Niko Romito lancia la sua Bomba

Niko Romito lancia Bomba sulla piazza di Milano. Cronaca nera? No, la notizia è che lo chef abruzzese, tre stelle Michelin al Reale /Casadonna di Castel di Sangro (Aq), ha aperto nel capoluogo lombardo il primo locale della sua nuova formula street food gourmet a prezzi popolari, che si chiama, appunto, Bomba. L’offerta è incentrata sulla bomba (in alcune parti d’Italia chiamata anche bombolone o krapfen), che Romito declina in versione sia dolce che salata.

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    Per l’impasto, Romito è partito dalla selezione degli ingredienti e ha lavorato sulla tecnica (lunga lievitazione, frittura delicata), per rendere l’involucro unico e garantire “un equilibrio perfetto tra croccantezza e morbidezza”. Uniche anche le farciture. In menu, le versioni salate sono sei: tre Savory, a €5,50 (prosciutto di Parma, stracchino e rucola; scarola ai pinoli, uvetta, olive e pomodorini confit; mozzarella di bufala campana, pomodorini semisecchi e basilico), tre Gourmet a €7 (spezzatino di manzo e foglie di spinaci fresche; maiale fondente e senape; pollo fondente, lattuga e maionese). Due opzioni anche per le bombe dolci: le più semplici (zucchero; crema pasticciera con liquore Strega; crema gianduja e marmellata di albicocche) costano €2,50. In versione dessert (Bombamisù e con gelato al liquore Navan) costano €4. Completano il menu tre proposte “alternative” (focaccia vegan con zucchero, panini dolci integrali con cioccolato o uvetta), caffetteria, tè, bibite analcoliche, birre e vini al bicchiere. Il piccolo locale (una ventina i posti a sedere, in attesa del dehors), ha la cucina a vista. Già testata temporaneamente qualche anno fa a Napoli, la formula Bomba viene oggi rilanciata in collaborazione con il gruppo Autogrill, proprietario del marchio. Prevedibile, perciò, lo sviluppo di catena sia in Italia che all’estero. Del resto, «Il mio sogno è fare diventare Bomba protagonista di un nuovo cibo di strada italiano», scrive Niko Romito all’interno del locale.Un cibo di strada nuovo che affonda le radici nella tradizione e nella storia familiare di Romito: il punto di partenza è infatti la bomba che il padre pasticciere proponeva negli anni ’60 nella sua pasticceria di Rivisondoli.

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