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Tips & Tricks per un espresso perfetto con Caffè Vergnano

Guarda il tutorial su come preparare un espresso perfetto. Segui i consigli pratici di Fabio Dotti, master trainer di Accademia Vergnano

L'obiettivo è uno solo: servire al cliente un espresso perfetto. Una sfida per tutti i baristi, perché la qualità della bevanda servita in tazzina di porcellana, sul banco o al tavolo, dipende da tante variabili. Dalla qualità della materia prima ai fattori ambientali, dal corretto utilizzo delle attrezzature all'abilità manuale del barista.

Fabio Dotti, Master trainer di Accademia Vergnano, Training Center SCA a Chieri (Torino) che da oltre 20 anni eroga corsi di formazione per baristi, affronta punto per punto tutti i passaggi chiave della preparazione di un espresso perfetto. Un tutorial sintetico, ma completo di tutto quello che serve al barista. Consigli utili per gestire al meglio la postazione di lavoro, trattare a dovere il caffè stesso, ma anche il macinino, la caldaia e i filtri. Arrivando così all'estrazione perfetta, che - però - non basta. Anche il servizio vuole la sua parte.

In pochi clic si può effettuare le registrazione e seguire il tutorial completo. Il video dura solo 6 minuti, durante i quali il formatore esperto espone, con chiarezza e semplicità, tutti i suggerimenti per un espresso perfetto.

Il Grinder Championship fa cultura del caffè in spiaggia

Beach Coffee Fest
Domenica 15 settembre una giornata a tutto caffè a Scoglitti (RG). Ci sono ancora posti disponibili per il campionato di macinatura.

L’obiettivo di Fabio Verona, ideatore della competizione, e degli sponsor che sostengono il Master Coffee Grinder Championship, il campionato di macinatura giunto al suo terzo anno, è sempre stato quello di dare vita a un evento che coinvolgesse il maggior numero di persone, sia di professionisti del settore sia di curiosi e appassionati. 

È così che il 15 settembre la cultura del caffè va in spiaggia e si pone a disposizione del pubblico presso il centro Medusa a Scoglitti (RG), dove si svolge il primo Beach Coffee Fest organizzato da Brazilcafè.

La giornata di eventi gratuiti con degustazioni, formazione, giochi di spiaggia e dj set prende il via alle 10,30. Protagoniste della prima parte sono Francesca Bieker, consulente, formatrice  e ideatrice del progetto Grip (acronimo di Green coffee, Roasting, Ingredient e Perception, un vero viaggio nel mondo della filiera del caffè), ed Eleonora Pirovano presidente di Iwca Italia (International Women’s Coffee Alliance), che daranno vita a vari momenti di cultura sul caffè, con una particolare attenzione al ruolo femminile all’interno di tutta la filiera. 

Per chi ama o vuole scoprire le estrazioni a filtro c’è lo stand di Sca Italy con la presenza del trainer e giudice Alessio Vabres a guidare alla scoperta degli specialty, delle estrazioni alternative e della macinatura, con un focus mirato ad essa. Per chi vuole scoprire i segreti di un cappuccino realizzato a regola d’arte e della latte art, il campione italiano di latte art Giuseppe Fiorini cura uno spazio dedicato. Non si può dimenticare una presenza costante nelle case degli italiani e in numerosi bar: la moka, presente con uno stand dedicato e curato da Iuri Grandini cui spetta il compito di guidare alla sua migliore preparazione nonché alla realizzazione di estrazioni particolari con Pump my Moka.

Infine, lo spazio della competizione, dove dalle 16.00 i baristi si sfideranno per preparare ai giudici presenti, tra i quali Luca Ventriglia in qualità di capo giuria, l’espresso perfetto realizzato con un caffè certificato Iwca di Brazilcafè per aggiudicarsi il titolo della tappa del primo Campionato di Macinatura. Iscrizioni ancora aperte sul sito www.mastergrinderchampionship.com 

 Nel frattempo, in spiaggia, il team dei bagni Medusa intratterrà il pubblico con giochi ed attività a tema caffè, DJ set Time Machine con Luca Occhipinti e un gioco aperitivo a squadre in tema.

 Omaggi per tutti dagli sponsor: Ipa Porcellane, Ims filtri, Pulycaff, Dalla Corte, Eureka, Brita Italia, Dvg Coffee, Keber, Parallelo Lab, Metallurgica Motta e Brazilcafè.

Come prima più di prima, l’Italia del gelato s’incontra a Milano

Alla gelateria Wally di Milano, Andrea Zingrillo accoglie 20 maestri gelatieri per un viaggio nell'Italia del gelato per la quarta edizione di Come prima più di prima

Arrivano da tutta Italia i 20 maestri gelatieri che, nel pomeriggio di sabato 12 ottobre a Milano, animeranno la quarta edizione di Come prima più di prima. L’appuntamento alla Gelateria Wally, in piazza Lavater, dove Andrea Zingrillo riunisce ancora una volta i migliori gelatieri italiani per una giornata di festa e solidarietà.

Come Prima Più di Prima, un viaggio tra sapori di tutta Italia

Nato nel 2021 come evento per il ritorno alla normalità dopo la pandemia, Come prima più di prima è diventato un appuntamento fisso per tutti gli amanti del gelato artigianale. Per tutti (intolleranti al lattosio e al glutine compresi) ci sarà la possibilità di fare un viaggio tra i sapori di tutta Italia attraverso i gusti esclusivi dei gelatieri ospiti che interpretano il territorio in creazioni esclusive. Tra gli ingredienti utilizzati ci sono, tra gli altri, lavanda, sambuco, rosmarino e olio EVO "Olivara". Come prima più di prima - Gelateria Wally

Golosità da assaggiare

Sono tante le creazioni da non perdere. Tra queste, di sicuro, c’è il gelato al Fondente, arancia Fermentata e miso di nocciole della Tuscia di Valerio Esposito della gelateria Tonka di Aprilia. Da citare anche il gusto Rugginosa del Bernini, un sorbetto creativo alla mela firmato da Ilaria Guerrieri di Io e Gelato, Mezzana (Pisa). Chiara Spalluto della Gelateria Vittoria di Casalabate (Lecce), invece, porta a Milano il Mustacciolo Ubriaco, ispirato a tipici biscotti salentini. Intrigante il Caramello e pop corn di Davide Ferrero e Roberto Speranza di Aria di Torino. Profumato quello alla lavanda, La Notte ti Vengo a Cercare, firmato da Marco Calì di Gelab a Como.

I gelatieri star

Tra i venti partecipanti non mancano star assolute della gelateria. Impossibile non citare Simone De Feo della Cremeria Capolinea di Reggio Emilia e Stefano Guizzetti di Ciacco Lab di Parma e Milano che hanno unito le forze per il gusto Miele, camomilla e chartreuse. Arriva a Milano anche Stefano Ferrara di Formaessenza e Stefano Ferrara Gelateria di Roma con il suo Fiordilatte 2.0. Tra gli ospiti Sara Bellinzona, finalista della 13ª edizione di MasterChef Italia, che con Stefano Cecconi della Cremeria Cecconi di Arezzo porta in degustazione una Crema allo zafferano di Mornico Losana, miele di Montalto Pavese e mandorle di Sicilia pralinate.

Divertimento e solidarietà

I più piccoli potranno divertirsi con animatori, giochi e attività, mentre gli adulti avranno l’opportunità di partecipare a degustazioni guidate, quiz e a un mini-corso di analisi sensoriale applicata al cioccolato, tenuto dagli chef della Chocolate Academy di Milano. Parte del ricavato sarà devoluto alla Fondazione Aquilone, una realtà milanese che si occupa dell’inserimento lavorativo di giovani con disabilità o in difficoltà. Alcuni di questi giovani hanno già collaborato attivamente con lo staff della Gelateria Wally per la realizzazione dell’evento.  

Tassoni mette online il sito della “nuova era”

Tassoni sito
L'home page del nuovo sito web Tassoni
Dal design elegante e intuitivo, il nuovo sito porta alla scoperta dell'universo del marchio. Con tante informazioni sulla collezione Tassoni e un'area dedicata alla mixology

La nuova era Tassoni approda anche sul web. Lo storico marchio, dal 2021 entrato a far parte del Gruppo Lunelli, ha messo online il suo nuovo sito, che rappresenta una ulteriore tasello del processo di rilancio e riposizionamento del marchio avviato lo scorso anno e che comprende anche un nuovo approccio al mondo dei locali, il tutto all’insegna del lusso di osare.

Sviluppato da Robilant Associati per la parte creativa e da Velvet per quella tecnica, sotto la guida di Patrick Simoni, direttore marketing e innovazione del Gruppo Lunelli, il sito è stato penato per offrire ad appassionati e professionisti del fuori casa un'esperienza virtuale coinvolgente e informativa nell’universo Tassoni.

Ampio spazio alla mixology

L’utente può infatti ripercorre i momenti salienti degli oltre 230 anni di storia dell’azienda ed esplorare la vasta gamma di prodotti del marchio, dalla celebre Cedrata, il prodotto iconico della casa, alle altre referenze della collezione Tassoni. Tra queste le referenze della collezione Mixology, la linea per il bartending che gioca un ruolo centrale nel nuovo corso del brand. Una linea di proposte di alta gamma che comprende i mixer, ovvero Tonica Superfine, Tonica al Cedro, Ginger Beer, Ginber Ale, queste ultime due certificate bio, e Soda La Classica, risultati di un lavoro di ricerca sulle materie prime, tutte naturali, condotto dal mastro erborista della casa con la collaborazione di bartender internazionali, e il Distilled Dry Gin Superfine Tassoni, realizzato da un’antica ricetta dell’azienda, rivisitata con un big della mixology, Bruno Vanzan.

Gamma alla quale dalla scorsa primavera si è aggiunto il Bitter del Lago, anche questo realizzato da una ricetta dell'antica spezieria Tassoni e a base di una combinazione di botaniche amaricanti con l'infusione di cedro varietà Diamante della Calabria (leggi Bitter del Lago, il nuovo nato di casa Tassoni).

Spunti per i bartender

Per ogni prodotto vengono riportate descrizioni dettagliate, accompagnate da immagini suggestive ispirate allo stile liberty che evocano l'atmosfera del Lago di Garda, luogo d'origine di Tassoni.

Sempre in tema mixology, nell’apposita area, si possono trovare le ricette dei cocktail creati con il contributo di alcuni tra i più noti bartender d’Italia, che gli operatori possono replicare nei loro locali o dai quali trarre spunto per dare vita a nuove proposte. Come Dirty Tonic, con vodka, salamoia da olive e Tonica Superfine, guarnito da uno spiedino di olive, o BitterTass, con Bitter del Lago e Cedrata Tassoni da guarnire con foglie di mirto.

Elegante e intuitivo

Il sito si caratterizza poi per il design intuitivo, per una facile navigazione, ed elegante: il suo stile è infatti una ulteriore declinazione declinazione del restyling che ha coinvolto il brand e recentemente premiato dagli esperti di immagine dell’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino con il Muse Digital Art Award.

Ad aprirlo il nuovo spot televisivo, per poi proseguire con la storia del marchio e i valori che lo caratterizano: legame con il territorio, saper fare, naturalezza e made in Italy. 

 

 

GrosMarket rivoluziona i cash&carry di Bologna e Dalmine

GrosMarket_Dalmine apertura
I due punti vendita sono stati completamente rinnovati in linea con il nuovo format di cash&carry che l'insegna sta portando avanti e basato su un approccio multicanale e che meglio risponde alle esigenze degli operatori de fuori casa

Con il completo rinnovamento dei cash&carry di Bologna e Dalmine (Beramo), due nuove tasselli si aggiungono alla strategia di sviluppo e riqualificazione dei punti vendita di GrosMarket, l’insegna di cash&carry del Gruppo Sogegross e tra le maggiori realtà del settore, con 23 punti vendita dei quali 8 in Liguria, 5 in Piemonte, 4 in Lombardia, 3 in Emilia-Romagna e 3 in Toscana.

Gli interventi di ristrutturazione hanno rivoluzionato le due strutture grazie al potenziamento di reparti e servizi e alla creazione di nuovi spazi tecnici e allestimenti in un’ottica allineata all’approccio sempre più in chiave full service pensato per rispondere in modo puntuale ed efficiente alle esigenze dei professionisti del fuori casa. Un approccio su misura e multicanale, che vede la convergenza tra punto vendita fisico e accesso digitale attraverso la piattaforma di e-commerce B2B, l’app dedicata e il servizio Delivery, che permette al gestore di fare l’ordine online e ricevere la merce direttamemtepresso il suo locale. Il panel di servizi include anche  il supporto e la consulenza sul territorio con agli Horeca Account, i consulenti che affiancano il cliente professionale per veicolare al meglio la proposta dell’insegna e creare partnership commerciali.

A Bologna una nuova esperienza d’acquisto

Per quanto riguarda GrosMarket Bologna, il rinnovamento si è concentrato in particolarmente nell’offerta dei freschi e freschissimi, nei surgelati e nelle aree di preparazione e stoccaggio per il servizio Delivery. Il punto vendita dispone ora di una macelleria di ultima generazione (con servizio di frollatura della carne con tecnologia Dry Aged), di una nuova pescheria e di un reparto ortofrutta interamente ristrutturato e a temperatura controllata.

Nei surgelati sono stati realizzati nuovi impianti per oltre 130 metri lineari di esposizione prodotti e sono stati installati nuovi banchi frigo per i deperibili (salumi, formaggi, gastronomia). Il punto è stato anche dotato di una cantina vini e di una nuova area Delivery, a temperatura refrigerata, per garantire una logistica tempestiva e con elevati standard di qualità.

Altro importante lavoro ha riguardato l’estensione dell’assortimento grocery, che ora conta oltre 10.000 referenze, per soddisfare le esigenze di approvvigionamento di bar, ristoranti, pizzerie, con un maggiore spazio a proposte di produttori locali di eccellenza, a conferma di una stretta relazione con il territorio, e di prodotti con alto valore di servizio per facilitare i compiti di porzionatura, preparazione e somministrazione da parte degli operatori horeca.

Il cash&carry di Dalmine amplia il raggio d’azione

Non meno importanti gli interventi realizzati sul GrosMarket Dalmine, tra i maggiori della rete. Qui è stata ampliata l’area dedicata a freschi e freschissimi e il reparto macelleria è stato dotato di murali a libero servizio, celle degli appesi, servizio di frollatura Dry-Aged e di una parte dedicata alla carne surgelata. Aumentata anche l’area dedicata ai surgelati e totalmente ridisegnata la pescheria, mentre il reparto ortofrutta è stato tutto dotato di temperatura refrigerata.

Per quanto riguarda l’offerta, è stata ampliata in particolare la proposta vini, con attenzione alle etichette locali, ed è stata aggiornata quella grocery, già forte di oltre 12.000 referenze, pensando soprattutto al mondo mixology e delle pizzerie.

Infine, è stata aggiunta una nuova area di 1500 mq a temperatura refrigerata dedicata al Delivery, per ottimizzare il servizio sia per il picking dell’ordine sia per il magazzino e permettere così di estendere la copertura del servizio a nuovi territori.

Il gelatiere Stefano Ferrara reinterpreta cono e biscotto

I-Conico Gianduia di Stefano Ferrara
Il gelatiere romano lancia I-conico e Diametro 7, le sue interpretazioni del cono e del biscotto gelato in cui gioca su texture e consistenze

Non si ferma la ricerca di Stefano Ferrara. Nell'ambito del nuovo progetto Formaessenza, il gelatiere romano ha lanciato I-conico e Diametro 7. Il primo è un cono, il secondo un biscotto. Entrambi vanno al di là della loro funzione di contenitore per diventare parte dell’esperienza gustativa. Per la loro creazione Ferrara si è ispirato alla sua filosofia di unire diverse consistenze e texture, grazie all’inserimento di elementi di pasticceria, al servizio del gelato.

I-Conico, il cono con 6 consistenze di Stefano Ferrara

I-Conico è ispirato alla linea Lovers, gelato in barattolo che ricrea in formato verticale le torte semifredde dello stesso Ferrara. Attraverso il suo personale approccio tecnico-creativo, il gelatiere ha unito in I-Conico sei consistenze che si alternano e riempiono il cono dalla punta all’apice. Le consistenze delle texture partono dalla croccantezza del cono gluten free, e continuano con la cremosità della punta. Nell'ordine, poi, arrivano la mousse nella parte centrale e il gelato nell’apice. Infine c’è la croccantezza grazie alla copertura croccante del gelato e alla frutta secca caramellata.

I-conico (ph. Flaminia Lera)

La gamma di I-Conico

Sono due le versioni di I-conico: gianduia e pistacchio in vendita in formato standard e mini. La versione al gianduia unisce al gelato al gianduia, il gusto del caramello e le arachidi. Nell’ordine il cono parte dal caramello mou della punta, passa da mousse e croccante di arachidi e continua con gelato al gianduia, copertura cioccolato al caramello e arachidi caramellate. I-conico pistacchio, invece, parte dal cremino al pistacchio e nocciole, continua con mousse di nocciola e gelato al pistacchio. La copertura è di cioccolato fondente a 70% e pistacchi caramellati.

Diametro 7, l’evoluzione del biscotto gelato

Il nome scelto per la versione di Stefano Ferrara del biscotto gelato fa riferimento ai centimetri del diametro del biscotto che sono 7. Diametro che è stato scelto «per l’idea dei pitagorici che fosse il numero simbolo di cambiamento ed evoluzione che sono proprio i valori guida di Formaessenza», spiega il gelatiere di Stefano Ferrara Gelateria.

Ph Flaminia Lera

La gamma di Diametro 7

A differenziare la gamma di Diametro 7 è la natura del disco che contiene il gelato: biscotto frolla, biscotto savoiardo e brioche. Ferrara attinge alla sua formazione in pasticceria per le tre versioni di Diametro 7. La frolla è una sabbiata al cacao, studiata per mantenere croccantezza e resistere all’umidità del gelato dedicata a chi preferisce il crunchy. Il savoiardo dall’impasto classico, viene sottoposto a doppia cottura per una maggiore friabilità, per la nota “sbriciolabile”. La brioche con lievito madre  è aromatizzata con zeste di limone e arancia e vaniglia di Tahiti per un morso morbido. A completare Diametro 7 il gelato “ready to eat” di Fomaessenza inserito all’interno con due semilune di duplice gusto. Disponibile anche in mezza porzione con singolo gusto.

Whisky premium da tre continenti: i nuovi arrivati nel catalogo Meregalli

Meregalli nuovi whisky
Da Oceania, Europa e Asia le nuove esclusive che arriscono il portafoglio dell'azienda: i whisky e non solo di Scapegrace, quelli di Penderyn Distillery e di Asaka Distillery

Sempre più completo e focalizzato su spirit premium il catalogo di Meregalli Spirits. La fine dell’estate ha portato infatti diverse novità nel portafoglio di specialità distribuite in esclusiva dalla società del Gruppo Meregalli. Novità che arrivano da ben tre diversi continenti, Oceania, Europa e Asia, e che comprendono i whisky, e non solo, di Scapegrace, di Penderyn Distillery e di Asaka Distillery.

Cominciamo da Scapegrace Anthem Single Malt Whisky e Scapegrace Vanguard Single Malt Whisky di Scapegrace, distilleria che sorge nella regione di Central Otago, nell’Isola del Sud, Nuova Zelanda. I nuovi arrivati segnano un nuovo passaggio nel progetto whisky della distilleria, iniziato con alcune edizioni limitate da collezione, sempre distribuite in Italia da Meregalli, e che ora prosegue con le versioni definitive che racchiudono la filosofia dell’azienda, fatta di qualità, attenzione alle materie prime, lavorazione artigianale e desiderio di proporre distillati fuori dagli schemi.

Andandoli a conoscere, Anthem (alc 46% in vol) prende vita da malto New Zeland Laureate affumicato con legno Manuka, tipico della Nuova Zelanda, e acqua del fiume Clutha, di origine glaciale che arriva dalle Alpi del Sud, la catena montuosa che corre lungo la costa occidentale dell’Isola del Sud. Invecchiato in botti nuove di rovere francese, questo Single Malt dal colore ambra brillante è morbido e complesso, con note di noci speziate, di sidro di mele e fieno dolce.

Materie prime, lavorazione e invecchiamento sono le stesse anche per la seconda etichetta, Vanguard (alc 46% in vol), ma con la differenza che in questo caso il grano non viene affumicato. Morbido, complesso ed elegante, si caratterizza per le note di pere cotte, crema pasticcera alla vaniglia e biscotti Anzac.

I vermouth della Nuova Zelanda

Ma a entrare nel catalogo Meregalli sono anche i primi due vermouth firmati Scapegrace. White Vermouth (alc 18,5% in vol), che ha come base vino un Pinot Grigio prodotto dalla cantina Prophet’s Rock, situata sempre in Central Otago, al quale si aggiunge alcol dai distillati Scapegrace e botaniche locali, quali fiori di sambuco, timo selvatico, dente di leone, kanuka e pompelmo. Lasciato riposare in legno per 10 mesi, ha un aroma secco e complesso con rimandi freschi agli agrumi, ricordi erbacei di fiori di sambuco e sottobosco. Al palato è dolce e pulito, con un’acidità equilibrata e note floreali zuccherate, con un finale legnoso e amaro, con in evidenza il timo selvatico e assenzio. Molto versatile, si può servire liscio o con ghiaccio insieme a sodati e toniche e lavora bene nei classici della miscelazione.

La base vino di Red Vermouth (alc 18% in vol) è invece un Pinot Nero, sempre della cantina Prophet's Rock. Le botaniche utilizzate sono cinorrodi, ovvero i frutti della rosa, ciliegie, horpito, kanuka e arancia, mentre sono 8 i mesi di riposo in legno. L’aroma è brillante e speziato, con ricordi di ciliegie cotte e spezie del vin brulé, mentre in bocca si presenta con una nota di spezia dolce che ricorda la cola, equilibrata dai rimandi agrumati dei semi di coriandoli agrumati e da quelli floreali della kanuka. Nel finale spiccano le note saporite e amare, oltre che speziate, di horopito e assenzio. Anche questo vermouth si presta alla preparazione dei classici o al servizio liscio o miscelato con toniche e sodati.

Una chicca dal Galles

La rassegna delle novità prosegue con il Welsh Whisky Single Malt di Penderyn, distilleria nata nel 2000 nell’omonimo villaggio nel sud del Galles (Regno Unito), con la prima produzione che ha visto la luce nel 2004, alla presenza del Principe del Galles Carlo: il primo whisky gallese in commercio dal XIX secolo. La nuova release portata da Meregalli è una chicca in edizione limitata che fa parte della pregiata selezione Lion’s Choiceg, che raccoglie whisky Single Cask, invecchiati in botti particolari, in edizioni limitate, full proof.

Distillato nel caratteristico alambicco in rame progettato da David Faraday, questo Welsh Whisky (alc 60,3% in vol) nello specifico conclude l’affinamento in botti di Amarone della Valpolicella che arrivano direttamente dalla cantina Speri di san Pietro in cariano (Verona). Un distillato complesso, che rappresenta l'unione di due mondi, e che si presenta al naso con ricchi aromi di frutta matura come ciliegie, prugne e frutti di bosco, e sentori di miele, caramello e un pizzico di cioccolato. Al palato invece emergono note di pera cotta con un tocco di mirtillo rosso e miele, accompagnate da delicate note di spezie come cannella, chiodi di garofano e noce moscata che si mescolano a un sottotono di uva rossa e uva passa. Con un leggera nota tannica, ha una consistenza vellutata che riveste il palato con un finale deliziosamente persistente e un piacevole calore accompagnato da un frutto persistente e da un pizzico di spezie.

Un pregiato blended dal Giappone

Arriva dal Giappone l’ultima novità, Koriyama Blended Whisky (alc 40% in vol) di Asaka Distillery, storica azienda della città di Kōriyama nata come produttrice di sakè oltre 300 anni fa e in tempi moderni è diventata anche un’importante realtà del pregiato panorama whisky del Paese del Sol Levante.

Ottenuto da un blend di whisky di cereali, principalmente mais, e whisky di malto, con doppia distillazione in alambicchi giapponesi Miyake, Koriyama (alc 40% in vol), invecchia in botti nuove di quercia americana e in botti ex Bourbon di primo riempimento della Buffalo Trace Distillery. L’aroma si caratterizza per le morbide note di vaniglia e mandorla, accompagnate da sentori di caramello, mentre al palato si distinguono sapori di frutta gialla, albicocche e una leggera dolcezza che ricorda il miele, per un finale lungo, con note di legno e cacao.

Il Pop-Up Iginio Massari Alta Pasticceria torna a Monza

Iginio Massari Alta Pasticceria Pop-up di Monza
Il Pop-Up Iginio Massari Alta Pasticceria riapre a Monza in via Carlo Alberto 23 (un anno fa era al 28) e amplia l'offerta con il maritozzo

Iginio Massari torna a Monza con la sua Alta Pasticceria. Riapre, infatti, il Pop-Up Iginio Massari Alta Pasticceria nel cuore della città brianzola. L’indirizzo del nuovo locale di dolcezze è via Carlo Alberto 23, a due passi dal civico 28 che a fine 2023 aveva ospitato il primo Pop-Up del brand. Il Pop-Un è aperto tutti i giorni con orario spezzato tranne la domenica pomeriggio e l’intero lunedì.

La gamma del Pop-Up Iginio Massari Alta Pasticceria di Monza

Come negli altri Pop-Up firmati dal Maestro Massari, anche in quello di Monza, si può trovare un’ampia selezione di dolci. Tra questi ci sono macaron, praline, cremini, dragée, torte confezionate, mousse, biscotti e tavolette di cioccolato. E, naturalmente, non manca il Panettone del Maestro.

Ecco il maritozzo!

La novità rispetto al primo Pop-Up del Maestro Massari aperto a Monza è l’inserimento del maritozzo, unico prodotto “fresco” in vendita. Come nella tradizione del maritozzo di Iginio Massari Alta Pasticceria, la soffice pasta brioche accoglie all’interno panna e crema pasticcera ed è poi finita con una spolverata di zucchero a velo. Iginio Massari con la linea senza lattosio

Senza lattosio si può

Attento alle esigenze degli intolleranti al lattosio, il Maestro bresciano ha da tempo aggiunto alla gamma della brand una linea dedicata. Quest’ultima è disponibile anche nel Pop-Up del capoluogo brianzolo con Sbrisolona con farina di mais e mandorle tagliate al coltello, Crostata senza Lattosio con confettura all’Albicocca e con confettura di Lamponi Ciambella di Nocciole. Le ricette in questione sono state pensate per offrire agli intolleranti al lattosio la stessa esperienza di assaggio delle medesime torte da forno in versione tradizionale.

Plum cake da provare

A completare l’offerta anche i plum cake di Iginio Massari Alta Pasticceri da 500 grammi nelle varianti agli agrumi, al gianduia, al cioccolato e al pistacchio. Non manca il plum cake al caffè reso morbido da una bagna all’alchermes, liquore a base di erbe e spezie che si abbina e valorizza gli aromi dell’amatissima bevanda.

La rivoluzione dei belli carichi

“La pizza come la faccio io è una cosa mondiale. Nessuno me la deve insegnare”. Per intere generazioni i nostri locali sono stati il regno di quelli che “tanto non ho niente da imparare, l’espresso come lo faccio io non lo fa nessuno, la mia Margherita è un’opera d’arte, ‘sto Negroni è insuperabile”. Sottotitolo: lo faccio così da anni, come se il fatto di fare una cosa da tempo implicasse necessariamente il saperla fare bene. Poi nella stanza, anzi al bar, si sono spalancate di colpo le finestre ed è arrivata una ventata bella fresca che ha fatto saltare carte e banco. La third wave, nuova onda del caffè e degli specialty; la riscoperta dei cocktail storici, antichi, dimenticati, talvolta fossili; le operazioni a quattro mani tra chef e mixologist; gli artisti del panino; quelli dei burger devastanti e l’era delle insalatone ricercate fino all’ultima foglia e dei tramezzini golosi fino all’ultima goccia di salsa.

Questo fenomeno è cresciuto in modo esponenziale negli ultimi anni. Lo spartiacque, manco a dirlo, è stato il periodo del lockdown che, pur con tutti i danni che ha creato alla nostra industry, qualcosa di buono l’ha prodotto. Per esempio, ha dato l’opportunità a tanti di fermarsi, riflettere, studiare, informarsi e ripartire con nuove idee.

La fonte di energia delle nuove generazioni - e in generale degli imprenditori più illuminati a prescindere da questioni anagrafiche - sta, dopo anni di immobilismo, nel sapersi mettere in discussione. Ci si libera dal giogo del passatismo, dalle paludi del “tanto non c’è niente da imparare” e si guarda agli altri. Si studia, si continua a esplorare, ci si rimette in gioco, si guarda oltre al proprio giardino, si viaggia. E in giro ci sono tanti buoni modelli da prendere, non da fotocopiare.
Nella letteratura latina si parlava di tre gemelli diversi: imitatio, aemulatio e variatio. Copiare, emulare quindi migliorare un modello già esistente o passare completamente oltre creando qualcosa mai visto prima. Il presente ci parla di nuova generazione di professionisti.


Uno lo abbiamo in copertina: si chiama Daniele Ricci, ha 27 anni, e nel 2023 è stato vice campione del mondo Baristi. Ad accumunare questi fuoriclasse della nuova generazione è la loro capacità di superare il vecchio ritornello “sole, cuore, amore” per calare un nuovo poker: testa, professionalità, competenza, cultura. Senza questi quattro fattori il rischio è quello di trasformarsi in frecce spuntate, in locali in balia della concorrenza, prede facili dei pirloni da tastiera e dei cavalieri mascherati di Tripadvisor o di qualche scheda Google.

Bargiornale è al fianco dei professionisti che non si sentono arrivati anche quando di anni ne hanno 90. È il giornale dalla parte dei curiosi, di chi si fa domande, di chi è ancora capace di interrogare e di interrogarsi. Viva la vida! E viva chi ci mette l’energia giusta. •

Ritual Club, tempio dell’intrattenimento e dell’ospitalità in Costa Smeralda

RITUAL - LE TERRAZZE (18)
Il club che ha fatto la storia dell'intrattenimento notturno in Costa Smeralda è da 50 anni sulla cresta dell'onda, grazie alla capacità di innovarsi. Un locale dalle tre anime, che punta forte sulla ristorazione e la mixology

Da oltre 50 anni sempre sulla cresta dell’onda. Parliamo del Ritual Club, locale incastonato tra le rocce granitiche di Baja Sardinia e icona dell’intrattenimento e dell’hospitality della Costa Smeralda. Passano le mode, ma il Club concepito dall’architetto parmense Andres Fiore nel 1970, e già meta del jet set internazionale, le sue piste erano frequentate da Margaret d'Inghilterra, la sorella della regina Elisabetta, dall'armatore Stavros Niarchos, uno degli uomini più ricchi del mondo, Aristotele Onassis e Jacqueline Kennedy, Carolina di Monaco, continua a essere uno dei locali della Sardegna più apprezzati dal pubblico italiano e internazionale.

Merito di un insieme di fattori unici, a partire dall’incanto della location, la cui architettura dalle forme sinuose e fluide, ispirata alle civiltà nuragiche, sembra sorgere spontaneamente dalla roccia e dalla vegetazione circostante, intrecciandosi e amalgamandosi con l’ambiente. Per continuare con il format: tra le prime discoteche d’Italia, il Ritual è stato anche tra i primi a proporre nei suoi tre diversi ambienti, un giardino, la grotta e le terrazze, musica suonata da dj non più confinati all’interno di guardiole isolate, ma veri showman alla consolle, al centro delle piste a diretto contatto con gli ospiti.

Le tre anime del locale

Un format che ha saputo evolversi sotto la guida di Francesca Fiore, che nel 2024, appena ventiduenne, ha raccolto l’eredità del padre Andres, scomparso l’anno prima, non limitandosi a valorizzare la storia del luogo, ma interpretando le nuove tendenze e promuovendo un nuovo concept che coniuga intrattenimento, mixology e ristorazione, le tre anime che oggi contraddistinguono il locale.

L’intrattenimento notturno è, ovviamente, l’anima più antica e originaria del Club, ma anche questa profondamente innovata. Per la programmazione artistica delle due piste, il Temple, una grotta naturale che ospita un’artistica combinazione di ferro e granito, e il Garden, un suggestivo spazio all’aperto, si è puntato su una scelta musicale personalizzata: ad animare le serate è infatti un mix musicale esclusivo e unico, perché prodotto in casa dai Dj del club con un alternarsi di brani e musica studiati per divenire una trasfigurazione sonora della meraviglia visiva suscitata dalla location.

Si punta sulla mixology

Da sempre tempio dell’intrattenimento, il locale lo è diventato anche dell’ospitalità, puntando forte su ristorazione e miscelazione. Nel 2019 è stato inaugurato Le Terrazze del Ritual, il rooftop restaurant e mixology bar voluto da Francesca e che sorge in cima alla struttura del club, dove il padre aveva realizzato un avveniristico giardino pensile. Un'altra location suggestiva immersa nel paesaggio, adornata da una miriade di tasselli colorati e con i pavimenti artistici, che ricorda nel risultato finale il Parque Güell, il “parco artistico", con giardini ed elementi architettonici progettato da Antoni Gaudí a Barcellona.

Con il mixology bar, che si aggiunge ai tre bar presenti nel club, l’offerta di miscelazione, da sempre presente, ha fatto un ulteriore salto di qualità. Più ricercata, con largo uso di ingredienti homemade e tecniche di lavorazione all’avanguardia, la proposta de Le Terrazze, curata dal food & beverage manager Marco Pisellini, in coordinamento con il direttore Tiziano Rossi, comprende cocktail per l’aperitivo e l’after dinner.

La drink list è ispirata dall’idea del viaggio e della contaminazione tra culture, in un mix tra racconto del territorio e internazionalità. L’ampia offerta, con oltre 25 diversi drink, pensata per cercare di accontentare ogni tipologia di palato, si caratterizza per la spinta innovativa che, pur senza abbandonare la tradizione, guarda a proposte audaci e d’autore. Un esempio è Pink is Punk, drink a base di Tequila Patrón Silver, con una parte sour bilanciata di agave, lime e la freschezza estiva data dalla soda al cocomero e guarnito con borchie di gel di sale nero, o come Chupacapra, dove la nota vanigliata di tequila Casamico Blanco si sposa con la complessità aromatica del rosoluo di bergamotto Italicus, completato da uno spicy cordial fatto con jalapeño verde, succo e zest di lime e pompelmo rosa. E ancora, T-elery che nasce da una combinazione di sapori freschi e prorompenti, portati dal cordiale al sedano abbinato al succo di mela acidificato, che si aggiungono alla base di Tanqueray Ten e alla nota di dolcezza di Italicus.

Cucina mediterranea con approccio cosmopolita

Una combinazione di tradizione, nazionale e regionale, e modernità, con un approccio cosmopolita, caratterizza anche il menu del ristorante Le Terrazze, da quest’anno guidato dallo chef ligure Alessandro Cabona. Una cucina lineare, fresca, estiva, dove a prevalere sono i piatti di pesce, di provenienza locale, ma dove più in generale si fa grande uso di frutta, verdura, erbe aromatiche per creare nuovi accostamenti in grado, però, di evocare sensazioni familiari.

Un esempio è Giardino di mare, rivisitazione dell’insalata di mare, dove l’avocado si sposa con pesci cotti a bassa temperatura e altri saltati più sapidi, con la nota fresca del cedro candito. Sempre tra gli antipasti, un altro esempio è l’Orata e mango, un carpaccio con leggera marmellatura che è una rivisitazione del ceviche, con una parte acida costituita dal mango e sopra un nido di finocchi e peperoncino candito. O ancora, tra i primi, il Risotto Scampi e pesca bianca.

TheSHESide: il 10 e 11 novembre la bar industry studia strategie al femminile

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A Milano, il 10 e 11 novembre, ci sarà la prima edizione di TheSHESide, un community project che vuole allargare gli orizzonti sul tema del lavoro delle donne nella bar industry. Due giorni di talk, workshop e networking, presenti le star del bartending, da Monica Berg a Raiza Carrera

Chi l'ha detto che il bar non è un paese per donne? Chi lo dice che l'unico spazio occupabile al femminile è quello del bancone? A Milano, il 10 e 11 novembre, va in scena la prima edizione di un community project che vuole allargare gli orizzonti e indagare una visione più ampia possibile del lavoro delle donne nella bar industry.

Si chiama TheSHESide ed è un progetto di Chiara Buzzi - imprenditrice del settore, esperta di comunicazione e socia di Edoardo Nono al Rita Cocktails e al Rita's Tiki Room - con l'aiuto, nel ruolo di project manager, di Daniela Garcea, un passato da brand ambassador e un presente da consulente con la sua Bold Spirits.

«Le tante opportunità che nascono nella bar industry»

Ci spiega Chiara Buzzi: «Abbiamo progettato un evento che potesse far re-innamorare le nuove generazioni del nostro mestiere e di questo settore. Anzi, userei il plurale: mestieri. Perché quando si parla della bar industry si pensa subito - e quasi esclusivamente - ai ruoli del/della bartender e al personale di sala. Invece ci sono tanti altri ruoli, nel mondo bar, che corrispondono ad altrettante opportunità di impiego e di crescita della propria professionalità. Brand owner, brand ambassador, imprenditori, esperte di comunicazione - per i brand e per i locali - buyer, responsabili di progetti educational verso il consumatore. Vogliamo parlare di tutto questo con una formula che rilasci concretamente contenuti, relazioni e stimoli verso i giovani partecipanti».

TheSHESide: i talk, i tavoli di discussione, i laboratori e le guest

Il tema della prima edizione sarà "Community over Competition". L'evento si svolgerà nell'arco di due giorni, domenica 10 e lunedì 11 novembre, presso lo spazio JOULE di Cariplo Factory, all'interno di BASE Milano. «Non sarà una fiera e non ci saranno tasting di prodotto», spiega Buzzi.

La giornata di domenica sarà dedicata a un programma di interventi "stile TED", con speech e testimonianze di carattere ispirazionale di 15 minuti ciascuno, con relatori sul palco da soli o in coppia. Previsti una fase di q&a e poi un aperitivo di networking.

Il lunedì, invece, una sessione densa di contenuti sul settore con una prima parte che vedrà i partecipanti suddivisi in tavoli di confronto, da 10-15 persone ciascuno, e chiamati a discutere su un argomento assegnato. Alcuni esempi: qual è il giusto prezzo di un drink e come lo di fa capire al cliente? Come si può rafforzare un team di lavoro, con quali strumenti davvero efficaci? I contenuti emersi diventeranno materiale che verrà condiviso nei mesi successivi, come elemento di continuo contatto e costruzione di una community interessata alle tematiche sviluppate da TheSHESide. Dopo pranzo, spazio ai workshop: dei laboratori pratici, focalizzati ciascuno su un tema specifico, tenuti da esperti e rappresentanti di aziende del settore, su temi che spaziano dal design del bar alla gestione delle relazioni con la stampa, fino alle possibilità di accesso a fondi specifici per l'imprenditoria femminile.

La sera, sia di domenica che lunedì, andrà in scena la sessione di guest con il coinvolgimento dei più rappresentativi cocktail bar della zona dei Navigli milanesi: Rita, Mag, Iter, Cactus Joe, The Doping, Carico tra i confermati mentre scriviamo. Le guest saranno concepite sempre con la logica del dialogo generazionale: una bar lady esperta affiancata da una figura junior.

E per il 2025?

«Mi è capitato di partecipare a molti eventi dedicati alla professionalità femminile», ci spiega l'ideatrice del progetto Chiara Buzzi, «ho spesso pensato che fossero troppo auto referenziali e che finissero col coinvolgere solo bartender. Ai ragazzi 20enni che si affacciano a questo mestiere deve "restare" qualcosa in termini di contenuti e contatti, per questo ho pensato a un evento di media misura che potesse coinvolgere professionisti a più ampio spettro». A bordo è salita anche Monica Berg, con un ruolo di supporto nel lavoro con gli sponsor e nella creazione di un format efficace. Tra gli altri nomi coinvolti, anche come speaker: Raiza Carrera, FlaviAndradeGeorgia Georgakopoulou e la community The Ada Coleman Project. Intanto TheSHESide si è garantito un atterraggio alla prossima edizione di Roma Bar Show, nel 2025.

Reggio Calabria diventa capitale del gelato con Scirubetta

Dal 14 al 17 settembre il Lungomare Falcomatà si trasformerà in un villaggio del gelato artigianale. In programma assaggi, talk, live cooking con tanti maestri gelatieri italiani ed esteri

Saranno in 34, tutti maestri gelatieri, ad animare la terza edizione di Scirubetta, Festival del gelato artigianale in programma a Reggio Calabria dal 14 al 17 settembre. A organizzazione l’evento è la Confederazione dei pasticceri italiani (Conpait) con la Città Metropolitana di Reggio Calabria. «Siamo pronti per una delle edizioni più belle di sempre», sottolinea il maestro Angelo Musolino, pasticcere e cioccolatiere reggino, nonché presidente Conpait.

Tutte le location del Festival

Il Festival sarà ospitato al Lungomare Falcomatà, il più bel “chilometro d’Italia” secondo Gabriele D’Annunzio. Il Lungomare è pronto a diventare a partire dalle 18 un grande villaggio del gelato artigianale. Lì per quattro giorni tutti gli appassionati avranno la possibilità di assaggiare le gustose specialità fredde dei Maestri gelatieri. Allo stesso modo chi vorrà potrà partecipare ai talk show e agli eventi culturali, tra cui Echi di Magna Grecia in programma sabato dalle 21,30 al Museo Nazionale.

Scirubetta, il gelato più antico della storia

Proprio al Museo Nazionale, con il direttore del Museo Fabrizio Sudano e il professore di Archeologia classica dell’Università di Messina, Fabrizio Mollo, entra in scena il passato. Si parlerà dei Bronzi di Riace e di scirubetta, il gelato più antico della storia. Lo scirubetta, parente dello sherbet, era neve fresca aromatizzata con miele di fichi, mosto cotto e, in tempi più recenti, con succo di agrumi, frutta, caffè e cioccolata.

Maestri gelatieri e gusti

Arrivano da Italia, Stati Uniti e Giappone i 34 maestri gelatieri partecipanti. Ci sono professionisti italiani con un’importante rappresentanza locale, ai quali si sono aggiunti un nutrito gruppo di gelatieri giapponesi e alcuni statunitensi. Un’occasione per assaggiare gusti inconsueti. Tra questi il Cannaruto con mandorla, marmellata di fichi secchi, taralli calabresi, bergamotto e cedro di Francesco Buccafurni di Jacurso (Catanzaro). Oppure Terra dell’Etna con pistacchio siciliano, sale di Marsala, sorbetto alla frutta esotica, coulis di frutti rossi e carbone di zucchero, della catanese Serena Urzì. Arriva dal Giappone L’inizio dell’autunno di Makino Yoshihiro con Mele e prugne cotte al forno, vaniglia, caramello, cannella, limone e arancia. È vegano, invece, La bomba, con latte di nocciole, cioccolato, salsa di lamponi e chicchi di caffè espresso della statunitense Kim Zanni.

I talk

Il gelato non è solo un prodotto gastronomico, ma anche l’espressione di una comunità che valorizza la sua storia guardando al futuro con creatività. Di questo si parlerà nei talk con gli ospiti tra cui i presidenti di alcune associazioni di categoria, giornalisti di settore e chef. Sono, infatti, previsti speciali live cooking dedicati al gelato salato che accompagnerà proprio i piatti creati ad hoc da alcuni chef.

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