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Chef Express apre un concept store Lavazza Coffee Design in aeroporto a Napoli

La società di ristorazione del Gruppo Cremonini punta tutto sull'aeroporto di Capodichino, con una caffetteria aperta sia a passeggeri che accompagnatori

Taglio del nastro per il Gruppo Cremonini e la sua controllata Chef Express, che danno vita a un concept store Lavazza Coffee Design all'interno dell'aeroporto internazionale di Napoli Capodichino. Con questa nuova apertura, la società di ristorazione del Gruppo Cremonini rafforza la sua presenza nel sud Italia e apre il suo primo store in uno dei principali scali aeroportuali italiani per volumi di traffico. «Arriviamo per la prima volta all’aeroporto di Napoli - ha commentato Cristian Biasoni, CEO di Chef Express - per portare, nella patria del caffè, un format internazionale, il Lavazza Coffee Design, che ha già riscontrato grande successo in altri paesi, e per proporre uno stile ricercato e attento fatto di eccellenza che siamo certi incontrerà i gusti di una clientela sempre più internazionale. In una città dove il caffè incarna perfettamente lo spirito della pausa, abbiamo sviluppato una partnership in grado di elevare ulteriormente questa percezione per fare della sosta un momento imprescindibile del viaggio».

Il nuovo store è situato al primo piano dell’area partenze, prima dei controlli di sicurezza ed è accessibile a tutti, sia passeggeri che accompagnatori. Lo store occupa oltre 25 risorse e abbina all'offerta di caffè Lavazza premium, una selezione di ricette di gastronomia sia dolce, attraverso i sapori della pasticceria napoletana di alta qualità, che salata, con proposte che esaltano i prodotti tipici della tradizione locale.

Sale così a 15 il numero di aeroporti presidiati da Chef Express in Italia, a conferma della strategia aziendale che mira a consolidare la propria presenza nel canale aeroportuale, in cui si registrano importanti volumi di traffico grazie anche ai flussi turistici che hanno ripreso vigore superando i livelli pre-pandemia. In particolare, l’aeroporto partenopeo ha registrato negli ultimi anni uno sviluppo importante, confermandosi motore strategico per la crescita del sistema economico territoriale e quarto aeroporto italiano per traffico passeggeri, superando i 12 milioni di viaggiatori nel 2023, con una crescita del 13,5% sul 2022 e del 14% rispetto al 2019.

Miscelazione senza fronzoli e divertimento allo Spam di Genova

Spam
Miscelazione di facile comprensione, ma mai banale, con una carta che cambia ogni mese, musica dal vivo e dj set è la formula dello street pop bar, dissacrante e in continua evoluzione, del bartender Ilya Gorshkov

Ha meno di un anno di vita (ha aperto lo scorso 15 settembre), si chiama Spam come la casella email in cui finisce di tutto ed è una delle aperture recenti più interessanti sotto la Lanterna, a due passi da piazza delle Erbe.

Un mixology pub (aperto tutti i giorni dalle ore 18 a tarda notte), come lo definisce Ilya Gorshkov, bartender e titolare, eclettico e colorato, dissacrante e in continua evoluzione. Proprio come Ilya, russo di Mosca, in Italia da oltre 25 anni (suo padre Dimitri, grande pallanuotista trimedagliato alle Olimpiadi, ha giocato per anni alla Rari Nantes Florentia), con un passato al Mad di Firenze, come bar manager in Cina e approdato a Genova da un paio d'anni (il primo, passato dietro il bancone del Gradisca).

Uno mixology pub fresco e vivace

A riprova della vivacità del posto, la drink list che cambia ogni mese, curata anche nella grafica da Ilya. Quella attuale è dedicata alle frasi epiche, da un È uno sballo mi piace (pisco, melone marinato con basilico e pepe rosa, lime, marmellata di arance, triple sec), a Ti spiezzo in due (Jack Daniel's, cordiale al mango, limonata) fino a tormentoni social come Maria, io esco (gin, shrub allo yuzu, rosa, soda, crema di vaniglia).

Miscelazione senza fronzoli

Otto i drink signature. «Principalmente sodati serviti in highball, con sode, cordiali e shrub preparati da noi. Se la rosa e il mango sono i due ingredienti focus della drink list, sui distillati non abbiamo una base preferita» racconta Ilya. La miscelazione di Spam è senza fronzoli ma non banale, giocata tutta su drink dalla facile beva e comprensione. «La nostra clientela va dai 20 ai 40 anni, è formata perlopiù da consumatori abituali di cui conosciamo nome e abitudini, che cerca in Spam un luogo dove bere bene e divertirsi, in un ambiente che cambia ogni settimana, dai quadri, alle frasi appese alle pareti».

Al divertimento concorrono serate di musica dal vivo, dj set, ma anche lo spazio dato al flair (Matteo Lena – che con Davide Vermiglio e Stefano Bonardi completano lo staff – è molto bravo). Il risultato è uno street bar fresco, iconoclasta nella proposta e nella comunicazione. Perché la qualità non richiede necessariamente di prendersi troppo sul serio.

Sostituire il registratore telematico con un software? Si può, ma c’è ancora da aspettare

registratore telematico
Foto di Photo Mix da Pixabay
Il dlgs 1/2024 ha introdotto una semplificazione per l'invio dei corrispettivi telematici, che si potranno trasmettere anche tramite software, senza uso di registratori telematici. Occorre però attendere che l'Agenzia delle entrate definisca le specifiche tecniche dei software

Gli esercenti per far fronte ai propri oneri fiscali, amministrativi e organizzativi devono, ora, munirsi di diversi strumenti, particolari e specifici, per registrare le operazioni effettuate, i relativi pagamenti con moneta elettronica o il recepimento e trattamento di dati relativi alle vendite e agli acquisti, quali, per esempio, la movimentazione di magazzino e la gestione degli acquisti. Questi strumenti sono diversi e si sovrappongono creando duplicazioni in ognuno di questi settori e, spesso, perdite di tempo alla cassa.

Una svolta semplificativa

Il Decreto legislativo 1/2024 (articolo 24), sulla razionalizzazione e semplificazione delle norme in materia di adempimenti tributari, liberalizza la memorizzazione elettronica e la trasmissione telematica dei corrispettivi, rendendo possibile, mediante apposite procedure software che garantiscano la sicurezza e l'inalterabilità dei dati, di non avere più la necessità degli specifici strumenti hardware oggi richiesti (come il registratore telematico), ma la possibilità di adottare anche soluzioni completamente in service, con l’utilizzo del cloud, salva sempre la necessità di stampare lo scontrino telematico.

Nel caso in cui l'operazione commerciale sia regolata mediante modalità di pagamento elettronico, i software devono consentire l’integrazione dei processi di pagamento con i corrispettivi, unificando gli strumenti con i quali l’esercente effettua operazioni commerciali, amministrative, fiscali e di pagamento, semplificando la gestione dell’amministrazione e rendendo meno onerosi gli adempimenti, pur garantendo la sicurezza e inalterabilità dei dati.

In attesa dei provvedimenti dell’Agenzia delle entrate

Queste soluzioni porteranno a una riduzione dei costi perché non sarà più necessaria la manutenzione periodica obbligatoria di specifici dispositivi hardware.

Tali possibilità potranno essere utilizzate dopo l’emanazione di uno o più provvedimenti del direttore dell'Agenzia delle entrate che definiranno le modalità e le specifiche tecniche per la realizzazione, omologazione e rilascio dei software.

I talenti di Ditta Artigianale in gara per la Barista Competition

Barista Competition giudicipartecipantisponsor
Ditta Artigianale ha organizzato una competition interna per selezionare i migliori baristi e bariste dei suoi punti vendita che prenderanno parte ai Campionati Italiani. Ad aggiudicarsi il pass sono stati Cesare Spinella e Yana Zhyryada

Il titolo di Campione Italiano Barista è certamente una grande onorificenza e da anni assistiamo a team e coach che investono tempo e soldi per formare i giovani campioni del futuro. Ditta Artigianale, da sempre tra i team più competitivi d'Italia, ha fatto un passo avanti creando una competizione interna per selezionare i migliori baristi e bariste dei suoi punti vendita. Nasce così la Barista Competition, una preselezione organizzata dalla Scuola del Caffè, per individuare chi merita di rappresentare l’azienda ai Campionati Italiani. «Supportare dieci baristi in gara è dispendioso ed è difficile raggiungere l’obiettivo così; abbiamo quindi deciso di organizzare una competizione interna, per poi sostenere tutti insieme il campione che vincerà», commenta Francesco Sanapo, anima di Ditta Artigianale.

La competizione

La gara, che si è tenuta alla Scuola del Caffè di Ditta Artigianale, in via Carducci a Firenze, segue le regole del Campionato Nazionale Sca Italy: gli sfidanti avevano solo 10 minuti per dimostrare la loro bravura, preparando e presentando ai giudici 4 espressi e 4 bevande a base di latte nella categoria Barista, e 3 estrazioni filtro nella Brewers Cup.

Oltre a questo test, i ragazzi di entrambe le discipline avevano 30 minuti per la prova compulsory, durante la quale dovevano servire la migliore tazza possibile usando un caffè a loro sconosciuto. Questa preselezione è il primo step di un lungo percorso: i due vincitori poi dovranno iscriversi alle selezioni ufficiali del Campionato, e potranno confrontarsi con sfidanti da tutta Italia. Se supereranno anche questa prova, parteciperanno alla finale organizzata a gennaio al Sigep di Rimini per ottenere il titolo di Campione Italiano.

I vincitori della Barista Competition

Cesare Spinella, con la sua maestria nell’espresso, e Yana Zhyryada, con il suo raffinato senso del brewing, sono risultati vincitori della sfida. Se riusciranno a completare l’iscrizione alle selezioni ufficiali di Sca Italy, i cui posti limitati di solito vanno esauriti nel giro di poche ore, il loro viaggio verso il Sigep sarà ufficialmente iniziato.

Chi sono i nuovi talenti di Ditta Artigianale

Categoria Barista

Salvatore Sanapo
«Sicuramente competere mi ha insegnato a gestire lo stress e a gestire l’ansia, qualità molto importanti per chi come noi lavora con il pubblico. Ovviamente, quando si compete si ambisce sempre al primo posto, ed è raro che una competizione unisca, ma è proprio quello che ci è successo».

Pasquale Scala
«Dal punto di vista professionale si impara l’ordine schematico della postazione di lavoro e la precisione nei movimenti. La presenza dei giudici mi ha permesso di abbattere la barriera della timidezza. Al termine della competizione, il rapporto con i miei colleghi si è rafforzato».

Gianmarco Mariani
«La gara ti dà tanto perché richiede molto tempo e sacrificio, ma soprattutto comporta moltissimo studio della materia prima. È stata una competizione sana e stimolante che ci ha portato a dare il meglio».

Cesare Spinella
«Ho fatto un salto di qualità. Studiare attentamente le estrazioni dell’espresso e abbinarlo al gusto del latte mi ha fatto capire che il caffè cambia giorno dopo giorno. La competizione ci ha unito come team, che è la cosa più importante».

Serena Falcitano
«Mi ha dato l'opportunità di mettermi in gioco e di ragionare fuori dagli schemi. Ho ripreso a studiare e sperimentare per ottenere qualcosa di particolare e speciale. Ho avuto pochissimo rapporto con i colleghi durante la preparazione, ma per una selezione nazionale, chiederei più confronti».

Categoria Brewers Cup

Claudio Guri
«Ho imparato a studiare e sperimentare ogni singola estrazione del caffè, comprendendone le ragioni di ogni cambiamento. La competizione ci ha unito come squadra, motivandoci a studiare insieme per le prossime competizioni».

Yana Zhyryada
«La gara mi è stata utile per comprendere come ogni variabile influenzi l'estrazione del caffè e per sviluppare meglio le mie capacità sensoriali. I colleghi mi hanno incoraggiata a partecipare e mi hanno supportata attivamente fino al giorno della gara».

Giuria e ospiti speciali

La giuria, composta da Luca Ventriglia, Federica Parisi, Marco Pizzinato e Nicole Lyn, ha valutato ogni competizione. Tra gli ospiti, la famiglia Hartmann di Finca Hartmann, nota per il caffè coltivato con rispetto per l'ambiente e i lavoratori, ha portato una testimonianza del lavoro fondamentale svolto in piantagione.

Underberg Espresso Herbtini: l’amaro tascabile sposa il caffè

Underberg Espresso Herbtini 3
Il secondo nato di casa Underberg fonde le note erbacee dello storico amaro tedesco con quelle di un'espresso Arabica bio. Sarà disponibile da inizio settembre, distribuito da Onestigroup, solo nell'iconica bottiglietta monoporzione da 2 cl

Arriverà a inizio settembre, distribuito in esclusiva per l’Italia da OnestiGroup, il secondo nato a marchio Underberg. E sì, lo storico amaro tedesco alle erbe, creato nel 1946 da Hubert Underberg, fondatore di Semper Idem, l’azienda che lo produce e capostipite dell’omonima famiglia che ancora oggi ne detiene la proprietà (leggi Underberg, l’amaro tascabile, compie 175 anni), ha deciso di concedere il bis, proponendosi in una versione all'espresso: Underberg Espresso Herbtini.

Il nuovo nato è un amaro che strizza l’occhio al mondo della miscelazione, dove Underberg per le sue caratteristiche aromatiche e il gusto deciso si è ritagliato un suo spazio importante come ingrediente per impreziosire i cocktail, guardando in particolare al nuovo trend dei ready to drink. È infatti ispirato all’Espresso Martini, cocktail creato a fine anni Ottanta da Dick Bradsell, barteder scomparso nel 2016 e che ha capitanato la cocktail renaissance londinese, e che ora sta vivendo un importante revival.

Un matrimonio perfetto

A questo mondo si ricollega Underberg Espresso Herbtini, la cui formula nasce dall’unione dell’originale Underberg, realizzato con la ricetta segreta a base di erbe aromatiche selezionate provenienti da 43 Paesi del mondo, alcol, acqua e nient’altro, con un 8% di espresso, l'ingrediente distintivo del nuovo prodotto, preparato con una miscela 100% Arabica bio.

Un matrimonio di gusto dove le note amare, erbacee, accompagnate da note balsamiche dell’amaro tascabile si completano e fondono alla perfezione con quelle dell'espresso che porta con sé delicati sentori di vaniglia.

Un’accoppiata forte e armoniosa che rende il nuovo amaro perfetto per chiudere un pasto o una cena, sia per i clienti che cercano il potere digestivo delle erbe sia quello rivitalizzante del caffè espresso. Caratteristiche che, unite alla gradazione alcolica (alc 27% in vol) più contenuta rispetto all’originale Underberg, rendono Underberg Espresso Herbtini ideale anche da proporre come cocktail after dinner ready to drink da servire fresco in coppa.

Tutto naturale, come il fratello maggiore, e come questo senza zuccheri, senza glutine, e koscher, anche il nuovo prodotto sarà disponibile solo nell'iconica bottiglia monoporzione da 2 cl (confezione da 12 pezzi), ognuna sormontata dall'originale capsula verde. Capsule che possono essere raccolte per ottenere i premi esclusivi nel programma fedeltà Tops & More.

Rum Pampero passa a Gruppo Montenegro

gamma Pampero Ron de Venezuela Doc
Creato a Caracas (Venezuela) nel 1938, Rum Pampero vanta fin dalla nascita un invecchiamento in botti di rovere di almeno 24 mesi, un criterio condiviso in seguito dalla legge dello stato sudamericano per poterlo definire "Ron de Venezuela Doc".

Azienda italiana leader nel settore delle bevande alcoliche e dei prodotti alimentari premium, Gruppo Montenegro ha acquisito lo storico marchio di rum venezuelano Pampero da Diageo (leader globale nel settore delle bevande di alta gamma), rafforzando così il proprio portafogli di marchi iconici, come Amaro Montenegro, Select Aperitivo, Vecchia Romagna e Rosso Antico.

Pampero è un marchio tradizionale e storico ed è il primo rum venezuelano invecchiato oltre due anni con una straordinaria storia di 85 anni. Rappresenta il primo rum in Italia per volume, con una forte presenza in tutta Europa.

«Siamo lieti di annunciare l'acquisizione di Pampero - dichiara Paul Douek, Executive Board Member di Gruppo Montenegro - un rum che rafforzerà in modo significativo la nostra strategia di crescita sia in Italia sia all’estero. L'eccezionale patrimonio e le qualità uniche di Pampero arricchiranno notevolmente il nostro portafoglio Spirits. Siamo particolarmente soddisfatti che questo traguardo sia stato raggiunto dopo la nomina del nuovo amministratore delegato di Gruppo Montenegro, Sergio Fava. Questa acquisizione apre una nuova fase cruciale per l’azienda, impegnata a rafforzare la propria espansione globale con il nostro nuovo leadership team».

«La vendita di Pampero - afferma John Kennedy, Europe President di Diageo - dimostra il nostro approccio oculato e strategico nell’allocazione del capitale. Ci permetterà di concentrarci sulle aree di forza del nostro business e di accelerare sul nostro obiettivo: essere una delle aziende di prodotti di consumo più performanti, affidabili e rispettate al mondo. Pensando al futuro Pampero è ben posizionata per fare un passo in avanti verso l’ulteriore crescita del brand. Siamo certi che Gruppo Montenegro saprà mantenere e sviluppare l'autenticità di Pampero e la sua posizione di leadership in Italia e in Europa».
È stato definito un accordo sui servizi di transizione ("TSA") a tempo determinato, dopo il completamento, per garantire un’agevole transizione e la continuità dell'attività locale.

Dove nasce rum Pampero

Pampero, autentico e pluripremiato rum venezuelano, vanta una lunga tradizione di standard qualitativi e di gusto eccezionali, sin dal 1938. Da umili origini, i fondatori di Pampero hanno sfruttato il caldo clima venezuelano, le materie prime naturali locali e un processo di invecchiamento più lungo, e hanno adottato un nuovo approccio alla produzione del rum, ridefinendo gli standard qualitativi e diventando il primo rum venezuelano a essere denominato Añejo o invecchiato. Da Blanco ad Añejo ad Aniversario, la gamma Pampero™, amorevolmente curata dal nostro Maestro Ronero Luis Figueroa, offre un mondo di sapori straordinariamente ricchi, profondi e complessi, ma morbidi, accessibili e incredibilmente versatili.
Il Venezuela si trova alla confluenza di tre ambienti contrastanti: i Caraibi, le Ande e l'Amazzonia. Qui, il calore, l'umidità e l'acqua pura di montagna si combinano per far crescere una canna da zucchero eccezionalmente dolce. Ciò produce la melassa più ricca che a sua volta produce alcuni dei migliori rum del mondo.
Insolitamente per un distillatore di rum, Pampero utilizza tre tipi di alambicchi - a colonna, a bollitore e in rame - per produrre i suoi liquidi, ciascuno distillato tre volte per ottenere la purezza. Ciò crea molto lavoro extra, ma produce sottili differenze, dando a Pampero una delle più ampie tavolozze di sapori con cui costruire e miscelare i suoi rum.
I rum Pampero vengono invecchiati utilizzando una gamma di botti di rovere ex Bourbon, Scotch o Sherry per sviluppare le caratteristiche liquide e ampliare la gamma di sapori e colori tra cui scegliere. Il rum in queste botti matura rapidamente, poiché il calore del microclima venezuelano infonde sapori nei liquidi a una velocità maggiore rispetto a qualsiasi altro posto al mondo.

Gruppo Montenegro in breve

Fondato nel 1885, Gruppo Montenegro è una realtà imprenditoriale italiana, leader di mercato nei settori alimentare e delle bevande alcoliche. Vanta in portafoglio marchi iconici del Made in Italy, dalla forte brand equity come Amaro Montenegro, Select Aperitivo, Vecchia Romagna e Rosso Antico. Il successo di Gruppo Montenegro è frutto di una costante ricerca dell'eccellenza, del rispetto della tradizione e dell'attenzione alla qualità e alla sostenibilità. Valori che hanno contraddistinto Gruppo Montenegro fin dalla sua fondazione. Grazie ad una solida rete distributiva nazionale e internazionale, i brand dell’azienda si confermano ancora oggi dei veri e propri ambasciatori della cultura e della tradizione italiana in oltre 70 Paesi del mondo.

Diageo in breve

Diageo è leader mondiale nel settore delle bevande alcoliche con una straordinaria collezione di marchi, tra cui i whisky Johnnie Walker, Crown Royal, JεB e Buchanan's, le vodka Smirnoff, Cîroc e Ketel One, Captain Morgan Rum, Baileys Cream,, Don Julio Tequila, Tanqueray Gin e Guinness Beer.
Diageo è un'azienda globale e i suoi prodotti sono venduti in quasi 180 Paesi del mondo. L'azienda è quotata alla Borsa di Londra (DGE) e alla Borsa di New York (DEO).

Un Italiano vince gli Asia’s 50 Best Bars

Bar Leone Lorenzo Antinori
Il Bar Leone, creatura di Lorenzo Antinori, trionfa agli Asia’s 50 Best Bars. Mai prima d’ora una new entry si era classificata al primo posto

“Lorenzo! Lorenzo!” è il coro che invade la Grand Ballroom del Rosewood Hotel di Hong Kong. È il nome di Lorenzo Antinori, che con i cocktail popolari del suo Bar Leone ha appena conquistato un immaginifico tridente di titoli: miglior bar di Hong Kong, miglior new entry nella Asia’s 50 Best Bars e soprattutto miglior bar in assoluto del continente. Mai prima d’ora, in nessuna delle manifestazioni 50 Best (che, oltre a quella globale e a quella asiatica, conta anche quella relativa al Nord America) era successo che al primo posto si classificasse un bar entrato in lista per la prima volta.

Bar Leone si classifica quindi al primo posto della nona edizione degli Asia’s 50 Best Bars, la cui cerimonia di premiazione si è tenuta per il secondo anno consecutivo presso il Rosewood Hotel di Hong Kong (il cui lobby bar, Darkside, si è piazzatodiciassettesimo). Bangkok e Singapore avevano ospitato le edizioni precedenti, inframmezzate da annate trasmesse in diretta da remoto, a causa della pandemia.

Il podio asiatico

Ai piedi del podio il mitico Jigger&Pony di Singapore, seconda piazza per l’interessantissimo Zest di Seoul, capeggiato da Demie Kim (premiato con l’Altos Bartenders’ Bartender Award). Un trionfo tutt’altro che scontato per Antinori e il suo team (che Lorenzo ringrazia sul palco), vista anche la concorrenza di una scena in impressionante crescita come quella asiatica.

Bar Leone: un contenitore d'italianità

Nato a Roma, Antinori, premiato come miglior bartender italiano all'estero ai Barawards 2021 di Bargiornale, si era spostato in Corea del Sud ormai sette anni fa, come membro del gruppo Four Seasons, per il quale a Hong Kong ha poi diretto il lobby bar Argo (posizionatosi nono quest’anno), prima di imbarcarsi in proprio con il Bar Leone nel 2023. Nel cuore di Hong Kong Central, che raccoglie la quasi totale densità dei bar rilevanti nel Paese, Bar Leone è un piccolo ma esplosivo contenitore di italianità ragionata e vincente, che passa per i quadri iconici alle pareti, un superbo bar food che si vende da solo (focaccia perfetta e mortadella come best seller) e una proposta liquida che combina le radici di Lorenzo e l’ambiente cosmopolita di Hong Kong.

Un “progetto d’amore”, come lo definisce Antinori in conferenza stampa, «che noi descriviamo come luogo di semplicità. La scena di Hong Kong è variegata, si evolve in continuazione, è competitiva ma ti dà molto. La mia più grande fortuna è stata trovare il mio socio e il mio team; è un successo che devo a loro, esarà motivazione per lavorare sulle nuove sfide che adesso ci aspettano». Si chiude con un messaggio semplice ma forte: «Teniamo duro, facciamo sì che la comunità di bartender locale sia unita. I risultati contano fino a un certo punto, è fondamentale mantenere la passione in questo settore di cui abbiamo la fortuna di cui fare parte».

A Honk Kong anche le prossime due edizioni

Hong Kong sarà teatro delle prossime due edizioni degli Asia’s 50 Best Bars, come annunciato dal direttore dell’ufficio del turismo locale. Il sistema di votazione per la manifestazione, lanciata nel 2016 per celebrare la scena continentale (creative, welcoming, inclusive come recita il motto di quest’anno) non è dissimile da quello relativo ai World’s 50 Best Bars, di cui la kermesse asiatica è costola: i voti sono espressi da 265 membri del settore, divisi tra bartender, giornalisti ed esperti. Sette regioni rappresentate e quattordici territori, che includono Bangladesh, Bhutan, Brunei, Cambogia, East Timor, Hong Kong, India, Indonesia, Giappone, Laos, Macau, Cina, Maledia, Maldive, Mongolia, Myanmar, Nepal, Corea del Nord, Corea del Sud, Pakistan, Filippine, Singapore, Sri Lanka, Taiwan, Thailandia e Vietnam.

I premi speciali

Assegnati anche i tradizionali premi speciali: al thailandese Dry Wave Cocktail Studio il Campari One to Watch, che premia il bar identificato con il miglior potenziale per scalare la classifica in futuro. E da segnalare il risultato di una Mecca del bere asiatico, il bar Atlas di Singapore, premiato con il Remy Martin Legend of the List e con l’inaugurale Bareksten Best Bar Design Award.

LA LISTA DEGLI ASIA’S 50 BEST BARS

1. Bar Leone, Hong Kong
2. Zest, Seoul
3. Jigger&Pony, Singapore (Best bar in Singapore)
4. Coa, Hong Kong
5. Bar Benfiddich, Tokyo (Best bar in Japan)
6. Nutmeg&Clove, Singapore
7. BKK Social Club, Bangkok (Best bar in Thailand)
8. Penrose, Malesia (Best bar in Malaysia) (Nikka HighestClimber Award)
9. Argo, Hong Kong
10. The Aubrey, Hong Kong
11. Virtú, Tokyo (Michter’s Art of Hospitality Award)
12. The Cocktail Club, Jakarta (Best bar in Indonesia)
13. Vesper, Bangkok
14. Hope&Sesame, Guangzhou (Best bar in China)
15. Sago House, Singapore
16.Night Hawk, Singapore (New entry)
17. Darkside, Hong Kong
18. Mahaniyom Cocktail Club, Bangkok
19. The Savory Project, Hong Kong (London Essence Best New Opening Award)  (New entry)
20. Bar Cham, Seoul
21. Bar US, Bangkok (New entry)
22. The St. Regis Bar, Macau (Best bar in Macau) (New entry)
23. The SG Club, Tokyo
24. Penicillin, Hong Kong
25. Offtrack, Singapore (New entry)
26. Quinary, Hong Kong
27. Pantja, Jakarta
28. Craftroom, Osaka (New entry)
29. Smoke and Bitters,  Hiriketiya (Best bar in Sri Lanka)
30. Vender, Kaichung (Best bar in Taiwan)
31. Native, Singapore
32. Origin Bar, Singapore (New entry)
33. The Curator, Manila (Best bar in the Philippines)
34. The Bellwood, Tokyo
35. Analogue Initiative, Singapore
36. Bar Trigona, Kuala Lumpur
37. Bar Mood, Taipei
38. Employees Only, Singapore
39. Barc, Katmandu (Best bar in Nepal)
40. ZLB23, Bangalore (Best bar in India) (New entry)
41. Reka, Kuala Lumpur (New entry)
42. Fura, Singapore (Ketel One Sustainable Bar Award) (New entry)
43. CMYK, Changsha (new entry)
44. The Public House, Taipei
45. Mostly Harmless, Hong Kong
46. Alice, Seoul
47. The Haflington, Hanoi (Best bar in Vietnam)
48. Le Chamber, Seoul
49. Atlas, Singapore (Remy Martin Legend of the List Award)
50. Pine&co, Seoul (New entry)

I PREMI SPECIALI

Campari One to Watch – Dry Wave Cocktail Studio, Bangkok

Remy Martin Legend of the List – Atlas, Singapore

Ketel One Sustainable Bar Award Fura, Singapore

Siete Misterios Best Cocktail Menu Award Nest by Pun, Taipei

Altos Bartender’s BartenderDoyujng “Demie” Kim, Zest, Seoul

Bareksten Best Bar Design Award Atlas, Singapore

London Essence Best New Opening Award The SavoryProject, Hong Kong

Michter’s Art of Hospitality Award Virtú, Tokyo

Nikka Highest Climber AwardPenrose, Malesia

Roku Industry Icon Yangdup Lama, Sidecar, New Delhi

Nuovo look per i succhi Yoga in bottiglietta

YOGA _Horeca - nuova immagine 2024
Vetro verde, tappo uguale per tutte le referenze, etichette differenziate per gamma le principali novità dell'operazione restyling che ha interessato le linee di succhi Optimum, Classica e 100% nell'iconica bottiglietta da 200 ml

Cambiano look i succhi Yoga. Lo storico marchio di Conserve Italia ha rinnovato l’immagine dei suoi prodotti dedicati al mondo bar, ovvero i succhi in bottiglia di vetro da 200 ml. Un’operazione di restyling nel segno dell’uniformità che coinvolge tutte le principali linee dedicate al canale, Optimum, Classica e 100%, per un totale di 20 referenze.

Diversi gli aspetti del pack interessati dal cambiamento. A partire dalla bottiglietta, che conserva l’iconica base quadrata, ma ora è realizzata in vetro verde. Altro elemento di uniformità è il tappo twist-off, che ora caratterizza tutte le referenze, incluse quelle dedicate ai frutti rossi. Sul tappo inoltre sono presenti sia il disegno del prestigioso attestato di Marchio Storico di interesse nazionale, che il brand Yoga, nato a Massa Lombarda nel 1946, ha acquisito nel 2021, sia il claim “Molto più che buono”.

Rinnovato interamente il parco etichette, che è stato differenziato per gamma. Per identificare le singole gamme sulle etichette sono presenti tre bande verticali di colori diversi: rosso per la Classica, gamma nella quale confluisce anche la linea Combì, ovvero gli innovativi succhi che nascono dalla combinazione di frutta fresca e frutta secca (leggi Yoga Combì, i succhi con frutta secca); verde per la linea Optimum; viola per la linea succhi 100%.

Rafforzare l'immagine del brand Yoga

Un restyling sostanziale che risponde a diverse esigenze di Conserve Italia. La prima è di uniformare i pack per il fuoricasa a quelli per il retail, per rafforzare l’immagine del marchio Yoga. La nuova operazione segue infatti quella realizzata qualche mese fa sulle bottiglie da 1 l destinate alla vendita al dettaglio, dove si è proceduto nello stesso modo lavorando sui medesimi elementi. La seconda è porre l’accento sull’importanza delle varie gamme attraverso la segmentazione delle etichette.

Esigenze a loro volta entrambe funzionali a rafforzare la posizione di Conserve Italia come total horeca company, sia nel food sia nel beverage, ambito quest’ultimo dove Yoga, marchio diventato simbolo di qualità, frutta e valore di servizio, è destinato a diventare sempre più centrale nelle strategie del gruppo cooperativo. E l’omogeneità di immagine aiuta anche a lanciare il brand in un mercato sempre più globale, caratterizzato da lingue, culture e concorrenti differenti.

L’estate di 1895 Coffee Designers by Lavazza è un Paraiso

La nuova monorigine verrà presentata presso Horto Restaurant, segnando una sempre più stretta collaborazione tra caffetteria e pasticceria

Paraiso è il simbolo di un legame: quello, sempre più stretto, tra pasticceria e caffè di qualità. Lo dimostra il sodalizio tra 1895 Coffee Designers by Lavazza e il pasticcere Matteo Teolato di Horto Restaurant. Insieme presenteranno la nuova monorigine perfetta anche durante la calura estiva, fedele al principio dell'Ora Etica.

Le caratteristiche di Paraiso

Paraiso è l'esclusiva monorigine dedicata ai coffee lovers che non rinunciano al caffè nemmeno con la calura estiva. Infatti, che si tratti di una colazione, una pausa rigenerante o un caffè dopo cena, 1895 Coffee Designers by Lavazza ha pensato ad uno specialty coffee dalle note di frutti tropicali, da provare anche in versione cold brew, ossia in infusione a freddo. Questo metodo di estrazione, grazie al contatto tra caffè macinato e acqua fredda, riesce a esaltarne gli aromi più delicati.

Il frutto dei rapporti local

Paraiso offre un'esperienza sensoriale inconfondibile, che richiama un aroma dolce di vaniglia e delicate note di mango, una sensazione di sapori tropicali ed esotici come il mango. Questo specialty coffee viene dalla valle del Cauca, nella regione andina della Colombia. Per la precisione, è coltivato nella Finca El Paraíso, cui il nome rende omaggio. Qui i chicchi vengono sottoposti a una doppia fermentazione anaerobica durante la fase di lavaggio, che conferisce al profilo in tazza un aroma dolce e fruttato. 1895 Coffee Designers by Lavazza ancora una volta si affida alle mani esperte di produttori locali per offrire le migliori esperienze di gusto.

1895 Coffee Designers by Lavazza al fianco dei pasticceri

1895 Coffee Designers by Lavazza presenterà Paraiso a Milano, presso l’esclusivo Horto Restaurant. Qui la nuova monorigine sarà esaltata dalla proposta per la prima colazione a cura del pastry chef Matteo Teolato. Fedele alla sua filosofia dell'Ora Etica, che privilegia la collaborazione con produttori locali situati ad appena un'ora dal centro di Milano, il menu della prima colazione di Horto si distingue per la sua attenzione alla sostenibilità, riducendo al massimo gli sprechi.

Reserv3 Brut Nature, il nuovo spumante di cantine Toso

Toso Reserv3 Brut Nature Pietro Toso
Il nuovo spumante, dal ricco bouquet elegante e raffinato, segna il debutto di Pietro Toso, nuovo brand della cantina piemontese. Che vuole proporre una linea di bollicine dove la tradizione sposa il gusto contemporaneo

Si arricchisce di un nuovo spumante la collezione di bollicine di Casa Toso per il mondo bar. Il nuovo arrivato è Reserv3 Brut Nature Pietro Toso, un vino che rappresenta una doppia novità, in quanto segna il debutto sul mercato di Pietro Toso, nuovo marchio dell’azienda.

Il nuovo brand è un omaggio allo spirito innovativo della storica cantina di Cossano Belbo (Cuneo), fondata nel 1910 da Vincenzo Toso e oggi guidata da fratelli Gianfranco e Pietro e dal cugino Massimo, esponenti della quarta generazione della famiglia, e sotto le sue insegne prende vita una nuova esclusiva linea di bollicine dove la tradizione vitivinicola di casa Toso incontra il gusto contemporaneo, della quale, appunto, Reserv3 Brut Nature è la prima espressione. Un’operazione che, per certi versi, fa eco a quella fatta nel campo degli spirit con l’acquisizione e il rilancio di un altro storico marchio piemontese, Gamondi, dove, partendo dalle storiche ricette del fondatore Carlo Gamondi, è stata messa a punto una gamma di vermouth, aperitivi, amari e liquori capaci di rispondere alle esigenze della miscelazione contemporanea.

Il nuovo spumante

Tornando a Reserv3 Brut Nature, questo nasce da uve, tutte di provenienza dal Nord Italia, raccolte a mano, e accuratamente selezionate, di tre vigneti che compongono il melange degli spumanti di qualità: Pinot Nero (75%), Chardonnay (20%) e Pinot Meunier (5%).

Le uve vengono lavorate con il metodo Charmat, metodologia che esalta la freschezza e il bouquet naturale del vino e sono sottoposte a una lunga fermentazione e a un bàtonnage di 6 mesi sui lieviti, che conferiscono al prodotto finale tutti gli aromi generati durante il naturale processo di fermentazione, arricchendolo di finezza ed eleganza.

Il risultato è uno spumante (alc 12% in vol) dal colore giallo paglierino brillante e dal perlage fine e persistente. Il suo bouquet è caratterizzato da profumi fragranti di fiori bianchi, con sentori di frutta a polpa bianca arricchiti da eleganti note lasciate dalla lunga fermentazione, con delicate sfumature di crosta di pane e brioche. Al palato è secco, equilibrato, raffinato con una buona freschezza e sapidità. Da servire fresco a una temperatura di 6-8 °C, è ottimo come aperitivo, ma anche per accompagnare antipasti leggeri, piatti a base di pesce e crostacei.

Maxxi W con pesa integrata per attività alto vendenti

Maxxi W di Eureka, credito artphotoespresso
Numerose le novità presentate e in via di sviluppo da parte di Conti Valerio, che ha realizzato con Italmill le nuove macine Black Diamond.

Pensato per attività alto vendenti, il macinacaffè Maxxi di Conti Valerio nella versione on demand è sul mercato da pochi mesi e unisce prestazioni elevate, silenziosità di macinatura e manutenzione rapida. Presentato al World of Coffee di Copenhagen, a fine anno lo affiancherà Maxxi W, macinacaffè con sistema di pesa integrato e distanza delle macine a schermo. 

La tecnologia Instant Grind Weighting è già stato sperimentato con successo nel modello Atom W 75; ad esso si affianca la novità del sistema Smart, di rilevamento della distanza delle macine a schermo (compresa in un valore numerico da 0 a 300): questo upgrade è particolarmente utile per il barista, che viene guidato nella regolazione della macinatura in modo rapido e intuitivo, con l’indicazione del tempo di estrazione ottenuto in macchina, senza sprechi di tempo e di caffè. I nuovi prodotti con un livello di precisone e di performance sempre più elevato hanno richiamato l’attenzione di numerosi operatori, osserva soddisfatto Maurizio Fiorani, managing director di Conti Valerio: «gli investimenti sulla meccanica di precisione e sull’elettronica ci hanno consentito di sviluppare nuovi brevetti, tra cui quello delle nuove macine Black Diamond, realizzato con la nostra consociata Italmill Grinding Technology, nonché quello del sistema di pesa integrato che sta letteralmente rivoluzionando il mondo del caffè, sia nel canale professionale sia in quello domestico».

Il nuovo brand Eureka Accessory Collection si è poi arricchito della nuova gamma di macine ad alta precisione Black Diamond: un ulteriore passo avanti fatto dall’azienda nell’offerta di soluzioni di macinatura sempre più personalizzabili in termini di qualità della granulometria e prestazioni. Sono quattro le versioni disponibili, ognuna indicata per una particolare modalità di utilizzo: dall’espresso italiano all’espresso specialty fino alle macchine per il caffè filtro, per arrivare alla soluzione all purpose, progettata per soddisfare diverse richieste di macinatura. Un ulteriore passo in avanti per l’azienda è la customizzazione dell’offerta, che prende il via in Cina, in partnership con il distributore locali Penini, con il prossimo lancio di un macinacaffè Atom 75 con macine Black Diamond di serie. Entro l’anno prevista inoltre una crescita della famiglia dei macinacaffè on demand Mignon, dalle dimensioni ridotte, grazie all’aggiunta di due nuovi modelli, Zero 65 AP e Single Dose Pro, rispettivamente con marchi Eureka 1920 e Eureka Oro, in un ulteriore avanzamento tecnologico che fa leva sulla versatilità dello stile di macinatura e sulla riduzione totale della ritenzione, garantendo zero sprechi.

Gin Mazzetti Black Edition, il nuovo London dry di Mazzetti d’Altavilla

Gin Mazzetti Black Edition ambientata
Il nuovo Gin Mazzetti Black Edition (foto di Paolo Bernardotti)
Il secondo gin della distilleria del Monferrato si caratterizza per la struttura robusta (alc 46%) e per il profilo più secco e speziato, che lo rendono ideale per i grandi classici

Nota per le sue grappe, tutte solo da vitigni piemontesi, e per la lunga tradizione di brandy italiani e nella liquoristica, Mazzetti d’Altavilla vanta nel catalogo anche un gin, il Gin Mazzetti. Un London dry, nato nel 2017, che sta regalando grandi soddisfazioni alla storica distilleria del Monferrato, grazie al favore che sta riscotendo presso i bartender anche oltre i confini della Penisola: oltre 50.000 le bottiglie vendute nel 2023 in Italia e nei 13 Paesi tra Europa, Asia e America, nei quali il distillato è distribuito. Forte di questo successo, la distilleria ha deciso di concedere il bis: è di questi giorni il lancio del secondo gin della casa, il Gin Mazzetti Black Edition.

Un gin dal carattere più secco e deciso

Anche il nuovo arrivato è un London dry, ma rispetto al fratello maggiore (alc 42% in vol), dal profilo aromatico, fresco, agrumato e balsamico, si distingue innanzitutto per la sua identità più secca.

Otto le botaniche dalle quali prende vita, bacche di ginepro, cardamomo, coriandolo, pino mugo, pepe nero, iris e angelica, che gli conferiscono un carattere più nettamente speziato. Inoltre, presenta un grado alcolico più elevato (alc 46% in vol), scelta fatta per dare al prodotto una maggiore percezione e intensità aromatica.

Dal colore cristallino, Gin Mazzetti Black Edition è insomma un distillato dalla forte personalità, con piacevoli note speziate e forti sentori pepati e balsamici, che al palato lasciano spazio a una sensazione di pulizia data dalla struttura robusta. Intenso, persistente e leggermente sapido, si chiude con un delicato retrogusto di pino e iris, completato da note terrose e di coriandolo con sfumature più piccanti date dai baccelli di cardamomo.

Ideale per i classici e non solo

Caratteristiche che rendono il nuovo arrivato particolarmente indicato per i grandi classici a base gin, a partire da capisaldi come un Dry Martini, un Negroni, o per originali creazioni. Senza dimenticare, ovviamente, il Gin&Tonic: in questo caso il suggerimento è di abbinarvi una tonica aromatica o mediterranea, così da esaltare le peculiarità di Gin Mazzetti Black Edition e ottenere un long drink perfettamente bilanciato.

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