare lavaggi a basso consumo energetico.

«Stiamo investendo in innovazione – spiega Stefano Curreli- responsabile di P&G Professional Italia - sostenendo programmi di educazione per ridurre la parte più grande delle nostre emissioni di carbonio - l'energia necessaria per riscaldare l'acqua durante l'uso del prodotto. Questo approccio, virtuoso per l’ambiente, si ripercuote positivamente anche sul bilancio delle attività professionali dei ristoratori. I nostri prodotti, infatti, garantiscono una pulizia impeccabile anche a 30 gradi, permettendo di risparmiare in energia elettrica sulla bolletta».

In questo modo, oltre a poter utilizzare i soldi risparmiati per altri investimenti, sarà anche possibile alleggerire il carico di lavoro sulle pulizie per lo staff.

«Tra i punti da valutare con maggiore attenzione nella quotidianità di un locale - prosegue Curreli - sicuramente primeggia quello della pulizia, con prodotti sicuri per lo staff e conformi al protocollo Haccp, efficaci anche alle basse temperature. Oltre al risparmio energetico, avremo anche un risparmio di tempo e di personale da impiegare. E sarà possibile, di conseguenza, fornire un migliore servizio al cliente».

In P&G, la sostenibilità ambientale è un elemento fondamentale, volto a  migliorare la vita delle persone, in un progetto costantemente in evoluzione e con obiettivi ambiziosi anche a lungo termine. A questo riguardo, il programma P&G Ambition 2030 si basa sulla capacità dei brand dell’azienda di offrire prodotti di qualità superiore e sostenibili, migliorando la vita dei consumatori attuali e futuri. Il programma si concentra su quattro pilastri scientifici - Clima, Rifiuti, Acqua e Natura - che permettono di fare una grande differenza per il pianeta.

Partner di P&G in questo percorso è APCI – Associazione Professionale Cuochi Italiani, da tempo attiva in progetti di sostenibilità per il mondo della ristorazione, con percorsi volti ad aiutare gli chef a compiere nel proprio quotidiano scelte sostenibili, insieme a partner che stiano lavorando nella stessa direzione, in supporto all’attività dei cuochi e al loro business. APCI si pone dunque l'ambizioso obiettivo di educare i propri associati a piccole azioni quotidiane tramite best practise che diventano un Vademecum di sostenibilità, attraverso servizi concreti al comparto e progetti di comunicazione.

Cinque medaglie per Antica Distilleria Quaglia all’Iwsc

Due bronzi, due argenti e una medaglia d'oro vanno ad aggiungersi al palmares di Antica Distilleria Quaglia all'International Wine & Spirit Competition 2024

Pioggia di medaglie all'Iwsc - International Wine & Spirit Competition 2024 per i distillati di Antica Distilleria Quaglia. L'azienda di Castelnuovo Don Bosco si conferma ambasciatrice dell’eccellenza Made in Italy nel concorso internazionale che, dal 1969, valuta i migliori vini e spirits provenienti da tutto il mondo. Cinque le medaglie che vanno a impreziosire il già ricco palmarès di Antica Distilleria Quaglia: due bronze award, uno per il Liquore di Tamarindo e l'altro per il Papavero Servaj Gin “Tenuta Sussambrino”; i due silver award vanno al Liquore al Sambuco e al Liquore al caffè espresso “Ninebar”; e l’ambito Gold Award per Iris, Servaj Dry Gin “Tenuta Sussambrino”.

«Queste cinque nuove medaglie - commenta l’Amministratore Delegato e mastro distillatore, Carlo Quaglia -, che si uniscono ai 12 riconoscimenti conquistati negli anni passati, premiano l’essenza di Antica Distilleria Quaglia: artigianalità e innovazione, tradizione e creatività, radici nel proprio territorio e sperimentazione. Un risultato che ci onora e premia il nostro impegno e la nostra ricerca continua nel segno della qualità . I criteri di valutazione dell'Iwsc sono rigorosi e strutturati e i giudici, accuratamente selezionati, rappresentano un’autorità nel settore». Le medaglie giungono al termine di un processo di degustazione che si svolge nell'arco di sette mesi, valutando prodotti provenienti da oltre 90 Paesi del mondo.

Con l’estate entra nel vivo la ricerca dei Bar Brillanti

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Per tutta l’estate, una challenge che celebra l’ospitalità genuina dei bar entrati nel tessuto sociale e nei rituali di ogni giorno, come da tradizione tutta italiana. Il gran finale atteso a ottobre al Gino12 di Milano.

Autentici, italiani, e genuini. Sono queste le caratteristiche dei Bar Brillanti di Acqua Brillante, che con la terza edizione della sua iniziativa si fa portavoce dell’anima del bar per antonomasia: un luogo che accoglie e collega, simbolo dell’ospitalità nostrana che con i Bar Brillanti torna sotto i riflettori.

Indirizzi autentici, che esprimono la bellezza immediata del bar e celebrano le radici italiane di bar fondati entro i confini nazionali, a prescindere dalla nazionalità di chi ci lavora o li gestisce, e mantengono un intenso rapporto con il territorio. Storie di tradizione, di una storia longeva (Recoaro nasce nel 1954) o ancora da raccontare, ma già evidente nel potenziale che un bar dimostra ogni giorno, grazie alla presenza di osti genuini e all’anima "brillante", che si evince dalla presenza di Acqua Brillante in proposta. Acqua Brillante definisce così quei bar capaci di esprimere più di altri i valori cui si ispira il brand, che si rivolge al consumatore di ogni giorno, dalle grandi città ai più tradizionali bar di paese.

Partecipa alla challenge

Per partecipare e inserirsi nella challenge di Acqua Brillante, da maggio e per tutta la stagione estiva i bartender potranno postare sui propri account Instagram un carosello di quattro foto di lavoro quotidiano al bar (qui le direttive), che trasmetta la connessione con i capisaldi dell’azienda e della propria dedizione per l’ospitalità, usando i tag #sonounbarbrillante e @acquabrillante. Questo permetterà alle foto di essere raccolte in una bacheca digitale, accessibile dal nuovo sito internet di Acqua Brillante, e nutrire una vera e propria community.

La top ten del Bar Brillanti

Da questa verrà selezionata una top 10 di Bar Brillanti, e in seguito decretato il Bar più Brillante tramite una media tra il voto dei consumatori (espresso attraverso i «mi piace» al post del barista) e il voto di una gran giura, composta da esponenti del Gruppo Sanpellegrino, Bargiornale e altri esperti del settore, insieme alla valutazione del legame del post con i valori del brand. Oltre alla possibilità di venire annoverati nella comunicazione di Acqua Brillante, ai top 10 verrà consegnato un kit di visibilità composto da una targa “Bar Brillante”, dei bicchieri e sottobicchieri brandizzati e dei biglietti d’ingresso per il Roma Bar Show 2025.

Gran finale a Milano

Tutto, prima del gran finale: una celebrazione dedicata ai 10 “bar più brillanti” che si terrà a Milano, in ottobre, alla presenza di stampa di settore, influencer e le realtà più rilevanti del panorama della miscelazione. La location? Il brillantissimo Gino12 di Milano, tempio del gin sul Naviglio Grande, che ha recentemente aperto anche una propria micro-distilleria.

Chi ha paura dei camerieri robot?

L'editoriale di Bargiornale di giugno 2024 di Bargiornale a firma dei vicedirettori Andrea Mongilardi e Stefano Nincevich. Dedicato ai veri camerieri e ai loro nuovi colleghi robot

Era la primavera del 2013 quando Bargiornale fu testimone di uno scontro epico tra uomo e macchina. Nella cornice di Galleria del Corso a Milano, il maestro dei cocktail e della creatività Dario Comini sfidava Makr Shakr, un bar robotico progettato dal Senseable City Lab del Mit di Boston.

Questo robot, capace di preparare un “googol” (100 volte la potenza di 10) di combinazioni di drink, permetteva ai consumatori di creare le proprie bevande tramite uno smartphone o un tablet. Quello che poteva sembrare un gioco da geek, si è rivelato un prototipo destinato a diventare solida realtà. Oggi, Makr Shakr si trova su navi da crociera, a Las Vegas, in vari high-volume bar asiatici e, dallo scorso aprile, anche a Torino, in una versione più compatta ma altrettanto funzionale.

Non c’è bisogno di preoccuparsi, però: i barman in carne e ossa non saranno sostituiti. L’ospitalità resterà una prerogativa dei bravi professionisti, mentre le macchine possono aiutarci a eliminare i compiti più meccanici, permettendoci di concentrarci su quelli più appaganti. Un episodio simile si verificò quando i primi robot da cucina, come il Bimby, fecero il loro ingresso nei ristoranti. Ci fu una levata di scudi da parte dei tradizionalisti, ma col tempo questi robot si sono guadagnati il loro spazio e oggi sono considerati compagni di lavoro insostituibili. Robot e umani: amici o nemici? Su Bargiornale di giugno abbiamo esplorato il tema con un viaggio da Trieste a Todi, visitando locali che hanno adottato runner su ruote e camerieri di circuiti e mille valvole. Questi robot, capaci di trasportare vassoi con carichi importanti, migliorano la velocità del servizio, riducono i tempi di attesa e rappresentano una scelta pubblicitaria che aumenta la notorietà del locale. In copertina, realizzata al Velluto di Bologna, vi presentiamo Marco Natali, fondatore di Occca (Ordine dei Camerieri e Cuochi alla Carta), una pagina con oltre 200.000 seguaci, nata come satirica e divenuta una piattaforma per affrontare i problemi del settore dell’ospitalità.

Natali è anche l'ispiratore del decalogo del cameriere, uno degli articoli più letti del nostro sito bargiornale.it. La sua prima regola? Mai camminare per la sala a mani vuote. Un principio che vale anche per Bob Pro, il robot cameriere creato dalla Bobrobotics nel trevigiano. L’intelligenza artificiale di Bob non sostituisce i camerieri in carne e ossa, ma li aiuta nei lavori ripetitivi e noiosi, permettendo loro di concentrarsi sugli aspetti più importanti del servizio in sala, ovvero sulla cura dell’ospite. Vediamo quindi i robot non come nemici, ma come alleati che ci liberano dai compiti più dozzinali, permettendoci di esprimere al meglio la nostra creatività e professionalità. Sempre che non si vorrà dar loro più spazio, affidandogli compiti promozionali o di marketing. Chef Massimo Bottura dice che il 50% del successo di un locale è determinato dalla cucina, l’altro 50% dal servizio. Ed è su quello che i team (umani) potranno sempre fare la differenza.

Quattro gusti per le nuove coppe gelato Leone 1857

L'amministratore Massimo Pozzetti e il direttore mkt Mario De Luca presentano la gamma di gelati Leone 1857
Nota per le scatoline da 27 g, Pastiglie Leone 1857 ha lanciato una gamma di tre Gelati e un Sorbetto ispirata ai suoi gusti più iconici come Violetta, Cioccolato Grezzo e Spritz.

Storica azienda dolciaria di Collegno (Torino), Pastiglie Leone 1857 ha presentato una gamma di tre gelati e un sorbetto ispirata a quattro iconici gusti della marca: ViolettaCioccolato Grezzo Leone, Stracciatella con Cioccolato Grezzo Leone e Spritz. Gluten free e vegan, sono realizzati dalla storica Cascina Biraga del Basso Lodigiano.

Ispirato al gusto più iconico di Pastiglie Leone 1857, Gelato Violetta fonde il suo originale aroma con la delicatezza del fiordilatte, offrendo un'esperienza sensoriale unica.
Gelato Cioccolato Grezzo Leone unisce il sapore intenso del cacao alla croccantezza delle scaglie di Cioccolato Grezzo macinato a pietra come da tradizione.
Gelato Stracciatella con Cioccolato Grezzo Leone nasce dall'incontro tra la cremosità del fiordilatte e le scaglie di Cioccolato Grezzo Leone, prodotto con soli tre ingredienti: cacao 70% (Venezuela, Ecuador, Sierra Leone), vaniglia e zucchero di canna.
Sorbetto Spritz trasforma la celebre ricetta dello storico drink aperitivo italiano in un fresco dessert da gustare al cucchiaio; la sua base acquosa, naturalmente priva di lattosio, esalta in maniera unica il sapore dell’iconico cocktail, unitamente al 36% di succo di arance rosse e all'1% di vino bianco frizzante.

«Con la nostra nuova linea di gelati, miriamo a declinare il gusto autentico di Leone in una diversa forma deliziosa, per offrire ai nostri clienti un’esperienza unica e indimenticabile - afferma Massimo Pozzetti, amministratore di Leone 1857 - e siamo entusiasti della collaborazione con Cascina Biraga e New Food per introdurre queste prelibatezze sul mercato e soddisfare i desideri di tutti gli amanti del gelato e dai gusti originali».

La linea gelato di Leone 1857 è disponibile in tre formati, tutti in confezione in carta 100% riciclabile: monoporzione da 90 g, completa di palettina in legno sotto il tappo, bi-pack con due confezioni da 90 g, pinta da 320 g per consumi più abbondanti. I cartoni sono composti da 20 monoporzione, 10 bi-pack e 6 pinte.

Per il canale Horeca è consigliato arricchire la presentazione dei gelati aggiungendo a guarnizione le relative pastiglie (per Violetta e Spritz) o quadretti di Cioccolato Grezzo.
Sorbetto Spritz inoltre può essere utilizzato la base per originali coppe di gelato affogato al Prosecco, aggiungendo una scorza di arancia.

I gelati Leone 1857 sono acquistabili in anteprima presso tutti i Gelmarket Supermercato, nei principali Eataly d’Italia, ed in altri punti vendita qualificati della Distribuzione Organizzata e del canale Horeca, oltre che nello shop di Leone presso la sede di Collegno (Torino). Dal mese di luglio sarà possibile assaggiare i nuovi gusti nell’iconico Café di 10 Corso Como (Milano), un'oasi di tranquillità nascosta nel cuore del cortile del rinomato concept store milanese dove è avveuta di recente la presentazione con l'ammistratore Massimo Pozzetti e il direttore marketing Mario De Luca.

Per la distribuzione nel mercato italiano, il brand torinese si affida esclusivamente a New Food, azienda leader nel settore con oltre vent'anni di esperienza nel commercio di prodotti surgelati, che opera sia nella grande distribuzione organizzata che nel canale fuori casa.

Breve storia di Pastiglie Leone 1857

Leone è un’azienda dolciaria innovativa dal 1857, che racchiude nel proprio Dna le caratteristiche di gusto, bellezza e italianità, per offrire momenti di piacere sofisticato e spensierato allo stesso tempo. Tutto ha inizio più di 166 anni fa quando Luigi Leone aprì una confetteria ad Alba e cominciò a produrre piccole pastiglie di zucchero aromatizzato (scatoline 27 g), diventando in pochi anni Fornitore Ufficiale della Real Casa Savoia.
Oggi, Leone 1857 è il brand di pastiglie più vendute in Italia (Copyright Nielsen IQ 2023). Completano la gamma golose gelatine, caramelle, gommose, praline e raffinato cioccolato, prodotte con materie prime eccellenti e ricette tradizionali dell’antica confetteria italiana, della quale è ambasciatrice nel mondo.

A settembre a Milano torna l’appuntamento con theGINday

theGINday 2024
L'8 e il 9 settembre al SuperStudio Più va in scena la dodicesima edizione dell'evento dedicato al mondo gin. Creare nuovi contatti, espandere il business e la visibilità del brand: ci sono diversi buoni motivi per non mancare all'appuntamento

Fervono i preparativi per theGINday, il primo e più importante evento italiano dedicato al mondo del gin. Quella che andrà in scena l’8 e il 9 settembre al Superstudio Più di Milano a Milano è la dodicesima edizione della manifestazione che con il suo format innovativo ha rivoluzionato gli eventi trade nella Penisola, imponendosi da subito come riferimento per la bar industry e per gli appassionati del distillato di ginepro.

theGINday si caratterizza infatti per essere un appuntamento che focalizza il rapporto tra prodotto e utente attraverso un contatto diretto tra i visitatori e i marchi delle grandi aziende, dei produttori artigianali e dei piccoli distillatori.

Perché non puoi mancare

Business, dialogo, confronto e condivisione è quanto la manifestazione, organizzata dal team di Bartender.it, un punto di riferimento per tutto il mercato beverage italiano dal 2006, offre ai visitatori e agli espositori.

Questi ultimi hanno la possibilità di presentare e proporre in degustazione i loro prodotti, raccontarne botaniche e caratteristiche, a un pubblico di esperti, composto da professionisti del mondo bar e da gin lovers, e di entrare in contatto e instaurare nuove relazioni commerciali con distributori, grossisti e importatori.

Inoltre, altro pezzo forte dell’evento è il GinShop, l’angolo commerciale dove gli espositori possono vendere i propri prodotti durante la due giorni: un’importante occasione di visibilità per tutte le nuove etichette e, soprattutto, per i piccoli e medi produttori in cerca di distribuzione.

A dare ulteriore visibilità all’uso dei prodotti in miscelazione, poi, i tre bar tematici, Gin Tonic Bar, Martini Bar e Negroni Bar, dove vengono realizzati gli iconici cocktail con i prodotti dei brand, con ricette e tecniche svelate dai bartender che li presidiano.

Un format di successo

Ma non solo i produttori di gin sono i protagonisti della kermesse che coinvolge tutto ciò che gira intorno al mondo cocktail, quindi anche i marchi di toniche e di soft drink, i produttori di ghiaccio, chi propone fiori e frutta essiccati, importatori e distributori.

Proprio questa capacità di parlare e mettere in relazione tutto ciò che gira intorno all’universo gin e della miscelazione ha fatto di theGINday un appuntamento da non perdere per gli operatori della bar industry, come mostrano i numeri della sua storia che nelle passate edizioni hanno visto oltre 35.000 ingressi con più di 500 aziende presenti e oltre 1500 etichette in degustazione.

Spazio alla formazione

Fedele al suo format, anche l’edizione 2024 si preannuncia ricca di appuntamenti, a partire dai momenti dedicati alla formazione, con seminari e masterclass curate da esperti italiani e internazionali del mondo dell’ospitalità che offrono agli operatori la possibilità di arricchire le proprie competenze, restare al passo con le ultime tendenze della mixology ed esplorare nuovi possibili scenari dell’industria del bar.

I premi all’eccellenza gin

Spazio poi alla seconda edizione dei Gin Awards, il concorso che premia le migliori espressioni di gin (clicca qui per candidare il tuo gin). Quattro le categorie di gara: Best Italian Gin, Best International Gin, Best Idea/Concept, che premia la creatività del servizio del gin, e Best Packaging. A decretare i vincitori una giuria di esperti, composta da professionisti del beverage come bartender, sommelier, produttori, degustatori e giornalisti qualificati, ognuno dei quali darà il suo voto dopo un assaggio alla cieca.

A questi si aggiungono i due Premi speciali assegnati attraverso sondaggi che coinvolgeranno il pubblico presente. Nel primo, Bartenders Choice, i bartender saranno chiamati a votare i cinque gin che non possono mancare nella bottiglieria. Nel secondo, Exit Poll, sarà un sondaggio live dei brand presenti a decretare il miglior prodotto esposto in fiera.

A tutto gin anche in città

Così come non mancherà theGINweek, il “fuori salone” dedicato al gin alla sua quinta edizione che anticipa e accompagna l’evento. Dal 7 al 14 settembre coinvolgerà alcuni dei locali migliori di Milano che, insieme alle aziende organizzeranno attività ad hoc: assaggi, degustazioni, special drink, seminari, special guest, serate a tema.

Infine, novità di quest’anno GinLovers is a way of life, un progetto dedicato agli appassionati del distillato, che domenica 8 settembre, proporrà una serie di appuntamenti e attività tutte al sapore di gin, come brunch&merenda, sezioni di live jazz, aperitivo con dj set, shopping tour, momenti di intrattenimento e party.

Come partecipare a theGINday

theGINday si tiene SuperStudio Più di Milano, in via Tortona 27, domenica 8 settembre (ore 12 – 20) e lunedì 9 (ore 11-19). Il costo del biglietto è di 30 euro per una giornata (25 euro acquistato online sul sito dell’evento) e di 40 euro per entrambe (35 euro sul sito).

I produttori, distributori e importatori che vogliono esporre le loro etichette possono richiedere informazioni scrivendo a info@theginday.it

 

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