Home Blog Pagina 1136

Regione Sardegna: la nuova legge sul commercio

La legge regionale 11 maggio 2005, n. 5

La Regione Sardegna ha emanato la nuova legge sul commercio, la numero 5/2005, costituita da 43 articoli.

La nuova norma si occupa del commercio al dettaglio in sede fissa e su aree pubbliche, nonché della somministrazione di alimenti e bevande.

La programmazione delle attività è impostata sulla base di criteri di tipo urbanistico-commerciale.

Il rilascio di nuove autorizzazioni per l'apertura, la variazione del settore merceologico, l'ampliamento, il trasferimento di grandi strutture di vendita è sospeso fino all'entrata in vigore del Piano regionale per le grandi strutture di vendita.

Per quanto riguarda poi la disciplina degli esercizi di somministrazione si allinea a quella delle Regioni che hanno già legiferato in materia. E' prevista infatti l'introduzione della tipologia unica di attività.

Sarà compito della Giunta regionale predisporre un provvedimento volto a promuovere funzionalità e produttività del servizio ed l'equilibrio tra domanda e offerta.

Vengono anche previsti incentivi a favore dei centri commerciali naturali, come definiti dalla menzionata legge n. 5/05.

Si precisa che il provvedimento in esame entrerà in vigore trenta giorni dopo la pubblicazione.

Interessi bancari e interessi sugli interessi

La disciplina del c.d. anatocismo

Per anatocismo si intende la pratica - dal greco "toksimos", usura, e "ana", sopra - con cui il creditore calcola e addebita al suo debitore gli "interessi sugli interessi" (scaduti).

L'art. 1283 Cod. Civ. regola la materia disponendo che in mancanza di usi contrari, gli interessi composti, ossia gli interessi sugli interessi scaduti, "sono dovuti solo dal giorno della domanda giudiziale o per effetto di convenzione posteriore alla loro scadenza, e sempre che si tratti di interessi dovuti almeno per sei mesi".

Vale la pena ricordare che fino all'aprile 2000 era pratica usuale per le banche compiere questo calcolo ogni tre mesi sui prestiti richiesti dai loro clienti.

A partire dall'aprile 2000 questa pratica degli istituti di credito è stata vietata per legge, ed è quindi divenuta illegale.

Quando è vietato il lavoro intermittente?

I limite alle assunzioni dell’intermittente

E' vietato stipulare questo tipo di contratto per sostituire lavoratori che esercitano il diritto di sciopero.

Nel corso dello sciopero, salva diversa disposizione degli accordi sindacali, è anche vietata l'assunzione di lavoratori intermittenti.

Pubblici esercizi e apparecchi-congegni automatici da divertimento

Caratteristiche previste dall’ordinamento

Gli apparecchi e dei congegni automatici per essere conformi a quanto previsto dall'ordinamento devono possedere le seguenti caratteristiche:



1) attivazione solo con moneta metallica o con carte elettroniche;



2) compresenza dell'elemento di abilità e intrattenimento con quello aleatorio;



3) costo della partita non superiore a 1 euro;



4) durata minima di ciascuna partita in 4 secondi;



5) distribuzione di vincite in denaro, ciascuna comunque di valore non superiore a 100 euro, erogate dalla macchina esclusiva¬mente in monete metalliche.


I requisiti del c.d. “lavoro intermittente”

Decreto Legislativo n. 276 del 2003

Introdotto nel nostro ordinamento con il decreto legislativo n. 276 del 2003 (articoli da 33 a 40) in attuazione della legge Biagi n. 30 del 2003, il lavoro intermittente offre vantaggi sia al gestore che può valersi di nuovo personale in caso di urgenza, sia a tutti coloro che, in attesa di un impiego stabile, ambiscono ad ottenere un'occupazione, anche se temporanea.

Il contratto di lavoro intermittente deve essere stipulato in forma scritta ai fini della prova e deve contenere alcune indicazioni, tra cui:

- la durata e l'ipotesi che ne giustifica la stipulazione;

- il luogo e la modalità della disponibilità eventualmente garantita dal lavoratore ed il preavviso della chiamata (che comunque non può essere inferiore a un giorno lavorativo);

- il trattamento economico e normativo spettante al lavoratore per la prestazione (ivi compresa, eventualmente, l'indennità di disponibilità);

- i tempi e le modalità con le quali il datore di lavoro può richiedere l'esecuzione della prestazione;

- le eventuali misure di sicurezza specifiche, necessarie per la mansione da svolgere.

Quali sanzioni per chi consente l’uso di videogiochi ai minori?

La tutela dei minori

L'utilizzo degli apparecchi e dei congegni idonei per il gioco lecito è vietato ai minori di 18 anni.



Per chi, gestendo apparecchi e congegni idonei per il gioco lecito, ne consenta l'uso a minori di 18 anni, incorre in una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 3.000 euro, oltre alla chiusura dell'esercizio per un periodo non superiore a quindici giorni.

I nuovi obblighi di etichettatura riguardano anche l’aceto?

La legge n. 81/2006 nulla dispone a riguardo

Come noto, la legge n. 81/2006 ha introdotto obblighi specifici in ordine alla etichettatura dell'olio servito nei pubblici esercizi, mettendo in sostanza al bando le vecchie oliere.

Al fine di prevenire le frodi nel commercio dell'olio di oliva ed assicurare una migliore informazione ai consumatori, è stato fatto divieto ai pubblici esercizi di proporre al consumo, fatti salvi gli usi di cucina e di preparazione dei pasti, olio di oliva in contenitori non etichettati conformemente alla normativa vigente.

Va segnalato che, sebbene l'olio d'oliva venga quasi sempre servito assieme all'aceto e i problemi prospettati per il primo possano presentarsi anche per il secondo, in realtà la nuova legge nulla dice circa quest'ultimo.

Allo stato attuale, pertanto, l'aceto può ancora essere servito nei pubblici esercizi nelle tradizionali - ed anonime - ampolline di vetro senza che la cosa violi alcuna norma.

In attesa che col tempo le implicazioni pratiche della legge diventino più chiare, un buon consiglio per il gestore ed il ristoratore previdente potrebbe essere quello di somministrare l'olio di oliva in bustine monodose sigillate e recanti tutte le informazioni richieste.

Finanziaria 2006 e videogiochi

L’ampliamento della tipologia dei locali

La Finanziaria 2006 consente anche un notevole ampliamento delle tipologie di locali in cui è consentita l'installazione degli apparecchi.



Infatti, mentre in precedenza l'installazione era consentita solo negli esercizi assoggettati ad autorizzazione di Pubblica sicurezza ai sensi degli articoli 86 e 88 del TULPS (tranne che per gli apparecchi privi di monitor), ora potrà avvenire anche negli esercizi commerciali, nei pubblici esercizi, e nelle aree aperte al pubblico, quali ad esempio circoli privati e associazioni.

Turismo e industria alberghiera

T.A.R. Lazio Latina, 2 dicembre 1988, n. 846

Nella regione Lazio, per le strutture alberghiere classificate con 5 stelle di lusso, 5 stelle e 4 stelle, si applica il principio della libera determinazione delle tariffe; pertanto, è illegittima la delibera del comitato provinciale prezzi che determina tariffe di un hotel a 4 stelle.



T.A.R. Lazio Latina, 2 dicembre 1988, n. 846


Elementi utili a ravvisare l’attività di sommistrazione

Una recente pronuncia del TAR del Lazio

Recentemente il TAR del Lazio ha sancito che la semplice presenza di un ambiente dotato di tavoli e sedie non sono sufficienti di per sè alla configurazione di un esercizio di somministrazione.

Tale presenza di strutture potrebbe infatti individuare un servizio accessorio alla vendita.

Secondo i giudici amministrativi, anche se le suddette attrezzature sono state allestite dai proprietari perché i clienti che lo desiderino possano sedersi e consumare in loco gli alimenti e le bevande appena acquistati, ciò non è tuttavia sufficiente per potersi parlare di somministrazione, secondo la definizione legale di vendita per il consumo sul posto all'interno di ambienti all'uopo attrezzati (art. 1 L. 287/91 ).

Se il consumo sul posto risulta un evento occasionale, rimesso all'iniziativa estemporanea della clientela in un momento successivo al perfezionarsi dell'acquisto dei prodotti, il cui prezzo non varia secondo che essi vengano consumati ai tavoli della veranda o meno, non può parlarsi con certezza di attività di somministrazione.

Che cosa si intende per rendita e per valore catastale?

Due concetti importanti nella compravendita immobiliare

I concetti di rendita e valore catastale sono strettamente correlati, in quanto la prima determina il secondo.

La rendita catastale si individua con criteri differenti, sulla base della tipologia di immobile: in altri termini, la rendita viene stabilita analiticamente, per ogni categoria e classe di immobili.

Premesso che il valore catastale serve come base per il calcolo di tutte le imposte sulla compravendita e dell'ICI, esso si calcola moltiplicando la rendita catastale per un certo coefficiente, che varia a seconda del tipo di immobile.

In particolare, il valore catastale per le abitazioni è costituito dalla rendita catastale moltiplicata per 100. Nel caso dei negozi (cat. C1) la rendita si moltiplica per 34. Nel caso degli uffici (cat. A10) si moltiplica per 50.

Quale è la differenza tra “luoghi pubblici” e “luoghi aperti al pubblico”?

Facciamo chiarezza in queste espressioni

In primo luogo, va detto che la legge italiana distingue tra "luoghi pubblici" e "luoghi aperti al pubblico".

I primi sono luoghi di proprietà del demanio dello Stato e sono accessibili a chiunque senza limitazioni (ad es. un giardino pubblico, una piazza, un bosco, e così via).

I secondi sono luoghi di proprietà privata, ai quali è consentito l'accesso secondo le condizioni fissate dal legittimo proprietario o gestore (come ad es. esibire una tessera, rispettare l'orario di apertura e di chiusura, o pagare un biglietto d'ingresso).

Rientrano in questa seconda categoria i cinema, i teatri, le discoteche, i bar, le birrerie e i locali pubblici in generale.

Poiché i locali pubblici non sono "luoghi pubblici", bensì "luoghi aperti al pubblico" - e dunque accessibili a chiunque, ma nel rispetto di predeterminate condizioni - ben può ad esempio il gestore di un bar riservare l'utilizzo della toilette ai soli clienti del proprio locale.


css.php