Regioni gialle, arancioni, rosse e bianche: la situazione aggiornata fino al 7 marzo

La classificazione delle regioni nelle fasce di rischio dal primo marzo, con tutte le limitazioni previste per i locali

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Foto Pixabay

Sono state firmate dal ministro della Salute Roberto Speranza cinque nuove ordinanze che aggiornano la classificazione delle regioni nelle fasce di rischio delineate dal Dpcm 3 novembre 2020 (che potete scaricare in fondo all’articolo), con le misure differenziate per limitare i contagi da Covid-19. Misure, rafforzate dal Dpcm 14 gennaio, che prevedono limitazioni anche per le attività dei locali.

Tra le nuove ordinanze c'è anche quella che classifica la Sardegna, prima regione a beneficiarne, in fascia bianca, istituita con il Dl 14 gennaio 2021, che prevede misure di contenimento minime: in pratica, il gradino subito precedente al completo ritorno alla normalità.

La nuova classificazione è in vigore dall'1 al 7 marzo.

Grande novità del Dpcm 3 novembre è stata infatti l’introduzione di una classificazione delle Regioni in tre scenari, “giallo”, “arancione” e “rosso”, sulla base della gravità della situazione epidemiologica che presentano, in ordine crescente dal giallo al rosso, a sua volta definita da 21 parametri di riferimento, tra i quali l’indice di contagio Rt, i focolai presenti e la situazione di occupazione dei posti letto e delle terapie intensive negli ospedali. Per ogni scenario sono state definite specifiche misure restrittive, commisurate al grado di rischio, mentre la collocazione delle regioni nelle varie fasce viene decisa dal ministro della Salute, sentiti i governatori, sulla base dei 21 parametri. A questi tre scenari, con il Dl dello scorso 14 gennaio, ne è stato aggiunto un quarto, il "bianco", che prevede un forte allentamento delle misure restrittive, con limitazioni ridotte al minimo. Il ministero della Salute, con frequenza almeno settimanale, verificherà il permanere dei presupposti di appartenenza di una regione nello scenario di appartenenza e quindi decidere il passaggio a quello con indice di rischio superiore o inferiore.

Per i locali le nuove misure prevedono una ulteriore stretta, che va dalla riduzione dell’orario di apertura alla sospensione delle attività. Vediamole più in dettaglio.

Classificazione regioni dal primo marzo _Dpcm 3 novembre
Classificazione delle regioni per aree di criticità dal primo marzo

Locali in regioni in fascia gialla

Nelle regioni classificate in fascia gialla, quella a moderata criticità, ovvero  Calabria, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Puglia, Sicilia, Valle d'Aosta e Veneto, si applicano, le misure previste per tutto il territorio nazionale. A partire dal coprifuoco, ovvero il divieto di circolazione dalle 22 alle 5 del giorno successivo. In tale fascia oraria sono consentiti esclusivamente gli spostamenti giustificati da comprovate esigenze di lavoro, necessità e motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato, per tutto l’arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, eccetto che per esigenze lavorative, di studio, salute o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi.

Per quanto riguarda i locali (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, rosticcerie, pizzerie, chioschi, bar mobili), l’apertura è consentita dalle ore 5 alle ore 18 tutti i giorni della settimana. Tale limite orario non si applica gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande siti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, che restano dunque aperti anche dopo le 18, e che hanno comunque l’obbligo di assicurare il rispetto della distanza interpersonale di almeno un metro. Un’eccezione è prevista anche per la ristorazione negli alberghi e in altre strutture ricettive, che possono proseguire la loro attività, ma limitatamente ai propri clienti, che siano alloggiati nelle stesse strutture.

Il numero delle persone che possono prendere posto al tavolo nei locali è fissato in un massimo di 4 «salvo che siano tutti conviventi». Dopo le ore 18, inoltre, resta vietato il consumo di cibi e bevande nei luoghi pubblici e aperti al pubblico.

Così come resta sempre consentita, senza limiti di orario, la ristorazione con consegna a domicilio nel rispetto delle norme igienico-sanitarie sia per l’attività di confezionamento che di trasporto e fino alle 22 sono permesse anche le vendite con asporto, sia di cibi sia di bevande (anche alcolici e superalcolici), con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale. Il servizio di asporto è però limitato alle ore 18 per le attività con codice Ateco 56.3. ovvero bar ed esercizi simili senza cucina, e quelle con codice Ateco 47.25.

Inoltre, restano sospese le attività di sale giochi, sale scommesse, sale bingo e casinò, anche se svolte all’interno di locali adibiti ad attività differente.

Una stretta arriva anche per le medie e grandi strutture di vendita e gli esercizi commerciali presenti all'interno dei centri commerciali, che devono stare chiusi nelle giornate festive e prefestive, ad eccezione delle farmacie, parafarmacie presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, tabacchi ed edicole.

Locali in regioni in fascia arancione

Nelle regioni che rientrano nella fascia arancione, ad elevata gravità e da un livello di rischio alto, ovvero Abruzzo, Campania, Emilia Romagna, Lombardia, Marche, Piemonte, Provincia autonoma di Bolzano, Provincia autonoma di Trento, Toscana e Umbria, le restrizioni hanno una validità di 15 giorni. In tali aree del Paese viene sospesa l’attività dei locali (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), a esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettati i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio.

Anche qui l’unica eccezione è prevista per gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande situati in aree di servizio e rifornimento carburante lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti, che dunque restano aperti.

Restano però consentiti il servizio di delivery, sempre senza limite di orario, e l’asporto, sia di cibi sia di bevande (anche alcolici e superalcolici), fino alle ore 22, sempre con divieto di consumazione sul posto o nelle adiacenze. L'asporto è permesso esclusivamente fino alle 18 per le attività con codice Ateco 56.3. ovvero bar ed esercizi simili senza cucina, e quelle con codice Ateco 47.25.

In tali regioni, è anche vietato ogni spostamento in entrata e uscita, eccetto per motivi di lavoro, salute e emergenze (da giustificare con autocertificazione), così come è vietato spostarsi in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, sempre che lo spostamento non sia motivato da esigenze lavorative o casi di necessità. È consentito il rientro presso il proprio domicilio, abitazione o residenza e attraversare questi territori nel caso occorra raggiungere regioni non soggette a restrizioni negli spostamenti.

Per quanto riguarda la Provincia di Bolzano, però, le autorità locali hanno adottato, fino a domenica 14 marzo, un regime di "lockdown duro". Oltre a bar e ristoranti, già chiusi, serrande abbassate anche per i negozi al dettaglio, e non sarà possibile la mobilità tra Comuni se non per motivi di lavoro e salute.

Locali in regioni in fascia rossa

Bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie chiusi anche nelle regioni che rientrano nella fascia rossa, quella al più alto tasso di rischio, ovvero Basilicata e Molise. Anche per questa fascia le disposizioni restano valide per una durata di 15 giorni.

I locali possono però continuare a lavorare con i servizi di asporto (cibi e bevande, compresi alcolici e superalcolici) fino alle ore 22, orario limitato alle 18 per le attività con codice Ateco 56.3 e 47.25, fermo restando il divieto per i clienti di consumazione sul posto o nelle adiacenze del locale, e di consegna a domicilio, in quest’ultimo caso senza limiti di orario.

Restano invece aperti gli esercizi di somministrazione di alimenti e bevande presenti nelle aree di servizio e rifornimento carburante situate lungo le autostrade, negli ospedali e negli aeroporti. Aperte anche le mense e il catering continuativo su base contrattuale. 

Nelle regioni che rientrano nella fascia rossa, il nuovo provvedimento dispone anche la chiusura dei negozi, a eccezione di alcune categorie, tra le quali alimentari, edicole, tabaccai, farmacie, parafarmacie, negozi per bambini e neonati, fiorai, negozi di biancheria, negozi di giocattoli, librerie, cartolerie, negozi di prodotti informatici, articoli sportivi, calzature, ottici, negozi di ferramenta, lavanderie, profumerie, parrucchieri e barbieri e mercati solo alimentari.

In tali regioni, è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita e all’interno dello stesso territorio, eccetto quelli motivati e comprovati per lavoro, salute, o urgenza, sempre da giustificare con il modulo di autocertificazione. Ovviamente, è sempre consentito il rientro al proprio domicilio, abitazione o residenza.

Locali in regioni in fascia bianca

Nelle regioni in fascia bianca, quelle che presentano uno scenario di rischio estremamente basso, ovvero la Sardegna, prima e unica regione a rientrarvi, le limitazioni sono ridotte al minimo: restano in vigore solo l’obbligo di indossare la mascherina, di rispettare il distanziamento sociale e l’obblihgo di sanificazione. Tutte le attività possono essere aperte, quindi anche bar, ristoranti e pizzerie, ma devono svolgersi secondo specifici protocolli. Inoltre, potranno comunque essere adottate, con Dpcm, specifiche misure restrittive su determinate attività «particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico».

Nel caso specifico della Sardegna, la ripartenza delle attività e le eventuali misure di controllo e precauzione saranno disciplinate da un’ordinanza della Regione, al momento non ancora emanata. Sul punto è, inoltre, in corso anche una seduta di un tavolo tecnico con il ministero della Salute per definire con precisione quali attività potranno riaprire e con quali modalità.

Dpcm 3 novembre 2020

 

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