È scattato il conto alla rovescia per theGINday. L’evento b2b dedicato ai buoni frutti del ginepro, gin, genever e dei loro botanici, andrà in scena domenica 8 e lunedì 9 settembre al SuperStudio Più di Milano.
Per la sua dodicesima edizione, la manifestazione organizzata da Bartender.it, rafforza la sua formula innovativa, tutta giocata sul rapporto tra prodotto e utente, attraverso un contatto diretto tra i visitatori e i marchi delle grandi aziende, dei produttori artigianali e dei piccoli distillatori. Formula che ne ha fatto un punto di riferimento per i professionisti del fuoricasa e appassionati che vogliono approfondire e aggiornare le conoscenze in materia di gin, scoprire le novità e le nuove tendenze su questo mondo e la miscelazione che ci gira intorno.
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Appuntamento da non perdere per professionisti e appassionati
Centinaia saranno le etichette dall’Italia e dal mondo in vetrina, con produttori, distributori e ambassador che ne racconteranno segreti, peculiarità e proporranno i loro prodotti in degustazione. Uno sguardo che si allarga anche alle altre realtà del comparto mixology, come i marchi di toniche e di soft drink, produttori di ghiaccio e di ingredienti per le guarnizioni.
E a proposito di miscelazione, se negli stand sarà possibile degustare il gin solo in purezza, nei tre bar tematici, Gin&Tonic Bar, Martini Cocktail Lounge e Negroni Bar, verranno serviti gli iconici drink, con ricette e tecniche svelate da bartender professionisti, utilizzando i vari brand presenti all’evento.
Nello shop ufficiale Bottega Liquori&Spiriti i visitatori potranno acquistare i distillati presenti al theGINday, con tutte le novità e le piccole produzioni ancora non distribuite sui canali tradizionali.
Spazio alla formazione
La due giorni rappresenta da sempre un’importante momento e occasione di confronto e formazione per i professionisti del fuoricasa, grazie al programma di seminari e di incontri con esperti e ospiti nazionali e internazionali che approfondiranno diverse tematiche legate al mondo gin, della miscelazione e del bar.
Tra gli appuntamenti da segnare in agenda il seminario, in programma domenica 8 (ore 14.30) dal titolo Boom boom gin, c’è chi vende e chi no. A svelare i perché nell’incontro moderato da Stefano Nincevich, vicedirettore di Bargiornale, quattro esperti del mondo dell’arte, del design, della comunicazione e della industry: Andy Bluvertigo, artista e musicista, Gianpietro Sacchi, direttore corsi post-laurea al Poli.design di Milano, Yuri Gelmini, mixologist e Bartender dell’anno ai Barawards 2020 di Bargiornale, e Davide Terziotti, scrittore e co-fondatore di Whisky Club Italia e Craft Distilling Italy.
Sempre domenica 8, Ilaria Vitale, chef al Laboratorio di antropologia del cibo e creatrice di esperienze di gusto che prendono origine dalla sua origine italo-americana, sarà protagonista di una masterclass dove approfondirà il legame tra miscelazione, cucina e barbecue grazie all'utilizzo di prodotti Gin Bugin.
Altro appuntamento di domenica da non perdere il seminario di Marco Fedele, mixologist e brand ambassador The Botanist, nella quale racconterà lo spirito di questo gin e come sfruttarne il profilo aromatico complesso ed esaltante nelle più diverse tipologie di cocktail.
Lunedì 9 è invece in programma il seminario L'AlterGin: alternative a zero, molti o pochi gradi per il tuo Gin&Tonic di Julian Biondi, bartender, imprenditore, consulente, firma di Bargiornale, co-fondatore di Fermenthinks e di Seeds, pop up bar sostenibile ora all’interno dell’Ostello Tasso a Firenze, nel quale ci si confronterà sul trend ormai consolidato dei drink no e low alcohol.
Infine, sempre lunedì 9 (ore 15), Andrea Mongilardi, vicedirettore di Bargiornale, farà il punto sul mercato del gin, raccontandone numeri, tendenze ed evoluzione con Matteo Figura, direttore foodservice Italia di Circana e responsabile dell’Osservatorio Tracking Grossisti, e Luca Pirola, ideatore di Bartender.it e TheGinDay.
I premi all’eccellenza
Altro evento clou la premiazione dei Gin Awards, il concorso alla sua seconda edizione che premia le migliori espressioni di gin. Saranno svelati i distillati vincitori nelle 4 categorie Best Italian Gin, Best International Gin, Best Idea/Concept, dedicato alla creatività del servizio del gin, e Best Packaging, decretati da una giuria di esperti dopo un blind test, ovvero un assaggio alla cieca.
A questi si aggiungono i due Premi speciali assegnati attraverso sondaggi che coinvolgeranno il pubblico presente. Nel primo, Bartenders Choice, i bartender saranno chiamati a votare i cinque gin che non possono mancare nella bottiglieria. Nel secondo, Exit Poll, sarà un sondaggio live dei brand presenti a decretare il miglior prodotto esposto in fiera.
Il super party inaugurale
Ma il format collaudato di theGINday si arricchisce quest’anno anche di una novità: il Bubbles Party, il party inaugurale, con ingresso a pagamento (acquista qui il biglietto), che prenderà vita nell’Art Garden del Superstudio Più domenica 8 dalle 18 alle 22.30, dove si potranno gustare gin cocktail e vivere una piccola food experience al ritmo della musica jazz per finire con un dj set.
Milano a tutto gin
Anche in questa edizione non mancherà theGINweek, il “fuori salone” dedicato al gin alla sua quinta edizione che anticipa e accompagna l’evento. Dal 7 al 14 settembre coinvolgerà alcuni dei locali migliori di Milano che, insieme alle aziende organizzeranno attività ad hoc: assaggi, degustazioni, special drink, seminari, special guest, serate a tema. La lista dei locali, in continuo aggiornamento, è disponibile sul sito ufficiale.
Come partecipare a theGINday
theGINday si tiene SuperStudio Più di Milano, in via Tortona 27, domenica 8 settembre (ore 12 – 20) e lunedì 9 (ore 11-19). Il costo del biglietto è di 30 euro per una giornata (25 euro acquistato online sul sito dell’evento) e di 40 euro per entrambe (35 euro sul sito).



«Abbiamo preparato una torta tradizionale bianca, simbolo della purezza dell’amore, composta da un biancomangiare a base di purè di mandorle crude, per esaltare appieno il gusto della mandorla, vaniglia e mousse ai lamponi. Le decorazioni sono in numero dispari così come i piani, che in questo caso sono cinque, a conferma dell’indivisibilità del matrimonio. La torta si taglia sempre con due mani, quella dell’uomo sotto e quella della donna sopra per simboleggiare un messaggio chiaro: “Da questo momento le decisioni si prendono in due”. Fiori e frutti, infine, sono l’augurio per la prole a venire».
«Il dolce preferito da Sonia Peronaci è il profiterole e per questo abbiamo realizzato una torta di profiterole. Ho pensato di mettere i profiterole su basi di cioccolato fondente ricostruendo una piramide di profiterole alternando gusti diversi: crema di zabaione aromatizzata con vinsanto, crema diplomatica con un inserto liquido al lampone, e crema al cioccolato fondente. Ogni bignè è stato ricoperto di una crema di bianco mangiare e poi chablonato in due versioni: lucida e opaca. Ogni porzione di torta servita comprendeva tutti e tre i bignè».
«Una torta monumentale realizzata con una texture di foglie d’ostia a simboleggiare le pagine di un libro per il taglio. Sono poi state servite monoporzioni con la forma iconica della Torta Jessica alla nocciola, mandorle e ciliegia preparate con un croccante con nocciole caramellate, cioccolato al latte e pasta nocciola, un pandispagna morbido alla nocciola e una gelatina di ciliegie con pezzi di ciliegie, bavarese alla nocciola e un biancomangiare a coprire. La finitura è stata realizzata con una spruzzata di burro di cacao bianco effetto velluto e il timbro sigillo DF (Dominiziana/Pecco) color azzurro-petrolio scelto dagli sposi».
Infatti, la coppia che fa squadra anche sul lavoro, ha creato una torta monumentale a cinque piani composta da pandispagna, crema chantilly alla vaniglia di Tahiti profumata al limone con fragoline di bosco coperta da glassa a specchio bianca.
















Il nuovo arrivato rende omaggio al paesaggio mozzafiato della penisola di Portofino, dominato Castello Brown, e alle sue bellezze naturali. È realizzato con 10 botaniche, delle quali la principale, insieme al ginepro, sono gli aghi di pino marittimo locale, che evocano gli aromi della riviera Ligure. Ne completano la ricetta la salvia, maggiorana, limone, pompelmo, mandarino, rosa, alloro e rosmarino. Prodotto con il tradizionale metodo London dry, che prevede la distillazione simultanea di tutti gli ingredienti per ottenere un gusto più secco e sapori delicati, La Penisola (alc. 43% in vol) è dunque non una semplice variante, ma un prodotto del tutto differente dall’originale Portofino Dry Gin, sia per la formula sia per metodo di produzione. Quest’ultimo è infatti realizzato con 21 botaniche distillate singolarmente secondo la tecnica distilled dry. Identica è invece l’alta qualità e la scelta della lavorazione interamente artigianale.



