Colazione e pranzo guidano la ripresa dei consumi

Young cheerful couple on business lunch at restaurant

Segnali di ripresa per i consumi fuori casa, specie per le colazioni e la pausa pranzo al bar. Secondo il Rapporto Ristorazione 2017 di Fipe, il 77,3% degli italiani maggiorenni (era il 77,1% nel 2016) consuma, più o meno abitualmente, cibo al di fuori delle mura domestiche. Sono 39 milioni di clienti che il rapporto suddivide in tre segmenti: gli heavy consumer (consumatori abituali), 13 milioni di individui che fanno almeno 4-5 pasti fuori casa alla settimana, gli average consumer (consumatori medi), 9,7 milioni con almeno 2-3 pasti fuori casa a settimana, e i low consumer (consumatori sporadici), 16,5 milioni con 2-3 pasti in un mese.

A consumare più spesso fuori casa sono in prevalenza gli uomini (53,7%) di età compresa tra i 35 e i 44 anni (24,1%) e i residenti al Nord Ovest (30,1%); anche nella fascia intermedia prevale la parte maschile (51,8%); sono in numero maggiore in Centro Italia (29%) e tra i 18 e i 24 anni, mentre tra i low consumer ci sono più donne (51,2%), con oltre 64 anni, principalmente in Nord Italia.

«I consumi fuori casa - spiega Luciano Sbraga, direttore ufficio studi di Fipe -, secondo la nostra stima nel 2017 dovrebbero essere cresciuti del 2% circa a prezzi costanti e del 3% a prezzi correnti».

Per la colazione ci sono segnali incoraggianti, sia rispetto al passato, sia nelle previsioni, soprattutto nel segmento dei consumatori medi. Secondo il rapporto Fipe, il 63,8% degli italiani fa colazione fuori casa, di cui 5,8 milioni almeno 3 o 4 volte alla settimana, mentre per oltre 4 milioni si tratta di un rito quotidiano. Come luogo deputato alla colazione fuori casa regna incontrastato il bar/caffetteria, seguito a distanza dal bar pasticceria, preferito dalle donne (64,1% rispetto al 58,2% degli uomini) in particolare nel Nord Est (64,9%). Per la colazione si spendono in media tra i 2 e i 3 euro, mentre solo l’1,3% spende meno di un euro.

A scegliere la colazione fuori sono innanzitutto i giovani tra i 25 e i 34 anni (il 24,5% spende più di 3 euro); peraltro sono gli uomini a dedicare alla colazione un budget superiore ai 3 euro (18,6% di uomini contro un 16,2% di donne). Da segnalare anche la maggiore propensione alla spesa del Sud.

Cresce il pranzo al bar

Prospettive rosee per il pranzo al bar, specie durante la settimana: «Tra gli heavy consumer - afferma Sbraga - il saldo tra quelli che hanno detto che consumeranno di più e quelli che hanno detto che lo faranno meno è di +11%, ed è positivo anche per i consumatori medi e sporadici. C’è una ripresa dei bar per il pranzo funzionale infrasettimanale, che non riguarda tutti i bar ma quelli con una specializzazione forte su questo momento di consumo, con una gastronomia ben assortita».

Nel 2017 il 24% degli intervistati ha aumentato il numero di pranzi fuori casa nei giorni feriali, mentre a diminuirli è stato il 15%: saldo, dunque, positivo.

A pranzare fuori casa durante la settimana è il 67,1% degli italiani, poco meno di 34 milioni di persone (il 42,1% in un bar); per 9,8 milioni è un abitudine consolidata (almeno 3- 4 volte alla settimana). Gli heavy consumer prediligono il bar per mangiare un panino o un contorno, mentre gli average e i low scelgono sia il bar che il ristorante optando per un primo o per un panino. La spesa media si concentra prevalentemente nella fascia tra i 5 e i 10 euro (48,7% dei casi).

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