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Reserv3 Brut Nature, il nuovo spumante di cantine Toso

Toso Reserv3 Brut Nature Pietro Toso
Il nuovo spumante, dal ricco bouquet elegante e raffinato, segna il debutto di Pietro Toso, nuovo brand della cantina piemontese. Che vuole proporre una linea di bollicine dove la tradizione sposa il gusto contemporaneo

Si arricchisce di un nuovo spumante la collezione di bollicine di Casa Toso per il mondo bar. Il nuovo arrivato è Reserv3 Brut Nature Pietro Toso, un vino che rappresenta una doppia novità, in quanto segna il debutto sul mercato di Pietro Toso, nuovo marchio dell’azienda.

Il nuovo brand è un omaggio allo spirito innovativo della storica cantina di Cossano Belbo (Cuneo), fondata nel 1910 da Vincenzo Toso e oggi guidata da fratelli Gianfranco e Pietro e dal cugino Massimo, esponenti della quarta generazione della famiglia, e sotto le sue insegne prende vita una nuova esclusiva linea di bollicine dove la tradizione vitivinicola di casa Toso incontra il gusto contemporaneo, della quale, appunto, Reserv3 Brut Nature è la prima espressione. Un’operazione che, per certi versi, fa eco a quella fatta nel campo degli spirit con l’acquisizione e il rilancio di un altro storico marchio piemontese, Gamondi, dove, partendo dalle storiche ricette del fondatore Carlo Gamondi, è stata messa a punto una gamma di vermouth, aperitivi, amari e liquori capaci di rispondere alle esigenze della miscelazione contemporanea.

Il nuovo spumante

Tornando a Reserv3 Brut Nature, questo nasce da uve, tutte di provenienza dal Nord Italia, raccolte a mano, e accuratamente selezionate, di tre vigneti che compongono il melange degli spumanti di qualità: Pinot Nero (75%), Chardonnay (20%) e Pinot Meunier (5%).

Le uve vengono lavorate con il metodo Charmat, metodologia che esalta la freschezza e il bouquet naturale del vino e sono sottoposte a una lunga fermentazione e a un bàtonnage di 6 mesi sui lieviti, che conferiscono al prodotto finale tutti gli aromi generati durante il naturale processo di fermentazione, arricchendolo di finezza ed eleganza.

Il risultato è uno spumante (alc 12% in vol) dal colore giallo paglierino brillante e dal perlage fine e persistente. Il suo bouquet è caratterizzato da profumi fragranti di fiori bianchi, con sentori di frutta a polpa bianca arricchiti da eleganti note lasciate dalla lunga fermentazione, con delicate sfumature di crosta di pane e brioche. Al palato è secco, equilibrato, raffinato con una buona freschezza e sapidità. Da servire fresco a una temperatura di 6-8 °C, è ottimo come aperitivo, ma anche per accompagnare antipasti leggeri, piatti a base di pesce e crostacei.

Maxxi W con pesa integrata per attività alto vendenti

Maxxi W di Eureka, credito artphotoespresso
Numerose le novità presentate e in via di sviluppo da parte di Conti Valerio, che ha realizzato con Italmill le nuove macine Black Diamond.

Pensato per attività alto vendenti, il macinacaffè Maxxi di Conti Valerio nella versione on demand è sul mercato da pochi mesi e unisce prestazioni elevate, silenziosità di macinatura e manutenzione rapida. Presentato al World of Coffee di Copenhagen, a fine anno lo affiancherà Maxxi W, macinacaffè con sistema di pesa integrato e distanza delle macine a schermo. 

La tecnologia Instant Grind Weighting è già stato sperimentato con successo nel modello Atom W 75; ad esso si affianca la novità del sistema Smart, di rilevamento della distanza delle macine a schermo (compresa in un valore numerico da 0 a 300): questo upgrade è particolarmente utile per il barista, che viene guidato nella regolazione della macinatura in modo rapido e intuitivo, con l’indicazione del tempo di estrazione ottenuto in macchina, senza sprechi di tempo e di caffè. I nuovi prodotti con un livello di precisone e di performance sempre più elevato hanno richiamato l’attenzione di numerosi operatori, osserva soddisfatto Maurizio Fiorani, managing director di Conti Valerio: «gli investimenti sulla meccanica di precisione e sull’elettronica ci hanno consentito di sviluppare nuovi brevetti, tra cui quello delle nuove macine Black Diamond, realizzato con la nostra consociata Italmill Grinding Technology, nonché quello del sistema di pesa integrato che sta letteralmente rivoluzionando il mondo del caffè, sia nel canale professionale sia in quello domestico».

Il nuovo brand Eureka Accessory Collection si è poi arricchito della nuova gamma di macine ad alta precisione Black Diamond: un ulteriore passo avanti fatto dall’azienda nell’offerta di soluzioni di macinatura sempre più personalizzabili in termini di qualità della granulometria e prestazioni. Sono quattro le versioni disponibili, ognuna indicata per una particolare modalità di utilizzo: dall’espresso italiano all’espresso specialty fino alle macchine per il caffè filtro, per arrivare alla soluzione all purpose, progettata per soddisfare diverse richieste di macinatura. Un ulteriore passo in avanti per l’azienda è la customizzazione dell’offerta, che prende il via in Cina, in partnership con il distributore locali Penini, con il prossimo lancio di un macinacaffè Atom 75 con macine Black Diamond di serie. Entro l’anno prevista inoltre una crescita della famiglia dei macinacaffè on demand Mignon, dalle dimensioni ridotte, grazie all’aggiunta di due nuovi modelli, Zero 65 AP e Single Dose Pro, rispettivamente con marchi Eureka 1920 e Eureka Oro, in un ulteriore avanzamento tecnologico che fa leva sulla versatilità dello stile di macinatura e sulla riduzione totale della ritenzione, garantendo zero sprechi.

Gin Mazzetti Black Edition, il nuovo London dry di Mazzetti d’Altavilla

Gin Mazzetti Black Edition ambientata
Il nuovo Gin Mazzetti Black Edition (foto di Paolo Bernardotti)
Il secondo gin della distilleria del Monferrato si caratterizza per la struttura robusta (alc 46%) e per il profilo più secco e speziato, che lo rendono ideale per i grandi classici

Nota per le sue grappe, tutte solo da vitigni piemontesi, e per la lunga tradizione di brandy italiani e nella liquoristica, Mazzetti d’Altavilla vanta nel catalogo anche un gin, il Gin Mazzetti. Un London dry, nato nel 2017, che sta regalando grandi soddisfazioni alla storica distilleria del Monferrato, grazie al favore che sta riscotendo presso i bartender anche oltre i confini della Penisola: oltre 50.000 le bottiglie vendute nel 2023 in Italia e nei 13 Paesi tra Europa, Asia e America, nei quali il distillato è distribuito. Forte di questo successo, la distilleria ha deciso di concedere il bis: è di questi giorni il lancio del secondo gin della casa, il Gin Mazzetti Black Edition.

Un gin dal carattere più secco e deciso

Anche il nuovo arrivato è un London dry, ma rispetto al fratello maggiore (alc 42% in vol), dal profilo aromatico, fresco, agrumato e balsamico, si distingue innanzitutto per la sua identità più secca.

Otto le botaniche dalle quali prende vita, bacche di ginepro, cardamomo, coriandolo, pino mugo, pepe nero, iris e angelica, che gli conferiscono un carattere più nettamente speziato. Inoltre, presenta un grado alcolico più elevato (alc 46% in vol), scelta fatta per dare al prodotto una maggiore percezione e intensità aromatica.

Dal colore cristallino, Gin Mazzetti Black Edition è insomma un distillato dalla forte personalità, con piacevoli note speziate e forti sentori pepati e balsamici, che al palato lasciano spazio a una sensazione di pulizia data dalla struttura robusta. Intenso, persistente e leggermente sapido, si chiude con un delicato retrogusto di pino e iris, completato da note terrose e di coriandolo con sfumature più piccanti date dai baccelli di cardamomo.

Ideale per i classici e non solo

Caratteristiche che rendono il nuovo arrivato particolarmente indicato per i grandi classici a base gin, a partire da capisaldi come un Dry Martini, un Negroni, o per originali creazioni. Senza dimenticare, ovviamente, il Gin&Tonic: in questo caso il suggerimento è di abbinarvi una tonica aromatica o mediterranea, così da esaltare le peculiarità di Gin Mazzetti Black Edition e ottenere un long drink perfettamente bilanciato.

Omar Vesentini vince la Como Lake Cocktail Competition 2024

Como Lake Cocktail Competition 2024 Omar vesentini
Con Pulp & Purple il bartender e titolare dell’Hemingway ha conquistato la vittoria nel concorso della Como Lake Cocktail Week. Giorgia Balestrieri si aggiudica invece il Campari Award

Con il Closing Party & Awards, organizzato con Campari, main sponsor della manifestazione, è calato il sipario sulla quinta edizione della Como Lake Cocktail Week, la settimana che celebra la miscelazione sul Lago. La festa di chiusura, andata in scena a Villa Geno, è stata il teatro dell’atto finale di due cocktail contest parte degli eventi della manifestazione, con la proclamazione del vincitore della Como Lake Cocktail Competition e la finale del Campari Award.

Per quanto riguarda la Como Lake Cocktail Competition, la gara si è svolta a inizio luglio nel giardino del ristorante stellato Kitchen all’interno del parco dello Sheraton Lake Como, dove 30 bartender di altrettanti locali che hanno aderito alla Como Lake Cocktail Week si sono sfidati con i loro signature realizzati per la manifestazione. Signature che in questo caso doveva celebrare il tema scelto per questa edizione della Week, ovvero la riscoperta dei grandi classici, con uno sguardo particolare a quelli della Golden Age, riportando in auge i drink “dimenticati”.

Il trionfo di Omar Vesentini

Ad aggiudicarsi la vittoria è stato Omar Vesentini, titolare dell’Hemingway Cocktail Bar di Como, con Pulp & Purple, un twist sul Bloody Mary preparato con Mezcal Picaflor Espadin Joven, acqua di pomodoro Marinda, gocce di fumo liquido Hickory, Not Chili Pepper di Clab Culture, salsa tabasco, spremuta di limone foglia e zucchero semolato. Una miscela che ha conquistato la giuria composta da Andrea Arcaini, bar manager del Gruppo Rita, Luca Marcellin, proprietario del Drinc Milano, Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale, Penelope Vaglini, academy chair per The World’s 50 Best Bars, e Cristian Lodi, titolare di Milord Milano e membro della Authentic Society di Del Professore e trainer di Campari Academy.

Il podio della Como Lake Cocktail Competition

Il cocktail di Vesentini, che ha ottenuto il più alto punteggio sotto il profilo tecnico, estetico e sensoriale, rimarrà nella drink list dell’Hemingway per tutto l’anno, sarà ambassador del progetto Como Lake Cocktail Week e protagonista della prossima edizione della St. Moritz Cocktail Week, in programma il prossimo febbraio.

Alle sue spalle si è piazzato Andrea Natalino del cocktail bar Kincho dello Sheraton Lake Como con Cono o coppetta?, un’originale versione del Martini Cocktail che ha realizzato miscelando un ridistillato di gelato alla fragola e fior di latte con una base di Campari, Gin Tanqueray N° Ten e Vermouth Strucchi al cono gelato. Completano il podio della Como Lake Cocktail Competition Andrea Lanzoni ed Edoardo Eusebio, bartender di Passalacqua, entrato al vertice della classifica The World’s 50 Best Hotels 2023, con La perla del Conte, una rivisitazione del Sazerac, fatta con WhistlePig 10Yo Rye Whiskey, Rémy Martin, caster sugar, tisana di assenzio e cardamomo nero e bitter di erbe aromatiche.

Il Campari Award va a Giorgia Balestrieri

Per quanto riguarda il Campari Award, protagoniste della finale le tre ricette selezionate Cristian Lodi tra i signature con Campari come ingrediente principale. Ricette che in occasione del Closing Party & Awards sono state proposte al pubblico presente che ha potuto giudicarle e votare la preferita.

In cima alla classifica delle preferenze si è piazzata Giorgia Balestrieri, mixologist del Krudo, autrice di Negroni alla Romana, twist del grande apritivo italiano che ha preparato con Campari, Cynar, Bulldog Gin, Del Professore Vermouth Rosso e olio di noci. Premio per la vittoria una Campari Experience, che comprende una visita nella Galleria Campari, un aperitivo al Camparino in Galleria e un’esperienza presso la Negroni Room di Carico, consegnato a Balestrieri da Annalisa Testa, founder della Como Lake Cocktail Week, e Domenico Carella, proprietario di Carico e Ultra Milano.

Ad Andrea Attanasio il premio della critica

Infine, i giudici e gli organizzatori della Week hanno assegnato il Premio della Critica ad Andrea Attanasio, titolare del Fresco Cocktail Shop, che ha portato al banco della giuria un team di giovani studenti della scuola Fondazione Cometa Como, dove insegna, per presentare e realizzare il suo signature Vamos Gin Fizz, fatto con Campari, London dry gin, albume d’uovo pastorizzato, panna liquida, sciroppo di zucchero e succo di lime.

Il drink è un twist dello storico Ramos Gin Fizz, creato a New Orleans nel 1888 da Henry Ramos che per dare al suo cocktail la schiuma cremosa che lo contraddistingue, secondo i racconti, arruolò una squadra di persone, gli “shaker boys”, che shakeravano il cocktail per 12-15 minuti passandosi lo shaker di mano in mano. A questo racconto si è richiamato Attanasio, con una scelta perfettamente in linea con i valori che animano il progetto della Cocktail Week: coinvolgere e raccontare alle nuove generazioni la storia e l’arte della miscelazione, promuovendo il bere responsabile.

Marzapane cambia pelle e diventa cafè & bakery

La rivoluzione è già in atto e i clienti del ristorante vedranno il nuovo format a partire da settembre 2024

Secondo Mario Sansone, proprietario di Marzapane, è tempo di cambiare. Il creatore dell'innovativo ristorante con una cucina tutta incentrata su fuoco e materia prima sta infatti compiendo una virata verso alta pasticceria, specialty coffee, colazione salata, pranzo e brunch. «Gli stimoli che sempre sono stati il timone di questa avventura sono scemati… - spiega Sansone - Oggi più che mai credo sia arrivato il momento di cambiare e fare altro». A partire da settembre 2024 nel palazzetto indipendente di tre piani in via Flaminia 64, a Roma, debutterà il Marzapane Café & Bakery.

Il nuovo Marzapane

Il piano terra sarà rinnovato per ospitare un elegante e contemporaneo bancone per la consumazione in piedi. Al primo piano gli ospiti potranno usufruire del servizio al tavolo nella sala interna e nella terrazza panoramica al secondo piano con vista su Porta del Popolo. L'ultimo servizio dell'attuale concept Marzapane sarà lunedì 29 luglio. Il ristorante chiuderà per lavori di ristrutturazione e ferie estive tutto il mese di agosto e riaprirà come nuovo Marzapane Café & Bakery martedì 3 settembre 2024.

Il team del nuovo Marzapane Cafè & Bakery

Alla guida della nuova cucina ci saranno la pasticciera Dalila Salonia, con alle spalle importanti esperienze come capo pasticceria, tra cui Villa Crespi e Il Pagliaccio, ed il suo secondo Dario Buldini. Ogni giorno riempiranno il bancone con pasticceria dolce e salata fatta in casa, tramezzini e panini gourmet. Ci saranno anche le tipiche brioche siciliane preparate con farciture dolci e salate, panna montata o granita. Verranno preparati piatti classici per la colazione e il brunch, come bacon, uova e toast, toast con avocado con uovo in camicia o salmone e pancake con frutta di stagione. Piatti salati selezionati dai precedenti menu Marzapane nel corso degli anni torneranno anche come specialità del pranzo e del brunch.

Filosofia che vince non si cambia

La filosofia del nuovo corso sarà sempre la stessa, ovvero stagionalità, piccoli produttori agricoli e altissima qualità delle materie prime, possibilmente locali. Il menu del caffè sarà una collaborazione con la più rinomata torrefazioni romana, Aliena Coffee Roasters, offrendo un espresso della casa costante e monorigini rotanti. Saranno disponibili bevande a base di caffè espresso, caffè filtro e caffè freddo durante i mesi estivi. Altre offerte di bevande includeranno succhi di frutta freschi, kombucha della fermenteria italiana Laverve, birre del micro-birrificio di Picinisco Halfbrewing, cocktail premium ready-to-drink DrinkIt creati dal celebre barman Emanuele Broccatelli e una piccola lista di vini curata da Marco Castaldi direttore del nuovo progetto.

L'intervista a Mario Sansone

Mario Sansone, quali cambiamenti state facendo per trasformare Marzapane in una coffee bakery?

I cambiamenti riguarderanno il pianoterra, mentre il primo e secondo piano non cambieranno. Il progetto architettonico sarà impegnativo, ma di grande impatto, a cura dello studio di architettura romano Antonio Agresti. A cambiare sarà anche l'attrezzatura di cucina: si aggiungeranno camera di lievitazione, sfogliatrice e tutto ciò che occorre per la nuova missione.

L'ispirazione passa anche da alcune persone coinvolte nel progetto, come Jonathon Dominic Spada (General Manager di Marigold) per la progettazione del format, e Dario Fociano per approfondire il mondo degli speciality coffee. In che modo hanno modellato il nuovo Marzapane?

Venendo dal mondo della ristorazione, non mi ero mai occupato di caffetterie, specialty coffee e pasticcerie. Quindi, per questa prima fase, mi sono affidato a professionisti del settore. Jonathon si occuperà di tutto il format, formazione del personale, restyling logo, nuovo, menu e tutto ciò che attiene alla parte strategy. Con Aliena Coffee Roaster, micro-torrefazione targata Faro, Dario Fociani mi ha trasmesso la sua passione. È uno dei più qualificati in città. Abbiamo scelto insieme macchine del caffè, miscele e macinini, tutto ciò che occorre per avere un'offerta di caffè di livello molto alto.

Cosa deve avere oggi una coffee bakery per essere vincente?

Mantenendo la filosofia di Marzapane, credo che anche una coffee bakery debba mantenere una qualità molto alta. In giro c'è di tutto, ma la qualità al giusto prezzo paga sempre. Per questo attingeremo dai fornitori che ci permetteranno di mantenere questo standard. Il palazzetto di via Flaminia ci permetterà di fare un ottimo lavoro, ma solo il tempo potrà dirci se abbiamo intrapreso la strada giusta.

I nuovi orari di Marzapane

Marzapane Cafè & Bakery sarà aperto dal martedì alla domenica dalle 8 alle 15,30. La colazione sarà effettuata dal martedì al venerdì dalle 8 alle 12, il pranzo sarà servito dal martedì al venerdì dalle 12 alle 15.30. Il brunch sarà servito sabato e domenica dalle 8 alle 15.30.

Premio Barawards Innovazione dell’Anno 2024, le candidature chiudono il 31 luglio

Possono iscriversi (gratuitamente) al premio tutti i prodotti/servizi/attrezzature/arredi nuovi o innovativi per il fuori casa lanciati sul mercato italiano tra giugno 2023 e giugno 2024
Barawards innovazione dell'Anno 2024 logo_ 2 innovazione_2024

Celebrare l’innovazione, vero il motore dello sviluppo del mercato: è con questo scopo che Bargiornale, Ristoranti, Dolcegiornale e Hotel Domani, da sempre attente alle evoluzioni del mondo dell'ospitalità, organizzano da oltre dieci anni il Premio Barawards Innovazione dell'anno.

Che, a partire dall'edizione 2024, assume ancora maggior rilevanza, con un evento dedicato all'innovazione e alla premiazione dei prodotti, servizi e attrezzature lanciati nell'ultimo anno sul mercato dell'horeca.

Come funziona il premio Barawards Innovazione dell’Anno 2024

Fino al prossimo 31 luglio, tutte le aziende produttrici/importatrici/distributrici potranno candidare i prodotti/ attrezzature/ servizi/ tecnologie lanciati sul mercato dell'horeca tra giugno 2023 e giugno 2024.
Per candidarsi, occorre compilare la scheda d’iscrizione dedicata, corredata dei materiali richiesti (scheda tecnica e foto del prodotto/servizio candidato). La partecipazione è gratuita.

Entro il 10 settembre il comitato tecnico verificherà che i prodotti candidati soddisfino i requisiti richiesti (innovazione e data di inserimento in distribuzione). Quindi i prodotti validati verranno suddivisi in categorie merceologiche, sottoposti a votazione da un panel di esperti selezionato dalle redazioni e candidati al Premio Innovazione dell’Anno 2024.

I prodotti validati dal comitato tecnico verranno sottoposti a votazione da parte della giuria di esperti  sulla base di 5 parametri: design/packaging, funzionalità/ergonomia, prospettive di vendita, attinenza al mercato e impatto ambientale. La lista dei panelist sarà pubblicata su tutti i nostri media dopo le votazioni.

Tutti i prodotti ammessi alla fase finale saranno votati on line dal 1 novembre 2024. La classifica finale sarà il frutto della somma delle votazioni della giuria (peso: 80%) e dei voti online (20%).

Sarà assegnato un solo premio per ogni categoria merceologica.

Verrà inoltre assegnata una Menzione speciale "green" al prodotto/servizio più sostenibile, ovvero quello che più di ogni altro avrà contribuito, a parere del panel di esperti, alla riduzione dell'impatto ambientale.

I prodotti vincitori potranno ottenere il diritto di utilizzare nella loro comunicazione il logo “Innovazione dell’Anno” per tutto il 2025.

I premi saranno assegnati nel corso dell'evento "La giornata dell'Innovazione", prevista a Milano lunedì 10 febbraio 2025.
L’accesso alla giornata è su invito o a pagamento.

Le candidature sono terminate.

Un luogo del cuore per i bartender del Kentucky

The Bar at Fort Nelson a Louisville nel Kentucky, oltre a essere il locale bandiera dell’omonima distilleria di Michter’s, ha una piattaforma dedicata alla formazione per professionisti sul Whiskey usa con eventi sempre sold out

Nel novembre 2023, abbiamo presentato la distilleria Michter's di Shively, Kentucky, che su una superficie di 87.000 metri quadrati si occupa della produzione commerciale della sua linea di whisky americani US★1. Nel pieno centro di Louisville, nel Kentucky, Michter's ha inaugurato la distilleria Fort Nelson nel 2019 e, a differenza della distilleria Shively, è aperta al pubblico. La distilleria si trova proprio di fronte al Louisville Slugger Museum and Bat Factory e a pochi passi dal Frazier History Museum, punto di partenza del Kentucky Bourbon Trail. L'edificio di quattro piani di Fort Nelson è stato costruito per la prima volta nel 1890, nella sua posizione originaria che risaliva al 1781, ai tempi della Rivoluzione Americana. La struttura in ghisa e pietra è stata danneggiata dalle intemperie nel corso degli anni, sopravvivendo al ciclone di Louisville del 1890 e alle grandi alluvioni del 1913 e del 1937. Nel 2011 Michter's ha stipulato un contratto per l'acquisto dell'edificio di Fort Nelson, un avvenimento che ha suscitato grande entusiasmo nel Kentucky, essendo il primo progetto di distilleria moderna nel centro di Louisville. Purtroppo i festeggiamenti per l'annuncio sono durati poco, infatti una società di ingegneria ha scoperto che l'edificio era sul punto di crollare in modo catastrofico. Nonostante il feedback negativo, Michter's è andata avanti e ha investito in 400.000 libbre di acciaio strutturale per ristrutturare l'edificio e garantire uno spazio sicuro per il funzionamento della distilleria. In collaborazione con il National Park Service, Michter's ha preservato il più possibile la struttura storica. Otto anni dopo, il 31 gennaio 2019, Michter's ha finalmente inaugurato la distilleria Fort Nelson. La distilleria Fort Nelson di Michter's è dotata dell'originale sistema di alambicchi a ciclo continuo (pot-to-pot) e dei fermentatori in legno di cipresso utilizzati dalla distilleria Michter's in Pennsylvania. È possibile effettuare tour aperti al pubblico della distilleria di Fort Nelson, tra cui il Legacy Tour, una volta al mese, un'esperienza esclusiva e approfondita della distilleria sotto la guida di un membro anziano del team di Michter's. A ogni ospite viene data la possibilità di riempire un barile e, alla fine del tour, viene offerta una rara selezione di whisky Michter's, tra cui il Michter's 20 Year Bourbon o il Michter's 25 Year Kentucky Straight Bourbon, che a parere dell’aficionado di whisky Angelo Corbetta dell'Harp Pub Guinness è "una meravigliosa esperienza di bourbon che stabilisce un nuovo punto di riferimento che sarà difficile battere". All'interno di Fort Nelson, i visitatori hanno anche la possibilità di visitare il negozio di souvenir Michter's, che vende whisky Michter's, attrezzature da bar di marca, gadget, abbigliamento e l'ambitissima borsa da palestra. Nel 2016 è stato approvato il Kentucky Senate Bill 11, che autorizza le distillerie a servire i propri prodotti nei cocktail. Questo ha consentito a Michter's di aprire The Bar at Fort Nelson, un cocktail bar completamente funzionale. Matt Magliocco, vicepresidente esecutivo di Michter's, ha spiegato le motivazioni che hanno spinto a costruire The Bar at Fort Nelson: "Abbiamo progettato The Bar at Fort Nelson per dimostrare il nostro apprezzamento a tutti i bartender che hanno contribuito a fare di Michter's un marchio e a ravvivare la categoria dei whisky americani. The Bar at Fort Nelson è una celebrazione della creatività e dell'eccellenza dei grandi cocktail e delle persone che li preparano. Ci auguriamo che i nostri ospiti possano apprezzare maggiormente il ruolo degli ingredienti di prima scelta e del ghiaccio di alta qualità utilizzati nella preparazione di drink eccellenti". The Bar si trova al secondo piano di Fort Nelson ed è stato progettato per essere un'esperienza unica, rivolta a tutti gli amanti dei cocktail. Lo slogan di Michter’s "Al diavolo i costi" nella produzione del whisky è evidente anche al The Bar, con cocktail serviti in bicchieri del rinomato produttore britannico John Jenkins e un programma per la produzione interna di ghiaccio di livello mondiale con macchine di aziende internazionali di prim'ordine, tra cui Clinebell, Hoshizaki e Scotsman. I cocktail del The Bar sono preparati con diversi liquori e distillati di alta qualità, ma non deve sorprendere che le ricette mettano in risalto i prodotti dello straordinario portafoglio di Chatham Imports, la società madre di Michter's, tra cui Farmer's Gin, Los Siete Misterios Mezcal, Foro Vermouth e, naturalmente, Michter's Whiskey.

Il menù del The Bar at Fort Nelson è diviso in due parti: i classici e le rivisitazioni moderne. Nella sezione dei classici si trovano ricette curate dall’esperto in storia dei cocktail David Wondrich e comprendono il Rye Manhattan (segale Michter's, vermouth Foro Rosso, amari all'arancia) e il vendutissimo Fort Nelson Crusta (Michter's US★1 Bourbon, sciroppo semplice e ricco, miele, succo di limone, amari creoli, Chartreuse gialla). Il Crusta di Wondrich è stato persino nominato da Robert Simonson come uno dei 10 migliori cocktail del 2020. Il menù Modern Twists comprende signature cocktail creati dal team del bar guidato da Dallas White. Uno dei preferiti del menù primavera/estate 2023 dell’head bartender White è il terroso e rinfrescante La Piña Brillianté con Los Siete Misterios Doba-Yej Mezcal, Cocchi Americano, brandy di pera, succo d'ananas fresco, succo di limone fresco, sciroppo semplice e assenzio.

Oltre agli squisiti cocktail, The Bar at Fort Nelson è orgoglioso della sua grande ospitalità, un pilastro del team Michter's. Accanto al’head bartender del Dallas White, troviamo i bartender Christy LeCompte, Casey West, Haley Trent e Georgia McIntosh, insieme al direttore generale Nick Peoples, all'assistente del direttore generale Annie Mae Emerson, al direttore dell'ospitalità Vicky Fugitte e ai baristi associati Niccole Dickerson e Charonda Manica, che si impegnano al massimo per offrire un'esperienza di ospitalità su misura. Un esempio della loro dedizione all'ospitalità è un whisky sour personalizzato con etichetta realizzata con una stampante per cocktail interna.

The Bar at Fort Nelson ha ospitato professionisti internazionali di spicco del settore, tra cui Jesse Vida e Yana Keller quando entrambi erano all'Atlas Bar di Singapore, Philip Bischoff, Keith Motsi, Ashish Sharma e Karen Arceyuth del Four Seasons, Andrew Ho e Bastien Ciocca di Hope & Sesame China nell'ambito del popolare programma Fellows di The Bar. Secondo Matt Magliocco, il programma Fellows di Fort Nelson è nato da una semplice constatazione: i migliori professionisti del settore bar di tutto il mondo visitavano Louisville di loro spontanea volontà o su invito delle aziende produttrici di bourbon, ma la loro interazione con la comunità locale dell'ospitalità di Louisville - che è molto appassionata e talentuosa a sua volta - era praticamente inesistente. Matt ha spiegato come Michter's intenda costruire una comunità di bar più forte con The Bar e il suo programma Fellows: "Non sarebbe bello se potessimo creare un sistema di scambio di idee tra i professionisti globali in visita e la comunità di Louisville? Fin dalle prime fasi, The Bar at Fort Nelson è stato concepito come un centro di formazione e una sorta di salotto per la comunità dell'ospitalità locale. Da quando ha preso il via nel 2019, gli eventi Fellows a Fort Nelson ne sono stati il fulcro. Abbiamo avuto la fortuna di attrarre un'eccezionale schiera di barman, proprietari di bar, fondatori di marchi ed educatori. L'accoglienza è stata incredibile: ogni evento Fellows ha registrato il tutto esaurito, attirando partecipanti non solo da Louisville, ma anche da Cincinnati, Lexington e altre città della regione. La cosa migliore è che i nostri ospiti spesso rimangono in contatto con i nostri Fellows, come ci auguravamo fin dall'inizio. Spesso sentiamo dire dai nostri ospiti che una particolare presentazione ha portato a una presa di coscienza o ha fornito un'ispirazione significativa".

E il format di un evento Fellows? Come spiega Matt, "gli eventi Fellows a Fort Nelson seguono un format generale che consente una certa coerenza ma incoraggia anche la piena libertà da parte dei Fellows. Nel pomeriggio tengono una masterclass su qualsiasi argomento desiderino: ciò che li ispira, il loro percorso per arrivare al punto in cui si trovano ora, le aree chiave del loro programma bar, le sfide che incontrano o qualsiasi altra cosa di cui desiderino discutere. Non è incentrato su Michter's. Chiediamo solo che preparino una presentazione ponderata e che diano un contributo di grande energia. Poi, dopo una breve pausa per sistemare il bar, ritornano la sera per partecipare al turno degli ospiti con un menù speciale di cocktail selezionati dal Fellow".

L'offerta completa della distilleria di Fort Nelson, con i suoi tour interattivi e un cocktail bar ben gestito con il programma internazionale Fellows, è di sicuro interesse per gli appassionati di cocktail e per gli operatori del settore, e costituisce una delle esperienze di consumo più interessanti d'America.

Formula: Cocktail Bar con distilleria di whisky e negozio di articoli di consumo
Metri quadrati: 73
Numero di dipendenti al 23/02/24: 8 Numero di posti a sedere al 24/02/24: 40 Costo medio delle bevande: 14 EUR
Orari di apertura: Lunedì chiuso, Martedì 12:00-20:00, Mercoledì 12:00-20:00, Giovedì 12:00-23, Venerdì 12:00-23, Sabato 11:00-23, Domenica 13:00-19

The Bar at Fort Nelson
801 W Main St, Louisville, Kentucky 40202, Stati Uniti

Biografia Dallas White

Dallas White è l’head bartender del The Bar at Fort Nelson di Michter's. Dallas lavora nella scena dei bar di Louisville da oltre un decennio, dai bar di quartiere ai bar di whisky più famosi come il Merle's Whiskey Kitchen. Sia che si occupi di cocktail dietro il bancone, sia che stia cercando nuove tecniche e tecnologie nella mixologia o che curi le rivisitazioni moderne dei classici, Dallas svolge un ruolo fondamentale nella creazione dei menù dei cocktail del The Bar at Fort Nelson. Dallas trova ispirazione nella scienza, nella storia e nella cultura del whisky per ogni cocktail che realizza.

English version

In November 2023, we showcased Michter’s 87,000 square foot distillery in Shively, Kentucky, which is responsible for the commercial production of their line of US★1 American whiskeys. Located in the heart of downtown Louisville, Kentucky, Michter’s opened its Fort Nelson Distillery in 2019 and, unlike the Shively distillery, is open to the public. The Fort Nelson Distillery is just across the street from the Louisville Slugger Museum and Bat Factory and a few steps from the Frazier History Museum, the starting point of the Kentucky Bourbon Trail.

The four-story Fort Nelson Building was first constructed in 1890, standing on the original location of Fort Nelson, which was built in 1781 during the American Revolutionary War. The cast iron and stone structure has been battered by the elements over the years, surviving the Louisville Cyclone of 1890 and the Great Floods of 1913 and 1937. In 2011, Michter’s went to contract to purchase the Fort Nelson Building, which generated great excitement in Kentucky, being the first modern day distillery project in downtown Louisville. The celebration of the announcement proved short-lived when an engineering firm found that the building was on the verge of a catastrophic collapse. Despite this negative feedback, Michter’s pressed on and invested in 400,000 pounds of structural steel to reframe the building and provide a safe space for a working distillery. Partnering with the National Park Service, Michter’s preserved as much of the historic structure as possible. Eight years later, Michter’s finally opened the Fort Nelson Distillery on January 31, 2019.

Michter’s Fort Nelson Distillery features the original pot-to-pot still system and cypress wood fermenters used at Michter’s Pennsylvania Distillery. Public tours of the Fort Nelson distillery are available, including the once-a-month Legacy Tour, an exclusive in-depth distillery experience led by a senior member of the Michter’s team. Each guest is given the chance to fill a barrel and, at the end of the tour, is treated to a rare selection of Michter’s whiskeys, including either Michter’s 20 Year Bourbon or Michter’s 25 Year Kentucky Straight Bourbon, which according to whisky aficionado Angelo Corbetta of Harp Pub Guinness is “a marvellous bourbon experience that sets a new benchmark that will be difficult to beat.” Within the Fort Nelson Building, visitors also have the chance to visit the Michter’s gift shop, which sells Michter’s whiskey, branded bar equipment, gadgets, clothing and the highly coveted gym bag.

In 2016, the Kentucky Senate Bill 11 passed, allowing distilleries to serve their products in cocktails. This enabled Michter’s to open The Bar at Fort Nelson, a fully functional cocktail bar. Matt Magliocco, the Executive Vice President of Michter’s, explained the motivations for building The Bar at Fort Nelson: “We designed The Bar at Fort Nelson to show our appreciation for all the bartenders who have built Michter’s as a brand and revitalized the American whiskey category. The Bar at Fort Nelson is a celebration of the creativity and excellence of great cocktails and the people who make them. We hope that our guests are able to gain a deeper appreciation for the role of top-shelf ingredients and high-quality ice in crafting excellent drinks.”

The Bar is located on the second floor of Fort Nelson and was designed to be a stand-alone experience appealing to all cocktail lovers. Michter’s “Cost be Damned” mentality to whiskey production is also evident at The Bar, with cocktails served in glassware from renowned U.K. producer John Jenkins and a world-class in-house ice program with machines from top international companies, including Clinebell, Hoshizaki and Scotsman. Cocktails at The Bar showcase a range of high-quality spirits and liqueurs, but it should come as no surprise that recipes highlight products from the impressive portfolio of Michter’s parent company Chatham Imports, including Farmer’s Gin, Los Siete Misterios Mezcal, Foro Vermouth, and of course, Michter’s Whiskey.

The Bar at Fort Nelson’s menu is divided into two parts: Classics and Modern Twists. The classics section features recipes curated by cocktail historian David Wondrich and include the Rye Manhattan (Michter’s rye, Foro Rosso vermouth, orange bitters) and the best-selling Fort Nelson Crusta (Michter’s US★1 Bourbon, rich simple syrup, honey, lemon juice, creole bitters, yellow Chartreuse). Wondrich’s Crusta was even named one of the 10 best cocktails of 2020 by Robert Simonson. The Modern Twists menu includes signature cocktails created by the bar team led by Dallas White. A favorite of Head Bartender White from the spring/summer 2023 menu is the earthy and refreshing La Piña Brillianté with Los Siete Misterios Doba-Yej Mezcal, Cocchi Americano, pear brandy, fresh pineapple juice, fresh lemon juice, simple syrup and absinthe.

In addition to exquisite cocktails, The Bar at Fort Nelson prides itself on great hospitality, a pillar of the Michter’s team. Joining Head Bartender Dallas White are bartenders Christy LeCompte, Casey West, Haley Trent, and Georgia McIntosh, along with General Manager Nick Peoples, Assistant General Manager Annie Mae Emerson, Director of Hospitality Vicky Fugitte and Bar Associates Niccole Dickerson and Charonda Manica, who go above and beyond in delivering a bespoke hospitality experience. One example of their dedication to hospitality is a personalized whiskey sour made with an in-house cocktail printer.

The Bar at Fort Nelson has hosted prominent international bar professionals, including Jesse Vida and Yana Keller when both were at Atlas Bar, Singapore; Philip Bischoff, Keith Motsi, Ashish Sharma, and Karen Arceyuth of Four Seasons; and Andrew Ho and Bastien Ciocca of Hope & Sesame China as part of its popular Fellows program. According to Matt Magliocco, the genesis of the Fort Nelson Fellows program came from a simple realization: top bar professionals from around the world were visiting Louisville either on their own volition or at the invitation of bourbon companies, but their interaction with the local Louisville hospitality community – which is very passionate and talented in their own right – was virtually nonexistent.

Matt explained how Michter’s intended to build a stronger bar community with The Bar and its Fellows program: “How cool would it be if we could create an avenue for the exchange of ideas between visiting global professionals and the Louisville community? From the earliest stages, The Bar at Fort Nelson was intended to be a center of education and a sort of living room for the local hospitality community. Since kicking off in 2019, the Fort Nelson Fellows events have been the centerpiece of that. We have been fortunate to attract an outstanding lineup of bartenders, bar owners, brand founders, and educators. The reception has been unbelievable – each Fellows event has been a full house, drawing attendees not only from Louisville, but also Cincinnati, Lexington, and other cities in the region. The best part is that our guests often remain in touch with our Fellows, which was our hope from the beginning. We frequently hear from our guests that a particular presentation has led to an epiphany or provided meaningful inspiration.”

What about the format for a Fellows event? As explained by Matt, “Fort Nelson Fellows events follow a general format that allows for some consistency but also encourages full freedom on the part of the Fellows. They deliver a masterclass in the afternoon about whatever topic they want – what inspires them; their journey to where they are now; the key focus areas of their bar program; the challenges they encounter; or anything else they desire to discuss. It is not focused on Michter’s. All we ask is that they prepare a thoughtful presentation and bring great energy. Then, after a short break to reset the bar, they return in the evening to participate in a guest shift with a special menu of cocktails selected by the Fellow.”

The all-in offering of the Fort Nelson Distillery and its interactive tours and a well executed cocktail bar with the international Fellows program, is sure to appeal to cocktail enthusiasts and industry alike, making for one of the most compelling imbibing experiences in America.

Al via la Daiquiri Week promossa da Ron Santiago de Cuba

Dal 12 al 21 luglio si celebra la Daiquiri Week promossa da Ron Santiago de Cuba, la settimana di festa dedicata al drink cubano quest’anno coinvolge più di 80 locali in Italia

Riparte anche quest’anno dal 12 al 21 luglio la Daiquiri Week, la settimana di celebrazione del drink a base di rum zucchero e lime reso famoso dallo scrittore americano Ernest Hemingway, promossa da Ron Santiago de Cuba (distribuito in Italia da Rinaldi 1957). Una iniziativa che culminerà nel Daiquiri Day del 19 luglio.

La festa del Daiquiri che anche quest’anno, dopo la prima edizione globale del 2023 si estenderà a tutto il mondo, in Italia ha visto l’adesione di più di 80 locali tra nord e sud chiamati a creare tre variazioni di Daiquiri, utilizzando Ron Santiago de Cuba. In questa speciale drink list della settimana del Daiquiri, nei bar aderenti si potranno assaggiare due versioni più classiche (un White Daiquiri con il Carta blanca invecchiato tre anni e un Golden Daiquiri con rum invecchiato otto anni) e un Surprise Daiquiri a tema libero, in cui ognuno possa esprimere la propria creatività in una ricetta originale.

A questo si aggiunge una short list di locali sparsi in tutto il mondo che propongono la propria versione del Daiquiri utilizzando il Ron Santiago de Cuba 11 anni: sono quelli della Casa del Daiquiri de Ron Santiago de Cuba, un gruppo selezionato dei migliori cocktail bar del mondo nato nel 2021. I locali italiani a farne parte sono dieci, tra cui il Dry e il Chanchullo di Milano e il Drink Kong di Roma (la lista completa per paese qui).

«Ron Santiago de Cuba nasce nel 1926 a Cuba - ha spiegato Valentina Ursic direttore marketing di Rinaldi 1957, in occasione dell’evento di lancio della Daiquiri Week all’Hotel Butterfly di Roma - nella zona più a Oriente dell’isola, dove c’è un microclima particolare per la crescita della canna da zucchero, che beneficia così di un terreno particolarmente minerale e che assume un’aromaticità che viene conferita anche al Ron». Il risultato è un distillato leggero e delicato, che ha nella sua ricetta un ingrediente speciale: le vibrazioni del treno. «La ferrovia passa proprio vicino allo stabilimento di affinamento del Ron dove si trovano le botti di quercia, per questa ragione si dice che il Ron Santiago de Cuba viene cullato da queste vibrazioni del treno che attraversa l’isola», aggiunge Ursic.
«Canna da zucchero 100% cubana e l’osservazione di disciplinari rigorosi, che portano questo rum ad avere il riconoscimento della Dop», garantisce la brand ambassador di Rinaldi 1957, Ilaria Bello. Da disciplinare cubano anche l’indicazione degli anni di invecchiamento del rum sull’etichetta della bottiglia che in questo caso fanno riferimento al liquido più giovane presente in bottiglia.

Birra Biova Cellini: un’avventura di gusto e sostenibilità

Biova Cellini Birra
Cellini Caffè, grazie alla collaborazione con Biova Project, ha realizzato una birra artigianale al caffè ottenuta con la materia prima recuperata dalle capsule ammaccate durante il processo produttivo. Un progetto di economia circolare che propone un modo nuovo di gustare il caffè

Andare oltre per esplorare il caffè fuori dall’ordinario e portare l’eccellenza verso nuovi orizzonti. È questa la filosofia alla base del nuovo corso di Cellini Caffè, nel solco di una nuova strategia di marca che punta a mettere sotto i riflettori i valori della contemporary Italian Roastery genovese: qualità, innovazione e impegno verso la sostenibilità. In questo percorso si iscrive il lancio di Biova Cellini, una birra prodotta con il caffè recuperato dalle capsule ammaccate, presentata a Milano nella sede di Sbam, l’agenzia creativa del gruppo internazionale di marketing Jakala, partner strategico dell’azienda per tutta la comunicazione classica e digitale.

Rafforzare l’impegno green

Ad affiancare Cellini Caffè in questo progetto, esempio virtuoso di economia circolare, è Biova Project, giovane realtà torinese specializzata nella trasformazione del surplus alimentare in valore aggiunto, con un focus particolare sulla creazione di birra artigianale dal pane invenduto, ma anche dagli sfridi di pasta e dalle rotture di riso.

«Il progetto rispecchia in tutto i nostri valori. Qualità, che garantiamo con la rigorosa selezione delle migliori materie, la tostatura lenta e la creazione di miscele di qualità superiore, e con un team del laboratorio qualità che vanta tre Q Grader ha raccontato Giorgio Boggero, ceo di Cellini -. Innovazione, sia nei processi produttivi sia nella proposta di prodotti per offrire nuove esperienze e viaggi di gusto nel mondo del caffè, in linea con il nostro posizionamento come torrefazione italiana contemporanea. Sostenibilità, con un impegno che inizia dalle materie prime, quasi totalmente certificate Rainforest Alliance o Fairtrade, passando per l’uso del 100% di energia rinnovabile fino all’uso di cartoncini Fsc per gli imballaggi. La collaborazione con Biova è un ulteriore passo per rafforzare tale impegno, permettendoci, in più, di offrire un prodotto che crediamo piacerà molto».

Artigianale, sorprendente e sostenibile

Biova Cellini è una birra artigianale che trae ispirazione dalla Schwarzbier, una lager scura tedesca, tipica della Turingia, ed è caratterizzata da un colore intenso e dalle piacevoli note di caffè 100% arabica che si fondono perfettamente con quelle tostate e caramellate del malto che con luppolo, lievito e acqua compongono la ricetta. Con una gradazione del 4,7%, è leggera, morbida al palato e molto bevibile, regalando un’esperienza gustativa dove le sfumature tostate del caffè si sposano a meraviglia con la freschezza della birra.

«È un’ottima birra al caffè e racconta anche una splendida storia di economia circolare: abbiamo utilizzato circa 50 kg di caffè recuperato da 10.000 capsule ammaccate durante il processo produttivo, altrimenti inutilizzabili, e prodotto 2500 litri di birra – ha commentato Franco Dipietro, fondatore e ceo di Biova Project -. Una dimostrazione che oggi finalmente si può, e si deve, investire sulla sostenibilità aziendale puntando allo stesso tempo ad avere un prodotto di alta eccellenza per il consumatore finale».

Il tour Coffe Hour

La nuova birra sarà presto disponibile in esclusiva nei bar Cellini, circa 2000 in tutta la Penisola. «Una scelta fatta per differenziarne e innovarne l’offerta ha raccontato Gianluca Fausti, cmo Cellini -. Ad accompagnare questa nuova avventura di gusto una campagna integrata che include affissioni, attività digitali e un programma di attivazione nei bar». Quest’ultimo è il tour Coffe Hour: un calendario di eventi in alcuni bar Cellini di Milano (dalle 17.30 alle 20.30) che permetteranno di scoprire un nuovo modo di gustare il caffè, con protagonisti la birra Biova Cellini e una selezione dei signature cocktail al caffè firmati da Diletta Sisti, brand ambassador della torrefazione e volto di Barista Society, la piattaforma formativa social dedicata ai baristi (leggi Barista Society, la piattaforma formativa di Cellini Caffè). Un’iniziativa che vuole aprire le porte al caffè nel momento dell’aperitivo.

Calendario che ha preso il via con l’appuntamento al Cube Milano Brera, prosegue venerdì 12 luglio al Caffè Inn International Bistrot e poi il 18 luglio con la tappa a El Beverin.

La campagna è frutto della collaborazione tra Cellini e Sbam, mentre a firmare l’identità visiva della birra Biova Cellini è Arc’s.

Nordés celebra la Galizia con la limited edition The Atlantic Magic Collection

Nordés The Atlantic Magic Collection
Con la serie di pack in edizione limitata The Atlantic Magic Collection il gin premium rafforza il legame con la sua terra anche visivamente. Il design della prima bottiglia celebra i fari della costa galiziana

Nordés, il gin superpreium della Galizia, rende omaggio alla sua terra. Lo fa con The Atlantic Magic Collection, una collezione in edizione limitata dove il legame del distillato del gruppo spagnolo Osborne con le sue origini nella costa atlantica e nell'oceano, che da sempre trova espressione nel gusto distintivo di questo gin, si manifesta anche visivamente nel design della sua iconica bottiglia.

Un omaggio agli iconici fari della Galizia

A inaugurare la collezione è la Nº1, disponibile in italia distribuita da Stock Spirits, dove la classica bottiglia di Nordés, ispirata alla ceramica tradizionale di Sargadelos, che si distingue per l’unicità dei suoi disegni e l’uso dei colori bianco e blu, celebra i fari che si susseguono lungo i 1.500 km della costa galiziana. In particolare, i fari che sorgono nella provincia della Coruña, quali la Torre di Ercole, costruito in epoca romana e il più antico funzionante al mondo, il Faro di Finisterre, a Fisterra, tra i più visitati e che sorge sull’ominimo Capo, così chiamato dai romani perchè credevano che fosse il punto più occidentale d’Europa e quindi quello dove il mondo finisse, e il Faro de Punta Nariga, a Malpica de Bergantiños, che con la sua altezza di 50 metri e la base che ricorda la prua di una nave è il più moderno e all'avanguardia della Galizia e perfettamente integrato nel paesaggio, che è la vera fonte di ispirazione del design della prima nata dela limited edition.

Nella bottiglia il disegno del faro si inserisce in un contesto che conserva l'essenza visiva del brand, con le caratteristiche frecce o gli storni che seguono il corso del vento Nordés, che annuncia l'arrivo del bel tempo in Galizia, e dal quale il gin ha preso il nome, mentre altri elementi oceanici, resi graficamente da pesci, balene e barche, sottolineano la natura atlantica del distillato. Altra peculiarità della bottiglia è che brilla di luce propria, bianca e luminosa di giorno, brillante di notte, grazie all’inchiostro luminescente che riveste il disegno.

Fresco, aromatico, fruttato

La serie The Atlantic Magic Collection manitiene inalterato il tipico sapore fresco e aromatco di Nordés (alc 40% in vol), caratterizzato da note erbacee e di frutta bianca. Un gin frutto di un’originale ricetta che ha la sua principale peculiarità nella base alcolica utilizzata: un distillato di vino ottenuto da uve Albariño, un vitigno a bacca bianca tipico della Galizia, conosciuto per la sua buccia spessa e la sua spiccata acidità. A questo si aggiungono 11 botaniche, 6 delle quali selvatiche della Galizia (salvia, alloro, verbena odorosa, eucalipto, menta piperita e salicornia), che gli conferiscono il suo aroma balsamico, e 5 d’oltremare (ginepro, zenzero, cardamomo, fiori di ibisco e tè nero), che con le loro sottili note ne bilanciano il gusto.

Top 500 Bars 2024 svela le posizioni dalla 301 alla 500

La bottigliera del Nite Kong di Roma
25 indirizzi italiani presenti nella classifica mondiale e molti sono cocktail bar della provincia italiana. A novembre a Parigi la cerimonia finale

La provincia italiana parla forte e chiaro al mondo della miscelazione. A riconoscerlo anche la rassegna Top 500 Bars 2024, che ha appena pubblicato la prima tranche di locali internazionali, dalla posizione 500 fino alla 301. Venticinque gli indirizzi targati “Italy” in queste prime duecento posizioni svelate, più di uno su dieci. Un grande risultato se consideriamo che la classifica coinvolge 129 città in tutto il mondo e che mancano molti dei top bar italiani (qui la rassegna del 2023, che aveva premiato molta Italia), che siamo sicuri troveremo nelle posizioni più alte. I risultati per l’intervallo da 300 a 200 saranno svelati a settembre, seguiti da quello da 200 a 100 a ottobre. Per le prime cento posizioni si dovrà invece attendere la cerimonia di premiazione, che si terrà a Parigi a metà novembre.

La classifica Top 500 Bars si distingue per la sua metodologia basata sull’analisi di big data in oltre 20 lingue, che aggrega dati provenienti da migliaia di fonti online, tra cui opinioni di esperti, recensioni dei consumatori e presenza sui social media. «Questo approccio - dicono - garantisce una rappresentazione equilibrata e obiettiva del panorama globale dei cocktail bar e fornisce una panoramica completa».

Con molte new entry in elenco, la rassegna 2024 dimostra un rinnovato dinamismo nel settore dei cocktail bar. «Gli ultimi anni - afferma Anthony Poncier, fondatore di Top 500 Bars - sono stati una prova di resilienza per l’industria dei bar, ma ora stiamo assistendo a un’incredibile rinascita di creatività e innovazione».

Fra i top 25 italiani troviamo diversi rappresentanti della miscelazione capitolina e in particolare le due aperture che più hanno fatto parlare di sé da un anno a questa parte: il Nite Kong (308, il primo italiano in lista, in foto) e il Jerry Thomas Bar Room (377), entrambi spin-off di successo, rispettivamente del Drink Kong e del Jerry Thomas speakeasy. Si segnala anche la presenza del W Lounge (317), dove è di recente approdato il bravissimo Mattia Capezzuoli, del Club Derriere (355) e del Rem (458). Passando a Milano, troviamo in ordine di apparizione il Dry Milano (304), il Rita’s Tiki Bar (313), il The Spirit (374), il Bulk Mixology Bar (411), l’Ultra (424) e il Drinc Cocktail & Conversation (436).

Ma come si diceva, sebbene i locali delle due principali città italiane siano per lo più nella parte alta della classifica, non mancano gli esponenti della miscelazione italiana fuori dalle due capitali, quella reale e quella economica del paese. Dalla vecchia capitale d’Italia, arriva l’onorevole posizione 400 dell’Azotea di Torino. Due posizioni più sotto, al 402 troviamo il Laboratorio Folkloristico di Pomigliano d'Arco (Napoli) e ancora al n.407 il Mercante di Venezia. La città di San Marco ancora presente con l’Arts Bar alla posizione 420, preceduta al gradino precedente dal Barcollo di Siracusa (419). E ancora il Jeffer di Pisa (442), il Santa Cocktail Club di Firenze (447), il Depero di Rieti (449) e il Bohéme Mixology Bar di Catania (450), il Sentaku Izakaya di Bologna (462), il The Soda Jerk di Verona (464), il Mad Souls & Spirits di Firenze (477), il Circus Cocktail Bar di Catania (489) e l’Alto Rooftop di Cervia in provincia di Ravenna (498).

La classifica Top 500 Bars 2024 (posizioni dalla 301 alla 500):

  1. Nacarat Bar (Montreal/Canada)
  2. Maybe Mae (Adelaide/Australia)
  3. Dry Martini (Barcelona/Spain)
  4. Dry Milano(Milan/Italy)
  5. Rossio Gastrobar (Lisbon/Portugal)
  6. Lennon's Bar (Bangkok/Thailand)
  7. Death & Co (New York/US)
  8. Nite Kong (Rome/Italy)
  9. The Old Man (Hong Kong/China)
  10. Cantina Ok (Sydney/Australia)
  11. Cane & Table (New Orleans/US)
  12. Bar Raval (Toronto/Canada)
  13. Rita's Tiki Room (Milan/Italy)
  14. 14 de la Rosa (Barcelona/Spain)
  15. Champagne Bar at the Surf Club (Miami/US)
  16. Velvet (Berlin/Germany)
  17. W Lounge (Rome/Italy)
  18. Raised by Wolves (San Diego/US)
  19. Cloakroom Bar (Montreal/Canada)
  20. Tlecan (Mexico City/Mexico)
  21. Backdoor Bodega (Penang/Malaysia)
  22. Classique (Paris/France)
  23. Kleinod Bar (Vienna/Austria)
  24. CopperBay Lancaster (Paris/France)
  25. Svanen (Oslo/Norway)
  26. Gibson (Singapore/Singapore)
  27. The Violet Hour (Chicago/US)
  28. Mariposa Negra (Barcelona/Spain)
  29. Xaman Bar (Mexico City/Mexico)
  30. Toca da Raposa (Lisbon/Portugal)
  31. Alice (Seoul/Korea)
  32. Vida Rica (Macau/China)
  33. Equal Parts (London/UK)
  34. Speak Low (Shanghai/China)
  35. Picco (Sao Paulo/Brazil)
  36. The Lobo (Sydney/Australia)
  37. Lost & Found Drinkery (Nicosia/Cyprus)
  38. Soma (London/UK)
  39. Clover Club (New York/US)
  40. The Haflington (Hanoi/Vietnam)
  41. Whisper Sister (Tallinn/Estonia)
  42. 878 Bar (Buenos Aires/Argentina)
  43. Maison Artemisia (Mexico City/Mexico)
  44. Hiding in Plain Sight (Amsterdam/Netherlands)
  45. Duck and Cover (Copenhagen/Denmark)
  46. The House of the Machines (Cape Town/South Africa)
  47. Tata Cocktail Bar (Copenhagen/Denmark)
  48. The Laundry Room (Las Vegas/US)
  49. Lab 22 (Cardiff/UK)
  50. Liz Cocktails & Co (Rio de Janeiro/Brazil)
  51. Savas (Madrid/Spain)
  52. The Bamboo Bar (Bangkok/Thailand)
  53. Bar Cham (Seoul/Korea)
  54. Smoke & Bitters (Hiriketiya/Sri Lanka)
  55. Club Derrière (Rome/Italy)
  56. Dogma (Antwerp/Belgium)
  57. The Enigma Mansion (Ho Chi Minh/Vietnam)
  58. Indulge Bistro (Taipei/Taiwan)
  59. 67 Orange Street (New York/US)
  60. Le Chamber (Seoul/Korea)
  61. Zuma (Dubai/UEA)
  62. Monkey Mash (Lisbon/Portugal)
  63. Barbary Coast (Singapore/Singapore)
  64. The Coldroom (Montreal/Canada)
  65. Experimental Cocktail Club (Paris/France)
  66. Peruke & Periwig (Dublin/Ireland)
  67. Nauticus (Edinburgh/UK)
  68. Find the Locker Room (Bangkok/Thailand)
  69. Tommy's (San Francisco/US)
  70. The Back Room (Manila/Philippines)
  71. Hero Bar (Nairobi/Kenya)
  72. Hemingway Bar (Prague/Czech Republic)
  73. Old Crow (Zurich/Switzerland)
  74. The Spirit (Milan/Italy)
  75. El Floridita (Havana/Cuba)
  76. Fat Cats (Madrid/Spain)
  77. Jerry Thomas Bar Room (Rome/Italy)
  78. Floreria Atlantico (Barcelona/Spain)
  79. BarMini by Jose Andres (Washington DC/US)
  80. The Gresham Bar (Brisbane/Australia)
  81. Vintage Cocktail Club (Dublin/Ireland)
  82. Carry Nation (Marseilles/France)
  83. Side Door (Singapore/Singapore)
  84. Botanero (Rotterdam/Netherlands)
  85. Frank's Bar (Buenos Aires/Argentina)
  86. Quattro Teste (Lisbon/Portugal)
  87. Bar Fouquet's (Cannes/France)
  88. Front/Back (Accra/Ghana)
  89. Southside Parlor (Seoul/Korea)
  90. PDT (New York/US)
  91. Victoria Brown (Buenos Aires/Argentina)
  92. The St. Regis Bar (Macau/China)
  93. Terraplana (Porto/Portugal)
  94. Pensão Amor (Lisbon/Portugal)
  95. Dear Irving (New York/US)
  96. Viva Madrid (Madrid/Spain)
  97. Avra Bar (Athens/Greece
  98. Le Mal Nécessaire (Montreal/Canada)
  99. Amelia (Dubai/UEA)
  100. Azotea (Turin/Italy)
  101. Attaboy (Nashville/US)
  102. Laboratorio Folkloristico (Pomigliano d'Arco/Italy)
  103. Minore (Paris/France)
  104. Tandem Cocktail Bar (Barcelona/Spain)
  105. Raines Law Room (New York/US)
  106. A for Athens (Athens/Greece)
  107. Il Mercante (Venice/Italy)
  108. Best Intentions (Chicago/US)
  109. Schumann's (Munich/Germany)
  110. Bar Leather Apron (Honolulu/US)
  111. Bulk Mixology Bar (Milan/Italy)
  112. Kultura (Belgrade/Serbia)
  113. The Honey Moon (Paris/France)
  114. Seiberts Bar (Cologne/Germany)
  115. Bar Luciole (Cognac/France)
  116. Boubalé (Paris/France)
  117. Ralph's Bar (Chengdu/China)
  118. The Chug Club (Hamburg/Germany)
  119. Barcollo (Syracuse/Italy)
  120. Arts Bar (Venice/Italy)
  121. Coral Room (London/UK)
  122. Foco (Barcelona/Spain)
  123. Pine & Co (Seoul/Korea)
  124. Ultra Milano (Milan/Italy)
  125. PCO (Mumbai/India)
  126. Lidkoeb (Copenhagen/Denmark)
  127. Nothing Really Matters (New York/US)
  128. ABV (San Francisco/US)
  129. Neon Pigeon (Singapore/Singapore)
  130. Purgatorio Bar (Salvador/Brazil)
  131. Double Deuce Lounge (Sydney/Australia)
  132. Crossroads (London/UK)
  133. Monkey Bar (Berlin/Germany)
  134. Boutiq' Bar (Budapest/Hungary)
  135. Astor (Sao Paulo/Brazil)
  136. Drinc. Cocktail & Conversation (Milan/Italy)
  137. Soko (Seoul/Korea)
  138. Caribbean Club (Barcelona/Spain)
  139. Youngblood (San Diego/US)
  140. Passing Fancies (Birmingham/UK)
  141. Vesper (Amsterdam/Netherlands)
  142. Jeffer (Pisa/Italy)
  143. Curfew (Copenhagen/Denmark)
  144. Blue Fox The Bar (Budapest/Hungary)
  145. Mother Cocktail Bar (Toronto/Canada)
  146. Drinkery (Cape Town/South Africa)
  147. Santa Cocktail Club (Florence/Italy)
  148. Nick & Nora (Sydney/Australia)
  149. Depero (Rieti/Italy)
  150. Bohéme Mixology Bar (Catania/Italy)
  151. Fable (Cape Town/South Africa)
  152. Sober Company (Shanghai/China)
  153. Rabbit Hole (Bangkok/Thailand)
  154. Teens of Thailand (Bangkok/Thailand)
  155. Coley (Kuala Lumpur/Malaysia)
  156. Bar Margaux (Melbourne/Australia)
  157. Mo Bar (Singapore/Singapore)
  158. REM (Rome/Italy)
  159. Truffle Pig (Berlin/Germany)
  160. Proof (Calgary/Canada)
  161. Broken Shaker (Miami/US)
  162. Sentaku Izakaya (Bologna/Italy)
  163. Glass Bar (Madrid/Spain)
  164. The Soda Jerk (Verona/Italy)
  165. Copitas (Bengaluru/India)
  166. Green Door (Hong Kong/China)
  167. Berry & Rye (Liverpool/UK)
  168. Polite & Co (Hanoi/Vietnam)
  169. Woda Ognista (Warsaw/Poland)
  170. Boticario (Buenos Aires/Argentina)
  171. Bar Oldenhof (Amsterdam/Netherlands)
  172. Layla Eatery & Bar (Ho Chi Minh/Vietnam)
  173. 686 Bar (Mexico City/Mexico)
  174. Hecate (Boston/US)
  175. Couch (Birmingham/UK)
  176. The Cocktail Club (Jakarta/Indonesia)
  177. Mad Souls & Spirits (Florence/Italy)
  178. Fix me a Drink (Bucharest/Romania)
  179. Kaito del Valle (Mexico City/Mexico)
  180. Three X Co. (Kuala Lumpur/Malaysia)
  181. Especiarium (Barcelona/Spain)
  182. Monk (Barcelona/Spain)
  183. Bar am Wasser (Zurich/Switzerland)
  184. Care/Of (Malmö/Sweden)
  185. Bank Bar (Manila/Philippines)
  186. Cinco Lounge (Lisbon/Portugal)
  187. Ritz Bar (Paris/France)
  188. The Liquor Store (Sao Paulo/Brazil)
  189. Circus Cocktail Bar (Catania/Italy)
  190. Beachbum Berry’s Latitude 29 (New Orleans/US)
  191. Electric Pawn Shop (Dubai/UAE)
  192. Buck & Breck (Berlin/Germany)
  193. Moretenders' Cocktail Crib (Istanbul/Turkey)
  194. Moonrock (Tainan/Taiwan)
  195. Caretaker (Auckland/New Zealand)
  196. Eximia (Sao Paulo/Brazil)
  197. El Niño Perdido (Valladolid/Spain)
  198. Alto Rooftop (Cervia/Italy)
  199. Cocktail Factory (Tbilisi/Georgia)
  200. Bar Central (Belgrade/Serbia)

 

Nuovi gusti di tendenza per Topping e Mousse Carte D’Or Professional

Il brand di Unilever Food Solutions dedicato alla ristorazione amplia la sua gamma di prodotti

Carte D’Or Professional, il brand di Unilever Food Solutions per la ristorazione, amplia la gamma di Topping Carte D’Or. Presentati due nuovi gusti: Caramello Salato e Limone. Inoltre, la Mousse Carte D’Or si arricchisce di due varianti: Mousse al Mango e Mousse al Lampone.

Topping Carte D'Or Professional: caratteristiche

I Topping Carte D’Or consentono in pochi e semplici gesti di personalizzare e completare dolci, budini, frutta e gelati con i gusti e i colori più di tendenza. Tutti i prodotti sono senza glutine, sono stabili a caldo, a freddo e con il gelato. Sono facili da utilizzare e dosare grazie anche grazie al contenitore con valvola salvaspreco. I nuovi Topping Caramello Salato e Topping Limone completano l’offerta ai professionisti della ristorazione, che include già le varianti Cacao, Frutti di Bosco, Caramello e Fragola.

Mousse Carte D’Or: caratteristiche

La ricca gamma di Mousse Carte D’Or permette di creare una carta dei dolci sempre diversa, originale e contemporanea, senza dover ricorrere a ricette complesse ed elaborate. Le mousse sono preparate a freddo, in modo facile e veloce e possono essere utilizzate anche in frozen machine per creme soft e semifreddi. La gamma si compone di gusti classici e di tendenza, come le due nuove varianti Mousse al Mango e Mousse al Lampone, che si aggiungono ai più tradizionali Mousse al Limone, Cocco, Caffè, Cioccolato, Cioccolato Fondente e Cioccolato Bianco. Le nuove Mousse al Mango e Mousse al Lampone hanno, inoltre, una duplice possibilità di preparazione. Aggiungendo del latte si ottiene un gusto più cremoso. Con l'aggiunta di acqua, si ottiene un sapore più fruttato. Questa seconda opzione permette di ottenere un food cost particolarmente basso.

L'evoluzione del brand Carte D'Or

Il brand Carte D’Or nasce in Francia nel 1978. La sua missione, oggi come allora, è di offrire ai ristoranti una gamma completa di prodotti di qualità, che permettano al professionista di rinnovare costantemente la proposta di dolci con un’offerta in linea con i nuovi trend, risparmiando tempo e risorse e con la massima attenzione al food cost. I prodotti Carte D’Or Professional sono veloci e semplici da preparare e garantiscono risultati costanti, anche in assenza di personale dedicato, permettendo di ridurre sprechi e scorte di magazzino. Carte D’Or include le gamme: Dessert Senza Glutine per dolci classici e tradizionali, tra cui le Mousse Carte D’Or; Basi neutre per la pasticceria; Basi per dolci da forno; Creme per farcitura e decorazione; Topping per completare e personalizzare dessert, frutta e gelati.

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