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Ibiza cresce, grazie a comunicazione, musica e lusso

Ibiza Ushuaia
L'Ushuaia, uno dei più iconici club di Ibiza
Sono i tre elementi sui quali il mondo dell'intrattenimeno dell'Isla Blanca ha puntato per rilanciarsi. E i risultati premiano il nuovo modello

Si dice che ciò che succede ad Ibiza resti sull'Isla Blanca, l'isola della musica e del divertimento. In realtà, grazie alle massicce dosi di PR & comunicazione che qui ogni luogo di ritrovo utilizza, è vero il contrario. Tutti gli operatori ibizenchi comunicano la propria eccellenza con grande anticipo, così turisti dai 20 ai 60 anni, non certo solo giovani, hanno tutto il tempo per organizzare le proprie vacanze. Chiunque sogni di passare un weekend sull’isola, a febbraio già sa con quali altre star del mixer si esibirà David Guetta in ogni singolo party in programma a ottobre.

L’artista francese, la stella più luminosa dell'universo dei dj, è l'unico ad avere due appuntamenti fissi nei top club: il suo venerdì notte un sound elettronico, mentre il lunedì, a bordo piscina, propone sonorità quasi pop. Perché a Ibiza le sfumature musicali tra i diversi generi di musica da ballo contano.

Vola il business

I numeri raccontano un vero boom: secondo il Business Report di Ims - International music summit, l'intrattenimento ibizenco nel suo complesso nel 2023 ha fatturato 141 milioni di euro, il 76% in più rispetto al 2019, quando ne valeva ”solo” 80. Il biglietto d'ingresso medio è passato, in un solo anno, dal 2022 al 2023, da 44 a 51 euro.

I club alzano prezzi perché i costi crescono e perché Ibiza è ormai il regno del lusso, non certo il paradiso degli hippy. Chi non può permettersela e scambia spiagge e street bar per discoteche come alcuni tra i turisti britannici, non è più benvenuto. Neppure a Sant’Antonio, da sempre meno elitaria di Playa d’en Bossa.

Anche ad Ibiza i proprietari dei grandi locali si fanno concorrenza, ma lo fanno in modo costruttivo. Per esempio, trasformano i top dj in promoter, ovvero co-organizzatori con i quali condividere i rischi. Sull’isola, invece, non c’è spazio per le nostalgie: dal 2017 il mitico Space non c’è più e il brand approda solo quest'estate in una Riccione in cerca di rilancio.

Un nuovo modello

La forza di Ibiza non sta poi certo soltanto nelle sue notti folli. La proposta dell’isola mette insieme luoghi dove oziare al tramonto, dinner show, cocktail bar e hotel deluxe. Non è un caso che sia lo storico Pacha, sia il binomio - Ushuaïa facciano parte di grandi gruppi alberghieri. La disco delle due ciliegine oggi appartiene a Five Holding, proprio come Destino, esclusivo albergo con beach club e spazio eventi ad alto tasso di elettronica, come il giovedì Music On firmato dal top dj campano Marco Carola. Ushuaïa, è prima di tutto un hotel: dalle stanze più ambite, si sente la musica e ci si gode il palco.

Tra i locali simbolo dell’isola c’è anche Lío, cabaret - ristorante con vista sul porto di Ibiza. Questo format fa ormai divertire con sexy show ad alto tasso di stile anche Londra, Mykonos, Maiorca, etc.  Perché quel che funziona a Ibiza poi piace ovunque. Anche in Italia. elrow, party elettronico in scena l’8 giugno a Reggio Emilia, oltre un mese prima dell'evento aveva già venduto 25.000 biglietti in prevendita.

Torna Abks Live: appuntamento a Venezia con i talenti Ampi Giovani

Il 23 maggio dalle 18 alle 19.30 presso AB- Il lusso della semplicità di Alessandro Borghese, si terrà l'appuntamento intitolato “La pasticceria da mangiare con gli occhi, sulle orme di Marco Polo”

I pasticceri di Ampi Giovani saranno i protagonisti del primo appuntamento del nuovo ciclo di incontri di Abks Live. La rassegna di appuntamenti con ospiti dello spettacolo, della musica, della letteratura, della cucina, della pasticceria e della cultura, ritorna giovedì 23 maggio nel giardino di AB- Il lusso della semplicità in Ca’ Vendramin Calergi, sede del Casinò sul Canal Grande, a Venezia. Si riparte con un appuntamento dedicato alla pasticceria che omaggia il grande esploratore Marco Polo.

Cosa faranno i pasticceri di Ampi Giovani

Saranno cinque i giovani selezionati e guidati dal maestro Ampi Armando Palmieri. Sono Luca Bnà, Beatrice Busatta, Dario Guglielmoni, Enrico Lago e Leonardo Sperati. Il team presenterà delle creazioni tematiche di pasticceria dolce e salata ispirate ai temi dell'arte e del viaggio. Obiettivo: omaggiare l'anima artistica e avventurosa della città di Venezia. Durante questo nuovo appuntamento di Abks Live i talenti di Ampi Giovani dimostreranno la propria creatività, le conoscenze e le tecniche acquisite durante il percorso biennale svolto durante un progetto nato all’interno di Accademia Maestri Pasticceri Italiani. «Volevo un impatto visivo interessante coniugato a delle sensazioni gustative interessanti - spiega il maestro Armando Palmieri - Perciò ho chiesto ai pasticceri di partire da un dolce classico e di inserire una spezia, un ingrediente legato al concetto del viaggio di Marco Polo e di conferire al tutto una forma estetica ispirata all’opera e allo stile di un artista Pop, anche contemporaneo. Sono rimasto stupito io stesso dal risultato. Sono certo verrà apprezzato da quanti parteciperanno alla serata del 23 maggio».

Il dolce di Luca Bnà per Abks Live

“Fatto a mano” è il dolce ideato da Luca Bnà. Ispirato al David di Michelangelo, si tratta di un cremoso al cioccolato fondente e cardamomo con fondo croccante al sesamo di Bnà. La creazione racchiude l’essenza dell’artigianalità, del lavoro fatto a mano dallo scultore così come d’artista. Nella monoporzione creata da Bnà il volto del David poggia su una mano stretta a pugno, in un viaggio nel tempo e nella storia dell’arte, mentre sesamo, alloro e cardamomo evocano la rotta di Marco Polo verso Oriente.

La creazione di Beatrice Busatta

Beatrice Busatta fa rotta verso Nord, ispirandosi allo scultore svedese Claes Oldenburg e al suo celebre cono capovolto. “La battaglia del cono gelato” è un cono di cialda ripieno di namelaka alla nocciola, cremoso al cioccolato al latte e biscuit marquise al cacao, mentre il finto gelato è una mousse allo yogurt con cuore di albicocca arrosto al pepe di Sichuan. «Oldenburg è stato uno dei precursori della pop art. Attraverso questa nuova concezione di monumenti all’interno ed all’esterno di spazi pubblici, raffiguranti oggetti della quotidianità, cercava di combattere una battaglia contro il consumismo della società americana degli anni ’60. Penso che questo concetto raffiguri pienamente anche la società di oggi. Il pepe di Sichuan ha una nota orientale che riporta a ricordi di paesi lontani, in pieno tema con il viaggio», spiega Busatta.

Il tiramisù innovativo di Dario Guglielmoni

La monoporzione caffè e cannella pensata da Dario Guglielmoni è un tiramisù innovativo, composto da un biscuit alla mandorla e caffè, una mousse al mascarpone e cannella e un gel al caffè. L’artista a cui si è ispirato per la realizzazione di “Geometrie d’Oriente” è il pittore olandese Piet Mondrian, fondatore assieme a Theo van Doesburg del "neoplasticismo”. «Mi sono focalizzato sul rendere il tiramisù geometrico e lineare - spiega il pasticcere - inserendo all’interno la cannella, come spezia simbolo del viaggio di Marco Polo. La decorazione è una tela in cioccolato in pieno stile Mondrian, le cui opere mostrano una complessità che smentisce la solo apparente semplicità».

“T’U”, la monoporzione di Enrico Lago

L’ironia è la chiave di “T’U”, la monoporzione ideata da Enrico Lago. È ispirata a uno dei soggetti iconici di Jeff Koons, ovvero il Balloon Dog. «L’opera dell'artista statunitense ha un carattere spiritoso, provocatorio e fuori dagli schemi, aspetti che mi rispecchiano alla perfezione. Ho inserito sapori speziati come cardamomo, pepe, cannella e anche il tè. Proprio quest’ultimo dà il titolo della monoporzione. All’epoca il tè veniva chiamato “t’u”, termine generico che venne poi affiancato al termine “ch’a” per distinguerlo dal “t’u” amaro usato come medicinale. La parola può avere un doppio senso romantico, con dedica alla persona del proprio cuore, da questo la scelta del colore rosso», racconta Lago.

“Attesa” di Leonardo Sperati

Leonardo Sperati, pasticcere presso l'Enoteca Pinchiorri a Firenze, presenta “Attesa”. Si tratta di un’opera forte e delicata al tempo stesso, ispirata allo stile dello scultore Jago. La filosofia di quest'artista vede l’arte come volano per costruire il vocabolario delle nostre emozioni, per capirle e viverle. A guidare il lavoro di Sperati sono proprio le emozioni femminili legate a diverse situazioni di attesa. La donna in attesa nel suo grembo è maternità. La donna in attesa di un ritorno è accoglienza. La donna in attesa di un diritto è giustizia. La donna in attesa di un pensiero è sapienza. Esteticamente elegante, quasi etereo, il biancomangiare di Sperati ci porta sulla rotta verso Oriente con il pepe di Timut, che ben si sposa alle note agrumate del limone. «Ho scelto la scultura di Jago perché riesce a sorprendere, è realistica eppure appartiene a un altro mondo», commenta Sperati.

Alessandro Borghese: «Una vetrina per i professionisti del futuro»

Ad accogliere i giovani pasticceri sarà lo chef Alessandro Borghese, padrone di casa di AB- Il lusso della semplicità. «L’arte e la bellezza sono una costante nei miei ristoranti, che si trasformano in gallerie d’arte per appagare i sensi dei commensali. Sono lieto di accogliere gli AMPI Giovani e di scoprire come hanno sviluppato i temi nelle loro creazioni dedicate alla magnifica Venezia. Quando il talento e la passione incontrano lo studio e la ricerca nasce qualcosa di unico e inaspettato e sono felice di dare una bella vetrina ai professionisti del futuro». L’appuntamento è aperto al pubblico fino ad esaurimento posti.

A febbraio 2025 Sana Food con Slow Wine Fair: il nuovo format di BolognaFiere per Horeca e retail specializzato

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Dal 23 al 25 febbraio a Bologna va in scena il nuovo evento che coinvolge tutto il mondo della sana alimentazione per l’eating out of home. Fino al 12 luglio, la campagna Early Bird consente di esporre a tariffe vantaggiose

Dall’edizione 2025 SANA, lo storico evento per il mondo del biologico e del naturale, evolve nel nuovo concept SANA Food, dedicato al mondo della sana alimentazione.

In programma a BolognaFiere dal 23 al 25 febbraio, SANA Food presenterà le soluzioni più interessanti e innovative per l’eating out of home, per aiutare le imprese del comparto food service/Horeca a essere più in sintonia con le esigenze di un consumatore sempre più orientato verso prodotti salutari e di qualità.

Per chi vuole esporre a SANA Food a tariffe vantaggiose, è in corso la campagna Early Bird; maggiori informazioni a questi numeri di riferimento.

Spazio a tutto il mondo dell’alimentazione sana

A SANA Food il biologico resta centrale, ma i concetti di qualità e di attenzione alla salute e alla sostenibilità si estendono a tutto il mondo della sana alimentazione, coinvolgendo anche prodotti vegani, vegetariani, plant based, free from, 'arricchiti da', Dop, Doc e Igp, purché a filiera controllata e di qualità, e con volumi di produzione medio-piccoli.

Una proposta espositiva resa ancora più ricca dalla concomitanza con Slow Wine Fair, la fiera del vino buono, pulito e giusto. Gli espositori ne trarranno maggiore visibilità e più opportunità per incrementare il proprio business, e i professionisti della distribuzione ai quali SANA Food si rivolge – in particolare Horeca, negozi specializzati, gastronomie e cash&carry – potranno rendere la propria offerta più adeguata a un pubblico sensibile alla qualità, alla salute e al rispetto dell’ambiente.

Le novità del nuovo format

L’attenzione al business networking si concretizzerà a SANA Food anche in un’area dedicata agli incontri b2b tra espositori e buyer internazionali.

SANA Food Novità (area mostra e guida online) offrirà una vetrina a prodotti inediti ed estensioni di linee esistenti, a nuove formulazioni negli ingredienti e a packaging rivisitati.

Tornano, poi, gli Stati Generali del biologico di Rivoluzione Bio, con approfondimenti e momenti di confronto.

Prima, durante e dopo il salone, sono previste sessioni di formazione, cooking show e masterclass con esperti del settore.

Il Progetto 100 giorni sani

Tra le novità di SANA Food, il Progetto 100 giorni sani, in collaborazione con LightUp! Claudia Maccarini e Toluna, la community di 70 milioni di consumatori di oltre 70 Paesi che, con le proprie opinioni, partecipano alle scelte di marketing delle aziende consumer oriented.

Attraverso un’indagine dinamica, il focus group – 3.000 consumatori italiani e 1.000 danesi – condividerà per 100 giorni, 2 volte l’anno, idee, suggerimenti e comportamenti circa il concetto di stile di vita “sano” nel consumo “fuori casa”.

I risultati saranno via via resi noti alla community attraverso i social e il sito web di SANA, e durante la manifestazione con dibattiti dedicati, e costituiranno il primo mattone di un osservatorio consumer per dialogare direttamente col consumatore e interpretare i trend di mercato.

I gin di Rinaldi 1957 perfetti per la bella stagione

Rinaldi 1957 gin
Alcune proposte di gin dal ricco catalogo di esclusive di Rinaldi 1957 che promettono di essere i “must try” della bella stagione. Distillati ideali da servire in purezza e per realizzare cocktail eleganti e rinfrescanti

Aumentano le temperature, spunta nuovamente il sole e ritorna la voglia di relax e svago. Quale miglior distillato del gin per celebrare questi momenti di convivialità e riposo? Un prodotto perfetto sia da consumare da solo sia all’interno di cocktail eleganti e rinfrescanti.
La casa di distribuzione di alcolici Rinaldi 1957 consiglia alcuni gin che promettono d’essere i “must have” o, meglio, i “must try” della bella stagione.

Macaja

rinaldi 1957 MacajaUn gin che nasce nella suggestiva Via del Sale, un percorso che unisce Piemonte e Liguria lungo cui sono raccolte le 38 botaniche che impreziosiscono questo distillato.
Le bacche di ginepro utilizzate giungono dal Colle della Maddalena che si erge con i suoi 2000 m di altezza in provincia di Cuneo.
Alle botaniche mediterranee impiegate come corbezzolo, lavanda e timo si aggiungono i corredi aromatici di limone, arancio, chinotto e liquirizia.
Nasce così Macaja, un gin agrumato dal sapore complesso, elegante e ricercato, che si snoda tra i monti per giungere fino al mare.

Ginepraio

Rinaldi 1957 GinepraioUn gin che profuma di Toscana, con i suoi sapori tanto profondi quanto complessi. Si tratta di un distillato derivante dal detto “cacciarsi in un gineprario”: una situazione complicata dalla quale è difficile uscirne. E i due produttori Levante Spirits e Distillerie Deta hanno trovato la chiave in questo London dry secco a ricetta classica toscana. Il grano infatti giunge dal Mugello, mentre il ginepro dalla Maremma, dal Chianti e dalla Val Tiberina. Ginepraio è così dal sapore spiccatamente incisivo, perfetto per Gin & Tonic e Martini.

Rivo

rinaldi Rivo Gin

Il piemontese gin Rivo rappresenta il primo foraged gin italiano, degno rappresentante della cultura dei distillati nel Belpaese.
A eccezione del ginepro, tutte le botaniche sono raccolte a mano nella zona del Lago di Como prima di essere distillate. Tra queste spiccano gli avvolgenti e intensi sapori di melissa e timo che conferiscono ai gin Rivo un gusto balsamico, erbaceo e, soprattutto, rinfrescante.

Santa Ana

Rinaldi 1957 Santa AnaSi tratta di un “distilled gin”, ossia un gin le cui botaniche distillate separatamente in alambicco a bagnomaria prima della fase di blending.
L’origine filippina di Santa Ana è testimoniata dall’utilizzo del calamansi, frutto tropicale tipico dell’isola. A questo si aggiungono arancio amaro, ginepro e alpinia, per una nota amaricante cui si aggiunge l’intensa componente floreale di Ylang Ylang.
In virtù del particolare tappeto aromatico, Santa Ana è un gin che lavora bene con l’acidità di cocktail quali Gin Sour, White Lady, e French 75.

Baritalia 2024 a Bari: selezionati altri 17 finalisti

Baritalia Bari 2024; 20/05/2024: Bargiornale, Baritaila©Riccardo Gallini /GRPhoto
Grande partecipazione alla seconda tappa del laboratorio itinerante dedicato alla mixology approdato nel capoluogo pugliese. Ecco i nomi dei bartender qualificatisi per la finalissima di Courmayeur

Una bella giornata di sole ha fatto da cornice alla seconda tappa di Baritalia 2024. Dopo l’esordio a Caserta, il viaggio lungo la Penisola della nona edizione del laboratorio di miscelazione di Bargiornale è proseguito al Sud, approdando a Bari, città consolidatasi come uno dei poli della mixology del sud Italia. Palcoscenico della manifestazione lo Skyline Rooftop del The Nicolaus Hotel, spettacolare terrazza con vista panoramica sulla città, che ha ospitato all’interno della struttura un pop-up di Hagakure Noh Samba. Tanti, oltre 300, i professionisti del settore, provenienti da tutta la regione e da aree del Meridione, che non hanno voluto mancare all’appuntamento e al programma di confronti, approfondimenti, seminari e sfide sul tema cocktail del menu dell’evento.

Numeri che confermano Baritalia come l’occasione capace di unire e riunire i professionisti della miscelazione di tutt'Italia desiderosi di mettersi in gioco, di scambiare esperienze, di creare legami e collaborazioni, di aggiornarsi professionalmente.

Moltissimi i bartender che hanno preso parte a Baritalia Lab, la sfida di miscelazione che quest’anno ha come tema "Back to Basics”, un inno all’essenzialità che vuole proporre un ritorno alle radici autentiche del mestiere e incentrata su tre punti focali: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione degli ingredienti e il senso di ospitalità dei bartender.

Con la nuova tappa sono stati selezionati altri 17 bartender, in gara sotto le insegne delle aziende partner, che si sono aggiudicati un posto per la finalissima che andrà in scena nel Final Show di Baritalia, in programma a Courmayeur.

Ecco i nomi dei 17 finalisti: Raffaello Atella (Ancienne Pharmacie), Val Borgo (Bonaventura Maschio – Botran), Marco Doronzo (Bonaventura Maschio – Prime Uve), Stefano Leo (Campari Academy), Paolo D’Aquino (Coca-Cola Hbc Italia - Three Cents), Giulia Cosentino (Coca-Cola Hbc Italia – Ron Barcelò), Lorenzo Incarnato (Coca-Cola Hbc Italia – Lucano), Samantha Liso (Compagnia dei Caraibi), Raffaele Modugno (Gamondi), Raffaele Carella (OnestiGroup – Alpestre), Alessia Esposito (OnestiGroup – Bobby’s Gin), Emanuele Cacciatore (Molinari), Luca Goracci (Montosco), Gaetano Di Laora (Nonino), Nicolò Mele (Soero), Ivan Lococciolo (Strucchi), Francesco Luciani (The Organics by Red Bull).

A meritarsi il Premio Baritalia menzione speciale Back to Basics per il drink più aderente al tema è stato Nicolò Mele (Soero).

La giuria di Baritalia Bari

A valutare le prove dei concorrenti e a decretare i vincitori della seconda tappa una giuria composta dai giudici delle aziende partner: Igor Tuliach (Gamondi), Filippo Ghizzi (Coca-Cola Hbc Italia - Three Cents), Felice Loprieno (Coca-Cola Hbc Italia - Ron Barcelò), Sander Loren (Onestigroup), Antonio Moretti (Montosco), Steve Righetto (Bonaventura Maschio - Prime Uve), Simone Mina (Bonaventura Maschio - Botran), Francesco Drago (The Organics by Red Bull), Denny Del Monaco (Ancienne Pharmacie), Leonardo Todisco (Strucchi), Renato Pinfildi (Nonino), Gianni Dell’Olio (Campari Academy), Tommaso Scamarcio (Compagnia dei Caraibi), Marco Fedele (Molinari) e Gianmaria Ciardulli (Soero).

Giuria, come ormai da tradizione, affiancata in veste di giudici d’onore da bartender e titolari di alcuni dei migliori cocktail bar della Puglia: Francesco Caporusso, Michele Scutari, Caudio Lepore, Piero Appeso, Ivan Milone, Nicolantonio Milella, Davide Mitacchione, Diego Melorio, Marco Fabiano, Andrea Renzullo, Vincenzo Mazzilli, Alex Daloia, Davide Namoini, Sandro Laugelli, Tommy Colonna, Hannetta Lee, Andrea Salamida e Mario La Pietra.

I Boot Camp sulla miscelazione

Molto seguiti anche i Boot Camp, altro pezzo forte del menu di Baritalia: 12 masterclass gratuite dedicate alle tecniche di miscelazione e tenute da bartender ed esperti di fama nazionale e internazionale per conto degli sponsor.

Il programma è stato aperto dall’incontro con Danny del Monaco a tema The secrets of Ancienne Pharmacie, seguito da quello con Leonardo Todisco sui cocktail low alcohol (a cura di Strucchi). Quindi è stata la volta della masterclass di Simone Mina dal titolo Ripartire dall'Italia, il Paese delle 4 F (a cura di Bonaventura Maschio) e quindi di Marco Fedele sulle potenzialità in miscelazione del Limoncello DiCapri (a cura di Molinari). Hanno chiuso il programma della prima parte della giornata il seminario di Renato Pinfildi ed Elio Santomartino sull’impatto rivoluzionario del monovitigno Nonino sul mondo della grappa e sulla sua evoluzione, quello di Dario Iurlano sul fabbricatore del ghiaccio come alleato per signature drink di qualità (a cura di Brema) e di Gian Maria Ciardulli che si è soffermato proprio tema del Back to Basics (a cura di Soero).

A inaugurare la sessione pomeridiana di incontri la masterclass di Sander Nolen sulle origini di Bobby’s Gin partendo dal jenever (a cura di Onestigroup), seguito da Igor Tuliach, che ha parlato della miscelazione easy al centro della cocktail strategy di Gamondi, e dal seminario di Felice Loprieno e Martina Proietti sui long drink (a cura di Coca-Cola Hbc Italia). Per finire con gli incontri con Sergio Spagnoli sull’uso del Sale Maldon e delle spezie in mixology (a cura di Montosco), e con Francesco Drago sulla ricerca della semplicità in miscelazione (a cura di by The Organics by Red Bull).

A rendere il programma ancora più ricco, la special guest di questa tappa di Baritalia, Mario La Pietra dal Neon Pigeon di Singapore, rinomato locale asiatico del quale è direttore beverage.

I finalisti della tappa di Bari e i vincitori per ogni squadra

Ancienne Pharmacie - Rose & Pepper Homemade e Cherry Prestige Liqueur
Raffaello Atella (vincitore di tappa)
Mattia Arati

Bonaventura Maschio – Ron Botran
Val Borgo (vincitore di tappa)
Vito Cassaniello
Francesco Vitale

Bonaventura Maschio – Prime Uve
Marco Doronzo (vincitore di tappa)
Angelo Salamida
Sabrina Spagnolo

Campari Academy
Stefano Leo (vincitore di tappa)
Vincenzo Ciraci
Francesco Gianfreda

Coca-Cola Hbc Italia - Three Cents
Paolo D’Aquino (vincitore di tappa)
Emin Berisha

Coca-Cola Hbc Italia - Ron Barcelò
Giulia Cosentino (vincitrice di tappa)
Amirka Del Monte
Yaser Eliwa Elzer

Coca-Cola Hbc Italia - Amaro Lucano
Lorenzo Incarnato (vincitore di tappa)
Elio Casley
Tiziana Giannuzzi

Compagnia dei Caraibi - Saigon Baigur Gin
Samantha Liso (vincitrice di tappa)
Maurizio Cinquepalmi

Gamondi
Raffaele Modugno (vincitore di tappa)
Cris Sola
Nicola Venza

OnestiGroup - Alpestre
Raffaele Carella (vincitore di tappa)
Sebastian Tersigni

OnestiGroup - Bobby’s Gin
Alessia Esposito (vincitrice di tappa)
Maria Cimaglia
Stefano Guglielmi

Molinari - Limoncello di Capri
Emanuele Cacciatore (vincitore di tappa)
Biagio Di Leonardo
Antonio Morgese

Montosco - Maldon
Luca Goracci (vincitore di tappa)
Giuseppe Spiridione

Nonino - Grappa Monovitigno Lo Chardonnay 12 mesi in barrique
Gaetano Di Laora (vincitore di tappa)
Giuseppe Barone
Arcangela Bizzocca

Soero - Soero Gin
Nicolò Mele (vincitore di tappa)
Daniela Bottitta
Domenico De Carlo

Strucchi - Vermouth Rosso, Bianco e Dry
Ivan Lococciolo (vincitore di tappa)
Asia Cafueri
Giuseppe Scarpa

The Organics by Red Bull
Francesco Luciani (vincitore di tappa)
Rosario Laterra
Christian Marrazza

I prossimi appuntamenti di Baritalia

VERONA: 24 giugno
ROMA: 16 settembre
REGGIO EMILIA: 21 ottobre
COURMAYEUR - MONTE BIANCO: final show

Alessandro D’Alessio vince la decima edizione della Campari Bartender Competition

Campari bartender Competition 2024
Superati gli altri finalisti Andrea Pace e Edoardo Cipriani. Per Campari Academy «si chiude un ciclo e siamo già al lavoro per aprirne uno nuovo». La vittoria a dieci anni da un altro successo targato Rita.

Una (neanche tanto) sottile Linea Rossa, da superare per essere incoronato come decimo Campari Bartender fo the Year: l’ha tracciata e poi varcata Alessandro D’Alessio, bartender del Rita’s Tiki Room di Milano, che nella sala maestra della sede storica di Campari Group, in Sesto San Giovanni, ha superato gli altri due finalisti Andrea Pace (Drink Kong Roma, alla sua quinta partecipazione) ed Edoardo Cipriani (The Soda Jerk Verona, bar che bissa la presenza di un finalista dello scorso anno) nella decima edizione della Campari Bartender Competition.

Dopo il Maramao con cui si era issato fino all’ultimo atto, Linea Rossa è il nome del cocktail che D’Alessio ha creato nel corso della giornata di lunedì 20 maggio, poi presentata nella serata finale. Un viaggio nel sottobosco, il tema gustativo pescato in chiusura di semifinale che ha disegnato i contorni di una sfida completamente nuova nell’ambito delle competizioni di miscelazione: i finalisti erano infatti stati chiamati a realizzare un food pairing, con la collaborazione dello chef di [Cà-ri-co] Milano, Nicholas Lentini.

Una prova di creatività e tecnica

Affiancato dalla tutor Luana Bosello (vincitrice della terza edizione della Campari Bartender Competition), D’Alessio ha quindi realizzato il cocktail Linea Rossa (Campari, Vermouth extra dry Cinzano 1757, Appleton 12, succo di limone, lamponi e Magic Velvet), in abbinamento a un Controfiletto di manzo con funghi, purea di castagne, pak choi e fondo bruno al caffè. Prova di creatività e tecnica, che D’Alessio aveva già dimostrato in semifinale quando, nelle tre prove della giornata di domenica, aveva dovuto costruire un drink che comprendesse una preparazione homemade sorteggiata tra quelle realizzate dagli altri semifinalisti, ed era riuscito a gestire un ingrediente tutt’altro che banale come la bottarga.

La giuria

Nel tripudio della platea, resa ancor più rumorosa dal sostegno dell’intero staff del Rita’s Tiki Room (che celebrerà la vittoria con tanto di magliette coreografiche), D’Alessio ha convinto la giuria composta da composta da Giulia Cuccurullo (head bartender dell’Artesian Bar, Londra), Giorgio Bargiani (assistant director of mixology del Connaught Bar di Londra e global brand advocate 1757 Vermouth di Torino), Samuele Ambrosi (fondatore di Cloakroom, Cloakroom Studios e Boss Hogg a Treviso), Salvatore “Il Maestro” Calabrese, Leonardo Leuci (bartender, bar owner e bar consultant), Bruno Malavasi (master of botanicals Campari Group), Alessandra Rubini (chef brand ambassador ALMA), Nicola Scarnera (Campari Academy Manager) e Alberto Ponchio (senior marketing director Italian market).

Un’edizione che chiude un ciclo

D’Alessio è dunque il decimo Campari Bartender of the Year, nell’edizione che “chiude un ciclo”, come ha commentato il Campari Academy Manager, Nicola Scarnera, per due volte medaglia d’argento alla Campari Bartender Competition: «Siamo già al lavoro per avviarne uno nuovo, il livello di base di quest’anno era davvero alto e assistiamo a una generazione di bartender giovane e talentuosa». Per quest’anno, Campari Academy aveva infatti raccolto le idee e i protagonisti delle precedenti nove edizioni, permettendo ai partecipanti (oltre millecento iscritti) di scegliere il preferito tra i temi che si sono susseguiti nel decennio appena trascorso.

E di cerchio vero e proprio si è trattato, considerando come la prima vincitrice in assoluto, Chiara Beretta, derivava a sue volte dalle scuderie del Rita di Milano. D’Alessio, pugliese di origine e cultore dell’ospitalità tiki, raccoglie il testimone dello scorso vincitore, Dario Tortorella de L’Antiquario di Napoli, ed è atteso da un anno di collaborazione con Campari Academy, che si snoderà nel corso di masterclass, guest shift ed eventi. Per tutti gli altri, invece, l’attesa di segnare in calendario l’inizio dell’undicesima edizione.

Extra 10, il nuovo sistema di spillatura di Carlsberg per i piccoli locali

Carlsberg Italia DraughtMaster_Extra10
Dal design moderno e compatto, la nuova soluzione è stata pensata per consentire anche ai piccoli bar di offrire birra alla spina di qualità e sempre fresca grazie alla tecnologia DraughtMaster

Innovazione, tecnologia e sostenibilità: è all’insegna di questi tre temi che è nato Extra 10, il nuovo sistema di spillatura della birra di Carlsberg Italia. Dal design moderno, la nuova soluzione è stata pensata per permettere ai bar di piccole dimensioni di proporre ai loro clienti una birra alla spina di qualità e sempre fresca.

Il sistema è infatti basato sulla tecnologia DraughtMaster (leggi Carlsberg Drink Different, la nuova spillatura della birra) sviluppata dall’azienda, dove per spillare la birra non si usa la CO2, ma aria compressa. Con questa tecnologia la birra non è più contenuta nei tradizionali fusti di acciaio, ma in fusti a perdere in Pet, che una volta esauriti sono riciclabili con la normale raccolta differenziata: in pratica, l’aria compressa entra nella camera a pressione in cui si trova il fusto, che quindi viene compresso permettendo la spillatura della birra che arriva inalterata alla spina, non entrando in contatto con altri agenti, e resta sempre fresca. In più l’assenza di CO2 aggiunta, oltre a evitare problemi di sovrasaturazione dell'anidride carbonica (ovvero gonfiori di stomaco), riduce i costi e gli interventi di manutenzione dell’impianto.

Tecnologia al servizio della qualità

Benefici che Extra 10 porta anche ora nei locali che hanno uno spazio limitato da dedicare agli impianti di spillatura. Frutto di oltre 3 anni di ricerca e di un investimento di oltre 15 milioni, il nuovo sistema si caratterizza per il design moderno e compatto, che con il suo ingombro contenuto ne consente un facile posizionamento anche negli spazi più limitati. A questo si aggiungono un sistema di raffreddamento di ultima generazione, grazie alla migliore coibentazione e superficie di raffreddamento, che garantiscono birra alla temperatura ideale, e un’app digitale, di uso facile e intuitivo, che consente di monitorare i consumi e lo stato di salute del macchinario.

Senza dimenticare la qualità della birra, che grazie alla tecnologia DraughtMaster mantiene più a lungo le caratteristiche organolettiche: nel caso di Extra 10, dove i fusti sono da 10 l, la freschezza della bevanda, una volta collegato il fusto all’impianto, resta inalterata per 30 giorni, a fronte dei 7 giorni garantiti dai fusti in acciaio. Altra peculiarità del nuovo sistema è che comprime i fusti esausti senza bisogno che siano stoccati.

Una soluzione amica dell’ambiente

Disponibile con le birre più iconiche del portafoglio di Carlsberg Italia, 4 Luppoli L’Originale del Birrificio Angelo Poretti, Tuborg Green e la nuova 1664, la nuova soluzione è ottimale anche sotto l’aspetto della sostenibilità. Consente infatti di ridurre gli sprechi di prodotto, mentre l’utilizzo dei fusti in Pet, più leggeri del 43% rispetto a quelli in acciaio, permette di ridurre i consumi di carburante per il loro trasporto. Inoltre, rispetto ad altri sistemi di spillatura, quello di Carlsberg Italia garantisce, per ogni 60 litri di birra spillata, un risparmio di 25 kg di CO2 nell’intero ciclo di vita.

Cattel: qualità, competenza e innovazione al servizio del fuori casa

Cattel principale
Sono i valori che hanno fatto dell’azienda veneta uno dei maggiori player della distribuzione per l’horeca, presente in 46 province, con oltre 7000 attività servite e un assortimento che supera le 8000 referenze

Nata come azienda familiare con una storia di oltre 100 anni, oggi Cattel si colloca tra i primi player nazionali della distribuzione per l’horeca, ma ha mantenuto invariati i valori che la ispirano ogni giorno: competenza, dedizione, costante ricerca della qualità, serietà, puntualità del servizio e amore per la tradizione gastronomica italiana.

Attualmente è presente in 46 province italiane in Veneto, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte ed Emilia Romagna, servendo oltre 7000 attività del settore con un assortimento di quasi 8000 referenze tra fresco, gelo, grocery, no-food e beverage e proponendosi come fornitore unico e completo, in grado di garantire un servizio capillare, tempestivo e puntuale. Meticolosa la procedura di selezione dei fornitori così come i controlli della merce, per garantire una scelta variegata di prodotti qualitativamente eccellenti, soprattutto tramite le private label Valdora, Valdora Selezione, Scottona Braslavia, DiGIÀ e JesolPesca, con cui Cattel riesce a proporre soluzioni di altissima qualità e dall’alto contenuto di servizio a prezzi competitivi.

Un polo distributivo al top

Cattel si avvale di 350 unità di personale attivo, di cui 136 dipendenti (fra diretti e interinali) e 110 agenti di commercio, una flotta di 40-53 camion (a seconda della stagionalità) e 12 barche refrigerate per consegnare la qualità ovunque.

Nella sede di Noventa di Piave - un polo di distribuzione di 16.000 metri che offre spazio di immagazzinaggio per 13.000 posti a scaffale - i prodotti sono gestiti in una vastissima piattaforma che comprende tre aree specializzate: una per i prodotti da conservare a temperatura ambiente (5.100 m2), una per i prodotti da conservare in ambiente refrigerato da 0 a 4 °C (2.935 m2) e una per i prodotti surgelati a -25 °C (6.685 m2).

La spinta all’innovazione

L'azienda deve il proprio successo anche al suo desiderio costante di innovazione che l’ha portata, per esempio, a collaborare con Fiorital all’innovativo protocollo DYP (una nuova tecnica di ultra-congelamento del pesce, che viene portato in un tempo rapissimo a bassissime temperature in modo da mantenerne inalterate proprietà e caratteristiche) e ad adottare l’App Eshop Cattel per semplificare e snellire gli ordini (inoltrabili 24/7), offrire ai clienti maggiore autonomia e flessibilità, e agli agenti più tempo per fornire un servizio consulenziale accurato.

Benessere e cultura dell’alimentazione

Cattel dedica molte risorse anche alla formazione organizzando, per esempio, numerosi incontri dedicati sia alla forza vendite che ai clienti per promuovere la conoscenza di nuovi prodotti e i possibili utilizzi.

La sua mission è contribuire al benessere delle persone e alla cultura della buona alimentazione ricercando, scegliendo e proponendo prodotti e servizi della migliore qualità, senza mai trascurare la responsabilità sociale e la sostenibilità ambientale. È una storia “all’italiana” dove tradizione e innovazione si fondono con successo e passione.

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Polignano a mare accoglie il G7 con la Coppa dei Presidenti

La storica gelateria Mario Campanella il Super Mago del Gelo hanno pensato a un mix di gusti dedicati al summit internazionale

Dal 13 al 15 giugno la Puglia ospiterà il prossimo G7 con presidenza a cura del Governo italiano. Per l'occasione i leader della Terra potranno gustare la Coppa dei Presidenti. La ricetta verrà presentata nella tappa di Polignano a mare nello storico bar-gelateria Mario Campanella il Super Mago del Gelo.

Come sarà composta la Coppa dei Presidenti

Francesco Sperti e la famiglia Modugno, gestori della famosa insegna, hanno messo a punto un mix a base di gelato artigianale. Nella Coppa dei Presidenti ci saranno pistacchio di Sicilia, nocciola Gentile delle Langhe presidio slow food, Zuppa inglese, panna fresca e granella di mandorle Filippo Cea di Toritto presidio Slow food.

La filosofia dietro la Coppa

Nella creazione di questa nuova composizione, Sperti ha voluto mettere in evidenza alcuni dei tanti prodotti alimentari italiani, valorizzando anche le varie zone della Penisola: il Sud, il Centro e il Nord. Il Pistacchio di Sicilia posto all’estremità inferiore della Coppa, rappresenta uno dei primi punti di approdo per i popoli che arrivano in Italia dal Mediterraneo. In superficie troviamo la Nocciola Gentile della zona delle Langhe, dunque a Nord della Penisola. La Zuppa inglese (che di “inglese” non ha nulla) è un omaggio all'area tosco-emiliana. Veniva chiamata così perché in origine conteneva del rum, la bevanda dei marinai di Sua maestà e veniva servito agli ospiti in occasione delle feste di Corte. Infine, c’è la spolverata di granella di mandorle di Toritto di Puglia, la terra “magica” che ospiterà il summit nella tenuta di Borgo Egnazia.

Baritalia è a Verona il 24 giugno. Manda la tua ricetta entro il 9 giugno

Baritalia 2024 Verona ricetta
La città veneta ospiterà la terza tappa di Baritalia 2024, in programma lunedì 24 giugno. Scopri i prodotti del paniere e candida la tua ricetta entro il 9 giugno. Ci sono in palio 17 posti per la finale a Courmayeur

Continua il tour di Baritalia lungo la Penisola. Per la sua terza tappa dell’edizione 2024, il laboratorio di miscelazione approderà a Verona, lunedì 24 giugno. Una giornata dedicata a bartender e professionisti del fuori casa, che troveranno ad attenderli tanti eventi, tra sfide, un ricco programma di 15 masterclass e tante possibilità di incontro, confronto e nerworking.

Manda la tua ricetta

Con la tappa veneta prosegue la selezione dei finalisti di Baritalia Lab: in fondo all’articolo c’è il form da compilare per candidare la propria ricetta. In palio ci sono 17 posti per la finalissima di Courmayeur - Monte Bianco.

Miscelare bene essenzialità e senso dell'ospitalità

Al centro di questa edizione di Baritalia il concetto di BACK TO BASICS.

In particolare, sono tre i punti sui quali si focalizza la sfida: la riscoperta dei drink essenziali, la valorizzazione dei prodotti presenti nel paniere e il senso dei bartender per l’ospitalità.

Le ricette di chi vuole cimentarsi nella sfida dovranno quindi essere un inno all’essenzialità e un tributo alla creatività senza eccessi. I cocktail dovranno essere realizzati utilizzando massimo 4 ingredienti (garnish esclusa; per ogni ingrediente aggiuntivo ci sarà mezzo punto di penalità) e dovranno esaltare le qualità dei prodotti sponsor, regalando un’esperienza indimenticabile a ogni sorso.

Ma Baritalia 2024 non si fermerà alla valutazione dei cocktail. Altro ingrediente fondamentale della sfida è il senso dell’ospitalità del quale il concorrente dovrà dare prova. Il bartender, oltre che un creatore di ottimi drink, deve essere maestro di quest’arte, capace di accogliere, coinvolgere e far sentire unico ogni cliente. I giudici delle gare assegneranno punteggi più alti a chi saprà offrire un’esperienza memorabile, perché il bancone è un palcoscenico, il barman è l'attore e il bar è il teatro dell’ospitalità.

Le regole chiave per la ricetta

Tieni a mente queste regole chiave nel creare il tuo drink:

  1. La ricetta dovrà necessariamente contenere il prodotto sponsor
  2. Non si potranno utilizzare spirit/bevande di brand diversi da quelli presenti nel paniere, salvo il caso in cui nel paniere non ci sia lo spirit che si vuole utilizzare.
    Così, se la ricetta prevede gin e c'è almeno un gin presente nel paniere, andrà utilizzato quello. Se sono presenti più gin, si potrà scegliere tra quelli presenti.
    Se la ricetta prevede un Pisco e nel paniere non è presente nessun Pisco, si potrà scegliere liberamente la marca preferita.
  3. Le ricette dovranno essere essenziali e contenere al massimo 4 ingredienti (garnish e ghiaccio esclusi). Per ogni ingrediente aggiuntivo sarà conteggiato mezzo punto di penalità.

Potrai ripetere la tua candidatura per tutte le tappe che desideri. Solo i vincitori di tappa non verranno selezionati per le tappe successive, in quanto già in possesso del pass per la finalissima di Courmayeur - Monte Bianco

LEGGI IL REGOLAMENTO COMPLETO

Compila il form per candidare la tua ricetta

Per candidarti alla tappa di Verona di Baritalia 2024 ti basterà compilare il form qui in basso: seleziona il prodotto sponsor con il quale partecipare, seleziona gli altri prodotti dal paniere delle aziende sponsor utili per la tua ricetta (vedi l'elenco completo qui sotto) e inviaci da 1 a 5 ricette al massimo. Le ricette che Bargiornale riterrà più interessanti entreranno a far parte del match.

La sfida di Baritalia Lab a Verona è riservata a chi come te è un bartender professionista (anche freelance) e vuole candidare ricette originali o rivisitazioni di cocktail classici. Se la tua ricetta sarà scelta, verrai avvisato dalla redazione di Bargionale e sarai convocato per la tappa di Verona.

I bartender selezionati si sfideranno in più batterie. Ciascuno avrà 2 minuti di tempo per raccontare la propria ricetta e 5’ di tempo per prepararla e presentarla alla giuria, composta dai migliori professionisti di Verona e dintorni e da un ambassador per ognuna delle aziende partner.

Il vincitore, per ogni prodotto sponsor, sarà decretato secondo il punteggio più alto assegnato da tutta la giuria.

Il Croissant à la francaise di Schär per la colazione gluten free

Croissant a la francaise Schär
Morbido, gustoso, ricco di fibre, il croissant frozen di Schär Foodservice si caratterizza anche per l'alto grado di servizio, grazie all'imballo infornabile che consente la cottura promiscua nello stesso forno con prodotti con glutine

Guarda al momento della colazione la novità gluten free firmata Schär Foodservice. La divisione dedicata al canale horeca del gruppo Dr. Schär ha lanciato il Croissant à la francaise, in imballo monoporzione infornabile, dedicato ai bar che vogliono rendere inclusivo il primo pasto della giornata, accogliendo e offrendo ai consumatori celiaci o che hanno problemi con il glutine, un prodotto di qualità, gustoso, veloce da preparare e sicuro.

Delicato e fragrante

Con un alto contenuto di fibre, il nuovo arrivato si caratterizza infatti per il suo gusto delicato e burroso, e per la consistenza morbida e sfogliata. Molto versatile, può essere servito vuoto o farcito al momento, sia con farciture dolci sia salate.

Croissant a la Francaise Schär confezione
Il Croissant a la Francaise nel suo imballo infornabile

In confezione monoporzione da 55 g (shelf life di 360 gg a -18 °C), ha dalla sua anche l’alto grado di servizio. La preparazione è infatti semplice e veloce: basta inserire il prodotto, senza aprire la confezione e senza scongelare, in microonde e lasciarlo rinvenire in poco più di un minuto a 360 W o in forno tradizionale preriscaldato a 200 °C per 9 minuti per avere il croissant caldo e fragrante da servire in totale sicurezza sia per l’operatore sia per il cliente. Ma non solo, perché il pack infornabile consente la cottura promiscua nello stesso forno con prodotti contenenti glutine, escludendo ogni rischio da contaminazione e consentendo anche ai locali che non dispongono di due forni separati di servire il senza glutine in totale serenità.

Una colazione più ricca

Il Croissant à la francaise va ad arricchire la proposta di Schär Foodservice per la colazione gluten free al bar, che comprende soluzioni come le Fette Biscottate Single (leggi Gluten free e in formato monodose: le Fette Biscottate Single Schär), gli Schär Notes, croccanti cialde quadrangolari con ripieno di crema di cioccolato al latte (leggi Schär Notes, lo snack dolce e goloso gluten free), i Choco Chip Cookies, biscotti con le gocce cuore di cioccolato (leggi Choco Chip Cookies Schär, il goloso biscotto americano è gluten free).

 

Si parte con la Blending Competition by Planteray Rum

Blending Competition Planteray
Iscrizioni aperte fino al 12 giugno per la prima della gara di bartending firmata dal marchio di rum di Maison Ferrand, che porta l’arte del blending al bancone. Chi sale sul podio vola in Cognac e partecipa alla finale europea

Portare l’arte del blending dalla distilleria al bancone. È questo il senso della Blending Competition by Planteray Rum, gara di bartending al suo debutto, dedicata ai rum di Maison Ferrand e organizzata da Compagnia dei Caraibi, distributore dei prodotti della casa francese, in collaborazione con Farmily Group.

Una gara innovativa nel panorama generale delle competizioni per i professionisti della miscelazione. Viene infatti chiesto di preparare un cocktail, nello specifico la propria versione di un grande classico, il Grog, ma il focus della sfida è su un ingrediente in particolare: il blend di rum Planetary da creare ad hoc e da utilizzare come sua base alcolica.

La gara si rivolge dunque ai bartender che hanno una spiccata passione per il distillato di canna da zucchero e tanta voglia di sperimentare, è articolata in quattro semifinali, in programma nel mese di luglio, che toccheranno tutta la Penisola e nelle quali verranno selezionati gli otto finalisti (due per tappa) che si affronteranno nella finale che si terrà a fine ottobre a Milano.

Come partecipare

Ma andiamo con ordine. Chi vuole cimentarsi nella sfida può farlo iscrivendosi sul sito del concorso (dove c’è il regolamento completo) fino al prossimo 12 giugno, selezionando una delle quattro tappe alla quale prendere parte: Torino, al Piano35 il primo luglio; Salerno, al Marama l’8 luglio; Marina di Ravenna, all’Augardiente il 17 luglio, e Torre a Mare (Bari), al Cantinero Bad Habits il 22 luglio.

Al momento dell’iscrizione, i concorrenti, oltre a inserire i propri dati personali (con foto del barteder), dovranno anche realizzare e caricare un video (massimo 3 minuti di durata) nel quale presentano la loro versione del Grog, partendo dal blended rum creato.

Il blended rum: come crearlo

La ricetta del cocktail deve infatti contenere minimo 6 cl del blended rum che i bartnder potranno creare assemblando da un minimo di due a un massimo di sei referenze della linea Planteray: Xaymaca Special Dry, Réserve 5 Ans, Grande Réserve, Isle of Fiji, Stiggins’ Fancy Pineapple e Cut & Dry. Il concorrente è libero di scegliere le percentuali di rum di assemblare, così come il contenitore per il suo invecchiamento, per esempio, vetro, acciaio, plastica, terracotta, ceramica, pelle, o altri, eccezion fatta per il legno, che sarà protagonista della fase finale della gara. Si può anche giocare su temperature e luoghi di riposo, utilizzare anche più materiali, ovvero far riposare il blend prima in un contenitore e successivamente in un altro di diverso tipo, o diluire il blend, ma senza scendere sotto il 40% di alcol in volume. Non si può però manipolare il blend, per esempio aromatizzandolo, chiarificando, ridistillando.

La ricetta del Grog

Gli altri ingredienti da utilizzare per completare la ricetta del cocktail sono il succo di lime, lo zucchero bianco e una referenza Fee Brothers Bitter (facendo attenzione che questa non sovrasti il rum), avendo anche in questo caso massima libertà nelle quantità in modo da poter bilanciare la ricetta sula base del blended rum creato. Non si possono però aggiungere altri ingredienti.

Le fasi della gara

Tra tutte le ricette presentate ne verranno selezionate 6 per ogni tappa e i loro autori si confronteranno nella relativa semifinale, dove presenteranno alla giuria il blended rum, la loro versione del Grog e racconteranno il processo creativo che li ha guidati.

Da ogni tappa verranno selezionati due concorrenti, che andranno in finale. A questo punto per gli otto finalisti comincia un novo processo creativo. A ognuno di loro sarà infatti consegnata una botte da 10 l di Planteray da utilizzare per creare un nuovo assemblaggio di un rum a base delle stesse etichette selezionate nella fase precedente, potendo ovviamente rivedere il bilanciamento in percentuale dei prodotti.

Il nuovo blend sarà uno degli ingredienti, da utilizzare in una quantità minima di 3 cl, di un nuovo cocktail a scelta del finalista. Per la sua ricetta si potranno usare, per quanto riguarda le categorie rum, gin, cognac e vodka i prodotti di questi brand: Citadelle Gin, Plantation Rum, Canerock Jamaican Spiced Rum, Ferrand Cognac, Froggy B Vodka, e per gli altri alcolici anche prodotti di altri marchi se non ci sono alternative nel catalogo di Compagnia dei Caraibi. Si può anche utilizzare un ingrediente homemade, ma che sia tracciabile.

Chi sale sul podio vola in Cognac e alla finale europea

Si arriva così alla finale, in programma il 28 ottobre presso Tripstillery a Milano, dove i concorrenti presenteranno e faranno assaggiare alla giuria, composta Lola Garces, brand ambassador Maison Ferrand, Emanuele Cosi, direttore del Mag Navigli, un membro del team advocacy di Compagnia dei Caraibi e un giornalista di settore, il primo blended rum, il secondo creato per la finale e il nuovo cocktail.

Prima della gara i finalisti parteciperanno a una masterclass su Planetary rum e i suoi prodotti tenuta da Garces e Cosi.

Il premio per i tre bartender che saliranno sul podio è un viaggio in Cognac, alla scoperta della distilleria di Maison Ferrand, e una selezione di bottiglie esclusive. Inoltre, potranno accedere alla finale europea della Blending Competition by Planteray Rum per sfidare gli altri concorrenti del Continente: il vincitore si aggiudica un viaggio alle Barbados, Paese d’origine di alcuni Planteray Rum.

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