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Torna a Bologna ShowRum: un viaggio nei grandi terroir della canna da zucchero

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Appuntamento il 21 e 22 settembre per il festival del rum, ideato e diretto da Leonardo Pinto. Novità 2025, il Pirate’s Cove, dove degustare etichette rare

Il festival italiano del rum torna a Bologna. Appuntamento il 21 e 22 settembre per la seconda edizione nel capoluogo emiliano di ShowRum - Italian Rum Festival, l'undicesima dal lancio dell'evento ideato e diretto da Leonardo Pinto. La manifestazione, per il secondo anno consecutivo, si terrà nello spazio industriale del Binario Centrale – Spazio Dumbo di Bologna e anche quest'anno ospiterà prodotti provenienti da tutto il mondo, offrendo al pubblico un viaggio nei grandi terroir della canna: Caraibi, America Latina, Oceano Indiano, Asia e le nuove frontiere come Australia, Giappone e Italia.
Fitto il programma dell'evento, che si svilupperà fra stand, masterclass, il premio Best in class, le aree degustazione e i tre bar tematici: il Carribean Bar gestito dal Freccia Bar di Piumazzo, dedicato ai grandi classici caraibici; il Tiki Bar, firmato da Gianni Zottola in collaborazione con il 40139 Garden Bar di Bologna, con drink esotici e polinesiani; lo Speakeasy Bar, a cura del Cotton Club di Modena. La novità di quest'anno è lo spazio Pirate’s Cove, un’area esclusiva a cura di Marco Graziano per dare a tutti gli appassionati la possibilità di accedere a bottiglie rare e pregiate: con una fee minima di 35 euro, i visitatori potranno effettuare 10 assaggi tra selezioni da collezionisti. La due giorni dedicata al rum non si fermerà nell'area fieristica, ma coinvolgerà diversi locali del capoluogo emiliano: si chiama Drink Around la rassegna di guest bartending che si svolgerà nei migliori locali della città.

Los dos italianos perdidos en Mexico – La Punta Documental: guarda l’episodio n.10

L'episodio numero 11 del viaggio in Messico di Cristian Bugiada e Roberto Artusio, fondatori de La Punta Expendio de Agave a Roma

Dieci anni di viaggi in Messico, oltre settanta ore di video girati in loco, innumerevoli distillerie di tequila e mezcal visitate. Roberto Artusio e Cristian Bugiada, fondatori de La Punta Expendio de Agave di Roma e fra i massimi esperti italiani dei distillati di agave sono gli autori di “Los dos italianos perdidos en Mexico”. Un viaggio documentario in cui "I due italiani perduti in Messico" esplorano il mondo del mezcal, della tequila, del pulque: in una parola, dell’agave. I due avventurieri, in questo episodio, approfondiscono i segreti del mezcal e la cultura che lo circonda. Nel decimo episodio, i due italiani passano da piccoli produttori a distillerie innovative, per scoprire lo spirito dell'agave e il suo impatto culturale.

L'episodio numero 10 segue le precedenti avventure dei due italiani perduti in Messico: nei primi due episodi il viaggio è iniziato da Città del Messico (guarda il primo e il secondo episodio), per poi approdare nell’affascinante città di Puebla (guarda il terzo episodio) e iniziare il pellegrinaggio alla ricerca dei mezcal Papalometl selvatici (guarda il quarto episodio). Nel quinto episodio tappa a Santa Maria Xoyatla, sempre inseguendo le radici della cultura del mezcal (guarda il quinto episodio), per poi incontrare Asunción Matilde Vargas, una produttrice che esalta l’arte del mezcal pechuga (guarda il sesto, il settimo, l'ottavo e il nono episodio).

Lmdv Capital acquisisce l’intera proprietà di Boem

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La società di Leonardo Maria Del Vecchio ha assunto il controllo totale del marchio italiano di hard seltzer. Che ora punta a consolidare la posizione in Italia e a muovere i primi passi all’estero

Si apre un nuovo capitolo nel percorso di crescita di Boem, il marchio di hard seltzer made in Italy. Un nuovo capitolo che al primo paragrafo vede un nuovo assetto societario: Lmdv Capital, la società di investimento di Leonardo Maria Del Vecchio, socio di Fedez e Lazza nel progetto Boem, ha assunto il pieno controllo dell’azienda per guidarne il rilancio e lo sviluppo internazionale.

Il nuovo assetto permetterà di affrontare con coerenza e visione un mercato in forte evoluzione e di sviluppare ulteriormente l’identità del marchio, con Fedez e Lazza che continueranno a dare il loro contributo nel ruolo di ambassador del brand in Italia.

Consolidare la crescita in Italia e sviluppo all'estero

Il passaggio di mano arriva infatti in un momento cruciale per la crescita del marchio, fondato nel 2023. Il 2024 è stato un anno di consolidamento e di importanti investimenti, dedicati in particolare a ricerca e sviluppo, al marketing e alla costruzione dell’organizzazione e si è chiuso con risultati in linea con il piano industriale. I primi frutti di questo impegno sono arrivati nei primi mesi di quest’anno, quando il marchio ha registrato una notevole impennata delle vendite e con il fatturato quadrimestrale che ha superato di ben il 69% l’intero risultato del 2024.

A trainare la crescita l’arrivo di due nuove referenze, Mango e Pompelmo Rosa (leggi Due nuovi gusti per Boem), che in aggiunta all’originale Boem al gusto Zenzero, compongono una gamma di bevande ready to drink a basso contenuto alcolico (4,5% in vol) e calorico (meno di 30 kcal per 100 ml), sugar free e vegane, che risponde in pieno alle esigenze e preferenze delle nuove generazioni di consumatori. Ma non solo, perché alla crescita del fatturato ha contribuito anche la nuova identità visiva del brand e il rafforzamento della distribuzione sia nel segmento horeca, dove è affidata a Velier, sia nella gdo.

L’anno in corso è quello nel quale il marchio punta a consolidare la sua presenza nei canali di vendita nazionali, a rafforzare la redditività e a muovere i primi passi concreti sulle piazze estere.

Il tuo locale è davvero inclusivo? Scarica la check list e scoprilo

Concentrated disabled man in wheelchair pays for purchase in coffee shop with terminal, credit card
Scarica il questionario di autovalutazione e scopri se il tuo locale è inclusivo e accogliente (e non solo accessibile secondo le norme di legge) per persone con disabilità o ridotte capacità motorie

Basta poco: scegliere un tavolo senza la gamba in mezzo, tenere il bagno pulito, offrire una cannuccia perché tutti possano bere il latte senza problemi. Per rendere il proprio locale inclusivo e accogliente (e non solo accessibile, come richiedono le norme di legge) per persone con disabilità o ridotte capacità motorie non servono per forza enormi investimenti, economici e non solo.

SCARICA QUI LA CHECK LIST E SCOPRI QUANTO È INCLUSIVO IL TUO LOCALE

Bastano pochi accorgimenti o attenzioni nella progettazione: per chi è, per esempio, su una sedia a rotelle, quei dettagli possono fare la differenza. E che permettono di parlare di usabilità, anziché di accessibilità, come spiega Massimo Fiori, presidente di Ruote a spasso Aps. L’associazione ha messo a punto il progetto UsAbile e la mappa dell’usabilità, uno strumento basato su Google Maps che raccoglie e recensisce infrastrutture, servizi, ristoranti e bar valutandone l’accoglienza per chi ha una disabilità. Una mappa colorata, consultabile sul sito Ruoteaspasso.it, con pin verdi, gialli e rossi, a seconda del livello di usabilità, valutati da un team di trenta persone con disabilità motoria.

Ne parliamo più nel dettaglio nell'articolo uscito sul numero di settembre di Bargiornale, da pagina 138. Intanto, chi volesse capire meglio qual è il grado di "usabilità" del proprio locale, può verificare compilando la check list apposita, che vi proponiamo anche sul numero cartaceo e che si può scaricare qui.

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Oltre a spazi, sedute e bagni, non bisogna mai dimenticare un fattore fondamentale: per l’inclusività è anche essenziale la formazione del personale, che deve avere la giusta sensibilità nel relazionarsi con tutti i clienti.

Zeroncello, il limoncello analcolico di Pisoni 1852

Zeroncello Pisoni 1852
Credit foto: ©KLRfoto
Il primo prodotto analcolico della storica distiilleria trentina, il nuovo nato ha tutto l'arooma e il sapore del tradizionale liquore ed è prodotto mediante un'infusione di soli ingredienti naturali

Era l’inizio dell’estate del 2021 quando Pisoni 1852 lanciava il suo Liquore Limoncello, dove ha unita la tradizione distillatoria e liquoristica del Nord e del Sud della Penisola: quella della grappa, tipica del Nord Italia e specialità della casa, e il limoncello, classica ricetta della tradizione Meridionale, in particolare della Campania (leggi Matrimonio tra grappa trentina e limoni per il Liquore Limoncello Pisoni). E sempre nel segno del liquore al limone, la storica distilleria trentina in questo fine di estate 2025 presenta la sua ultima novità: Zeroncello, un limoncello a zero alcol che rappresenta anche la prima bevanda analcolica firmata dall’azienda.

Tradizione e attenzione ai nuovi trend

Adatto a tutti e dedicato a chi non può o preferisce evitare di assumere alcol, senza rinunciare al sapore e ai profumi della ricetta tradizionale, il nuovo prodotto nasce dallo spirito innovativo dell’azienda, guidata da Andrea, Elio, Francesco e Giuliano Pisoni, esponenti della quarta generazione della famiglia, seguiti dai nipoti Matteo e Simone, che, incuriosita dalle ultime tendenze del mercato, ha sperimentato nuovi orizzonti per produrre un “liquore non liquore”. Zeroncello è infatti frutto di un sapere antico che guarda al futuro e testimonia la capacità dell’azienda di evolvere la sua offerta per rispondere alle esigenze dei consumatori, soprattutto le nuove generazioni, e di un mercato dove cresce l’interesse per le bevande no e low alcohol.

Fresco, agrumato e fruttato

Una delle peculiarità del nuovo prodotto è che non si tratta di un limoncello dealcolato con metodi convenzionali, ma una bevanda realizzata da zero mediante un’infusione di soli e selezionati ingredienti naturali, ovvero scorze di limone, zucchero e acqua, senza uso di alcol e di aromi artificiali. A differenza del processo di dealcolazione, qui è lo zucchero che gioca il ruolo chiave, estraendo gli oli essenziali e gli aromi dal limone e donando a Zeroncello un profilo organolettico fresco, caratterizzato da intense e vivaci note agrumate e fruttate.

Disponibile nei due formati da 20 e 70 cl, la novità di Pisoni 1852 è ideale da servire fredda, come dopo pasto leggero o per altri momenti della giornata, ma lavora bene anche in miscelazione per la creazione di mocktail o drink a bassa gradazione dal tocco mediterraneo.

Taralli 30g di Schär Foodservice: lo snack pugliese in versione senza glutine

Taralli 30g Schär Foodservice
Senza glutine, lattosio e olio di palma, la nuova referenza di snack Schär ha il tipico aspetto dorato e artigianale della ricetta della tradizione e un gusto intenso e saporito. In formato monoporzione, è ideale per l’aperitivo e come spezza fame

I taralli sono uno snack salato tradizionale molto apprezzato e consumato nella dieta italiana, ed è importante che anche chi segue una dieta senza glutine possa trovarli e consumarli in totale sicurezza. In questa ottica, Schär Foodservice, la divisione del Gruppo Dr. Schär dedicata al canale Ho.re.ca. e da anni impegnata nel garantire la miglior esperienza di gusto fuori casa alle persone con esigenze alimentari specifiche, ha lanciato Taralli gluten free nella pratica monodose da 30 g.

La nuova soluzione consente ai professionisti della ristorazione di offrire uno snack perfetto per l’aperitivo o come spezza fame durante spostamenti o pause di ristoro. La versatilità d’uso e la crescente popolarità dei taralli tra i consumatori, in un contesto dove aumentano le diagnosi di celiachia, rendono questo croccante snack ideale anche per il canale vending, rispondendo alla crescente richiesta di opzioni gluten-free nei diversi momenti di consumo on-the-go.

Gusto, praticità e sicurezza

Senza glutine, senza lattosio, senza olio di palma e ricca di fibre, la nuova referenza che arricchisce l’ampia gamma di snack Schär si caratterizza anche per l’accento sulla qualità. I Taralli 30g sono preparati con ingredienti selezionati: olio extra vergine di oliva, olio di semi di girasole alto oleico e vino bianco. Dal caratteristico aspetto dorato e artigianale, che rievoca la ricetta della tradizione, e il gusto intenso e saporito, la nuova proposta è pensata per soddisfare, con sicurezza e praticità, le esigenze di una clientela sempre più diversificata che deve seguire una dieta priva di glutine.

I Taralli 30g sono proposti in un display pratico e compatto da 10 confezioni, perfetto per l’esposizione e il servizio, con il marchio Schär, ben visibile, sinonimo di sicurezza e affidabilità.

Francesco Pirineo entra nella squadra di Fine Spirits

Incarico da area manager per il Centro-Sud Italia, al fianco di Mirko Turconi e Chiara Beretta, per l'ex brand ambassador di Compagnia dei Caraibi
Cambio casacca per Francesco Pirineo, che dopo dieci anni in Compagnia dei Caraibi entra nel team di Fine Spirits, per la quale si occuperà del Centro-Sud in veste di area manager: «Sarà un ruolo trasversale - dice Pirineo - così come oggi richiede il mercato, dal trade marketing al sales. Lavorerò con le nostre agenzie sul territorio e con un team composto da esperti, ognuno con le sue caratteristiche che si completano a vicenda. Persone come Mirko, Chiara, Goran, Jacopo e tanti altri colleghi».
Con Mirko Turconi e Chiara Beretta un vero trio di Avengers, da sempre sotto i riflettori di Bargiornale: Pirineo, ha vinto il premio Barawards Brand Ambassador dell'Anno nel 2017, Beretta ha ottenuto lo stesso riconoscimento agli ultimi Barawards, in più lei e Turconi sono entrambi senatori del Drink Team di Bargiornale.
Napoletano, classe 1982, Francesco Pirineo è laureato in psicologia. Da universitario ha iniziato a calcare i banconi romani, diventando in breve tempo un nome di riferimento nella bar industry italiana. Nel 2012 lascia la militanza nei bar, per iniziare la sua carriera come brand ambassador, partendo dal gruppo Bacardi-Martini. Dal 2015 passa a Compagnia dei Caraibi, dove rappresenta alcuni brand di successo come Maison Ferrand e Tequila Ocho, ampliando la sua esperienza oltre i confini nazionali. Nel 2020 assume la posizione di advocacy manager, che ha ricoperto fino al passaggio a Fine Spirits.
«Attitudine punk, inclinazioni urban, mantiene la sua sobria eleganza indossando regolarmente cappello e sneakers»: così si autodefinisce Pirineo nella sua bio. Per il nuovo incarico, si aspetta nuovi stimoli: «Nuove sfide da affrontare in squadra con l'intento di anticipare e comprendere i nuovi trend di mercato, dando un' interpretazione personale e innovativa». La chiave per emergere? «La ricerca di prodotti artigianali di qualità e di avanguardia, per offrire diversità, alti standard qualitatitivi e autenticità».

Certificazione Fairtrade per Hausbrandt Caffè Bio 100% Arabica

Hausbrandt Caffè Bio 100% Arabica Fairtrade
Sempre più etica e sostenibile la pregiata miscela in graani dedicata esclusivamente al fuori casa della storica torrefazione. Composta da soli caffè Arabica dell’America Centrale e Meridionale 100% bio

C’è anche la certificazione Fairtrade per il caffè in grani Hausbrandt Bio 100% Arabica, tra le specialità della storica torrefazione, fondata a Trieste nel 1892, dedicate al settore fuori casa.

La nuova certificazione si aggiunge a quella biologica, già vantata dal prodotto, che garantisce il rispetto della natura e la conformità ai processi di lavorazione delle materie prime di origine bio, e costituisce una ulteriore testimonianza dell’impegno dell’azienda non solo nell'adozione di materie e processi produttivi ecocompatibili, ma anche nella promozione di una cultura aziendale che favorisca il rispetto e l'armonia tra persone, lavoro e natura.

I vantaggi della certificazione Fairtrade

La certificazione Fairtrade apporta infatti diversi vantaggi lungo tutta la filiera. Per i coltivatori di caffè significa un lavoro più dignitoso e un supporto nell'affrontare le sfide poste dal cambiamento climatico, assicurando un prezzo minimo garantito che li protegge dalle fluttuazioni del mercato internazionale. Per l’ambiente la coltivazione biologica contribuisce a ridurre l'inquinamento del suolo e dell'acqua, promuovendo pratiche agricole sostenibili. Mentre agli operatori dei locali permette di offrire ai loro clienti un caffè che rispetta l'ambiente e le persone che lo producono, temi ai quali i consumatori sono sempre più attenti.

Pregiato, etico e sostenibile

Il nuovo traguardo rappresenta dunque un ulteriore punto di forza per Hausbrandt Bio 100% Arabica, pregiata miscela di soli caffè Arabica provenienti dall’America Centrale e Meridionale. Un prodotto etico e sostenibile di grande personalità e finezza sensoriale. Si distingue per il suo aroma dolce, dalle delicate note fruttate e mandorla, e per il sapore avvolgente, presentandosi al palato con una piacevole acidità che richiama l'arancia, armoniosamente bilanciata da eleganti e delicate note di pesca e miele.

I rum di Santa Cruz del Norte nelle esclusive di Meregalli Spirits

Santa Cruz del Norte
Il catalogo di Meregalli si arricchisce dei rum artigianali premium, con denominazione Dop Cuba, della storica distilleria cubana, la cui produzione è portata avanti da una vera autorità nel campo del ron cubano: il Primer Maestro Ronero Juan Carlos Gonzales

Affonda le radici nella storia del rum caraibico la new entry del catalogo di esclusive di Meregalli Spirits. Si tratta dei distillati di Santa Cruz del Norte, distilleria situata nell’omonima città della provincia di Mayabeque, nel nord di Cuba.

Una distilleria che ha vissuto tutte le vicissitudini che hanno caratterizzata la storia dell’isola nel Novecento. Fondata nel 1919 da imprenditori statunitensi, ha prosperato grazie al commercio clandestino di alcol negli Usa durante il periodo del Proibizionismo. Nel 1927 la proprietà diventa cubana, fino alla nazionalizzazione nel 1960, dopo la Revolución, affermandosi come una delle principali realtà produttrici di ron a Cuba.

A guidare la produzione di Santa Cruz del Norte c’è una vera autorità in materia di rum: Juan Carlos Gonzales, uno dei due soli Primer Maestro Ronero di Cuba. È questa la figura di più alto grado tra i maestri distillatori del rum cubano, oggi 9 in totale, e il loro sapere nella distillazione, blending e invecchiamento del distillato è riconosciuto Patrimonio Immateriale dell’Umanità dall’Unesco, a sottolineare l’importanza della tradizione ronera cubana e per garantirne l’artigianalità. Per la cronaca, l’altro Primer Maestro Ronero è César Augusto Martí.

Distillati premium per una mixology d'autore

Tre le etichette prodotte artigianalmente da Santa Cruz del Norte, tutte con denominazione Dop Cuba, che ne indica e assicura la massima qualità e importate e distribuite da Meregalli: Carta Blanca, Carta Oro e Añejo. Curati in ogni dettaglio, ottenuti da succo di canna da zucchero dell’isola, distillati in alambicco a colonna, invecchiati in botti di rovere bianco con tempi diversi per ogni referenza, dal brevissimo passaggio per il Carta Blanca ai 5 anni dell’Añejo, compongono una linea di prodotti complementari ideale per una molteplicità di cocktail con il rum protagonista, dai grandi classici dell’isola a interpretazioni più contemporanee a nuove creazioni autoriali. Interessante anche il posizionamento dei prodotti. Si tratta infatti di rum premium che si presentano però con un rapporto qualità/prezzo che li rende un’opzione di alta gamma accessibile.

I tre ron Dop Cuba

Andando a guardarli un po’ più nel dettaglio, Carta Blanca (alc 40% in vol) è un’autentica espressione dello stile cubano. Distillato e affinato con un leggerissimo passaggio in botti di rovere bianco, al naso è aromatico, con leggeri sentori fruttati ed erbacei uniti alla vaniglia e al rovere. Al palato è morbido e complesso, con la dolcezza equilibrata da ricordi più amari, e un finale lungo con un sottile rimando agrumato.

L’invecchiamento prolungato dona invece a Carta Oro (alc 40% in vol) maggiore complessità e profondità rispetto al primo. Di colore ambrato leggero, al naso ricorda la canna da zucchero e dolci di frutta, con sfumature di legno e vaniglia. In bocca ha una leggera dolcezza in equilibrio con una componente più amara, e lascia emergere sentori legati all’invecchiamento che si sviluppano con un sorso caldo e avvolgente, mentre il finale è lungo e pieno.

Con 5 anni di invecchiamento, Añejo (alc 40% in vol) presenta una struttura ricca e stratificata e un colore ambrato scuro. Il suo profilo aromatico richiama la canna da zucchero, con note di rovere, frutta secca e vaniglia. L’ingresso a palato è secco, con le note di legno in evidenza che lasciano poi spazio a note di cacao e cannella.

Nuova apertura Hyatt a Roma: le anticipazioni dei protagonisti

Zappile a coordinare il progetto food&beverage, Mario Farulla per i bar e Fabio Fioravanti executive chef: un team di campioni per il nuovo Thompson hotel

Una Riviera in pieno centro a Roma. È questo il tema che guiderà la nuova apertura dell’Hyatt nella capitale, prevista se tutto va bene per dicembre, in modo da intercettare i flussi turistici natalizi, quando la città si veste di luci. A lavorare per sviluppare al meglio questo tema e l’impronta che la nuova apertura vuole dare al nuovo cinque stelle romano, Matteo Zappile, in qualità di vicedirettore dell’hotel. Farà un po’ da “Ct” di una nazionale di campioni, che vede come bomber Mario Farulla, scelto come direttore dei bar, e l’executive chef Fabio Fioravanti, già protagonista in un paio di cucine del marchio Hyatt (a Doha ha curato l’apertura, poi tornato in Italia con una parentesi a Murano), che torna nella sua Roma.

Accattivante, trasgressivo, nuovo, informale (ma sempre di lusso): sono solo alcuni degli aggettivi utilizzati per descrivere il progetto in costruzione dai tre protagonisti citati, che accende una nuova luce su Roma, che sempre più, sono concordi, sta diventando destination place. Ma partiamo dalla posizione: basta dire “Bottegone” per far capire a tutti dove si trova precisamente questa nuova struttura alberghiera a cinque stelle, che farà parlare di sé, soprattutto per l’offerta food&beverage. È in via delle Botteghe Oscure, infatti, proprio nel palazzo che ospitava la sede del Partito Comunista. C’è un fondo di ironia in questo: dalle lotte operaie, le stanze di questo storico palazzo sono destinate a diventare meta di un lusso basato sul lifestyle e sulla raffinatezza, anche perché Hyatt ha scelto di portare a Roma l’esclusivo brand Thompson, il primo in Italia, secondo in Europa dopo Madrid. Il brand esordirà nel Belpaese grazie all’AG Group di Andrea Girolami.

Un po’ di numeri: 69 le stanze dell’hotel, ma soprattutto tre outlet dedicati al food&beverage. L’accoglienza con un buon calice o un cocktail inizia dall’ingresso, dove si trova un lobby bar con una trentina di posti. «Qui, in prossimità del lobby bar - racconta Mario Farulla - si troverà il cuore dello sviluppo di tutti i drink, ovvero il nostro laboratorio». Quindi si sale fra il sesto e settimo piano, dove si concentrerà la potenza di fuoco del food&beverage targato Hyatt: al sesto il ristorante gourmet, da 130 coperti; al settimo piano dalla primavera è attesa una nuova terrazza con vista spettacolare e con un “crudo counter”, ovvero un’offerta dedicata ai crudi, specialmente di mare. Qui si potranno accogliere fino a 130 ospiti seduti, che possono arrivare a circa 200 per eventi in piedi.

Matteo Zappile, che per abbracciare il nuovo progetto Hyatt ha lasciato la direzione della sala del bistellato romano Il Pagliaccio, già fra i migliori sommelier d’Italia, ha un occhio di riguardo per l’offerta vino, sebbene, avverte, non sarà una figura floor, che troveremo in sala, ma una figura manageriale. «L’impronta che ho voluto dare - anticipa Zappile -, con una carta dei vini differente per ogni piano, è diversa da quel che ci si aspetterebbe in un cinque stelle classico. Le carte dei vini avranno dei titoli, con nomi che si riferiscono a delle situazioni diverse. Per quanto riguarda la parte del sesto e settimo piano, ci sarà un’attenzione particolare ai piccoli vignerons. Per me, un grande calice di champagne non deve essere per forza proveniente da una famosissima maison. Non voglio vini iperstrutturati, ma chicche selezionate con cura e originalità, tanta mescita e un focus sui pet nat, ovvero i riferimentati in bottiglia, che verranno sboccati. Voglio che ci sia una parte un po’ teatrale e una parte emozionale. In conclusione, deve essere un servizio innovativo».

Quanto ai numeri, l’obiettivo per il reparto vino è di raggiungere un massimo di 800 referenze: circa la metà saranno destinate al ristorante del sesto, al settimo circa 200 e nella lobby un’accoglienza da 250 proposte. Zappile nella sua carriera si sempre è distinto in sala per abbinamenti non convenzionali, mai solo vino, per questo la collaborazione con Farulla vuole essere a 360° e coinvolge lo chef Fioravanti. «Stiamo lavorando per puntare a una grossa sinergia fra cocktail e food - dice Farulla -. Immaginando di diventare riferimento per una clientela di turisti stranieri, potremo contare sul fatto che loro, più di noi italiani, abbiano un palato già pronto e sensibile a questi abbinamenti».

Farulla, che pure difficilmente vedremo al banco, perché il suo ruolo è direttivo, sta coordinando la creazione di una drink list che definisce evocativa: «Utilizzeremo tecniche moderne e sarà una carta molto focalizzata sul servizio e sul risultato finale in termini gustativi, che lavorerà sulle fragranze e gli aromi che ci riportano al concept di Riviera». Senza tralasciare i classici per eccellenza, come Martini e Negroni, che avranno una lista dedicata. «Abbracceremo idealmente tutto il bacino del Mediterraneo - completa Farulla -, dalla French Riviera alla Costiera Amalfitana, anche dal punto di vista del design, che è fresco e arioso». Sul barfood interviene lo chef Fioravanti: «Vogliamo lavorare in sinergia, per creare una vera e propria esperienza mangia e bevi, specialmente intorno a quella che sarà l’opportunità che ci dà l’open skyview della terrazza. Un gioco di creazioni che approcciano anche la parte visiva, con un po’ di show». Il ristorante, invece, sarà una contemporanea ricerca culinaria a tutti gli effetti, con un focus principalmente sul reparto ittico (ma senza tralasciare carne e vegetali). Altra chicca che anticipa Farulla, dal laboratorio di miscelazione usciranno anche una serie di drink firmati da lui, in bottiglie mignon, destinati ai minibar delle stanze.

Mentre i tre sono al lavoro per completare la squadra, Farulla ci anticipa che le scelte sono orientate a colleghi che esprimano personalità e che sappiano trasmettere attraverso le loro competenze le intenzioni di accoglienza sbottonata, informale, ma pur sempre raffinata e customizzata. Il target di riferimento, specialmente per quanto riguarda gli ospiti esterni, è una clientela locale giovanile; più ampia la fascia per quanto riguarda l’accoglienza delle camere, con un orientamento marcato verso una clientela internazionale.

E se al visitatore sarà richiesto un dress code smart casual, il personale vestirà delle divise molto moderne, cucite addosso ai ragazzi dello staff da un brand italiano. «Qui sarà tutto customizzato - conclude Zappile - con una grande attenzione ai dettagli. Vogliamo dare la linea a questo progetto nuovo, easy, ma di altissima qualità».

Non solo cocktail: a Palermo prende vita l’hub professionale di Simone Molè

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Dopo anni di peregrinazioni professionali in giro per il mondo, il bartender siciliano è tornato nella sua città. Dove ha aperto Palco, cocktail bar, laboratorio di idee e innovazioni che mira a diventare punto di riferimento nazionale e internazionale per il bere miscelato

Ci sono ritorni che hanno il sapore della sfida, della rivincita, del bisogno di restituire alla propria terra ciò che altrove si è ricevuto. Simone Molè, talento siciliano della mixology, dopo anni di peregrinazioni professionali tra Europa, Asia e Oceania, torna finalmente in Sicilia scegliendo Palermo come palcoscenico privilegiato per il suo nuovo progetto imprenditoriale: Palco - Unexpected Cocktails. Una scelta che racconta tanto del professionista quanto dell'uomo, con una visione chiara e concreta: creare nella sua terra un punto di riferimento nazionale e internazionale per il mondo del bere miscelato.

Drink alla spina, formazione e cocktail catering

Il concept di Palco si basa su una proposta innovativa, a partire dalla scelta tecnica dei cocktail alla spina con marchio proprietario, una novità assoluta per la Sicilia. Questa soluzione tecnica garantisce non solo qualità costante e velocità di servizio, ma anche una gestione ottimizzata degli ingredienti, riducendo sprechi e massimizzando l'efficienza. Si tratta di una scelta consapevole che guarda al futuro e risponde concretamente alle esigenze di un settore sempre più orientato verso sostenibilità e praticità operativa.

Palco è però molto più di un locale innovativo dal punto di vista tecnico. La vera forza del progetto di Simone Molè risiede nella componente formativa: all’interno della struttura opera, infatti, una scuola professionale rivolta a bartender, chef, manager di sala e personale operativo. Questa scuola, che in breve tempo ha già formato oltre cento professionisti provenienti da tutta Italia, risponde a una reale esigenza del mercato dell'hospitality, sempre più in cerca di figure qualificate e pronte ad affrontare sfide sempre più complesse.

Oltre alla formazione, Palco dispone anche di un’agenzia interna dedicata al Premium Cocktail Catering, per eventi privati e aziendali, ampliando ulteriormente il raggio d’azione del locale. In questo modo, Palco non si limita al solo spazio fisico, ma diventa una vera e propria piattaforma professionale completa, pronta ad anticipare le richieste di un mercato sempre più esigente.

Un format replicabile e scalabile

Simone Molè porta con sé un bagaglio di esperienze maturate in contesti prestigiosi, dal Lyaness di Londra fino al rinomato Freni e Frizioni di Roma. Nel 2021 ha ottenuto il titolo di campione italiano nella competizione World Class by Diageo Reserve, attestandosi come uno dei migliori bartender italiani. Questa reputazione consolidata costituisce il fondamento di Palco, un progetto ambizioso che guarda all'espansione internazionale, grazie a partnership strategiche con aziende leader nel settore food & beverage.

L'inaugurazione ufficiale, tenutasi lo scorso giugno, ha confermato sin da subito l'interesse verso questo progetto imprenditoriale, attirando professionisti del settore da tutta Italia. Un successo che testimonia l'efficacia della visione strategica di Molè, determinato a fare di Palco un format replicabile e scalabile a livello internazionale. Palco non è dunque solo un nuovo indirizzo nel panorama del bere miscelato, ma un autentico laboratorio di idee e innovazioni, un luogo dove si coltivano competenze e professionalità, un progetto che va oltre i confini di un semplice bar. È la scommessa personale e professionale di un siciliano che ha scelto di tornare per portare qualcosa di nuovo e significativo, con l'ambizione concreta di scrivere una nuova pagina nella storia della mixology italiana. È un dolce ritorno quello di Molè, perché nato dalla consapevolezza che innovare significa anche ripartire da dove tutto è cominciato, con la determinazione di chi ha girato il mondo per scoprire che la sfida più grande, in fondo, è quella di tornare a casa e cambiarla.

Carte D’Or Professional amplia la gamma Topping con la Crema di Pistacchio

Crema di Pistacchio Mousse di Cioccolato Bianco con Topping al Pistacchio
Realizzato con veri pistacchi, senza glutine e conservanti, stabile a caldo e a freddo, il nuovo topping è ideale per personalizzare con un tocco creativo e di tendenza dolci al cucchiaio, budini, frutta fresca, gelati e altri dessert

È la Crema di Pistacchio la referenza che arricchisce la gamma di Topping Carte D’Or Professional per i professionisti della ristorazione. Il nuovo gusto pronto all’uso è a base di veri pistacchi, non contiene conservanti, e ha una texture fluida e cremosa che lo rendono ideale per completare e guarnire la carta dei dessert con sapori e colori di tendenza in pochi e semplici passaggi. Come tutta la gamma, è inoltre gluten free, stabile a caldo, a freddo e con il gelato ed è facile da utilizzare e dosare, grazie al contenitore da 900 g con valvola salvaspreco.

Topping Crema di Pistacchio si aggiunge alle altre referenze già presenti nella linea: Cacao, Caramello, Caramello Salato, Fragola, Frutti di Bosco e Limone. Una gamma completa di gusti versatili e di tendenza, pensata per personalizzare facilmente e velocemente dolci al cucchiaio, budini, frutta fresca o gelati, regalando un tocco di creatività a ogni preparazione. Un esempio è la ricetta creata dai maestri pasticceri di Carte D’Or Professional per il nuovo gusto, La Rosa di Mousse al Cioccolato Bianco e Topping al Pistacchio (nella foto in apertura), un elegante dessert tutto giocato sul felice incontro tra cioccolato bianco e pistacchio (in fondo all’articolo la ricetta completa).

Efficienza e qualità per i professionisti

La linea Topping è solo una delle soluzioni del catalogo del marchio di Unilever Food Solutions, nato in Francia nel 1978 per offrire ai professionisti prodotti di qualità, che permettano di rinnovare costantemente la proposta di dolci, risparmiando tempo e risorse e con la massima attenzione al food cost. L’offerta comprende infatti anche le gamme: Dessert Classici Senza Glutine, come Tiramisù, Panna Cotta e Crema Catalana, ma anche Mousse e BudiniSorbetti Basi Neutre per la pasticceriaDolci da fornoCreme per farcitura e decorazione.

La ricetta

La Rosa di Mousse al Cioccolato Bianco e Topping al Pistacchio
Ingredienti:

1 busta Preparato per Mousse al Cioccolato Bianco Carte d’Or (750 g), 500 ml latte intero Uht, 100 ml panna fresca, 15 g sale Maldon, 1 bacca di vaniglia, pistacchi sgusciati, Topping Crema di Pistacchio Carte D’Or
Preparazione:
in una planetaria montare il Preparato per Mousse al Cioccolato Bianco Carte d’Or Professional insieme a latte, panna con il sale e i semi della bacca di vaniglia. Dressare gli stampi di silicone e abbattere a -18°.
Finitura:
disporre in un piatto il Topping Crema di Pistacchio Carte d’Or Professional, togliere la rosa di semifreddo dallo stampo e porlo al centro. Decorare con pistacchi sgusciati e una foglia di menta.

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