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Pianetahotel International: the new edition of the annual Guide for hotel industry & real estate

New Edition –

The Third edition of the Italian Guide of the best of Made in Italy for contract and supplying in hotellerie. Consult the flip version.

The third issue of the Annual Guide for Hospitality & Real Estate is fully enriched of more content and useful information about Italian trend & stylein the hospitality field; a selection of young talented designers with their projects of art and boutique hotels, green resorts and luxurious structures; information about the most interesting events with international significance in hospitality, wellbeing, food and drink and real estate markets.Core of the Guide is the exhaustive and full Directory of over two hundred fifty 100% Italian Companies specialized in contracting and supplying Hospitality and Real Estate, aimed at international market in the hospitality area: contact details, trade sectors, certifications, products and references: a work tool for planners, architecs, designers, purchasing departments of the great hotel chains and last but not least International Buyers.
Pianetahotel International is much more than a fine shop window, it is a custom made guide for professionals with all the necessary information enabling them to choose among realities that represent the aristocracy of Italian design and the best that the national productive sector has to offer today.

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Pianetahotel International  is easy and useful to read and consult:
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Turisti per cocktail

Dal mondo –

Bar Convent in Germania è uno dei maggiori bar show mondiali. Due barman speciali ce lo raccontano in esclusiva. Questa è la loro storia

Nell’ambiente l’hanno ribattezzato “the Bartenders’ Christmas”, il Natale dei barman. Si è svolto lo scorso autunno, non il 25 dicembre. Lo chiamano così perché sotto l’albero del Bar Convent, di scena nell’ex Berlino Est, trovi sempre qualche bel regalo. A partire dalle 3.000 ricette di cocktail presentate in questa quarta edizione, proseguendo con una selezione non banale di spirit e, per ultimo ma non per importanza, con i laboratori sui drink condotti da storici ed esperti di tecniche tradizionali e d’avanguardia.

Relatori e alcune novità
Tra i 42 speaker c’erano nomi altisonanti del bartending: Eben Klemm, Charles Schumann, Tony Conigliaro, Matthew Bax, Ian Barrel, Peter Roth, Angus Winchester. Lisci, gassati o in miscelazione, erano 250 i prodotti presenti. Sui banchi sono sfilate le etichette di punta di big player come Diageo, Pernod-Ricard, Bacardi Martini Group, Bols, Moët Hennessy. Tra le curiosità ricordiamo “nuovi” prodotti come Geranium gin (london dry arricchito con gerani danesi), Caorunn (che in gaelico significa “sorba selvatica” ed è una delle cinque erbe aromatiche autoctone che caratterizza questo scottish gin) e Domaine de Canton, liquore allo zenzero, prodotto da John Cooper, titolare dell’americana Maurice Cooper et Cie., la stessa azienda che ha in portafoglio i liquori Chambord Royale e il St-Germain ai fiori di sambuco. Alla Postbanhof, l’ex stazione da tre anni sede dell’evento, era presente un gruppo nutrito di barman italiani. Una squadra di talenti in viaggio composta, tra gli altri, da Max La Rocca, i fratelli Mario e Fabio La Pietra, Teo Rizzolo, Oscar Quagliarini e Leonardo Leuci, oltre al recente trionfatore dell’Absolut Talent Show, Ciro Adriano De Georgio.

Attrezzatura in mostra
Per loro e per gli altri professionisti giunti a Berlino da oltre venti Paesi è stata l’occasione per toccare con mano l’attrezzatura più elegante e raffinata del momento. Mixing glass d’antiquariato, ampolle in vetro Yarai dal Giappone, cobbler shaker, shaker in ottone e silver plated, barspoon di tutte le misure e fogge e cocktail book da collezione. Nello spazio shopping, come consuetudine nei bar show più importanti, erano in vendita testi storici e di contemporanei firmati da autori come Jerry Thomas passando per David Embury sino alle firme contemporanee più autorevoli come Gary Regan e David Wondrich. «Un evento come il Bar Convent vale il prezzo del biglietto aereo. Intanto perché dà l’opportunità di stare a tu per tu con alcuni mostri sacri del nostro settore e rubargli qualche segreto. Negli stand ho provato un rum cocktail preparato da Jim Meehan, titolare di uno dei cocktail bar più famosi del momento, il Pdt di New York. Ho conosciuto Stanislav Vadrna, mixologist che si occupa di divulgare in Occidente la filosofia dell’Ichigo-ichie. Che in soldoni significa rendere irripetibile l’incontro col cliente, mettendo da parte il proprio ego, per darsi anima e shaker a chi ti sta davanti». La traduzione è di Guglielmo Miriello, bartender in forza al Fooding di Peschiera Borromeo (Mi) che, insieme a Debora Cicero dell’hotel Principe di Savoia di Milano, si è occupato di raccontarci in esclusiva la sua recente esperienza berlinese.

A lezione dai maestri internazionali
«L’attrazione principale del BCB - sottolinea Miriello - sono stati soprattutto i “main stage” coordinati da esperti. L’esordio è stato di Jared Brown e Anistatia Miller, co-fondatori del museo americano del cocktail e profondi conoscitori della storia degli spirits e della mixology. Hanno trattato un tema poco noto ma interessante, come la nascita del cocktail in Germania e la sua successiva diffusione in America». A seguire c’è stato l’intervento di Greg Bohem (a capo della Mud Puddle books, editrice specializzata nella ristampa dei vecchi bar book e curatore del sito Cocktail Kingdom) e di David Wondrich (storico del cocktail). Insieme hanno illustrato le attrezzature bar di un tempo e il loro utilizzo nella preparazione di un Sazerac o di un Manhattan.
Hanno analizzato la mixability di metà ’800 e del periodo pre-proibizionista. Nell’occasione Wondrich ha sfoggiato una rara collezione di shaker, barspoon, julep strainer, jigger e spremiagrumi manuali. Altro seminario interessante è stato quello di Jeff “Beachbum” Berry, uno dei più raffinati conoscitori del mondo Tiki. Berry ha esposto la nascita e la diffusione di questo stile che risale agli anni ’30. Il suo racconto si è soffermato sui pionieri come Donn Beach (che nel periodo del proibizionismo fu un contrabbandiere di alcolici) e su Trader Vic. Il “professore” dei Tiki ha illustrato i segreti di miscele esotiche come Mai Tai, QB Cooler, Missionary’s Downfall, Scorpion, Painkiller, Test pilot, Beachcomber’s Gold.

Le cose migliori da Berlino
Prodotti, tecniche di lavoro, macchinari e tavole rotonde
segnalati da Debora Cicero
Seminari
Vintage, retro, classici rivisitati. Questi  i termini più ricorrenti nel vocabolorio contemporaneo. Così a Berlino succede che i seminari più seguiti siano stati quelli di Bohem e Wondrich (dedicato ai cocktail dell’Ottocento e pre-proibizionismo) e quello di Beachbum Berry intitolato ai cocktailesotici Tiki degli anni Trenta.
Rotovapor
È l’evaporatore rotante, comunemente usato nei laboratori di chimica, che Tony Conigliaro ha usato per distillare a bassa pressione. Sul blog Drink Factory trovate maggiori informazioni sul congegno e i suoi utilizzi.
Molecolare
La faccia australiana della mixologia molecolare è quella di Matthew Bax del Der Raum di Melbourne e del Tippling Club di Singapore.
Tavola rotonda
Dale DeGroff, Charles Schumann e Peter Roth. I tre vecchi leoni hanno ripercorso, con competenza e ironia, le tappe storiche del bartending. Soffermandosi in particolare sulla miscelazione in voga negli anni Ottanta in Usa ed Europa.
Ichigo-Ichie
Stanislav Vadrna è un fine conoscitore del mondo dell’ospitalità orientale. Il suo master lo dedica all’Ichigo-Ichie. Dal giapponese: rendere irripetibile l’incontro col cliente, mettendo da parte il proprio ego, per darsi totalmente al suo servizio.
Showcase
Fare il bartender è anche una questione di stile. Diageo World Class Raising the Bar lo ha dimostrato, con le esibizioni di Spike Marchant, Angus Winchester e Max La Rocca.
 Prodotti
Tra i 250 prodotti un’ampia selezione di bitter: da Angostura Orange Bitter, The Bitter Truth, Fee Brothers, Picon à l’Orange. Tra le novità più interessanti Domaine du Canton (liquore al ginger), St-Germain (liquore al sambuco), Belvedere vodka nell’inedita versione (macerata) Pink Grapefruit.

Summit Imprese fuori casa 2010 – Gli approfondimenti dei caffè letterari

Formazione horeca –

Gli approfondimenti con esperti,giornalisti e docenti su temi di grande attualità per avere a disposizione soluzioni immediate per migliorare la marginalità delle imprese.

• 1ª sessione I CAFFÈ LETTERARI - Incontri in contemporanea

  • Saper vendere un prodotto premium con ricette esclusive
    Coordina: Stefano Nincevich, giornalista Bargiornale
    Ne discutono: Dario Comini, mixologist e consulente - Dom Costa, mixologist e consulente - Leonardo Leuci, mixologist e consulente
  • Tecnologie che ridefiniscono l'esperienza dell'ospite in camera e generano nuove opportunità di guadagno

    Coordina: Roberto Barat, giornalista Pianetahotel
    Ne discute: Palmiro Noschese, Area Manager Italy Sol Melià Hotel&Resort
  • La sala da cenerentola a principessa: tecnologie, metodiche e formazione per trasformare un'area passiva in una strategica
    Coordina: Antonio Mungai, direttore Ristoranti Imprese del Gusto
    Ne discutono: Massimo Feruzzi, A.D.JFCTourism Management e di World Tourism Network -
    Donatella Rampado, Presidente Arc Consulting, docente di Self Brand
  • EXPO 2015: una grande opportunità per le aziende di ristorazione abituate a lavorare sui grandi numeri
    Coordina: Raffaella Nobile, direttore di redazione Ristorazione Collettiva
    Ne discute: Roberto Predolin, Presidente Milano Ristorazione SPA

 

• 2ª sessione I CAFFÈ LETTERARI - Incontri in contemporanea

  • Rinnovare il locale: soluzioni su misura e formule di finanziamento commerciale
    Coordina: Rossella De Stefano, caporedattore Bargiornale
    Ne discutono: Luigi Rubinelli, direttore MarkUp - Gianpietro Sacchi, designer, progettista d'interni; docente presso il POLI.design - Consorzio del Politecnico di Milano
  • Quale opportunità e vantaggi offre l'affiliazione ad un Brand
    Coordina: Claudio Bonomi, Vice caporedattore Pianetahotel
    Ne discute: Mauro Santinato, presidente Teamwork
  • Il Food: tra gusto e identità culinarie nuove opportunità per essere competitivi e attrarre clienti
    Coordina: Antonio Mungai, direttore Ristoranti Imprese del Gusto
    Ne discutono: Roberto Pinton, Segretario Assobio e Federbio - Carlo Meo, A.D. di M&T consulenza in ristorazione e retail
  • Come valutare e migliorare la soddisfazione dell'utente della ristorazione collettiva
    Coordina: Raffaella Nobile, direttore di redazione Ristorazione Collettiva
    Ne discute: Amina Ciampella, titolare Studio Ciampella - Consulenze alimentari Presidente Ordine Tecnologi Alimentari Lombardia e Liguria

 

3ª sessione I CAFFÈ LETTERARI - Incontri in contemporanea

  • Come ottimizzare il lavoro e migliorare la marginalità con le nuove tecnologie
    Coordina: Andrea Mongilardi, giornalista Bargiornale
    Ne discutono: Oscar Cavallera, Direttore Bar University - Ivano Peverelli, Resp.Restaurant Division MICROS - Maurizio Orlando, Amministratore Delegato di Juicebar
  • Rivitalizzare il momento della prima colazione con prodotti e attrezzature di "nuova generazione"
    Coordina: Rodolfo Guarnieri, giornalista Pianetahotel
    Ne discute: Fabio Vigitello, General Manager area Torino Gruppo Atahotels - Docente Bar University
  • La cucina previsionale: tecnologie e nuovi processi produttivi a vantaggio del profitto dell'impresa
    Coordina: Antonio Mungai, direttore Ristoranti Imprese del Gusto
    Ne discutono: Roberto Carcangiu, R.C. Food Consulting, formazione e consulenza nella ristorazione - Massimo Giubilesi, Presidente Giubilesi & Associati, health and food service management - Ettore Senes, Managing director Italia Fusion Chef by Julabo
  • Ecologia + Economia. Come operare scelte sostenibili può tradursi anche in una formidabile leva economica per le aziende.
    Coordina: Raffaella Nobile, direttore di redazione Ristorazione Collettiva
    Ne discute: Matteo Guidi, fondatore e responsabile operativo Last Minute Market, società spin off dell'Università di Bologna

Summit Imprese fuori casa 2010 – Le relazioni delle sessioni plenarie

Formazione –

A novembre una giornata dedicata a tutti gli attori della filiera horeca realizzatadal Gruppo 24 ORE in collaborazione con le testate Bargiornale, Ristoranti, Pianetahotel, Ristorazione Collettiva e la scuola Bar University

SESSIONI PLENARIE

• I luoghi del fuori casa: scenari attuali e futuri. Le tendenze internazionali e le opportunità per le imprese italiane

Moderatore dei lavori: Oscar Cavallera, Direttore Bar University
Intervengono:

• Verso la ripresa, strategie distributive non convenzionali: come fidelizzare la clientela e migliorare la marginalità

Intervengono:

• Il consumatore di domani: vecchie e nuove abitudini di consumo.
Come cambiano gli stili di vita e l'impatto sui luoghi di consumo nell'era web 2.0

Moderatore Davide Paolini, Il Gastronauta
Intervengono:

• Presentazione de La Guida ai Ristoranti de Il Sole 24 ORE 2011 e consegna premi

• TAVOLA ROTONDA - Qual è la prossima tendenza che gli chef abbandoneranno?

Moderatore: Antonio Mungai, direttore Ristoranti - Imprese del Gusto
Intervengono:

  • Ettore Bocchia, ristorante Mistral Bellagio (CO)
  • Enrico Crippa, ristorante Duomo di Alba (CN)
  • Pietro Leeman, ristorante Joia Milano
  • Davide Oldani, ristorante D'O Cornaredo (MI)
  • Severino Salvemini, Ordinario Organizzazione Aziendale Università Bocconi Milano

Ci siamo trasferiti

nuova sede –

Da dicembre 20010 la nostra nuova sede èi  IL SOLE 24 ORE SPA Via Carlo Pisacane 1 20016 Pero (Milano) Telefono 0230223002 (centralino)Bargiornale Ristoranti. Imprese del Gusto PianetahotelRistorazione Collettiva

Da dicembre 20010 la nostra nuova sede èi 


IL SOLE 24 ORE SPA
Via Carlo Pisacane 1
20016 Pero (Milano)
Telefono 0230223002 (centralino)

Bargiornale
Ristoranti. Imprese del Gusto
Pianetahotel
Ristorazione Collettiva

Bargiornale dicembre 2010

Archivio copertine Horeca –

localicase history 10    Rita, Milano. Questo piccolo grande bar16    Mò Comfort Café, Milano. Piatti e panini solo su misura22    Nouvelle Vague, Genova. Tante anime, un successodal mondo 28    Bar Convent, Berlino. Reportage esclusivo da uno dei bar show più accreditati34    Paramount, Londra. Non si vive di solo design  tendenze&progetti 41    Format freschi per le gelaterie…

locali
case history
10    Rita, Milano. Questo piccolo grande bar
16    Mò Comfort Café, Milano. Piatti e panini solo su misura
22    Nouvelle Vague, Genova. Tante anime, un successo
dal mondo
28    Bar Convent, Berlino. Reportage esclusivo da uno dei bar show più accreditati
34    Paramount, Londra. Non si vive di solo design  
tendenze&progetti
41    Format freschi per le gelaterie. Nuovi concept dal corso Food Experience Design del Poli.Design
attività
44    La concorrenza sleale alza la testa. Il caso dei bar mascherati da circoli privati
50    Nuovi bar all’interno di spazi multifunzionali: tante idee e spunti da appuntare
56    Allarme usura: in forte crescita gli esercenti vittime di strozzini
58    Lady Drink, sempre più professioniste dietro il banco
tecnologia
60    Nuove frigovetrine: il giusto freddo che aiuta a vendere
giochi&scommesse
64    Bar e tabaccherie sotto l’attacco del gioco on line

68 la dispensa del gastronauta
70 protagonisti
72 il cliente misterioso
PROFESSIONE
speciale summit
75 Dal nostro primo Summit per le Imprese del Fuori casa, tante idee di business per ripartire.
76 La sfida di formule e offerte ibride 
78 Il punto sui consumi con Nielsen. Una timida ripresa all’orizzonte e largo ai premium
  80 Il nuovo mangiare secondo Gpf: bio, etico ed etnico. Spunti per allargare l’area food
  82 Nuovi cocktail e tecniche di vendita
  84 Quando il merchandising diventa visual: prove tecniche di applicazione nei bar
  85 Promuoversi nell’era del web 2.0
  86 Gestionali che dialogano con la clientela
  87 Formula temporary: un concept alla moda che genera interessanti opportunità d’affari
  88 Guida al rinnovamento del proprio locale
food&drink
prodotti
90 Arriva la stagione dei whisky mix: una corposa rassegna di distillati bruni, tra evergreen e novità, accompagnata da ricette esclusive e idee da imitare
ricettario
94 Gli insegnamenti di due grandi barman per chi vuole cimentarsi nell’arte della whisky mixability
98Ricette dal Disaronno Mixing Star
100 l’angolo del caffè   
102birra&co  
104 vini al bar   
106 drink da raccontare    
108 letti al bar
imprese&mercati
top management
110 Paolo Fontana, amministratore delegato di Gancia, svela le strategie mirate alla conquista del canale bar
zoom
114 L’evoluzione del bere al femminile in un ricerca Cda: preferenze e comportamenti
aziende
116 Viaggio nelle novità della 32° edizione del Sigep, il Salone Internazionale Gelateria, Pasticceria e Panificazioni Artigianali  
120 Il nuovo modo firmato Campari di intendere i calendari

123 giù il cappello  
124 agenda   
126 annunci   
128 indirizzi


L’attacco dei baristi mascherati

Attività –

Esercenti sull’orlo di una crisi di nervi. Succede quando la propria attività deve fare i conti con la recessione e viene attaccata da concorrenti travestiti da circoli privati. Soggetti che non rispettano le regole e fruiscono di agevolazioni di tutti i tipi

La concorrenza talvolta può avere la faccia innocente di un'associazione culturale che promuove il benessere psicofisico dei propri soci o di club di quartiere che spacciano singolari attività di “solidarietà” come tatuaggi o massaggi. Attività che dietro la facciata di circolo privato nascondono in modo crescente iniziative che non hanno alcuna finalità sociale ed assistenziale, ma sviluppano una vasta area di abusivismo in particolare nel settore della somministrazione di alimenti e bevande. Una zona grigia che sta assumendo dimensioni economiche preoccupanti e che sta togliendo letteralmente il sonno a molti imprenditori che, oltre a destreggiarsi tra cali di fatturati e norme restrittive, devono anche guardarsi il fianco da concorrenti mascherati da enti senza scopo di lucro. Un settore, quello del no profit, su cui recentemente ha fatto luce l'Agenzia delle Entrate avviando un censimento di enti e Onlus: un'iniziativa introdotta dall'articolo 30 del Decreto Anticrisi (dl 185/2008). Scaduti i termini (lo scorso 31 dicembre 2009) per l'invio all'agenzia di un modello contenente 38 domande su tutti gli aspetti giuridici ed economici della loro vita associativa, sono stati oltre 220mila gli enti che hanno inviato la loro comunicazione dei dati rilevanti ai fini fiscali. Da evidenziare che la pena per la mancata compilazione consisteva nella perdita delle agevolazioni fiscali che la normativa prevede in favore degli “enti non commerciali di tipo associativo”: agevolazioni che, in sintesi, consistono nell'esclusione dall'imposizione diretta e indiretta ai fini Iva. Adesso, dunque, esiste un database che rafforzerà la capacità di controllo dell'amministrazione e che servirà a scovare vere e proprie imprese commerciali dissimulate sotto forma di associazioni sportive, culturali ecc.

Un'attività di somministrazione professionale
Detto questo, nessuno vuole mettere in discussione la libertà di associazione garantita dall'art. 18 della nostra Costituzione, o la serietà della maggioranza di enti assistenziali o di associazioni di promozione sociale o altro. Il problema è un altro. E sorge quando il circolo che svolge dietro regolare autorizzazione un'attività di somministrazione di alimenti e bevande non solo non l'effettua esclusivamente a favore dei propri associati, come prevede la legge, ma la svolge in forma “professionale”. «È questo il fenomeno più preoccupante - conferma Alfredo Zini, vice presidente Epam-Confcommercio -. Non siamo più di fronte a operatori che pur violando la legge improvvisano un'attività di somministrazione aperta al pubblico. Oggi, i nostri associati si misurano con veri e propri professionisti che organizzano attività commerciali con tutti i crismi: dalla prima colazione alla cena, lavorando sette giorni su sette».

Lo sviluppo di un vero e proprio mercato parallelo

«Attività - prosegue Zini - dove sono quasi del tutto assenti non solo controlli di natura fiscale, ma quello che è ancora più grave controlli di carattere igienico sanitario. Vigiliamo sul territorio e facciamo continue segnalazioni alle autorità competenti, ma è innegabile che le file del mercato parallelo della somministrazione si stiamo continuamente ingrossando: un esercito di 100mila imprese che attuano forme di concorrenza sleale nei confronti dei pubblici esercizi. Non solo, dunque, i circoli privati “aperti” al pubblico, ovviamente, ma anche falsi enti che gestiscono attività d'intrattenimento e tutto il variegato mondo delle imprese artigiane che non rispettano le regole della somministrazione non assistita». Un problema avvertito trasversalmente da tutte le categorie e che assume forme particolarmente “pericolose” (perchè non rispettano gli standard di sicurezza) e aggressive soprattutto nelle fasce orarie serali e notturne.

Requisiti di sicurezza ed evasione fiscale

«C'è un aggravarsi delle situazioni di abusivismo - spiega Luciano Zanchi, presidente di Assointrattenimento - Confindustria - con locali di pubblico spettacolo camuffati da circoli sportivi o ricreativi senza avere i requisiti di gestione e di sicurezza di una discoteca. Quest'anno abbiamo fatto circa 700 esposti per combattere una concorrenza che sfugge alle norme sulla sicurezza imposte dal Decreto del Ministero dell'Interno del 19 agosto 1996 sulla prevenzione degli incendi. Dunque, quasi mai c'è un'autorizzazione preventiva e la pratica comune, vietata dalla legge, è quella di “associare” il pubblico all'ingresso del circolo. Per non parlare del profilo fiscale: mentre una discoteca è sottoposta a una serie di imposte e tasse - Iva, imposta spettacolo, Siae ecc. - che comportano un prelievo immediato di oltre il 40% sull'incasso lordo, il finto circolo privato che fa attività d'intrattenimento musicale o danzante con serate che vengono regolarmente pubblicizzate sui media evade completamente l'Iva e, oltretutto, non ha dipendenti». È chiaro che esiste anche un problema di controlli. Talvolta si assiste a un sostanziale scaricabarile tra Comuni e organi di polizia sulle modalità e i tempi di intervento. Senza contare che la disciplina relativa ai circoli privati è talmente complessa e ricca di eccezioni e richiami da scoraggiare anche il più volenteroso dei controllori. Una disciplina intricata, che qualcuno sospetta sia stata creata ad hoc dalle potenti lobby del mondo associativo. Al di là di tutto, c'è da dire che un'azione di controllo più severa e capillare non solo sgombrerebbe il campo dalla concorrenza sleale, ma andrebbe a privilegiare quegli enti che, nel rispetto delle leggi, sono effettivi depositari e portatori di utilità sociale. La realtà è che oggi il bar è come un fortino: assediato da soggetti che, spesso in barba alla legge, invadono il suo campo d'azione. Agli occhi di un imprenditore onesto questa situazione è inaccettabile. Anche perché il settore, grazie o per colpa della deregulation, sta vivendo una difficile fase di ristrutturazione. Solo nel 2009, oltre 22mila imprese hanno cessato l'attività con un saldo negativo di 2mila unità. E, stante le cose, si comprende bene che la concorrenza anche di un solo circolo privato che effettua un'attività di somministrazione “urbi et orbi” non sia assolutamente un problema di lana caprina.

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