
C'è un nuovo concorrente nell'affollato universo delle classifiche internazionali dei bar. Si chiama Sublime 100, è stato presentato all'Athens Bar Show e debutterà a Barcellona il 6 e 7 luglio 2027, con due classifiche dedicate rispettivamente ai migliori bar e caffè del mondo. A fondarlo sono Roger Betriu e Mark Sansom, due nomi tutt'altro che sconosciuti a chi ha seguito l'evoluzione di The World's 50 Best Bars. Il primo ha contribuito allo sviluppo commerciale della piattaforma, il secondo ne è stato uno dei volti più riconoscibili, oltre che responsabile dei contenuti. Con loro Cristina Jolonch, responsabile dei contenuti gastronomici del quotidiano spagnolo La Vanguardia. La notizia, tuttavia, non è soltanto la nascita dell'ennesima graduatoria internazionale. È soprattutto il ritorno sulla scena, con un progetto autonomo, di due protagonisti della macchina organizzativa e commerciale che ha trasformato i 50 Best Bars da classifica di settore a fenomeno mondiale.
Le origini di The World's 50 Best Bars: Drinks International, Class e la cessione a William Reed
Per comprendere la genealogia del nuovo progetto bisogna tornare al 2009, anno di nascita di The World's 50 Best Bars. La classifica viene lanciata da Drinks International, storica testata britannica dedicata all'industria del beverage, pubblicata da Agile Media. Nell'ecosistema editoriale dello stesso gruppo opera anche Class, rivista specializzata nella cultura dei cocktail e dei bar. Sono gli anni in cui il giornalismo di settore contribuisce a dare visibilità internazionale a una nuova generazione di cocktail bar e bartender. La classifica cresce, conquista autorevolezza e diventa progressivamente un punto di riferimento per l'industria. Poi arriva il passaggio di proprietà. Il 10 novembre 2016 Drinks International annuncia ufficialmente la cessione di The World's 50 Best Bars a William Reed Business Media, il gruppo britannico già proprietario di The World's 50 Best Restaurants. Il trasferimento delle responsabilità organizzative diventa operativo nel 2017. È un passaggio fondamentale: William Reed assume il controllo dell'organizzazione, delle votazioni e della pubblicazione della classifica. Drinks International conserva il ruolo di media partner specializzato. Nell'annunciare l'operazione, Hamish Smith, giornalista di Drinks International e Class, sottolinea il lavoro svolto per affermare il marchio sulla scena internazionale. La classifica dei bar entra così nella grande famiglia dei 50 Best Restaurants, con una struttura commerciale e organizzativa destinata a crescere negli anni successivi.
Chi è Roger Betriu, cofondatore di Sublime 100 ed ex manager dei 50 Best
Roger Betriu conosce questa storia dall'interno. Ha lavorato per circa quindici anni nell'universo 50 Best, prima nell'orbita di Agile Media e successivamente in William Reed, arrivando alla posizione di Group Partnerships Director. Il suo percorso accompagna lo sviluppo internazionale della piattaforma, dalla crescita di The World's 50 Best Bars all'espansione delle classifiche regionali. È soprattutto l'uomo delle partnership: rapporti con gli sponsor, sviluppo commerciale, relazioni con i grandi marchi internazionali del beverage. Competenze che rappresentano una risorsa fondamentale per un progetto come Sublime 100, già sostenuto da brand quali Nikka, Altamura, Código 1530, Bordiga e Galvanina. Secondo quanto dichiarato dai fondatori a Class e Drinks International, il progetto è inizialmente finanziato dagli stessi Betriu e Sansom.
Chi è Mark Sansom, ex Content Director e presentatore dei World's 50 Best Bars
Se Betriu rappresentava una delle anime commerciali della piattaforma, Mark Sansom ne è stato una delle figure editoriali più esposte. Giornalista e autore britannico, con precedenti esperienze in testate come SquareMeal, Men's Health e Food and Travel, Sansom entra nell'organizzazione 50 Best nel 2019. Diventa Content Director di The World's 50 Best Bars e successivamente di The World's 50 Best Hotels. È anche uno dei presentatori delle cerimonie di premiazione, un volto che accompagna gli annunci, racconta le classifiche e rappresenta pubblicamente l'organizzazione. Ma le sue responsabilità non si fermavano alla comunicazione. Sansom aveva anche un ruolo nella costruzione della rete internazionale degli Academy Chairs, le figure incaricate di coordinare la selezione dei votanti nelle diverse aree geografiche. Un compito particolarmente delicato, perché la composizione dell'Academy incide direttamente sul processo attraverso il quale vengono individuati i migliori bar del mondo. Nel novembre 2020, in un'intervista pubblicata da Bargiornale (leggi Il “processo del lunedì” ai World’s 50 Best Bars), gli avevamo rivolto domande sul funzionamento delle votazioni, sull'anonimato dei giurati e sulla trasparenza dei criteri di selezione. Il tema, dunque, non è nuovo. E rimane di stretta attualità.
Come funziona Sublime 100: quattro categorie, 100 migliori bar e 1.000 votanti
Il nuovo progetto introduce alcune differenze significative rispetto alle classifiche tradizionali. La prima riguarda la suddivisione dei locali in quattro categorie: Major City, Small City, Hotel Bars e Lifestyle Bars. Ciascuna categoria esprimerà 25 indirizzi, componendo una classifica finale di 100 locali. Una scelta che mira a evitare confronti tra realtà profondamente differenti, come un cocktail bar di quartiere, un grande locale metropolitano o il bar di un albergo di lusso. La seconda novità riguarda la giuria: 1.000 votanti, suddivisi fra professionisti dell'ospitalità (70%) e consumatori selezionati e verificati (30%). La selezione avverrà attraverso una rete di Regional Embassy Directors, che non parteciperanno direttamente alle votazioni. I fondatori promettono inoltre controlli sulle visite effettuate, verifiche sui conflitti di interesse e un sistema di rating basato su cinque dimensioni dell'esperienza di ospitalità, con un punteggio complessivo su 100. Il regolamento completo, denominato Voting Manifesto, sarà pubblicato nei prossimi mesi.
Sublime 100 e The World's 50 Best Bars: le differenze e le questioni aperte
Sublime 100 nasce con un obiettivo dichiarato: riconoscere esperienze di ospitalità differenti, ampliando la rappresentanza di luoghi e categorie che le classifiche tradizionali potrebbero trascurare. La proposta è interessante, ma presenta anche alcuni interrogativi. Assegnare esattamente 25 posizioni a ciascuna categoria significa garantire una rappresentanza predeterminata, non necessariamente selezionare i 100 locali migliori in termini assoluti. L'apertura ai consumatori rappresenta una novità, ma sarà importante comprendere come verranno individuati gli ospiti, quali verifiche saranno effettivamente adottate e con quali criteri saranno attribuiti i punteggi. Altrettanto importante sarà il rapporto fra sponsor, organizzazione e giuria. I fondatori conoscono bene il funzionamento di queste piattaforme. Hanno contribuito alla crescita di una delle più influenti classifiche internazionali e ora intendono proporre un modello alternativo. Il progetto dispone dell'esperienza professionale e delle relazioni necessarie per affermarsi sulla scena internazionale. Resta da capire quanto il nuovo sistema riuscirà a distinguersi da quello dal quale provengono i suoi ideatori. La differenza non si misurerà soltanto nelle categorie o nel numero dei votanti, ma nella trasparenza delle procedure e nella disponibilità al confronto, anche quando le domande non sono quelle previste dal copione. Del resto, chi si propone di premiare l'eccellenza nell'ospitalità dovrebbe sapere che l'accoglienza comincia dall'ascolto. E che anche una risposta fa parte del servizio.



