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Mutuo: in che cosa consiste la garanzia del credito?

Come la banca tutela il proprio credito

L'ipoteca è la garanzia che consente alla banca di recuperare forzatamente il proprio credito quando il debitore non paga.

Essa viene iscritta per un importo molto superiore a quello del mutuo poiché al debito principale, rappresentato dal capitale, debbono essere aggiunti gli interessi stabiliti per il mutuo, quelli per il ritardo (gli interessi di mora), e le spese per l'avvio della procedura che conduce alla vendita all'asta dell'immobile.


Deposito in albergo e responsabilità dell’albergatore

Giudice di Pace Bologna, 4 marzo 1999

In caso di furto perpetrato in una cassetta di sicurezza collocata all'interno di una camera d'albergo l'albergatore è responsabile "ex contractu" illimitatamente per i danni subiti da un turista ed il tour operator è responsabile sempre a favore dell'acquirente del pacchetto turistico per inadempimento dell'albergatore.



Giudice di Pace Bologna, 4 marzo 1999


Schiamazzi nei locali pubblici e responsabilità del gestore

Sentenza del Tribunale Roma, 23 luglio 2004

Il gestore di un'esercizio commerciale è responsabile del reato di cui all'art. 655 c.p. per ripetuti schiamazzi e rumori provocati dagli avventori del bar che arrechino disturbo alle persone con intollerabili immissioni sonore e, qualora prosegua nella propria condotta ignorando gli inviti dei vicini o gli ordini dell'amministrazione, commette il reato di cui all'art. 659 c.p., e legittimamente può essere ordinata la chiusura dell'attività.



Tribunale Roma, 23 luglio 2004




Il canone di abbonamento radio-televisivo RAI per i pubblici esercizi

Le caratteristiche dell’abbonamento

In Italia, come nella maggior parte dei paesi europei, il canone di abbonamento rappresenta la principale fonte di finanziamento del servizio pubblico radiotelevisivo (RAI).

Il canone è una imposta sul possesso o sulla detenzione dell'apparecchio radiofonico o televisivo, e per legge deve essere pagato da chiunque detenga uno o più apparecchi, indipendentemente dall'utilizzo o meno degli stessi e dalla scelta delle stazioni radio che si decide di ascoltare o delle emittenti che si decide di guardare (R.D.L. 21 febbraio 1938 n. 246).

In Italia esistono due tipi di canone: quello ordinario e quello speciale.

Il canone ordinario è dovuto da chi possiede o detiene l'apparecchio televisivo in ambito familiare; il canone speciale, invece, è dovuto da chi possiede o detiene uno o più apparecchi in locali aperti al pubblico o comunque al di fuori dall'ambito familiare.

In particolare, il canone speciale riguarda la detenzione di uno o più apparecchi radiofonici o televisivi nell'esercizio di un'attività commerciale e a scopo di lucro diretto o indiretto (ad es. alberghi, bar, ristoranti, uffici, ecc.).

Va evidenziato che l'importo del canone di abbonamento speciale non è unico, ma varia a seconda del tipo di attività svolta (es. bar, ristorante, hotel, ecc.) e della categoria.

Nel caso del canone di abbonamento speciale, l'importo può essere dedotto dal reddito d'impresa, qualora sussistano i presupposti fiscali ai sensi del D.P.R. n. 917/1986.

L'abbonamento speciale è strettamente personale e per gli esercizi pubblici deve essere intestato al titolare della licenza.

In caso di cessione degli apparecchi o di cessione o cessazione dell'attività, deve essere data disdetta dell'abbonamento alla RAI nei termini e con le modalità stabilite.

Ai sensi della normativa vigente il pagamento del canone può essere effettuato in una unica soluzione o a rate.

Si ricorda che qualora la scadenza del termine per il pagamento del canone cada di sabato o di giorno festivo il pagamento è considerato tempestivo se effettuato il primo giorno lavorativo successivo (art. 6, comma 8, decreto legge 31 maggio 1994, n. 330, convertito nella legge 27 luglio 1994, n. 473).

Lavoro: l’assunzione del cittadino straniero

La necessità di un regolare permesso di soggiorno

La Corte Suprema di Cassazione con la sentenza n. 37409 dell'11 novembre 2006 conferma che sono assumibili solo stranieri con regolare permesso di soggiorno pena la condanna per violazione dell'art. 22 co. 12 d.l.vo 286/98.

Vi è dunque responsabilità penale per il gestore del bar che abbia assunto alle proprie dipendenze un cittadino extracomunitario privo di permesso di soggiorno, tenuto conto che anche un'assunzione in prova costituisce l'instaurazione di un rapporto di lavoro.

Per quali sanzioni si può proporre ricorso avanti il Giudice di Pace?

Ecco alcune ipotesi in cui il Giudice di Pace è competente

Oltre che contro i verbali di violazioni del codice della strada (ossia multe di Vigili, Polizia e Guardia di Finanza), è possibile fare ricorso avanti il Giudice di Pace competente contro i verbali di violazioni dei regolamenti comunali (es. commercio senza licenza, cartelli affissi dove non si può, cani senza museruola, ecc.).



Non è invece possibile fare ricorso contro le seguenti multe: avviso di mancato pagamento del canone RAI, del bollo auto, dell'ICI, della tassa raccolta rifiuti e della tassa di occupazione del suolo pubblico.

Illeciti relativi agli obblighi di etichettatura

Cassazione civile , sez. II, 11 aprile 2006, n. 8452

Gli illeciti amministrativi previsti dal d.lg. n. 109 del 1992, che disciplina la materia della etichettatura, presentazione e pubblicità dei prodotti alimentari, sono finalizzati a garantire, attraverso la disciplina del commercio, la correttezza e completezza delle indicazioni riportate dai produttori e, con esse, la tutela dei consumatori; ne deriva che l'opposizione all'ordinanza ingiunzione che irroga una sanzione amministrativa per la violazione del disposto di cui all'art. 5, comma 4, del decreto citato, che prescrive di indicare come ingrediente di un prodotto alimentare l'acqua aggiunta qualora superi un dato peso, rientra nella competenza del giudice di pace, non essendo riconducibile alla materia dell'igiene degli alimenti e delle bevande che l'art. 22 bis, comma 2, lett. e, della legge n. 689 del 1981 riserva alla competenza del tribunale.



Cassazione civile , sez. II, 11 aprile 2006, n. 8452


Le informazioni ingannevoli sono vietate dall’ordinamento

Tutto ciò che deve essere comunicato al contraente nell’ambito di un pacchetto turistico



Nel corso delle trattative e comunque prima della conclusione del contratto, il venditore o l'organizzatore forniscono per iscritto informazioni di carattere generale concernenti le condizioni applicabili ai cittadini dello Stato membro dell'Unione europea in materia di passaporto e visto con l'indicazione dei termini per il rilascio, nonché gli obblighi sanitari e le relative formalità per l'effettuazione del viaggio e del soggiorno.



Prima dell'inizio del viaggio l'organizzatore ed il venditore comunicano al consumatore per iscritto le seguenti informazioni:



a) orari, località di sosta intermedia e coincidenze;



b) generalità e recapito telefonico di eventuali rappresentanti locali dell'organizzatore o venditore ovvero di uffici locali contattabili dal viaggiatore in caso di difficoltà;



c) recapito telefonico dell'organizzatore o venditore utilizzabile in caso di difficoltà in assenza di rappresentanti locali;



d) per i viaggi ed i soggiorni di minorenne all'estero, recapiti telefonici per stabilire un contatto diretto con costui o con il responsabile locale del suo soggiorno;



e) circa la sottoscrizione facoltativa di un contratto di assicurazione a copertura delle spese sostenute dal consumatore per l'annullamento del contratto o per il rimpatrio in caso di incidente o malattia.



Quando il contratto è stipulato nell'imminenza della partenza, le indicazioni contenute nel comma 1 devono essere fornite contestualmente alla stipula del contratto.



È fatto comunque divieto di fornire informazioni ingannevoli sulle modalità del servizio offerto, sul prezzo e sugli altri elementi del contratto qualunque sia il mezzo mediante il quale dette informazioni vengono comunicate al consumatore.




Sanità pubblica e igiene alimentare

Tribunale Pescara, 25 febbraio 2005

Il reato previsto dall'art. 5 lett. b) l. n. 283 del 1962 sulla disciplina dell'igiene nella produzione e vendita degli alimenti non è di pericolo presunto ma di danno, in quanto la disposizione citata non mira a prevenire ciò che nelle altre parti dello stesso art. 5 è considerato come evento dannoso, ma persegue un autonomo fine di benessere, consistente nell'assicurare una protezione immediata all'interesse del consumatore a che il prodotto giunga al consumo con le cure igieniche imposte dalla sua natura.



Tribunale Pescara, 25 febbraio 2005

Tutela della maternità e divieti imposti ai datori di lavoro

Divieto di licenziamento, di adibire le lavoratrici a lavori gravosi e astensione obbligatoria

Divieto di licenziamento

Importante per il gestore è la consapevolezza di non poter licenziare la propria dipendente in un periodo compreso fra l'inizio della fase di gestazione ed il primo anno del bambino.

Vi sono però casi precisi in cui tale divieto non opera:

1) licenziamento per giusta causa;

2) cessazione dell'attività;

3) esaurimento della prestazione cui era addetta la lavoratrice oppure risoluzione del rapporto di lavoro per scadenza del termine.

Ricordiamo, inoltre, che è un diritto del gestore richiedere l'esibizione del certificato medico che attesta la gravidanza.



Divieto di adibire le lavoratrici a lavori gravosi e insalubri

Le lavoratrici durante il periodo di gestazione e fino a 7 mesi dalla nascita del bambino sono sollevate da mansioni che possano comportare il sollevamento o il trasporto di pesi eccessivi.

Ciò potrà determinare il loro trasferimento a mansioni diverse.

Importante per il gestore è l'obbligo di mantenere la retribuzione e la qualifica originarie, nonostante l'eventuale spostamento a incarichi inferiori.



Astensione obbligatoria

Il divieto assoluto di far lavorare le donne in stato di gravidanza riguarda:

a) i 2 mesi precedenti la data presunta del parto: si deve far riferimento indicativamente alla data riportata sul certificato medico.

b) i 3 mesi dopo il parto.

Secondo la sentenza della Corte Costituzionale n. 1 del 1987 l'astensione obbligatoria post-partum può essere estesa anche al padre lavoratore.

Ciò avviene però nell'unico caso in cui l'assistenza della madre al neonato sia diventata impossibile "per suo decesso o per sua grave infermità".

Somministrazione di alcolici: che cosa prevede il Codice Penale?

Articoli 689 e 691 del Codice Penale

L'articolo 689 del codice penale punisce, con pena pecuniaria da 516 a 2.582 euro o pena della permanenza domiciliare da 15 giorni a 45 giorni, o del lavoro di pubblica utilità da 20 giorni a sei mesi, oltre alla pena accessoria della sospensione dell'esercizio, l'esercente che somministra in un locale pubblico bevande alcoliche ai minori di anni 16 e alle persone che appaiano affette da malattia di mente o che si trovino in manifeste condizioni di deficienza psichica a causa di un'altra infermità.

L'articolo 691 del codice penale punisce con le stesse pene gli esercenti che somministrano bevande alcoliche a una persona in manifesto stato di ubriachezza.

Che cosa si intende per leasing finanziario?

Ecco le caratteristiche di una forma frequente di leasing

Con il leasing un soggetto (locatore o concedente) concede ad un altro (utilizzatore/gestore) il diritto di utilizzare un determinato bene a fronte del pagamento di un canone periodico.

Il leasing finanziario è contraddistinto dall'esistenza di un rapporto trilaterale, in quanto vi intervengono tre soggetti:

- il locatore, che svolge l'attività di intermediario finanziario;

- l'utilizzatore/gestore ( o conduttore, in realtà termine proprio della locazione classica) che utilizza il bene;

- il fornitore, cioè colui che fornisce al locatore il bene strumentale (o l'immobile) che sarà utilizzato dall'utilizzatore.

Il bene è scelto direttamente dall'utilizzatore/gestore presso il fornitore, con il quale determina le modalità della vendita al locatore.

Una volta concluso il contratto, l'utilizzatore potrà acquisire la piena proprietà del bene esercitando l'opzione d'acquisto.

L'utilizzatore/gestore purtroppo assume tutti i rischi e le responsabilità per l'uso del bene.

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